Reggio di Calabria: Federcaccia “No Parco a Podargoni”

(221) Il Comune di Reggio Calabria, in un atto di democrazia condivisa ha inteso sentire le Associazioni all’audizione per la re definizione dei confini dell’Ente Parco,

 

nello specifico, per discutere sull’inserimento di Podargoni dentro i confini dell’aree protette. Federcaccia ha ribadito il proprio disappunto davanti alla prima Commissione Consiliare in quanto l’istanza giunge inaspettata per vari motivi. Da alcuni mesi, molte amministrazioni comunali facenti parte della comunità del Parco, hanno promosso incontri anche con la presenza del Presidente Bombino, per rivedere i confini dei loro territori di scarsa valenza naturalistica e non conformi a quanto previsto dalla legge 394 del 06 dicembre 1991. Come se non bastassero, ai 77.000 ettari di territorio al mega Parco Nazionale dell’Aspromonte, si vorrebbero inserire ulteriori territori che ingesserebbero tutte le attività compresa quella venatoria e micologica. L’area del piccolo centro pre aspromontano è di rilevante valenza venatoria e in quest’area, con grande sforzo è stata avviata in questi anni la gestione della caccia al cinghiale con ben quattro squadre che riescono a contenere l’imponete espansione di questo selvatico che arreca danni agli agricoltori locali evidenziati da continue istanze di richiesta di risarcimento. Inoltre, sono numerosi i cacciatori che esercitano la caccia alla selvaggina migratoria proprio in questo territorio, essendo uno dei pochi del comune fuori Parco. Federcaccia in questa audizione ha fatto presente che la richiesta dell’Ente Parco è discordante con la legge, in quanto il territorio agro-silvo pastorale inibito alla caccia, accertato negli scorsi anni al 32,04%, supera del 6,04 % il limite massimo consentito, statuito dalla Legge Regionale 9/96 al 26% massimo. Il Presidente della Federazione della Caccia, Iero ed il Presidente del gruppo micologico Porcino, ringraziando, hanno preso atto con viva soddisfazione delle dichiarazione di intenti dei Consiglieri presenti sia di maggioranza che di opposizione ed esattamente Martino, Mileto, Pizzimenti, Maiolino, Imbalzano e Nocera. Il Consigliere Nocera, che presiedeva la Commissione, ha dichiarato di volere proseguire i lavori con la presenza del Presidente dell’Ente Parco Prof. Bombino. * Ufficio Stampa FIDC.

 

 

 

 

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Parco Nazionale dell’Aspromonte: Dieni (M5S) “Non mi lascio intimidire: sul’Ente siamo solo all’inizio”

(219) “E' per certi versi commovente constatare come ben 14 primi cittadini, oltre al sindaco – revisore dei conti – membro del consiglio direttivo del Parco d'Aspromonte Francesco Malara, si attivino in difesa di quest'ultimo”.

 

Con queste parole la deputata del Movimento 5 Stelle di Reggio Calabria Federica Dieni commenta i comunicati pubblicati sulla stampa locale in risposta dell'interrogazione presentata dala stessa al Ministro dell'Ambiente per bloccare il decreto di nomina del Malara, vista la pluralità d'incarichi da lui ricoperti. “Sono certa che tutti questi primi cittadini si muovono in modo totalmente disinteressato e di loro spontanea volontà. Viene tuttavia da domandarsi il motivo di tutta questa stizza per una semplice interrogazione. Non so, forse a qualcuno da fastidio che si parli di tripli incarichi o che si ficchi il naso in un Parco che – forse sarà sfuggito agli esimi amministratori – è nazionale e finanziato anche dallo Stato. Mi spiace deluderli: questo tipo di messaggi in cui si sostiene che “ da parte dei rappresentanti del Parlamento Italiano occorrerebbe più prudenza” non mi “convincono” ad arretrare di un passo”. Continua la parlamentare: “agli esimi amministratori, alcuni dei quali sono evidentemente piccati anche per comparire in altri atti della sottoscritta, preciserò meglio il contenuto dell'interrogazione in questione, visto che a quanto pare non l'hanno affatto letta. Mi rifaccio ad articoli mai smentiti comparsi sulla stampa, con citazioni virgolettate, in cui si parla di “pressioni” sui sindaci da parte dell'ineffabile Seby Romeo, per fare eleggere anche nel Consiglio direttivo dell'Ente Parco l'onnipresente Francesco Malara, il quale, grazie ad una legge proposta e calendarizzata su impulso dello Stesso Romeo, è potuto divenire sindaco di Santo Stefano d'Aspromonte mantenendo l'incarico di revisore dei conti. I sindaci che mi accusano di imprecisioni dovrebbero quindi andare alla fonte, visto che nell'interrogazione ogni frase è citata pedissequamente e il sindacato ispettivo della Camera dei Deputati non accetta nessun atto con contenuti diffamatori. Se tuttavia hanno un'idea diversa possono tranquillamente agire nelle sedi che riterrano opportune senza far finta che mi stiano graziosamente risparmiando. Questo è il metodo del Movimento 5 Stelle. Il resto sono chiacchiere senza neppure un riferimento concreto”. “Quanto al sindaco – revisore dei conti – membro del consiglio direttivo del Parco d'Aspromonte Francesco Malara che mi consiglia, in un comunicato permeato da una vuota ironia ed inefficaci giri di parole, di perdere meno tempo a prendermela con lui e di lavorare di più per il territorio, vorrei rassicurarlo sul fatto che il suo è certamente un caso di interesse territoriale, in quanto, come ricordo nell'interrogazione “l'istituto di incompatibilità tra cariche, fatto che consegue a giudizio dell'interrogante ad un approccio clientelare, spartitorio, e proprietario nella gestione della cosa pubblica, è senza dubbio molto spesso anticamera di fenomeni legati allo scambio di favori e alla corruzione. Egli assicura che per il bene della Nazione non si farà eleggere più a nulla se porterò a casa qualcosa a favore dei nostri territori. Gli ricordo che è stata approvata una settimana fa una mozione (il massimo atto di indirizzo) che impegna il Governo a rafforzare il sistema dei trasporti in Calabria, tra cui l'aeroporto di Reggio, il sistema ferroviario, la A 3 e la SS 106. Alla redazione ho partecipato in prima persona ed è facile constatare che porta anche la mia firma. Attendo, conseguentemente alla sua promessa, le sue dimissioni almeno da revisore dei conti del consiglio regionale”. “Ovviamente” conclude la deputata pentastellata “non mi aspetto che Francesco Malara tenga fede alla parola data. Non si preoccupi, comunque. A me lui interessa pochissimo, ma sul Parco d'Aspromonte siamo solo all'inizio”. * Ufficio Stampa.

