Reggio di Calabria: Cuzzola (Dialogo Civile) “Dobbiamo fare i nomi? Facciamoli. Dobbiamo lanciare proposte pazze? Facciamolo”

(59) di Enzo Cuzzola*. Da qualche giorno la rincorsa a fare nomi dei futuri candidati a Sindaco della nostra città si fa sempre più ampia. Allora voglio dire la mia anche io. Fra i tanti nomi che girano a me, quale futuro Sindaco, ne piacciono tre in particolare: D’Ascola, Gratteri e Renato Meduri.

 

Ma come ripeto, ormai, da mesi, la questione non è di nomi o solo di nomi. Infatti prima che i nomi sarebbe bene presentare agli elettori almeno una idea della futura città. E’ indubbio che la nostra città sta attraversando un momento di crisi finanziaria, parte endogena, dovuta ai mancati introiti di anni di tributi locali, sia esogena, dovuta ai continui tagli nei trasferimenti statali. Chiunque quindi si appresterà ad amministrarla deve partire da questa situazione di fatto, che provoca la necessità di fornire copertura finanziaria ai servizi da erogare  e di fornire liquidità per fronteggiare il pregresso indebitamento. Si dovrà però tenere necessariamente conto degli interessi degli stakeholders (cittadini portatori di interesse) per farli possibilmente convergere in uno sforzo comune di rilancio complessivo della città. La prima categoria di stakeholders è rappresentata dai dipendenti che, in questa situazione, vedranno scomparire dai bilanci i fondi per il salario accessorio. La seconda categoria è rappresentata dalle imprese che hanno tutto l’interesse a vedere ripartire gli investimenti del comune (non si dimentichi che nella nostra realtà cittadina rappresenta la più grande azienda) ed a vedere saldati i crediti pregressi. La terza categoria è rappresentata dai cittadini che hanno l’interesse ed il diritto di vedere erogati servizi soddisfacenti, ma senza dover pagare tasse e tariffe esose. Tutte e tre le categorie suddette hanno l’interesse a collaborare per vedere al più presto l’ente fuori dal tunnel. Allora quello che ci aspettiamo, noi stakeholders, è che le forze politiche che scenderanno in campo per la prossima tornata elettorale si facciano carico di portare avanti le iniziative che permettano all’ente un risanamento nei brevi tempi sopra detti. Per tornare velocemente ad una tassazione normale, per rilanciare gli investimenti verso quella città “turistica e vivibile” che desideriamo e che meritiamo. Ecco una proposta pazza. Aspettiamo quelle dei partiti dei movimenti e dei futuri candidati. *Fondatore Associazione Dialogo Civile e già dirigente settore Finanze del Comune di Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: SoGAS, Porcino “Area Metropolitana dello Stretto? Forse… solo a parole”

(60) “Non si tratta, inoltre, di società che persegue fini essenziali per la Provincia di Messina, tanto più che svolge la propria attività al di fuori del territorio di quest’ultima”. Una frase che non si riferisce all’ennesima società di servizi partecipata bensì addirittura alla Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto.

 

Un aeroporto che, al contrario di quanto affermato, per sua stessa collocazione geografica inevitabilmente invece è di enorme interesse per tutti quanti a vario titolo operano, lavorano e vivono nell’area che va da Reggio C. a Messina, istituzioni ed enti territoriali compresi. Quanto sopra riportato in virgolettato non consiste in una semplice dichiarazione di intenti di carattere politico o di stampo elettoralistico, bensì coincide con quanto contenuto in premessa di un atto di citazione notificato alla Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto da parte dei legali incaricati dal Commissario della Ex Provincia Regionale di Messina. Quasi come se il tanto invocato diritto alla continuità territoriale, quale presupposto per la città metropolitana dello Stretto, ad ottenere adeguati servizi aeroportuali non valesse più nulla, non interessasse più a nessuno, non riguardasse appunto, anche e soprattutto, i cittadini residenti a Messina e Provincia, Isole Eolie comprese. Con buona pace di tutte le svariate tavole rotonde, convegni ed eventi promossi, a vario titolo e su entrambe le sponde, sulla futura creazione di un'unica grande Area Metropolitana dello Stretto. Un’idea, evidentemente, purtroppo destinata a rimanere solo tale. Una idea di facciata, dunque, valida … solo a parole. A che cosa è servita la recente riunione in Commissione Trasporti – si domanda Porcino – svoltasi alla presenza del Sindaco Accorinti e dell’Assessore Cacciola per il Comune di Messina, del Presidente Raffa per la Provincia di Reggio Calabria e, addirittura, anche dello stesso Commissario Romano per la Provincia Regionale di Messina, per parlare di Metromare, Ferrovie, Aeroporto, Porti di Tremestieri e di Giammoro e di diritti per migliorare la mobilità nell’area dello Stretto? Ma di quale Aeroporto hanno parlato i presenti?  Naturalmente – prosegue Porcino –  non intendiamo entrare nel merito della querelle giuridica poiché a farlo saranno i nostri legali incaricati presso le competenti sedi dove sarà valutata la fondatezza delle ragioni reciproche tra le parti. Dal nostro punto di vista, piuttosto, ci sono fondati motivi per ritenere assolutamente pretestuosa una simile iniziativa. È l’ennesimo tassello che si aggiunge ad un mosaico che ormai si va delineando di giorno in giorno. Mi domando infatti – chiosa Porcino –  se per caso dietro tutti questi tentativi di danneggiare la Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto non vi sia l’interesse a farci fallire a tutti i costi… Forse sullo sfondo ci sono gli interessi legati alla realizzazione di una società unica aeroportuale? Oppure, ancora, gli interessi legati al sogno dell’aviosuperficie da realizzarsi in quel di San Filippo sul Mela? Un opera pubblica, lo ricordiamo, per il cui studio di fattibilità, lo stesso Commissario Romano, ha già appunto previsto nella sua programmazione di spendere circa trecentomila euro di soldi pubblici, anziché pagare i debiti che l’ente da lui rappresentato ha nei nostri confronti. Un disegno – Conclude Porcino – che se dovesse realizzarsi, con la complicità di tutti gli attori in campo, finirebbe inevitabilmente per penalizzare fortemente non solo quanti, come noi, hanno davvero a cuore le sorti dell’Aeroporto dello Stretto, ma anche per pregiudicare inevitabilmente il destino occupazionale di tutti i nostri lavoratori. Con buona pace di quanti non avranno altra alternativa se non quella per volare di recarsi obbligatoriamente ed unicamente a Catania o Lamezia Terme. Se cosi non fosse, (ce lo auguriamo!) allora ci saremo sbagliati. Anche se, come ricorda un antico adagio, però sempre attualissimo, a pensare male si fa peccato però spesso … Intanto per capire il futuro si attende la prossima Assemblea dei Soci Sogas SpA che si terrà il prossimo 15 aprile.

 

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Reggio di Calabria: i Giovani dell’NCD “Non possiamo stare zitti. Il domani appartiene a noi!”

(58) "Non possiamo stare zitti davanti ad una sentenza inflitta al Presidente Scopelliti, che riteniamo ingiusta, seppur di primo grado. Non possiamo stare zitti perché a nostro avviso è una sentenza di natura politica, basata non su prove bensì su supposizioni di chi, nel corso degli anni, ha tentato di fare politica senza mai riuscire a vincere un confronto elettorale e che si trova costretto a ricorrere ad altri metodi per far fuori l’avversario,

 

dando così per scontato che dopo quattro lunghi anni di assenza, può tornare ad occupare le tanto ambite poltrone, e perseguire di nuovo i propri interessi più che quelli della collettività, come dimostrato in passato. Certi che la giustizia, quella vera, farà il suo corso, e ci permetterà di collezionare un’altra vittoria, attendiamo fiduciosi senza perdere di vista i nostri obiettivi per il bene della nostra comunità. Quello che sta accadendo rappresenta per noi giovani un ulteriore motivo che ci spinge ad essere ancora più presenti nel territorio, e più determinati nel nostro operato, perché da sempre l’impegno della nostra politica è stato contrassegnato dal naturale contatto con la gente, non siamo stati chiusi in salotti ma per strada e ciò ci ha consentito di conoscere i reali problemi della nostra terra in maniera da poterci battere per una risoluzione ottimale ed immediata. Esprimiamo dunque la nostra più convinta vicinanza, oggi più che mai, al nostro Presidente, che con la ferma decisione di dimettersi dal suo ruolo, seguendo il passaggio istituzionale e passando prima dal consiglio regionale, ci ha dato un motivo in più, semmai ce ne fosse bisogno, di essere orgogliosi di far parte di questo gruppo umano e politico che sostiene una persona che da sempre per noi rappresenta un grande esempio di umiltà e correttezza, un esempio di buona politica, e di attaccamento alla propria terra. Caro Presidente non si preoccupi, anche in questa battaglia avrà al suo fianco un rinvigorito movimento giovanile, che tornerà, come un tempo in altre battaglie, la spinta propulsiva ed avanguardistica del partito sul nostro territorio. Siamo nati combattenti e non moriremo conigli… Il domani appartiene a noi"!

