Reggio di Calabria: processo “Alta Tensione”, lettera aperta dell’ing. Demetrio Cento “Il sistema giudiziario è all’affannata ricerca di rappresentanti dell’ormai nota zona grigia”
(124) Riceviamo e pubblichiamo. "Accecato dalla volontà di sostenere il tema dell’infanzia, che per oltre venti anni, è stato l’argomento principale del mio tempo libero e di cui mi sono occupato e a cui ho dedicato, con passione prima, e con competenza poi, ho continuato a proporre azioni positive e concertate nelle sedi istituzionali, insieme ai tanti attori di un processo lecito di crescita,
di confronto per fornire il mio contributo ad un tema importante per inseguire la crescita qualitativa dei servizi e delle proposte da garantire ai bambini di questa città. Ma in questo percorso sociale sono imbattuto in una vicenda giudiziaria, che definire grottesca é certamente limitativo rispetto alla realtà occorsa, che mi ha visto in attesa per ben 40 mesi trascorsi in religioso silenzio, senza annotazioni sulla prospettazione dei fatti raccontati, senza commenti su decine di articoli di stampa relativi alla mia persona in una gogna mediatica senza precedenti. Ho atteso comunque sereno, da imputato a piede libero, la sentenza di primo grado del processo “Alta Tensione”, attendevo che i soggetti deputati legittimassero la mia incolpevolezza, prima di esprimere la mie personali considerazioni, ma così non è stato. Ero affrancato dalla convinzione che il giudizio finale, si dovesse maturare attraverso tutti i riscontri emersi nel dibattimento, i dati fattuali e quelli probatori, i testi dell’accusa, ma anche quelli della difesa. Ho atteso tutto questo tempo nel convincimento che la giustizia si esprimesse esclusivamente sulle risultanze emerse nel corso del processo, e che le eventuali responsabilità penali fossero acclarate, oltre ogni legittimo dubbio, sulla base di ciò che fosse risultato nel dibattimento e non da ciò che si è raccontato, da ciò che si è documentato e si dimostrato e non in base a ciò che si è solo ipotizzato; ho atteso tre lunghi anni nell’augurio di trovarmi al cospetto di una sentenza di giustizia e non di giustizialismo. Ma alla fine la sentenza è stata emessa, e non ho ritrovato nulla di quanto attendevo, se non l’impressione della necessità di un sistema giudiziario all’affannata ricerca di rappresentanti della ormai nota “zona grigia”, che possano divenire facili surrogati di ciò che non appare o forse non si è in grado di colpire. Ed invece nel silenzio della mia condanna ho avuto l’impressione che si sia celato “l’opinionismo del giudizio”, il “potere della conoscenza” di un metodo giudiziario che caratterizza a volte la magistratura; un modello di applicazione del codice di procedura penale, che consente di legittimare ogni condanna, pur non ritrovando in essa alcuna certezza oltre ogni ragionevole dubbio, così come sostiene il nostro sistema giudiziario. E allora, quando questo accade, vi è il rischio che le condanne diventino una pura e semplice “opinione” e non una “decisione giusta”, che in quanto tale dovrebbe essere assunta a garanzia del principio di equità e di congruenza della ricostruzione storica dei fatti, rispetto alle prove legittimamente acquisite. La condanna dovrebbe giungere quando risulta provata, oltre ogni ragionevole dubbio la colpevolezza; in ogni altro caso dovrebbe essere consequenziale il proscioglimento, dato che la colpevolezza e non l’innocenza dovrebbe essere il tema del processo. E allora da questa esperienza ho tratto un consiglio da rivolgere agli altri, a chi soprattutto svolge una qualunque attività in questo territorio, perché conosca cosa può succedere, in una città come la nostra, in un’aula di giustizia, quando un cittadino qualsiasi comprende che aver messo a disposizione, rispettando le regole e le modalità delle leggi vigenti le proprie competenze e professionalità, a sostegno della programmazione di azioni positive delle stesse Istituzioni, diventa un problema. E occorre sapere che in una città come la nostra, quando metti a disposizione le tue competenze, il tuo tempo, le tue risorse e lo fai in maniera gratuita, volontaria, allora tutto questo diventa non solo un problema, ma per quanto sostenuto dalla sentenza di primo grado, diventa addirittura un reato, ma non un reato amministrativo, non un reato qualunque, ma diventa uno dei più grevi reati che possono essere imputati ad un soggetto: il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. E allora è utile conoscere che in un contesto come quello di Reggio Calabria, si corre il rischio di fomentare ipotesi relative ad un patto scellerato di ‘ndrangheta, per il solo fatto di scendere in campo e mettersi in gioco; per il solo fatto di esporsi pubblicamente ad una visione probabilmente anche politica della vicenda; per il solo fatto di mantenere un rapporto e un amicizia, con un soggetto che, pur non essendo mai stato coinvolto in procedimenti di ‘ndrangheta possa, per rapporti familiari, essere associato e ricondotto ad un’appartenenza di ‘ndrangheta; per il solo fatto di avere affidato delle forniture ad un impresa, regolarmente