Querelle “Riferimenti”-Lamberti Castronuovo: l’Assessore duramente replica “E’ stato perpretato vilipendio alla mia persona”
Riceviamo e pubblichiamo. "Ci sono molti che trovano nella polemica la loro stessa prova di esistenza in vita. A tutti i costi devono farla e quando non trovano il loro bersaglio disponibile, scadono nel ridicolo, nel negazionismo e nel livore. Rasentano la diffamazione o almeno la tentano. Insinuano il dubbio. Non ho risposto ai gratuiti attacchi di Riferimenti, peraltro non firmati dal Presidente (sic!) perché non concepisco che chi dovrebbe essere difensore della democrazia, disconosca quanto recita l’art.21 della nostra Costituzione in materia di libertà di espressione delle proprie opinioni. Da cittadino o da amministratore, la cosa non cambia. Io ho espresso, e la ribadisco, la mia opinione in merito alla gestione non dell’antimafia istituzionale, verso la quale nutro il più profondo rispetto nei fatti e non a parole, ma di quel proliferare di un certo “professionismo dell’antimafia” che sperpera risorse pubbliche. Prima e più autorevolmente di me, questi concetti sono stati espressi da personaggi come Leonardo Sciascia o, più recentemente dal Giudice Boccassini. Ma vi è di più. Quanto ho esternato con coraggio e determinazione, è ciò che moltissimi pensano, ma non osano dire! Non ho scheletri nell’armadio e la mia stessa vita, professionale, sociale e politica, peraltro molto nota alla sig.ra Musella, è la testimonianza diretta ed inconfutabile di chi io sia. Il maldestro tentativo di infangarmi attraverso la retorica domanda ,rivoltami attraverso certa stampa (ma quando si finirà di scambiare i giornali per una buca delle lettere?)di come mi sia “salvato” dalle aggressioni della ndrangheta, la dice lunga sullo spessore di chi l’ha scritto. Quello (quelli?) stesso che mi ha dato per defunto (godo ottima salute) dandomi del “de cuius” senza nemmeno sapere cio’ che scriveva.
Ebbene a costoro (costui, costei) rispondo, senza mezzi termini, di vergognarsi. Non è cercando di gettare discredito sulla gente perbene di questa città che si combatte la mafia. Io l’ho fatto esponendomi in prima persona e rivolgendomi alla sola cosa in cui credo: le forze dell’ordine, le istituzioni. Estorsioni, bombe nel mio istituto, incendi alla rete televisiva, ponti ripetitori abbattuti, cos’altro si auguravano i “giovani di riferimenti” che mi facesse la ndrangheta? Con quale spudorata protervia si avventurano in una operazione di discredito infelice ed al tempo stesso dal sapore non certo anti mafioso? Tutto questo perché? Perché evidentemente ho toccato, con le mie dichiarazioni qualche simulacro che non avrei dovuto neppure sfiorare ? Ho affermato che non credo sia accettabile pensare di organizzare con soldi pubblici settimane bianche antindrangheta. Per di più non in terra Calabra, magari a Gambarie, dove potrebbe avere un certo senso, ma in Trentino o altrove. Non ho mai fatto cenno a questa organizzazione o a quella. Era un discorso aspecifico peraltro su indicazioni riportatemi da gente indignata. E’ un libero pensiero di un Amministratore. A questo punto, mi chiedo. Perché insorge Riferimenti? Delle due l’una. O l’associazione inviperita ha organizzato la settimana con fondi privati, ed in questo auspicabile caso, non si vede la ragione di pubblicizzarla come evento antindrangheta o, se ha ritenuto di farla rientrare nelle attività che godono di eventuali contribuzioni, è stata informata sul non gradimento dell’Amministrazione. Nessun intento offensivo, dunque. Dov’e? In uno con la Giunta, critico democraticamente la professionalizzazione e la spettacolarizzazione dell’antimafia. Nel tempo abbiamo assistito a contribuzioni pubbliche, non sempre equamente distribuite, ad associazioni private che, se pur operano all’insegna dell’antindrangheta, usufruiscono di fondi senza il dovere di rendicontare. Ciò comporta una vera e propria elusione da leggi e regolamenti che impongono