Calcio a 5: presentata la Pro Reggina ’97

(373) di Daniela Gangemi. Si è svolta stamani la conferenza stampa di presentazione della Pro Reggina ’97. Presso la Sala Conferenze della Provincia di Reggio Calabria, i componenti della società e dello staff tecnico, hanno illustrato nei dettagli il progetto che si è inteso perseguire, in un’ottica di rilancio del settore del calcio a 5, di coinvolgimento della città e della profusione dei valori positivi della sport.

 

Ad aprire i lavori, è stato il presidente della Pro Reggina, Pasquale Caridi, che ha illustrato il programma societario: “Il nostro obiettivo – ha dichiarato il presidente – è di raggiungere traguardi sempre più importanti. Per questo, abbiamo avviato un progetto per costruire e consolidare l’organico della squadra, rinnovando l’organigramma della società. Siamo un gruppo di imprenditori, motivati da grande entusiasmo e passione che hanno deciso di intraprendere questo percorso, con il proposito di fare bene e creare sinergie proficue sul territorio”. Caridi, ha portato poi, il saluto del Sottosegretario allo Sport,Walter Ferrazza. Il vice presidente nazionale dell’Asi, Tino Scopellliti, è intervenuto per dare sostegno ed apporto alla squadra calabrese: “Il mio auspicio è di poter raggiungere altri trionfi importanti, anche se l’impresa è sempre più ardua e difficile. Abbiamo inteso coinvolgere parte delle forze presenti sul territorio, che con grande partecipazione, hanno iniziato un percorso umano, sportivo e professionale. Insieme alla squadra, il tecnico e la società, è necessario l’ausilio e il sostegno di tutti, affinchè si possa raggiungere e consolidare un successo duraturo”. Il tecnico, Vincenzo Tramontana, da diversi anni è il fulcro della squadra: “Voglio ringraziare la precedente società che ha operato con impegno e dedizione massimi,  con cui abbiamo conquistato lo scudetto e la Supercoppa Italia. I risultati ottenuti, sono stati frutto del lavoro svolto nel corso degli anni. Nonostante le problematicità riscontrate, il mio intento era di mantenere la categoria, dando continuità al progetto avviato, per diffondere sempre di più il nome della Calabria, nel panorama sportivo nazionale”. All’incontro, sono intervenuti Mimmo Praticò, presidente regionale Coni Calabria, Piero Praticò,consigliere nazionale  Divisione calcio a 5, che ha portato il saluto di Fabrizio Tonelli, presidente nazionale Divisione calcio a 5 e Tilde Minasi, consigliere regionale, in rappresentanza della Giunta Regionale. Diversi saranno anche gli eventi che vedranno la sinergia tra la Pro Reggina e altre società sportive, tra cui la Reggina calcio. Presenti, all’incontro, il ds Simone Giacchetta e il tecnico, Gianluca Atzori: “La Pro Reggina è una realtà sportiva importante – ha dichiarato Giacchetta – è ripartita con un nuovo progetto e sta puntando a fare bene in campionato. Durante l’anno, potremo avviare iniziative che coinvolgeranno entrambe le società, nella prospettiva di diffusione massima dello sport”.

 

 

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Reggio di Calabria: progetto piazza De Nava, Germanò “Sconcertante e vergognosa la decisione presa dai Commissari”

(119) La decisione della conferenza dei servizi di esprimere parere favorevole al progetto riguardante Piazza De Nava sconcerta e allo stesso tempo deve determinare una forte opposizione alla realizzazione di tale vergogna. Il parere positivo espresso dai Commissari in nome e per conto della città mi sembra piuttosto una ulteriore dimostrazione di come le decisioni al Comune di Reggio Calabria, in questa particolare fase storica, siano in capo ai soliti personaggi che tanti guasti hanno causato alla nostra comunità.

 

Siamo sicuri che gli uffici comunali competenti abbiano illustrato ai commissari le motivazioni tecniche per le quali avrebbero dovuto opporsi a un'operazione che sarà uno scempio? Piazza De Nava è un tassello del più ampio mosaico realizzato dal piano De Nava subito dopo il terremoto del 1908, che prevedeva il sistema alternato delle piazze, collocate sul Corso, assegnando ad ognuna di esse una funzione specifica e un ruolo ben definito. La De Nava ha sempre rappresentato la cerniera urbanistica tra il centro urbano del Corso Garibaldi, destinato a servizi pubblici e attività commerciali, e la zona di Tremulini, caratterizzata invece da una forte presenza di edilizia popolare. Cerniera non solo tra diverse funzioni svolte da parti di città, ma anche snodo importantissimo nell'ambito del sistema della mobilità cittadina. Voler riqualificare la piazza senza valutare tutto ciò significa voler calare dall'alto un progetto che non tiene conto inoltre della unanime volontà espressa dalle associazioni culturali, dalle forze politiche, dai cittadini. Nessuno in città vuole che si realizzi tale scempio, nessuno vuole, peraltro, che si determini in aggiunta una limitazione alla processione della Madonna della Consolazione. Nessuno, tranne qualche tecnico interessato forse più alla propria parcella o alla propria indennità che agli interessi della città. Tutto ciò non è tollerabile. La gestione di interventi così invasivi va condivisa con i cittadini, così come fu fatto quando, da assessore ai lavori pubblici dell'epoca, decidemmo, assieme al sindaco Scopelliti, di sottoporre al giudizio dei cittadini, con un sondaggio diretto, la scelta del progetto di riqualificazione di Piazza Carmine. I Commissari non possono e non devono avallare scelte così importanti senza ascoltare il parere della città. Attiviamo tutte le procedure legali per bloccare questa operazione violenta, calata dall'alto, urbanisticamente insensata, tecnicamente non immodificabile, che paralizzerebbe il centro della città per anni, che impedirebbe il ritorno dei Bronzi al Museo costretto peraltro alla non fruizione. Ma da dove sono venuti questi "scienziati" architetti che pensano di poter imporre le loro scelte dovunque e a chiunque? Chi garantisce loro legittimazione e autorità? Basta!!! La città ha un'occasione straordinaria per unirsi e opporsi. Partiti politici, associazioni, movimenti, Università, cittadini facciamo sentire alta la nostra voce. Chiediamo con forza ai Commissari di rivedere il loro parere favorevole e ai dirigenti comunali che li affiancano e li supportano dal punto di vista tecnico di attivare tutte le procedure affinché sia tutelata la storia della nostra città e si impedisca l'avvio di un'azione distruttiva. Franco Germanò, Urbanista, Coordinamento Regionale PdL, Vice Coordinatore PdL Grande Città Reggio Calabria.

 

 

 

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PRI: i silenzi di Nucara, Ferrara “Sono portavoce del pensiero di tanti dirigenti, iscritti e simpatizzanti mortificati dal monarchico comportamento del Segretario”

(298) L’organizzazione delle “giornate repubblicane” ha posto in secondo piano il grave episodio del commissariamento che, di fatto, ha mutilato la vita della nostra consociazione provinciale. L’alto senso di responsabilità ci ha suggerito di rimandare un confronto immediato affinché tanto l’organizzazione quanto lo svolgimento delle 4 giornate, non risentissero del vento di polemica che già aveva contraddistinto il periodo precedente la loro programmazione.

