Semplificazione: a quota 100mila le pratiche online allo Sportello unico delle Camere di commercio

(289) Superata la soglia delle 100mila pratiche pervenute ai Suap dei 3.051 comuni italiani che hanno affidato la gestione dei propri sportelli alle Camere di commercio dall’avvio, nell’aprile del 2011, della riforma di questo strumento.

 

Sono infatti 102.227 le pratiche  che ad oggi sono stata inviate per via telematica tramite un professionista o direttamente dall’interessato e che, dopo essere state immediatamente protocollate, la relativa ricevuta che consente di dare avvio all’attività è stata inviata per posta elettronica certificata al domicilio elettronico dell’imprenditore e, contestualmente, è stata fatta la prevista comunicazione al Repertorio economico e amministrativo della competente Camera di commercio. Il tutto nello spazio di pochi minuti, senza code agli sportelli, né costi di spostamento per l’impresa o il professionista. Significativo il numero delle pratiche telematiche pervenute sino all’11 settembre ai SUAP gestite in delega dalle Camere di Commercio Commercio calabresi: 5.975 pratiche ai 166 SUAP sui 409 comuni calabresi. “Il traguardo delle 100mila pratiche online gestite dai Suap camerali ha un valore non solo simbolico, ma soprattutto concreto: è la dimostrazione che il sistema sta funzionando e dunque ha le carte in regola per essere messo a disposizione di tutte le imprese italiane, non solo di quelle che operano nei territori in cui le Camere sono partner dei comuni”. Così il commento del presidente di Unioncamere Italiana, Ferruccio Dardanello, al superamento della frontiera delle 100mila pratiche totalmente online passate dagli Sportelli per le attività produttive gestiti dalle Camere di commercio, su delega o in convenzione con i comuni titolari del servizio. Con riferimento alla procedura automatizzata, che costituisce l’85% delle pratiche, il Suap camerale consente di dare realmente avvio all’attività d’impresa in un giorno. I vantaggi maggiori di quest’architettura derivano dal gestire l’intero ciclo della pratica mediante le tecnologie della rete e dall’avere standardizzato modulistica e procedure per la maggior parte degli adempimenti. In alcuni casi, come in Veneto, questi vantaggi raggiungono tutte le imprese grazie ad un accordo tra Regione, Anci e Camere di commercio.  Una best practice  che potrebbe essere adottata immediatamente in altre regioni e che consente alle imprese di ciascun comune – per la procedura più semplice – di dialogare sostanzialmente con lo stesso Suap, utilizzando  solo la procedura online e sulla base dei medesimi adempimenti. “L’Italia – ha aggiunto il Presidente di Unioncamere Italiana – ha un bisogno estremo di tornare ad essere competitiva e una pubblica amministrazione efficiente può essere determinante per migliorare le performance delle imprese e favorire il rilancio di consumi e occupazione. Per vincere questa sfida, dobbiamo mettere da parte i particolarismi e far prevalere il buon senso: che significa standardizzare gli adempimenti necessari e cancellare quelli, e sono ancora molti, inutili e costosi”. Secondo una recente indagine condotta dal Ministero dello sviluppo economico sul funzionamento dei front-office degli Sportelli Unici delle Attività Produttive operanti in Italia, il processo di informatizzazione dei Suap è stato avviato nella quasi totalità dei casi ed è in continua evoluzione. Il problema non è solo completare l’informatizzazione del Suap, ma soprattutto realizzare la standardizzazione dei servizi all’utenza. Un’impresa che abbia la necessità di operare in territori vari, è costretta ad apprendere tante modalità operative diverse quanti sono i Suap con cui si deve rapportare. Lo stesso discorso vale per le modulistiche che deve “rintracciare” presso Suap diversi, che a volte differiscono in modo sostanziale anche in relazione allo stesso adempimento. Il contesto operativo del Suap. La riforma dello Sportello Unico per le Attività Produttive (art. 38 d.L. 112/2008 e d.P.R. 160/2010) ha mantenuto l’attribuzione al Comune della funzione di Sportello Unico, indicando anche le modalità con cui questa può essere esercitata (art.4 del d.P.R. 160/2010), in forma singola o associata con accreditamento presso il Ministero dello Sviluppo Economico; in convenzione con la Camera di Commercio competente per territorio o mediante delega alla Camera degli aspetti organizzativi e strumentali. Al 31 agosto 2013 i comuni accreditati presso il Ministero dello Sviluppo economico e con Suap operativamente autonomi sono 5.197; i comuni che, in delega o convezione, operano in convenzione con la locale Camera di commercio sono 3.051 (il 37,7% del totale).

Distribuzione regionale dei SUAP gestiti dalle Camere di commercio e delle pratiche svolte nel periodo 1 aprile 2011 – 11 settembre 2013:

 

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: messaggio Morosini, Bombino “E’ necessario che il Buon Pastore porti addosso l’odore delle sue pecore per accompagnarle al pascolo”

(285) di Chiara Parisi. Il messaggio che Giuseppe Fiorini Morosini consegna alla città, ci pare di capire, è tutto chiuso nella forza idiomatica d’una frase che lo stesso pronunzia ripetutamente durante la processione mariana di sabato scorso: “Reggio …, ti rristau sulu a Maronna …”.

 

Il messaggio sembra proporci uno spostamento del piano della comunicazione al più alto e diretto livello con la Divinità, l’unica in grado di riempiere quel vuoto che si avverte oggi in città, in cui le categorie e le convenzionali infrastrutture sociali non riescono ad esprimere l’essenza e l’identità di un popolo e non sono in grado di coglierne il disagio. Bisogna accostare i pensieri nell’atmosfera delle cosmogonie orfiche per comprendere perché, dalle nostre parti, le Divinità divengono spesso destinatarie di un rapporto esclusivo, diretto e senza intermediari, e assai di più se la Divinità è la Madre, colei che protegge. E’ come se si volesse ricondurre in un orizzonte comunicativo potente e al tempo vero, una istanza di salvezza per Reggio, quale tentativo di legare il transitorio all’assoluto, poiché il rapporto tra l’umano e il divino, celebra il più sacro dei vincoli. Sono tracce di poesia e di sangue tutto calabrese. Non certo ci interessa l’attribuzione in sede scientifica e antropologica dell’invocazione del Vescovo; semmai è la contestualizzazione storico-culturale e il quadro di riferimento simbolico che esprime intensità ed essenza unificanti. Allora, ecco la voce della speranza che diviene preghiera: l’unica formula per affidare altrove e a una responsabilità più alta il futuro della città che in questa temperie è attraversata dalla Madre dell’Assoluto che vede oltre le cose degli uomini. Ma il genere mitopoietico a cui fa ricorso il nostro Vescovo è, inoltre, in piena aderenza con le scritture vetero e neo-testamentarie che rimandano alla parabola del Buon Pastore e del suo amore agapico e oblativo. Il Buon Pastore, infatti, vive e condivide la sofferenza del suo popolo e quando la miseria materiale genera anche miseria morale e disfattismo, egli non si limita ad elaborare facili indignazioni, ma produce, come ministro di misericordia, trasposizioni e percorsi immanenti che conducano il gregge al superamento di una condizione contingente attraverso cui avviene la trasformazione del male in bene. La straordinarietà, la portata e l’intensità dei significati contenuti nei discorsi che il nostro Vescovo ha pronunziato già dall’atto del suo insediamento in città consiglierebbero, dunque, una più attenta e profonda lettura, e, probabilmente, uno sforzo di “tensione” verso l’alto a cui si accede solo se abbiamo ben chiara l’idea che la giustizia, in sede divina, si riferisce al ruolo del Pastore come Salvatore. Che ognuno faccia il proprio mestiere, quindi: il Pastore accompagni il suo gregge sugli alti pascoli, anche se il suo odore attirerà i lupi.

