Querelle “Riferimenti”-Lamberti Castronuovo: l’Assessore duramente replica “E’ stato perpretato vilipendio alla mia persona”

Riceviamo e pubblichiamo. "Ci sono molti che trovano nella polemica la loro stessa prova di esistenza in vita.  A tutti i costi devono farla e quando non trovano il loro bersaglio disponibile, scadono nel ridicolo, nel negazionismo e nel livore. Rasentano la diffamazione o almeno la tentano. Insinuano il dubbio. Non ho risposto ai gratuiti attacchi di Riferimenti, peraltro non firmati dal Presidente (sic!) perché non concepisco che chi dovrebbe essere difensore della democrazia, disconosca quanto recita l’art.21 della nostra Costituzione in materia di libertà di espressione delle proprie opinioni. Da cittadino o da amministratore, la cosa non cambia. Io ho espresso, e la ribadisco, la mia opinione in merito alla gestione non dell’antimafia istituzionale, verso la quale nutro il più profondo rispetto nei fatti e non a parole, ma di quel proliferare di un certo “professionismo dell’antimafia” che sperpera risorse pubbliche. Prima e più autorevolmente di me, questi concetti sono stati espressi da personaggi come Leonardo Sciascia o, più recentemente dal Giudice Boccassini. Ma vi è di più. Quanto ho esternato con coraggio e determinazione, è ciò che moltissimi pensano, ma non osano dire! Non ho scheletri nell’armadio e la mia stessa vita, professionale, sociale e politica, peraltro molto nota alla sig.ra Musella, è la testimonianza diretta ed inconfutabile di chi io sia. Il maldestro tentativo di infangarmi attraverso la retorica domanda ,rivoltami attraverso certa stampa (ma quando si finirà di scambiare i giornali per una buca delle lettere?)di come mi sia “salvato” dalle aggressioni della ndrangheta, la dice lunga sullo spessore di chi l’ha scritto. Quello (quelli?) stesso che mi ha dato per defunto (godo ottima salute) dandomi del “de cuius” senza nemmeno sapere cio’ che scriveva.

Ebbene a costoro (costui, costei) rispondo, senza mezzi termini, di vergognarsi. Non è cercando di gettare discredito sulla gente perbene di questa città che si combatte la mafia. Io l’ho fatto esponendomi in prima persona e rivolgendomi alla sola cosa in cui credo: le forze dell’ordine, le istituzioni. Estorsioni, bombe nel mio istituto, incendi  alla rete televisiva, ponti ripetitori abbattuti, cos’altro si auguravano i “giovani di riferimenti” che mi facesse la ndrangheta?  Con quale spudorata protervia si avventurano in una operazione di discredito infelice ed al tempo stesso dal sapore non certo anti mafioso? Tutto questo perché? Perché evidentemente ho toccato, con le mie dichiarazioni qualche simulacro che non avrei dovuto neppure sfiorare ?  Ho affermato che non credo sia accettabile pensare di organizzare con soldi pubblici settimane bianche antindrangheta. Per di più non in terra Calabra, magari a Gambarie, dove potrebbe avere un certo senso, ma in Trentino o altrove. Non ho mai fatto cenno a questa organizzazione o a quella. Era un discorso aspecifico peraltro su indicazioni  riportatemi da gente indignata. E’ un libero pensiero di un Amministratore. A questo punto, mi chiedo. Perché insorge Riferimenti? Delle due l’una. O l’associazione inviperita ha organizzato la settimana con fondi privati, ed in questo auspicabile caso, non si vede la ragione di pubblicizzarla come evento antindrangheta o, se ha ritenuto di farla rientrare nelle attività che godono di eventuali contribuzioni, è stata informata sul non gradimento dell’Amministrazione. Nessun intento offensivo, dunque. Dov’e? In uno con la Giunta, critico democraticamente la professionalizzazione e la spettacolarizzazione dell’antimafia. Nel tempo abbiamo assistito a contribuzioni pubbliche, non sempre equamente distribuite, ad associazioni private che, se pur operano all’insegna dell’antindrangheta, usufruiscono di fondi senza il dovere di rendicontare. Ciò comporta una vera e propria elusione da leggi e regolamenti che impongono il controllo della spesa pubblica. Per non favorire ulteriori strumentalizzazioni chiarisco alla gente, a quella che mi conosce e stima come medico, come politico  ma soprattutto come persona, quale è il mio pensiero in merito alla difesa della legalità. Ritengo, ma sono sempre pronto al confronto sereno, che la difesa di essa parta dalla diffusione della cultura del bello. Dalla conoscenza di quanto la nostra terra sia generosa. Dall’aggregazione positiva. Certamente con il giusto coinvolgimento dei giovani, che non vanno però trattati come truppe cammellate da portare di qua e di là, ad assistere a convegni , da loro stessi definiti, recentemente, troppo tecnici e quindi incomprensibili. No alle passerelle significa quello che gran parte della popolazione intende. Non c’è da fare nomi di questo o quel magistrato, che si produce in queste attività . Basta lasciare la gente libera di esprimersi nel merito e giudicare di volta in volta. Di persona in persona. Non è più tollerabile, a mio avviso, che di ogni processo si faccia un libro. Di ogni indagine uno show televisivo. I processi si svolgano nella loro naturale sede. Il Tribunale. Da questi concetti a dire che io sia contro l’antimafia e contro la Magistratura, ce ne corre. L’antimafia istituzionale l’abbiamo: sono i Pubblici Ministeri, le Forze dell’Ordine. Il resto è corollario che se è onlus è gradito e valido, se comporta spese effimere, diviene un peso per la società. E i soldi pubblici sono della società, appunto. E vanni spesi bene. Questo rientra nei compiti assegnatimi dal Presidente della Provincia ma ancor prima dalla mia coscienza. Non mi sogno neppure di delegittimare l’azione di chicchessia, soprattutto se indirizzata al bene comune, ma non vendo per nessuna cosa al mondo la mia, e l’altrui libertà, di esprimersi. Ma alcuni quesiti affollano la mia mente: se la lotta alla ndrangheta è univoca perché il proliferare di associazioni alle quali la parte pubblica ha dato molte risorse liquide e strutturali, contrariamente a quanto ha fatto con altre, alle quali non ha elargito nulla? Quali debbono essere le caratteristiche per essere in cima agli elenchi dei contributi pubblici? Cosa è lecito spendere? La giusta autonomia di queste associazioni non stride con l’impossibilità di spendere pubbliche risorse, se non secondo criteri molto rigidi? Questi saranno i temi che affronterà, tra gli altri, la consulta della Legalità che, di conserva con la terza Commissione Consiliare della Provincia, sarà nel prossimo consiglio, varata. Questa è democrazia partecipata, non quella che accetta, apoditticamente, scelte private su temi pubblici." Eduardo Lamberti Castonuovo.

