Terrearse LAB: “Chiediamo spaz per i nostri progetti. La città è piena di edifici abbandonati e di giovani con buone idee”

(419) Nella città di Reggio Calabria spazi pubblici destinati alla socialità e allo sviluppo di percorsi economici, culturali e sociali con un forte impatto innovativo e creativo nellinterazione dei cittadini territorio

 

ne esistono pochissimi e ancora più rari sono quelli frutto davvero di un processo dal bassocon la cittadinanza protagonista. Nellultima dozzina di anni la città di Reggio Calabria ha vissuto un declino irreversibile che ha portato tutto il territorio a vivere una situazione estremamente difficile: dove molte delle menti migliori e più formate sono costrette ad emigrare al nord, e adesso sempre più anche allestero, pur avendo la città estremo bisogno di qualità. Un posto, Reggio Calabria, dove la potente propaganda politica legata a grandi opere faraoniche, considerate le risorse cittadine, ha portato il risultato di lasciare ai suoi giovani un devasto che ha preso la forma di: abbandono e opere speculative in corso e incompiute. Per giunta spesso frutto di visioni estremamente banali e verticistiche dello sviluppo economico cittadino. L’iniziativa si inserisce nel percorso di promozione della cultura dell’innovazione e della creatività imprenditoriale che l’associazione Terrearse LAB ha intrapreso dallo scorso anno con il progetto ‘U Web che ha già coinvolto e messo in rete diverse centinaia di persone e decine di neo imprenditori e aspiranti start upper attraverso barcamp, conferenze e workshop formativi. Lo sbocco necessario di questo percorso dovrà essere la creazione di uno spazio vero, concreto dove start upper reggini, innovatori e creativi, avranno a disposizione i servizi necessari per avviare e sostenere i propri progetti d’impresa (e di vita) in città. Uno spazio pubblico dopo anni di mala amministrazione che sia un primo passo per arginare l’emorragia migratoria dei giovani reggini che portano fuori dalla città le proprie capacità e competenze arricchendo altri territori e abbandonando la loro terra madre. Nostro obiettivo è invertire la rotta, offrire opportunità concrete e chiedere alle istituzioni locali di fare, una volta tanto, la loro parte. Lo devono alla città distrutta dalla cattiva amministrazione e soprattutto lo devono a noi giovani. Aspettiamo tutti quanti coloro che credono nell’innovazione e nella creatività dei reggini dalle 15.30 alle 20.30 di domenica 22 dicembre lunedì 23 a piazza San Giorgio al corso per firmare la petizione popolare e per darci suggerimenti utili e concreti per realizzare qualcosa di davvero unico che spetta alla città di diritto. In molti altri comuni d’Italia esistono già realtà funzionanti di coworking e incubazione pubblica di start up e imprese sociali. Reggio non deve rimanere fuori da questa reale occasione di sviluppo. Terrearse LAB fa la sua parte cercando di sensibilizzare la cittadinanza e creare rete tra reggine e reggini creativi. E tu? Non perdere l’ennesima occasione! Per info sul progetto ‘U Web: www.uweb.reggiocalabria.it Per contattarci: liberareggio@gmail.com.

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Premio Moda 2013: Fismo Confesercenti premia l’Alta Moda Uomo Corneliani SpA. “Serve una ristrutturazione della filiera moda per rilanciare tradizione, qualità e Made in Italy”

(417) “All’estero apprezzano lo stile di vita italiano, la nostra cultura del bello va difesa con forza”. Così il Presidente di Corneliani SpA, Carlalberto Corneliani, ha aperto il suo intervento in occasione del Premio Moda Fismo 2013

 

che, quest’anno, è stato coordinato dal Vice presidente Ciccy Cannizzaro.  Roberto Manzoni, Presidente Fismo-Confesercenti alla Ditta Corneliani, ha consegnato, l’ambito riconoscimento, alla prestigiosa Azienda italiana nel settore di alta moda uomo, pioniere nel settore in Italia e realtà della moda di riferimento internazionale. “E’ fondamentale riconquistare affidabilità per il sistema italiano della moda, attraverso la tracciabilità del prodotto tessile e dell’abbigliamento – ha detto Corneliani ritirando il Premio, un mosaico che raffigura la Cupola del Duomo di Mantova realizzato da un artista ravennate – dobbiamo tutelare la qualità del Made in Italy e la sapienza artigianale del saper fare. Ma non solo: le nostre bellezze artistiche, culturali, la nostra sapienza enogastronomica le apprezziamo nelle città italiane, visitando i nostri centri storici: le nostre città devono diventare giardini d’Europa”. Il Premio Moda è giunto alla Quinta Edizione, in precedenza sono stati premiati Brioni, Ferragamo, Cucinelli,Missoni. “La moda italiana deve riconquistare un ruolo di leadership nel contesto delle attività del fashion internazionale, il nostro sistema manifatturiero è il primo al mondo per qualità e per valore delle esportazioni, ma è necessaria una nuova politica per il settore che punti a rafforzare la qualità del nostro Made in Italy – ha sottolineato Massimo Mamberti, Segretario Generale del Comitato Leonardo Italian Quality Commitee – e a rafforzare le nostre eccellenze che hanno una vocazione sui mercati esteri cui corrisponde un forte appeal da parte dei consumatori esteri. Serve un’alta ristrutturazione della filiera della moda, bisogna creare alleanze fra imprese tramite lo sviluppo di reti per un rilancio dell’intero comparto, dal produttore ai distributori che sono i primi attori della vendita nel mondo”. “I nostri negozi, le nostre attività commerciali rappresentano il punto di riferimento per i cittadini e i turisti dei nostri centri urbani, sono un presidio sul territorio e garantiscono la qualità della vita urbana: dobbiamo difendere questo immenso patrimonio delle nostre città –  “Da gennaio ad ottobre hanno chiuso per sempre i battenti 5.500 imprese di distribuzione abbigliamento, accessori e tessili con una conseguente previsione per la fine del 2013 di una perdita di 6.500 unità. Anche se c’è nelle intenzioni di acquisti natalizi un aumento del 2% che va sottolineato come un segnale di speranza. Ma per rafforzarlo serve una svolta forte soprattutto sul fronte dei consumi, occorre restituire fiducia alle famiglie e alle imprese che resistono, con responsabilità, ai pesanti contraccolpi della crisi: non possiamo lasciare soli gli imprenditori, è da qui che passa il rilancio della nostra economia”. Ufficio Stampa.