 

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Il Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Giuseppe Bombino, esprime sentita solidarietà alla Chiesa Ortodossa di Reggio Calabria

(286) di Chiara Parisi. “Desidero esprimere la mia piena solidarietà al Parroco Daniele Castrizio e a tutta la comunità ortodossa reggina per lo sconcertante episodio accaduto nella giornata di ieri. Un luogo di fede e di speranza deve essere intoccabile sempre e comunque;

 

mi auguro che al più presto si possa fare chiarezza e che la città intera dia un forte e certo segnale di assoluta condanna verso un gesto grave, vile e offensivo della dignità di tutta la nostra gente”.

 

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Portigliola (RC): Ieraci “Alfano il 21 a Lamezia Terme segno di vicinanza del partito alla Calabria”

(162) "La venuta del Segretario del Popolo della Libertà, nonchè VicePresidente del Consiglio dei Ministro e Ministro dell'Interno Angelino Alfano sabato 21 a Lamezia rappresenta un passo importante ed un segno di vicinanza del partito alla Calabria ed alla sua gente". E' con questa espressione che il presidente della Giovane Italia di Portigliola Roberto Ieraci si esprime in merito alla visita del Segretario Alfano in Calabria.

 

"Le criticità del territorio calabrese sono tante dalle infrastrutture ai trasporti, ai servizi al cittadino, all'economia in fase stagnante, alla piaga della disoccupazione giovanile alla mancanza di politiche sociale poco incisive. E' necessaria una forte presa di posizione da parte delle autorità competenti affinchè la Calabria ed il Mezzogiorno non vengano abbandonati. Bene quindi la visita di Alfano nel segno anche di quel riavvicinamento del partito alla gente che è necessario per la crescita e lo sviluppo del territorio, ma anche per costruire la classe dirigente del domani che sono i nostri giovani sui quali investire. La Calabria convinta sostenitrice della "politica" del Popolo della Libertà e quindi del centrodestra sia a livello Nazionale che Regionale (con il Presidente Scopelliti), d'altronde le ultime elezioni lo hanno dimostrato , spera in un futuro migliore vedendo nel centro-destra un progetto politico concreto, credibile e vincente, un partito vicino alla gente e per la gente. Come movimento giovanile ci impegneremo per portare avanti a tutti i livelli comunali, provinciali, regionale e nazionale i problemi e le criticità dei nostri territori, per garantire efficienza e concretezza nel fare. La gestione della cosa pubblica oggi come mai cosi vitale ma allo stesso tempo "delicata" deve essere il fuoco visivo di ciascun cittadino sia esso amministratore o non perché il territorio e  di tutti e tutti insieme dobbiamo impegnarci a contribuire alla causa". Roberto Ieraci, Presidente Giovane Italia Portigliola.

 

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Reggio di Calabria: SNA, giovedì 19 la giornata formativa per i Quadri Sindacali

(284) di Francesca Pizzi*. Si terrà il 19 settembre 2013, presso il Palazzo storico della Provincia di Reggio Calabria che ha patrocinato l'evento, la giornata formativa per i Quadri Sindacali, organizzata dallo SNA.

 

Dopo il saluto alle ore 9.30 del Presidente della Provincia dott. Giuseppe Raffa e della coordinatrice Regionale SNA Francesca Pizzi, previsto l'intervento del Presidente Nazionale del Sindacato Nazionale Agenti di Ass.ni Claudio Demozzi e quindi la breve conferenza stampa sul tema della tassa Provinciale sulla RCA che vede la nostra Provincia tra le poche in Italia e l'unica in Calabria a non avere deliberato un aumento della stessa, pur avendone facoltà. Tra gli argomenti previsti anche il problema delle auto che circolano senza copertura assicurativa ( una su tre su tutto il territorio nazionale) e l'esigenza di una cultura assicurativa che SNA promuove con un progetto ad hoc dedicato agli studenti delle scuole superiori. Durante la conferenza stampa, il Presidente Demozzi sarà lieto di rispondere alle eventuali domande dei giornalisti. A seguire prenderà il via la giornata di formazione, previsti gli interventi di Elena Dragoni, Tiziana Belotti e Michele Languino dell'Esecutivo Nazionale SNA, Marco Paoloni (Gruppo di Lavoro Convenzioni SNA), Roberto Pisano vice Presidente Vicario del sindacato. Presenti i Presidenti Provinciali di  Reggio Calabria, Crotone  Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia ed i componenti dei rispettivi esecutivi. *Coordinatrice Regionale.

 

 

 

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Kiwanis Club Reggio Valabria: una stele in ricordo della XXXVI^ Convention Distrettuale. In aeroporto inaugurata una Stele alla presenza del Governatore Mondiale, il newyorkese Tom De Julio e delle massime autorità del Distretto Italia San Marino

(282) È certamente uno degli esempi più celebri. Anche se non il più antico. Viene conservata all’interno del British Museum di Londra, uno dei più grandi musei del Mondo. Il riferimento è alla famosa “Stele di Rosetta” scoperta casualmente nel 1799 durante l’invasione sul Delta del Nilo da un giovane ventitreenne ufficiale napoleonico, le sue triplici inscrizioni in idiomi antichi hanno fino ad oggi permesso di svelare molti misteri dell’antica scrittura geroglifica, ed ha segnato la nascita dell’egittologia, una scienza giovane nata appena 180 anni fa. 