 

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Reggio di Calabria: Università Mediterranea, Nociti e Pontoriero lasciano l’Udc

(57) di Emilia Condarelli. “Quando cambiano i presupposti che hanno determinato una scelta, allora è giusto prenderne atto e fare un passo indietro, rispettosi delle proprie convinzioni e degli ideali etico-politici che le hanno determinate”.

 

Esordiscono così Alessandro Nociti, coordinatore provinciale dei giovani Udc e Pasquale Pontoriero coordinatore Studicentro dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, in un breve comunicato stampa con il quale annunciano le loro dimissioni. “E’ proprio per questa ragione – spiegano infatti – che abbiamo maturato, dopo una profonda e sofferta riflessione, ed un confronto con i tanti giovani del partito che ci sostengono, la decisione di dimetterci non coincidendo più il percorso intrapreso dal nostro gruppo con quello del partito. Augurando al nuovo coordinatore provinciale, i più sinceri auguri di buon lavoro – concludono Nociti e Pontoriero – il nostro pensiero va ai tanti amici, tra i quali Giampiero Zinzi, Giuseppe Idà, Andrea Bruni e Virgilio Falco, con i quali abbiamo condiviso un percorso esaltante nella promozione dei diritti degli studenti e delle politiche giovanili più in generale”.

 

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Reggio di Calabria: NCD, il Circolo Reggio è viva “Democrazia o oligarchia?”

(56) Siamo convinti che il popolo sia sovrano, ma sostanzialmente nei fatti incominciamo a nutrire qualche dubbio!!! Abbiamo assistito, inermi, ad una escalation di Premier “nominati”, sempre e comunque, per il bene dell’Italia!!!

 

La cronaca ci racconta che questa girandola di “incaricati” abbia avuto inizio grazie ad una trama ordita oltralpe, passata per i salotti della Capitale “Bilderberg”, abbia sfruttato la diffusione di un termine ai più sconosciuti (signore e signori Sua maestà…) lo SPREAD. E fù così che cadde il Cav. Berlusconi (eletto), venne il prof. Monti, vottammo (il cdx dato per morto resuscitò) e dopo lo stallo il Colle decise avanti con (le larghe intese) Letta, ma ciò non bastò e quindi il sindaco Renzi, eletto Segretario del Pd, fece il giro dell’Oca più veloce di tutti e diventò I° Ministro. In quanti hanno effettuato tutte queste scelte??? Una dozzina di persone per l'Italia intera purtroppo!!! Nel mentre, la città di Reggio Calabria subiva la Sua seconda storica umiliazione, il Consiglio Comunale venne commissariato per Mafia. Un civico consenso eletto da tanti fu sciolto dal giudizio di pochi! Mentre ci battevamo per lanciare messaggi positivi dalla nostra terra che fossero attrattivi per i turisti e gli investitori, ecco arrivare i Commissari, che intrappolati dalla  macchina burocratica comunale, a volte, purtroppo non riescono a garantire neanche i servizi minimi. Punto di riferimento Istituzionale, la Regione Calabria, con una maggioranza eletta confermata dal voto delle politiche, che assorbiva le istanze, le emergenze del territorio e nel mentre si apprestava a redigere la Progr. Europea 2014-2020 strumento di crescita e sviluppo per il territorio. Ebbene, anche qui siamo ai titoli di coda, condannato il Presidente Scopelliti tutto si appresta ad essere diverso da come i calabresi l'avevano pensato. Noi non vogliamo entrare nel merito e nel metro di giudizio, che hanno visto maturare queste decisioni, ma constatiamo i fatti e ci accorgiamo che ogni qual volta il popolo si esprime manifestando la propria volontà, questa, viene disattesa usando una formula, che potrebbe risultare "pirandelliana": < nel nome del popolo italiano…>. Ai posteri l'ardua sentenza!!!! Circolo NCD "Reggio è ViVa" (e riflette).

 

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Reggio di Calabria: Germanò (NCD) “Multiservizi, ancora sorprese”

(55) "La gestione della vicenda ex Multiservizi registra un altro atto che a dir poco ci lascia senza parole. Come è ormai noto a tutti, dopo mesi di approfondimenti, studi, analisi e verifiche, al termine dei quali il gruppo di lavoro, costituito dai dirigenti comunali, avrebbe dovuto consegnare ai Commissari una relazione sulla fattibilità della costituzione di una società in house,

 

ci siamo imbattuti invece nella delibera del 5 marzo scorso con la quale viene assegnato ai soliti alti burocrati dell’Ente il compito di predisporre il piano industriale e tutti gli atti conseguenti per la costituzione di ben due società. Con determina n. 795 dell’1 aprile scorso la dirigente del settore competente assume la decisione di emanare una manifestazione di interesse per individuare soggetti terzi esterni all’Amministrazione, con il compito di predisporre gli atti indicati nella delibera della Commissione del 5 marzo, naturalmente dietro adeguato compenso. Si rimane sconcertati. Tale atto e tale procedura certifica la circostanza che in questi mesi si è volutamente preso in giro la città, i lavoratori ex Multiservizi e le loro famiglie. Perché dopo aver atteso otto mesi per produrre il nulla, oggi addirittura ci si rivolge a professionisti esterni per predisporre un semplice piano industriale? I dirigenti del Comune sono impegnati in altre attività o in questa maniera si manifesta la loro incapacità a risolvere tali problematiche? Oppure, ancora, dietro tale iniziativa si nascondono altri obiettivi che si possono identificare nella scelta di non avviare percorsi finalizzati alla soluzione della vicenda e al mantenimento dei livelli occupazionali? Si vuole forse procrastinare per giungere alle elezioni senza assumersi alcuna responsabilità? E ai lavoratori e alle loro famiglie che dovranno continuare a rimanere nel limbo senza certezza alcuna che cosa diranno questi dirigenti? Alla città che continuerà a rimanere senza servizi indispensabili questi “scienziati” della burocrazia comunale come si giustificheranno? Semplice, reciteranno la solita lezioncina affermando che “c’è il buco di bilancio, che negli anni il centro-destra ha sperperato tutto, che non ci sono soldi”… Non è così e ormai i cittadini cominciano ad avere le idee chiare sulle responsabilità. L’appello che nei giorni scorsi avevamo lanciato alle altre forze politiche è purtroppo caduto nel vuoto. Nessuno ha inteso raccoglierlo e ci ritroviamo ancora una volta da soli a stare accanto ai lavoratori ex Multiservizi e alle loro famiglie. La loro battaglia è la nostra e continueremo a vigilare affinchè non si lasci nulla di intentato per giungere alla migliore soluzione nell’interesse della città e dei lavoratori". Franco Germanò, Nuovo Centro Destra.

 

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Reggio di Calabria: riprenderanno i lavori per la realizzazione del nuovo canile Lega per la difesa del cane

(54) di Stefano Perri. Riprenderanno, finalmente, dopo varie vicissitudini burocratiche i lavori per la realizzazione del nuovo canile della Lega per la difesa del cane sez. RC, già interrotti per l’esaurimento dei fondi a disposizione. L’Associazione Lega per la difesa del cane RC vuole, a tal proposito, rendere noti alcuni fatti accaduti negli ultimi mesi.

 

