Sinopoli (RC): scoperti dai Carabinieri due rifugi con armi ed esplosivo all’interno

Nel corso del predisposto servizio di rastrellamento nel territorio di Sinopoli eseguito dai militari Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria unitamente personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Vibo Valentia, sono stati scoperti, in una zona aspromontana in località Sinopoli Inferiore, due rifugi abitabili costituiti da lamiere completamente occultate nella fitta vegetazione, presumibilmente utilizzati dai catturandi per sottrarsi alle ricerche. La località e la posizione degli stessi è compatibile con gli spostamenti effettuati dall’ultimo latitante arrestato pochi giorni fa Macrì Antonino.

Nelle baracche, dotate di brandine e coperte, sono stati rinvenuti, abilmente nascosti, armi ed esplosivo. In particolare, 2 pistole calibro 7.65 con matricola abrasa (nella foto), 800 grammi di dinamite a base di nitroglicerina costituita da 5 panetti di gel (nella foto), due detonatori elettrici (nella foto) e varie cartucce di fucile e pistola. Nelle vicinanze dei rifugi è stato scoperto altresì un tubo di grosse dimensioni completamente interrato, verosimilmente utilizzato per l’occultamento di materiali di provento illecito. Sul posto sono intervenuti gli artificieri dei carabinieri che hanno messo in sicurezza il sito e su disposizione dell’autorità giudiziaria hanno effettuato una piccola campionatura del materiale esplodente e fatto brillare la restante parte. Tutto il materiale è stato posto sottosequestro e verrà inviato al Reperto Investigazioni Scientifiche per accertamenti tecnici. Proseguiranno le attività di controllo del territorio dei Carabinieri soprattutto nelle zone più impervie dell’Aspromonte, teatro spesso della consumazione di reati in genere.

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Melito Porto Salvo (RC): tre ragazzi arrestati per detenzione illecita di stupefacenti

Nella tarda serata di mercoledì 09, i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno tratto in arresto in flagranza di reato M. P., 20enne, I. M., 21enne, e R. D., 20enne, tutti di Reggio Calabria, poiché sorpresi con un ingente quantitativo di stupefacente finalizzato allo spaccio. I tre procedevano lungo la S.S. 106, con direzione di marcia Reggio Calabria, a bordo dell’autovettura intestata al padre di M.P., quando, giunti all’altezza del bivio Fornace di Lazzaro, una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile, impegnata in un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, intimava loro l’alt.

I militari, dopo aver identificato gli occupanti del veicolo e notato allarme nell’atteggiamento dei tre giovani, procedevano ad una perquisizione personale e veicolare che consentiva di rinvenire, ben occultato sotto il sedile del guidatore, un sacchetto di cellophane (la classica busta in plastica per la spesa) contenete due panetti di marijuana (nella foto) per un totale di gr. 200 (duecento) circa. I tre soggetti, tra i quali una ragazza, venivano arrestati con l’accusa di concorso nel delitto di detenzione illecita di sostanza stupefacente non destinata all’uso personale ed, esperite le formalità del caso, tradotti presso il carcere di Reggio Calabria dove saranno interrogati dal giudice per la convalida della misura pre-cautelare. Lo stupefacente, che le analisi tecniche hanno confermato essere di ottima qualità ed in grado di suddividersi oltre 500 (cinquecento) dosi medie, è stato posto sotto sequestro, così come il veicolo utilizzato dai correi.

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Cittanova (RC): diciannovenne arrestato perché autore di diversi atti intimidatori

Questa mattina, i carabinieri della Compagnia di Taurianova, con la collaborazione degli agenti del Commissariato della P.S di Cittanova, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Palmi, su richiesta della Procura della Repubblica di Palmi, nei confronti di Fabrizio Longo, classe 1991, di Cittanova, per i reati di: detenzione illegale di armi; porto di armi in luogo pubblico; danneggiamento aggravato; detenzione di arma clandestina; ricettazione e minacce, tutti commessi con l’aiuto di suo fratello, L. D., 25enne, denunciato a piede libero.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi, che hanno portato all’emissione dell’odierna misura, sono scaturire in seguito ad una serie di atti intimidatori che si sono verificati all’inizio dello scorso anno a Cittanova e che destarono un notevole allarme sociale. In particolare, L.F., aveva preso di mira la famiglia di un imprenditore di Cittanova, che nel mese di gennaio 2010 ritrovò, sulla porta della sua abitazione, una busta indirizzata ad una delle sue figlie, con all’interno un biglietto ove venivano formulate minacce molto esplicite nei confronti della ragazza e dei suoi familiari; la stessa busta conteneva anche tre proiettili calibro 9×21 per pistola. Nello stesso periodo, un analogo messaggio veniva recapitato anche ad un altro giovane di Cittanova, la busta conteneva uno scritto con la stessa calligrafia e un proiettile dello stesso tipo, fatto che induceva gli inquirenti a ritenere vi fosse un’unica regia dietro agli atti intimidatori che si stavano verificando. Dopo questi due primi episodi se ne verificò un terzo, ovvero il danneggiamento dell’autovettura usata dai familiari dell’imprenditore, sulla quale venivano esplosi due colpi di fucile. Al culmine di una serie di accertamenti investigativi, essendo emersi già elementi univoci sulla matrice del gesto, i carabinieri decisero di perquisire l’abitazione del diciannovenne. Il risultato di quella operazione rappresentò una svolta per le indagini, perché vennero sequestrate delle cartucce, tra l’altro molto particolari e poco presenti sul mercato, identiche a quelle messe all’interno delle buste minatorie e venne ritrovato anche il fucile, risultato essere clandestino, con il quale era stata danneggiata l’autovettura delle vittime. La persona arrestata è stata associata alla struttura carceraria di Palmi.

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Il pettegolezzo, “un’arte” o un becero “passatempo”?

altaltInizia tutto con un semplice “Hai saputo che?”  o, ancora, con “Ma non lo sai cos’è successo a Tizio?”, e potremmo continuare così. All’infinito. Un pò come un “virus” di cui tutti siamo portatori sani, il pettegolezzo è una voce infondata che si divulga velocemente all'interno di una qualsivoglia società. Non si distingue per religione, razza o ceto sociale. Molto spesso le “dicerie” sono leggende (quelle che qualcuno definisce “leggende metropolitane”), cose bizzarre che accadono quasi sempre ad “amici degli amici” ed, anche se buona parte di esse possono manifestarsi come infondate e calunniose, bisogna riconoscere che spesso possono contenere una parte di verità.

A tal proposito, potremmo provare a stilare un vasto elenco sulle diverse tipologie di “dicerie”. Abbiamo, infatti, quei pettegolezzi aventi uno stile a dir poco “fiabesco”, oppure pettegolezzi che nascono da verità “romanzate” ed arricchite dal cosiddetto “passaparola” o, dulcis in fundo, i tanto deprecabili pettegolezzi “malsani”. Ordunque, nel primo stile di diceria, quello “fiabesco”, possiamo posizionare le frasi che si dicono per un conversare futile e distensivo, al bar o dal parrucchiere. Esse non dovrebbero avere alcuna finalità se non quella di farci trascorrere qualche ora in spensieratezza con amici,  “sparlando” dei non presenti (ovviamente). Il secondo, da noi denominato quale vero e proprio “romanzo”, è da catalogare come una maldicenza nata da una base di verità che, però, durante il “passaggio” da una persona ad un’altra, perde completamente fondamento divenendo filtrata, modificata e deformata. Infine, l’ultima categoria è quella del pettegolezzo “malsano”. Esso è fortemente calunnioso ed infamante al punto da divenire addirittura davvero pericoloso per l’ equilibrio psicologico di chi lo subisce e che, presto o tardi, ne verrà a conoscenza (un “anello” della catena, prima o poi, incontrerà il protagonista e, magari candidamente, dirà “Sai cosa dicono (loro, gli altri) di te?” e, poi, che il turpiloquio abbia inizio. A chi non è mai capitato, di essere vittima di un pettegolezzo che, quantomeno inizialmente, ci ha fatto tribolare? E chissà quante volte, invece, siamo stati  noi i “carnefici” più o meno volontariamente?Fin qui abbiamo giocato a collocare i vari tipi di chiacchiere, dando loro un ordine differenziato in base all’intenzione con cui lo si racconta. Ma se è vero che le dicerie nella maggior parte dei casi sono innocue, vi sono situazioni in cui possono diventare davvero deleterie in quanto, trovando la loro genesi nell’invidia, sono in grado di arrivare ad intaccare le relazioni sociali di una persona sino a portarla addirittura all’emarginazione. In casi del genere possiamo menzionare, ad esempio, i cantanti Marco Masini e Mia Martini. Quest’ultima, in particolare, esiliata dallo show business addirittura si è suicidata perché qualcuno aveva messo in giro la voce che portasse sfortuna. Dati gli strepitosi effetti della diceria e del pettegolezzo sulla credulità popolare, non è escluso che molte persone o gruppi sociali interessati, possano mettere in giro delle dicerie “ad arte” al fine, ad esempio, di screditare un avversario politico ovvero di ottenere crescita di consenso rispetto ad una determinata idea. La chiacchiera sociale è, perciò, da considerare come una “verità” non verificabile, la cui infondatezza esercita addirittura un fascino per la possibilità che offre di immaginare. Sergio Benvenuto, psicologo presso il Cnr di Roma e autore di un saggio intitolato “Dicerie e pettegolezzi”, spiega come essi siano “espressione di paure e desideri inconsci. E più che da intenzioni malevole, spesso i pettegoli sono spinti dal desiderio di sentirsi e mostrarsi vicini alla persona oggetto della curiosità”. Possiamo, dunque, affermare che il pettegolezzo da bar, pertanto non nocivo, può rappresentare un modo per soddisfare una momentanea smania di protagonismo, un modo per  “occuparsi di” senza “preoccuparsi degli effetti” sicuramente non in modo amorevole e benevolo della gente di cui si “sparla”. Addentrarsi nel labirinto del pettegolezzo, è “un’arte” (seppur nell’accezione negativa del termine) o, assai peggio, un “passatempo” irrinunciabile e, finanche, come abbiamo visto, pericoloso? Chi di questo spasso ne fa quasi un modus vivendi,  è ossessionato dallo spessore del soggetto che, magari, con la sua ombra lo copre oppure, per esempio, quest’ultimo è, “semplicemente”, ciò che il primo vorrebbe essere? Dice bene chi afferma che “Se parlano di me in questi termini, la verità è che la mia vita è assai più interessante della loro”. O no?