 

Un esempio di una antica tradizione. La scelta di erigere una stele, lastra verticale di pietra o marmo recante decorazioni in rilievo o iscrizioni celebrativa , a scopo commemorativo da sempre assume “l’alto valore di tramandare il ricordo”. Proprio questo è il senso voluto dal Presidente del Kiwanis Club Reggio Calabria, Ignazio Giuseppe Romanò che in occasione della recente trentaseiesima convention distrettuale del Kiwanis International svoltasi eccezionalmente proprio a Reggio Calabria, approfittando della straordinaria presenza della massima autorità mondiale il Governatore Internazionale, il newyorkese Thomas De Julio, ha appunto scelto di ricordare questo momento storico erigendo una stele in pietra di Lazzaro collocata in una area verde all’esterno dell’Aeroporto dello Stretto. Il Kiwanis naturalmente ringrazia in particolare il Presidente della Società di Gestione del Tito Minniti, dott. Carlo Alberto Marfisi, i funzionari So.G.A.S SpA ed il Responsabile dell’Ufficio Aeroportuale Enac, dott. Carlo Marfisi per aver concesso tutte le autorizzazioni necessarie compresa la straordinarietà ed il valore internazionale di questa iniziativa. In particolare, poi, il Kiwanis Club Reggio Calabria ringrazia per la sensibile, attenta e preziosa collaborazione il Consorzio di Bonifica del Basso Jonio Reggino, nella persona del suo Presidente dott. Giandomenico Caridi per aver inteso garantire un intervento di bonifica ambientale necessario a predisporre al meglio l’area verde esterna al Terminal scelta per ospitare la stele del Kiwanis Club Reggio Calabria. La Stele è stata inaugurata il giorno prima della Convention alla presenza del Governatore Mondiale Tom De Julio, del Governatore del Distretto Italia – San Marino Roberto Garzulli, del Luogotenente Governatore della Divisione Calabria 2 Natale Praticò e del Presidente del Kiwanis Club Ignazio Giuseppe Romanò. Presenti le massime autorità aeroportuali appunto il Presidente So.G.A.S. Carlo Alberto Porcino ed il Responsabile Ufficio Aeroportuale ENAC Carlo Marfisi. (nelle foto in basso, da sinistra, Porcino Marfisi Garzulli Praticò Romano De Julio e signora e Porcino e De Julio).  

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Il Fata Morgana protagonista con il Key Club alla Convention nazionale del Kiwanis. Ben tre onorificenze kiwaniane al “Fata Morgana –Città di Villa San Giovanni”

(283) Il Kiwanis Club “Fata Morgana – Città di Villa San Giovanni”  ha partecipato attivamente insieme agli altri club italiani alla XXXVI Convention del Kiwanis International Distretto Italia San Marino che si è svolta il 6 e 7 settembre scorso tra Reggio Calabria e il castello Altafiumara di Villa San Giovanni alla presenza  di 300 delegati per le elezioni del Governatore per il prossimo anno sociale.

 

In occasione delle due giornate di lavori ed eventi collaterali sono stati presentati i risultati del progetto Key Leader Program finanziato dalla Fondazione internazionale al Fata Morgana per la formazione e costituzione del primo Key Club italiano, rivolto agli studenti delle scuole superiori. E proprio i ragazzi del Key Club villese sono stati i protagonisti della due giorni grazie alla proiezione dello spot e del trailer del docu-film in lavorazione relativo al Campus formativo sulla leadership svoltosi ad agosto. Tra le altre attività e presentazioni di services, durante la Convention sono state attribuite le onoreficenze kiwaniane. E al Kiwanis Club Fata Morgana Città di Villa San Giovanni sono state  conferite, per "meriti sul campo" riguardanti la raccolta fondi per il progetto Eliminate e l’impegno profuso sul territorio, ben tre "Walter Zeller Fellowship", la più alta onorificenza del Kiwanis International. Due di queste sono state attribuite, per la prima volta, a due personaggi non kiwaniani che hanno contribuito fattivamente con il Fata Morgana e la Divisione "Calabria 2" al raggiungimento degli obiettivi prefissati nell'acquisto di vaccini contro il Tetano materno e neonatale (TMN) in 30 paesi del mondo. Si tratta del dott. Antonino Repaci della Caronte&Tourist spa che periodicamente rende disponibile la nave Westfold ed effettua donazioni a favore del Kiwanis e di Francesco Sorace della Coop. Monte che offre da tre anni i Kiwi per il progetto "Kiwi for Kiwanis", diventato ormai un service di livello nazionale. "Ci riteniamo orgogliosi di aver presentato il nostro giovane club in un contesto nazionale ed internazionale grazie ad innumerevoli attività, tra cui l'ultima, consistente nel campus per i giovani con il progetto internazionale "Key Leaders for Key Club" – afferma Rosario Previtera, presidente fondatore del Club – "Durante la Convention è stato proiettato il trailer del film del campus alla presenza del presidente mondiale Tom De Julio e delle alte cariche Kiwaniane europee ed internazionali, riscuotendo grande successo. E’ stata una grande emozione per noi e per i ragazzi del Key Club vedere seicento persone in piedi al teatro Cilea per una standing ovation tributata al lavoro svolto per il Key Leader Program internazionale. Inoltre, il conferimento della onorificenza Zeller sarà certamente un ulteriore stimolo per il Club ed i suoi soci ad operare per i bambini del mondo e sul territorio". (nelle foto in basso i ragazzio del Key Club al Campus e Rosario Previtera al "Cilea").

 

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La Polizia nella redazione de “L’Ora della Calabria”: Siddi e Parisi “L’informazione non può dipendere da alcun potere”

(281) “La Polizia di Stato, su disposizione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha eseguito un provvedimento di ispezione e sequestro nella redazione di Reggio del quotidiano «L’Ora della Calabria»”. A rendere nota la notizia sono il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, ed il vicesegretario nazionale della Fnsi e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi.

 

“Fnsi e Sindacato Giornalisti della Calabria – affermano Siddi e Parisi – provano profondo disagio e inquietudine per il provvedimento di ispezione e sequestro del computer e di altri documenti del collega Consolato Minniti, responsabile e coordinatore della redazione di Reggio del quotidiano «L’Ora della Calabria»”. “Finire sotto inchiesta e addirittura trovarsi con l’impedimento temporaneo a proseguire il proprio lavoro per notizie pubblicate col criterio della professionalità giornalistica (cioè verifica della fondatezza, dell’attualità e dell’interesse pubblico) – sottolineano segretario e vicesegretario della Federazione Nazionale della Stampa –  inquieta e introduce un oggettivo elemento di limitazione del diritto di cronaca dei giornalisti e all’informazione dei cittadini. Il provvedimento disposto dalla Procura di Reggio è, infatti, legato alla pubblicazione di notizie che, anche se riservate, sono arrivate alla disponibilità del giornalista che, in quanto di interesse pubblico, le ha rese note, in ordine ad indagini della Dna. Il provvedimento – affermano Franco Siddi e Carlo Parisi – ci appare enorme anche per la portata e le conseguenze che genera, rischiando di rendere impossibile domani la pubblicazione dell’edizione di Reggio del giornale per il blocco del computer che guida il server di un’intera redazione”. “Auspichiamo – concludono Siddi e Parisi – un rapido chiarimento della vicenda in cui eventuali indagini della magistratura si svolgano senza impedire il corso dell’informazione, che non può dipendere da alcun potere”. (fonte www.giornalisticalabria.it ).

