Reggio Calabria: “Il potere di salvare una vita – Prevenzione e trattamento precoce dell’arresto cardiato negli impianti sportivi”

Si è tenuta all’ “Auditorium Sant’Antonio” di Reggio Calabria, la conferenza dal titolo “Il potere di salvare una vita – Prevenzione e trattamento precoce dell’arresto cardiaco negli impianti sportivi”, organizzata dalla sezione reggina dell’Associazione italiana arbitri (Aia), del presidente Gino Idone, in collaborazione con l’Italian Resuscitation Council (Irc), il gruppo italiano per la rianimazione cardiopolmonare. Moderata da Fabio Falzea, cardiochirurgo dell’European Hospital di Roma con le relazioni del direttore dei corsi Irc Blsd, Fabio Foti, e l’istruttore Irc Comunità, Antonio Siclari, la “lezione tecnica”, rivolta agli arbitri reggini ed estesa ai dirigenti delle società sportive, ha visto la presenza dei presidenti del Coni regionale, Mimmo Praticò (nella foto), e provinciale, Giovanni Filocamo, il coordinatore tecnico-scientifico della Scuola dello Sport Coni Calabria, Demetrio Albino, ed il presidente del circolo del tennis “Rocco Polimeni”, Igino Postorino.

“Il nostro compito – ha dichiarato il presidente dell’Aia di Reggio Calabria, Gino Idone – è quello di preparare gli arbitri sia sotto il profilo tecnico che umano. Essi, durante le gare sportive, sono i primi a constatare l’eventuale gravità delle condizioni di un atleta”. La lezione tecnica si è aperta nel ricordo di Natale Turiano, l’ex presidente della sezione arbitri reggina, morto d’infarto al termine della cerimonia di premiazione, tenutasi lo scorso dicembre a Reggio Calabria, alla presenza del presidente nazionale dell’Aia, Marcello Nicchi. I lavori si sono aperti con l’esame di dati statistici: 242.000 morti, ogni anno, sono dovute a malattie cardiovascolari, il 30% è dovuto ad infarto, almeno il 40% si sarebbe potuto evitare se si fosse intervenuti per tempo con l’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), senza questo, la percentuale di sopravvivenza scende al 3%. Il costo del DAE si aggira intorno ai 1.200 euro e, per il suo utilizzo, non occorre un medico, ma chiunque abbia seguito un corso (aperto a tutti) della durata di 5 ore che, in Italia, viene fatto dall’Irc, dalla Croce rossa italiana e dal 118. In 75 secondi il DAE, dopo aver posizionato gli elettrodi, fa tutto da solo: esamina il battito cardiaco e valuta l’intensità della scarica da applicare. Per promuovere l’utilizzo del DAE e la dotazione dello stesso in tutti i luoghi pubblici, per la salvaguardia dei cittadini, due disegni di legge al Senato ed uno alla Camera, giacciono vergognosamente in Parlamento dal 2008, nonostante una legge, dell’aprile del 2001, che permette a tutti, dopo il breve corso di preparazione, di utilizzare un defibrillatore. Nello sport i casi di arresto cardiaco sono tanti, circa 73.000, l’89% solo nel calcio. “Una “scatoletta” – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – di poco valore economico che possiede, però, un grande valore sociale: salvare la vita. Risulta necessaria la dotazione del defibrillatore esterno DAE in tutti i siti dove si svolge attività sportiva, dai parchi ai campetti, fino alle palestre, quanto nei luoghi pubblici affollati dove può concretamente, come è già successo, evitare tragedie”.

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Gioia Tauro (RC): catturati dall’Arma tre latitanti presunti appartenenti alla cosca “Bellocco”

I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria supportati dello squadrone eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno fatto irruzione all’interno di una casa rurale sita in contrada “serpe” a Candidoni (RC), ed hanno arrestato 4 persone contigue alla cosca Bellocco mentre erano intenti in una riunione. L’operazione è scaturita da specifici piani di ricerca latitanti predisposti dal Comando Provinciale di Reggio Calabria ed è stata realizzata mediante attività dinamiche di osservazione di obiettivi preventivamente selezionati in impervia zona rurale. Gli arrestati erano alloggiati in una casa di campagna usata per custodire attrezzi da lavoro; è stato sequestrato materiale utile alla latitanza: sacchi a pelo, telefonini e molte chiavi che servivano per accedere agevolmente ai fabbricati rurali della zona dove trascorrevano la latitanza.

Dalle osservazioni dei giorni precedenti i “Cacciatori di Calabria” avevano rilevato la presenza di numerosi cani che gli arrestati usavano come efficace sistema sia per confondere le proprie tracce sia per essere allertati in caso di avvicinamento di persone indesiderate. Gli arrestati sono: Ascone Vincenzo (nella foto), nato a Gioia Tauro il 10.08.1980, residente in via Caboto nr.20,  destinatario del provvedimento di ripristino degli arresti domiciliari n. 408/01 RG APP datato 16.10.2010, emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria a seguito delle reiterate violazioni dell’obbligo di dimora nel comune di Fabbrico (RE); Furuli Pasquale (nella foto), nato a Taurianova il 20.01.1976, residente in via Carbonai di Rosarno, interessato da “decreto di computo custodia cautelare e delle pene espiate per altro reato” nr. SIEP 176/2010  emesso in data 09.11.2010 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Palmi-Ufficio Esecuzioni; Furuli Rocco (nella foto), nato a Francoforte sul Meno (Germania) il 28.01.1987, residente a Rosarno in via Caboto, destinatario di OCCC n. 317/2010 R.G.N.R. e n. 303/2010 R.G. G.I.P. emessa dal Tribunale di Palmi (Operazione Doppia Sponda) e Consiglio Damiano (nella foto), di Giuseppe e Ascone Angelina, nato a Cinquefrondi il 27.06.1988, residente a Rosarno in C.da Testa dell’Acqua nr.22; per aver aiutato a sottrarsi alle ricerche dell’Autorità, art.378 c.p., poiché interessato dalla “Ordinanza di applicazione di misura cautelare”. I tre latitanti ed il Consiglio Damiano sono ritenuti contigui alla cosca “Bellocco” di Rosarno. Furuli Rocco era il proprietario dell’autovettura con cui il Ceravolo Giuseppe, tentò volontariamente di uccidere un manifestante di origine Ghanese durante i turbamenti dell’ordine pubblico verificatisi a Rosarno nei primi giorni dello scorso anno.

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Reggio Calabria: usura ed estorsione, l’Arma mette le manette ai polsi a tre reggini

Nel corso della mattinata odierna, personale del Comando Provinciale di Reggio Calabria ha dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Reggio Calabria Ufficio GIP. I provvedimenti restrittivi sono stati richiesti in esito ad attività investigative per tre persone ritenute responsabili del reato di usura ed estorsione: Lucisano Pasquale (nella foto), nato a Reggio Calabria il 06.10.1946; Nucera Michele (nella foto), nato a Reggio Calabria il 29.06.1968 e Serra Antonio (nella foto), nato a Reggio Calabria l’11.03.1930. Le indagini nascono alle dichiarazioni, rese a più riprese, di un imprenditore di questo centro che, nell’anno 2007, attraversando un particolare momento di difficoltà economica, era stato avvicinato da Lucisano Pasquale, inteso “Lillo”, il quale si rivelava essere mediatore e concorrente con gli usurai  Nucera e Serra.

Questi ultimi due, nel tempo, consegnavano somme di denaro che si attestavano in circa 8.000 euro, in relazione alle quali ottenevano l’impegno della corresponsione di interessi mensili pari al 20% della somma mutuata, facendosi consegnare somme di denaro pari a circa 28.000 euro. L’imprenditore, per fare fronte alle crescenti richieste degli usurai, si vedeva costretto a richiedere aiuto anche a propri familiari che, a loro volta, accedevano anche finanziamenti presso istituti di credito. Le successive indagini, oltre ad accertare il giro d’usura condotto dai soggetti indagati, ha consentito, anche di provare un’estorsione commessa dal Serra nei confronti dell’imprenditore. Questi, per intimidire e vessare la vittima, avviava un’azione legale tesa  recuperare le somme di denaro relative al prestito usurari mediante richiesta di liquidazione di fatture per merce mai acquistata presso attività commerciali riconducibili al Serra Antonio, con il chiaro intento di procedere al pignoramento di parte dello stipendio dell’usurato. Le indagini, condotte in appena due mesi, consentivano inoltre di individuare numerose persone di Reggio Calabria, appartenenti anche al ceto medio, quali vittime del reato di usura, dalle quali ora, che i presunti usurai sono stati arrestati, si aspettano segni di fattiva collaborazione al fine di contenere il mercato parallelo del denaro, dove i privati si sostituiscono agli istituti di credito, determinando condizioni di prestito e modalità di restituzione. Sono state, inoltre, sequestrate due società riconducibili agli arresati, operanti nel settore del commercio mobili ed elettrodomestici, per un valore reale di circa 500.000 euro.