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Reggio Calabria: con l’operazione Terrazzamento l’Arma smaschera un imponente traffico di rifiuti

Premessa. Nella mattinata odierna i carabinieri della dipendente Compagnia di Reggio Calabria e del NOE di Reggio Calabria stanno eseguendo decreto di sequestro emesso dal GIP di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura nei confronti di tre Società: Idroterm di Martino Vittorio Bruno, con sede legale in Reggio Calabria contrada Croce Valanidi, Idroterm srl con sede in Roma ed Eko Mrf s.r.l. con sede legale in Reggio Calabria Vallone Bovetto. Reati contestati ambito indagine condotta da CC Stazione Gallina e NOE Reggio Calabria consistono nella realizzazione di discarica abusiva di rifiuti speciali non pericolosi (materiali edili da demolizione provenienti da cantieri) in territorio (Regione Calabria) in cui vige lo Stato di Emergenza nel settore dei rifiuti (art.6 c.1 lett.f D.L.172/2008), traffico di rifiuti (art.260 c.3 D.lgs: 152/2006), realizzazione di lavori di terrazzamento di terreni a scopo agricolo in assenza dei prescritti titoli autorizzativi (art.44 c.1 lett.a D.P.R. 380/2001), nonchè gestione e trasporto non autorizzati di rifiuti speciali non pericolosi (art.6 c.1 lett.f D.L.172/2008). Sono circa 50 i militari impegnati nelle operazioni tra Reggio Calabria, Roma, Napoli, Milano, Bologna.

L’inizio delle attività. L’attività di indagine intrapresa nel luglio 2009 nasce dall’attenzione concentrata sul territorio da parte dei carabinieri della Stazione di Gallina e del NOE di Reggio Calabria per il monitoraggio dell’attività di gestione e smaltimento dei rifiuti. In particolare veniva attenzionata una ditta operante sul territorio, la Eko Mrf con sede in contrada Bovetto. Uno studio preliminare del sito della ditta segnava il primo momento di interesse. Collegatisi su un normale sito di consultazione mappe satellitari “Bing Maps” i militari potevano con curiosità osservare che la foto effettuata da satellite aveva immortalato all’interno dall’area di proprietà della ditta un mezzo d’opera che scaricava materiale edile su un costone della collina. Da quel momento sono partite le verifiche che hanno portato al deferimento di 22 soggetti a vario titolo responsabili dei reati sopra elencati. Lo svolgimento delle indagini. Da un principio quasi casuale e curioso ne è scattata un’indagine impegnativa e approfondita. Le indagini, svolte sotto la direzione del Proc. Aggiunto Dott. Sferlazza e del Sost. Proc. Dott.ssa Ombra, sono state svolte con tradizionali metodologie di polizia giudiziaria: servizi di osservazione per il controllo dei movimenti dei mezzi e le conseguenti attività svolte sul sito di stoccaggio, controlli aerei con elicottero dell’Arma dell’Elinucleo di Vibo Valentia, fino ad una fase finale di ispezioni all’interno dell’azienda e verifiche documentali sui trasporti di rifiuti effettuati e su tutti i titoli autorizzativi relativi alle attività svolte. La realizzazione di discarica non autorizzata di rifiuti speciali non pericolosi. Il primo importante aspetto su cui si è focalizzata l’indagine è la realizzazione di discarica abusiva da parte della Società Eko Mrf. Come appariva dalle immagini satellitari del sito “Bing Maps” (nelle foto), all’interno della proprietà dell’azienda si era svolta un‘attività di sversamento di rifiuti provenienti da demolizioni con il riempimento di un intero vallone. Le immagini realizzate da elicottero dell’arma dei Carabinieri confermavano che sul sito era stata effettuata un’importante azione di conferimento di materiali. Dagli accertamenti documentali emergeva che in relazione all’area interessata era stata presentata da Martino Bruno, amministratore unico della Eko Mrf srl, nonché proprietario del terreno, nell’anno 2005 una dichiarazione di inizio attività di realizzazione di terrazzamenti con conferimento di “terreno agricolo per la realizzazione di un uliveto”. Inutile sottolineare che dalle immagini scattate dall’elicottero di uliveti non vi era alcuna traccia sul sito indicato. Non solo: le attività di movimento terra intraprese non sono state considerate lecite neppure dal punto di vista autorizzativo urbanistico-ambientale poiché, come indicato dall’Ufficio tecnico del Comune di Reggio Calabria, effettuate in assenza dei previsti nulla osta paesaggistico-ambientali. Tale circostanza emergeva anche da verifiche effettuate dall’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura, dalle cui relazioni tecniche consegnate all’Arma, emergeva chiaramente sull’area interessata la sussistenza di concreti rischi idrogeologici in conseguenza delle azioni antropiche operate. Peraltro da sopralluoghi effettuati sul posto, sebbene l’area utilizzata per lo sversamento dei rifiuti fosse impervia, franosa e pertanto non accessibile, i militari potevano de visu constatare l’evidente affioramento di rifiuti speciali non pericolosi da demolizione (parti di pilastri in cemento, reti plastiche impiegate sui cantieri, residui bituminosi, legnami), affioranti evidentemente per l’azione delle piogge e degli agenti atmosferici. La gestione ed il trasporto non autorizzati di rifiuti. Un secondo aspetto su cui si sono concentrate le indagini è stato il controllo dei mezzi che trasportavano e conferivano i rifiuti presso la Eko Mrf srl. La normativa in vigore prevede precisi obblighi su tutta la catena di produzione, gestione, trasporto e smaltimento o recupero dei rifiuti, pertanto impone obblighi e conseguenti responsabilità anche in capo ai soggetti produttori del rifiuto. A seguito dei controlli è emerso che la quasi totalità dei produttori conferivano i rifiuti a società che operavano il prelievo e trasporto in assenza di autorizzazione sia della società che dei mezzi impiegati. In conseguenza di ciò la normativa vigente prevede il sequestro per la confisca dei mezzi utilizzati, sequestri che nella odierna operazione hanno riguardato 21 mezzi d’opera di proprietà di 16 distinte aziende operanti sul territorio di Reggio Calabria. Oggetti del sequestro. Il sequestro ha ad oggetto il patrimonio mobiliare ed immobiliare (sito, mezzi, strutture e intera proprietà terriera sede della discarica non autorizzata) delle Società Idroterm, Idroterm srl (tra cui attività bar-ristorazione interna all’Aeroporto di Reggio Calabria) ed Eko Mrf srl, nonché 21 mezzi d’opera (segnalati per la confisca ex-lege), conti correnti e altri beni facenti capo alle società medesime, per valore quantificato in 7 milioni di Euro. Gli strumenti normativi applicati. I reati contestati nell’ambito dell’indagine sono previsti dalla normativa in materia ambientale che, a seguito delle recenti ed importanti modifiche (testo unico del 2006 e successive modifiche e integrazioni), ha fornito strumenti assolutamente incisivi ed efficaci per l’azione di contrasto. In particolare può ricordarsi l’inserimento dell’aggravante in materia di reati ambientali per i territori in cui vige lo stato di emergenza (prorogato nella Regione Calabria anche per l’anno 2011 con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri). Può altresì citarsi la severità della regolamentazione della catena “produzione-gestione” del rifiuto che investe di precise responsabilità anche il produttore del rifiuto stesso, che non solo ha l’obbligo di verificare che la ditta cui affida il rifiuto sia autorizzata, ma anche quello di verificare che il rifiuto sia accettato dal destinatario finale. Proprio in questa attività sono state accertate condotte penalmente rilevanti da parte dei soggetti produttori del rifiuto. Le conseguenze, anche per questi soggetti sono decisamente gravi e prevedono la confisca del mezzo d’opera impiegato.

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Gioia Tauro (RC) e Piana: l’Arma ad ampio raggio

Imponente servizio coordinato a largo raggio, volto sia alla prevenzione dei reati che al contrasto delle attività criminali, attuato dai Carabinieri nel territorio della Compagnia di Gioia Tauro. Il servizio è stato ordinato dal Comandante della Legione CC Calabria, Generale di Brigata Adelmo Lusi e coordinato dal Comandante Provinciale di Reggio Calabria, Colonnello Pasquale Angelosanto, con l’impiego delle unità dell’Arma Territoriali della piana di Gioia Tauro, in particolare della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro e della Compagnia Speciale del Gruppo Operativo Calabria con sede a Vibo Valentia.

Nel corso dei servizi i militari dell’Arma: in Galatro (RC), in viale delle Terme, hanno rinvenuto due fucili semiautomatici cal. 12 con matricola abrasa e 8 munizioni dello stesso calibro, alcune delle quali caricate a pallettoni. Le armi, avvolte in dei teli di plastica ed accuratamente  nascoste tra i rovi nei pressi di una abitazione disabitata, erano molto ben oleate e perfettamente funzionanti. Sul ritrovamento i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno avviato le indagini e le armi, con le munizioni, saranno inviate al R.I.S. di Messina per gli accertamenti balistici e per l’esaltazione di eventuali impronte papillari latenti; in Rosarno (RC), in contrada Zimbario, hanno deferito in stato di libertà due uomini che dopo aver cercato di fuggire all’alt imposto da una pattuglia, sono stati trovati in possesso di un grosso coltello di genere vietato; nel corso del servizio al quale hanno preso parte 50 Carabinieri, sono state, inoltre: controllate 110 autovetture; identificate 151 persone; effettuate 22 perquisizioni personali, veicolari e domiciliari; elevate 16 contravvenzioni al Codice della Strada.