 

 

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: individuati relitti di foresta post-glaciale nel Parco dell’Aspromonte. Bombino: “Tutela attiva funzionale alla conservazione della biodiversità e reddito”

(280) di Chiara Parisi*. Una scoperta di rilevante interesse naturalistico arricchisce la conoscenza della biodiversità del Parco d’Aspromonte. Nel corso di alcuni studi condotti nell’area protetta, infatti, sono emersi elementi attestanti che un numero consistente di esemplari di rovere meridionale (Quercus petraea ssp. austrotyrrhenica) siano il frutto di un processo evolutivo iniziato in era post-glaciale e che ha conferito caratteristiche di unicità alle formazioni riscontrate nel Parco Nazionale.

 

Gli studi promossi dall’Ente Parco si inseriscono nell’ambito di specifiche iniziative di recepimento della recente Direttiva emanata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in materia di conservazione della biodiversità e contribuiscono a costruire una identità certa del patrimonio naturale dell’area protetta attraverso una profonda conoscenza delle peculiari caratteristiche del territorio. In tale contesto, in coerenza con gli indirizzi programmatici dell’Ente, si è recentemente svolto a Gambarie d’Aspromonte il VII seminario internazionale sulla “Gestione e conservazione della biodiversità” organizzato dalla Società Botanica Italiana e dal Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, con il patrocinio dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte. Il seminario ha dato avvio alle prime attività di ricognizione e verifica delle formazioni boschive candidabili come “vetuste” e, quindi, inseribili nella rete italiana delle foreste vetuste istituita dal Ministero dell’Ambiente. Ancora una volta l’ area protetta aspromontana non ha tradito le aspettative: i professori Giovanni Spampinato (Dipartimento di Agraria dell’università Meditereranea) e Salvador Rivas – Martinez (Università di Madrid, Spagna), unitamente ai tecnici del Parco, hanno infatti riscontrato, nella zona montana di Samo, la presenza di alberi secolari di rovere che, a seguito di analisi dendrocronologiche e morfologiche, hanno evidenziato caratteri di vetustà associati a particolari adattamenti fisiologici in risposta a vicissitudini climatiche avvenute nel corso dei millenni (a partire dal periodo glaciale pleistocenico würmiano – 120-70.000 anni fa). L’Aspromonte ha rappresentato, per tali formazioni, un’area rifugio e di isolamento che ha favorito la differenziazione di particolari meccanismi morfologici di adattamento nei confronti del clima in continua evoluzione. Tale scoperta, che suscita un enorme interesse da parte degli studiosi, rappresenta per il Parco il punto di partenza verso l’avvio di più specifiche indagini, anche di tipo genetico, volte alla caratterizzazione della singolarità riscontrata, utili alla programmazione di idonee strategie di conservazione e valorizzazione. Il Presidente e il Direttore dell’Ente guardano con fiducia l’avvio delle nuove indagini. “Il territorio dell’Aspromonte conserva caratteristiche uniche, sia dal punto di vista biologico che geomorfologico, – commenta il Direttore Tommaso Tedesco – ed è nostro compito salvaguardare questo inestimabile “tesoro” di biodiversità che rappresenta un patrimonio non solo del nostro territorio, ma dell’intero pianeta. Abbiamo inaugurato una nuova attenzione e consapevolezza del valore della biodiversità che ci conduce con nuovi e più forti stimoli alla definizione di idonei strumenti per la sua valorizzazione”. “Siamo persuasi che occorra promuovere il migliore e irrinunciabile equilibrio tra tutela passiva e valorizzazione delle esternalità positive fornite dalla nostra area protetta; – afferma il presidente Giuseppe Bombino – solo se impareremo a tradurre in termini reddituali i valori della conoscenza, della protezione e della promozione delle nostre risorse naturali potremo dire d’aver avviato processi di sviluppo in armonia con le esigenze e le attese delle popolazioni locali. Ciò richiede un approccio strategico alla sostenibilità – conclude Bombino – attraverso la programmazione, la partecipazione e il coinvolgimento di tutte le intelligenze nei processi di sostegno alla crescita territoriale e locale.” *Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte.

 

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Reggio di Calabria: “Caso Intrieri”, Comi “Intollerabili, a livello istituzionale, simili personaggi”

(279) Riceviamo e pubblichiamo. "Dalla lettura di un quotidiano nazionale* si apprende e si trasecola che una tale ‘on.’ Marilina Intrieri, calabrese, eletta nella legislatura 2006-2008 deputato, ed oggi ‘Garante per l’Infanzia della Regione Calabria‘ ha respinto al mittente documenti che il funzionario della Prefettura di Crotone le aveva inviato per autorizzarla a visitare il Centro di accoglienza e richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto.

 

I motivi: pretendeva che l’autorizzazione fosse indirizzata col ‘pertinente titolo istituzionale’ di Onorevole (sic). E non con il semplice titolo di ‘dottoressa’. Quindi dalla Prefettura tutto in regola. Salvo l’Onorevole di cui la signora si è sentita defraudata! Tanto da respingere la comunicazione al mittente, mortificandone anche la professionalità del funzionario della Prefettura. A tal punto si attenderebbe una rapidissima revoca della nomina conferitale e che si eviti la visita della signora al Centro di accoglienza asilo di Isola Capo Rizzuto. Anche perché non sappiamo con quali epiteti verrebbe, lei invero accolta. C’è dell’incredibile. Ma ancor più che si tollerino anche a livello istituzionale e dagli organi di informazione simili personaggi senza stupirsi più di tanto. Anzi il giornalista si interroga conciliante: Chi avrà ragione il Garante o la Prefettura? Ma il problema sarebbe tale interrogativo. Non ci sarebbe infatti alcun dubbio sull’appartenenza della qualifica di Onorevole, che purtroppo permane, ma sul buon gusto e l’arroganza della signora non c’è da porsi alcun dubbio. Ma è possibile che Papa Francesco (anzi Francesco) come vorrebbe non abbia insegnato nulla alla signora Marilina o, in futuro, aspira alla successione come ‘Papessa’?!" Avv. Francesco Comi. *E’ leggibile qui il fatto di cui alla lettera dell’avv. Comi: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/Cronaca/17450_dovete_chiamarmi_onorevole_e_la_intrieri_blocca_la_prefettura/ (fonte www.corrieredellacalabria.it ).