 

Si riteneva che il successo ottenuto fosse da stimolo per aprire una nuova stagione all’interno del PRI calabrese e, soprattutto, per affrontare il problema derivato dalla drastica e immotivata decisione di azzerare gli organismi di partito nella provincia più repubblicana d’Italia. Con rammarico si è dovuto registrare l’ingiustificato silenzio del Segretario Nucara che, chiamato in causa da un significativo numero di dirigenti ritenutisi mortificati, ad oggi non ha dato alcuna risposta.  Sono note le motivazioni che hanno determinato le diverse prese di posizione all’interno del PRI reggino che si riassumono nella sostanziale incapacità del Segretario Provinciale di portare avanti una linea politica contraddistinta peraltro da rilevanti carenze di spirito aggregativo. A fronte di tali elementi più volte evidenziati, Nucara, assumendo un ruolo “monarchico”, ha deciso, dopo un brevissimo incontro ferragostano tra pochi intimi, il commissariamento della Consociazione Provinciale di Reggio Calabria senza alcun deliberato collegiale. Dover apprendere della drastica notizia attraverso qualche organo d’informazione, si converrà, non è il massimo della considerazione e del rispetto. Come se non bastasse, il Segretario,  sfiduciata la linea politica, contemporaneamente ha nominato “commissario” il responsabile formale e sostanziale di questo fallimento, cioè lo stesso segretario provinciale, facendolo subentrare, in tal modo, a se stesso! Non è stato, dunque, un buon esempio di lealtà e spirito liberaldemocratico che, invece, dovrebbe essere l’essenza del partito stesso. Alla luce di quanto detto, non condividendo tale provvedimento,  è stata chiesta al Segretario Nazionale  la convocazione di una corretta Direzione Provinciale al fine di individuare una soluzione meno mortificante e, nel contempo, condivisa. La risposta del Segretario: silenzio!!! Nei giorni scorsi infatti, come prima ricordato, è stato inviato un documento direttamente ed esclusivamente al Segretario Nazionale – sottoscritto da un significativo numero di componenti della Direzione Provinciale – documento che, senza dare adito a polemiche sterili e non considerandolo come un segnale di conta a favore o contro, in modo politicamente corretto, chiedeva di soprassedere alle procedure di commissariamento e di riportare all’interno della consociazione un doveroso chiarimento. Anche in questo caso la stessa risposta: silenzio!!! Con la stessa logica antidemocratica messa in atto per il commissariamento della Consociazione Provinciale di Reggio Calabria e con le stesse modalità antidemocratiche il Segretario Nucara ha nominato Commissario regionale l’avv. Mario Cilurzo, persona sicuramente di grande rispetto ma di cui non conosciamo il passato politico e, men che meno,  i suoi nulli trascorsi repubblicani. Di tale nomina siamo stati informati dagli organi di informazione così come – ancora una volta a mezzo stampa – abbiamo appreso del commissariamento della Federazione Regionale realizzato sempre con atto monocratico da parte di Nucara. È facile ipotizzare, alla luce di questi eventi, che assisteremo a  breve al commissariamento della stessa Segreteria Nazionale e secondo le medesime modalità. Difatti, come  dichiarato da Nucara  durante i lavori del Consiglio Nazionale dello scorso sabato, il Segretario nazionale del PRI, si dimetterà il prossimo ottobre: non ci sarebbe da meravigliarsi, se al Segretario Nazionale Nucara dovesse subentrare come Commissario Nazionale lo stesso Nucara! L’impossibilità di un confronto, il dover registrare continui silenzi da parte di un Segretario Nazionale dalla spiccata vena polemica, ci induce ad interrogarci su come garantire il nostro impegno politico e sociale: ci chiediamo seriamente se sia opportuno rimanere  in un contesto nel quale si impedisce che circolino le idee e non si è liberi di ricominciare e recuperare l’operosità indispensabile per testimoniare quotidianamente la nostra presenza nel Partito e tra la gente. Come affermava Ugo La Malfa: “il PRI deve rimanere partito aperto, assolutamente aperto a tutti coloro che intendano svolgervi, dall’interno, una funzione. Precostituire posizioni di potere, e difendere queste posizioni con una politica di chiusura, sarebbe delittuoso, sarebbe come uccidere il partito nel momento della sua maggiore possibilità di sviluppo nella coscienza pubblica”. Ritengo, modestamente e orgogliosamente, di rappresentare il pensiero di tanti dirigenti, di tanti iscritti e di tanti simpatizzanti che, con tale spirito, vogliono aprire una felice stagione repubblicana dopo il totale fallimento legato all’incapacità politica del Segretario Provinciale, che oggi promosso commissario, sta contribuendo al declino irreversibile del PRI. Auspichiamo una risposta conforme alla serietà e alle tradizioni del Partito Repubblicano Italiano: seguirà il solito silenzio? Paolo Ferrara, Componente Direzione Nazionale PRI.

 

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Reggio di Calabria: Confcommercio, Santoro “Bilancio positivo dopo l’operazione Russia”

(299) “Bilancio positivo per il commercio reggino dopo l’operazione Russia”: a dirlo sono gli imprenditori commerciali e i titolari dei pubblici esercizi che grazie all’iniziativa, avviata durante l’estate appena trascorsa dal Dipartimento Turismo della Regione Calabria, ha registrato su tutto il territorio calabrese ben 5000 presenze con rilevanti riscontri sul fronte economico.

 

L’”operazione Russia”, realizzata da Palazzo Alemanni insieme ad alcuni dei più importanti tour operator, ha consentito l’arrivo nella nostra regione di ben 25 voli charter sull’aeroporto di Reggio Calabria, ed è stata quindi un’iniezione positiva nel circuito commerciale provinciale dovuta anche alla propensione e la capacità di spesa di questa tipologia di turista, assai differente rispetto a quella che caratterizza le più classiche presenze straniere. Ecco perché la Russia è un mercato particolarmente appetibile e su di essa riteniamo sia opportuno continuare ad investire per dare seguito alle sinergie con i tour operator. I turisti russi hanno principalmente fatto shopping cercando brand di caratura internazionale, ma nello stesso tempo si sono lasciati catturare dal marchio “Made in Italy”. Apprendiamo dell’arrivo di cinquantadue voli charter dalla Germania già dal prossimo 15 ottobre con la previsione di ottomila turisti. Non conosciamo la tipologia del turista tedesco che arriverà nella nostra provincia, ma di sicuro questa volta ci troverà preparati. A breve, infatti, la Confcommercio reggina organizzerà incontri con le imprese affinché si possa concordare un ventaglio di offerte  appetibili per i nuovi turisti in arrivo. Riteniamo inoltre, che grazie ad un’attenta programmazione e strategie mirate a posizionare la “destinazione Calabria” in quei paesi che presentano grandi potenzialità e positivi margini di crescita, sia in termini numerici che come possibilità di spesa, possa produrre  risultati concreti in un comparto, ossia quello del turismo,  fondamentale per le prospettive di sviluppo del nostro territorio. L’impegno profuso dall’amministrazione regionale cui chiediamo però più coinvolgimento, dunque, sta producendo risultati concreti in un settore fondamentale per le prospettive di sviluppo del nostro territorio. Giovanni Santoro, Presidente Confcommercio Reggio Calabria.                                                                            

 

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Al via la campagna di tesseramento di Scelta Civica in Calabria. A Lamezia Terme conferenza stampa di Causin, Stancato e Nucci “Basta con la vecchia politica. Stiamo con i giovani e la società civile”

(300) Prende il via la campagna di tesseramento di Scelta Civica in Calabria. “Chiamateci estremisti riformisti” – ha affermato Katia Stancato, Coordinatrice regionale del Partito durante la conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Lamezia Terme e che ha visto la partecipazione del Deputato e Segretario organizzativo nazionale di Scelta Civica, Andrea Causin e di Sergio Nucci, Segretario organizzativo regionale del Partito.

 

Scelta Civica si presenta all’elettorato calabrese con una rete già operativa: cinque coordinamenti provinciali e una segreteria regionale. Ma la sua azione è destinata ad espandersi capillarmente attraverso una campagna d’ascolto da attuarsi in tutti i territori provinciali attraverso incontri con amministratori locali, associazioni, piccoli gruppi e realtà sociali che operano in Calabria da anni e che spesso non trovano interlocutori attenti alle loro necessità. “La strada del cambiamento passa dal rinnovamento e la vecchia politica calabrese deve farsi da parte” – ha sottolineato Stancato. “In Calabria noi stiamo dalla parte della Calabria: né a destra, né a sinistra, né al centro. Ci rivolgiamo ai cittadini che non vogliono fare una scelta di partito, ma una Scelta Civica e attraverso il tesseramento vogliamo entrare nel cuore dei territori calabresi”. Per Andrea Causin si tratta della prima visita in Calabria come Segretario organizzativo regionale di Scelta Civica. “In Calabria e in Italia non vogliamo rappresentare un episodio, ma attuare un cambiamento che liberi il Paese rivolgendoci, in modo particolare, alle giovani generazioni che oggi si trovano ad avviare un percorso di vita in un’Italia completamente bloccata”. Per Causin si deve ritornare a fare buona politica ‘reclutando’ persone della società civile che in Scelta Civica possono trovare e attuare il cambiamento. A dare un’impronta forte dell’identità del partito anche Sergio Nucci. “Non siamo militanti della politica in senso stretto, ma abbiamo una storia professionale e di impegno civico che fa la differenza. Non ci piace vincere facile, vogliamo confrontarci con le sfide che questa regione ci sta offrendo da anni e con il tesseramento e la nostra presenza sul territorio siamo pronti a vedere chi ci sta a cambiare le cose nella nostra regione”. Scelta Civica conferma la volontà di attuare una riforma strutturale del Paese, di sostenere l’attuale esecutivo (per Causin un ritorno alle elezioni sarebbe oggi una sciagura) e di avviare un’operazione verità con un eventuale nuovo patto di legislatura. Il partito si avvarrà anche del supporto di Italia Futura (oggi un libero ‘pensatoio’ in cui sviluppare proposte più che un partito) e di tutti i soggetti che vorranno aprire un dialogo costruttivo con la nuova forza riformista nata con il Governo Monti, ma pronta ad avere vita propria senza essere ostaggio della vecchia politica. “Noi operiamo nel campo della legalità e siamo stanchi di vedere all’opera politici calabresi con alta moralità pubblica e bassa moralità professionale e privata” – ha concluso Katia Stancato – “sappiamo che è una sfida complessa, ma ci sono tante persone che credono nel cambiamento e una rete di soggetti che opera sui nostri territori che va sostenuta”. Per Stancato la tessera di Scelta Civica (si tratta della sua prima iscrizione ad un partito), non è una semplice tessera, ma rappresenta uno strumento per esercitare spirito critico in Calabria.

