Cosenza: Coldiretti, lunedì 23 la presentazione del progetto “Adotta un clementino per l’AIRC”

(265) Lunedì 23 novembre p.v., alle ore 11.00, nella sede della Coldiretti di Cosenza, situata in via Oberdan n. 46, si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto “Adotta un clementino per l'AIRC”.

 

Introdurrà l’imprenditore agrumicolo Aldo Salatino. Interverranno: la dott.ssa Rosella Pellegrini Serra, presidente Comitato AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) Calabria; Pietro Molinaro, presidente Coldiretti Calabria; dott.ssa Patrizia Pellegrini, naturopata e presidente Associazione T.O.N.E. Saranno illustrati alla stampa tutti i motivi ispiratori e gli obiettivi dell’iniziativa che intende apportare un contributo alla causa della ricerca oncologica. Il progetto intende altresì contribuire a promuovere la bontà e le qualità salutari delle clementine IGP della Calabria in tutto il mondo mediante un’attività di diffusione che consente, ad un bassissimo costo, di gustare direttamente a casa questo prelibato frutto. Sempre di più qualità dei prodotti agricoli e salute rappresentano il volto della solidarietà.

 

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Brancaleone (RC): sabato 21 manifestazione in difesa e per il rilancio della Ferrovia Ionica Bene Comune

(264) Continua la mobilitazione itinerante della Rete di oltre 40 Associazioni calabresi riunite nell’obiettivo di salvaguardare e potenziare la Ferrovia Ionica Bene Comune.

 

Questa volta il sit-in avrà luogo alla stazione di  Brancaleone, sabato 21 Novembre prossimo, alle ore 16:00. La manifestazione, l’ultima di una lunga serie lungo tutta la fascia ionica, vuole mantenere viva l’attenzione sugli obiettivi della Petizione popolare promossa dalla Rete, focalizzata su 10 punti di rivendicazione nei confronti delle istituzioni di governo regionale e nazionale, e già firmata da migliaia di cittadini su moduli cartacei e online (FERROVIA IONICA. SALVIAMOLA E RILANCIAMOLA; www.change.org). L’obiettivo è anche quello di sensibilizzare le comunità locali e sostenere le rivendicazioni avanzate. Il trasporto pubblico ferroviario è fondamentale per scongiurare una ulteriore perdita di accessibilità e di opportunità di comunicazione rapida, sicura e di qualità per le popolazioni ioniche, tanto all’interno della Regione, quanto fra la Calabria e le altre regioni. Ne sono sempre più consapevoli anche i sindaci dei comuni rivieraschi; sono 36 quelli che hanno ufficializzato il sostegno alla Petizione ed altri si stanno aggregando. Il movimento si va rafforzando anche con l’adesione di rappresentanti di categoria, nella convinzione che lo sviluppo della fascia ionica non possa prescindere da un sistema di trasporto ferroviario adeguato. La Rete delle associazioni, che si sono auto-organizzate in coordinamento, ha già ottenuto la convocazione di un Tavolo tecnico alla Regione, ma occorre che il Tavolo tecnico sia reso effettivamente operativo, non si riduca ad una semplice consulta, per affrontare i singoli punti della Petizione popolare. La mobilitazione pertanto continua nelle piazze, con l’obiettivo di sensibilizzare sempre più le comunità locali e stimolare gli organi di governo ad assumere responsabilità e decisioni efficaci per la salvaguardia della linea, in avanzato stato di degrado, e l’attivazione di provvedimenti utili per il rilancio dei servizi su standard qualitativi europei. Brancaleone è una tappa altamente simbolica. In relazione ai recenti eventi alluvionali che hanno interessato la fascia ionica calabrese, è emersa in più punti la grave situazione e la evidente fragilità dell’infrastruttura ferroviaria; si ritiene importante dare luogo al più presto ad una azione di monitoraggio e verifica della sicurezza su tutta la linea, ed a porre in essere misure organiche di manutenzione straordinaria al fine di rimuovere situazioni di rischio e prevenire pericolosi fenomeni di dissesto idro-geologico che potrebbero comportare danni a viaggiatori e ferrovieri. Si sottolinea inoltre come l’azione preventiva sia necessaria anche al fine di limitare costi, disagi, disservizi, isolamento delle comunità locali. In allegato la Petizione Popolare con i 10 punti di rivendicazione e la lista di associazioni e sindaci che hanno aderito nel corso dei mesi scorsi alla mobilitazione. Invitiamo i cittadini a partecipare attivamente, sia attraverso la presenza in piazza a Brancaleone, sia attraverso il coinvolgimento di istituzioni locali, associazioni, movimenti, sindaci, sempre più numerosi e determinati. Vedi anche evento FaceBook: https://www.facebook.com/events/857212531043121/. Domenico Gattuso (CIUFER).

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Reggio di Calabria: Marra (M.A.A.) “Ricordiamo le vittime dei bombardamenti sull’Italia”

(262) "Anche l'Italia non mille anni fà ma circa settantadue anni fà durante la seconda guerra mondiale, ebbe le sue vittime dovute ai bombardamenti statunitensi;

 

San Lorenzo fù il quartiere più colpito dal primo bombardamento degli alleati mai effettuato su Roma. Le “4000” bombe sganciate sulla città provocarono circa 3.000 morti e 11.000 feriti; anche se il Comando Supremo Italiano ordinò immediatamente alle batterie antiaeree della zona di Roma di non reagire in caso di passaggio degli aerei nemici sulla città dando l'ordine di spostare la sede dei comandi italiani e tedeschi e delle rispettive truppe , questo non impedì a Roma di venire bombardata dagli “alleati” altre 51 volte sino a Giugno del 1944. Anche Milano è stata colpita dal bombardamento più massiccio della guerra, con la seconda ondata, probabilmente per l'errata trascrizione o interpretazione delle coordinate in codice, una volta raggiunto il punto iniziale sopra Milano, il “bombardiere“ virò  a destra invece che a sinistra. Quando l'errore venne rilevato, era ormai troppo tardi per cambiare direzione e impossibile effettuare un secondo volo di allineamento. Il carico di bombe, ormai tutte innescate, impediva, per ragioni di sicurezza, l'atterraggio del bombardiere alla base; il comandante, invece di liberarsi del carico sganciando le 342 bombe durante il viaggio di ritorno in zone disabitate o sull' Adriatico  decise di disfarsene immediatamente, facendole cadere sul centro abitato sottostante. Gli abitanti di Gorla e Precotto furono investiti da quasi 80 tonnellate di esplosivo. La maggior parte delle bombe raggiunse il quartiere milanese di Gorla. I danni furono ingenti e numerose le vittime, nonostante buona parte della popolazione avesse raggiunto i rifugi antiaerei, avvertita dai primi allarmi . Uno degli ordigni, fatalmente, centrò il vano scale della scuola elementare "Francesco Crispi", raggiungendo il rifugio sotterraneo dell'edificio e causando la morte di 184 bambini e dell'intero corpo docente (19 persone). Nella città di Milano, vi furono 614 vittime estratte dalle macerie, oltre ad alcune centinaia di feriti. Purtroppo ogni guerra giusta o sbagliata ha avuto i propri morti dai bambini agli anziani  e in questi giorni  sui social network si discute incessantemente del perchè nei profili sono state inserite le bandiere della Francia e non quelle della Russia o della Siria, classificando le vittime di serie A o di serie B e criticando le scelte dell'entrata in guerra della Francia e Russia contro l' “Isis” perchè per alcuni invece bisogna dialogare e  aspettare eventualmente altre stragi". Pietro Marra, Presidente M.A.A. (Movimento Autonomo Alternativo).

 

 

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Coldiretti Calabria: mense, cibi alla massima qualità e non al massimo ribasso

(263) Cibo sano, genuino, con prodotti del territorio. Così dovrebbe essere l’alimentazione proposta dalle mense, non solo scolastiche, al fine di tutelare i consumatori.