 

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Cosenza: Coldiretti “Dalle mense dell’Unical ci aspettiamo una sana attenzione ai prodotti a kilometro zero”. Dalla culla della formazione in Calabria può venire un forte e autorevole segnale

(218) “Dopo l’inaugurazione di una nuova mensa all’Università della Calabria, che porta i posti disponibili a 1530, con ben unmilione di pasti forniti nell’arco dell’anno,

 

ci aspettiamo che l’Università ed i gestori delle mense privilegino prodotti stagionali  del territorio e a kilometro zero”. Sono numeri importanti e Pietro Molinaro presidente della Coldiretti Calabria si rivolge direttamente al Magnifico Rettore, il prof. Gino Crisci affinchè agli studenti, professori e dipendenti, preferibilmente  possano essere forniti nelle mense prodotti stagionali del territorio. Questo “dalla culla del sapere” calabrese che forma la classe dirigente  – prosegue – sarebbe di notevole aiuto all’economia calabrese e all’occupazione dei giovani, anche di quelli che si formano nella stessa Università, poiché l’agroalimentare calabrese, necessita sempre di più di figure professionali specifiche con alti livelli di formazione come ha convalidato l’Expo di Milano.  Se questo venisse fatto costituirebbe  altresì, un esempio positivo da imitare e in linea anche con la ricerca scientifica, significa accorciare le distanze e aiutare l’ambiente a diminuire l’emissione di gas a effetto serra, oltre naturalmente a promuovere il patrimonio agroalimentare regionale.   Dopotutto,  anche la scelta di installare un impianto fotovoltaico per alimentare le mense, va nella direzione proprio di abbattimento dei consumi energetici e dell’impatto ambientale”. Da non trascurare poi, l’impatto sulla salute, poiché è ormai assodato che consumare prodotti di stagione, contribuisce a farci stare meglio. La Calabria, ricorda Molinaro, è stata la seconda Regione a dotarsi di una Legge Regionale (n. 29/2008) che contempla la Norme per orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli a chilometri zero, prevedendo specifici compiti anche per i gestori di mense pubbliche. Come Coldiretti – conclude – ci dichiariamo disponibili a favorire con l’Università ogni forma di utile collaborazione.         

 

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Villa San Giovanni (RC): Perla dello Stretto, sorpese e nuove aperture

(217) Inizio d’autunno ricco di sorprese al centro commerciale Perla dello Stretto.

Continua la fase di rilancio del Centro, che si appresta ad inaugurare nuovi servizi ed attività nei prossimi giorni aprirà al pubblico una tabaccheria e sono già a disposizione dei visitatori Oriente Bar, gli specialisti dell’abbigliamento bambino Cycleband ed Original Marines, ed ancora lo store dedicato alle donne, Dorabella. Un work in progress arricchito da un bouquet di appuntamenti. Start, venerdì 02 ottobre a partire dalle ore 17.00 con “I Tubi Animati”, spettacolo di artisti di strada originale ed innovativo che prevede animazioni itineranti capaci di coinvolgere ogni genere di pubblico; alle 20.00 spazio alla magia dei fuochi d’artificio, uno spettacolo di luci e colori per tutta la città.Musica e divertimento domenica 04 ottobre, a partire dalle ore 17.00, con la performance degli “Italian superhoers”, direttamente dal famoso programma televisivo italia’s got talent, Spiderman, Capitan America, Thor, Catwoman e Wonder Woman intratterranno i visitatori con coreografie, baby dance ed un gran finale con il Mega Dj Set degli Eroi. Un evento imperdibile per tutti gli amanti dei Cosplay. Nuovo riposizionamento per lo shopping center di Villa San Giovanni, che ha già portato in fase inaugurale all’apertura di 15 attività commerciali, tra le quali il supermercato a marchio Conad con un punto vendita di 3500 mq e lo specialista dell’elettronica Euronics.  Nato dalla visione unitaria di un gruppo di imprenditori, la Perla dello Stretto, unica nel suo genere nei primi 15 minuti di percorrenza, offre ai visitatori 13.600 mq di superficie commerciale e punta ad essere uno strumento per la valorizzazione ed integrazione con il territorio.

 

 

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Ente Parco Nazionale d’Aspromonte: Dieni (M5S) “Grave se il ministro conferma nomina di Malara”

(215) “Se il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti confermasse la nomina di Francesco Malara a membro del consiglio direttivo del Parco Nazionale dell’Aspromonte nonostante le proteste di alcuni sindaci e di pressioni indebite si assisterebbe ad un fatto gravissimo”,

 

con queste parole la deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni commenta la notizia, apparsa sulla stampa locale, di un’invadente opera di convincimento  da parte del capogruppo del Pd in Consiglio Regionale Sebi Romeo per la nomina di Francesco Malara e dà comunicazione della presentazione di un’interrogazione al ministro dell’Ambiente.  “Ho depositato oggi negli uffici della Camera un’interrogazione al Governo per chiedere che non dia seguito alla nomina di Malara, spiegando dettagliatamente il contesto ed il pregresso. Quantomeno se il Ministro deciderà di procedere nonostante tutto, nessuno potrà dire che non sapeva. D’altra parte, come ho già segnalato in un altro atto che ha avuto ampio risalto anche sulla stampa nazionale, non solo Malara, è revisore dei conti del Consiglio regionale e sindaco di santo Stefano d’Aspromonte, ma egli assomma tali cariche grazie ad una legge regionale creata apposta per lui. Doveva bastare il ruolo di garanzia che ricopriva per il Consiglio a renderlo incompatibile con qualsiasi altro incarico politico, specie se ottenuto grazie all’intercessione di un esponente del partito di maggioranza di quello stesso Consiglio. Egli invece, grazie al suo potente sponsor del Pd, riesce a cumulare a quel ruolo di arbitro, quello di amministratore di comune e di consigliere del direttivo di un ente partecipato. Un sostegno che, secondo le notizie apparse sulla stampa, sarebbe stato particolarmente “pressante” e tale da portare altri sindaci a scrivere un documento di denuncia. La fiera del conflitto d’interessi”. “Io mi domando” termina la deputata “quale legame possa congiungere così profondamente Malara a Romeo, tanto da portare quest’ultimo a piegare perfino la legge per favorirlo. O dobbiamo pensare che non esista un’altra persona in Calabria  che, secondo il capogruppo regionale del Pd, sarebbe stata in grado di ricoprire le cariche che sono state accumulate da Malara? Ma forse a Romeo più che la competenza interessa l’obbedienza”. * Ufficio Stampa.

 

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Amantea (Cs): da oggi a domenica l’assemblea nazionale della Gilda Insegnanti

(214) Da venerdì 25 a domenica 27 settembre si svolge in Calabria, ad Amantea presso la sala convegni dell'Hotel “La principessa”, l'assemblea nazionale della Gilda insegnanti,

 

uno dei cinque sindacati rappresentativi della scuola. Oggi è in corso la direzione nazionale mentre domani e la mattina della domenica si svolgeranno i lavori dell'assemblea nazionale della Gilda Insegnanti. Insegnanti impegnati nel sindacato per parlare della nuova legge di riforma della scuola e delle relative problematiche connesse alla sua applicazione, dei futuri decreti delegati che il governo dovrà emanare per attuarla, ma si parlerà anche di contratto scaduto da ben sei anni e delle problematiche della scuola a 360 gradi. In realtà si tratta di un ritorno della Gilda in Calabria. Già nel 2012, infatti, si era svolta proprio ad Amantea, sempre all'hotel La Principessa, l'assemblea nazionale. Allora i problemi erano diversi, non c'era ancora il bubbone della riforma della scuola appena approvata lo scorso luglio, la legge 107/2015 voluta dal Governo Renzi, ma per certi versi alcuni problemi che allora già c'erano ora ritornano. La stampa è invitata a partecipare. Giuseppe Candido, Gilda Insegnanti Catanzaro.

 

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Reggio di Calabria: Simply, è agitazione e sciopero. De Stefano (Uiltucs): “Lavoratori umiliati, stanchi, sofferenti e sdegnati, le istituzioni rompano l’immobilismo e si siedano ad un tavolo per stipendi e futuro”

(211) Ai 65 lavoratori dei supermercati Simply cittadini non è restato altro che proclamare un nuovo stato di agitazione e ricorrere ad un pacchetto di 18 ore di sciopero attraverso la Uiltucs.