 

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Domenica 29 settembre Giornata Mondiale del Cuore al Campus di Germaneto (CZ)

(20) Domenica prossima al Campus di Germaneto si svolgerà la  Giornata mondiale del Cuore organizzata dal Prof. Ciro Indolfi, direttore della U.O. di cardiologia Interventistica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Mater Domini ed ordinario della Cattedra di Cardiologia dell’ Università degli Studi Magna Graecia.

 

La manifestazione è organizzata dal Prof. Indolfi in collaborazione con la World Heart Federation, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'UNESCO, la United Nations Sport for Development and Peace initiative e l’International Year of Sport and Physical Education , e l’evento prevede la partecipazione dell’UO di Malattie del Metabolismo, diretta dal Prof. Agostino Gnasso. Questo importante evento, è stato ideato con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica ed aumentare la consapevolezza di tutti sul tema della salute in ambito cardiologico, con particolare riferimento alla prevenzionemprevenzione di una buona parte delle patologie cardiovascolari. Il Prof. Indolfi sostiene che le malattie cardiovascolari  sono la prima causa di morte in Italia con oltre 220.000 casi di morti per malattie cardiache ed ictus, di cui oltre la metà sono donne, e molte di queste si verificano prima dei 60 anni di età. Ma le buone notizie non mancano : il Prof. Indolfi conferma che l’innovazione tecnologica, ha consentito di curare meglio le malattie del cuore, ed in Calabria, proprio nella Mater Domini di Germaneto (CZ), moderna struttura ospedaliera integrata con l’Università degli Studi Magna Graecia, oggi si è in grado di curare con tecniche sofisticate l’infarto miocardico impiantando, ad esempio, protesi che scompaiono dopo aver riparato la coronaria o, ancora, vengono effettuati di routine sia l’impianto percutaneo, senza l’uso del bisturi, della valvola aortica, sia la riparazione percutanea della valvola mitrale. Si tratta certamente di interventi delicati e di altissima tecnologia, ma l’obbiettivo più ambizioso è però quello di prevenire, e non quello di curare : la maggior parte delle malattie cardiovascolari è, infatti, causata da fattori di rischio che possono essere controllati e modificati con una educazione dei propri comportamenti che determinano poi l’insorgere di alcune gravissime patologie cardio-vascolari. Una alimentazione scorretta e la sedentarietà  sono la causa di quei fattori di rischio che portano a degenerazioni cardiovascolari quali la pressione alta, il colesterolo elevato, l’elevato tasso di zuccheri nel sangue, il sovrappeso e l’obesità. Un’attenzione particolare poi deve essere riservata al fumo di sigarette che uccide “per via diretta”, nel mondo, circa 7 milioni di persone all’anno. Ed il dato più allarmante è che in Italia il 23% delle donne e il 33 % degli uomini fuma ! Ed ancora più allarmante è il primato che purtroppo la nostra Nazione vanta nella crescita percentuale di fumatori tra i giovani di 15 anni: a questa giovane età già il 23 % delle ragazze e il 22% dei ragazzi sono fumatori abituali. La Giornata Mondiale del Cuore è stata dunque organizzata con l’Unesco e le altre Società internazionali proprio perché molti dei fattori di rischio delle malattie cardiovascolari possono essere modificati ed il principale intento è quello di informare i cittadini sui rischi effettivi spingendoli ad impegnarsi in prima persona per proteggere la propria salute, quella della propria famiglia e della loro comunità. Quest’anno l’attenzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è dedicata soprattutto alle donne e ai ragazzi, infatti secondo uno studio promosso dal Ministero della Salute, nel nostro Paese, un bambino di 8-9 anni su tre è particolarmente grasso o in sovrappeso. Il triste primato dell’obesità infantile spetta all’area centro-meridionale:  Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia e le principali cause di tale fenomeno risiedono in diversi fattori che agiscono da soli o in combinazione esponenziale tra loro;  i fattori genetici, una cattiva alimentazione e la mancanza di esercizio fisico sono concause che insieme sono in gado di generare, quasi nella inconsapevolezza dei soggetti,  una leva di rischio micidiale che facilmente può diventare l’anticamera di malattie cardio-vascolari di importanza notevole. E basti pensare che il 36% dei bambini  trascorre oggi più di 2 ore al giorno davanti alla TV o ai videogiochi per comprendere quanto sia importante il controllo delle loro abitudini : verificare con costanza l’insorgere del sovrappeso nei bambini risiede nel fatto che l’obesità predispone i ragazzi al diabete e alle malattie cardiovascolari. E’  per questo motivo che è stata organizzata, per iniziativa del Prof.Indolfi, la giornata dedicata a queste problematiche presso l’Azienda Mater Domini e l’Università Magna Graecia, la mattina del 29 Settembre a Germaneto, nell’University Club del 3 piano.

 

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“Armacìa”, medaglia d’oro al concorso internazionale dei vini estremi. Domenica 29, a Palermo, il CERVIM consegnerà il premio del “XXI Concorso enologico dei vini di montagna”

(516) di Rosario Previtera. “Armacìa – il vino dei terrazzamenti” emblema delle produzioni tipiche della Costa Viola e frutto di quella “viticoltura eroica dei terrazzamenti” vince per la sua categoria la medaglia d’oro al XXI Concorso enologico internazionale dei vini di montagna e delle piccole isole organizzato dal CERVIM, il “Centro di ricerche, studi e valorizzazione dei vini di montagna e di forte pendenza” con sede ad Aosta che annovera le regioni e le province europee caratterizzate da una viticoltura estrema.

 

