Reggio di Calabria: vertenza Mercati Alimentari, adesso è sciopero. Uiltucs: “Basta ad abusi contrattuali ed occupazione a rischio, davanti al silenzio inaspriamo la mobilitazione”

(90) «Adesso basta, la misura è davvero colma. La pazienza ha un limite, soprattutto davanti al continuo mancato rispetto dei lavoratori, dei propri diritti e del proprio futuro, quindi della propria dignità.

 

E al fatto che l’azienda non ne vuole proprio sapere di ascoltarci, nonostante i nostri appelli al confronto. Non ci resta che inasprire la mobilitazione. Dopo lo stato d’agitazione, passiamo allo sciopero. Anche perché, oltre a danni come gli stipendi di gennaio e febbraio non erogati, c’è una duplice beffa. Quella dell’infondata ed offensiva accusa di difetto di attaccamento ai valori aziendali, di assenza di condivisione delle necessità organizzative e di adagiamento ad abitudini acquisite rivolta ai dipendenti. E quella della provocatoria ipotesi di interruzione del rapporto di lavoro in essere addirittura volontaria, senza escludere quella del licenziamento o dello smantellamento aziendale». È dura, durissima, la Uiltucs in merito alla vertenza Mercati Alimentari. E, dopo una nota attraverso la quale lanciava lo stato d’agitazione dei lavoratori nei confronti della San Francesco srl Unipersonale, a pochi giorni di distanza il sindacato torna a diramarne un’altra a difesa dei 18 dipendenti operativi nel punto vendita di viale Aldo Moro, questa volta annunciando un pacchetto di due giorni di sciopero contro l’azienda del gruppo Bonina. «C’eravamo definiti “sorpresi” per l’avvento della San Francesco srl Unipersonale, giunto improvvisamente allo scadere dalla gara di affitto di ramo d’azienda. Così come “perplessi” per un curriculum dell’azienda subentrante non proprio dei migliori, rivelatosi tale anche dopo il suo arrivo al punto vendita di viale Aldo Moro. E c’eravamo definiti anche “sgomenti” e “furiosi”, non solo per le stesse inadempienze, ma pure per le medesime immotivate accuse. Siamo ancora “sgomenti” e “furiosi”. Anzi lo siamo di più. Perché il nostro grido è rimasto inascoltato» prosegue così il documento diffuso dal comparto turismo, commercio e servizi della Uil. «L’azienda non paga, pone grandi punti interrogativi sul futuro occupazionale dei 18 e accusa ingiustamente gli stessi ed evoca inesistenti problemi di adeguamento aziendale anziché assumersi le proprie responsabilità e pensare a nuove strategie di mercato. Nonostante ciò, anche se sdegnati per quanto subito e preoccupati per il proprio futuro e per quello delle proprie famiglie, i dipendenti vanno avanti con consueti impegno e professionalità, anche facendo ore di lavoro in più, domeniche e festività, ovviamente tutto non pagato, a dimostrazione come le critiche aziendali siano assolutamente campate in aria» si legge ancora nel comunicato sindacale. «I 18 si stanno portando avanti una lotta dai toni civili ed allo stesso tempo determinata. Noi siamo al loro fianco per difendere dignità, diritti e futuro dei lavoratori. E ci stiamo battendo per far capire all’azienda che con un suo maggiore impegno progettuale ed organizzativo e un maggiore dialogo con i propri dipendenti sia possibile sviluppare un qualcosa di positivo al punto vendita di viale Aldo Moro. Al momento, purtroppo, dignità, diritti e futuro sono calpestati e il benessere per dipendenti, azienda e clienti è lontano. Per questo, considerato che restiamo inascoltati, siamo costretti a proclamare due giorni di sciopero» è il modo nel quale termina la nota della Uiltucs.

 

Condividi sui social

Generazione Famiglia: “Sul referendum costituzionale, Renzi ora teme il popolo del Family Day”

(89) “Matteo Renzi ha trattato con spocchia e indifferenza il popolo del family day, rifiutando anche il minimo confronto più volte richiesto sulle unioni civili e procedendo a colpi di fiducia e diktat;

 

ora si accorge che siamo un corpo sociale influente e teme il nostro voto, ma l’abbiamo detto subito che ci saremmo ricordati di tanta arroganza.” Lo afferma in una nota Filippo Savarese, portavoce di Generazione Famiglia e membro del Comitato promotore del Family Day del 30 gennaio a Roma, commentando le critiche del premier al portavoce del Family Day, Massimo Gandolfini, che ha promesso di mobilitare cattolici e moderati contro il referendum sulle riforme costituzionali a cui lo stesso Renzi ha legato la propria permanenza in politica. “C’è del buono nella riforma – continua Savarese – ma il Parlamento ne esce ridotto a mero esecutore del diktat del Governo, e visto il metodo autoritario usato per approvare le unioni civili è chiaro che altre leggi contro vita, famiglia e libertà educativa sarebbero approvate senza nemmeno il tempo di scendere in piazza.”

Generazione Famiglia (La Manif Pour Tous Italia)

 

“Generazione Famiglia” è movimento apartitico ed aconfessionale che nasce per ribadire l’unicità della famiglia fondata sull’unione tra un uomo ed una donna, riconosciuta con il matrimonio, ed il diritto di ogni bambino di avere un padre ed una madre. I benefici sociali dati dalla loro tutela e promozione sono per tutti e non ledono la dignità personale di nessuno.

Condividi sui social

Lamezia Terme (Cz): l’AGESCI Calabria esprime indignazione e vicinanza a Tiberio Bentivoglio

(92) "Abbiamo appreso dell’incendio che ha completamente distrutto i magazzini della sanitaria Sant'Elia di proprietà del testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio, situati a Reggio Calabria.

 

Si tratta dell'ennesima intimidazione avvenuta nei confronti di uno dei pochi imprenditori reggini che ha avuto il coraggio di schierarsi contro i racket della 'ndrangheta di Reggio Calabria e nei confronti del quale ci eravamo attivati, come associazione, nel corso della scorsa giornata del pensiero (22 febbraio 2016) per devolvere, a sostegno della sua attività, il "penny" offerto dagli scout della Calabria. Nel manifestare l'indignazione di tutta l'Associazione Calabrese per questa ulteriore intimidazione che tende a piegare quanti si oppongono alle logiche violente della 'ndrangheta, intendiamo esprimere la nostra solidarietà nei confronti di Tiberio Bentivoglio e della sua famiglia e sollecitiamo tutti i gruppi della Calabria a manifestare concretamente questa solidarietà attraverso l'invio delle somme raccolte durante la giornata del pensiero al fine di consentire la sopravvivenza di questa esperienza imprenditoriale. Ci sentiamo sempre più responsabilmente impegnati a percorrere le vie dell’educazione per promuovere coscienza civile e indicare orizzonti di legalità alle giovani generazioni che hanno scelto lo scautismo come luogo per crescere nella libertà e nella verità. Crediamo che solo attraverso la solidarietà concreta e fattiva si può testimoniare la volontà di non darla vinta alla criminalità organizzata nella nostra Regione e dare un segno di speranza per un futuro diverso, specie per i giovani, anche di quelli che vivono l'esperienza scout nei nostri gruppi, che resistono e che hanno bisogno di non sentirsi soli. Con coraggio…". Il Comitato regionale AGESCI Calabria (Angela, Carmelina, Francesca, Monica, Alfredo, Fabrizio, Giovanni, Marco e don Massimo) ed il Referente AGESCI per Libera Calabria (Sergio). * Incaricato regionale per la Comunicazione.

 

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: Full Service, sindacato e lavoratori non ci stanno. De Stefano (Uiltucs) sulla nota di Confindustria “Sorpresi e perplessi”

(75) «C’è chi “bluffa” sulla nostra pelle. Non solo non c’è un…full, ma neanche una coppia. Anzi, c’è, ma è quella che ci ha risposto “picche”. E il “piatto” piange. Ovviamente il nostro. Perché ci hanno mandato a casa facendoci perdere il lavoro».