 

Da tempo, la situazione per i dipendenti della Sgs group srl è a dir poco difficile, basti pensare alle 8 mensilità più 13esima e 14esima non ricevuti, ad altri sacrifici come contratti di solidarietà e mobilità e a punti vendita vuoti di merce o quasi che impediscono loro di poter lavorare al meglio e che lasciano presagire nulla di buono per il futuro. Ma c’è un fatto che ha ancor di più acceso gli animi già provati da una mancata interlocuzione con i curatori giudiziari della società: il rinvio della riunione che gli stessi avevano convocato e che poi hanno stoppato. «Dopo innumerevoli tentativi di avere qualche comunicazione inerente le trattative per la garanzia alla continuità del posto di lavoro dei dipendenti e per avere riscontro sugli stipendi da marzo 2015 ad oggi e dopo l’ennesimo rinvio di un incontro stabilito si è venuto a creare un clima di umiliazione, stanchezza, sofferenza e sdegno. Quindi, insieme ai lavoratori, abbiamo deciso di proclamare lo stato di agitazione con sospensione lavorativa e un pacchetto di diciotto ore di sciopero» è l’annuncio della segretaria provinciale della Uiltucs Sabrina De Stefano. Umiliazione, stanchezza, sofferenza e sdegno che si avvertono chiaramente nel punto vendita di viale Aldo Moro. «I curatori avevano convocato i direttori per spiegare la situazione, ma poi hanno rinviato. Non rispondono mai a mail, telefonate ed altre sollecitazioni. Ci aspettavamo garanzie e invece così si va verso la chiusura totale. “Noi siamo lo Stato” ci dicono. Se questo è lo Stato…» è stato il durissimo sfogo di un lavoratore. «Abbiamo accettato sacrifici come solidarietà e mobilità. Più che non prendere stipendi che possiamo fare ancora? Abbiamo figli da sfamare, prestiti e mutui, tasse da pagare. Non sappiamo più come fare, ad alcuni di noi hanno pignorato casa. Siamo disperati, forse vogliono che si arrivi a qualche insano gesto? Davanti a noi abbiamo il nulla più totale, visto che, oltre ai curatori, anche il giudice non interviene. Che Prefettura, Procura e Comune facciano qualcosa» sono state le parole altrettanto forti di un altro lavoratore. «Ci rivolgiamo ai curatori e al giudice: esprimetevi. Ancora meglio sarebbe farlo in un tavolo tecnico in Prefettura, allargato al Comune perché una perdita di 65 posti di lavoro sarebbe pesantissima per la città. Siediamoci e troviamo una soluzione, ci sono in gioco la dignità delle persone e la sussistenza loro e delle famiglie. Altrimenti, sin dai prossimi giorni, ci mobiliteremo» è l’esortazione finale della De Stefano alle istituzioni.

 

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Smantellamento ferroviario in Calabria, il professor Gattuso e il Ciufer lanciano manifestazione di sabato a Reggio e petizione

(210) «La mobilità ferroviaria da e per la Calabria, così come quella al suo interno, è sempre più critica.

 

Basti pensare all’indebolimento di corse e servizi, alla dismissione di infrastrutture, alla penalizzazione della logistica e tanto altro ancora. Il governo nazionale è completamente disinteressato e al di là dei proclami concentra l’attenzione al sistema ferrato solo fino a Salerno, mentre quello regionale appare ancora fermo al palo. Le diverse articolazioni di Ferrovie dello Stato hanno ormai dimenticato la propria funzione sociale e ragionano solo in termini aziendali. Dunque, continua la nostra mobilitazione per sensibilizzare la comunità calabrese e sollecitare le autorità di governo a imboccare il binario buono e rilanciare i servizi ferroviari su standard europei anche in Calabria. Altrimenti la nostra regione rischia di finire su un “binario morto”, marginale rispetto al resto del Paese e con una ulteriore marginalizzazione del territorio, e della fascia ionica in particolare, senza speranza di sviluppo». Sono parole forti quelle che il professore Domenico Gattuso usa per esortare addetti ai lavori e cittadinanza alla nuova mobilitazione organizzata dal Comitato Italiano Utenti Ferrovie Regionali (CIUFER) insieme a oltre 35 realtà sociali come associazioni e comitati. Essa avrà luogo sabato 26 alle ore 10 presso la stazione centrale di Reggio Calabria e sarà l’ultima di una serie di analoghe iniziative promosse in numerose cittadine della fascia ionica calabrese, fortemente segnata da queste politiche di smantellamento. Parole forti, ma giustificate davanti a disservizi, carenze di corse, stazioni chiuse, materiale rotabile vetusto, cancellazione di servizi ed altre questioni, quelle del docente di Ingegneria dei Trasporti all’Università “Mediterranea” che, oltre a pre-annunciare ulteriori iniziative come quelle di Crotone e Rossano (24 ottobre) e un “assalto pacifico” regionale ai treni (21 novembre), rilancia una petizione popolare rivolta all’autorità di governo regionale e che ha già raccolto migliaia di adesioni (si può firmare all’indirizzo web https://www.change.org/p/al-presidente-della-regione-calabria-ministero-dei-trasporti-e-delle-infrastrutture-ferrovia-ionica-salviamola-e-rilanciamola). Una petizione che consta di dieci punti: 1) un tavolo tecnico con Governo e Regione con la partecipazione di rappresentanti di movimenti e comuni e dei loro tecnici di fiducia; 2) un immediato provvedimento che annulli le operazioni di smantellamento di binario in corso da parte di RFI e che attivi il ripristino del binario tagliato presso la stazione di Marina di San Lorenzo; 3) una procedura di gara per l’acquisto di 15-20 treni regionali di ultima generazione; 4) un piano di rilancio dei servizi di trasporto ferroviario su standard di qualità europei attraverso un nuovo programma di esercizio che preveda il ripristino dei treni da Sibari verso la Puglia a cadenza oraria e maggiore frequenza nelle fasce orarie di punta, delle corse ferroviarie fra Catanzaro Lido e Lamezia Terme a cadenza oraria e maggiore frequenza nelle fasce orarie di punta e la presenza di treni locali di raccolta e distribuzione su brevi distanze come la Locride e di treni rapidi sulle direttrici principali come Crotone-Lamezia, Roccella-Lamezia, Reggio-Catanzaro Lido, Reggio-Bari, Sibari-Paola-Lamezia; 5) recupero funzionale delle stazioni e cessione delle stesse ai comuni previa realizzazione di opere e adozione di tecnologie utili a garantire servizi di assistenza e di informazione a viaggiatori e turisti, servizi di interscambio modale, decoro e qualità ambientale. E ancora: 6) ripristino del collegamento ferroviario fra la stazione Marittima e quella Lido di Reggio ed attivazione di servizi di navetta fra porto e Aeroporto dello Stretto al fine di rendere diretto, efficace, appetibile l’accesso allo scalo aeroportuale per la popolazione messinese; 7) attivazione di un regime di trasporto pubblico integrato dei servizi fra le due coste con potenziamento della flotta di navi veloci sullo Stretto mediante acquisizione di mezzi di proprietà pubblica al fine di garantire servizi frequenti e affidabili; 8) salvaguardia e rilancio dei servizi ferroviari con ferryboat sullo Stretto a servizio di Sicilia e Calabria su relazioni interregionali; 9) salvaguardia del regime di controllo pubblico dello stabilimento Omeca e di rilancio produttivo; 10) adeguate risorse per garantire l’esercizio dei servizi di cui ai punti sopra secondo parametri di costo standard. «Invitiamo a partecipare alle manifestazioni e a firmare la petizione. La Calabria ha diritto a muoversi, altrimenti resta immobile economicamente, socialmente e culturalmente. È in gioco il suo futuro» è l’appello finale di Gattuso.