Il concorso ha visto la partecipazione di 650 vini provenienti da numerose nazioni tra cui l’Italia, la Spagna, la Francia, la Germania, l’Austria, le Canarie, l’Armenia, la Grecia, la Slovenia. “Una notizia inaspettata ed una grande soddisfazione che premia non solo il vino ma anche il duro lavoro dei vignaioli della Costa Viola e che, soprattutto, riconosce indirettamente l’importanza di più di un decennio di intense attività finalizzate alla valorizzazione del territorio terrazzato, alla sua tutela idrogeologica, alla cooperazione in agricoltura”. E’ quanto sostiene l’agronomo Rosario Previtera, promotore di numerose e concrete iniziative a partire dal 2001 e volte anche alla promozione del territorio e dei suoi prodotti. “Armacìa è un IGT Costa Viola rosso ed è ottenuto dalle uve prodotte lungo i terrazzamenti della Costa Viola – continua Previtera – e nasce nel 2006 grazie al fondamentale lavoro della Cooperativa “Enopolis Costa Viola” con la collaborazione della Casa Vinicola Criserà di Catòna di Reggio Calabria, la quale sin dall’inizio ha messo a disposizione i propri impianti per la vinificazione del pregiato vino rosso secondo il disciplinare di produzione tradizionale della cooperativa. Si è passati dalle 1.500 bottiglie del 2006 alle 8.000 bottiglie odierne commercializzate in Italia e all’estero grazie alla diffusa rete vendita della cantina Criserà che è anche socia della cooperativa con un vigneto in Seminara il quale consente la “sopravvivenza” anche del vino IGT Costa Viola bianco”. Grande soddisfazione da parte di Rosario Morello, noto viticoltore bagnarese e presidente della Coop. “Enopolis Costa Viola”: “Per i 60 soci della cooperativa è un grande onore ottenere un premio internazionale di questo valore: è uno stimolo ulteriore a fare di più e a lavorare sia per migliorare la qualità del prodotto sia per la salvaguardia di un territorio fragile come quello terrazzato della Costa Viola. Abbiamo appena terminato i lavori per il ripristino di 40 ettari di vigneti terrazzati con la sistemazione di migliaia di metri cubi di muretti a secco grazie a un finanziamento regionale che ci ha consentito di consolidare interi versanti e di fornire occupazione oltre che di specializzare nuove squadre di “murettàri” con la riscoperta di un mestiere antico. Un’opera ingegneristica vera e propria che non ha prezzo per i benefici che apporterà alla tutela del territorio”. Il direttore della Cooperativa, l’agronomo Giuseppe Beldono focalizza l’attenzione sulle attività in corso: “La cooperativa è riuscita con grandi sacrifici ad ottenere “Armacìa- Il vino dei terrazzamenti” un prodotto “collettivo” che viene riconosciuto quale emblema di un territorio caratteristico che potrebbe anche rinascere dal punto di vista eno-turistico. Occorre che i ristoratori tutti si responsabilizzino e trovino il coraggio di proporre il vino del proprio territorio, così come avviene in ogni regione italiana. Per questa vendemmia, che sarà in leggero anticipo, ci aspettiamo un incremento della qualità e della quantità delle uve dal 10 al 20% così come sta avvenendo un po’ in tutta Italia”. E dai giardini di pietra, potrà sgorgare lo sviluppo.

 

 

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Reggio di Calabria: “Accademia del Tempo Libero”, sabato 28 concerto di apertura della stagione 2013/2014

(514) di Federica Morabito. Riapre i battenti l’Accademia del Tempo Libero di Reggio Calabria per una nuova entusiasmante stagione. E’ previsto per sabato 28 settembre 2013, alle ore 18, il concerto inaugurale affidato all’Orchestra del Teatro Francesco Cilea che si esibirà presso l’Auditorium Zanotti Bianco, ex Cipresseto, sede del sodalizio.

 

Le celebrazioni in onore della Madonna della Consolazione hanno, come da tradizione, ufficialmente chiuso la stagione estiva dei reggini, così ripartono le attività ludiche e culturali dell’associazione della presidente Silvana Velonà. Una serata in grande stile, per dare il via alle numerosissime attività di quest’anno che verranno presentate giorno 2 ottobre alle ore 18. “Le pagine più belle della grande musica” il tema del concerto il cui programma prevede, tra gli altri, l’esecuzione di brani di Tchaikovsky, Mozzart e Bellini.

 

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Reggio di Calabria: domenica 29 a Pellaro il I° raduno d’auto con accessori sportivi

(515) di Consolato Malara. Domenica 29 settembre, presso il piazzale Mix Service di Ammendola Giuseppe & figli in Via Fondo Giunta (dietro Io Bimbo) a Pellaro (RC) si terrà il primo raduno di auto con accessori sportivi. L'appuntamento è fissato per le ore 16.00. Un incontro da non perdere dunque per gli appassionati dell’auto con accessori sportivi che desiderano condividere la propria passione per una sana competizione.

 

Un’occasione per ritrovarsi, conoscersi, divertirsi, gareggiando e mettendo in mostra le proprie auto, personalizzate secondo i propri gusti, allo scopo di distinguersi e nello stesso tempo conoscere da vicino il mondo degli accessori sportivi. Il raduno consiste nell’esibizione delle vetture dei concorrenti, personalizzate con le eventuali modifiche estetiche, che verranno giudicate da una commissione formata da esperti del settore che valuterà le vetture in esposizione nel piazzale in base ad alcuni criteri. Saranno esaminate: carrozzeria, cerchi, gomme, pulizia generale, abbinamento. A conclusione  la premiazione per i primi tre classificati. Sarà premiato il miglior allestimento e per tutti i partecipanti, la consegna da parte degli organizzatori di attestati e gadget. Per maggiori informazioni ed iscrizioni: Giuseppe Ammendola  Tel. 0965 674363 – e-mail: pino.ammendola61@libero.it.

 

 

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Reggio di Calabria: attenzione alle società di recupero crediti “senza scrupoli”, i consigli dell’U.N.C. Calabria

(297) Arrivano le prime sanzioni dell’Antitrust per le società di recupero crediti “senza scrupoli” che, pur di riscuotere, pongono in essere tecniche di pressione che vanno oltre la legalità. A farne le spese ultimamente è una nota società di recupero crediti siciliana, condannata dall’Antitrust al pagamento di una multa da trecentomila euro per aver spedito a migliaia di consumatori degli atti di citazione,

 

cui non ha quasi mai fatto seguito l’effettivo avvio di una causa ed inoltre i giudici di pace indicati erano poi sistematicamente incompetenti per territorio. E così mentre la crisi fa crescere sempre più l’insolvenza di cittadini e famiglie italiane,  alle prese con grandi e piccoli debiti, fino alle bollette della luce e del gas, aumentano i contenziosi e i pignoramenti e nel frattempo le agenzie di recupero crediti continuano a fare buoni affari. Sono proliferate afferma l’Avv. Saverio Cuoco, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, nel nostro paese numerose agenzie di recupero crediti che pongono in essere comportamenti, nei confronti dei loro presunti debitori, fastidiosi ed arroganti che, spesso, sfociano in atteggiamenti molesti del tutto ingiustificati ed illeciti. Purtroppo può capitare che un debitore non riesca a rimborsare il finanziamento ricevuto, e si trova nel timore di affrontare una situazione debitoria a suo carico da cui non sa uscire, in balia di società di recupero crediti che pongono in essere attività aggressive ed illegali. Le società di recupero crediti “senza scrupoli” contattano in tutti i modi e con tecniche prepotenti gli insolventi attraverso fax, e-mail, telefonate, ecc. e minacciando il più delle volte il ricorso alla segnalazione quali cattivi pagatori nei sistemi di informazioni creditizie, tentano di recuperare il debito contratto. Capita sovente così,  che a seguito di tali intimidazioni da parte delle società di recupero crediti, molti debitori  accettino qualsiasi soluzione proposta al fine di sanare la propria posizione debitoria, consci del fatto che essere iscritti alle liste dei cattivi pagatori comporta la negazione di ulteriori finanziamenti, pertanto chi per esempio vuole ottenere un mutuo per comprare la casa o un prestito per acquistare un’auto, ecc. dovrà necessariamente saldare i debiti intercorsi in precedenza e mai sanati. Se anche questi tentativi risultassero vani, le società di recupero crediti inviano una lettera con cui invitano il cliente a saldare il tutto entro una data prestabilita (messa in mora), con l’avvertimento che trascorso il periodo verrà intentata un’azione legale nei loro riguardi. Di solito, il primo passo compiuto da queste agenzie è l’invio di una diffida di pagamento nei confronti del presunto debitore, a mezzo lettera prioritaria. E’ opportuno ricordare che tali diffide non hanno alcun valore giuridico. L’unico modo per diffidare al pagamento e, quindi, mettere in mora un presunto debitore è, infatti, l’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Sono esclusi altri metodi (posta prioritaria, fax, invio di mail, ecc.). Se si riceve, quindi, una lettera di diffida inviata con semplice posta prioritaria o con altro metodo che non sia una raccomandata con ricevuta di ritorno, non bisogna dare  seguito alla stessa. Il perché dell’invio di una diffida effettuata con posta prioritaria anziché con raccomandata con ricevuta di ritorno, è chiaro: il costo inferiore della prima rispetto alla seconda. Successivamente all’invio di tale diffida, il presunto debitore è normalmente oggetto di continue telefonate da parte di dipendenti dell’agenzia, che tentano di indurre il malcapitato a pagare il suo presunto debito attraverso un contatto diretto con lo stesso. Anche in questo caso non si è assolutamente tenuti a dare seguito alle telefonate, anzi  in caso di reiterazione delle stesse (effettuate spesso con toni arroganti e minacciosi) si può procedere con una denuncia per molestie. Anche nel merito, le pretese avanzate dalle agenzie di recupero crediti sono tutt’altro che legittime. Spesso, infatti, tali agenzie ricevono un semplice incarico da parte dei presunti creditori e non vi è, quindi, una cessione del credito conformemente a quanto dispone l’art. 1264 c.c.. Pertanto, se non è stata comunicata, con raccomandata con ricevuta di ritorno, la cessione del presunto credito dall’originario creditore all’agenzia di recupero crediti che ne chiede il pagamento, quest’ultima non può assolutamente agire in via legale. Sul tema del recupero crediti c’è molta attenzione da parte di istituzioni e associazioni dei consumatori, e non sempre viene valorizzata la differenza fra società scorrette e società virtuose, pertanto sono alla studio delle iniziative tese alla realizzazione di un codice etico di tutela del consumatore che nel rispetto di una corretta gestione dell’attività di recupero crediti, consenta di debellare dal mercato quelle società “senza scrupoli” che approfittano della paura dei cittadini nei confronti del fisco e fanno ricorso a metodi subdoli, come ad esempio l’utilizzo di  vesti grafiche simili a quelle usate dall’Agenzia delle entrate per intimidire i debitori. Chiunque volesse reperire ulteriori informazioni o chi rimasto vittima di questi comportamenti subdoli volesse denunciare l’accaduto, potrà rivolgersi all’Unione Nazionale Consumatori Calabria, collegandosi al sito www.uniconsum.it. Saverio Cuoco, Presidente Regionale.

