Liberi di Ricominciare: “Reggio, nuova stangata!” Paolo Ferrara “La Provincia fa volare al 16% l’imposta sull’assicurazione obbligatoria RCauto. Non è possibile che a pagare deve essere sempre il cittadino”

(23) In un particolare momento dove l’intera città vive il dramma della questione TARES, una nuova stangata sta per abbattersi sulla nostra popolazione. Protagonista stavolta è l’aumento dell’assicurazione auto per tutti gli automobilisti della provincia di Reggio Calabria.

La Provincia avvalendosi della facoltà di variare l’aliquota base dell’imposta sulla RC auto, entro il limite massimo d’aumento del 3,5%, ha di fatto aumentato il costo dell’assicurazione per tutti, famiglie, imprese, professionisti, insomma ogni possessore di un automezzo o natante soggetto all’assicurazione obbligatoria. Infatti con delibera 295 del 20 dicembre 2013 la giunta provinciale, con immediata eseguibilità, ha aumentato al massimo l’aliquota delle imposte sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore. Esattamente non tutti sanno che il premio RC auto determinato da ogni compagnia assicurativa non si basa solo su una serie di variabili, come ad esempio il modello dell’auto, l’età del conducente e i chilometri percorsi. A queste voci, di fatto, va anche aggiunta l’imposta provinciale, che inevitabilmente fa aumentare (e non di poco) il costo della nostra assicurazione auto. Il Decreto Legislativo n.68/2011 fissa infatti l’aliquota dell’imposta al 12,50% e, le province beneficiarie, hanno l’autonoma facoltà di aumentare o diminuire questo valore in misura non superiore a 3,5 punti percentuali.  Questo “prelievo fiscale” a danno degli automobilisti garantisce alle province un ampio respiro. Precisamente, secondo alcune stime, l’RCA rappresenta oltre il 40% degli incassi provinciali e, in una delicata fase di tagli dei trasferimenti dallo Stato agli enti locali, la maggioranza delle amministrazioni provinciali ha deciso di far lievitare sino a fissare al limite massimo l’aliquota sull’assicurazione auto. In Calabria sino al dicembre dello scorso anno spiccava il dato di Reggio Calabria che, con il “solo” 12,5% si classificava come più “economica” rispetto alle più care province di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia che applicavano già la massima aliquota del 16%. Con la delibera 295/2013 la giunta provinciale ha uniformato i valori con le altre realtà calabresi senza in alcun modo tenere in considerazione gli innumerevoli disagi della nostra popolazione attenzionata, soprattutto nell’ultimo anno, da un ingiusto incremento di tributi per servizi mai avuti. La provincia viste le drammatiche situazioni economiche aveva la piena facoltà non solo di non aumentarla, ma addirittura di ridurre l’imposta fino al 9% (anziché incrementarla fino al 16%) garantendo una efficace soluzione necessaria ad arginare questa emorragia di denaro dalle tasche dei contribuenti. L’intera giunta provinciale ha invece deciso di optare per l’estremo più elevato della forbice concessa dalla legge. Il Premier Letta ha garantito che nel 2014 si pagheranno meno tasse. In Italia forse, ma non a Reggio Calabria. E siamo solo all’inizio. Paolo Ferrara: “La delibera approvata in piena atmosfera natalizia ha regalato all’intera provincia l’aumento del 3,5% sulle imposte di assicurazione dovute alla provincia di Reggio Calabria. Tale incremento ha determinato il raggiungimento di una tassa pari al 16%, limite massimo consentito dal Decreto Legislativo n.68/2011. Questo è un atto che certamente mostra poca sensibilità nei confronti di una popolazione già stremata da una tragica e infelice situazione economica, soprattutto in questo particolare momento dove in ogni famiglia grava il peso della TARES. Sollecito il Presidente Raffa – sempre attento e disponibile ad affrontare le problematiche sociali – ad un tempestivo intervento necessario a bloccare questo ingiusto e sanguinoso provvedimento della sua giunta, la cui applicazione toglierebbe definitivamente il sorriso a tutti quei cittadini oramai stremati dagli innumerevoli sforzi economici per cercare di tenere il passo di questi sproporzionati tributi”.

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare, stamane incontro con il Presidente della ReGES Serafino Nucera per parlare di TARES

(21) Stamattina ore 11:00 presso i locali della ReGES S.p.A. una delegazione del Movimento Liberi di Ricominciare – capitanata dal suo Presidente Paolo Ferrara – incontrerà il Presidente dott. Serafino Nucera.

 

Paolo Ferrara: “dopo le evidenti scorrettezze dei commissari che favoriscono il dialogo solo ad alcuni partiti politici, evidenziando così un soggettivo e grave modo di amministrare la cosa pubblica, domani finalmente incontreremo il Presidente della ReGES S.p.A. dott. Serafino Nucera. L’incontro, fortemente voluto dal movimento, consentirà di avviare un percorso costruttivo necessario a chiarire alcune incongruenze in merito all’attuazione del regolamento TARES e all’applicazione delle tariffe. L’incontro servirà a farci portavoce di molteplici istanze che evidenziano in particolar modo le esigenze dei cittadini che stanno subendo elevati rincari di tributi corrispondenti a servizi mai erogati. Il Presidente, Paolo Ferrara.

 

 

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Reggio di Calabria: il Movimento Cittadinanza Mediterranea, mercoledì 5, incontra tutti i Movimenti e le Associazioni politico-culturali del reggino

(22) di Federica Morabito. Ispirandosi alle previsioni statutarie di questo Movimento, il Direttivo mi ha dato incarico di presentare, a tutti i Movimenti ed Associazioni politico-culturali del reggino che abbiano fini statutari affini ai nostri, una proposta di incontro col fine di studiare insieme la possibilità e l’opportunità di inventare e realizzare un organismo che riesca a dare, maggiore rappresentatività ed incisività ai singoli Movimenti ed Associazioni al fine di agevolare il perseguimento dei fini di ogni componente.

 

Sia chiaro che non ipotizziamo un Organismo sovrapposto ma solo un Organismo che possa stimolare forme di solidarietà ed eventuali azioni comuni che, nel rispetto dell’autonomia dei vari componenti, conducano solo all’ampliamento dell’immagine, della rappresentatività e della penetranza di ogni singolo componente. Giusto per essere chiari e per restare distanti da furbeschi tentativi di fare da “prima donna”, la presente proposta non contempla nessun modello precostituito ma parte solo dal convincimento che, tutti, abbiamo a cuore le sorti della nostra città e della provincia, tutti, crediamo nella efficacia dell’azione sinergica e dalla constatazione che, ogni Movimento ed Associazione a se stante, stenti a raggiungere i propri obiettivi o, perlomeno, gli obiettivi più ambiziosi. A questo scopo, evitiamo anche di presentarci come gli organizzatori né i conduttori dell’incontro e ci limitiamo solo all’indispensabile cioè a fissare una data, un orario ed una sede per poterci incontrare. Non ci sono formalità per la partecipazione né occorre particolare invito: solo, la condivisione della presente iniziativa e la voglia di dare un contributo di idee. Quelli che avremo inteso di incontrarci, individueremo insieme un programma dell’incontro e coloro che dovranno condurre la conversazione. Ovviamente, la presente vuole essere indirizzata ai Movimenti ed Associazioni che hanno scopi statutari affini o compatibili e, ad ogni buon fine, alleghiamo copia degli scopi di questo Movimento. Ove la presente dovesse pervenire anche a Movimenti ed Associazioni con fini non compatibili, vorranno considerarla una svista per la quale ci scusiamo. Appuntamento, dunque, per il giorno di mercoledi’ 5 febbraio alle ore 18 presso la sala congressi dell’ E’ Hotel di Reggio Calabria, via Rada Giunchi, immediatamente oltre il piazzale del lido comunale. Saremo in tanti ! Vi invio un caro saluto. Il Presidente, Piero Morabito.
APPENDICE
art. 3 – SCOPI   (Statuto del Movim. ”Cittadinanza mediterranea”)
Il Movimento persegue l’integrazione e la sinergia della cultura liberal-democratica-riformista e del “pensiero meridiano”. In questo ambito culturale il Movimento intende propugnare i criteri di sobria e partecipata conduzione socio-economica nella gestione delle Istituzioni pubbliche, nonché la solidarietà sociale, le pari opportunità, la mobilità sociale, il riscatto etico e morale nell’esercizio delle pubbliche funzioni, l’abolizione di ogni forma di privilegio derivante da pubblico incarico, che deve essere svolto come vocazione al servizio e non come esercizio o abuso del potere delegato. Gli scopi vengono, di massima, perseguiti con i seguenti strumenti: ricerca di una politica economica che, ispirandosi alla sinergia ed alla integrazione della cultura liberal-democratica-riformista e del “pensiero meridiano”, persegua il conseguimento di obiettivi di solidarietà sociale, risulti adeguata a promuovere e valorizzare i prodotti e servizi locali concepiti per un mercato globale e favorisca la creazione di strutture a rete che, operando su culture ed esigenze locali, sappiano assumere una dimensione internazionale; stimolo alla osservanza delle regole; piena attuazione di quanto previsto dall’art. 18 del D.L. 95/12 (città metropolitane) e alla realizzazione dell’area integrata dello Stretto di Messina nell’ambito di un piano degli Stretti europeo; perseguimento di criteri di efficienza, efficacia ed imparzialità in tutti i settori della Pubblica Amministrazione; ottenimento di una legge elettorale che, al di fuori di ogni interesse di parte, deve garantire un’equa rappresentatività e una pluralità delle ideologie politiche democratiche, nonché la salvaguardia dei diritti delle minoranze etniche, la promozione di riforme, l’obbligo delle primarie quale unica modalità di selezione dei candidati; valorizzazione delle capacità personali e dei meriti dell’individuo, attraverso il lavoro inteso come realizzazione e partecipazione; incentivazione delle iniziative imprenditoriali ed associazionistiche che siano finalizzate alla promozione della democrazia, della libertà, della dignità umana  ed alla salvaguardia delle esigenze materiali e spirituali dell’individuo e della comunità; promozione e difesa del diritto allo studio, del diritto al lavoro e dei diritti della famiglia, quale cellula primaria della struttura sociale; riconoscimento e tutela di ogni formazione sociale, avente fini conformi all’ordinamento giuridico nazionale e sovranazionale; abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e dei movimenti politici e regolamentazione di ogni forma di finanziamento ed autofinanziamento che tenga conto dell’indipendenza da lobby e poteri economici; organizzazione di convegni, dibattiti e seminari, redazione e pubblicazione di libri riviste e giornali mirati al perseguimento dei fini statutari; utilizzo ed organizzazione di ogni possibile strumento della rete internet che agevoli il sistema delle adesioni e della comunicazione tra aderenti ed Organi statutari e con ogni entità politica, economica e culturale; promozione di istituti di democrazia diretta al fine di rendere effettiva la partecipazione popolare nei processi di formazione delle decisioni collettive; riconoscimento e promozione del principio di sussidiarietà quale criterio ispiratore dell’agire pubblico; promozione e realizzazione di forme di federazione con altri Movimenti, Associazioni ed Enti che abbiano scopi statutari simili ed affini; costituzione di gruppi tematici finalizzati al raggiungimento degli scopi associativi;-partecipazione alle competizioni elettorali per ottenere rappresentanze negli Organismi politici e gestionali pubblici, al fine di propugnare gli scopi statutari, tenendo presente che è incompatibile assumere cariche istituzionali contemporaneamente a cariche statutarie e che non sono consentite agli aderenti candidature per più di due legislature. A tal fine le cariche statutarie cessano al momento della sottoscrizione della candidatura a tutti i livelli istituzionali.