 

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Mastrapasqua “Bilancio INPS più trasparente”

(416) di Giuseppe Tedesco. “È un’operazione di trasparenza contabile, quella annunciata con l’emendamento del Governo” dichiara il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua.

 

“Non si tratta di coprire buchi che non ci sono, ma di compiere quell’operazione tecnico-contabile di cui parliamo da un po’ di tempo – spiega Mastrapasqua – necessaria per non rendere incomprensibili i conti dell’Inps. Come ho avuto modo di dire già questa estate, a luglio, presentando al Parlamento i conti del primo bilancio Inps dopo l’integrazione con la gestione dei dipendenti pubblici, il disavanzo di circa 9 miliardi era tutto imputabile all’ex-Inpdap e alla modalità con cui lo Stato trasferiva le risorse necessarie per le prestazioni previdenziali nel sistema pubblico. Con l’emendamento annunciato il Governo neutralizza la passività patrimoniale che si era creata nell’istituto dei dipendenti pubblici. I ministri Saccomanni e Giovannini, cui mi ero rivolto per segnalare l’anomalia contabile, avevano promesso di intervenire. E lo hanno fatto. E li ringrazio. Questa operazione renderà più trasparente la contabilità dell’ente, ma non modificherà in nulla la stabilità del sistema previdenziale, che già era e resterà in solido equilibrio finanziario”.

 

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Nuova Solidarietà: concluso ieri l’incontro a Roma “Calabresi solidali nel mondo”

(413) di Francesco G. Scopelliti*. Una delegazione di Nuova Solidarietà venerdì e sabato è stata ricevuta a Roma, nella stupenda Basilica di San Lorenzo in Panisperna, dal Presidente della Comunità Diaconale Italiana e Mondiale Don Enzo Petrolino

 

– reggino doc – per condividere con l’Associazione Calabria Mondo di Catanzaro, e la Comunità di sant’Egidio di Roma, un momento di vicinanza e di scambio di esperienze. All’incontro di sabato mattina, hanno partecipato Aldo Viscomi per l’ Ass. Calabria Mondo, il Giudice Saverio Mannino (Presidente III Commissione Penale Cassazione), Francesco Scopelliti redazione giornale "In Cammino", Dott. Michele Bartolo per la comunità S. Egidio di Roma, Giuseppe Agliano della Presidenza della Giunta Regionale Calabrese, Sabina Polidori Responsabile Segreteria Tecnica Osservatorio Nazionale del Volontariato – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Infine, a conclusione della “tre giorni romana”, domenica mattina nella la Basilica di San Pietro, presso la Cappella del Santissimo, la delegazione di Reggio Calabria ha assistito alla Messa celebrata per l’occasione, dal Cardinale Piero Marini. Un momento intenso che ha sancito, un legame ormai duraturo nel tempo tra Nuova Solidarietà e Sant’Egidio, ma soprattutto una nuova vicinanza con l’ass. Calabria Mondo, che rivolge la propria attenzione a tutti i calabresi emigrati in Italia e nel Mondo. *Ufficio Stampa Nuova Solidarietà.          

 

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Reggio di Calabria: Confesercenti, martedì 26 la presentazione del progetto “Diamo credito alle Imprese”

(370) Martedì 26 Novembre 2013 alle ore 11:00 presso la sede della Confesercenti Calabria, in Via Vico Vitetta 28 A/B, è in programma la conferenza stampa di presentazione del progetto “Diamo credito alle Imprese”, finalizzato a favorire l’accesso al credito alle PMI reggine e promosso da FidicomCalabria Coop con il contributo dell’Assessorato alle attività produttive della Provincia di Reggio Calabria.

 

L’Assessore Provinciale alle Attività Produttive Domenico Giannetta e il Presidente di Fidicom Calabria Coop, Antonino Marcianò, terranno una conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’accordo e il ruolo chiave che, unitamente alla provincia di Reggio Calabria, può essere svolto per tutelare, favorire e garantire l’accesso al credito per le Piccole e Medie Imprese reggine. Durante l’incontro verranno illustrate attentamente le opportunità  e le agevolazioni proposte dal progetto, e tutte le informazioni utili per ottenere l’accesso al credito.

 

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Reggio di Calabria: Comi “Labate parte civile contro il Governatore Scopelliti”

(369) Riceviamo e pubblichiamo. Si è dato avvio con la costituzione delle parti dinnanzi al Tribunale Penale di Reggio Calabria, Giudice Ursula Ripepi, l’udienza a carico del Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti imputato per il reato di diffamazione aggravata nei confronti dell’imprenditore Franco Labate.

 

Presente in aula lo stesso imprenditore che, affiancato dal proprio legale di fiducia avv. Francesco Comi, è stato ammesso alla costituzione di parte civile depositata in udienza dal difensore. Assente, senza giustificato motivo, invece, il Governatore per cui il Tribunale ne ha dichiarato la contumacia. Nella costituzione di parte civile l’avv. Francesco Comi ha evidenziato la gravità delle affermazioni di Giuseppe Scopelliti nei confronti del Labate – tacciato di essere “un balordo” e dello “andare a vedere di chi si parla” – offese pronunciate nell’affollatissima aula “Levato” del Consiglio Regionale della Calabria in occasione della conferenza stampa (indetta dal Governatore), in riferimento ad una conversazione intercettata in cui il Labate ed altra persona lo indicavano come persona vicina alla lobby politico–mafiosa che gestiva gli appalti del comune di Reggio Calabria all’epoca in cui lo stesso Scopelliti ne era Sindaco. Da qui la richiesta di risarcimento danni quantificata in € 100.000. Dopo le formalità di rito l’udienza è stata rinviata al prossimo 13.06.2014, data in cui sarà sentito in aula l’imprenditore Franco Labate.