Orbene, successivamente al predetto stop lavori, e mentre l’associazione stessa si adoperava a reperire altre risorse per completare la propria tanto sperata struttura, la Regione Calabria, in persona del Governatore, quale commissario ad acta per la sanità, emanava il decreto n. 197 del 20 dicembre 2012 in tema di randagismo. Questo provvedimento, oltre a prevedere nuovi requisiti strutturali per tutti i canili, stabiliva un termine per l’adeguamento delle strutture esistenti di sei mesi dalla sua entrata in vigore, pena la loro chiusura immediata. La Lega per la difesa del cane che, in persona della Presidente Rogolino Rosa, gestisce attualmente il rifugio di Campo Calabro, rilevato da un precedente proprietario con il solo scopo di salvare i circa 300 cani ivi ospitati, in forza del predetto decreto, avrebbe visto chiudere il proprio canile, non adeguabile agli standard previsti dalla disposizione regionale. Ma, soprattutto, avrebbe subito la deportazione dei propri cani, laddove entro il 31 maggio 2013(ovvero i 6 mesi previsti dal decreto) non si fosse trasferita presso la sua nuova struttura in costruzione. L’Associazione con i suoi straordinari volontari, rendendo pubblica tale situazione di difficoltà e urgenza sopravvenuta, avviavano immediatamente una raccolta fondi, anche tramite i social network, che riscuoteva una grande solidarietà da parte della gente, la quale riconosceva l’annoso operato della Lega del cane sul territorio. Tuttavia, scontrandosi con l’inesorabile decorso del tempo, a cui corrispondeva una macchinosa burocrazia amministrativa, vista anche l’avvenuta modifica totale del progetto iniziale del nuovo canile, imposta dal decreto in questione, si optava, quasi alla disperata, per l’ottenimento di una proroga. Insperatamente e fortunatamente questa richiesta veniva, però, accettata, previa presentazione di un cronoprogramma lavori del nuovo rifugio, ciò anche per le conseguenze nefaste dell’applicazione del medesimo decreto che avrebbe portato alla chiusura della maggior parte dei canili calabresi esistenti, con grave ripercussione sulla già incontrollabile piaga del randagismo. Ebbene, oggi la Lega per la difesa del cane di RC si rivolge nuovamente ai propri sostenitori e a tutti gli animalisti calabresi, che con la loro solidarietà hanno già realizzato lo straordinario risultato di consentire la ripresa dei lavori per il nuovo canile. Infatti, il loro preziosissimo sostegno ha permesso di coprire le innumerevoli spese burocratiche, nonché le spese di nuova progettazione della struttura, e consentiranno altresì di realizzare parte importante del nuovo canile. Tuttavia, serve un ultimo importante sforzo per scongiurare una nuova interruzione dei lavori, che potrebbe definitivamente chiudere la porta al sogno di avere una struttura all’avanguardia nazionale, e unica in Calabria, dove randagi e senza famiglia troverebbero una casa confortevole in attesa della sperata adozione. Qualsiasi tipo di supporto o aiuto sarà fondamentale per il raggiungimento di questo grande obiettivo, per il bene degli amici a quattro zampe. L’Associazione è consapevole che questo appello non resterà senza riscontro, avendo sempre trovato il sostegno e l’appoggio della gente, senza le quali nulla sarebbe stato realizzato, laddove invece le Istituzioni sono sempre rimaste inerti, nonostante le numerose istanze in tal senso sottopostegli e le dimensioni tragiche che il randagismo ha raggiunto in Calabria.

 

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Reggio di Calabria: preoccupati per l’incolumità dei bambini della scuola materna di San Gregorio, Liberi di Ricominciare scrive ai Commissari per segnalare un grave pericolo ignorato da ottobre

(53) Nei giorni scorsi una delegazione del Movimento Liberi di Ricominciare ha incontrato le signore Ferro e Cilione – due dei tre rappresentanti dei genitori della Scuola Materna di San Gregorio – per conoscere i fatti in merito all’inagibilità di una porzione di immobile del plesso scolastico comunale che non solo provoca enormi disagi, ma addirittura mette in pericolo l’incolumità dei bambini.

 

Durante l’incontro è spiccato in modo inequivocabile lo sfogo delle mamme dinanzi ad una burocrazia che non solo non agisce, ma peggio che usa come alibi scaricare le responsabilità da un settore all’altro. Le prime denunce risalgono al mese di ottobre e, nonostante i vari solleciti fatti al Dirigente scolastico Marcianò e alle invane visite agli uffici preposti del Cedir, oltre a qualche sporadico sopralluogo per stemperare la dovuta e incontenibile ira delle mamme, nessuno sa cosa fare e soprattutto nessuno si assume le proprie responsabilità. Intanto i mesi passano ed il rischio di incolumità aumenta sempre più. Paolo Ferrara: “non capisco come si fa a restare inerti dinanzi a queste situazioni di emergenza. La porzione dell’immobile pericolante è quella che dovrebbe garantire ai bambini l’unico ingresso a scuola!!! Questa spiacevole situazione va avanti sin dal mese di ottobre. Il comune più volte sollecitato oltre a scaricarsi le competenze da un settore all’altro, ha cercato di soddisfare le innumerevoli pressioni dei genitori provvedendo con tre semplici sopralluoghi, senza mai intervenire seriamente a risolvere questa somma urgenza. È inaccettabile pensare che i genitori per garantire ai propri figli l’obbligo di presenza a scuola devono provvedere ad accedere “abusivamente” in un fondo privato (provocando non pochi disagi ai proprietari) e solo attraversandolo è possibile garantirne l’entrata, ma non dall’ingresso principale, bensì dal retro!!! Cosa assurda è che questo percorso alternativo viene utilizzato anche dagli stessi insegnanti e dal dirigente scolastico. Occorre urgentemente mettere in sicurezza questa struttura oppure per intervenire bisogna aspettate che ci sia una tragedia??? Sollecitiamo l’immediato intervento dei commissari affinché provvedano tempestivamente al ripristino della parte di immobile non agibile al fine di ridare la dovuta tranquillità a tutti quei genitori che, quotidianamente, sono angosciati dal rischio di incolumità dovuto al solo diritto di garantire ai propri figli la giusta frequenza scolastica. Se l’intervento risolutivo non si dovesse verificare entro pochi giorni dalla nostra richiesta, attraverso i nostri legali non solo attiveremo le dovute procedure necessarie a denunciare tempestivamente l’inadempienza dei responsabili attraverso un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica, ma a spese nostre e col pieno sostegno dei genitori provvederemo a mettere in sicurezza le parti carenti. Meglio risolvere il problema ed essere denunciati piuttosto che piangere per colpa di incapaci. Commissari non si scherza sulla vita dei bambini!!!”. Il Presidente, Paolo Ferrara.

 

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Reggio di Calabria: SoGAS, il Cda sulla “crisi-stipendi” dei lavoratori

(41) Il Consiglio di Amministrazione non ha mai nascosto le sue difficoltà lanciando più volte anche dei veri e propri gridi di allarme. A dichiararlo è il Presidente Sogas SpA dr. Carlo Alberto Porcino in riferimento al mancato pagamento delle ultime tre mensilità, oltre la tredicesima, in favore dei lavoratori del gestore aeroportuale.

 

Chi non ricorda – prosegue Porcino – il tentativo promosso dal socio di maggioranza Provincia di Reggio Calabria che, nello scorso mese di dicembre, era intervenuto economicamente per cercare di alleviare le pene di un Natale purtroppo tristemente “in bianco”, cioè senza stipendio per i lavoratori Sogas e per le loro famiglie? Tentativo ricorderete poi, però, purtroppo naufragato miseramente dietro le pretese e le azioni di un ex consulente legale, espressione di un vecchio modo di concepire la Sogas quale società “pubblica” unicamente fonte di prebende e contratti d’oro tipicamente da Prima Repubblica. Oltre quella iniziativa, sostanzialmente il niente. Solo ripetuti incontri e riunioni puntualmente finite nella eccessiva attesa di lungaggini burocratiche che tutto frenano, paralizzano, ostacolano. Quasi come se del presente e del destino di questi lavoratori, non gliene interessasse più a nessuno. Non c’è stata anche una sola ma tempestiva iniziativa atta a garantire maggiore liquidità nelle casse della Sogas da parte degli altri enti soci che ricordiamo essere anche la Provincia Regionale di Messina, il Comune di Reggio Calabria, la Camera di Commercio reggina e la Regione Calabria. Arrivati a questo punto, ci rendiamo conto benissimo – sostiene Porcino – che il nostro socio di maggioranza, la Provincia di Reggio Calabria guidata dal Presidente Raffa non può essere lasciato da solo a farsi carico del presente e del futuro dell’Aeroporto dello Stretto e, finanche, di tutti i buchi economici delle gestioni del passato. Ma allora chi è che si fa avanti? A chi tra gli altri soci interessa davvero, non solo a parole, il destino dell’Aeroporto e dei suoi lavoratori? Da oltre un anno – ricorda il Presidente Porcino – andiamo ripetendo agli Enti Soci, alle Organizzazioni Sindacali, a tutti in occasione di conferenze stampa e sui media, che esiste una evidente e crescente crisi di liquidità di cassa determinata dal fatto che le principali compagnie aeree operanti presso lo scalo non riversano i soldi dei passeggeri che però loro incassano dall’acquisto dei biglietti. Così facendo non pagano puntualmente quanto devono al gestore creando queste difficoltà. Ci sono poi impegni di spesa e contributi assegnati che tardano a materializzarsi nelle casse del Gestore che potrebbero certamente compensare i ritardi nei pagamenti delle compagnie aeree. Esistono progetti per interventi già approvati e finanziati con fondi PON – FESR 2007/2013 per ben 9,5 milioni di euro che, fino ad un mese fa, giacevano polverosi nei cassetti del Dipartimento LL.PP. della Regione Calabria. Speriamo che la finalmente avviata definizione degli iter ad essi relativi, una volta giunto il relativo parere di coerenza programmatica rilasciata dal Dipartimento Programmazione e Bilancio, trovi adesso il giusto e veloce epilogo poiché si tratta di progetti ed interventi fondamentali, previsti dal nostro Piano Industriale, dalla cui definitiva attuazione dipende il rilascio della concessione per la Gestione Totale da parte della Direzione Nazionale di Enac. Gestione Totale che – lo ricordiamo – equivale ad un possibile adeguamento tariffario pari a più del doppio di quanto oggi viene introitato dal Gestore per ogni singolo passeggero. Il che equivale per Sogas all’unica possibilità per riuscire a pagare gli stipendi e gestire efficientemente un aeroporto. Il Consiglio di Amministrazione della Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto ritiene che i lavoratori interessati abbiano assolutamente tutto il sacrosanto diritto di far conoscere e far valere le proprie ragioni, soprattutto di fronte alla manifesta impossibilità da parte dell’Azienda a garantire loro la corretta corresponsione degli emolumenti già maturati nell’ultimo trimestre, oltre la tredicesima mensilità. Questo CdA comprende benissimo quante e quali sono le difficoltà di questi lavoratori e delle loro famiglie e li ringrazia di cuore per il comportamento responsabile fin qui adottato dagli stessi nel garantire ogni giorno il corretto funzionamento operativo  dell’Aeroporto. In ordine alle cause ed alle difficoltà riscontrate nel pagamento degli stipendi questo Consiglio di Amministrazione si è già mosso in tempo utile, com’è noto anche alle stesse Organizzazioni Sindacali. In ultimo, proprio il giorno precedente l’Assemblea dei Lavoratori, è stato deciso di
convocare i Soci in assemblea ordinaria per riproporre loro le soluzioni possibili per uscire da questo stato di crisi. La convocazione sarà resa nota all’opinione pubblica, alle stesse segreterie provinciale e regionali dei Sindacati.

