Reggio di Calabria: Lungomare Falcomatà, i proprietari dei gazebo sequestrati non ci stanno “Su di noi dette falsità! Adiremo all’Autorità Giudiziaria per far valere le nostre ragioni””

(185) Dall'avv. Marcello Morace, rappresentate legale degli imprenditori interessati, riceviamo e pubblichiamo. "Gli esercenti del Lungomare di Reggio Calabria – Caffè Vittorio Emanuele, Le Palme  ristorante-pizzeria, creperia La Plaza, pizzeria Ai Giardini in Fiore e gelateria Matteotti – destinatari dei provvedimenti di chiusura dei rispettivi gazebo, sono doverosamente obbligati a precisare i fatti

 

che li hanno visti coinvolti, ma soprattutto intendono chiarire e rispondere a tutti gli attacchi mediatici ingiustificati, arroganti, fuorvianti e palesemente scorretti, fatti in questi giorni sia dal Sindaco, e sia da soggetti a lui vicini, forse superando anche i limiti sia della tollerabilità, e sia dei possibili aspetti penali, di cui ci si riserva di valutare in separata sede. Le tante contraddizioni, falsità e ambiguità riportate in questi giorni, danno il senso della pochezza, inefficenza e incapacità politico-amministrativa di questa amministrazione cittadina, e che quanto sia accaduto; sulla tempistica e modalità di esecuzione dei provvedimenti di chiusura, che vorrebbe dare una parvenza di legalità, altro non è che mascherare tutti i gravi problemi di abusivismo e quant’altro che attanagliano la città, e che vengono sottaciuti. Si tiene a precisare che, contrariamente a quanto è stato artatamente dato ad intendere, i sottoscritti non sono coloro che stanno dalla parte dell’illegalità, ma sono coloro che quotidianamente lavorano sodo, sia per mantenere le numerose unita’ lavorative rispettivamente impiegate, sia per dare decoro al lungomare di reggio calabria, sempre con il preciso intento del rispetto della legalità. Sotto tale aspetto, appare fuori luogo, e gravemente offensiva, la nota del consigliere Mauro di mercoledì 12 agosto con cui afferma che i sottoscritti “hanno sottratto trecentomila euro dalle casse del comune, ai cittadini che fanno sacrifici,  nonche’ agli asili, all’assistenza anziani, alla manutenzione delle strade, dell’illuminazione pubblica e delle fognature”. Ebbene, se così fosse, ma non è così, come mai il consigliere Mauro non interviene anche sul fatto dei diversi milioni di euro che sono stati sottratti dalla squadra di calcio reggina, non pagando i canoni per l’utilizzo dello stadio “Granillo”, dalle casse del comune, ai cittadini che fanno sacrifici, nonche’ agli asili, all’assistenza anziani, alla manutenzione delle strade, dell’illuminazione pubblica e delle fognature? I sottoscritti, hanno sempre pagato le proprie rispettive quote di occupazione suolo sino al 2012, quando con l’avvento dei commissari straordinari nel 2013 è stata predisposta una delibera che, dall’originario tributo di circa euro 6.000,00 euro annui, è stato aumentato in modo sproporzionale a circa 60.000,00 euro annui. Tale fatto è di palese evidenza che una tale somma, così come determinata, non poteva essere corrisposta. E’ anche vero, che dopo le numerose lamentele da parte degli operatori economici, l’Amministrazione provvedeva a ridurre il tributo di circa il 50%. Era il 2013. Anche tale importo, che era di circa 30.000,00 euro annui, è stato fortemente contestato dai sottoscritti, non per non voler pagare, ma proprio in ragione della grave e drammatica crisi economica che da qualche anno aveva colpito in maniera irreversibile tutti gli operatori commerciali del comprensorio reggino. Basti pensare alla mancanza di organizzazione di attività turistica sul territorio di reggio calabria, e quindi alla quasi totale assenza di turismo, anche dovuto al persistente degrado della città. Però, purtroppo, per poter pagare tale importo si è stati costretti ad accettare una rateizzazione, ma che la stessa non è stata possibile onorare in quei termini, proprio in ragione del decremento degli incassi che nel tempo sono stati anche del 50% per ogni rispettiva attività commerciale, e quindi si è arrivati alla morosità di detta rateizzazione. Nel 2014, ricevuta la lettera di morosità, i sottoscritti in piena responsabilità si sono attivati per chiedere degli incontri, ai quali hanno partecipato sia il primo cittadino, e sia tutte le organizzazioni di categoria (Confcommercio ed Assindustria), oltre agli assessori del ramo. Si tiene a precisare che anche durante la campagna elettorale, in un incontro con il candidato a sindaco Falcomatà presso le sale della confcommercio, quest’ultimo si impegnava con gli operatori commerciali, qualora non fosse riuscito a poter ridurre le aliquote delle tasse, a recarsi a Roma per manifestare insieme agli stessi, anche ad incatenarsi. Dalle numerosissime riunioni avute a partire dal mese di marzo, aprile, maggio, giugno e luglio, è sempre emersa la volontà di entrambe le parti di trovare una adeguata soluzione che contemperasse ogni esigenza manifestata. La volontà di pagare le somme dovute è sempre stata manifestata dai sottoscritti, ma sempre tenendo in considerazione le esistenti e manifestate difficoltà economiche. Da tutte queste riunioni, l’Amministrazione non ha mai paventato la possibilità che i sottoscritti fossero già decaduti dai benefici per ottenere la concessione del suolo, in quanto sia la dirigente del settore, e sia la parte politica, hanno sempre rassicurato che vi erano le possibilità di definizione della vertenza. La correttezza ed onestaàdei comportamenti tenuti dai sottoscritti risultano consacrati documentalmente in una lettera depositata in data 22.7.2015, in cui veniva manifestata la volontà ad ottenere una nuova rateizzazione per sanare ogni morosità, e quindi poter ottenere legittimamente la concessione per l’anno 2015. La cosa aberrante di tutta questa vicendaè che, la dirigente del settore, dr.ssa Spanò, con lettera datata 06.08.2015, rigettava la richiesta di rateizzazione del 22.7.2015, motivandola col fatto che non era stata presentata nei termini previsti dalla nota del dicembre 2014. Orbene, nella nota del dicembre 2014 non era indicato alcun termine decadenziale, nè tantomeno era desumibile. Sorgono allora alcune spontanee domande: ma se i sottoscritti erano già decaduti a far data dal dicembre 2014, che senso hanno avuto tutte le riunioni fatte e le rassicurazioni comunicate verbalmente anche e soprattutto dal primo cittadino? Perchè i responsabili, sia politici che amministrativi, non hanno mai comunicato ai sottoscritti che era già intervenuta la decadenza per poter ottenere la concessione del suolo sin dal dicembre 2014? Perchè l’Amministrazione ha atteso l’11 agosto 2015 per attivare l’esecuzione dei provvedimenti di apposizione dei sigilli? Perchè tali procedure non sono state attivate  nel 2014, quando l’Amministrazione era già a conoscenza del mancato pagamento della rateizzazione, o quanto meno nei mesi precedenti alla stagione estiva 2015? I sottoscritti, comunque, sempre rispettosi della legalità, hanno inteso proporre una immediata soluzione di regolarizzazione della propria posizione debitoria chiedendo una fattibile e possibile rateizzazione. Purtroppo, e con profondo rammarico, i sottoscritti dopo essere stati lasciati ad attendere le proprie sorti in una stanza di palazzo San Giorgio per oltre tre giorni, aspettando la sperata fumata bianca da parte di coloro che comunque sono corresponsabili di quanto accaduto, ancora oggi non hanno ottenuto alcuna risposta, anzi nella serata di giovedì 13 agosto alle ore 20, sono stati allontanati da palazzo San Giorgio in quanto dovevano chiudere i portoni. La soluzione, a questo punto, sarà solo quella di rivolgerci all’Autorità Giudiziaria al fine di far valere le nostre ragioni, e con la speranza di non dover contribuire ad aumentare la lista dei disoccupati nella città di Reggio Calabria".