il controllo della spesa pubblica. Per non favorire ulteriori strumentalizzazioni chiarisco alla gente, a quella che mi conosce e stima come medico, come politico ma soprattutto come persona, quale è il mio pensiero in merito alla difesa della legalità. Ritengo, ma sono sempre pronto al confronto sereno, che la difesa di essa parta dalla diffusione della cultura del bello. Dalla conoscenza di quanto la nostra terra sia generosa. Dall’aggregazione positiva. Certamente con il giusto coinvolgimento dei giovani, che non vanno però trattati come truppe cammellate da portare di qua e di là, ad assistere a convegni , da loro stessi definiti, recentemente, troppo tecnici e quindi incomprensibili. No alle passerelle significa quello che gran parte della popolazione intende. Non c’è da fare nomi di questo o quel magistrato, che si produce in queste attività . Basta lasciare la gente libera di esprimersi nel merito e giudicare di volta in volta. Di persona in persona. Non è più tollerabile, a mio avviso, che di ogni processo si faccia un libro. Di ogni indagine uno show televisivo. I processi si svolgano nella loro naturale sede. Il Tribunale. Da questi concetti a dire che io sia contro l’antimafia e contro la Magistratura, ce ne corre. L’antimafia istituzionale l’abbiamo: sono i Pubblici Ministeri, le Forze dell’Ordine. Il resto è corollario che se è onlus è gradito e valido, se comporta spese effimere, diviene un peso per la società. E i soldi pubblici sono della società, appunto. E vanni spesi bene. Questo rientra nei compiti assegnatimi dal Presidente della Provincia ma ancor prima dalla mia coscienza. Non mi sogno neppure di delegittimare l’azione di chicchessia, soprattutto se indirizzata al bene comune, ma non vendo per nessuna cosa al mondo la mia, e l’altrui libertà, di esprimersi. Ma alcuni quesiti affollano la mia mente: se la lotta alla ndrangheta è univoca perché il proliferare di associazioni alle quali la parte pubblica ha dato molte risorse liquide e strutturali, contrariamente a quanto ha fatto con altre, alle quali non ha elargito nulla? Quali debbono essere le caratteristiche per essere in cima agli elenchi dei contributi pubblici? Cosa è lecito spendere? La giusta autonomia di queste associazioni non stride con l’impossibilità di spendere pubbliche risorse, se non secondo criteri molto rigidi? Questi saranno i temi che affronterà, tra gli altri, la consulta della Legalità che, di conserva con la terza Commissione Consiliare della Provincia, sarà nel prossimo consiglio, varata. Questa è democrazia partecipata, non quella che accetta, apoditticamente, scelte private su temi pubblici." Eduardo Lamberti Castonuovo.
Riceviamo e pubblichiamo.
Si è tenuto oggi, presso la Sala Consiliare del Comune di Siderno Marina, un incontro manifestativo di carattere animalista, fortemente voluto dal Dirigente dell'Istituto Secondario di Primo Grado Gesumino Pedullà, Prof. Tommaso Mittiga, a sostegno di una Professoressa del medesimo Istituto – Marina Borgese – che, a fine ottobre, si è vista avvelenare 25 dei 30 gatti che quotidianamente accudiva a e sfamava con amore nella zona di Roccella Jonica. All'incontro, che è stato molto partecipato, sono intervenuti, aprendo i lavori: il Vice Sindaco della città di Siderno, Pietro Sgarlato, che ha accolto i ragazzi ringraziandoli per la sensibilità dimostrata; il Dirigente della Scuola Media Gesumino Pedullà, Prof. Tommaso Mittiga, che ha motivato, con la condanna del gesto, la sua decisione di sostenere la Professoressa Borgese in questo frangente e Rita Commisso, collega della Professoressa, che ha raccontato ai ragazzi e ai partecipanti l'accaduto, rimarcando le sofferenze atroci che gli animali hanno patito a causa dell'avvelenamento. La Professoressa Borgese inoltre, con questa manifestazione, ha voluto denunciare e condannare una situazione che si verifica in maniera reiterata a Roccella Ionica – Città del Progresso – più volte durante l'anno. 