 

 

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INPS: ultimi giorni per fornire i dati reddituali 2009 all’Inps per evitare la sospensione

(364) Sono ancora 9 mila i pensionati, la metà dei quali residenti all’estero, che hanno percepito prestazioni collegate al reddito e che ancora non hanno prodotto la dichiarazione relativa ai redditi del 2009.

 

L’Inps invierà loro una breve lettera con cui si comunica che è stata resa operativa la sospensione della prestazione  già preannunciata  con precedenti comunicazioni e viene loro rivolto l’invito a fornire le informazioni mancanti entro i successivi 60 giorni per ottenere il ripristino della stessa. Come è noto, alcune quote delle prestazioni erogate dall’Inps sono legate ai redditi del beneficiario e, in alcuni casi, anche dei suoi familiari. L’Inps corrisponde annualmente queste quote sulla base delle dichiarazioni relative ai redditi degli anni precedenti, riservandosi di verificare l’effettivo diritto alle prestazioni in base ai redditi dichiarati dagli interessati. La legge 122 del 2010 ha introdotto una nuova disciplina per le prestazioni collegate al reddito, stabilendone la sospensione per chi non comunica i redditi entro i termini assegnati. I 9 mila pensionati che non hanno ancora fornito le informazioni relative ai propri redditi sono stati più volte sollecitati a farlo attraverso tutti i canali a disposizione dell’Istituto. Non è stato possibile reperire le informazioni reddituali di queste persone nemmeno attraverso l’agenzia delle Entrate, con la quale è attivo un flusso comunicativo costante. Si tratta di una platea che rappresenta una piccolissima minoranza rispetto ai circa 7 milioni di pensioni che presentano quote collegate al reddito e ai circa 9 milioni (pensionati e familiari) di soggetti che hanno l’obbligo della dichiarazione. Nel caso in cui i pensionati, oltre a non aver dichiarato i redditi per l’anno 2009, non abbiano provveduto a fornire le informazioni nemmeno per gli anni successivi, dalla rata di dicembre 2013 l’importo della pensione verrà decurtato delle quote legate al reddito. Resta comunque aperta la possibilità di regolarizzare entro 60 giorni la propria posizione e ottenere il ripristino del pagamento intero, a condizione naturalmente che i redditi posseduti e dichiarati ne consentano la corresponsione. Il Responsabile della Comunicazione, Giuseppe Tedesco.

 

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte e Touring Club Italiano insieme per realizzare un progetto integrato di valorizzazione delle aree aspromontanee

(365) Realizzare un progetto integrato di valorizzazione delle aree aspromontane con il coinvolgimento dei comuni del Parco, con l’ambizione di “conquistare” la “Bandiera arancione”, marchio di qualità che il Touring Club Italiano assegna ad alcuni comuni dell’entroterra con meno di 15000 abitanti.

 

E’ stato questo il tema del cordiale incontro avuto dal Presidente del Parco dell’Aspromonte, Giuseppe Bombino con i rappresentanti del Touring Club Italiano Marco Girolami e Laura Agretti alla presenza del Presidente della Comunità del Parco e Sindaco di Scido, Giuseppe Zampogna, dei Sindaci di Bova Santo Casile, di Antonimina  Antonio Condelli e di  Oppido Mamertina Bruno Barillaro e dei rappresentanti della sezione reggina del Touring club,  guidati dal Console per la Città di Reggio Calabria, dott. Domenico Cappellano. La “Bandiera arancione”, marchio di qualità turistico ambientale destinato alle piccole località dell’entroterra (sotto i 15 mila abitanti),  viene assegnato da 15 anni attraverso un modello valutativo e un percorso di valorizzazione del territorio che valuta i servizi turistici coinvolgendo tutti gli attori protagonisti, elabora un piano di miglioramento sia alla scala comunale che d’area, in un’ottica di sviluppo sostenibile. Ad oggi le bandiere assegnate in Italia sono 198 ma nessun comune ricadente all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte può fregiarsi di questo titolo d’eccellenza ideato e promosso da Touring Club. L’obiettivo dell’Ente Parco dell’Aspromonte e della Comunità sarà dunque quello di elaborare un progetto intermedio che metta in rete i Comuni delle diverse aree montane valorizzandone le differenti peculiarità storiche, culturali, ambientali e paesaggistica, al fine di giungere, successivamente, ad un nuovo confronto con i rappresentanti nazionali del Touring Club Italiano per programmare i possibili piani d’area e di miglioramento che possano consentire, ad alcuni centri aspomontani di  concorrere all’assegnazione della Bandiera Arancione. “Un marchio di qualità – ha affermato il Presidente dell’Ente Parco dell’Aspromonte, Giuseppe Bombino – che, se conferito, può costituire un traino turistico ed economico non solo per il piccolo Comune beneficiario ma per un’area geografica molto più estesa grazie alla programmazione sinergica e all’integrazione tra diverse realtà dotate ognuna di potenzialità spesso non valorizzate”. Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

 

 

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Riferimenti: la Musella “Scioglimento per mafia degli enti locali: non basta privare i politici dei loro ruoli!”

(366) Adriana Musella, presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”, facendo seguito alle osservazioni fatte dal Procuratore di Reggio Calabria Cafiero De Raho sullo scioglimento per mafia degli Enti locali, giudica indispensabile una revisione della legge ritenendola la non idonea ma alquanto insufficiente al fine del corretto funzionamento della macchina amministrativa.