 

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Reggio di Calabria: Germanò (Reggio Futura) “Zeus, Castore e Polluce: Reggio invoca la vostra protezione”

(182) "Castore e Polluce sono i figli di Zeus, due cavalieri della mitologia greca che "difesero Rhegion dagli invasori". Così pontificava il primo cittadino durante la conferenza stampa di presentazione delle nuove società in house…

 

Ebbene, alla luce degli sviluppi successivi e delle vicende emerse anche in relazione all’affidamento del Miramare, alla nomina di consulenti inadeguati a rappresentare l’amministrazione in tavoli tecnici di grande rilevanza, all’indicazione di parenti ed amici (i cui titoli accademici sono ancora da verificare) in qualità di collaboratori, amministratori, esperti….bla bla bla, ci chiediamo se non sia forse il caso di invocare la protezione dei figli di Zeus (e di Zeus stesso, ad adiuvandum) non tanto dagli invasori quanto piuttosto dagli attuali amministratori della città! Non si può governare a colpi di tweet e selfie su facebook! Non si possono disconoscere le più elementari norme del diritto amministrativo (pare, peraltro, che il sindaco sia specializzato proprio in questo settore !!) e non sentire la necessità di consultare dei veri esperti che allontanino il buio pesto in cui brancola questa amministrazione comunale, la più improvvisata che la città ricordi! Palazzo S. Giorgio pullula di “volontari” in attesa di contratto che, ogni giorno, collaborano col sindaco: accedono a banche dati, atti, delibere, documenti riservati…e ogni giorno violano la legge in quanto non autorizzati da alcun atto formale a svolgere quelle attività! Dopo mesi di tribolazioni, nei giorni scorsi, si è finalmente giunti alla costituzione delle nuove società in house: il primo atto è stata la nomina dell’amministratore unico che dovrà gestirle di concerto con il comune e dunque col sindaco.. and the winner is (direbbero alla notte degli Oscar)… un cugino del sindaco, scelto tra altri 250 professionisti che hanno inoltrato domanda. Falcomatà sostiene di averlo indicato per la grande consistenza del suo curriculum, una spanna al di sopra degli altri… Non avrà dunque alcuna difficoltà, il sindaco, a rendere noti i titoli universitari, gli eventuali master o corsi di alta formazione e le esperienze professionali qualificanti conseguiti dal neo amministratore… Sarà così più facile per gli esclusi farsene una ragione!! Cosa dire, poi, delle nomine operate dal sindaco in altre società partecipate? In qualche caso sembrano rispondere più a criteri di appartenenza a gruppi di potere, a lobbies o ad associazioni verso le quali il primo cittadino pare abbia un debito di riconoscenza piuttosto che a reali parametri meritocratici… A quando il RESET di questo sistema marcio, vero cancro di questa città, forse persino più pericoloso della ‘ndrangheta?? Veniamo ai consulenti che rappresentano il comune al tavolo tecnico con la Provincia in materia di fondi comunitari…Falcomatà ci dice (come se fosse una giustificazione accettabile da parte di chi dovrebbe essere particolarmente esperto di diritto amministrativo) che sono meri volontari, che non possono firmare alcun atto e neanche manifestare verbalmente la volontà dell’amministrazione (sic!). Dunque cosa sono: passanti che in una mattina assolata cercano refrigerio sotto i climatizzatori del palazzo della Provincia? Sprovveduti che non sanno neanche di cosa si parli in quelle riunioni ma che vogliono ingannare il tempo non avendo di meglio da fare?? Sono di certo personaggi senza un titolo accademico adeguato al ruolo ricoperto (rieccoci!) e senza competenze specifiche: si tratta di una criminologa con laurea triennale conseguita all’estero e di un  ex agente della guardia di finanza (peraltro fidanzato di una cugina del sindaco), entrambi coinvolti in spiacevoli vicende giudiziarie, senza potere di rappresentanza, mancando l’ufficializzazione dell’incarico da parte del comune…e qui ci starebbe bene anche un urlo di disperazione da parte di chi non ne può più di finto buonismo, falsi proclami su legalità e dintorni, meritocrazia  e bene comune!!! Finiamo con un accenno all’affidamento a titolo gratuito dell’hotel Miramare ad un caro amico del sindaco, noto imprenditore reggino: l’ennesima operazione posta in essere ignorando gli obblighi di legge, le procedure amministrative, le norme penali.. Possibile che nessuno dei dirigenti comunali (che negli anni in cui il buon Naccari amministrava da f.f. la città hanno vinto un concorso pubblico, senz’altro per meriti e competenze) lo abbiano assecondato in una strategia tanto scellerata, predisponendo le determine e gli atti propedeutici ?! C’è da chiedersi, allora, se Falcomatà (la cui immagine esce distrutta da queste vicende) c’è o ci fa… Se c’è, sarebbe il caso che non operasse autonomamente, chiedesse sostegno a chi ne sa più di lui e dei suoi dirigenti, abbandonasse l’idea di doversi circondare dei compagni di giochi (calcetto, serate-disco, apericene…) e prendesse atto della serietà del suo ruolo, che attualmente svolge con un’inadeguatezza imbarazzante. Se ci fa, invece, chieda scusa ai Reggini per averli ingannati, raggirati col suo bel faccino da scolaretto diligente, con i suoi bei discorsi imparati a memoria sulla trasparenza e su una primavera  che nessuno vede né sente; esca dalla menzogna e conceda alla città una seconda chance.. senza un condottiero che porti il suo popolo alla vittoria, né Castore, né Polluce, né tutti gli dei dell’Olimpo potranno salvarci!" * Dirigente Reggio Futura.

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Reggio di Calabria: Bordini (Reggio Futura) “Piazza Italia: lungimiranza, determinazione e competenza”

(181) I cittadini possono ancora contare su un’Amministrazione affidabile ed efficace, che applica le norme in maniera imparziale, con discernimento, nell’interesse di tutti e riuscendo a sconfiggere l’atavico quanto opprimente peso della macchina burocratica?

 

La vicenda di Piazza Italia che ha un suo vissuto, fa emergere dalla memoria dei fatti prepotentemente una verità che ci spiega il modo in cui quando l’azione politica assume i connotati della lungimiranza, della determinazione e della competenza, il sistema pubblico locale funziona! Andando a ritroso, ci fermiamo al 2012, l’anno della Santa Inquisizione, l’anno della deflagrazione. Testimone di siffatta verità, componente dello staff del sindaco Arena, in una fase amministrativa molto complessa, ricordo che nel mese di febbraio di quell’anno furono completati i lavori relativi agli scavi ipogei della piazza e il sindaco organizzò una riunione operativa per fare il punto della situazione. In detta circostanza, gli uffici comunali rappresentarono al Primo Cittadino che la Regione aveva avviato l’iter per destinare il finanziamento utile alla ristrutturazione dell’intera piazza. Visti tali presupposti, Arena domandò ai tecnici comunali quali fossero i tempi di realizzazione. La risposta laconica fu: “10 mesi al massimo!”; il sindaco sorridendo sornionamente concluse che per realizzare l'intero intervento ci sarebbero voluti almeno 3 anni. Pertanto, con lungimiranza e competenza, decise di voler anticipare i tempi, di voler restituire la Piazza ai cittadini subito, consentendo la fruizione degli scavi, provvedendo alla copertura della pavimentazione con del prato sintetico e rinviando i lavori di ristrutturazione stabiliti nel progetto in epoca successiva. Chiese a chi di competenza una previsione temporale e di spesa, raccomandando il massimo impegno. La risposta fu: “In 60 giorni si potrà inaugurare la Piazza….”. Arena, con lo stesso sorriso sornione e con grande determinazione ed esperienza affermò: “Scommettiamo una cena che non riuscirete a rispettare questi tempi”. Ovviamente augurandosi di perderla! Nelle settimane successive furono profusi sforzi di non poco conto sotto il profilo professionale ed amministrativo, importante esempio di sinergia tra lo staff sindaco e gli uffici comunali. Il tutto con l’impiego di poche migliaia di euro! Quindi, interpretando il desiderio dei reggini stanchi di vedere imprigionato quel sito storico, il sindaco, in data 6 aprile 2012, ne realizzò l’inaugurazione. Piazza Italia divenne nuovamente fruibile.  Da area adibita a parcheggio nel centro del caos cittadino, divenne isola pedonale. Liberata dagli orrendi sbarramenti e dallo stato di abbandono e di degrado, mutò volto. Insomma accadde una vera rivoluzione copernicana che conferì dignità a una Piazza che tale non era mai stata. Da allora è divenuta un luogo di grande frequentazione ed aggregazione. Ma non è tutto qui! Arena, sempre con poche migliaia di euro creò un indotto occupazionale mediante convenzioni con le associazioni culturali per garantire il servizio informativo degli scavi ipogei, rinnovate dall’attuale amministrazione. Quel capitolo di vita della città si è concluso, ciò che resta è la certezza del risultato, visibile a tutti: senza la scelta compiuta da Arena, i lavori finanziati dalla Giunta Scopelliti non potrebbero essere eseguiti, nonostante oggi il sindaco Falcomatà si attribuisca i meriti della primogenitura. L’allora sindaco in quell’occasione ha risposto a quella politica lungimirante, determinata e competente, improntata al risultato e mai all’autoreferenzialità, ciò che serve alla nostra città! * Responsabile Lavori Pubblici Reggio Futura.