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Serie Bwin, XXVII^ giornata: Reggina-Atalanta 0-0

Reggina-Atalanta: 0-0. Reggina (3-5-2): Puggioni (nella foto); Adejo, Cosenza ed Acerbi; Colombo, Rizzo, Tedesco, Castiglia (dal 62° Barillà) e Rizzato; Bonazzoli (c) (dal 92° Zizzari) ed A. Viola (dal 79° Campagnacci). In panchina: Kovacsik, Laverone, Giosa e Montiel. All.: Atzori (nella foto). Atalanta (4-4-2): Consigli; Raimondi, Talamonti, Capelli e Bellini; Ferreira Pinto, Barreto (dal 79° Delvecchio), Carmona e Doni (c); Marilungo (dal 72° Bjelanovic) e Tiribocchi (dal 63° Ruopolo). In panchina: Frezzolini, Peluso, Ferri e Ceravolo. All.: Colantuono. Arbitro: Candussio di Cervignano del Friuli. Assistenti: Conca di Roma e Chiocchi di Foligno. Quarto uomo: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. Ammoniti: Capelli al 14°, Raimondi al 36°, Puggioni al 36°, Marilungo al 40°, A. Viola al 47°, Cosenza al 51° e Doni al 75°. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Spettatori paganti: 855. Abbonati: 3565. Incasso al botteghino: € 12.855. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 4420. Incasso totale: € 35.232. Note. Una decina di tifosi atalantini sistemati nel settore a loro riservato con esposto uno striscione esaustivo: “Più di 1000 km per essere sempre al tuo fianco”.

Cronaca e commento. Primo tempo. Inizia la gara e sin da subito l’Atalanta pressa a tutto campo quasi a far comprendere perché è la prima della classe. Inizia anche per il capitano degli ospiti, Doni, che, evidentemente, ha qualcosa da dire al pubblico della Tribuna Est e da lì in poi sarà preso di mira ad ogni suo tocco di palla. Al 10° la prima azione degna di una qualsivoglia menzione. Le due squadre lottano a centrocampo tra passaggi sbagliati, anticipi e recuperi. Ne esce fuori la Reggina con A. Viola che apre a destra per Rizzo che crossa al centro dove Castiglia cerca un’improbabile sforbiciata lisciando il pallone e colpendo in volto un difensore nerazzurro. Al 12° ci prova A. Viola da fuori area ma il suo tiro è fiacco e termina sul fondo senza patemi per Consigli. L’Atalanta gioca un gioco maschio e fors’anche eccessivamente duro. Si “distinguono” per interventi al limite del cattivo due ex: prima Capelli (ammonito) su Colombo e poi Carmona (graziato) su A. Viola. La gara va avanti su ritmi abbastanza blandi, nessuna delle due formazioni vuole perdere e, di conseguenza, stanno molto accorte con l’Atalanta, come detto, un po’ più spregiudicata e propensa all’attacco. La Reggina, dal canto suo, ci prova ma stando attentissima a non prestare il fianco ai primi in graduatoria. Al 23° ci prova la Reggina. Azione manovrata che vede la palla tra i piedi di Bonazzoli, A. Viola, Tedesco, Rizzo e Colombo con quest’ultimo che, aggirato il diretto avversario, mette al centro dalla linea di fondo a sinistra mandando il pallone, però, troppo verso la porta avversaria e consentendo, quindi, una facile presa a Consigli. Al 29° è ancora la Reggina a portarsi in avanti. Castiglia chiude un triangolo con A. Viola e si porta sulla linea di fondo a destra da dove tenta il cross provvidenzialmente deviato in angolo da un difensore. Ci prova la Reggina, in una delle sue rare ripartenze in velocità, con Tedesco che alla fina allarga sulla destra per Rizzo. Il centrocampista amaranto, però, sbaglia clamorosamente il cross imboccando il pallone tra le braccia di Consigli. Al 36° l’arbitro Condussio sbaglia grossolanamente. Il pallone è alto a campanile e Puggioni esce e lo blocca resistendo ad un’alzata di gomito di Raimondi subito redarguito dal capitano Bonazzoli. Ne nasce un accenno di rissa subito sedato dagli stessi protagonisti. Ed è qui che Candussio sbaglia estraendo il cartellino giallo per Raimondi (giusto) e per Puggioni (inappropriato). Candussio evidentemente è in bambola ed a Raimondi sventola anche il rosso probabilmente immaginando di aver ammonito lui e non Capelli una ventina di minuti prima. Al 40° l’Atalanta va in goal. O meglio, sarebbe goal se Marilungo non realizzasse tentando di imitare ed emulare la “mano de Dios” che “aiutò” Diego Armando Maradona. Condussio stavolta è ben coadiuvato dall’assistente Conca ed ammonisce “Manolunga”, ops!, Marilungo. Ad onor del vero, la partita non è bella né dal punto di vista estetico, ovviamente, né da quello tecnico. E’ una gara disputata soprattutto sotto i dettami della tattica (forse esasperata) da entrambe le squadre. Atalanta più forte tecnicamente ma imbrigliata dalla ragnatela tessuta da Atzori ed i suoi uomini e Reggina, appunto, più impegnata a difendere che ad offendere. Il primoo tempo finisce qui dopo un solo minuto di recupero. Secondo tempo. Al 50° bella azione della Reggina in velocità. A. Viola conquista palla nel cerchio di centrocampo ed avanza a lunghe falcate, poco prima del limite dell’area allarga verso Rizzo che, di prima intenzione, serve rasoterra l’accorrente Colombo che batte al volo ma manda troppo largo sul fondo alla destra di Consigli. Ancora potenzialmente pericolosa la Reggina qualche minuto dopo. Colombo s’invola e serve Bonazzoli che crossa verso A. Viola che non arriva perché in ritardo. Più o meno la stessa azione un  minuto dopo. A. Viola lascia sul posto il diretto avversario e si decentra sulla destra da dove crossa per il liberissimo Bonazzoli anticipato all’ultimo istante da un difensore. Ancora Reggina, ancora A. Viola al 56°. Scambio rapido con Bonazzoli e tiro di sinistro malamente alto. La Reggina s’impegna ed il match winner di Modena gioca allo strenuo seppur non preciso in fase realizzativa. Il pubblico presente gradisce ed applaude i suoi encomiabili sotto il profilo dell’impegno. La gara, adesso, sembra salire di tono per merito della squadra di Aztori che, liberatasi di una sorta di timore reverenziale, gioca più spigliata e meno timidamente. Al 58°, però, l’Atalanta si fa viva e pure pericolosamente. Carmona crossa da destra al centro dell’area dove Marilungo non arriva per un attimo all’appuntamento con il pallone da posizione centrale e favorevolissima. Entrambi i tecnici operano i loro primi cambi: Atzori toglie Castiglia ed inserisce Barillà e Colantuoni gli risponde escludendo “il tir” Tiribocchi e mandando in campo Ruopolo (già marcatore, con Bonazzoli, nell’1-1 dell’andata). Al 68° punizione calciata da Tedesco in mezzo all’area atalantina affollatissima, un difensore devia in corner. Colantuono cambia ancora: fuori Marilungo e dentro Bjelanovic. La gara non decolla, la tattica la fa da padrona e le due squadre si affrontano senza particolari rischi ma anche senza far temere nulla agli avversari. Meglio la Reggina della ripresa e, di conseguenza, peggiore l’Atalanta dei secondi 45 di gara. Gli allenatori effettuano altri due cambi: esce l’applaudito A. Viola per Campagnacci ed esce l’applauditissimo Barreto per Delvecchio per la terza ed ultima sostituzione di Colantuono. La partita, di fatto, finisce qui con entrambe le squadre “impegnate” in un’estenuante melina con la palla che termina all’avversario solo se un giocatore sbaglia il passaggio. Il pubblico non gradisce e fischia entrambe le contendenti. Certo, alla Reggina un punto contro la prima della classe non dispiace affatto. Nel recupero esce uno stremato Bonazzoli ed entra Zizzari, ma come detto la partita è finita almeno 15 minuti prima. Le due squadre, evidentemente, in campo, hanno stretto una sorta di patto di non belligeranza accontentandosi del pari e scontentando sia il pubblico sia chi ama il calcio. Pazienza. A volte, troppe volte, accade questo (nella migliore delle ipotesi). Candussio decreta la fine delle ostilità (si fa per dire) e si chiude sul classico risultato ad occhiali che non lascia scontento nessuno.