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Laruffa editore presenta “Io sono… En soph” di Annamaria Barreca

Sarà presentato giovedì 10 febbraio, alle ore 18, nel salotto letterario della libreria Mondadori di Siderno, il libro “Io sono… En soph” di Annamaria Barreca* per Laruffa Editore. Misterioso e coinvolgente, “Io sono” (nella foto la copertina) racconta una straordinaria esperienza ai confini del reale. Entità superiori popolano la vita e questo scritto di Annamaria Barreca (nella foto), poetessa di talento e donna dall’eccezionale sensibilità. “Così ‘Io sono’ entrò nella mia vita con la sua forza dirompente e sbaragliò la mente, sottile meretrice, che si divertiva a ricacciarmi nel fondo della mia esistenza. Divenni una sua creatura, proiezione umana di un disegno divino… Egli non ha natura, è vibrazione allo stato puro, non appartiene all’umano.

E’ il mio inizio e la mia fine, il mio Uno e il mio Tutto…”, scrive l’autrice, narrando con il piglio del romanzo storie sul filo del paranormale. Alla serata interverranno: il critico letterario Francesca Neri, l’editore Roberto Laruffa e l’autrice. Coordina Maria Teresa D’Agostino. *Annamaria Barreca ha un ricco percorso letterario. Nel 1990 ha pubblicato “Con Discrezione” (liriche intimistiche a liriche di impegno sociale); con “Addio Angelo” è risultato vincitore del premio letterario “Donna e scrittura” nel 1993. La silloge “Arcipelago Alfa” (autobiografia  in versi) ha vinto il premio Palazzo Grosso nel 2000 e il premio Franco Bargagna nel 2005. Nel 2006 la prima opera di narrativa con la raccolta di racconti e di aforismi “Fabulae”. E’ autrice di saggi brevi su poeti dell’area meridionale e collabora con riviste letterarie in qualità di critico. Nel 2008 ha pubblicato due testi poetici: “Canti scapigliati” e “Uomini, donne e…”. Nel 2009 pubblica “Terragra”, raccolta di liriche, appunti di viaggio e fotografie sulla città di Reggio Calabria e la sua provincia.

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Serie Bwin, XXV^ giornata: Reggina-Padova 1-1

Reggina-Padova: 1-1. Reggina (3-5-2): Puggioni; Burzigotti, Cosenza ed Acerbi; Colombo, Rizzo, De Rose (dal 85° Castiglia), N. Viola (dal 63° Campagnacci) e Barillà (dal 58° Rizzato); Zizzari e Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Laverone, Di Lorenzo ed A. Viola. All.: Atzori. Padova (4-3-1-2): Cano; Crespo, Cesar, Legati e Renzetti; Bovo (c) (dal 83° Cuffa), Jidayi e Gallozzi (dall’88° Di Nardo); De Paula (dal 60° El Shaarawy); Ardemagni e Vantaggiato. In panchina: Agliardi, Trevisan, Ronaldo e Hochstrasser. All.: Calori. Arbitro: Tozzi di Ostia. Assistenti: Tasso di La Spezia e Bagnoli di Teramo. Quarto uomo: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. Marcatori: Bonazzoli al 78° (rig.) e Vantaggiato al 93°. Ammoniti: Legati al 77° ed Ardemagni all'84°. Corner: 6 Reggina e 6 Padova. Recupero: 0’ (p.t.) e 5’ (s.t.). Spettatori paganti: 397. Abbonati: 3566. Incasso al botteghino: € 5600. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 3963. Incasso totale: € 27.977. Note. Rivoluzione post “mercato del nulla” (o quasi) quella attuata stasera da mister Atzori (a cui, sebbene non possa manifestarlo come vorrebbe, la cessione di Missiroli, ma, soprattutto, il mancato arrivo di almeno un altrettanto valido sostituto, non è andata giù sebbene il suo presidente abbia, per la prima volta in stagione, fissato un obiettivo concreto e non aleatorio pronunciando la parola “playoff”).

Ed allora, come si confà ad un uomo di carattere come giudichiamo essere il mister frusinate, si decide di osare per, quantomeno, di provare a cambiare il trend non certo positivo (una vittoria, cinque pareggi e quattro sconfitte nelle ultime dieci gare non sono certo un ruolino di marcia invidiabile). Assente lo squalificato Adejo, in difesa trova spazio Burzigotti. Ma le vere novità sono nella linea mediana ed in avanti dove Colombo sostituisce Laverone, il nuovo arrivato De Rose “defenestra” Castiglia e Campagnacci si accomoda in panca per lasciare spazio a Zizzari con l’augurio che sia più preciso del compagno in fase realizzativa e di assistenza al bomber, e nuovo capitano amaranto, Bonazzoli. In panchina esordisce Di Lorenzo. In Tribuna Est, al solito, trovano allocazione una trentina di tifosi veneti che, assai facilmente, come tutti i loro predecessori, nemmeno prendono in considerazione né il ministro Maroni né la sua famigerata “tessera del tifoso” le cui regole severe vengono regolarmente aggirate senza il benché minimo sforzo o impegno, ma solamente comprando i biglietti di altri settori. Il pubblico amaranto, per l’ennesima volta deluso nelle sue aspettative, diserta lo stadio e, crediamo, fa registrare stasera il minimo di presenze (come dargli torto?). Si affrontano due squadre appaiate in classifica a quota 34, con gli ospiti capaci sin’oggi di conquistare soli 6 punti in trasferta (frutto di altrettanti pareggi e, quindi, con lo 0 ancora ben fissato in quanto a vittorie esterne). Cronaca e commento. Primo tempo. Al 2° è la Reggina ad imbastire una buona azione offensiva sull’asse Bonazzoli-Zizzari-Rizzo che porta quest’ultimo al tiro “forzato” da fuori area tempestivamente respinto da un difensore ospite. Al 4° la Reggina è protagonista in negativo e poco ci manca che ci lasci le penne. Cosenza appoggia in orizzontale (una cosa, questa, da non fare mai sulla linea difensiva tant’è che la insegnano alla scuola calcio), ma sbaglia la misura. Sulla palla si avventa Gallozzi che, presa la mira (fortunatamente male), tira al lato della porta difesa da Puggioni che, quindi, tira un sospiro di sollievo. Al 7° Bonazzoli, da fuori area, prova a sorprendere Cano ma il suo tiro termina in curva. All’8° ci prova, ancora da fuori area, Barillà che, di sinistro, manda sul fondo. Al 10° ancora Barillà che, se possibile, fa ancora peggio che nell’azione precedente lisciando in toto il pallone e facendo una piroetta su se stesso prima di rendersi conto che il pallone è ancora là salvo, poi, non concludere nemmeno in fase di cross. La Reggina comunque spinge e si rende ancora pericolosa. E’ il 12° e l’esordiente De Rose crossa bene al centro dell’area dove, però, Bonazzoli non arriva puntuale all’appuntamento con il pallone. Al 13° risponde il Padova. Vantaggiato conquista palla sulla trequarti amaranto, si coordina e calcia teso ma centrale. La palla rimbalza davanti a Puggioni che non può bloccarla e devia in corner. Al 19° il Padova è pericolosissimo. Vantaggiato calcia una punizione da fuori area, il suo è un bolide che, sol perché centrale, viene deviato di pugno in corner da Puggioni. In questa fase della gara, in cui entrambe le formazioni si danno battaglia senza riuscire a rompere l’equilibrio, a protagonista si erge tale sig. Tozzi con alcune decisioni assai opinabili ben coadiuvato negli errori dal suo assistente Tasso che opera sotto la Tribuna Ovest (Tozzi e Tasso, tutto un programma). Al 22° il Padova si spinge in avanti con ancora con Vantaggiato che, però, sbaglia l’appoggio per il sopraggiungente compagno sulla destra ed è tempestivo Puggioni ad uscire in presa bassa e ad evitare il peggio. Al 26° la Reggina prova con Cosenza, sugli sviluppi di un corner, a sorprendere Cano con un colpo di testa, ma il portiere ospite è ben piazzato e blocca. La partita è giocata a ritmi alti, ma molto frastagliata nelle azioni con Reggina e Padova che si affrontano a viso aperto cercando di superarsi a vicenda, ma entrambe poco precise in fase conclusiva. Al 37° ottima l’azione amaranto con De Rose (ottimo il suo esordio) e Colombo con quest’ultimo, assistito dal primo, che arriva al tiro di sinistro (non il suo piede) mandando, però, alto. La Reggina è viva, ma continua a peccare in fase realizzativa dove, forse, arriva con un eccesso di foga che si traduce in imprecisione sotto porta. Al 42° è il Padova ad andare ancora vicino al vantaggio, negato solo da uno strepitoso Puggioni. Calcio di punizione dalla destra battuto da Vantaggiato al centro dell’area dove Ardemagni colpisce di testa a colpo sicuro e su cui il portiere amaranto interviene in un mix di istinto e tecnica e respinge miracolosamente. Al 44° la Reggina grida al rigore. Cross da sinistra di Barillà al centro verso Zizzari che cade a terra con Tozzi che fa ampi cenni di continuare. Il primo tempo, un buon primo tempo tutto sommato, finisce qui. Ad Atzori e Calori 15 minuti di tempo per cercare di catechizzare i propri uomini in vista dei secondi 45 minuti in cui, verosimilmente, il ritmo calerà seppur non crediamo le intenzioni di entrambe le squadre cambino di molto. Secondo tempo. La prima conclusione a rete della ripresa è del Padova con Vantaggiato che manda alto sulla porta amaranto. Al 53° ci prova ancora il Padova con Ardemagni, il suo tiro è alto sulla traversa. La Reggina prova a rispondere costruendo azioni su azioni con Colombo e De Rose (molto simile nelle movenze a Brienza) sulla destra ed Acerbi sulla sinistra. Al 54° ci prova Zizzari che, ricevuta palla spalle alla porta, si gira a sinistra e di sinistro calcia morbido mandando il pallone fuori d’un soffio alla destra del portiere Cano. Al 58° Atzori effettua il  primo cambio della gara: fuori un impreciso Barillà per un più propenso alla fase d’attacco Rizzato. Calori (nella foto) risponde due minuti dopo escludendo dalla partita De Paula a favore di El Shaarawy già andato in goal contro la Reggina nel 4-0 dell’andata. Fase della gara caratterizzata dalle sostituzioni. Al 63° Atzori toglie il regista N. Viola per Campagnacci schierando, quindi, 3 punte di ruolo (Zizzari, Bonazzoli e, appunto, Campagnacci) e passando ad un più offensivo e spregiudicato 3-4-3 proteso alla ricerca della vittoria. Al 71° si rifà viva la Reggina con Campagnacci che spizzica di testa un calcio di punizione mandando molto largo e lontano dalla porta di Cano. La gara, come prevedibile, cala di ritmo e si nota. La Reggina fatica a costruire e, come spesso già accaduto, fatica ancor di più ad andare al tiro. Ecco perché la cessione di Missiroli, senza un valido sostituto (ma De Rose può solo migliorare oltre la buona impressione di stasera), assume contorni ancor più importanti in termini di perdita di qualità e, di conseguenza, di pericolosità in fase offensiva. In fondo, “Missile” era uno dei pochi ad avere le qualità per saltare l’uomo, per costruire e finanche per andare in goal. Al 74° la Reggina va in goal con Acerbi pronto ad insaccare in tuffo alle spalle di Cano. Tozzi, su segnalazione di Bagnoli, rende tutto vano per l’evidente posizione di offside del giocatore neo-genoano. Al 77° azione in verticale di Rizzato, cross rasoterra verso Bonazzoli che crolla spinto da Legati. Tozzi ci pensa un po’, sicuramente si consulta tramite auricolare con Bagnoli e decreta il penalty a favore dei reggini tra le proteste degli ospiti. E’ il 78° e sul dischetto va Bonazzoli che bissa il goal su rigore di sabato scorso a Piacenza e porta, meritatamente, in vantaggio i suoi. Bene! Il pubblico si sveglia dal torpore dovuto al gelo ed incoraggia i suoi beniamini. Il vantaggio è tutto sommato meritato. La Reggina, per merito del suo allenatore, ha osato rischiando anche. La partita si accende ed a farne le spese è Ardemagni che entra in maniera scomposta su Rizzato e genera una rissa da cui ne esce quale unico ammonito. All’85° esce uno dei migliori in campo, se non il migliore: De Rose lascia per Castiglia. Chiaro e legittimo l’interesse di Atzori, adesso, di coprirsi. Il ritmo della gara si alza nuovamente. Acerbi, in difesa, è un gigante e tutta la linea difensiva alza una diga. Calori le prova tutte: entrano Cuffa e Di Nardo ed escono il capitano Bovo e Gallozzi. La Reggina è, adesso, sotto assedio. Il Padova è tutto nella metà campo amaranto e gli uomini di Atzori, nervosissimo in panchina, provano a resistere. Troppo importante, soprattutto per il morale, portare in porto questa vittoria. 5 sono i minuti di recupero assegnati da Tozzi che saranno giocati allo stremo. Il Padova è tutto proteso alla ricerca del pari e la Reggina si affida alle ripartenze più che altro per tenere lontano il pallone dalla propria area. La fortuna non è, però, dalla parte della Reggina. Al 93° Vantaggiato prova il tiro da fuori area, Cosenza è sulla traiettoria e devia in maniera determinante guardando la palla terminare la sua corsa alle spalle dell’incolpevole ed impotente Puggioni. La gara finisce qui. Nulla da dire agli uomini di Atzori sul piano dell’impegno e della dedizione e, se la dea bendata non ci avesse messo lo zampino, avrebbero certamente meritato la vittoria contro un ostico Padova. Peccato. Di qui in avanti si può solo migliorare (anche senza Missiroli, ma con quasi 8 milioni di euro in più in tasca destinati a…).