 

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Borghi Solidali: soddisfazione per il NO alla centrale a carbone di Saline J. del Cantone dei Grigioni (CH)

(512) di Dominella Trunfio. Un significativo successo – ma purtroppo non ancora sufficiente per archiviare definitivamente il capitolo Centrale a carbone a Saline Joniche – del fronte del No transnazionale, riapre la strada a soluzioni e progetti alternativi fondati su principi ecologici e di risarcimento ambientale.

 

Nel corso del referendum, ricordiamolo, tenutosi nel Cantone dei Grigioni in questi giorni, promosso da numerosi soggetti tra cui l’Associazione Zukunft statt Kohle, Greenpeace Svizzera, WWF Svizzera e WWF Grigioni, i grigionesi hanno – con più di 28 mila voti – sposato la causa del “Si all’energia pulita senza carbone”, risultato che impedisce alle aziende a partecipazione pubblica di investire in centrali a carbone anche al di fuori dei confini nazionali elvetici. Tra queste, anche quella di Saline Joniche sostenuta dalla Repower, azionista di maggioranza di Sei e controllata per il 58% dal Cantone. Spunta, quindi, un grosso punto interrogativo sulla realizzazione della Centrale che fa ben sperare i suoi instancabili oppositori come il Coordinamento Associazioni Area Grecanica, che da tempo, assieme a numerose altre realtà, conduce la battaglia “No carbone” che lega la Svizzera alla Calabria. Sul fronte del No, attiva e lungimirante anche l’Agenzia dei Borghi Solidali convinta promotrice di logiche di sviluppo sostenibile che, operando ormai da anni nell’area, ha sempre contrastato l’idea di costruire una centrale termoelettrica e di recente aveva collaborato con la Provincia di Reggio Calabria alla realizzazione di un Concorso internazionale di idee per la “Riqualificazione del waterfront di Saline Joniche e la realizzazione di un parco naturale antropico”. Un progetto bandiera e con finalità sostenibili al fine di creare uno sviluppo alternativo in un’area in passato fortemente antropizzata e vittima di scempi industriali e di cattiva programmazione. «Con questa vittoria – spiega Santo Marra dei Borghi Solidali – si può concretamente ipotizzare che i progetti del concorso di idee non rimangano nel cassetto ma, vengano utilizzati per un ripensamento globale di quel territorio in chiave di turismo ambientale, dando finalmente il via alla realizzazione di opere che portino innanzitutto alla riparazione dell’area e ad una programmazione sotto il segno dell’economia verde».

 

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Reggio di Calabria: 27 e 28 master “Melanoma cutaneo: dalla diagnosi precoce alle terapie innovative”

(511) A Reggio Calabria il 27 e 28 settembre, si terrà il master sul melanoma cutaneo che si  colloca all’interno di un programma educazionale promosso dall’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI) ed è organizzato dal dr Ignazio Stanganelli, di origini calabresi, direttore della Skin Cancer Unit dell’IRCCS IRST Istituto Tumori Romagna insieme ai colleghi delle principali unità operative della sanità pubblica reggina.

 

Il melanoma è un tumore molto aggressivo che deriva dalla trasformazione maligna dei melanociti (cellule che determinano il colore della pelle). Il melanoma può insorgere su cute apparentemente sana o dalla modificazione di un neo preesistente. Ogni anno nel mondo si registrano circa 100.000 nuovi casi. Nell’area coperta dai Registri Tumori Italiani, sono stati diagnosticati in media ogni anno 14,3 casi di melanoma cutaneo ogni 100.000 uomini e 13,6 ogni 100.000 donne. In Italia Il melanoma cutaneo ha un’elevata incidenza nella popolazione giovane, infatti, è presente nei primi 3 posti nel sottogruppo di età  < 50 anni e oltre il 50% dei casi di melanoma è diagnosticato entro i 59 anni.  Negli ultimi decenni l’incremento d’incidenza del melanoma è stato, nella maggior parte dei Paesi occidentali, superiore a quello riscontrato per altre neoplasie, mentre la mortalità è rimasta pressoché invariata in ragione dell’identificazione di melanomi sempre più sottili (diagnosi precoce) e ciò ha permesso un evidente miglioramento della sopravvivenza. Tuttavia poco si è fatto in Italia, e al Sud in particolare, per promuovere campagne di sensibilizzazione e di conoscenza dei fattori eziopatogenetici noti. D’altronde anche la popolazione mostra una certa resistenza a mutare le proprie abitudini di vita. Infatti, la proporzione di popolazione italiana sottoposta a screening per melanoma è passata, soltanto, dal 15% del quinquennio precedente al 25% dell’ultimo quinquennio, di cui solo il 10% nell’area geografica rappresentata da Sud e Isole. Proprio nella nostra area la mortalità è superiore rispetto all’Italia settentrionale. Gli obiettivi principali del Master sono di fornire lo stato dell’arte sulle più avanzate ricerche scientifiche, diagnostiche e terapeutiche riguardanti il melanoma. 
Il metodo interattivo del corso darà la possibilità di discutere gli argomenti più attuali e controversi direttamente con un panel di docenti d’indiscussa esperienza. La presenza contemporanea di esperti di molte discipline favorirà un approccio multidisciplinare al melanoma nelle sue varie fasi diagnostiche e terapeutiche.

 

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Ente Parco Nazionale d’Aspromonte: Scido (RC), colpito a morte un capriolo. Decisa condanna dell’Ente, delle associazioni venatorie e di chi vive il Parco

(295) di Chiara Parisi. Un capriolo femmina ucciso da bracconieri è stato rinvenuto dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato, comando stazione di Oppido, appartenenti al CTA del Parco dell’Aspromonte, in località “Piani di Iunco” nel comune di Scido, ai confini dell’area protetta.

 

Dopo circa un secolo dalla sua scomparsa, il capriolo italico è ritornato a popolare l’Aspromonte, grazie ad un progetto di reintroduzione avviato dall’Ente Parco nel 2003 e concluso a marzo del 2012, il cui successo si deve anche alla fattiva collaborazione dei cacciatori del territorio. Il capriolo ucciso, identificato grazie alla marca auricolare distintiva dell’animale rilasciato, è uno dei 75 fondatori, provenienti dall’ Appennino tosco-emiliano; oggi siamo alla quarta generazione di nuovi nati che, muovendosi liberi nei boschi appartenuti ai loro antenati, disconoscono limiti amministrativi e di area protetta, divenendo prede del lupo ma non dell’uomo, secondo i principi della natura. Il triste episodio non appartiene ad una società che vuole ritrovare l’identità di un patrimonio perduto e in questo senso la condanna è unanime ed è stata espressa da tutte le associazioni venatorie, dai  due Ambiti Territoriali di Caccia della provincia di Reggio Calabria, ATC RC 1 e 2, da tutto il mondo associazionistico e ambientalistico e da tutti coloro che vivono giornalmente l’Aspromonte. Il Presidente Bombino, il Direttore Tedesco e la Comunità del Parco, rappresentata dal Presidente Zampogna, Sindaco del Comune di Scido, interessato dall’episodio, denunciano la gravità del gesto, attivandosi a tutti i livelli istituzionali, affinchè non si ripetano simili eventi.