 

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Reggio di Calabria: SoGAS, ritardo del volo Blu Panorama. Garantita regolare assistenza ai passeggeri

(180) In data 10 Agosto il volo Blu Panorama (BV2121) proveniente da Milano Linate giungeva in aeroporto alle ore 19.35 privo di una luce di atterraggio posta sotto la semi ala sinistra, per probabile impatto con volatile occorso all’aeroporto di partenza.

 

Il Comandante Pilota del volo interessato, contattata la linea tecnica del vettore, con il supporto del tecnico locale decideva di ritardare la partenza dello stesso aeromobile per Roma Fiumicino (BV2119) per richiedere il ricambio che veniva imbarcato a Roma sul primo volo utile per Reggio Calabria, ovvero l’Alitalia AZ 1161, peraltro partito con oltre un’ora di ritardo dallo scalo di origine, alle ore 22.30 circa ed atterrato in riva allo Stretto alle ore 23.30 circa. La Società di Gestione si è prontamente attivata per garantire la massima assistenza ai passeggeri, richiedendo alla Compagnia l’autorizzazione a distribuire i buoni pasto (bevanda calda o fredda e panino / trancio di pizza), che sono stati prontamente erogati dall’esercizio commerciale ubicato all’interno del Terminal. Successivamente, all’aumento del ritardo, il vettore, per il tramite del Gestore, ha autorizzato i passeggeri a consumare la cena in aeroporto, il cambio data o il rimborso del biglietto senza penale. Il Gestore, nell’imminenza dell’evento e per tutta la durata dell’irregolarità, si è attivato fornendo in modo costante informazioni ai passeggeri tramite l’impianto di annunci sonori, il sito internet istituzionale ed i principali social network con aggiornamenti continui sino a notte inoltrata; inoltre ha distribuito a tutti i passeggeri i pieghevoli ENAC contenenti informazioni sui diritti dei passeggeri. Terminato l'intervento tecnico di sostituzione del pezzo di ricambio, i passeggeri sono stati così di nuovo pronti per effettuare l’imbarco ai Gates. La nuova partenza del volo prevista per le ore 00.15 ha subito un ulteriore ritardo a causa delle condizioni meteo instabili sullo scalo di destinazione Roma Fiumicino. Riaperto lo scalo di Fiumicino, alle ore 01.20, dopo aver effettuato il rabbocco di carburante, l’aeromobile lasciava lo stand e raggiungeva la pista per il decollo. Sui 93 passeggeri in partenza originariamente prenotati, solo 11 hanno optato per il cambio data senza penale o per il rimborso del ticket. Al momento del decollo, ore 1.23, a bordo risultavano presenti 82 passeggeri oltre ai membri dell’equipaggio. * Responsabile Pubbliche Relazioni, Comunicazione & Pubblicità.

 

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Reggio di Calabria: “caso Miramare”, Vacalebre (Alleanza Calabrese) “L’illegalità e l’arroganza si combattono con la sete di giustizia”

(183) E’ stato presentato da Alleanza Calabrese un esposto denuncia art.333 c.p.p. al Comando provinciale dei Carabinieri sulla vicenda oscura del Miramare.

 

E’ stato un passaggio obbligato visto che dal sit-in dell’1 agosto si sono susseguite una ridda di conferenze stampa, di comunicati da parte del Sindaco e dei componenti della maggioranza in cui, invece di dare delle serie delucidazioni in merito, si sono susseguiti in attacchi verso chi desiderava vederci chiaro. Abbiamo scoperchiato una delle tante pentole che negli ultimi mesi questa amministrazione ha messo a bollire, con arroganza, cercando solo visibilità e senza andare ad operare per gli obiettivi, che oggi possiamo chiamare solo promesse,  che avevano tanto sbandierato in campagna elettorale. Un continuo guardarsi indietro, un continuo percorso costellato di gaffes, un continuo cammino basato sulle pompose parate alle quali i cittadini reggini loro malgrado sono stati sottoposti. Tutti passaggi compiuti sotto il mantello della legalità, della trasparenza e della democraticità. Tutto molto bello. Abbiamo più volte chiesto alla Procura con esposti di interessarsi sul 208 abbandonato con all’interno strumentazioni varie per milioni di euro. Di  fare luce sugli  automezzi Leonia, anch’essi del valore di milioni di euro, abbandonati e lasciati a marcire ad Archi, prima dai commissari ed oggi dall’amministrazione Falcomatà, per il 51% di proprietà dei Reggini. Non abbiamo mai avuto ascolto. L’esposto questa volta l’abbiamo presentato ai Carabinieri a cui chiediamo solamente di verificare se sul caso Miramare, il sindaco e la giunta abbia agito legittimamente. Pronti a chiedere scusa se abbiamo procurato solo un avventato allarme, ma altrettanto pronti a chiedere giustizia per Reggio Calabria e per i Reggini se il comportamento di qualcuno è stato illegittimo e si sono seguiti tutti i parametri di legge nell’assegnazione della struttura. Potranno dare anche un occhiate anche alle stanze di Palazzo San Giorgio dai “volontari” abusivi. Il Presidente, Enzo Vacalebre.

 

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Forza Nuova: Reggio Calabria diventa Federazione Provinciale e la sezione viene intitolata a Felice Sidari

(179) La sezione di Forza Nuova di Reggio Calabria diventa Federazione provinciale, con la nomina da parte del coordinamento regionale retto da Davide Pirillo a responsabile Umberto Paviglianiti già segretario cittadino del movimento nella città dello Stretto.

 

Contemporaneamente alla nomina del segretario provinciale viene anche individuato il neo-responsabile locale per la città di Reggio Calabria che sarà Lino Romeo che insieme al portavoce ufficiale del movimento Antonio Luvarà rappresentano il nucleo dirigente di Forza Nuova a Reggio Calabria. Per desiderio poi di tutta la comunità forzanovista calabrese la sezione a Reggio Calabria sarà intitolata alla memoria del coordinatore, esponente e militante storico Felice Sidari, prematuramente scomparso lo scorso mese di marzo lasciando un vuoto incolmabile in tutta Forza Nuova Calabria. Al nuovo segretario provinciale Umberto Paviglianiti ed a tutto il nucleo reggino vanno i migliori auguri di buon lavoro da parte della dirigenza regionale e nazionale di Forza Nuova. * Portavoce regionale Forza Nuova Calabria.

 

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Comune di Reggio di Calabria: vicenda Miramare, Caracciolo (Forza Italia) e Maiolino (Reggio Futura) “Alla ricerca della tanto acclarata trasparenza”

(178) “Stiamo vivendo con grande rammarico lo svolgimento della vicenda inerente il Miramare. Attendevamo ed ancora attendiamo la pubblicazione della delibera di Giunta n. 121 che abbiamo appreso essere stata votata in data 16 luglio 2015.

