A Catanzaro l’assemblea biennale della Lega Nazionale Dilettanti

Si è svolta nella sede regionale della Figc, a Catanzaro, l’”Assemblea ordinaria biennale delle società dilettantistiche calabresi”, presieduta da Saverio Mirarchi.  Erano presenti, per la LND, il presidente nazionale e vicepresidente della Figc, Carlo Tavecchio, i vicepresidenti, Benedetto Piras ed Antonio Cosentino, il segretario nazionale, Massimo Ciaccolini, il presidente della divisione nazionale calcio a 5, Fabrizio Tonelli, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, il presidente del Comitato regionale arbitri, Stefano Attinà, il presidente dell’Associazione regionale allenatori, Firmo Micheli, il delegato regionale dell’Associazione regionale calciatori, Maurizio Cavallo, ed il consigliere della Regione Calabria, Claudio Parente. Luigi Repace, consigliere nazionale della Figc, è stato nominato presidente dell’assemblea  ed Emanuele Daniele, del Comitato regionale della LND Calabria, scelto come segretario (nella foto Tavecchio, Praticò, Tonelli, Piras, Mirarchi, Repace, Cosentino, Ciaccolini e Daniele).

“È un momento, questo – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – per la LND, importante sia per l’approvazione del bilancio che per una verifica ed un confronto tra tutte le componenti. Vorrei ricordare che qualche giorno fa in occasione della consegna degli oscar del calcio dilettantistico nazionale, “Ali della vittoria”, ha partecipato il numero uno della Uefa, Michael Platini, invitato dal presidente Tavecchio, questo a testimonianza dell’importanza basilare di questo settore nel calcio internazionale. I dilettanti sono più che una colonna portante per l’attività professionistica. I numeri parlano chiaro: circa un 1.300.000 tesserati, 15.000 società, 60.000 squadre, 21.000 arbitri con più di 700.000 incontri disputati annualmente. Un settore, questo, fondamentale per la crescita di tanti giovani talenti”. “Voglio ricordare – ha continuato Praticò – le parole espresse dal presidente Tavecchio, il quale ha ricordato che le leghe dilettantistiche svolgono un lavoro sociale senza eguali, dedito a far diventare i giovani, prima uomini e poi campioni. Ed è un compito, quello dell’educazione dei giovani, che tutte le discipline sportive dovrebbero prefiggersi”. “Riconosco – ha aggiunto il presidente del Coni Calabria – che nella nostra regione sono molteplici  i problemi che ostacolano lo svolgimento dell’attività sportiva: dalla scarsità di fondi a disposizione ad una grave carenza di strutture. Ma l’aspetto che più mi preme evidenziare, e che deve essere l’obbiettivo fondamentale del mondo dello sport, è il coinvolgimento dei ragazzi. Senza di loro lo sport avrebbe vita breve. Il nostro compito è quello di educarli al sacrificio ed al rispetto delle regole e dell’avversario all’insegna dell’etica e del rispetto della legalità. Istruirli all’accettazione delle diversità nel segno del vero fair play perché sono diventati troppi gli episodi di violenza fisica e morale. Purtroppo, la mancanza di cultura sportiva appartiene anche ai meno giovani che, invece, dovrebbero dare l’esempio”. “Vorrei – ha concluso Mimmo Praticò – dimostrare tutta la mia solidarietà alla classe arbitrale calabrese in merito alle azioni di violenza subite nell’ultimo periodo. Sono a conoscenza che è un problema che riguarda tutto il territorio nazionale e sono dell’avviso che occorre essere più rigidi e intransigenti contro chi cerca di rovinare la bellezza dello sport”. Il presidente regionale della LND, Saverio Mirarchi, nel ringraziare tutte le autorità presenti, ha ribadito l’importanza dei vivai nel settore calcistico. “In Calabria – ha detto – in questi due anni di attività, abbiamo dato grande importanza ai nostri giovani. Abbiamo affrontato la valorizzazione del vivaio ben prima che l’opinione pubblica se ne rendesse conto, cioè in occasione dei fallimentari risultati italiani agli ultimi Campionati del mondo disputati in Sud Africa. Per primi sul territorio nazionale  abbiamo posto l’obbligo a tutte le squadre di Eccellenza e Promozione , di schierare nelle partite almeno quattro giocatori under 19”. Mirarchi si è dimostrato soddisfatto della formula che ha snellito le pratiche legate all’iscrizione ed alla comunicazione delle società grazie alla informatizzazione del sistema che presto vedrà anche il tesseramento on-line degli iscritti. “Nonostante la crisi economica – ha detto il presidente della LND Calabria – abbiamo mantenuto l’equilibrio finanziario aiutando concretamente le società con contributi fino a 60000 euro, tra premi ed investimenti sulla formazione dei dirigenti, chiudendo il bilancio in attivo. L’avanzo di gestione (circa 52000 euro)  verrà destinato per riqualificare e migliorare l’impianto sportivo attiguo alla sede del Comitato”. “La violenza – ha concluso Mirarchi – con il calcio non c’entra nulla. La responsabilità è di tutti indistintamente, bisogna mantenere rigidità nei provvedimenti e, nel caso in cui gli incresciosi episodi continueranno, siamo disposti a fermare tutto”. Sul tema della violenza, il presidente nazionale della Lega dilettantistica, Carlo Tavecchio, è d’accordo con Mirarchi, mentre per quanto riguarda la crisi finanziara del settore si è dimostrato in linea con la politica di Platini. “Basta – ha dichiarato Carlo Tavecchio –  continuare a “graziare” quelle società professionistiche che hanno collassato il calcio nazionale. Personalmente sono contrario ai ripescaggi”. “Il sistema professionistico è ancora attuale con questa logica?” è la riflessione di Tavecchio. “Si sono superati – ha detto – i limiti di quella che è una morale non tanto sportiva, quanto amministrativa. Basta con l’assistenzialismo esasperato ai bilanci ordinari, questo è ‘doping amministrativo’. È impensabile che, in Italia, 132 società professionistiche sussistano in un periodo di grave crisi economica come questo, quando in Spagna sono 48, in Francia 40, in Inghilterra 80, in Germania 60. La verità è che in Italia non si è ancora raggiunta una cultura che prevede la sconfitta, sportiva ed amministrativa”.

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Il Giro onora i 7 ciclisti uccisi a Lamezia Terme

Il 61° Giro ciclistico della provincia di Reggio Calabria ha ricordato le sette vittime della tragedia di Lamezia Terme. Nel luogo del terribile impatto, infatti, l’organizzazione dello Sporting Club 1917 del presidente Antonello Careri ha voluto posizionare il traguardo volante della seconda tappa Soverato – Vibo Valentia. Sul luogo, al passaggio dei corridori, erano presenti, insieme ad alcuni familiari dei sette ciclisti uccisi, il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, il consigliere regionale, Mario Magno, l’assessore comunale allo sport Rosario Piccioni, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò ed il vicepresidente del Coni di Catanzaro, Sergio Servidone (nella foto Servidone, Praticò, Careri, Piccioni e Speranza).

“A livello agonistico – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – è una giornata di grande sport regionale e nazionale che rappresenta l’inizio della stagione ciclistica in Italia, ma è, soprattutto, un momento di immenso dolore dedicato a sette persone che amavano la vita e lo sport e che si trovavano, nel segno dell’amicizia, a condividere la stessa passione. Ci stringe il cuore leggere negli occhi dei parenti il vuoto che ha lasciato la scomparsa dei loro cari. Purtroppo, in quei giorni, sulla tragedia sono state spese tante parole di solidarietà e di vicinanza con idee e proposte di ogni tipo, ma, successivamente, non abbiamo sentito alcuna voce e non abbiamo visto primi passi concreti per evitare che, in futuro, si possa ripetere una tragedia del genere. Bisogna riconoscere ovviamente che occorre del tempo per poter intervenire in questo senso ma il problema della carenza di strutture e dell’inadeguatezza degli impianti sportivi, che spesso non rispondono ai requisiti previsti per la sicurezza, è un problema che la Calabria si trascina da troppi anni. Manca, in questo senso, la determinazione per poter garantire a tutti i cittadini una vita migliore e degna di un paese civile”. Una prima proposta in merito alla carenza di strutture sportive si evince dalle parole dell’onorevole Mario Magno, il quale ha dichiarato che l’Amministrazione regionale sta valutando l’ipotesi di realizzare una pista ciclabile lungo la SS18. “Siamo riconoscenti – ha detto l’assessore allo sport, Rosario Piccioni – all’organizzazione per aver previsto un traguardo volante di questa importante gara proprio sul luogo dell’incidente. Il regolamento professionistico impone che il premio per chi conquista questo risultato debba essere in denaro ma noi abbiamo voluto omaggiare il vincitore anche di una litografia del maestro lametino Maurizio Carnevali che ha per tema il valore della solidarietà e dell’amicizia nel ciclismo”.

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Serie Bwin, XXIV^ giornata: Piacenza-Reggina 3-2

Piacenza-Reggina: 3-2. Piacenza (4-3-1-2): Cassano; Zenoni, Gervasoni, Zammuto ed Anaclerio (dal 16° Conteh); Marchi, Catinali e Bianchi (dal 46° Cofie); Guzman (dal 90° Rickler); Graffiedi e Cacia (c). In panchina: Stocchi, Volpi, Sbaffo e Guerra. All.: Madonna. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Giosa (dal 46° Burzigotti) ed Acerbi; Colombo, Rizzo, N. Viola (dal 54° Rizzato), Castiglia e Barillà; Campagnacci (dall’84° A. Viola) e Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Laverone, De Rose ed Adiyiah. Arbitro: Guida di Torre Annunziata. Assistenti: Iori di Reggio Emilia e Posado di Bari. Quarto uomo: Barbiero. Marcatori: Rizzo al 26°, Marchi al 37°, Graffiedi al 42°, Bonazzoli (rig.) al 73° e Cacia all’88°. Ammoniti: Conteh al 17°, Burzigotti al 48°, Adejo al 58° e Barillà all’80°. Recupero: 2’ (p.t.) e 3’ (s.t.).