 

Da tempo la Coldiretti Calabria è fortemente impegnata su questo fronte, e le cronache in questi giorni ci consegnano, nella nostra Regione, proteste di genitori sulla qualità del cibo nelle mense scolastiche che “non è all’altezza”.La Calabria, ricorda Pietro Molinaro, è stata la seconda Regione a dotarsi di una Legge Regionale (n. 29/2008) che contempla Norme per orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli a chilometri zero, prevedendo specifici compiti anche per i gestori di mense pubbliche. A dare man forte alla qualità del cibo in questi giorni è intervenuto nel corso di un convegno della Coldiretti il Presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone che si è detto si favorevole al risparmio dei costi “ma – ha affermato – contemperarlo con la qualità non sarebbe un errore. Serve a sapere da dove arriva un prodotto”. Un chiaro invito – commenta Molinaro – alla rivisitazione delle gare di appalto nelle mense. “E’ un importante passo avanti il risparmio non deve essere l’unico fine da perseguire – continua – per questo ribadiamo che ad esempio nella ristorazione scolastica occorre puntare a gare dove non sia previsto il massimo ribasso, che comporta sicuramente l’utilizzo di prodotti di scarsa qualità. Meglio optare per le offerte economicamente più vantaggiose”. “Per la fornitura di cibi alle mense in Calabria, grazie ad una forte sensibilizzazione si cominciano a riscontrare occasioni e sensibilità favorevoli al fine di garantire la massima trasparenza e qualità. Per quanto riguarda le gare d’appalto, infine, si è comunque in ritardo l’applicazione degli “appalti verdi”, previsti per le mense di scuole e ospedali gestite dalla pubblica amministrazione. Sono entrati nella normativa nazionale da oltre quattro anni. Questi appalti prevedono solo frutta e verdura di stagione, almeno il 20 per cento di prodotti Igp o Dop, il 15 per cento di carne biologica ed il 20 per cento di pesce proveniente da acquacoltura bio. Un meccanismo di punteggio e premialità che Coldiretti richiede da tempo per offrire prodotti tipici che tengano anche conto di un giusto rapporto qualità-prezzo”.

 

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Reggio di Calabria: gli Assessori ai Servizio Sociali di Reggio e Villa comunicano che i fondi per infanzia e anziani per i residenti di Catona, Gallico e Arghillà sono ancora disponibili

(254) L’assessore ai servizi sociali di Villa San Giovanni, Maria Grazia Richichi, comune capofila dell’Ambito 14, assieme alle responsabili dell’ufficio programmazione welfare e famiglia del Comune di Reggio Calabria Giovanna Laganà e Francesca Bonforte,

 

hanno illustrato ai cittadini  di Arghillà le possibilità offerte dai bandi per infanzia e anziani che danno la possibilità alle famiglie di ricevere fino a 600 euro mensili sotto forma di voucher, per le rette dei bambini o per l’assistenza agli anziani. L’incontro, organizzato dal Coordinamento di Quartiere di Arghillà nei locali dell’associazione della Terza Età ARTE, al quale hanno partecipato l’Opera Nomadi con Giacomo Marino, lo Sportello Famiglia CGIL  di Catona con Rosetta Melidoni,  e il LUM con Vanessa Tramontana,  è stato introdotto da Don Francesco Megale, parroco di Arghillà, che ha illustrato la situazione precaria in cui versano molte famiglie della zona, mentre i funzionari del comune di Reggio e l’assessore Richichi di Villa hanno illustrato con dovizia di particolari il tortuoso iter che ha portato al finanziamento dei bandi in oggetto, chiusi in un primo momento ad agosto, e poi riaperti per mancanza di … domande sufficienti! Sono stati distribuiti ai presenti i moduli per le richieste, presenti anche nei siti dei comuni dell’Ambito 14 interessati e chiariti i numerosi dubbi interpretativi, ribadendo che i termini per il bando infanzia scadrà lunedì 16 novembre mentre  ci sarà tempo fino al 23 novembre per il bando degli anziani, con la possibilità che questo termine venga ulteriormente prorogato. E’ stato specificato che i cd “voucher” per l’infanzia potranno essere spesi solo negli asili autorizzati e accreditati, ad oggi solo 5 nella nostra zona, tra i quali Villa Sophia a Catona, due a Campo Calabro, una a Villa e una a Cannitello (l’elenco può essere consultato presso il Comune di Villa, dove depositare le domande). I servizi agli anziani vengono erogati attraverso la società Privatassistenza, che a sua volta attinge oltre che ai propri operatori qualificati anche alle short list di operatori socio assistenziali che dovrebbero essere presenti presso ogni comune. Un vero sollievo per le famiglie  della zona che potranno avere un sostegno estremamente qualificato per i bambini fino a 36 mesi e per gli anziani, grazie alla rete di welfare messa su faticosamente dall’Ambito 14 e dal suo comune capo fila Villa San Giovanni, sotto il cui territorio, ricordiamolo, ancora oggi ricadono i residenti delle ex VIII e IX circoscrizione, anche s e sembra che dal 2016 verrà ripristinata la competenza  esclusiva  del Comune di Reggio Calabria anche su questi quartieri. Tra le richieste avanzate ai rappresentanti dei comuni di Reggio e  Villa San Giovanni nella gestione di questi bandi, quella di avvalersi più spesso della collaborazione di cittadini attivi organizzati nei quartieri o in associazioni, al fine di diffondere le iniziative meritorie che si propongono ai cittadini (che spesso hanno diritti che non sanno come attuare) nonché la proposta per il prossimo bando anziani di non limitarlo ai soli soggetti portatori di handicap ai sensi della L.104, ma di aprirlo a tutti gli anziani non autosufficienti, come avviene per i bandi similari nel resto della regione. * Coordinamento di quartiere Arghillà.

 

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Reggio di Calabria: venerdì 20 evento benefico organizzato dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane cittadina

(251) La Lega Nazionale per la Difesa del Cane Sezione di Reggio Calabria è lieta di invitare tutta la cittadinanza reggina all’evento benefico che si terrà venerdì 20 novembre in 10 locali di Reggio Calabria.

 

Questo evento servirà (insieme ad altre iniziative) a finanziare la realizzazione del nuovo rifugio (https://www.facebook.com/Come-and-Rescue-me-Lega-del-cane-Sez-di-Reggio-Calabria-443621482496198/?fref=ts) che ospiterà gli oltre 300 cani che attualmente dimorano presso il rifugio di Campo Calabro il quale dovrà essere sgomberato entro pochissimi mesi per adattare il soggiorno degli ospiti alle normative vigenti. In questi anni la Lega del Cane, ha lavorato instancabilmente per la costruzione del nuovo rifugio, ma le risorse non sono infinite, e adesso manca un piccolo-grande passo: l'installazione del polo sanitario, che ci permetterebbe di aprire le porte della nuova "rescue". Il tempo passa, inizia il count down e noi vogliamo battere il tempo, ma da soli non possiamo farcela, per questo diciamo a voi tutti "come and rescue me", insieme possiamo salvarli, tracciamo con la nostra mano la strada del loro futuro! Durante la serata di venerdì 20 novembre, basterà recarsi in uno dei 10 punti vendita aderenti (di diversa tipologia tra pub, snack bar, lounge, pizzerie ecc…) e con una semplice consumazione contribuire alla realizzazione del progetto. All’interno di ogni locale, un volontario sarà impegnato nella diffusione di materiale informativo e per fornire qualunque tipo di informazione. La risposta dei titolari degli esercizi è stata oltre le nostre aspettative, abbiamo riscoperto nella cittadinanza un interesse ed una disponibilità che ci ha piacevolmente sorpresi, grande sensibilità abbiamo riscontrato anche da parte dei media locali, in particolare dalla redazione di RTV e Citynow, nonché da parte di giovani videomaker professionisti, i Monkey Maker Crew, che hanno prestato il loro servizio per la promozione dell’evento. Adesso confidiamo nel grande cuore della cittadinanza reggina, ci auguriamo che questo evento ci aiuti, almeno in parte, a realizzare il sogno nostro e di chi ci ha preceduti credendoci prima di noi, ma soprattutto delle oltre 300 anime senza nome che, almeno moralmente, dovrebbero appartenere a tutti. Ah… quasi dimenticavo di dire che questo evento avrà un nome: si chiamerà “mi Fido di te”, perché Fido si fida di noi… non deludiamolo!!

