KC Reghion 2007 ed “Arte per la vita” siglano l’impegno a favore dei progetti umanitari delle suore di S. Maria Centurione Bracelli, in aiuto dei bambini africani
Quadri d’autore da donare in beneficenza. Questo, il cuore del progetto che l’Associazione “Arte per la vita” propone, in collaborazione col Kiwanis Club “Reghion 2007”, per sostenere l’impegno di Suor Agnese delle Suore di Santa Virginia Centurione Bracelli in Roma, a favore dei bambini africani. I quadri sono stati esposti, il 16 dicembre scorso, nel contesto del recital che il Teatro dei Semplici ha organizzato a Villa Zerbi in Reggio Calabria, e preludono ad una seconda mostra che si terrà a Roma nell’ultima decade di gennaio 2012. In occasione dell’evento tenutosi a Villa Zerbi, il Presidente del “Reghion2007”, Vincenzo Malacrinò (nella foto Pizzi), ha spiegato il senso dell’impegno del Club service per tale iniziativa umanitaria. “Tutto nasce – ha asserito Malacrinò – dall’attenzione che l’associazione “Arte per la vita” ha mostrato verso il Kiwanis e, nello specifico, dalla forte sensibilità di due donne straordinarie che hanno sposato i principi kiwaniani in modo concreto”. Si tratta di Minella Bellantonio e Marilena Licandro, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’Associazione “Arte per la vita” che, da una semplice idea, hanno costruito una concreta realtà di aiuto umanitario partendo dall’arte, ossia dalla parte più intima dell’espressione umana.
Malacrinò, nel salutare i presenti e nel ringraziare la delegata ai grandi eventi del Comune di Reggio, Monica Falcomatà, l’associazione “Arte per la vita” e tutti coloro che hanno contribuito per la buona riuscita della serata, ha ricordato l’importanza del progetto precisando che Kiwanis ed “Arte per la vita” hanno trovato un solido punto di incontro basato sui principi dell’amicizia e del sostegno alla vita. “La vita è arte – ha detto il presidente del Kiwanis “Reghion 2007” – e non c’è arte senza vita poiché quest’ultima rappresenta la vera grande opera capace di arricchire il mondo con i colori dei sentimenti”. Nella sala, le opere offerte da Gianni Aiossa, Minella Bellantonio, Nino Calarco, Francesca Fedele, Emily Pietropaolo, Vincenza Iriti, Marilena Licandro, Gabriele Nicolò, Marilia Pietropaolo, Mariarosa Tredici e Carlo Volpicella hanno regalato ai presenti il calore di un’arte che vive per la vita rendendo, così, la serata sponsorizzata anche dalla ditta “Hidroruggeri” di Francesco Ruggeri, ricca di emozione. “L’intento, ha detto Vincenzo Malacrinò, è quello di donare agli altri una piccola parte di noi stessi ed in questo caso, attraverso l’Associazione “Arte per la Vita”, costruire un “ponte” capace di raccogliere energie ed esperienze al fine di sostenere progetti a favore dei bambini. È necessario vivere ogni giorno la regola d’oro del Kiwanis, ha proseguito Malacrinò, che consiste nel fare agli altri ciò che noi vogliamo gli altri facessero a noi. Una regola del Kiwanis ma, ancora prima, una regola del Vangelo.” Alla manifestazione ha presenziato anche il Luogotenente Governatore della Divisione Calabria 2 del Kiwanis, Francesca Pizzi, la quale dopo aver salutato e ringraziato i presenti ha posto l’accento sulla necessità di far uscire dal cuore il bambino che vive nell’uomo. Un concetto, ha detto, che diventa sempre nuovo nella misura in cui lo si scopre nella vita di ogni giorno. La Pizzi ha inoltre elogiato il Kiwanis “Reghion 2007” per aver sposato questa importante iniziativa così come tutti gli altri club per le attività che stanno portando avanti nella città. “Sono questi momenti, ha detto, che rendono la vita