 

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“Liberi di Ricominciare chiuderà col botto la raccolta referendaria”. Paolo Ferrara: “A Siderno Jole Figliomeni annuncerà l’adesione a Liberi di Ricominciare”

(278) La raccolta firme per il sostegno dei quesiti referendari sulla riforma della giustizia proposti dai Radicali volge al termine. Il movimento Liberi di Ricominciare dopo la strepitosa tappa organizzata insieme all’on. Rita Bernardini lo scorso sabato a Platì dove ha visto protagonista la grande partecipazione della popolazione, annuncia una chiusura col botto.

 

A bordo del camper adibito ad ufficio mobile il Presidente Paolo Ferrara insieme al suo vice Rosario Sergi e ai dirigenti provinciali chiuderanno a Siderno il tour calabrese che ha visto Liberi di Ricominciare protagonista in questa raccolta referendaria sulla riforma della giustizia. A Siderno, infatti, alle ore 16:00 di giovedì presso la Piazza Vittorio Veneto (di fronte al Municipio) Liberi di Ricominciare allestirà un gazebo per sollecitare e sostenere la volata finale della raccolta firme per i referendum proposti dai radicali. Saranno presenti i consiglieri provinciali Pierpaolo Zavettieri e Pasquale Brizzi, Ercole Nucera, Ilario Ammendolia, Giampaolo Catanzariti dei Riformisti e Giuseppe Candido dei Radicali. In concomitanza con l’apertura del gazebo, il Presidente Paolo Ferrara terrà una conferenza stampa per annunciare l’adesione al movimento di una new entry di eccellenza: Jole Figliomeni. Ferrara: “Jole non ha affatto bisogno di presentazione, è una grande risorsa. La sua cultura politica, le sue idee, i suoi valori, arricchiranno sin da subito il nostro operato. Con la sua adesione “Liberi di Ricominciare” rafforzerà ulteriormente le azioni di “ascolto” che quotidianamente il movimento esercita sui territori stando con la gente, tra la gente”. Il Presidente, Paolo Ferrara.

 

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Reggio di Calabria: Piazza De Nava stravolta dal nuovo progetto, Morabito (Cittadinanza Mediterranea) “Un progetto devastante”

(277) di Federica Morabito. Sulla querelle relativa al progetto definitivo approvato dalla direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria che vedrebbe Piazza De Nava totalmente stravolta, interviene anche il Movimento Cittadinanza Mediterranea, avente tra i suoi scopi la promozione e valorizzazione delle risorse identitarie locali (storico-architettoniche, archeologiche e più in generale culturali).

 

“Un progetto che definirei devastante – sono le parole del presidente Piero Morabito – che vedrebbe un vero e proprio stravolgimento della piazza tra le più importanti della città. Un prospetto che non solo non si integra con il resto della nostra Reggio, bella e gentile, ma la sconvolge in un punto centrale, storico e nevralgico. Ma il vero e proprio rischio – prosegue Morabito – è che i lavori, una volta iniziati non vedano mai una conclusione. D'altronde non sarebbe una novità, purtroppo, basti pensare ad un’altra importantissima piazza reggina, quale Piazza Italia, per molto tempo chiusa alla fruizione dei reggini. Un’ipotesi concreta questa per un’opera azzardata, dunque, che darebbe luogo a conseguenze catastrofiche sulla nostra città già martoriata, che non può permettersi di rinunciare ad uno dei luoghi storici più importanti, fondamentale punto di passaggio veicolare, biglietto da visita per il corso Garibaldi, via principale della città e, soprattutto, sede del museo archeologico della Magna Grecia. E mentre si attende con trepidazione che i lavori del museo, iniziati nel novembre 2009, vengano portati a termine si rischierebbe di dare il via ad una nuova opera che ci farebbe dire addio, per chissà ancora quanti anni, alla tanto agognata riapertura. Le istituzioni cittadine dovrebbero invece impegnarsi affinchè i lavori vengano terminati celermente, perché al più presto i Bronzi di Riace, simbolo della città, tesoro inestimabile e rara testimonianza della scultura bronzea greca, tornino a “casa” per ripristinare e dare nuovo impulso al turismo, del quale Reggio ha tanto bisogno. Quello che auspichiamo – ha concluso il Presidente del movimento – è che tale progetto non trovi sbocco e lasci spazio ad un prospetto che meglio si adegui all’elegante stile architettonico che storicamente ci appartiene, con interventi meno invasivi e lavori che possano essere ultimati in tempi brevi onde non penalizzare ulteriormente una città che ormai da troppo tempo chiede riscatto attraverso la rinascita culturale che merita”. Dottor Pietro Morabito, Presidente “Cittadinanza Mediterranea”.

 

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Saline J. di Montebello Jonico (RC): Papa Francesco impartisce la benedizione agli sposi Foti-Manti

(276) di Giuseppe Laganà*. In occasione del matrimonio di due giovani, Francesco Foti e Veronica Manti, celebrato presso la Chiesa SS. Salvatore di Saline Joniche, Papa Francesco ha voluto inviare la sua personale benedizione attraverso un messaggio fatto recapitare alla famiglia dello sposo.

 

La richiesta, come racconta la madre dello sposo , è riuscita a giungere in Vaticano grazie anche alla collaborazione di Suor Elisa, suora operante in Bolivia, paese d'origine dello sposo. Grande stupore e felicità da parte degli sposi, entusiasti e sorpresi dall'arrivo della benedizione del Santo Padre. Il messaggio di Papa Francesco, inviato all'interno di una pergamena, è stato letto durante la messa di nozze, celebrata dal parroco di Saline, Don Paolo Ielo e accolta da un lungo e sentitissimo applauso da tutti i presenti alla funzione. *AGM News.

 

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Svuotamento dei laghi silani, il no di Legambiente Calabria e le osservazioni di merito sulla proposta di A2A

(275) Un secco no al progetto di svuotamento dei laghi silani. Legambiente Calabria ha presentato questa mattina a Cosenza, presso la Sala degli Stemmi della Provincia, le osservazioni al progetto di gestione dell’invaso Arvo (Diga Nocelle) della concessionaria A2A, che prevede lo svaso del bacino e la fluitazione di oltre 6 milioni di m3 di sedimenti presenti nel lago.