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Reggio di Calabria: Cuzzola interviene sulla riduzione delle indennità agli amministratori del 2010

(42) di Enzo Cuzzola*. Sulla riduzione delle indennità agli amministratori, e conseguente recupero ad opera dei Commissari, come conseguenza dello sforamento del patto di stabilità per il 2010, la questione non è quella di stabilire a quali amministratori applicarla, cioè quelli in carica nel 2010 o quelli in carica nel 2011, anche perché come vedremo questo dubbio è risolto dalla norma, bensì quanto sia corretto applicare una sanzione ad amministratori che non avevano contezza dello sforamento stesso, almeno mentre erano in carica.

 

A Reggio la violazione del patto per il 2010 è stata accertata nel 2012, con l’approvazione del relativo rendiconto, per cui la riduzione delle indennità si applica agli amministratori in carica nel 2010. I Commissari hanno provveduto a rideterminare le indennità, godute nell’anno 2010 dagli amministratori, in seguito allo sforamento, costatato per quell’anno, del patto di stabilità, e stanno chiedendo ufficialmente la restituzione dei maggiori importi percepiti. Quanto alla annualità alla quale applicare la riduzione la norma è chiara: Nella ipotesi in cui la violazione del patto di stabilità sia accertata oltre l’anno successivo, le sanzioni si applicheranno nell’anno successivo a quello dell’accertamento, mentre la riduzione delle indennità sarà applicata agli amministratori in carica nell’anno della avvenuta violazione. A Reggio la violazione del patto per il 2010 è stata accertata nel 2012, con l’approvazione del relativo rendiconto, per cui la riduzione delle indennità si applica agli amministratori in carica nel 2010. Le regole sono dettate dalla Legge 12 novembre 2011, n. 183, all’articolo 31, comma 28, che così recita: Agli enti locali per i quali la  violazione del patto di stabilità interno sia accertata successivamente all'anno seguente a quello cui  la violazione si riferisce, si applicano, nell'anno successivo a quello in cui è stato accertato il mancato rispetto del patto di  stabilità interno,  le sanzioni di cui al comma 26. La rideterminazione delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza è applicata ai soggetti di cui all'articolo 82 del testo unico di cui al decreto  legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, in carica nell'esercizio in cui è avvenuta la violazione del patto di stabilità interno. Fermo restando quanto sopra, tuttavia, non ci sembra corretto provvedere, senza alcuna ulteriore valutazione di merito, al recupero della maggiori indennità percepite. Infatti il sistema sanzionatorio del patto vuole colpire quei comportamenti commissivi ovvero omissivi che, per favorire il territorio, finiscono per non rispettare gli obiettivi di finanza internazionale. Ora, senza volerci avventurare in ragionamenti di filosofia del diritto, per i quali peraltro non abbiamo neanche le competenze necessarie, ci sembra lapalissiano che gli amministratori dell’epoca, se fossero stati consapevoli (cosa veramente impossibile almeno per i componenti i consigli di circoscrizione), dello sforamento del patto, accertato solo successivamente e solo come conseguenza della accertata non veridicità di alcune poste di bilancio, sarebbero stati chiamati a risponderne anche in sede penale. Ora la costatazione che gli amministratori hanno potuto avere contezza delle “irregolarità”  nel bilancio solo a posteriori ci fa ritenere che agli stessi, ai quali nessuna condotta, né commissiva né omissiva, è stata imputata in sede penale, non sia legittimo applicare alcuna sanzione, per lo sforamento del patto nell’anno 2010, avvenuto indipendentemente dalla loro cognizione, volontà ovvero omissione. *Fondatore Associazione Dialogo Civile e già dirigente settore Finanze del Comune di Reggio Calabria.

 

 

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Reggio di Calabria: emergenza rifiuti in Città, l’avv. Calarco scrive alle Istituzioni

(40) Riceviamo e pubblichiamo.

Alle Spett.li

Amministrazione Comunale – Settore N.U. – Reggio Calabria
Terna Commissariale – Reggio Calabria
Amministrazione Provinciale – Assessorato Ambiente – Reggio Calabria
Regione Calabria – Assessorato Ambiente – Reggio Calabria
Prefettura – Reggio Calabria
Procura della Repubblica – Reggio Calabria
Organi di stampa e comunicazione.
 
Oggetto: Emergenza rifiuti a Reggio Calabria.
                                

 

Lo scrivente, Consulente del Lavoro e Avvocato, ha il proprio Studio Professionale in Reggio Calabria, sulla Via S.Caterina, n.155/A, ad un isolato di distanza dal Ponte della Libertà. In strada, proprio sotto le sue finestre, sono allocati dei cassonetti per la N.U., nei quali convergono i rifiuti di tutti i residenti della zona, e, probabilmente, di utenti in transito sulla trafficatissima via, di sostanziale ingresso lato Nord all’intera città. Da varie settimane, ormai, l’Amministrazione Comunale non provvede al dovuto relativo ritiro e pulizia del sito, con conseguente accumulo quantitativamente stimabile nella capacità di un container. Tanto sta comportando gravissimo nocumento:
– alla salute pubblica, per il forte rischio di epidemie, e per il nauseabondo fetore che ne promana;
– all’ambiente, atteso che, oltre il rischio collegato all’eccessivo accumulo, nella attuale assoluta mancanza di controllo, nel sito può accadere che vengano scaricati anche rifiuti non urbani;
– all’Ordine Pubblico, per le continue incomprensioni tra i residenti e/o i passanti;
– all’immagine di questa già martoriata città, e dei suoi cittadini per bene, atteso che il sito, si ribadisce, sostanzialmente ne rappresenta il biglietto da visita per chi vi entra;
– alla circolazione stradale e pedonale, atteso che i sacchi di immondizia hanno ormai invaso oltre la metà della carreggiata ed hanno totalmente occupato il marciapiede;
– alla proprietà privata, atteso che il cumulo è addossato al fabbricato dello scrivente, direttamente sotto le finestre del suo studio, per cui, oltre il disagio già in essere, ove vi si dovesse sviluppare un incendio, ne conseguirebbe un notevole danno alla struttura.

Reiterate, e a più voci, sono state le proteste e le richieste di intervento, rimaste, tutte, vane.

Pertanto, a nome proprio e delle famiglie Crucitti e De Pasquale, residenti nelle vicinanze del sito indicato, si intima l’immediato adempimento delle rispettive competenze degli Enti in indirizzo per l’adeguato ripristino della legittimità, fatto salvo ogni altro diritto, causato e/o conseguente, che lo scrivente si riserva di tutelare nelle sedi legali più opportune, senza ulteriori avvisi.

Alla Procura della Repubblica, in particolare, si chiede di verificare se siano ravvisabili, nel caso, delle fattispecie di reato, quali disastro ambientale, procurato rischio alla salute, omissione di atti di ufficio, e quant’altro, nonché, atteso che è notizia di pulizia cittadina a c.d. macchia di leopardo, anche lungo la medesima via oggetto di questa nota, nell’eventuale mancanza di criteri oggettivi di intervento degli addetti, peculato, interessi privati in atti pubblici, abuso di ufficio, e similari.

Altresì, stanti le difficoltà di non facile e imminente definizione, che si legge esistano in merito ai siti di stoccaggio, e in attesa di definitivo adeguamento, si chiede a chi di competenza di fornire adeguate notizie alla cittadinanza se siano state verificate tutte le soluzioni alternative possibili, anche temporanee, al fine di mettere in assoluta sicurezza ambientale e sanitaria il territorio, sotto il diretto e continuo controllo di Forze dell’Ordine, Prefettura e Procura della Repubblica, in supporto agli Enti all’uopo demandati.
 
A tutti gli Organi di stampa e comunicazione si chiede espressamente di pubblicare per intero questa nota, atteso il grande interesse pubblico dell’argomento.