 

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Reggio di Calabria: il Coordinamento di Quartiere rilancia Arghillà con maggiori servizi e zona franca urbana. Incontro con AVR Group sulle modalità di corretta gestione dei rifiuti

(20) Si è tenuto presso la sala parrocchiale di Arghillà un incontro pubblico organizzato dal Coordinamento di Quartiere nel corso del quale tecnici e funzionari di AVR Group, la società che è subentrata a Leonia nella gestione dei rifiuti a Reggio Calabria, hanno fornito alla delegazione di cittadini ed associazioni del Coordinamento, guidata dal parroco don Francesco Megale e dal portavoce del Coordinamento Carmelo Idone, tutte le informazioni in merito alla raccolta dei rifiuti nella zona, con preziosi suggerimenti per migliorare il rapporto con l’utenza.

 

L’incontro è nato grazie alla sensibilità dimostrata da AVR che ha inviato una delegazione composta dall’ing.Giorgio Stiriti, rispondendo prontamente all’appello lanciato dal Coordinamento di Quartiere, che oltre a denunciare il livello inaccettabile del servizio nella zona a fronte di una tassazione spropositata, vorrebbe però collaborare  acquisendo tutte le notizie, le prescrizioni e i suggerimenti  utili nonché del materiale informativo da distribuire ai cittadini. Da notare che analogo invito era stato formulato sia ai Commissari che all’ufficio qualità ambientale del Comune, rimasto, more solito, senza alcuna risposta, secondo una prassi ben consolidata assolutamente deprecabile e offensiva per i cittadini, ridotti al rango di sudditi e degni solo di essere oggetto di tasse e  gabelle. L’occasione è stata utile anche per anticipare agli operatori commerciali e agli imprenditori della zona le prime informazioni operative sull’istituzione a Catona–Arghillà della zona franca urbana (ZFU) il cui bando è stato emanato pochi giorni fa, e che costituisce un’occasione per lo sviluppo economico e sociale di tutta l’area. Il messaggio lanciato dal Coordinamento è chiaro: Arghillà, nato come quartiere residenziale e trasformato in un ghetto, può e deve rinascere attraverso una presa di coscienza dei diritti che competono ai suoi cittadini (che pagano le tasse come gli abitanti del centro per ricevere un decimo delle attenzioni da parte delle aministrazioni), attraverso un maggior senso civico e una partecipazione attiva al bene comune, ed anche sfruttando al meglio l’occasione offerta dalla zona franca urbana, (ZFU) che si spera porterà ad un rilancio economico dell’area, oggi molto degradata. I tecnici dell’AVR hanno risposto pazientemente a tutte le domande  e le obiezioni dei presenti, e dal lungo e  documentato colloquio sono emerse alcune incongruenze nella gestione del servizio rifiuti cittadino, per il quale viene chiesta una Tares spropositata. Intanto il Comune non ha ancora una carta dei servizi, obbligatoria per legge, per mezzo della quale illustrare alla cittadinanza gli standard qualitativi e  organizzativi del servizio. Il Coordinamento, con la collaborazione delle associazioni dei consumatori e di quanti vorranno sostenerne le ragioni, formulerà nei prossimi giorni una formale diffida in tal senso, perché è assurdo che venga richiesta una tassazione così alta senza che venga consentito al cittadino di verificare lo standard del servizio, ed eventualmente, richiedere l’applicazione delle sanzioni per i casi di inadempienza. Avr ha poi spiegato che la raccolta dei rifiuti avviene (o dovrebbe avvenire, salvo le emergenze) con cadenza quotidiana nelle zone più centrali, (7 giorni su 7) mentre nelle altre aree su 6 giorni su 7, così come lo spazzamento, con frequenza ridotta in periferia. Le difficoltà degli ultimi mesi sono dovute all’insufficienza degli impianti regionali, fino a poco tempo fa gestite dal lungo Commissariamento  e ora in carico alla Regione. Si è poi esaminata la situazione specifica di Arghillà, con tutta una serie di suggerimenti per migliorare il servizio “catechizzando” i cittadini, soprattutto i rom, sul rispetto degli orari e della differenziata, in attesa che anche a Reggio si passi al sistema  integrato di raccolta. Il Coordinamento si è dichiarato disponibile a effettuare un’opera di sensibilizzazione dei cittadini sulla scorta dei suggerimenti forniti da AVR, oltre che a controllare l’effettiva effettuazione del servizio con le modalità apprese, informando prontamente AVR di eventuali disservizi.L’avv. Rocco Iemma ha poi illustrato ai presenti l’enorme potenzialità dell’istituita zona franca urbana, con il bando già pubblicato  e che prevede la presentazione delle domande di ammissione ai benefici  dal  7 febbraio al 28 aprile. Il  Coordinamento  auspica che, al di là dei benefici fiscali ed economici per le attività produttive previsti dalla ZFU, per la quale si sta pensando anche di attivare uno sportello informativo in loco, sia colta l’occasione per rivendicare una sacrosanta riqualificazione  di tutta l’area, in modo da massimizzare l’impatto del nuovo strumento, che possa rendere più vivibile una delle zone più belle di tutta la città, finora portata ad esempio negativo di cattiva amministrazione da tutti i media italiani. Il Coordinamento di Quartiere, il portavoce Carmelo Idone. (Nella foto, da sinistra, Carmelo Idone, don Francesco Megale e l'ing. Giorgio Stiriti di AVR group).

 

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Roma: l’ANFFAS onlus “Inaccettabile e discriminatoria la decisione del Comune di Reggio Calabria che calpesta i diritti dei bambini con disabilità e li considera cittadini di serie b. Necessario l’immediato annullamento dell’atto amministrativo”

(19) “È necessario l’immediato ritiro dell’atto amministrativo del Comune di Reggio Calabria che, impedendo l’iscrizione dei bambini con disabilità alle scuole dell’infanzia per l’A.A. 2014/2015, calpesta palesemente i diritti dei bambini in questione e delle loro famiglie.

Il tardivo tentativo dei Commissari di risolvere la situazione con l’annuncio di possibili eventuali assunzioni di personale, non è sufficiente e soprattutto mette in luce ancora una volta come chi ha una disabilità è considerato un cittadino di serie B”: così Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas Onlus commenta l’incredibile decisione del Comune calabrese che infrange non solo la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – che, ricordiamo, è legge nel nostro paese – ma la stessa Costituzione Italiana e le norme dello Stato. “Il fatto che il Comune sia commissariato non deve comportare discriminazioni di alcun tipo, soprattutto per i bambini con disabilità” prosegue il presidente “la decisione dell’amministrazione evidenzia nuovamente la mancanza di una cultura dell’inclusione sociale e scolastica, due fattori fondamentali per la crescita della società. L’avviso in questione è il frutto di un retaggio culturale che ancora non crolla, basato su esclusione e discriminazione”. Conclude: “L’evidente ed illegittima disparità di trattamento tra i bambini con disabilità e non, è da considerarsi ancora più grave, poiché la priorità nell’accesso ai servizi deve essere garantita proprio ai bambini con disabilità, specie con connotazione di gravità, ai sensi della Legge n. 104/1992. Pertanto, Anffas Onlus chiede l’immediato annullamento in via di autotutela dell’Avviso in questione, vedendosi costretta, in caso contrario, a mettere in campo, di concerto con le realtà associative del territorio, tutte le azioni legali del caso per censurare ed eliminare tale gravissima discriminazione”.