E’ da oggi online sul sito 
La prosperità di una qualsivoglia società, è notorio, si misura dalle sue risorse umane. Sono esse che davvero contano, ovverosia la loro capacità di ideare cose che prima non c’erano dando, così, il loro apporto concreto alla collettività. E’, perciò, al valore degli individui che bisogna fare riferimento, alla “meritocrazia”, della quale tanto i nostri politici amano riempirsi la bocca, ma che, poi, com’è ampiamente risaputo, non viene in alcun modo riconosciuta ed ancorché rispettata! Quante centinaia di migliaia saranno i giovani professionisti meridionali che per emergere devono, inevitabilmente, trasferirsi al nord o, ancor peggio, all’estero? E si, perché i nostri “fuoriclasse”, quelli reggini intendiamo, vengono si continuamente invitati a resistere a non mollare, a cercare di restare in città adducendo loro delle motivazioni del tipo “Chi va via è un rinunciatario” o, peggio ancora, “La nostra città, per crescere, ha bisogno di professionisti validi come voi”. Tutto questo quasi come se andare a cercare “fortuna” altrove possa essere in qualche modo indice di “tradimento” nei confronti delle nostre origini. Ma, lasciatecelo dire, non è assolutamente così! Tutte le promesse profuse da coloro i quali attualmente stanno al “potere”, non hanno avuto alcun seguito. Specialmente quando si è fatto e si fa riferimento alla situazione dei “giovani calabresi meritevoli” che, a detta di coloro che sovrastavano fieri sui comodi “pulpiti” (e che pulpiti!) allestiti in occasione delle ultime (ma anche tutte le precedenti) elezioni politiche, avrebbero trovato spazio per le loro capacità e non per i “favoritismi”.
Riceviamo e pubblichiamo. Monti non risparmia gli Agenti di assicurazione con l’articolo 34 del “decreto liberalizzazioni”. È questa l’affermazione unanime dell’esecutivo Provinciale dello SNA (Sindacato Nazionale Agenti) riunitosi nei giorni scorsi nella sede Provinciale della Confcommercio di Reggio Calabria. Di fatto, questo articolo impone agli Intermediari assicurativi la consegna e la illustrazione di tre preventivi comprensivi delle condizioni contrattuali di altrettante Compagnie non appartenenti al medesimo gruppo, ad ogni potenziale cliente che si presenta in Agenzia, affinché possa scegliere quella maggiormente conveniente. Una vera assurdità inaccettabile e poco o nulla trasparente per il cittadino consumatore perché è risaputo che le Condizioni e le Tariffe pubblicate sui siti ( cui tutti possono accedere sito ISVAP ) sono poi adattate nelle agenzie alla personalizzazione del Cliente essendo quelle pubblicate riferimento ad un uniforme modello generale. “Il cliente è libero di scegliersi la Compagnia ma non deve essere la stessa a dover selezionare il mercato delle concorrenti”. Questo quanto affermato dai componenti l’esecutivo i quali hanno ribadito che si tratta di “una pratica inaudita e priva di ogni logica motivazione. Le Compagnie assicurative per il tramite delle Agenzie devono svolgere con professionalità il proprio lavoro, offrire servizi e dare garanzie certe al cliente il quale, in funzione di queste, sarà libero di scegliere quella più congeniale alla proprie aspettative”.
Il Consiglio regionale della Calabria e il Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”, dando seguito al Progetto “Gerbera Gialla”, organizzano un incontro con gli studenti della città di Reggio Calabria, martedì 7 febbraio p.v. alle ore 9.30 presso l’Auditorium Calipari di Palazzo Campanella. L’iniziativa è dedicata ad una pagina di storia della città di Reggio Calabria: quella dei moti. Sarà proiettato un cortometraggio sul tema: “Liberarsi” Figli di una rivoluzione minore del regista Salvatore Romano,Reggio Calabria, giorni nostri. Pietro (Roberto Zibetti), giornalista televisivo italo-canadese, arriva in città per seguire un'indagine sui rifiuti tossici. Scoprirà che la sua inchiesta si intreccia con la morte del padre (Giuseppe Zeno), avvenuta durante i Moti di Reggio del 1970 nella città dello Stretto. Ad aiutarlo a far luce sul mistero sarà Alba (Daniela Fazzolari), la figlia del sindaco. Il cortometraggio racconta gli anni della rivolta, i legami tra ‘ndrangheta e massoneria, il fallito golpe borghese. Ospiti della giornata, i comici Miseferi e Battaglia che si esibiranno in una parodia sulla ‘ndrangheta. 