 

 

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: sviluppo, Bombino “Dalla Regione oltre 1 mln di euro per rilancio Aspromonte”

(296) di Chiara Parisi. Nella conferenza stampa di ieri pomeriggio tenuta dal Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, dall’Assessore regionale all’Agricoltura, Foreste e Forestazione Michele Trematerra e dal Dirigente Generale del Dipartimento agricoltura, è stata resa nota la graduatoria definitiva relativa al II bando dei Piar, dalla quale si evince che il progetto presentato dal Parco Nazionale d’Aspromonte, beneficerà delle risorse straordinarie messe a disposizione delle aree rurali calabresi.

 

In particolare, al progetto “Montalto”, che richiama il nome della cima più alta del territorio del Parco d’Aspromonte, è stato accordato un finanziamento del valore di 1.042.112.54 euro. “Rilevo, con grande soddisfazione, – ha affermato il presidente del Presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte Giuseppe Bombino – che a breve potremo fare affidamento su un’importante dotazione finanziaria, accordataci dal Piano di Sviluppo Rurale della Calabria. Un sostegno che arriva in un momento molto delicato anche per gli enti pubblici, che cercheremo di sfruttare nel migliore dei modi, con l’intento di rafforzare tutte le attività del parco e soprattutto di tutelare e valorizzare in maniera efficace il patrimonio ambientale delle aree comprese nello stesso parco”.  Il Piar “Montalto”, oltre al Parco Nazionale d’Aspromonte, capofila del progetto, comprende i comuni di Roccaforte del Greco, Antonimina, Ciminà, San Luca, Platì, Condofuri, Careri, Canolo, Delianuova, Bova, Natile Nuovo e Natile Vecchio. “Mi preme sottolineare ancora una volta – ha aggiunto il prof. Bombino – il grande lavoro svolto dal Dipartimento Agricoltura che, per forte volontà dell’assessore Trematerra e, naturalmente, della giunta regionale, anche attraverso i validi strumenti forniti dal PSR, sta portando avanti una politica di promozione e valorizzazione delle aree rurali, troppo spesso relegate ai margini, e delle montagne e dei boschi calabresi che dopo decenni di buio, stanno finalmente ricevendo l’attenzione che meritano”.

 

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Reggio di Calabria: “New Deal”, concluso il progetto “WWW – We Willing Women”

(513) di Angela Aiello. Si è appena concluso il progetto “WWW – We Willing Women”, interamente realizzato dall’Associazione New Deal e guidato dai trainers Silvia Crocitta e Leonid Feigus finanziato all’interno della misura 3.1 del programma di apprendimento permanente dell’Unione Europea Gioventù in Azione.

 

I partecipanti al training (provenienti da Italia, Estonia, Lettonia, Lituania, Ucraina, Spagna, Serbia, Repubblica Ceca, Romania, Polonia ed Azerbaijan) hanno analizzato i problemi relativi al ruolo della donna nella nostra società, confrontandosi sul modo di concepire la figura femminile nei loro paesi, attraverso la metodologia dell’educazione non formale ed attività di ogni tipo. I giovani hanno creato gruppi di lavoro per discutere del ruolo femminile nella famiglia o nel lavoro, nella religione o nella società, prendendo sul serio lo scopo del progetto e dedicandosi interamente agli obiettivi del progetto, mattina e pomeriggio. Grazie alla cooperazione giovanile, è stato possibile fornire un concreto contributo alla realizzazione delle politiche di empowerment delle donne, porre le basi per l’obiettivo ed il riconoscimento significativo di inclusione sociale delle donne, rafforzare il confronto tra giovani per potenziare le opportunità delle donne nel contesto Euro-SEE e quindi promuovere una positiva consapevolezza del problema attraverso lo scambio di esperienze e il dibattito sulle diverse questioni. Il mettersi a confronto attraverso la metodologia dell’educazione non formale è nato dal bisogno di creare una rete giovanile attiva e consapevole per trarre nuove idee e nuovi spunti e si lega perfettamente alla necessità di ricercare una reazione mirata da parte dei giovani: le loro riflessioni sulla donna nel passato, nel presente e nel futuro hanno favorito un quadro più chiaro della tematica e con esso facili soluzioni. Durante la settimana sono state anche organizzate attività ricreative, prima tra tutte la cena interculturale che ha visto presenti tutti i partecipanti al progetto e i membri dell’Associazione New Deal: grazie a questo incontro, i giovani hanno avuto modo di conoscersi meglio, di sapere qualcosa in più sulle tradizioni e le culture dei colleghi e di assaggiare alcuni cibi tipici dei paesi dei partecipanti. Hanno inoltre visitato le nostre strutture universitarie, in particolare quella di giurisprudenza e di scienze economiche. Infine, sono state organizzate due piccole gite, una a Messina ed una Gambarie, dove i ragazzi hanno potuto confrontare l’ambiente di montagna con quello di città e soprattutto ammirare l’incantevole panorama dell’Aspromonte. I ragazzi hanno apprezzato l’esperienza formativa che li ha visti protagonisti e che li ha stimolati, dando il meglio di sé per tutta la settimana con grande coinvolgimento: molti di loro hanno detto di essersi sentiti a casa, di aver trovato una seconda famiglia con cui vorrebbero condividere un’altra esperienza progettuale. Il progetto “WWW – We Willing Women” si aggiunge ai molteplici successi conseguiti dall’Associazione New Deal, sia in merito alle tematiche affrontate sia per le modalità con cui è stato studiato e realizzato.

 

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Calcio, serie B Eurobet, VI^ giornata: Varese-Reggina 1-0

(370) Varese-Reggina: 1-0. Varese (4-4-1-1): Bressan (c); Laverone, Ely, Rea, Lazaar (dal 73° Franco); Fiamozzi, Barberis, Damonte, Cristiano (dal 59° Zecchin); Tremolada (dal 59° Bjelanovic); Pavoletti. In panchina: Bastianoni, Calil, Corti, Lupoli, Forte, Spendhlhofer. All.: Sottili. Reggina (3-4-3): Benassi; Adejo, Lucioni, Ipsa; Da Silva, Rigoni, Dall’Oglio (dal 59° Strasser), Foglio; Fischnaller (dal 73° Sainz Maza), Di Michele (c) (dal 73° Gerardi), Cocco. In panchina: Zandrini, Di Lorenzo, Caballero, De Rose, Falco. All.: Atzori. Arbitro: Fabbri di Ravenna. Assistenti: Vicinanza di Albenga e Soricaro di Barletta. Quarto uomo: Aversano di Treviso. Marcatore: Pavoletti all'83°. Ammoniti: Cocco al 30°, Dall'Oglio al 32°, Tremolada al 35°, Bjelanovic al 60° ed al 62° ed Adejo all'84°. Espulso: Bjelanovic al 62°. Corner: 6-5. Recupero: 1' (p.t.) e 4' (s.t.).