 

È con amara ironia pokeristica che i 15 lavoratori licenziati dalla Full Service commentano il recente comunicato attraverso il quale Confindustria Reggio si è schierata in difesa dell’azienda di sicurezza e sorveglianza. I 15 lavoratori, affiancati dalla segretaria provinciale della Uiltucs Sabrina De Stefano, non si limitano a manifestare una loro amarezza e una loro irritazione che si affiancano alla preoccupazione per il proprio futuro, seppure accompagnate da un triste sarcasmo. Ma, insieme alla sindacalista che sin dalle prime battute sta seguendo questa vertenza, smontano la nota degli industriali reggini. E gli stessi, che garantivano la sicurezza al Cedir, a piazza Castello, all’aula bunker ed in altri siti di giustizia, promettono una imminente mobilitazione in piazza per riconquistare il posto di lavoro e per ottenere quanto ancora spetta loro, anche in risposta ad istituzioni precedentemente chiamate in causa e finora rivelatesi assenti. «Chi è stato licenziato ha fatto anche 50 ore mensili di straordinario. Abbiamo sempre lavorato con grande impegno e duri sacrifici, oltre che con professionalità. Eppure ci hanno mandati a casa e ancora ci pagano gli arretrati ad acconti. Senza di noi ci sono meno unità e più ore di straordinario che arrivano anche a 12 consecutive, a dimostrazione come, nonostante ci sia una diminuzione di commesse che crea difficoltà, lavoro da fare ce n’è – è lo sfogo dei 15 – avremmo potuto continuare noi, esperti e formati in questa delicatissima attività di vigilanza, invece dicendo “no” a cassa integrazione e contratti di solidarietà e proponendo ad alcuni solo uno strano demansionamento da guardia a portiere a retribuzione diminuita, l’azienda ci ha sbattuto la porta in faccia, dandoci solo la miseria di una mensilità lorda come incentivo all’esodo ed assicurandoci la mobilità che è un dovere e non un piacere, visto che ci hanno licenziati tra l’indifferenza delle istituzioni alle quali ci siamo più volte appellati». A dar loro manforte c’è la De Stefano. «Le cose sono andate diversamente rispetto alla sua insolita nota. Confindustria parla di “confronto diretto e trasparente con le parti interessate e le organizzazioni sindacali”. Peccato che ci abbia coinvolti solo dopo che i lavoratori non si siano fatti convincere da una proposta di demansionamento che li ha lasciati perplessi relativamente sia all’assetto aziendale che al mantenimento del proprio posto di lavoro» sostiene la sindacalista. «Inoltre, nel comunicato si legge di “dialogo e piena condivisione delle scelte”, che “per cercare di scongiurare il licenziamento per esubero, ad alcuni dipendenti è stato proposto il demansionamento”, che “la Full Service ha registrato una chiusura netta da parte dei lavoratori” e che “l’azienda è stata costretta ad attivare la procedura di licenziamento”. Ma non è così, visto che al tavolo non si è mai parlato di procedure di demansionamento, ma solo di licenziamenti. E alla nostra proposta di cassa integrazione e di contratti di solidarietà l’azienda ha detto “no”. E che non si parli di “chiusura”, perché nessun lavoratore è così pazzo da voler perdere il proprio lavoro» prosegue l’esponente Uiltucs. «Infine, altro passaggio discutibile è “per la procedura di mobilità, l’azienda sta regolarmente pagando un contributo d’ingresso di 148mila euro”. La Full Service vuole essere ringraziata? Tralasciando la miseria dei mille euro lordi di incentivo all’esodo, si pensi che 15 persone hanno perso il lavoro, quindi il modo per sostentarsi, dal cibo ai mutui passando per le bollette. Se l’azienda è così buona, perché non ha accettato gli ammortizzatori sociali?» è l’ultima affermazione della De Stefano, che, insieme ai lavoratori licenziati, ribadisce un nuovo appello alle istituzioni locali, giudiziarie e di pubblica sicurezza ad interessarsi e promette un prossimo sit-in per chiedere l’immediata assunzione dei 15 in caso di nuove commesse vinte dalla Full Service e dalle altre imprese di sicurezza e sorveglianza e di conseguente necessita di nuove unità lavorative.

 

Condividi sui social

Balneari: FIBA, una piazza gremita per un futuro certo. Lardinelli “Positivo il confronto con il Ministro Costa e le Regioni, necessaria immediata nuova legge per il comparto”

(73) “Quello che vogliamo qui in piazza, oggi, è lavorare concretamente per offrire un futuro certo e sereno ad un comparto che comprende oltre 30.000 imprese, attraverso una concertazione con le Istituzioni che consenta, uniti, di ottenere una più lunga durata

 

delle attuali concessioni demaniali marittime e la armonizzazione  dei criteri di determinazione dei canoni”. Alla manifestazione ha partecipato, anche,  una folta delegazione di operatori calabresi. Con queste parole Vincenzo Lardinelli, presidente della FIBA, la Federazione dei Balneari Confesercenti, ha ribadito le istanze del comparto, a margine della giornata di mobilitazione che si è tenuta oggi a Roma, davanti a oltre duemila imprenditori che aderiscono alle quattro sigle: FIBA-Confesercenti, SIB/FIPE-Confcommercio, ASSOBALNEARI-Confindustria e OASI-Confartigianato e provenienti da tutte le regioni d’Italia. “Naturalmente – ha sottolineato il presidente della FIBA – la questione più urgente è quella che riguarda la durata delle concessioni demaniali marittime, a seguito del venir meno del loro rinnovo automatico. Oggi denunciamo, però, anche il ritardo delle nostre Istituzioni nell’affrontare e risolvere la grave situazione di profondo malessere del settore, per un indefinito assetto normativo: basti dire che il comparto è ancora sostanzialmente disciplinato dal Codice della navigazione del 1942”. “Occorre lavorare ad una legge di riforma – ha aggiunto Lardinelli –  a garanzia di oltre 100.000  imprenditori che, seppur su terreno demaniale, hanno fatto, negli anni, investimenti importanti, non solo in termini di capitali, ma di lavoro e di vita. Va chiarito che la messa all’asta delle concessioni comporta, necessariamente, il trasferimento coatto dell’azienda, con conseguente esproprio di fatto. Quindi, la nostra battaglia è in difesa non solo di posti di lavoro, ma del futuro di tante famiglie italiane”. Prima di scendere in piazza i quattro presidenti, oltre a Lardinelli, Riccardo  Borgo SIB/FIPE Confcommercio, Giorgio Mussoni, OASI-Confartigianato e Fabrizio Licordari di ASSOBALNEARI-Confindustria avevano incontrato il nuovo Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Enrico Costa: “una  riunione positiva – ha detto Lardinelli – nel corso della quale si sono gettate le basi per un dialogo costruttivo”. Nel pomeriggio le Organizzazioni dei Balneari hanno preso parte all’incontro con la Conferenza delle Regioni. “Gli Enti regionali – ha spiegato il presidente FIBA – hanno accolto il documento che le nostre quattro Organizzazioni gli hanno consegnato, condividendo la necessità e l’urgenza di un intervento riformatore, come hanno ribadito i rappresentanti regionali intervenuti alla manifestazione. Una posizione che stanno ribadendo da tempo, attraverso richieste dirette allo Stato centrale ed, a volte, emanando proprie leggi regionali”. “Una soluzione a garanzia del  nostro futuro – ha concluso il presidente FIBA – non è più rinviabile”.

 

Condividi sui social

La solidarietà di Alleanza Calabrese a Giuseppe Bombino

(72) “Apprendiamo con rabbia il vile ed inutile gesto di matrice criminale che ha subito il dott. Giuseppe Bombino, presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte e di Federparchi Calabria.