L’immobilità sostenibile, quella di questi giorni, ci ha fatto ridurre il carico di polveri sottili in atmosfera e abbiamo pure risparmiato denaro. La serrata degli autotrasportatori che ha messo in ginocchio l’Italia ha portato in risalto un aspetto molto importante: siamo succubi del petrolio e della benzina in particolare. Una situazione che fa riflettere e che evidenzia l’enorme vulnerabilità del nostro sistema di mobilità generale e delle nostre stesse cattive abitudini. Neanche a dirlo, questo modello è sostenuto e amplificato dall’inadeguatezza di scelte politiche che non riescono a definire strategie di mobilità sostenibile, ancorché efficaci. In questo clima algido, per le temperature rigide ma soprattutto per i disagi a spostarci, a Roghudi Nuovo si è tenuto il terzo appuntamento seminariale organizzato dall’Agenzia dei Borghi Solidali. Davanti ad una platea numerosa, giunta in carpooling allo Spazio-Fiera di Roghudi, il Prof. Domenico Gattuso, dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria (nella foto), ha dato risalto all’in-seminario sostenibile dal titolo “Mobilità dolce ed equo-sostenibile in aree a domanda di trasporto leggera”.
Il presidente dell’Automobile Club Reggio Calabria, avv. Santo Alfonso Martorano, nell’intento di alleviare i disagi degli automobilisti e fornire un migliore servizio agli utenti comunica che gli uffici siti in Via G. De Nava 43 di Reggio Calabria sono aperti tutti i giorni dalle 8,30 alle 16,30 e resteranno aperti sabato 28 e domenica 29 gennaio dalle 9,00 alle 13,00. All’ iniziativa aderiscono anche le delegazioni presenti sul territorio comunale: Delegazione di ARCIMAS di Arcidiaco Francesco, Via Prov Ravagnese 31 – 89131 Ravagnese (RC) e
In occasione del Giorno della Memoria che, il 27 gennaio di ogni anno, ricorda l'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, la Shoah e le persecuzioni del popolo ebraico, la Soprintendenza Archivistica per la Calabria, in collaborazione con il Liceo classico "T. Campanella" di Reggio Calabria e con l'Archivio di Stato di Reggio Calabria, ripropone la mostra "Dalle leggi razziali allo sbarco degli Alleati in Calabria". La mostra, che sarà inaugurata e allestita presso il Liceo "Campanella", è stata curata e organizzata dalla Soprintendenza Archivistica nell'anno 2004, per il Giorno della Memoria. Quest'anno, si arricchisce del contributo dell'Archivio di Stato di Reggio Calabria ed è allestita in un luogo privilegiato come la scuola, dove, tra i giovani e per i giovani, è più facile e più giusto "conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere” (legge n.211 del 20 luglio 2000). Il percorso espositivo, racconta per immagini e documenti d'archivio, alcuni tratti significativi di vita calabrese nel corso del regime fascista, le misure disposte ai danni degli ebrei e le vicende relative alla liberazione dei 1500 internati nel campo di concentramento Ferramonti di Tarsia, in provincia di Cosenza.