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“Riferimenti” vs Lamberti Castronuovo: “La delega alla legalità non può essere affidata a chi mette in discussione l’impegno antimafia”

Riceviamo e pubblichiamo.  Lamberti Castronuovo non ha risposto alle nostre richieste ma, attraverso la sua emittente, ha continuato a girare la frittata. Come il Papa da San Pietro lui parla da lì, raccontando una verità tutta sua. Lui se la canta e lui se la suona. E' sempre lui che intervista se stesso oggi come medico, domani come politico ma ogni santo giorno lui è lì a promuovere se stesso. Ebbene, convoca il salotto e si sfoga, avendo anche il coraggio di fare la vittima, affermando di essere stato attaccato dai professionisti dell'antimafia. Una domanda sorge spontanea, chi sarebbero questi professionisti, visto che ancora una volta, la sua frase è impersonale? Il settore Giovanile del Coordinamento chiarisce che i componenti del sodalizio sono  ragazzi di tutta Italia con un’età compresa tra i 18 e i 30 anni, tutti uniti da un unico sentimento che proviene dal profondo del loro cuore: la legalità e l’impegno civile. Non esistono fini di lucro ma solo il desiderio che la società odierna possa veramente cambiare e che il cancro della mafia possa  essere debellato una volta per tutte. Gli associati sono convinti che le nuove generazioni debbano conoscere una storia che non viene insegnata a scuola, la storia del terrificante fenomeno che ha contagiato la società italiana affinché possano scegliere di cambiare e vivere in un mondo più giusto. La settimana bianca delle scuole italiane è un’iniziativa che va in questa direzione e non è stata certamente organizzata con i soldi pubblici ma con fondi propri.

Si tratta di un vero e proprio viaggio d'istruzione nel corso del quale i ragazzi avranno l’opportunità di frequentare seminari e laboratori, avendo modo di confrontarsi con studenti di tutt'Italia. Sport ed impegno sociale si ritiene sia un connubio ottimo per sensibilizzare i giovani a rifiutare la prepotenza e l’atteggiamento mafioso che si annida nella società. Si riscontra che è davvero mortificante e deludente l’insulto da parte di chi rappresenta un’istituzione che dovrebbe sostenere certe realtà e non demolirle. Questo genere di comportamento è alquanto allarmante, preoccupante ed estremamente pericoloso per l’intera società calabrese. L’assessore, con questo atteggiamento, getta sospetto nei confronti dell’antimafia. Siamo noi che gli abbiamo posto il quesito e noi siamo ragazzi non certo professionisti dell’antimafia. Se si intraprende l’infamante politica del sospetto, l’antimafia (associazioni, magistratura ecc.) rischierà di essere isolata dai cittadini i quali perderanno la fiducia  nello Stato e non vedranno più in esso un valido avamposto su cui confidare. Gli abbiamo chiesto, per questo di fare i nomi di chi lui accusa ma non risponde. Non accettiamo di essere ulteriormente umiliati. Sport ed impegno sociale, lo sci come il calcio o la pallavolo le cui squadre hanno scelto di giocare col simbolo della Gerbera. Cos'è che suscita l’ ironia di Lamberti?. Rileviamo che chi ha avuto ,anche se per grazia ricevuta,una delega alla legalità non può attaccare l'antimafia e l’impegno civile in una terra come la nostra e soprattutto chi da anni in quest’impegno si spende dimostrando fatti. Proprio ieri notte è stata distrutto unno dei beni confiscati assegnati all’associazione in provincia di Vibo. Si tratta di un locale appartenente alla cosca Mancuso. Guarda caso per l’assessore pare sia l’antimafia a demonizzare il fenomeno! Forse il suo è un invito al silenzio? Al tirare a campare a far finta di niente? E questo da chi ha avuto una delega alla legalità non si può accettare. Siamo contenti per lui che dice di non avere mai avuto problemi seri con la ‘ndrangheta. Un imprenditore grosso come lui che in terra di Calabria riesce ad operare indisturbato  dovrebbe fornire la ricetta agli altri che quotidianamente vengono tartassati. Non possiamo che esserne felici anche se sorpresi. Il suo comportamento, improntato alla cultura del sospetto, mette in discussione  anni di fatica e dedizione. L’assessore dovrebbe rispetto a chi nonostante tutto,ha avuto la forza di reagire e  dedicarsi alla costruzione di una nuova coscienza. Com'è vero che la politica meschina calpesta tutto e tutti. Lamberti non pronuncia il soggetto della sua squallida affermazione secondo la quale c'è chi con soldi pubblici organizza settimana bianca antindrangheta,mostrando a tutti quale sia la credibilità delle sue parole e soprattutto la sua assunzione di responsabilità. Senza quel soggetto la nostra associazione non può querelarlo. Ad un rappresentante delle istituzioni non sono consentiti tali modi di fare, infangando gratuitamente e la delega alla legalità non può essere affidata a simili comportamenti né a chi invece di sostenere l’impegno antimafia lo demolisce, ci chiediamo nell’interesse di chi. Come amministratore pubblico deve dichiarare cosa ha fatto dall’alto della sua legalità, quali finanziamenti ha erogati in questa direzione,al di là delle centinaia di migliaia di euro andate in favore di sagre e di bande. Il nostro coordinamento, unitamente a tutta quell'antimafia, oggetto delle sue invettive si vede costretto, dai fatti, ad assumere iniziative a tutela dell’immagine pubblica della delega alla legalità. I referenti dell’area giovani del Coordinamento Nazionale Antimafia Riferimenti: Claudia Pratticò (Calabria), Francesco Iermito (Calabria), Sebastiano Di Paolo (Campania), Salvatore Calleri (Toscana), Andrea Vegher (Veneto).

 

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Roccella Jonica (RC): incontro animalista a favore di una professoressa cui le sono stati uccisi i gatti che amorevolmente accudiva

Si è tenuto oggi, presso la Sala Consiliare del Comune di Siderno Marina, un incontro manifestativo di carattere animalista, fortemente voluto dal Dirigente dell'Istituto Secondario di Primo Grado Gesumino Pedullà, Prof. Tommaso Mittiga, a sostegno di una Professoressa del medesimo Istituto – Marina Borgese – che, a fine ottobre, si è vista avvelenare 25 dei 30 gatti che quotidianamente accudiva a e sfamava con amore nella zona di Roccella Jonica. All'incontro, che è stato molto partecipato, sono intervenuti, aprendo i lavori: il Vice Sindaco della città di Siderno, Pietro Sgarlato, che ha accolto i ragazzi ringraziandoli per la sensibilità dimostrata; il Dirigente della Scuola Media Gesumino Pedullà, Prof. Tommaso Mittiga, che ha motivato, con la condanna del gesto, la sua decisione di sostenere la Professoressa Borgese in questo frangente e Rita Commisso, collega della Professoressa, che ha raccontato ai ragazzi e ai partecipanti l'accaduto, rimarcando le sofferenze atroci che gli animali hanno patito a causa dell'avvelenamento. La Professoressa Borgese inoltre, con questa manifestazione, ha voluto denunciare e condannare una situazione che si verifica in maniera reiterata a Roccella Ionica – Città del Progresso – più volte durante l'anno.

Subito dopo l'intervento di Rita Commisso, tra i vari esponenti dell'Associazionismo, sono intervenute le rappresentanti del WWF provinciale e regionale, Grazia Barillaro e Beatrice Barillaro che hanno parlato, rispettivamente, del rapporto 'uomo-animali domestici' e della 'biodiversità' e Roberta Catizzone, in rappresentanza del mondo animalista e amica della Professoressa, che ha rimarcato e denotato quanto, come popolazione, siamo andati avanti in questo ambito direzione migliorativa rispetto al passato, ma anche quanto ancora ci sia da fare nelle nostre realtà locali per sensibilizzare buona parte della popolazione in tema di tutela del randagismo e in merito al fatto che la vita, in ogni sua forma, vada sempre e comunque rispettata e tutelata. Gli alunni della Scuola Media Gesumino Pedullà – che hanno aderito in maniera entusiasta e partecipata all'iniziativa – condannando anch'essi il gesto, hanno preparato per l'occasione dei cartelloni pubblicitari che avevano come tema: 'Pubblicità per il Progresso: spiega con un manifesto pubblicitario perché è illegale ed immorale uccidere gli animali indifesi'.