 

Una storia che si contraddistingue per un modus operandi dittatoriale e ben lontano dal discorso di insediamento del Sindaco, quello stesso Sindaco che si dice essere stato il promotore di tutta la vicenda. Ebbene Palazzo San Giorgio più che in un palazzo di vetro, si sta trasformando in un palazzo a gestione personale, dove la trasparenza e il dialogo hanno lasciato il posto ad una enigmatica oscurità. Avremmo avuto il piacere di conoscere il contenuto di una tra le delibere oramai più citate in Città, ma ciò è stato reso impossibile. La pubblicazione degli atti è alla base di una buona amministrazione, perché permette il confronto democratico tra le parti e il controllo dell’agire degli amministratori. Questa sorta di chiusura nei confronti di tutta una cittadinanza mostra forse i segni di un’estate troppo calda, che conduce a scelte scellerate. La pubblicazione svolge inoltre il compito di dar esecutività alle delibere decorsi 10giorni dalla stessa pubblicazione. Ci chiediamo quindi a che titolo si è avuta la possibilità di entrare presso la struttura del Miramare??? Dobbiamo quindi pensare che sia stata votata l’immediata esecutività, che il TUEL impone solo in casi di urgenza??? In cosa si caratterizza l’urgenza della concessione di una struttura rimasta chiusa per tantissimi anni, da meritare quindi l’esecuzione prima ancora della sua pubblicazione??? Queste domande le poniamo al nostro Sindaco, che si è celato dietro un assordante silenzio, troppo preso forse a criticare gli articoli di giornale non allineati al suo “regime”. Eppure avevamo creduto al suo discorso di insediamento, al clima di collaborazione che chiedeva, al culto del bello che esaltava. Sarebbe bene che ogni primo del messe gli desse una lettura, giusto per non dimenticare i buoni propositi. Noi chiediamo semplicemente che siano garantiti i canoni basilari di una buona amministrazione. Purtroppo non possiamo pronunciarci in merito alla delibera, in quanto disconosciamo il contenuto effettivo, ma se le voci di corridoio fossero vere chiediamo il ritiro della stessa, al fine di consentire preliminarmente lo svolgimento quantomeno di una manifestazione di interesse o una gara ad evidenza pubblica. Così, forse, si ripulirebbero quei vetri di Palazzo San Giorgio sino a tornare trasparenti, visto che sono stati notevolmente oscurati nei primi 9 mesi di legislatura”. Mary Caracciolo (Forza Italia) e Tonino Maiolino (Reggio Futura), Consiglieri comunali.

 

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Reggio di Calabria: Vacalebre (Alleanza Calabrese) “Il Miramare non si tocca, #maledettaprimavera”

(175) "La struttura di un pezzo giornalistico parte dalla notizia. Inizia con quello che in gergo si chiama attacco, per passare allo sviluppo del testo e termina con la conclusione.

 

Questa volta partiremo dalla fine. E la conclusione del sit-in di sabato scorso, organizzato da Alleanza Calabrese sulla vicenda Miramare, ha visto l’arrivo di quattro incolpevoli vigili urbani, sollecitati evidentemente dall’alto, che ci hanno intimato la rimozione dei due striscioni di carta che recavano le scritte, “#maledettaprimavera” e “il Miramare non si tocca”. Al nostro diniego, perché non li ritenevamo nè offensivi nè lesivi della dignità di alcuno, il loro comando ha richiesto l’intervento della digos, che tra l’altro era rimasta con noi per tutta la durata della pacifica e  silenziosa manifestazione. Una volta ritornata la digos, alla richiesta del cortese funzionario, abbiamo deciso di toglierli sotto i loro occhi in modo tale che anche le forze dell’ordine reggine inizino a capire l’aria che si respira a Reggio Calabria. Un’aria di intolleranza continua nei confronti di  chi non rimane muto di fronte ad un degrado sociale e politico che oggi avvolge la città. Forti del potere, ammantati dalla legalità, dalla trasparenza, dalla democrazia, in tutti i modi cercano di schiacciare chi non è schierato dalla loro parte. E vogliono schiacciare anche le coscienze come i dogmi da cui traggono linfa insegnano. Nel frattempo amici, pensionati e figli di dirigenti, appartenenti allo staff, in maniera illegale perché senza alcun ruolo, maneggiano all’interno di palazzo San Giorgio ogni giorno, da dieci mesi, tutti gli atti amministrativi. Vorrebbero levare la voce a chi vive ogni giorno il territorio e si vede circondato dal nulla. Tutto fermo. Tutto statico. Tutto morto. Siamo in una città dove il cambio di una lampadina diventa un evento da servizio giornalistico. Siamo in una città dove chi non la pensa come il padrone delle ferriere è un nemico da abbattere. Siamo in una città dove un immobile di interesse storico, artistico ed architettonico, come il Grande Albergo Miramare, patrimonio di tutti  i reggini, e crediamo sottoposto ai vincoli della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Calabria, sia di nascosto affidato ad una associazione sottosopra, sottoscala, sottotutela, con una delibera che c’è ma non c’è. 121 è un numero che circola da giorni. Cosa sarà? Il numero di un call-center che il comune ha attivato per risolvere i problemi dei cittadini? No… E’ il numero di una delibera di giunta. Di una delibera fantasma. La realtà che da giorni operai lavoravano all’interno della struttura. Mandati da chi? Perché? Chi ha aperto la struttura per farli entrare? A fare che? E da queste riflessioni che è nato il sit-in di sabato scorso, al quale hanno partecipato oltre ad Alleanza Calabrese, il Centro Studi Tradizione e Partecipazione, il Movimento Sociale – FT, Reggio Futura e tanti cittadini comuni che hanno a cuore il bene della Città. Per il centrodestra, idealmente con noi ma impossibilitato ad intervenire Lucio Dattola, erano presenti alla manifestazione i consiglieri comunali Caracciolo, Imbalzano, Maiolino, gli ex consiglieri Agliano e Romeo. Migliaia di ignari cittadini grazie agli “striscioni incriminati”, passando dal Miramare, sono venuti a conoscenza di ciò che accade nellà città svoltata. Nel frattempo, rimanendo in attesa di una qualsiasi risposta in merito dall’amministrazione comunale, si sta consolidando sempre più la nostra consapevolezza che il signore scalzo sta facendo tornare in voga, almeno a Reggio Calabria, il brano di Loretta Goggi, #maledettaprimavera”. Il Presidente, Enzo Vacalebre.

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Reggio di Calabria: Princi (UilTemp) ”Dati Svimez devastanti. Basta con la politica degli illusionisti. Ora è tempo di risposte concrete”

(177) ''Il rapporto dei dati diffusi dalla Svimez fotografa ancora una volta un quadro devastante.

 

Una Calabria poverissima in un Meridione sempre più povero. La nostra regione è una vera e propria bomba sociale per l'intera nazione. Alla politica chiediamo un cambio di passo immediato''. E' quanto dichiara in una nota il Segretario Provinciale della UilTemp di Reggio Calabria Stefano Princi. ''In Calabria ed a Reggio tutti gli indicatori sono negativi – aggiunge Princi – la nostra regione è la più povera d'Italia con un Pil procapite inferiore ai 16 mila euro. Il Sud continua a vivere una condizione di arretratezza rispetto alle altre regioni d'Italia. E questo soprattutto a causa delle difficoltà nella domanda interna sia per ciò che riguarda i consumi che gli investimenti''. ''Quello che più preoccupa – prosegue il Segretario UilTemp – sono i dati relativi al lavoro. Negli ultimi 7 anni le regioni meridionali hanno registrato un calo del 9% di occupati. Ben sei volte più che nelle regioni del Nord. Sono quasi 600 mila le persone che negli ultimi 7 anni hanno perso il lavoro. Un esercito di persone finito in un tunnel del quale non si vede via d'uscita. Persone che oggi chiedono una risposta alla politica, così come richiede un intervento immediato l'intero bacino dei lavoratori oggi sostenuti dagli ammortizzatori sociali, i socialmente utili e di pubblica utilità''. 'Nella provincia di Reggio – spiega ancora Princi – lavora solo una persona su due. E se si guardano i dati relativi all'occupazione giovanile e femminile il quadro è ancora più sconfortante. La situazione è al limite del collasso mentre le istituzioni continuano ad utilizzare parole rassicuranti. Siamo di fronte ad una schiera di illusionisti e circensi che vorrebbero continuare ad incantarci promettendo soluzioni lontane anni luce dalle reali esigenze delle famiglie calabresi''. ''La UilTemp – conclude – da sempre si batte al fianco dei lavoratori chiedendo risposte concrete non solo per il futuro ma anche per il presente. L'ultima vertenza per il reinserimento dell'emendamento per la contrattualizzazione degli Lsu ed Lpu calabresi ha rappresentato un'importante vittoria sul fronte del riconoscimento dei diritti. Adesso proseguiamo sulla strada della stabilizzazione cosi come bisogna tornare ad occuparsi delle politiche attive del lavoro per le migliaia di precari calabresi. Progettualità, programmazione, concretezza, professionalità nella gestione amministrativa. E' quello che chiediamo alla politica per evitare che la Calabria dopo aver toccato il fondo ora inizi a scavarlo''.