 

Lavorare nella nostra terra e per la nostra terra può comportare anche questo. Essere vittima di tali attenzioni da parte di un ambiente che gravita sotto la cappa di protezioni, più o meno importanti, può fare solo onore ed avvicinare i calabresi sempre di più alla legalità ed alla trasparenza, accanto agli uomini, come Bombino, che di questo hanno fatto un vessillo. Con la certezza che il Presidente continuerà la sua opera in modo sempre più convinto e fermo, Alleanza Calabrese e tutti i cittadini onesti proseguiranno il cammino, affiancandolo, verso la realizzazione del percorso intrapreso per la valorizzazione del nostro territorio, da sempre oltraggiato ed attaccato da chi non ama il bene comune”. Il Presidente, Enzo Vacalebre.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: “Fare Verde” a Punta Pellaro per la manifestazione “Il mare d’inverno”

(59) Domenica 7 febbraio 2016, dalle ore 10 alle ore 12 nell’ambito della manifestazione nazionale “Il mare d'inverno”, i volontari dell’associazione ambientalista Fare Verde hanno pulito la spiaggia Punta Pellaro nel comune di Reggio Calabria.

 

“Abbiamo scelto Punta Pellaro, periferia sud della città, spesso sconosciuta anche dagli stessi reggini – dichiarano i volontari di Fare Verde – perché ha caratteristiche uniche al mondo dal punto di vista geografico, naturalistico e meteorologico. Grazie alla particolare conformazione geomorfologica dello Stretto, la spiaggia di Punta Pellaro è uno dei luoghi mediamente più ventosi d’Italia e per questo meta di appassionati di kitesurf e windsurf, che anche d’inverno popolano la spiaggia. Questo luogo potrebbe essere protagonista dell’offerta turistica della nostra città; un turismo pulito, ecologico, salutare ed a misura d’uomo, che esalterebbe le caratteristiche naturali del territorio alimentando l’industria turistica settoriale. Il problema, però, sta nel fatto che sia le istituzioni locali sia i cittadini e la società civile sono totalmente distanti da questa splendida realtà, la ignorano e ne sottovalutano le potenzialità. In spiaggia, non solo troviamo lo scarico del depuratore (molto spesso mal funzionante), ma alla foce del torrente sono presenti rifiuti ingombranti abbandonati da cittadini incivili”. Al termine della “pulizia” i volontari hanno stilato una “classifica” dei rifiuti più frequenti, rinvenuti e raccolti sulla spiaggia di Punta Pellaro in 10 sacchi  prevalentemente composti da bottiglie di plastica, bottiglie di vetro, lattine in alluminio, ma non sono mancate moltissime retine per la pesca, cotton fioc, un paraurti di macchina, una siringa ed una sedia di plastica rotta. L’iniziativa di Fare Verde ha l’obiettivo di riportare al centro dell'attenzione la necessità di ridurre i rifiuti e riciclarli più possibile. I volontari ambientalisti hanno colto l'occasione per fare una specie di “hit – parade” dei rifiuti per dimostrare che sulle spiagge ormai si trova di tutto ed è dovere dei cittadini e delle pubbliche amministrazioni cooperare per tenerle pulite. Inoltre, Fare Verde continua a denunciare il grave fenomeno dell’erosione che colpisce le nostre coste e il pericolo per il mare dovuto alle trivellazioni petrolifere. Associazione ambientalista Fare Verde Onlus – Gruppo locale di Reggio Calabria.

 

Condividi sui social

Coldiretti Calabria sull’inaugurazione del Capo dello Stato Mattarella della Cittadella regionale: Molinaro “Dal Presidente della Repubblica un formidabile stimolo allo sviluppo durevole e sostenibile”

(46) “Non abbiamo alibi, il Presidente della Repubblica in occasione della inaugurazione della sede regionale a Catanzaro, ci ha chiamato ad un impegno convinto per uno sviluppo durevole e sostenibile e Coldiretti – commenta Pietro Molinaro Presidente di Coldiretti Calabria – continuerà a farlo

 

con maggiore intensità proprio per creare quella coesione sociale che ci ha chiesto il Capo dello Stato”. Lo dobbiamo ai nostri giovani  alle nuove imprese che anche nell’agricoltura e agroalimentare sono nate e continuano a nascere pronte a prendere quota e capaci di ulteriori opportunità di sviluppo in termini imprenditoriali e occupazionali. Sono questi – continua  – punti di forza che insieme all’ambiente, al meraviglioso territorio, alle ricchezze naturali e alla cultura che “unisce la bellezza con la storia” rappresentano il volto di una Calabria che può rinascere e diventare regione normale. Sono leve poderose e lungimiranti che se curate con rigore contribuiranno in modo rilevante ad ottenere  risultati positivi. Senza compatibilità ambientale – ha detto Mattarella – non c’è sviluppo ed anche in questo l’agricoltura è i protagonisti che sono gli agricoltori sono decisivi ed essenziali. Il rispetto delle regole e il combattere l’illegalità, in ogni sua forma, – conclude Molinaro – lo estendiamo anche al danno che l’agricoltura e l’agroalimentare calabrese subisce e che è causato dai prodotti “made in Calabria” taroccati e imitati ed equivale a circa un miliardo di €uro l’anno, un fenomeno che sta crescendo negli ultimi tempi e che impoverisce la nostra economia di regione orgogliosamente agricola.

 

Condividi sui social

Sentinelle in piedi: migliaia in piedi nelle piazze, milioni a Roma per il Family Day. Il matrimonio è la sola unione civile

(43) Il matrimonio è la sola unione civile. Lo riconosce la Costituzione, prendendo atto che la famiglia pre esiste rispetto alla Carta stessa, che questa “società naturale fondata sul matrimonio” è precedente al diritto positivo

e che è essenziale per il Bene Comune, poiché è l’unica capace di garantire la prosecuzione delle generazioni e quindi  la costruzione della società. Non è solo questione di differenza genitoriale, è, prima ancora, una questione di complementarietà uomo-donna, di responsabilità, di fedeltà e di progettualità dell’amore sponsale, di apertura alla vita. Che è possibile solo dove c’è l’unione stabile tra un uomo e una donna. Il 28 gennaio viene incardinato al Senato il testo sulle cosiddette
“unioni civili”. Hanno cercato di farci credere che questo testo sia uno strumento necessario a garantire dei diritti ad una supposta categoria di persone discriminate per il loro orientamento sessuale, e poi ci hanno ingannato dicendoci che l’unica cosa da rigettare sia la pratica dell’utero in affitto – cui questo testo criminale apre, legittimando
così  l’oggettivazione di un bambino che viene strappato dai suoi genitori biologici – ma in gioco c’è molto di più: vogliono assestare l’ultimo colpo alla già martoriata famiglia nobilitando  l’amore sentimentale e svilendo il vincolo sponsale. Ma il matrimonio – e quindi la famiglia –  non si fonda sul “sentimento”. La disciplina del matrimonioparla di diritti e di doveri fra marito e moglie e nei confronti dei figli, parla di obbligo reciproco alla fedeltà, di assistenza morale e materiale, di fissare l’indirizzo della vita famigliare. Una legge dunque non renderà uguali due realtà differenti, poiché non è lo Stato a rendere unite due persone, non è l'uomo a decidere l'ordine della realtà. Esiste infatti la legge naturale che  viene  prima  di  ogni  legge  statale  a cui il diritto civile  di  un governo  democratico  dovrebbe  piegarsi  per evitare il prevalere dell'opinione del più forte. Questa legge, riconoscibile nella realtà da ogni uomo di buona volontà che usi il cuore e la ragione, prevede che solo la donna e l'uomo siano complementari e potenzialmente fecondi. Si è padre e madre perché prima di tutto si è sposi e si diventa genitori  l’uno  attraverso  l’altro.  Questa  verità  è  così  potente  e attraente  da  coinvolgere  anche  il  figlio  ancor  prima  che  venga all'esistenza: il figlio è il per sempre degli sposi. Questa  legge  è  contro  il  matrimonio  perché  legittima  la considerazione  di  un  figlio  come  un  oggetto.  Se  questo  testo diventasse legge due persone adulte avrebbero il diritto, in funzione unicamente di un desiderio, di fabbricare un bambino con gameti e utero esterni, sfruttando il corpo di donne straniere (che avvenga a pagamento o meno, resta   inaccettabile) di tornare in Italia e di vedersi riconosciuto quel bambino come figlio, quando figlio non è. Prima che di capacità  genitoriale dunque, prima ancora di complementarietà di figure di riferimento e ancor prima che di legami biologici, questa legge è sbagliata perché crea una mentalità distorta, facendo credere che basta il sentimento per definire l’amore e che basti “desiderare” un bambino per possederlo, sebbene si violenti la natura e si vada contro il senso di sacralità della vita che oggi sembra merce in via di estinzione. Ecco perché lo scorso week end in migliaia abbiamo vegliato nelle piazze, in piedi, in silenzio, perché un popolo silenzioso in questi due anni si è mobilitato per svegliare le coscienze. Un popolo formato da tante realtà associative, da movimenti, da singoli missionari del buon senso, un popolo che sabato sarà al Family Day per dire un no netto al ddl Cirinnà, un no senza se e senza ma. Non può esserci mediazione quando si parla di famiglia. Ecco perché sabato saremo al Circo Massimo, per testimoniare con forza insieme a chi in questi due anni e mezzo ha combattuto nelle piazze, nelle case, nelle parrocchie, girando l'Italia per incontrare le persone e svelare loro la menzogna dell'ideologia gender. Il pensiero va  al  20  giugno  scorso,  quando Kiko Arguello, Costanza  Miriano, Mario Adinolfi, Gianfranco Amato, Massimo Gandolfini e tanti altri hanno unito questo popolo per una testimonianza di verità. Allora come oggi questo popolo è pronto a muoversi per dire no un disegno di legge criminale, per dire che la famiglia è una sola, per abbracciare amici ma soprattutto per far vedere al mondo che non siamo disposti a cedere a compromessi. La famiglia è troppo importante per stare a guardare mentre viene distrutta, il cuore dell’uomo è troppo grande per cedere alle menzogne del potere.
 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: “Specialità Pizzimenti” promuove storia, arte, cltura, cucina, artigianato, enogastronia e folklore calabrese