Ringraziando anticipatamente per quanto sarà fatto, nel precipuo interesse dell’intera comunità, porgo distinti saluti.

Reggio Calabria 24.02.2014                                 Avv. Vincenzo Calarco

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Reggio di Calabria: vicenda Multiservizi, De Biasi (NCD) “Più fiduciosi grazie alla caparbietà ed all’impegno del Governatore Scopelliti”

(39) Riceviamo e pubblichiamo. “Le notizie diramate nella giornata di ieri da Palazzo San Giorgio circa l’evolversi della vicenda legata agli ex Multiservizi, da un lato rasserena gli animi delle centinaia di famiglie interessate, dall’altra ci induce, però, a mantenere alta l’attenzione su una problematica la cui risoluzione definitiva non può più essere rimandata.

Senza dubbio, dopo le proteste delle scorse settimane, oggi siamo più fiduciosi: finalmente, infatti, la caparbietà e l’impegno del Governatore Scopelliti hanno fatto si che si affrontasse la matassa con assoluta fermezza e con la volontà di procedere verso la strada “tracciata” nel Luglio scorso al termine del tavolo tecnico in Prefettura. Proprio quella linea, segnata da Scopelliti, sembra essere l’unica percorribile al fine di salvaguardare ogni singolo posto di lavoro in una realtà, quella reggina, già provata da una situazione economica e sociale di estrema difficoltà. Non possiamo dunque perdere ulteriore tempo. Se da una parte ci rincuora il cronoprogramma stabilito tra Comune e Organizzazioni sindacali per l’avvio delle procedure per la costituzione della società in House (e l’inserimento dei lavoratori), dall’altra deve restare sempre molto alta la nostra attenzione perché, ognuno, svolga fino in fondo la propria parte senza tentennamenti e senza tergiversare ulteriormente. Si ridia totale serenità alle famiglie e ai lavoratori, si ridia una servizio dignitoso alla collettività reggina, si ridia, in sintesi, un senso di parità e giustizia sociale a tutta questa storia”. Giuseppe De Biasi, Presidente Circolo NCD – Reggio Nord “Noi ci dedichiamo”.

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare, emergenza rifiuti “Attivare le Associazioni di volontariato per monitorare i territori e prevenire eventuali roghi”

(38) Riceviamo e pubblichiamo. Le dichiarazione rilasciate dalla Daneco Impianti Spa – la Società che gestisce l'impianto di Pianopoli, unico terminale per lo scarico dei rifiuti provenienti da gran parte del territorio regionale – sono davvero inquietanti per l’incolumità della salute pubblica.

 

Infatti, a causa delle avverse condizioni meteorologiche delle ultime settimane, una frana ha causato l’impraticabilità alla percorrenza della strada che porta alla discarica, tenendo così in sospeso l’intera Calabria che da giorni vive l’incubo di una grave emergenza sanitaria. Il peggio è che la società non prevede alcuna riapertura dell’impianto fin quando non saranno nuovamente garantite le condizioni di ordinaria sicurezza per l’accoglimento dei mezzi adibiti al conferimento dei rifiuti. Sull'emergenza rifiuti la regione ha approvato ieri in Consiglio una norma che autorizza, per il 2014, il conferimento dei rifiuti presso impianti privati. Si spera che tale azione sia sufficiente a colmare i disservizi pregressi che hanno causato l'emergenza. Il movimento Liberi di Ricominciare, già nei giorni scorsi, sollecitava Sindaci e Commissari prefettizi dei Comuni calabresi a dichiarare subito lo stato di emergenza, provvedendo urgentemente all’acquisto e alla distribuzione alla cittadinanza di sacchetti ermetici colorati per tipologia di rifiuto necessario alla classificazione degli stessi, emanando contestualmente l’Ordinanza di obbligo di utilizzo, provvedendo inoltre ad istituire i necessari servizi di controllo e vigilanza, volti alla prevenzione e repressione del getto incontrollato dei rifiuti sulle aree pubbliche, contenuti nei comuni sacchetti di plastica da supermercato. Dinanzi a tale sollecito le istituzioni hanno risposto col solito assordante silenzio!!! Intanto a Reggio Calabria l'intero territorio urbano è completamente ingombro di rifiuti. Le autorità sono in allerta per verificare i rischi sanitari, soprattutto in coincidenza con scuole, ospedali e uffici pubblici. I mezzi dell’AVR, la società titolare del servizio di raccolta, sono fermi ormai da oltre dieci giorni. Paolo Ferrara: “Con forza ribadiamo di dichiarare subito lo stato di emergenza ed attivare tempestivamente azioni di prevenzione necessarie a non far degenerare la drammatica situazione. È anche necessario attivare tutte le associazioni di volontariato regionali, provinciali e comunali – coordinate e dirette dalle sale operative dei vigili del fuoco – al fine di garantire il completo monitoraggio del territorio necessario a prevenire gli eventuali roghi, appiccati da cittadini esasperati, che peggiorerebbero solo il grave stato di emergenza in cui il nostro territorio sta vivendo. Trattando l’emergenza rifiuti corre l’obbligo ricordare che è fissata per domattina la prima udienza al TAR di Reggio Calabria per trattare le istanze di sospensione relativa ai ricorsi dell’annullamento delle delibazioni comunali 223 e 224 che regolano la TARES. Questa è la prima risposta alle azioni giuridico-amministrative iniziate dal movimento Liberi di Ricominciare unitamente ad altri movimenti e associazioni che hanno emulato le nostre azioni, al fine di ristabilire la giustizia a tutela di una città stremata. Vista la presentazione di più ricorsi, domani si verificherà l’ipotesi di una connessione oggettiva tra tutti quei ricorsi presentati rivolti all’annullamento delle delibere. Tale situazione potrà “convincere” il TAR di Reggio Calabria a riunire i vari ricorsi che hanno medesimo oggetto e far slittare la trattazione degli stessi rinviando il tutto alla prossima udienza già fissata il 6 marzo prossimo”. Il Presidente, Paolo Ferrara.

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Enzo Cuzzola: “Piani di Riequilibrio, fronte legislativo ancora caldo”

(37) di Enzo Cuzzola*. Quando nel settembre del 2011 il Governo varò il cosiddetto “Dissesto Guidato”, introducendolo con l’art.6 del Dlgs 149, probabilmente pensò di introdurre un sistema che rendesse obbligatorio, anche nella pubblica amministrazione, la dichiarazione di insolvenza degli enti, a tutela dei creditori, così come avviene nel mondo imprenditoriale con le procedure fallimentari.

 

Ma appena entro l’anno dopo, ci si rese conto di come quell’Istituto, varato troppo frettolosamente, stava finendo per far saltare il “sistema degli enti locali”, dato l’elevato numero di diffide che, un po’ in tutta Italia, Corte dei Conti aveva notificato. Si cercò allora di correre ai ripari, ma, ancora una volta, troppo frettolosamente. Fu varata infatti la cosiddetta “Salva Enti”, nell’ambito del Dl 174/2012. Norma che prevede la presentazione di un piano (meglio progetto) di riequilibrio decennale, alternativo al dissesto. Ma venne lasciato il compito di giudicare della congruità dello stesso a Corte dei Conti, che aveva già notificato la diffida iniziale. Corte dei  Conti, dal canto suo, fra quelli già esaminati, ha ritenuto “congrui” solo pochissimi piani, forse perché essendo questa  una procedura “nuova”, si stenta ad entrare nella reale portata della stessa, fossilizzandosi spesso, come precisano le Sezioni Riunite nella sentenza 9/2013 per il comune di Porto Azzurro (LI), su “argomentazioni intese a evidenziare che il disavanzo da finanziare è stato quantificato in misura eccessiva, o all’opposto in misura insufficiente”, senza soffermare, correttamente, l’esame sulle misure di risanamento previste. A prescindere dai risvolti per il bilancio dello Stato che  i dissesti, che Corte dei Conti sta imponendo di dichiarare, produrranno per effetto di una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea che impone di soddisfare pienamente i creditori; si stanno verificando serie problematiche di lesione del principio costituzionale di eguaglianza, tra fornitori di enti locali sani e fornitori di enti locali dissestati. Senza contare che il ricorso al Dl 35/2013 ha definitivamente mandato a farsi benedire la, auspicata, “par condicio creditorum”. Il legislatore dunque, in questi giorni, ha messo in campo alcuni emendamenti, come auspicato anche dal sottoscritto sul finire dello scorso anno, per consentire agli enti che hanno visto bocciato il piano di poterlo ripresentare. Addirittura si pensa di consentire la ripresentazione del piano anche agli enti che hanno già deliberato il dissesto, ma per i quali non è ancora intervenuta la definitiva approvazione del bilancio riequilibrato da parte del Ministero dell’Interno. Ma se questa è la portata della norma che si pensa di varare, perderemo solo altro tempo prezioso. Difficilmente, salvo miracoli, Corte dei Conti tornerà indietro sulle valutazioni. Allora la soluzione deve essere diversa. Il piano di riequilibrio, come avviene per il dissesto, deve essere esaminato ed approvato dal Ministero dell’Interno. A Corte dei Conti deve rimanere quella funzione di controllo, peraltro sempre egregiamente svolta, tendente a segnalare le “criticità finanziarie” ed a monitorare sulla corretta attuazione del piano di riequilibrio. *Fondatore Associazione Dialogo Civile e già dirigente settore Finanze del Comune di Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: emergenza rifiuti, il Coordinamento di Quartiere di Arghillà e l’Unione Consumatori diffidano il Comune ad adottare la Carta dei Servizi e minacciano di ricorrere ad una class action

(36) Il Coordinamento di Quartiere di Arghillà, composto da  associazioni e cittadini della zona, con il supporto e l’adesione dell’Unione Nazionale Consumatori, ha notificato alla Commissione Prefettizia del Comune di Reggio Calabria, un formale invito a dotare la città della Carta della Qualità dei Servizi relativi all’attività di conferimento, smaltimento e trattamento dei rifiuti, minacciando una class action in caso di inottemperanza.