 

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Locri (RC): Princi (UilTemp): “Il Comune è maglia nera sui contratti Lsu-Lpu. Ci appelliamo ai consiglieri per il futuro dei precari”

(208) ''Il Sindaco Giovanni Calabrese dichiara pubblicamente che non è possibile procedere alla contrattualizzazione dei precari Lsu – Lpu del Comune di Locri.

Ma ancora una volta non spiega il perché. E questo ci fa riflettere molto sulle motivazioni che stanno alla base di quella che appare sempre più una scelta politica e non una condizione amministrativa imposta. Il Comune di Locri è l'unico municipio calabrese a non aver ancora effettuato le contrattualizzazioni, la maglia nera della regione. Un dato che dovrebbe far riflettere il Sindaco Calabrese, ormai unico e solo a procedere in direzione ostinata e contraria''. E' quanto dichiara in una nota il segretario della UilTemp di Reggio Calabria Stefano Princi. ''Ci fa sorridere – prosegue Princi – il fatto che il Sindaco a distanza di mesi arrivi addirittura a chiedere ad altri indicazioni circa il percorso normativo da seguire per la contrattualizzazione dei precari. Una procedura talmente semplice eseguita da tutti gli altri comuni calabresi che non può mettere in difficoltà un amministratore navigato come Giovanni Calabrese. E' bene ricordare che il consueto percorso normativo è stato di fatto stravolto dall'opportunità introdotta dal Governo e dalla Regione Calabria, specificata peraltro da una recente nota firmata dal Governatore Oliverio e dall'Assessore Roccisano''. ''Rimandiamo al mittente le accuse del Sindaco – ribadisce il Segretario UilTemp – e lo invitiamo ad evitare di proseguire questa stucchevole querelle politica, che non fa bene a nessuno, giocando sul futuro di quattordici famiglie locresi. Inoltre il Sindaco sa bene che nessuna comunicazione circa la concessione della sala consiliare per l'assemblea dei lavoratori è stata inoltrata al recapito fornito contestualmente alla richiesta. Dunque perché continuare ad agire strumentalmente, trincerandosi dietro falsità ed omissioni ed evitando di entrare nel merito della contrattualizzazione, che è l'unica vera questione che interessa ai lavoratori? Fin dal primo istante il nostro obiettivo è stato il riconoscimento dei diritti di queste persone che hanno chiesto ed ottenuto il sostegno della nostra forza sindacale, confrontandosi costantemente con essa per la risoluzione della vertenza e partecipando compatti anche all'ultima assemblea tenuta di fronte al Municipio di Locri. Ci appelliamo alla coscienza del vicesindaco Raffaele Saintato ed al senso di responsabilità di tutti i consiglieri comunali che con il loro operato hanno la possibilità di garantire un diritto a 14 famiglie locresi contrattualizzando i precari e chiudendo questa stucchevole querelle''. ''Ci stupiamo di fronte alle parole del Sindaco Calabrese – conclude Princi – che vorrebbe far passare i diritti di questi lavoratori quasi come fossero privilegi che la politica dovrebbe concedere. Non è in quest'ottica che è possibile governare uno dei comuni più popolosi e storicamente importanti della nostra provincia. Il Sindaco metta da parte le sue acredini ed utilizzi il prezioso supporto offerto dal Sindacato e dai vertici della Regione Calabria. La contrattualizzazione non può essere oggetto di polemica politica. Lo sosteniamo da sempre e continuiamo a ribadirlo: il comportamento di Calabrese danneggia i precari e tutti i cittadini di Locri. E' ora di mettere un punto a questa assurda vicenda''.

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Locri (RC): UilTemp, venerdì 11 l’assemblea LSU-LPU

(198) Si terrà venerdì 11 settembre a partire dalle ore 10:00 l'attesa assemblea dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità del Comune di Locri.

Ad annunciarlo è il Segretario della UilTemp di Reggio Calabria Stefano Princi, che ha sottoscritto la richiesta di concessione della sala consiliare rivolta al Sindaco del Comune di Locri. L'assemblea, fortemente richiesta dai lavoratori, servirà a discutere le problematiche inerenti la mancata contrattualizzazione di Lsu ed Lpu, così come previsto dalla legge che equipara il bando regionale a quello nazionale, prevedendo un fondo che consente ai Comuni di stipulare contratti senza alcun costo per le casse municipali. Due settimane fa il Segretario della UilTemp aveva chiesto in una dichiarazione pubblica al Sindaco di Locri Giovanni Calabrese di procedere immediatamente alla firma dei contratti dei precari comunali. “La contrattualizzazione dei precari calabresi è una vittoria di tutti – spiega Princi – conclusa grazie alla lunga battaglia che il sindacato ha condotto a fianco ai lavoratori. Un'opportunità, a costo zero per i Comuni, che rappresenta un patrimonio da non disperdere, sia per la tutela dei livelli occupazionali, sia per l'erogazione dei servizi comunali. Al Sindaco Calabrese – ribadisce – chiediamo di avviare immediatamente l'iter per la contrattualizzazione. Con le sue osservazioni speciose fino ad oggi ha già fatto abbastanza danni. Ora basta chiacchiere, si vada a sottoscrivere i contratti”.

 

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Reggio di Calabria: De Stefano (Uiltucs) “I lavoratori della Maggioli Tributi spa in stato di agitazione”

(197) «Nonostante la nostra battaglia in difesa della dignità personale e dell'occupazione di dodici lavoratori, la vertenza Maggioli Tributi spa non sta evolvendo in senso positivo e si prospetta la loro messa in mobilità in vista del 30 settembre,

 

data che sancisce l'interruzione del rapporto fra la stessa azienda e il Comune. In poche parole, il licenziamento delle stesse dodici persone. Quindi siamo costretti ad indire lo stato di agitazione». Ad annunciare l'utilizzo dello strumento di lotta sindacale è Sabrina De Stefano, segretaria provinciale della Uiltucs che insieme all'rsa della stessa sigla Giuseppe De Biasi sta cercando di salvaguardare il livello occupazionale negli uffici di via Sbarre inferiori e di via Gebbione. Uno stato d'agitazione che arriva dopo l'ultima riunione, avutasi lunedì fra i sindacati e il management della società romagnola prestante il servizio “Gestione globale del ciclo delle violazioni del codice della strada del Comune” per un Palazzo San Giorgio che la controlla per il 51% delle sue quote. Una riunione che ha sancito l'inconciliabilità delle posizioni fra le parti, con le sigle sindacali a mettere sul tavolo la ricollocazione del personale in altre sedi, l'utilizzo di ammortizzatori sociali o cassa integrazione a zero ore e la costituzione di un bacino di riferimento dando la priorità per eventuali future assunzioni in presenza di contratti di appalto che la Maggioli Tributi spa dovesse acquisire e la stessa azienda a respingere le stesse richieste prospettando come unica opzione la messa in mobilità delle dodici unità. «Come Uiltucs avevamo da tempo colto il pericolo della scadenza del contratto fra la Maggioli Tributi spa e il Comune e più volte, ultima quella del mese scorso, ci siamo attivati per sbrogliare questa matassa. Adesso siamo davanti all'aut aut della messa in mobilità, cioè il mandare a casa dodici persone che, nonostante lo stato d'agitazione, continueranno a lavorare fino alla scadenza del 30 settembre con senso del dovere, professionalità e dignità, come sempre fatto» ha aggiunto la sindacalista. «Adesso non resta che portare la vertenza in sede di Tripartita regionale. La situazione resta delicata e difficile, ma la Uiltucs non molla, dunque ribadisce l'appello a trovare una soluzione positiva a Maggioli Trubuti spa e Comune e continua a stare a fianco dei dodici lavoratori e delle loro famiglie sulle quale incombono tanti interrogativi sul futuro. Perchè il lavoro, sia in termini materiali di sostentamento che spirituali di dignità, va difeso» è la conclusione della De Stefano.

