Reggio di Calabria: Consuelo Nava su prossime elezioni per la città “Il tempo che ci aspetta è un altro”

(165) “Personalmente non posso prescindere dall’idea che la città abbia bisogno ancora di un patto civico importante, convergente su un progetto ambizioso e coraggioso ma non frammentato, avendo promosso e condiviso il progetto per la città (in)differente come espressione di una visione di città coesa e competente, per una proposta di costruzione sociale e produttiva della città.

 

Le mie preoccupazioni di queste ore, convergono con l’allarme lanciato dagli imprenditori e professionisti dell’Associazione Industriali di Reggio Calabria, che sottolineano l’urgenza di un progetto chiaro e capace per Reggio, che trovi la sua proposta in una reazione civica di interesse condiviso e comune, unica. Un progetto condiviso ed alto che proietti la nostra città di Reggio Calabria verso un futuro possibile rischia di rimanere ancora una volta disatteso, se si mostra la solita incapacità di avere uno sguardo ed un pensiero più lungo delle vicende e delle ambizioni personali a discapito dell’urgente e dell’utile mutuo servizio di cui necessita Reggio. I partiti, è indubbio per le vicende emerse, non sono riusciti a mettere in campo alcun patto civico a fronte di un programma concordato con la città, non riuscendo a superare nemmeno le fratture e le divisioni interne e parimenti i movimenti civici, interpretando la città come “bene comune” di significato e valore collettivo, faticano a ritrovandosi intorno ad una proposta differente ma condivisa e convergente, coraggiosa e coinvolgente. Non so se sia possibile ormai trovare uno spazio comune in cui partiti ed espressioni civiche possano assumersi parimenti la responsabilità della città, uscendo dall’idea che tutto corrisponde solo alle “liste a sostegno del candidato x”. Non si tratta di trovare lo spazio per occupare un posto di consigliere comunale a Palazzo S. Giorgio ed è inverosimile, che in una stagione cosi difficile e complicata  per Reggio, ci siano più ambizioni di candidature a sindaco che di progetti da condividere e presentare con fermezza alla città, fatti di idee, proposte, azioni, direttive per cercare soluzioni e soprattutto uomini e donne capaci di intraprendere con esperienza e competenza una stagione che sarà comunque difficilissima. Figure che comunque possano essere già misurabili, sui risultati della loro azione come professionisti, cittadini attivi o impegnati nella migliore azione politica e produttiva per questa città e che non abbiano nel passato goduto di quella gestione politica che ne ha millantato affiliazioni, posizioni e crediti. Il cambiamento non è uno slogan ed a Reggio città servirebbe che se ne assumessero la responsabilità persone in grado di vederlo e costruirlo, per come lo hanno praticato con successo e con fatica, senza scorciatoie. In queste settimane, aldilà dell’impegno pubblico dei singoli candidati in campo, si fa fatica a percepire quale sia il progetto per Reggio e quali le qualità e le gambe di comunità competenti che lo interpreteranno, in maniera da poter rassicurare i cittadini sul futuro della nostra città. In assenza di una classe dirigente politica che anche in questi giorni per le vicende cittadine e calabresi dimostra tutte le sue ignoranze, i suoi vecchi vizi ed in molti casi l’irresponsabilità, senza l’autonomia, l’autorevolezza e la chiarezza di una proposta importante per Reggio Calabria, rischia di riportare Reggio ad una normalità istituzionale senza alcun rilancio e vera intraprendenza, senza coraggio nella gestione e amministrazione dell’ente, le cui condizioni per la verità sono ancora gravissime. Constatato che la classe politica esistente e collocata anche in posizioni di governo non riesce ad esprimere niente di più per la città, se non quello che ha ben preso, credo che tocchi ancora di più alle responsabilità. Nessuna persona che tenga alla città ed al suo futuro può ancora mostrare resistenze tutte referenziali e non la disponibilità a servire Reggio ed i suoi cittadini, per come serve, in maniera assai differente da quella di sempre. Il tempo che ci aspetta è un altro”. Consuelo Nava, ricercatrice universitaria, progetto per la città (in)differente.

 

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Reggio di Calabria: appello dell’Unicef alla cittadinanza dopo l’ultimo sbarco di migranti

(164) L’UNICEF provinciale lancia un appello alla cittadinanza affinché, con tempestività, sia sostenuta la macchina di solidarietà in favore dei minori sbarcati dalla nave San Giusto, ieri mattina, nel porto di Reggio Calabria. Nel centro di accoglienza, localizzato presso lo “Scatolone”, sono alloggiati tra gli altri anche 58 bambini di età compresa tra zero e 10 anni bisognosi di qualsiasi cosa. A questi si aggiungono circa 27 minori non accompagnati, presumibilmente con un’età inferiore ai 17 anni, per i quali la Questura sta procedendo all’identificazione e anch’essi in condizioni disperate.

 

“Il nostro impegno è finalizzato a dare sostegno ai tanti minori che al termine di un viaggio lungo e assai insidioso – ha dichiarato il Presidente Unicef di Reggio Calabria Pietro Marino – sono approdati sulle nostre coste privi di tutto il necessario. Vogliamo offrire aiuto materiale facendo appello alla solidarietà dei cittadini reggini, che in queste occasioni hanno sempre dimostrato grande generosità e sensibilità, cercando di integrare lo sforzo compiuto dalle istituzioni preposte. Serve, adesso più che mai, la collaborazione di tutti”. L’UNICEF RC intende contribuire fattivamente alla gestione dell’accoglienza nella città di Reggio.  Nel solco di quella che è la mission dell’organizzazione sono state messe in campo tutte le misure volte a tutelare e garantire i diritti dei minori, partendo proprio dalla più elementare assistenza materiale, quale la raccolta di alimenti non deperibili e abbigliamento per i piccoli migranti, forniture sanitarie e farmaci. Pertanto, coloro che volessero partecipare alla raccolta di beni, o anche di fondi, possono recarsi presso la sede Unicef sita in via Mazzini n. 11, ogni giorno dalle 18 alle 20. Gli interventi di solidarietà sono già stati prontamente avviati. Proprio stamattina si è tenuto un incontro preliminare tra il funzionario delegato per la Protezione civile del comune Arch. Giuseppe Tripodi e il Presidente Unicef RC Pietro Marino che hanno fissato il primo step di consegna per domani mattina al Cedir. Una raccolta che proseguirà incessantemente per dare adeguato sostegno ai migranti giunti in città. Sono numeri imponenti quelli che descrivono la dimensione dell’emergenza sbarchi a Reggio Calabria. Ad oggi sono oltre 9.200 i migranti tratti in salvo nel Mediterraneo e condotti nel porto cittadino nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”. Ma ai dati è affidato anche il compito di restituire l’efficienza  di una macchina organizzativa, composta da istituzioni e mondo del volontariato, che in questi mesi ha gestito al meglio il flusso sulle nostre coste. Una macchina che non può prescindere dal sostegno dei singoli cittadini chiamati in questo particolare momento a contribuire anche con piccoli gesti. Per ulteriori informazioni rivolgersi a: Presidente Unicef RC Pietro Marino: 3357289673 e/o Referente Younicef Rc Alessandra Tavella: 3206186115. * Referente rapporti con i media e volontaria UNICEF.

 

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Reggio di Calabria: Fratelli d’Italia-AN e Gioventù Nazionale “Mai più clandestini sotto casa”

(163) “Mai più clandestini sotto casa”. Più che un motto questa è una grande speranza. Ed è con questo animo che simpatizzanti e militanti di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale di Reggio Calabria si stanno incontrando in queste ore sulle bretelle del Calopinace presso l’incrocio con il Viale Calabria.

 

Il luogo non è stato scelto a caso poiché qui si trova uno dei più congestionati tratti della città, dove il semaforo, vero protagonista dell’iniziativa, regola il passaggio delle auto, ma vede anche un enorme via vai di immigrati intenti ad elemosinare qualche euro. Assieme a Gioventù Nazionale, il movimento giovanile di fdi-an, si sta provvedendo a distribuire materiale informativo per stimolare le coscienze dei passanti sul delicato tema. Tragedie dalla portata apocalittica colpiscono oggi più che mai le popolazioni dell’Africa centro-settentrionale e del medio-oriente, dove a fare da padrona sono fame, guerre, malattie. Il terrorismo islamico poi ha raggiunto livelli impressionanti ed i metodi violenti utilizzati costituiscono un motivo in più per milioni di persone per lasciare la propria terra. Dalle coste del Mediterraneo sono pronte a salpare un numero indefinito di imbarcazioni (l’ultima stamane a Reggio) che, con la complicità delle organizzazioni criminali, riverseranno in Europa sempre più clandestini. Urge trovare immediatamente una soluzione per aiutare questa gente, che non può più essere rappresentata dalla sola opera di accoglienza. La ragione è semplice: il fenomeno rischia di divenire incontrollabile, con conseguenze disastrose anche per il nostro Paese. Chiediamo a gran voce la sospensione di qualsiasi operazione che non ponga alcun limite agli ingressi; sempre più italiani, a casa propria, vengono posti in second’ordine nei trattamenti di solidarietà. La risposta è continuamente la stessa: non ci sono soldi; intere famiglie non trovano più accoglienza negli istituti come la Caritas, causa fine delle risorse, degli alimenti, degli indumenti; e mentre i nostri concittadini non riescono più a pagare l’affitto delle proprie abitazioni e subiscono continui sfratti, l’Europa impone all’Italia di investire ingenti risorse per chi giunge irregolarmente dal mare. Non serve accusarci di razzismo, se poi si rimane inermi di fronte all’immagine ormai fissa che vede l’italiano rovistare nei cassonetti dell’immondizia alla ricerca di qualcosa di commestibile. A Reggio, inoltre, che ricordiamo rimane tra le città più esposte al fenomeno ed allo stesso tempo tra le aree più depresse d’Europa, qualcuno dovrà spiegare il rischio dell’avvio dell’anno scolastico per molti studenti il cui istituto è stato trasformato a dormitorio. Torniamo a trattare con il peso che meritiamo a livello internazionale la questione degli sbarchi, trovando lì una soluzione, e ricominciando al tempo stesso a pensare un po’ di più agli italiani. Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Reggio Calabria e Gioventù Nazionale Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare, stamane l’adesione della quarta lista a sostegno del suo progetto politico