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Serie Bwin, XXV^ giornata: Reggina Padova (probabili formazioni e note)

Reggina (3-5-2): Puggioni; Cosenza, Burzigotti ed Acerbi; Laverone, Rizzo, Castiglia, N. Viola e Rizzato; Campagnacci e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Barillà, De Rose, Colombo, Montiel, A. Viola e Zizzari. All.: Atzori. Padova (4-3-1-2): Cano; Crespo, Cesar, Legati e Renzetti; Bovo, Jidayi e Gallozzi; Cuffa; Ardemagni e Vantaggiato. In panchina: Agliardi, Trevisan, Ronaldo, Hochstrasser, El Shaarawy, De Paula e Di Nardo. All.: Calori. Arbitro: Tozzi di Ostia. Assistenti: Tasso e Bagnoli. Quarto uomo: Gallo. Note. Per la Reggina, sabato scorso, è stata la prima sconfitta della sua storia a Piacenza. La squadra amaranto ha avuto in questa stagione, con quello realizzato da Bonazzoli sempre a Piacenza, 4 rigori a favore e sempre fuori casa. Per la terza volta, la Reggina, perde facendosi rimontare. La formazione di Atzori perde a Piacenza la propria imbattibilità dopo 309 minuti ed interrompe la sterilità in attacco dopo 380 minuti. E’ ancora buona la striscia interna di 272 minuti di imbattibilità, ma deve interrompere la sterilità al “Granillo” che dura ormai da 221 minuti.

La Reggina non vince fuori casa dal 09.11.2010 (2-1 a Cittadella con reti di Dalla Bona e doppietta di Nicolas Viola dal dischetto). Nelle ultime dieci partite 4 pareggi (in casa con il Torino per 1-1 – Bonazzoli e Bianchi -, ancora in casa con il Sassuolo per 0-0, a Crotone ancora per 0-0 ed ancora in casa, ancora per 0-0, contro il Siena), una sola vittoria (con il Grosseto 1-0 – Adiyiah -) e ben 5 sconfitte (a Novara 3-1 – Scavone, Bertani, Cosenza e Gonzalez -, in casa con l’Albinoleffe 1-2 – Girasole, Acerbi e Previtali -, a Varese 1-0 – Ebagua -, ad Ascoli 2-1 – Missiroli, Lupoli su rig. e Giorgi – ed a Piacenza 3-2 – Rizzo, Marchi, Graffiedi, Bonazzoli su rig. e Cacia). Nella classifica del ritorno è a –2 rispetto all’andata ed è al penultimo posto della particolare graduatoria. Dalla 15ma alla 24ma ha conquistato soli 10 punti (media retrocessione da 0,7 punti a partita, mentre gli amaranto viaggiavano alla media promozione di 1,92 sino alla 14ma). Fuori casa, nelle ultime 5 partite, solo un pareggio (a Crotone) e ben 4 sconfitte (a Novara, Varese, Ascoli e Piacenza). Rimane, nonostante tutto a +8 il vantaggio sulla scorsa stagione. Momento fatale il minuto 88 per le ultime tre sconfitte. Atzori arriva oggi alla panchina numero 24 e, pertanto, supera Camolese e punta De Canio a quota 26. Negli anticipi singoli al venerdì su 6 partite: 5 sconfitte (anche a Padova all’andata per 4-0), ed una sola vittoria per un totale di 6 goal segnati e 14 subiti. Reggina-Padova, i precedenti a Reggio. Questo incontro si è giocato solo in B. Quella di stasera sarà l’11ma volta  per i veneti in riva allo Stretto ed il bilancio è di 6 vittorie amaranto, 2 pareggi e 2 vittorie patavine. L’ultimo incontro risale alla scorsa stagione e terminò 1-1 (Brienza e Cani). Reggina-Padova non si è giocata per ben 11 anni, dal 18.01.1998 al 05.09.2009. L’ultima vittoria amaranto risale al 18.01.1998 per 3-0 con reti di Giovanni Morabito e doppietta di Ciccio Marino. Il Padova. Occupa il settimo posto in classifica, al pari della Reggina, con 34 punti frutto di 8 vittorie, 10 pareggi e 6 sconfitte. Ha realizzato 37 goal e ne ha subiti 29. Vanta un +3 sul girone di andata. Nelle ultime 3 partite ha portato al 55,6 la percentuale dei punti conquistati, dopo essere stato a lungo intorno al 47%. Un gol fatto di media a partita nelle ultime 3 gare (1,4 di media nelle ultime 5). 0,67 di media gol subiti  nelle ultime 3 partite (precedente media 1,2 nelle ultime 5). Nelle ultime 5 partite, 4 pari ed una vittoria sul Crotone. Ha ottenuto 5 rigori a favore (tutti realizzati) e 6 rigori contro (uno solo non trasformato dagli avversari). Il suo cammino esterno. 11 trasferte senza mai una vittoria in questa stagione (è l’unica squadra della B che può “vantare” un simile score). Ultimo in classifica con 6 punti per incontri lontano da casa assieme al Frosinone, fuori casa ha collezionato 6 pareggi e 5 sconfitte con 11 goal fatti e 18 subiti. Nelle ultime 5 trasferte pari a Novara, Livorno e Portogruaro e sconfitte ad Ascoli e Vicenza. L’ex è Di Gennaro. In A con la Reggina 741 minuti su 3420 ed un magnifico goal a San Siro contro il Milan. Quest’anno, solo due volte è partito da titolare. I cannonieri del Padova ed il goal alla Reggina. Il capocannoniere è Succi a quota 15 ma è ormai “out” per l’intera stagione, segue Vantaggiato con 6 reti, appunto Di Gennaro con 5 ed El Shaarawy con 2 goal di cui 1 alla Reggina nel 4-0 dell’andata. Il cannoniere principe contro la Reggina è Italiano con 3 gol (2 con la maglia del Chievo ed uno con quella del Verona). Bomber amaranto contro il Padova. Colombo ha realizzato al Padona un goal con la maglia della Triestina e Zizzari ben 5 goal al Padova, 4 con il Ravenna (di Atzori) ed 1 con il Grosseto. Gli allenatori. Atzori e Calori sono al loro terzo confronto. Per Atzori un pari con il Ravenna ed una sconfitta (all’andata). 5 volte Atzori contro il Padova con uno score di una vittoria, 3 sconfitte ed 1 pareggio. Una sola volta, invece, Calori contro la Reggina ed una (sempre la vittoria all’andata). L’arbitro. Dirige Riccardo Tozzi della sezione di Ostia, coadiuvato dagli assistenti Tasso e Bagnoli e dal quarto uomo Gallo. Tozzi ha debuttato in A il 31.05.2009 dirigendo in totale 5 partite. In B, invece, ha debuttato con Treviso-Ancona del 30.08.2008 ed oggi è alla 49ma direzione. Con la Reggina vanta 5 presenze. Mai una vittoria per gli amaranto, 2 pareggi in casa con Empoli (0-0 il 23.10.2010) e Cittadella (1-1 il 19.09.2009 con reti di Capelli e Pesoli) e 3 sconfitte a Novara (il già citato 3-1 del 22.11.2010) e due volte l’anno scorso a Modena (1-0 il 03.10.09 con rete di Bruno) ed a Vicenza (3-1 il 06.02.2010 con reti di Di Cesare, Litteri, Brienza e Sgrigna). Con il Padova, invece, una vittoria contro il Sassuolo il 22.03.2008 e 3 sconfitte a Siena (in questo campionato), a Brescia durante la passata stagione ed a Massa Carrara nel 2005.