 

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Comune di Reggio di Calabria: Marra (PD) “Serve una svolta nell’assegnazione e nel riutilizzo sociale dei beni confiscati e sequestrati”

(165) "L’iniziativa del tavolo tecnico istituzionale per la gestione dei beni confiscati e sequestrati promossa dal Presidente del Tribunale Luciano Gerardis in sinergia con il Comune di Reggio Calabria,

 

con i rappresentanti nazionali e territoriali di Libera e con l’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata merita apprezzamento ed incoraggiamento al di là delle appartenenze politiche. Finalmente nel nostro comune potremo, attraverso il tavolo di partenariato realizzato con la supervisione della responsabile dell’ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale Ornella Pastore, puntare ad una concessione dei beni più veloce,sia di quelli confiscati in via definitiva, sia di quelli  sequestrati in regime di amministrazione giudiziaria da parte del Tribunale. E’ importante anche  l’obiettivo previsto dal  protocollo d’intesa  di accorciare i tempi che intercorrono tra il sequestro e la destinazione del bene, in modo che esso non sia sottoposto a deterioramento ma utilizzato per esempio a rispondere alle emergenze abitative che colpiscono tante famiglie reggine. Un ruolo fondamentale lo dovrà svolgere il Comune di Reggio il quale avrà la disponibilità dei beni e dovrà quindi attrezzarsi per procedere ad un censimento, alla redazione di una banca dati aggiornata e contenente la storia di ogni bene confiscato. Contestualmente servirà attivare, anche con l’aiuto delle Università del territorio, una progettualità per gli interventi necessari per la ristrutturazione del bene laddove necessaria e potere quindi procedere alle assegnazione ad Enti, associazioni cooperative attraverso procedure di bandi ad evidenza pubblica al fine di creare servizi, lavoro e risposte alle fasce sociali più deboli. Considerato la competenza territoriale del Tribunale e dell’Agenzia dei beni confiscati, sarebbe auspicabile l’adesione al protocollo anche di altri Comuni della Provincia che hanno nel loro territorio beni confiscati  che potrebbero così avvalersi del lavoro di raccordo e coordinamento tra Enti che il Tavolo svolgerà. E’ necessario quindi un cambio di passo su questo versante perché non si può tollerare che beni ma anche aziende confiscate restino inutilizzate quando nella città c’è fame di alloggi e di strutture sociali. Per un dovere di trasparenza serve anche che il Comune pubblichi sul suo sito l’elenco dei beni confiscati assegnati con il nome degli enti ed associazioni destinatarie. Serve anche una azione di verifica e controllo sul modo come gli stessi beni vengono o meno utilizzati. Un altro adempimento importante previsto dal codice antimafia è quello dell’obbligo degli Enti assegnatari di esporre all’ingresso dei locali una targa con la scritta bene confiscato alla ndrangheta. Un modo per ricordare che il maltolto ritorna alla comunità e che l’assegnazione del bene non è un fatto privato ma deve essere visibile a tutti i cittadini. Quella dei beni confiscati rappresenta una vera e propria sfida per l’amministrazione comunale che ha subito l’onta del commissariamento per infiltrazioni mafiose e  che tra le motivazione dello scioglimento  ha riportato anche quella di inadempienze nelle assegnazioni dei beni. E’ tutto il Consiglio comunale che è chiamato a farsi carico della questione attraverso linee di indirizzo e di controllo condivise".

 

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Reggio di Calabria: Maggioli Tributi, licenziamento per 16 lavoratori. De Stefano (UILTUCS) “Inascoltati, adesso un tavolo per trovare una soluzione”

(162) Sedici. È il numero dei lavoratori della Maggioli Tributi spa che al massimo fino al 30 settembre manterranno il proprio posto di lavoro.

 

Infatti, la società romagnola prestante servizi alla Reges spa nel campo della gestione dei tributi locali, attraverso una missiva firmata dal proprio amministratore delegato Angelo Bianchi, ha fatto sapere che ci sono 16 unità di “personale eccedente” che verrà “licenziato collettivamente” e “collocato in mobilità”. «Purtroppo siamo arrivati a questo drammatico punto. La Uiltucs aveva colto da tempo il pericolo della scadenza dei contratti fissata al 30 settembre prossimo e lo scorso maggio aveva chiesto un confronto con il management della Maggioli Tributi spa e con il sindaco Falcomatà in rappresentanza del Comune che controlla il 51% delle quote della Reges spa. La nostra richiesta di dialogo è stata vana ed è rimasta inascoltata, considerato che il tavolo tecnico non è stato mai convocato e che non ci sono state occasioni di comunicazione neanche indirette. Insomma, nonostante fosse a rischio il lavoro di 16 persone, il sindacato, che cercherà di difenderle in ogni modo, non è stato minimamente calcolato» tuona la segretaria provinciale della Uiltucs Sabrina De Stefano. Nelle lettera di Bianchi si legge che “Le motivazioni che hanno costretto la società a prendere la decisione di ridurre il proprio personale, per effetto della procedura di mobilità, sono da individuarsi nella cessazione degli incarichi di cui ai contratti di servizi sottoscritti fra la società Reges spa e la Maggioli tributi spa, con la data del 30/09/2015, giusta scadenza dei contratti di servizi stessi, con la seguente internalizzazione della “Gestione globale del ciclo delle violazioni del codice della strada del Comune” da parte della Reges spa”. E che “L’azienda, pur avendo esplorato ogni altra diversa soluzione, ha dovuto ravvisare che la riduzione di personale non pare in alcun modo potere essere evitata, in conseguenza della cessazione dei servizi precedentemente esternalizzati a favore della Maggioli Tributi spa”, quindi che  in via Sbarre inferiore e in via Gebbione “I licenziamenti saranno attuati entro i tempi strettamente necessari all’attuazione della procedura, salve diverse determinazioni che dovessero essere assunte in sede di accordo, e comunque entro la data del 30/09/2015”. «Questo è il risultato della chiusura della società e dell’amministrazione comunale davanti ai nostri tentativi di difendere i livelli occupazionali. L’internalizzazione dei due servizi da parte del Comune sembrerebbe chiudere le porte ad una soluzione positiva. Noi, invece, la continuiamo a ricercare e chiediamo l’immediata convocazione di un tavolo tecnico fra le organizzazioni sindacali, la Maggioli Tributi spa, Palazzo San Giorgio e la sua controllata Reges spa. Il lavoro, sia in termini di dignità che di importanza per il sostentamento personale e familiare, va assolutamente salvaguardato» è l’appello finale della De Stefano.

 

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Reggio di Calabria: Arcadi (Forza Italia Giovani) “Il cambiamento della nostra Calabria passa fondamentalmente dall’analisi e dalla risoluzione delle reali problematiche presenti”

(161) Quello che vediamo nella questione della demolizione dell’antico ponte ferroviario di Sant’Eufemia è solo un intervento “tampone” temporaneo e quasi da capro espiatorio, dimenticando quale sia il vero problema del bacino del fiume Crasta.

 

La demolizione del ponte rappresenterebbe il danno dal punto di visto storico architettonico strutturale, mentre la mancanza di un’azione sistematica e mirata per la risoluzione del problema principale e più minaccioso, quello del dissesto idrogeologico dell’intera area adiacente il fiume e quasi a ridosso del vicino centro abitato, diverrebbe la beffa. Non possiamo che aderire alla battaglia di un’intera comunità, di tutta l’amministrazione eufemiese e del sindaco Creazzo, al di là del colore politico, ci ritroviamo davanti ad una situazione paradossale dove, in questi casi specifici, le forze politiche sane devono assemblarsi a fronte comune per evitare la rilassatezza degli enti responsabili sulle analisi delle problematiche e la susseguente mancanza di interventi concreti. Storie che noi calabresi siamo stanchi di sentire e vedere. Il coordinamento provinciale di Forza Italia Giovani di Reggio Calabria si batterà affinché il ponte non venga demolito ma diventi il soggetto principale dell’alveo del Crasta rapidamente seguito da interventi di risanamento conservativo dell’opera e soprattutto da azioni mirate di consolidamento geotecnico dell’ambiente circostante. *Coordinamento Provinciale – Forza Italia Giovani Reggio Calabria.

 

 

 

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Reggio di Calabria: Forza Italia Giovani, Arcadi “Grazie al consigliere Caracciolo ed al gruppo di Forza Italia per l’approvazione della mozione “Azioni a tutela degli Atenei reggini””

(153) “Un ringraziamento speciale, in qualità di Reggini e studenti dell’Università Mediterranea, va rivolto al Consigliere comunale Caracciolo e a tutto il gruppo di Forza Italia, per aver, ancora una volta, interpretato alla grande il proprio ruolo propulsivo, al fine di tutelare e garantire i diritti e gli interessi della nostra popolazione”.