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Limbadi (VV): atto vandalico perpetrato ai danni di una struttura assegnata al Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”

Nella notte ignoti hanno forzato e distrutto i portoni d’ingresso della struttura, devastando e spaccando ogni cosa. I locali confiscati alla cosca “Mancuso” sono stati assegnati all’associazione, che ha progettato di realizzare in loco la prima Università Italiana dell’Antimafia.  Le proprietà dei Mancuso ammontavano, infatti, a due ville e due fabbricati. Nei fabbricati sono stati previsti gli alloggi per i ragazzi, nelle ville le aule. L’associazione è stata informata da una telefonata della Polizia Municipale. Sul posto si è recato il referente dell’Associazione per la provincia di Vibo Valentia, Nello Ruello, collaboratore di giustizia, a cui, però, è stato impedito l’accesso perchè  l’immobile in questione risultava recintato da una rete metallica pare posta dai Mancuso stessi con la presenza di un cane all’interno. Ancora una volta il Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” evidenzia lo stato  in cui versano in Calabria i beni confiscati, la cui gestione è priva di qualsiasi controllo da parte degli enti affidatari. C’è da rilevare che questo immobile in particolare, che è una delle due ville, risulta assegnato “sulla carta” ma mai materialmente consegnato all’Associazione, sprovvista anche delle chiavi d’ingresso.

Sull’episodio stanno indagando i Carabinieri di Vibo Valentia.

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“Riferimenti”: l’Assessore Lamberti Castronuovo faccia i nomi

Riceviamo e pubblichiamo. Due giorni fa, il coordinamento giovanile di Riferimenti, in una lettera aperta alla stampa, ha chiesto al dottor Lamberti Castronuovo nominato, anche se non dalla volontà popolare, Assessore alla Legalità presso la Provincia di Reggio Calabria, non si sa per quali meriti, di chiarire le gravi affermazioni da lui fatte in un intervento nell'ambito di un convegno organizzato da Futuro e Libertà. Nella stessa nota, si chiedeva di conoscere a quali magistrati servissero "vetrine e passerelle" sempre in merito ad affermazioni al vetriolo fatte dallo stesso che non si capisce perchè da tempo lanci invettive nei confronti dell'antimafia con illazioni varie, cercando di discreditare l'operato altrui che, invece, come amministratore, dovrebbe sostenere. Dal de cuius non è arrivata nessuna risposta, anzi la sua televisione non solo non ha dato notizia della nota, ma nella rassegna stampa ha omesso la pagina dei quotidiani che riportavano la notizia. I responsabili del Coordinamento Giovani di Riferimenti, ancora una volta chiedono di conoscere il soggetto della frase impersonale pronunciata dal Lamberti, ossia vogliono sapere CHI utilizzerebbe soldi pubblici per combattere il crimine organizzando settimane bianche.

Due sono le cose: o l'Assessore risponde o dimostra a tutti la validità e fondatezza delle sue affermazioni dando, soprattutto, prova del suo coraggio. E si perchè abbiamo un dubbio: che il soggetto di quella frase non venga pronunciato perchè si teme la querela che, d'altra parte siamo certi, non potrà non arrivare se quelle affermazioni non saranno smentite. Ed allora Assessore, vogliamo il nome del soggetto a cui si è riferito. Chi è che organizzerebbe settimane bianche antindrangheta con i soldi pubblici? Stiamo ancora aspettando un suo riscontro. I referenti dell’area giovani del Coordinamento Nazionale Antimafia Riferimenti: Claudia Pratticò (Calabria), Francesco Iermito (Calabria), Sebastiano Di Paolo (Campania), Salvatore Calleri (Toscana), Andrea Vegher (Veneto).

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L’articolo 18

E’ uno degli argomenti maggiormente citati in questi giorni di intensa trattativa sulla riforma del mercato del lavoro. In linea con il titolo della rubrica, “per saperne di più” diamo qualche informazione di contenuto e non valutazioni di parte. Intanto leggiamo il testo dell'articolo 18, inserito nel titolo secondo (Della libertà sindacale – Reintegrazione nel posto di lavoro). “Ferme restando l’esperibilità delle procedure previste dall’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, il giudice con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell’articolo 2 della predetta legge o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo , ovvero ne dichiara la nullità a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale ha avuto luogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze più di 15 prestatori di lavoro o più di 5 se trattasi di imprenditore agricolo, di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro. Tali disposizioni si applicano altresì ai datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, che nell’ambito dello stesso comune occupano più di quindici dipendenti ed alle imprese agricole che nel medesimo ambito territoriale occupano più di cinque dipendenti, anche se ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti, e in ogni caso al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che occupa alle sue dipendenze più di sessanta prestatori di lavoro.

Ai fini del computo del numero dei prestatori di lavoro di cui primo comma si tiene conto anche dei lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato parziale, per la quota di orario effettivamente svolto, tenendo conto, a tale proposito, che il computo delle unità lavorative fa riferimento all’orario previsto dalla contrattazione collettiva del settore. Non si computano il coniuge ed i parenti del datore di lavoro entro il secondo grado in linea diretta e in linea collaterale. Il computo dei limiti occupazionali di cui al secondo comma non incide su norme o istituti che prevedono agevolazioni finanziarie o creditizie. Il giudice con la sentenza di cui al primo comma condanna il datore di lavoro al risarcimento del danno subìto dal lavoratore per il licenziamento di cui sia stata accertata l’inefficacia o l’invalidità stabilendo un’indennità commisurata alla retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione e al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali dal momento del licenziamento al momento dell’effettiva reintegrazione; in ogni caso la misura del risarcimento non potrà essere inferiore a cinque mensilità di retribuzione globale di fatto. Fermo restando il diritto al risarcimento del danno cosí come previsto al quarto comma, al prestatore di lavoro è data la facoltà di chiedere al datore di lavoro in sostituzione della reintegrazione nel posto di lavoro, un’indennità pari a quindici mensilità di retribuzione globale di fatto. Qualora il lavoratore entro trenta giorni dal ricevimento dell’invito del datore di lavoro non abbia ripreso il servizio, né abbia richiesto entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito della sentenza il pagamento dell’indennità di cui al presente comma, il rapporto di lavoro si intende risolto allo spirare dei termini predetti. La sentenza pronunciata nel giudizio di cui al primo comma è provvisoriamente esecutiva. ell’ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all’articolo 22, su istanza congiunta del lavoratore e del sindacato cui questi aderisce o conferisca mandato, il giudice, in ogni stato e grado del giudizio di merito, può disporre con ordinanza, quando ritenga irrilevanti o insufficienti gli elementi di prova forniti dal datore di lavoro, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro. L’ordinanza di cui al comma precedente può essere impugnata con reclamo immediato al giudice medesimo che l’ha pronunciata. Si applicano le disposizioni dell’articolo 178, terzo, quarto, quinto e sesto comma del codice di procedura civile. L’ordinanza può essere revocata con la sentenza che decide la causa. Nell’ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all’articolo 22, il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza di cui al primo comma ovvero all’ordinanza di cui al quarto comma, non impugnata o confermata dal giudice che l’ha pronunciata, è tenuto anche, per ogni giorno di ritardo, al pagamento a favore del Fondo adeguamento pensioni di una somma pari all’importo della retribuzione dovuta al lavoratore”. Poi qualche rigo per chiarire la portata dell’articolo. La legge che disciplina i licenziamenti e le modalità per  sanzionarli è la 204.66, per l’abrogazione dell’art. 18 lascerebbe inalterati i diritti dei lavoratori e gli oneri delle imprese. Il licenziamento richiede sempre la forma scritta con contestuale motivazione. Giustificato motivo soggettivo è fatto imputabile alla condotta del prestatore di lavoro (notevole inadempimento degli obblighi contrattuali). Giustificato motivo oggettivo è fatto riferibile agli interessi dell'impresa (necessità tecniche od organizzative  che possono giustificare un licenziamento). Giusta causa fatti oggettivamente gravi previsti nella contrattazione collettiva o gravi in assoluto, considerati anche  rilevanti penalmente. Giusta causa in sintesi fatto di tale gravità da non consentire la prosecuzione, neppure provvisoria del rapporto. Nelle aziende che hanno fino a 15 dipendenti, se il giudice dichiara illegittimo il licenziamento, il datore può scegliere se riassumere il dipendente o pagare un risarcimento da 2,5 a 6 mensilità (l'indennità può essere aumentata in base all'anzianità di servizio). (c.d tutela obbligatoria). Oltre questo limite si applica la cosiddetta tutela reale che impone il reinserimento in azienda del lavoratore ingiustamente licenziato.
 