 

La richiesta nasce dalla constatazione che a fronte di un servizio a dir poco  oggettivamente carente, al di là dell’impegno delle società che si sono avvicendate, il Comune non ha esitato ad adottare tariffe spropositate ed ingiustificate, sulle quali si pronuncerà la magistratura,  ma senza che sia stata emanata la Carta della Qualità dei Servizi, obbligatoria per legge, che deve contenere gli standard di qualità e di quantità relativi alle prestazioni erogate così come determinati nel contratto di servizio o comunque dall’ordinanza di affidamento, nonché le modalità di accesso alle informazioni garantite, quelle per proporre reclamo e quelle per adire le vie conciliative e giudiziarie nonché  le modalità di ristoro dell'utenza, in forma specifica o mediante restituzione totale o parziale del corrispettivo versato, in caso di inottemperanza. I cittadini e le attività produttive, di conseguenza, vengono non solo privati di un servizio essenziale, come si vede in questi giorni ed in queste ore, con la città sommersa dai rifiuti, stavolta senza distinzione tra centro e periferia, come documentato dalle foto dell’angolo Cordon Bleu, del tapis roulant e del Ponte della Libertà, ma non viene loro neanche fornito lo strumento della Carta dei servizi  che dovrebbe illustrare ai contribuenti  gli standard di qualità attesi, in modo da renderli coscienti dei loro diritti ed eventualmente pronti ad attivare le procedure di reclamo e indennizzo obbligatoriamente previste. Nella diffida si legge tra l’altro: “in mancanza della Carta dei Servizi, da un lato il cittadino è privo di qualsiasi strumento per valutare il servizio reso dall’Ente e dall’altro l’Ente esercita il potere impositivo e coattivo nei confronti del contribuente in mancanza di un impegno preciso, quantificabile ed immediatamente esigibile dagli utenti quanto alle prestazioni rese, in proprio o tramite concessionaria; nonostante le gravissime carenze di detto servizio relativo ai rifiuti solidi urbani, ampiamente riportate dalla stampa anche nazionale nonché le pesanti ripercussioni nella vita dei cittadini utenti, soprattutto delle zone periferiche della città, l’Ente ha esercitato il suo potere impositivo in modo esorbitante aumentando in modo ingiustificabile e retroattivo le tariffe del 2012, con provvedimento già viziato ex se ma ancor più iniquo se rapportato alla mancanza dello strumento del quale si invoca l’adozione”. Il Comitato di Quartiere di Arghillà, che ha sede presso la Sala Parrocchiale, e le associazioni della zona di cui è composto, firmatarie anche in proprio, tra le quali l’Opera Nomadi, il Gruppo Scout Agesci Arghillà, l’Associazione Il Tralcio, l’Ancadic, il Comitato Vallelunga, la Cooperativa Sociale Calabria 7, ARTE Associazione, la Pro Loco Arghillà, il Comitato negozianti di Arghillà, oltre l’Unione nazionale Consumatori, ribadiscono la volontà di collaborare con le istituzioni e con la società concessionaria per educare alla cultura dell’ambiente e  facilitare il lavoro degli operatori ecologici, ma chiedono con forza al Comune che venga adottata e pubblicizzata tra la cittadinanza la Carta della Qualità dei Servizi, con l’espresso avvertimento che in mancanza, procederà ad avviare la class action prevista dal dlgs 198/2009. Il testo integrale della diffida è pubblicato nel gruppo “Coordinamento di Quartiere Arghillà” nato da poco su Facebook. Il Coordinamento di Quartiere, il portavoce Carmelo Idone.

 

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare, emergenza rifiuti: tolleranza zero verso chi ha provocato questo ennesimo fallimento

(34) Riceviamo e pubblichiamo. Nessuna azione immediata ad una incontenibile emergenza rifiuti. Queste sono le ultime dichiarazioni dell’assessore regionale all’ambiente Pugliano. Mentre inconcepibilmente le istituzioni “impacciate” non hanno alcuna soluzione, in riva allo stretto in alcun modo si accenna a diminuire il problema legato alla mancata raccolta dei rifiuti.

 

Molti quartieri sono ormai sommersi da notevoli accumuli di immondizia. In molte zone della città, i cassonetti dei rifiuti sono stracolmi e i sacchetti dell’immondizia sono depositati a terra con conseguente disagio per i residenti che lamentano problemi di ordine igienico-sanitario. Vista l’enorme mole depositata, i residenti sono costretti a sistemare il pattume per terra negli spazi adiacenti i cassonetti, nell’attesa (o meglio nella speranza) che qualcuno prima o poi passi a rimuoverla. A causa dell’eccessivo accumulo di rifiuti, in breve tempo emergeranno problemi igienico-sanitari che, purtroppo, metteranno a repentaglio anche l’incolumità pubblica. In molte zone della città, indistintamente periferie e centro storico, si vedono passeggiare in modo del tutto indisturbato topi grandi quanto gatti che inducono panico tra i residenti. Vista la grave situazione che si sta quotidianamente espandendo omogeneamente sull’intero territorio (altro che armi chimiche al porto di Gioia Tauro) e, trattandosi di una grave ed evidente problematica che se non fermata subito, rischia – con elevatissima probabilità – di “esplodere” trasformandosi in brevissimo tempo in una epidemia a carattere regionale, che potrebbe provocare anche vittime tra la popolazione. Si sollecitano i Sindaci e i Commissari prefettizi dei Comuni calabresi a dichiarare subito lo stato di emergenza, provvedendo urgentemente all’acquisto e alla distribuzione alla cittadinanza di sacchetti ermetici colorati per tipologia di rifiuto necessario alla classificazione degli stessi, emanando contestualmente l’Ordinanza di obbligo di utilizzo, provvedendo inoltre ad istituire i necessari servizi di controllo e vigilanza, volti alla prevenzione e repressione del getto incontrollato dei rifiuti sulle aree pubbliche, contenuti nei comuni sacchetti di plastica da supermercato. Paolo Ferrara: “Per servizi inesistenti ci fanno pagare tributi alle stelle. Cari politici di qualunque colore e specie siate, cari commissari prefettizi incapaci, dovete immediatamente risolvere questo grave problema indispensabile a salvaguardare l’incolumità della salute pubblica dei cittadini, oppure dinanzi ad una ennesima e stavolta grave inabilità politico-amministrativa, abbiate la consapevolezza di assumervi in prima persona le responsabilità di questo fallimento, dimettendovi e andandovene direttamente a casa. Tolleranza zero, stavolta basta lo diciamo noi!!!”. Il Presidente, Paolo Ferrara.

 

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Volotea torna a volare da Reggio Calabria a Genova: dal 31 maggio riparte il collegamento tra Calabria e Liguria. Biglietti già in vendita con tariffe a partire da 19,99 euro

(35) Volotea, la compagnia aerea low-cost che collega medie e piccole città in Europa, annuncia per il 31 maggio la ripresa della tratta Reggio Calabria–Genova. I biglietti, con tariffe a partire da 19,99 Euro (tasse incluse), sono già disponibili attraverso i tradizionali canali di vendita del vettore: nelle agenzie di viaggio, sul sito www.volotea.com o chiamano il call center all’895 895 4404.

