Villa San Giovanni (RC): Lobby Popolare Calabria “La rinascita del Mezzoggiorno parte da qui, il nostro impegno per uno Stretto che unisce e non divide”

(357) Il team dei funzionalisti calabresi approda in Sicilia e con i dirimpettai cercano e trovano un punto d’incontro per parlare, proporre e trovare soluzioni condivise. Un primo incontro che, come reso noto da Maurizio Cicco cofiduciario Regione Calabria, vuole ottenere qualcosa in più: «Lobby Popolare Calabria e Sicilia congiuntamente agli esperti del centro studi “Luogo Globo” ecosezione catanese dell’associazione ambientalista “Movimento Azzurro” si sono incontrati nella sede siciliana del partito per delineare comuni proposte di sviluppo turistico nella salvaguardia dell’ambiente».

 

Stop alle chiacchiere e spazio a proposte fattibili che prendano seriamente le esigenze dei territori dello Stretto che, ancora oggi, attendono un intervento serio, concreto e sostanziale che contrasti l’inquinamento incidendo, conseguenzialmente, sull’aumento della qualità della vita. È necessario mettere in campo idee nuove, su questo si sono incontrate le idee dei presenti rappresentati da Pierluigi Reale fiduciario della regione Sicilia e Vincenzo Taranto fiduciario regione Calabria: «dobbiamo lavorare per trovare una soluzione ai non pochi danni ambientali fin qui provocati da un modo sbagliato di intendere l’industria turistica». L’incontro tra le due realtà territoriali dirimpettaie è stato un primo passo per individuare forme di basso impatto ambientale per lo sviluppo dell’industria turistica nelle due regioni. Per fare questo i fiduciari regionali, sostenuti dall’intero partito, si sono impegnati a creare una sinergia, un rapporto che nel tempo e con altri incontri potrà dare risposte, nel minor tempo possibile, ad una popolazione stanca e afflitta dalla piaga dell’inquinamento. A Villa San Giovanni, sede regionale del partito in Calabria, questa è una realtà che, spaventosamente, sta assumendo proporzioni allarmanti. Proprio per consentire a tutti di divenire protagonisti della propria vita e cittadini attivi, durante l’incontro, è stata avanzata l’ipotesi di coinvolgere in questo disegno politico le associazioni presenti e attive sul territorio per lavorare insieme a progetti comuni e condivisi. Si vuole fare rete per combattere quel male invisibile che sta devastando le nostre terre. Le due regioni si impegnano in modo serio per far fronte comune, inseguendo un solo obbiettivo, rilanciare il Mezzogiorno. Si è partiti da Villa  cercando un confronto, si è trovata un’apertura e un’intesa tra due realtà che vivono le medesime difficoltà. Inizia da qui un dialogo che consentirà al partito di affrontare una problematica sulla quale non possiamo essere superficiali. La nostra terra è la nostra vita ed è per questo che dobbiamo lavorare, proteggerla e difenderla.

 

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Baby prostituzione, l’Osservatorio sui Diritti dei Minori chiede la revisione della soglia del consenso per i rapporti sessuali. Marziale e Napoli: “Chi è contrario esca allo scoperto, altrimenti si proceda”

(353) "L'Osservatorio sui Diritti dei Minori, preso atto del vergognoso primato italiano in relazione alla soglia anagrafica più bassa d'Europa per esprimere il consenso sessuale, fissato a 14 anni, chiede ai presidenti dei due rami del Parlamento di invitare le forze politiche dell'arco costituzionale ed il Governo a riformulare l'articolo 609 quater del codice penale innalzando l’età del consenso a compiere atti sessuali con adulti almeno a 16 anni":

 

è quanto dichiara Antonino Napoli, responsabile dell'ufficio legale dell'organismo, a parere del quale: "La legge in vigore favorisce il degrado e la degenerazione sessuale, causate dalla disperazione persistente oggi in troppe famiglie italiane. Per migliorare lo stato di cose basterebbe soltanto cambiare una cifra, e – soprattutto – che vi sia la volontà di farlo. Noi siamo davvero desiderosi di conoscere le posizioni di chi ci governa, anzi ne abbiamo tutto il diritto. Chi la vuole mantenere così bassa abbia il coraggio e l'onestà intellettuale di manifestarlo apertamente". Alle parole dell'avv. Napoli si aggiungono le considerazioni del sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio, che si dice: "Sconcertato per come i bambini nel nostro Paese siano tangibilmente secondi sempre a tutti e a tutto. Basti guardare all'atteggiamento politico della presidente della Camera, Laura Boldrini, celere e deciso al cospetto del femminicidio, irrilevante davanti al fenomeno della prostituzione minorile. Stesso atteggiamento dei senatori, del cui presidente Piero Grasso non risultano volontà di intervento politicamente oggettive. Risparmiamo in questa sede il Governo, perché avvezzi come siamo a tutelare le minoranze non ce sentiamo di infierire sui moribondi". Per Marziale: "È necessario che oggi stesso, preso atto della nostra semplice e praticabilissima richiesta, i presidenti del Parlamento si impegnino pubblicamente a convocare l'assemblea per votare l'emendamento. Magari – conclude il presidente dell'Osservatorio – prima del 20 novembre, giornata mondiale dei diritti sull'Infanzia, quando molte istituzioni costituite avranno il coraggio di marciare in testa a cortei di bambini ipocritamente festeggiati".

 

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Il Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” monitorizzerà Rimini

(351) Sabato 16 novembre, il Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti", inaugurerà a Rimini una propria sede che sarà gestita dal locale Coordinamento Provinciale. L’iniziativa nasce dall’esigenza di monitorare le infiltrazioni di 'ndrangheta e camorra in loco.

 

Le due associazioni criminali, infatti, stanno acquistando in Riviera Romagnola, alberghi, ristoranti ed esercizi commerciali. L'evento che si svolgerà presso la Sala Marvelli  della Provincia di Rimini, con inizio alle ore 16.30, vedrà la partecipazione del Procuratore della Repubblica di Napoli Cesare Sirignano, del Procuratore della Repubblica di Rimini Paolo Giovagnoli, del Sostituto Procuratore Fiorella Casadei, del giornalista Arcangelo Badolati e del Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" Adriana Musella che interverrà in video conferenza a seguito dell’incidente che l’ha coinvolta.

 

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Liberi di Ricominciare incontra l’Arcivescovo. Il lungo e difficile percorso della città di Reggio: Paolo Ferrara da Monsignor Morosini

(352) Venerdì 15 novembre presso la Curia vescovile di Reggio Calabria, una delegazione di Liberi di Ricominciare guidata dal suo Presidente Paolo Ferrara, incontrerà l’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria, mons. Giuseppe Fiorini Morosini.

 

L’incontro fortemente voluto dall’associazione – nata con l’obiettivo di essere al servizio della cittadinanza – ha tratto ispirazione dalla grande disponibilità dimostrata da mons. Morosini sin dal suo insediamento. La grande capacità di partecipazione ai problemi sociali manifestata  nei confronti della città ha motivato le ragioni di questo incontro che si auspica ricco di suggerimenti e collaborazione. Paolo Ferrara: l’operato dell’Arcivescovo Morosini sembra ispirarsi a quanto affermato da Papa Francesco “un buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare”. A mons. Morosini sottoporremo la disamina delle difficoltà in cui versa l’intera cittadinanza perché convinti che con la sua guida spirituale Reggio potrà essere libera di ricominciare. Il Presidente, Paolo Ferrara.