più bella, ricca e viva. Sono questi momenti che inducono l’uomo a cercare la vera libertà, quella che nasce con la stessa dignità umana e che a volte è ristretta dall’egoismo e dall’incapacità di amare se stessi”. Minella Bellantonio, Presidente dell’Associazione “Arte per la vita”, ha affermato di aver risposto con grande piacere all’invito del presidente Malacrinò, “perché siamo certi di fare, insieme, un percorso umano e sociale tale da poter dare un valido contributo alla vita”. Dello stesso avviso è Marilena Licandro, vicepresidente della stessa associazione e persona impegnata nel sociale ormai da tanti anni. “Ritengo che con il Kiwanis porteremo avanti altri progetti – ha dichiarato la Licandro – con l’intento di far sorridere molti bambini che hanno bisogno di poco per gustare la serenità al pari di altri. Noi dobbiamo invertire il mondo pur essendo solo delle piccole gocce”. I quadri partiranno alla volta di Roma per un’altra mostra che si terrà dal 20 al 30 gennaio. “Ora è il momento di intensificare il progetto, ha chiosato Malacrinò, e per questo chiedo a tutti gli artisti reggini di unirsi al nostro intento perché più opere saranno donate, più service si potranno realizzare”.


Sulla scia e visto il successo dell’esordio la neo compagnia alternativa, costituita dall’Associazione I Fiori nel deserto e dagli ospiti di Villa Arcobaleno, ha deciso di proporre, per natale, una serata speciale denominata Alternativamente solidale. La serata progettata e coordinata da R.Spinelli (scrittrice e addetto stampa Comune Vibo Valentia) e da Caterina Macrì(consigliere comunale di maggiorana), promossa dal Comune di Vibo Valentia, Assessorato Politiche Giovanili, diretto dall’assessore al ramo Nicola Manfrida, si è avvalsa, anche in questa occasione, dello chef di fama nazionale Enzo Cardamone, dell’orafo vibonese Michele Lo Bianco e dei gestori del locale “Vicolo Cieco” che domenica 18dicembre hanno contribuito al successo della serata alternativamente solidale. Un momento di incontro e integrazione che, ancora una volta e proseguendo la mission del progetto, ha inteso valorizzare le diverse abilità dei protagonisti che, in questa occasione, si sono trasformati in esperti chef e splendide modelle. Ad aprire la serata un momento di condivisione e la realizzazione dell’albero di natale alternativamente solidale, che ha visto partecipare tutti i presenti fino all’accensione delle luci e l’inserimento della stella di natale con il logo del progetto, che l’orafo Michele Lo Bianco ha realizzato solo per l’albero speciale. 
Finale col botto per la quarta edizione del Calabria film festival: parterre de roi per la cerimonia di premiazione, e poi tutti a ballare con un dj d’eccezione come Asia Argento (nella foto). Per una notte Vibo Valentia si è trasformata nella capitale del cinema. Le stelle del festival tutte insieme, nella stessa sala – l’auditorium della scuola di Polizia – con un pubblico entusiasta per avere assistito ad una sfilata che raramente si vede in Calabria. Un red carpet che ha proiettato la regione nel firmamento del cinema nazionale. La serata finale si è aperta con la premiazione dei protagonisti del festival. Sul palco, a presentare la serata, Lucrezia Lante della Rovere (nella foto), la quale ha chiamato gli ospiti a ricevere i premi con i quali il Calabria film festival ha voluto omaggiare il mondo del cinema. I riconoscimenti sono andati a Claudia Cardinale (premio alla carriera, consegnatole il primo giorno), Federico Zampaglione (premio “cinema e musica”, consegnatogli giovedì sera), Felice D’Agostino e Arturo Lavorato (premio “panorami doc”). 