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Reggio di Calabria: Arghillà, giovedì 23 incontro pubblico con tecnici e funzionari dell’AVR

(18) Il Coordinamento di Quartiere di Arghillà ha organizzato un incontro pubblico per giovedì 23 gennaio alle ore 15,30 presso la sala parrocchiale nel corso del quale tecnici e funzionari di AVR Group, la società che è subentrata a Leonia nella gestione dei rifiuti a Reggio Calabria, forniranno tutte le informazioni in merito alla raccolta dei rifiuti nella zona.

 

L’incontro nasce grazie alla sensibilità dimostrata da AVR che ha prontamente risposto all’appello lanciato tramite la stampa dal Coordinamento di Quartiere, che oltre a denunciare il livello inaccettabile del servizio nella zona a fronte di una tassazione spropositata, vuole però collaborare  acquisendo tutte le notizie, le prescrizioni e i suggerimenti utili nonché del materiale informativo da distribuire ai cittadini. Il Coordinamento intende  da un lato contribuire a diffondere la cultura dell’ambiente, dall’altro essere pienamente consapevole dei diritti del cittadino, con gli orari, le modalità e la tempistica della raccolta dei rifiuti e dello spazzamento delle strade, delle sanzioni previste per gli inadempimenti, attività da tempo monitorate dai cittadini stessi. Nell’occasione verranno anche  anticipate agli operatori commerciali e agli imprenditori della zona le prime informazioni operative sull’istituzione a Catona – Arghillà della zona franca urbana (ZFU) il cui bando è stato emanato pochi giorni fa, e che costituisce un’occasione per lo sviluppo economico e sociale di tutta l’area. Il Coordinamento di Quartiere, il portavoce Carmelo Idone.

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare, martedì 21 conferenza stampa unitaria su “IllegittimaTARes”

(17) Martedì 21 gennaio ore 10:30 presso la Sala Consiliare della Provincia di Palazzo Foti la neonata confederazione – costituita da 13 tra movimenti, associazioni, comitati, partiti – capitanata dal movimento “Liberi di Ricominciare” terrà una conferenza stampa dal titolo “IllegittimaTARes”.

 

Paolo Ferrara: “Abbiamo convocato la conferenza stampa per illustrare – con l’ausilio di esperti – ad una città confusa da molteplici ed errate azioni giuridiche proposte, le corrette procedure per impugnare l’avviso di SALDO TARES 2013 illegittimo perché contrario all'interesse dell’intera cittadinanza”. Il Presidente, Paolo Ferrara.

 

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Reggio di Calabria: Ferrara (Liberi di Ricominciare) “Cari Commissari ma la luce chi la paga?”

(16) Riceviamo e pubblichiamo. Credevo si trattasse del solito metodo utilizzato dagli addetti alla manutenzione per verificare quale lampione avesse bisogno di “assistenza”. Invece i giorni passavano ed i contatori dell’energia elettrica del Comune di Reggio Calabria continuavano ininterrottamente a girare sempre più velocemente.

 

Fin quando qualche giorno addietro – dopo la segnalazione di un cittadino – lo staff di “Liberi di Ricominciare” si è subito attivato per capire quale fosse la causa di questo “eccesso” di servizio. Strano ma vero, un eccesso di servizio: tutta l’illuminazione pubblica ubicata nelle strade sottostanti il Corso Garibaldi, esattamente tutte le vie comprese da Piazza Duomo sino alla Stazione Centrale, restano continuamente accese giorno e notte. Fatta questa scoperta eclatante e, soprattutto, dannosa alle già vuote casse della nostra città, ci adoperiamo immediatamente a scoprirne il perché. Da qui iniziano le amare sorprese. Scopriamo infatti che le prime e invane segnalazioni fatte registrare al Comando di Polizia Municipale ed agli uffici competenti – da parte di molteplici cittadini – risalgono addirittura a novembre del 2013!!!  Perché allora nessuno è intervenuto??? Per capire questo enorme spreco è stato necessario simulare una nuova segnalazione del caso. Dopo innumerevoli tentativi e circa tre ore di tempo perso, finalmente qualcuno ci risponde. Con molto stupore apprendiamo che “il caso è già noto” e la giustificazione degli addetti ai lavori è addirittura agghiacciante, se non addirittura da denuncia: la luce resta accesa perché da quando la Multiservizi non è attiva nessuno sa dove si trova l’interruttore per spegnere la luce”!!! Paolo Ferrara: “Ma ci rendiamo conto, una città che dovrebbe essere pronta a diventare metropolitana ancora si dimostra talmente inefficiente da non riuscire neppure a spegnere la luce!! Questo è un grave segnale che dimostra ulteriormente la mediocrità dell’intero apparato amministrativo, gestito da oltre un anno da una triade di incompetenti. Sono convinto che i Commissari non si siano resi ancora conto di “governare” una città di circa 200mila abitanti. Queste problematiche non si verificano neppure a chi presiede una semplice associazione di quartiere!!! Dinanzi ad una così eclatante evidenza la domanda nasce spontanea: ma se non riescono a risolvere queste elementari problematiche, come si può pensare che siano in grado di interpretare ed applicare  leggi complesse che regolano la tariffazione di un tributo come la TARES? Una steccata anche agli agenti della Polizia Municipale (perfettamente a conoscenza del caso): anziché pensare di adoperarsi a risolvere questo gravissimo caso che evidenzia oltre alla notevole incapacità amministrativa anche un grande danno economico all’amministrazione, di domenica mattina e in modo del tutto anomalo, decidono di multare ingiustamente poveri cittadini già vittime di pagare per ciò che non hanno mai commesso e per servizi – in difetto e/o in eccesso – che non hanno mai usufruito. Spero che i Commissari, sempre se riescono a trovare un po’ di tempo, si attivano immediatamente a risolvere questo increscioso caso economicamente dannoso per la città e per l’intera popolazione. È proprio vero MAI REGGIO E’ STATA PEGGIO! Il Presidente, Paolo Ferrara.

 

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La SoGAS sull’inserimento di Reggio Calabria tra i 26 aeroporti di interesse nazionali: Porcino “Ma allora, forse… l’aeroporto è vivo”

(15) Per non uscir di metafora l’operazione è perfettamente riuscita ed il malato è in via di guarigione… Spiacerà evidentemente a qualcuno dover prendere atto di aver sbagliato diagnosi. Esaurite le polemiche sterili, le piccole questioni di bottega rimangono i fatti. Magari anche i problemi. Insomma la realtà vera quella fatta di numeri e di dati oggettivi. Piaccia o non piaccia, l’Aeroporto dello Stretto è tra i 26 scali di interesse nazionale individuati dal Piano Nazionale degli Aeroporti riferito dal titolare del Ministero dei Trasporti in Consiglio Dei Ministri.

 