(162) “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Con questa affermazione il Presidente di Liberi di Ricominciare, Paolo Ferrara, apre l’odierna e affollata conferenza stampa ufficializzando – in presenza del dott. Giacomo Bertone Segretario Nazionale Organizzativo UDCP, Unione Democratica Consumatori e Pensionati – l’adesione della quarta lista a sostegno del progetto politico fortemente voluto da Liberi di Ricominciare, Cittadinanza Mediterranea e Movimento Autonomo Alternativo.

 

Paolo Ferrara: “Si sta dimostrando sempre più incisiva la volontà di costituire un gruppo “alternativo” aperto e allargato a tutte le realtà associative volte a intendere la politica come missione incondizionata al servizio del cittadino. Oggi la presenza del Segretario Nazionale di un movimento che in più occasioni ha espresso rappresentanze parlamentari, non solo da una maggiore credibilità al lavoro finora svolto, ma ci proietta chiaramente ad una panoramica non più territoriale, ma nazionale. Abbiamo deciso di trattare una tematica davvero delicata come le politiche sociali che, di certo, saranno di priorità assoluta nel nostro programma, in quanto considerate come la vera e unica “risorsa” per far ricominciare Reggio, dove, il commissariamento ha prodotto effetti devastanti per le realtà più  deboli ed indifese. In questi interminabili anni bui, infatti, abbiamo spesso subito sulla nostra pelle l’affermazione “dobbiamo risparmiare” esternata da chi non si è posto il minimo scrupolo di azzerare servizi essenziali per garantire, magari, incentivi economici biennali a favore di numerosi dirigenti, funzionari e dipendenti specializzati. È bene sottolineare che risparmiare non vuol dire eliminare un servizio, ma ottimizzare al meglio lo stesso evitando eventuali sprechi. Di certo bisogna ripristinare i servizi essenziali come il gratuito trasporto per gli ultrasettantenni, le navette di “Nonni a Spasso” e garantire la riapertura di centri di aggregazione “ever green” per permettere lo svolgimento di attività sportive, come il ballo. In dettaglio, occorre riscrivere il patto sociale sui servizi fondamentali con lo scopo non solo di migliorare l’offerta dei sevizi, oggi quasi nulli grazie all’incapacità amministrativa dei commissari, ma anche perfezionare la qualità delle prestazione messe in atto a sostegno delle situazioni di fragilità”. Per Mimmo Latella in rappresentanza di Cittadinanza Mediterranea: “siamo sulla strada giusta, insieme all’amico Paolo Ferrara stiamo trattando, spesso con coraggio, le problematiche che quotidianamente ci chiede la gente e, purtroppo, il problema delle politiche sociali è un’enorme piaga da cui la città ne deve uscire”. A concludere la conferenza Giacomo Bertone Segretario Nazionale Organizzativo UDCP che, col suo intervento passionale, ha infiammato l’intera platea: “L’articolo 1 della costituzione recita che la Repubblica Italiana è una repubblica fondata sul lavoro  e per questo asserisce che ogni italiano ha diritto a un salario, a una occupazione a una sussistenza”. Se questo non è possibile il dovere dello stato è quello di dare al cittadino una certezza di sussistenza, per cui si rivendica l salario come diritto di cittadinanza. Questo non vuol dire dilatare l’assistenzialismo, ma recuperare la dignità  per chi oggi disoccupato è alla mercè dello sfruttamento. Ribadiamo per questo che i salari e quindi anche le pensioni devono “essere dignitose e rivalutate nel tempo” (art. 36). Per questo i pensionati rivendicano la separazione della  assistenza (deve ricadere sulla fiscalità generale) dalla previdenza (art 38 e 47 della costituzione). A questi temi generali che ci contraddistinguono nel panorama  politico, riscontriamo come nella realtà reggina il commissariamento ha agito senza tener conto delle reali esigenze della popolazione. Infatti, tra i principali punti programmatici, noi proponiamo: il ripristini della gratuità per la mobilità cittadina per gli ultra settantenni; l’istituzione d un banco alimentare coordinato tra un Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.) e le situazioni della carità esistenti  in un coordinamento cittadino; l’utilizzo dei pensionati per funzioni sociali quali “vigili del traffico” a servizio delle scuole; l’istituzione dello sportello del cittadino consumatore, pensionato, disoccupato, con funzioni di orientamento e indirizzo; la realizzazione di una banca dati con l’indicazione delle vare professionalità, per l’avvio ai concorsi ed agli impieghi; riutilizzazione in base alle qualifiche ed alle professionalità di tutti quei dipendenti delle municipalizzate, oggi in mobilità, che sono in attesa della definizione della loro posizione lavorativa. Per realizzare  nostri obiettivi e programmi abbiamo la necessità di proporre una razionale candidatura a sindaco, sinceramente abbiamo già il nome e, vista l’imminente scadenza elettorale, a giorni la nostra coalizione alternativa lo presenterà alla città”. (Nella foto, da sinistra: Anna Quattrocchi Paolo Ferrara Giacomo Bertone e Antonio Sapone).

 

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare ed UDCP “Politiche sociali, la vera risorsa per far ricominciare Reggio”

(161) Sabato 30 agosto ore 11:00 presso la sede di via Argine destro Calopinace n. 3, il Presidente di “Liberi di Ricominciare”, Paolo Ferrara, insieme al dott. Giacomo Bertone Segretario Nazionale Organizzativo UDCP Unione Democratica Consumatori e Pensionati, Anna Quattrocchi Responsabile “evergreen” Liberi di Ricominciare, Francesco Spanò e Francesco La Torre rispettivamente Segretario Regionale Calabria e Segretario Politico Metropolitano UDCP,

 

terranno una conferenza stampa dal titolo “Politiche Sociali: La vera “risorsa” per far ricominciare Reggio”. Paolo Ferrara: “Dopo il Movimento Cittadinanza Mediterranea (MCM) di Piero Morabito e Movimento Autonomo Alternativo (MAA) di Pietro Marra, l’Unione Democratica Consumatori e Pensionati (UDCP) aderisce ufficialmente al progetto politico di Liberi di Ricominciare in vista delle prossime elezioni amministrative di novembre. La volontà di costituire un gruppo “alternativo” aperto e allargato a tutte le realtà associative volte a intendere la politica come missione incondizionata al servizio del cittadino, ci sta quotidianamente dando la possibilità di accrescere l’incisività del nostro operato. La presenza del Segretario Nazionale Organizzativo UDCP non solo da una maggiore credibilità al lavoro finora svolto, ma ci proietta chiaramente ad una panoramica non più territoriale, ma nazionale. Con il dott. Giacomo Bertone tratteremo la qualità delle politiche sociali e la loro concreta efficienza, con lo scopo non solo di migliorare l’offerta dei sevizi, oggi quasi nulli grazie all’incapacità amministrativa dei commissari, ma anche perfezionare la qualità delle prestazione messe in atto a sostegno delle situazioni di fragilità. Le politiche sociali saranno di priorità assoluta nel nostro programma, in quanto sono la vera e unica “risorsa” per far ricominciare Reggio”.

 

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Reggio di Calabria: emergenza immigrati, Liberi di Ricominciare “Diagnosticati casi di malaria mentre indisturbati sono liberi di girare in lungo ed in largo mettendo a serio rischio la nostra salute”

(159) Paolo Ferrara: “Sfido chiunque neghi l’evidenza di averli visti indisturbati gironzolare liberamente per le vie della città, fermi ai semafori o addirittura dinanzi gli ipermercati, senza alcun controllo e senza alcuna possibile prevenzione, mettendo così a serio rischio l’intera popolazione reggina. Nella notte di ieri sono stati “prelevati” dal Boccioni quattro immigrati affetti da malaria (di cui uno in gravi condizioni) e stanotte sono stati ricoverati oltre dieci casi sospetti.