operante nel territorio cittadino, senza avergli fatto lo screening familiare, pur se quella stessa impresa forniva regolarmente anche speciali corpi di polizia e tante altre Istituzioni Pubbliche ed organismi privati. E ancora è opportuno che noi tutti cittadini, di questa città sempre più triste, ci poniamo qualche domanda, su quale sia il sottile filo e la linea di demarcazione tra il giusto sospetto da mantenere e la verità dei fatti; su quanto sia necessario selezionare i nostri fornitori, non sulla base dei normali criteri qualitativi, ma in base ai loro eventuali collegamenti con soggetti che possono gravitare in sistemi criminali. Dovremmo chiederci tutti quanti come potremmo difenderci da quei rapporti che potendo celare pseudo appartenenze mafiose, rischiano di coinvolgerci a nostra insaputa. E cosa dovremmo richiedere ad un nostro fornitore, per essere certi che nessuna circostanza possa ricondurlo mai all’ipotesi di appartenenza o di aggregazione ad una cosca mafiosa? E come dovremmo tutelarci, non conoscendo personalmente i soggetti che possono gravitare attorno gli stessi fornitori, forse richiedendo il certificato del casellario giudiziario di tutti i soggetti che, anche lontanamente, potrebbero entrare in contatto con il nostro fornitore, o indagando sulle relazioni e sui rapporti che mantiene con altri eventuali fornitori, e cosi via? E allora i reati degli altri soggetti, quando esistono, possono diventare i nostri reati, e a nulla vale se la nostra condotta dimostra altro; non importa se non abbiamo mai partecipato consapevolmente a rafforzare questi soggetti, non importa se il nostro comportamento è stato indirizzato in un’altra direzione, non importa se non conosciamo neanche gli altri soggetti, e se addirittura non conosciamo nulla del loro percorso di vita e giudiziario, e non importa neanche tutto quello che è stato documentato e comprovato in una sorta di inversione dell’onere della prova, perché qualunque sia il nostro comportamento, per i giudicanti potrebbe diventare conseguenza di un patto di ‘ndrangheta. Ma nulla importa di tutto questo; dopo la sentenza ognuno dei giudicanti tornerà alla propria famiglia; sono certo che oltre ogni ragionevole dubbio, penseranno di aver fatto sino in fondo il loro dovere, di avere con coscienza espresso un giudizio di colpevolezza esente da ogni pregiudizio e basato sulla certezza di avere condannato un sicuro colpevole. Ma se tutto ciò non avverrà, se tutto ciò non sarà nella loro mente, o se tutto ciò nel tempo sarà smentito da altri giudicanti, chi risponderà alla propria coscienza, chi risponderà al potere dei giusti? E’ vero, ci sono tre gradi di giudizio poiché la possibilità di commettere un errore giudiziario, è insita nello stesso sistema, ma dovrebbe essere sempre individuata la vera motivazione che ha innescato l’errore, per diversificarla nettamente da quella che, invece, potrebbe essere solo la diretta conseguenza dell’applicazione inesatta di un modello giudiziario predefinito. Non è possibile la consequenziale applicazione di un “giudizio” di colpevolezza, quale mera conversione di una semplice ”opinione” di colpevolezza; occorre una “decisione giusta”. E’ una valutazione che rimetto a tutti voi, a voi che acclarate un giudizio di colpevolezza, a voi comuni cittadini che giudicate senza conoscere gli atti processuali, a voi organi di stampa che a volte invece che cronisti siete narratori di una sola parte, non esercitando la funzione di storici del presente e dimenticandovi che se volete giungere alla verità, di regola, dovreste ascoltare le “due campane” e non credere a nessuno delle due; ma è anche una valutazione che rimetto a chi, dopo di voi, dovrà confermare o smentire quello che è stato già acclarato, nella speranza che ciò non avvenga su una semplice “opinione” ma su un “giudizio” maturato nel rispetto dei canoni e delle procedure del codice penale a cui, ogni magistrato, a suo tempo ha prestato certamente giuramento. Aspetterò le motivazioni della sentenza di primo grado e dovrò purtroppo attendere ancora altro tempo, ci vorranno altri gradi di giudizio, affinché la mia “non colpevolezza” possa finalmente essere legittimata oltre ogni ragionevole dubbio". Ing. Demetrio Cento.
(122) Storica sentenza della VI Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione (Carribba Presidente – Iacoviello PG) che, in accoglimento dei motivi di ricorso elaborati dall’avvocato Aurelio Chizzoniti, in difesa di Piero Sansonetti già Direttore dell’Ora di Calabria e Consolato Minniti Capo Servizio della redazione di Reggio Calabria, ha annullato senza rinvio l’ordinanza del Tribunale della libertà di Reggio Calabria,
(121) di Demetrio Malara*. Riceviamo e pubblichiamo. "Certo che Reggio è una città strana, in questi giorni abbiamo letto un pò dappertutto dello sdegno e dell’indignazione per la chiusura del campo CONI nel rione Modena, entro fine mese si prospetta invece la chiusura quasi certa di tutte le strutture per disabili mentali della città. Siamo venuti a conoscenza in modo casuale di questa notizia, oltremodo grave ed assurda.
