Oppido Mamertina (RC): l’Anassilaos in trasferta per rendere omaggio al pittore e poeta Mintom

(188) Trasferta a Oppido Mamertina per l’Associazione Culturale Anassilaos dove domenica 22 marzo alle ore 16,00 l’Associazione Culturale Mesogaia, in collaborazione con il Sodalizio reggino, rende omaggio a Mintom (Tommaso Minniti),

 

pittore e poeta, con una mostra delle sue opere più rappresentative. Un atto d’omaggio – scrive il Presidente di Anassilaos Stefano Iorfida –  ad un artista reggino la cui vita e la cui opera ha attraversato le vicende artistiche della città negli ultimi quaranta anni del 20° secolo.  Figura appartata e distante dalle ribalte facili, estranea alle polemiche che da sempre sogliono caratterizzare l’arte, gli artisti e la società all’interno della quale essi operano, Mintom si presenta ancora oggi nella ricchezza della tua tavolozza variata per temi e tecniche a dimostrare la sua inesauribile voglia di ricerca, il suo desiderio di battere sempre nuove vie e di non essere mai eguale a se stesso. Così egli quasi ci sfugge, diviene inafferrabile eppure in una occasione come questa dobbiamo sforzarci di trovare quel filo d’Arianna che ci permetta di venir fuori dall’hortus conclusus nel quale l’artista ci ha imprigionato con le sue fantasmagorie e cogliere l’elemento comune, il nocciolo ovvero il nucleo di una ispirazione che affonda le radici in una sensibilità fortissima che è anche il segno della profonda umanità del Tommaso Minniti, poeta e artista, che scruta il mondo che lo circonda e lo ritrae con una attenzione colma di rispetto e umana pietà. Egli affronta i temi più diversi con tecniche varie (ora figurativo ora informale) così da essere o sembrare realista, impressionista, espressionista, simbolista, persino, in qualche caso, naif. È ritrattista, dotato del dono raro di scrutare la psicologia del personaggio ritratto; autore di nature morte e paesaggi; pittore di nudi; artista del sacro; pittore di esotismi, maestro di variazioni sul tema della maschera e volto di ascendenza letteraria, pittore capace di cogliere nella serie dell’Attesa (sei pannelli) momenti di intensa, privata vita quotidiana. In arte l’eclettismo, la capacità cioè di esprimere il proprio, spesso cangiante, mondo interiore, attraverso contenuti e tecniche anche essi mutevoli, ha avuto quasi sempre un significato negativo poiché affermare che un artista è eclettico potrebbe quasi significare la mancanza di uno stile personale e immediatamente percepibile. Eppure in tale termine si cela anche la ricchezza e la grandezza di un artista (Mintom) alla continua, incessante ricerca di sempre nuovi e più efficaci modi di esprimere se stesso; la sua prodigiosa capacità di assimilare tutto quello che l’arte nei secoli ha provato, realizzato e sperimentato.

 

 

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Reggio di Calabria: martedì 24 il convegno “Il coraggio della donna nel Meridione”

(189) “Il coraggio della donna nel Meridione”, luogo che sa essere suggestivo ma anche ostico e diffidente per certi versi, è il tema portante del convegno in programma martedì 24 marzo

 

p.v. alle ore 10.00, presso l’Aula Magna “Quistelli” dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria. L’evento, promosso dal gruppo studentesco “La Proposta” in collaborazione con l'associazione socioculturale “Ponti Pialesi” di Villa San Giovanni, vedrà la partecipazione di numerosi relatori: Carmela Salazar, professore ordinario del dipartimento Digiec della “Mediterranea”, Andrea Filocamo, ricercatore del dipartimento Digiec della “Mediterranea”, Manuela Iatì, giornalista Sky e vincitrice del premio “Borsellino”, Angela Marcello, direttrice del penitenziario di Laureana di Borrello. Prevista, inoltre, la speciale partecipazione di Adriana Musella, presidente dell’associazione “Riferimenti”, ed una mostra artistica curata da Davide Ricchetti.