 

La Musella rileva che “Nonostante le infiltrazioni della criminalità organizzata negli enti locali non si contino, il legame mafia-politica, malgrado tutto, è sempre più serrato e diffuso”. Secondo la presidente di “Riferimenti” “Non basta arrestare i politici o allontanarli dai loro ruoli, sciogliendo gli enti sia esso Sedriano in Lombardia o  Plati in Calabria. Al di là della politica troppo spesso rappresentante ed espressione degli interessi mafiosi – sottolinea – l'esistenza di  una burocrazia che è lo strumento indispensabile per le operazioni illecite”. Per la Musella “Nei comuni sciolti per mafia la burocrazia dovrebbe essere destinata con comandi ad altre sedi si da impedire la reiterazione del reato. Così però – rileva ancora – non avviene: ciascuno resta al proprio posto e scompaiono soltanto i consiglieri comunali per dare luogo al commissariamento”. "Ci sarebbe da auspicare – dichiara – una rivisitazione della legislazione antimafia ma la politica non pare interessata all'argomento, visto che la parola mafia sembra ormai abrogata dal loro dizionario. Il problema rimane per intero a chi vive la trincea quotidiana, molto lontana dagli scanni aurei di Camera e Senato. L'antimafia come la mafia, è una cosa seria che non può essere affrontata se non vivi o hai vissuto il problema. Purtroppo nel nostro Paese anche questo diventa un argomento di comodo e di convenienza, in barba alle vittime e ai morti ammazzati. L'antimafia, l'ho detto sempre, è un sentimento e come tale può appartenenti o meno ma certo non si può consentire che divenga strumento di potere, d'immagine o peggio ancora di business".

 

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Reggio di Calabria: New Deal, al via la campagna di tesseramento 2013/2014 “#tesseriAmici”

(367) di Angela Aiello*. L’Associazione New Deal” ha il piacere di presentare la campagna di tesseramento 2013/2014 “#tesseriAMICI”, iniziativa nata dalla voglia di far conoscere questa grande famiglia e la sua attività quotidiana, ma soprattutto di ampliarla per permettere ad altri giovani di vivere questa esperienza all'’interno ed all’esterno dell’ambito universitario.

 

Questi cinque anni sono stati caratterizzati da innumerevoli iniziative che hanno abbracciato aspetti universitari, culturali, sociali e ludici, che ci hanno visto sempre protagonisti e che hanno aumentato la nostra voglia di condurre ed incentivare la vita accademica attiva per non vivere l’università semplicemente come un “esamificio”. L’apertura della campagna-tesseramento sarà inoltre un’occasione per la presentazione della nostra struttura e delle nostre attività. I nuovi soci avranno la possibilità di usufruire, con soli € 10.00, di numerose convenzioni presso varie attività commerciali del territorio nonché avere un canale privilegiato di accesso a tutte le nostre iniziative. A seguire, ci sarà un aperitivo offerto ai partecipanti. Vi aspettiamo quindi il 25 Novembre 2013 alle ore 19 presso il B’Art. Spot video: http://youtu.be/49eua-fOIsA; evento Facebook: https://www.facebook.com/events/483578508421822/?fref=ts. *Addetto Stampa.

 

 

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“Emendamento Impianti Sportivi, Confesercenti: “Sì a nuovi stadi, no a nuovi centri commerciali: arginiamo il degrado delle città e ridiamo ruolo al commercio tradizionale”

(368) “Sì a nuovi stadi, no a nuovi centri commerciali”. E’ quanto afferma – in una nota – Confesercenti commentando la bozza del pacchetto di emendamenti del Governo alla legge di stabilità in cui si prevedono misure per la realizzazione di stadi, ma anche interventi urbanistici ed edilizi volti alla valorizzazione del territorio di riferimento, tra cui l’insediamento di nuovi centri commerciali.

 

“Siamo certamente favorevoli alla realizzazione di impianti sportivi e alla riqualificazione delle aree urbane. Ma dobbiamo dare spazio al commercio tradizionale, magari organizzato in distretti urbani del commercio, e porre un argine all’ulteriore consumo di suolo ed alla cementificazione delle città, in cui le grandi strutture commerciali hanno superato il livello di compatibilità anche in termini di qualità della vita urbana”. “Aumentare l’offerta con nuovi centri commerciali, in un momento di stagnazione economica”, prosegue Confesercenti, “non favorisce né i consumi, né l’occupazione ma provoca ripercussioni sempre più drammatiche sul commercio di vicinato e sulla vitalità dei nostri centri urbani. Si tratta di un semplice ‘miraggio’ nel deserto delle nostre strade: la desertificazione urbana, infatti, avanza a ritmo incessante. Secondo i dati Confesercenti, in 20 mesi abbiamo perso per sempre 40mila negozi e 110mila posti di lavoro. Un danno aggiuntivo per un settore già messo a dura prova dalla lunga crisi, come testimoniano i 550mila negozi ‘sfitti per assenza di impresa’ rilevati da Confesercenti in tutta Italia nel 2013”. “Il regime di totale deregulation degli orari commerciali introdotto dal decreto Salva-Italia ha già ridotto le quote di mercato dei piccoli. Lavoriamo, invece, per dare nuovo impulso al commercio dei nostri centri urbani: perché se vive il commercio, vivono le città. Ufficio Stampa.

 

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Reggio di Calabria: Terziario donna-Confcommercio contro il femminicidio

(363) Lunedì 25 novembre, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, anche Terziario Donna-Confcommercio, sostiene il Coordinamento reggino e quindi aderisce in pieno all’iniziativa per dire basta al femminicidio.