 

Siamo in piena emergenza sanitaria!!! Altro che “risorsa da valorizzare”, stiamo vivendo il grande pericolo di mettere a serio rischio la sicurezza non solo di Reggio, ma dell’Italia intera”. Si pensava che l’incontro di ieri del Ministro dell’Interno Angelino Alfano con la commissaria europea agli Affari Interni Cecilia Malmstroem potesse porre fine a Mare Nostrum la discutibilissima operazione nata solo come operazione di emergenza e a tempo. Invece è felice il Ministro dell’Interno ad annunciare che “Oggi è un giorno importante per l'Italia. Parte  Frontex plus che punta a sostituire Mare Nostrum. L'Europa premia i nostri sforzi, infatti quest’operazione vedrà la commissione a dare una mano per la distruzione dei barconi usati dai trafficanti affinché non vengano riutilizzati”. La stessa Malmstrom ha precisato che “la portata e dimensione di Frontex Plus dipenderanno da quanti Paesi Ue che vi aderiranno. Su 28 stati membri sono solo 10 quelli che accettano i profughi. Oggi l'Italia raccoglie con soddisfazione i risultati dei suoi grandi sforzi: a un anno dalla tragedia di Lampedusa l'Europa torna protagonista nel Mediterraneo”. Dinanzi a queste scellerate dichiarazioni, come non ribadire che il nostro territorio oramai da tempo sta ospitando questi migranti che “fuggono” da situazioni terribili rischiando, indiscutibilmente, uno stato di possibile catastrofe. È inconcepibile come le gioiose dichiarazioni del Ministro all’Interno confermano come questo governo resti inerte rispetto al rapporto con l'Ue che, anziché preoccuparsi di collaborare con la semplice distruzione dei barconi, dovrebbe intervenire con urgenza, con capitali e mezzi, magari suddividendo in eguali quote per ogni Paese membro gli immigrati che arrivano. Dalle dichiarazioni della stessa Malmstrom sono solo 10 su 28 stati membri ad accettare i profughi!!! Il vero problema è che né il premier Matteo Renzi né l’intera e inerte classe politica calabrese ha avuto la schiena dritta di opporsi dinanzi a questo grave problema di incolumità pubblica. “Bisogna potenziare subito la vigilanza sanitaria sugli immigrati per evitare il “rischio contagio” ed intensificare le azioni di controllo. Non è plausibile che girino indisturbati per le vie della città mettendo a serio rischio l’intera popolazione reggina”. A lanciare nuovamente  l’allarme è Paolo Ferrara, presidente di Liberi di Ricominciare che chiede alla regione ed a ciò che resta di un comune allo sbando, di “mettere in campo tutti i controlli necessari per tutelare la salute dei reggini e degli stranieri a cui si da accoglienza”. Il presidente Ferrara è “fortemente preoccupato” in quanto spiega: “Quando si tratta di clandestini e non di immigrati regolari, bisogna considerare che arrivano in Italia da località in cui vi è una elevata presenza di ceppi di Tbc, malaria oltre a casi Hiv e altre malattie infettive, senza avere alle spalle un check-up di vaccinazioni regolare e documentabile. Per questo devono essere sottoposti ad accertamenti sanitari rigorosi”. Secondo l’Ordine dei medici di Roma “tutte le statistiche indicano negli ultimi mesi un incremento dei casi di tubercolosi e il ritorno di alcune malattie infettive che in Europa erano quasi del tutto debellate”. Ci sono enormi difficoltà a monitorare la situazione sanitaria dei migranti ed un elevato rischio di malattie. Viste le reali condizioni, con forza chiediamo alla Regione “di potenziare la vigilanza sanitaria”. Solo in questo modo sarà possibile tutelare la salute dei reggini e dei migranti. Altrimenti si rischia il contagio. Analizzando proprio la gestione sanitaria sull’emergenza per l'immigrazione si deve guardare con preoccupazione quanto è successo nei giorni scorsi in Sicilia, dove due agenti impegnati in servizi su sbarchi di migranti, sono risultati positivi al test Mantoux, un esame propedeutico a verificare la tubercolosi. Vista la situazione emergenziale, secondo molti volontari e agenti, si sta lavorando con dotazioni ridotte con un elevato rischio che non tutti gli uomini siano protetti sufficientemente. Difatti prosegue Ferrara “le mascherine che vengono fornite non sono adeguate per la prevenzione di malattie a trasmissione aerea”. Non è possibile mandarli  allo sbaraglio, non tutti infatti si sentono adeguatamente tutelati. I rischi sono tanti, considerando i paesi da dove provengono i migranti, dove le verifiche sanitarie sono scarse o quasi del tutto inesistenti”. Nelle scorse settimane l’Istituto Nazionale Malattie Infettive ha lanciato l’allarme immigrati per l’emergenza Ebola scoppiata in Africa occidentale e che potrebbe estendersi ad altre zone del pianeta anche a causa dell’immigrazione. Proprio Giuseppe Ippolito, Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Spallanzani” di Roma, ha confermato i pericoli legati all’immigrazione selvaggia che travolge l’Italia.  “Le infezioni girano, esistono le malattie tropicali così come le malattie da importazione, le può portare un turista che torna da un Paese estero esattamente come le possono portare gli immigrati. Il sistema nazionale però – afferma – è allenato per rispondere alle emergenze”. Conclude Ferrara: “un Paese serio, di fronte ad una situazione simile, bloccherebbe immediatamente l’immigrazione dall’Africa ed ogni altra forma di circolazione di persone provenienti da quelle nazioni. Ma noi non siamo un Paese serio, dunque Mare Nostrum o Frontex plus continua”. Sfido chiunque neghi l’evidenza di averli visti indisturbati gironzolare liberamente per le vie della città, fermi ai semafori o addirittura dinanzi gli ipermercati, senza alcun controllo e senza alcuna possibile prevenzione, mettendo così a serio rischio l’intera popolazione reggina. Grazie a fonti molto attendibili, nella notte di ieri direttamente dalla palestra del Boccioni, sono stati “prelevati” 4 immigrati in quanto, da analisi precedentemente effettuate, risulterebbero affetti da malaria e, uno di questi, è addirittura in gravi condizioni. Stanotte invece ne sono stati ricoverati oltre dieci casi sospetti. Siamo in piena emergenza sanitaria e ciò confermerebbe quanto da noi già affermato nelle scorse settimane: altro che “risorsa da valorizzare”, ospitare gli immigrati senza adeguate dotazioni e strutture, non solo comporta enormi difficoltà nel monitorare la reale situazione sanitaria, ma addirittura stiamo vivendo il grande pericolo di mettere a serio rischio la sicurezza non solo di Reggio, ma dell’Italia intera”.

 

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Reggio di Calabria: i Radicali Pannella e Bernardini ilo 4 settembre in visita al carcere di Arghillà

(158) Dopo il ferragosto continuano le visite dei Radicali nelle carceri italiane e, il prossimo 4 settembre, Marco Pannella, assieme a Rita Bernardini e una delegazione di radicali andranno in visita, alle ore 11.30, al nuovo Carcere di Arghillà di Reggio Calabria; con loro anche l’On. Bruno Censore (PD) e Antonino Castorina (Responsabile Nazionale “LEgalità’” Giovani del PD).

 

Alle ore 14, all’uscita dal carcere, è prevista una conferenza stampa su visita carcere. Nel pomeriggio, poi, alle ore 17.00, Marco Pannella e Rita Bernardini saranno a Serra San Bruno (VV) per la presentazione del libro “Viaggio nelle carceri” di Davide La Cara e Antonino Castorina e, infine, concluderanno la giornata alle ore 20.00, a Cariati (CS) per la Festa Provinciale dell’Unità.

 

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Reggio di Calabria: Foti (FI) “Il candidato Sindaco per Forza Italia sarà Lucio Dattola”

(160) "Come anticipato nei giorni scorsi, a seguito dell’incarico conferitomi dal Coordinamento Regionale di Forza Italia, ho provveduto, insieme al Coordinatore Provinciale Roy Biasi, ad incontrare gli eletti ai massimi livelli e i principali dirigenti del Partito al fine di confrontarci in merito alle prossime elezioni per il Comune di Reggio Calabria.

 

Sono molto soddisfatto di poter comunicare che è stata trovata un’intesa all’unanimità sul prossimo candidato a Sindaco di Reggio Calabria, che Forza Italia proporrà agli altri alleati di centrodestra, nella persona di Lucio Dattola, attuale Presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria nonché componente del Coordinamento Regionale di Forza Italia. Di questa proposta, che ritengo di assoluto valore, ho informato la nostra Coordinatrice Regionale Jole Santelli, che ha seguito con attenzione ogni fase di questo importante percorso. E’ quanto dichiara in una nota il Vice Coordinatore Regionale di Forza Italia in Calabria Nino Foti. Ritengo particolarmente significativo, prosegue Foti, l’aver raggiunto un accordo unanime e in brevissimo tempo, a dimostrazione della compattezza e della responsabilità del nostro Partito e della validità della proposta fatta. Proposta che ha tenuto conto di tutte le istanze recepite durante queste settimane passate all’ascolto della Città e sulla quale hanno espresso il loro apprezzamento anche i Presidenti di importanti associazioni di categoria quali Confagricoltura, CNA, Confcommercio e Confesercenti che ho provveduto a contattare personalmente. Con questo stesso spirito propositivo, aggiunge la nota, ci apprestiamo a compiere gli altri passi di questo cammino. A breve, pertanto, verrà avviata una discussione interpartitica con le altre forze di centrodestra interessate per discutere su alleanze e programmi. Avvieremo successivamente anche un confronto con tutte le altre associazioni di categoria, le sigle sindacali, i movimenti di rappresentanza della società civile, dell’associazionismo e del volontariato che vorranno offrire il loro contributo. L’obiettivo, conclude Foti, è quello di aiutare la Città di Reggio Calabria a ricostruire il proprio futuro, e lo si può fare proponendo soluzioni valide e credibili. Oggi abbiamo posto un primo importante tassello e con queste premesse siamo convinti di poter arrivare fino in fondo". * Vice Coordinatore Regionale Forza Italia Calabria.