Inaugurata questo pomeriggio a Palazzo Gagliardi (Vibo Valentia) la mostra “Il Western italiano, Sergio Leone, Clint Eastwood, e gli Spaghetti Western”. Il taglio del nastro è stato effettuato da Claudia Cardinale, madrina dell’evento nonché assoluta protagonista in Italia e nel mondo del genere, Gianluca Curti, presidente della Fondazione “Calabria Film Commission”, Alessandro Russo, direttore della 4° edizione del “Calabria Film Festival. Presenti all’evento inoltre, il sindaco di Vibo Valentia, Nicola D’Agostino, l’assessore al Turismo, Spettacolo e Grandi Eventi del Comune di Vibo Valentia, Pasquale La Gamba, nonché il consigliere regionale Alfonsino Grillo e Giuseppe Agliano, in rappresentanza della Regione Calabria. La mostra è stata ideata e curata da Michele Pingitore ed è stata progettata e sarà realizzata in stretta collaborazione con l’Archivio Storico del Cinema Italiano (Roma), che ha fornito tutti i materiali da esporre. 
Un viaggio nel cinema e nel Sud. Il cinema riesce ad aprire mondi quando si è di fronte a grandi opere, come accade in “Lamerica” di Gianni Amelio. Un film epico. Per Mimmo Calopresti (regista di origini calabresi che ha presentato al festival il suo “L’abbuffata”) – nella foto – intervenendo all’incontro che si è tenuto nell’ultimo giorno della IV edizione del festival Cinematografico che si è svolto a Vibo Valentia. Nell’auditorium della scuola di polizia con la presenza degli allievi del liceo scientifico “Giuseppe Berto” di Vibo. Molti gli argomenti affrontati suscitati dalla visione del film girato oltre 20 anni fa all’indomani della caduta del muro di Berlino e del regime comunista di Enver Oxa, sul valore e la funzione del cinema, ma anche su cosa significa fare cinema per un calabrese e un meridionale. Molteplici le tematiche emerse, sia di carattere cinematografico che storiche e culturali. Alla discussione poi si è aggiunto in corso d’opera anche Enrico Loverso (nella foto). Particolare sensibilità hanno dimostrato i ragazzi dello scientifico di fronte alle suggestioni del film di Gianni Amelio “Lamerica”. Un’occasione importante per parlare della condizione del sud, del fenomeno migratorio e delle scelte esistenziali che dovranno fare.
Un’occasione per gli imprenditori di entrare a far parte del mondo del cinema, investendo nella produzione di un film, promuovendo la propria azienda e spalancando le porte ad una ricaduta per sé e per il proprio territorio che comporta benefici sia sul piano economico che dell’immagine. Si tratta del tax credit, o credito d’imposta, che è una normativa con la quale si dà la possibilità a singole aziende di entrare a far parte della produzione di un film investendo un capitale a scelta, ed ottenendo un finanziamento pari al 40% col quale si coprono le spese di Iva, Irpef, Irap, previdenza e assicurazione. I dettagli sono stati illustrati nel corso del secondo e ultimo convegno organizzato all’interno del Calabria film festival al quale hanno preso parte gli assessori regionali Mario Caligiuri (Cultura) e Antonio Caridi (Attività produttive), il presidente della Fondazione Calabria film commission, Gianluca Curti, l’assessore comunale allo Spettacolo, Pasquale La Gamba, i componenti dell’Anica Rossella Mercurio e Ludovica Baldan. Hanno partecipato all’incontro, portando la propria testimonianza, anche il produttore romano Cristiano Bortone, il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Cosenza, Maurizio Napolitano, e l’imprenditore calabrese Giampaolo Rizzo.