 

 

Info evento https://www.facebook.com/events/1653962458205734/

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Alluvione Jonio reggino: 27 milioni di € complessivi tra danni alla produzione, strutture e strade rurali. Il report dei danni e una prima stima della Coldiretti Calabria

(250) All’agricoltura in particolare dello Ionio reggino il violento nubifragio costa circa 27 milioni di euro.

 

Questo quanto stimato dalla Coldiretti Calabria dopo una prima ricognizione nella zona interessata. E’ un primo bilancio stimato per difetto a pochi giorni dai tragici eventi. L’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla provincia di Reggio Calabria dal 30 ottobre al 2 novembre 2015, in particolare nella fascia ionica, ha davvero lasciato un brutto segno. Danni alle colture, alle strutture agricole, alle sistemazioni agrarie (terrazzamenti, muri di contenimento, canali di scolo) alla viabilità interpoderale e poderale, con esondazioni di fiumi e torrenti e  conseguente allagamento delle campagne, ed inoltre compromesse le principali vie di accesso ai centri abitati. Tutto il territorio provinciale è stato interessato, l’evento eccezionale si è manifestato con maggiore incidenza e violenza nella fascia jonica della provincia. Dalla prima ricognizione, quindi non definitiva, si segnalano  i seguenti danni alle produzioni agricole, che sono così cosi dettagliati:  Bergamotto: 150 ha danneggiati in modo quasi irreversibile, prevalentemente nei comuni di Brancaleone, Bruzzano Zeffirio, Bianco, Africo, Ferruzzano; ortaggi in pieno campo: 40 ha nei comuni di Bruzzano Zeffirio, Palizzi, Africo, Ferruzzano;  serre fisse: 12 ha interessati con danni parziali alle strutture e totali alle colture in atto, nei comuni di Bruzzano Zeffirio, Africo, Ferruzzano; olivicoltura: in campagna olivicola in corso, tutte le aziende sono interessate da problemi di viabilità poderale e interpoderale, e quindi perdita di prodotto sia per cascola che difficoltà nella raccolta, con maggior rilevanza nel basso Jonio Reggino e Locride; agrumicoltura: allagamenti in centinaia di ettari in tutto il territorio,in decine di ettari nella fascia jonica da Palizzi a Monasterace dovuti anche all’esondazione dei torrenti; Zootecnia: nei comuni aspromontani, nel Basso Jonio e Locride, difficoltà provocate dalla distruzione delle strade interne, impossibilità di raggiungere l’azienda con i mezzi rotabili per molti allevatori e quindi conseguenze sulla vendita dei prodotti lattiero-caseari. I danni stimati alla produzione si ravvisano in circa 12milioni di €uro. Per quanto concerne le strutture: viabilità poderale e interpoderale  in tutti i comuni della provincia la situazione è la seguente:  terrazzamenti, muri di sostegno e smottamenti nelle aziende di tutti comuni della provincia, con maggiore incidenza nei comuni aspromontani, del reggino, del basso Jonio e Locride. La conseguenza è di un danno di circa 15 milioni. Il totale complessivo stima Coldiretti e di circa 27 milioni di €uro. Un grave contraccolpo – prosegue Coldiretti – si potrà avere anche sul fronte occupazionale. Prendendo in esame solo l’area dove l’evento calamitoso ha arrecato maggiori danni, cioè la fascia di territorio compresa tra Melito Porto Salvo e Monasterace compresi i comuni interni, si segnala che in detta area in agricoltura svolgono la propria attività n. 587 IAP, n. 503 CD, n. 4748 ditte per un numero complessivo di giornate lavorative pari a 2.088.653 milioni. La Coldiretti è impegnata con una apposita azione sindacale a far compilare agli agricoltori dei modelli di segnalazione che via via saranno consegnati ai comuni interessati in modo da avere una mappatura pressoché certa.   

 

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Gruppo Cooperativo GOEL: ancora attestazioni bipartisan dal mondo politico e sindacale

(248) Attestazioni bipartisan dal mondo politico e sindacale: dal Ministro alle Infrastrutture Graziano Del Rio "Noi ci siamo. Ripartiamo subito. Insieme", dal Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio "Non siete soli", dal Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, "Sostegno incondizionato",

 

dal leader di Italia Unita, Corrado Passera, "Solidarietà", dal Capogruppo di FDI-AN alla Camera dei Deputati, Fabio Rampelli (che ha presentato un'interrogazione al Governo*), dal Portavoce calabrese del Movimento Cinque Stelle alla Camera dei Deputati Paolo Parentela "le istituzioni prendano le distanze dalla ndrangheta con ogni gesto possibile", dal Segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli: "Bisogna fare quadrato attorno a GOEL", dalla parlamentare PD Stefania Covello ‏"Solidarietà…l'amore per la propria terra sia più forte della criminalità", da Legambiente Calabria "… tutte le forze sane della società son chiamate ad opporre rifiuto alle logiche di quella criminalità”, dal Coordinatore regionale FI Wanda Ferro "GOEL è il simbolo di una Calabria che cambia ccon il coraggio della normalità, con il lavoro quotidiano per la valorizzazione delle eccellenze del territorio", dal Presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Aieta, ‏"Vicino agli uomini e alle donne che resistono di GoelBio", dal Consigliere regionale (DP) Giuseeppe Giudiceandrea ‏"Accanto all'azienda agricola ALanterna e GoelBio. Non siete soli", dal Movimento Politico per la città di Locri "LocrRinasce".  Attestazioni dal mondo ecclesiastico, sociale, economico e cooperativo: da Don Piero Furci, Direttore dell'Ufficio diocesano PSL-GPC "reagire come è successo in precedenza: loro distruggono, noi ricostruiamo", da Focsiv, Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario, "GOEL è uno dei nostri soci, diffusione a tutto campo della notizia per esprimere la nostra vicinanza", da Banca Etica "Questo gravissimo attentato non affievolirà il coraggio di Goel", da Mario Nasone del Centro Comunitario Agape "Auspicano un moto di ribellione delle forze sane per isolare questi gruppi mafiosi e permettere la libertà' di impresa e opportunità di lavoro legale", dal Aldo Pecora, del Movimento Antimafie Ammazzateci tutti "Auspichiamo da parte del governo centrale e regionale atti concreti", dalla Cooperativa Sinapsi ‏"Solidarietà dopo l'ennesimo attentato", da UniCredit Foundation ‏"Gli amici di GoelBio sapranno ancora dimostrarsi più forti di chi così vilmente li ha voluti colpire",  da Terra! Onlus ‏"Solidarietà a GOELBio che resiste in una terra difficile come la Locride", dall'Associazione Italiana degli innovatori sociali Ashoka Italy ‏"La nostra massima solidarietà a GOELBio", da Leonardo Becchetti di Next Nuova Economia "Facciamo sentire che tutto il Paese è con loro", da Gabriele Marzano ‏"Resistere per la libertà da tutte le mafie", da Federico Fioretto di Neotopia ‏"Neotopia è con voi".