Note. Al “Garilli” di Piacenza, prima gara senza il capitano Missiroli ceduto in settimana al Cagliari e, a meno di 48 ore dalla chiusura del calcio mercato, non ancora degnamente sostituito dal presidente Foti intento (nelle foto) a contare i quasi 2 milioni e mezzo di euro (per la comproprietà con diritto di riscatto a favore del Cagliari per cui, a fine stagione, se Cellino lo vorrà tenere dovrà sborsarne altrettanti) incassati dall’operazione (e, supponiamo ne avrà per molto, considerati anche gli ulteriori 4 milioni incassati dalla cessione di Acerbi al Genoa con effetto, però, stagione 2011/2012). Al centro della difesa, al posto dell’infortunato Cosenza, trova spazio Giosa perennemente reduce da infortuni su infortuni. Laverone si accomoda in panca e, al suo posto, sulla destra, c’è Colombo. In panchina trovano spazio sia A. Viola, rispedito al mittente senza troppi fronzoli dal Benevento, e sia il neoacquisto De Rose proveniente dal Cosenza. A non trovare spazio neppure in panchina è, ancora una volta, Tedesco. Cronaca e commento. Primo tempo. La gara inizia con la Reggina del neocapitano Bonazzoli impegnata in pressing alto sulla trequarti avversaria a far intendere ai padroni di casa le proprie intenzioni. Al 10° minuto, però, è il Piacenza a rendersi pericoloso. Cacia (ex dal dente avvelenato, ma nemmeno tanto pretenzioso visto il poco che ha fatto lo scorso anno), raccolto un assist dopo un fallo laterale, gira di sinistro verso la porta amaranto ribattuto da N. Viola con la palla che, poi, sbatte sul braccio di Barillà con Guida che considera involontario il tocco e lascia proseguire tra le proteste di squadra e pubblico di casa. Al 17° ci riprova il Piacenza con Guzman, ma la sua conclusione non crea particolari problemi a Puggioni. Al 18° la Reggina va vicina al vantaggio. Azione di contropiede imbastita da Acerbi, palla a Campagnacci che lancia, decentrato in area, Bonazzoli. Girata al volo del capitano e un altro ex della gara Cassano (anche lui senza rimpianto alcuno amaranto) respinge volando alla sua destra. Al 23° ci prova Catinali dalla lunga distanza, Puggioni devia in corner. In questa fase, la Reggina subisce le iniziative dei padroni di casa anche se non sembra soffrirne troppo. Al 26° la Reggina passa. Crossa da sinistra di Bonazzoli in mezzo all’area dove arriva Rizzo che, lasciato colpevolmente solo, di destro, batte Cassano facendogli passare la palla in mezzo alle gambe. Più che legittima l’esultanza del giovane messinese per la sua prima marcatura in B in 25 gare sin’oggi disputate (e gongola pure Foti in ottica mercato-cessioni giacché lo stesso Rizzo, assieme ai già ceduti Missiroli e Acerbi, è certamente uno tra gli amaranto ad avere richieste). Al 32° calcio di punizione di Guzman che, calciando a giro, manda alto sulla porta di Puggioni. Al 35° il Piacenza va vicino al pareggio. Calcio di punizione di Guzman al centro dell’area dove arriva Cacia che, di piatto sinistro, manda incredibilmente sul fondo ma, di fatto, a gioco fermo perché risultato in fuorigioco. Al 37° i padroni di casa pareggiano davvero. Spunto di Graffiedi sulla sinistra, l’attaccante supera due amaranto e mette al centro. Puggioni smanaccia e la palla resta colpevolmente in area senza che nessun difensore le si avventi addosso per spazzare. Il più lesto è Marchi che, di piatto destro, viola la porta amaranto e ristabilisce il risultato. La Reggina, dopo il goal del vantaggio, si è chiusa dietro lasciando al Piacenza l’iniziativa consentendole di schiacciarla tanto da arrivare in goal. Al 38° ancora i padroni di casa vicini, questa volta, al vantaggio. Adejo perde malamente palla, Cacia la conquista e batte a rete da fuori area mandando, per fortuna, il pallone non di molto alto sulla traversa. Il Piacenza non molla e continua a pressare. Al 42° il ribaltone. Cacia serve, di tacco, il sopraggiungente Graffiedi che, di destro, piazza la palla alle spalle di Puggioni. In 5 minuti, dicasi 5, la squadra di Madonna ribalta meritatamente il risultato. Ahi Reggina! Che errore chiudersi lasciando spazi ed occasioni agli avversari. Questa è la legittima conseguenza per un atteggiamento troppo rinunciatario già poco dopo la metà del primo tempo con un vantaggio risicato e per nulla sicuro. Al 46°, primo dei due minuti di recupero concessi, ci prova Campagnacci. L’attaccante amaranto, per l’ennesima volta in questo campionato, si smarca bene ma conclude malissimo mandando alto sulla traversa. Al 47° ancora Reggina, ancora Campagnacci. Ricevuta palla da Colombo al limite, si gira e calcia questa volta meglio che precedentemente. Cassano si distende e blocca a terra alla sua destra. Il primo tempo finisce qui. Nell’intervallo avrà ben donde per imprecare contro i suoi Atzori che, inspiegabilmente, dopo il vantaggio hanno smesso di giocare lasciando ad un affamato Piacenza libertà assoluta di azione e di occasioni goal. L’uno-due di Marchi e Graffiedi in appena 300 secondi è il giusto risultato per quanto visto in questi primi 45 di gara. Secondo tempo. La ripresa inizia con due sostituzioni, una per parte: nel Piacenza, dopo che Conteh aveva preso il posto di Anaclerio costretto a lasciare per infortunio, entra Cofie per Bianchi e, nella Reggina, l’eterno infortunato e sfortunato Giosa (presidente, contento del quinquennale fattogli sottoscrivere dopo infortuni e cessioni?, n.d.r.) lascia il posto a Burzigotti. La gara si gioca su ritmi alti e decenti, ma la Reggina non riesce a salire ma, anzi, presta ancora il fianco alle iniziative dei padroni di casa che solo per demerito dei suoi attaccanti o per merito di Puggiono non arrotondano il punteggio. Atzori, dopo il primo cambio forse indotto dalle condizioni fisiche di Giosa, prova la carta Rizzato togliendo dal campo Nicolas Viola. Lo stesso tecnico amaranto, in panchina, si sbraccia incitando i suoi e dandogli delle direttive regolarmente disattese. La Reggina, onestamente, appare ben poca cosa ma siamo concordi con lo stesso tecnico frusinate allorquando garantisce impegno. Si, l’impegno c’è e si vede. Ma non basta né può bastare. Per vincere ci vogliono giocatori dotati di un aggettivo che, forse, appare sconosciuto o, comunque, poco in uso: qualità! E, onestamente, ad eccezion fatta di Missiroli (fino a sabato scorso), Acerbi, Rizzo, Puggioni e, forse, qualcun altro non ci pare che la Reggina abbondi in qualità considerando Castiglia, Burzigotti, spesso Campagnacci ed altri. O sbagliamo? Al 72° lo stesso Campagnacci, in parte, ci smentisce e ci dimostra che in campo c’è e che non è solo capace di sbagliare lo sbagliabile. La punta amaranto s’invola sulla destra in un improbabile 2 contro 5 con il solo Bonazzoli in avanti con lui. Zammuto lo affronta e cade in area, forse, trascinando a terra lo stesso attaccante amaranto. Guida decreta il rigore tra le proteste generali, ma è inamovibile. Sul dischetto va Bonazzoli che, seppur disturbato dall’indisponente Cassano in fase di posizionamento del pallone sul dischetto, lo batte inesorabilmente spiazzandolo riportando, così, la gara sul binario della parità. All’81° il Piacenza va vicinissimo ad un nuovo vantaggio. Graffiedi è autore di un gran tiro al volo di sinistro da fuori area, Puggioni vola alla sua destra e devia il pallone che sbatte sulla traversa e torna in campo. Un piacentino lo raccoglie e batte ancora a rete dove Puggioni compie un altro intervento prodigioso mandando in corner e, successivamente, bloccando ancora l’ennesimo tentativo dei padroni di casa. Atzori toglie Campagnacci e si gioca la carta Alessio Viola (come detto, appena rientrato perché rispedito al mittente dal Benevento dove, purtroppo, si è messo in luce non per qualcosa di buono dimostrato sul campo, ma per l’atteggiamento altezzoso e presuntuoso come fosse il novello Pallone d’Oro senza che noi tutti addetti ai lavori ne fossimo a conoscenza). La gara continua ad essere giocata su ritmi altissimi e con vero furore agonistico. All’88° i padroni di casa passano meritatamente in vantaggio con l’ex Cacia (che consuma la sua personale vendetta consentendo ad un collega reggino di gongolare). Lanciato in area non è in fuorigioco, affronta Puggioni che esce sui suoi piedi e lo beffa con un “cucchiaio” sul quale non riesce ad intervenire Adejo proteso in un tentativo disperato. Il risultato, seppur ci dia profondamente fastidio ammetterlo, è giusto: il Piacenza ha meritato la vittoria per quanto fatto vedere in 95 minuti di gara e la Reggina, di concerto, esce sconfitta e con il non proprio score parziale di una sola vittoria nelle ultime 10 giornate. Il buon Antonio Nucera di Sky narra di un Foti che abbandona la tribuna sconsolato, ma non sa che ad essere sconsolati sono i tifosi amaranto a cui non resta nemmeno il “contentino” di contare i nuovi entrati 6 milioni e mezzo di euro. Chi ci segue sa che, da tempo, chiediamo a Foti di sciogliere un dubbio: la Reggina sarà composta da uomini o, più verosimilmente, da caporali? Metafora a parte, ciò che abbiamo chiesto più volte è, in sostanza, che Foti decida se osare ad ambire a qualcosa di più importante oppure se, mestamente, preferire far stazionare la Reggina in quel limbo chiamato meglio anonimato e caratterizzato, cioè, da una discreta Reggina – che per una decina di gare (dalla quinta alla quattordicesima) ha fatto sognare i più ingenui quando noi predicavamo equilibrio e che per il resto del torneo fin qui disputato, quegli stessi tifosi li ha bruscamente riportati sulla terra facendoli ricredere ineluttabilmente -, da un ottimo – secondo noi – allenatore ma da una rosa assolutamente inadeguata per puntare alla promozione (che diretta appare impossibile, ma magari attraverso l’aggancio al sesto posto e, quindi, passando per i playoff). I fatti, ad oggi, sembrano chiarire le intenzioni: vendere, vendere, incassare, incassare (e comprare, senza offesa per nessuno, terze o quarte scelte). Non è grave questo, l’importante però è saperlo. In fondo, nessuno ha parlato della ricerca di una promozione ma, semmai, sono stati creduloni i tifosi a pensarlo allorquando la Reggina giocava bene e, di conseguenza, vinceva. La realtà è quella sotto gli occhi di tutti: sono caporali ed a farli diventare uomini non ci pensa nemmeno. I playoff si allontanano ed il limbo dell’anonimato ci trattiene. Ad majora, Lillo!

