Stati d’animo

Vi sono giorni in cui veniamo completamente travolti da mille stati d’animo, spesso contrastanti, che rimbalzano e si alternano dentro di noi all’impazzata e senza un’apparente motivazione. Riflettendo, ci si può render conto di come quasi tutto ciò che desideriamo, sia strettamente collegato ad un qualcosa che si definisce, appunto, “stato d'animo”. E così che, alternandosi, confusione, depressione, paura, inquietudine, nostalgia, frustrazione ma anche fiducia in se stessi, forza interiore, estasi, ci pervadono condizionando spesso, i nostri comportamenti. Alcuni stati d’animo, come ad esempio la depressione e la paura, potremmo definirli come “paralizzanti”, in quanto difficili da governare. Di sicuro, chi si trova in un simile stato non ha cognizione di come poter affrontare ed allontanare i cosiddetti “cattivi pensieri”. Ne deriva che il nostro modo di fare rispecchia perfettamente il nostro stato d’animo.
Difatti, a qualunque emozione, di qualsiasi natura essa sia, reagiamo osservando ed affrontando la vita in maniera più o meno ottimistica. Gli stati d’animo sono, come molti studiosi sostengono, tutto ciò di cui prendiamo coscienza quando usciamo dai nostri automatismi quotidiani e ci lasciamo andare all’osservazione di quanto accade dentro di noi. Si, perché, guardarsi dentro è per molti un’impresa ardua. Ma l’interrogativo è: gli stati d’animo descrivono ciò che abbiamo vissuto o ciò che vorremmo vivere? Cari lettori, è difficile dare una risposta indiscutibile a questa domanda. E’ indubbio, però, che spesso il cosiddetto “magone” irrompe in noi nel momento in cui non si riesce a raggiungere un sogno o, comunque, quando un obiettivo cui si ambisce ci scivola tra le dita per una causa qualunque. E poi, chi potrebbe dire di non essere mai stato attraversato da quella strana forma di malinconia di cui non se ne conosce, e di cui probabilmente mai se ne conoscerà, la vera origine? Ecco perché è fondamentale riconoscere, gestire ed affrontare gli stati d’animo negativi, proprio allo scopo di poterli mutare. In realtà, c’è da dire che spesso colleghiamo e confondiamo i sogni con i bisogni materiali (ad es. avere una bella casa, la moto, l’iPhone o altro ancora). In tal modo non facciamo altro che alimentare, nel caso in cui non dovessimo riuscire ad ottenere ciò che desideriamo, inquietudine e tristezza per il mancato raggiungimento dell’obiettivo prefissatoci. Forse, tutto andrebbe collegato a questo mondo “di plastica”, dove tutto sembra confezionato alla perfezione, dove in ogni campo c’è un iter preconfezionato o predeterminato da seguire e perseguire. Ed ancora, all’aver smesso di sognare l’accessibile, al voler ad ogni costo inseguire ciò che per gli altri è giusto, alle inutili apparenze. Facciamo, infatti, spesso e volentieri confusione tra ciò che servirebbe a saziare la nostra anima e tutto ciò che, invece, ha a che vedere con i bisogni materiali. Quanto detto, non vuole atteggiarsi, ne essere scambiata con “la ricetta” del giusto modo di porsi gli obiettivi da perseguire, ma piuttosto un modo per rammentare ad ognuno di noi, che forse gli stati d’animo nonché l’umore, dipendono dal nostro modo di affrontare gli eventi, positivi e negativi, della vita. Lasciare spazio alla libera immaginazione, alla magia, alla profondità dell’anima, invece di barricarci nelle granitiche leggi del raziocinio, ecco ciò che servirebbe ad innescare quegli stati d’animo che noi tutti vorremmo provare. Quel “batticuore” per una gioia improvvisa, il godere di una sorpresa inaspettata, l’emozione nel guardare dentro gli occhi di chi si ama, il rendersi conto di valere tanto e di non voler sprecare neppure un istante della propria vita dietro inutili utopie. Quest’ultima, per inciso, regola fondamentale. Come scriveva Ludovico Geymonat “L’amore e la morte hanno (…) in comune quello stato d’animo di ebrezza per cui l’individuo rinuncia totalmente a voler apparire ciò che non è e, quindi, comprende l’inutilità di persistere nella finzione e nella vanità di ogni giudizio che non sia fondato sulla pura realtà”. In altre parole, riuscire nell’impresa di rimanere se stessi è sempre la strada migliore da percorrere al fine di alimentare deliziosi stati d’animo nei quali tuffarci, magari stanchi dopo una giornata di lavoro intenso, e dai quali farci piacevolmente coccolare.