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Reggio Calabria: presso gli Ospedali Riuniti, nasce l’Associazione per la Neonatologia

Nasce a Reggio Calabria l’Associazione per la Neonatologia. Un organismo che si propone di sostenere e aiutare le famiglie a vivere e superare il periodo in cui i bambini nati prematuri hanno bisogno dell’assistenza medica in ospedale. L’associazione si preoccuperà di fornire sostegno morale e psicologico ai genitori e anche a fare da tramite con il territorio per consentire loro di trovare un alloggio. Sono numerose, infatti le coppie che hanno necessità di reperire una dimora momentanea per assistere il loro bambino nel periodo di ricovero ospedaliero.

Per sabato 5 febbraio alle ore 9 presso l’Aula Spinelli degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, attendiamo quindi una nascita speciale con un convegno che vedrà l’apertura a cura del dott. Antonino Nicolò e della dott.ssa Claudia Laghi della Divisione di Neonatologia  e gli interventi di Paolo Bridi – Presidente ANT (Amici della Neonatologia Trentina), Anna Crippa – Vicepresidente di Vivere onlus (Coordinamento Nazionale delle Associazioni per la Neonatologia) -, Carla Fortino – Presidente dell’Associazione Il Bucaneve Messina – nonché dei genitori dei neonati a rischio di Reggio Calabria. Alle ore 13.00 avverrà la chiusura del convegno e sarà offerto un aperitivo preparato direttamente dal personale della Neonatologia.

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Sinopoli (RC): il latitante Antonino Macrì arrestato dai Carabinieri del Comando Provinciale e dello Squadrone Eliportato Cacciatori

È stato sorpreso in piena notte in una casa di Sinopoli Inferiore (RC) (che risultava da tempo disabitata) il latitante Antonino Macrì (nelle foto, prima, latitante e, poi, arrestato), destinatario di un ordine di carcerazione di 10 anni di reclusione per detnzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione, emesso dalla Procura della Repubblica di Palmi lo scorso 17 giugno 2010. E’ finita con l’irruzione dei carabinieri dello Squadrone Eliportato cacciatori “Calabria” e del Comando provinciale di Reggio Calabria la terza latitanza di del Macrì, che già in passato aveva cercato di sottrarsi alla cattura nascondendosi sull’aspromonte.

Infatti, in data 10.10.1997, dopo un periodo di lunga latitanza veniva arrestato dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria di Vibo Valentia che, nel corso di un servizio di appiattamento, lo individuava tra la fitta vegetazione delle zone aspromontane del territorio di Sinopoli Inferiore (RC) e,  nonostante l’alt intimatogli dai militari il ricercato non esitava, per assicurasi l’immunità, di puntare la pistola al loro indirizzo, venendo ferito; nonostante colpito alla spalla riusciva ugualmente a lanciarsi in una scarpata ma raggiunto veniva bloccato ed arrestato. Macrì è un vero è proprio latitante aspromontano. Gran parte delle sue latitanze le ha passate vivendo in piena clandestinità girovagando tra i boschi e gli anfratti degli aspri territori natii che conosceva benissimo. In alcuni servizi, infatti, svolti da parte dei Carabinieri, in occasione di quest’ultima latitanza è stato intravisto di sfuggita attraversare l’area montana servendosi di un bastone per farsi spazio tra la fitta vegetazione. Di fatto le sue tracce venivano successivamente perse, pertanto è stato necessario intensificare le attività di osservazione che successivamente hanno permesso di verificare il covo dove si trovava. Questa volta i militari, facendo ricorso alle classiche tecniche d’indagine basate su lunghe e faticose osservazioni e pedinamenti, partendo dalle recenti vicende che hanno interessato il latitante che di recente ha subito la scomparsa di alcuni suoi congiunti, sono riusciti ad isolare l’abitazione dove questo si era rifugiato. Al momento dell’irruzione, resa difficoltosa dalla circostanza che le strade che circondano l’abitazione sono strette e non  transitabili dalle macchine, il Macrì ha cercato di nascondersi in una piccola stanza al piano superiore, pensando di ingannare i militari, visto che la casa era sprovvista di energia elettrica ed era completamente al buio, poiché erano state oscurate anche le finestre per evitare che filtrasse la luce dei lampioni che illuminano la strada. Nell’abitazione sono state trovate le provviste di cibo e vestiti che il latitante aveva di recente ricevuto dai suoi fiancheggiatori e tremila euro che lo stesso Macrì ha dichiarato avrebbe dovuto utilizzare per pagare il funerale di uno dei suoi congiunti. L’abitazione versava in condizioni pessime, dormiva vestito, pronto per la fuga, sopra un materasso per terra. Lo stato di latitanza in cui ha vissuto lo ha portato a trascurare la sua persona, da buon latitante si è fatto crescere una fitta barba da eremita, abiti in tinta con la vegetazione. Le indagini continuano per fare luce sui fiancheggiatori del latitante.

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Roghudi (RC): tre impiegati comunali assenteisti denunciati per truffa aggravata

Nel corso della mattinata di ieri, i militari della Stazione Carabinieri di Melito Porto Salvo, collaborati dai commilitoni del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, hanno denunciato in stato di libertà tre dipendenti (su sette totali) del Comune di Roghudi, ritenuti responsabili di truffa aggravata ai danni del predetto ente pubblico. In particolare i Carabinieri, che svolgevano un mirato servizio finalizzato a reprimere il malcostume dell’assenteismo dei pubblici impiegati dal loro posto di lavoro, avevano modo di accertare come S. A. di 57 anni, L. A. 65enne e T. F. di anni 44,

tutti dipendenti del Comune di Roghudi, pur risultando presenti nei documenti di servizio e, per i primi due, anche nel sistema di rilevamento elettronico delle timbrature (un lettore di badge in uso presso tutte le amministrazioni pubbliche), erano, in realtà, fuori della casa municipale, senza avere un formale permesso di assentarsi. A nulla è servito il rapido rientro di due degli assenti ingiustificati che, probabilmente notiziati telefonicamente dell’inaspettato controllo dei Carabinieri da qualche collega più virtuoso, sono stati bloccati dai militari all’ingresso del comune, di rientro da chissà quale impegno collaterale rispetto a quello che avrebbero dovuto svolgere sul loro posto di lavoro al servizio della collettività. Per tutti è scattata la denuncia in stato di libertà per il delitto di truffa aggravata.

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Roccella Jonica (RC): operazione congiunta di Carabinieri e Guardia di Finanza infligge un duro colpo alla cosca “Aquino-Coluccio” sequestrando beni per 10 milioni di euro tra cui il lussuoso “Parco dei Principi”

Il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione di polizia giudiziaria coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, finalizzata al contrasto della criminalità organizzata calabrese operante sul versante ionico reggino, ha sottoposto a sequestro una importante e lussuosa struttura alberghiera, denominata “Parco dei Principi” (nelle foto), sita in Roccella Jonica (RC), nonché l’intero patrimonio aziendale della “Coninvest s.r.l.”, società proprietaria della struttura turistica, valutata oltre dieci milioni di euro. Contemporaneamente, il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria ha eseguito perquisizioni nei confronti di sei soggetti ritenuti molto prossimi alla cosca “Aquino-Coluccio” di Marina di Gioiosa Jonica (RC), finalizzate anche alla ricerca di elementi utili al prosieguo delle indagini.

Il citato provvedimento di sequestro è stato disposto dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, dott.ssa Kate Tassone, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia reggina, che ha diretto le complesse indagini nei confronti di cinque persone fisiche, denunciate per i reati di riciclaggio e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, aggravati dall’utilizzo di metodologie comportamentali “mafiose”, nonché di una persona giuridica segnalata per gli illeciti di cui al d.lgs. 231/2001 (disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica). L’albergo “Parco dei Principi” rientra nel patrimonio aziendale della “Coninvest s.r.l.”, con sede in Siderno (RC), beneficiaria di un ingente contributo pubblico di oltre 3,8 milioni di euro erogato nell’ambito del “Patto Territoriale della Locride”, destinato alla realizzazione in Roccella Jonica (RC) di una struttura turistico-alberghiera a “cinque stelle” (da qui la denominazione dell’operazione odierna). Dagli approfondimenti sulle anomalie della considerevole agevolazione pubblica concessa, è emerso che, dietro l’apparentemente irreprensibile compagine sociale “di facciata”, vi fosse l’invasiva, ineludibile ed occulta “regia” di alcuni pericolosi soggetti appartenenti alla cosca “Aquino-Coluccio”, operante soprattutto in Marina di Gioiosa Jonica (RC) ed aree limitrofe. Il coordinamento, operato dai PP. MM. della D.D.A. di Reggio Calabria, dott. De Bernardo e dott.ssa Ombra, ha consentito di creare specifiche sinergie tra l’azione dei Carabinieri – impegnati nel contrastare l’azione della cosca, considerata tra le più potenti ed insidiose organizzazioni criminali calabresi – e l’attività delle Fiamme Gialle. Le ulteriori investigazioni eseguite hanno permesso non solo di comprovare definitivamente l’illecita percezione dei contributi pubblici milionari di cui sopra, ma anche – e soprattutto – di individuare ed isolare all’interno della consorteria criminale uno strutturato e funzionale apparato organizzativo specializzato nell’“investire” e riciclare gli ingenti capitali di illecita provenienza accumulati dagli altri “settori operativi” della medesima associazione per delinquere.