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Reggio di Calabria: elezioni comunali, Foti (FI) “Avviati i primi incontri, sceglieremo il meglio”

(157) Al fine di dare seguito all’incarico ricevuto ieri durante il Coordinamento Regionale ho incontrato il nostro Coordinatore Provinciale Roy Biasi e insieme abbiamo stabilito le linee guida da rispettare nelle scelte delle prossime candidature. E’ quanto dichiara in una nota il Vice Coordinatore di Forza Italia Calabria Nino Foti.

 

Concordando sulla necessità di operare al meglio e nel più breve tempo possibile, prosegue Foti, abbiamo ritenuto opportuno, prima di assumere qualsiasi decisione, di incontrare nei prossimi giorni gli eletti ai massimi livelli e i principali dirigenti del Partito. Ascolteremo le loro istanze e faremo tesoro di tutte le indicazioni recepite in queste settimane trascorse ad ascoltare le varie anime della nostra città. Lavoreremo pertanto in sinergia con l’obiettivo di individuare la migliore rosa di candidati possibile. A giorni inoltre verrà anche avviata una discussione interpartitica fra le varie forze che si riconoscono nel centrodestra al fine di definire un programma condiviso e coerente con i bisogni della città. Avvertiamo la grande responsabilità di ogni singola scelta, conclude Foti, ma siamo convinti che il nostro Partito, come ha già avuto modo di dimostrare, sarà in grado di esprimere in questo territorio soluzioni di assoluto valore in grado di meritare la fiducia che, siamo sicuri, la nostra gente continuerà a darci come fatto finora. * Vice Coordinatore Regionale Forza Italia Calabria.

 

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Reggio di Calabria: la proposta del Segretario Uil Temp Stefano Princi ”Congelare i tributi comunali a tutti i percettori di mobilità”

(156) ''La città di Reggio Calabria sta attraversando una delle crisi più nere della sua storia. Una crisi, oltre che economica, che incide fortemente anche sul tessuto sociale cittadino e per questo va affrontata con rapidità e decisione dalla politica che si appresta nuovamente a prendere in mano le redini della governo comunale''.

 

E' quanto afferma in una nota il Segretario Provinciale della Uil Temp di Reggio Calabria Stefano Princi. ''Riteniamo fondamentale affrontare da subito il tema dell'occupazione e del sostegno al reddito, presupposto essenziale per il rilancio dell'economia cittadina. Alla crisi generalizzata che ha colpito il territorio sono seguiti centinaia di licenziamenti, sia nel comparto pubblico che in quello privato, che hanno messo in ginocchio, o quantomeno in difficoltà, una fetta importante della popolazione reggina. E contestualmente – prosegue Princi – abbiamo assistito ad un aumento spropositato dei tributi locali, in alcuni casi addirittura triplicati per via del piano di rientro predisposto dalla triplice commissariale. Un inasprimento della pressione fiscale che certamente non è proporzionato alla qualità della vita che invece, in molti casi, proprio a causa del ridimensionamento di alcuni servizi essenziali in capo al Comune, risulta visibilmente peggiorata. Un paradosso che ha provocato negli ultimi anni un vero e proprio crollo del tessuto socioeconomico cittadino, con la conseguenza che molte attività private, a causa del ridimensionamento dei consumi interni e della scarsa appetibilità turistica dovuta ad un imbruttimento generale della città, sono state costrette a chiudere, lasciando sul lastrico centinaia di famiglie reggine''. ''E' un cane che si morde la coda – spiega ancora il Segretario della Uil Temp – una tendenza che va assolutamente invertita. Quello che vivremo da qui a qualche mese sarà uno dei momenti più importanti della storia della città. Il ritorno della politica in sella ai processi decisionali che riguardano il futuro di Reggio deve coincidere con la consapevolezza che non possono essere i cittadini a pagare lo scempio prodotto fino ad oggi. Il tema del lavoro va affrontato subito, come presupposto essenziale per qualsiasi programma di sviluppo della città''. ''La nostra proposta – conclude Princi – è quella di dare la possibilità di congelare per almeno un biennio i tributi comunali per tutti coloro che in questa fase di crisi hanno subito l'onta del licenziamento, accedendo al sistema degli ammortizzatori sociali che però, da solo, non può bastare a sostenere il reddito delle famiglie e far ripartire l'economia cittadina. Anche perchè i sussidi non vengono erogati regolarmente per come previsto dalla normativa a causa dei forti ritardi da parte del Governo nazionale. ''La rinascita di Reggio deve ripartire dagli ultimi, da tutti coloro che in questi anni sono stati vittime di un sistema ormai imploso su sé stesso. Congelare i tributi comunali per un periodo di tempo limitato, significherebbe dare respiro a migliaia di reggini che in questo modo avrebbero il tempo ritornare all'interno del  mercato del lavoro, dando nuovo impulso all'economia e risollevando il tessuto sociale della città in attesa della ripartenza definitiva. Una proposta peraltro replicabile in altri Comuni della provincia''. * Segretario Provinciale Uil Temp.

 

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Reggio di Calabria: Pansera (Liberi di Ricominciare) “Piazza Sant’Agostino, l’ennesimo bene della città abbandonato”

(153) Un tempo, per chi ha memoria storica, Piazza Sant'Agostino era un semplice parcheggio che dopo una lungimirante riqualificazione, questa importante area della città è stata trasformata in un centro di aggregazione. Si vedevano i bambini con le proprie famiglie intenti a giocare ed anziani a tentar di alleviare nei mesi estivi la sofferenza del caldo, sorridendo tra le grida ed i giochi dei propri nipoti.

 

Tutto questo oggi non esiste più, difatti la piazza è sprofondata nel degrado più profondo, divenendo ormai principale centro di raccolta di sventurati e ubriachi che, dopo aver incivilmente abbandonano bottiglie di alcool vuote o peggio frantumate, lasciando i cocci in terra dispersi per tutta la piazza e trasformando le aiuole in naturali “centri raccolta rifiuti” e gli angoli tramutati in WC pubblici improvvisati, utilizzati da incivili che fanno comodamente e indisturbatamente i propri bisogni, senza  in alcun modo preoccuparsi della deplorevole scena e peggio ancora sotto gli increduli sguardi dei passanti. Anche il “polmone verde” non esiste più e di ciò che resta il degrado regna sovrano, con gli alberi da anni incurati e divenuti pericolosi per le conformazioni raggiunte, il tutto contornato dall’impianto di illuminazione costituito da lampioni quasi tutti fulminati o peggio fatti a brandelli. Bruno Pansera: “Piazza Sant'Agostino un bene della città abbandonato, oramai andato quasi distrutto, uno sfogo sociale in meno per la nostra comunità. I nostri commissari stanno lasciando andare a male tutto il patrimonio della nostra città, tutto quello che nel tempo era stato realizzato e per il quale si erano spesi soldi pubblici al fine di migliorarlo e renderlo più vivibile. Oggi tutto è lasciato in uno stato di totale abbandono, senza riuscire a garantire neppure la semplice manutenzione. È impossibile non accorgersi con la loro incapacità amministrativa di come hanno ridotto l’intera città. Il politico di qualsiasi colore e schieramento, a fine mandato se non ha fatto bene il proprio dovere viene bocciato dall’elettore. A questi incapaci chi li giudica? La città è davvero stremata, i commissari non possono più far finta di nulla, hanno il dovere di intervenire perché Piazza Sant'Agostino e l’intera Reggio devono risorgere”.

 

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Reggio di Calabria: lunedì 25 conferenza stampa di NCD e Scopelliti Presidente sulle Società partecipate

(154) Lunedì 25 agosto, alle ore 11, presso i locali del Coordinamento del Nuovocentrodestra, Corso Garibaldi (Galleria Caminiti), si terrà una conferenza stampa sul tema delle Società partecipate del Comune di Reggio Calabria, con particolare riguardo alla situazione della ex Multiservizi a seguito della elaborazione del relativo piano industriale.

Alla conferenza prenderanno parte rappresentanti dell'NCD e della Lista Scopelliti Presidente di Reggio Calabria e saranno illustrate alcune proposte finalizzate alla futura gestione dei servizi comunali.