 

Terziario Donna è l'organizzazione rappresentativa delle imprenditrici del Commercio, dei Servizi, del Turismo e delle piccole e medie imprese associate al sistema Confcommercio ed in questa giornata di sensibilizzazione non poteva che sposare con entusiasmo l’evento. “Le imprese femminili rappresentate in Italia sono oltre 350.000- afferma il presidente di Terziario Donna Reggio Calabria Mirella Amodeo- e tante altre sono le donne che contribuiscono con il loro lavoro e con il loro sacrificio allo sviluppo economico del Paese. In Italia, e soprattutto in Calabria, riscontriamo quasi ogni giorno episodi di cronaca che purtroppo vedono come protagoniste le donne; non si può stare più fermi. Occorre agire subito contro questa piaga sociale. L’undici ottobre scorso, con l’approvazione in Senato della legge sulla violenza di genere, lo Stato Italiano ha compiuto un passo importante adesso però occorre che anche la società civile compia un cammino per educare uomini e donne. Per questo motivo invito tutte le imprenditrici aderenti a Confcommercio ad aderire alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Un’ adesione che non deve solo essere rappresentata con le parole, ma deve portare ad agire in concreto prima nell’animo umano e poi nei comportamenti quotidiani.”

 

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Il Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” s’insedia a Rimini

(361) Una tavola rotonda ha inaugurato a Rimini,l'insediamento del Coordinamento Nazionale antimafia “Riferimenti” in Riviera Romagnola. Referente provinciale è stato nominato l'avvocato Vainer Nanni.

 

All'incontro hanno partecipato i magistrati Cesare Sirignano per la Procura di Napoli, Paolo Giovagnoli Procuratore Capo di Rimini, il prefetto Claudio Palomba, Arcangelo Badolati capo redattore della Gazzetta del Sud e Adriana Musella con un collegamento in videoconferenza che ha aperto i lavori. I relatori hanno evidenziato come  Rimini sia diventata la capitale italiana del riciclaggio grazie all'evasione e alla vicina San Marino. La mafia in Riviera lavora in camicia e cravatta, è quella che è più difficile da combattere rispetto a quella che lascia a terra morti ammazzati. Veste i panni puliti dell'intermediazione finanziaria;gli usurai hanno i colletti bianchi. Il turismo e' uno dei settori maggiormente esposto al rischio riciclaggio e la mafia tende ad impossessarsi delle attività economiche per lavare i proventi dei propri traffici illeciti. Ristorazione, alberghi, night club, bische, gioco d'azzardo, abbigliamento, edilizia, finanziarie, sono i settori più esposti alle infiltrazioni mafiose e anche quelli dove si verificano diversi turnover nella titolarità delle aziende. Camorra e 'ndrangheta sono le due associazioni criminali che si spartiscono gli affari. Le mani della Mafia sugli alberghi della riviera: la voce gira ormai da anni. Prima sono sussurri, poi voci, poi inchieste giornalistiche e, alla fine, arriva la conferma. Dati alla mano, dieci hotel sono sospettati di essere controllati dalla mafia. E' quanto emerge dal monitoraggio fatto dalla Prefettura di Rimini su duecento alberghi dell’intera provincia. Strutture ricettive che negli ultimi tre anni sono passate di mano o hanno registrato cambiamenti nell'assetto societario. Il sostituto procuratore di Napoli,Cesare Sirignano, ha evidenziato che la Camorra in Riviera è quella dei casalesi. L'operazione "Minor" ha portato all'arresto di 20 persone e al sequestro di beni per milioni di euro tra cui due nightclub club. Non bisogna dimenticare che proprio a Rimini è stato arrestato Carmine Schiavone, figlio di “Sandokan” che ,a capo del clan dei casalesi, controllava il flusso finanziario tra la Riviera e San Marino. La 'ndrangheta, invece,  ha ribadito Badolati, fa capo alla cosche cosentine e crotonesi. Sequestrate bische, hotel, pizzerie, stabilimenti balneari. Attività estorsiva aggravata che ha ridotto alla fame decine di imprenditori romagnoli da Rimini a Riccione a San Marino. La teoria che la mafia attecchisce al sud per mancanza di lavoro è profondamente errata. Questo può valere per l'utilizzo di giovani disoccupati cui le organizzazioni offrono lavoro sporco, assoldandoli per pochi soldi. La mafia al sud ha le sue radici, il proprio radicamento territoriale ma li dove investe è il nord. E' proprio qui che finiscono i soldi che puzzano di morte e sangue. Il pensiero comune ha dovuto abbandonare,  la visione tradizionale del mafioso legata al proprio territorio e capire che lì dove prospera un'economia florida, la mafia ha interesse a mettere le mani. Questo è stato il caso dell'Emilia Romagna ma anche della Lombardia, del Piemonte, del Veneto e della Liguria. “Prendendo in prestito le parole di Leonardo Sciascia possiamo affermare – ha concluso il procuratore Giovagnoli – che così come le palme, da piante esotiche, trovano nuovi terreni fertili verso il nord del pianeta così la mafia risale la Penisola”.

 

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Reggio di Calabria: il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Confesercenti aderisce alla mobilitazione

(362) La violenza sulle donne è una piaga che l'umanità non è ancora riuscita a sanare. Nonostante il passare degli anni, i ricambi generazionali, il varo di nuove leggi, ancora oggi milioni di donne subiscono violenze di ogni tipo.

 

Per questo motivo, nella giornata del “25 novembre – Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” la Confesercenti si schiera a fianco del Coordinamento reggino ed aderisce, quindi, alla mobilitazione per contribuire a porre l'attenzione su questo gravissimo problema e per sensibilizzare uomini e istituzioni di tutto il mondo. “Una lotta che nella nostra regione assume un sapore particolare – aggiunge Antonino Marcianò, presidente di Confesercenti Calabria – dal momento che la condizione delle donne, in un contesto dove ancora i pregiudizi e le discriminazioni, avvalorati da numerosi episodi riportati quotidianamente dalle cronache, stenta ad emergere e ad affermarsi. Perché alle parole devono corrispondere con forza, politiche adeguate per fermare la violenza di genere. Invitiamo tutte le nostre socie ad aderire alla manifestazione per dare un segno tangibile non solo di solidarietà, ma di impegno concreto.