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Serie Bwin, XXIV^ giornata: Piacenza Reggina (probabili formazioni e note)

Piacenza (4-3-1-2): Cassano; Zenoni, Gervasoni, Zammuto ed Anaclerio; Marchi, Catinali e Bianchi; Guzman; Graffiedi e Cacia. In panchina: Stocchi, Rickler, Avogadri, Cofie, Volpi, Sbaffo e Guerra. All.: Madonna. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Burzigotti ed Acerbi; Laverone, Rizzo, De Rose, Tedesco e Barillà; Campagnacci e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Giosa, N. Viola, Castiglia, Colombo, Rizzato ed Adiyiah. Arbitro: Guida di Torre Annunziata. Assistenti: Iori e Posado. Quarto uomo: Barbiero. Note. La Reggina, sabato scorso contro il Siena, ha colto il suo terzo pareggio consecutivo per 0-0 (non succedeva dalla stagione 1990/1991 con Cosenza-Reggina, Reggina-Taranto e Triestina- Reggina). Il record degli 0-0 consecutivi è, però, di 5 nel torneo 1972-1973 con Reggiana-Reggina, Reggina-Novara, Modena-Reggina, Varese-Reggina e Reggina-Bari.

Alla 22ma si è toccato il minimo livello di rendimento con il solo 49,3% dei punti conquistati. La Reggina, comunque, vanta un considerevole + 8 sulla scorsa stagione ed un +1 sul girone di andata che, soprattutto tra la quinta e la quattordicesima giornata è stato considerato straordinario. La squadra di mister Atzori non subisce reti da 272 minuti (l’ultima fu quella realizzata da Giorgi in Ascoli-Reggina 2-1 – altre reti di Missiroli e Lupoli su rigore – del 18.12.2010). Questo minutaggio fa di Puggioni il portiere con l’attuale serie più lunga di imbattibilità in B e secondo solo a De Sanctis in A con 305 minuti. In casa, Christian Puggioni è il secondo portiere meno battuto con 5 reti. Ancora Puggioni va in campo senza soluzione di continuità dalla 13ma giornata dello scorso campionato e cioè dal novembre 2009. Il record quale porta imbattuta amaranto è, comunque, sempre di Iacoboni con 1088 minuti nel torneo 1970/1971. La reggina, tuttavia, è anche la squadra più sterile del momento non segnando da ben 354 minuti e ciò ne fa la squadra all’ultimo posto nelle classifiche per reti segnate nelle ultime 7 settimane (è addirittura l’unica squadra a non avere segnato reti nelle ultime tre settimane, ma è, anche, l’unica squadra a non avere subito reti nello stesso periodo temporale). Un dato “allarmante”: la Reggina, dopo 14 partite era al terzo posto in classifica con 27 punti mentre dalla 15ma alla 23ma è crollata alla posizione 18 con soli 7 punti conquistati in 9 gare. I precedenti tra Piacenza e Reggina. Le due squadre si sono affrontate in sia A che in B e, quella odierna, sarà la partita n 6 in terra emiliana. In B la prima partita ed il primo confronto in assoluto risale al 26.10.1969 allorquando gli amaranto vinsero per 3-0 con reti di Peruccioni, Pirola e Toschi. Seguì, poi, ancora una vittoria per reggina in trasferta per 1-0 il 26.03.1989 con rete di Maurizio Raggi. Quindi il pareggio per 0-0 durante lo scorso campionato. In A, invece, 2 pareggi:  un 2-2 il 10.05.2003 (vantaggio amaranto di Di Michele, doppietta di Hubner e rete per il definitivo pareggio di Mozart) e  lo 0-0 il 13.02.200 nella stagione (la prima amaranto in A) 1999-2000.  Il Piacenza. E’ diciottesimo in classifica con 22 punti frutto di sole 4 vittorie, 10 pareggi e 9 sconfitte. Alla seconda di ritorno ha gli stessi punti che aveva alla seconda del girone di andata. Nella classifica per il solo 2011 (guidata da Siena e Modena a quota 7), gli emiliani hanno un punto in più della Reggina (4 contro 3). Con il Frosinone e la Triestina, il Piacenza è la squadra con il minor numero di vittorie (4). Solo Albinoleffe, Portogruaro e Frosinone hanno vinto di meno. Nelle ultime 5 giornate ha conquistato 5 punti battendo il Varese e pareggiando a Bergamo ed a Frosinone. Due sono state finora le sconfitte in casa con Livorno e Modena. Ha ottenuto 5 rigori contro (di cui 4 realizzati dagli avversari) e 3 rigori a favore (realizzandone 2). Il suo cammino interno. Ha conquistato 13  punti ed è penultimo nella relativa classifica. Ha segnato 18 reti ed è la squadra che ha subito più di tutte tra le mura amiche (20). Nelle ultime 5 partite ha collezionato una vittoria, un pareggio e 3  sconfitte. Viaggia ad una media di 1,5 gol fatti e 1,7 subiti ed in casa non segna da 92 minuti e non subisce da 24. Gli ex della gara. Daniele Cacia (nella foto) ha realizzato sin’oggi 11 reti (suo record personale raggiunto sempre a Piacenza), con la Reggina è stato in campo per 1517 minuti (sui 3780 disponibili) ed ha realizzato 4 goals; Sergio Volpi (nella foto) con gli amaranto in campo per 816 minuti (sempre su 3780); Mario Cassano (nella foto) in maglia amaranto 1530 minuti (su 3780) e 25 gol subiti. Christian Puggioni con il Piacenza, nella passata stagione, 3660 minuti su 3780 e 43 gol subiti. Bomber emiliani. Dopo Cacia a quota 18, Graffiedi con 5 goals ed Anaclerio con 3 reti. Bomber amaranto contro il Piacenza. Barillà e Cosenza (in goal all’andata nel 2-0 per gli amaranto del 05.09.2010) e Colombo vestendo la maglia dell’Albinoleffe. Gli allenatori. Atzori e Madonna solo un confronto ed è, appunto, quello dell’andata. Da giocatori: mai Madonna contro gli amaranto e 3 volte Atzori contro il Piacenza con Empoli, Ravenna e Perugia per un totale di 2 sconfitte ed una vittoria. L’arbitro. Dirige Marco Guida di Pompei, ma della sezione di Torre Annunziata; con lui  gli assistenti Iori e Posado ed il quarto uomo Barbiero. Guida ha diretto 6 partite in A (dopo il debutto del 26.09.2010) e 27 in B (debutto il 21.08.2009 in Albinoleffe-Vicenza) assegnando 10 rigori e decretando 6 espulsioni. In una sola occasione ha diretto la Reggina, il 13.11.2010 conto il Torino al “Granillo” finita 1-1 con reti di Bonazzoli e Bianchi. Ha diretto una sola volta anche il Piacenza ad Ascoli il 24.4.2010 ed anche in quell’occasione il risultato finale fu di 1-1. 

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“Ciao, Gigi!”

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo. "Mio Amico Luigi, come potrò mai dimenticare ciò che, senza gelosia e con spassionato orgoglio, mi dicevi! Conserverò gelosamente nei miei ricordi le parole che, con reciproco affetto e stima, non lesinavi di ripetermi ogni qualvolta parlavamo di calcio e di arbitri. Mi riecheggeranno indelebilmente queste tue parole: “Tu mi piaci in campo, perché sei come me; sei sempre presente sull'azione e vicino al pallone. Hai quello che ho sempre avuto anch'io con i giocatori … non sei presuntuoso come tanti, sai anche scherzare e parlare con umiltà, e, soprattutto, ti piace il dialogo e il rispetto verso di loro … Continua così e non dare ascolto alle critiche”! Mi ripetevi che volevi a tutti i costi farmi da assistente in questa nuova stagione calcistica.

Invece, Mio Caro Luigi, sono io ad essere stato orgoglioso ad aver ricoperto, nella passata stagione, quel ruolo per Te! Mi telefonasti la settimana scorsa dicendomi: “Ma che fine hai fatto Pino? Ti pirdisti? Vediamoci qualche volta e ci prendiamo un caffè o di sera per una pizza. Mi hai abbandonato, non sapevo che ci avevi lasciati ed eri passato all'ASI". Ora, invece, sono io a dover dire qualcosa a Te, Luigi: mi hai sempre sopravvalutato nel mettermi al Tuo livello mentre Tu eri Tu, un "Grande" Uomo ed un “Grande” Arbitro ed io molto meno! Ti sarò sempre grato per i preziosi consigli! Mio Eterno Amico e Collega Arbitro Luigi devo confidarti che – tutte le volte che andrò a prendermi un caffè o una pizza da solo – tu sarai Sempre accanto a me; tutte le volte che scenderò in campo da arbitro (semmai io dovessi riprendere ad arbitrare) Tu sarai il Mio Assistente ed il Mio Angelo Custode. E questo non avrà prezzo per me! Ognuno di noi, con la tua dipartita ha perso un Grande Amico. I campi di calcio, invece, il sibilo deciso del tuo fischietto! Se già é umanamente impossibile sostituire l'Uomo, altrettanto proibitivo sarà anche "rimpiazzare" l'Arbitro! Posso dare ora io un consiglio a Te? Continua ad allenarti e a correre e, quando scendi in campo, stavolta ricordati di lasciare i cartellini nello spogliatoio. Lassù non ne avrai bisogno! Ciao Luigi." (Da "Ricordi e Pensieri" di Pino Inturri). "Il Reggino" ed, in particolare, il sottoscritto si uniscono al cordoglio unanime che ha destato la prematura scomparsa di Luigi "Gigi" Romanò (nella foto). Noi, come il suo amico Pino Inturri, ma sotto altre vesti, lo ricordiamo con affetto e stima per averlo conosciuto stando da quest'altra parte della "barricata" in quanto atleti della squadra dei Giornalisti Reggini che, quest'anno, per il terzo anno consecutivo, disputano il Torneo Interprofessionale UISP. E' stato grazie a questo torneo, infatti, che abbiamo avuto l'onore di conoscere "Gigi" anche se l'abbiamo incontrato, poi, in tantissime altre occasioni sempre sorridente, positivo e propositivo. Ancora ci riecheggiano in mente le sue parole subito dopo il riconoscimento e la stretta di mano scambiata in quanto, in quell'occasione, capitano. "Mi conoscete tutti. Quando fischio ho fischiato e non torno indietro sulle mie decisioni. Tu, Maurizio, come capitano, se vuoi spiegazioni ti avvicini e te ne do quante ne vuoi. Ma, soprattutto, ad una cosa tengo moltissimo e sono loro due, i miei assistenti ai quali non dovete rompere le palle! Se c'è qualche problema prendetevela con me, ma lasciate in pace loro. In bocca al lupo, ragazzi!". Ciao Gigi, chi scrive e tutta la squadra dei Giornalisti Reggini ti stringono in un enorme ideale abbraccio.