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Reggio di Calabria: Cuzzola (Dialogo Civile) “Comune, manutenzione e voucher INPS”

(155) E’ sotto gli occhi di tutti la assoluta mancanza di pulizia e manutenzione delle strade e del verde pubblico cittadino. La mancanza della attività degli operai della ex Multiservizi si avverte tutta. Dal canto suo l’Amministrazione ha avviato le procedure per la creazione delle due nuove società in house, una delle quali dovrebbe svolgere le attività manutentive precedentemente svolte dalla società in liquidazione,

 

ma, a prescindere da valutazioni circa la fattibilità dei piani industriali, i tempi di attuazione saranno, come sempre, lentissimi. Dal canto loro gli, ormai, ex operai, invocano, oltre alla definitiva soluzione del loro problema e nell’attesa della stessa, un lavoro temporaneo che dia loro il sostentamento per le famiglie. La soluzione, ovviamente temporanea, potrebbe essere quella già praticata da molti comuni, anche della nostra regione e provincia, che unisce all’aiuto per le famiglie bisognose di un lavoro, per il sostentamento, la soluzione, sia pure in parte, dei problemi di manutenzione, a scarso impiego di mezzi ed a forte incidenza di lavoro, dei comuni. Parlo dell’utilizzo dei voucher inps, che la Legge di riforma del mercato del lavoro – 28 giugno 2012, n.92, ha reso, fra l’altro, ancora più ampio, anche da parte degli enti pubblici. La possibilità di utilizzo dei voucher, da parte degli enti pubblici, è così illustrata dall’Inps. Committenti pubblici: la nozione di committente pubblico, comprende oltre a quelle indicate nell’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165 /2001 (“tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le Amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300”) anche gli enti e le società inserite nel conto economico consolidato (art. 1, comma 3, L.196 del 31/12/2009), quale utilizzatore delle prestazioni di lavoro accessorio, nei limiti previsti dalle disposizioni di spesa relative al personale nonché ai vincoli stabiliti, eventualmente, dal patto di stabilità interno. Oggi i voucher inps possono essere utilizzati per qualunque tipologia di attività a favore dell’ente pubblico, dato che devono intendersi superate le precedenti indicazioni per cui la tipologia di committenti pubblici poteva attivare forme di prestazioni di lavoro accessorio esclusivamente nell’ambito delle categorie relative a “manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarietà”. I compensi complessivamente percepiti dal prestatore non possono superare per l’anno 2014: 5.050 € netti(6.740 lordi) per la totalità dei committenti nel corso di un anno solare. La legge n. 15 del 27 febbraio 2014 di conversione del decreto legge n 150/2013, all’art. 8, comma 2-ter, conferma per l’anno 2014 la possibilità per i lavoratori percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito di effettuare lavoro accessorio in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, nel limite massimo di 3.000 euro complessive per anno solare. La legge di conversione del D.L. n. 150/2013, all’art. 8, comma 2-ter, conferma tale possibilità anche per l’anno 2014. Il limite dei 3.000 euro (da intendersi al netto dei contributi previdenziali), integralmente compatibile e cumulabile con l’indennità percepita, è riferito al singolo lavoratore. * Movimento Dialogo Civile.

 

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Reggio di Calabria: Ferrara (Liberi di Ricominciare) “Fantasiose e pericolose le proposte di Falcomatà: sbaglia chi pensa che sia già lui il nuovo Sindaco”

(152) Riceviamo e pubblichiamo. Dopo un anno alla guida della chiesa reggina, l’arcivescovo Giuseppe Fiorini Morosini traccia, in una sua intervista, il bilancio della sua missione pastorale e dà uno scossone al mondo politico. In particolar modo invita gli amministratori che verranno, a trovare quell’unità necessaria per cercare di tradurre in fatti le potenzialità culturali di Reggio.

 

“Reggio non l’ha ancora capito: bisogna, tutti insieme, guardare alla città come al bene prioritario. Altrimenti non si uscirà mai dalla crisi. Guai a ingannare ancora la città. Mai portare la gente all’esasperazione”. Con queste affermazioni Morosini sembra proprio voler dare un monito alle incertezze lasciate in riva allo stretto dal premier Matteo Renzi in occasione della sua ultima visita e, alle scellerate dichiarazioni del suo giovane fido, Falcomatà, inerenti l’integrazione della risorsa migranti nel nostro entroterra. L’operazione “Mare Nostrum” se da una parte risolve in parte il dramma dei naufraghi evitando che molti ci rimettano la vita in alto mare, dall’altra parte genera una situazione insostenibile per i Comuni che devono mobilitarsi in emergenza per i servizi di prima assistenza. Infatti, il punto debole di “Mare Nostrum” non è nel dispositivo militare messo in campo ma negli obiettivi perseguiti dalla missione. Se il compito è solo quello di soccorrere in mare e portare in Italia gli immigrati africani allora la missione rischia di essere senza fine perché la presenza navale italiana incoraggerà i flussi migratori e ingigantirà anche il business delle organizzazioni criminali. Il problema più grosso però è quello che, lo sbarco dei migranti, mette in crisi le Amministrazioni comunali che devono provvedere all’assistenza a terra con tutte quelle incombenze, oltre che  di natura sanitaria, anche di ordine pubblico. Per Falcomatà, infatti, gli immigrati potrebbero essere considerati come la “spazzatura”, cioè, possono essere trasformati in “risorsa”, utilizzandoli per ripopolare i paesi dell’entroterra, demograficamente in calo. Una tragicomica idea che evidenzia l’inconsapevolezza di alterare lo stato sociale, con l’immissione d’immigrati provenienti da Paesi con culture, religioni, usi e costumi totalmente differenti dai nostri e soprattutto, cosa da tenere sempre in considerazione che, sono portatori, anche se sani, di malattie gravi, oramai debellate da secoli dal nostro territorio, mentre una ricomparsa potrebbe significare atroci sofferenze e altissime percentuali di mortalità. Sicuramente bisogna intervenire per risolvere il problema, ma la soluzione prospettata da Falcomatà sarebbe veramente la peggiore, anzi, tragica. Paolo Ferrara: “Le fantasiose proposte del giovane candidato del PD a sindaco di Reggio Calabria sono potenzialmente pericolose e tutti si augurano che restano solo ingenue fantasie. Indubbiamente sono soltanto banali dichiarazioni che evidenziano le limitazioni di chi non ha ancora la maturità e la consapevolezza di cosa voglia dire amministrare una città. È bene precisare che non abbiamo alcun pregiudizio nei confronti di nessuno, ma presto vedremo se il Falcomatà, oltre a presentazioni di libri e/o gradevoli selfie, sarà davvero capace di conquistare il consenso della gente. Su ciò noi dubitiamo molto. Siamo consapevoli che rispetto ad altri candidati parte avvantaggiato, in quanto, grazie agli incassi delle primarie, ha già i soldi necessari per fare campagna elettorale; soldi, ricordiamolo, “estorti” furbescamente direttamente dalle tasche dei reggini per far esercitare un loro diritto, il diritto a votarli. Di una però cosa siamo certi: sbaglia chi pensa che lui è già il nuovo sindaco”.

 

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Reggio di Calabria: Amato (FdI-AN) “Reggio non può più sopportare il peso della scellerata operazione Mare Nostrum”

(151) "Per la sua complessità, l’argomento merita una chiave di lettura per nulla puritana, considerato anche il rischio sempre dietro l’angolo di confondere, spesso appositamente, il senso del dovere col becero razzismo. Il riferimento è agli sbarchi di immigrati che interessano da un paio di settimane la nostra città, ed ormai da un intero anno l’Italia tutta.

 

Il mix letale d’informazioni che in breve tempo diviene disinformazione, ci conduce ad una realtà di paura e preoccupazioni dove malattie infettive e violenze carnali la fanno da padrone. Ora, che rischi del genere possano essere corsi è appurato, e questo naturalmente non può che farci allarmare, ma c’è un dato di cui nessuno, per il timore di essere tacciati di xenofobi, vuole parlare. Il nostro Paese, Reggio in modo particolare, non possono più sopportare il peso economico della scellerata operazione Mare Nostrum. L’Italia è tra i paesi d’Europa che arretra più di tutti, ma al contempo è l’unica ad accogliere la povera gente che scappa da guerra, fame, terrorismo; vogliono farci credere che è il vecchio continente a chiedercelo, quando altri Stati del Mediterraneo non solo negano l’aiuto ai popoli in fuga, ma li respingono alla frontiere, come Malta e Spagna. Non solo, spesso ci si dimentica che l’Italia è tra i primi contribuenti europei, versando all’anno milioni e milioni di euro e ricevendone in cambio meno della metà, ed il cui peso dunque potrebbe essere enorme se solo i nostri governanti lo volessero. Ed invece, nelle scelte risultiamo sempre meno influenti subendo dunque in continuazione le decisioni di altri. Iniziamo pertanto a prendercela con noi stessi, con l’esecutivo Renzi che pur continuando a battere tutti i record negativi riesce ad ammaliare gli italiani con le parole della rottamazione, dell’anti-casta, dell’antipolitica delle quali per il momento nessuna si è tradotta in fatti concreti, e che adesso si dimostra inconcludente di fronte all’emergenza sbarchi. L’operazione Mare Nostrum, è arrivato il momento di dirlo, sottrae ingenti risorse alla nostra gente, e se a qualcuno non fosse chiaro ricordiamo come parte dei soldi sono stati trovati con il dimezzamento dei fondi per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso. Aggiungendo a questo il fatto che le tratte della disperazione sono gestite dalle organizzazioni criminali, si può tranquillamente asserire che l’operazione Mare Nostrum finanzia la mafia italiana ed interazionale, ergo i politici italiani ed europei sostenitori di questa stupita strategia lavorano dolosamente per i criminali. Invito, infine, quanti non condividessero la teoria del bisogno della nostra gente a recarsi nei centri Caritas o sotto i ponti per toccare con mano la sofferenza tutta italiana. Possono sembrare parole forti ma è l’amara realtà; quando ad una città come Reggio neghi finanziamenti statali per destinarli ad una politica dell’immigrazione criminale, sottrai dei luoghi pubblici allo sport ed all’istruzione per adibirli a dormitorio, capisci quanto sia lesivo il buonismo fondamentalista. Serve guardare ad altre attività per aiutare la gente che giunge nelle nostre coste, con politiche europee ed internazionali che supportino i popoli in difficoltà nelle proprie terre, evitando magari che Stati cosiddetti democratici inneggino all’operazione Mare Nostrum e contemporaneamente finanzino e vendano armi ai terroristi, gli stessi che spingono alla fugga i poveri cristi dal Medio Oriente e dal Nord Africa. Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale di Reggio Calabria chiederà ai propri rappresentanti in Parlamento di proporre al governo l’immediata interruzione di Mare Nostrum, nonché d’interrogare il Ministro degli Interni Alfano per il pessimo e disorganizzato modo con cui a Reggio Calabria si sta gestendo l’ondata di arrivi dei clandestini". * Coordinatore Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Reggio Calabria.    