 

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INPS: riaperti i termini per l’iscrizione nell’elenco delle strutture eroganti servizi per l’infanzia

(349) L’Inps comunica che sono stati riaperti i termini per tutte le strutture eroganti servizi per l’infanzia, non ancora iscritte, che possono ora presentare domanda di inserimento nell’elenco delle strutture pubblicato sul sito istituzionale in data 28 giugno 2013,

 

per aderire alla sperimentazione di cui all’articolo 4, comma 24, lettera b) della legge n. 92/2012. La domanda va presentata all’Inps dalla struttura o dagli intermediari abilitati (consulenti del lavoro e associazioni di categoria provvisti di delega) esclusivamente per via telematica, utilizzando i servizi accessibili dal sito dell’Istituto tramite PIN. Le modalità di presentazione sono consultabili sul sito internet dell’Istituto (www.inps.it) nella sezione avvisi e concorsi. Per una corretta presentazione della domanda, in aggiunta a tutte le informazioni relative alla conformità della struttura ed alla normativa prevista dalla legge, è necessario essere in possesso dei dati per ricevere il pagamento del servizio: codice IBAN, nome della banca, indirizzo, comune, numero civico e CAP della filiale della banca, riferimenti del titolare del conto corrente (ragione sociale o nome e cognome). Il Responsabile della Comunicazione, Giuseppe Tedesco.

 

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Reggio di Calabria: “Nuova Solidarietà”, venerdì 15 l’Assessore Regionale Salerno ospite della prossima edizione di “Giovani in Campo”

(350) di Francesco G. Scopelliti. In un contesto cittadino, in cui la crisi economica accompagnata da una crisi morale, sta pervadendo ogni strato sociale, la redazione del giornale In Cammino, periodico di Nuova Soli-darietà, presenta una nuova edizione di “Giovani in Campo”.

 

Il format giornalistico, utilizzato dai giovani redattori di In Cammino, come cassa di risonanza delle esigenze provenienti dal territorio, continua nel suo intento di accorciare le distanze tra la comunità civile e le Istituzioni. Ospite della prossima edizione sarà l’On. Nazareno Salerno, Assessore Regionale al Lavoro, Formazione Professionale e Politiche Sociali. Si discuterà con lui sul tema: “Interventi sociali, lavoro e prospettive future.” L’incontro avrà luogo venerdì 15 novembre alle ore 18.00, presso il Salone della Casa della Solidarietà a Catona. *Ufficio Stampa Nuova Solidarietà.

 

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Comitato Cittadino della Piana: Condò “No alla chiusura dell’ospedale di Gioia Tauro, si al suo potenziamento”

(348) di Pina Condò. Riceviamo e pubblichiamo. Presidio ospedaliero Giovanni XIII di Gioia Tauro. Appena si entra è affissa una lettera. Leggiamola insieme: “Richiesta di incontro urgente con la direzione generale dell’Asp 5 (Agenzia Sanitaria Provinciale) di Reggio Calabria.

 