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Reggio Calabria: già noto alle forze dell’ordine trovato con sostanza stupefacente ed arma clandestina, pastore arrestato

Nella mattina di mercoledì i carabinieri della Stazione Modena hanno tratto in arresto in Villa San Giovanni Ranieri Cosimo, 27 anni, pastore, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di arma clandestina e munizioni. I militari hanno infatti notato il giovane che procedeva a bordo di una motoape sulla via Nazionale in direzione Villa San Giovanni. I militari, che lo hanno riconosciuto, hanno deciso di seguirlo e di osservarne i movimenti.

Il giovane si dirigeva nei campi adiacenti la propria abitazione e veniva notato a distanza mentre occultava un sacchetto in cellophane dietro un cespuglio, incamminandosi successivamente verso casa. A quel punto veniva bloccato e, recuperato il sacchetto, si poteva constatare che lo stesso conteneva 50 dosi di marijuana essiccata e pronta allo spaccio confezionate con carta stagnola, per un peso totale di 185 grammi. I militari a quel punto approfondivano il controllo anche con altre pattuglie fatte intervenire in rinforzo presso l’intera abitazione e tutte le pertinenze di quest’ultima. In particolare dopo continue ricerche i militari si concentravano su una stalla ove erano tenuti dei vitelli. All’interno di essa veniva rinvenuto un contenitore in plastica usato originariamente per tenere le olive occultato tra le sterpaglie, al cui interno venivano rinvenute altre 48 dosi di stupefacente confezionate in maniera identica alle precedenti, per un peso di 177 grammi. A poca distanza dal recipiente veniva rinvenuta una busta nera in plastica contenente un fucile cal. 16 con le canne mozze e la matricola abrasa nonchè 26 cartucce cal. 16 e 50 proiettili cal. 7,65 per pistola (nella foto tutto il materiale sequestrato). L’uomo è stato tratto in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di arma clandestina, ricettazione e detenzione illegale di munizionamento ed è stato associato alla Casa Circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Reggio Calabria: la Soprintendenza Archivistica per la Calabria presenta il volume “I Crispo. Storia di una famiglia. Storia di un borgo.”

Il volume “I Crispo. Storia di una famiglia. Storia di un borgo”, di Francesco Arillotta e Antonino Sapone, edito da Kaleidon Editrice, ripercorre la storia della famiglia Crispo, attraverso le carte dell'archivio familiare che nel 1998 è stato riconosciuto di notevole interesse storico, dal Ministero per i beni e le attività culturali.L'archivio, infatti, è particolarmente significativo per il patrimonio di conoscenze, di storie familiari, sociali e storiche del territorio siciliano e calabrese.

Il lavoro di ricerca, che parte dalle fonti storiche presenti a Reggio Calabria, ha trovato prezioso sussidio nell'attività di riordino e inventariazione dell'archivio familiare, ora fruibile al pubblico, che si inserice nel programma della Soprintendenza Archivistica per la Calabria, di valorizzazione e promozione del patrimonio archivistico pubblico e privato della regione Calabria. Introduce Francesca Tripodi, Soprintendente Archivistico per la Calabria; presenta Vincenzo Vitale, Presidente Associazione "Mediterranea"; conclude Francesco Crispo, proprietario dell'archivio familiare dichierato di notevole interesse interesse.

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Reggio Calabria: l’ “Accademia del Tempo Libero” ricorda Zanotti Bianco

La figura di Umberto Zanotti Bianco sarà il fulcro di un incontro organizzato dall’ “Accademia del tempo libero” di Reggio Calabria. Un’iniziativa nata per ricordare l’illustre meridionalista filantropo, e la sua importantissima opera per il riscatto del Sud, della Calabria e di Reggio in particolare. L’appuntamento per l’incontro, aperto a tutti i cittadini, è per sabato 29 gennaio, alle ore 17 e 30, presso l’Auditorium del “Cipresseto” di Via Melacrino, sede dell’associazione e luogo nel quale lo stesso Zanotti Bianco operò per lungo tempo.

I lavori saranno introdotti dalla Presidente del sodalizio Silvana Velonà; l’attività  svolta da Umberto Zanotti  Bianco presso il “Cipresseto” verrà ricordata da Domenico Pietropaolo mentre Valerio Bascià parlerà del progetto di  istituzione di un centro di studi meridionalisti a cura del “gruppo giovani” dell’Accademia. Maria Pia Mazzitelli, Alessia Bianco e  Maria Luisa Spanò comunicheranno lo stato dei lavori di inventarizzazione e informatizzazione di alcuni documenti inediti di Zanotti, già avviati in sinergia tra Biblioteca Comunale e Dipartimento PAU dell’Università; Edoardo Mollica esporrà il Progetto di recupero di strutture scolastiche realizzate da Zanotti,  presentato nell’ambito del PON  Sicurezza dal Comune di Africo d’intesa con lo stesso Dipartimento PAU. Concluderanno l’incontro  gli interventi del Sindaco di Africo  Domenico Versaci, del Sindaco Di Reggio Giuseppe Raffa e del Prefetto Luigi Varratta. (A cura della collega Federica Morabito).

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Presentato il “LXI° Giro della provincia di Reggio Calabria”, gara d’apertura della stagione ciclistica 2011

Il “61° Giro della provincia di Reggio Calabria – Challenge Calabria – Memorial Fausto Coppi”, si svolgerà dal 28 al 30 gennaio prossimi. La gara ciclistica organizzata dallo “Sporting Club 1917” del presidente Antonello Careri, segna l’apertura, in Italia, della stagione professionistica. Tre sono le tappe: Melito – Catanzaro, Soverato – Vibo Valentia e Pizzo – Reggio Calabria. “La partenza da Melito – ha dichiarato il presidente dello Sporting Club 1917, Antonello Careri – è un omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia”. Circa 120 corridori, appartenenti a 13 società professionistiche (3 straniere), cercheranno di mettere la propria firma su un albo d’oro ricco di grandi “nomi” del pedale. Coppi, Bartali, Moser, Saronni, fino al giovane Matteo Montaguti, vincitore lo scorso anno, sono solo alcuni dei protagonisti di una corsa che, dal 1920, ha sempre regalato forti emozioni al popolo calabrese ed agli appassionati di ciclismo.

Tenutasi al Palazzo Foti della Provincia, a Reggio Calabria, la presentazione è stata moderata dal giornalista Rai, Tonino Raffa. Erano presenti il presidente della Provincia, Giuseppe Morabito (nella foto), il segretario alla Presidenza del Consiglio Regionale, Giuseppe Agliano, l’assessore comunale reggino con delega allo sport, Enzo Sidari, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto), ed il segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria e presidente della Federciclismo reggina, Carlo Parisi (nella foto). “Promuoviamo – ha detto Antonello Careri – la Calabria nel mondo ed il turismo sportivo nella nostra regione. È stato un anno sofferto: volevamo fare 5 tappe, di cui una a cronometro, ma i pochi fondi a disposizione non ce l’hanno permesso”. Il presidente Giuseppe Morabito,  ha dichiarato che quest’anno “la Provincia ha avuto un budget finanziario ridotto del 22%, ciò nonostante ha voluto mantenere tanti impegni presi, come questo, che contribuiscono a dare un’immagine positiva della nostra regione in un periodo in cui la si pensa tutta in mano alla ‘ndrangheta. Lo sport – ha detto Morabito – deve servire ad affermare valori importanti che oggi sono in grave crisi”. “Uno sport romantico – ha dichiarato l’assessore comunale, Enzo Sidari – nel quale, come nel tennis, se non sei bravo individualmente non vai avanti”. “Sono contento – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – ed orgoglioso che, per questo importante evento, che segna l’inizio dell’attività ciclistica nazionale e vede la partecipazione di campioni del calibro di Alessandro Petacchi e Damiano Cunego, è stato previsto un passaggio da Lamezia Terme per ricordare i sette ciclisti uccisi. Un gesto che, ancora una volta, dimostra la grande solidarietà e l’affetto del mondo dello sport verso le famiglie delle vittime che stanno attraversando un momento di grande dolore”. “Una tragica fatalità, purtroppo, che deve far riflettere su quanto il numero degli incidenti, nell’ambito sportivo, potrebbe essere ridotto se in Calabria venissero realizzati più impianti e, soprattutto, concepiti nel rispetto delle norme di sicurezza. Un obbiettivo per il quale il Coni si batte da sempre”. “Significativa – ha continuato Praticò – la scelta di partire da Melito, omaggiando l’Unità d’Italia, in un periodo storico in cui proprio questa viene messa in forte discussione”. “Nell’augurarmi – ha concluso il presidente – che i ciclisti affrontino la gara nel pieno rispetto delle regole e dell’avversario ed all’insegna del fair play, dando esempio a molti ragazzi che li considerano loro beniamini, rivolgo un in bocca al lupo particolare all’unico calabrese in gara, il reggino Sergio Laganà”. Carlo Parisi, presidente della Federciclismo reggina, ha ricordato che tra gli iscritti, lo Sporting Club può vantare di aver avuto il grande Salvatore Quasimodo ed ha esaltato il fascino del grande impegno morale e fisico che richiede la pratica del ciclismo agonistico, sacrifici che al giorno d’oggi i ragazzi sono sempre meno disposti a fare. “Il ciclismo lotta il doping quotidianamente, non come viene fatto in altre discipline. In merito agli impianti, – ha concluso Parisi – con poco si può ottenere tanto. Chiudiamo il lungomare la domenica mattina, per esempio. Bastano due transenne e due vigili. Tanta gente ne potrà usufruire per praticare sport e godersi lo Stretto, lontani dal traffico automobilistico e dal pericolo”.