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Serie Bwin, XXVII^ giornata: Reggina-Atalanta, probabili formazioni e note

Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Colombo, Rizzo, Tedesco, Barillà e Rizzato; Bonazzoli ed A. Viola. In panchina: Kovacsik, Laverone, Giosa, Castiglia, Sarno, Campagnacci e Zizzari. All.: Atzori. Atalanta (4-4-2): Consigli; Raimondi, Talamonti, Capelli e Bellini; Ferreira Pinto, Barreto (nella foto), Carmona (nella foto) e Doni; Marilungo e Tiribocchi. In panchina: Frezzolini, Peluso, Delvecchio, Bonaventura, Pettinari, Ceravolo e Ruopolo. All.: Colantuono. Arbitro: Candussio di Cervignano del Friuli. Assistenti: Conca e Chiocchi. Quarto uomo: Gallo. Note. La Reggina torna da Modena con la prima vittoria del 2011 (la prima in casa dei canarini in B e la vittoria esterna n. 65 fuori casa in B). Dopo Modena, la Reggina si porta a + 9 sullo scorso campionato a -1 sul girone di andata. In Emilia sesto rigore contro (record nel campionato di B). De Rose è il quarto espulso in stagione tra gli amaranto (tutte le espulsioni sono avvenute lontane dal “Granillo”). 

Atzori ha raggiunto il traguardo della partita n. 75 tra A e B, Tedesco quello delle 150 gare con la Reggina (121 in A e 29 in B) e Barillà quello delle 80 presenze in amaranto (35 in A e 45 in B). Andando per prima in vantaggio, la Reggina ha conquistato nel 61% dei casi la vittoria, nel 23% ha poi perso e nel 15% ha pareggiato. A Modena ha ottenuto la prima autorete a favore della stagione (mai contro in questo campionato). Primo gol di Alessio Viola per la Reggina e suo personale in serie B. Prima doppia vittoria in campionato, tra andata e ritorno, contro la stessa squadra. Reggina-Atalanta, i precedenti. L’incontro si è giocato sia in B che in A. E’ la decima presenza degli orobici a Reggio (4 volte in B e 6 in A). In B, a Reggio, non si gioca dal pareggio per 0-0 del 09.05.1999 (altri risultati: una vittoria il 31.03.1974 per 1- 0 con gol di Zazzaro e 2 pareggi). In A, 6 volte a Reggio: 2 vittorie (il 14.01.2001, 1-0 con rete di Dionigi, ed il 23.11.2008 – è questo l’ultimo confronto – 3-1 con reti di Cozza, doppietta di Corradi e poi Doni) e 4 pareggi che, sommati ai 3 in B, portano a 7 su 10 il totale delle partite senza vincitori e vinti al “Granillo”. All’andata solo l’Atalanta vantava un +1 in classifica sulla Reggina, oggi è ad un considerevole +13. Puggioni e Consigli sono, in entrambe le squadre, gli unici ad aver giocato tutti i 2340 di questo campionato. L’Atalanta in generale. E’ seconda in classifica, a pari punti con la capolista Novara, con 51 punti frutto di 15 vittorie (il massimo in questo campionato), 6 pareggi e sole 5 sconfitte (solo Siena e Novara hanno fatto meglio perdendo in appena 3 occasioni). 32 sono i gol fatti e 18 quelli subiti (meglio solo il Varese con 17 gol al passivo). Nelle ultime 5 partite ha ottenuto 2 vittorie e 3 pareggi (non perde dal 26.11. 2010). Segna più nel primo tempo che nel secondo (18 contro 14) e subisce di più nel secondo tempo (11 contro 7). Ha avuti accordati 3 rigori tutti realizzati e sempre in casa e 4 rigori contro tutti realizzati (3 dei quali fuori casa). Ha realizzato un gol oltre il 90mo (determinante per la vittoria contro il Torino) e ne ha subito un altro nel recupero (ininfluente quello subito in casa con il Livorno già in vantaggio). L’Atalanta in trasferta. Al primo posto in classifica (al pari del Novara), con 20 punti conquistati sui 36 disponibili frutto di 6 vittorie (il massimo in questo campionato), 2 pareggi e 4 sconfitte con 12 gol fatti ed 11 subiti (è sua la miglior difesa in trasferta). Negli ultimi 5 viaggi ha ottenuto una sconfitta, un pareggio e 3 vittorie. Non subisce reti da 106 minuti e non perde dal 13.11.2010 (3-0 ad Empoli). Gli ex: Ceravolo, 40 presenze in amaranto tutte in A e 3 gol (suo il gol dell’ultima vittoria della Reggina a Bergamo data 19.04.2009); Pettinari, tesserato con la Reggina nel 2007/2008 con sole presenze in Coppa Italia; Barrreto, 68 presenze in A con gli amaranto e 5 gol; Carmona, 32 presenze in A e 35 in B senza gol; Capelli, 741 minuti in B nella scorsa stagione ed 1 gol contro il Cittadella ed il fuori rosa Amoruso. I bomber atalantini ed i gol alla Reggina. Tiribocchi con 9 gol (ultimo il 31..01.2011) ed un gol alla Reggina con la maglia del Chievo che valse il 3-2 finale per i veneti; Doni, 6 gol (ultimo il 06.10.2010) e 3 gol alla Reggina; Ruopolo, 5 gol (ultimo l’11.12.2010) e 3 gol alla Reggina; Marilungo,  5 gol alla Reggina e Bjelanovic e Del Vecchio un gol agli amaranto. I bomber amaranto contro l’Atalanta. Bonazzoli 3 volte a segno contro i bergamaschi (degno di menzione il gol della vittoria nell’1-2 nello spareggio-salvezza del 02.06.2003 che relegò gli atalantini in B e salvò la Reggina) e poi Colombo e Tedesco con un gol a testa. Gli allenatori. Atzori e Colantuono solo un confronto (quello dell’andata). Atzori contro l’Atalanta ha colto 2 pareggi (uno con il Catania ed uno, appunto, con la Reggina nella gara d’andata). Colantuono contro la Reggina ha ottenuto 2 vittorie con il Torino e 4 pareggi (3 con l’Atalanta ed 1 con il Palermo). L’abritro. Reggina–Atalanta sarà diretta da Renzo Candussio di Cervignano del Friuli. Con lui gli assistenti Conca e Chiocchi ed il quarto uomo Gallo. Candussio arbitrerà per la prima volta a Reggio. Ha diretto 7 partite in A (debutto con Siena-Atalanta del 21.05.2009) e 48 in B (debutto il 30.08.2008 in Piacenza Cittadella). Ha assegnato in carriera 14 rigori e decretato 21 espulsioni. Ha diretto la Reggina sempre fuori casa (una vittoria a Padova il 23.01.2010 – 0-1 con gol di Pagano -, un pareggio a Brescia il 24.04.2010 – 0-0 – e la sconfitta a Siena in questo campionato – 2-1 con reti di Bonazzoli, Mastronunzio e Larrondo). Per l'Atalanta con lui 2 sconfitte: a Siena in A e, in questo campionato, a Novara in cui gli assegnò un rigore contro.

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L’Arma controlla Villa San Giovanni ed il quartiere reggino di Arghillà

Disposti dal Comando Legione Carabinieri Calabria e coordinati dal Comando Provinciale di Reggio Calabria ieri ed oggi sono stati setacciati dai carabinieri il territorio di Villa san Giovanni e la frazione di Arghillà di Reggio Calabria (nelle foto). Due zone ritenute strategiche: Villa San Giovanni per il passaggio di mezzi e merci da e per la Sicilia ed Arghillà per l’alto concentramento di persone di etnia Rom che, talvolta, per vivere, si avvalgono di espedienti non sempre nel rispetto delle legge.

Sono state controllate tutte le persone sottoposte alla sorveglianza speciale, tutti gli avvisati orali e tutte le persone sottoposte al regime degli arresti domiciliari. Centinaia le perquisizioni per la ricerca di armi, droga e latitanti. Sono state identificate più di 1500 persone e 652 automezzi.