 

La contrarietà degli ambientalisti al progetto proposto ha solide motivazioni: non si tiene in debita considerazione che le attività dovrebbero svolgersi nel cuore del Parco nazionale della Sila; inoltre è evidente la macroscopica carenza di analisi e monitoraggi necessari per stabilire quale sia l’intervento più opportuno da mettere in atto per continuare a garantire la produzione idroelettrica, fonte rinnovabile da incrementare, e la conservazione della biodiversità e del paesaggio silano di cui i laghi rappresentano l’identità fondante. Una posizione, quella di Legambiente, maturata alla scoperta del progetto della A2A, grazie alla denuncia di un sindaco e al relativo clamore sulla stampa suscitato dalla proposta della concessionaria. Il Progetto di A2A trova la sua giustificazione nella necessità di ispezionare le paratoie dello scarico di fondo e dell’opera di presa, per verificarne lo stato di manutenzione e predisporre eventuali interventi di manutenzione della diga, per garantire la sicurezza del territorio e delle popolazioni locali. Per questa ragione A2A prevede lo svuotamento del Lago Arvo: con una manovra di fluitazione totale l’acqua invasata, circa 80 milioni di m3, sarà fatta defluire insieme agli oltre 6 milioni di m3 di sedimenti che si sono accumulati in questi anni nel fondo del bacino. Dopo questa fase, che inizierà a novembre 2013 e durerà 40 giorni, nei successivi 5/8 anni sarà messa in atto una manovra annuale di fluitazione parziale che permetterà di eliminare la parte (circa 25/30 mila m3) di sedimenti che si accumulano sulle opere di presa. Di fatto per i prossimi 10 anni il paesaggio del Parco nazionale della Sila sarà completamente sconvolto da queste attività fortemente invasive, che avranno effetti nefasti oltre che sulla biodiversità e l’habitat naturale, anche sull’economia e le tradizioni locali. Nella prossima Conferenza dei servizi indetta dal Dipartimento alle infrastrutture e lavori pubblici della Regione Calabria per l’11 settembre, alla quale parteciperemo per la prima volta, chiederemo innanzitutto di valutare misure tecniche alternative a quelle proposte in quanto ci sembra non adeguato il fine denunciato nel progetto di A2A (ispezione, opere di presa) con i metodi proposti (svaso e fluitazione).  Chiederemo, in particolare, di valutare la possibilità di utilizzare mezzi moderni e meno invasivi, come i ROV, o tradizionali, come i sommozzatori, per compiere un’azione compatibile con la sicurezza della diga e la tutela del Parco nazionale della Sila e applicando, in ultima analisi, un’attività di dragaggio dei sedimenti a invaso pieno o altra tecnica che non sia necessariamente lo svuotamento del  lago. Altro punto critico rilevato nella proposta di A2A è il fatto che le analisi sui sedimenti presenti del fondo del lago Arvo sono state realizzate nel 2005, mentre sarebbe abbastanza scontato che queste analisi fossero recenti e realizzate secondo le nuove disposizioni del D.M. 260/2010, oltre a prevedere un coinvolgimento di una parte terza, magari l’Arpacal, a garanzia della bontà di quanto si analizza. Anche le analisi e i monitoraggi utilizzati per valutare l’incidenza delle opere sulla biodiversità ci sembrano carenti. Non avendo ancora potuto analizzare lo studio di incidenza proposto da A2A alla Regione Calabria, e sulla base di quanto del progetto di gestione è disponibile alla consultazione pubblica, valutiamo insufficienti un semplice studio sulla fauna ittica presente nel lago per giustificare un intervento fortemente impattante sulla biodiversità del Parco nazionale della Sila. Crediamo che gli interveti proposti debbano essere sottoposti a Valutazione di incidenza ambientale (VINCA), basata su studi conoscitivi più approfonditi, monitoraggi di tutte le diverse specie/habitat presenti, e considerando tutte le perturbazioni e danni che si possono causare ai siti della rete Natura 2000, verificando anche come gli interventi interferiscono Direttiva Acque (WFD) di cui non si fa cenno nella documentazione. Infine, occorre chiarezza sulla tempistica complessiva del progetto che rischia di sconvolgere per 10 anni il territorio silano, e viste le implicazioni che questo comporta pensiamo che sia necessario predisporre per il progetto di gestione una Valutazione ambientale strategica (VAS) che tenga conto anche degli impatti economici e sociali dell’intera operazione proposta.

 

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: migrazione protagonista sui cieli del Mediterraneo. Decine di migliaia di falchi attraversano l’Aspromonte per far ritorno ai luoghi di svernamento africani

(274) Tante le attività che l’Ente Parco ha messo in campo durante l’estate 2013. Cultura e tradizioni hanno avuto risalto attraverso una serie di iniziative realizzate nei comuni che ricadono all’interno del Parco, nell’ottica di valorizzare le diverse aree dell’Aspromonte. D’altra parte, l’Ente ha continuato ad operare negli ambiti più strettamente attinenti alla conservazione della natura, coerentemente con le proprie finalità istitutive.

 

Studi e monitoraggi si sono concentrati, in questi ultimi due mesi, sulla fauna selvatica, componente fondamentale della biodiversità, la cui conoscenza risulta fondamentale per avviare le più appropriate azioni di tutela delle specie. In collaborazione con le associazioni ambientaliste Legambiente, Lipu-BirdLife e MAN (Associazione Mediterranea per la Natura), è in corso il monitoraggio sull’avifauna migratroria che riguarda, in particolare, i rapaci e i grandi uccelli veleggiatori (accipitriformi, falconiformi, ciconiformi ed altri grandi veleggiatori) il cui transito sui cieli del Parco Nazionale d’Aspromonte è censito da tre differenti postazioni localizzate sulla medesima direttrice. Le osservazioni fin qui effettuate hanno consentito di censire oltre 26.000 migratori, evidenziando come l’Aspromonte rappresenti uno dei più importanti siti per lo studio del fenomeno della migrazione in Italia. Nel contempo, la raccolta dei dati, che si protrarrà fino alla prima settimana di ottobre, offre ai cittadini e agli appassionati la opportunità di rapportarsi con esperti provenienti da diverse nazionalità per conoscere l’etologia delle specie migratrici più importanti quali bianconi (nella foto in basso di Angelo Scuderi), le aquile minori, i falchi pescatori, le cicogne bianche, le cicogne nere, gli avvoltoi capovaccai, i falchi di palude, i falchi pecchiaioli, i grillai, i nibbi bruni, le albanelle minori, e assistere alla manifestazione di uno tra i più spettacolari fenomeni naturali osservabili in Europa. Un altro monitoraggio in corso riguarda la stima della popolazione di lupo (Canis lupus), orami stabile in Aspromonte, le cui preliminari attività hanno consentito di riscontrare i segni di predazione, oltre che sul cinghiale (Sus scrofa) anche sul capriolo (Capreolus capreolus italicus). L’Ente Parco, che negli scorsi anni ha positivamente gestito e concluso il progetto di reintroduzione del capriolo, previa verifica di fattibilità e con il successivo rilascio di oltre 70 individui quale nucleo fondatore di una specie scomparsa oltre un secolo fa dall’Aspromonte, ha così raggiunto un duplice obiettivo: il ritorno e la rinascita di una popolazione stabile di una specie animale localmente estinta e la ricostituzione di equilibri dinamici in seno alla catena trofica naturale, consentendo al lupo la predazione su ulteriori specie selvatiche e riducendo, indirettamente, la pressione verso gli animali domestici (ovini, caprini e bovini), soprattutto quando correttamente custoditi. “L’Ente Parco sta dedicando energie ed impegno per consentire la conoscenza e la corretta gestione della biodiversità dell’Aspromonte, maggiore risorsa della quale oggi dispone questo territorio che conserva in sé l’inestimabile fortuna di essere rimasto intatto nella sua asprezza e nella sua meravigliosa e inesprimibile suggestività, per realizzare la conservazione e la protezione della sua unicità” – dichiara il Presidente dell’Ente Parco Giuseppe Bombino -. “Un’eccezionale combinazione di natura, storia, cultura e tradizioni rende irripetibile e straordinario il nostro Aspromonte e l’Ente Parco, oltre ad averne l’onere, ha anche il consapevole onore di difendere attivamente e far rivivere tale rarità, mettendo in campo tutti gli strumenti a sua disposizione per custodirne la biodiversità al fine di raggiungere il vero cambiamento: l’equilibrio tra le esigenze del singolo, dell’economia e della collettività del nostro territorio e il mantenimento di un patrimonio naturale in ottimo stato di conservazione, nel più ampio disegno di garantire un’alta qualità della vita alle attuali e future generazioni”. (Seconda foto in basso di Sabrina Scalera).