 

 

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Reggio di Calabria: New Deal, lunedì 23 il IV° focus di attualità “Il Parlamento si racconta”

(191) L'Associazione New Deal propone il quarto incontro della nuova iniziativa “Focus di attualità”, un’occasione di incontro extra universitario fra i giovani

 

per promuovere e stimolare una coscienza critica e un confronto costruttivo con esperti dei temi in questione, soprattutto temi di attualità relativi al nostro territorio, locale, nazionale e oltre. Promuovere simili iniziative serve per far approfondire ai giovani temi non loro estranei e offrirgli la possibilità di crearsi ed esprimere opinioni avendo conosciuto gli aspetti chiave delle vicende. In particolare, questo quarto focus si intitola Il Parlamento si racconta, per poter scoprire dalla diretta voce di un protagonista i passaggi essenziali delle riforme in atto nel sistema parlamentare italiano.  Si terrà lunedì 23 marzo, alle ore 18.00, presso la sede dell’Associazione stessa, in Via Filippini 71 (vicino Piazza Orange).  L’esperto invitato a relazionare per l’occasione è il Sen. Antonio Caridi, senatore della Repubblica Italiana e membro della commissione permanente Industria, Commercio e Turismo. Il Presidente dell’Associazione, Mario Minniti.

 

 

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Reggio di Calabria: presentato #Hmagazine, trimestrale della Fondazione “Via delle Stelle”

(190) Presentato oggi alla libreria Culture #Hmagazine, trimestrale della Fondazione “Via delle Stelle” allo scopo di aprire un canale di comunicazione con la comunità della provincia reggina

 

su temi, iniziative e attività dell’Hospice della città, e sensibilizzarla sull’importanza di una struttura che, per sua natura, mette al centro la tutela della dignità della persona sofferente dando assistenza e sostegno anche ai familiari. Un progetto editoriale in controtendenza che riconduce il nostro sguardo sugli altri, verso una rinnovata consapevolezza che ha a che fare con la condivisione della nostra umanità, a sostegno di una realtà che soffre per i cronici ritardi delle istituzioni e che ha bisogno del contributo di tutti. “Un’ulteriore iniziativa della Fondazione – chiarisce il direttore responsabile Vincenzo Comi – per promuovere i temi delle cure palliative, le attività in Hospice e l’impegno degli ‘angeli della città’, che ho avuto modo di conoscere per una vicenda personale, a seguito della quale ho accettato di dirigere il magazine. Realizzato grazie al coinvolgimento volontario delle giornaliste Anna Foti e Daniela Liconti, di Paolo Genoese che ha curato la grafica, dei fotografi Paolo Albanese, Salvatore Colloridi e Marco Costantino, #Hmagazine è stato stampato in 10.000 copie da Progetto5 grazie al contributo dell’Ordine di Malta e del suo delegato barone Arturo Nesci. La redazione è aperta al contributo di tutti i colleghi.” “Un piccolo capolavoro nato dall’entusiasmo di tutti i professionisti coinvolti – dichiara il presidente Vincenzo Trapani Lombardo – che ringrazio sentitamente. Vogliamo dare un nuovo corso alla Fondazione e #Hmagazine è il primo passo in questa direzione, assieme alle tante iniziative in cantiere: la Corrireggio, Un gelato per l’Hospice, la biblioteca interna per residenti e familiari a cui si può donare un libro con seminari di lettura, e la Giornata dell’Hospice del 17 giugno. Tutto questo non solo per raccogliere i fondi di cui abbiamo estrema necessità – dobbiamo ancora ricevere dall’Asp le fatture di luglio 2014 e siamo indietro con il pagamento degli stipendi – ma per far capire a tutti e alle istituzioni in particolare cos’è l’Hospice, che deve continuate ad esistere, non può essere cancellato per negligenza politica. Vogliamo sostituire il concetto diffuso che sia il posto in cui si va a morire con la realtà del suo essere luogo in cui si rispetta e si preservano tutti gli aspetti della vita e della speranza, in un percorso assistenziale di tipo medico, infermieristico, psicologico, associato a prestazioni sociali e a sostegno spirituale. So cosa significa un percorso difficile e com’è diverso viverlo in Ospedale o in Hospice. Ma noi abbiamo una forza imbattibile: la forza delle idee, e grazie a questa vinceremo.” “L’idea è parte di un progetto comunicativo rivolto alla città per sensibilizzarla la nostra mission e  creare un dialogo attivo con il territorio per divulgare il modello socio-sanitario che l’Hospice porta avanti: non solo erogare cure palliative, ma offrire ambienti accoglienti a famiglie e pazienti garantendo la qualità della vita – sottolinea la dottoressa Francesca Arvino, psicologa della Fondazione. Tutti noi ci crediamo, lavorando in gruppo, anche assieme alle dr.sse Barbera e Curia, in questo caso confrontandoci con professionisti con esperienze diverse con i quali si è creata un’intesa immediata che ci ha permesso di portare a termine il progetto #Hmagazine.” “Grazie alla signorilità e alle capacità umane del presidente Trapani Lombardo – afferma l’assessore provinciale alla Cultura e Legalità dottor Eduardo Lamberti Castronuovo – stiamo per venire fuori da una condizione che costringe a lavorare sui conti e non sulle persone. Questo progetto editoriale servirà a far conoscere l’Hospice, noto solo a chi lo ha incontrato sul suo percorso, per l’umanità e i servizi che offre; una struttura che può andare avanti sopratutto grazie al contributo di quanti comprendono che la solidarietà non è solo una parola ma un fatto concreto.”Il segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria Carlo Parisi esprime massimo rispetto per la libreria Culture, anch’essa a diverso titolo in sofferenza, e definisce l’iniziativa della Fondazione “un atto di speranza e di coraggio, nel suo ripartire dalla carta per fare informazione e affidarsi ad uno strumento di comunicazione come questo in un momento di profonda crisi dell’editoria. L’Hospice paga anche il prezzo della difficoltà nell’approccio dell’utenza alle strutture sanitarie; la Fondazione non è una clinica privata, non ha scopo di lucro e gestisce un luogo destinato alla gente che ha bisogno di trovare una casa, una famiglia in cui il personale è animato da spirito di servizio, ti guarda negli occhi, si fa carico di chi ha bisogno, al contrario di alcune strutture e di enti pubblici latitanti. Questo progetto editoriale dimostra che fare volontariato significa dare ognuno qualcosa di sé nella gratuità. Ci sono valori che non ammettono di essere usati per campagne a vario titolo.” Il magazine sarà disponibile presso l’Hospice, l’Istituto Clinico Dr.  De Blasi, lo Studio Cassone Giovanni, la biblioteca G. De Nava, a tutti gli eventi pro Hospice e in altri centri che si presteranno alla sua distribuzione, con un contributo libero. Ricordiamo che l'Hospice è una struttura accreditata facente parte integrante della rete di assistenza territoriale dell'ASP di Reggio Calabria e rappresenta un’offerta socio-sanitaria che si propone come alternativa all’abitazione della persona ogni qualvolta vi siano situazioni non più gestibili a domicilio, sia che si tratti dei sintomi dovuti alla malattia o altre esigenze che impediscono l’assistenza necessaria.