Note. VI^ di campionato = VI^ formazione diversa: Atzori, evidentemente, non ha ancora le idee chiare. Cambia anche il modulo il trainer amaranto, anche qui dimostra ch’è ancora alla ricerca della quadratura del cerchio. Mah! A nostro modesto avviso, l’Atzori di oggi non è lo stesso conosciuto e stimato 3 anni or sono: non ci sono piaciute le esternazioni fuori luogo ed inopportune subito dopo Lanciano; non ci è piaciuta le cervellotiche scelte nell’ “11” iniziale della nefasta trasferta di Trapani; non ci piace, oggi, che Strasser sia nuovamente in panca. Eppure, ehm ehm, sabato scorso sembrava aver rapidamente smaltito i 5 kg accumulati in 10 giorni di ritiro con la sua Nazionale (?!?). Meglio lasciar perdere le stupidaggini che si sono sentite dire e sollecitare gli ingenui a togliere il prosciutto dagli occhi. Cronaca e commento. Primo tempo. Più dinamico il Varese nei primi minuti di gioco. Al 4° il primo tiro dei padroni di casa: Lazaar in diagonale molto largo. All’ “Ossola” di Masnago, gli amaranto (stasera in un’inconsueta maglia azzurra abbinata a pantaloncini e calzettoni neri) tengono botta e mantengono la gara in equilibrio. Al 13° la prima occasione da gol: Tremolada, di sinistro, raccogliendo un pallone alto, calcia bene e forte ma centrale con Benassi a bloccare sicuro. Al 16° l’occasione più grossa capita ancora al Varese: corner da sinistra, palla colpita di testa nella mischia che arriva sul destro di Ely che, a porta vuota, ad un paio di metri dalla linea, manda altissimo anticipando Ipsa. Al 17° ci prova ancora Lazaar con un sinistro potente che termina sul fondo non molto lontano dal palo di sinistra della porta difesa da Benassi. Il Varese sembra spingere sempre più insistentemente. Al 19° si vede, per la prima volta, la Reggina con Di Michele che, ricevuta una sponda di Cocco, spara altissimo sulla traversa (reclamando un corner che Fabbri non concede). Al 26° occasionissima anche per gli amaranto: Fischnaller si decentra verso destra e batte in diagonale con Bressan che, distendensi a destra, smanaccia. Sul pallone arriva Cocco che, a colpo sicuro, manda il pallone a sbattere sullla gamba destra protesa di Rea che riesce, così, a respingere. Un minuto dopo, è ancora la Reggina a rendersi pericolosa con Di Michele. Al 30° altra occasione da gol per gli amaranto: Dall'Oglio serve in verticale Di Michele posizionato sulo vertice destro dell'area piccola, il capitano si gira indirizzando il pallone sul primo palo ma Bressan è attento e devia in corner. Al 40° il Varese chiede un calcio di rigore con Pavoletti: ha ragione il giocatore di casa ad urlare giacché Ipsa tocca vistosamente ed apparentemente in maniera volontaria il pallone con il braccio destro togliendolo dalla portata dello stesso Pavoletti. Durante l'unico minuto di recupero del primo tempo, la Reggina si ripresenta dalle parti di Bressan: un difensore anticipa di un soffio Fischnaller e mette in corner. Nulla ne scaturisce e Fabbri decreta la sospensione delle ostilità. Non dispiace questa Reggina: coriacea e per nulla arrendevole. Secondo tempo. Al 50° la Reggina va vicinissima alla marcatura: cross da sinistra di Di Michele, Lazaard si dimentica di Da Silva che, però, non arriva puntuale all'appuntamento con il pallone da ottima posizione sprecando l'occasione. La partita, nella ripresa, pare essere iniziata a ritmi abbastanza sostenuti con la Reggina che non soffre affatto, anzi acquisisce sempre più padronanza nel possesso palla. Al 53° si rifà vivo il Varese: cross dalla trequarti destra di Laverone, Pavoletti ci prova id testa ma il pallone termina sul fondo. Al 59° triplo cambio: doppio nel Varese e singolo nella Reggina: tra i padroni di casa escono Cristiano e Tremolada ed entrano Zecchin e Bjelanovic e nella Reggina esce Dall'Oglio ed entra Strasser. Bjelanovic crediamo riesca ad entrare nel Guinnes dei primati: al 60° riceve il primo giallo ed al 62° il secondo per due fallacci ingiustificati a metà campo. In sostanza, la sua gara è durata la bellezza di 3 minuti! Reggina, quindi, in superiorità numerica per 28 minuti più recupero. Al 66° azione del Varese: Lucioni (sì, Lucioni), nel tentativo di appoggiare all'indietro, serve Pavoletti che, dal limite, calcia altissimo. Al 67° è la Reggina a rendersi pericolosa: cross da destra di Da Silva e l'ex Ely salva in angolo anticipando Di MIchele già proteso in scivolata alla ricerca del pallone. La Reggina prova a sorprendere l'avversario con azioni manovrate quasi sempre sulla propria fascia destra (incredibile il lavoro di Da Silva). Al 73° ancora un triplo cambio: questa volta (ovviamente) doppio nella Reggina che fa uscire Di Michele e Fischnaller per Gerardi e Sainz Maza e singolo per il Varese che richiama Lazaar per Franco. La Reggina attacca costantemente cercando di sfruttare la superiorità numerica. Qualche azione di rimessa, invece, per il Varese. Al 77° Sainz Maza ci prova da fuori, Bressan devia in corner. Al 78°, sugli sviluppo del corner battuto dallo spagnolo, Lucioni colpisce e Bressan compie un miracolo deviando sulla traversa. All'81° Reggina ancora vicina al gol: Strasser, pescato in verticale, calcia in diagonale con sainz Maza che non arriva al tap-in. All'83° la doccia fredda: calcio di punizione da metà campo battuto da Zecchin in area di rigore. A saltare più di tutti è Pavoletti che, di testa, in diagonale, indirizza sul palo più lontano. Benassi è troppo basso e non ci arriva seppur proteso alla propria destra. Il gol di Pavoletti ricorda il raddoppio di Djuric con il Trapani. La Reggina, adesso, è confusa e confusionaria alla ricerca spasmodica del pareggio. Difficile dire, adesso, quali siano stati gli errori tecnici commessi dagli amaranto (allenatore compreso). Certo è che, in 11 contro 10 per 21 minuti, non solo non si è stati capaci di andare a segno ma, addirittura, si è molto vicini a perdere la seconda gara stagionale sulle sei disputate (una sola vittoria – Juve Stabia – e tre pareggi – Bari, Lanciano e Novara – le restanti quattro). Al 91° (primo dei 4 minuti di recupero concessi da Fabbri) la Reggina l'occasione per pareggiare ce l'ha: Cocco serve Da Silva che, di prima, di sinistro, manda alle stelle da posizione favorevolissima. Questa Reggina ha dei limiti, evidentissimi. Caratteriali, soprattutto. La squadra di Atzori (tecnico a cui contestiamo l'esclusione iniziale di Strasser) continua l'arrembraggio ma le suddette lacune impediscono la riuscita di qualcosa di buono. Fabbri emette il triplice fischio, la partita finisce ed il pubblico di casa è in estasi per una vittoria giunta in inferiorità numerica. La Reggina sciupa una ghiotta occasione e non le resta che leccarsi le ferite. Sabato prossimo, quando al "Granillo" verrà il Carpi eliminato in Coppa Italia, siamo certi si respirerà aria pesante attorno all'allenatore che, come detto all'inizio, ci pare diversamente motivato rispetto a quello della stagione 2010/2011. Sbagliamo? I risultati, solo i risultati sono il giudice inappellabile. Le chiacchiere, i proclami e gli alibi (presunti per lo più) preferiamo lasciarli a chi ha tempo da perdere presumendo che gli altri abbiano l'anello al naso. 6 punti in 6 gare, ne mancano 79 da conquistare in 36 partite con una media da tenere di 2,2 punti a partita nonostante, adesso, si viaggi ad una media da playout o, addirittura, da retrocessione. Ad maiora!

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Taormina (ME): il carteggio La Cava – Sciascia in scena con dè Liguoro e Battaglia al Taobuk

(510) di Dominella Trunfio. Un piccolo e lungimirante mondo antico, un microcosmo fatto di impressioni, valutazioni, confessioni e desideri. Due geni illustri della narrativa con fortune letterarie diverse e due attori in scena che ripercorrono gli anni della loro fitta corrispondenza epistolare.