(44) E’ online da pochi giorni, ma sta riscuotendo già molto successo, il nuovo blog sulle tipicità calabresi lanciato sul web da “Specialità Pizzimenti”,

 

azienda reggina leader nel settore dei prodotti tipici. Su https://pizzimentiblog.wordpress.com , pagina tematica nata per promuovere la storia, l’arte, la cultura, l’artigianato, l’enogastronomia e il folklore calabrese, è possibile leggere ricette meno conosciute, ammirare angoli suggestivi del territorio, informarsi su eventi e conoscere luoghi, personaggi e storie che rendono unica la Calabria. Il blog ha un obiettivo ambizioso, mantenere un rapporto costante, quasi quotidiano,  con tutti i calabresi nel mondo e, nel contempo, valorizzare l’immagine della Calabria, incuriosire chi non conosce questa splendida parte d’Italia. Un piccolo contributo che Nuccio Pizzimenti, titolare dell’azienda e da sempre attento al territorio, vuole donare per far conoscere e valorizzare il fascino della Calabria.

 

Condividi sui social

La nuova evangelizzazione a Reggio Calabria

(42) "Ormai da una quindicina di anni nella Chiesa Calabrese è in crescita un vero e proprio movimento, che coinvolge laici, religiosi e clero e che dell’importanza e centralità dell’Eucaristia.

 

Il clero ed il popolo calabrese partecipano ad iniziative che mettono sempre più in risalto l’importanza di ben celebrare ed adorare il Sacramento dell’Eucaristia nelle parrocchie, rendendole accessibili quotidianamente a tutti, proprio come suggerisce Papa Francesco, rendendole luoghi accoglienti dove chiunque possa sentirsi a casa. Dallo scorso anno si sono intensificate iniziative che hanno reso il popolo reggino sempre più corresponsabile nella crescita e diffusione di questo movimento eucaristico che ha portato alla nascita di nuovi luoghi di adorazione ed al coinvolgimento di famiglie, di bambini e di giovani, rendendoli sempre più parte attiva nell’annuncio. In particolare si sono tenute scuole di evangelizzazione rivolte ai fedeli di ogni età e classe sociale delle parrocchie, con lo scopo di far maturare l’amore e l’attenzione alla celebrazione dell’Eucaristia, promuovendo uno slancio sempre più forte verso la testimonianza gioiosa della buona notizia (evangelo) rivolgendosi ai lontani, per rendere loro possibile un incontro con Cristo, realmente presente nel sacramento dell’Eucaristia. Queste scuole di evangelizzazione hanno un connotato decisamente ecclesiale, nel senso che non sono rivolte ai fedeli di una specifica parrocchia, ma piuttosto coinvolgono ad ampio raggio i fedeli di ogni provenienza, anche quelli non impegnati in alcuna forma di apostolato, dando loro l’esperienza di chiesa locale diocesana, piuttosto che relegarli geograficamente nel ristretto territorio di una parrocchia. Tutto ciò, ancorché allontanarli dal loro naturale luogo di residenza, suscita nei partecipanti uno spontaneo senso di appartenenza alla propria comunità, nella quale diventare lievito presso i pastori e gli altri fedeli.  La visione che il Concilio Vaticano II ha dell’evangelizzazione, fa della parrocchia sicuramente il punto di riferimento, ma nell’ambito di una dimensione diocesana, maggiormente collegiale e di comunione. Con questo sguardo d’insieme, si sono tenute ormai quattro scuole di evangelizzazione alle quali hanno partecipato fedeli delle parrocchie di: S. Sperato, Centro Eucaristico Diocesano delle Figlie della Chiesa, S. Giovanni Bosco in S. Elia, Maria SS. Immacolata di Scilla, S. Nicola di Bari a Vito, S. Giorgio ad extra, S. Giovanni Nepomuceno e S. Filippo Neri, Maria SS. di Loreto a Ortì, S. Maria Odigitria, S. Agostino, S. Cuore, S. Gregorio, Maria SS. Assunta ad Armo, S. Giuseppe a Melito, Cattolica dei Greci, Maria SS. di Modena, S. Luca Evangelista, Cattedrale di Maria SS. Assunta e altre. A centinaia di partecipanti, in numeri sempre crescenti, si presentano i fondamenti biblici e magisteriali dell’Eucaristia, l’importanza e la chiamata all’evangelizzazione di tutti i battezzati, la descrizione di semplici metodi di annuncio e la testimonianza di laici presenti, che ne hanno già fatto esperienza. Le scuole si concludono con un mandato ed un appello a tutti i presenti, al fine di iniziare subito la missione in settimane Eucaristiche, che ad esse fanno seguito ed a mettersi a disposizione dei loro parroci, per suscitare nelle loro stesse parrocchie un culto più fervido all’Eucaristia. Nel contesto di questa chiamata all’evangelizzazione si sta sviluppando un’esperienza che coinvolge i bambini ed i loro genitori, rendendoli protagonisti non solo di momenti di preghiera eucaristica mariana, che riscuotono un sempre maggiore interesse e partecipazione di popolo, ma anche di un ministero di annuncio nelle parrocchie e nelle scuole, presso i coetanei ed anche gli adulti. Si sono tenute serate di preghiera mensile, presso diverse parrocchie, volte a suscitare nei sacerdoti e nei fedeli interesse ed attenzione per il sacramento dell’Eucaristia. In queste serate, gruppi di bambini, scortati dai loro genitori e catechisti, sono protagonisti del “Rosario Eucaristico”, all’interno di parrocchie, i cui fedeli sono invitati a partecipare, restando edificati per la maturità e bellezza di tali momenti. L’intenzione di preghiera di queste serate è sempre la medesima: il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e la gloria della SS. Eucaristia, in piena applicazione delle preziose indicazioni di S. Giovanni Paolo II in Rosarium Virginis Mariae e di Ecclesia de Eucharistia. Si è notata una crescente maturità del popolo calabrese, reso sempre più responsabile della propria crescita nella fede ed incoraggiato dalla sapiente guida di eccellenti pastori, innamorati dell’Eucaristia. A questo proposito un momento di rilievo è stato il primo Convegno Diocesano Adoratori, tenutosi in maggio dello scorso anno, nella parrocchia di S. Giuseppe a Melito, che ha visto l’attenta partecipazione di circa quattrocento persone accompagnate da parecchi sacerdoti. La serata è stata segnata da un tempo prolungato di adorazione eucaristica silenziosa, a cui è seguita una vivace condivisione di esperienze e testimonianze di fedeli di diverse parrocchie, non solo dalla diocesi di Reggio, ma anche da altre diocesi vicine, i quali avevano avuto notizia della serata e si erano sentiti attratti a partecipare. In tutto questo vediamo realizzarsi le parole di Papa Francesco, in Evangelii Gaudium 262: “Evangelizzatori con Spirito significa evangelizzatori che pregano e lavorano. Dal punto di vista dell’evangelizzazione, non servono né le proposte mistiche senza un forte impegno sociale e missionario, né i discorsi e le prassi sociali e pastorali senza una spiritualità che trasformi il cuore. Tali proposte parziali e disgreganti raggiungono solo piccoli gruppi e non hanno una forza di ampia penetrazione, perché mutilano il Vangelo. Occorre sempre coltivare uno spazio interiore che conferisca senso cristiano all’impegno e all’attività. Senza momenti prolungati di adorazione, di incontro orante con la Parola, di dialogo sincero con il Signore, facilmente i compiti si svuotano di significato, ci indeboliamo per la stanchezza e le difficoltà, e il fervore si spegne. La Chiesa non può fare a meno del polmone della preghiera, e mi rallegra immensamente che si moltiplichino in tutte le istituzioni ecclesiali i gruppi di preghiera, di intercessione, di lettura orante della Parola, le adorazioni perpetue dell’Eucaristia”. Una nuova scuola di Evangelizzazione è prevista per il 29, 30 e 31 gennaio, nella zona pastorale di S. Agata, parrocchia di S. Nicola e Riparo a Cannavò, che preparerà la missione eucaristica che si terrà immediatamente nella medesima a seguire". * Parroco San Sperato.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: le Associazioni incontrano l’Assessore al Welfare ed alle Politiche Comunitarie del Comune