I medici del Presidio Ospedaliero di Gioia Tauro si rivolgono al Direttore generale dell’Asp 5 Reggio Calabria – Rossana Squillacioti – e al Dirigente sanitario del Presidio Ospedaliero di Gioia Tauro”. Nella lettera è scritto testualmente: “La pericolosa situazione di disagio professionale che coinvolge tutte le unità operative del Presidio Ospedaliero di Gioia Tauro ha raggiunto livelli di guardia non più accettabili. Sono carissime le carenze lamentate più volte – sia formalmente che informalmente – e mai risolte, e verso le quali sembra ormai esistere una forma passiva di assuefazione a più livelli. Con la presente si richiede un incontro urgente con la Direzione Aziendale all’interno del Presidio Ospedaliero di Gioia Tauro e si proclama lo stato di agitazione poiché è, seppur intollerabile , del tutto reale la possibilità che lavorare in tali condizioni possa esporre a rischio specie in casi di urgenza- emergenza, la vita dei pazienti che afferiscono al nosocomio di Gioia Tauro”. In cruda sintesi la gente della Piana di Gioia Tauro, rischia di morire, in caso di urgenza-emergenza, in quello che definisco “viaggio della speranza” verso l’ospedale più vicino. Lo definisco “viaggio della speranza” perché in quel viaggio bisogna sperare non solo che il paziente arrivi vivo, ma anche che una volta arrivato abbia garantito un posto letto per poterlo ricoverare, cosa che diventa sempre più difficile visto che Il governatore Scopelliti in veste di Commissario per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Calabria, continua nel tagliare posti letto con il rischio inevitabile di creare una situazione tale di ricoverati in esubero. Una signora al mio fianco, leggendo la lettera, esordisce dicendo: “Tanto ormai hanno deciso, ormai è tutto inutile, se ne fregano se non abbiamo una struttura che garantisca assistenza immediata, almeno fin quando non si realizzerà l’ospedale Nuovo di Palmi, tanto loro – riferendosi alla classe politica che ha preso tale decisione – sono “cittadini di serie A” ed i soldi per pagarsi la clinica privata li hanno!”. Parole arrendevoli e disilluse quelle della signora, che rispecchiano il pensiero e lo stato d’animo della maggior parte dei cittadini della Piana di Gioia Tauro e inoltre mi “giustificano” l’assenteismo, di pochi giorni fa in piazza Municipio a Gioia Tauro, dove c’era un collegamento con la trasmissione televisiva nazionale di rete 4, “Quinta colonna” ,che affrontava il tema “la salute in Italia” con tre collegamenti, uno dei quali proprio da Gioia Tauro. Durante la diretta, la parlamentare Anna Maria Bernini, seduta in studio, ha definito gli ospedali come quello di Gioia Tauro “Piccoli ospedali di morte sotto casa”. È da premettere che l’onorevole Bernini a Gioia Tauro non c’è mai stata e che molto probabilmente conosce le nostre realtà solo per sentito dire… Per rispondere a tali affermazioni c’è un commento fatto sulla pagina Facebook “No alla chiusura dell’Ospedale di Gioia Tauro” del signor Giuseppe Castaldo ,che non solo conosce la realtà dell’ospedale ma ha anche vissuto un’esperienza “positiva” tra quelle mura. Il commento è del 30 ottobre: “Visto che a volte alcuni di noi siamo abituati a lamentarci per la sanità in genere…Vorrei esternare la mia esperienza con l’ospedale di Gioia Tauro, per un intervento delicatissimo. Sono uscito dalla sala operatoria alle 9:20 circa con il sorriso sulle labbra, dopo che mi hanno fatto sentire a proprio agio scherzando e ridendo. Grazie davvero a tutti, siete persone straordinarie. Grazie al Direttore del reparto Dott. Zumbo Giuseppe (sia dal punto di vista professionale che per il suo lato umano)” .Il reparto in questione è quello di Urologia. Ed ecco che il “piccolo ospedale di morte sotto casa”, come lo definisce l’onorevole Bernini, si rivela un “piccolo ospedale di VITA” per il signor Castaldo, nonostante le condizioni di fortissimo disagio denunciate dagli stessi medici, figuriamoci se il Presidio di Gioia Tauro fosse potenziato, cosa potrebbe garantire ai cittadini della Piana in attesa che si realizzi il Nuovo ospedale di Palmi. Ed allora mi domando perché, per risanare il debito sanitario in Calabria, invece di chiudere reparti e tagliare posti letto creando fortissimi disagi a noi cittadini, non si interviene tagliando tutti i fitti passivi!? Scrivendo sul motore di ricerca Google la frase: “fitti passivi Rossana Squillacioti” il primo link che mi compare è in formato pdf, si tratta di una Relazione della Regione Calabria – Comitato Regionale di controllo contabile dal titolo: “Relazione sull’attività conoscitiva relativa al patrimonio immobiliare delle aziende sanitarie provinciali e delle aziende ospedaliere della regione Calabria”. Scorrendo, arrivo alla pagina 24 il cui il titolo dice: “ASP Reggio Calabria”, leggo e la cosa che mi salta subito all’occhio è la frase: “La situazione dei fitti passivi è abbastanza critica, in quanto l’elenco dei contratti di locazione passiva è piuttosto  consistente”. E ancora: “L’Azienda conduce numerosi immobili, esattamente 75, in locazione passiva che comporta una spesa superiore a € 1.676.904,30, visto che non per tutte le locazioni è riportato l’ammontare del canone”. Quindi la cifra effettiva è superiore a quella riportata poiché non contiene le spese dell’ex Asl di Locri. Continuando a leggere scopro che si spendono 280 mila euro all’anno di affitto per la sede del distretto ASP a Palmi, quando si potrebbero benissimo utilizzare gli immobili dell’ex ospedale di Palmi gratuitamente. E ancora: 40 mila euro all’anno vengono spesi per l’affitto dei locali per il Poliambulatorio di Gioia Tauro in via Venezia, quando invece si potrebbero utilizzare i locali dentro l’ospedale di Gioia Tauro, entrambe le strutture di proprietà dell’Asp 5. Ci domandiamo come mai tutti i buoni propositi si infrangono una volta che il politico di turno arriva alla tanto bramata “Poltrona”? Perché una volta arrivati e soprattutto una volta sedutici sopra, i nostri rappresentanti ci si aggrappano ad essa con mani e piedi e non c’è verso di farli alzare e quindi farli uscire da quei palazzi. Ho sempre sostenuto che per poter amministrare in modo giusto, i rappresentanti dei cittadini, devono vivere le condizioni dei cittadini. Cosa che in Italia difficilmente avviene, anzi avviene proprio il contrario. Un esempio? In Italia paradossalmente è il cittadino che rimborsa le spese mediche, non solo a parlamentari, ex parlamentari, senatori ed ex senatori, ma anche ai loro familiari e conviventi, si parla di 10 milioni di euro all’anno di rimborsi che vanno dalla cura omeopatica a quella termale al dentista. Appena insediatosi, il Presidente della Regione Calabria, Scopelliti, riferendosi al sistema sanitario aveva dichiarato: “Vogliamo dare alla Calabria un nuovo sistema sanitario che sia al passo con i bisogni della collettività perché la gente ha già pagato sulla sua pelle gli errori del passato”. Ma qual è la realtà ad oggi? La realtà è che la storia spesso non insegna ma si ripete e la gente continua a pagare gli errori del passato uniti agli orrori del presente, dove constatiamo passivamente che , qui da noi in Calabria, continua l’aumento delle tasse sanitarie ed un esempio è l’aumento dell’aliquota Irap dello 0,15% e quella dell’addizionale regionale IRPEF dello 0,30%. Quindi oltre il danno anche la beffa, non solo non si hanno le strutture ed l’assistenza garantita, ma in un piccolo comune calabrese si pagano più tasse che a Milano. Forse aveva ragione la signora che ho incontrato all’ospedale, quando parlava di cittadini di serie A e cittadini di serie B. Chiudo trascrivendo un post che il dott. Pizzimenti (Dirigente medico dell’ospedale di Gioia Tauro) ha scritto, sempre nella pagina “No alla chiusura dell’ospedale di Gioia Tauro”: “Io ci lavoro in Cardiologia a Gioia Tauro. Sono Dirigente Medico. Se dovessi scrivere di quante vite abbiamo salvato insieme ai colleghi del Pronto Soccorso intaserei Facebook. Basta solo questo… gente disperata, parenti disperati, intuizioni geniali da parte nostra e poi via a Catanzaro in Emodinamica. Un gran bel lavoro. Ed ora i nostri soliti burocrati mandano tutto a puttane. Mi dispiace per la povera gente che in noi aveva comunque un punto di riferimento. Mi dispiace davvero!”. Chiudere il Presidio di Gioia Tauro non è la mossa giusta da fare,il piano di rientro del Commissario/Governatore Scopelliti,deve adattarsi alle esigenze del singolo territorio,ci sarebbero tante spese inutili da tagliare e ridimensionare che permetterebbero di risanare.Chiudere il Presidio Giovanno XXIII di Gioia Tauro non risanerâ il debito,poichè si continuerebbe a spendere soldi per pagare chi è all'interno… inoltre priverá i cittadini di un'assistenza immediata che in una situazione di emergenza/urgenza é vitale… come sempre é il cittadino a pagare sulla sua pelle errori dirigenziali e di scelte politiche… Firmate la nostra petizione per dire NO ALLA CHIUSURA DELL'OSPEDALE DI GIOIA TAURO, SI AL SUO POTENZIAMENTO.

 

 

https://secure.avaaz.org/it/petition/No_alla_chiusura_dellOspedale_di_Gioia_Tauro_Si_al_potenziamento_degli_Ospedali_di_Gioia_Tauro_e_Polistena/?pv=3&mobile=1


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Il Gac dello Stretto dà il via ai nuovi bandi per valorizzare le coste e diversificare le attività economiche

(346) Diversificazione delle attività legate alla pesca e riqualificazione e sviluppo delle aree costiere. Questi gli obiettivi principali del Gac dello Stretto (Gruppo di azione costiera), lo strumento strategico di recente costituzione, indirizzato a concretizzare sul territorio le indicazioni dettate dall’Unione europea per lo sviluppo del settore.

 

La Calabria è la prima regione d’Italia a dotarsi di un coordinamento dei Gac presenti su tutto il territorio (Gruppo di azione costiera dello Stretto, Borghi marinari della Sibaritide, Costihera, Medio Jonio, Costa degli Dei, Perla del Tirreno), che avranno il compito di far fruttare i nuovi Feamp 2014-2020 (Fondi europei affari marittimi e pesca). Il Gac dello Stretto, presieduto da Antonio Alvaro, ha già adottato una serie di azioni volte a gestire al meglio la programmazione in atto del Fep 2007-2013 (Fondo europeo della pesca), sulla base di quanto emerso dall’importante riunione tenutasi di recente in Sardegna, che ha visto seduti a un tavolo tecnico lo stesso Alvaro, assieme ai delegati dei Gac d’Europa, della Commissione europea, del Mipaf e della Farnet (Fisheries areas network). Nell’ambito delle misure che rientrano nell’Asse IV per lo sviluppo sostenibile delle zone di pesca, il Gac dello Stretto, che opera nell’area del basso tirreno reggino, ha pubblicato tre importanti bandi. Due, con scadenza al 25 novembre, hanno lo scopo di diversificare le attività per gli imprenditori ittici, attraverso l’Ittiturismo e la Pescaturismo. Il primo intervento riguarda: ospitalità, ristorazione, servizi, ricreative e culturali. Tutte azioni finalizzate alla corretta fruizione degli ecosistemi acquatici e delle risorse della pesca, nonché, alla valorizzazione degli aspetti socio-culturali del mondo dei pescatori. Il secondo, relativo alla Pescaturismo, finanzia lavori di ammodernamento e adeguamento dei pescherecci per la navigazione costiera ravvicinata con illustrazione delle caratteristiche ambientali, biologiche, morfologiche e storico-culturali del mare e delle coste; dimostrazioni di pesca, iniziative didattico-informative; attività ricreative, ludiche, sportive, ristorazione a bordo o a terra. Infine, il terzo bando, con scadenza a metà dicembre, è rivolto sia agli enti pubblici, per gli interventi volti alla riqualificazione dei lungomari con alberature, discese a mare e sedute; sia agli enti privati per il “potenziamento diving centers e sport acquatici”. Particolarmente entusiasta del lavoro svolto il presidente del Gac Calabria e del Gruppo di azione costiera dello Stretto, Antonio Alvaro: “Siamo dinanzi a uno strumento strategico che permette di aprire nuovi canali turistici e che offre la possibilità di mettere in equilibrio tutti gli attori e gli elementi che caratterizzano il sistema costiero e della pesca, puntando a una vera riqualificazione. Ad oggi, si registra una significativa risposta ai bandi da parte dei numerosi operatori del settore, a testimonianza della loro fiducia in tale strumento per un rilancio economico”. “Siamo fiduciosi – ha aggiunto il direttore del Gac dello Stretto, Fortunato Cozzupoli – che questo strumento sarà un’importante occasione di sviluppo per la nostra area, e ci permetterà, nel contempo, di migliorare la qualità di vita sul territorio”.