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Laruffa editore presenta “Tramonto Falck di Fabio Musati

Dopo le presentazioni di successo a Sesto San Giovanni e Milano, Fabio Musati* (nella foto), autore di “Tramonto Falck” (nella foto la copertina)per Laruffa Editore, incontra i lettori sabato prossimo, alle 17, nella sala della libreria “Libri e dintorni” di Villa San Giovanni. Nello scenario denso dei fumi delle acciaierie, dal passato al presente, si sviluppa il romanzo “urbano” di Fabio Musati. Protagonisti, giovani graffitari che si muovono tra ciò che rimane del Villaggio Falck, dove tutto è come cinquanta anni fa. Più di un milione di metri quadrati coperti da laminatoi, depositi, pozzi, torri, carri-gru e ciminiere.

Tutto uguale e tutto diverso per una storia di riflessioni e sentimenti scaturita dalla penna creativa dello scrittore milanese. Operai, ingegneri e poliziotti, tutti alla ricerca di qualcosa e di sé stessi. Mentre sullo sfondo sale il tramonto rarefatto dalle nebbie della fabbrica, il tramonto Falck. Uno stile moderno e coinvolgente caratterizza la narrazione, dipingendo un mondo fatto di smog, sudore, cieli grigi e muri colorati di sogni. Per ribellarsi.   All’incontro letterario, dopo i saluti di Stefania Messina, responsabile “Libri e dintorni”, interverranno la giornalista Cristina Marra, l’editore Roberto Laruffa e l’Autore. Coordina Maria Teresa D’Agostino. *Fabio Musati, originario della Valsesia, è nato a Milano nel 1957, dove vive con la moglie Valeria e il figlio Guido. E' autore di narrativa e di testi teatrali. Per Laruffa Editore nel 2009 ha pubblicato “L’Angelo nero”. http://fabiomusati.blogspot.com.

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“Riferimenti”: “Gerbera Gialla 2010-2011” a Lamezia Terme

Nell'ambito del progetto "Gerbera Gialla 2010-2011 – Memoria e Futuro", che è alla base del Protocollo d'Intesa con il Consiglio Regionale della Calabria, venerdì 28 Gennaio p.v. alle ore 10:30 presso il Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, si terrà un incontro con gli studenti del comprensorio Lametino dedicato alla memoria. Nel corso dell'iniziativa verrà ricordata, con la testimonianza dei figli Walter e Giulia, la figura del Commissario Salvatore Aversa, ucciso a Lamezia Terme con la moglie il 4 Gennaio 1992.

Interverranno: il Presidente del Consiglio Regionale della Calabria  F. Talarico che aprirà i lavori unitamente alla Presidente di "Riferimenti" Adriana Musella (nella foto assieme ad Aldo Grasso) e al Sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza, il Direttore dell'Ufficio Scolastico Provinciale Dottor F. Mercurio, il Questore di Catanzaro Dottor Vincenzo Roca,il Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Dottor S. Vitello, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Dottor A. Lombardo.

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Tutti “pazzi” per (o con?) la virtualità

altaltaltSiamo nell’era del web, un’ era in cui tutto è a portata di click. Sempre più sovente capita di non aver voglia di uscire da casa, di annoiarsi, di non voler interagire con il mondo ”reale” quasi come si avesse una strana forma di repulsione verso i rapporti interpersonali. Allora che si fa? Ci si connette a “Facebook”, così, tanto per ammazzare il tempo. E, magari, si fa a gara a chi ha più amici, come se il numero di questi ultimi possa in qualche modo esser legato alla popolarità di ciascuno di noi. E si passa sempre più tempo “on line” a controllare se sono arrivati messaggi fino al punto di rimanerne quasi intrappolati.

Si, perché attraverso i famigerati social network alla cui famiglia “Facebook” appartiene a pieno titolo, milioni di persone, e non solo giovani, pubblicano i loro profili, le loro foto, organizzano eventi, creano gruppi e restano sempre collegati all’account di posta spesso distratti ognuno dalle proprie attività principali rendendoli, così, “schiavi” di inviti o messaggi di presunti “amici” (ahinoi, spesso non si conosce veramente neppure il 10% delle persone presenti nel proprio profilo). Per non parlare poi della privacy che assume uno status inversamente proporzionale all’aumentare degli “amici” accettati (per nostra o altrui iniziativa). Questa, però, altra non è che una scelta ben precisa che ognuno di noi ha fatto, più o meno coscientemente dipende, al momento dell’iscrizione ed a cui, comunque, “Facebook” consente di ovviare in corsa attraverso vari restrizioni e limitazioni in sede di “impostazioni”. Il vero rischio, comunque, è la dipendenza che ne può derivare se di questo straordinario “mezzo” (e non “fine”) si abusa o, peggio ancora, non lo si impara ad utilizzare per il vero scopo per cui è nato: socializzare con persone che, probabilmente, assai difficilmente si sarebbero potute incontrare nella vita di ogni giorno e con le quali si sarebbe potuto stringere rapporti anche se di sola semplice conoscenza. Il social network più diffuso al mondo, è stato creato nel 2004 dallo studente Mark Zuckerberg ed ha superato in pochissimo tempo il precursore “MySpace” o il successivo “Twitter” adorato dai Vip del jet-set a stelle e striscie. Ad oggi, il “faccia-libro” più famoso al mondo, vanta versioni in più di 20 lingue ed il considerevole numero di 125 milioni di iscritti. In Italia è un fenomeno esploso nell’autunno 2008 con oltre 16 milioni di iscritti (all’epoca), pari quasi al 25% dell’intera popolazione nazionale. In tal modo non si rischia di inficiare i tradizionali ed ormai quasi ritenuti superati rapporti umani? Gli amici non s’incontrano quasi più, un po’ perché si è divenuti sempre più pigri ed un po’ perché pare non ci sia più tempo assoggettati ad una vita che va sempre più di corsa. Ad onor del vero, bisogna però ammettere che questo “fenomeno” ha i suoi lati positivi.  Stiamo, infatti, assistendo ad una trasformazione epocale, un mutamento prezioso del modo di farsi conoscere, di trovare perfino lavoro e, magari, assistenza e contatti utili. Ed anche se tale fenomeno non sarà gradito ai nostalgici ed ai tradizionalisti, legati sicuramente ad altre forme di comunicazione, crediamo che lo stesso sia da far rientrare nell’ottica di una  forma di libertà di espressione in tutti i settori. La soluzione sarebbe semplice: mondo reale supportato (e non surrogato) da quello virtuale.

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Rosarno (RC): operazione “Doppia Sponda”

Nelle prime ore del mattino, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione, nel comprensorio di Rosarno (RC) e nella province di Catanzaro e Lecco, ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palmi a carico di 10 soggetti a vario titolo indagati per detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi e reati contro il patrimonio. L’operazione, nella cui fase esecutiva sono stati impegnati circa 70 Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, della Compagnia di Intervento Operativo del 12° Battaglione Carabinieri Sicilia e dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria,

giunge all’esito di un’indagine (convenzionalmente denominata “Doppia Sponda”) avviata nel gennaio del 2010, a seguito dell’arresto di Ceravolo Giuseppe, ritenuto responsabile del tentato omicidio di un cittadino Ghanese durante i turbamenti dell’ordine pubblico verificatisi a Rosarno nei primi giorni dello scorso anno. In quell’occasione il Ceravolo Giuseppe aveva volontariamente investito con l’autovettura di Furuli Rocco un manifestante, causandogli gravi lesioni. L’articolata attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi, attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali e classiche attività di P.G. (servizi di osservazione e pedinamento, perquisizioni, sequestri), ha consentito di acclarare una fiorente attività di spaccio di cocaina/eroina organizzata e diretta dal Ceravolo Giuseppe che avvalendosi di numerosi complici, movimentava grossi quantitativi di droga. Le persone coinvolte, come hanno accertato le indagini, avevano anche la disponibilità di armi da fuoco. I soggetti destinatari del provvedimento restrittivo sono: Ceravolo Raffaele, nato a Messina il 20.03.1979, residente a Rosarno; Rappazzo Romana (nella foto), nata a Messina il 28.02.1933, residente a Rosarno; Lemma Antonio (nella foto), nato a Cinquefrondi (RC) il 01.08.1986, residente a Rosarno; D’Agostino Rocco (nella foto), nato a Cinquefrondi (RC) il 08.07.1986, residente a Rosarno; D’Agostino Angelo, nato a Cinquefrondi (RC) il 27.06.1982, residente a Rosarno; Falleti Diego (nella foto), nato a Polistena (RC) il 21.08.1990, residente a Rosarno; Callà Giancarlo (nella foto), nato a Polistena (RC) il 24.12.1985, residente in San Pietro di Caridà (RC); Bevilacqua Franco Simone, nato a Catanzaro il 06.09.1981, ivi residente; Berlingieri Massimo, nato a Reggio Calabria il 09.12.1977, domiciliato in Catanzaro.

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Reggio Calabria: consegnate le chiavi della nuova caserma di Archi

Sono state consegnate stamane, le chiavi della nuova caserma dei Carabinieri di Archi (RC). Il comandante Provinciale dell’Arma, Colonnello Pasquale Angelosanto (nella foto), ringrazia l’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria, il Sindaco e il Presidente della Regione Calabria

che hanno fortemente voluto la realizzazione di quest’opera ad Archi destinata ad ospitare la stazione Carabinieri, che migliora le condizioni logistico – operative dell’Arma della città e che prossimamente verrà inaugurata.