 

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Reggio di Calabria: processo “Meta”, l’avv. Comi (difensore di Franco Labate) “Scopelliti definì il mio assistito “un balordo”, ecco perchè gli chiedo 100.000 euro quale risarcimento”

(360) Riceviamo e pubblichiamo. E’ salato il conto che verrà presentato dall’Avv. Francesco Comi, difensore dell’imprenditore Franco Labate, dinnanzi al Tribunale di Reggio Calabria alla udienza fissata dinnanzi al Tribunale di Reggio Calabria, il prossimo 20.11 nei confronti del Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti costituendosi parte civile, con risarcimento danni morali e materiali di euro 100.000.

 

Come si ricorderà, Giuseppe Scopelliti, a seguito di articolata denuncia-querela inoltrata tramite l’Avv. Francesco Comi dall’imprenditore Franco Labate veniva rinviato a giudizio dalla Procura della Repubblica per il reato di diffamazione aggravata. Accadeva che il Governatore, aveva indetto una conferenza stampa affollatissima di autorità e persone  presso l’aula “Levato” del Consiglio regionale, a seguito delle dichiarazioni rese in una aula del Tribunale di Reggio Calabria dal Colonnello dei ROS Giardina, in riferimento ad una informativa dello stesso colonnello sottoscritta ed inserita nel processo “META”, laddove veniva indicato come persona vicina alla lobby politico-mafiosa che gestiva gli appalti del Comune di Reggio Calabria, nel periodo in cui ebbe ad essere Sindaco e che, nascevano tra l’altro, in riferimento ad una conversazione intrattenuta tra l’imprenditore Labate ed altra persona. Nel corso della conferenza il Governatore si lasciava andare ad esclamazioni rivolte al Labate quali “chiedete in giro di quale persona parliamo” ovvero di "un balordo". Da qui la pronta reazione del professionista appartenente ad una nota storica famiglia di imprenditori che si è affidato alla difesa dell’avv. Francesco Comi, a tutela della propria  immagine ed onorabilità, quantificati in euro 100.000.

 

 

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Gal Batir: fondi Psr per attività commerciali, agricole e turistiche

(359) Un importo di circa un milione di euro destinato a finanziare oltre trenta progetti innovativi, per dare maggiore impulso al commercio e diversificare il settore agricolo e turistico. Questa è l’ammontare dei fondi strutturali del Programma di sviluppo rurale (Psr), che il Gal Batir, l’Agenzia di sviluppo locale del basso tirreno reggino, è riuscito a erogare, attraverso appositi bandi relativi alle annualità 2012-2013,

 

a ben ventisei aziende e nove enti pubblici presenti sul territorio. Numerosi e diversificati sono i settori nei quali imprese e comuni investiranno le risorse economiche: dalle microfiliere di latte d’asina, melo limoncello e miele, al recupero e valorizzazione di percorsi e sentieri del patrimonio paesaggistico e delle aree forestali. Dalle misure di sostegno per il recupero dell’edilizia storica a fini socio-culturali, a quelle riguardanti le attività agrituristiche e le fattorie didattiche, sociali, creative ed eco-fattorie. Inoltre, a beneficiare dei fondi strutturali del Psr, rientrano anche le attività dirette a creare negozi e botteghe per le tipicità locali e per il turismo rurale. Attraverso questi interventi, il Gal Batir, si pone l’obiettivo di valorizzare l’area del basso tirreno reggino e incentivare la nascita e lo sviluppo di microimprese, contrastando il declino economico e sociale, oltre allo spopolamento delle aree rurali. I principali obiettivi che questa misura intende perseguire, sono: consolidare e diversificare l’economia rurale dell’area; innovare, integrare e qualificare il sistema produttivo locale; promuovere il mantenimento della popolazione in loco, attraverso la creazione di nuove opportunità occupazionali; favorire la creazione di opportunità di lavoro con particolare attenzione alle donne e ai giovani. Compiaciuto per il risultato ottenuto, il presidente del Gal Batir, Antonio Alvaro: “Esprimo la mia più viva soddisfazione – ha dichiarato – per l’avvenuto finanziamento di nuove attività imprenditoriali rivolte in particolare ai giovani. Siamo riusciti a ottenere tutto questo in tempi brevissimi, circa 5 mesi, considerato che per questo tipo di progetti, occorrono spesso degli anni per completare l’iter burocratico”. “L’avvio di nuove attività – ha aggiunto il direttore del Gal Batir, Fortunato Cozzupoli – avrà certamente una ricaduta positiva sull’incremento occupazionale e sull’intera economia del territorio. L’obiettivo raggiunto dall’Agenzia, rappresenta soltanto una delle tappe che verranno, attraverso le quali si punterà allo sviluppo di un’area che necessita una rapida ripresa economico-produttiva”.

 

 

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Anche Legambiente Calabria alla manifestazione nella Terra dei Fuochi: “La nostra terra a rischio come la Campania, basta discariche illegali e legali”

(358) In corteo nella Terra dei Fuochi per dire basta con i traffici illegali di rifiuti, con l’ecocidio, la distruzione del territorio e i veleni che uccidono i cittadini. Ma soprattutto per ribadire che come la Campania anche la Calabria va difesa, tutelata e riscattata dopo anni di malgoverno e affari criminali.