 

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Integrazione: Rotta (Helios Magazine) “No, è soltanto un voler costruire condizioni di vita adattandosi alla nuova realtà”

(196) "Integrazione è una parola bruttissima, oltre che difficilmente contestualizzabile. Le persone, sia che lascino la loro città per spostarsi di pochi chilometri,

 

sia che facciano viaggi disperati in cerca di una nuova vita sognando una dignità e un futuro migliore per sè e per i propri figli, non pensano affatto ad "integrarsi" ma semplicemente a costruire condizioni di vita adattandosi alla nuova realtà. Ecco che il problema, visto secondo un'ottica "umana" e non "statistica", si sposta dal migrante alla sua meta. Basta d'altronde, fare una visita accurata e non superficiale, nelle città che hanno una più lunga storia di immigrazione per cogliere due aspetti che confermano questa tesi. La gente si adatta al sistema sociale, economico ed all'impianto urbanistico che trova nella nuova destinazione. Dobbiamo cominciare a riflettere sul termine "sobborgo" se vogliamo capire le dinamiche dell'inserimento dei nuovi arrivati nelle realtà urbane che li accolgono. Per definizione i sobborghi sono luoghi di emarginazione, caratterizzati da una scarsa, se non addirittura nulla, presenza di servizi pubblici, quali scuole, presidi medici, centri di aggregazione civica e culturale, servizi di pulizia e trasporti. In città come Reggio Calabria, ad esempio, abbiamo avuto dagli anni '50 del secolo scorso ad oggi due esempi macroscopici, che stanno ancora lì a dimostrarci come l'integrazione sia un termine fallimentare. Questi due quartieri sono Ciccarello ed Arghillà. Due sobborghi nati sotto la spinta delle due grandi fasi della speculazione edilizia, quella degli anni ‘60 e quella degli anni ‘80. Governata sotto una ferrea regia della 'ndrangheta che ha imposto con la complicità delle amministrazioni locali, i piani di urbanizzazione dando valore a terreni che dovevano accogliere il nuovo ceto medio emergente e spingendo ai margini, in una giungla di case popolari attenzionate solo per gli appalti ma senza alcun interesse per le opere di urbanizzazione che, in realtà di più antica esperienza civile, sono prioritarie e vincolanti. In mezzo, tra nuovi quartieri di "simil lusso" e i sobborghi, si è lasciato spazio alla lottizzazione abusiva sempre in mano alla 'ndrangheta e sempre con il benestare delle amministrazioni locali, tutte, da quelle comunali a quelle statali.In questi luoghi sono cresciute le generazioni dei poveri emarginati e dei nuovi quasi-ricchi, separate da muri culturali che per qualche anno sono stati gestibili con sopportabili costi pagati in termini di microcriminalità e degrado urbano occultato dalla vista della società "bene". Il problema nasce dal fatto che anche i poveri fanno figli, anzi seguendo la terminologia marxista, essendo proletari ne fanno più dei ricchi. E poichè la popolazione aumenta e tende a concentrarsi nelle città e attorno ad esse, facendo aumentare la densità demografica, si innesta quello che in antropologia si conosce benissimo da almeno mezzo secolo, si creano luoghi dove si manifestano "fogne di comportamento". Sono luoghi dove la lotta per la sopravvivenza comincia con l'appropriazione degli spazi urbani e continua in un crescendo di aggressività e atteggiamenti autodistrutivi. Ma questo si dirà accade in città dove è scarso il senso civico ed il rispetto delle regole sociali tende allo zero. Purtroppo no! Spostandoci in altre realtà come Parigi, Lione, Liverpool, Anversa, Amburgo vediamo che non è così. I sobborghi hanno la caratteristica di attrarre i nuovi arrivati che cercano spazio in luoghi in cui la lotta per lo spazio è già lotta per la sopravvivenza. Si creano quindi delle enclavi inizialmente etniche, ma che col tempo diventano socioeconomiche, separate da confini urbani che possono sembrare simbolici ma che diventano delle vere e proprie frontiere all'interno della stessa città. Quello che in questi anni è successo nelle banlieues di Parigi è un esempio lampante. Questi quartieri non sono periferia urbana della capitale francese, a piedi dal Louvre ci si arriva in mezzora, ma arrivati là non si è più in Francia, si è nel nordafrica, e dentro lo stesso quartiere esistono zone di separazione che sono nate nel tempo, che separano i tunisini, dai marocchini, dai "neri". La sopravvivenza è stata più o meno accettabile fino all'arrivo della crisi economica cominciata dieci anni fa, dopo le condizioni già degradate sono esplose con la violenza e l'odio sociale che sono sempre legate alle "fogne di comportamento". Oggi stiamo affrontando una nuova ondata migratoria, la civiltà ed il senso di umanità ci impone di accogliere questa gente che fugge dalla disperazione, ma se si vuole affrontare in tempo il problema dell'inserimento sociale, senza aspettare che si moltiplichino i problemi e senza arroccarci nell'odio razziale, sarà meglio a ripensare  subito alla riqualificazione urbana, soprattutto in città come Reggio Calabria dove questa disciplina è sempre stata un termine sconosciuto ed alieno ma non sono aliene le conseguenze del degrado". Pino Rotta, Direttore di Helios Magazine.

 

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Corso di formazione gratuito per badanti e colf: iscrizioni fino al 14 settembre

(193) C’è tempo fino al 14 settembre per iscriversi al Corso gratuito di formazione per badanti e colf organizzato nell’ambito del Progetto ASOFI,

 

Azioni di Supporto e Orientamento per famiglie immigrate, finanziato da Fondazione con il Sud e promosso dall’Associazione Artemide (soggetto capofila), Next, Arci Comitato territoriale Reggio Calabria, Arci San Pietro di Caridà, Facciamo squadra, CISME Società Cooperativa, Laurentianum e AISF Associazione Immigrati senza Frontiera. Finalità del percorso di formazione sono quelle di qualificare e valorizzare il lavoro di cura domiciliare, di diffondere le conoscenze sulle norme, sui diritti e doveri in materia di lavoro domestico di assistenza alla persona e di migliorare la qualità dell’offerta dei servizi di assistenza alle famiglie. Il corso prevede 80 ore d’ aula per 5 ore settimanali con una durata complessiva di tre mesi durante i quali moduli formativi verteranno sulla comunicazione, sull’orientamento nel contesto sociale e istituzionale, sull’identificazione di bisogni delle persone non autosufficienti, sul care living-igiene personale e ambienti, sull’assistenza, mobilità, preparazione e assunzione dei cibi ma anche su nozioni di informatica e legislazione. I posti disponibili sono in tutto 15, la sede di svolgimento dell’attività in aula è la Cooperativa Cisme, sita in viale Aldo Moro 52 c a Reggio Calabria. Destinatari sono tutti i cittadini stranieri maggiorenni, che non abbiano riportato condanne penali che comportino l’interdizione da pubblici uffici, che abbiano regolare permesso di soggiorno e buona capacità di comprensione della lingua italiana. Il modulo di partecipazione è disponibile presso la sede Cisme e può essere consegnato a mano o inviato a mezzo posta al seguente indirizzo: Cisme Viale Aldo Moro 52/c 89129 Reggio Calabria entro e non oltre le ore 12 del 14 settembre 2015 (non fa fede il timbro postale). Alla domanda devono essere allegati: curriculum vitae, copia del documento di identità in corso di validità e copia del titolo di soggiorno (per gli stranieri). L’ ammissione al corso sarà subordinata al superamento delle prove di selezione che prevedono un colloquio motivazionale e la valutazione del curriculum vitae. Alla fine del percorso verrà rilasciato attestato di partecipazione. Per maggiori informazioni tel 096553922. * Ufficio Stampa ASOFI.