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Team Basket Viola: l’argentino Leonardo Ricci è il neo acquisto della società neroarancio

E’ ufficiale: Leonardo Ricci è della Liomatic. E’ il Direttore Generale Gaetano Condello a dare la notizia della conclusione dell’accordo avvenuta poche ore fa. Ricci, nato a Buenos Aires, in Argentina, classe ’79,  conosciuto alla società  perché la passata stagione ha vestito la maglia della Cestistica Gioiese, arriva nella Città dello Stretto per sostituire Claudio Cavalieri che, a causa dell’intervento al ginocchio, non potrà disputare il girone di ritorno.

Ricci, alto 1 e 93, è un’ala/guardia ed ha giocato nella serie A argentina, a Catanzaro (in serie C1 e B2), a Vigevano ed a Ragusa (B1).  La guardia è arrivata a Reggio Calabria ieri ed alle 17 e 30 ha sostenuto il primo allenamento con la sua nuova squadra. Stamane, alle ore 12 presso il Pianeta Viola, il neo acquisto verrà presentato alla stampa ed ai tifosi. (A cura della collega Federica Morabito dell'ufficio stampa Team Basket Viola).

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Reggio Calabria: “Riferimenti” inizia da qui “Gerbera Gialla 2010-2011” con l’ “Antimafia Day”

E' l' “Antimafia Day” la novità del progetto "Gerbera Gialla 2010-2011" del Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti". E' questo il titolo che caratterizza intere giornate dedicate al tema della lotta alla mafia nelle varie scuole della regione che aderiscono al progetto. L'iniziativa prevede un susseguirsi di incontri istituzionali e testimonianze che coinvolgeranno la mattina gli alunni  e a seguire le famiglie. A dare il via all' Antimafia Day” sarà la città di Reggio Calabria, martedì 25 gennaio p.v., con l'Istituto "Galileo Galilei", capofila dell'intero percorso.

L'”Antimafia Day” inizierà alle ore 10:00 per terminare alle ore 19:00. I lavori saranno aperti dal Prefetto di Reggio Calabria Dottor Luigi Varratta e dalla Presidente di "Riferimenti" Adriana Musella (nella foto); si proseguirà con il Comandante Provinciale dell'Arma dei Carabinieri Dottor Pasquale Angelosanto (nella foto). Nel pomeriggio si alterneranno: il Questore Dottor Carmelo Casabona (nella foto), il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Colonnello Alberto Reda, il Procuratore Aggiunto Michele Prestipino che chiuderà l'iniziativa. Il progetto 2011 della Gerbera Gialla infatti,che  ha come sottotitolo "Memoria e Futuro", è destinato agli studenti dell'intera regione e agli adulti nelle persone dei genitori, e coinvolgerà sia le scuole che le parrocchie dell'intero territorio. Lo stesso percorso progettuale rientra nel Protocollo d'Intesa che il Coordinamento ha siglato con il Consiglio Regionale.

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Taurianova (RC): 4 gr. di cocaina nel portafoglio, arrestato

I Carabinieri della Compagnia di Taurianova, hanno eseguito ieri sera un servizio di controllo straordinario del territorio per contrastare il fenomeno delle rapine, in particolare quelle commesse presso i distributori di carburante. Proprio durante una di queste attività è stato arrestato Rocco Tropeano (nella foto), cl. 1986, un elettrauto di Castellace, piccola frazione del comune di Oppido Mamertina (RC), già con precedenti penali per detenzione di armi. Il giovane è stato notato dai Carabinieri mentre percorreva la strada provinciale che da Palmi consente di raggiungere il centro abitato di Taurianova.

La velocità, innanzitutto, ma anche altre manovre azzardate hanno indotto una pattuglia dei Carabinieri ad approfondire i controlli nei confronti del giovane, che per tale ragione è stato fermato al quadrivio San Bartolo, nella frazione di San martino di Taurianova, proprio nell’area di servizio Agip, il suo comportamento ha quindi molto insospettito i Carabinieri che si stavano apprestando a controllare il distributore per la prevenzione di rapine. La successiva perquisizione, effettuata nei suoi confronti, ha consentito ai militari di recuperare, dentro al portafogli del Tropeano, quattro dosi di cocaina, per un peso complessivo di circa 4 grammi. Il quantitativo dello stupefacente, la suddivisione in dosi e le altre circostanze del sequestro, hanno indotto gli inquirenti a ritenere che la detenzione dello stupefacente non fosse finalizzata all’uso personale del giovane elettrauto, ma bensì alla cessione nei confronti di terzi. Per questo motivo i militari dell’Arma, dopo aver accertato il principio attivo della sostanza ed aver quindi appurato in maniera certa che quella sequestrata fosse effettivamente della Cocaina, hanno arrestato il Tropeano, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ora l’indagato dovrà fornire la sua versione dei fatti in sede di interrogatorio di garanzia, previsto per oggi davanti al GIP del Tribunale di Palmi.

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Serie Bwin, XXIII^ giornata: Reggina Siena 0-0

Reggina-Siena: 0-0. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza (dal 56° Burzigotti) ed Acerbi; Laverone, Missoroli (c), Castiglia (dal 76° Viola), Rizzo e Barillà; Campagnacci (dal 71° Adiyiah) e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Rizzato, Colombo e Tedesco. All.: Atzori. Siena (4-2-4): Coppola; Vitiello (dall’80° Ficagna), Rossettini (c), Terzi e Del Grosso; Sestu e Bolzoni; Carobbio, Troianello (dal 65° Reginaldo), Brienza e Mastronunzio (dal 62° Calaiò). In panchina: Farelli, Brandao, Marrone e Kamata. All.: Conte. Arbitro: Calvarese di Teramo. Assistenti: Rubino di Salerno e Meli di Parma. Quarto uomo: Giallanza di Catania. Ammoniti: Rossettini al 41°, Barillà all’87°, Del Grosso al 91° e Reginaldo al 93°. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Corner: 4 Reggina e 3 Siena. Abbonati: 3565. Quota abbonati: € 22.377. Non forniti i dati sugli spettatori paganti ed il relativo incasso. 