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“Lo sport delle bocce e la sua utilità terapeutica”, presentata a Vibo la squadra che nel 2010 si è aggiudicata la Coppa Italia nella categoria “D”

"Lo sport delle bocce e la sua utilità terapeutica", questo è il tema discusso nell’auditorium del Sistema Bibliotecario Vibonese. All’incontro, voluto dal presidente regionale della Fib, Giuseppe Santamaria, e organizzato dall’Associazione Bocciofila Vibonese del presidente Giuseppe Pardea, erano presenti i presidenti del Coni regionale, Mimmo Praticò (nella foto), e provinciale, Rocco Cantafio, gli assessori comunale e provinciale allo sport, Pasquale La Gamba e Gianluca Callipo. Nel corso della serata è stata premiata e presentata la A.B. Vibonese, formata da Salvatore Franzè, Antonino Lo Bianco, Filippo Mirabello e Fortunato Mirabello, che nell’ultima stagione ha conquistato, ad Alessandria, la Coppa Italia della categoria “D”.

“Mi congratulo – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – con la società vibonese che ha vinto la Coppa Italia di categoria: prestigioso risultato per la Calabria. È un importante risultato agonistico ma è anche frutto di un’ottima politica sportiva che i comitati del Coni provinciale, con Rocco Cantafio, e della Fib regionale, con Giuseppe Santamaria, insieme alle società, stanno conducendo sul territorio vibonese”. Nel suo intervento, il presidente Praticò, si è dimostrato in sintonia con quanto detto dall’assessore comunale La Gamba, il quale ha sostenuto che Vibo “ha bisogno di puntare maggiormente sull’attività sportiva, in tutte le discipline”. Praticò ha dichiarato che “purtroppo, il lento sviluppo delle attività, soprattutto quelle che hanno meno visibilità mediatica, riguarda tutto il territorio calabrese. La nostra terra è ancora prigioniera di una scarsa cultura sportiva che le istituzioni pubbliche, in primis, non possiedono e con difficoltà accettano come possibile via di rivalsa sociale”. Il Coni, in Calabria, si batte per fare emergere tutte le attività sportive e la sua presenza costante ad ogni iniziativa, comunale o internazionale che sia, lo testimonia. “Lo sport educa – ha detto il presidente del Coni – perché è carico di tutti quei sani valori che stanno venendo sempre meno nella nostra società, insegnando il rispetto delle regole ed il rispetto per l’avversario”. “Ho apprezzato molto – ha concluso Praticò – che il dottor Bruno Mazzei abbia trattato l’argomento dello sport nella terza età. È un tema che il Consiglio della Scuola dello Sport del Coni Calabria ha già in mente da qualche anno ed a breve realizzerà un “Corso di istruttore di attività motoria per la terza età”, ciò a dimostrazione del fatto che lo sport è per tutti, proprio come recita il motto del nostro Ente”. “L’intervento di Praticò – ha dichiarato il presidente del Coni di Vibo Valentia, Rocco Cantafio – è puntuale. La Legge che regolamenta il nostro settore è uno strumento eccezionale per la Calabria se messa nelle condizioni di essere utilizzata pienamente in favore dello sport. L’unico rammarico è quello che, in fase di studio del regolamento sportivo regionale, nelle commissioni il Coni non sia stato chiamato, invitato ed informato. Ed è sempre disponibile”. “In materia di sport – ha concluso Rocco Cantafio – Reggio è una città pilota per eccellenza, mentre Vibo sta crescendo sia sul piano dell’impiantistica, grazie al lavoro degli assessori Callipo e La Gamba, che sul piano della pratica sportiva”.

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Benestare (RC): sequestrata l’Eurochimica s.r.l.

Nella giornata di ieri 01.02.2011, il Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria ed i Carabinieri della Compagnia di Locri, in esecuzione di Ordinanza emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Locri, hanno operato il sequestro preventivo nei confronti della società Eurochimica s.r.l., con sede in Benestare (RC) (nella foto), la quale si occupa dell’attività di “trasporto di rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi”, della “locazione bagni ecologici marca Sebach” e della “commercializzazione di prodotti vari nel settore dei rifiuti e dei servizi alle pubbliche amministrazioni”.

I reati contestati nei confronti dei principali quattro indagati, sono associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti speciali non pericolosi, lo smaltimento illecito dei medesimi rifiuti ed il falso materiale operato nei formulari di identificazione dei rifiuti. Le indagini, consentivano di individuare altre ventitre persone, rispettivamente titolari e/o responsabili di altre 22 aziende, che hanno concorso nel reato di smaltimento illecito di rifiuti speciali non pericolosi, quali produttori del rifiuto e per i quali il PM ha inteso procedere separatamente con decreto penale di condanna.  Le indagini, iniziate nel mese di giugno 2009 e concluse nel mese di marzo 2010, hanno consentito di accertare che le quattro le persone facenti parte dell'organizzazione, noleggiavano i suddetti bagni chimici ed al ritiro degli stessi, venivano trasportati con i mezzi della predetta società, senza provvedere alla compilazione della prescritta documentazione e senza registrare i rifiuti allo stato liquido nel registro di carico e scarico della Eurochimica. Si accertava altresì, che detti reflui, costituenti rifiuti speciali non pericolosi, miscelati con prodotti chimici di uso commerciale, utilizzati per il funzionamento dei bagni ecologici, senza subire alcun processo depurativo e senza alcuna autorizzazione, venivano illegalmente smaltiti attraverso la rete fognaria comunale. I bagni chimici erano noleggiati presso i cantieri della Salerno Reggio Calabria ed altri grossi cantieri edili, nonché lidi balneari, fiere occasionali e persino in campi di prima accoglienza per immigrati clandestini, ubicati nella Provincia di Reggio Calabria. Il provvedimento emesso dall’Autorità Giudiziaria di Locri, consentiva di sottoporre a sequestro preventivo l’intero complesso aziendale e le quote sociali della Società Eurochimica s.r.l., incluso l’insediamento produttivo e quanto in esso contenuto, nonché tre autocarri (nella foto) per un valore complessivo di oltre € 1.000.000 (unmilione).

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Reggina: il presidente, con un mazzo intero di “due di picche”, resta al palo; i tifosi, stracciato il mazzo, al palo ci rimangono attaccati

Chi sperava in qualche entrata di rilievo all’interno della rosa amaranto, è rimasto fortemente deluso. Chi, invece, credulone non lo è più da tempo, non ci sperava più di tanto ed ha ottenuto conferme. Le ennesime. Si è chiusa 24 ore fa la sessione invernale di calcio-mercato (quella una volta chiamata “di riparazione” per intenderci) presso l’Ata Hotel Executive di Milano. Si è chiusa con il non nuovo a queste latitudini nulla di fatto per ciò che concerne il rafforzamento della “nostra” amata Reggina. Anzi, non solo non la si è potuta (o voluta) rafforzare, ma, ahinoi, si è persino riusciti ad indebolirla. Eh già, la cessione – una su tutte – di Simone Missiroli, capitano amaranto sino a 2 giornate addietro, ha, di fatto, sancito la rinuncia ad uno dei pochi uomini capaci di saltare l’uomo, di imbastire azioni offensive e, finanche, di andare a rete (4 i goals realizzati in questa stagione).