 

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“Da Platì Liberi di Ricominciare per spingere i radicali alla volata finale”. Ferrara “A bordo del nostro camper affiancheremo il tour calabrese dell’on. Rita Bernardini”

(272) Il movimento Liberi di Ricominciare annuncia l’adesione ai quesiti referendari proposti dai Radicali per la riforma della giustizia, non limitandosi a un solo appoggio politico. Sabato mattina, infatti, il Presidente Paolo Ferrara insieme al suo vice Rosario Sergi e dirigenti provinciali affiancheranno – a bordo del loro camper adibito ad ufficio mobile – il tour calabrese dell’on. Rita Bernardini accompagnata da Gianpaolo Catanzariti e Giuseppe Candido, per sollecitare la raccolta delle firme per i referendum proposti dagli stessi radicali.

 

Infatti, in concomitanza con il digiuno contro la guerra chiesto da Papa Francesco, per la giornata di sabato 7, rilanciato da Marco Pannella nelle 206 carceri italiane sino a lunedì 9, si terranno alcune iniziative in Calabria. Proprio da Platì (RC) il movimento Liberi di Ricominciare vuol contribuire alla volata finale necessaria al raggiungimento della soglia delle 500.000 firme. Alle ore 10:00 di sabato presso la Piazza Marconi (di fronte Palazzo Furore) Liberi di Ricominciare terrà una conferenza stampa insieme all’on. Rita Bernardini, a Gianpaolo Catanzariti dei Riformisti Italiani e Giuseppe Candido  dei Radicali per illustrare i quesiti referendari. Seguirà l’inaugurazione di un gazebo allestito alla raccolta firme. Nel pomeriggio si proseguirà verso Lamezia Terme dove dalle 17:30 si farà tappa sul Corso Numistrano insieme anche a Giovanna Trovato e Sabatino Savaglio. Il Presidente, Paolo Ferrara.

 

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Reggio di Calabria: la CISL Medici interviene dopo l’assassinio della psichiatra a Bari: “Centri di igiene mentale, necessaria la creazione di livelli essenziali di sicurezza”

(273) Il fenomeno delle aggressioni ai danni dei medici, è un problema in aumento, sottostimato e non adeguatamente riconosciuto e fronteggiato. Il rischio, per chi si occupa di aspetti particolari, com’è l’ambito psichiatrico, è in forte crescita. I professionisti che operano nei centri di  Salute Mentale sono chiaramente più a rischio, perché è proprio la tipologia dei pazienti trattati è spesso più grave con manifestazioni di aggressività e rabbia tenuti sotto compenso con farmaci antipsicotici.

 

L’episodio della collega psichiatra uccisa solleva clamorosamente il problema della sicurezza  sui luoghi di lavoro e dimostra che per qualunque ufficio pubblico dedicato alla gestione di malattie e disagi sociali esistono rischi enormi. Questo drammatico episodio ripropone il tema dei sanitari che si trovano a lavorare in luoghi isolati o in situazioni particolarmente difficili. Teniamo anche in considerazione che spesso gli operatori dei centri di salute mentale sono più a rischio poiché possono fare delle visite domiciliari in luoghi isolati o poco frequentati. Anche in ospedale il problema si pone poiché nel pronto soccorso arrivano i pazienti in fase di scompenso con agitazione psicomotoria grave. L’assassinio della collega di Bari è un gravissimo incidente sul lavoro, un lavoro spesso svolto in trincea, per passione, ma anche e soprattutto rischioso a causa della poca attenzione posta all’interno dei dipartimenti alla sicurezza degli operatori. Il coro dei colleghi è unanime rispetto alle condizioni tragiche in cui si lavora nei servizi del territorio, e sul fatto che occorra una maggiore salvaguardia dei servizi stessi ma ancora di più dei loro operatori. Il problema della sicurezza sul lavoro per chi si occupa della salute mentale e' un'emergenza da affrontare tempestivamente ed efficacemente, e' necessario che tutti abbiano la consapevolezza di rivedere le misure urgenti di tutela in materia di sicurezza durante le ore di servizio al fine di evitare il ripetersi di eventi così tragici.  Gli operatori della salute mentale italiani operano senza sicurezza, e la storia della collega di Bari ne è la dimostrazione, la professionista uccisa rappresenta l'ennesima vittima caduta sul campo, ci si augura che la sua morte non sia vana e che serva invece a far cambiare le cose. Un consiglio per i colleghi giovani meno esperti non lasciate mai la scrivania con le spalle al muro, non avete vie di fuga! Il Segretario Regionale Aggiunto, Pasquale Romeo.

 

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Reggio di Calabria: elezioni all’Ordine degli Architetti

(270) A seguito delle elezioni svoltesi nei giorni 1 e 2 luglio 2013, il giorno lunedì 2 settembre 2013 si è insediato il nuovo Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Reggio Calabria per il quadriennio 2013-2017.