“Tradire”. Questo sembra essere diventato il nostro hobby preferito: tradire il partner, tradire gli amici, tradire i propri affetti e, perché no, tradire persino anche noi stessi! Solitamente, quando si affronta l’argomento siamo, o tendiamo ad apparire agli altri, tutti come “Santi discesi dal Paradiso”, si tende, cioè, a nascondere ed, a volte soffocare, la nostra potenziale indole al “tradimento”. Ma chi di noi potrebbe sostenere di non aver mai, nell’arco della propria vita, “messo in piedi” anche solo un piccolo tradimento o, comunque, qualcosa di pressoché simile? Orbene, in questa sede, non ci occuperemo dei “traditi” com’è quasi usuale consuetudine, ma dei “traditori” e, più precisamente, di come si possa sentire chi tradisce un amore, un amico, chiunque altro. Diciamo pure che spesso i “traditori” vengono definiti come i “senza cuore” della situazione, ma in realtà crediamo che alla base di un tradimento in generale ci sia quasi sempre un’insaziabile necessità di conferme nonché, al contrario di ciò che naturalmente si è portati a pensare di un traditore, tanta fragilità.
Siglato oggi presso l'Assessorato Regionale alla Cultura un Protocollo d'Intesa tra il Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" (nella foto la presidente Adriana Musella) e la Regione Calabria. Il Protocollo approvato con delibera n. 28 della Giunta Regionale il 24 Gennaio 2011 si affianca a quello già stipulato con il Consiglio Regionale della Calabria il 30 Novembre 2010, ed è finalizzato alla diffusione dei principi di legalità democratica e convivenza civile nelle scuole calabresi, soprattutto nelle zone ad alto rischio criminalità della regione, in un'opera di sensibilizzazione e sollecitazione sul tema della lotta alla mafia.
Giovedì 3 Marzo p.v. l'”Antimafia Day” del Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" approda alla Scuola Media "Vittorino Da Feltre" di Reggio Calabria. Ospiti della giornata il testimone di Giustizia G. Saffioti, il Procuratore della Repubblica Aggiunto di Reggio Calabria Michele Prestipino, Simona Dalla Chiesa ed il Comandante Provinciale dei Carabinieri Col. Angelosanto (nella foto). 





Esiste una linea sottile tra vizi e virtù. Invero, chi si dichiara virtuoso sovente lo fa per acquisire una sorta di prestigio che prima o poi sconfinerà, suo malgrado, ineccepibilmente nel vizio. Si può quindi asserire che, il più delle volte, le virtù servono a mascherare i vizi che sono, inevitabilmente, radicati in ognuno di noi. In altre parole, se è vero che le virtù si potrebbero definire come la capacità di eccellere in qualcosa, un modo perfetto di essere, è altrettanto vero che i vizi ci divertono, ci rendono meno noiosi e sicuramente più interessanti agli occhi di chi ci osserva. Orbene, dal momento che noi de Il Reggino facciamo parte di coloro i quali ritengono di possedere in dote quantomeno un briciolo di coraggio – tra l’altro, permettetecelo, rarissima virtù (e scusate s’è poco!) – ci soffermeremo sui vizi quale argomento indubbiamente più stuzzicante. E, più precisamente, tratteremo brevemente di: superbia, accidia, lussuria, ira, gola, invidia, avarizia universalmente riconosciuti come “i sette vizi capitali”. Ma procediamo con ordine anticipando, per i più “attenti”, che, come sempre, non si tratta di un esposto sulla concezione tradizionale di vizio e/o peccato. 