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Scilla (RC): tre rumeni “di Catania” arrestati per furto aggravato

Personale della Compagnia di Villa San Giovanni nella mattinata di ieri ha tratto in arresto tre pregiudicati stranieri, Curte Costica (nella foto), classe 1971, Ali Florin (nella foto), classe 1988, e Danciu Ion (nella foto), classe 1989, tutti di nazionalità rumena e domiciliati in Catania. I tre si sono introdotti all’interno di una abitazione sita in Scilla mediante effrazione e danneggiamento di una porta finestra e, dopo aver  messo rovistato interno locali, sono stati messi in fuga da proprietaria e abitanti medesima via che tempestivamente hanno contattato i carabinieri della Stazione di Scilla i quali sono intervenuti sul posto ed iniziavano le ricerche.

Immediate indicazioni diramate dalla Centrale Operativa alle pattuglie già in servizio di controllo del territorio, permettevano ai militari dell’Aliquota Radiomobile unitamente al personale della Compagnia Speciale di Vibo Valentia, di bloccare i tre a bordo di una Fiat Marea di colore azzurro nel territorio di Villa San Giovanni mentre, dopo la “trasferta” in Calabria, speravano di far rientro in Sicilia. Nel corso della perquisizione all’interno dell’autovettura sono stati rinvenuti altresì arnesi atti allo scasso e strumenti di effrazione posti sottosequestro. I tre stranieri hanno trascorso la notte nelle camere di sicurezza della caserma dei Carabinieri di Villa San Giovanni a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e dopo le formalità di rito condotti presso il Tribunale di Reggio Calabria per la celebrazione del rito direttissimo. Sono in corso accertamenti per verificare se i tre stranieri abbiano effettuato altre “trasferte” in zona. Proseguiranno i controlli del territorio dei Carabinieri per prevenire la commissione di reati contro il patrimonio ed assicurare i malfattori alla Giustizia.

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Lettera al Direttore: “Paolo Gatto ama la nostra Città”!

Riceviamo e pubblichiamo. Egregio Direttore, sono una cittadina come tante altre e volevo segnalare la serietà e l’impegno di un assessore del comune di Reggio Calabria il quale, grazie al suo intervento, ha reso praticabile e sicura una strada per molti di poco conto ma per i cittadini di Mosorrofa importantissima poiché unica strada per poter arrivare nella propria casa. La strada in questione è franata qualche anno fa ed allora si era pensato bene di mettere dei semafori che rendessero sicuro il passaggio a senso alternato. Ma, come al solito, al primo guasto degli impianti posti per la sicurezza delle persone che tutti i giorni scendono in città per lavoro o altro la strada, è diventata pericolosissima.

Dopo l’ennesima volta in cui sono riuscita a scampare lo scontro frontale con un’altra auto procedente nel senso opposto, ho provato timidamente a recarmi presso gli uffici del Comune chiedendo a chi mi dovessi rivolgere per i lavori stradali. Lì mi è stato subito indicato l’ufficio dell’assessore alla manutenzione, sig. Paolo Gatto (nella foto). Convinta che ricevesse solo su appuntamento, ancora timidamente ho provato a bussare e lo stesso mi ha accolto come fossimo vecchi amici. Sono entrata, ho apertamente illustrato il mio di problema così come, sono sicuro, quello di tutta la comunità di Mosorrofa segnalando la pericolosità di quel tratto di strada. L’assessore, dopo qualche ora in mia compagnia, ha fatto un sopralluogo mettendo immediatamente in moto tutti i meccanismi per risolvere il problema. Oggi posso dire che la strada è stata definitivamente messa in sicurezza e che non pensavo che al Comune di Reggio Calabria ci fossero persone come il sig. Paolo Gatto che danno anima e corpo per la propria Città. Le scrivo tutto questo perché voglio essere solidale con il sig. Gatto a seguito di quanto letto e cioè di quell’articolo, uscito in questi giorni, dove il sindaco f.f. dr. Giuseppe Raffa invitava il sig. Gatto a dimettersi. Voglio puntualizzare che ho già sentito e letto più articoli sul sig. Paolo Gatto. Articoli nei quali si narra di molti problemi risolti soprattutto nella nostra periferia. Invito il sig. Sindaco a farsi affiancare da persone come il sig. Gatto perché è un uomo che  vuole veramente bene alla nostra Città e non invece alla propria poltrona. Cordiali saluti, Antonella Russo (angelo05@libero.it). Fin qui la garbata lettera della nostra concittadina e lettrice alla quale, con piacere, rispondiamo integrando il suo discorso e, per certi versi, "traducendolo" ai più "duri d'orecchi". Nel suo elogio a Paolo Gatto, che conosciamo personalmente, non c'è solo l'elogio – appunto – ad un assessore del Comune di Reggio Calabria. Probabilmente, leggendo bene tra le righe, più che incensare l'assessore la nostra lettrice, automaticamente, punta il dito contro la politica ed il politicanti. Orbene, Antonella Russo non la pensa diversamente dal sottoscritto nauseati entrambi dal modo affaristico, strumentale e ad dir poco indecente utilizzato da taluni personaggi (destra o sinistra – ammesso che si capisca dove e quale sia la differenza – non fa alcuna differenza nè, tantomeno, noi facciamo una qualsivoglia distinzione). L' "ars politica" di remota memoria è solo un lontano ricordo di cui, ormai, v'è traccia solo nei libri di storia "antica" e non più in quelli in cui si tratta di quella "moderna". La politica ed i politicanti si sono allontanati anni luce dalle esigenze dei cittadini – del "popolo" come si suol dire – ricordandosi di questi ultimi solo in prossimità delle varie consultazioni elettorali in cui promesse e proclami la fanno da padroni. Ricordo che, molti anni fa, la politica era intesa come "servizio" e non come "mestiere" (molto bene remunerato, ovviamente). I miei ricordi giacciono ormai nell'album della vita, ma se la politica si è allontanata dai cittadini adesso trovo legittimo l'evolversi del processo inverso: è, secondo me, giunto il momento che i cittadini si allontanino dalla politica contribuendo ad ampliare ancor di più la forbice che esiste tra le due parti. Ecco perchè, pur essendo da sempre sostenitore che votare è un diritto-dovere inalienabile, oltre che l'unica forma democratica (?) di espressione riservata ai cittadini, gli accadimenti di questi ultimi tempi – e non solo – mi hanno indotto maggiormente che disertare le urne in segno di tangibile e decisa protesta sia, forse, l'unico modo per manifestare il proprio dissenso. In sostanza, deluso da chiunque andrei a votare nel segreto della cabina elettorale, è accresciuta sempre di più la certezza che non intendo essere più "complice" di nessun politico/politicante. Io, da solo, sono un chicco di sabbia in un interminabile deserto, ma ciò non cambia il mio pensare: che facciano quello che vogliano, ma di certo non più "grazie" a me ed al mio voto! Maurizio Gangemi.

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Reggio Calabria: il lungomare di Catona intitolato ad Enzo Laganà

Via “Enzo Laganà” è il lungomare di Catona. Il Comune di Reggio Calabria lo ha dedicato ad un grande sportivo, un pilota, un professionista delle quattro ruote, un maestro, un amico, come hanno testimoniato le tante persone che hanno assistito alla cerimonia d’intitolazione. Sei volte campione italiano, Laganà iniziò la sua esperienza di pilota nel 1963, con una Fiat 850 Abarth, arrivando a vincere oltre 150 gare su circuiti come Monza, Vallelunga ed il Mugello. L’avvocato (così veniva chiamato per il suo percorso di studi mai completato a causa della sua passione per le corse) è detentore del record per la classe 700 c.c. alla Santo Stefano – Gambarie e, alla guida di una Fiat 500, riuscì a vincere contro avversari dotati di autovetture sei volte più potenti.