 

Commenta così Raffaele Arcadi (Coordinatore cittadino Forza Italia Giovani R.C.) l’approvazione all’unanimità della mozione “Azioni a tutela degli Atenei reggini", avvenuta, in Consiglio Comunale, Martedì scorso; e continua: “La «mozione Caracciolo» ha ristabilito alcuni tra i più elementari principi costituzionali, quali l’uguaglianza e la non disparità di trattamento; sarebbe stato, infatti (come già avevamo avvertito in una precedente nota), fortemente lesivo e penalizzante per noi studenti degli Atenei reggini e del sud Italia, in genere, se si fosse approvato ed attuato quello sciagurato emendamento Meloni, che prevedeva, nei concorsi pubblici, la ponderazione dei titoli di studio conseguiti, in ragione dell’ateneo di provenienza. Quale studente reggino avrebbe più potuto aspirare ad un pubblico impiego, se il proprio titolo di studio (pur conferito ai sensi della medesima Legge) fosse valso la metà o un terzo di quello dei propri colleghi di Milano, Torino o Roma?! Non ci ha, di certo, sorpresi il prevedibile disinteresse che il PD di Governo ha mostrato, per l’ennesima volta, nei confronti del Sud Italia e della Calabria, ma sono stati, senza dubbio, imbarazzanti e stucchevoli i tentennamenti, nell’aula Battaglia, dei membri del gruppo consiliare PD che, dinanzi alla semplice scelta se tutelare i diritti della comunità che li ha eletti o gli interessi di mera opportunità politica del proprio partito, si sono trovati in tale difficoltà  da dover chiedere una sospensione, salvo poi, una volta accertato il prossimo ritiro dello stesso emendamento in Parlamento, accodarsi al resto dei gruppi consiliari. Questa magra figura lascia ancora più perplessi se si pensa che capogruppo del PD è il “giovine” ed ex consigliere universitario (come la Caracciolo) Castorina, che, disorientato nella difficile scelta se asservirsi alle direttive di partito o proteggere gli interessi dei suoi concittadini, è riuscito a salvarsi in corner, solo dopo un lungo time-out. Ci chiediamo e chiediamo ai cittadini, dunque, se sono davvero questi i nostri degni rappresentanti, quelli oggi occupano gli scranni della maggioranza di Palazzo San Giorgio e che dinanzi ad una questione importante, anzi fondamentale, per la nostra città dubitano da che parte stare, quelli che sono pronti a voltarci le spalle per fare gli interessi di un partito, che al Sud Italia e alla Calabria guarda solo nelle tornate elettorali, quelli, infine, che si riempiono la bocca di rinnovamento salvo poi agire sempre secondo i vecchi schemi della politica! Mentre noi riflettiamo, per questa volta “ndi sarbau Caracciulu”."

 

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Giustizia: sul degrado dei tribunali reggini, Dieni (M5S) si appella a Mattarella

(152) “La situazione dell’amministrazione della Giustizia nel Distretto di Reggio Calabria sta diventano drammatica” questo il cuore della lettera della deputata del Movimento 5 Stelle al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per sottoporgli le problematiche ormai endemiche dei tribunali della provincia.

 

“Ho scritto al Presidente della Repubblica” spiega la parlamentare “perché dopo aver posto la situazione ad ogni livello ed essere giunta a interpellare anche l’ex presidente Napolitano, nessuno può dire di non sapere di fronte alla spaventosa situazione del sistema giudiziario sul nostro territorio.” La lettera, in tal senso, è esplicita. “Non posso che condividere la preoccupazione di diversi togati quando lamentano il fatto che le criticità, già particolarmente gravi a livello nazionale, si acuiscono in modo particolare in una terra in cui, molto più che in altre, la figura delle Istituzioni e la primazia del diritto dovrebbero stagliarsi come riferimento certo per la nostra gente e argine contro il dilagare del contropotere organizzato e molte volte efficientissimo della criminalità. Tutto ciò è incredibile, specie se si pensa che la prima causa di questo processo degenerativo è anzitutto afferibile alla carenza di personale amministrativo. In tutti gli uffici del Distretto si lamenta lo scarso numero di dipendenti mentre le assunzioni risultano bloccate da ben 15 anni. L’Associazione Nazionale Magistrati si è adoperata nello stilare un quadro desolante ed allarmante della situazione.”  La deputata conclude con un appello a Mattarella. “La speranza che i tempi siano maturi per un cambiamento reale nella sensibilità che ci si aspetta dallo Stato mi induce a tentare nuovamente con Lei, affinchè quantomeno si possa pervenire ad un’azione di moral suasion atta ad imprimere un’auspicata svolta alla condizione di desolante inerzia che subiamo. Nessuno come Lei, sensibile ai problemi del nostro Meridione e fiero avversario della criminalità e delle mafie, può comprendere queste parole e questo appello. Nessuno come Lei può trovare il modo più corretto ed incisivo per darvi seguito.” *Ufficio Stampa.

 

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Comune di Reggio di Calabria: Marra (PD) “Accolgo postitavemnte il progetto di Garanzia Giovani”

(133) “In un contesto socio-economico allarmante, in cui la stragrande maggioranza dei giovani calabresi, non per scelta ma per necessità, decide di emigrare verso un futuro più speranzoso, mi sento di accogliere positivamente il progetto di Garanzia Giovani.

 

E' indubbio che non costituisce la risoluzione al problema asfissiante della disoccupazione, ma se non altro funge da tampone ad una necessità costante relativa al mondo giovanile, ormai troppe volte disilluso. Una piccola ma concreta possibilità per imprese e giovani di incontrarsi nelle rispettive esigenze, a costo zero e con  vantaggi non indifferenti. Avere la possibilità per sei o dodici mesi, di fare formazione con un rimborso di 400 euro mensili per giovani inoccupati non è una cosa di poco conto; e al contempo per le imprese è fondamentale avere in squadra una risorsa che, oltre a formarsi, può garantire 15 ore settimanali di lavoro. Il tutto non prevede l'obbligo di assunzione, ma qualora questo accadesse l'impresa stessa ne trarrebbe un vantaggio assoluto essendone abbondantemente sgravata da oneri fiscali. Per questo motivo voglio sottolineare l'importanza di enti di frmazione professionale come l’associazione "Nuove Idee" che, attraverso l'alta professionalità garantisce un servizio efficace di accompagnamento e di orientamento a giovani e imprese che vogliono usufruire da questo piccolo strumento chiamato Garanzia Giovani. Un modo per accorciare le distanze e lenire le difficoltà burocratiche per i giovani e soprattutto per imprese e associazioni, le quali stanno guardando con ottimismo a questa iniziativa. Il mio non vuole essere un proclama, lungi da me; anzi, sono fermamente convinto che lo Stato, in tutte le sue forme istituzionali dovrebbe garantire altri processi di inserimento nel mondo lavorativo, che abbiano più efficacia e più tempestività. Perchè uno Stato che non riesce a garantire un livello occupazionale adeguato, non può definirsi tale”. Enzo Marra, Consigliere Comunale PD.

 

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Reggio di Calabria: anche il Telecentro “adotta il verde”

(132) Recuperare gli spazi verdi pubblici e instaurare una cittadinanza attiva che senta proprio il territorio.

 

Il “Telecentro” di Reggio Calabria recepisce in pieno di gli obiettivi di “Adotta il Verde”, la campagna di sensibilizzazione per la salvaguardia e la cura dell’ambiente promossa da Palazzo San Giorgio, e avvia i lavori di recupero delle specie erbacee e arbustive di due importanti aree della città: Piazza delle Grazie a Gallico, “porta” di ingresso all’omonimo Santuario, e Piazza Municipio a Sambatello. La riqualificazione della prima ha già preso il via nei giorni scorsi, subito dopo la firma della convenzione tra il Comune di Reggio Calabria ed il Centro Studi “Colocrisi”, grazie al contributo volontario dei giovani del “Telecentro”, il “Centro di Aggregazione Giovanile Pluriservizio” promosso nell’ambito del Piano Azione Coesione “Giovani no profit” con il finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile. «Lo scopo di questo intervento – spiega Andrea Cannizzaro, dottore agronomo e referente del “Telecentro” per “Adotta il Verde” – è di restituire alla piazza il suo ruolo centrale di area verde, utilizzata non solo dai residenti ma anche dai numerosi turisti che durante tutto l’anno visitano l’adiacente Parco della Mondialità. La strategia della nuova sistemazione botanico-agronomica si basa sulla scelta di specie erbacee e arbustive più adatte. Si procederà, dunque, con la messa a dimora delle diverse essenze considerando i distinti periodi di fioritura in relazione alle stagioni, allo scopo di ottenere un colore continuo che permarrà il più a lungo possibile». I lavori di riqualificazione del verde urbano a cura dei giovani impegnati nel progetto proseguirà nei prossimi giorni in Piazza Municipio a Sambatello, attorno ai locali della sede operativa del Centro Studi “Colocrisi”. *Addetto Stampa Centro Studi "Colocrisi".