* Interrogazione al Ministro dell'Interno Alfano a firma del capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale alla Camera dei deputati Fabio Rampelli: "Una delle aziende agrituristiche associate a Goel che opera meritoriamente nel sociale per dare lavoro ai giovani e strapparli al maledetto 'collocamento' della 'ndrangheta aveva appena iniziato la stagione della raccolta degli agrumi. Ma l'attivita' si e' dovuta fermare a causa di un attentato incendiario. Sono stati distrutti il capannone per il ricovero delle attrezzature dell'azienda agrituristica, tutti gli attrezzi agricoli posti all'interno, tra cui un trattore, il gasolio agricolo e l'attrezzatura meccanica. Il trattore, essenziale all'attivita' dell'azienda, stava per iniziare la campagna di raccolta degli agrumi. I prodotti agricoli destinati al mercato equo e solidale e al circuito di vendita di prodotti bio, provengono da terre coltivata da aziende aggredite nel corso degli anni dalla 'ndrangheta". "Ci chiediamo – prosegue – che cosa aspetti il Governo Renzi, ad assumere iniziative finanziarie a sostegno di quelle aziende che subiscono attentati affinche' possano riprendere l'attivita' economica e sociale. Quello di cui il territorio ha bisogno e' un piu' rapido riconoscimento dell'attentato mafioso, che prescinde dall'esistenza o meno di richieste estorsive. Alle aziende associate a Goel giunga la solidarieta' del gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale".

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Reggio di Calabria: l’Arcivescovo Fiorini-Morosini incontra i giovani dell’Istituto “Fermi-Boccioni”

(247) Grande entusiasmo ieri all’I.I.S “Fermi-Boccioni” per la visita dell’Arcivescovo Mons. Giuseppe Morosini.

 

La visita è stata un’occasione privilegiata di incontro con i giovani. Il Dirigente Scolastico avv. Anna Rita Galletta ha accolto con gioia Sua Eccellenza esprimendo la sua riconoscenza per la visita Pastorale “in una comunità educativa che giorno dopo giorno si fa carico con amore e attenzione delle problematiche sociali e culturali del contesto territoriale di riferimento, sforzandosi di dare risposte utili e positive ad ogni singolo utente, nell’ottica strategica di porre l’alunno al centro dell’attività educativa, l’alunno come essere umano proteso ad un armonico  e completo sviluppo, secondo i principi costituzionali e i valori fondanti la cristianità”. L’Arcivescovo nel suo discorso ha invitato i giovani a vivere la loro vita da “esseri umani”, cioè da portatori di valori, indicando come valore primario il rispetto di sé, inteso come riconoscimento dell’unicità della persona umana che ha diritto di trovare la felicità non nelle cose fugaci, che regalano una felicità illusoria, ma in ciò che li realizza pienamente come persone. Il rispetto di sé porta all’accettazione dell’altro come persona da rispettare. Il riconoscimento dell’altro apre ad un amore più grande quello verso Dio. Altro valore importante è quello della libertà, intesa come assunzione di responsabilità che permette di vedere l’altro come persona da amare e da aiutare. Considerare la libertà non un “ poter fare quello che si vuole”, aiuta i giovani a ricercare   la verità che li condurrà alla vera libertà. I giovani studenti hanno ascoltato con attenzione ed interesse il discorso, rivelando come essi hanno bisogno di punti di riferimento forti che solo le istituzioni  come la famiglia, la scuola e la chiesa possono dare. A conclusione, il Dirigente scolastico ha ringraziato Sua Eccellenza rinnovando l'invito per un successivo momento di riflessione.

 

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Coldiretti Calabria: l’innalzamento al 20% nelle aranciate della percentuale di succo 100% italiano è una realtà, una primaria industria aderisce volontariamente

(246) Grande soddisfazione della Coldiretti perché una primaria e notissima azienda a dimensioni internazionali (San Pellegrino S.p.A) ha innalzato, su base volontaria, la percentuale di succo di arance nelle aranciate al 20% come testimonia l’etichetta sulle aranciate già in vendita.

 

“Chi la dura la vince – commenta Pietro Molinaro, Presidente di Coldiretti Calabria, che dal dicembre 2010, dopo i gravi fatti di Rosarno, aveva iniziato questa battaglia per modificare una Legge del 1961 che fissava la percentuale di succo nelle bibite al 12% -". Un braccio di ferro con le potenti multinazionali delle bollicine che, sotto lo slogans “Non lasciamo sola Rosarno coltiviamo gli stessi interessi”  è iniziato proprio in Calabria e può rappresentare una svolta per l’agrumicoltura italiana. Ricordiamo che della vicenda si era occupata anche la stampa internazionale proprio a seguito della catena di sfruttamento in cui gli schiavi della filiera agrumicola sono  gli  agricoltori, i lavoratori e trasformatori. “No all’aranciata che spreme agricoltori, lavoratori e inganna i consumatori”: questo è stato il grido di Coldiretti Calabria che ha portato nelle piazze ricevendo enorme consenso da migliaia di agricoltori, lavoratori, cittadini e rappresentanti delle istituzioni locali, regionali e nazionali. “Si è rotto il fronte degli industriali delle bibite e forse – commenta Molinaro – questo è il miglior regalo che ci consegna Expo Milano. Litri di parole e di pressioni le più disparate, quelle delle multinazionali (per esse Assobibite nelle audizioni in parlamento) che nonostante tanti pronunciamenti e disposizioni di legge da parte del parlamento Italiano che ha votato all’unanimità la legge 161 del 30 ottobre 2014 che prevede l'aumento al 20% di succo di arance nelle aranciate tengono bloccato l’iter di perfezionamento  definitivo che deve concedere l’Unione Europea.: adesso è giunto il momento per il si definitivo. Ora bisogna andare avanti – rilancia Molinaro – abbiamo l’esigenza di una certificazione etica in etichetta sia per annientare il caporalato e poi riconoscere agli agricoltori un prezzo giusto ed equo che non sottopaga le arance, a 7 centesimi al kg. Siamo – conclude – ad un punto cruciale affinchè,  in trasparenza e legalità, si interrompa la catena di sfruttamento che sottopaga il lavoro ed il suo prodotto. Per la Piana di Gioia Tauro – Rosarno, si aprono adesso prospettive interessanti.

 

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I Parlamentari calabresei del M5S sui danni del maltempo: “Mentra la maggioranza versa lacrime di coccodrillo, noi non smetteremo di domandare”

(245) “Non ci sarebbe nulla da aggiungere rispetto al cordoglio per la tragedia che in queste ore sta colpendo la costa ionica della Calabria.

 

Non ci sarebbe una parola da aggiungere alle tragiche immagini di distruzione e di morte, se si trattasse di un evento senza responsabili. Così però non è. Quando accadono eventi come quelli che hanno squassato la nostra terra poche ore fa, normalmente la cosa migliore è rimboccarsi le maniche ed esprimere nei fatti la propria solidarietà. Ci sono casi però in cui tacere, girare la testa dall'altra parte limitandosi a qualche comodo attestato di solidarietà, non è il modo per evitare una sterile polemica politica, ma per creare i presupposti perchè questi eventi si riproducano ancora e ancora e ancora. Per questo motivo stavolta non possiamo stare zitti. Quando si leggono in queste ore le dichiarazioni dei tanti politici, specie con responsabilità di governo regionale, “dispiaciuti” per quanto accaduto, che si sperimentano in ogni genere di promesse su interventi futuri ad evitare nuove tragedie non si può fare a meno che lo sconcerto si trasformi in disgusto. Anzitutto perchè sappiamo che tali promesse erano state già fatte in passato, ad esempio a seguito dell'alluvione di Rossano solo pochi mesi fa, senza sortire, a quanto dimostrano i fatti, alcun effetto concreto. In secondo luogo perchè i 66 milioni di interventi promessi per il 2016 dal commissario delegato per la mitigazione del rischio idrogeologico in Calabria, che sarebbe poi lo stesso Governatore Mario Oliverio, sono il cumulo di progetti che si depositano da troppo tempo e non riguardano i corsi d'acqua che hanno creato in queste ore le più gravi tragedie né i comuni maggiormente colpiti. Se il Governo regionale ha scelto di prendere in giro i cittadini, il momento è davvero pessimo. Quando guardiamo a quei binari ferroviari accartocciati e sospesi nel vuoto, alle voragini che ora si aprono nell'unica strada degna di questo nome che percorra la costa ionica, a quei torrenti strabordati il cui corso è stato violentato per i capricci di qualche costruttore amico degli amici, non possiamo che ricordare gli atti e le battaglie in Parlamento e sul territorio contro il dissesto idrogeologico, alla risposta sempre incerta del Governo. Non possiamo accettare l'amnesia di una maggioranza così calda nel riaprire il dossier del ponte di Messina, ma così tiepida verso la tutela del territorio, che ora versa le loro lacrime di coccodrillo. Contano sul silenzio della gente decente, abituata a spalare il fango senza proclami. No davvero stavolta le risposte ce le darete. E noi non smetteremo di domandare”. I Parlamentari calabresi del M5S.