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Il coordinamento di “Riferimenti” non ci sta e replica duramente all’Ass. Lamberti Castronuovo

Riceviamo e pubblichiamo. ll giorno 05/02/2012, il dottor Edoardo Lamberti Castronuovo, nell’ambito di un convegno di “Futuro e Libertà”, nelle sue ormai abituali  invettive nei confronti di settori dell’antimafia ha pronunciato la seguente frase “Mentre c’è chi con contributi pubblici pensa di lottare il crimine organizzato, facendo la settimana bianca dell’anti ‘ndrangheta”. Le parole sono state riportate in un servizio che l’emittente televisiva ,di proprietà dello stesso ha dedicato all’intervento di Lamberti nella sua qualità di Assessore provinciale alla cultura –beni culturali –difesa della legalità. Da componenti del Coordinamento nazionale  antimafia ”Riferimenti“, da vent’ anni  impegnato nel campo nonché da cittadini rivendichiamo il diritto di saper e a chi si riferisce l’Assessore quando parla dell’esistenza di qualcuno che utilizzando contributi pubblici pensa di lottare il crimine organizzato, facendo la settimana bianca dell’anti ‘ndrangheta. Chi ricopre un incarico pubblico, non voluto certamente dall’elettorato ma quantunque pubblico,non può permettersi di sparare nel mucchio ma deve avere il coraggio di venire allo scoperto, facendo nomi  e assumendosi  la responsabilità di quello che dice, specialmente quando le affermazioni sono gravi. In altra occasione abbiamo sentito parlare come sempre genericamente di vetrina e passerella per magistrati. Anche in questo caso gradiremmo sapere chi sono i personaggi  incriminati.

Anche noi spesso abbiamo parlato di mafia nell’antimafia, di business e affari ai danni della causa; ci interessa quindi saperne di più, visto che il nostro coordinamento non è l’ultimo arrivato ma ha una storia di mafia e di antimafia, conosciuta da tutti e che nessuno può rinnegare. Abbiamo avuto come fondatore una pietra miliare dell’antimafia, il giudice Caponnetto e come presidente  Adriana Musella, che certamente può parlare sia di mafia che di antimafia in termini concreti, avendo subito sulle proprie spalle la barbarie ma anche e soprattutto avendo dato tanto con fatti e non con parole. Oggi purtroppo di antimafia e di mafia parlano in troppi e a sproposito. Invitiamo, quindi, l’Assessore Edoardo Lamberti Castronuovo ad essere più chiaro, si da dare la possibilità a chi viene da lui infangato, di potersi difendere pubblicamente nonché nelle sedi opportune. Attendiamo immediato riscontro. I referenti dell’area giovani del Coordinamento Nazionale Antimafia Riferimenti, organizzatori della settimana bianca antimafia,alla quale Riferimenti partecipa senza contributo alcuno né pubblico né privato ma,come sempre a proprie spese e con opera di volontariato gratuito  che le scuole partecipanti possono dimostrare. Claudia Pratticò (Calabria), Francesco Iermito (Calabria), Sebastiano Di Paolo (Campania), Salvatore Calleri (Toscana) ed Andrea Vegher (Veneto).

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Editoria: da oggi online il mensile di “Borghi Solidali”

E’ da oggi online sul sito www.borghisolidali.it il nuovo mensile dell’Agenzia dei Borghi solidali: una bacheca aperta a tutti e uno spazio di confronto sui temi di grande attualità. Dalla legalità all’ambiente, dal consumo critico alle tradizioni, e ancora alla  valorizzazione degli splendidi luoghi della Calabria.  Mission del mensile quella di creare un ponte tra il progetto “I luoghi dell’accoglienza solidale nell’area grecanica” e tutte le realtà territoriali locali. In questa prima uscita troverete un’esperienza di Crowdfunding, un tipo di finanziamento che parte dal basso, il focus sui Parchi antropici con l’intervista all’architetto Michelangelo Pugliese e il Concorso di idee in collaborazione con la Provincia di Reggio Calabria per riqualificare l’ex area industriale della Liquichimica, i laghetti di Saline Joniche, le Officine Grandi Riparazioni e il relitto dell’imbarcazione “Laura C”. E ancora in dieci pagine, la rubrica letteraria, gli aforismi In-sostenibili, A Ribbata di Orchisimia, il laboratorio del riuso e quello di cucina e tanti altri spunti di riflessione.

In ogni numero, infine, verrà raccontato in pillole il progetto Borghi Solidali che ha per capofila l’Associazione Pro-Pentedattilo Onlus, e il sostegno di Fondazione con il Sud, di cui l’Agenzia è l’organo di gestione. Per informazioni: info@borghisolidali.it.

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Cervelli “esportati”

La prosperità di una qualsivoglia società, è notorio, si misura dalle sue risorse umane. Sono esse che davvero contano, ovverosia la loro capacità di ideare cose che prima non c’erano dando, così, il loro apporto concreto alla collettività. E’, perciò, al valore degli individui che bisogna fare riferimento, alla “meritocrazia”, della quale tanto i nostri politici amano riempirsi la bocca, ma che, poi, com’è ampiamente risaputo, non viene in alcun modo riconosciuta ed ancorché rispettata! Quante centinaia di migliaia saranno i giovani professionisti meridionali che per emergere devono, inevitabilmente, trasferirsi al nord o, ancor peggio, all’estero? E si, perché i nostri “fuoriclasse”, quelli reggini intendiamo, vengono si continuamente invitati a resistere a non mollare, a cercare di restare in città adducendo loro delle motivazioni del tipo “Chi va via è un rinunciatario” o, peggio ancora, “La nostra città, per crescere, ha bisogno di professionisti validi come voi”. Tutto questo quasi come se andare a cercare “fortuna” altrove possa essere in qualche modo indice di “tradimento” nei confronti delle nostre origini. Ma, lasciatecelo dire, non è assolutamente così! Tutte le promesse profuse da coloro i quali attualmente stanno al “potere”, non hanno avuto alcun seguito. Specialmente quando si è fatto e si fa riferimento alla situazione dei “giovani calabresi meritevoli” che, a detta di coloro che sovrastavano fieri sui comodi “pulpiti” (e che pulpiti!) allestiti in occasione delle ultime (ma anche tutte le precedenti) elezioni politiche, avrebbero trovato spazio per le loro capacità e non per i “favoritismi”.