 

 

 

“La Fondazione Via delle Stelle cura la gestione dell’Hospice, che garantisce le cure palliative in regime di ricovero, in Day Hospice, in assistenza domiciliare e in ambulatorio. L’assistenza del paziente in fase terminale ed avanzata è realizzata con il controllo del dolore e dei sintomi principali, per garantire al malato una migliore qualità di vita. Il paziente e i familiari sono al centro di tutta l’attività della Fondazione. Il personale, validamente coadiuvato da volontari, garantisce prestazioni sanitarie di tipo medico, infermieristico, riabilitativo e psicologico, associate a prestazioni sociali e a sostegno spirituale. Il personale sanitario, i volontari e l’organizzazione dei servizi agiscono in modo sinergico per offrire la migliore assistenza: è questa la vera rivoluzione culturale delle cure palliative. Informazione e formazione sono gli strumenti principali per raggiungere lo scopo: è necessario divulgare la conoscenza delle cure palliative per far conoscere il lavoro che ogni giorno viene svolto in Hospice e a domicilio, facilitare l’accesso alle cure a quanti ne hanno necessità, ma anche per dare al territorio la giusta dimensione della nostra realtà. Nasce così l’idea di #Hmagazine, finalizzato a divulgare i temi delle cure palliative, la mission dell’Hospice, le sue attività ed a promuovere nuove iniziative, così da dare a tutti la possibilità di investire tempo e risorse in un progetto di aiuto e condivisione.” Vincenzo Trapani Lombardo, presidente della Fondazione “Via delle Stelle”.

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Pugilato: Rossano (Cs) ospiterà il “Guanto d’oro 2015”

(127) Rossano si conferma capitale calabrese dello Sport e del tempo libero, pronta ad ospitare un altro grande evento a carattere nazionale.