Anche se, a dire il vero, per Reggio Calabria – precisa il Presidente SO.G.A.S. SpA Carlo Alberto Porcino – si tratta di una sostanziale riconferma rispetto alle previsioni già contenute dal precedente Piano del Ministro Passera. Tutti gli aeroporti presenti in ciascun bacino, spiega il Piano, che non siano altrimenti considerati Strategici o Regionali possono essere considerati di interesse nazionale, purché si realizzino due condizioni: la prima, "che l'aeroporto sia in grado di esercitare un ruolo ben definito all'interno del bacino, con una sostanziale specializzazione dello scalo"; la seconda "che l'aeroporto sia in grado di dimostrare il raggiungimento dell'equilibrio economico-finanziario, anche a tendere, purché in un arco temporale ragionevole". Entrambe le condizioni andranno verificate sulla base del piano industriale (la seconda anche sulla base del Piano economico-finanziario) e la verifica periodica sarà effettuata dal Ministero in collaborazione con l'Enac. Oltre all'individuazione degli scali di interesse strategico e nazionale, il Piano prevede anche altre misure: strategie di potenziamento delle infrastrutture aeroportuali e dell'accessibilità ed intermodalità; misure di razionalizzazione dei costi dei servizi aeroportuali; indica la necessità di costituire una rete per il trasporto merci basata su asset strategici; la creazione di un nuovo assetto di aviazione generale; l'aggiornamento periodico del Piano, ogni tre anni. L’Aeroporto dello Stretto – sottolinea Porcino – solo grazie all’intenso lavoro svolto in questo ultimo biennio dalla Sogas SpA, con importanti sacrifici da parte di tutti, oggi possiede entrambi i requisiti previsti dal Piano. La Società di Gestione già da quasi tre anni ha presentato in Enac un preciso Piano Industriale ricomprendente anche un Piano economico – finanziario che sta seguendo alla lettera. Sono stati internalizzati numerosi servizi prima affidati in esterno a ditte private, sono state accorpate e ridotte le aree funzionali da 4 a 2 (Progettazione e Manutenzione, Terminal e Movimento), da ben due esercizi si è centrato l’obiettivo del pareggio di bilancio segno di evidente equilibrio economico – finanziario. Questo almeno per quanto riguarda il presente dell’Aeroporto poiché ancora pesano notevolmente i forti debiti ereditati dalle passate gestioni. A questi ultimi si aggiungono oggi le evidenti difficoltà da parte delle compagnie aeree a pagare con regolarità quanto dovuto al Gestore nonché i numerosi crediti esistenti soprattutto da parte della Regione (in attesa di convenzioni APQ per 9,5 milioni, finanziamenti da legge regionale  sul Turismo riferiti all’ultimo triennio 2009-2012 ancora non erogati, ecc..ecc..) tutti fattori che vanno determinando un deficit di liquidità di cassa colmati solo grazie al costante supporto garantito dall’Amministrazione Provinciale, su volontà del Presidente Giuseppe Raffa, in qualità di socio di maggioranza anche in via suppletiva rispetto agli altri soci. L’Aeroporto dello Stretto, lo ricordiamo, ha per sua stessa collocazione geografica un suo naturale bacino di traffico che si riferisce a Calabria e Sicilia insieme. Una area urbana importante ed estesa che congloba Reggio Calabria e la sua provincia unitamente a Messina con il suo hinterland periferico e, soprattutto, con il mini Arcipelago delle Isole Eolie. Altresì, da oltre un decennio, il Tito Minniti si colloca all’interno del cluster degli aeroporti che totalizzano dati di traffico ricompresi tra le 500mila ed un milione di passeggeri con una sua specifica specializzazione. Un dato ormai consolidato ed acquisito nel tempo. L’utenza media dell’Aeroporto dello Stretto, infatti, è di tipo tradizionale e business, i collegamenti offerti dallo scalo Roma, Milano, Torino, Venezia, Genova sono finalizzati fondamentalmente a specializzare lo scalo sul traffico nazionale (collegamenti point to point) con qualche parentesi internazionale soprattutto legata ad esperienze di tipo charteristico. Quello che ancora oggi chiede a gran voce l’Aeroporto dello Stretto al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e soprattutto ad Enac – evidenzia Porcino – è di essere messi in condizione di poter competere alla pari con gli altri aeroporti di interesse nazionale, per poter stare sul mercato senza penalizzazioni oggi anacronistiche. In primo luogo, si attendono ancora con ansia le promesse e previste modifiche da apportare all’AIP Italia (Aircraft Parking Docking Chart) che è il documento consultato da tutti i piloti e dalle compagne che descrive tutte le caratteristiche ed i limiti delle infrastrutture aeroportuali, grazie alle quali si potrà formalmente evincere l’avvenuta mitigazione delle precedenti prescrizioni in ordine alle limitazioni a terra (ground)  e in volo, soprattutto in materia di abilitazioni aeroportuali.  Per parte del Gestore tutto il possibile è stato fatto. Per aprire a nuove compagnie aeree tali modifiche sono un requisito fondamentale. Altresì, il Gestore si riferisce ovviamente alla tanto attesa definizione dell’iter relativo al rilascio della Concessione Totale o trentennale. Un fattore che consentirebbe una ulteriore e migliore pianificazione degli investimenti, una accelerazione decisa rispetto alla prevista privatizzazione parziale dello scalo, senza trascurare le inevitabili ripercussioni positive in ordine economico e finanziario. Per questo ultimo aspetto basti ad esempio considerare che l’ammontare dei diritti per singolo passeggero oggi introitati dal Gestore si riferisce ancora a previsioni economiche risalenti al 2003 (pari al 50% di quanto dovrebbe essere) sicuramente penalizzanti rispetto a quanto accade oggi in altri aeroporti simili al Tito Minniti. Infine, sul fonte del consolidamento e dell’ulteriore sviluppo del Network dei collegamenti domestici nazionali già attualmente presenti ed operati presso lo scalo, nonché della prospettiva legata alla apertura di nuove rotte, la Società di Gestione evidenzia come è costante l’interlocuzione attiva con diverse compagnie aeree che continuamente manifestano interesse ad operare presso lo scalo. Un qualificato supporto assicurato e fornito dagli uffici Sogas a tali compagnie che figurano essere, peraltro, proprio le stesse che hanno aderito alla ultima manifestazione di interesse promossa dal Dipartimento Turistico Regionale. In totale sono ben undici le compagnie aeree aderenti l’avviso che verranno invitate a formulare una loro offerta tecnica per le azioni di co – marketing .   Com’è quindi evidente – chiosa Porcino – i risultati prima o poi arrivano. Segno che la Sogas non ha certamente bisogno di facili Cassandre, ricette o qualunquismi di maniera, bensì di idee concrete ed attuabili in tempi brevi, qualora esistano. Idee e proposte sulle quali siamo sempre aperti, disponibili e pronti al confronto.  

 

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare, Ferrara “TARES, ultimatum ai Commissari: incontro subito o la Città scenderà in piazza. Informato il Prefetto”

(14) Erano le 10:30 quando ieri una delegazione della neocostituita confederazione capitanata dal Movimento Liberi di Ricominciare, ha protocollato a Palazzo San Giorgio e in Prefettura un “ultimatum” ai commissari per tentare di aprire un confronto fortemente voluto dall’intera città.

Paolo Ferrara: “È arrivato il momento di dire basta a questo arrogante metodo di gestire la cosa pubblica, senza alcun dialogo e peggio ancora senza minimamente ascoltare le esigenze del cittadino. I commissari devono incontrarci entro questa settimana insieme ad un pool di esperti che la confederazione mette a disposizione per ridare serenità alla nostra città. In caso contrario ci organizzeremo a scendere in piazza già nella prossima settimana, ma non invocando alla disobbedienza civile come fanno altri, ma semplicemente per difendere i diritti e la nostra dignità calpestata da una triade senza scrupoli. Abbiamo messo a conoscenza anche Sua Eccellenza il Prefetto. Quotidianamente la nostra sede è affollata da gente che vuol sapere cosa occorre fare. Reggio è confusa e lo è ancor di più a causa delle cattive informazioni emanate ad arte da chi, oggi, cerca disperatamente di raccogliere consensi senza prospettare in alcun modo una tutela giuridicamente valida. Addirittura c’è chi per avere una semplice fotocopia priva di alcun valore, lascia anche un contributo economico a sostegno dell’errata iniziativa!!!”. Questa scandalosa situazione ha fatto scaturire – in modo unanime – a tutti i componenti della neonata confederazione la decisione di divulgare la verità, divulgarla in modo serio e professionale con professionisti capaci di rispondere a qualsivoglia quesito in merito a questo famigerato e illegittimo tributo. Partire dalle periferie, proprio da quei territori oggi dimenticati da tutti e in particolar modo dal limitato operato di un’arrogante commissione che sta segnando in modo quasi indelebile il futuro della nostra città. Ed è proprio da Modena dove insieme all’amico Bruno Caridi – già Presidente di Circoscrizione e attuale Presidente dell’Associazione ProVII – che domani giovedì 16 alle ore 17:00 presso il campo sportivo si terrà la prima tappa di assemblea pubblica “Vogliamo una giusta Tares” con la presenza di esperti che illustreranno alla cittadinanza le anomalie riscontrate nella “richiesta di saldo” recapitata e le possibili azioni giuridico-amministrative da perseguire. Questi appuntamenti saranno sviluppati in modo itinerante e in pochi giorni raggiungeranno tutti i territori della nostra città.  Ecco perché domani saranno presenti anche gran parte dei Presidenti di Circoscrizione. “Solo attraverso la conoscenza è possibile sapere cosa è giusto fare”. La cittadinanza tutta è invitata a partecipare.

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Reggio di Calabria: Cuzzola “Il problema dirigenza pubblica”

(13) di Enzo Cuzzola*. Renzi pensa ad una dirigenza pubblica fatta solo di esterni, incaricati con contratti a tempo determinato. Dibattendo delle cause degli scioglimenti dei consigli comunali per infiltrazione mafiosa, nonché dei rimedi e della inefficacia della norma relativa, da più parti, si sente dire che uno dei rimedi sarebbe il commissariamento della dirigenza.