Tutte stupidaggini! Alle quali, ovviamente, non abbiamo creduto neppure per un istante e che confermano ciò che è largamente notorio: per arrivare a sedersi su una poltrona che conferisce “potere” si è pronti a dire di tutto! Fa parte del “mestiere”, diciamo. Ma qual è la realtà? E’ che noi “terroni”, tra l’altro orgogliosi di esserlo, per non cedere alla logica clientelare tessuta “ad arte” da cotanti “personaggi”, lasciamo la nostra amata Città per andare a studiare ed a lavorare fuori, scegliendo così l’indipendenza da quella che potremmo definire come una sorta di “gabbia patinata” che, se da un lato protegge facendoci sentire “a casa”, dall’altra spezza  angosciosamente le ali del nostro destino. La logica e naturale conseguenza è che restare a Reggio attendendo vita natural durante il tanto agognato “posto” è un atteggiamento da poveri illusi e noi, che andiamo sempre in “controtendenza”, affermiamo con fervore che il coraggio è, invece, di chi va via e non di chi resta. Il nostro personalissimo invito ai giovani professionisti è quello di cercare un modo, uno qualunque, per rendersi artefici del proprio destino senza dover aspettare alcuna forma di “protezione” e cercando di andare avanti unicamente per i titoli e le competenze acquisiste nel loro percorso di studi. La speranza è che le “menti brillanti” del Sud, in particolare di Reggio, possano portare in Italia e, perché no, nel mondo, una fresca ventata di know-how senza mai perdere la consapevolezza di essere uomini/donne di questa meravigliosa e bistrattata Città.

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Il Sindacato Nazione Agenti di assicurazione contro le liberalizzazioni di Monti

Riceviamo e pubblichiamo. Monti non risparmia gli Agenti di assicurazione con l’articolo 34 del  “decreto liberalizzazioni”. È questa  l’affermazione  unanime dell’esecutivo  Provinciale dello  SNA  (Sindacato  Nazionale Agenti) riunitosi nei giorni scorsi nella sede Provinciale della Confcommercio di Reggio Calabria. Di fatto, questo articolo impone agli Intermediari assicurativi la consegna  e la illustrazione di tre preventivi comprensivi delle condizioni contrattuali  di altrettante Compagnie non appartenenti al medesimo gruppo,  ad ogni potenziale cliente che si presenta in Agenzia,  affinché possa scegliere quella maggiormente conveniente. Una vera assurdità inaccettabile e poco o nulla trasparente per il cittadino consumatore perché è risaputo che le Condizioni e le Tariffe pubblicate sui siti ( cui tutti possono accedere sito ISVAP ) sono  poi  adattate  nelle  agenzie  alla  personalizzazione  del  Cliente  essendo  quelle  pubblicate riferimento ad un uniforme modello generale. “Il cliente è libero di scegliersi la  Compagnia ma non deve essere la stessa a dover selezionare il mercato delle concorrenti”. Questo quanto affermato dai componenti l’esecutivo  i quali hanno  ribadito che si tratta di “una pratica inaudita e priva di ogni logica motivazione. Le Compagnie assicurative per il tramite delle Agenzie devono svolgere con professionalità il proprio lavoro, offrire servizi e dare garanzie certe al cliente il quale, in funzione di queste, sarà libero di scegliere quella più congeniale alla proprie aspettative”.

Agli  assicuratori la  comparazione suona come  una beffa non essendo poi nelle  condizioni di emettere  il  contratto,  ma  essendo  invece  obbligati  ad  indirizzare  il  cliente  alla  Compagnia concorrente con evidenti costi  a  proprio carico sia in termini di tempo che in termini di risorse umane utilizzate a tale scopo. Certamente  cosa  diversa  sarebbe  se  fosse  possibile  la  collaborazione  tra  Agenti  di  diverse Compagnie, allo  stato assolutamente vietata dall’ISVAP, che permetterebbe ad ogni Agente di formulare i tre preventivi e di emettere successivamente il contratto . Tutti  si  è  consapevoli che  nessun  Professionista, Commerciante o Imprenditore  è  tenuto  ad illustrare caratteristiche , tipologie , costi e comunque pregi e difetti di due concorrenti !!!!! Ulteriore sconcerto ha  destato infine l’entità  delle  sanzioni per  l’inosservanza dell’art. 34 del decreto in questione che partono da un minimo di 50.000 euro, entità che non trova fondamento in nessun confronto proporzionale tra la violazione e l’eventuale danno prodotto al cliente. Il  Presidente  dell’esecutivo  Provinciale  Giuseppe  Franco,  ha  voluto ribadire  che  il  decreto, teoricamente finalizzato a favorire la concorrenza, è nella fattispecie di difficile attuazione in quanto il  presunto confronto tra  diversi  preventivi presupporrebbe condizioni base  uguali  che difficilmente si riscontrano essendo le tariffe di ciascuna Compagnia estremamente personalizzate e rispondenti, spesso, a parametri diversi che rendono impossibile la comparazione in special modo agli intermediari monomandatari che , in Italia, rappresentano il 90% della categoria e che gli Agenti, secondo quanto affermato da Salvatore Franzo’, sono collocatori di servizi e non di prezzi ( cd. premi ). In sintesi, come evidenziato dalla Vice Presidente Francesca Pizzi, è indispensabile l’intervento delle  rappresentanze sindacali che in concorso con le Associazioni dei Consumatori si facciano portavoce presso i  rappresentati nel Parlamento dell’istanza di abrogazione dell’obbligo dei tre preventivi, e che propongano come opportuna la libertà di collaborazione tra Agenti e la libertà di Plurimandato ( allo stato il Plurimandato soprattutto per le Agenzie del Sud esiste solo sulla carta). Alla fine della riunione, l’Esecutivo provinciale SNA composto da Giuseppe Franco ( Presidente), Massimo Cogliandro ( segretario), Francesca Pizzi ( Vice Presidente) e dai componenti: Salvatore Franzo’, Salvatore Russo e Rosario Sergi, delibera all’unanimità la seguente mozione che invierà allo SNA Nazionale ed ai rispettivi Gruppi Agenti: “Si  accolgono favorevolmente i  contenuti  degli  articoli  del  Capo VI  sino  all’Art. 33 che vertono sulla  primaria esigenza di tutela del cittadino consumatore attanagliato da tariffe sempre più esose a causa delle FRODI e dei costi impropri scaricati sulle tariffe RCA  e che attraverso l’impianto normativo vedrebbe concretizzarsi un impegno alla riduzione dei premi RCA corrispondenti a quelle pubblicate senza particolari variazioni su presunte personalizzazioni penalizzanti in specie per territorio. Sull’Art. 34 – Obbligo di confronto delle tariffe RCA – si evidenzia una totale contrarietà in quanto non si può correttamente rilasciare preventivi ed illustrare e comparare Condizioni di polizza di Compagnie di cui non si  è mandatari e non si conoscono approfonditamente i prodotti correndo così il rischio di rendere le  informazioni incompatibili con la direttiva comunitaria sull’intermediazione e sui relativi articoli dei Regolamenti ISVAP ; si stigmatizza infine l’assurda sproporzione della sanzione pecuniaria”. Il Comitato chiede alla rappresentanza Nazionale che si utilizzino tutti gli strumenti ed iniziative utili per la partecipazione ai tavoli tecnici attinenti le problematiche assicurative, che saranno posti in essere presso gli Organi  Istituzionali e di Categoria, al fine di ridare dignità ed evidenziare la professionalità degli Agenti Intermediari d’Assicurazione .