 

Per questi motivi anche Legambiente Calabria sarà oggi presente a Napoli alla manifestazione promossa dal movimento #fiumeinpiena, con adesione di comitati, associazioni, studenti. Per dire no alle discariche illegali, ma anche a quelle legalizzate e ugualmente nocive. Come i famigerati Casalesi, anche la ‘ndrangheta ha gestito senza scrupoli i traffici di rifiuti e di sostanze nocive, ha interrato veleni e affondato in mare scorie di ogni tipo, ha violentato il territorio per ricavarne denaro, senza alcuna remora per la salute della gente. E anche in Calabria le inchieste contro le ecomafie continuano a susseguirsi, colpendo le cosche che si sono arricchite ai danni dell’ambiente e dei cittadini. Ma i motivi che spingono gli ambientalisti nostrani ad alzare gli scudi vanno al di là delle grandi manovre criminali in atto nella nostra regione, e investono in pieno la gestione politica della depurazione e soprattutto del ciclo dei rifiuti. “Abbiamo deciso di manifestare a Napoli per dare il nostro contributo civico per il riscatto della Terra dei Fuochi – ha dichiarato Franco Falcone, presidente di Legambiente Calabria – ma anche per imparare dagli errori, dalle sottovalutazioni e dalle omissioni degli ultimi venti anni in Campania. Perché anche la nostra terra è a forte rischio, è stata ed è ancora meta di grandi traffici di rifiuti, ed è in balia della malapolitica che rischia di trasformare un territorio vocato al turismo e all’agricoltura di qualità in un’enorme pattumiera. Vogliamo un territorio libero da veleni, vogliamo rompere l’assedio dei rifiuti e delle discariche illegali e legali. Per questi motivi ribadiamo la nostra netta contrarietà al reiteramento del provvedimento della giunta Scopelliti, che consente lo sversamento in discarica del ‘tal quale’, e diciamo no a ogni ipotesi di ampliamento degli attuali siti, a partire da quello di Celico in provincia di Cosenza. La via da seguire – conclude Falcone – è quella della differenziata spinta e della raccolta porta a porta, ogni altra strategia è fallimentare”.

 

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Tassi usurari: la prova dell’UNC Calabria che le banche sapevano già tutto sin dal 2001

(354) Nonostante il recente abbassamento dei tassi di interesse, il tasso medio italiano si attesta a quota 4,5%, ovvero  tra i Paesi dell’Unione Europea con i tassi più alti. La ripresa economica in Italia non c'è, e per buona parte la responsabilità è delle banche che non concedono mutui o altre forme di finanziamento, né a famiglie né a imprese e quando lo fanno, applicano tassi molto alti rispetto per esempio alla Francia o Germania dove il tasso medio si aggira intorno al 3,5%.

 

Le conseguenze di questi tassi così alti, precisa l’avv. Saverio Cuoco, responsabile regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, determinano da una parte l’aumento delle sofferenze bancarie, costringendo le famiglie e le imprese nei rari casi in cui si ottengano dei mutui bancari ad avere enormi difficoltà a restituire i finanziamenti, dall’altra a superare facilmente il tasso soglia di usura applicato dalle banche. Su tale aspetto la recente sentenza della Cassazione n° 350/2013 definita rivoluzionaria, ha condannato il comportamento scorretto di alcune banche che, con l’applicazione di tassi usurai, hanno messo in difficoltà le famiglie costrette a volte a vendere la propria casa all’asta perché in ritardo sui pagamenti delle rate. Sia ben chiaro con tale sentenza, non si annulla il contratto di mutuo nel suo aspetto complessivo, ma solo gli accordi inerenti gli interessi, prosegue l’Avv. Saverio Cuoco, il che non è di poco conto, perché, come si legge nella sentenza citata  350/2013, «si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori». Ciò significa che, se le banche hanno applicato tassi superiori alla soglia imposta dai limiti di legge, i contratti di mutui stipulati in seguito alla legge antiusura del 96 potranno essere rivisti sulla base di questa sentenza. I cittadini e le imprese potranno così richiedere l’annullamento degli interessi sui contratti dei mutui e, se avviate, il blocco delle relative procedure giudiziarie in seguito al mancato pagamento delle rate. A chi ha stipulato un mutuo conviene rivedere la documentazione e verificare il corretto comportamento della banca che è tenuta alla restituzione delle somme percepite in modo indebito. Inoltre la restituzione può essere retroattiva mentre c’è la prescrizione solo se il rapporto con la banca è terminato da oltre 10 anni. Nella recente sentenza, i giudici hanno stabilito che «per calcolare se si è in presenza o meno di tassi usurari nei contratti siglati con banche e società, devono essere conteggiati anche gli interessi di mora». Su tale aspetto l’Unione Nazionale Consumatori Calabria ha reperito un importante documento dell’ABI datato 2001che dimostra in maniera inconfutabile che le banche sin da quell’anno erano state informate che gli interessi moratori dovevano essere contemplati ai fini della determinazione del tasso  complessivo, nel raggiungimento della soglia usuraria, quindi tale documento anticipa di 12 anni la decisione della recente sentenza della Cassazione, ma aspetto ben più grave e che le banche pur sapendo, hanno continuato con dolo ad applicare interessi moratori che in aggiunta agli altri hanno determinato tassi usurari. Stesso discorso vale per i contratti di conto corrente, in cui le banche, in quanto informate da una circolare della Banca d’Italia del 2 dicembre 2005 (nelle foto, in basso, le pagine 1 e 2), non potevano non sapere che le commissioni di massimo scoperto dovevano essere comprese nel calcolo del tasso usurario. Le banche invece a quel tempo,  si erano dotate di un programma di calcolo dell’usura erroneo (CMS, valute fittizie, tasso di mora, ecc. non erano compresi nel calcolo degli interessi) e dunque non è raro il fenomeno dell’usura bancaria. Grazie alla convenzione intervenuta tra l’Unione Nazionale Consumatori Calabria e la società SDL Centrostudi società leader nel settore, (visibile anche sul sito di tale associazione www.sdlcentrostudi.it), chiunque abbia un fido con la propria banca, un mutuo ultradecennale, un contratto di leasing o perfino una cartella esattoriale esosa e ha la sensazione che non siano state rispettate le norme di legge, può ottenere dall’UNC Calabria, una  pre-analisi gratuita dei propri contratti bancari e/o finanziari, finalizzata alla verifica del puntuale rispetto della vigente normativa in materia, permettendo così l’avvio di una procedura di richiesta di restituzione di quanto è stato indebitamente versato in più agli istituti di credito. Chiamata in causa direttamente su tale argomento dall’Unione Nazionale Consumatori Calabria, la Banca d’Italia, che stabilisce i tassi che devono essere rispettati dalle banche, rimanendo laconica afferma: “la Banca d’Italia  presta la massima attenzione alle problematiche connesse al fenomeno dell’usura, fornisce collaborazione alle Autorità impegnate nella prevenzione e repressione di comportamenti illegali, ed è costantemente impegnata a sensibilizzare gli intermediari circa il rispetto delle vigenti disposizioni in materia, mentre rispetto alle singole posizioni contrattuali, non rientra fra le competenze di questo Istituto, la risoluzione di eventuali controversie essendo la verifica dell’usurarietà dei tassi applicati e le conseguenti valutazioni di carattere civile e/o penale rimesse esclusivamente al vaglio dell’Autorità Giudiziaria”. Il Presidente Regionale, avv. Saverio Cuoco.