(41) Si è svolto ieri, 25 gennaio 2016, presso la sede dell’Assessorato al Welfare e alle Politiche Comunitarie del Comune di Reggio Calabria un incontro da tempo richiesto al Sindaco da un gruppo di una decina di associazioni cittadine sul tema “Spazi pubblici e Democrazia partecipativa”.

 

All’incontro con l’assessore, Avv. Giuseppe Marino, erano presenti alcuni rappresentanti delle associazioni (Altra Calabria, Apodiafazzi, Ethos, MITI-Lega Sud, Reggio Attiva). In tale occasione le associazioni hanno riaffermato l’esigenza di dare concretezza alle buone pratiche di democrazia partecipativa da parte dell’Amministrazione Comunale, in coerenza con il programma elettorale e le espressioni manifestate in tal senso dal Sindaco in diverse occasioni pubbliche. Si è chiesto, in particolare:

di conoscere tempi e modi attraverso cui sarà reso fruibile il “Centro Polifunzionale di servizio alla residenza quartiere Tremulini”, noto anche come “Casa delle Associazioni”, in adiacenza a Piazza del Popolo, ponendo termine ad una situazione di degrado nel centro città e di pericolo pubblico (muro di sostegno a bordo strada, gru sospesa ed arrugginita in adiacenza ad una scuola media);

di poter disporre della sala del Consiglio Comunale o altro sito pubblico onde garantire che l’esercizio degli spazi di democrazia partecipata possa trovare naturale attuazione; tale opportunità era stata avanzata dal Commissario prefettizio Vincenzo Panìco nel 2013, anche se poi disattesa, per gli incontri pubblici autogestiti da parte della Rete delle Associazioni;

di poter disporre, in alternativa, della saletta della Biblioteca Comunale, o altro spazio adeguato e situato in città, per iniziative culturali, conferenze stampa ed incontri organizzati dalle Associazioni anche attraverso forme di condivisione e di turn-over;

di poter disporre di spazi pubblici nelle sedi delle ex circoscrizioni, per rendere praticabili forme di coinvolgimento popolare alla vita amministrativa a scala di quartiere;

di attivare in tempi brevi le Consulte previste dallo Statuto comunale, anch’esse più volte promesse e mai attivate dalla gestione commissariale.

L’assessore ha assunto l’impegno ad affrontare nelle prossime settimane le questioni e di voler assumere iniziative capaci di dare risposta alle esigenze espresse. La riunione si è conclusa con la decisione di un aggiornamento a metà febbraio. Altra Calabria, Apodiafazzi, Ethos, MITI-Lega Sud, Reggio Attiva. * Coordinatore Altra Calabria.

Condividi sui social

Confesercenti Reggio Calabria: Ministero della Salute su pane al carbone “Non può essere denominato pane”

(40) Il Ministero della Salute, con la Nota n. 47415 del 22 dicembre 2015 diramata per opportuna conoscenza alle Regioni ed ai competenti Assessorati, ha espresso motivato parere in merito alle istanze di chiarimento formulate da Assopanificatori – Confesercenti circa la recente diffusione sul mercato nazionale di prodotti da forno contenenti carbone vegetale/carbone attivo e commercializzati con l’indicazione “pane al carbone vegetale”

 

(c.d. pane nero) o presentati ai consumatori con la differente denominazione ad es. di “focaccia”, “pizza” ecc.

Per il Ministero

 

– E’ ammissibile la produzione di un “prodotto della panetteria fine” denominato come tale, che aggiunga agli ingredienti base (acqua, lievito e farina), tra gli altri, anche il carbone vegetale come additivo colorante e nelle quantità ammesse dalla regolamentazione europea in materia (Reg. CE 1333/08 All. II Parte E);

 

– Non è ammissibile denominare come “pane” il prodotto di cui al punto 1, né fare riferimento al “pane” nella etichettatura, presentazione e pubblicità dello stesso, tanto nel caso in cui trattasi di prodotto preconfezionato quanto nel caso di prodotti sfusi (Articolo 18, Legge 580/67);

 

– Non è ammissibile aggiungere nella etichettatura, presentazione o pubblicità del prodotto alcuna informazione che faccia riferimento agli effetti benefici del carbone vegetale per l’organismo umano, stante il chiaro impiego dello stesso esclusivamente quale additivo colorante.                                         

Per cui la nota sinteticamente chiarisce che: “il carbone vegetale/attivo è una sostanza polivalente, che nei prodotti alimentari può essere impiegata, fra l’altro, come colorante (E153) e/o come sostanza con una specifica indicazione sugli effetti benefici sulla salute dei consumatori;

 

• qualora tale sostanza sia utilizzata per colorare, le disposizioni applicabili cui fare riferimento sono contenute nel Regolamento CE n. 1333/2008 per le condizioni d’impiego (dosi e prodotti alimentari) e nel Regolamento UE n. 231/2012 per i requisiti di purezza dello stesso additivo;

 

• in riferimento ai prodotti da forno, il carbone vegetale può essere impiegato come additivo colorante esclusivamente nei prodotti da forno fini (categoria 07.2), categoria che include prodotti sia dolci che salati come fette biscottate e crackers (come precisato dal Ministero della Salute con la nota 1307 del 20 gennaio 2014);

 

• viceversa, se l’impiego del carbone attivo negli alimenti è motivato per il suo effetto benefico sulla salute, occorre fare riferimento al Regolamento UE n. 432/2012 relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute, consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle concernenti la riduzione dei rischi di malattia e lo dei bambini “(c.d. claims);

 

• in particolare nell’allegato di quest’ultimo provvedimento per il carbone attivo è riportata la seguente indicazione: “il carbone attivo contribuisce la riduzione dell’eccessiva flatulenza post-prandiale. Questa indicazione può essere impiegata solo per un alimento che contiene 1 g di carbone attivo per porzione quantificata. L’indicazione va accompagnata dall’informazione al consumatore che l’effetto benefico si ottiene con l’assunzione di 1g almeno 30 minuti prima del pasto e di 1g subito dopo il pasto”;

• peraltro, il carbone vegetale non può essere utilizzato come ingrediente nel pane, in quanto non vi è tradizione di un uso consolidato in tal senso prima del 15 maggio 1997, e per tale motivo un pane che lo contenesse ricadrebbe nella disciplina dei novel food (Regolamento (CE) 258/97) e necessiterebbe conseguentemente di specifica autorizzazione.”