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“Riferimenti” ed il Consiglio Regionale della Calabria incontrano gli studenti reggini per discutere sui “Moti di Reggio” del 1970

Il Consiglio regionale della Calabria e il Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”, dando seguito al Progetto “Gerbera Gialla”, organizzano un incontro con gli studenti della città di Reggio Calabria, martedì 7 febbraio p.v. alle ore 9.30 presso l’Auditorium Calipari di Palazzo Campanella. L’iniziativa è dedicata ad una pagina di storia della città di Reggio Calabria: quella dei moti. Sarà proiettato un cortometraggio sul tema: “Liberarsi” Figli di una rivoluzione minore del regista Salvatore Romano,Reggio Calabria, giorni nostri. Pietro (Roberto Zibetti), giornalista televisivo italo-canadese, arriva in città per seguire un'indagine sui rifiuti tossici. Scoprirà che la sua inchiesta si intreccia con la morte del padre (Giuseppe Zeno), avvenuta durante i Moti di Reggio del 1970 nella città dello Stretto. Ad aiutarlo a far luce sul mistero sarà Alba (Daniela Fazzolari), la figlia del sindaco. Il cortometraggio racconta gli anni della rivolta, i legami tra ‘ndrangheta e massoneria, il fallito golpe borghese. Ospiti della giornata, i comici Miseferi e Battaglia che si esibiranno in una parodia sulla ‘ndrangheta.

Saranno presenti: il Presidente del Consiglio regionale della Calabria On. Francesco Talarico, il Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” Dott.ssa Adriana Musella. L’incontro sarà moderato del giornalista Domenico Nunnari.

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Borghi Solidali: mobilità sostenibile nell’Area Grecanica

L’immobilità sostenibile, quella di questi giorni, ci ha fatto ridurre il carico di polveri sottili in atmosfera e abbiamo pure risparmiato denaro. La serrata degli autotrasportatori che ha messo in ginocchio l’Italia ha portato in risalto un aspetto molto importante: siamo succubi del petrolio e della benzina in particolare. Una situazione che fa riflettere e che evidenzia l’enorme vulnerabilità del nostro sistema di mobilità generale e delle nostre stesse cattive abitudini. Neanche a dirlo, questo modello è sostenuto e amplificato dall’inadeguatezza di scelte politiche che non riescono a definire strategie di mobilità sostenibile, ancorché efficaci. In questo clima algido, per le temperature rigide ma soprattutto per i disagi a spostarci, a Roghudi Nuovo si è tenuto il terzo appuntamento seminariale organizzato dall’Agenzia dei Borghi Solidali. Davanti ad una platea numerosa, giunta in carpooling allo Spazio-Fiera di Roghudi, il Prof. Domenico Gattuso, dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria (nella foto), ha dato risalto all’in-seminario sostenibile dal titolo “Mobilità dolce ed equo-sostenibile in aree a domanda di trasporto leggera”.

Piero Polimeni e Santo Marra, direttore dell’Agenzia e responsabile di linea (nella foto, da sinistra, con Gattuso), hanno introdotto l’incontro finalizzato alla riorganizzazione dei sistemi tradizionali di mobilità da applicare complementariamente a concept innovativi, ancorché sostenibili, per alleggerire drasticamente il carico del traffico su gomma a favore di sistemi misti, immediatamente attuabili, sia in ambito extraurbano (ferro-gomma), specialmente mediante l’implementazione di tipologie di van-pooling e bus a chiamata, e sia in ambiente urbano, mediante l’incentivazione del car-sharing ma soprattutto spingendo alla cioclopedonalità. A seguire c’è stata la rapida esposizione dell’ing. Fabio Macheda dell’Agenzia dei Borghi Solidali che ha illustrato in maniera dettagliata il funzionamento, attualmente in via sperimentale, della piattaforma “Mi sposto sostenibile”, per la diffusione del carpooling nei comuni dell’Area Grecanica, a partire da quelli del progetto Borghi Solidali. <È indubbio, – sottolinea Santo Marra – che l’Agenzia mira ad attivare ogni iniziativa volta a diffondere e accrescere una cultura della sostenibilità a partire dal territorio di riferimento del progetto e, attraverso interventi finalizzati a migliorare la mobilità e l’accessibilità dei Borghi Solidali. Vogliamo ridurre l’impronta ecologica, – conclude Marra – innanzitutto riducendo il numero di automobili nei centri storici ma anche favorendo una maggiore fruizione più responsabile del nostro eccezionale patrimonio storico-culturale>.

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ACI di Reggio di Calabria: tempi di scadenze, soprattutto per il pagamento del bollo auto il tempo sembra non bastare mai

Il presidente dell’Automobile Club Reggio Calabria, avv. Santo Alfonso Martorano, nell’intento di  alleviare i disagi degli automobilisti e fornire un migliore servizio agli utenti comunica che  gli uffici siti in Via G. De Nava 43 di Reggio Calabria sono aperti  tutti i giorni  dalle 8,30 alle 16,30 e resteranno aperti sabato 28 e domenica 29 gennaio dalle 9,00 alle  13,00. All’ iniziativa aderiscono anche le delegazioni presenti sul territorio comunale: Delegazione di ARCIMAS di Arcidiaco Francesco, Via Prov Ravagnese 31 – 89131 Ravagnese (RC) e

Delegazione Catona di Sergi Daniela, Via Regina Elena 30, 89053 Catona (RC).

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Reggio di Calabria: la Soprintendenza Archivistica per la Calabria ed il Liceo classico “T. Campanella” propongono la mostra “Dalle leggi razziali allo sbarco degli alleati”

In occasione del Giorno della Memoria che, il 27 gennaio di ogni anno, ricorda l'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, la Shoah e le persecuzioni del popolo ebraico, la Soprintendenza Archivistica per la Calabria, in collaborazione con il Liceo classico "T. Campanella" di Reggio Calabria e con l'Archivio di Stato di Reggio Calabria, ripropone la mostra "Dalle leggi razziali allo sbarco degli Alleati in Calabria". La mostra, che sarà inaugurata e allestita presso il Liceo "Campanella", è stata curata e organizzata dalla Soprintendenza Archivistica nell'anno 2004, per il Giorno della Memoria. Quest'anno, si arricchisce del contributo dell'Archivio di Stato di Reggio Calabria ed è allestita in un luogo privilegiato come la scuola, dove, tra i giovani e per i giovani, è più facile e più giusto "conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere” (legge n.211 del 20 luglio 2000). Il percorso espositivo, racconta per immagini e documenti d'archivio, alcuni tratti significativi di vita calabrese nel corso del regime fascista, le misure disposte ai danni degli ebrei e le vicende relative alla liberazione dei 1500 internati nel campo di concentramento Ferramonti di Tarsia, in provincia di Cosenza.

La mostra, aperta per due settimane, sarà inaugurata il 27 gennaio alle ore 11, presso l'aula Magna del Liceo Classico T. Campanella alla presenza del Dirigente scolastico Maria Rosaria Rao, del Soprintendente Archivistico per la Calabria, Francesca Tripodi, del Direttore dell'Archivio di Stato di Reggio Calabria, Maria Giuseppina  Marra e dell'Assessore alla cultura della Provincia di Reggio Calabria, Edoardo Lamberti Castronuovo.