 

 

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Dissesto idrogeologico, Candido (Radicali) “Serve subito geologo di zona. Al congresso come radicali abbiamo approvato una mozione particolare. Adesso facciamo pressing affinché il governatore della Regione Calabria Oliverio si attivi anche lui”

(244) “Mentre in Calabria si stava consumando l'ennesimo disastro idrogeologico con la perdita di un'altra vita umana, l'ennesima che si somma ad una tragica conta, al congresso di Chianciano T. come Radicali italiani abbiamo approvato

 

proprio ieri (1/11/2015, ndr) una mozione particolare di cui sono primo firmatario che impegna i neoeletti organi dirigenti a sostenere in ogni sede sia possibile l'antica proposta di Marco Pannella già dagli inizi degli anni ottanta quando era consigliere comunale a Napoli, di istituire il geologo di zona in ogni comune e che oggi è divenuta proposta ufficiale anche del Consiglio Nazionale dei Geologi.  In questo senso – si legge in una nota diffusa da Giuseppe Candido, esponente dei Radicali ed autore del volume La peste ecologica e il caso Calabria – riteniamo assai lodevole la nomina del professor Carlo Tansi, geologo ricercatore del CNR, alla guida della nuova unità operativa di Protezione Civile regionale recentemente istituita. Un atto serio e responsabile del governatore Oliverio e e della sua giunta, considerata la vulnerabilità idrogeologica della Regione. Ma come Radicali ribadiamo che – prosegue la nota – per la prevenzione e la mitigazione dei rischi geologici così endemici e diffusi, è necessario un serio investimento che investa nella prevenzione e nella responsabilizzazione di chi gestisce ed amministra i territori: cioè i comuni. I quali devono essere dotati di questa figura professionale in pianta stabile. Per questo – conclude Candido – soprattuto in una regione come la Calabria, molto pericolosa dal punto di vista sismico e con il cento per cento dei comuni che presenta aree a rischio idrogeologico, è necessario investire in prevenzione e in cultura delle prevenzione diffusa partendo dal basso, a livello territoriale e comunale, ed è paradossale che nessun comune della regione abbia un proprio geologo in pianta organica. Come è altrettanto evidente che un geologo responsabile per ogni area a rischio potrebbe occuparsi non solo di attuare subito una prevenzione diffusa mediante il continuo monitoraggio delle aree a rischio, dei sistemi di allerta delle popolazioni che spesso sono colte impreparate, ma anche -attraverso un coordinamento regionale- di programmare ed effettuare interventi mirati alla mitigazione dei rischi che, per buona pace dei sostenitori del solito ponte, sono la vera opera prioritaria per tutto il paese e ancor di più in una regione come la Calabria”.

 

 

Di seguito il testo della mozione approvata

 

Chianciano Terme, 2015 – XIV Congresso Radicali Italiani

Mozione particolare: sostenere la proposta di istituire in tutti i Comuni l'ufficio del geologo di zona. 

 

Il congresso di RI,

 

Considerato che: 

Ogni qual volta piove un po' di più l'area colpita dalle precipitazioni si trasforma, sistematicamente, in "area del disastro", con frane, allagamenti, morte e distruzione.

La vulnerabilità idrogeologica del territorio è resa così alta dal dilagare dell'abusivismo (seguito da condoni) e, in molti casi, dallo scempio che si è fatto delle leggi della natura con quelle degli uomini.

Un geologo per ogni comune era la proposta originaria di Marco Pannella già dagli anni '80 quando era consigliere comunale a Napoli. 

Oggi quella proposta è divenuta una proposta ufficiale anche del Consiglio nazionale dei geologi. Questa non è una lotta per rafforzare una categoria. Ma una battaglia per la vita.

Un geologo per ogni area a rischio, si potrebbe occupare del monitoraggio di fiumi e dei corsi d'acqua, del funzionamento e della implementazione dei sistemi di allerta delle popolazioni.

Potrebbe introdurre, all'interno delle pubbliche amministrazioni, quella cultura del rispetto dell'ambiente che finora è mancata.

Sarebbe ancora oggi una proposta radicale ragionevole. 

Mentre in Italia si discute su cosa fare per il dissesto idrogeologico con pochi bruscolini in finanziaria, la Spagna ha di recente fatto propria la proposta di istituire l’ufficio geologico di zona per la prevenzione del dissesto idrogeologico, la promozione e la salvaguardia del territorio, trasformandola in proposta di legge da discutere al Congresso dei deputati.

Il congresso impegna gli organi dirigenti a sostenere in ogni sede si renda possibile la proposta dell'istituzione in ogni comune dell'ufficio del geologo di Zona.

 

Chianciano Terme 01/11/2015                              Primo firmatario Giuseppe Candido

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Coldiretti Calabria: “Oltre i danni all’agricoltura, quello che preoccupa è la situazione di isolamento delle zone interne. Verificare le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamità nelle zone più colpite”

(243) Le intense  precipitazioni di questi giorni, che hanno fatto tracimare i fiumi e crollare anche  hanno provocato danni ingenti all’agricoltura in particolare bergamotto e olivicoltura.

 

Questo è quanto emerge  da un primo monitoraggio della Coldiretti Calabria che segnala la necessità di verificare le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamità nelle zone più colpite. “Quello che preoccupa in questo momento – sottolinea la Coldiretti – sono frane e smottamenti che rendono impossibile la viabilità interna, in particolare nel reggino,  che hanno isolato paesi e frazioni nelle zone interne e quindi aziende e famiglie. Strade poderali ed interpoderali, oltre la viabilità normale, di fatto sono impraticabili e diversi imprenditori della Coldiretti, con i propri mezzi stanno collaborando per affrontare le situazioni di emergenza. Anche i Consorzi di Bonifica con le poche risorse hanno dato la loro disponibilità e in qualche caso, per quanto di loro competenza, sono già intervenuti. Certamente, le zone interne adesso soffrono di più – commenta Molinaro Presidente di Coldiretti Calabria – per gli allevamenti per esempio, l’isolamento è pericolosissimo, poiché oltre a non riuscire a compiere le normali operazioni, non si riesce a garantire nemmeno l’alimentazione del bestiame. Questo – prosegue – è un ulteriore segnale e forse sarebbe il caso di dare davvero nuove condizioni di sicurezza per tutti intervenendo in tempo utile. Mi preme sottolineare – conclude Molinaro – l’impegno notevole fin dalle prime avvisaglie del neo-capo della Protezione Civile Regionale Carlo Tansi, che ha seguito di persona e costantemente l’evolversi della situazione. Le sue dichiarazioni, peraltro di impegno per la sinergia delle varie Istituzioni che operano sul territorio oltre che condividerle le consideriamo un buon viatico per l’attività di prevenzione per la mitigazione del dissesto idrogeologico”. La Coldiretti, attraverso le proprie strutture è impegnata a monitorare costantemente la situazione e segnalare i casi di estremo pericolo. 

 

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Confesercenti presenta un’importante proposta di legge a supporto delle attività commerciali

(242) Continuando nella propria azione di supporto al sistema commerciale quale elemento fondamentale dell’economia nazionale e fonte di reddito, diretto ed indiretto, di milioni di famiglie italiane, la Confesercenti ha recentemente presentato una proposta di legge finalizzata a dare un forte impulso alle attività economiche incentrate sul commercio.