La crisi ci impoverisce e ci cambia anche nella quotidianità, per esempio nell'informarci. Quando ero ragazzo, lette le pagine reggine della “Gazzetta del Sud”, allora unico giornale locale, si chiudeva il cerchio dell’informazione sulla nostra città. Per sapere quali fatti incidevano sulla nostra vita, bastava. Ora, ma da tempo, non è più così. Oggi la realtà è globalizzata, sia nella concezione positiva che in quella negativa del termine. Oggi quello che succede in una terra lontanissima, lontano ci sono solo io, va guardato con grande attenzione. Oggi le notizie arrivano da lontano ma il loro contenuto ci avvicina tutti sotto il peso delle stesse. Direte “Ma questo come riguarda Reggio? Ci riguarda e molto da vicino: è la fine irreversibile della vecchia autoreferenzialità – “bbucca… chi ttrova i diri puru o patraternu” – autoreferenzialità che, già dannosa, oggi diventa letale: Reggio deve integrarsi, adesso deve non ha altra scelta, nel circuito delle relazioni con tutti; deve unire le proprie forze, a volte con la consapevolezza di non poter stare in prima fila. Se il mondo è della rete starne fuori è un disastro. Essere rimasti fuori dalla rete, spesso nel passato è accaduto, porta alla conseguenza che non arrivino i treni dal Nord e che vengono tagliati i voli. Anche oggi, con Regione e Comune protagonisti e proattivi, la città deve recuperare in termini di considerazione. Concludo: dobbiamo cambiare la nostre relazione con gli avvenimenti e dobbiamo valorizzare le nostre migliori energie.
Il Kiwanis Club “Reghion 2007” fa ancora centro nel grande bersaglio della solidarietà. Un computer verrà donato ai bambini e ragazze dell’Istituto delle Suore di San Vincenzo di Santa Giovanna Antida de Touret di Polistena accolti nella casa famiglia “Casa Nostra”. Si tratta di giovani adolescenti con difficoltà, affidati alle suore e nello specifico a suor Angela Paglione e a suor Anna. La raccolta fondi, effettuata nella città di Reggio Calabria, ottenuta grazie ai premi offerti da diversi sponsor di Reggio Calabria e provincia, stimolati dai soci del Club, consentirà di realizzare un service a favore dei più piccoli. “I fondi raccolti – afferma il Presidente del Club “Reghion 2007”, Vincenzo Malacrinò – serviranno all’acquisto di un computer da mettere a disposizione dei bambini e delle ragazze in affidamento a Suor Angela. In questo periodo storico particolare – continua il Presidente del “Reghion” – i giovani non possono crescere culturalmente e professionalmente lontani dal saper utilizzare i mezzi di comunicazione moderni, ferma restando la necessità di farne sempre il giusto utilizzo finalizzato all'arricchimento del proprio bagaglio culturale”. Il digital divide, com’è noto, è un elemento di discriminazione sociale ancora molto forte e presente nella società di oggi. Pertanto, associare alla fondamentale opera educativa e di sostegno morale svolta da Suor Angela Paglione, che accompagna in maniera impareggiabile queste ragazze nel loro percorso di vita, anche l’apprendimento dell’uso del pc è un modo per accrescere le loro abilità professionali e per eliminare ulteriori “barriere” al loro relazionarsi con i coetanei e nella società.
Nella propria sede di Reggio Calabria il coordinamento nazionale antimafia “Riferimenti” ha convocato stamane una conferenza stampa per denunciare la gestione dei beni confiscati. La presidente Adriana Musella ha evidenziato come non ci sia un criterio obiettivo nell'assegnazione dei beni ma piuttosto la metodologia delle logiche clientelari. “Riferimenti” denuncia il mancato controllo nella gestione da parte degli Enti locali che per legge avrebbero l'obbligo di assicurarsi che i beni siano realmente utilizzati per lo scopo richiesto non solo ma anche avendo cura della loro conservazione e manutenzione. Adriana Musella ha fatto l'esempio del sindaco di Limbadi (in provincia di Vibo Valentia), denunciato per mancato controllo e conservazione degli immobili confiscati alla cosca “Mancuso”. Questo pare non succeda a Reggio Calabria dove un locale assegnato alla CRI sta marcendo deteriorato dalla muffa e dall'umidità non solo per mancato uso e frequentazione ma per incuria dell'Amministrazione Comunale. Lo stesso locale era stato richiesto da “Riferimenti” per farne un laboratorio permanente per gli studenti della città, essendo separato dalla sede dell'associazione solo da una scala interna. “Riferimenti” ha denunciato e fatto notare ai giornalisti anche la presenza di amianto sul tetto dei propri locali (beni confiscati alla famiglia “Logiudice”).