Facendo, ovviamente, buon viso a cattivo gioco, mister Atzori non si lamenta un granché, ma è evidente che non solo non abbia gradito molto ma, non arrivando nessuno dicasi nessuno quantomeno con le caratteristiche dell’ex amaranto, felice non è. Annotiamo anche che sono stati ceduti gli attaccanti Sy ed Adiyiah nonché il difensore Acerbi, ma con effetto la prossima stagione. Ad onor del vero dobbiamo aggiungere che la Reggina si avvarrà delle prestazioni professionali di A. Viola (rispedito al mittente dal Benevento dove si è fatto notare più per supponenza e presunzione – dall’alto del Pallone d’Oro appena ricevuto, n.d.r.), di tale Sarno (svincolatosi dalla Pro Patria) e di quelle di De Rose (dal Cosenza). Chi ambiva a qualcosa di meglio, è rimasto deluso. Chi cullava particolari ambizioni, idem. Ma perché questa delusione, insomma? Sempre per amor di verità, quella che più ci interessa in sostanza, ci corre l’obbligo di ricordare che, contrariamente al pomposo e faraonico inizio della passata e disastrosa stagione, l’attuale è iniziata mantenendo un profilo basso, senza particolari proclami e con gli unici intenti, così come più volte declamati sia dal presidente (nel goliardico fotomontaggio) che dall’allenatore, di “far bene” e “riportare la gente allo stadio facendo rinascere l’entusiasmo verso la Reggina”. Partendo da questi presupposti, è ovvio che nulla da parte del tifoso si poteva o si può pretendere. Ci spieghiamo meglio. Non conoscessimo il modus operandi del presidente, allora potevamo essere rimasti delusi. Siccome, però, il modo di intendere e, di conseguentemente ,agire è cosa notoria e conclamata, allora, tutto quello che è successo era ampiamente previsto e prevedibile. Certo, così agendo “la gente allo stadio” e “l’entusiasmo” non la riporti e non lo ricrei nemmeno se ti metti in ginocchio e preghi ad uno ad uno i tifosi che, delusi da anni ed anni di gestioni deficitarie in termini di risultati, non solo hanno disertato lo stadio ma, peggio, non ne vogliono sentire parlare di ritornarci. Come dargli torto? Come non capirli? In effetti… Sempre ancora per lo stesso amor di verità, è giusto far presente che l’incredulità per quanto fatto dal presidente è cosa propria dell’estate 2009. Ricordate il famigerato “Sono qui per vincere” di novelliniana memoria? Ricordate la faraonica – per la Reggina lo è stata certamente – campagna acquisti di due estati fa? Tutti favorevolmente sorpresi, tutti gli addetti ai lavori a darci per super favoriti, tutti con il sorriso stampato in faccia. Ricorderete, però, anche come andò a finire. Fallimento totale su tutti i fronti: 3 allenatori cambiati (Novellino-Iaconi-Breda), i “pezzi da 90” ceduti (Buscè, Cassano e Volpi su tutti) e salvezza conquistata all’ultima giornata (com’è spesso accaduto nella storia amaranto). Giusto? Ordunque, fatte tutte queste premesse, noi che siamo sia tifosi che addetti ai lavori in quanto operatori della stampa, viviamo sensazioni contrastanti. Da un lato, quello del tifoso, ovviamente vorremmo vedere la Reggina primeggiare sempre e comunque. Vorremmo, quindi, avere la rosa più forte che c’è, vorremmo essere primi in classifica, vorremmo che non ce ne fosse per nessun altro. E’ vero che Foti ha indebolito la squadra, ma è vero anche che (si spera!) i 6 milioni e passa di euro (così dicono le cronache, n.d.r.) entrati dalle operazioni Missiroli ed Acerbi servissero non solo a ripianare la seria posizione debitoria della società di Via delle Industrie, ma anche ad investire nella stessa società senza dirottare altrove le stesse somme. Foti, in sostanza, fa bene a guardare al bilancio ma, d’altro canto, non può pensare essere legittimo avere “la botte piena e la moglie ubriaca”. Deve, pertanto, associare al risanamento (chissà poi cosa ci sarà da “risanare” se, ad occhio, negli anni, le entrate hanno considerevolmente superato le uscite) anche il legittimo allontanamento dei tifosi dallo stadio atteso che sono anni che a Reggio il calcio vero latita. Ha un merito Foti, e glielo dobbiamo riconoscere non tanto da tifosi quanto da addetti ai lavori: quello di far vivere (fors’anche sopravvivere) la Reggina tutto sommato a discreti livelli, nonostante ogni estate si vedono scomparire dal panorama calcistico nazionale fior di società che nel recente o remoto passato hanno rivestito ruoli di particolare importanza. Ecco, questo è il merito che, oggettivamente, sentiamo e doverosamente gli attribuiamo. D’altro canto, capiamo e condividiamo l’amarezza di chi come noi ricorda cos’era la Reggina fino a 3/4 anni fa e la mette a confronto con quella che è oggi. Quest’anno (inteso come questa stagione calcistica), per la prima volta, abbiamo speso qualche giorno delle nostre agognate ferie andando a scoprire la nuova Reggina fino a Saint Christophe sin dai primi giorni di ritiro. Abbiamo avuto modo di conoscere meglio alcune problematiche allora esistenti (ricordate i dissidenti, i vari Brienza, Valdez, Joelson, A. Rizzo ed altri ancora prima di giungere a più miti consigli?), ma abbiamo avuto modo di conoscere ed apprezzare sotto molte sfaccettature anche e soprattutto mister Atzori. In quell’occasione, abbiamo avuto la netta impressione, confermata dai fatti, che, quantomeno, un allenatore con la A maiuscola la Reggina finalmente l’aveva. Il resto, i risultati intendiamo, non li conoscevamo ma ci speravamo comunque. La Reggina, oggi, è questa e non possiamo farci nulla sebbene, ripetiamo, la vorremmo quantomeno prima in classifica se non già promossa matematicamente. Ma, ahinoi, non è possibile. Capiamo la delusione di chi come noi è tifoso di questa squadra, ma come diciamo da sempre la Reggina va sostenuta sempre e comunque. Non foss’altro che alternative non ci pare ce ne siano. O si? Foti è vero che ha fatto i soldi, ma è vero anche che se ancora esiste il calcio a Reggio probabilmente è merito suo. Chiedete, per esempio, ai dirimpettai di Messina se vorrebbero essere al nostro posto piuttosto che stare non so in quale abisso (calcisticamente parlando, s’intende). La verità è fors’anche un’altra: i 9 campionati di A ci hanno viziati troppo ed allora vorremmo sempre di più. La realtà, però, è ben diversa ed i sogni non sempre è facile realizzarli. Chi lo sa che, per esempio, a quest’allenatore ed a questa squadra che adesso è certamente rimaneggiata rispetto a quella iniziale, non riesca l’impresA? In fondo, nonostante una sola vittoria nelle ultime 10 giornate, è pur sempre ad un solo punto dalla zona play-off. Chi ha amato davvero la Reggina non la lascerà così facilmente. Chi, invece, l’ha amata sol perché in serie A gli ha permesso di vedere quelle squadre che era abituato a vedere solo in tv, allora, è giusto che se ne sia tornato nel salotto di casa. Ad majora!

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Lettera al Direttore: “Reggina, il progetto dov’è?”

Riceviamo e pubblichiamo. Gentilissimo, sono Nando dalla provincia di Vibo Valentia. Scrivo a lei, ma vorrei scrivere ad uno ad uno a tutti quei reggini che, come me, anche se reggino non lo sono, hanno a cuore le sorti della Reggina. Scrivo a lei perché rappresenta una parte dei media locali, ma vorrei estendere questa mia esortazione a tutti coloro che si occupano di giornali, tv  o di comunicazione in genere e, comunque, a tutti coloro, come dicevo, che pensano e credono che un piccolo pezzetto di questa squadra è anche loro. Vado dritto al cuore del problema. Dopo le due ultime stagioni di serie A e di quell’altra sciagurata dello scorso campionato (quella del "Sono qui' per vincere", per intenderci), pensavo, e forse tutti pensavamo, che le prese in giro fossero terminate anche perché tutti, tifosi, media, nonché lei carissimo Direttore Gangemi, abbiamo contestato in lungo ed in largo l'operato del nostro presidente.

Allora, se ben ricordate, all'ultima di campionato (quella vinta 3-1 contro l’Albinoleffe) il "nostro presidente" (nella foto), come colui che scende dal patibolo e chiede aiuto, rivolgendosi ai tifosi ed alla stampa, in parole semplici, ha detto quello che era stato era stato  e, da adesso in poi, chiedeva una mano per partire con un nuovo progetto: niente gente navigata ma giovani promettenti per costruire una squadra che ci riporti in A. In effetti il progetto l'ha fatto (il “suo” progetto), l'ennesimo oserei dire, è cioè vendere o, comunque, cedere i pezzi pregiati quali, per esempio, Brienza e fare cassa per poi, eventualmente, aspettare i periodi del “prendi 3 e paghi 2” e portare a Reggio ben 4 attaccanti che, messi insieme, non ne fanno 1. I progetti, invece, si sarebbero potuti e dovuti fare con i vari Pinilla o gli Ardemagni, con gli Antenucci o, magari, anche con i Mastronunzio. Come, poi, i fatti hanno dimostrato con Sy, Adiyiah e Zizzari non si poteva andar lontano. A Bergamo, Ousmine Sy, a un minuto dalla fine, tanto è macchinoso nei movimenti che si e fatto anticipare sulla linea di porta su una palla sulla quale era necessario solo soffiarci su tanto da spingerla in rete. Ma non è tutto. Notizia recente, a conferma di presunto quel progetto, è la cessione di un altro pezzo pregiato, forse l'ultimo insieme ad Acerbi, Rizzo, Puggioni e N. Viola: Simone Missiroli al Cagliari. Ennesima occasione, questa, per rimpinguare le casse, a cui ha fatto eco l’arrivo di tale Sarno, 22enne svincolato dalla Pro Patria, e De Rose dai cugini del Cosenza E' allora? Dov’è il progetto? In una squadra dove mancava proprio la qualità, quei famosi “piedi buoni” da affiancare a tanta corsa ed impegno, possibile che si rinunci agli unici piedi buoni esistenti così tanto facilmente? Quindi, cari amici, apprestiamoci a vivere un altro campionato di sofferenze sperando che la salvezza possa, magari non all'ultima giornata come lo scorso anno, arrivare qualche settimana prima. Ma, purtroppo, non aspettiamoci niente di più. Diciamolo pure francamente, "il lupo perde il pelo ma non il vizio". Da qui il mio augurio che tutti, nessuno escluso, facciano il possibile affinché questo patrimonio rimanga patrimonio dei Reggini e dei Calabresi che, come me, in questi colori non vedono soltanto una squadra di calcio, ma anche una forma di riscatto sociale. La esorto, pertanto, come d’altronde, ha sempre fatto, a vigilare con l’obiettività che le è propria esaltando quando c'è da esaltare ma criticando aspramente quando c'è da criticare. Perché solo non abbassando la guardia c'e la speranza che “l'ammalato non muoia a seguito di una triste e lenta agonia”. Saluti, nando12345@libero.it. Fin qui la lettera garbata del nostro lettore al quale rispondiamo in altra parte del giornale. Il Direttore.

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La ricerca della Felicità

altalt"La felicità è già qui e ora. Qualunque cosa ti sia accaduta la felicità prescinde da te, tu sei come una goccia del mare che si guarda intorno in cerca dell’oceano, ti senti separato da esso perché la mente ha un enorme potere su di te. Il giorno in cui tu, goccia, capirai di essere oceano, ti sveglierai dal sonno e dalle illusioni in cui sei immerso e proverai la vera felicità". (Osho – nella foto –, 11 dic 1931-19 gen 1990). “Felicità”. Siamo dinanzi ad un tema trattato e ritrattato infinite volte da scrittori, filosofi, poeti  e psicologi ragion per cui  il nostro lungi dall’essere un ulteriore trattato bensì è solo un voler affrontare l’argomento cercando di dare ad esso la giusta valenza senza per questo scadere in concetti scontati.