 

L’iniziativa, denominata “Misure per il recupero di immobili sfitti in aree urbane degradate” vuole favorire il rilancio delle attività commerciali di piccole dimensioni attraverso un contestuale recupero urbanistico delle aree urbane degradate, con particolare riferimento ai centri storici ed alle aree rurali a disagio abitativo. La norma, se approvata, introdurrà la concessione di particolari agevolazioni fiscali in caso di avvio di un’attività di vendita al dettaglio o di somministrazione di alimenti e bevande, o ancora attività di produzione e vendita di prodotti artigianali, in locali sfitti da almeno due anni, trasferiti in proprietà o in locazione per l’esercizio delle predette attività. Tali agevolazioni si applicheranno per la prestazione di “servizi primari di vicinato”, quegli esercizi che curano la distribuzione e la commercializzazione diffusa e capillare sul territorio, in particolare nei piccoli comuni ed in specifici ambiti urbani, dei prodotti alimentari di prima necessità. La proposta prevede delle agevolazioni su più versanti. Il locatore potrà decidere di applicare un'imposta in forma di cedolare secca, sostitutiva dell'imposta sul reddito delle  persone  fisiche e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione; la cedolare secca sostituisce anche le imposte di registro e di bollo sulla risoluzione e sulle proroghe del contratto di locazione. Per quanto riguarda invece i soggetti che avviano un’attività in locali situati nelle aree individuate dai Comuni in base a questa proposta di legge, si applicherebbe un regime fiscale di vantaggio, con  un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali ridotta al 5 per cento, fermo restando il possesso di alcuni requisiti ed il rispetto di limiti previsti dalla legge. Inoltre, limitatamente ai primi tre anni, le tariffe ed i tributi locali sono applicati nella misura del 50%. È molto chiara la posizione di Nino Marcianò, presidente regionale di Confesercenti: “Confesercenti sostiene con forza la centralità del tema del recupero dei centri storici delle città, con la precisa convinzione che le attività commerciali, in tale contesto, rappresentino un buon deterrente alla desertificazione delle città, testimoniata dalla forte diminuzione della presenza degli esercizi commerciali di piccole dimensioni (i cosiddetti esercizi “di vicinato”), che si è verificata in Italia negli ultimi 20 anni”. Il percorso di decadimento delle aree urbane, in una prima fase, è stato strettamente connesso al processo di crescita delle grandi aree commerciali localizzate in prossimità delle città, e successivamente è stato influenzato da cambiamenti nei consumi delle famiglie e del loro comportamento di spesa, e dalla contestuale crescita del costo degli affitti per attività commerciali ed artigianali. “Giusto per non farsi mancare nulla – continua Marcianò –  le imprese locali hanno visto una esagerata crescita della pressione fiscale, erariale ma soprattutto locale (la sola tassa di smaltimento dei rifiuti, ad esempio, in cinque anni ha prodotto aumenti medi di circa il 40% per un esercizio commerciale; il passaggio da ICI a TASI-IMU ha prodotto incrementi vicini al 100%) accompagnata da scelte normative, non ultima quella sulla “liberalizzazione degli orari di apertura”, che hanno dato il colpo di grazia ad un difficile equilibrio che si era realizzato tra piccole e grandi strutture di vendita”. “Le conseguenze sono state implacabili per gli esercizi di piccola dimensione: una continua erosione dei margini e delle quote di mercato, la conseguente diminuzione del numero di attività commerciali e dei pubblici esercizi, una vera e propria desertificazione dei centri storici, delle aree urbane cittadine e dei piccoli centri. Tutto ciò determina che un centro depauperato delle attività commerciali si trasforma in un distretto terziario che ferma la sua attività quando chiudono gli uffici, e si svuota, così come una periferia senza negozi degrada in un quartiere dormitorio o in un quartiere ghetto: è indiscutibile che città senza negozi sono città “spente”, e, particolare molto rilevante, anche molto meno sicure”. Anche a fronte dei primi segnali che i consumi interni stanno ripartendo, seppur lentamente, l’onda lunga della crisi del commercio non si arresta. E la desertificazione dei centri urbani continua ad avanzare: dal 2009 ad agosto di quest’anno registriamo 165.000 imprese in meno nei settori del commercio al dettaglio, bar, ristoranti ed alberghi. Di queste, 56.000 operavano nei capoluoghi di regione. Anche la Calabria segue tale tendenza, con una stima di 24.300 negozi sfitti su scala regionale, su un totale di 627.750 in Italia (elaborazioni Anama Confesercenti su dati Agenzia delle entrate e rilevazioni operatori). Proprio per contrastare questa tendenza, ormai pluriennale, e per agevolare la rinascita di attività commerciali, che Confesercenti propone un meccanismo “combinato”: una norma che permetta di introdurre canoni concordati e cedolare secca anche per gli affitti di locali commerciali. Un sistema già previsto per le locazioni abitative  e che potrebbe essere declinato anche per il commercio attraverso un accordo tra proprietari immobiliari, rappresentanti delle imprese commerciali e amministrazioni territoriali competenti. In questo modo si potrebbe favorire, in un momento di ripartenza dell’economia, anche la ripresa del mercato immobiliare, dando allo stesso tempo nuovo impulso alla rinascita del commercio urbano e delle botteghe. Si creerebbe valore per tutti i soggetti interessati: il proprietario dell’immobile godrebbe di un indubbio beneficio fiscale, le attività commerciali corrisponderebbero un canone ridotto, per l’amministrazione comunale sarebbe un doppio investimento: sociale, con il ripopolamento delle aree oramai desertificate delle città, e fiscale. “Secondo le elaborazioni di Confesercenti – conclude il Presidente Marcianò – con l’introduzione di un canone concordato e cedolare secca potrebbero rinascere, nell’arco di due anni, circa 200mila negozi in Italia (il 30% dei locali sfitti). Per l’erario e le amministrazioni comunali – tra Ires, Irpef recuperate ed Irap e Tari – si potrebbe generare, dopo tre anni,  un introito aggiuntivo di 1,5 miliardi di euro”. Questo intervento, allo scopo di rafforzarne l’efficacia, dovrebbe essere affiancato da misure di tipo fiscale, temporanee, volte al consolidamento delle attività delle nuove imprese beneficiare dei canoni concordati: una fiscalità di vantaggio, a valere su Irpef ed Iva in particolare, con le stesse modalità previste per i contribuenti “minori”; un sistema di tariffe locali agevolato, in particolare per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti (con una riduzione per i primi tre anni di attività del 50% della tariffa) e l’Irap (con esenzione totale per i primi tre anni).

Stime dell’effetto dell’introduzione di canone agevolato e cedolare secca sugli affitti e sul gettito erariale:

 

Locali commerciali affittati in due anni

+200mila

Gettito Ires/Irpef recuperato con cedolare al 10%, a regime, dal 3° anno

+669.746.000 €

Gettito Tari aggiuntivo, a regime

+535.796.800 €

Gettito Irap aggiuntivo, a regime

+337.551.984 €

TOTALE GETTITO RECUPERATO:

+1.543.094.784 €

 

Fonte: stime Confesercenti

 

 

 

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Reggio di Calabria: Scuola di Cultura Politica, sabato 31 la prolusione inaugurale del corso

(234) La Scuola di cultura politica, organizzata dall’Istituto superiore europeo di studi politici (ISESP) in collaborazione con il Dipartimento di Giurisprudenza ed Economia dell’Università Mediterranea sotto il patrocinio della Provincia di Reggio Calabria e dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria, è ai blocchi di partenza.