Alla luce della trascorsa festa di San Valentino, viene naturale interrogarsi sui Sentimenti (quelli con la S maiuscola, intendiamo). Esistono ancora? E’ vero che si trasformano col tempo? Ma soprattutto, siamo ancora disposti ad amare qualcun altro oltre noi stessi? Quante volte abbiamo sentito parlare di amore “d’altri tempi” , ovvero di quel sentimento genuino, puro, donato senza pretenderne necessariamente reciprocità e senza alcun interesse. Orbene, tutte le volte che sentiamo sfiorare l’argomento da qualcuno che abbia qualche anno in più di noi, non facciamo altro che dire “Per carità l’amore eterno non esiste!”. O, ancora, chi di noi, dopo aver avuto una delusione amorosa, non ha mai pronunciato la frase “Io con gli uomini (con le donne) ho chiuso”?. 
Inizia tutto con un semplice “Hai saputo che?” o, ancora, con “Ma non lo sai cos’è successo a Tizio?”, e potremmo continuare così. All’infinito. Un pò come un “virus” di cui tutti siamo portatori sani, il pettegolezzo è una voce infondata che si divulga velocemente all'interno di una qualsivoglia società. Non si distingue per religione, razza o ceto sociale. Molto spesso le “dicerie” sono leggende (quelle che qualcuno definisce “leggende metropolitane”), cose bizzarre che accadono quasi sempre ad “amici degli amici” ed, anche se buona parte di esse possono manifestarsi come infondate e calunniose, bisogna riconoscere che spesso possono contenere una parte di verità. 
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Nell'ambito del progetto "Gerbera Gialla 2010-2011 – Memoria e Futuro", che è alla base del Protocollo d'Intesa con il Consiglio Regionale della Calabria, venerdì 28 Gennaio p.v. alle ore 10:30 presso il Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, si terrà un incontro con gli studenti del comprensorio Lametino dedicato alla memoria. Nel corso dell'iniziativa verrà ricordata, con la testimonianza dei figli Walter e Giulia, la figura del Commissario Salvatore Aversa, ucciso a Lamezia Terme con la moglie il 4 Gennaio 1992. 

E' l' “Antimafia Day” la novità del progetto "Gerbera Gialla 2010-2011" del Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti". E' questo il titolo che caratterizza intere giornate dedicate al tema della lotta alla mafia nelle varie scuole della regione che aderiscono al progetto. L'iniziativa prevede un susseguirsi di incontri istituzionali e testimonianze che coinvolgeranno la mattina gli alunni e a seguire le famiglie. A dare il via all' Antimafia Day” sarà la città di Reggio Calabria, martedì 25 gennaio p.v., con l'Istituto "Galileo Galilei", capofila dell'intero percorso. 
La Calabria celebra San Francesco di Sales (1567-1622), patrono dei giornalisti. Ad ospitare la cerimonia religiosa, domenica 30 gennaio alle ore 10, sarà il suggestivo Santuario di San Francesco di Paola, protettore della Calabria. Una scelta densa di significati, quella dell’Ucsi, l’Unione Stampa Cattolica della Calabria, che annovera ben sei vescovi tra i suoi iscritti (Salvatore Nunnari, Vittorio Mondello, Giuseppe Fiorini Morosini, Giancarlo Bregantini, Santo Marcianò e Luigi Renzo), e organizza la manifestazione in collaborazione con l’Ordine e il Sindacato dei Giornalisti della Calabria.
Martedì 16 p.v, alle ore 10:30 presso L'istituto Magistrale " Vito Capialbi" di Vibo Valentia, il Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Dott. Mario Spagnuolo (nella foto), incontrerà gli studenti delle scuole aderenti al Progetto ZEP (Zone di Educazione Prioritaria) che il Coordinamento "Riferimenti" promuove nelle zone a maggior rischio criminalità.
Sabato 13 novembre 2010, alle ore 10.30, presso la Sala “Giuditta Levato” del Consiglio Regionale della Calabria, il Presidente Nazionale dei Verdi, on. Angelo Bonelli, incontrerà la stampa, gli attivisti e i simpatizzanti del movimento ambientalista per presentare ufficialmente la “Costituente ecologista” e le iniziative politiche dei “Verdi” in vista delle prossime elezioni amministrative.