 

La Città, infatti, sarà sede della manifestazione “Guanto d’oro 2015”, la più importante kermesse pugilistica del Bel Paese che ogni anno porta sul ring i migliori e più importanti boxer del panorama nazionale. La competizione, che sarà seguita in eurovisione dalle telecamere di Rai Sport1, si svolgerà presso il PalaEventi di Via Candiano, allo Scalo, da Venerdì 26 a Domenica 28 Giugno 2015. Tutti i dettagli dell’importante evento nazionale, primo in assoluto organizzato in Calabria, saranno illustrati alla stampa il prossimo Martedì 24 Marzo 2015 alle Ore 11.00 presso la Sala Rossa di Palazzo San Bernardino, nel Centro storico. All’incontro con gli operatori dell’informazione saranno presenti, tra gli altri, il sindaco Giuseppe Antoniotti, l’assessore allo Sport Giandomenico Federico, e i vertici della Federazione Italiana di Pugilato (Fip), oltre che ai rappresentanti del Comitato organizzatore. La manifestazione sportiva è uno degli importanti traguardi raggiunti nell’ambito della valorizzazione delle politiche sociali e del tempo libero perseguite dal Governo Antoniotti e si connota sin d’ora, data la sua importanza nel mondo della boxer nazionale ed europea, come un appuntamento storico, unico nella nostra regione. Lo stesso che è stato reso possibile grazie alle capacità organizzative, ampiamente dimostrate nella fase di candidatura di Rossano ad ospitare il Guanto d’Oro 2015, dall’Associazione Body Fitness Rossano e dall’Amministrazione comunale – Assessorato allo Sport. Tra le altre cose la scelta della sede è la risultanza di un grande lavoro di rete che ha coinvolto diverse realtà calabresi, su tutte la Amaranto Boxe di Reggio Calabria e la Pugilistica cariatese di Cariati che si occuperanno dell’organizzazione del torneo, il quale vedrà la partecipazione di 80 pugili italiani divisi in 10 categorie di peso.

 

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Reggio di Calabria: distacchi di energia e gas, l’Unione Nazionale Consumatori denuncia pratiche scorrette e ottiene sentenza favorevole

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(66) Succede anche che distacchino la fornitura del gas e dell’energia all'improvviso. Sono sempre più numerosi i clienti domestici che si rivolgono agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria

 

per lamentare sia il depotenziamento della fornitura di luce che il distacco della erogazione del gas. A sostenerlo è l’Avv. Saverio Cuoco, responsabile regionale dell’associazione che così prosegue: “le preoccupanti proporzioni del fenomeno sono dovute all’aggravarsi della crisi economica e al conseguente impoverimento di numerose famiglie, tuttavia, stiamo osservando anche un’immotivata rigidità da parte di diverse Società energetiche  che procedono ai distacchi prima di verificare la situazione”. Talvolta il cliente dichiara di non aver ricevuto alcun preavviso scritto, in altri casi la sospensione della fornitura avviene pur in presenza di un reclamo da parte del consumatore e prima che lo stesso sia stato riscontrato e poi non sono pochi i distacchi dovuti a vere e proprie responsabilità della Società venditrice come nel caso di bollette non pervenute, mancate letture, conguagli eccessivi, etc. Su tali distacchi arbitrari, si è rivolto di recente al Giudice di Pace di Reggio Calabria, un utente assistito dall’Avv. Antonia Criaco, legale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, chiedendo  la condanna della società Gas Natural Vendita Italia S.p.A. al risarcimento dei danni patiti a seguito del comportamento illegittimo della stessa. Il Giudice di Pace di Reggio Calabria, con sentenza del 2014, accertato che la sospensione della fornitura del gas nei riguardi del ricorrente è stata operata in maniera arbitraria, ha condannato la società Gas Natural Vendita Italia S.p.A, alla liquidazione a titolo di indennizzo dell’importo di euro 300,00 oltre interessi, nonché euro 500,00 di spese processuali. E’ necessario tenere conto inoltre delle nuove regole che sono state introdotte, per dare più certezze ai consumatori nei casi di sospensione per morosità, con tempi certi e una tempestiva informazione in caso di bollette non pagate alla scadenza. Infatti con la delibera 67/2013, l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, ha introdotto alcune garanzie innovative nella procedura di costituzione in mora e per l’eventuale successiva richiesta di sospensione della fornitura da parte dei venditori al dettaglio di energia elettrica e gas. L’obiettivo è di evitare la sospensione della fornitura per morosità, senza che il cliente abbia ricevuto la comunicazione in tempo utile per effettuare il pagamento. In particolare, l’Autorità ha stabilito tempistiche certe, documentate e congrue sia per il termine ultimo di pagamento dopo la costituzione in mora, sia per la successiva richiesta di sospensione della fornitura in caso di prolungato inadempimento del cliente finale. Un’altra novità di rilievo è che prima di richiedere la sospensione della fornitura per morosità, nei casi di conguagli o di importi anomali, il venditore dovrà rispondere ai reclami scritti dei clienti. Nel dettaglio, in caso di bollette non pagate, il venditore non potrà procedere alla richiesta di sospensione della fornitura senza prima aver inviato al cliente finale, per raccomandata, una comunicazione di messa in mora con l’evidenza della data precisa del giorno d’emissione della comunicazione di costituzione in mora. Dovrà inoltre essere garantito, dall’emissione, un minimo di venti giorni per il pagamento da parte del cliente. In caso di mancato rispetto delle nuove regole sono previsti indennizzi automatici in bolletta a favore del cliente finale: il venditore è tenuto a corrispondere al consumatore 30 euro nel caso in cui la fornitura sia stata sospesa per morosità nonostante il mancato invio della comunicazione di costituzione in mora a mezzo raccomandata; 20 euro nel caso in cui la fornitura sia stata sospesa per morosità e il venditore, pur avendo inviato la raccomandata, non abbia rispettato le tempistiche previste dalla regolazione. In tutti questi casi, comunque, al consumatore non può essere richiesto il pagamento di alcun ulteriore corrispettivo relativo alla sospensione o riattivazione della fornitura. Considerato che l’Unione Nazionale Consumatori Calabria non intende assolutamente giustificare o difendere coloro che, pur potendo pagare, non saldano le bollette elettriche, sarebbe lecito aspettarsi che le Istituzioni intervengano con forza per evitare i distacchi per morosità alle famiglie indigenti e quelli (e sono molti) dovuti a responsabilità delle Società energetiche. Leggi anche Il Presidente Regionale, Avv. Saverio Cuoco.