Prima l’incontro con una delle regine dello spettacolo italiano, poi il confronto tra un’attrice e una regista italiane. La terza giornata del Calabria film festival ha offerto al pubblico calabrese giunto a Vibo Valentia la possibilità di un dibattito aperto con Paola Barale prima, e con Valentina Cervi e Marina Spada dopo. Ad allietare la serata di palazzo Gagliardi la presenza incantevole di Stefania Bivone, la miss Italia orgoglio della regione. Paola Barale, reduce dal film tutto in salsa calabrese “Vorrei vederti ballare” ancora non uscito in sala e ambientato a Cosenza, è la protagonista del videoclip “Battle on ice” della band cosentina dei Miss Fraulein. Proprio sul video si è incentrata la parte iniziale del dibattito, moderato dal direttore artistico Alessandro Russo. «La Calabria mi ha sempre sostenuto – ha esordito la Barale – ed ho avuto modo di conoscerla bene in occasione del film che ho girato a Cosenza. Un film in cui questa regione viene rappresentata senza criminalità». Dopodiché ha raccontato i dettagli del video, la costruzione, l’entusiasmo col quale ha accettato la sfida: «I Miss Fraulein sono una band da considerare in un panorama ricco ma che purtroppo ha poca visibilità. 
Un genere che ha conosciuto un forte declino, ma che, «come il resto dell’arte, non muore mai». È stato l’horror il filo conduttore dell’incontro tra il nutrito pubblico che alla spicciolata è accorso in sala numeroso e il cantante-regista Federico Zampaglione. Era lui l’ospite più atteso, ieri giovedì 15 dicembre, della seconda giornata del Calabria film festival, conclusasi a tarda serata dopo il dibattito con l’autore – moderato dal direttore artistico Alessandro Russo e dal presidente della Fondazione Calabria film commission Gianluca Curti – al quale è seguita una sua esibizione con chitarra e microfono che ha entusiasmato i presenti con brani tratti dal suo nuovo album, pezzi storici dei Tiromancino ed anche un omaggio al grande maestro del blues Robert Johnson. Al termine, la proiezione del suo “Shadow”, «un horror che ha anche un risvolto drammatico», e racconta una storia di soldati in una guerra che li cambierà. Il dibattito si è incentrato proprio sul genere, grande passione di Zampaglione da sempre. «Con questo film ho voluto dare un piccolo contributo per far riparlare dell’horror». 
Il red carpet del “Calabria Film Festival” si arricchisce di un’altra stella del cinema: Valentina Cervi. L’attrice italiana, appena reduce dal set americano della serie tv “True Blood” giunta alla sua 5° edizione, presenzierà questo pomeriggio alle ore 19.00 in un incontro con la stampa organizzato a Palazzo Gagliardi (Vibo Valentia). Valentina Cervi debutta in televisione nel 1986 nella pellicola “Portami la Luna”mentre, quello sul grande schermo, avviene dodici mesi più tardi nella commedia di Francesca Archibugi, “Mignon è partita”. Nel 1996, la cineasta neozelandese Jane Campion la “dipinge” nel suo raffinato “Ritratto di signora”. L'anno seguente è protagonista del biografico “Artemisia – Passione estrema” di Agnès Merlet. Successivamente, Valentina Acerbi incarna la giovane bolognese innamorata dell'amore ne “La via degli angeli”.
Dopo Valentina Cervi, c’è una new entry alla quarta edizione del “Calabria Film Festival”, che si sta a svolgendo a Vibo Valentia: Pierfrancesco Favino. L’attore romano infatti, arriverà domani, sabato 17 dicembre, per l’ultima giornata dell’importante kermesse cinematografica. L'esordio cinematografico di Favino avviene nel 1995, quando Lino Capolicchio lo inserisce nel film “Pugili”, con Antonella Attili. Da quel momento in poi comincerà a recitare per diversi registi, molti dei quali anche alla loro opera prima. Per Stefano Reali interpreta “In barca a vela contromano” (1997), passa poi al cinema d'autore di Marco Bellocchio con “Il principe di Homburg” (1997). Recita perfino in un film tv americano “Bonanno: A Godfather's Story” (1999) di Michel Poulette, accanto a Martin Landau. Ricky Tognazzi lo sceglie per “I giudici – Vittime eccellenti” (1999), poi passa alla fiction, quella religiosa, entrando nel cast di “Padre Pio” (2000) di Carlo Carlei, che vede Sergio Castellitto nei panni del frate con le stigmate. Dopo essere entrato nel cast de “La carbonara” (2000) di Luigi Magni, sceglie “L'ultimo bacio” (2000) di Gabriele Muccino. 