 

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Reggio di Calabria; emergenza salute pubblica, Liberi di Ricominciare “Grave rischio epidemia, la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto”

(150) Reggio Calabria meta preferita, non da turisti, vista la stagione, ma da migliaia di immigrati che quotidianamente sbarcano al porto di nostra città. Una marea umana, composta per lo più da africani, ha sostituito i turisti che soprattutto nella stagione estiva si facevano notare, in gran affluenza, attratti dai due guerrieri di bronzo, custoditi all'interno del Museo Nazionale della “Magna Grecia”,

 

di cui tanto si sta parlando e sparlando in questi giorni, dopo la pubblicazione delle foto scattate da Gerald Bruneau all'interno dello stesso museo. Un cocktail di negatività ha ridotto negli ultimi dieci anni la città in uno stato economico veramente drammatico, al punto tale che, da due anni è governata da una terna commissariale. Se all’Isola del Giglio l’affondamento della Costa Concordia ha creato, nonostante tutto, sviluppo economico, a Reggio Calabria lo sbarco dei clandestini sta procurando molteplici svantaggi sia per gli effetti negativi sull'economia turistico-ricettiva sia per le difficoltà delle istituzioni (ospedale compreso) nella gestione dell’emergenza, nonostante il comune sia tra le altre cose anche sull’orlo del dissesto finanziario. Un dramma nel dramma, sembrerebbe che si sia abbattuta una maledizione su questa città, un tempo perla del mediterraneo e meta di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo, oggi ridotta quasi alla fame per l’alto numero di disoccupati e per tutte le vicende politiche avverse. Ci mancavano soltanto gli sbarchi della speranza a completare l’opera, causa “indiscutibile” per la quale, le strutture alberghiere reggine, stanno registrando in questo nefasto periodo, numerosissime disdette di precedenti prenotazioni. La nave San Giusto della Marina Militare Italiana, ultima imbarcazione approdata nel porto di Reggio Calabria lo scorso lunedì mattina, ha portato un altro “carico umano” che, da fonti ufficiali della Protezione Civile, contano 1699 persone. Il volto dei reggini è ancora più scuro di quello dei migranti che spesso invece sbarcano con il sorriso sulle labbra e gli occhi lucidi di felicità. Si legge più paura negli occhi dei reggini che in quelli degli immigrati africani. Gli indigeni sono ormai stati colti dalla rassegnazione, a volte anche dalla disperazione, per lo stato in cui versa la città. Il disastro ambientale, la disoccupazione, la mala politica, la crisi economica e le centinaia di clandestini in giro per la città, molti dei quali sfuggiti al controllo, stanno contribuendo notevolmente all'aumento della crisi economica. Peggio ancora della crisi economica la nostra città sta vivendo momenti di “silenzioso” panico dovuti all’emergenza di salute pubblica: è grave il rischio di epidemia che sta seriamente mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini, ignari di questa tragica situazione. Gli immigrati arrivano da aeree con grandi problemi igienico-sanitario e quindi maggiormente soggetti ad infezioni che da noi non esistono più se non in forma sporadica. Impeccabile è il lavoro svolto dai volontari che in questi due mesi sono stati sempre presenti nelle azioni di primo soccorso, spesso però senza adeguate dotazioni di protezioni individuali capaci di prevenire la trasmissione delle malattie infettive. Questa limitazione, provoca una maggiore esposizione al contagio e di conseguenza il grande rischio a potenziali incubazioni di gravi malattie infettive, trasmissibili attraverso il semplice contatto con la saliva, cioè, con le particelle volatili c.d. di “Flugge”  (tipo tubercolosi, malaria, meningite, ecc. ). Il tutto, purtroppo, vista la carenza di organico sanitario, viene svolto sotto l’osservazione del ridotto personale medico che controlla molto velocemente e senza (anche in questo caso) adeguate dotazioni sanitarie le forme conclamate, non riuscendo a definire possibili casi di incubazione. In dettaglio:  un soggetto che sta a contatto con possibili persone infette, condividendo un lunghissimo viaggio della durata di non meno di 72ore, ha una percentuale di contagio di almeno il 50%, col conseguente alto rischio d’incubare la malattia. Le norme internazionali sugli interventi di maxi emergenza prevedono la tenuta in osservazione di tutti i profughi in “ospedali da campo”,  necessari a costatare la possibile e probabile insorgenza di una patologia. Tutto ciò a Reggio Calabria non avviene perché nella nostra città non esiste alcun “ospedale da campo”. Chi ha la scabbia, tubercolosi, qualsivoglia altra patologia infettiva viene semplicemente ricoverato negli ospedali pubblici, mettendo a rischio anche l’utenza defedata dell’ospedale. Il Pronto Soccorso, inoltre, non presenta nella sua struttura architettonica alcun filtro di “utenza infetta” e ciò può comportare la possibilità di contagio tra utenti. Perché quindi non rispettare i protocolli del Ministero della Salute per le maxi emergenze? Rispettando tali protocolli si ridurrebbero al minimo i rischi di contagio accidentale!!! A tal proposito, non si comprende in alcun modo come, una malattia già debellata, come la tubercolosi, abbia avuto in questi ultimi mesi l’insorgenza in molti casi che ha visto molti calabresi affetti da tale patologia!!! Gli ultimi a denunciare questa spiacevole situazione sono stati i vertici del Sindacato della Polizia, CONSAP. Nei giorni scorsi, il Segretario nazionale Giorgio Innocenzi ha infatti dichiarato che “alcuni poliziotti mandati ad accogliere questa gente con presidi non idonei hanno contratto la tubercolosi, il numero certo è di 40 unità”, ma da come dichiara lo stesso Segretario “altri esami in corso si stanno effettuando per valutare possibili altri casi sospetti”. La paura di contrarre malattie infettive, fa si che, la maggior parte dei poliziotti si dichiarano “in malattia” durante la chiamata per l'assistenza allo sbarco. Anche l'Organizzazione Mondiale per la Sanità ha dichiarato l’allarme. Tra le malattie infettive, la peggiore è generata dal virus ebola che non arresta la sua folle corsa. I dati sono davvero inquietanti: finora 1779 persone sono state contagiate dal virus. Di queste 961 sono morte. L’OMS (Organizzazione Mondiale alla Sanità) precisa che solo nell’ultimo mese i nuovi infettati sono stati 815 i morti 358. Le cifre parlano chiaro e per questa ragione Margaret Chan, direttore generale dell’OMS ha dichiarato lo scorso venerdì 8 agosto: “L’Ebola è un’emergenza sanitaria internazionale”. Per tale motivo, tutti i presidi sanitari fissi e mobili e tutti gli automezzi utilizzati dagli immigrati devono essere obbligatoriamente sanificati subito dopo aver ospitato e/o trasportato migranti. A tal proposito, si ha notizia che molti pullman dell’azienda comunale ATAM e di società private sono utilizzati per il trasporto degli immigrati, e per tanto, dovrebbero essere sottoposti a rigido trattamento disinfettante per come prevede il protocollo. Siamo certi che tali adempimenti vengono rispettati??? O magari questi mezzi dopo essere stati utilizzati per il soccorso ritornano tranquillamente a svolgere il proprio servizio linea? Paolo Ferrara: “Nonostante le incessanti azioni di soccorso dei gruppi di volontari, non si placa l’onda degli sbarchi che, in meno di due mesi ha raggiunto quota di quasi 6.000 migranti. Nel riserbo assoluto, solo nell’ultimo sbarco 34 malati di scabbia, 27 di tubercolosi, 4 di malaria ed 1 “sospetto”, ma non si sa ancora di cosa. Come afferma l'Organizzazione Mondiale per la Sanità “stiamo vivendo il grande pericolo della peggiore epidemia degli ultimi 40 anni”, che metterebbe a serio rischio la sicurezza non solo di Reggio, ma dell’Italia intera”.

 

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Reggio di Calabria: Liberi di Ricominciare, a Mosorrofa una gremitissima piazza accoglie il progetto di raccolta differenziata porta a porta

(149) Non è bastato un pomeriggio di rovente agosto men che meno la contemporanea presentazione di un libro, a pochi metri di distanza, a scoraggiare l’assidua presenza di sostenitori e simpatizzanti del Movimento Liberi di Ricominciare sempre pronti ad accompagnare le azioni svolte in tutte le periferie del comprensorio reggino.