 

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: Bombino “Solidarietà a Dattola ed a Siclari”

(338) “Esprimo la mia solidarietà e manifesto la mia vicinanza al Presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Lucio Dattola, e al Presidente dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili della provincia di Reggio Calabria, Francesco Siclari”.

 

Il Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Giuseppe Bombino, condanna con forza i gravissimi atti diretti ai due importanti esponenti della società civile reggina: “L’indignazione è massima e assoluta nei confronti di tali vili attacchi alla legalità e alla democrazia – continua il Presidente Bombino – in un territorio che lotta per recuperare la propria dignità, onestà e integrità attraverso un percorso di legittimità e liceità portato avanti da tanta parte della popolazione, che opera ogni giorno per creare e costruire un nuovo corso della storia reggina. La città intera, insieme alle istituzioni e ai propri rappresentanti, dia un forte e certo segnale di ferma condanna verso ogni tipo di minaccia alla società civile che opera nella democrazia e nella legalità”.

 

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Reggio di Calabria: Confcommercio esprime solidarietà al Presidente A.N.C.E. Francesco Siclari

(332) La Confcommercio di Reggio Calabria esprime solidarietà al Presidente provinciale dell’A.N.C.E. Francesco Siclari, e alla sua famiglia, per l’atto subito la notte scorsa.

 

Un ennesimo gesto intimidatorio ha colpito il Presidente dell’Associazione nazionale costruttori e per questo motivo la Confcommercio intende manifestare piena vicinanza al Collega. A Reggio Calabria la situazione si fa sempre più preoccupante. La criminalità ancora una volta colpisce i rappresentanti delle varie categorie che ogni giorno lottano per la tutela della legalità e l’affermazione del diritto al lavoro. Il Presidente, Giovanni Santoro.

 

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Reggio di Calabria: nuova intimidazione agli amministratori reggini. Confcommercio vicina al Presidente della Camera di Commercio Lucio Dattola

(333) Solo poche ore fa la Confcommercio di Reggio Calabria aveva espresso la sua vicinanza a Francesco Siclari, presidente provinciale dell’A.N.C.E. per il grave atto intimidatorio subito la notte scorsa.

 

Adesso a distanza di così poco tempo apprendiamo un’altra, l’ennesima, notizia che questa volta coinvolge invece, il Presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Lucio Dattola. Al Dott. Dattola giungano le nostre parole di conforto e la nostra vicinanza. Solo ieri la Camera di Commercio da Lui presieduta aveva illustrato una serie di iniziative tese alla creazione di una rete antiracket per le imprese. Confcommercio quindi intende ribadire il sostegno al Presidente Dattola, all’ente che amministra, dichiarando sempre di più la propria disponibilità ad unirsi nella strada che porta al ripristino della legalità e contro il potere del malaffare che oggi più che mai attanaglia il settore del commercio e dell’imprenditoria reggina. Il Presidente, Giovanni Santoro.

 

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Reggio di Calabria: intimidazione a Dattola, Confesercenti ed SOS Impresa al suo fianco

(334) I presidenti di Confesercenti Reggio Calabria e SOS Impresa, esprimono la propria solidarietà al dott. Lucio Dattola, Presidente della Camera di Commercio reggina,

 

per il danneggiamento subito con l’incendio della sua automobile. Questi gesti criminali devono essere rigettati con forza, scrivono i presidenti delle due associazioni, perché sono veri e propri atti di violenza mafiosa. Troppi cittadini e amministratori calabresi sono costretti a subire questo tipo di intimidazioni nell’ambito del proprio impegno. Speriamo si faccia piena luce su questo ennesimo episodio, e si spezzi la spirale di illegalità, che soprattutto in questi ultimi giorni, attanaglia imprenditori e territorio. Confidiamo nelle forze dell’ordine per fare piena luce su questi atti di violenza e minacce  e nel contempo esortiamo il Presidente Dattola, unitamente a tutti gli altri imprenditori, a non arrendersi e a continuare nel suo lavoro con coraggio e determinazione. Confesercenti ed SOS Impresa saranno sempre al suo fianco.

 

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Reggio di Calabria: la S.a.t.i. vicina al Presidente della Camera di Commercio Dattola

(335) Gli eventi incresciosi di questi ultimi giorni che hanno profondamente colpito due personalità reggine distintesi per l’impegno profuso in ambito professionale dovrebbero far riflettere la cittadinanza

 

sull'esistenza di soggetti che agiscono contro il bene della città. In particolare, intendo esprimere la mia sentita vicinanza al Presidente della Camera di Commercio Lucio Dattola, incoraggiandolo a non lasciarsi sopraffare da certe avversità e a continuare a credere in quei principi che lo hanno portato ad essere un modello di integrità per l'intera comunità civile. Ivano Nasso, Amministratore Unico S.a.t.i. srl.

 

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Lettera al Direttore: quando si è creditore delle Istituzioni è un calvario. Salvatore Strangi “Sig.ra Squillacioti, pur non avendo io le opportune conoscenze, paghi quanto dovutomi da 3 anni!”

(331) Riceviamo, pubblichiamo e…

Sig.ra Squillacioti, buongiorno

sono il Dr. Salvatore Strangi, Consulente del Tribunale di Palmi dal quale sono stato incaricato di svolgere diverse CTU per ricostruzioni contabili di differenze retributive avviate da dipendenti di codesta Azienda Sanitaria.