La società odierna, soprattutto quella del mondo occidentale, basata quindi su uno stile di vita molto frenetico e consumistico, lega la “felicità” ad uno stato di benessere, o appagamento, dettato dal raggiungimento di qualsivoglia obiettivo. La sua intensità varia, pertanto, in base al numero ed all’intensità di emozioni che ciascuno di noi esperimenta. Molti fattori emersi da studi mettono in evidenza come la felicità non dipenda tanto da variabili  come l’età, il sesso, la bellezza o la cultura, quanto da fattori connessi all’indole di ogni individuo quali, ad esempio, la fiducia in se stessi o l’estroversione. Ma cos’è la “felicità”? Come si riconoscono le persone “felici”? E, soprattutto, quante volte ci saremo posti queste domande? Ad esse potremmo rispondere in mille modi diversi, basandoci sulle nostre emozioni, sulle nostre ambizioni e sui nostri obiettivi. Ma, indubbiamente, essa è strettamente collegata al nostro modus vivendi, dunque ognuno di noi possiede un tipico modello di “felicità” che, quindi, varia da soggetto in soggetto. Quest’ultima si cerca spasmodicamente e, una volta raggiunta, ci appaga. Ma attenzione! E’ proprio qui che si nasconde la trappola in cui spesso cadiamo e cioè il fatto di dover ciclicamente ricominciare la ricerca innescando in tal modo una pericolosa spirale dalla quale non se ne esce incolumi. Ed è così che lo stato di gioia profonda si trasforma in infelicità. Si, perché la società odierna quasi ci impone di essere sempre “in tiro”, sorridenti, efficienti sul lavoro, buoni genitori, ottimi amanti e tutti questi fattori, messi insieme, fanno si che tale smaniosa ricerca dell’immagine “felice” ci porti ad essere invece estremamente malinconici ed a racchiuderci in una gabbia caratterizzata dallo stato d’animo opposto a quello verso cui eravamo proiettati e verso il quale il nostro impegno, la nostra rincorsa, il nostro vivere, era profuso: l’infelicità. I mass media tendono a proporre un’idea di “felicità” preconfezionata, ovvero quella “pseudo-felicità” che spesso finisce per forzare l’idea di “felicità” personale facendola apparire, ai più attenti, assolutamente effimera.  Essere “felici” diviene, quindi, quasi un “obbligo”. Si diventa capaci di rincorrere delle vere e proprie utopie e ciò non può che comportare angoscia e depressione. Serve, allora, comprendere quale possa essere il modo per essere soddisfatti di ciò. Magari, prima di tutto, accettare se stessi ed abbozzare un sentimento di condivisione con gli altri in maniera tale da ovviare a quel senso di individualità che ci porta a soddisfare soltanto i nostri capricci. A questo punto ci rendiamo conto di come sia inutile porsi continui obiettivi da raggiungere allo scopo di riempirci la vita e, soprattutto, del  come poter godere delle emozioni che viviamo ogni giorno tanto che, questo, possa rappresentare la chiave di lettura giusta per rilassare la mente e non far si che un’eccitazione passeggera si possa confondere con la conquista della “felicità”. "Legare la felicità ad una meta esterna vuol dire essere schiavi degli accadimenti e dunque della mente che li interpreta come positivi o negativi. Ciò che conta non è tanto la meta, ma il viaggio." (Osho).

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Reggio Calabria: dimensionamento scolastico, dal “Terzo Liceo” scientifico a 5 Istituti, confermata la soppressione del “Terzo Liceo” scientifico e l’attivazione di 3 corsi aggiuntivi al G. Ferraris ed Vallauri di Reggio ed al Nostro di Villa San Giovanni

Dal Co.Ge.S. – Comitato Genitori Scuole, Coordinamento Genitori Licei L. da Vinci ed A. Volta -, riceviamo e pubblichiamo. L’assessore Regionale alla Cultura e Pubblica Istruzione Mario Caligiuri  ha ricevuto a  Palazzo Campanella il Comitato Genitori Scuole – Coordinamento Vinci Volta (nelle foto l'assemblea che si è tenuta al Ce.Dir. mesi orsono ed in cui si riconoscono, nella prima delle due, l'ass. alla Pubblica Istruzione del Comune di Reggio Calabria Seby Vecchio e l'avv. Giuseppe Naim ed il prof. Martino Parisi del Coord. "Vinci-Volta"), rappresentato dal vicepresidente prof. Giancarlo Pedà, al quale ha fornito i chiarimenti  richiesti dal Comitato sulla deliberazione  della Giunta Regionale n. 19 del 24 gennaio 2011 di approvazione del piano regionale di dimensionamento scolastico. L’incontro segue quello di venerdì scorso con i Sindacati Scuola, e l’assessore Caligiuri ha accolto di buon grado anche la  richiesta del Comitato Genitori di avere una “interpretazione autentica” e uno scambio informativo, su una materia così delicata che  aveva sollevato qualche dubbio nelle famiglie e negli stessi operatori scolastici, a sole  due settimane dalla chiusura delle iscrizioni all’anno scolastico 2011-2012.

Il 12 febbraio infatti scadono i termini per le iscrizioni e i ragazzi che attualmente frequentano le terze medie,e le loro famiglie, hanno il diritto di conoscere per tempo  ed in modo chiaro ed esaustivo le offerte formative delle scuole presenti sul territorio, dopo il susseguirsi delle deliberazioni e degli incontri comunali, provinciali e  regionali del mese di dicembre e gennaio, con notizie spesso contraddittorie. L’assessore Caligiuri ha chiarito che la Regione ha approvato i 5 piani  così come predisposti dalle rispettive province, con esclusione di due aspetti, non conformi alle linee guida: 1) la mancata concessione di deroghe ai limiti numerici di alcune scuole, da doversi quindi accorpare; 2) il mancato riconoscimento di nuovi indirizzi, richiesti da alcune scuole. Le province di Cosenza,Crotone e Reggio, sulle quali sono state rilevate le incongruenze riportate nell’allegato F) della delibera, sono state invitate a provvedere tempestivamente in merito,sentendo i comuni interessati. Per quanto riguarda la provincia di Reggio Calabria, sulla questione del cd “Terzo Liceo Scientifico” sollevata dal Comitato, che riguarda sia i licei Vinci e Volta di Reggio Calabria che tutti i ragazzi frequentanti le terze medie del comprensorio reggino, la Regione ha approvato senza alcun rilievo  la deliberazione n. 133 del Consiglio Provinciale  del 21 dicembre 2010, con i seguenti effetti che dovrebbero valere dal prossimo anno scolastico: 1) scompare  definitivamente l’istituzione del cd Terzo Liceo Scientifico dal piano provinciale, e  quindi regionale; 2) viene confermata l’istituzione, in aggiunta ai già esistenti licei “storici” Leonardo da Vinci e Alessandro Volta  di Reggio, degli indirizzi scientifici presso il Nostro di Villa, il Ferraris  e il Vallauri di Reggio, allo scopo di  estendere l’offerta formativa e decongestionare nel tempo i sovraffollati due Licei cittadini; 3) dovrebbero essere confermate le opzioni di “Scienze Applicate”, richiesta da tutti e 5 i licei. Manca tuttavia  un ulteriore e importante  passaggio amministrativo, ovvero un decreto dell’Ufficio Scolastico Regionale che recepisca ed attui concretamente  il deliberato regionale, determinando  le modalità esecutive e sciogliendo alcune criticità. E dopo bisognerà vedere in che modo  i 5 istituti si sono preparati alla nuova sfida. Il dr. Vincenzo Geria,dirigente dell’ufficio Scolastico Provinciale, contattato in data odierna dal Comitato, ha assicurato che il decreto regionale attuativo verrà  emanato a  breve, concordando con il Coordinamento  un incontro esplicativo sul tema. Il Comitato Genitori esprime quindi pieno apprezzamento per le soluzioni e le metodologie condivise finora  adottate da Comune, Provincia, Regione, auspicando che per il futuro il Consiglio Regionale anticipi le scadenze temporali previste dalla normativa attuale,in modo da avere un quadro certo in tempi accettabili  e consentire alle scuole e alle famiglie una adeguata e consapevole  programmazione delle attività e delle scelte.

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Paola (CS): Siddi, “Via i tifosi dall’informazione”

“Garantire al cittadino un’informazione corretta e trasparente, al servizio esclusivo della verità, non dei potenti o dei tifosi: è questo il dovere del giornalista”. Un concetto affatto nuovo per Franco Siddi, segretario generale della Federazione della Stampa, che, in più occasioni, ha sottolineato “il valore etico dell’informazione, intesa come conoscenza”. E ha voluto ribadirlo ieri, nell’incontro ospitato a Paola, al termine della messa regionale per San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, organizzata dall’Ucsi della Calabria e che ha visto la partecipazione di ben tre arcivescovi giornalisti, Salvatore Nunnari (diocesi di Cosenza-Bisignano), Luigi Renzo (Mileto) e Giuseppe Fiorini Morosini (Locri) (nella foto tra Carlo Parisi e Franco Siddi), iscritti all’Unione Stampa Cattolica e al Sindacato Giornalisti della Calabria.

“La credibilità è la sfida più grande per i giornalisti italiani, e non solo, – ha detto Siddi – che hanno il compito di aiutare i cittadini, fornendogli una chiave di lettura, in modo tale che le notizie siano davvero materia di scelta”. Per far questo, per assicurare, cioè, “una stampa che non presti il fianco a questa o a quella parte, un giornalismo fatto di professionisti liberi, non di mercenari, – ha sottolineato il segretario generale della Fnsi – i media devono porsi al di sopra delle questioni meramente economiche, dando, piuttosto, voce a chi non ce l’ha. Ai poveri, ai deboli, per cui possiamo fare tanto, contrastando disuguaglianze e discriminazioni. I potenti non hanno bisogno della stampa”. Un appello “per un’informazione al servizio coraggioso della verità”, che deve varcare i confini del giornalismo cattolico, “altrimenti faremo una brutta fine – ha tuonato Siddi – e nei media, dalla carta stampata alla televisione, rimarranno soltanto due schiere: da una parte gli ideologizzati, gli schierati, appunto; dall’altra i disperati, pronti a tutto pur di lavorare”. D’altronde i segnali non mancano, “specie in regioni difficili, come la Calabria – ha esordito Carlo Parisi, segretario regionale del Sindacato Giornalisti, confermando le preoccupazioni di Siddi – dove molti, troppi, colleghi sono sfruttati da editori senza remore: niente stipendi per mesi o un anno intero, oppure compensi da fame, che equivalgono ad un insulto”. Il messaggio è, ancora una volta, forte e chiaro: “I giornalisti calabresi, e come loro tanti altri, devono reagire – ha sottolineato Parisi – per difendere il valore più caro, la propria dignità, e il diritto più normale, quello al lavoro. In condizioni decenti”. (A cura della collega Nicoletta Giorgetti dell'Ufficio Stampa della FNSI sez. Calabria e di www.giornalisticalabria.it).

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