 

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Buona Scuola: Dieni (M5S) “Oliverio come Ponzio Pilato decide di non decidere”

(194) "Il Governatore Mario Oliverio anche sulla Buona Scuola fa come Ponzio Pilato e decide di prendere in giro il mondo dell’istruzione calabrese, dagli insegnanti agli studenti”

 

con queste dure parole la deputata del Movimento 5 stelle Federica Dieni denuncia il comportamento poco chiaro del Governatore e della maggioranza sul provvedimento di riforma dell’ordinamento scolastico. Continua la parlamentare: “Con la discussione sui fondi europei si è messo da parte un altro fatto che è stato consumato ieri ai margini del Consiglio Regionale e che fa comprendere la profonda ipocrisia di un esecutivo che preferisce un comportamento pilatesco alla chiarezza nei confronti dei cittadini. Assieme ad un gruppo di insegnanti e ad altra gente comune stavamo manifestando a supporto di una mozione, nata da una petizione popolare, per promuovere l’impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale da parte della Regione Calabria della legge nota come Buona Scuola. Un tentativo per salvare il mondo dell’istruzione da una deriva centralista sui presidi e sulla cancellazione del libero insegnamento. La mozione risultava calendarizzata, in tempo per evitare la scadenza dei termini prevista per il 12 settembre. La Giunta non ha ovviamente fatto capire in modo chiaro ai manifestanti la sua posizione a riguardo, neppure a seguito dell’incontro con il Capo di Gabinetto, mandato per evitare il confronto diretto col Governatore. Ciò che è certo, tuttavia, è che, su impulso della Giunta la discussione sulla mozione in Consiglio Regionale è stato rinviato quando non sarà più possibile impugnare il provvedimento.” “Non credo che servano spiegazioni o commenti su questo modo di fare” conclude la parlamentare. “Ovviamente è più semplice insabbiare la discussione che dire chiaramente un no chiaro. Meglio cercare di non scontentare nessuno e poi aprire desolati le braccia. Ciò che vorrei che fosse chiaro a tutti i calabresi, tuttavia, specialmente agli insegnanti e alle famiglie, è che questi sono i nostri rappresentanti in Regione. La Giunta ovviamente è ancora in tempo per impugnare la legge sulla Buona Scuola e può farlo indipendentemente dalla discussione in Consiglio. Sono pronta a scommettere che questo non accadrà. Ciò che però è ancor più intollerabile è che nessuno avrà il coraggio di dircelo chiaramente. Oliverio, ancora una volta, farà il pesce in barile. D’altra parte ciò che è chiaro è che manca la volontà politica per un atto di responsabilità che porti ad osteggiare una legge ingiusta. Tuttavia non posso dire che mi aspettavo altro da Oliverio: è’ molto più facile obbedire a Renzi e ai propri comodi che fare il bene dei cittadini.” * Ufficio Stampa.

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Reggio di Calabria: contro la soppressione dell’ufficio postale di Terreti insorge l’Unione Nazionale Consumatori Calabria

(191) Continua l’ostinata protervia di Poste Italiane che non curante delle proteste e delle legittime aspettative degli abitanti di Terreti, non intende recedere dalla decisione di chiudere l’unica succursale presente nella frazione collinare della città.

 

E’ una decisione, sostiene l’avv. Saverio Cuoco presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, che se adottata, penalizzerà una gran numero di abitanti, considerato che l’ufficio postale di Terreti che si vorrebbe sopprimere, oltre a servire gli abitanti di tale comprensorio che ammontano a circa 1.500, interessa anche altri paesi vicini come Nasiti, Trizzino, Arasì e Cerasi  che dovrebbero così con decorrenza immediata, rivolgersi agli uffici postali vicini e quindi raggiungere probabilmente l’ufficio postale ubicato in città, nella zona del CEDIR. Pensionati, risparmiatori, utenti, dovranno migrare dal proprio Paese presso altri luoghi per svolgere le proprie operazioni postali con notevoli disagi, in particolar modo per i pensionati che dovranno necessariamente ricorrere ad un mezzo di trasporto o nell’impossibilità di poterlo fare, dovranno necessariamente ricorrere alla delega, con gli inevitabili disagi che ne conseguono dovendo dipendere da altri soggetti. E’ assolutamente deprecabile la decisione autonoma e di assoluta supponenza di Poste Italiane di chiudere un ufficio postale di un comprensorio così vasto, senza  il dovuto rispetto per i territori e per gli utenti e senza aver intrapreso o considerato delle soluzioni possibili, né con i cittadini di tali località, né con chi li rappresenta, né con le associazioni che operano a tutela degli stessi, va infatti considerata la funzione sociale e l’assolvimento di una funzione pubblica che esercita Poste Italiane, anche essendo una società privata, per cui non può perseguire alla stregua di una società qualsiasi, “logiche aziendali guardando solo ed esclusivamente ai costi e agli utili". A ribadirlo, oltre all’Unione Nazionale Consumatori Calabria, intervengono sia la recente sentenza del Consiglio di Stato n° 1262 del 2015 che dispone che la chiusura degli uffici postali nei piccoli centri non può essere decisa senza tenere nel debito conto le distanze e la fruibilità del servizio, affermando che “Poste Italiane non può fare spending review sulle spalle dei piccoli centri, determinando disservizi e disagi soprattutto alla popolazione anziana e a quella priva di strumenti tecnologici”, sia la recentissima sentenza di Luglio 2015 del TAR del Friuli, che ha accolto il ricorso di un comune montano, annullando i provvedimenti con i quali Poste Italiane, in applicazione del piano di riorganizzazione degli uffici postali, aveva chiuso alcuni di essi, sul presupposto che l’esigenza di risparmiare può essere un fattore di valutazione da parte di Poste Italiane ma non può prevalere sull’interesse pubblico allo svolgimento del servizio universale ed inoltre l’aspetto economico non può essere considerato ne’ esclusivo ne’ prevalente sull’interesse pubblico allo svolgimento corretto di un servizio universale come va considerato il servizio postale. In sostanza la riduzione di uffici postali non può seguire una logica meramente economica ed un automatismo programmato, ma previa comparazione dei vari interessi, deve raggiungere  un equilibrio e un bilanciamento tra gli interessi degli utenti e quelli dell’azienda. La stessa Unione Europea ha più volte richiamato gli stati membri a garantire lo svolgimento del servizio postale universale a tutti i cittadini, anche ed in particolare a coloro che risiedano in zone rurali e periferiche. L’Unione Nazionale Consumatori Calabria, nell’esprimere la propria incondizionata solidarietà a tutti gli abitanti del comprensorio interessato, condividendone i metodi di protesta, nell’invitare Poste Italiane a recedere dalla decisione intrapresa di soppressione dell’Ufficio Postale di Terreti, che penalizzerà notevolmente i cittadini interessati, attraverso i propri legali, sta valutando la sussistenza dei presupposti indispensabili per un ricorso al TAR, nel contempo, in un periodo di molteplici carenze nei servizi postali, quali l’aumento delle tariffe, la riduzione della qualità del servizio, ecc.ecc. chiederà alla Commissione Europea e precisamente  al Commissario Europeo per il Servizio Postale Elzbieta Bienkowska che intervenga, al fine di garantire il rispetto integrale degli obblighi previsti per il servizio universale dalla legislazione europea, in particolare, contrastando il processo in atto di riduzione e/o ridimensionamento dei servizi postali nelle zone rurali e in quelle residenziali di accesso difficoltoso. Il Presidente regionale, avv. Savrio Cuoco. 