Note. E’ la gara degli ex. Ben 4 tra le fila del Siena (così come ampiamente annunciato nel pezzo di anteprima, n.d.r.): il portiere Coppola, i centrocampisti Sestu e Carobbio, ma, soprattutto, Franco Brienza. Non sappiamo l’accoglienza che i pochi tifosi gli riserveranno (vedremo poi un misto tra mal celata indifferenza e, ad ogni suo tocco di palla, “buuu” di scherno forse dovuti alla consapevolezza della forza della punta ischi tana, n.d.r.), ma, di certo, senza alcun tema di smentite, Brienza è stato l’ultimo (in ordine cronologico) giocatore veramente di eccellente livello e dotato di un tasso tecnico superiore alla media che abbiamo avuto il piacere di vedere a Reggio indossare con la maglia amaranto. Poi, si sa, a volte le annate sono caratterizzate dalla fortuna e, quando questa manca, rischia di falsare i veri valori dei vari giocatori. Brienza, che, lo ricordiamo, ha iniziato la stagione andando in ritiro con la Reggina a Saint Christophe prima della cessione alla società toscana, è stato sì l’autore di prestazioni opache, sì corresponsabile della retrocessione dalla massima serie al termine della stagione 2008-2009, ma anche assoluto protagonista della salvezza precedente e di giocate straordinarie che, per i tifosi amaranto, sarà impossibile dimenticare. In sostanza, se ci chiedessero 1000 volte se vorremmo Brienza ancora a Reggio, 1001 volte risponderemmo si! In curva nord, finalmente nel settore ospiti, poco più di una decina di tifosi toscani (sono i possessori della famigerata “tessera del tifoso”), mentre, ancora una volta all’estrema sinistra della tribuna est, ce ne sono altri 4/5 (questi sono quelli che se ne fregano di Maroni e, comunque, accedono allo stadio negli altri settori). Prima della gara, minuto di silenzio per l’ennesimo nostro militare ucciso in Afghanistan, Luca Sanna. Cronaca e commento. Primo tempo. Primi minuti di gara a ritmi lentissimi. La Reggina è la prima squadra delle due a subire l’iniziativa altrui. Il Siena, forte del primo posto in graduatoria (seppur in condominio con Novara ed Atalanta), mostra subito la propria forza giocando con estrema tranquillità grazie ai suoi tanti piedi buoni. All’8° la Reggina si fa viva dalle parti dell’area senese. Bonazzoli recupera palla e serve al limite dell’area Campagnacci che perde tempo impacciato con il pallone tra i piedi tanto da poi ritrovarsi vicino alla bandierina del corner guadagnando, infine, il primo angolo della gara. Sugli sviluppi dello stesso, Coppola respinge di pugno fuori area, conquista palla Rizzo che tira ma il pallone termina sul fondo. Al 10° ancora Campagnacci protagonista. Palla sul vertice sinistro dell’area, l’attaccante amaranto cerca il tiro “a giro” ma la palla termina altissima tra i mugugni di disapprovazione dei tifosi amaranto. Al 14° acuto amaranto. Campagnacci per Barillà sulla sinistra, cross teso da parte di quest’ultimo e Coppola è costretto a respingere in corner per evitare problemi. Al 18° è pericolosissimo il Siena. Calcio di punizione di Sestu da sinistra, palla in area dove Terzi, lasciato indisturbato, manca l’appuntamento con il pallone e, verosimilmente, con il vantaggio per un soffio. Al 27° il Siena va vicinissimo al vantaggio. Crossa da sinistra di Del Grosso e colpo di testa a colpo sicuro di Terzi. Il pallone, però, sbatte sulla faccia anteriore del palo e ritorna in campo poi allontanato da un difensore amaranto. Il Siena, in effetti, dimostra che il primo posto in classifica non è né un caso né un errore. Palleggia e comanda il gioco con una facilità disarmante. Quando decide di affondare, lo fa senza problemi e solo la tenacia di Acerbi, Cosenza o Adejo riescono ad arginare il quartetto avanzato senese. Al 30° quella che può diventare un vera e propria tegola per la squadra di Atzori: Cosenza, nel tentativo (riuscito) di respingere un crossa da sinistra, cade malamente e si lussa il gomito o la spalla destra (difficile da capire dall’alto della tribuna stampa, n.d.r). Il medico sociale Pasquale Favasuli, comunque, gli riduce la lussazione tra le evidenti smorfie di dolore del centrale difensivo amaranto. Quand’è pronto ad entrare Burzigotti, Cosenza fa cenno al suo allenatore che vuole rientrare e così accade. Non sappiamo quanto e come ce la farà visto che gioca con il braccio raccolto al corpo (limitandone i movimenti, soprattutto quelli aerei), ma comunque. Al 42° segnaliamo la caparbietà e la tenacia di Bonazzoli che, lanciato lunghissimo da Missiroli, va comunque sul pallone sino ad indurre Rossettini (ammonito poco prima) a mettere in corner. Il primo tempo finisce qui con due squadre che non si sono fatte male, ma con il Siena che sembra poterne fare come e quando vuole. Secondo tempo. La ripresa si apre con un paio di buone occasioni per la squadra di casa. Dapprima un lancio in verticale attraversa l’area senese senza che nessun amaranto riesca a toccarla finendo, poi, tra le braccia di Coppola. Poi un crosso basso e teso di Laverone ancora una volta non trova nessuno pronto a dar veramente fastidio alla squadra di Conte. Dal canto suo, il Siena, replica approfittando di un errore difensivo ma senza concludere per la tempestiva uscita di Puggioni sui piedi di Brienza. La gara sembra alzare i suoi ritmi con la Reggina, diciamo così, più presente sul campo. D’altro canto, è apparso evidente sin da subito che il primo obiettivo di Atzori è non perdere e la presenza in campo del più difensivista Barillà rispetto al più offensivo Rizzato testimonia tutta questa intenzione. Forse non è sbagliata questa scelta considerata la caratura dell’avversario, ma farla a priori ci sembra sempre e comunque sbagliato oltre che altamente limitante. Al 56° Cosenza non ce la fa più e, dopo l’ennesimo contrasto, lascia il campo a Burzigotti. Al 62° Conte prova a dare maggiore vigoria al suo attacco oggi spento: entra Calaiò ed esce Mastronunzio. Il cambio avviene un istante prima che la Reggina benefici di un calcio di punizione centrale ma molto distante dalla porta. A calciare è il nuovo entrato Burzigotti, ma il suo tiro è debole e centrale e Coppola blocca senza alcun problema. Al 65° altra mossa offensiva del tecnico ospite: fuori Troianiello e dentro Reginaldo. La Reggina, dal canto suo, appare oltremodo imprecisa e gli errori in fase di costruzione di ogni azione offensiva sono moltissimi ed anche, per certi versi, grotteschi. Campagnacci su tutti, ma anche Castiglia sembrano proprio non azzeccarne uno (dicasi una!). Dov’è finita la Reggina che ha incantato molti e fatto sognare ed illudere molti altri ancora non è dato sapere. Quando, nel periodo “magico” dalla quinta alla quindicesima giornata, molti facevano voli con la fantasia (rivelatisi poi pindarici), noi sostenevamo che ancora nulla era stato fatto e che il cammino sarebbe stato lungo e difficile. A quei tempi ci davano dei pazzi, oggi qualcuno, tornando sui suoi passi, abbozza cenni di consenso. Al 71° Atzori compie il primo cambio voluto e non forzato: esce ancora una volta un impalpabile Campagnacci ed entra Adiyiah a cercare di dare una mano concreta a Bonazzoli. Al 74° occasione d’oro per il Siena in un comodo pacco regalo confezionato dalla Reggina. Burzigotti va a farfalle e lascia palla al nuovo entrato Calaiò, palla al centro verso il solissimo Brienza  ma è bravissimo Adejo ad allungare la gamba sinistra e ad arpionare il pallone un istante prima che l’ex faccia male davvero. Un minuto dopo, Atzori effettua il suo terzo ed ultimo cambio: esce un inconcludente Castiglia ed entra Viola. Il Siena forza la mano ed osa, ma stavolta è Burzigotti ad anticipare in maniera determinante ancora una volta Brienza. La gara scivola via quasi stancamente alimentata, di tanto in tanto, da guizzi dell’una o dell’altra squadra. Ma è davvero poca cosa, onestamente. La Reggina appare piccola ed il Siena, seppur grande, incapace comunque di far sua la gara. All’88° ci prova Reginaldo ad impensierire Puggioni con un tiro debole dal lato destro dell’area parato dal numero 1 amaranto senza patema alcuno. Stessi protagonisti, ma grazie ad un colpo di testa, un minuto e stessa conclusione dell’azione. 4 i minuti di recupero assegnati da Calvarese durante i quali il cliché della gara non cambia né può cambiare. La gara si chiude con il terzo 0-0 consecutivo (due dei tre casalinghi) e l’ennesimo nulla di fatto. Come abbiamo più volte detto, Foti deve decidere che Reggina vuole tra le due possibili alternative: la prima è quella di ambire a qualcosa d’importante e, quindi, deve metter mano al portafogli e portare a Reggio giocatori di qualità; la seconda, invece, è quella di continuare questo campionato nell’anonimato, seppur dignitoso, e, di conseguenza, null’altro fare. A lui la scelta, a noi le considerazioni.

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Serie Bwin, XXIII^ giornata: Reggina Siena (probabili formazioni e note)

Reggina (3-4-1-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone, Rizzo, Castiglia e Rizzato; Missiroli; Bonazzoli e Campagnacci. In panchina: Kovacsik, Barillà, Colombo, Viola, Tedesco, Adiyiah e Zizzari. All.: Atzori (nella foto). Siena (4-2-4): Coppola; Vitiello, Rossettini, Terzi e Del Grosso; Bolzoni e Carobbio; Troianello, Brienza (nella foto), Mastronunzio e Sestu. In panchina: Farelli, Ficagna, Brandao, Marrone, Calaiò, Reginaldo e Kamata. All.: Conte (nella foto). Arbitro: Calvarese di Teramo. Assistenti: Rubino e Meli. Quarto uomo: Giallanza. Note. La Reggina torna da Crotone con il quarto 0-0 della stagione (Reggina-Crotone il 22.08.2010 all’andata, Reggina-Empoli il 23.10.2010 e Reggina-Sassuolo l’08.01.2011), il primo fuori casa. Si tratta del secondo pareggio esterno in campionato dopo l’1-1 di Bergamo contro l’Atalanta (reti di Ruopolo e Bonazzoli).