 

Certamente la dirigenza, che sia interna (cioè a tempo indeterminato) ovvero esterna (cioè a tempo determinato e nominata dalla politica), è fatta di soggetti capaci e di soggetti meno capaci, in entrambi le categorie. Per cui non è assumibile una regola generale di inefficienza della dirigenza interna. Ora a prescindere, in questa sede, dalla analisi di inefficienze, colpe, responsabilità, ci piace soffermarci su due aspetti. Il primo è che la riforma Bassanini, quella per intenderci che aveva come obiettivo la separazione tra attività di indirizzo (lasciata alla politica) ed attività di gestione demandata alla dirigenza, è stata un complessivo fallimento. Ma chi può permettersi il lusso, in questo contingente momento di ingovernabilità vera e di crisi finanziaria, di pensare a ulteriori riforme in questo settore. Il secondo aspetto è che sicuramente la politica ha una capacità di indirizzo maggiore sulla dirigenza esterna, dalla stessa nominata, e quindi può più facilmente pensare di poter raggiungere gli obiettivi che si propone. Ma è anche vero che la politica non ha mai utilizzato gli strumenti per interdire e spezzare l’autoreferenzialità della dirigenza interna. Infatti la politica non ha mai utilizzato gli strumenti di pianificazione e controllo delle performance, ma ha preferito, forse per ragioni meramente clientelari, distribuire risultati e  correlate indennità  “a pioggia”. La politica non ha mai adottato e attuato seri strumenti di programmazione e di indirizzo. La politica infine non ha mai adottato, neanche negli enti dove per le dimensioni non sarebbe un problema, veri meccanismi di rotazione della dirigenza, peraltro oggi previsti dalle norme anticorruzione. Infine a completamento della proposta, da me qualche giorno fa illustrata, per la modifica della norma sugli scioglimenti dei comuni a pericolo di infiltrazione mafiosa, preciso che sono d’accordo sulla sospensione anche della dirigenza, ma intesa come destinazione momentanea in comando temporaneo presso la prefettura competente ( o altro ente da questa individuato) e sostituzione con dirigenti provenienti da altri enti, meglio se fuori territorio. Anche perché pensare ad una sospensione, tout court , della dirigenza può diventare un ulteriore fattore di danno finanziario, dato che, spesso, il personale, dipendente dalla PA, ove  sospeso è stato poi reintegrato dalla Magistratura, con conseguente pagamento di retribuzioni non lavorate, quindi danno oltre la beffa. *Fondatore Associazione Dialogo Civile e già dirigente settore Finanze del Comune di Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: Popolari e Liberali “Reggio, degrado sociale ed economico senza precedenti”

(11) La città di Reggio Calabria sta vivendo un periodo di degrado sociale ed economico senza precedenti. E’ il pesante  quadro emerso nel corso di una riunione del Coordinamento cittadino dei  Popolari e Liberali  di Reggio Calabria che nei giorni scorsi riunitosi alla presenza del  Coordinatore regionale on. Giovanni Nucera.

 

“La vicenda Tares, sulla quale abbiamo deciso di intervenire con una serie di proposte che illustreremo presto ai componenti la triade commissariale della città – ha affermato nel corso di una breve introduzione il coordinatore regionale Giovanni Nucera – è solo l’ultima di una serie di prese di posizione dei Popolari e Liberali della città di Reggio. Già nei mesi scorsi – ha ricordato Nucera – abbiamo denunciato l’insostenibile tassazione che grava sui cittadini di Reggio, preannunciatasi con l’acconto Tares di agosto e con le cartelle riguardanti i tributi del servizio idrico integrato.  Balzelli insostenibili ed assolutamente incompatibili con i livelli di reddito  che pongono la nostra città, e soprattutto la nostra provincia, agli ultimi posti della classifica nazionale”. “E’ in atto una vera e propria operazione di macelleria sociale – è stato detto nel corso delle riunione – che non si riuscirà a mitigare soltanto con la concessione della rateizzazione del saldo Tares 2013, considerando che entro la primavera saranno recapitate nelle case delle famiglie reggine le nuove cartelle 2014, che si annunciano ancora più gravose. Ma quel ancora  peggio è considerare che all’aumento  vertiginoso delle tariffe, inerenti il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, il servizio idrico e la depurazione, non ha avuto come controparte un miglioramento degli stessi”. Nelle scorse settimane i Popolari e Liberali della città di Reggio sono stati più volte costretti a segnalare e denunciare condizioni di abbandono e degrado di molti luoghi simbolo della città. Basti ricordare piazza Milano, nella zona Sud della città, spazio urbano posto all’interno di una zona residenziale pubblica. Un’oasi di verde che avrebbe dovuto rappresentare il luogo di incontro per i residenti di un’area ad alta urbanizzazione. E’, invece, diventata un luogo inaccessibile e poco raccomandabile. La mancata manutenzione del verde, degli spazi pubblici, delle strutture, panchine e impianti di illuminazione, offrono ancora oggi un  panorama desolante. E come Piazza Milano, oggi a Reggio, molti altri spazi di vita sociale risultano forzatamente sottratti alla  pubblica fruizione. Persino i tratti delle nuove piste ciclabili realizzate lungo alcune arterie cittadine non sono mai risultate pienamente utilizzabili, a causa di parcheggi selvaggi e cumuli di rifiuti che dai cassonetti ormai colmi invadono strade e marciapiedi. “Non è questa la città che vogliamo –è stata la dura conclusione della riunione – nell’analizzare anche la situazione di decadimento in cui versa il manto stradale di molte arterie del centro e della periferia. Non si può andare avanti con piccoli rattoppi che non  risolvono nulla. Molte strade hanno bisogno di interventi radicali, per renderle sicure e adeguate alla circolazione di auto, e soprattutto scooter, i più vulnerabili, in questa condizione”. La riunione si è conclusa con la decisione di richiedere un incontro alla triade commissariale prefettizia al Comune di Reggio Calabria, perché si vada al di là della semplice ristrutturazione contabile dell’amministrazione cittadina, e si guardi ai reali bisogni ed alle effettive esigenze della città e dei suoi cittadini. Il Coordinamento cittadino dei Popolari e Liberali di Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare “Commissari con voi lo Stato ha fallito. Vergognatevi!!!”

(12) Riceviamo e pubblichiamo. È proprio vero, al peggio non vi è mai fine. Oltre all’incremento del 30% delle tariffe sui trasporti pubblici locali (dovuto all’attuazione della legge regionale n.56 del 30 dicembre 2013), da qualche giorno il personale ATAM con serrati e aggressivi controlli ritira ai passeggeri ultrasettantenni il tesserino per la gratuita circolazione.

 

“Dovete pagare! State viaggiando senza biglietto! Devo farvi la multa!” queste sono le frasi “convenzionali” utilizzate dai controllori, umiliando naturalmente i cittadini che, increduli e esasperati, si vedono negare l’ennesimo diritto. “La città deve reagire e tirare fuori l’orgoglio. Manca solo che i commissari inventino una tassa per chi passeggia su corso e lungomare!!!” Non è più plausibile di subire un regime dittatoriale adottato, sin dall’insediamento, da una Commissione Straordinaria che, con ogni azione e deliberazione, sta quotidianamente cancellando qualsivoglia forma di democrazia. Persino chi – in una prima fase – elogiava la venuta della terna prefettizia come grande segnale di speranza, oggi invece si dissocia dal loro sordo e, a quanto pare, miope atteggiamento amministrativo-burocratico che favorisce un degrado che sta divenendo quasi irreversibile. Con Liberi di Ricominciare sin dal giugno dello scorso anno, in più occasioni, abbiamo chiesto vari incontri ai commissari con l’obiettivo di attivare un dialogo costruttivo a sostegno del loro operato, magari creando anche una collaborazione, costruendo insieme un percorso in perfetta sintonia che tenesse soprattutto conto delle istanze provenienti dai territori. Azioni obbligatorie per dare a Reggio la concreta opportunità di ricominciare. Abbiamo persino messo a disposizione della triade il nostro “ufficio mobile” – un camper provvisto di tutte le tecnologie di nuova generazione – necessario a perlustrare e conoscere le “lontane” periferie oggi più che mai distanti anni luce dalla città. Nonostante ciò come risposta abbiamo ricevuto sempre assordanti silenzi. Questo modus operandi non va più bene, la città è stremata ed ancor di più lo sono i cittadini. A pagare non può essere sempre il più debole!!! Avete cancellato i servizi al cittadino incrementandone vertiginosamente i loro tributi, avete deciso di recuperare somme a danno di dipendenti e lavoratori, ma ora prendervela addirittura con gli ultrasettantenni… Questa è un'azione che non vi perdoneremo mai!!! Confidiamo bonariamente in una immediata revoca di questo diritto negato, in caso contrario anche noi, emulando altri movimenti, inviteremo stavolta l’intera città a scendere in piazza a tutela di chi, a causa di vostre azioni prive di scrupoli, si vede calpestare la propria dignità. Paolo Ferrara: “Vorrei rivolgere una pubblica domanda ai commissari: la l’ATAM la pgara la TARES?” “Sanno i commissari che la loro deliberazione n.223 del 26 novembre 2013 “regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi” prevede l’applicazione del tributo per locali o aree scoperte con qualunque uso? E in particolar modo sanno che proprio l’articolo 7 comma 2b prevede il pagamento per i posteggi? Non credo proprio, sono “solo” somme messe in bilancio, ma mai… … e ora pretendono di recuperare facendo pagare gli ultrasettantenni. Commissari con voi lo Stato ha fallito. Vergognatevi!!!”

 

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Lavoratori precari: appropriazione indebita dall’INPS

(9) di Enzo Cuzzola*. Con la Legge di Stabilità n.147/2013, al comma 491, sono entrate in vigore dal 1 gennaio 2014 le nuove aliquote gestione separata INPS 2014.