 

Svolgo tali incarichi a partire dal 2009 e per taluni di essi, per i quali  il Tribunale ha posto a carico di codesta ASL le relative spese, ho inoltrato richiesta di giusto pagamento con invio anche delle relative fatture. Quelle rimaste ancora non pagate, sono le seguenti 5, per il cui saldo mi vengono rappresentate (sic!) da parte degli uffici di D.G. di codesta ASP (per ultimo il 14.10.2013 pomeriggio), delle situazioni a dir poco, paradossali, assurde, kafkiane (se non ricorda il termine o non lo conosce, se ne faccia spiegare il significato da qualcuno, non è un'offesa alla sua cultura o intelligenza, è che i manager come lei a volte non si ricordano bene di certe analisi, presi come sono da cose molto importanti e Kafka, poveretto, rimane lì…), dicevo, vicende che cozzano non solo con la corretta gestione della P.A., ma a mio modesto avviso possono integrare anche gli estremi di comportamenti omissivi (da parte di chi li ha attuati) penalmente rilevanti; ma di questo se ne occuperà sicuramente il Giudice in sede penale che andrò a interessare. Ecco i dettagli: 1) Sentenza n. 1384/2010 per la cui ctu redatta ho emesso la fattura di € 380,10 al lordo in data 9.11.2010 esattamente TRE anni addietro e per la quale c'era già stata proposta di delibera n. 323 del 2.3.2011; a distanza di anni dopo ripetuti solleciti, pomeriggio del 14 c.m. un solerte funzionario della D.G. mi comunica che per tale pagamento non vale più quella proposta (proprio così !)  ma se ne deve fare un'altra con i connessi tempi tecnici per il relativo pagamento (tradotto in termini popolari, significa mesi a venire per una persona normale come me); 2) Sentenza n. 1361/2010, con fattura emessa per € 381,00 per la quale c'é stata una proposta n. 324 del 2010, identica cosa della precedente; 3) Sentenza n.702 / 2011 per la cui ctu redatta ho emesso fattura di € 430,40, c'è stata la proposta n. 650 del 22.06.2011, identica cosa delle precedenti; 4) Sentenza n. 231/2012 per cui ho redatto la fattura di € 479,80 rimessa a codesta ASP in data 17.10.2012 con racc. AR n. 21312493 (insieme con la documentazione di cui alla fattura sotto riportata al seguente n. 5) e regolarmente ricevuta dai competenti uffici,  SE NE SONO PERSE LE TRACCE NEL SENSO CHE NESSUNO DEGLI IMPIEGATI DA ME CONSULTATI  SA DOVE SIA ANDATA A FINIRE; 6) Sentenza n. 1995/2011 per cui ho redatto fattura di € 671,90 il 18.01.2012 (poi rettificata il 16.10.2012 in € 793,70 per intervenute variazioni fiscali), liquidatami per un importo non corrispondente al credito vantato, con bonifico pervenutomi in data 22.10.2013 (proprio ieri !!). Non sono qui ad importunarla riepilogando le circa 200 (diconsi DUECENTO) telefonate da me fatte tendenti ad ottenere il pagamento delle mie spettanze, durante le quali mi sono sentito più volte umiliato pur richiedendo cose mie legittime, e pensi poi come mi sia potuto sentire quando qualcuno dei suoi collaboratori mi disse di venire di persona lì e fare un pò di anticamera da lei, perchè è lì che avrei risolto il problema (ovviamente il malcapitato oltre un sostenuto rimprovero, ha ricevuto un vaffa di quelli da stadio ); son qui però per dirle solamente, citando un esempio che indirettamente mi riguarda, quanto si è partigiani, tracotanti e prepotenti in qualche settore presso codesta Azienda: delle spese di ctu a me spettanti, i cui dettagli ho riportato sopra al n. 5, mi sono state già liquidate proprio ieri, insieme con quelle del dipendente interessato (mandato n.16402-delib.n.482) che probabilmente avrà avuto … i suoi buoni uffici per sollecitare tale liquidazione (anche se con errore da parte di codesti uffici per un importo non esatto, per la fretta forse dettata dalla celerità inconsueta); ma comunque non è tanto quest’aspetto dell’errore che importa, quanto invece, che ciò è sintomatico del fatto che se c'è qualcuno che sollecita, che possiede le giuste conoscenze, le liquidazioni si effettuano, altrimenti rimangono ferme per anni (e per le mie, siamo ancora al primo triennio!!!!). Mi chiedo, cosa hanno fatto i responsabili dell'ufficio personale, di quello proposte delibere e ragioneria, per fare scorrere correttamente le priorità, se lo chiede lei questo di tanto in tanto ? e per tornare al caso, vediamo se ci riesce, se è all'altezza di verificare il perchè di questa fretta a liquidare le spettanze di cui le ho detto, lasciando indietro anni di altre liquidazioni precedenti, sarà forse lei in grado di intervenire presso quell'aitante autore della marachella della liquidazione al creditore più recente…ne dubito!!! Ma le vorrei anche chiedere, non prova vergogna a sentire che avvengono queste cose, nella qualità di amministratore apicale unico di quest'Azienda che l'ha vista competere in mille battaglie giudiziarie a difendere e/o a conquistare codesto posto ambito da tanti? Ma non prova vergogna ad incassare le migliaia di euro al mese per le sue spettanze stipendiali/manageriali quando c'è chi, come me, che attende da anni una liquidazione di spettanze molto più modeste?, forse finora non ne era a conoscenza, altrimenti…!!! Ma non si sente non realizzata per l’incarico ricevuto, a sedersi in quell’ufficio che notoriamente e quotidianamente è destinatario di proteste della utenza, dei dipendenti (la cui totalità – salvo poche eccezioni – è fatta di lavoratori attenti e coscienziosi) e delle Istituzioni locali, che guarda caso accusano i vertici di inefficienza e/o di non proficua amministrazione, senza potere incidere nemmeno su situazioni paradossali come queste che le ho detto? Ma lei ritiene sia normale per un creditore attendere circa tre anni per ottenere il pagamento di proprie legittime spettanze? Le sue spettanze, di grazia, sono in arretrato? Mi chiedo ancora (e termino con le domande) se racconta alla propria famiglia ed ai propri collaboratori cosa ha fatto di buono ad ogni giornata per quest'Azienda e per le popolazioni purtroppo da lei amministrate, senza badare solo ed esclusivamente ad una pseudo produttività sul cui altare sacrificare tutto!!! Io sono, mio malgrado, per traslato di posizioni e di tempi, un suo suddito, dal punto di vista amministrativo/sanitario, ma mi creda che non le riconosco proprio le qualità per così dire regali. Le aggiungo infine, che già in data 22.11.2011 tramite l’Ufficiale Giudiziario di Palmi avevo notificato a codesta Azienda la richiesta e il sollecito di pagamento delle mie spettanze. Con i risultati che le ho riepilogato. Assuefatto a queste angherie ??? ma proprio NO ! Le auguro di stare bene in salute, principalmente, e di andare a … fare tanta produttività aziendale. Dr. Salvatore Strangi. Gioia Tauro, 23.10.2013.

…, ad ogni buon conto, ricordiamo: Il Corriere della Calabria, 28 febbraio 2013: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/12723_la_squillacioti_verso_le_dimissioni/; Il Corriere della Calabria, 28 marzo 2013: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/13454_la_procura_di_catanzaro_apre_un_fascicolo_sulla_squillacioti/; Il Dispaccio, 24 aprile 2013: http://www.ildispaccio.it/reggio-calabria/20676-pasquale-tripodi-sferza-scopelliti-sull-ospedale-di-melito-porto-salvo-e-attacca-la-dirigenza-dell-asp-non-ha-requisiti-ex-lege; Il Corriere della Calabria, 29 aprile 2013: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/politica/14242_come_ti_cambio_la_sanit_nominando_i_miei_amici/; Il Dispaccio, 29 aprile 2013: http://www.ildispaccio.it/dossier/20867-il-reggino-monteleone-racconta-per-report-il-sistema-calabria-della-sanita; Il Corriere della Calabria, 31 maggio 2013: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/politica/15066_gli_incompatibili_della_sanit/; Il Corriere della Calabria, 25 luglio 2013: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/16494_manager_incompatibili_invito_a_comparire_per_squillacioti_e_orlando/; Il Corriere della Calabria, 04 agosto 2013: http://www.corrieredellacalabria.it/stories/Politica/16719_caso_squillacioti_laut_aut_del_dg_orlando/.