Rispetto delle regole, cultura, lavoro, formazione del senso critico. Sono questi i cardini sui quali si è incentrato il dibattito al polo culturale Santa Chiara di Vibo Valentia, scaturito all’interno del convegno “Cinema e legalità” organizzato dalla Fondazione Calabria film commission quale perno del Calabria film festival. L’importanza dei quattro concetti è stata riassunta dal presidente della Fondazione, Gianluca Curti, che ha presieduto l’incontro affiancato dal procuratore generale di Roma, e già sindaco di Vibo Valentia, Elio Costa, dall’attuale primo cittadino Nicola D’Agostino e dal direttore artistico della manifestazione Alessandro Russo. Il presidente Curti ha portato i saluti degli illustri relatori che non hanno potuto partecipare direttamente per sopraggiunti impegni istituzionali: dal magistrato Ferdinando Imposimato, «un eroe che per combattere le brigate rosse ha subito anche la perdita del fratello per mano dei terroristi», alla direttrice del carcere di Reggio Calabria Maria Carmela Longo, con la quale la Fondazione ha improntato un percorso di collaborazione all’insegna della cultura e della legalità, per finire con il prefetto di Vibo Valentia, Luisa Latella, impossibilitata a partecipare per un imprevisto dell’ultimo minuto.
Un viaggio in orizzontale e in verticale, tra generazioni, culture e geografie. “Ed è così. Circa. Più o meno” l’opera presentata dal regista Tonino De Bernardi, questo pomeriggio durante quindi l terzo giorno della IV edizione del festival cinematografico della Calabria presso l’auditorium della Scuola di Polizia. De Bernardi, sia prima che dopo, ha voluto raccontarsi e raccontare il suo lavoro, sottolineare la sua poetica informale e sperimrntale, così come il suo modo di essere. Il suo lavoro rispecchia in profondità il suo sentimento rivelando un mondo che è destinato a scomparire, quello contadino, presente nella sua autenticità, ma destinato a morire, perché i personaggi che ancora lo incarnano, come dei sopravvissuti, sono anziani. L’innesto con il mondo dell’infanzia sembra presagire ad una speranza, negli sguardi vivi e meravigliati dei bambini a contatto con la natura. L’indefinitezza del titolo sembra rievocare l’uomo in crisi di Luigi Pirandello, nel dramma “Così è se vi pare”. Al contrario però De Bernardi non indossa nessuna maschera.
La femminilità italiana a portata di mano. Al Calabria film festival domani, venerdì 16 dicembre, è attesa Donatella Finocchiaro (nella foto), artista di primo piano nel panorama del cinema nazionale e internazionale. Reduce dal viaggio a Los Angeles, dove ha ultimato i dettagli in vista della cerimonia degli Oscar alla quale parteciperà con il film “Terraferma” di Emanuele Crialese, la Finocchiaro è una delle ospiti più attese della quarta edizione del festival. All’apice del successo, con una serie di interpretazioni che l’hanno fatta scoprire al grande pubblico – tra le quali si ricordano “Galantuomini” (2008) di Edoardo Winspeare, “Baarìa” (2009) di Giuseppe Tornatore, “Prove per una tragedia siciliana” (2009) di John Turturro, “Manuale d’amore 3” (2011), di Giovanni Veronesi con Robert De Niro – sarà a Vibo Valentia a disposizione dei calabresi e del festival. L’appuntamento con la stampa e il pubblico che vorrà incontrare Donatella Finocchiaro e discutere, curiosare e confrontarsi con lei, è fissato sempre per domani alle ore 19 nella sala 2.