 

 


 

 

 

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Reggio di Calabria: Forza Italia Giovani, Arcadi e Maiolo “Chiarezza sul caso Castorina”

(125) "Se dovesse trovare riscontro nella realtà dei fatti, quanto riportato, in questi giorni, dalle testate giornalistiche in merito alla vicenda A.T.A.M., sarebbe estremamente grave ed altamente deprecabile il comportamento tenuto dal Capogruppo PD, in seno al Consiglio Comunale, Castorina".

 

Perentoria l'apertura della nota trasmessa dal Coordinamento Cittadino Forza Italia Giovani Reggio Calabria, a firma del Coordinatore Raffaele Arcadi e del delegato Regionale e responsabile trasporti Giuseppe Maiolo, che rincarano la dose: "Appare alquanto singolare – agli occhi di noi giovani smaliziati – che, in una situazione di particolare ristrettezza economica, un'azienda come l'A.T.A.M., da tempo con l'acqua alla gola, ritenga prioritaria la nomina di un consulente esterno, alla "modica cifra" di 25.000 euro, a fronte del rischio licenziamento per circa 1000 dipendenti. Tale fatto suscita ancor più clamore se effettivamente dovesse risultare veritiero quanto riferito dall'amministratore unico Gatto al Sindaco Falcomatà, circa le pressioni da lui subite per tale nomina, ad opera del consigliere Castorina. Proprio quest'ultimo che, portato sugli scudi dal PD per la sua esperienza di rappresentante universitario e la sua indiscutibile giovane età (anagrafica), aveva promesso una svolta al modello Reggio, oggi è incappato di certo in una manovra azzardata che ha mandato fuori pista gli autobus della città. è imbarazzante, in primis per noi giovani, che un ragazzo under 30, che, ancora oggi, tanto si spende per gli interessi degli universitari, nonostante da tempo sia fuori dal mondo accademico, ragioni ed operi alla stregua di vecchi parrucconi da prima repubblica, alle spalle dei contribuenti reggini ormai esausti per l'asfissiante pressione fiscale. Chiediamo dunque in veste di cittadini, ancor prima che appassionati di politica, un opportuno chiarimento da parte del Sindaco e del capogruppo Castorina, per fare luce su questa sgradevole vicenda che li vede coinvolti e per evitare che l'A.T.A.M. e i reggini possano rimanere, ancora una volta, fermi al palo… del bus". 

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Reggio di Calabria: Destra per Reggio “Affrontare le criticità”

(123) Reggio non ha più tempo da perdere: bisogna superare la fase della propaganda e del presenzialismo per affrontare e risolvere immediatamente tutte le difficoltà di una città ormai in ginocchio.

 

L'asse politico di centrosinistra (Comune, Regione, Governo) tanto sbandierato in campagna elettorale, non ha portato nessun giovamento alla nostra città. Non che ci aspettassimo trattamenti privilegiati, certamente, ma quantomeno una maggiore attenzione nella conclusione di mere procedure amministrative che, nei fatti, oggi bloccano lo sviluppo di Reggio. Sulla vicenda degli ex multiservizi, ad esempio, l'attuale Amministrazione comunale dopo aver licenziato centinaia di lavoratori, resta immobile in attesa di un decreto (rivolto a tutti gli enti locali non solo a quello reggino, così come qualcuno vuole farci credere) che da più di cinque mesi tarda ad arrivare. E intanto le famiglie soffrono. Ancora più grave è quello che sta accadendo in relazione all'Atam, azienda il cui destino passa dalla semplice apposizione di…una firma. Nonostante infatti la giunta regionale di centrodestra abbia reperito le risorse e definito il riconoscimento dei crediti, l’iter amministrativo che dovrebbe sancire il salvataggio dell'azienda giace sui tavoli ministeriali da più di otto mesi: intanto l’ azienda vive momenti di difficoltà, con i lavoratori disperati ed un servizio a singhiozzo. Il sindaco si faccia carico di chiedere all’assessore regionale ai trasporti in carica, un immediato e risolutivo intervento presso il ministero competente, salvando il futuro dell’azienda considerato che tra poco più di una settimana è prevista l’udienza fallimentare. Dunque non c’è tempo ulteriore da perdere. Per non parlare, inoltre, della paradossale vicenda relativa al completamento del palazzo di Giustizia: la Giunta regionale di centrodestra, attraverso un impegno costante e tempestivo, ha stanziato i fondi necessari al suo completamento ormai  nove mesi fa. Nulla però, da quel momento, si è mosso in chiave locale. Oggi il rischio è che servano ulteriori somme e il Tribunale, opera di grandissima importanza per la città non venga mai completato. Causando un danno economico e sociale. A nostro avviso non è più possibile assistere a perdite di tempo e passerelle mediatiche a fronte di situazioni delicatissime che possono essere risolte con  attenzione e impegno da parte di chi oggi deve amministrare Reggio con il lavoro e non con i selfie.

 

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Reggio di Calabria: giovedì 10 la conferenza stampa di presentazione della Carovana antimafie

(121) Partirà da Reggio Calabria il 10 giugno l’edizione 2015 della Carovana Internazionale Antimafie, promossa da Arci, Libera, Avviso Pubblico, Cgil, Cisl e Uil. “Le periferie al centro” è il tema prescelto per il viaggio di quest’anno:

 

la Carovana sceglie di entrare nelle periferie dove forti sono le spinte all’illegalità, per supportare le realtà positive che in questi contesti fanno quotidianamente resistenza. Le periferie del nostro paese rappresentano infatti quei fili attraverso i quali si può riannodare la società “spezzata”: la Carovana raccoglierà una serie di esperienze, nei quartieri più difficili d’Italia, con l’obiettivo di conoscere meglio queste realtà e di acquisirne le buone pratiche ma anche i disagi. La Carovana Antimafie partirà subito dopo la conferenza stampa di presentazione, che si terrà il 10 giugno alle 11,30 presso il Salone dei Lampadari del Comune di Reggio Calabria.

 

Introduce Alessandro Cobianchi coordinatore Carovana Antimafie, Arci.

Modera Davide Grilletto, Arci Calabria

Intervengono:

Giuseppe Falcomatà sindaco di Reggio Calabria

Maurizio Bernava Segretario Confederale Cisl nazionale

Rosy Perrone Segretario Generale Cisl Calabria

Mauro Sasso Uil nazionale

Michele Gravano Segretario Generale Cgil Calabria

Mimmo Nasone  referente regionale Libera

Salvatore Matrici Sindaco di Condofuri (RC) e vicepresidente Avviso Pubblico

Maria Antonietta Sacco Assessore del Comune di Carlopoli (CZ) e coordinatrice regionale Avviso Pubblico

Antonio Viscomi docente universitario

Salvatore De Siena Il parto delle nuvole pesanti

 

Nel corso della conferenza stampa sarà presentato il calendario con le tappe della Carovana per il 2015 e il programma con le prime iniziative. Il viaggio proseguirà per tutto il mese di giugno, attraversando Calabria, Basilicata, Campania, Lazio, Umbria, Marche, Emilia Romagna, Toscana, per concludere la prima parte a Bruxelles il 30 giugno e ripartire di nuovo a settembre. Nei mesi di settembre e ottobre sarà nel resto d’Italia e poi in Belgio, Spagna, Malta, Romania, Germania, Francia. Saranno coinvolti nelle varie tappe magistrati, sindaci, operatori sociali, cittadine e cittadini. In allegato, un press kit con il documento di approfondimento sui temi della Carovana 2015, una breve storia di Carovana e la locandina della tappa di Reggio Calabria.