Il Direttore risponde. Egregio dr. Strangi, ho ricevuto la Sua lettera giratami per cortesia e, so, inoltrata anche al Ministero della Salute ed al Governatore on. Scopelliti. Dopo la garbata conversazione di ieri, la Sua vicenda non fa altro che rafforzare in me la certezza che, in Italia, c'è moltissima gente che vive tra mille difficoltà anche perchè creditore nei confronti dello Stato e delle sue Istituzioni periferiche. Ricordo qualche tempo fa un servizio giornalistico che, più o meno, titolava così "Chiuso per crediti". In sostanza, tra le migliaia di aziende che quotidianamente abbassano le proprie saracinesche, oltre che per i debii accumulati anche per pagare le tasse, ve ne sono alcune che chiudono perché non ricevono in tempi utili quanto spettantegli proprio dalle casse statali. Lei è un libero professionista ma la Sua storia è assimilibile a quelle di tantissime persone perbene che, vantando crediti – non da privati ma dallo Stato – sono costretti quasi ad urlare affinché gli venga riconosciuto un proprio diritto. L'Italia non è certo più un Bel Paese, questo lo sappiamo tutti, e si figuri se mai lo possa essere la Calabria che di esso è uno spaccato dove, a volte, tutto viene amplificato per le notorie sue contraddizioni. E' evidente che ciò che chiede Le spetta di diritto ma, ahinoi, la parola "diritti" l'ascoltiamo nelle campagne elettorali in cui tutti si riempiono la bocca demagogicamente salvo poi fottersene pensando ai propri interessi. Gentile dr. Strangi, personalmente, da anni ormai, ho cominciato a dubitare e ad avere sempre meno fiducia in quelle che una volta con rispetto si chiamavano Istituzioni. Quotidianamente vivo sulla mia pelle di semplice cittadino, direttamente o indirettamente, ingiustizie sociali al limite dell'immaginazione. Leggendo i giornali o guardando i telegiornali a volte resto basito dal lerciume che mi/ci circonda. Ovunque mi volti vedo, purtroppo, malaffare, truffatori, corruzione, abusi, violenze (anche e soprattutto psicologiche) e sempre più distante il significato della parola "diritto". Ciò che ci tocca c'è sempre qualcuno pronto a farcelo passare come un favore. Parrebbe che abbiamo solo doveri, mai diritti. In ogni ambito veniamo vessati, offesi nella nostra dignità, quasi mortificati. Ha fatto bene a scrivere a chi di dovere, farà ancora meglio a denunciare chi le sta causando un danno patrimoniale e psicologico. Vede, dr. Strangi, sebbene spesso l'interrogativo mi baleni in mente sempre più insistentemente, la Giustizia con la G maiuscola esiste. Troppo spesso non si vede, ma c'è! Forse, e sottolineo forse, è questo l''ultimo baluardo in cui credere. Cordialmente. Maurizio Gangemi.

(Foto: in alto Rosanna Squillacioti – fonte www.corrieredellacalabria.it; in basso la lettera ricevuta dal dr. Salvatore Strangi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Confesercenti: “Il sistema pensionistico ENASARCO degli agenti di commercio oltre la riforma del 2011”, preoccupazioni e proposte

(330) La Federazione Italiana Agenti Rappresentanti di Commercio aderente a CONFESERCENTI  con il contributo  della Fondazione Giacomo Brodolini, la Scuola Europea di Relazioni Industriali e l’Università di Roma Tor Vergata ha presentato presso il Dipartimento di Diritto ed Economia delle Attività Produttive dell’Università Sapienza di Roma, una ricerca sull’assetto pensionistico degli agenti di commercio e sulle sue prospettive future.

 

Un lavoro rigoroso e puntuale che partendo da dati aggregati di fonte INPS ha realizzato una valutazione, per definire in divenire uno scenario che descriva nel modo più compiuto possibile aspetti e prospettive del nostro sistema pensionistico con particolare attenzione, quello “integrativo”, quale è l’ENASARCO. Il cuore della questione rimane quale siano le potenzialità dell’ENASARCO partendo dal presupposto che ci troviamo di fronte a un sistema previdenziale: di categoria,  integrativo, perché a sostegno del primo pilastro quale è quello fornito dall’INPS; contributivo, perché calcolato sul monte dei contributi effettivi versati; a ripartizione, perché i versamenti contributivi sono a diretto sostegno dei trattamenti previdenziali in essere a promessa intergenerazionale delle tutele da garantire. Ma al centro dell’attenzione ci sono anche le sue criticità in quanto la sua “salute” è direttamente correlata al numero dei suoi iscritti e alla dimensione e continuità dei loro versamenti. Ovvero, in conclusione, la sostenibilità dei bilanci di gestione e l’adeguatezza delle pensioni future. L’analisi economica,  ha tracciato le traiettorie lavorative e provvigionali degli iscritti simulandone le future prestazioni pensionistiche per poi concentrarsi sulle prospettive dell’attuale sistema previdenziale e concludere a seguire con suggerimenti a descrivere scenari di possibili assetti futuri della previdenza per gli agenti. Il primo risultato della riflessione avviata investe la posizione dell’ENASARCO nel sistema previdenziale attraverso l’ipotesi di 3 scenari in cui il primo prevede il suo confluire nel sistema INPS, il secondo un percorso inverso, dove questo è destinato a diventare unica cassa contributiva della categoria e di conseguenza primo pilastro del trattamento contributivo degli agenti e la terza (la più complessa visti gli alti costi di realizzazione) il trasformarsi del soggetto da ente che opera con sistema a ripartizione a soggetto a capitalizzazione usando un assetto proprio ai fondi previdenziali integrativi più moderni. Rimane tema centrale l’aumento della massa contributiva sia intesa come numero della platea degli aderenti sia come entità del monte contributivo previdenziale perseguibile attraverso normative dedicate volte ad aumentare il parco delle tipologie professionali contemplate dal sistema e alla messa in essere di strumenti di incentivazione alla contribuzione. La ricerca dell’equilibrio finanziario a breve-lungo periodo ha evidenziato punti di criticità sull’adeguatezza delle prestazioni previdenziali e sull’incremento del costo del lavoro che si riflettono in prospettiva su come si pagheranno le pensioni future e su quale sarà l’impatto dell’accentuarsi della pressione contributiva che si sviluppa sul doppio canale INPS/ENASARCO. FIARC-CONFESERCENTI comunica, inoltre, le novità riguardanti l’ aggiornamento del REA. Con circolare Ministeriale n. 3662/C indirizzata a tutte le Camere di Commercio d’Italia si è chiarita la posizione di tutti coloro che avrebbero dovuto aggiornare la propria posizione al REA entro il 30 settembre scorso, ma ancora non avevano provveduto. Per chi non avesse provveduto all’aggiornamento, le Camere di commercio dovranno avviare il procedimento di inibizione alla prosecuzione dell’attività. All’agente colpito da tale procedimento sarà assegnato un congruo termine per conformarsi, cioè per provvedere all’aggiornamento del REA, pagando una multa. Chi non provvederà non potrà più svolgere l’attività; qualora, invece, proseguisse l’attività di agente, verrà considerato, a tutti gli effetti, un abusivo. Chi invece si adeguasse alla normativa in ritardo rispetto alla data del 30 settembre, ma prima dell’avvio del procedimento di inibizione, pagherà una multa per il ritardo. Per approfondire l’argomento, qualora foste interessati, rivolgetevi con fiducia ai nostri uffici presso le sedi provinciali della FIARC-CONFESERCENTI. Ufficio Stampa.