 

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Regione Calabria: i comunicati stampa del 20 marzo 2015

(147) La Giunta ha nominato i commissari nelle aziende sanitarie ed ospedaliere. La Giunta regionale si è riunita – informa una nota dell’Ufficio Stampa – sotto la presidenza del Presidente Mario Oliverio.

 

Su proposta del Presidente Oliverio è stata approvata una proposta di legge che prevede l’istituzione dell’azienda sanitaria unica regionale. La proposta passa ora all’approvazione del Consiglio regionale. *E’stato approvato il nuovo bando per  i direttori generali delle aziende del sistema sanitario regionale e sono stati nominati i commissari nelle aziende sanitarie ed ospedaliere calabresi che sono: ASP di Catanzaro: Giuseppe Perri; ASP di Cosenza: Gianfranco Filippelli; ASP  di Reggio: Santo Gioffrè; ASP di Crotone: Sergio Arena; AO “Pugliese Ciaccio”  di Catanzaro: Domenico Pingitore; AO di Cosenza: William Auteri; AO “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio: Frank Benedetto. *E’stato approvato l’aggiornamento del  Piano triennale per la prevenzione della corruzione  2015-2017 ed il Programma per la trasparenza e l’integrità 2015-2017. *E’ stato deliberato il finanziamento, sul  Fondo Unico “Pac” di interventi destinati alla valorizzazione dell’area archeologica  “antica  Kroton” per un importo di circa sessantadue milioni di euro. Con tale intervento economico, oltre alla riqualificazione del parco urbano, saranno realizzati, nell’area ex “montedison”, opere di bonifica del suolo, scavi archeologici, il museo archeologico ed interventi tendenti alla valorizzazione del parco archeologico stesso. *E’ stato anche deliberato il  riconoscimento d’ interesse locale della biblioteca del Conservatorio di musica “Torrefranca” di Vibo e della “biblioteca delle donne” di Soverato. Le due proposte passano ora all’esame della Commissione consiliare competente. Su proposta dell’Assessore al Lavoro Carlo Guccione è stato deliberato di nominare Commissario straordinario dell’Azienda “Calabria Lavoro” e Fondazione “Field” il Dirigente generale reggente del Dipartimento “Lavoro” Antonio De Marco. Su proposta dell’Assessore al Bilancio ed al Personale Vincenzo Ciconte, sono state approvate una serie di variazioni di bilancio. *Sono state anche approvate le direttive generali per la disciplina delle modalità di conferimento degli incarichi di funzione dirigenziale. o.m. (148) La Giunta regionale ha costituito una “task forse”  per la revisione del Piano anticorruzione. La Giunta regionale, nella seduta odierna, ha deciso di costituire –informa una nota dell’Ufficio stampa –  una “task force”, coordinata dal Capo di Gabinetto della Presidenza e composta dal Responsabile della “prevenzione corruzione”, da altri tre dirigenti regionali interni, due avvocati dell’Avvocatura regionale e dal professore universitario Antonio Viscomi, al fine di supportare ed orientare  l’attività di revisione del Piano anticorruzione, ritenendo che occorra dare un forte segnale di cambiamento nella riorganizzazione burocratica amministrativa già avviata. Occorre, infatti, formulare un Piano stringente per la prevenzione della corruzione nella Regione Calabria. In particolare, si ritiene indispensabile adottare misure di prevenzione idonee in attività particolarmente sensibili perché potenzialmente esposte al rischio di corruzione, quali  autorizzazioni, concessioni; procedure di appalto per l’affidamento di lavori, servizi e forniture, ivi comprese le procedure in economia e gli affidamenti d’urgenza;  erogazioni a contenuto liberale sotto forma di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati; concorsi