 

Il collegamento, con frequenza trisettimanale, si va ad aggiungere a quello già operato alla volta di Venezia, incrementando cosi l’offerta della compagnia nello scalo. “Siamo davvero molto felici di poter tornare a volare sulla tratta Reggio Calabria-Genova – afferma Valeria Rebasti, Italian Commercial Country Manager Volotea – Dopo gli ottimi risultati registrati presso lo scalo reggino abbiamo infatti deciso di ripristinare il collegamento, offrendo così opzioni di volo in linea con le esigenze di viaggio dei passeggeri calabresi. E per i prossimi mesi (periodo maggio-novembre 2014), sulla tratta Reggio Calabria – Genova, saranno disponibili ben 13.750 biglietti, per un totale di 110 voli declinati con frequenza trisettimanale. Si tratta di un aumento del 22% dei posti in vendita, rispetto alla nostra disponibilità sulla stessa rotta nel 2013”. I numeri totalizzati dal vettore presso il Tito Minniti sono davvero incoraggianti: “Dall’avvio delle nostre attività – continua Rebasti – sono stati più di 52.000 i passeggeri che hanno scelto di volare con noi, da o per l’aeroporto di Reggio Calabria (periodo 04/2012- 12/2013). Un risultato che ci riempie di soddisfazione e che premia la nostra strategia di collegare tra loro aeroporti medi e piccoli”. Dal 31 maggio, i calabresi potranno nuovamente raggiungere in modo facile, veloce e conveniente la riviera ligure, per gustarsi un piatto di squisite trenette al pesto o assaggiare la gustosa focaccia al formaggio. Al tempo stesso, il collegamento consentirà a tutti i viaggiatori liguri di decollare alla volta di Reggio Calabria, apprezzandone le specialità culinarie e il ricchissimo patrimonio artistico. “Ringraziamo Volotea che è per noi un partner molto serio ed affidabile”. Questo il commento del dott. Carlo Alberto Porcino, Presidente della Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto. “Volotea conferma e consolida la sua presenza presso il nostro scalo. Siamo certi che questa scelta incontrerà il favore degli utenti che ormai si vanno sempre più affezionando a questa compagnia scegliendo sempre più numerosi di volare con Volotea. Siamo fiduciosi e riteniamo che i collegamenti per Genova e Venezia potranno presto consolidarsi ed essere così presenti sul nostro time table durante tutto l’anno. E per il prossimo futuro – conclude Porcino – speriamo presto di poter annunciare ulteriori nuovi collegamenti offerti da Volotea da e per l’Aeroporto dello Stretto. A tal proposito – conclude Porcino – come ho avuto modo di ribadire direttamente al Presidente Scopelliti incontrandolo in sede Bit, è inutile negarlo,  guardiamo con particolare attenzione l’esito dell’ultimo bando sugli incentivi di co – marketing alle compagnie aeree e loro concessionarie promosso dal Dipartimento al Turismo della Regione Calabria e siamo molto fiduciosi che questa iniziativa avrà un impatto per il nostro aeroporto”. “I nostri più sentiti ringraziamenti – continua Rebasti – vanno alla Regione Calabria e alle sue istituzioni per il supporto dimostrato. Siamo davvero soddisfatti delle sinergie sviluppate e dei partner che ci hanno affiancato dall’avvio delle nostre attività presso lo scalo reggino”. Volotea, che ha da poco superato il milione di passeggeri trasportati in Italia, opera in 17 aeroporti a livello nazionale, prestando particolare attenzione al servizio offerto, sia a bordo sia a terra: i passeggeri, per esempio, possono usufruire gratuitamente della comodità di avere il posto assegnato. La flotta del vettore si compone esclusivamente di Boeing 717 configurati con 5 posti per fila (2+3), per un totale di 125 posti per aeromobile. L’utilizzo di questi aerei, particolarmente spaziosi e con sedili comodi e leggeri, permette di offrire ai passeggeri un livello di comfort ottimale durante ogni volo, per un’esperienza ancora più rilassante e confortevole. Tutte le rotte Volotea sono in vendita sul sito www.volotea.com, presso le agenzie di viaggio o contattando il call center all’ 895 895 4404.

 

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare, dopo il battibecco con Agliano arriva l’adesione di Marcianò “Ho deciso di dedicarmi alla politica. La fanno pure gli sciocchi, non vedo perché non potrei farla pure io”

(33) Riceviamo e pubblichiamo. La politica è un elemento fondamentale che secondo un’antica definizione aristotelica “È l’arte di governare una società”. Col tempo la politica si è trasformata da definizione filosofica astratta a soggetto, cioè, nella c.d. società civile, fatta di movimenti politici sia di massa sia di opinione, di associazioni e organizzazioni “no profit” che cercano di dare ognuno secondo il proprio punto di vista e le proprie aspirazioni, un contributo allo svolgimento delle attività amministrative socio-economiche di un territorio.

 

In buona sostanza, della politica, in una società libera e democratica non si può assolutamente fare a meno. Tutti i cittadini, a prescindere se appartenenti ad associazioni o movimenti, danno il proprio contributo, tramite l’Istituto democratico del voto (diritto-dovere), alla costituzione della classe politica necessaria per l’amministrazione della “Res Publica”. Il sottoscritto, per anni è stato soggetto attivo, spettatore del teatro della politica, senza mai però applaudire, in quanto, sempre insoddisfatto dell’operato dei rappresentanti politici di turno negli anni trascorsi. In occasione della manifestazione pubblica denominata “Ora basta”, organizzata dal Sig. Giuseppe Scopelliti, nella location di Piazza Italia, svoltasi la sera del 7 febbraio ho deciso di parteciparvi, per dire anch’io… ora basta!! La mia interiezione, ovviamente, nasce però da una disapprovazione totale per chi ha, e continua tuttora ad amministrare la cosa pubblica in maniera negativa, procurando nocumento al territorio e alla popolazione. Che delusione!!! La mia civile e democratica disapprovazione, sostenuta con l’ausilio di qualche fischio, indirizzato all’ex Sindaco Demetrio Arena, primo oratore della compagine politica della serata, non è stato gradito dagli organizzatori del comizio; al punto che, con modi non proprio cortesi, sono stato invitato a lasciare l’agorà. Pietro Marcianò: “Il vile atto subito, ha scatenato in me, una reazione ormonale tale da farmi decidere di dedicarmi alla politica. Stimolato ulteriormente, dalle centinaia di manifestazioni pubbliche di solidarietà nei miei confronti, per l’esilarante aggressione subita in Piazza Italia. La fanno pure gli sciocchi, ho pensato, non vedo perché non potrei farla pure io? Allora, vista la mia convinzione nell’affermare che serve un vero cambiamento, una politica volta soltanto al bene sociale e soprattutto mirata a interventi risolutivi e non palliativi. Una politica che possa dare il massimo senza pretendere mai nulla.Una politica che sia veramente rappresentativa di tutte le classi sociali e che riesca a garantire un servizio pubblico efficiente, efficace ed equo; chiedendo ai Cittadini un “contributo” commisurato alle effettive possibilità economiche di ogni soggetto. Considerando che è giunto il momento di dire veramente basta all’arroganza, alle vessazioni, ai disservizi e alle bugie, ho deciso di accettare l’invito del Presidente Paolo Ferrara, ed entrare ufficialmente a fare parte del Movimento “Liberi di Ricominciare”. Riconoscendo in Paolo Ferrara grandi qualità umane e indiscutibile integrità morale.Condividendo la linea politica di “Liberi di Ricominciare”, mi onoro di farne ufficialmente parte e di poter dare il mio contributo in seno al Movimento, per il benessere della città di Reggio Calabria e di tutti i suoi abitanti. Pietro Vincenzo Marcianò.

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Reggio di Calabria: dal 18 febbraio Alitalia torna con il volo diretto Torino-Reggio Calabria. Ricevuta da ENAC l’autorizzazione per continuare a operare il volo

(32) . Alitalia ha ricevuto oggi da ENAC l’autorizzazione per poter continuare a effettuare il collegamento diretto fra Torino e Reggio Calabria. Il volo fra il Piemonte e la Calabria sarà nuovamente operativo a partire dal 18 febbraio e acquistabile attraverso tutte le modalità di vendita di Alitalia.

 

Alitalia è intenzionata a supportare le necessità di mobilità dei passeggeri piemontesi e calabresi offrendo voli diretti fra le due Regioni. Per questo Alitalia, la Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto e  Sagat si stanno impegnando su tutti i tavoli istituzionali affinché arrivi rapidamente la soluzione auspicata e il volo possa a breve essere operato in regime di liberalizzazione.

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare “Prospettive e soluzioni per il futuro della nostra città”

(25) Riceviamo e pubblichiamo. Ai tempi della rivolta di Reggio il sen. Ciccio Franco affermava “meglio essere amministrati dal peggiore dei sindaci che dal miglior commissario”. Nulla di più vero. Il comune di Reggio Calabria è stato commissariato. Era l’ottobre del 2012. Da allora la nostra città è stata costretta a “subire” provvedimenti davvero impopolari.