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Reggio di Calabria: “Riferimenti” ribatte alle dichiarazioni dell’Ass. Minasi

In riferimento all'articolo con cui l'Assessore Tilde Minasi ha risposto alle denunce sulla gestione dei beni confiscati fatte in conferenza stampa dalla Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" Adriana Musella, la stessa ribadisce alcuni concetti evidentemente non chiari. Quattro sono per la Musella i punti da chiarire tra le affermazioni dell'Assessore  Minasi: 1) il Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" ha evidenziato lo stato di assoluto abbandono in cui versano i locali assegnati alla C.R.I., chiedendo all'uopo che fossero aperti alla presenza dei giornalisti. “Ambienti impregnati di muffa e di umido non possono essere idonei ne alla salute pubblica ne alla conservazione dello stabile ne all' eventuale materiale ivi depositato”. "Riferimenti non ha chiesto di cacciare la Croce Rossa", rileva Musella, "ma è la stessa Croce Rossa che da più tempo ha ribadito l'esigenza di altri locali". La Musella riafferma ancora una volta che" il puzzo della muffa  e del chiuso arriva fino al proprio locale" e dichiara "preoccupazione anche per il cedimento della struttura stessa"; 2) l'Assessore si meraviglia di  come non si sia ricorsi al dialogo. "Riferimenti" dichiara di aver chiesto e rincorso il dialogo con l'Amministrazione Comunale da ben 3 anni, con note scritte ma anche  varie conversazioni, con gli interventi ulteriori presso i Sindaci che si sono succeduti, prima del Questore Giuffrè, poi del Questore Casabona.

"Il problema è stato portato a conoscenza di tutti, non ultima, l'Agenzia per i Beni Confiscati". "Da settembre", afferma Musella, "abbiamo riscritto ed informato la nuova Amministrazione, abbiamo richiesto più volte un incontro, ma non abbiamo mai ottenuto risposta". "Credo,quindi, che il problema del dialogo non sia dipeso da noi che l'abbiamo cercato ma mai ottenuto"; 3) se si è affidatari di un bene confiscato, per uso ufficio o per deposito che sia, non lo si può vedere cadere a pezzi, ne tantomeno ridotto a ricettacolo di spazzatura. "In merito ai sacrifici personali cui accenna l'Assessore Minasi, ci preme ribadire che di tasca nostra abbiamo speso ben cinquemila euro per riparare il locale assegnatoci dal Comune. 4) amianto per il quale si raccomanda di compilare il modulo di censimento. La presenza di amianto sul tetto dell'Associazione, è stata anch'essa denunciata da anni 3. “Per noi l'Amministrazione non ha bisogno di ricorrere al censimento, in quanto esistono agli atti denunce ben precise dal 2008 ad oggi”.

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Reggio vista da lontano: i pensieri di Domenico Durante, un reggino che vive al nord. “Quando ero ragazzo…”

La crisi ci impoverisce e ci cambia anche nella quotidianità, per esempio nell'informarci. Quando ero ragazzo, lette le pagine reggine della “Gazzetta del Sud”, allora unico giornale locale, si chiudeva il cerchio dell’informazione sulla nostra città. Per sapere quali fatti incidevano sulla nostra vita, bastava. Ora, ma da tempo, non è più così. Oggi la realtà è globalizzata, sia nella concezione positiva che in quella negativa del termine. Oggi quello che succede in una terra lontanissima, lontano ci sono solo io, va guardato con grande attenzione. Oggi le notizie arrivano da lontano ma il loro contenuto ci avvicina tutti sotto il peso delle stesse. Direte “Ma questo come riguarda Reggio? Ci riguarda e molto da vicino: è la fine irreversibile della vecchia autoreferenzialità – “bbucca… chi ttrova i diri puru o patraternu” – autoreferenzialità che, già dannosa, oggi diventa letale: Reggio deve integrarsi, adesso deve non ha altra scelta, nel circuito delle relazioni con tutti; deve unire le proprie forze, a volte con la consapevolezza  di non poter stare in prima fila. Se il mondo è della rete starne fuori è un disastro. Essere rimasti fuori dalla rete, spesso nel passato è accaduto, porta alla conseguenza che non arrivino i treni dal Nord e che vengono tagliati i voli. Anche oggi, con Regione e Comune protagonisti e proattivi, la città deve recuperare in  termini di considerazione. Concludo: dobbiamo cambiare la nostre relazione  con gli avvenimenti e dobbiamo valorizzare le nostre migliori energie.

Così si fa ovunque non si voglia restare out per sempre ma questa volta sempre, sempre. In fondo, seguire questi semplici consigli, potrebbe essere una delle poche cose positive di una corretta lettura  della crisi: ci sono tanti, tantissimi segni negativi  nella nostra città ma noi, facendo leva sui tantissimi segni positivi, da questi dobbiamo ripartire con la forza di una mischia da rugby, per imporli alla società intera e particolarmente per far sì che questi diventino i pilastri delle scelte dei nostri amministratori. Bisogna fare ma non con sterili piazzate di protesta né, tantomeno, sconfinando nell’attacco personale.

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Agenzia dei Borghi Solidali: firmato protocollo con la Provincia per la “Riqualificazione del waterfront di Saline Joniche e la realizzazione di un Parco Naturale Antropico”

Protocollo d’intesa tra la Provincia di Reggio Calabria e l’Agenzia dei Borghi Solidali, organo di gestione del progetto “I luoghi dell'accoglienza solidale nei Borghi dell'Area Grecanica", finalizzato alla collaborazione per l’espletamento del concorso internazionale di idee per la “Riqualificazione del waterfront di Saline Joniche e la realizzazione di un Parco Naturale e Antropico”, di prossima pubblicazione. Nei giorni scorsi è stato firmato questo documento negli uffici della Provincia attraverso il quale si mira a sollecitare un intervento urgente su un’estesa area dalle forti potenzialità ambientali, purtroppo simbolo da anni di errate scelte politiche ed interventi fallimentari e su cui oggi addirittura grava l’insostenibile progetto per la realizzazione di una mega centrale a carbone. La volontà congiunta di attivare tale procedimento concorsuale nasce appunto dalla constatazione delle potenzialità non sfruttate, specificità geologiche, storico-paesaggistiche e culturali, che l’area, nonostante lo stato di degrado, ancora può offrire. L’area estesa di riferimento è da considerarsi una regione omogenea per caratteristiche naturali e topografiche, i suoi limiti infatti sono determinati da elementi naturali: da una parte, Capo d’Armi, lo sperone di roccia bianca a picco sul mare, di pregio geologico, dall’altra la Fiumara S. Elia, facente parte della peculiare struttura naturale che solca e segna il passo del territorio reggino.

Lungo tale fascia si individuano quattro punti focali di intervento (sub-aree), divisi tra aree dismesse e aree di particolare rilevanza naturalistica, che possono essere riutilizzate e valorizzate attraverso modelli di sviluppo sostenibile e di fruizione responsabile: 1. L’ex-area industriale della Liquichimica. L’area dell’intero stabilimento, in disuso da anni, unitamente al porto, è oggi oggetto del progetto della centrale a carbone. 2. I Laghetti di Saline. L’Oasi Faunistica, contigua all’area dell’ex-Liquichimica è da anni attenzionata per la realizzazione di progetti di protezione naturalistica, è anche area SIC. 3. Le Officine Grandi Riparazioni. Grande infrastruttura ex fiore all’occhiello delle Ferrovie dello Stato, oggi dismessa, recentemente è stata oggetto di studio per una ipotesi di riconversione a polo per le energie alternative. 4. Il relitto della “Laura C”. L’imbarcazione giace da tempo nei meravigliosi fondali marini antistanti questo tratto costiero. In passato sono state fatte varie ipotesi di valorizzazione del sito. A sostegno del presente concorso l'Agenzia dei Borghi Solidali, già attiva sul territorio di riferimento con iniziative mirate per la diffusione di una cultura della sostenibilità, attiverà seminari specifici e di supporto alla diffusione locale dell’iniziativa concorsuale, nonchè mediante attività di animazione territoriale nell’area grecanica attraverso le proprie linee d'azione del progetto. Inoltre, supporterà la Provincia nell'espletamento dei sopralluoghi e nell’organizzazione di giornate di presentazione del concorso, mettendo a disposizione le sedi dell’agenzia nel territorio grecanico. Lo scopo dell’Agenzia dei Borghi Solidali dell’Area Grecanica è di sensibilizzare i concorrenti a proporre progetti che rivelano di avere posto particolare attenzione al tema della valorizzazione dei centri storici e borghi antichi orbitanti intorno all’area di intervento posta a concorso.