Condividi sui social

Reggio di Calabria: presentata l’iniziativa nella sede del Consiglio Regionale. Il Report dell’iniziativa “10 in condotta” per il rispetto delle regole contro lo sfruttamento

(39) Per rompere la catena dello sfruttamento, aiutare la ricerca contro il cancro e valorizzare una risorsa importante per il territorio e la salute dei cittadini arrivano le arance della legalità, “10 in condotta” Arance della Salute – Rendiamo il cancro curabile è un binomio inscindibile.

 

Grazie all’accordo tra Coldiretti e con l’AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro), presentato presso la sede del Consiglio Regionale a Reggio Calabria, il 28 e 29 nelle scuole e sabato 30 gennaio in molte piazze italiane – riferiscono Coldiretti e AIRC- sarà possibile acquistare sacchetti di arance della salute della Calabria in particolare della piana di Rosarno – Gioia Tauro per sostenere la ricerca contro i tumori, difendere un prodotto simbolo del Made in Italy ma anche rafforzare i valori sociali e civili e coniugandoli con la giustizia economica. All’incontro con la stampa, sono intervenuti il Presidente di Coldiretti Calabria Pietro Molinaro e Rosella Pellegrini Serra presidente AIRC Calabria. Ha partecipato il presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto che ha elogiato l’azione di Coldiretti, apprezzando l’iniziativa che fa emergere gli elementi di positività della Calabria. Coldiretti  in tale occasione ha sottolineato l’importante operazione della Guardia di finanza di Sibari per contrastare il fenomeno del caporalato in Calabria. Occorre  – ha proseguito – combattere senza tregua il becero sfruttamento che – sottolinea Coldiretti – colpisce spesso la componente piu' debole dei lavoratori agricoli, con pene severe e rigorosi controlli ed una equa distribuzione del valore. E su questo – sostiene la Coldiretti – ​è importante l’introduzione nel disegno di legge del governo del principio di corresponsabilità dal campo allo scaffale nella lotta al caporalato che si alimenta dalle distorsioni lungo la filiera, dalle distribuzione all’industria per arrivare a sottopagare i prodotti nelle campagne fino a 3 centesimi al chilo. L’accordo consentirà la vendita e la distribuzione delle Arance della Calabria raccolte attraverso le strutture di commercializzazione FAI (Firmato Agricoltori Italiani) che rendono possibile un ritorno economico sostenibile per le imprese e una giusta remunerazione dei lavoratori.

 

 

I numeri presentati nella conferenza stampa al Consiglio Regionale della Calabria. Saranno distribuite nelle scuole di tutte le regioni italiane nei giorni  di giovedì e venerdì 28 e 29  gennaio  e nelle  piazze italiane, sabato 30  gennaio 2016. Sono arance pigmentate calabresi varietà Tarocco e Moro confezionate in retine da 2,5 kg. Quantitativi: q. 274,250 confezionati in 109.697 retine da 2,5 kg; in 15.672 casse; in 480 pedane  per un totale di 18 autotreni. Sono oltre 20 i produttori agricoli Calabresi interessati, che attraverso tre Organizzazioni dei Produttori e le Cooperative Copam, Medma e Verdeoro distribuiranno su 15 piattaforme in Emilia Romagna, Calabria, Lombardia e Lazio per poi giungere nelle scuole nelle piazze Italiane. Il prezzo riconosciuto agli agricoltori è di almeno 15 cent per il prodotto raccolto sfuso. Gli agricoltori hanno sottoscritto un contratto di fornitura che regolamenta i parametri qualitativi delle arance in termini di caratteristiche organolettiche e di maturazione. I fornitori garantiscono l’eticità della propria filiera e ciclo produttivo che rispetta i diritti umani, i diritti dei lavoratori, della tutela contro lo sfruttamento dei minori e della manodopera in generale, delle garanzie di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro. 

Condividi sui social

Villa San Giovanni (RC): grande partecipazione alla veglia delle Sentinelle in Piedi

(37) In concomitanza con altre cento citta italiane, con grande partecipazione si è tenuta sabato 23 gennaio in piazza Rosario la prima veglia delle Sentinelle in Piedi a Villa San Giovanni.

 

Abbiamo incontrato tanta gente che si è fermata, come richiamata a conoscere, riflettere e interrogarsi da un popolo ordinato e pacifico, il cui silenzio scuote più di ogni parola gli animi assuefatti. Ma soprattutto abbiamo fatto un’esperienza di libertà, affermando che dipendiamo da qualcosa di più grande di un potere che vuole zittirci, assecondando quanti si ribellano capricciosamente ad una verità di natura. Sabato siamo scesi in piazza per dire no al testo sulle cosiddette unioni civili (ddl Cirinnà), no all’abominevole pratica dell’utero in affitto; per dire sì alla famiglia, cellula fondante della nostra società, sì al diritto di ogni bambino ad avere un papà ed una mamma, sì alla libertà d’espressione e soprattutto sì ad uno Stato che non neghi, bensì valorizzi, la nostra natura complementare di uomini e di donne. Con il ddl Cirinnà si assegna alle convivenze, anche per le coppie dello stesso sesso, lo stesso status giuridico che il matrimonio conferisce a marito e moglie, compresa l’adozione dei figli (stepchild adoption). Ma ciò che accade in una coppia dello stesso sesso non può essere trattato giuridicamente come se fossimo di fronte ad una famiglia fondata sul matrimonio, perché alle prime manca la possibilità di generare una vita. I diritti delle persone, quelli veri, si scrivono migliorando il codice civile e non estendendo impropriamente il diritto matrimoniale. Ma soprattutto non si può accettare una legge che permette di trattare la persona umana non come fine ma come mezzo. Il ddl Cirinnà contiene, infatti, tale perversione perché con la stepchild adoption si permetterebbe ad un uomo con tendenze omosessuali di acquistare un figlio, ricorrendo all’estero all’abominevole pratica dell’utero in affitto, e poi di far adottare al compagno questo bimbo. Ma un figlio non è un mezzo per soddisfare il desiderio di paternità di due uomini. Non è accettabile rendere quel bambino orfano per volontà di due adulti, non è accettabile ridurre una vita umana a merce, non è accettabile sfruttare la donna e ridurre il suo corpo a macchina per la gestazione. Continuiamo allora ad essere sentinelle nella vita quotidiana, ad informarci, a riscoprire la verità sull'uomo, vivendola e opponendoci alla menzogna del potere. Continueremo a riunirci e a vegliare nelle piazze in un silenzio che solo può sprigionare l’anelito e l’amore alla verità sempre e ancora presente in ogni uomo, sebbene oggi soppresso dal rumore di un potere invadente. A questo proposito invitiamo tutti i reggini a partecipare numerosi al Family Day che si terrà il prossimo 30 gennaio a Roma per dire no al ddl Cirinnà e sì alla famiglia. * Portavoce Sentinelle in piedi – Reggio Calabria.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: vertenza ex Simply, finalmente il ritorno al lavoro. De Stefano (Uiltucs): “Iniziato un percorso serio, battaglia vinta”

(38) «Basta aprire la tv, scorrere un sito o sfogliare un giornale per trovare notizie negative riguardanti il mondo del lavoro nel nostro Paese.