 

La Scuola si presenta come progetto che intende promuovere il dibattito pubblico e la formazione in materie oggi essenziali fornendo una formazione e competenze specifiche su profili che vanno dalla storia del paese e delle istituzioni al diritto, dall’economia alla filosofia politica e sociale. In un momento nel quale l’attività politica è diffusamente guardata con diffidenza e avvertita con sfiducia quanto alla capacità di risolvere realmente i problemi, con un conseguente  allontanamento dalla partecipazione alla vita politica, appare importante avviare una riflessione sul nesso tra valori e sviluppo della società, tra politica ed azioni capaci di incidere positivamente sul territorio in  modo adeguato ed efficiente. Obiettivo della Scuola è non solo riscoprire l’antico senso dell’agire politico e la sua più alta dimensione, ma guardare alla realtà di oggi e di domani, nella consapevolezza che non si può prescindere dal considerare la politica come cultura, legando così questa all’idea di progresso, sviluppo, migliore sostenibilità. In questa direzione è solo nell’ambito di un quadro di riferimento generale e culturale che si ritiene di poter svolgere alcuni approfondimenti sui temi che in questo momento meritano una maggiore attenzione come l’anticorruzione, le scelte economiche europee, la tutela dei diritti con riferimento ai diritti umani ed alle istanze dei migranti, la finanza degli enti locali e i rapporti tra istituzioni centrali e locali. L’attuale congiuntura storica e le istanze sociali che la caratterizzano, rendono necessario e persino urgente una formazione nel senso della cultura della politica, non fine a se stessa, ma come strumento di maturazione di una coscienza socio-politica determinata dalla volontà di partecipare attivamente al bene comune. Tornare a parlare di cultura politica significa rivolgere l’attenzione verso il passato e contemporaneamente articolare nel presente e per il futuro gli esiti di una indagine multidisciplinare e compiuta. Le attività inizieranno con la prolusione inaugurale che verterà su un tema di stringente attualità come la geopolitica. Relatore d’eccezione sarà S. E. l’Ambasciatore Giovanni Castellaneta che discuterà il tema “Vortice mondiale se geopolitica e storia tornano a mescolarsi”. Tra i padroni di casa che porteranno i saluti all'ambasciatore, ai corsisti e al pubblico, oltre al Rettore dell’ Università Mediterranea Pasquale Catanoso, saranno presenti  il senatore Nico D’ Ascola, direttore della Scuola e ordinario di diritto penale dell’Università Mediterranea, il presidente dell'Isesp, l'avv. Raffaele Cananzi, il prof. Daniele Cananzi, associato di filosofia del diritto dell’ Università Sapienza di Roma e coordinatore scientifico della Scuola, il prof. Francesco Manganaro, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza ed Economia e ordinario di diritto amministrativo nell’Ateneo reggino. Avere scelto la geopolitica quale tema d’avvio appare sintomatico dell’attività che la Scuola intende svolgere, così come la presenza di Castellaneta rende evidente l’alto profilo che intende mantenere. Giovanni Castellaneta è un diplomatico italiano, ha svolto la sua attività come ambasciatore d'Italia in Iran (1992-1995), in Australia (1998-2001) e negli Stati Uniti d'America (2005-2009). È stato inoltre consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana e suo rappresentante personale per i Vertici del G8 del 2001 e del 2005. Attualmente è presidente del consiglio di amministrazione di SACE ed è consigliere d'amministrazione di Finmeccanica, nominato dal Governo italiano. La prolusione inaugurale del corso si svolgerà sabato 31 ottobre 2015 nell’Atelier dell’Università Mediterranea (cittadella universitaria – Feo di Vito) alle ore 18,00.

 

 

 

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L’Unione Nazionale Consumatori avverte: il fisco insostenibile rischia di far implodere il sistema

(233) L’invio massiccio di bollette fondate su criteri presuntivi, senza tenere conto della capacità contributiva dell’utente, rischia di far implodere il sistema.

 

E’ l’allarme lanciato dal Presidente Regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, Avv. Saverio Cuoco, in ordine alla gravosa pressione fiscale che incombe costantemente sui contribuenti. La percentuale enorme di pressione fiscale che ormai grava sugli italiani e la tariffazione elevata delle imposte locali, determinano inevitabilmente un corto circuito per cui il sistema rischia di andare letteralmente in tilt e di determinare alla fine più danni che vantaggi economici. Non è una mia supposizione ribadisce l’Avv. Saverio Cuoco, ma la conclusione alla quale si è arrivati in collaborazione con il “centro di orientamento giuridico del consumatore” attraverso la constatazione alla quale assistiamo quotidianamente con il popolo dei consumatori che si rivolgono all’associazione. Sono molti infatti i contribuenti che non riuscendo più a sopportare una imposizione fiscale giunta a livelli così elevati da prosciugare l’intero reddito familiare,  rinunciano per causa di forza maggiore a pagare i tributi richiesti, altri invece dinanzi ad una bolletta esosa, sganciata ormai da qualsiasi ragionevole criterio, aprono un contenzioso con le Istituzioni. Prova ne sia che il contenzioso nei riguardi del Comune di Reggio Calabria è aumentato in maniera considerevole, non limitandosi più a quello che potrebbe considerarsi “fisiologico” ovvero dettato da errori nell’invio di bollette già pagate o affette da imprecisioni nella compilazione, o legato prevalentemente alla qualità del servizio reso del tutto fatiscente, ma è diventato un contenzioso “strutturato”, perché le istituzioni non seguendo più rigidi criteri ancorati al consumo erogato, ma costantemente protesi al risanamento di bilancio, rischiano sempre più di non raggiungere l’obiettivo prefissato e soprattutto non tenendo conto della capacità contributiva del cittadino, creano uno scollamento con i contribuenti. La capacità contributiva è un principio fondamentale del diritto tributario, espressamente sancito dall'art. 53 della Costituzione e assicura che ogni prelievo sia giustificato da indici rivelatori di ricchezza, ai fini di una giusta ripartizione del carico fiscale, ovvero, che sia colpita l'effettiva idoneità del soggetto al prelievo fiscale. Mi spiego ancora meglio prosegue l’Avv. Saverio Cuoco, siamo in una fase in cui il fenomeno delle “bollette pazze” dei tempi passati è ormai superato, il contribuente oggi è stanco di doversi sempre più difendere dalle Istituzioni e utilizza la “giustizia difensiva”, ovvero contesta e impugna sistematicamente le bollette che superano determinati importi, così facendo apre un contenzioso che, considerati i tempi di durata della giustizia civile, gli consente di respirare per parecchio tempo e di ottenere inoltre, per citare un esempio, come nel caso delle bollette del servizio idrico anche delle sentenze favorevoli, come già annunciato dall’Unione Nazionale Consumatori Calabria, dal momento che nella stragrande maggioranza dei casi, esse sono state calcolate non come da regolamento sulla scorta delle letture effettuate dai letturisti comunali, ma con criteri presuntivi assolutamente illegittimi, anche se non è l’unico caso di ricorso a criteri presuntivi, come più volte riscontrato anche per le bollette relative al consumo di energia elettrica, pur esistendo i contatori “intelligenti”. Mettere a disposizione il dato di lettura reale e non di stima dei consumi è necessario non solo per assicurare trasparenza nelle fatture, ma anche per rendere credibile la richiesta di importi legati all’effettivo consumo, ripristinando così quella “capacità contributiva” proclamata dalla  nostra Costituzione”. Quando tutto ciò viene stravolto, si assiste anche alla richiesta di molti cittadini che non riuscendo a sopportare una imposizione abnorme sugli immobili posseduti, preferirebbero cederli alle Istituzioni in cambio di un corrispettivo. Se si improvvisano criteri alternativi, del tutto presuntivi che non rispecchiano la realtà dei consumi e si aumenta a dismisura l’imposizione fiscale, il cittadino-bancomat non ritiene più legittimo nè possibile contribuire alla spesa pubblica e si opporrà contestando le bollette varie, aprendo una voragine di contenziosi il cui costo ricadrà alla fine inevitabilmente sulla istituzione stessa che li ha emesse, collassando il sistema che non potrà più garantire le entrate tributarie previste. Il Presidente Regionale, Saverio Cuoco.

 

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Allarme Coldiretti: “In Calabria la campagna olivicola 2015/2016 è di ottima qualità e chiede di intensificare i controlli”

(231) Dopo che il 2014/15 ci ha consegnato una campagna olearia la più magra  dal dopoguerra, la campagna olearia 2015/16 è quella del riscatto e della qualità dell’olio. Ma Coldiretti lancia un allarme.