Scomparso nel 1987, a soli 43 anni, ha lasciato un grande ricordo di sé come uomo e come sportivo, tant’è che oggi è ancora un punto di riferimento e un metro di paragone per tante giovani promesse del volante. Alla cerimonia d’intitolazione erano presenti il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, la moglie di Enzo, Maddalena Borea, e i figli Patrizia e Fabio, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, il presidente dell’Associazione reggina mezzi storici (Aremes), Lillo Cavallo, il presidente dell’Aci reggina, Santo Martorano, il consigliere della VIII Circoscrizione, Michele Marcianò, il meccanico di Laganà, Rocco Morabito ed il carrozziere Valdino Malaspina (nella foto, da sinistra, Denisi, Cavallo, Martorano, Raffa, Praticò e Gangemi). “Con immensa gioia – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – sono venuto ad onorare un grande uomo di sport, che ho avuto la fortuna di conoscere di persona. Ricordo con emozione le gesta e le chiacchierate fatte con lui, nella sua officina. L’avvocato, come lo chiamavano, era tenuto in considerazione dal grande circuito nazionale delle quattro ruote, dai piloti ai meccanici”. “Ringrazio – ha continuato Praticò – e mi complimento, ancora una volta, con il sindaco e l’amministrazione comunale per la grande attenzione e la sensibilità dimostrate nei confronti dello sport e degli sportivi calabresi che hanno portato lustro alla nostra terra. Ce ne sono tanti e mi auguro che venga riconosciuto il loro merito e che siano da esempio alle nuove generazioni. La presenza, oggi, di tanta gente e le parole spese da amici e colleghi, testimoniano la grande personalità di uomo di nobili virtù e di grande professionista”. Infatti, il sindaco Raffa, nel suo intervento, ha dichiarato che “la scelta dell’intitolazione nasce da un percorso fortemente voluto dall’amministrazione e portato a termine dalla commissione toponomastica, presieduta da Giuseppe Tuccio”. “Il nostro compito – ha concluso il sindaco reggino – è stato quello di portare a termine il progetto con l’entusiasmo di chi crede in certi valori legati, in questo caso, ad un uomo capace di creare splendidi rapporti interpersonali con tutti”. Al termine della cerimonia, i presenti si sono spostati al Regent Hotel, adiacente alla via Enzo Laganà, per dare vita al dibattito dal titolo “Lo sport quale fattore di crescita sociale”. “Lo sport è al servizio del sociale –  ha dichiarato Mimmo Praticò – perché mantiene quei nobili valori che la società moderna sta sempre più perdendo”. “In un terra – ha detto – dove vi sono scarse opportunità di lavoro, lo sport potrebbe essere una risorsa da sfruttare. In una società dove vige la regola della raccomandazione, dove non vengono premiati né il merito né la necessità, lo sport ci insegna che chi non è bravo rimane indietro e chi sbaglia paga, con un’espulsione o una squalifica. Solo il sacrificio e la costanza permettono di arrivare ad alti livelli, diventare grandi, segnare la storia e, magari, essere ricordati con l’intitolazione di una strada”.

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“Ricomincio: la regola delle quattro C” scritto da Salvatore Borrelli per Iiriti Editore ospite ad “Uno Mattina”

In otto mesi dalla sua pubblicazione “Ricomincio: la regola delle quattro C” (nella foto la copertina) scritto da Salvatore Borrelli, ha riscosso grandi successi di vendita e di critica. Risultati prestigiosi che vengono avvalorati oggi dalla scelta del volume da parte della famosissima trasmissione Rai “Uno Mattina”. Quest’ultima, infatti, mercoledì 23 Febbraio (intorno alle 9.30) affronterà il tema dei problemi di coppia e fra gli esperti invitati a dibattere sull’argomento è stato chiamato anche il nostro autore Salvatore Borrelli. Medico di Famiglia, Borrelli è stato selezionato per essere l’autore di un testo giudicato “strumento di mediazione”, capace di fornire le conoscenze che possano facilitare il dialogo e rintracciare prontamente le soluzioni delle possibili complicazioni che una “vita a due” può provocare. 

In questo breve saggio, inteso come un viatico per la coppia da consultare nei momenti critici, sono esposti – lo ricordiamo – principi semplici ma fondamentali per una efficace convivenza. L’intento è dare un contributo all’annosa questione, ponendo sul tavolo alcune domande e le conseguenti riflessioni. «Siamo contenti ed orgogliosi – afferma l’editore Leo Iiriti –  che un nostro autore approdi su un palcoscenico così importante come la Rai, e in una trasmissione seguitissima come “Uno Mattina”. Il volume col suo linguaggio semplice e pragmatico è stato scelto dai lettori come piccolo vademecum per affrontare i quotidiani  intoppi coniugali, la sua veste grafica e le dimensioni tascabili poi sono stati elementi ulteriori che hanno decretato il successo della pubblicazione».

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Reggio Calabria: pastore arrestato per incendio di rifiuti speciali

I Carabinieri della Stazione di Rosario Valanidi (nella foto) della Compagnia di Reggio Calabria nella giornata di domenica, hanno tratto in arresto Paviglianiti Santo, classe’ 67, pastore, con l’accusa di incendio di rifiuti speciali. Nel corso di controllo del territorio, infatti, i militari notavano un denso fumo nero in località Serro Valanidi e, recatisi sul posto, notavano che a bruciare era un cumulo di rifiuti abbandonati (frigoriferi, lavatrici, pneumatici e materiale plastico in genere). Notavano anche la presenza di un soggetto che, intento ad appiccare altro fuoco, alla vista dei militari, si allontanava velocemente.

Raggiunto a piedi nei campi l’uomo, un pastore di Rosario Valanidi frazione Trunca, veniva bloccato e sottoposto a perquisizione. Indosso lo stesso non aveva nulla ma a seguito di un’accurata ispezione dei luoghi, a circa 5 metri dal punto in cui il pastore era stato raggiunto e fermato, venivano rinvenuti un accendino e un giornale arrotolato di cui l’uomo ammetteva di essersi disfatto nella fuga. Accompagnato in Caserma l’uomo indicava altresì il luogo in cui aveva lasciato, nei pressi dell’area, dei petardi a candelotti usati, a suo dire, per tenere lontani i lupi ma che nella circostanza potevano essere impiegati per alimentare il fuoco con la polvere pirica contenuta. Il Paviglianiti è stato tratto in arresto con l’accusa di incendio di rifiuti speciali, incendio che ha riguardato un’area – divenuta discarica abusiva – di circa 600 mq.

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Sant’Ilario dello Jonio (RC): arriva oggi la banda larga di Vodafone

La banda larga di Vodafone arriva in Provincia di Reggio Calabria. Con la copertura di Sant’Ilario dello Ionio, con 1500 abitanti, prosegue il progetto “1000 Comuni” per portare la banda larga in un Comune al giorno nei prossimi tre anni, fino a un totale di 1000. L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa tenutasi stamane presso la Sala Consiliare del Comune di Sant’Ilario (nella foto), nella quale sono intervenuti il Sindaco Pasquale Brizzi e il Direttore Regione Sud di Vodafone Italia Mauro Tornatore. “E' con vivo apprezzamento che accogliamo l'arrivo della banda larga nel nostro comune – afferma il Sindaco, Pasquale Brizzi – un progetto per realizzare il quale, l'amministrazione ha offerto tutto il supporto necessario in termini di attenzione ed efficienza. Ringraziamo Vodafone Italia per l'impegno e l'interesse verso la nostra comunità perchè riteniamo la banda larga sia uno strumento indispensabile per le opportunità di crescita culturale, economia e sociale del nostro territorio. 

Da oggi infatti  le famiglie potranno fruire delle numerose potenzialità del web, e operatori commerciali ed artigiani potranno allargare i propri orizzonti e competere sul mercato alla pari dei colleghi delle altre realtà”. “Il progetto 1000Comuni che fa tappa oggi a Sant’Ilario, primo comune del reggino ad esser raggiunto dall’iniziativa, rappresenta il nostro contributo concreto per portare la banda larga nei Comuni in Digital Divide – ha sottolineato l’Ing. Maria Piccolo, Responsabile Rete Calabria-Sicilia di Vodafone Italia – Grazie alla tecnologia via radio offriamo, in modo rapido ed efficiente, accesso ad internet ad una velocita’ di almeno 2 Mbps adeguata a gestire le principali applicazioni web e con prestazioni paragonabili alla banda larga fissa, compatibili con i più moderni e diffusi dispositivi di comunicazione sia in casa che in mobilità”. Vodafone Italia, primo operatore privato ad investire in modo massiccio per coprire le zone del Paese ancora in digital divide, ha accelerato il piano di investimenti da oltre 1 miliardo di euro per portare la banda larga via radio in tutta Italia. La diffusione della banda larga e’ un fattore chiave per il futuro del Paese e inciderà in modo crescente sullo sviluppo della società e delle imprese.‬ ‪In Italia il 12% della popolazione, pari a circa 7 milioni di cittadini, e’ in digital divide: non ha accesso a internet a velocità sufficiente per fruire dei più moderni servizi di comunicazione elettronica (PA Digitale, Social Network, e-commerce, ecc.). In particolare si può stimare che oggi ci siano circa 1.800 Comuni italiani che sono privi di banda larga.‬ Con questo progetto Vodafone conferma l’impegno a ridurre il divario digitale, assicurando a cittadini, famiglie e imprese la possibilità di accedere ai migliori servizi disponibili e a fruire a pieno delle potenzialità offerte da Internet, con la banda larga via radio. La tecnologia radio e’, infatti, la più adeguata ad eliminare il digital divide perché nelle zone più isolate del Paese permette prestazioni paragonabili alla banda larga fissa, e’ totalmente compatibile con i più moderni e diffusi dispositivi di comunicazione sia in casa che in mobilità (es: smartphone, tablet ), soddisfa criteri di efficienza dei costi, permette una rapida velocità di implementazione‪. Il cittadino potrà cosi avere accesso, sia all’interno delle abitazioni che in mobilità, ad internet ad almeno 2Mbps, velocità più che adeguata per tutte le applicazioni più diffuse. Le comunità locali coperte dal progetto “1000 comuni” potranno accedere ai servizi di comunicazione elettronica e di Pubblica Amministrazione digitale mentre le piccole aziende, gli artigiani e i commercianti potranno finalmente cogliere le opportunità di business dell’economia digitale. Vodafone rinnova l’invito a cittadini e rappresentanti delle istituzioni locali a partecipare al progetto. Per segnalare l’interesse delle proprie comunità è possibile lasciare un messaggio al numero verde 800-713-937 oppure consultare il sito www.1000Comuni.vodafone.it , dove sarà anche possibile avere aggiornamenti continui sui Comuni coperti e seguire l’evoluzione dell’iniziativa. (A cura della collega Letizia Nassuato dell'Ufficio Stampa di Vodafone Italia).