 

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Reggio di Calabria: importante sentenza del Giudice di Pace dopo il ricorso dell’avv. Comi

(329) Una interessante ed innovativa sentenza, che ha accolto un ricorso dell’Avv. Francesco Comi, è stata emessa dal Giudice di Pace di Reggio Calabria dr. Ercole Fontana nei confronti della Polizia Municipale reggina.

 

Era accaduto che un cittadino, affetto da gravissimo handicap, ancora in giovane età e molto conosciuto per avere svolto attività sportiva, si era dovuto recare sulla Piazza Camagna, presso una agenzia bancaria, accompagnato e sorretto, a bordo della propria autovettura, da una stretta congiunta. Senonchè, all’uscita dell’istituto, aveva l’amara sorpresa di ritrovarsi una contravvenzione malgrado fosse ben visibile sul parabrezza il contrassegno di autorizzazione quale invalido. "Si costituiva, senza alcun pudore – commenta l’Avv. Comi – il Comune di Reggio Calabria, sostenendo la tesi secondo cui la contravvenzione sarebbe stata legittima atteso che il “contrassegno invalidi” consente di potere circolare e sostare purchè ciò non costituisca grave intralcio al traffico”. L’Avv. Francesco Comi sosteneva, nell’articolato ricorso, la gravità dell’accaduto non nuovo da parte dei Vigili Urbani i quali, malgrado Piazza Camagna, fosse deserta, ovvero occupata da qualche autovettura – non contravvenzionata -, i tutori dell’ordine “prendevano di mira” quella del malcapitato cittadino – diversamente abile e con il contrassegno ben visibile – che, appariva ovvio, non aveva creato alcun intralcio. Aggiungeva l’Avv. Comi come "l’assurdità e la gravità dei loro comportamenti non si  limitava alla contravvenzione ma, allorquando, usciti dalla banca, ed accortisi “de visu” della impossibilità di deambulare da solo, se non sorretto dalla congiunta, lo “miracolavano” e quali “Madonna di  Fatima” ne sostenevano arrogantemente come invece, avrebbe ben potuto raggiungere l’istituto di credito muovendosi liberamente. L’Avv. Comi concludeva per l’annullamento della contravvenzione e invocava lo stato di necessità totalmente accolto. "La sentenza del dr. Ercole Fontana – commenta l’Avv. Comi – è da ritenersi ancor più interessante ed innovativa allorchè il Giudice di Pace in sentenza lancia un severo “monito ed invito alle autorità competenti affinchè vigilino sui comportamenti dei loro sottoposti, non essendo sufficiente l’accoglimento del ricorso e la condanna alle spese, in presenza di casi talmente clamorosi che mortificano il cittadino, già colpito duramente dalle proprie condizioni di vita, come già avvenuto in altri casi analoghi"".

 

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Reggio di Calabria: associazioni di consumatori e Comune discutono di acqua e nuovo regolamento idrico

(328) Lunedì 14 ottobre nei locali di palazzo San Giorgio si è svolto il previsto incontro tra le associazioni rappresentative dei cittadini e una delegazione municipale incaricata dalla Commissione Straordinaria, per discutere di servizio idrico, un argomento di particolare rilievo per le famiglie reggine dopo il sensibile aumento delle fatturazioni dei consumi d’acqua e l’entrata in vigore del  nuovo regolamento.

 

Hanno partecipato a tale incontro, l’Avv. Giovanni Violi per  l’Uppi, Saverio Vespia per l’Adiconsum, Francesco Puleo per l’Adoc, Giuseppe Macrì per la Federconsumatori, l’Avv. Grazia Iracà in rappresentanza della camera tributaria di Reggio Calabria, l’associazione Confesercenti e l’Avv. Saverio Cuoco per l’Unione Nazionale Consumatori Calabria. Preliminarmente le associazioni hanno chiesto il prolungamento del termine (già scaduto il 09 ottobre 2013) almeno fino al 31 dicembre 2013 per la regolarizzazione e l’adeguamento delle forniture esistenti, per non incorrere nel pagamento di costi aggiuntivi e sanzioni amministrative. Ciò consentirebbe alle famiglie reggine di poter ottemperare nel migliore dei modi e con più tranquillità a regolarizzare eventuali forniture idriche non conformi al dettato del nuovo regolamento, considerato che lo stesso entrato immediatamente in vigore, non ha previsto un periodo transitorio prima della sua efficacia. Su tale aspetto la delegazione comunale si è dichiarata disponibile a valutare positivamente un eventuale differimento di tale termine. La discussione è proseguita successivamente su parecchi aspetti del nuovo regolamento idrico contestati dalle associazioni presenti e sui quali si è sviluppato un ampio ed articolato dibattito. Per i soggetti deboli (pensionati al minimo, disoccupati, cassintegrati, ecc.) è stata chiesta espressamente l’adozione di una fascia sociale che consenta l’erogazione di un minimo quantitativo di acqua a costo zero per le indispensabili necessità igieniche e salutari degli stessi. Sono state prese in considerazione le tariffazioni per le somministrazioni d’acqua da fornire agli immobili adibiti in modo misto sia ad abitazione che allo svolgimento di attività professionali  e/o artigianali. Ulteriori approfondimenti hanno riguardato: l’autorizzazione alle installazioni delle autoclavi tramite la sola dichiarazione sostitutiva del richiedente, il costo degli allacci alla rete idrica dei relativi contatori e l’eventuale predisposizione di un elenco degli idraulici autorizzati alle suddette installazioni. Sulla voltura dei contatori, l’avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria è stato categorico, nessun onere economico dovrà gravare per le morosità pregresse, su coloro che subentrano nel possesso di un’abitazione a qualsiasi titolo (proprietà, possesso, comodato immobiliare, diritto di abitazione, ecc.), così come disposto dall’AGCM con decisione del 26 Giugno2013 su ricorso dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria. Infine, alla stregua di quanto avvenuto in precedenza per gli anni 2005-2009 a seguito delle innumerevoli sentenze di condanna emesse dai Giudici di Pace, su ricorsi inoltrati dall’Unione Nazionale Consumatori Calabria, è stata ribadita la richiesta di dimezzamento delle bollette del canone idrico, in considerazione dell’alto tasso di salinità contenuto nell’acqua erogata. Su tale dimezzamento più volte promesso dalla rappresentanza commissariale al Comune di Reggio Calabria e sull’omesso dimezzamento del canone nelle zone in cui con ordinanze della Commissione Straordinaria è stata dichiarata la non potabilità dell’acqua (Concessa di Catona, Arasì, Ortì, Pellaro, Archi, Gallico,ecc), la delegazione comunale ha ribadito che, pur in presenza della delibera n° 181 del 29.08.2013 che prevede tale decurtazione, al momento non è stato possibile procedere in tal senso, per i ritardi dell’Ufficio Tecnico nell’individuare e comunicare le zone, ovvero le strade che hanno diritto a beneficiare di tali riduzioni, in quanto penalizzate nella erogazione dell’acqua. Stante l’importanza, la complessità e la pluralità degli argomenti da trattare ed il protrarsi  oltremodo dell’incontro, lo stesso proseguirà il 28 Ottobre presso il Comune di Reggio Calabria. Il Presidente Regionale, avv. Saverio Cuoco.