 

Uno spettacolare gioco di colori, animati da un estivo vento che, accarezzando le bandiere, ha trasformato la gremitissima Piazza Chiesa San Demetrio di Mosorrofa in una coreografica curva da stadio, infiammata con una standing ovation nel momento in cui il Presidente Paolo Ferrara ha esclamato “nessuno può fermare la voglia di cambiamento”. Tra i presenti spuntano visi eccellenti – tra i quali Franco Germano, ex assessore ai Lavori Pubblici, Peppe Sergi, ex consigliere comunale ed ex commissario ASI, Paolo Puntillo e Demetrio Fotia ex consiglieri di circoscrizione – che esprimono lodevole il percorso tracciato da Liberi di Ricominciare, invidiabile da tutti i partiti, e dall’infaticabile presidente, Paolo Ferrara, di certo oggi considerato non più un semplice movimento, ma una solida realtà. L’idea di costituire un Consorzio per la raccolta differenziata dei materiali riciclabili al 100%, era già stata prospettata nella tavola rotonda riguardante i rifiuti solidi urbani dal tema:“I rifiuti non più un’emergenza, ma una grande risorsa per il rilancio della nostra città” che si svolse il 30 aprile di quest’anno, nell’aula del Consiglio Provinciale di Reggio Calabria, dove, in quell’occasione, i partecipanti ai lavori, decisero di comune accordo che è necessario costituire un Consorzio per risolvere il problema dei rifiuti solidi urbani. La conclusione dei lavori di programmazione e la promozione del costituendo Consorzio Metropolitano “Reggio Green” ha avuto luogo giovedì 7 agosto u.s. proprio nella frazione di Mosorrofa, dove l’idea progettuale già in fase di sperimentazione è iniziata da qualche mese, sotto la diretta osservazione di Pietro Marra, presidente del Movimento Autonomo Alternativo il quale, con i giovani volontari appartenenti alla sua Associazione, stanno eseguendo il servizio di raccolta a porta a porta della plastica e dell’alluminio, con soddisfacenti risultati. Alla presentazione del progetto direttamente in piazza tra la gente, moderato dalla giornalista Anna Foti di ReggioTV, hanno partecipato oltre a Pietro Marra, anche Piero Morabito presidente del Movimento Cittadinanza Mediterranea, il presidente del Consiglio Provinciale Antonio Eroi, l’avvocato Vincenzo Barca capostruttura dell’Assessorato provinciale alle Attività Produttive, il Sindaco del comune di Saracena (CS) Mario Albino Gagliardi che, ha svolto una relazione in merito al risultato ottenuto nel suo comune, primo in Calabria, per l’alta percentuale di raccolta differenziata effettuata. Era presente all’evento anche  il presidente di Confindustria Andrea Cuzzocrea che ha innanzitutto posto l’accento sul fallimento dimostrato dai fatti del commissariamento del settore dei rifiuti a livello regionale dichiarando che: “Dopo quindici anni di gestione straordinaria e un miliardo di Euro spesi, siamo al punto di partenza”. Il massimo rappresentante degli Industriali ritiene che: “l’unica possibilità per uscire da questa disastrosa situazione a Reggio Calabria, sia rappresentata dall’avvio di un serio progetto per la raccolta differenziata, effettuata porta a porta”. Un Progetto che, attuato con competenza e serietà, ha già visto trasformare il volto di alcuni Comuni calabresi, oggi considerati al top in termini di pulizia urbana e rispetto dell’ambiente proprio per la capacità di attuare un’efficace e molto alta in percentuale, raccolta differenziata. Sotto questo profilo non basta la pur necessaria capacità di migliorare sul versante amministrativo la gestione dei rifiuti. Ma serve un’incisiva azione volta a diffondere una cultura e un’educazione civica tra i cittadini”. Il presidente Cuzzocrea ha infine manifestato la disponibilità di Confindustria a realizzare un “protocollo d’intenti” con “Liberi di Ricominciare” attraverso il diretto coinvolgimento della Sezione Ambiente di Confindustria. Paolo Ferrara, concludendo, con un apprezzabilissimo discorso, ha suscitato grande ammirazione nelle centinaia di persone presenti alla manifestazione di presentazione del progetto Consorzio Metropolitano “Reggio Green”, le quali, hanno risposto ai saluti di congedo del presidente di “Liberi di Ricominciare” con uno scrosciante e lunghissimo applauso di condivisione. Paolo Ferrara: “È semplice far promesse pre-elettorali, ancor di più annunciare future riqualificazioni visto l’elevato degrado in cui riversa la nostra città, il difficile è dopo nel mantenere gli impegni presi. Di una cosa siamo certi: il tempo è galantuomo. Oggi per la terza volta torniamo a Mosorrofa, torniamo perché “Liberi di Ricominciare” ha preso un impegno con i cittadini che, assicuro, porteremo a compimento nel migliore dei modi. Partirà infatti, da questa popolosa periferia reggina, la campagna di promozione del progetto sperimentale “Raccolta differenziata porta a porta” già attivo in questo territorio grazie alla lodevole intuizione di Pietro Marra, Presidente del Movimento Autonomo Alternativo, che con i suoi volontari sta espletando da settimane questo servizio a domicilio. La sinergia con il lungimirante Andrea Cuzzocrea, presidente di Confindustria, consentirà di avviare nel migliore dei modi il costituendo Consorzio Metropolitano Reggio Green dando non solo stabilità al progetto, ma rafforzerà la possibilità di costruire una solida realtà economica-occupazionale per la futura città metropolitana”.

 

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Reggio di Calabria: Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, “La Grande Reggio” primo progetto del coordinamento comunale reggino

(148) "Il neo Coordinamento comunale di Fratelli D'Italia-Alleanza Nazionale di Reggio Calabria è orgoglioso di presentare il suo primo progetto. Mentre in tanti litigano sui nomi da “sacrificare” alle prossime elezioni comunali, ad eccezione della montagna (Partito Democratico) che ha partorito un topolino,

 

la nostra organizzazione guarda preminentemente ai temi che meritano attenzione in tutto il territorio reggino. Recentemente è stata creata una pagina Facebook, "La Grande Reggio", con l’obiettivo di arrivare alla stesura di un programma elettorale per le prossime tornate amministrative che sia il più condiviso e partecipato possibile. L’intento è attirare l'attenzione di coloro che, in veste di sostenitori o semplici osservatori, hanno voglia di riprendere in mano le sorti della città, con idee e proposte brillanti in grado di rendere nuovamente grande la nostra Reggio, attraverso un programma elettorale concertato con la comunità e che tocchi dei punti fondamentali. Ecologia, lavori pubblici, riassetto istituzionale, sicurezza e legalità, turismo, riduzione della pressione fiscale, mercato del lavoro. Su questo e molto altro intendiamo accendere i riflettori dell’opinione pubblica senza false illusioni o facili sistemi clientelari. La pagina è il nostro mezzo per dire, inoltre, che un'altra destra è possibile, una destra che vuole e deve rispondere all'apprezzabile fame di partecipazione che avverte il popolo reggino dopo due anni di fallimentare commissariamento. Non  intendiamo creare un blog di grillina memoria bensì uno spazio virtuale entro il quale la società civile tutta è invitata a proporre soluzioni, a darci  suggerimenti su diverse aree tematiche che verranno presentate di volta in volta alla cittadinanza attraverso un supporto grafico che,  con ironia e realismo catturi la sana attenzione dei reggini. Tutti gli spunti, che potranno essere  postati sulla pagina o inviati all'indirizzo mail fratelliditaliarc@gmail.com, saranno sottoscritti dai candidati di fdi-an alle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Reggio Calabria". * Dirigente Comunale Fdi-An Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: l’1 agosto tavola rotonda sull’emergenza rifiuti ad Arghillà. Allo stesso tavolo i Comitati, la Regione, il Comune, Legambiente, l’Unione Consumatori e le associazioni per una serie di proposte

(147) Si è tenuta ad Arghillà, l’1 agosto scorso, la tavola rotonda “Rifiuti, ambiente e periferie – i quartieri, i cittadini e le associazioni per il bene comune”, inserita tra gli eventi della tre giorni di Arghillà Green, organizzata dal neo costituito Laboratorio Urbano di Arghillà per il rilancio del quartiere,