 

L’appuntamento elettorale ha fatto registrare il raggiungimento del quorum già fin dalla prima votazione, hanno infatti votato in due giorni 1177 iscritti provenienti da tutta la provincia di Reggio Calabria, segno di grande senso di appartenenza della categoria e di volontà di partecipazione. A seguito dello scrutinio, durato 20 ore circa (era possibile esprimere fino a 15 preferenze) sono stati proclamati eletti i seguenti 15 consiglieri (14 nella sezione A ed uno nella sezione B): nella sezione “A”: Malara Paolo con voti 794, Dattola Santina 766, De Stefano Patrizia 763, Galletta Paolo 685, De Leo Giuseppe 674, Corigliano Domenico 672, Bruzzì Beatrice 672, Abbia Maria 671, Zito Rocco Vito 648, Vermiglio Santo Salvatore 644, Melia Pasquale 622, Ricordo Vincenzo 618, Greco Salvatore 618, Saraceno Paolo Carmelo 595: nella sezione “B”: Infortuna Margherita Carmela con voti 656. Ha prevalso in blocco il raggruppamento dell’uscente Presidente Paolo Malara e ben 5 sono state le donne elette, per un rinnovamento del consiglio pari al 40% rispetto al precedente. Il nuovo Consiglio, nella sua prima seduta ha eletto Presidente l’Arch. Paolo Malara (riconfermato), Segretario l’Arch. Patrizia De Stefano, e Tesoriere l’Arch. Santina Dattola, altra riconferma.

 

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Mare sporco, Legambiente a Scopelliti: “Non si prendano in giro turisti e cittadini, meno polemiche sterili e più fatti concreti”

(271) “Prendiamo atto che Scopelliti continua a voler polemizzare con Legambiente, e oltre a mettere in discussione la correttezza dei dati diffusi da Goletta Verde, continua a non voler prendere atto della realtà in cui versa il mare calabrese.

 

Scopelliti rifletta non solo su quanto denunciamo noi da anni, ma abbia il buon gusto di non prendere in giro i turisti giunti in Calabria, costretti a occupare le strade, com’è successo sul Tirreno Cosentino, contro l’inquinamento del mare scelto per le vacanze. Dia risposte concrete alla magistratura che è costretta a sequestrare i depuratori malfunzionanti dello Ionio Cosentino, e risolva la procedura d'infrazione che ci ha comminato la Commissione europea sulla mancata depurazione degli scarichi fognari di 90 agglomerati urbani calabresi. Passi dalle polemiche sterili ai fatti concreti, solo cosi Scopelliti può fare l'interesse dei calabresi che attendono da anni anche sulla qualità del mare buone notizie e non promesse vane”. Questo il commento della segreteria regionale di Legambiente Calabria alle recenti esternazioni del presidente della giunta regionale calabrese, Giuseppe Scopelliti, sulla questione “mare sporco”.

 

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Riferimenti: Ruello “Monsignor Mondello sbaglia: cos’ha fatto, invece, una certa chiesa contro la ‘ndrangheta?”

(269) Riceviamo e pubblichiamo. Qualche anno prima di morire Paolo Borsellino, e tutto il pool antimafia di Palermo, sono stati coinvolti in una polemica nata da un articolo pubblicato sul "Corriere della Sera" del 10 gennaio 1987 a firma di Leonardo Sciascia. L'articolo era intitolato "I professionisti dell'antimafia" e questa era la sua tesi di fondo: in Sicilia il modo migliore per fare carriera in politica e in magistratura è dichiararsi antimafioso, usare l'"antimafia come strumento di potere", come mezzo per diventare potenti ed intoccabili.

 

Citare Borsellino come "esempio” di professionismo mafioso, insinuare il dubbio che il magistrato avesse fatto carriera grazie alla lotta alla mafia, è stato certamente un errore, sfruttato abilmente dai nemici del pool. Questo dimostra che anche i grandi intellettuali possono sbagliare. C'è da rilevare, però, che ancora qualcuno persiste, per ignoranza, nell'errore. In un'intervista rilasciata alla “Gazzetta del Sud” di domenica 1 settembre, monsignor Mondello, ex Arcivescovo di Reggio Calabria, nell'ambito di una domanda sull'associazionismo antimafia si dice d'accordo con Leonardo Sciascia riguardo ai professionisti dell'antimafia. Il presule si chiede ancora cosa mai di concreto abbiano fatto mai tali associazioni e chi mai abbiano fatto arrestare. Sono un testimone di giustizia e il Coordinamento Riferimenti di cui mi onoro di essere vicepresidente, assume questo nome per quello che ognuno di noi ha sofferto o prodotto nell'impegno antimafia: vittime, familiari di vittime, magistrati, giornalisti impegnati, docenti, presidi ma ognuno, per il proprio verso, portatore di testimonianza concreta. Abbiamo creato un simbolo e ne siamo fieri: la gerbera gialla, un fiore che ha costruito coscienze fra migliaia e migliaia di giovani, per lunghi venti anni in una terra dove si negava anche l'esistenza del fenomeno mafioso. I simboli sono importanti e sopravviveranno a noi. Chi le associazioni antimafia con le loro denunce facciano arrestare non crediamo siano fatti che dobbiamo portare a conoscenza di Monsignor Mondello nè di altri. Ma ciò nondimeno, voglio ricordare a chi disconosce, evidentemente, quanto si fa, che il sottoscritto con la propria testimonianza ha fatto arrestare il capo della cosca Lo Bianco Barba collegata al clan Mancuso di Vibo Valentia con condanna confermata anche in Cassazione. Da allora ho una vita blindata e, come me, altri all'interno del Coordinamento Riferimenti. La domanda, invece, la rivolgerei io chiedendo ad una certa chiesa calabrese quali azioni concrete abbia compiuto nei riguardi della 'ndrangheta e talvolta di quali collaboratori si sia circondata. Di contro, lontano  dalle auree stanze dei prelati, abbiamo sacerdoti che si sporcano le mani e si differenziano da altri per la loro azione quotidiana come Don Pino De Masi, Don Laudiana o Don Giacomo Panizza. Non siamo tutti uguali nella Chiesa come nella società. Che ci sia, poi, chi approfitta della lotta alla mafia per i propri  affari, questo siamo i primi a denunciarlo ma certo non si possono offendere le vittime e soprattutto coloro che di quest'impegno ne hanno fatto ragione di vita. Noi ci auguriamo che come sta avvenendo per lo IOR e la pedofilia, Papa Francesco impartisca delle direttive per creare una Chiesa che sia baluardo vero nella lotta alla criminalità. Concludiamo con una bellissima frase di Blaga Dimitrova: "Nessuna paura che mi calpestino. L'erba calpestata diventa un sentiero". Tanti di noi lo sono diventati! Nello Ruello, Vice Presidente Coordinamento Nazionale Antimafia Riferimenti.

 

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