 

In particolare tali aliquote già soggette ad aumento progressivo dell’1%, sono state leggermente ritoccate, è stata fatta una ulteriore distinzione tra lavoratori autonomi titolari di Partita Iva e lavoratori autonomi privi di Partita IVA. Le Nuove aliquote gestione separata INPS dovute, a decorrere dal 1° gennaio 2014, dai collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione separata, sono le seguenti: collaboratori già iscritti ad una gestione previdenziale obbligatoria e titolari di pensione: 22%; collaboratori privi di altra tutela previdenziale, ma titolari di partita iva: 27,72%; collaboratori privi di altra tutela previdenziale, ma privi di partita iva: 28,72%. Le percentuali sopra indicate sono state introdotte, come detto, dalla legge di stabilità, che ha anche previsto per l’anno 2015 l’aumento dal 22% al 23,5% per i soggetti già iscritti ad una gestione obbligatoria e per i titolari di pensione. Fin qui nulla da eccepire, come nulla da eccepire per quanto riguarda la introduzione, nel 1995, dell’obbligo di una contribuzione previdenziale anche per i soggetti sopra elencati, che costituiscono la schiera, purtroppo sempre più folta, dei lavoratori precari. Ma, il 6 gennaio dalle pagine di Italia Oggi, Marino Longoni lanciava l’allarme sull’inutile versamento dei contributi Inps da parte dei precari, iscritti alla gestione separata, che probabilmente non conseguiranno mai il diritto a pensione. “Ci sono in Italia un milione di lavoratori che stanno versando contributi previdenziali, anche piuttosto salati, ma inutilmente. Non riusciranno mai, infatti, a maturare il diritto ad una pensione. Si tratta della quasi totalità dei lavoratori a progetto, dei lavoratori autonomi occasionali, dei collaboratori parasubordinati e altre categorie di minor rilevanza. Insomma di quasi tutti i lavoratori che versano i loro contributi alla gestione separata Inps. Il problema di costoro è tutto richiuso in un concetto piuttosto tecnico, quello di “minimale contributivo”. In sostanza a loro viene accreditato un mese di contributi, validi ai fini pensionistici, solo se dichiarano un reddito di almeno 1.295 euro al mese, e su questo ci versano i relativi contributi (nel 2014 l’aliquota è salita al 28,72%). Se il loro reddito è invece, per esempio, la metà di questa cifra, ci vorranno due mesi di lavoro per mettere insieme un mese di contributi. E così via. A parte gli amministratori, la stragrande maggioranza di coloro che versano alla gestione separata non arriva a questi livelli di reddito. Quindi rischia seriamente di versare contributi senza riuscire mai a maturare un diritto alla pensione. Ma siccome il peggio non ha mai fine, nei prossimi anni l’aliquota contributiva, che già è salita dal 10% al 28% in meno di vent’anni, è destinata ad arrivare al 33% entro il 2018. Aumentando così i contributi versati a perdere”. Ora va bene tutto, come va bene che detti contributi siano versati, ma bisogna che la politica ogni tanto si occupi anche di problemi seri ed intervenga per introdurre una clausola di salvaguardia, che preveda la restituzione in unica soluzione di quanto versato,maggiorato delle opportune rivalutazioni, qualora alla data del pensionamento non si consegua il relativo diritto. Altrimenti si verificherà, in molti casi, una appropriazione indebita da parte dell’Inps, con la complicità dello Stato. *Fondatore Associazione Dialogo Civile e già dirigente settore Finanze del Comune di Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare, la proposta delle “larghe intese” incassa la partecipazione di numerose realtà civiche e politiche.

(10) Lo slogan coniato dal Movimento Liberi di Ricominciare “la Tares non ha colore politico” piace. Lo dimostra il fatto che stamane numerosi movimenti, comitati spontanei e partiti politici – contrastanti per ideologie e schieramenti – hanno aderito all’iniziativa di “larghe intese” affollando la sede del movimento promotore.

 

Presenti da Pietro Morabito Presidente di “Cittadinanza Mediterranea” a Bruno Caridi già Presidente della VII circoscrizione e leader dell’Associazione “Prosettima”, da Massimo Tramontana espressione dei “Giovani in Movimento” di Peppe Bova a Sergio Allevato Segretario regionale di “Fare per Fermare il declino”, da Pietro Marra Presidente del “Movimento Autonomo Alternativo” a Salvatore Varano Presidente del “Movimento Ideali e Libertà”, da Carlo Castellani per “Fiamma Tricolore” a Angela Romeo dei “Riformisti Italiani”. Presenti anche Mimmo Violi Presidente del “Comitato Spontaneo di Sala di Mosorrofa” e Antonio Morabito Presidente del “Comitato Spontaneo di Ravagnese”. Ha aderito all’iniziativa anche Vittorio Caminiti Presidente di “FederAlberghi Calabria”. Assenti giustificati Bruno Amaddeo Presidente del “Movimento Civico Rhegion” e Giuseppe Baronetto Segretario del Partito Repubblicano.  Sin da subito tra i partecipanti si è evidenziata la grande positività sull’iniziativa fortemente voluta dal movimento di Paolo Ferrara che, finalmente, da la possibilità di far “reagire” la nostra città stimolando così un’intera popolazione dilaniata e orami allo sbando.  “In questo momento bisogna mettere da parte tutto ciò che ci ha diviso, bisogna prendere atto che la città è decaduta in modo quasi irreversibile. I servizi sono assenti ed i tributi sono alle stelle tanto da farci conquistare primati nazionali. I problemi non hanno colore politico, i problemi devono essere risolti. La questione TARES è un problema davvero serio. Le drastiche scelte dei Commissari, in questi ultimi mesi, hanno tolto la tranquillità a gran parte della popolazione reggina. La scadenza del 24 si avvicina, non bisogna perder tempo. È necessario attraverso la nostra intesa comune cercare di attivare un dialogo costruttivo con i commissari contrastando il sordo e arrogante atteggiamento che ha privato la città di ogni forma di democrazia”. Grandiosa la proposta formulata da Bruno Caridi, Mimmo Violi e Antonio Morabito con la quale chiedono, sin da subito, di programmare appuntamenti itineranti nei territori per illustrare ai residenti le corrette strategie giuridico-amministrative necessarie a garantire la tutela del cittadino. “Ciò è d’obbligo soprattutto per contrastare le azioni di comodo di soggetti volti solo ad una propaganda populista e millantatoria”. Dura e collettiva è stata infatti la totale disapprovazione dell’operato di alcuni movimenti che incitano i cittadini alla “disobbedienza civile” mediante azioni ribelli, senza alcuna proposta giuridicamente valida.  I cittadini “illusi” da azioni populiste promosse da soggetti pseudo ribelli che incitano a sottoscrivere istanze in autotutela in merito alla riduzione delle tariffe e alla rideterminazione delle somme richieste a titolo di pagamento della TARES, ai sensi dell’articolo 14 del Decreto Legge 201 del 6 dicembre 2011, sono vittime di una scellerata azione illegittima priva di alcuna tutela. Infatti i numerosissimi malcapitati che hanno aderito a tale azione difensiva in realtà non hanno fatto altro che “autodenunciarsi” confermando di aver ricevuto l’avviso di saldo TARES. Tale azione “condanna” il cittadino a pagare il contributo richiesto. Il tempo è trascorso velocemente e con entusiasmo e con grande spirito di collaborazione, altro che grandi intese.  La riunione è stata chiusa programmando tempestivamente una seconda fissata già per lunedì 13 ore 19. Collettivo è stato il pensiero preventivo di una partecipazione ancora più notevole per il bene della città. È proprio il caso di dire: buona la prima!

 

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare “TARES: larghe intese per il bene della Città”

(8) Con lo slogan “la Tares non ha colore politico” il Movimento Liberi di Ricominciare nella scorsa settimana lanciava la grande “sfida” a tutte le realtà civiche e politiche, proponendo loro un incontro per attivare un costruttivo dialogo necessario a concretizzare – in perfetta armonia – le dovute azioni giuridico-amministrative per tentare di risolvere questa incresciosa situazione frutto di scellerate scelte della triade commissariale.

 

Contro ogni pronostico e, in particolar modo, contro tutti i negativi pareri degli “esperti” della politica che percepivano, sin da subito, il totale fallimento di questa ardua proposta, il Movimento Liberi di Ricominciare è riuscito nuovamente ad andare oltre ogni previsione. Infatti domani (sabato 11c.m.) ore 10:30 presso la sede del Movimento sita in via argine destro Calopinace n.3 si terrà il primo incontro tra più forze civiche e politiche per sviluppare gli interventi indispensabili a tutelare e difendere l’intera città con valide soluzioni risolutorie a queste drastiche scelte dei Commissari che, in questi ultimi mesi, hanno tolto la tranquillità a gran parte della popolazione reggina. Paolo Ferrara: “è con grande entusiasmo che annuncio per domani la storica convocazione di un impensabile incontro a “larghe intese” tra forze civiche e politiche che hanno davvero a cuore il bene della nostra città. Il forte segnale di apertura dimostrato dai protagonisti di tutte queste “diverse” realtà evidenzia come il buon senso prevalga su qualsivoglia restrizione idealista. I problemi non hanno colore politico, i problemi devono essere risolti. Siamo invece totalmente contrari al costante invito alla “disobbedienza civile” da parte di alcuni movimenti che incitano i cittadini ad azioni ribelli, senza in alcun modo proporre alcuna tutela giuridicamente valida. Solo attraverso un’intesa comune sarà possibile provare a contrastare il sordo e arrogante atteggiamento col quale la Commissione Straordinaria ci ha privato di ogni forma di democrazia”.