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La rivolta di Reggio Calabria di Domenico Nunnari su “L’Avvenire”

“Reggio: i cingolati sulla rivolta dei poveri. Venne marchiata come fascista, ma a esplodere fu il malessere del Sud”. Con un titolo significativo, il quotidiano di ispirazione cattolica “Avvenire”, espressione della Conferenza Episcopale Italiana, interviene sui “fatti di Reggio”, a quarant’anni dalla conclusione della rivolta. Il giornale dei vescovi, recensisce il libro di Domenico Nunnari (La lunga notte della rivolta, Laruffa editore, pagine 166, euro 23) – nelle foto copertina ed autore – e ne condivide la tesi di fondo: “La rabbia dei reggini aveva origini lontane, la città gridava non contro lo Stato, ma perché c’era poco Stato.

E quel poco aveva le uniformi della polizia”. Marco Roncalli, che firma la pagina della cultura, dedicata al libro di Nunnari, scrive che in “quell’infinita guerriglia a lungo sottovalutata, c’erano domande da troppo tempo in attesa di risposte. I reggini volevano lavoro e sviluppo e le risposte arrivate a tempo scaduto si rivelarono sbagliate”. Spazio è dedicato, nella recensione di “Avvenire”, alla figura del vescovo Giovanni Ferro defensor civitatis e all’allora giovane parroco don Salvatore Nunnari. “La lunga notte della rivolta” sarà presentato a Reggio nel prossimo mese di marzo, ma intanto corre sul web (giornali on line, rubriche letterarie e face book) in tutta Italia con più di mille segnalazioni e recensioni.

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Reggio Calabria non ce la fa, le Final Eight di Coppa Italia si disputeranno a Montecatini Terme

Le Final Eight di Coppa Italia non si giocheranno a Reggio Calabria. Purtroppo non è andato in porto il progetto della società neroarancio di portare in riva allo Stretto l’importante manifestazione sportiva che avrebbe coinvolto non solo la Città ma anche il suo comprensorio. Così, la squadra di coach Fantozzi partirà alla volta di Montecatini Terme per disputare la gara sul parquet del “Pala Terme”.

Il 18, il 19 ed il 20  marzo prossimi, i giorni nei quali si svolgeranno le competizioni. Secondo il programma ufficiale, la Liomatic Viola Reggio Calabria giocherà la prima gara, dei quarti di finale, alle ore 21 di venerdì 18 contro la Zepa Marostica, squadra di Cartigliano (in provincia di Vicenza), che occupa il secondo posto in classifica del girone B con 32 punti. Le squadre vincitrici avranno accesso alle semifinali che si disputeranno sabato 19 e dalle quali scaturiranno le due compagini finaliste che giocheranno domenica alle ore 18 e 15. (A cura della collega Federica Morabito dell'Ufficio Stampa della Team Basket Viola).

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Marco Laganà, un reggino doc in serie A seguendo gli insegnamenti del padre ed ispirandosi a Michael Jordan

altaltLa prima volta che ho visto giocare, anzi palleggiare, Marco Laganà (nelle foto con la maglia della Nazionale e di Biella) è difficile da dimenticare. Si vedeva che in quel ragazzo dal sorriso smagliante c’era un futuro campione. Ed infatti è stato così perché il figlio di Lucio ha bruciato le tappe ed a gennaio del 2011 ha esordito nella massima serie del basket italiano. Marco, mi hai fatto vincere la scommessa. Sei anni fa ti avevo detto che avresti calcato presto i parquet della serie A del basket italiano mettendo in gioco una pizza. Mi sa che ho vinto, giusto? “Si per fortuna hai vinto! Domenica ho giocato per la prima volta in una partita di serie A! Sono molto felice anche se purtroppo il risultato finale non è stato positivo.”

Le sensazioni nel momento del tuo esordio? “Sono state tantissime e tutte molto belle. Durante la settimana ho lavorato bene, intensamente e molto concentrato su quello che c’era da fare perché sapevo che avrei dovuto giocare e volevo essere pronto in qualsiasi momento della partita in cui il coach avesse deciso di mettermi in campo. Penso che per essere stata la prima volta ho tenuto molto bene il campo e vorrei continuare a guadagnarmi piano piano sempre più minuti all’interno delle rotazioni di coach Cancellieri.” Quest’estate avevi tantissime offerte. Perché è stata scelta Biella come piazza in cui crescere? “Dopo aver lasciato Reggio Emilia, dove ho vissuto due anni bellissimi, ho deciso con i miei genitori di trovare una sistemazione simile a dove ero prima. Ho scelto Biella perché è una società molto seria, con degli ottimi dirigenti e degli ottimi allenatori che hanno mostrato molta fiducia in me sin dal primo giorno che sono arrivato! Qui ho la possibilità di crescere in un ambiente sereno dove si vive di sola pallacanestro, senza nessuna pressione sulle spalle e con molta tranquillità.” Dove può arrivare Marco Laganà? ”Il mio obiettivo è di diventare il miglior giocatore possibile e sfruttare al meglio il mio talento e le mie capacità. So che è molto difficile e ci vuole molta pazienza e soprattutto molte ore di lavoro in palestra! In questo momento sono contento perché sono consapevole del fatto che mi sto allenando intensamente e questo mi rende orgoglioso di me stesso.” L’allenatore più importante della tua giovane carriera? ”Nella mia vita ho avuto tanti bravissimi allenatori. I primi a cui devo tutto sono i miei genitori, perché sin da quando ero piccolo mi hanno messo quella benedetta palla tra le mani e mi hanno fatto innamorare di questo bellissimo sport! Se avessi avuto genitori diversi probabilmente in questo momento non sarei neanche uno sportivo.” Il modello cestistico di Marco. ”Il mio modello cestistico è e sarà sempre MJ! Nel basket di oggi sono un lebroniano doc! Mentre a livello europeo mi piace tantissimo Bob Mcalebb della Montepaschi Siena!” Il sogno nel cassetto. “E’, come ho detto prima, quello di arrivare il più lontano possibile ed un giorno poter vincere qualcosa di importante ad alto livello! Dipende solo da me e dall’impegno che ci metterò giorno per giorno. Intanto, però, mi godo questo bel momento. Infine, consentimi, vorrei ringraziare mio papà che durante questi giorni è venuto a stare con me qui a Biella, dandomi consigli su come essere pronti per giocare una partita di un certo livello e sono contento che abbia potuto assistere dal vivo al mio esordio.” In bocca al lupo, Marco.

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Vibo Valentia: l’abc dello sport entra nelle scuole, al via il Progetto Alfabetizzazione Motoria promosso da Coni e Miur

La salute dei ragazzi e l’educazione all’attività fisica stanno alla base del progetto “Alfabetizzazione motoria per la scuola primaria” che da domani, lunedì 14 febbraio, prenderà il via in 72 scuole calabresi. Il progetto, promosso grazie alla sinergia tra il Coni, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, è nato in risposta ai crescenti allarmi della comunità scientifica e delle istituzioni internazionali sulle conseguenze della sedentarietà e dei non corretti stili alimentari e di vita tra la popolazione giovanile. L’insegnante titolare sarà affiancato da un “consulente esperto” con l’obiettivo di supportare gli alunni nel raggiungimento dei traguardi per lo sviluppo delle competenze motorie.