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Quando e come laurearsi online

(355) Un diploma alle spalle, la voglia di laurearsi che non manca ma due domande insistenti che si mettono di traverso: come faccio a laurearmi? Quando avrò il tempo di andare a lezione e studiare con tutti gli impegni lavorativi e famigliari che già ho?

 

Domande assolutamente lecite; domande a cui però è possibile dare una risposta una volta tanto positiva. Studiare, seguire le lezioni che servono ed un giorno anche laurearsi oggi è possibile, anche per chi non ha grandi fondi da investire nello studio ed anche per chi non ha libertà di prendersi intere giornate da perdere in facoltà. Come? Con le università online come quella di Unicusano, dove è possibile conseguire sia la laurea quinquennale che quella breve. Prima di tutto chiariamo un punto: le università online (ma solo quelle riconosciute ed autorizzate dal MIUR!) rilasciano titoli di studio validissimi in Italia ed equipollenti, ad esempio, a quelli rilasciati dalle università statali. Detto questo è tempo di capire come sono organizzate queste università e cominciamo dicendo che “tutto” viene fatto tramite internet o telefono. Via internet è possibile iscriversi e tramite telefono si può contattare la segreteria per qualsiasi informazione o necessità di carattere amministrativo. Le lezioni? Si seguono in streaming con un notebook connesso ad internet; le si può seguire in diretta di giorno oppure in differita la sera dopo il lavoro o nei weekend. Per alcuni corsi poi le università online predispongono anche dei sistemi di autovalutazione su internet attraverso i quali gli studenti possono verificare il loro grado di famigliarità con gli argomenti e le tematiche portati avanti dai docenti durante le lezioni. Allo stesso modo online viene reso disponibile tutto il materiale didattico necessario per seguire i vari corsi. In facoltà? Ci si va pochissimi giorni l’anno per il tempo strettamente necessario per sostenere gli esami, concordando preventivamente l’orario con i docenti.

 

 

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Liberi di Ricominciare: incontrato oggi l’Arcivescovo metropolita di Reggio Calabria. “Non servono programmi faraonici, ma dire la verità”: Morosini suggerisce come impegnarsi per amministrare la città

(356) Nella mattinata di oggi presso la Curia vescovile di Reggio Calabria, una delegazione di Liberi di Ricominciare guidata dal suo Presidente Paolo Ferrara, ha incontrato l’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria, mons. Giuseppe Fiorini Morosini.

 

L’incontro, fortemente voluto dal Movimento, ha tratto ispirazione dalla disponibilità dimostrata dall’arcivescovo, sin dal suo insediamento, unitamente alla sua grande capacità di partecipazione ai problemi sociali. Il suo operato ricorda l’affermazione di Papa Francesco “un buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare”. L’incontro si è svolto in perfetta armonia ed ha dimostrato sin da subito grande sintonia con l’episcopato. Paolo Ferrara e gli altri componenti della delegazione, hanno evidenziato a Morosini le esigenze che li hanno indotti alla fondazione del Movimento Liberi di Ricominciare: “ascoltare la gente illusa negli anni da una politica affaristica e di interesse. Siamo nati tra la gente comune, con la missione di tutelare i loro diritti ed essere realmente i promotori del rinnovamento”. L’arcivescovo, dopo aver ascoltato con interesse e entusiasmo gli interventi, ha suggerito come sia indispensabile ridare fiducia alla politica agendo senza inganno ripartendo da ciò che è veramente essenziale: dire la verità. Morosini: “A breve ci saranno le elezioni comunali dove in molti prometteranno la realizzazione di progetti faraonici. Ai cittadini si deve dire la verità. I soldi che il comune sta restituendo ai suoi creditori sono soldi che poi lo stesso comune dovrà recuperare dal pagamento dei nostri tributi. Quindi è falso dire che nei prossimi anni diminuiremo le tasse. Bisogna dire chiaramente ai cittadini che le tasse non le possiamo diminuire. Non esistono progetti faraonici, ma semplici progetti che possiamo ottenere noi con le nostre forze. Io penso che sia necessario fare questo tipo di discorso, questo tipo di ragionamento affinché si possa davvero essere chiari. Questo deve essere il modo di far politica”. A conclusione del colloquio Paolo Ferrara ha chiesto a Sua Eccellenza la possibilità di avere incontri periodici necessari alla disamina delle difficoltà in cui versa l’intera cittadinanza. La richiesta è stata apprezzata e condivisa da Morosini che da buon pastore ha aggiunto “la porta dell’Episcopio è sempre aperta. Non occorre preventivare nessun incontro periodico, quando avete bisogno chiedete. Sono qui per la diocesi e non per me stesso. Chiunque mi chieda di parlare la porta è aperta. Quando c’è bisogno venite, non ho difficoltà a dialogare con voi”. Ferrara conclude: “oggi per noi è di certo una data storica. A nome di tutto il movimento Liberi di Ricominciare sono orgoglioso di avviare un dialogo con mons. Morosini, una straordinaria persona che da lustro al nostro territorio. Sono fiducioso che sotto la sua guida spirituale sarà possibile avviare una collaborazione così Reggio potrà essere libera di ricominciare”. Il Presidente, Paolo Ferrara.

 

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