 

"Occorre – afferma Molinaro presidente regionale dell’organizzazione – stringere  le maglie larghe della legislazione e intanto, in un momento decisivo, occorre che tutti coloro che ne hanno titolo e competenze,  intensifichino i controlli per la tutela e valorizzazione della qualità e della trasparenza della filiera degli oli di oliva per evitare rischi di frode, sofisticazione, contraffazione e concorrenza sleale verso le produzioni regionali. La messa in commercio di oli di oliva vergini di scarsa qualità come oli italiani e l’usurpazione del Made in Italy provoca gravi danni all’economia della Calabria, alle imprese agricole virtuose e viola il diritto dei cittadini – consumatori ad alimenti sicuri, di qualità e di origine certa. In questi giorni – prosegue – si stanno aggirando tra i nostri produttori persone (commercianti e mediatori) senza scrupolo che preferiscono assicurarsi olio di nuova produzione, e cercano di imporre prezzi sulla scorta – a loro dire – di contratti con paesi europei ed extraeuropei che sono sensibilmente più bassi. “Questo aumenta il rischio  che vengano spacciati come Made in Italy prodotti di altri paesi. Non bisogna allentare su questo fronte – continua –  la campagna olivicola in Calabria e già in fase avanzata e noi siamo la seconda regione produttrice in Italia. L’olivicoltura  mette in moto un comparto che può contare su un patrimonio di superfice agricola investita in olivo di 189.375 ettari con 215milioni di piante; tre Dop e una IGP riconosciute; valore medio di produzione di circa 600 milioni di €uro ed una manodopera stimata di circa 14milioni di giornate lavorative. Infatti gli oli di oliva vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri un inganno per i consumatori e un danno ai nostri produttori”. Certamente bisogna guardare con attenzione le etichette ed acquistare extravergini in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane.” Sotto accusa – sostiene la Coldiretti – è anche la mancanza di trasparenza nonostante sia obbligatorio indicare per legge l’origine in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario n.182 del 6 marzo 2009. Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere è però quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La scritta è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile.”. Nella filiera olivicola – ricorda Molinaro – operano tantissime aziende condotte da giovani".

 

 

 

 

 

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Parco Nazionale dell’Aspromonte: Dieni, Nesci e Parentela (M5S) “Indecorosa la spartizione dell’Ente in barba alle incompatibilità”

(230) “Non permetteremo che il Parco nazionale di Aspromonte si trasformi in un poltronificio, una sorta di bottino da spartire tra i soliti noti.”

 

Questa la dichiarazione dei parlamentari del Movimento 5 Stelle Federica Dieni, Dalila Nesci e Paolo Parentela, a fronte dell’atto di denuncia da essi sottoscritto e depositato a Montecitorio sul cumulo di cariche ricadenti in capo a Francesco Cannizzaro, capogruppo della Casa delle libertà in Regione Calabria. “Come troppo spesso accade in Calabria, anche l’Ente Parco d’Aspromonte, come altri enti pubblici è divenuto una specie di bottino da spartire per la classe politica locale, attraverso cui distribuire incarichi, in barba ad ogni giudizio di incompatibilità o opportunità, oltreché incanalare ingenti fondi pubblici. Abbiamo già portato avanti, alla Camera il caso di Francesco Malara, che è contemporaneamente revisore dei conti del Consiglio regionale, sindaco di Santo Stefano d’Aspromonte e componente del consiglio direttivo del Parco d’Aspromonte. Ora abbiamo segnalato con un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente il caso di Francesco Cannizzaro, consigliere regionale, provinciale e anch’egli membro del Consiglio direttivo dello stesso Parco. Partito Democratico e centrodestra, solidalmente, si spartiscono i posti nel consiglio direttivo che di un ente può disporre di una dotazione finanziaria di circa 9 milioni di euro e che probabilmente ritengono essere il giardinetto di casa loro.Continuano Dieni, Nesci e Parentela: “a questo sistema clientelare che ignora le regole e che opera senza il minimo pudore va messo un punto. Noi siamo determinati a smantellarlo, se ce ne sarà bisogno un pezzo per volta. E il sistema consociativo che regge la Calabria non dubiti: i cittadini stanno aprendo gli occhi. Il vento sta cambiando.” * Ufficio Stampa.

 

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Reggio di Calabria: Marra (MAA) “Stop a crudeltà sugli animali”

(229) "Anche noi pronti a sostenere LAV, Lega del Cane e Greenpeace per la vicenda dell'elefante morto nella nostra città detenuto dal Circo Togni, quindi agli accertamenti necessari per capire le cause ed eventuali colpevoli.

 

Ci uniamo all'appello delle associazioni Lega del Cane, LAV e Greenpeace chiedendo al Comune di Reggio Calabria di mettere la parola fine allo sfruttamento degli animali nei circhi, introducendo un regolamento comunale che ne disciplini la presenza sul territorio. Negli anni tanto è cambiato ma ancora non basta per mettere la parola fine alla sofferenza degli animali che sono costretti a vivere in un habitat indesiderato e sottoposti ad un continuo stress. Basta sentire le notizie di questi ultimi giorni sia nelle tv nazionali che su internet per notare la malvagità dell'uomo e del potere del denaro in quanto abbiamo visto con nausea delle immagini della leonessa dissezionata nello zoo di Copenaghen con la presenza di molti bambini nelle prime file, di fronte al bancone dove si svolgeva l'operazione, con le mani a protezione di naso e bocca, nel tentativo di tenere lontano il cattivo odore. Lo spettacolo è stato raccapricciante: il corpo dell'animale squartato lentamente, gli organi interni messi in mostra come sul bancone di una macelleria. Negli zoo danesi il sezionamento di cadaveri di animali è pratica diffusa, e come era avvenuto nel caso della giraffa di Copenhagen, anche questa volta i dirigenti dello zoo si sono sorpresi per le proteste, scatenatesi soprattutto all'estero sui social media ed anche per questo  non è mancato l'intervento di Striscia la Notizia. E non per ultimo ricordo il dentista americano che avrebbe pagato 50.000 dollari per uccidere un leone con arco e frecce. Il leone, Cecil, simbolo del Parco Nazionale Hwange nello Zimbabwe, famoso per la sua meravigliosa criniera nera, è stato assassinato nei pressi del Parco agli inizi di luglio; lo stesso lo avrebbe attirato fuori dall’area protetta con un’esca trainata  dall’automobile e poi ferito con una freccia e, soltanto dopo 40 ore di agonia, lo avrebbe finito a colpi di pistola per poi scuoiarlo e decapitarlo. L'essere umano a volte nel profondo del cuore nasconde tanta malvagità e crudeltà che sfocia contro la natura e gli animali in genere". Il Presidente del M.A.A., Pietro Marra.

 

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Reggio di Calabria: Primerano (Studenti per le Libertà Calabria) “Soddisfazione per l’elezione di Romeo a Presidente nazionale”

(225) “Manifesto tutta la mia felicità nel formulare al mio amico Giuseppe Romeo i complimenti ed auguri di buon lavoro per il considerevole incarico ricevuto quale Presidente Nazionale di Studenti Per le Libertà (SpL),

 

movimento ufficiale degli studenti di Forza Italia. La componente giovanile – studentesca calabrese di Forza Italia è particolarmente entusiasta perché ad essere chiamato alla guida del movimento nazionale è un nostro conterraneo, esempio  di sana politica, abnegazione e lungimiranza. Giuseppe, da sempre attentissimo conoscitore delle problematiche studentesche ed accademiche, è stato, nel ruolo di Consigliere Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU), punto di riferimento saldo e tangibile sempre disponibile a contribuire alla crescita di Studenti per Le Libertà, portando all’interno del movimento vari contributi di competenza ed efficacia. Conoscendo la sua dedizione sarà  già al lavoro! Auguri Presidente!” Vincenzo Primerano, Coordinatore Regionale Studenti Per le Libertà – Calabria.

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