(120) Venerdì 11 aprile 2014 si è svolta la riunione di insediamento del nuovo Comitato Provinciale INPS di Reggio Calabria. Il nuovo organismo, il cui numero dei membri è stato recentemente ridotto per legge da venti a quattordici, è attualmente composto da: sette rappresentanti dei lavoratori dipendenti; due rappresentanti dei datori di lavoro; due rappresentanti dei lavoratori autonomi;
(118) Presso la Aula ssp1 – nel cubo 0 del Ponte dell’Università della Calabria – in data 16 aprile, alle ore 18.00, si terrà l’incontro politico di studenti, docenti e lavoratori delle Università e del territorio con alcuni candidati della lista “L’altra Europa con Tsipras” per la circoscrizione dell’Italia del Sud.
(119) di Francesco G. Scopelliti*. Sabato 12 Aprile, l’Associazione Nuova Solidarietà di Salice Calabro, in collaborazione con i supermercati Conad e Simply di Catona, ha organizzato una colletta alimentare a favore della “Casa della Solidarietà Pasquale Rotatore”, centro di ascolto e pronta accoglienza.
(117) di Vincenzo Ielacqua*. Il presidente del Parco Nazionale d'Aspromonte Giuseppe Bombino esprime dolore e rimpianto per il grave lutto che in questi giorni ha colpito la comunità d'Aspromonte, poiché l'ultimo dei suoi più cari figli, letterati e scrittori, si è spento rendendola spoglia della fama e della bellezza del suo genio compositivo.
(116) “La visione degli Stati Uniti d'Europa, la visione della Patria europea contro l'Europa delle patrie nazionale e dei nazionalismi, un'europa dei cittadini e dei diritti, è una scelta assolutamente condivisa dai Radicali”. È quanto si legge nella nota di Giuseppe Candido, direttore del periodico online “Abolire la miseria della Calabria” e attivista calabrese del Partito Radicale Nonviolento, in risposta a quanto affermato da Michele Boldrin, leader di “Fare per fermare il declino” che, lo scorso 12 aprile, ha fatto
(115) di Demetrio Malara*. Riceviamo e pubblichiamo. "Sembra un titolo strano, che va controcorrente ma è esattamente quello che pensiamo. Nel pomeriggio di oggi, dopo aver letto alcuni titoli di giornali online la segretaria regionale del Movimento Europeo Diversamente Abili Calabria si è recata al campo coni di Rione Modena per rendersi conto della reale situazione della inagibilità dei servizi igienici.
(113) di Vincenzo Ielacqua*. A distanza di sedici anni dalla sua pianificazione, mai attuata, il Comune di San Luca avrà finalmente il Centro Visita del Parco Nazionale d'Aspromonte. Ieri, presso il centro "Falcone-Borsellino", i vertici del Parco Nazionale d'Aspromonte, il Presidente Giuseppe Bombino ed il Direttore Tommaso Tedesco, assieme alla dott.ssa Rosaria Giuffrè, Presidente della Commissione Straordinaria del Comune di San Luca,
(112) Si è svolto lo scorso 4 aprile presso i locali dell'Hotel Regent di Catona il Secondo Congresso Provinciale della Uil Temp di Reggio Calabria. I delegati, provenienti da tutta la provincia, hanno riconfermato all'unanimità il Segretario provinciale uscente Stefano Princi (nella foto), che rimarrà alla guida della forza sindacale nei prossimi anni.
(110) “Il Mediterraneo e l’Europa” il tema centrale dell’incontro svoltosi presso il Circolo Cittadino di Castrovillari (CS). L’iniziativa, moderata dal giornalista Luigi Pandolfi, è stata organizzata dal Circolo “La Sinistra” al fine di presentare alla città Eleonora Forenza e Tonino Perna, candidati locali alle elezioni europee del prossimo maggio per la lista “L’altra Europa conTsipras”.
(107) La scelta di Mario Toteda di ritirasi dalla corsa per la carica di sindaco di Rende ci ha colto di sorpresa. Siamo molto amareggiati per una decisione che, a nostro avviso, non trova giustificazione a meno di venti giorni dalla presentazione delle liste, stante anche alla massima fiducia che ciascuno di noi aveva riposto nella sua candidatura.
(108) di Vincenzo Ielacqua*. Il rischio idrogeologico connesso ai fenomeni in atto all’interno del bacino della fiumara “Bonamico” è stato l’argomento all’ordine del giorno affrontato nell’ambito del Tavolo Tecnico-Scientifico interistituzionale promosso dalla Amministrazione comunale di San Luca.
(103) Riceviamo e pubblichiamo. In attesa che il parlamento discuta la proposta di legge popolare su Eutanasia Legale, sui registri dei testamenti biologici continuano le ossessioni.