 

Specialmente a Reggio ed in Calabria, dove non solo ci sono difficoltà per giovani e meno giovani a trovare occupazione, ma sono sempre più in tanti a perdere il proprio posto. Alla luce di questo scenario desolante, la risoluzione positiva della vertenza ex Simply non può che essere accolta con entusiasmo e soddisfazione». Esulta la segretaria provinciale della Uiltucs Sabrina De Stefano dopo l’inaugurazione dei punti vendita Sidis e Maxisidis, dove si potrà tornare ai banconi, tra gli scaffali e alle casse. Non può essere altrimenti dopo il serio pericolo corso dai lavoratori ex Sgs group e Saldo, scongiurato con il passaggio degli stessi alla Gicap dopo una forte e continua mobilitazione delle maestranze e del sindacato. «Con l’alzata delle serrande dei due punti vendita di viale Aldo Moro ed Armacà (che verrà seguita da quella del 28 gennaio di quello di Catona e di quelle prossime di quelli di Condera, Sant’Antonio e Sbarre) si è iniziato a mettere definitivamente la parola fine alla vertenza ex Simply. Fortunatamente, una parola positiva, visto che il cronoprogramma fissato insieme all’azienda sta venendo rispettato dalla stessa. Non è stato facile arrivare a tutto ciò, ma il coraggio e la caparbietà di lavoratori e sindacato, protagonisti di assemblee sui posti di lavoro, sitin di protesta ed incontri istituzionali, e l’apertura e il coraggio dell’azienda subentrante, guidata dalla famiglia Capone, hanno reso possibile questo esito positivo dopo sacrifici come stipendi non percepiti e l’ansia di perdere la propria occupazione, soprattutto davanti a mutui, prestiti e spese quotidiane che incombevano. E’ un inizio, ma, vista la serietà della Gicap, ci sono tutti i presupposti per arrivare presto al compimento del percorso stabilito» afferma la sindacalista che ha seguito la questione sin dalle prime battute. «Tirato un sospiro di sollievo, decine e decine di lavoratori sono ritornati con passione e professionalità a compiere ciò che hanno sempre fatto. E presto faranno altrettanto gli altri. Così potranno lavorare, cioè fare un’attività che, come ricordiamo sempre, è dignità, oltre che fonte di sostentamento personale e familiare» è la conclusione della De Stefano.

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: lunedì 25 conferenza stampa Coldiretti Calabria – AIRC

(33) Lunedì 25 gennaio alle ore 11,00 a Reggio Calabria – Palazzo Campanella – Sede del Consiglio Regionale della Calabria nella sala Giuditta Levato, incontro con la stampa per la presentazione dell’iniziativa Coldiretti e AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro) le Arance della Salute  – Rendiamo il cancro curabile.

 

Infatti sabato 30 gennaio in molte piazze  italiane saranno in vendita e distribuite in appositi sacchetti Arance della Calabria.  L’importante iniziativa nasce in collaborazione con la Coldiretti Calabria che attraverso le proprie strutture di commercializzazione FAI (Firmato Agricoltori Italiani) renderanno possibile il progetto con un ritorno anche economico e di immagine per le nostre produzioni agrumicole e il territorio. Infatti, anche la 27° iniziativa di raccolta fondi dell'AIRC sarà caratterizzata con le "arance della salute" della Calabria in particolare della piana di Rosarno – Gioia Tauro. Ancora una volta l'agroalimentare calabrese di qualità   vuole essere protagonista in un contesto di solidarietà ed aiuto alla ricerca come lo è già stato combattendo la catena di sfruttamento della manodopera extracomunitaria per la raccolta delle arance con la mobilitazione"Non lasciamo sola Rosarno…Coltiviamo gli stessi interessi", difendendo e rafforzando valori sociali e civili e coniugandoli con la giustizia economica. Illustreranno l’iniziativa: Nicola Irto Presidente Consiglio Regionale della Calabria, Rosella Pellegrini Serra – Presidente AIRC Calabria, Pietro Molinaro Presidente Coldiretti Calabria, Maurizio Marangon responsabile FAI – S.p.A. e Pietro Sirianni responsabile Regionale Campagna Amica. 

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: Unione Nazionale Consumatori “Neve sull’A3: solo un caso ha impedito conseguenze più gravi”

(32) Quasi dieci ore fermi sull'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. Tanto è durata la disavventura degli automobilisti rimasti letteralmente intrappolati martedì scorso a causa di una nevicata.

L’unione Nazionale Consumatori Calabria interviene sull’episodio qualificandolo “ignobile” per un Paese civile e chiederà i danni per tutti coloro che sono rimasti intrappolati per ore ed ore in attesa che intervenissero i soccorsi. E’ quanto afferma Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, ribadendo che solo il caso fortunatamente ha impedito che tale episodio non assumesse conseguenze ben più gravi per donne, bambini, anziani  e persone che necessitavano di assumere i loro farmaci, bloccati per circa dieci ore sull’autostrada sotto una tempesta di neve, in attesa che i mezzi della Protezione civile ripristinassero la circolazione stradale e senza alcuna assistenza sanitaria o comunque di rifornimento di acqua o generi di prima necessità. Questa situazione era stata dalla Protezione civile ampiamente preannunciata anche all'Anas con i bollettini meteo della Regione Calabria che da oltre 36 ore prevedevano, nell'area colpita, neve fino a 200 metri sul livello del mare e solo l'Anas, come previsto dalla legge, doveva assicurare il transito veicolare rimuovendo la neve su una strada di sua proprietà. E invece non ha adottato alcun provvedimento preventivo per fronteggiare tale situazione. Nello specifico, chiarisce il capo della Protezione civile, "avrebbe dovuto azionare spargisale alla caduta dei primi fiocchi di neve per evitare che attecchisse sull'asfalto". Per capire cosa è accaduto, il presidente dell'Anas Gianni Vittorio Armani ha nominato una commissione d'inchiesta interna e commissariato l'esercizio del tratto A3 interessato: "E' inammissibile – ha dichiarato – che centinaia di automobilisti siano rimasti bloccati per tante ore su un'autostrada. E' evidente che qualcosa non ha funzionato". "Da una prima analisi di quanto accaduto il mancato o ritardato filtraggio da parte di Anas dei mezzi privi delle obbligatorie dotazioni invernali ha determinato che varie diecine di mezzi pesanti si siano intraversati bloccando il traffico. L'operazione di filtraggio è necessaria in quanto la A3 non essendo una autostrada a pedaggio non dispone di barriere/caselli che consentono la rapida chiusura per emergenze". "Solo a tarda notte – racconta ancora Tansi – hanno consentito alla Protezione civile di intervenire e portare aiuto alle persone ferme in autostrada, prima avremmo rischiato di intralciare i mezzi di soccorso". Ancora una volta la Calabria si fa trovare impreparata in una situazione di emergenza ambientale che doveva essere ampiamente prevista e gestita in maniera responsabile e professionale dall’ANAS ed invece ha provocato enormi disagi agli automobilisti intrappolati per ore ed ore sull’autostrada ed ai quali conclude Saverio Cuoco (in attesa che la Procura della Repubblica competente che ha aperto una indagine sull’accaduto per individuare le dirette responsabilità), l’Unione Nazionale Consumatori Calabria fornirà l’assistenza necessaria per la tutela dei loro diritti e  chiede pertanto di risarcire chi si è trovato coinvolto in tale circostanza e che ANAS attivi al più presto un protocollo di conciliazione con le associazioni dei consumatori per risolvere in maniera rapida le richieste di risarcimento degli automobilisti coinvolti.