“In attesa dell’avvento”, cortometraggio vincitore della sezione “Orizzonti” alla biennale di Venezia 2011, è stato proiettato nel pomeriggio all’auditorium della scuola di Polizia nell’ambito della IV edizione del “Calabria Film Festival”. Subito dopo la visione dell’ opera si è tenuto l’ incontro con uno dei registi, Felice D’Agostino, il quale ha annunciato che si tratta di un lavoro preparatorio ad un prossimo lungometraggio sul brigantaggio con una coproduzione italo-francese. “In attesa dell’avvento” focalizza la realtà storica della regione, con una rilettura critica dei 150 anni della storia unitaria, mettendo in primo piano la “questione meridionale” e le condizioni di una parte della Calabria, come specchio di tutta la duplicità storica sull’Unità d’Italia, raccontata con enfasi retorica. Una storia negata o ancora da raccontare in 150 anni, dall’Unità d’Italia ad oggi, con tanta traboccante retorica e profonde ferite nell’anima. Un’identità da ricostruire o da ritrovare è quella che viene fuori dal cortometraggio. 

Il cinema compie miracoli, come nel caso di Gabriele Spinelli. L’attore è stato il primo protagonista della IV edizione del Festival cinematografico della Calabria che si è aperta questa mattina nell’auditorium della Scuola di Polizia di Vibo Valentia. A introdurre la il festival il direttore artistico Alessandro Russo, alla presenza degli allievi dell’Istituto tecnico commerciale di Vibo Valentia (le IV classi), il quale ha illustrato il programma della rassegna cinematografica e il significato artistico, sociale e culturale dell’evento, che per la prima volta sbarca in quella che un tempo fu l’antica Ipponion. Rivolgendosi agli allievi, il direttore artistico ha voluto sottolineare il legame che gli organizzatori del festival hanno inteso stringere con il mondo della scuola e dei giovani, in quanto rappresentate “il nostro presente, ma soprattutto il nostro futuro”. Un’occasione importante, ha ribadito Russo, “per avvicinarsi a questo mondo e viverlo da vicino, non solo come spettacolo ma anche come espressione artistico-culturale”. Inoltre Russo si è soffermato sul valore della pellicola, “una storia molto umana ma anche ironica, che mette in scena temi e motivi che hanno suscitato un intenso dibattito tra i critici” dopo che il film è stato presentato all’ultima mostra del cinema di Venezia ed è stato insignito del premio Mimmo Rotella (il noto artista originario di Catanzaro scomparso di recente).
Il western italiano, o più notoriamente chiamato lo “Spaghetti Western”, è stato un genere cinematografico che si è imposto, anche a livello mondiale, per circa dieci anni: dal 1964, anno d’uscita del film “Per un pugno di dollari”, fino a circa metà degli anni ‘70, ha sfornato a livello produttivo circa 800 films, la maggior parte dei quali risulta ancora sconosciuta in quanto all’ epoca spesso non approdavano neanche nelle sale. Era un genere molto popolare che spesso riempiva le sale cinematografiche, ma completamente ignorato e snobbato dalla critica italiana per decenni. Soltanto negli ultimi anni fans e studiosi hanno riscoperto il genere che ha avuto un ampio rilancio, prima attraverso la valorizzazione di molti film pubblicati in DVD, spesso da editori giapponesi o americani (e grazie anche alla rete web), poi tramite un giusto contributo critico da parte di molti studiosi, ma anche di rinomati Festival come la retrospettiva completa promossa nel 2007 alla Mostra del Cinema di Venezia, lasciandosi così scoprire nelle sue variegate ramificazioni e facendo maggiormente emergere registi, interpreti e sceneggiatori.