 

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Reggio di Calabria: D’Ascola (Ap) “Esprimo la mia vicinanza ai familiari per la scomparsa di Luigi De Sena”

(192) “Esprimo la mia vicinanza ai familiari per la scomparsa di Luigi De Sena”. Lo dichiara Nico D’Ascola, responsabile giustizia Area Popolare.

 

“De Sena ha sempre svolto il suo lavoro con serietà e competenza, all’insegna dei più alti valori civili, ai quali si sono aggiunte grandi qualità umane e professionali. Di lui ricorderemo l’impegno e il grande senso dello Stato, per l’affermazione dei principi di legalità e convivenza civile, che ha sempre perseguito negli incarichi ricoperti. De Sena ha sempre lavorato nella massima correttezza e rigorosità, per la crescita e lo sviluppo di ogni territorio, in cui è stato impegnato nello svolgimento del proprio ruolo”. * Ufficio Stampa.

 

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Spazzatura edilizia, vulnerabilità sismica e rischio idrogeologico: Candido (Radicali) “Abolire la vulnerabilità e risanare il territorio per abolire la miseria”

(190) "Il caso di Bagnara C. (RC) dopo le alluvioni di Corigliano e Rossano C. (CS) dovrebbero averci fatto capire che la Calabria tutta è a rischio.

 

A Bagnara, in provincia di Reggio Calabria, un'abitazione si è letteralmente sbriciolata, crollando rovinosamente. All'improvviso, senza che ci fosse stato alcun evento sismico capace di giustificare il crollo". È quanto si legge in una nota di Giuseppe Candido, esponente radicale componente del comitato nazionale del partito di Pannella che aggiunge: <<Per fortuna, come si usa dire in questi casi, non ci sono state vittime. Nessuno è rimasto coinvolto da quello che la stampa ha definito un "assurdo crollo" benché lo stesso sia avvenuto in un luogo solitamente frequentato. Si parla anche di "ennesimo episodio che si registra nel territorio della Costa Viola, già colpita duramente da numerose frane soprattutto in corrispondenza di nubifragi che rendono il terreno particolarmente friabile", ma l'analisi si ferma qui". Per Candido "Dagli eventi di Corigliano Calabro e Rossano recentemente colpiti dall'alluvione lo scorso 12 agosto e da quello di Bagnara C., dovremmo capire che l'intera regione ha una priorità: risolvere, mitigare, la peste ecologica. L'intreccio – cioè – tra rischio idrogeologico fatto di edilizia abusiva, edilizia illegale costruita in mezzo agli alvei o su versanti instabili per natura e condizioni idro-geologiche e quello che – d'altro canto – potremmo definire la spazzatura edilizia pre sismica, costruita prima del 1974 o costruita dopo ma senza il rispetto delle leggi, spesso abusivamente, e diffusamente presenti sul territorio calabrese. Renzi chiede idee al mezzogiorno per il rilancio di una tragica situazione economica evidenziata dal pre rapporto SVIMEZ. Cosa servirebbe alla Calabria? "Certamente servirebbe – prosegue Candido – un grande piano ecologico nazionale, di stampo post keynesiano, con interventi pubblici mirati, senza timore di far crescere il debito pubblico, con politiche che non sarebbero sprechi, ma veri e propri investimenti che consentono – dopo – di risparmiare molti soldi in ricostruzioni, in gestione dell’emergenza e, soprattuto, di evitare continue stragi di popoli. Secondo uno studio del Consiglio Nazionale dei Geologi , il quadro dei costi complessivi, tra il 1944 e il 2009, del dissesto idrogeologico e del rischio sismico, sono compresi “tra un valore minimo di 176 miliardi di euro e uno massimo di 213". E la differenza – specificano nello studio – è da attribuire al costo dei terremoti che, a seconda delle fonti informative, varia da un minimo di 124 miliardi di euro a un massimo di 161”. Come ho cercato di spiegare nel volume La peste ecologica e il caso Calabria (Ed. Non Mollare, 2014, p.394), alla nostra terra e all'intero mezzogiorno, servirebbe un piano ecologico d’interventi pubblici che rilanci l’economia proprio attraverso quelle necessarie e urgenti opere di messa in sicurezza idrogeologica, sismica, del territorio oltreché di bonifica ambientale. Non soldi a pioggia, non già sussidi che rendono conveniente l'ozio. Ma soldi per risanare siti inquinati, per de localizzare scuole a rischio idrogeologico, ad,adeguare la sismicità delle strutture costruite. Soldi che innescherebbero una crescita virtuosa dell'economia della Calabria. Ecologia, pane e lavoro era lo slogan di Marco Pannella già negli anni '70 e '80, che ancora oggi potremmo far nostro. Assieme all'altra visionaria proposta di un geologo in ogni comune, che Pannella proponeva già quando era consigliere comunale a Napoli e che oggi è divenuta ufficialmente proposta dell'ordine dei geologi: un geologo per ogni area a rischio, anche e soprattutto per introdurre nelle pubbliche amministrazioni quella cultura della prevenzione che è mancata per anni. Certamente, il censimento della vulnerabilità sismica degli edifici, realizzato con progetti di pubblica utilità, con un esercito del lavoro appositamente creato, certamente l’adeguamento antisismico o la rottamazione dei fabbricati “spazzatura”, non in grado cioè di resistere alle scosse, cominciando dai numerosi edifici pubblici inadeguati; il trasferimento volontario, ma incentivato, delle popolazioni residenti in aree a forte rischio idrogeologico, o dalla stessa zona rossa del Vesuvio, un piano nazionale di bonifiche dei siti inquinati, un piano di mitigazione dei rischi potrebbero, insomma, rappresentare proposte utili per abolire la miseria e rilanciare lo sviluppo della Calabria e dell'intero mezzogiorno. Ma forse, come ricordava Pannella, ancora oggi, l'ecologia – il diritto a vivere in un ambiente sicuro e salubre – é ancora considerato un lusso. Un diritto di nicchia. Eppure, proprio oggi, è sempre di più evidente che dove c'è strage di leggi, anche delle stesse leggi della natura, c'è sempre – come conseguente corollario – strage di popoli". Giuseppe Candido, Comitato nazionale Radicali Italiani.

 

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Buona Scuola: Dieni (M5S) “A fianco degli insegnanti contro la pessima scuola di Renzi”

(189) "La sottoscritta e il Movimento 5 Stelle sono con gli insegnanti che manifesteranno lunedì alle ore 14 davanti a Palazzo Campanella a Reggio Calabria contro la Buona Scuola, l’ennesima legge porcata del Governo Renzi, e le sue infauste conseguenze”

 

con queste parole la deputata del Movimento 5 stelle Federica Dieni annuncia il proprio supporto all’iniziativa degli insegnanti calabresi contro le nuove norme. Continua la parlamentare: “dopo la battaglia in Parlamento seguiteremo a resistere con i cittadini e gli insegnanti nelle piazze, soprattutto ora che stanno emergendo gli effetti di quell’abominio chiamato Buona Scuola. Lo dobbiamo ai nostri figli e a tutti i lavoratori del comparto istruzione che non vogliono un indottrinamento di Governo né lo strapotere dei presidi. La cultura non si baratta con il negoziato, ma deve rimanere nelle mani della sapienza e del merito, così come i problemi di gestione non possono far passare in secondo piano il primo obiettivo della scuola: quello di educare.” * Ufficio Stampa.