Era dal 09.11.2010, in occasione della trasferta a Cittadella (vittoria reggina per 2-1 con reti di Dalla Bona e doppietta di Viola dal dischetto), che gli amaranto non facevano punti lontano dal Granillo. Quella di Crotone è la sesta partita stagionale chiusa senza far gol (Reggina-Crotone 0-0 del 22.08.2010, Padova-Reggina 4-0 del 10.09.2010 – El Shaarawi, Vicente e doppietta di Succi -, Reggina-Empoli del 23.10.2010, Livorno-Reggina 3-0 del 30.10.2010 – Iori dal dischetto, Barusso e Pagano -, Varese-Reggina 1-0 del 04.12.2010 – Ebagua – e Reggina-Sassuolo dell’08.01.2011) mentre sono 10 le gare in cui non ha subito gol (all’andata ed al ritorno, come detto, contro il Crotone, lo 0-0 in casa contro l’Empoli ed il Sassuolo e, poi, Reggina-Piacenza 2-0 del 05.09.2010 – Barillà e Cosenza -, Reggina-Modena 4-0 del 18.09.2010 – Colombo, Viola e doppietta di Bonazzoli -, Reggina-Pescara 1-0 del 13.10.2010 – Bonazzoli -, Triestina-Reggina 0-4 del 16.10.2010 – doppietta di Bonazzoli, Missiroli e Viola -, Reggina-Portogruaro 1-0 del 05.11.2010 – Missiroli -, Reggina-Grosseto 1-0 dell’11.12.2010 – Adiyiah). Nel derby di lunedì scorso Simone Rizzato ha raggiunto quota 150 partite in B.Curiosa la situazione sul piano delle reti: la Reggina è la squadra che non segna da più tempo (264 minuti) ed, allo stesso tempo, quella che non subisce da più tempo (182 minuti). I tecnici Corini ed Atzori si sono ritrovati contro dopo essere stati compagni di squadra a Palermo in B nel campionato 2003.2004 in una squadra con, tra glia altri, Brienza (ex contro il Siena) e Modesto (altri volti noti in casa Reggina). I precedenti tra Reggina e Siena. Le due squadre si sono affrontate in tutte le serie e, tra gli incontri a Reggio, c’è uno spareggio per la promozione in C (che, a quei tempi, si disputava non in una gara singola ma a girone) il 17.06.1956. A Reggio, appunto, fu 1-1 (rete di Scarlattei) dopo la sconfitta a Siena per 3-0 (la Reggina, nel turno precedente, aveva vinto a Pescara il 27.05.1956 per 2-0 – reti Ansalone e Leoni – e poi pareggiato in casa con gli stessi adriatici per 0-0 il 03.06.1956): alla fine del girone la Reggina allenata da Pugliese, venne promossa in C; in C 5 volte “contro” a Reggio dal 02.12.1956 con 3 vittorie amaranto, un pareggio ed una sconfitta; in B secondo confronto con vittoria reggina il 05.05.2002 con rete di Dionigi; in A 2 vittorie amaranto (2-1 il 19.10.2003 con reti di Mozart, Leo e Flo e 4-0 il 16.03.2008 con reti di Brienza, Cozza, ancora Brienza e Missiroli), 3 pareggi (3-3 il 06.02.2005 con reti di Vergassola, Chiesa, Franceschini, ancora Chiesa, Borriello e Paredes, 1-1 il 02.04.2006 con reti di Bogdani ed Amoruso ed ancora 1-1 il 31.05.2009 con reti di Stuani su rigore e Maccarone) ed una sconfitta dopo un calcio di rigore sbagliato da Ciccio Cozza per fallo di Lucarelli sullo stesso Cozza ed espulsione del difensore amaranto (0-1 il risultato finale l’01.04.2007 grazie alla rete di Bertotto). In totale, quindi: 6 vittorie Reggina, 4 pareggi e 2 sconfitte. Il Siena ha, però, il “triste primato” di essere stata, il 31.05.2009, l’ultima squadra di A ad aver giocato a Reggio. Il Siena. Applicando i criteri ufficiali è secondo in classifica dietro il Novara ma avanti all’Atalanta pur essendo tutti a quota 43. Ha vinto 12 volte, pareggiato 7 e perso in 3 sole occasioni; 37 sono i goal segnati e 21 subiti che ne fanno il secondo attacco del campionato ma solo quarta difesa. Gli sono stati assegnati 5 rigori contro (tutti realizzati dalle squadre avversarie): si tratta del numero massimo di rigori assegnati contro (stesso discorso vale per la Reggina). Di contro, gli sono stati concessi 5 i rigori a favore (4 realizzati). Nelle ultime 5 partite: 10 punti su 15 (66,7%), con 3 vittorie, un pari ed una sconfitta. Sempre nelle ultime 5 giornate, viaggia alla media di 1,6 reti fatte e 0,8 subite. Il suo cammino esterno. Ha conquistato 11 punti, come conseguenza di 2 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte; 13 a 14 il bilancio delle reti tra fatte e subite fuori casa. E’ ottavo in classifica su campo avverso, dove vanta il terzo attacco e la nona difesa. Nelle ultime 5 partite esterne ha raccolto una vittoria, 2 pareggi e 2 sconfitte. Fuori casa non ha segnato solo a Varese ed ha sempre subito goals. Lontano da casa non segna da 94 minuti e non subisce da 74 minuti. 17 sono le reti realizzate nei primi tempi e 20 quelle messe a segno nei secondi tempi. Gli ex sono tanti. Franco Brienza, con gli amaranto 52 presenze in A e 29 in B e con 11 reti realizzate (suo record personale stagionale) in B e 12 in A (di cui 2 proprio al Siena nel 4-0 prima ricordato); Carobbio, 21 presenze in A con la Reggina; Alessio Sestu, 17 presenze in A ed un gol alla Fiorentina. Coppola, 2 presenze in A con la maglia amaranto (debutto in A proprio contro il Siena il 29.02.2004 – 0-0 il risultato finale) e Valdez che, con la Reggina, conta 63 presenze in A e 31 in B con un gol al Torino. Bomber senesi e goals alla Reggina. Mastronunzio con 7 reti (ultima 20.11.2010): 3 gol alla Reggina, 2 con la maglia dell’Ancona ed una con quella del Siena (durante la gara d’andata del 28.08.2010 finita 2-1 per i padroni di casa dopo il vantaggio reggino con Bonazzoli, il pareggio appunto di Mastronunzio e la rete decisiva di Larrondo); Calaiò 6 reti (ultima l’11.12.2010): il suo primo gol da professionista con il Torino a Reggio il 06.01.2000 con i granata allora sconfitti per 2-1 da una doppietta di Kallon; Larrondo 5 reti  (ultima l’08.01.2011). come già detto, un gol alla Reggina nella gara d’andata; Brienza 5 reti (ultima il 15.01.2011): un gol alla Reggina. Franco Brienza, per minuti giocati, è il vero capocannoniere senese con un la media di un goal ogni 127 minuti. Brienza ha realizzato i goals decisivi contro Pescara ed Albinoleffe (regalando ai suoi ben 6 punti) e contro il Torino (facendo conquistare al Siene un punto). E’ risultata, invece, irrilevante la doppietta contro l’Ascoli che, comunque, ha portato Brienza a quota 51 reti (25 in B e 26 in A). Bomber amaranto contro il Siena. Solo Emiliano Bonazzoli con la rete dell’illusorio vantaggio nella gara d’andata. Gli allenatori. Gianluca Atzori contro Antonio Conte: come detto, una sconfitta all’andata ed un pari con il Catania contro l’Atalanta (entrambi gli allenatori, in quella stagione, furono esonerati dalle rispettive società ed, anzi, fu proprio la trasferta di Siena del 06.12.2009 a costare all’attuale tecnico amaranto la panchina catanese). Atzori due sconfitte contro il Siena e Conte una vittoria contro la Reggina (sempre la gara d’andata). Antonio Conte, da giocatore invece, 7 volte contro gli amaranto con 5 vittorie, un pareggio ed una sconfitta ed un goal per la Juve nel 5-0 del 13.01.2003 (le altre reti di Trezeguet, autorete di Cozza, Del Piero e Di Vaio). L’arbitro. E’ Calvarese di Teramo, con lui gli assistenti Rubino e Meli ed il quarto uomo Giallanza. Calvarese non è “arbitro fortunato” per gli amaranto. Questo il suo bilancio: 3 sconfitte (una in casa), due la scorsa stagione ed una a Padova durante il girone d’andata (4-0 per i padroni di casa) con assegnato un rigore dubbio ed espulsione di Laverone. Due presenze in A, oggi farà 48 in B dove ha già decretato 17 rigori e 20 espulsioni. Il bilancio con il Siena è, invece, di una vittoria con il Grosseto ed un pareggio a Trieste.

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Reggio Calabria: CSI, quando lo sport fa crescere genitori e figli

Si è svolta nella sala conferenze del Coni, a Reggio Calabria, la presentazione del calendario dell’attività 2011 del Centro sportivo italiano. Il presidente reggino del Csi, Paolo Cicciù, alla presenza dei presidenti del Coni regionale, Mimmo Praticò, e provinciale, Giovanni Filocamo, ha descritto i tanti appuntamenti che l’ente cattolico di promozione sportiva ha in calendario.  “Il Csi ha nel Dna la promozione dell’attività giovanile”  ha dichiarato Paolo Cicciù. “Ringrazio i miei collaboratori – ha detto – coi quali abbiamo riscosso un grande successo di partecipazione nell’attività dello scorso anno: circa 2500 ragazzi reggini coinvolti, tanti giovani e, soprattutto, donne”. Due saranno le novità importanti.

Una è la presenza dell’arbitro-educatore Csi. Una figura che, oltre a rappresentare ufficialmente l’ente nelle competizioni, avrà il ruolo “in campo” di dirigere ed educare i ragazzi al rispetto delle regole. L’altra è il seminario formativo rivolto ai genitori dei giovani atleti “Quando lo sport mette in gioco la famiglia. Genitori e figli: istruzioni per l’uso”, che lo psichiatra e psicoterapeuta Vincenzo Maria Romeo, terrà, sabato 12 febbraio, nel Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, a Reggio Calabria. “Partecipare – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto) – alle iniziative promosse dal Csi è sempre per me motivo di interesse e di stimolo perché sono ricche di idee valide e promettenti, oltre che di brava gente. Attraverso l’attività sportiva si educano i giovani a vivere meglio fisicamente e moralmente. Mi fa piacere che il Csi inizi questa missione già con i ragazzi di 5 anni, questo incarna pienamente il motto del Coni: Sport per tutti”. Il presidente del Coni ha poi evidenziato un passaggio dell’intervento di Paolo Cicciù, ha il quale ha dichiarato che, al giorno d’oggi “troppo spesso, lo sport nel nostro territorio è ostaggio di logiche economiche e di opportunità che imprigionano la valenza educativa della pratica sportiva” e che “occorre, quindi, liberarlo dai cattivi maestri per liberare le ali dei nostri piccoli atleti troppo spesso strumentalizzati da associazioni ed istituzioni sportive che nulla hanno a che vedere con lo spirito sportivo”. “Quanto detto da Cicciù – ha dichiarato Praticò – deve far riflette in molti. Dobbiamo impegnarci ad allontanare questi loschi figuri che provocano soltanto danni allo sport ed ai nostri ragazzi. Nell’attività giovanile non dovrebbero esistere interessi economici. Tutte le risorse devono essere investite per migliorare la qualità della vita dei nostri giovani”. In merito alla figura dell’arbitro-educatore, il presidente Praticò ha detto che “i ragazzi , così, avranno in campo una figura di riferimento verso cui bisognerà imparare a mostrare grande rispetto, indistintamente dalle decisioni prese”. “Sono, infine, entusiasta del progetto che coinvolgerà le famiglie degli atleti e dell’idea di usufruire del supporto di uno psicologo. È importante, oggi più che mai, capire lo stato emotivo dei ragazzi, le loro reazioni ad una sconfitta che puo arrivare nello sport come, purtroppo spesso, nella vita. Si apprendono dai media storie di giovani che, di fronte ad una delusione si isolano, si deprimono fino a perdersi in cattive strade. Questo accade anche perché i genitori hanno sempre più meno tempo per ascoltare e capire i propri figli, confortarli ed aiutarli”. “Se vogliamo essere più forti – ha concluso Praticò – abbiamo una sola medicina: stare uniti”. Nella nuova stagione Csi, per il 13° anno consecutivo, si svolgerà il torneo di calcio giovanile “Memorial Mimmo Mannino – Trofeo Piccoli Amici” e continuerà la collaborazione con La Gazzetta dello Sport nel prestigioso “Campionato nazionale di calcio a 6 – Gazzetta Cup 2011” che coinvolge i ragazzi delle categorie Pulcini ed Esordienti. Si svolgeranno anche i campionati nazionali Allievi ed Under 14 di calcio a 11 e calcio a 5 nei quali le società reggine “Scuola Calcio Francesco Cozza” ed “Olimpia 2000” sono detentrici del titolo. Grande successo ha riscosso lo scorso anno l’attività calcistica femminile e la novità, in questa stagione, sarà il calcio a 5 per la categoria Allieve. In maggio, ritornerà l’appuntamento con la Danone Nations Cup, il torneo internazionale di calcio a 9 giovanile più seguito al mondo che, al centro sportivo Sant’Agata di Reggio Calabria, coinvolgerà tre regioni e più di quaranta società calcistiche. Inoltre, nell’ambito del progetto nazionale “Ragazzi in Sport”, il Csi proporrà il “Trofeo polisportivo Piccoli Angeli”, un percorso ludico-sportivo per bambini dai 5 ai 7 anni. L’iniziativa ha il fine di trasmettere ai ragazzi, oltre agli aspetti tecnici e motori, i valori della partecipazione, della solidarietà e della sana competizione.

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