 

fortemente voluto dall’arch. Francesco Morabito, in collaborazione con il Coordinamento di quartiere costituitosi da qualche anno intorno alla parrocchia di Sant’Aurelio guidata da don Francesco Megale, al cui eccezionale attivismo si devono tutte le iniziative attuali. Uno straordinario parterre di partecipanti ha visto per una volta allo stesso tavolo istituzioni, (Regione Calabria, con il Dipartimento Ambiente rappresentato dall’ing. Giacinto Ciappetta), movimenti (Coordinamento Comitati Rifiuti, con il referente del centro sociale Angela Cartella, Peppe Marra), associazioni ambientaliste (Legambiente, con il membro del direttivo nazionale Nuccio Barillà), consumatori, con il presidente regionale  dell’Unione Nazionale Consumatori Saverio Cuoco, la concessionaria del servizio rifiuti, AVR Spa, con l’ing. Veronica Gatto, il Parco Ecolandia, con il suo presidente Piero Milasi,  numerosi altri rappresentanti dei comitati di quartiere della città e anche del cosentino, associazioni  ed esperti sulle tematiche dei rifiuti, nonchè il sindaco del comune di Saracena (CS), uno dei comuni calabresi più virtuosi in tema di raccolta differenziata. Il dibattito, tenutosi all’aperto e protrattosi fino a dopo il tramonto, ha fotografato impietosamente il fallimento delle politiche regionali e locali sui rifiuti degli ultimi 20 anni, ed ha indicato la via da seguire per il presente ed il futuro, fondata sulla collaborazione tra cittadini, istituzioni e società concessionarie del servizio, per arrivare  ad una drastica diminuzione  dei rifiuti da smaltire in favore di una raccolta differenziata spinta che si traduca in un forte risparmio ed in un ambiente più sano. In quest’ottica, la presenza dei comitati di quartiere attivati da cittadini volenterosi, che hanno raccontato la loro esperienza, è stata significativa e forse il messaggio più importante lanciato da uno dei quartieri simbolo del degrado delle periferie calabresi, questa Arghillà, nata negli anni 80 come un progetto urbano ambizioso in una zona splendida sia paesaggisticamente che per la qualità dei suoi insediamenti vinicoli,  poi immediatamente sfregiata dalla politica e trasformata in un quartiere dormitorio priva di servizi e vie di comunicazione, e, da ultimo, anche sommersa dai rifiuti. Una cittadinanza attiva è l’unico rimedio contro  la mala politica e la cattiva amministrazione, perché è provato che laddove il cittadino si organizza sia per difendere i propri diritti che per collaborare e spingere le amministrazioni a fare il proprio dovere, i risultati diventano tangibili, ed in tal senso  sono state apprezzate le iniziative illustrate da Totò Cogliandro, del comitato di Bocale, dove già da tempo si effettua la raccolta differenziata e che sarà  uno dei quartieri pilota della raccolta differenziata a Reggio, da Pino Vermiglio, del Comitato di Campo Calabro, da Maria Spadafora, del Comitato Presilano di Rovito (CS), con un interessante progetto di sensibilizzazione nelle scuole, Carmelo Idone, portavoce del Coordinamento di quartiere di Arghillà, ha rimarcato l’importanza della nascita del Laboratorio Urbano da un’”idea geniale di Francesco Morabito” dalal cui attività  programmatica e partecipativa si deve la tre giorni di Arghillà Green, per un quartiere che punta alla rinascita grazie all’ambiente e alla vivibilità, ricordando anche un proverbio masai che dice “La Terra non ci è donata dai Padri ma ci è prestata dai Figli”. L’ing. Giacinto Ciappetta del Dipartimento Ambiente della Regione ha ripercorso il regime commissariale dei rifiuti in Calabria, durato ben 16 anni, dal 2007 al 2013, ribadendo le difficoltà della gestione delle discariche i cui blocchi, come quello di Pianopoli annunciato proprio il giorno della tavola rotonda, si ripresentano ogni 6/7 mesi, e presentando il piano rifiuti e la nuova legge in gestazione presso il consiglio regionale. L’ing. Veronica Gatto, di ADR spa, concessionaria per lo smaltimento rifiuti di Reggio Calabria e altri comuni reggini, ha ribadito le difficoltà quotidiane della società nel dover raccogliere da terra l’immondizia, auspicando una partecipazione più attenta dei cittadini, ed evidenziando i buoni risultati ottenuti  sia in quartieri cittadini come Bocale che in altri comuni come Taurianova e Condofuri, auspicando che anche con Arghillà si possa iniziare, pur sottolineando che l’appalto con AVR è in scadenza al 30.9 2014, poi subentrerà  la nuova ditta (Camassa spa). L’avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori, ha sottolineato il ruolo del cittadino/consumatore che ha diritto  ad avere i servizi per i quali paga salate tasse, cui fa da contraltare l’”illegalità delle istituzioni” quando impone pretese tributarie esorbitante ed illegittime, che costringono a lunghe procedure presso i tribunali (si sta ancora attendendo la sentenza del Tar sulla TARES) ed  ha ricordato l’impegno dell’UNC al fianco del comitato di Arghillà nella diffida al comune di Reggio Calabria per ottenere la carta della qualità dei servizi, tuttora in fase di redazione. L’avv. Angela Gargano e il dr. Domenico Barresi hanno presentato l’associazione Rifiuti Zero, che aborrisce gli inceneritori e fa del riutilizzo e del riciclo la via maestra, ricordando il progetto portato avanti dall’associazione sul compostaggio collettivo presso al Villa Comunale, dove hanno simbolicamente dimostrato che dall’organico si può trarre il compost per le aiuole. L’associazione ha inoltre distribuito 30 compostiere domestiche, provvedendo anche a diffondere una corretta informazione ai cittadini. Il dr. Luciano Praticò dell’associazione Differenziamoci Differenziando ha parlato dell’ importanza dell’informazione ai cittadini su un corretto utilizzo della risorse, attività in cui è particolarmente impegnata l’associazione sia sui social network che con la presenza fisica nelle piazze, nei quartieri e nelle scuole, e sempre pronta a collaborare sia con le istituzioni che con la società concessionaria. Peppe Marra, ha ribadito il ruolo importante svolto dal coordinamento comitati rifiuti calabresi, ha ricordato come è nato il Centro Sociale Angela Cartella, contestato fortemente il piano rifiuti della Regione Calabria le cui linee guida  insistono ancora sui mega impianti di incenerimento a scapito della popolazione, chiedendo a gran voce che si “cancelli l’inceneritore di Gioia Tauro” e che la gestione  dei rifiuti debba rimanere pubblica. Il Sindaco di Saracena, Mario Albino Gagliardi, non ha lesinato critiche  molto forti e articolate sia al sistema regionale (“quella in gestazione è una legge di m…!”) che alle società concessionarie, ribadendo che gli ambiti ottimali di cui si parla sono gli stessi del 2007, e questa legge, s e approvata così come è ora, porterebbe  a cancellare esempi virtuosi come è appunto quello di Saracena, del quale ha illustrato il percorso dal 2007 ad oggi, che lo porta ad essere il comune con una percentuale di differenziata  tra le più alte in Italia, con un notevole risparmio per i contribuenti e una paese pulito e  vivibile, oltre ad un certo numero di posti di lavoro “puliti” e sicuri creati dalla “monnezza”. Il dr. Domenico  Speranza, educatore della Casa Circondariale di Arghillà, ed il dr. Massimo Musarella, di Ethos, hanno illustrato il ruolo svolto dai detenuti  nei lavori di pubblica utilità in favore del territorio, e specificatamente al servizio dell’ambiente di Arghillà. Tra gli interventi del pubblico, quello del Movimento Reggio di Filippo Sorgonà che ha proposto di adottare anche per Reggio una soluzione denominata Thor, attualmente attiva nel comune di Torrenova (Me). Si tratterebbe di un impianto relativamente poco costoso (2 ml di euro) che può smaltire fino a 50 tonnellate al giorno di rifiuti, con una tecnologia non inquinante, non termica ma solo meccanica, ideata dal CNR, che distrugge i rifiuti riducendoli a dimensione microscopica e utilizzabile come combustibile. Ha moderato la tavola rotonda l’avv. Giuseppe Naim, il quale, tracciando un bilancio positivo dell’evento che ha visto il quartiere esprimere partecipazione e proposte di assoluto valore, ha  candidato Arghillà ad un progetto innovativo  su una raccolta differenziata “premiale” ed incentivante per gli abitanti che partecipano, progetto denominato Radar (Raccolta Differenziata ad Arghillà) ideato e illustrato dall’arch. Nicola Tucci, che si è rifatto a soluzioni vincenti già adottate al Nord, e al quale hanno assicurato la loro collaborazione tutte le associazioni presenti, da Rifiuti Zero a Differenziamoci Differenziando, ai vari comitati  ed alla stessa AVR. La serata è proseguita con il concerto dei Velk, mentre durante i lavori è stata offerta una degustazione di prodotti locali a cura dei Giovani di Confagricoltura. *Coordinamento di Quartiere.

 

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Reggio di Calabria: Aeroporto dello Stretto, mancato decollo aeromobile Volotea. L’attività prosegue regolare

(146) La So.G.A.S. S.p.A. informa che nella mattinata odierna il volo V71659 operato dalla Compagnia Volotea, con  aeromobile marche EC – LPM,  con destinazione Genova dopo la regolare fase di imbarco, lo sblocco, il rilascio del parcheggio e l’allineamento sulla testata, non ha effettuato il decollo per motivi tecnici.

 

L’aeromobile ha raggiunto nuovamente il piazzale di sosta ed i passeggeri sono stati sbarcati in attesa della risoluzione del problema. I tecnici So.G.A.S. dell’Area Movimento, dopo aver effettuato l’ispezione della pista, hanno confermato l’agibilità dell’infrastruttura di volo. La Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto pertanto conferma la regolare attività dello scalo nonché l’assoluta regolarità e la corretta prosecuzione e svolgimento delle operazioni nella giornata odierna. I voli programmati in partenza ed in arrivo, salvo eventuali ritardi o cancellazioni unicamente dipesi da parte delle singole Compagnie Aeree interessate, saranno quindi regolarmente tutti garantiti. *Responsabile Relazioni Esterne, Comunicazione e Marketing So.G.A.S. S.p.A..

 

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