 

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Reggio di Calabria: Maradona ed il gesto dell’ombrello, l’avv. Comi “L’ipocrisia dei politici di turbo”

(327) dell'avv. Francesco Comi. Il caso Maradona ha suscitato e suscita ragioni ipocrite dei vari politici di turno che fingono di scandalizzarsi sul gesto dell’ombrello. Non entro ovviamente in merito se Maradona debba o meno la considerevole somma chiestagli dal Fisco.

 

In ogni caso, a fronte delle disgustose, triviali trasmissioni Tv (Fazio è tra i più garbati e composti) e volgari sceneggiate di politici e non, cosa si vuole che sia l’ironico gesto dell’ombrello che altro non rappresenta che uno spontaneo gesto (seppur criticabile) di un personaggio ormai aduso a trasformarsi in attore e come tale può oggi essere considerato. Non dimenticando che ha vissuto a Napoli dove è nata la ‘pernacchia’ del grande Totò. Grave offesa di Stato! Suvvia! E dei ‘ladroni di Stato’ cosa ci dicono Brunetta e compagni? Laddove non si muove un dito per il recupero delle somme sottratte agli italiani e con cui altro che centinaia di case popolari si sarebbero potute costruire. Similitudine attinta da uno dei tanti ‘santoni’ che così ha affermato riferendosi alle somme dovute da Maradona.                                                                 

 

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Fortunato Spinella: “La morte di mio zio è dovuta alla malasanità, alla malagiustizia o ad altro?”

(326) Riceviamo e pubblichiamo. Salve, sono Spinella Fortunato, vi scrivo riguardo la drammatica vicenda che ha visto coinvolto mio zio Vadalà Antonino morto in carcere il 16 ottobre intorno alle 7 per incapacità giudiziarie e altrettante insoddisfacenti cure mediche lontano dalla sua famiglia alla quale non è stata data nemmeno la possibilità di un'ultima carezza.

 

Di seguito farò un breve quadro delle varie fasi degli ultimi periodi di questo avvenimento tragico che purtroppo ha segnato ancora più pesantemente coloro che si sono trovati disarmati di fronte alle decisioni della magistratura che non ha concesso l'autorizzazione alle cure e ne tanto meno il permesso alla famiglia(al figlio detenuto in particolare con la motivazione di "non sussistenza di pericolo di vita") di poter vedere il proprio caro prima che la situazione diventasse irreversibile. Nell’agosto del 2013, presso la Casa Circondariale di Melfi, viene diagnosticata al sig. Vadalà una "lesione espansiva a livello dell'angolo pontocelebrale di sx, di 2° grado intra e extracanicolare necessitando di RADIO TERAPIA e di continui controlli c/o presidi sanitari esterni" (documentazione sanitaria del carcere di Melfi); dal 29.08.2013 al 04.09.2013 viene ricoverato presso l'Ospedale San Carlo di Potenza, ove gli viene prescritto: “TRATTAMENTO RADIANTE"; il 04.09.2013 rientro (inspiegabile) del detenuto presso la Casa Circondariale di Melfi; il  05.09.2013 il difensore inoltra al Magistrato di Sorveglianza di Potenza, per il tramite della Casa Circondariale di Melfi, istanza per il rinvio dell'esecuzione della pena e chiede, in via subordinata, la concessione degli arresti domiciliari o, comunque, il ricovero in una struttura ospedaliera altamente specializzata; nei giorni successivi il detenuto rimane presso la Casa Circondariale di Melfi; il 17.09.2013: il detenuto viene ricoverato presso I.R.C.C.S. di Rionero in Vulture. L'Istituto rileva che: "la tecnica stereotassica che siamo in grado fornire non rappresenta l'optimum per la patologia in questione che per le caratteristiche dimensionali vede nella cyberknife l'opzione di cura ottimale. Qualora il paziente non possa fruire della metodica dinanzi citata, rimane aperta la nostra opzione e la nostra disponibilità a procedere.. in data di domani… dopo opportuna sedazione… si effettuerà centraggio TC, fase che prelude al trattamento di cui sopra ma non preclude l'altra opzione, ossia la cyberknife"; il 18.09.2013 il Magistrato di Sorveglianza di Potenza rigetta la richiesta di differimento dell'esecuzione della pena, o di arresti domiciliari, o di ricovero in struttura altamente specializzata, già presentata dal difensore il 05.09.2013 e dispone l'eventuale trasferimento di Vadalà Antonino IN ALTRA STRUTTURA CARCERARIA; in seguito rientro (inspiegabile) del detenuto presso il carcere di Melfi; il 22.09.2013 il detenuto viene trasferito presso il carcere di Secondigliano; qualche giorno dopo il detenuto viene trasferito presso l'Ospedale Cardarelli di Napoli; 25.09.2013: il difensore (dopo aver personalmente constatato, in Ospedale, le STRAZIANTI condizioni di salute del proprio assistito) inoltra al Magistrato di Sorveglianza di Napoli nuova istanza di rinvio dell'esecuzione della pena o, comunque, di trasferimento del detenuto in una struttura ospedaliera altamente specializzata; nei giorni successivi il detenuto viene trasferito presso il reparto di rianimazione dell’Ospedale Cardarelli; nei giorni successivi il detenuto viene trasferito presso l'Ospedale Pellegrini (reparto rianimazione);  il 02.10.2013 il difensore sollecita il Magistrato di Sorveglianza di Napoli ad evadere la richiesta di differimento dell'esecuzione della pena già pendente dal 25.09.2013; il 03.10.2013 il Magistrato di Sorveglianza di Napoli rinvia provvisoriamente l'esecuzione della pena per gravi motivi di salute; nei giorni successivi il paziente, ormai affetto da gravissime complicazioni (polmonite, convulsioni), rimane ricoverato presso il reparto di rianimazione dell'Ospedale Pellegrini di Napoli; il 16.10.2013, alle ore 07,10, il sig. Vadalà muore. Riassumendo: sin dal mese di agosto 2013 il detenuto avrebbe avuto necessità di "radio terapia e continui controlli c/o presidi sanitari esterni". La radio terapia (o eventuale diversa tecnica d'intervento) non è mai stata praticata. Il paziente dopo circa 2 mesi di sofferenze ha perso la vita.

 

 

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: domani conferenza stampa su “La Regione investe nei Parchi e nelle aree interne”

(311) di Chiara Parisi. Domani mercoledì 9 ottobre 2013 alle ore 12.00 presso Villaggio De Leo (S.P.2 ex S.S.183 – Sant’Eufemia d’ Aspromonte – RC) si terrà una conferenza stampa dal tema: “La Regione investe nei Parchi e nelle aree interne”.

 

Parteciperanno: Michele Trematerra – Assessore Reg. all’Agricoltura, Foreste e Forestazione; Giuseppe Zimbalatti – Dirig. Gen. Dipartimento Agricoltura, Foreste e Forestazione; Giuseppe Bombino – Presidente Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte; Tommaso Tedesco – Direttore Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte. Sarà presentato l’importante finanziamento di oltre un milione di euro, concesso dalla Regione Calabria all’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte con il P.S.R mis.227, per l’esecuzione di interventi sulla rete sentieristica, l’installazione della tabellazione nella riserva naturalistica integrale e la realizzazione di un museo botanico presso il Centro Visita dello Zomaro. Tanti i Comuni ricadenti nell’area Parco interessati a tali interventi: Africo, Bova, Cittanova, Mammola, Oppido Mamertina, Samo, San Luca e Staiti.

 

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