 

L’allora Ministro Cancellieri inviò una triade commissariale col compito di risanare l’Ente attraverso l’adozione di “provvedimenti eccezionali” basati, principalmente, all’elevazione delle entrate sino al raggiungimento del livello massimo consentito dalla legge. Son trascorsi ben 15mesi. Da allora la città ha vissuto susseguirsi vertiginosi di aumenti su tutte le tasse comunali (IMU, addizionale comunale, TARES) fino a conquistare addirittura primati nazionali!!! I Commissari, naturalmente, non solo hanno elevato tutti i tributi, ma per “contenere i livelli di spesa entro limiti di prudenza” hanno ridotto al minimo tutte le spese, eliminando così servizi indispensabili e non, il tutto a danno dell’intera comunità. Infatti, la cosa peggiore è che a “contribuire” al risanamento dell’ente ci stanno pensato solo ed esclusivamente i cittadini. Ricordo a malincuore tutti quei politici che, quasi come fossero ultrà, festeggiavano in piazza la notizia del commissariamento della nostra città. Ma quei politici stanno ancora a Reggio? Strano, non li ho né più visti né sentiti. Avrei davvero una gran voglia di capire se stanno ancora festeggiando. A giugno dello scorso anno, dopo circa 8mesi di commissariamento, stanchi dei soprusi alla gente comune e alla continua tutela degli interessi della casta, abbiamo deciso di scendere nuovamente in campo cercando di dare ancora una speranza a questa città sempre più stremata. È nata così Liberi di Ricominciare, un’associazione socio-culturale politica che sin da subito si è posta l’obiettivo di “ascoltare la gente illusa negli anni da una politica affaristica e di interesse. Siamo nati tra la gente comune, con la missione di tutelare i loro diritti ed essere realmente i promotori del rinnovamento”. In soli sei mesi di attività abbiamo affrontato scottanti tematiche come la revisione della legge sullo scioglimento dei comuni (il cosiddetto Decreto Taurianova), la vertenza PEO, l’innominabile TARES e l’ultimissima questione sull’aumento massimo dell’aliquota RCA da parte della provincia. Durante il nostro percorso abbiamo più volte interagito e collaborato con grandi punti di riferimento del nostro territorio, come Sua Eccellenza il Prefetto Vittorio Piscitelli e Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini Vescovo della nostra diocesi. Tutte battaglie che ci hanno visto protagonisti – sempre in prima linea – a difendere i diritti dei cittadini, vittime di inspiegabili soprusi da parte di una cinica e incapace triade commissariale. Ogni nostra azione ha avuto alla base il dialogo e il confronto. Siamo riusciti non solo a far sedere, ma addirittura a far collaborare soggetti politici con ideali totalmente opposti, questo perché – come ho detto più volte – i problemi non hanno colore politico, i problemi vanno risolti. Molti cercano di emulare le nostre azioni, ma con grande orgoglio affermo che “lo facciano pure perché serve alla città, ma sappiano che è difficile starci dietro. Noi siamo avanti”. Proprio stamattina l’avvocato Domenico Cozzupoli – a capo del nostro pool di esperti – ha attivato le procedure per il deposito del ricorso al TAR contro il Comune di Reggio Calabria in merito all’illegittimità delle delibere che, in caso di accoglimento,  renderebbe nullo l’avviso di saldo TARES 2013 recapitato ai cittadini. Ricordo una recente affermazione della triade: “il malato è grave, abbiamo dovuto incidere a fondo fino ad arrivare al tessuto sano, l'operazione è tecnicamente riuscita”. Ai commissari mi verrebbe da suggerire che: “un medico deve curare l’ammalato. Peccato che con le loro cure il malato sia oramai morto!!!”. Da qualche settimana si vocifera che la richiesta di proroga da parte dei Commissari non sarà accolta, quindi a maggio si vota. Nessuno osa parlare più di proroga (il suo rigetto sarebbe la prima volta in assoluto) neppure da coloro che un anno fa festeggiavano in piazza alla luttuosa notizia del commissariamento. Anzi, altro che silenzio. Quotidianamente leggiamo della nascita di movimenti, comitati, partiti. Sentiamo già sussurrare nomi (probabili e fantasiosi) di possibili candidati a primo cittadino, dimenticandoci di qualcosa di veramente importante, di una medicina davvero vitale: i programmi. Infatti i grandi assenti delle toto-candidature sono proprio i programmi. Avete mai pensato cosà potrà fare la futura amministrazione dopo il periodo buio del commissariamento? Avete mai pensato come i futuri amministratori governeranno la città? Non credo proprio. Tutta la classe politica non fa altro che addossare colpe ai predecessori o peggio ad accusarsi reciprocamente senza assumersi, in alcun modo, l’onere di una strategia necessaria a far tornate a vivere la nostra città oramai morta. Questi due “fondamentali” quesiti ci hanno indotto ad essere oggi qui dove – insieme al dott. Enzo Cuzzola, esperto in finanza e contabilità degli enti locali – tratteremo alcuni punti inerenti l’attuale crisi finanziaria e inizieremo a valutare le “prospettive e soluzioni per il futuro della nostra città”. In particolar modo oggi proporremo la possibilità di come poter fare risparmiare il cittadino. Siamo contro questi tributi alle stelle. Per ridurre le tasse la futura amministrazione si dovrà assumere l’onere in primis di abbattere gli sprechi riducendo i costi dei servizi, sottolineo i costi e non i servizi. Solo così sarà davvero possibile ottenere questo strepitoso risultato. Azioni alternative alla tassazione: pensare ad un rientro anticipato con la dismissione del patrimonio immobiliare. Pensate che c’è gente che da oltre un anno ha già dato l’acconto per l’acquisto di un immobile ed ancora oggi non ha potuto definire la trattativa. Dismettendo il patrimonio sarà possibile fare cassa. È più semplice dire: più soldi, meno debiti. Meno debiti, meno tasse. Questo evento per Liberi di Ricominciare sarà il primo incontro programmatico. Dalle prossime settimane inizieremo a girare i territori per raccogliere le istanze di quelle periferie oramai abbandonate. Altro che città metropolitana, noi parleremo di periferie metropolitane. Stando infatti tra la gente e con la gente costruiremo un programma dettato dai territori, necessario ad un corretto operato dei futuri amministratori, anche perché siamo convinti che per avere una valida soluzione occorre prima analizzare i problemi. Occorre pensare allo sviluppo futuro, consapevoli che i nostri futuri politici dovranno amministrare senza far più danni. E’ indubbio che la nostra città sta attraversando un momento di crisi finanziaria, parte endogena, dovuta ai mancati introiti di anni di tributi locali, sia esogena, dovuta ai continui tagli nei trasferimenti statali. Chiunque quindi si appresterà ad amministrarla deve partire da questa situazione di fatto, che provoca la necessità di fornire copertura finanziaria ai servizi da erogare e di fornire liquidità per fronteggiare il pregresso indebitamento. Si dovrà però tenere necessariamente conto degli interessi degli stakeholders (portatori di interesse) per farli possibilmente convergere in uno sforzo comune di rilancio complessivo della città. La prima categoria di stakeholders è rappresentata dai dipendenti che, in questa situazione, vedranno scomparire dai bilanci i fondi per il salario accessorio. La seconda categoria è rappresentata dalle imprese che hanno tutto l’interesse a vedere ripartire gli investimenti del comune (non si dimentichi che nella nostra realtà cittadina rappresenta la più grande azienda) ed a vedere saldati i crediti pregressi. La terza categoria è rappresentata dai cittadini che hanno l’interesse ed il diritto di vedere erogati servizi soddisfacenti, ma senza dover pagare tasse e tariffe esose. Tutte e tre le categorie suddette hanno l’interesse a collaborare per vedere al più presto l’ente fuori dal tunnel. Tunnel dal quale si può uscire completamente nell’arco del prossimo triennio, o quanto meno della prossima amministratura, purché si mettano in campo e si velocizzino alcune iniziative atte alla bisogna. Bisognerà far ripartire il processo di dismissione degli immobili, generando risorse per i futuri investimenti e creando, nell’immediato, nuova liquidità finanziaria, oltre che rilanciare l’investimento privato in edilizia (per la immancabile ristrutturazione degli immobili a cura dei nuovi proprietari). Bisognerà riorganizzare il settore Urbanistica, per velocizzare l’ormai incancrenito processo di rilascio delle concessioni edilizie, ottenendo nuove risorse (oneri di urbanizzazione) per gli investimenti futuri, nuova liquidità, e contribuendo al rilancio dell’investimento privato in edilizia. Bisognerà potenziare l’attività di contrasto alla evasione tributaria, onde consentire al cittadino di pagare meno tributi, dato che non continueremo a pagarli sempre i soliti noti. L’apparato burocratico dal canto suo deve capire che solo attraverso uno sforzo convergente si potrà tornare al ripristino della contrattazione integrativa, dovrà quindi puntare ad un vero recupero di efficienza e produttività. Recupero di efficienza vorrà dire meno costi e quindi meno tasse per i cittadini che non si vedranno costretti alla copertura di spese esorbitanti, come invece è accaduto quest’anno per la Tares. Allora quello che ci aspettiamo, noi stakeholders, è che le forze politiche che scenderanno in campo per la prossima tornata elettorale si facciano carico di portare avanti le iniziative che permettano all’ente un risanamento nei brevi tempi sopra detti. Per tornare velocemente ad una tassazione normale, per rilanciare gli investimenti verso quella città “turistica e vivibile” che desideriamo e che meritiamo. Il Presidente, Paolo Ferrara.

 

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