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Reggio di Calabria: “Riferimenti”, trovato scardinato il cancello della sede

Stamane è stato trovato scardinato il cancello d’ingresso della sede del Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”. Sul posto è intervenuta subito una volante della Polizia e gli investigatori della Scientifica. Al momento non si conoscono matrice e/o motivazione del gesto. E’ stata fatta anche l’ipotesi di un cedimento improvviso, che però non convince i rappresentanti dell’Associazione. Da rilevare che proprio venerdì 20 gennaio u.s. si è tenuta, proprio in sede, una conferenza stampa di forte denuncia dalla Presidente Adriana Musella. Fatto è che sabato, quando l’associazione è stata chiusa, la porta funzionava benissimo ed in tutti questi anni non ha mai dato segni di cedimento. Si ripropone per l’Associazione l’annoso problema della mancanza di telecamere in loco. La richiesta più volte sollecitata sia dall’Associazione che dalla Questura, nonché deliberata dal Comitato dell’Ordine per la Sicurezza, in tre anni, non è mai stata evasa trovando il silenzio e l’immobilismo del Comune.

La questione era stata già denunciata dalla Presidente Musella nella conferenza stampa di venerdì scorso.

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Kiwanis Reghion 2007, raccolta fondi a favore dell’istituto suore di San Vincenzo di Santa Giovanna Antida de Touret. Appello per realizzare un’aula informatica per le ragazze in affidamento

Il Kiwanis Club “Reghion 2007” fa ancora centro nel grande bersaglio della solidarietà. Un computer verrà donato ai bambini e ragazze dell’Istituto delle Suore di San Vincenzo di Santa Giovanna Antida de Touret di Polistena accolti nella casa famiglia “Casa Nostra”. Si tratta di giovani adolescenti con difficoltà, affidati alle suore e nello specifico a suor Angela Paglione e a suor Anna. La raccolta fondi, effettuata nella città di Reggio Calabria, ottenuta grazie ai premi offerti da diversi sponsor di Reggio Calabria e provincia, stimolati dai soci del Club, consentirà di realizzare un service a favore dei più piccoli. “I fondi raccolti – afferma il Presidente del Club “Reghion 2007”, Vincenzo Malacrinò – serviranno all’acquisto di un computer da mettere a disposizione dei bambini e delle ragazze in affidamento a Suor Angela. In questo periodo storico particolare – continua il Presidente del “Reghion” – i giovani non possono crescere culturalmente e professionalmente lontani dal saper utilizzare i mezzi di comunicazione moderni, ferma restando la necessità di farne sempre il giusto utilizzo finalizzato all'arricchimento del proprio bagaglio culturale”. Il digital divide, com’è noto, è un elemento di discriminazione sociale ancora molto forte e presente nella società di oggi. Pertanto, associare alla fondamentale opera educativa e di sostegno morale svolta da Suor Angela Paglione, che accompagna in maniera impareggiabile queste ragazze nel loro percorso di vita, anche l’apprendimento dell’uso del pc è un modo per accrescere le loro abilità professionali e per eliminare ulteriori “barriere” al loro relazionarsi con i coetanei e nella società.

A breve la consegna del computer da parte dei Soci del “Reghion 2007” in un incontro da concordare presso l’Istituto delle Suore di San Vincenzo di Santa Giovanna Antida de Touret di Polistena, dove opera, in modo straordinario, Suor Angela Paglione già insignita del Premio “L’ulivo d’Argento” edizione 2011, conferitole dal Kiwanis Divisione Calabria 2 su indicazione unanime dei Presidenti dei Club Reggio Calabria, Città dello Stretto, Villa San Giovanni, Reghion 2007, Magna Grecia “L. Giugno” e Città del Mediterraneo per gli alti meriti sociali. “Questa raccolta fondi – rilancia il Presidente Malacrinò – potrebbe essere solo il punto di partenza di un progetto più ambizioso, che vorrò condividere con tutti i Soci del Club, vero motore di tutte queste iniziative, volto ad incentivare altri verso la realizzazione di un'aula informatica di cui dotare l’Istituto delle Suore di San Vincenzo. Conoscendo le doti umane di Suor Angela Paglione, responsabile dei ragazzi, sono convinto che l'esperienza informatica sarà un buon inizio. La speranza è che altri, seguendo l’input del Kiwanis, possano donare altri pc alla struttura che rappresenta la casa per molti adolescenti.” L’auspicio è, dunque, che in tal modo si possano non solo sviluppare competenze personali sempre più qualificate nel campo della comunicazione e dell’informatica, ma si possano al contempo avviare forme di integrazione e socializzazione tra le ragazze ospiti dell’Istituto e la comunità in cui vivono. Il Kiwanis Club “Reghion 2007” di Reggio Calabria, di certo, non farà mancare il suo sostegno.

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“Riferimenti”: Musella, “L’antimafia non può essere un business”

Nella propria sede di Reggio Calabria il coordinamento nazionale antimafia “Riferimenti” ha convocato stamane una conferenza stampa per denunciare la  gestione dei beni confiscati. La presidente Adriana Musella ha evidenziato come non ci sia un criterio obiettivo nell'assegnazione dei beni ma piuttosto la metodologia delle logiche clientelari. “Riferimenti” denuncia il mancato controllo nella gestione da parte degli Enti locali che per legge avrebbero l'obbligo di assicurarsi che i beni siano realmente utilizzati per lo scopo richiesto non solo ma anche avendo cura della loro conservazione e manutenzione. Adriana Musella ha fatto l'esempio del sindaco di Limbadi (in provincia di Vibo Valentia), denunciato per mancato controllo e conservazione degli immobili confiscati alla cosca “Mancuso”. Questo pare non succeda a Reggio Calabria dove un locale assegnato alla CRI sta marcendo deteriorato dalla muffa e dall'umidità non solo per mancato uso e frequentazione ma per incuria dell'Amministrazione Comunale. Lo stesso locale era stato richiesto da “Riferimenti” per farne un laboratorio permanente per gli studenti della città, essendo separato dalla sede dell'associazione solo da una scala interna. “Riferimenti” ha denunciato e fatto notare ai giornalisti anche la presenza di amianto sul tetto dei propri locali (beni confiscati alla famiglia “Logiudice”).

Le denunce fatte oggi in conferenza stampa sono state documentate da note scritte con cui l'associazione da ben tre anni, a tre amministrazioni diverse, ha posto e segnalato il problema, portato anche a conoscenza dell'Agenzia dei beni confiscati. Lo stesso prefetto Morcone, commissario dell'Agenzia aveva effettuato un sopralluogo in loco nel 2010, trovando la porta della CRI invasa da spazzatura a mò di discarica (nella foto). “L’antimafia non può essere un business" – ha concluso Musella – ma purtroppo lo è diventato per alcuni e questo non possiamo permetterlo."

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