 

 

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Reggio di Calabria: Giordano (“stanco e incazzato”) “Meno tasse, più servizi”

(7) di Giuseppe Giordano*. «Reggio Calabria è una città in declino». È stato detto? È stato detto! «Reggio Calabria è una città senza lavoro». È stato detto? È stato detto! «A Reggio Calabria non c’è una lira». È stato detto? È stato detto! Di tutto e di più è stato detto su questa città, che negli ultimi anni ne ha subite di ogni.

 

Dalle bombe piazzate un po’ qua e un po’ là all’onta dello scioglimento di Giunta e Consiglio comunali per contiguità con la ‘ndrangheta, la prima volta per una città capoluogo. Un triste primato. Ovviamente tralasciando il macrocontesto in cui Reggio è inserita: crisi, calo dei consumi, chiusura di aziende, disoccupazione, ecc., ecc., ecc. Per mettere una pezza in questa enorme falla, i nostri cari governi romani, sempre vicini alle esigenze degli italiani, come sappiamo, hanno deciso di mandarci i tre commissari prefettizi. Ma, come spesso accade, specie in Italia, la toppa è peggiore del buco. «Tranquilli! Rimetteremo i conti in ordine e faremo pulizia» avevano detto. Benissimo! Viva i commissari! Peccato solo che di pulizia non se n’è vista neanche l’ombra, con le tonnellate di rifiuti riverse in ogni quartiere, con le strade piene di buche manco fossimo ad Aleppo dopo un bombardamento e con tutti gli altri disservizi, dall’acqua (mai potabile, ci mancherebbe!) all’illuminazione pubblica ai trasporti. Come se non bastasse, recentemente i nostri tre Babbi Natale ci hanno portato in regalo il salato conto di Tares e Canone Acqua, mentre il Befano Peppe (Scopelliti) uno strepitoso aumento del costo di biglietti (la cui validità temporale è pure diminuita da 90 a 75 minuti) e abbonamenti Atam di addirittura il 30%, passando da 1 a 1,30 € per i primi e da 27 a 35 € per i secondi. Avremmo preferito il carbone! Già solo negli ultimi quattro giorni, l’autobus della linea 12 (Polo sanitario-Archi Gullina, per intenderci) ha saltato “puntualmente” la corsa delle 7.20, un orario cruciale per studenti e lavoratori che devono recarsi a scuola o sul posto di lavoro, provocando ai medesimi disagi di non poco conto, soprattutto per coloro i quali vivono nelle zone più periferiche, com’è appunto Via Gullina, costringendoli letteralmente a una corsa contro il tempo per arrivare puntuali a destinazione. 4 giorni su 4 dopo aver pagato 35 € di abbonamento per un servizio inesistente!!! E poi dicono che dobbiamo usare i mezzi pubblici per non ingolfare il centro! Quello stesso centro in cui occorre pagare gabelle esorbitanti per poter parcheggiare. Agli stessi prezzi, e anche meno, il Comune di Milano offre servizi assolutamente migliori, comprensivi di metropolitana e tram. Viste le dimensioni della città, visto che siamo sempre stati trattati da cittadini di serie b e visto che i nostri giovani hanno ricominciato a fuggire in massa verso il Nord o addirittura verso l’estero, non è che chiediamo pari servizi! Che ce ne facciamo di una metropolitana (ammesso che si possa fare) se nel giro di qualche anno qui non rimarrà più nessuno? Però le cose elementari come quelle sopra elencate… diamine, quelle sì! A quel prezzo per di più! Sarebbe giusto, no? E invece no! “Più tasse, meno servizi”. Questo è il motto dei nostri amministratori. Ma, a fronte di questo netto peggioramento delle generali condizioni dei reggini, specie in un momento quale quello attuale, in cui le casse non solo comunali, ma soprattutto delle famiglie sono vuote, come si fa a pretendere di aumentare le tasse? Come si fa a non istigare il popolo, con l’insofferenza che monta, a insorgere, in primis mediante lo sciopero fiscale, se non mediante atti addirittura più drastici e violenti? I nostri decisori non si rendono conto delle difficoltà in cui versa la popolazione? Non vedono che si tratta di una vera e propria vessazione? O è proprio quello che vogliono? Stiano attenti, però! La pazienza è davvero al limite. E lo scorso dicembre, alla manifestazione avvenuta a Piazza Italia per protestare contro la Tares, ne abbiamo avuto una prima avvisaglia. Basta poco per accendere la miccia. *Uno delle migliaia di cittadini stanchi e incazzati.

 

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Scioglimento dei Comuni per mafia, una legge da rivedere. Le proposte di Cuzzola (Dialogo Civile)

(5) di Enzo Cuzzola*. ‘’È una legge che merita di essere rivista perché non risolve i problemi. Cioè sciogliere i Comuni significa quasi mettersi contro la popolazione che lo avverte come un sacrificio alle proprie scelte.

 

Un provvedimento ablatorio e ablativo delle proprie scelte, e questo secondo me va evitato. Bisogna tornare ai vecchi sistemi, cioè il controllo sulla legittimità degli atti. Bisogna mettere una Commissione che esamini gli atti, che sia il vecchio Coreco o la Prefettura poco importa, ma probabilmente bisognerebbe estendere il controllo anche nel merito degli atti. Io non do colpa allo stato, ma al legislatore che dovrebbe riadattare la legge alla realtà, che nel frattempo è cambiata’’. (Prefetto Piscitelli su legge scioglimento comuni, conferenza stampa di saluto alla città di Reggio Calabria). Anche il Procuratore Cafiero De Rhao ha sollevato serie critiche e dubbi circa la validità e la efficacia della attuale normativa, sugli scioglimenti dei comuni per mafia. Non siamo d'accordo con la soluzione prospettata dal Prefetto. Non abbiamo bisogno di una ulteriore ingerenza delle Prefetture negli enti locali, né di una ulteriore forma di sospensione della democrazia. Ci mancherebbe che le Prefetture entrino nel merito degli atti. Esistono già i sistemi di controllo che vanno implementati. Come esistono le misure per evitare che la criminalità organizzata tenti di infiltrarsi, leggasi codice antimafia e norme anticorruzione. Intanto le Prefetture dovrebbero meglio organizzarsi per rendere funzionale ed efficiente il sistema di certificazione antimafia. Altra cosa sarebbe una Commissione di verifica e monitoraggio che affianchi gli enti locali a rischio, ovviamente disciplinando correttamente la "dichiarazione" di rischio, evitando che diventi una ulteriore arma di lotta politica da parte delle opposizioni, che perdendo sempre le elezioni tifano per gli scioglimenti, fermo restando la pronuncia di decadenza, per quegli amministratori individuati responsabili, da sostituire facendo scorrere le graduatorie degli eletti, sia per evitare inutili costi per le elezioni, sia per non compromettere la stabilità amministrativa, sia per non penalizzare le persone perbene, sia per togliere l'arma "ricattatoria" alle opposizioni. Allora bisogna passare dalle parole ai fatti, ecco perché, di seguito lancio la mia proposta di rivisitazione della norma, aperta ovviamente a tutti gli emendamenti migliorativi che dovessero pervenire, da sottoporre al Ministro Alfano, affinché provveda a far  varare al Governo apposito disegno di legge. A mio avviso, ma ripeto ogni ulteriore proposta è ben accetta, bisognerebbe rivedere l’impianto normativo nei seguenti punti. Proposta per l’accesso. La proposta per l’accesso spetterà sempre alla locale Prefettura e sarà decretata dal Ministero dell’Interno, sentita, entro un termine prestabilito, la Conferenza Unificata Stato, Regioni , Enti locali. Commissione d’accesso. Nominata dal Ministro, sarà composta da tre soggetti in rappresentanza del Ministero ed integrata da due membri, da nominare entro un termine prestabilito, designati uno dall’Ente locale interessato, fra soggetti estranei al Consiglio, uno dall’Anci regionale. Scioglimento. Lo scioglimento sarà decretato dal Ministero dell’Interno, sentita , entro un termine prestabilito, la Conferenza Unificata Stato, Regioni , Enti locali. Conseguenze. Le conseguenze, oltre tutte quelle altre previste per legge, saranno la pronuncia di decadenza degli amministratori responsabili, la loro sostituzione con i primi dei non eletti nelle rispettive liste di appartenenza, la nomina di una apposita Commissione di verifica degli atti e della gestione, al cui parere va sottoposto ogni atto, appunto di indirizzo o di gestione che sia. Naturalmente, per il momento, è solo un canovaccio di discussione, sul quale confrontarsi tutti per stendere una proposta completa e definitiva. *Fondatore Associazione Dialogo Civile e già dirigente settore Finanze del Comune di Reggio Calabria.