Il Coni è intervenuto, sostenendo il costo di buona parte del progetto pilota, stanziando 5 milioni di euro attraverso gli accantonamenti resi disponibili dal Ministero dell’Economia. In Calabria, si è tenuto all’Istituto scolastico “Enrico Fermi”, di Vibo Valentia, il corso di formazione per i “consulenti esperti”, laureati in Scienze Motorie e nominati dai dirigenti scolastici dei plessi coinvolti. Moderato dal coordinatore tecnico-scientifico della Scuola dello Sport Coni Calabria, Demetrio Albino, al corso erano presenti il vicepresidente della Scuola Regionale dello Sport della Calabria, Rocco Cantafio (presidente provinciale del Coni di Vibo Valentia), in rappresentanza del presidente Mimmo Praticò, il coordinatore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Rosario Mercurio, in rappresentanza del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Francesco Mercurio, il dirigente scolastico dell’istituto “Fermi”, Giovanna Pileggi, e il coordinatore dell’Ufficio Scolastico provinciale vibonese, Sabina Nardo. Il presidente del Coni Calabria e della Scuola dello Sport calabrese, Mimmo Praticò, impossibilitato a presenziare, ha inviato un saluto a tutti i presenti, ringraziandoli dell’impegno che stanno dimostrando in favore dello sport e per la salute dei ragazzi. “In una terra – si legge nel messaggio del presidente Praticò – che sente maggiormente il bisogno di educare le nuove generazioni, la giornata di oggi  rappresenta una pietra miliare nel rapporto tra scuola e sport al servizio del prossimo. Un legame che dovrà essere sempre più sinergico nell’interesse di dare un futuro migliore alla nostra società. Ancora una volta – afferma Praticò – lo sport viene coinvolto per svolgere il suo ruolo nell’attività motoria nel sociale e nel mondo civile. Ed ancora una volta lo sport, da soldato umile, silenzioso, al servizio delle Istituzioni, senza chiedere mai e ricevendo l’indispensabile per esistere, risponde: Obbedisco”. “Il bisogno concreto di introdurre lo sport nella scuola l’hanno avvertito molti genitori”, ha detto il coordinatore tecnico-scientifico della Scuola dello Sport Coni Calabria, Demetrio Albino, illustrando i passaggi istituzionali che, negli anni, hanno condotto, dalle prime proposte di attività sportiva nella scuola, alla firma del Protocollo d’Intesa tra Ministero della Pubblica Istruzione e Coni, nel 2005. Un impegno, quest’ultimo, attraverso le strutture territoriali, per offrire supporto al sistema scolastico, grazie anche al contributo economico degli Enti Locali. Il presidente Rocco Cantafio, ha dichiarato che lo sport aiuta a sviluppare la personalità dei ragazzi, educa alla formazione della vita e, nel praticarlo, consente di “agire pensando”. “Voi esperti – ha detto Cantafio – siete la linfa vitale dello sport e vi preparate ad agire nella scuola primaria con un modulo unico ed eccezionale. Non perdete l’entusiasmo perché ne perderà il progetto in qualità”. Sabina Nardo ha dichiarato, infine, che il Miur troverà sempre più intesa con il Coni sulla base di iniziare insieme a seminare questi valori, proprio dalla scuola dell’infanzia. “L’entusiasmo – ha detto – dimostrato dai consulenti esperti, mi fa pensare che arriveremo presto a quel processo educativo che tanto ci sta a cuore, emerso dagli incontri tra Coni e Miur”. Il corso si è aperto con la relazione della docente universitaria Teresa Iona, la quale ha illustrato i tre ambiti operativi del progetto: salutistico, cognitivo e motorio sportivo. “L’idea – ha detto – non nasce dall’esigenza di coltivare futuri campioni bensì per fronteggiare i problemi di salute (di obesità, innanzitutto) che sono sempre più in aumento tra i giovani, a causa della poca attività fisica svolta. L’inattività conduce ad un circolo vizioso che complica sempre più la salute dei ragazzi”. Ma come cambiare gli stili di vita inattivi? “Facendo praticare – ha continuato la professoressa Iona – più attività fisica, è semplice ma, ovviamente, qualsiasi tipo di intervento dovrà improntarsi su basi scientifiche. Il concetto di benessere è astratto ma, nello stesso tempo, reale: è tutto ciò che dalla salute fisica porta alla salute mentale. I giovani sono abili con il PC (attività oculo-manuali) ma trovano difficoltà nelle attività coordinative in genere, come l’equilibrio e il ritmo, incontrano problemi motori e sono meno fluidi nei movimenti. I ragazzi moderni, inoltre, mangiano di più e male e si muovono di meno. Il nostro cervello apprende sempre nel corso della vita, maggiormente nell’infanzia. Se i ragazzi alterneranno la staticità al movimento fisico, aumenterà anche il livello di apprendimento”. A conclusione del suo intervento, la professoressa Iona ha illustrato l’importanza dell’approccio euristico da adottare e cioè quello di organizzare l’attività motoria partendo dall’esame dei gesti spontanei dei ragazzi. Il docente di Educazione Fisica, Alberto Capria, secondo relatore, ha fatto un excursus tra le normative sull’educazione motoria nelle scuole, approfondendo alcuni aspetti della recente riforma Gelmini. Ha spiegato l’atto di indirizzo del progetto che dovrà “porre al centro l’alunno e il suo itinerario di formazione personale e di apprendimento, mantenere in primo piano l’obiettivo di formare i cittadini di oggi e di domani, operare per una scuola dell’inclusione, fissare i traguardi e le tappe del percorso formativo secondo parametri europei e verificare, con sistematicità, i progressi individuali dell’alunno. “Il ragazzo – ha concluso il professor Capria – dovrà essere valutato nella complessità del suo operato e perciò mi auguro che, presto, venga prevista la presenza degli esperti nell’attività motoria anche nel corso degli scrutini e dei consigli di interclasse. Con la relazione del professor Pietro Lammirato si è entrato nel vivo di quello che sarà l’operato dei futuri consulenti esperti, partendo dal dato che “l’Italia si trova indietro nell’attuazione di tali progetti rispetto ad altre nazioni europee, perché qui manca la cultura dell’educazione al movimento”. Lammirato ha, poi, approfondito gli obiettivi di apprendimento dichiarando che, ormai, “alla base della piramide alimentare c’è il movimento, l’attività fisica, e viene prima di ogni altro nutrimento. “L’esperienza corporea – ha puntualizzato – si trova al centro di un percorso che sviluppa la percezione motoria, la cognizione, la relazione con il mondo esterno, la memoria e le associazioni mentali che conducono, tutte, ad un’accettazione di sé stessi. Lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti. Particolare cura sarà necessario dedicare alla formazione della classe, per farla crescere come gruppo, perché se ci sarà empatia nel lavoro tutto quanto produrrà risultati migliori. A seguire, la professoressa Miriam Scarpino ha illustrato quello che sarà l’operato che i consulenti esperti, durante i quattro mesi, dovranno rispettare e tutelare al fine di permettere la migliore riuscita del progetto. Anch’egli ha evidenziato quanto l’attività motoria sia alla base dello sviluppo dell’intelligenza e quanto sia importante variare il tipo di attività fisica svolta. “Non solo i bambini – ha detto – ma anche gli adulti apprendono nuove nozioni e percezioni nel corso della loro esistenza. Il prefissarsi sempre nuovi obiettivi, nella vita, stimola ed “allena” i neuroni migliorando la qualità intellettiva”. È importante “abituare i bambini a costruirsi da soli i propri percorsi utili al raggiungimento degli obiettivi; il formatore deve risultare come un compagno di giochi”. Più tecnici, invece, sono stati gli interventi del professor Carlo Minganti, il quale ha spiegato il metodo, i tempi e la finalità della raccolta dei dati che gli esperti devono raccogliere durante il progetto, e dell’esperto informatico Antonio Fulciniti, che ha presentato la piattaforma on-line del sito del progetto simulando l’inserimento dei dati di una valutazione. I consulenti esperti, infine, sono stati condotti nella palestra dell’istituto per assistere all’istallazione del percorso studiato appositamente per questo progetto. Un circuito che sintetizza le funzioni motorie di base e permette di individuare eventuali difficoltà riportate dai ragazzi.