Condividi sui social

Reggio di Calabria: l’Enalcaccia esprime il proprio disappunto per la chiusura anticipata della caccia per alcune specie di uccelli

(30) La Sezione Provinciale Enalcaccia di Reggio Calabria denuncia la rinnovata quanto scellerata decisione di anticipare la chiusura della caccia a partire dal 20 gennaio 2016, a beccaccia tordo bottaccio e cesena, giusto per favorire il fanatismo ambientale.

 

Il 15 gennaio, a seguito della seduta del Consiglio dei Ministri svoltasi il 15 gennaio 2016, l’esecutivo, esercitando i poteri sostitutivi sul calendario venatorio, ha disposto il blocco della caccia in sette regioni: Calabria, Toscana, Lombardia, Umbria, Liguria, Puglia e Marche. Questa iniziativa, giunta al termine della stagione venatoria, denota una chiara decisione dittatoriale che non ha niente a che vedere con i “Poteri Sostitutivi”, visto che trattasi di una reiterata decisione dell’anno precedente. La Regione Calabria, nel redigere il calendario venatorio approvato dopo aver visto la legge, visto il piano faunistico venatorio Regionale e sentito l’Ispra, ha approvato e reso noto il calendario venatorio 2015/2016. La decisione del Consiglio dei Ministri, con la sua delibera di sospendere la caccia alle specie cacciabili tordo bottaccio e cesena, dove il prelievo era previsto fino al 31 gennaio, ha esercitato i poteri sostitutivi per truffare i cacciatori che in virtù di quel calendario venatorio avevano pagato il rinnovo della licenza di caccia, privando loro la possibilità di una scelta diversa. Il provvedimento, che di fatto commissaria le Regioni interessate, non lascia spazio ad eventuali ricorsi, ma non vieta le stesse Regione di esprimere il loro disappunto al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti per quanto deliberato. Dinnanzi ad una manovra spudoratamente elettorale, i cacciatori della Regione Calabria chiedono di essere  sin da subito tutelati. Il Segretario provinciale Enalcaccia, Antonino Amato.

 

Condividi sui social

CIUFER contro lo smantellamento ferroviario in Calabria. Gattuso “Chiediamo il ripristino del binario rubato a Marina di San Lorenzo”

(31) "Entro dicembre 2014, secondo incauti programmi di gestione di RFI, numerose stazioni ferroviarie lungo la linea ionica avrebbero dovuto essere declassate a “fermate”.

 

Tecnicamente, tale declassamento consiste nella soppressione dei binari di precedenza ed incrocio e relativi apparati di segnalamento, che normalmente caratterizzano le stazioni ferroviarie, e che permettono di effettuare manovre dei convogli ferroviari, quali incroci tra treni marcianti in senso opposto, tra un treno più veloce che “supera” uno più lento, stazionamento di treni merci, ecc.).La riduzione del numero di stazioni, in gergo definita “semplificazione” e relativa trasformazione in fermate sulla linea ionica è assolutamente da scongiurare. Essa si tradurrebbe in pesanti ripercussioni sul traffico ferroviario potenziale: si determinerebbe una riduzione di potenzialità (capacità di transito) ed un prevedibile allungamento dei tempi di viaggio in ragione delle maggiori distanze interstazione. Le stazioni prese di mira, destinate al definitivo taglio e alla dotazione a singolo binario, sono le seguenti: Marina di San Lorenzo, Bova Marina, Capo Spartivento, Ferruzzano, Ardore, Gioiosa Jonica, Caulonia, Riace, Squillace, Roccabernarda, Isola di Capo Rizzuto, Roseto Capo Spulico, Policoro-Tursi. E potrebbero non essere le uniche, in futuro. L’azione rientra in una strategia di RFI definita di “right sizing”, che si prefigura come una pericolosa tappa orientata allo smantellamento dell’intera linea ionica da Melito a Metaponto. Questa operazione è stata già effettuata nella stazione di Marina di San Lorenzo (vedi foto 1 e 2). In seguito alla denuncia pubblica ed alle proteste di associazioni di cittadini e sindaci, RFI ha preferito operare mettendo in atto un’azione di “sabotaggio” meno visibile, ovvero applicando delle morse alla via ferrata atte a bloccare l’operatività del secondo binario (vedi foto 3 e 4). Gli impatti determinati dalle azioni di cui sopra rischiano di tradursi in effetti negativi seri, sia sul piano operativo che sul piano sociale. Tralasciando gli impatti sociali, pur non trascurabili, sono da evidenziare i riflessi pericolosi sull’esercizio sia in termini di offerta che in termini di sicurezza. E’ del tutto intuitivo, in effetti, ma siamo disponibili ad un confronto pubblico sulla base di studi e simulazioni specializzate, che la cancellazione del secondo binario si tradurrebbe, a meno di una presenza occasionale di treni in linea, in una contrazione della potenzialità della linea stessa, ovvero in una riduzione delle velocità commerciale dei treni. L’effetto ultimo sarebbe un allungamento nefasto dei tempi di percorrenza ed una conseguente perdita di competizione del vettore ferroviario a vantaggio di mezzi, privati e pubblici, su gomma, con dissuasione della potenziale utenza e perdita di quella esistente. D’altra parte non sono da escludere preoccupazioni in ordine alla sicurezza e alle azioni di protezione civile. Il secondo binario di stazione, su una linea a binario unico, può essere adoperato in situazioni di emergenza o incidenti, evitando il blocco prolungato dell’esercizio della linea. Può essere inoltre utile per facilitare il recupero di una situazione di regime della circolazione in seguito a eventi eccezionali che abbiano determinato accodamenti indesiderati. Si rileva infine che le opere di eliminazione dei binari non determinerebbero benefici economici rilevanti, semmai comporterebbero oneri per l’esecuzione delle opere di smantellamento e trasformazione del sedime ferroviario. Siamo pertanto a chiedere fermamente che RFI receda dalle sue azioni di sabotaggio della linea ionica e provveda in tempi rapidi a ripristinare il secondo binario a Marina di San Lorenzo e ad  eliminare le ganasce installate su sui binari delle stazioni atte ad inibire la circolazione dei treni. In relazione inoltre ai recenti eventi alluvionali che hanno interessato la fascia ionica calabrese (vedi disastro di Ferruzzano), è emersa in più punti la grave situazione e la evidente fragilità dell’infrastruttura ferroviaria; si ritiene importante dare luogo al più presto ad una azione di monitoraggio e verifica della sicurezza su tutta la linea, ed a porre in essere misure organiche di manutenzione straordinaria al fine di rimuovere situazioni di rischio e prevenire pericolosi fenomeni di dissesto idro-geologico che potrebbero comportare danni a viaggiatori e ferrovieri. Si sottolinea ancora come l’azione preventiva sia necessaria anche al fine di limitare costi, disagi, disservizi, isolamento delle comunità locali. Queste note sono state trasmesse alla Regione Calabria che, purtroppo, solo in parte le ha recepite, trasmettendole a RFI, dimostrando una sorta di complesso di inferiorità. Ed RFI ha risposto in modo evasivo. La battaglia rischia di farsi più aspra ancora, atteso anche le mancate risposte in merito agli altri 9 punti della petizione popolare e l’atteggiamento scarsamente ricettivo assunto  da parte dell’Assessorato ai Trasporti della Regione e dai vertici FS. E’ di ieri l’ultima perla di disservizio sulla linea ionica, con la scomparsa del treno 12716 senza preavviso e senza servizio sostitutivo, con conseguenti  disagi a catena subiti dai pendolari lasciati appesi. I calabresi sono stanchi di subire. Per questo continua anche la mobilitazione della Rete di associazioni e sindaci (Rete FIBC – Ferrovia Ionica Bene Comune) con un Convegno sul tema organizzato insieme al Comune di San Lorenzo che si terrà sabato prossimo presso la sede del Circolo Giovanile SS Trinità a Marina di San Lorenzo, con inizio alle ore 16:30". Domenico Gattuso, Presidente CIUFER e Coordinatore Altra Calabria).

 

Condividi sui social