 

 

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Reggio di Calabria: Cuzzola (Dialogo Civile) “Dissesto degli enti locali, un dramma da evitare”

(4) di Enzo Cuzzola*. ll dissesto rappresenta per una comunità territoriale un evento sicuramente nefasto. Perché, a prescindere dagli aumenti di aliquote e tributi, destinati al solo ripiano dell’indebitamento pregresso, non si riesce mai a soddisfare pienamente le pretese dei creditori,

 

spesso rappresentati da imprese ed artigiani locali, che in tale evenienza rischiano seriamente anche la loro stabilità occupazionale, compromettendo irrimediabilmente l’economia e l’occupazione locali, già seriamente compromesse dalla spaventosa crisi che si sta attraversando. Infatti le procedure di dissesto in corso, malgrado lo stanziamento di 100 milioni di euro, a favore delle stesse, disposto dal decreto legge 35/2013, stentano a chiudersi e probabilmente non si chiuderanno mai, dato che l’articolo 31, comma 15 della Legge 289/2002, ha abrogato la possibilità di far ricorso al mutuo per finanziare la massa passiva del dissesto. In effetti, attualmente, il mutuo può coprire solo debiti di parte capitale o anche debiti di parte corrente, solo però se sorti antecedentemente alla riforma costituzionale del 2001. Il Consiglio di Stato è intervenuto sulla questione, con riferimento al comune di Paola, con l’ordinanza n. 1152/2013 emessa dalla V Sezione il 27 marzo 2013, affermando che il dissesto è un evento di carattere eccezionale e drammatico nella vita dell’Ente comunale, perché cede parte della sua autonomia allo Stato Centrale che penetra nell’Ente con una Commissione Straordinaria di Liquidazione, che gestirà tutte le passività, inoltre il Comune perde la propria capacità di autodeterminazione nelle normali scelte amministrative ed è obbligato, per i cinque anni successivi alla dichiarazione, a predisporre delibere, non revocabili, di aumento massimo di tutte le aliquote/tributi e tasse, inoltre vi è l’obbligo di riduzione drastica del personale in eccedenza, il divieto di nuove assunzioni, il congelamento dei crediti e delle procedure esecutive e dei pignoramenti, il blocco assoluto dell’accensione di nuovi mutui o finanziamenti e il taglio dei servizi indispensabili (mense scolastiche, scuolabus, interventi sociali, etc.). Prosegue poi il Consiglio di Stato indicando all’Ente la via da seguire: evitare in ogni modo la dichiarazione di dissesto attraverso il ricorso ai mezzi legali predisposti dal Legislatore. Allora perché fare fallire un ente locale, espressione esponenziale della collettività. In questo particolare momento, la norma, nata con il decreto legge 174/2012, sul riequilibrio finanziario pluriennale, ha rivelato tutta la propria utilità, dimostrata dal crescente utilizzo che gli enti ne fanno. Ben farebbe allora il Legislatore a puntare sulla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, sopra citata, in luogo dell’obbligo al dissesto, guidato da Corte dei conti. Il dissesto cosiddetto guidato è stato introdotto dal comma 2, dell’articolo 6, del decreto legislativo 149/2011. Detta norma prevede che, qualora dalle pronunce delle sezioni regionali di controllo della Corte dei conti  emergano  comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria, violazioni degli  obiettivi  della finanza pubblica allargata e irregolarità contabili o squilibri  strutturali del bilancio dell'ente locale in grado di provocarne il dissesto finanziario e lo stesso ente non abbia adottato, entro il termine assegnato dalla  Corte dei conti, le necessarie misure correttive previste la competente sezione  regionale,accertato l'inadempimento, trasmette gli atti al Prefetto e alla  Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica.  Ove  sia  accertato,  entro  trenta  giorni  dalla predetta trasmissione, da parte della  competente  sezione  regionale  della Corte dei conti, il perdurare dell'inadempimento da parte  dell'ente  locale delle citate misure correttive e la  sussistenza  delle  condizioni  di  cui all'articolo 244 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 267del 2000, il Prefetto  assegna  al  Consiglio,  con  lettera  notificata  ai singoli consiglieri,  un  termine  non  superiore  a  venti  giorni  per  la deliberazione del dissesto. Stante, allora, che la via della adozione del piano pluriennale di riequilibrio appare la più  percorribile, anche se sicuramente la più onerosa  (nel profilo dell’impegno gestionale per la amministrazione attuale e le future, dato che é comune esperienza infatti che le amministrazioni, con il ricorso alla ordinaria procedura di dissesto, finiscono per essere sgravate da tutta una serie di azioni tendenti al risanamento, continuando nella loro azione scarsamente produttiva, mentre con la procedura di riequilibrio sentirebbero il fiato sul collo della amministrazione e dei cittadini), sarebbe utile che il Legislatore provvedesse alla modifica della procedura del dissesto guidato. Dato quindi, che la Calabria è la Regione che ha, da sempre, registrato il più alto numero di dissesti, come è la Regione a più alto rischio attuale di dissesto negli enti locali, lanciamo un appello a tutti i Parlamentari Calabresi, di qualunque forza politica, affinché affrontino la problematica. In luogo del dissesto guidato, si potrebbe infatti introdurre, con opportuna modifica dell’articolo 6 sopra citato, l’obbligo della procedura decennale di riequilibrio. In sostanza, all’emergere di  comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria, violazioni degli  obiettivi  della finanza pubblica allargata e irregolarità contabili o squilibri  strutturali del bilancio dell'ente locale in grado di provocarne il dissesto finanziario, Corte Conti provvede a diffidare gli enti ad adottare un piano di riequilibrio. Sanzionando l’omessa adozione nei termini assegnati con lo scioglimento del Consiglio comunale e la nomina del commissario ad acta, così come avviene per la omessa approvazione dei bilanci. Tuttavia, dato che con la modifica, si vuole salvare le amministrazioni e non gli amministratori, questi ultimi, quando ritenuti responsabili del dissesto, andrebbero adeguatamente sanzionati pecuniariamente, mai con la ineleggibilità, sanzione questa troppo strumentalizzata dalle opposizioni che spesso tifano a favore del dissesto,senza farsi scrupolo dei danni che provocano. *Fondatore Associazione Dialogo Civile e già dirigente settore Finanze del Comune di Reggio Calabria.

 

 

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Reggio di Calabria: TARES, Cuzzola “Tanta confusione… voluta”

(3) di Enzo Cuzzola*. Chiamato in causa dalla Federazione provinciale del Pd, sul tema Tares, mi vedo costretto a ribadire alcuni concetti, non senza aver premesso, che mentre i redattori della nota, si appellano ad una clima di distensione, nell’interesse della città, continuano a provocare addebitando a chicchessia colpe e responsabilità, mai provate.

 

Il sottoscritto è stato dirigente del settore finanze per un solo anno, nel chiaro intento, realizzato, di evitare il dissesto, che come “ormai” ribadito anche dal Consiglio  di Stato, costituisce l’ultima spiaggia per una comunità locale. E veniamo a ribadire che il meccanismo di determinazione della Tares è molto semplice. Bisogna determinare un primo valore, che è il costo complessivo del servizio, nel quale confluiscono tutti i costi (le imprese che curano il servizio, i diritti pagati al commissario per l’emergenza ambientale, il costo del personale dell’ufficio tributi, un accantonamento per l’insoluto presunto, ecc.). Determinato questo costo complessivo si divide per il numero dei metri quadri imponibili in tutto il comune. Si ottiene così la tariffa unitaria a metro quadro, che corretta per alcuni coefficienti, darà la tariffa per le utenze domestiche e quella per le utenze non domestiche. Quindi mai e poi mai, nel meccanismo di calcolo di Tares entrano i debiti pregressi pagati. Ma anche su questo fronte si continua a fare confusione, volutamente o meno, ma si fa, malgrado le differenze, fra i debiti ed il disavanzo siano state più volte chiarite. Un conto è il disavanzo, cioè il divario tra entrate ed uscite (di competenza, cioè semplicemente maturate) pregresse, un conto sono i crediti e debiti ancora da riscuotere e pagare. Infatti i crediti sono la differenza tra le entrate maturate e quelle riscosse (perché pagate da chi doveva) ed i debiti sono la differenza tra le uscite maturate e quelle effettivamente pagate ( a chi erano dovute). Ora i pagamenti che il comune ha fatto per circa 97 milioni di euro, non sono il disavanzo, infatti gli stessi corrispondono a somme regolarmente impegnate negli anni pregressi. Mai e poi mai possono essere entrati o possono entrare o possono minimamente determinare la quantificazione della Tares. Ma mai e poi mai hanno a che fare con il disavanzo. Parliamo in sostanza di valori diversi e dal diverso significato contabile e logico. Ripeto. Il disavanzo è il divario tra entrate e spese maturate negli anni. I debiti sono gli importi riferiti ad uscite maturate ma non ancora pagate, probabilmente perché non sono stati riscossi i crediti maturati, che ne avrebbero consentito il pagamento. Per questo nasce lo sblocca crediti (dl 35/2013, al quale tutte le amministrazioni, su tutto il territorio nazionale, hanno fatto ampio ricorso). Il costo del servizio che è l’importo sulla base del quale si quantifica poi la tariffa Tares. Tre valori che tra loro non hanno alcuna reale interferenza, tre valori che non hanno neanche nulla di omogeneo. Ma infine devo confessare che non capisco come possano essere stati quantificati nel preventivo 2013, maggiori trasferimenti per 18 milioni, stante che i trasferimenti  per il 2013 sono costituiti dal fondo di solidarietà, che come si vede dal documento allegato (consultabile da chiunque sul sito della Finanza Locale del Ministero dell’Interno) diminuiscono consistentemente passando dai circa 32,8 milioni del 2012 ai circa 27,4 milioni del 2013. Ecco passiamo alle cose serie e preoccupiamoci di far rivedere la quantificazione della Tares, nel vero interesse dei nostri concittadini. *Ex dirigente del settore Finanze Comune di Reggio Calabria.

 

 

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