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Ferruzzano (RC): aggredisce e ferisce connazionale con un coltello, rumeno arrestato

L’ 11.02.2011, alle ore 01.00 circa, in Ferruzzano (RC), frazione Marina, in via  G. Sculli s.n.c., i militari dell’aliquota radiomobile della compagnia di Bianco (RC), unitamente a quelli della competente stazione di Bruzzano Zeffirio (RC) traevano in arresto, in flagranza del reato di lesioni personali aggravate dall’utilizzo di un’arma bianca impropria Luca Gheorghe (nella foto), classe 1982, rumeno, da tempo domiciliato in Ferruzzano, manovale.

Nella circostanza, i militari operanti intervenivano, a seguito di chiamata giunta al 112,  in via G. Sculli presso l’abitazione del rumeno, dove, nel corso di un violento diverbio, scaturito verosimilmente da futili motivi di carattere personale tuttora in corso di accertamento, ma anche forse a causa delle bevande alcoliche che i due contendenti avevano consumato in quantità elevata, il Luca aveva aggredito, utilizzando un coltello da cucina con lama della lunghezza di cm. 21 (nella foto), il conoscente e convivente Bejan Cosmin Adrian, classe 1980, rumeno, anch’egli da tempo domiciliato in Ferruzzano, manovale, l quale, a seguito della colluttazione interrotta dall’arrivo dei militari riportava una grave ferita da taglio alla mano sinistra. Il Bejan, prontamente soccorso dal personale del 118, veniva condotto e visitato presso l’ospedale di Locri (RC), dove veniva ricoverato per la vasta ferita da taglio al polso della mano sinistra in attesa di ulteriori accertamenti finalizzati a verificare eventuali lesioni tendinee che potrebbero verosimilmente aggravare ulteriormente la prognosi già ricevuta di gg. 15. I militari repertavano e sottoponevano a sequestro un coltello da cucina ancora sporco di sangue ed utilizzato dall’assalitore. Per l’arrestato, espletate le formalità di rito, è previsto rito direttissimo per le ore 12.30 della giornata odierna.

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Villa San Giovanni (RC): furto aggravato a “La Perla dello Stretto”, due arresti in flagranza

Personale della Compagnia di Villa San Giovanni ha tratto in arresto due pregiudicati reggini, per furto aggravato di materiale informatico all’interno del centro commerciale La perla dello stretto di Villa San Giovanni. Mentre uno dei due aspettava in macchina, l’altro si aggirava tra gli scaffali del magazzino aspettando il momento giusto per colpire. Dopo aver compiuto il furto il soggetto si è allontanato repentinamente uscendo dal negozio. Il suo atteggiamento ha destato sospetto nel personale della struttura commerciale che ha lanciato l’allarme.

Immediato l’arrivo dei militari della Stazione Carabinieri di Villa San Giovanni; raccolti i primi elementi, hanno avviato le ricerche ed individuato nel territorio di Reggio Calabria i due soggetti che da subito non sono stati in grado di fornire una versione dei fatti e soprattutto giustificare la loro presenza sul luogo. Dalla contestuale visione dei filmati della videosorveglianza sono stati raccolti inconfutabili elementi di reità a loro carico e sono stati tratti in arresto e trascorso la notte nelle camere di sicurezza della caserma di Villa San Giovanni a disposizione dell’Autorità giudiziaria; dopo le formalità di rito sono stati condotti presso il Tribunale di Reggio Calabria per la celebrazione del rito direttissimo. Proseguono le attività investigative per individuare responsabili altri furti avvenuti nello stesso centro e continuano i controlli del territorio dei Carabinieri per prevenire la commissione di reati contro il patrimonio.

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Sinopoli (RC): scoperti dai Carabinieri due rifugi con armi ed esplosivo all’interno

Nel corso del predisposto servizio di rastrellamento nel territorio di Sinopoli eseguito dai militari Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria unitamente personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Vibo Valentia, sono stati scoperti, in una zona aspromontana in località Sinopoli Inferiore, due rifugi abitabili costituiti da lamiere completamente occultate nella fitta vegetazione, presumibilmente utilizzati dai catturandi per sottrarsi alle ricerche. La località e la posizione degli stessi è compatibile con gli spostamenti effettuati dall’ultimo latitante arrestato pochi giorni fa Macrì Antonino.

Nelle baracche, dotate di brandine e coperte, sono stati rinvenuti, abilmente nascosti, armi ed esplosivo. In particolare, 2 pistole calibro 7.65 con matricola abrasa (nella foto), 800 grammi di dinamite a base di nitroglicerina costituita da 5 panetti di gel (nella foto), due detonatori elettrici (nella foto) e varie cartucce di fucile e pistola. Nelle vicinanze dei rifugi è stato scoperto altresì un tubo di grosse dimensioni completamente interrato, verosimilmente utilizzato per l’occultamento di materiali di provento illecito. Sul posto sono intervenuti gli artificieri dei carabinieri che hanno messo in sicurezza il sito e su disposizione dell’autorità giudiziaria hanno effettuato una piccola campionatura del materiale esplodente e fatto brillare la restante parte. Tutto il materiale è stato posto sottosequestro e verrà inviato al Reperto Investigazioni Scientifiche per accertamenti tecnici. Proseguiranno le attività di controllo del territorio dei Carabinieri soprattutto nelle zone più impervie dell’Aspromonte, teatro spesso della consumazione di reati in genere.

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Reggio Calabria: “stalking” all’amministratore condominiale, arrestato dipendente comunale

Nella mattina di oggi i Carabinieri della Stazione della Stazione Modena hanno sottoposto agli arresti domiciliari Calabrò Francesco, 49 anni, impiegato comunale su esecuzione di ordinanza emessa dal GIP su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria. I reati contestati sono atti persecutori, ingiuria, lesioni e detenzione illegale di munizionamento. Le indagini dei carabinieri partono agli inizi di settembre 2010 a seguito della denuncia dell’amministratore del condominio in cui vive il Calabrò in via Ciccarello. Quest’ultimo, dipendente dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Reggio Calabria, da diverso tempo era entrato in contrasto con gli altri condomini ed in particolare con l’amministratore, ma da quella che poteva essere una normale controversia di vicinato, si è passati ad una vera e propria persecuzione, in particolare proprio nei confronti dell’amministratore.

All’inizio continue telefonate ed sms (più di mille accertati in un breve periodo), poi ingiurie continue,  minacce di morte e di rivolgersi ”ai propri compari”, poi le vie di fatto. In un’occasione il Calabro’, mentre faceva manovra nel parcheggio condominiale, avendo notato l’amministratore presente poco distante, dopo averlo ingiuriato, lo minacciava di morte e subito dopo, mettendosi alla guida del proprio suv lo investiva volontariamente in retromarcia facendolo cadere a terra e procurandogli lesioni. Il Calabro’ si allontanava subito dopo incurante del fatto che l’uomo fosse a terra dolorante per l’impatto, mentre un condomino interveniva per soccorrere il malcapitato. Proprio a seguito di quest’ultimo grave episodio, la vittima, esausta, si è determinata nel fare denuncia ai carabinieri che hanno avviato le indagini. L’origine di tale atteggiamento era dovuta a semplici questioni di vicinato: la contestazione di una telecamera di sorveglianza montata dal vicino, problemi nella scelta della ditta di pulizie, questioni di parcheggio, aspetti comunemente presenti nelle problematiche di vita quotidiana, che però, nel caso in questione, era divenute una vera ossessione per l’uomo e degenerate su un piano di aggressività irrazionale, atteggiamento che appare evidente anche dal tono degli sms inviati all’amministratore: “i miei amici di Roma vengono a Reggio e vogliono vederti tu sai già il motivo..” “.. i miei cugini aspettano ancora una risposta”, insomma “amici”, “cugini”, “compari” erano la modalità di risoluzione delle questioni condominiali. Molte delle telefonate, peraltro, è stato accertato che venivano effettuate dal Calabrò dal telefono dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico. La particolare aggressività del soggetto aveva spinto i militari ad effettuare una perquisizione presso la sua abitazione ed in quella circostanza erano state rinvenute più di mille cartucce per fucile, 2,6 kg di polvere da sparo ed una carabina (nella foto) illegalmente detenuti poiché lo stesso Calabrò era stato destinatario di divieto di detenzione armi e munizioni. L’uomo è ora sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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