 

Da un lato, Mario La Cava, scrittore calabrese bistrattato dalle cronache culturali dei nostri giorni, dall’altro Leonardo Sciascia, letterato siciliano che erge il primo a maestro e amico. La quasi quotidiana conversazione fra i due narratori rivive nella suggestiva Terrazza Archivio Storico di Taormina al Taobuk, festival di respiro internazionale ideato dall’imprenditrice Antonella Ferrara. Le preoccupazioni, le difficoltà e spesso l’amara solitudine di La Cava sono affidate all’attore di Scena Nuda Enzo dè Liguoro che con fermo realismo e lucidità afferra l’essenza di alcune delle pagine più rappresentative di “Lettere dal centro del mondo 1951-1988” edito da Rubettino a cura di Milly Curcio e Luigi Tassoni. «Volentieri – dice La Cava/dè Liguoro rivolgendosi a Sciascia – ti avrei avuto per compagno di viaggio: un viaggio straordinario, interessante, istruttivo: ho visto cose che non sapevo e non ho visto cose che credevo di sapere». La risposta epistolare di Sciascia arriva dall’attore poliedrico Giacomo Battaglia, per oltre vent’anni artista stabile con Gigi Miseferi al Bagaglino di Pingitore. «Lascio cadere tante possibilità – scrive Sciascia da Racalmuto nell’agosto ’52 – ma in fondo vivere così mi piace: leggere un libro al giorno e scrivere un articolo ogni mese, e quando posso, una piccola scappata oltre lo Stretto». La calda e intensa presentazione a reading di dè Liguoro e Battaglia coglie alla perfezione le somiglianze tra il più giovane siciliano e il maestro calabrese, di fatto uomini di due generazioni diverse che condividono però confessioni familiari e progetti futuri. Analogie date dall’essenzialità dei mezzi economici, dalla spinta del viaggio faticoso e necessario per gli incontri fuori dalla provincia e dalla pubblicazione dei propri libri in un contesto editoriale appropriato. E se l’attore dè Liguoro sposa a pieno l’entusiasmo e le speranze di La Cava nonostante le pene e i dolori, Battaglia si fa rapire dall’inguaribile ottimista Sciascia, consapevole sì di poter arrivare in alto ma con umiltà ed essenzialità. «Nel carteggio – spiega Antonio Di Grado, direttore della Fondazione Sciascia nell’incontro moderato dal direttore dello Stabile di Catania, Giuseppe Di Pasquale – entrambi i maestri si lamentano dell’isolamento, con la consapevolezza però che la provincia è stata il giacimento dei tesori della letteratura, un osservatorio privilegiato delle sorti del paese, delle miserie degli intellettuali moralisti». «Impossibile non amare La Cava – dice il giornalista e scrittore Matteo Collura, nominato tra le pagine del libro dal maestro calabrese – ammirato per la sua forza di volontà e per il suo stile essenziale e rigoroso. L’amarezza, quella che entrambi appartengono ad un mondo che non esiste più». «La Cava – aggiunge Domenico Calabria, presidente del Caffè letterario La Cava – con la sua scrittura riesce a esaltare valori profondi e universali, sempre attuali. Molti pensano che sia stato dimenticato perché aveva un rapporto difficile con gli editori. Io credo che quel suo modo di fare, di non volersi omologare né allineare alle correnti dell’epoca, abbia reso la sua scrittura unica e fedele ai suoi principi». «Due autori intrisi di memoria», secondo l’autore Mario D’Agostino, «due figure ricchissime secondo il piano culturale, sociale, antropologico e lessicale», secondo il giornalista Salimbeni. Sul finale, di nuovo la parola agli attori dè Liguoro e Battaglia, questa volta per i saluti della Regione Calabria che omaggia i due intellettuali con una poesia dello scrittore Pietro Sgrò. (foto photo Vera Terranova).

 

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Referendum del Canton dei Grigioni: una vittoria contro il carbone che spazza via la centrale di Saline Joniche. Greenpeace, Legambiente, WWF: “Una lezione anche per l’Italia”

(292) Il risultato del referendum di ieri nel Canton dei Grigioni in Svizzera, che ha visto prevalere il “Sì all’energia pulita senza carbone”, indica una scelta chiara e inequivocabile in direzione di una definitiva rinuncia a investimenti sulla fonte fossile più inquinante.

 

Per Legambiente, WWF e Greenpeace, essa deve tradursi come primo atto nell’immediato ritiro del progetto di costruzione di una nuova centrale a carbone a Saline Ioniche, rifiutato nettamente da istituzioni e cittadini calabresi e, contrariamente a quanto affermato dai suoi sostenitori, ben lontano dall’essere autorizzato. In questo contesto è inaccettabile, infatti, che la società Repower – partecipata al 58% dal Canton dei Grigioni e capofila del progetto di Saline Ioniche – nel tentativo di assorbire la bruciante sconfitta referendaria  da una parte affermi di “prendere atto dell’esito della votazione” e dall’altra di non avere intenzione di cambiare  la propria “strategia energetica” alla luce del risultato. “Non è più tempo d’ambiguità – dichiara Nuccio Barillà, membro della segreteria di Legambiente e protagonista della battaglia contro la centrale di Saline – Repower prenda atto della volontà popolare ritirando il progetto o riconvertendo l’investimento mediante il coinvolgendo degli altri partner e con il consenso indispensabile di istituzioni e popolazioni, puntando a Saline come in Svizzera sulle rinnovabili e sull’efficienza energetica. Sarebbe davvero irresponsabile – prosegue Barillà – insistere ulteriormente nel tentativo di forzare la mano, come è stato fatto finora, per la fase autorizzativa, attraverso numerose violazioni di leggi rilevate dalla stessa Corte dei Conti che saranno prossimamente valutate grazie anche a numerosi ricorsi al Tar del Lazio, tra cui quello della Regione Calabria e quello delle associazioni ambientaliste”. A parere di Legambiente, WWF e Greenpeace, dal piccolo cantone svizzero insieme a una testimonianza di civiltà e a una benefica ventata di energia pulita è venuta una lezione anche al governo italiano per lasciarsi alle spalle il retaggio del carbone, vecchio e inquinante, e sostenere  con convinzione la rivoluzione energetica delle rinnovabili e dell’efficienza. Su questo terreno l’impegno delle tre associazioni ambientaliste continuerà con determinazione, rafforzato da un successo popolare straordinario grazie al lavoro di tutti coloro che in Italia come in Svizzera l’hanno reso possibile. Ufficio Stampa Legambiente.

 

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Orchidea 2013 – “Lattine per crescere”: UNICEF scende in piazza in tutta Italia il 5 e 6 ottobre

(293) di Roberta Catizzone*. Nuova declinazione quest’anno per la famosa campagna Orchidea di UNICEF: “Lattine per crescere” è il lo slogan 2013 per questo evento che, come ogni anno, si svolgerà in più 1.000 piazze italiane nel fine settimana del 5 e 6 ottobre p.v..

 

L’iniziativa vedrà come sempre la partecipazione di migliaia di volontari in Italia e consisterà nella ‘cessione’ di una lattina di semi di albero di orchidea – con una splendida sorpresa – a fronte di un contributo minimo di 10 euro. Il seme si trasforma in pianta, così come la solidarietà in aiuto concreto per continuare a sostenere il sorriso di chi crede in noi, nella certezza che insieme potremo fare la differenza. Saremo quindi ancora in piazza, anche noi del Comitato UNICEF di Reggio Calabria e provincia, forti della passione di sempre, nel chiedere a tutti di far crescere la vita con l’UNICEF: i fondi raccolti verranno anche quest’anno destinati ai nostri programmi di lotta alla mortalità infantile. Le piazze in cui il 5 e il 6 ottobre si terrà la raccolta a Reggio saranno due, una in centro città e la seconda in periferia e saranno comunicate ufficialmente qualche giorno prima dell’evento. La missione di UNICEF – in Italia come nel mondo – consiste nel mobilitare risorse, consenso e impegno al fine di tutelare i diritti dell’infanzia e contribuire al soddisfacimento dei bisogni di base e delle opportunità di vita di ogni bambino, ragazzo e adolescente. IN PIAZZA ABBIAMO BISOGNO DI TE. Non mancare! *Comitato Provinciale UNICEF Reggio Calabria, Ufficio Stampa, e-mail: rcatizzone@gmail.com.

 

 

 

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Ente Parco Nazionale d’Aspromonte: migrazione sui cieli del Parco, oltre 35.000 passaggi. Bombino scrive al Capo della Polizia maltese per collaborazione internazionale

(294) di Chiara Parisi. Sono oltre 35.000 i migratori, tra rapaci e cicogne, che fino ad oggi hanno attraversato i cieli del Parco per raggiungere i luoghi di svernamento africani. L’osservazione delle migrazioni, ancora non conclusa, conferma l’importanza dell’Aspromonte per lo studio del fenomeno in Italia.

 

Il Presidente Bombino, per rafforzare gli studi fin qui condotti, scrive al capo della Polizia maltese auspicando una cooperazione internazionale per la protezione dei migratori, trovandosi Malta lungo la direttrice principale di migrazione verso l’Africa. Il Parco d’Aspromonte, dati gli eccezionali numeri rilevati dal monitoraggio, potrà e dovrà porsi come promotore della cooperazione per la protezione e, a tal fine, sarà cura dell’Ente organizzare un convegno nei prossimi mesi per rendere noti i risultati degli studi e promuovere un piano di salvaguardia dell’avifauna migratoria.

 

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