 

Carovana Antimafie 2015

Il tema: Le periferie


IDEE E PROPOSTE PER CAROVANA 2015

 

La carovana delle/nelle periferie

 

Nel 2015 siamo ancora in viaggio per rafforzare il nostro impegno, volto a costruire una società alternativa alle mafie.

Le nostre mete sono le periferie. Luoghi che per definizione sono “esterni a qualcosa”, “marginali”, lontani dal centro.

Carovana antimafie ha scelto sin dalla sua prima edizione, nel 1994, di non separare il concetto di legalità da quello di giustizia sociale, poiché ogni forma di rispetto delle leggi richiede in primis la sostanza di una concreta adesione di queste ai valori costituzionali. Solo in questo modo è possibile garantire la dignità umana, l’utilità sociale, l’uguaglianza sostanziale.

Una società che vuole davvero sconfiggere le mafie deve preoccuparsi anzitutto di essere inclusiva, a partire da tutti coloro che vivono “lontani dal centro”: i marginali, i periferici appunto, siano essi persone, comunità intere o popoli.

I luoghi periferici sono il tessuto più vulnerabile all’infiltrazione mafiosa, alla sua violenza e sopraffazione da cui partire e il più propizio su cui continuare ad autorigenerarsi.

Le mafie sono un agente di marginalità. Sguazzano nel degrado e nei quartieri disagiati ma di questo degrado sono le principali responsabili: il loro illecito arricchimento ha come conseguenza l’impoverimento di tutti.

L’azione delle mafie, nella ricerca del profitto illecito, ha come conseguenza il rendere le persone sempre più marginali, periferiche rispetto alla solidarietà, al bene comune, allo sviluppo sostenibile, ai diritti.

La Carovana nel suo percorso intende scrivere e spedire delle cartoline, come si faceva una volta nei viaggi, per raccontare cosa accade nei quartieri, in quelli “invisibili” e in quelli divenuti “fin troppo visibili”, ma non per questo meno periferici. Per farlo dobbiamo calarci nella realtà dei luoghi per cogliere i semi di giustizia, per innaffiare i germogli.

Proprio le periferie, nelle intuizioni di Pasolini, sono “luoghi socialmente caratterizzanti”, in cui più che altrove convivono, da un lato emarginazione e criminalità, dall’altro la partecipazione sociale, dove modernità e arcaicità si confondono non solo nell’urbanistica ma anche nelle abitudini stesse delle persone che le vivono. Marc Augè nel definire le periferie “non luoghi” contrapponendole ai “luoghi”, cioè gli spazi dove ci si riconosce e quindi gli spazi dell’identità, precisa nello stesso tempo che quelli che sono luoghi per taluni, sono non luoghi per altri. Da qui il punto di partenza del nostro viaggio, leggere e restituire ai “non luoghi” la dignità di “luoghi” per tutti.

Abbiamo già attraversato negli anni precedenti città, paesi, piccoli borghi, d’Italia e d’Europa, con la voglia di capire, di denunciare ma soprattutto supportare tutti coloro che di fronte alla forte pressione della criminalità necessitino di supporto, di condivisione nell’azione di resistenza.

Le periferie del nostro Paese rappresentano quei fili attraverso i quali riannodare la società “spezzata”. In tanti luoghi periferici esistono amministratori locali più esposti, che subiscono intimidazioni a causa del loro operare a favore della legalità contro mafie e corruzione, ci sono associazioni, sindacati, singoli cittadini, scuole e comunità attive foriere di buone pratiche, di azioni quotidiane di valorizzazione dell’altro, chiunque esso sia. Ma sappiamo anche che in molti luoghi è l’azione indifferente o la superficialità a essere la migliore complice dell’azione criminale.

Carovana antimafie, fedele alla suo storia, intende sconfinare nei non luoghi sentendoli come luoghi, cercare e animare gli anticorpi alle mafie nei territori. Per farlo sarà necessario conoscere i codici di ciascuna periferia, perché non basta lambirla, ma bisogna attraversarla lasciandosi contaminare e introducendo segnali forti e chiari di lotta e di resistenza.

 “Le parole della Carovana delle/nelle periferie” da individuare a seconda delle vertenze territoriali:

Lavorare, studiare, comunicare, fare sport, amministrare, coltivare il territorio, consumare, abitare, giocare, fare figli, associarsi, pregare, ricerca, riutilizzare, spettacoli, fare cultura, povertà, beni confiscati, suonare, muoversi, respirare, amare, acqua (sono alcune delle parole, utili per redigere il documento e definire le tappe, ovviamente ognuna declinata sul tema dell’antimafia sociale per non rendere il tema troppo astratto).

 

La storia della Carovana Antimafie

La Carovana Antimafie nasce nel 1994 da un’idea dell’Arci Sicilia, con dieci giorni di viaggio da Capaci a Licata, attraversando il territorio con un percorso a tappe che, a un anno e mezzo dalle stragi di Capaci e via D’Amelio del 1992, si proponeva di portare solidarietà a coloro che in prima fila operavano per portare legalità democratica, giustizia e opportunità di crescita sociale nel proprio territorio, di sensibilizzare le persone per tenere alta l’attenzione sul fenomeno mafioso, di promuovere impegno sociale e progetti concreti. Sin dal primo anno si è potuto cogliere come la Carovana fosse uno straordinario strumento per animare il territorio e porre l’accento su questioni che si legano con la democrazia, la partecipazione, la lotta alle mafie. La Carovana, dal 1996 copromossa, insieme all’Arci, da Libera e Avviso Pubblico e divenuta nazionale e internazionale, è ancora oggi un viaggio per sperimentare nuove forme di partecipazione, per favorire dinamiche di coesione sociale e di produzione di beni relazionali. La lunga e partecipata Carovana Internazionale Antimafie continua ad essere un grande laboratorio itinerante dove l’animazione sociale sul territorio ha lo scopo di rendere vivida la democrazia e contribuire a riformare la politica, puntando alla costruzione di luoghi di aggregazione, di spazi di socialità, di metodi per combattere il degrado e la marginalità sociale – terreni su cui le mafie e la criminalità prosperano – attraverso la costruzione di relazioni tra le persone e di reti comunitarie. Se il viaggio della Carovana dal 1994 non si è mai fermato, ma anzi si è arricchito di nuovi contatti, relazioni, persone e organizzazioni disponibili a condividere il percorso, è solo perché continua ad essere prezioso strumento per comunicare e costruire il cambiamento sociale.

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Reggio di Calabria: “Tu opera, lascia che siano gli altri a parlare”

(122) Con lo spirito di Corneliu Zelea Codreanu, sabato scorso, piazza dei Martiri della Rivolta ha visto i militanti di Alleanza Calabrese, Centro Studi Tradizione e Partecipazione, Destra per Reggio, Msi-Fiamma Tricolore, Forza Italia, Forza Nuova, Fratelli d’Italia-An, Msi-Fiamma Tricolore, Movimento Indignati, Reggio Futura e i ragazzi di Area Briganti, iniziare i lavori di bonifica di quello che uno dei pochissimi spazi verdi che gli abitanti di Gebbione hanno a loro disposizione.

 

Per tutto il giorno armati di rastrelli, picconi, pale, decespugliatori, scope hanno pulito il luogo dedicato a Angelo Campanella, Bruno Labate, Carmine Jaconis, da anni abbandonato all’incuria ed al degrado. Nello stato in cui versava evidentemente non solo non era fruibile ma era diventato un ricettacolo di rifiuti di tutti i generi, testimoniati da decine e decine di sacchi neri riempiti. Durante i lavori molti cittadini si sono avvicinati manifestando il loro plauso e già dal tardo pomeriggio la piazza dei Martiri della Rivolta ha iniziato a rivivere con la loro presenza. Continueremo Sabato prossimo dalle ore 10,00  per terminare la riqualificazione totale del sito e con i lavori di pitturazione e la messa a dimora di piantine. Questa è la nostra risposta per mettere alla frusta un’ignavia incosciente con la quale si sta muovendo questa amministrazione nei confronti della Città. Ribadiamo che Reggio Calabria è la nostra Città. La difenderemo a tutti i costi mettendo a nudo tutte nefandezze che ci governa sta attuando contra la nostra terra.

 

Alleanza Calabrese

Area Briganti

Centro Studi Tradizione e Partecipazione

Destra per Reggio,

Msi-Fiamma Tricolore

Forza Italia

Forza Nuova

Fratelli d’Italia-An

Msi-Fiamma Tricolore

Movimento Indignati

Reggio Futura

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