 

 

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Reggio di Calabria: Cuoco (Unione Nazionale Consumatori) “Tassa di soggiorno ennesimo balzello a cui siamo contrari”

(188) L’annunciata introduzione di questa imposta sarebbe un vero e proprio colpo basso, difficile da giustificare ai turisti da parte degli albergatori, se non additando negativamente l'Amministrazione Comunale.

“Mi auguro fortemente, sostiene l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, che si possano trovare alternative valide, rinunciando piuttosto a qualche intervento o manifestazione di iniziativa pubblica, senza gravare ulteriormente sulla prima risorsa del nostro territorio: i turisti”. E’ a dir poco sorprendente  che, a fronte delle difficoltà di bilancio, ancora una volta l’unica risposta “scontata” sia quella di imporre un balzello che colpisce  il  bene  e valore su cui dovrebbe fondarsi l’economia del  comprensorio, ovvero il turismo. Pur nella consapevolezza delle difficoltà dei Comuni nel far quadrare i conti, è difficile capire perché, invece di ragionare con tutto il sistema economico per trovare possibili  alternative, si pensi unicamente solo alla soluzione, semplicistica quanto suicida, di imporre un balzello sui turisti. Per quanto attraente e luogo di grande bellezza, Reggio Calabria non  è una meta imprescindibile per il turista, non siamo né Roma, né Firenze, né Venezia, possono scegliere di venire qui o altrove, così come possono tranquillamente, date le distanze minime, decidere di andare a soggiornare in un vicino comune calabrese che non applichi l’imposta di soggiorno e limitarsi a fare una  “gita” in città con visita al luogo di maggior fascino e cioè i bronzi di Riace ospitati presso il Museo Archeologico Nazionale. Accrescendo i costi non facciamo che disincentivare i turisti a soggiornare da noi, dovremmo al contrario sommare alle bellezze naturali e artistiche che siamo in grado di offrire tutta una serie di plus, di vantaggi, che possano indurre a preferire la nostra città rispetto ad un'altra località, la nostra regione rispetto alle altre regioni vicine. Oggi non abbiamo una dotazione di servizi orientati al turista che possa giustificare l’introduzione della tassa di soggiorno. Una tassa può andar bene se si rifanno tutti i servizi: dai trasporti ai servizi igienici pubblici, alla pulizia, ai servizi di informazione, ecc.ecc.,i turisti che vengono nella nostra città noteranno inevitabilmente che qui tutto costa di più, ma in realtà non funziona niente, pertanto modificheranno la loro scelta, riducendo nella migliore delle ipotesi i giorni di soggiorno o preferiranno altre località. Bisogna inoltre considerare che l’applicazione della tassa di soggiorno, se verrà introdotta, aumenterà i costi gestionali per le aziende alberghiere e per le strutture turistiche già fortemente penalizzati con gli aumenti spropositati del passato su Imu e Tari, conseguentemente i titolari non avranno altra soluzione che scaricare tali costi sui turisti-clienti, proprio quando in un momento di crisi come quello attuale, occorre incentivare il turista a scegliere una località e non penalizzarlo applicando ulteriori tasse. L’introduzione dell’imposta di soggiorno e le sue svariate modalità di applicazione non piace all’Unione Nazionale Consumatori Calabria in quanto, soprattutto in una fase di grave crisi economica quale l’attuale, determina situazioni di concorrenza sleale tra comuni limitrofi che adottano o meno la tassa, come pure ci auspichiamo che gli introiti generati dalla tassa, se il Comune deciderà di applicarla, servano non solo a “rinforzare” i dissestati bilanci comunali, ma a migliorare la vivibilità turistica e non solo del territorio, a cominciare dalla sistemazione del manto stradale e proseguendo con la pulizia delle strade e piazze, primo impatto positivo per i turisti che visitano una città. Infine ma non meno importante, è la valutazione circa l’impatto economico che l’introduzione della tassa di soggiorno potrebbe avere sull’occupazione lavorativa degli addetti alle strutture ricettive, mettendo a rischio molti posti di lavoro e la sopravvivenza stessa di tali strutture. Decisioni come queste non possono essere prese in maniera unilaterale, ma occorre concertazione e confronto con tutte le categorie interessate, infatti di turismo non vivono soltanto gli alberghi, i ristoranti e i bar ma anche tutto l'indotto commerciale cittadino che inevitabilmente ha necessità di porre al centro dell’attenzione il turista-consumatore.

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La UilTemp al Sindaco di Locri: ”Ha già fatto abbastanza danni. Ora basta chiacchiere, firmi i contratti per i precari del Comune”

(187) ''Con l'iscrizione in Gazzetta Ufficiale della Legge che consente ai Comuni calabresi di usufruire del fondo messo a disposizione dalla Regione Calabria per la contrattualizzazione dei precari si chiude un importante capitolo per lo sviluppo del lavoro in Calabria''.

E' quanto dichiara in una nota il Segretario Provinciale della UilTemp Stefano Princi. ''La grande mobilitazione guidata dalla UilTemp – prosegue Princi – di concerto con le categorie delle altre sigle sindacali, ha consentito di mettere a segno un risultato fondamentale per i lavoratori calabresi, che nelle scorse settimane hanno protestato in massa nei principali snodi trasportistici richiamando l'attenzione della politica che in questa occasione si è fatta trovare pronta''. ''La pubblicazione della legge – scrive ancora il Segretario UilTemp – mette fine alle lunghe e speciose polemiche messe in piedi, a nostro parere strumentalmente, da alcuni Sindaci calabresi. Ci riferiamo ad esempio al primo cittadino di Locri Giovanni Calabrese. Nei mesi scorsi il Sindaco aveva espresso pubblicamente ed ostinatamente una serie di eccezioni sul percorso legislativo per la contrattualizzazione dei precari calabresi. Con le sue polemiche, pensiamo più dovute a posizionamenti politici che ad un reale interesse amministrativo, si è rifiutato di partecipare al bando ministeriale, determinando di fatto un grave danno per i precari del Municipio locrese, nonché una lunga serie di disagi per i cittadini del Comune, soggetti a ritardi e problemi nell'erogazione di alcuni servizi essenziali. Solo in seguito al nostro intervento il Sindaco ha deciso di aderire al bando parallelo indetto dalla Regione Calabria, per il quale oggi il Governo ha confermato la deroga. Una sorta di salvataggio in corner, determinato dal nostro incisivo intervento, che ora consente al Comune di Locri di procedere alla contrattualizzazione del personale senza alcun costo per le casse comunali''. ''Adesso che anche l'ultimo timbro è stato apposto sulla legge che consente la contrattualizzazione dei precari – scrive Princi – chiediamo al Sindaco di mettere da parte la sua verve epistolare e di utilizzare la sua penna per firmare i contratti ai lavoratori del suo Comune. Il Municipio di Locri è già fortemente in ritardo sul percorso già avviato a gennaio da pressoché tutti gli altri Comuni calabresi. E questo potrebbe generare un problema anche per la futura, ed auspicata, stabilizzazione definitiva dei precari Lsu ed Lpu della pubblica amministrazione. Non è nostro costume sottolineare i successi delle lotte sindacali portate a segno. Ma la contrattualizzazione dei precari calabresi è una vittoria di tutti, conclusa nonostante la presenza di uccellacci del malaugurio che forse speravano in un esito diverso pur di tutelare interessi che nulla hanno a che fare con il buon funzionamento della macchina amministrativa. Al Sindaco Calabrese – conclude Princi – diciamo di avviare immediatamente l'iter per la contrattualizzazione. Con le sue osservazioni speciose fino ad oggi ha già fatto abbastanza danni. Ora basta chiacchiere, si vada ai fatti''.

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