e prove selettive per l’assunzione di personale anche a tempo determinato e per la progressione di carriera; attività di pianificazione urbanistica ed attuativa; attività di accertamento e di verifica della elusione ed evasione tributaria ed extratributaria; materie oggetto di incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi (art. 53 D.lgs. n. 165/2001 e s.m.i., così come modificato dalla Legge n. 190/2012); transazioni stragiudiziali;  proroghe e rinnovi di un servizio o di una fornitura; nomine in società pubbliche; affidamenti diretti; procedimenti sanzionatori; pagamenti in genere;  alienazione di beni immobili e costituzione di diritti reali minori su di essi o concessione in uso di beni appartenenti al patrimonio disponibile dell’ente; gestione del patrimonio immobiliare e così via. Entro il venti aprile, il gruppo di lavoro presenterà alla Giunta il Piano anticorruzione che sarà sottoposto al confronto con le OO.SS. per il piano di rotazione dei dirigenti. Entro il trenta aprile, verrà approvato dalla Giunta e reso operativo. o.m. (150) Il Presidente della Regione Oliverio sulla proposta di legge dell'Azienda ospedaliera unica regionale. Il Presidente della Regione Mario Oliverio, in relazione all'approvazione, da parte della Giunta, nella riunione di oggi, della proposta di legge per la costituzione dell'Azienda ospedaliera unica regionale ha dichiarato: "ora su di essa apriremo un confronto con le forze sociali, i sindaci e gli amministratori locali, le organizzazioni professionali, a partire dagli operatori sanitari. Un confronto aperto a suggerimenti, osservazioni, proposte che troveranno ascolto e saranno recepite nella direzione della  riqualificazione dei servizi sanitari, nel taglio degli sprechi e della razionalizzazione delle risorse. Questa proposta va nella direzione dell'accelerazione della fuori uscita dalla condizione di straordinarietá in cui versa il sistema sanitario regionale. L'Azienda Unica deve significare Centrale Unica degli acquisti, articolazione organizzativa per aree della rete ospedaliera ed area dei servizi territoriali. Gli ambiti territoriali dovranno avere un'adeguata considerazione  e gli amministratori locali essere protagonisti e soggetti attivi.Nel necessario processo parteciperanno alla costruzione di servizi qualificati". o.m.

 

 

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Oppido Mamertina (RC): domani il convegno “…e vide che era cosa buona”. Arte e paesaggio: Aspromonte incontro di bellezza”

(186) Domani, sabato 21 marzo, presso la Sala vescovile della comunità di Oppido Mamertina alle ore 9,30 si svolgerà il convegno, dal titolo “…e vide che era cosa buona”. Arte e paesaggio: Aspromonte incontro di bellezza”.

 

L’evento è organizzato in collaborazione tra l’Ente Parco dell’Aspromonte e il Museo Diocesano di Oppido Mamertina-Palmi. Relazioneranno Paolo Martino (Direttore del MuDiOP), Giuseppe Bombino (Presidente del Parco) e Mons. Francesco Milito (vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi). Saranno presenti il sindaco di Oppido Mamertina, Domenico Giannetta, don Letterio Festa, delegato per la Cattedrale, il dirigente scolastico dell’Itis di Oppido, Pietro Paolo meduri e il presidente dell’Associazione Mesogaia, Fortunato Schiava. Modererà l’incontro don Alfonso Franco, vicario episcopale per la cultura.

 

 

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Oppido Mamertina (RC): grande concerto dell’Orchestra “G. Rechichi” in preparazione del Flicorno d’oro

(185) L’Orchestra Giovanile di Fiati Mamertina “Giuseppe Rechichi”, in procinto di partecipare alla XVII Edizione del Concorso Bandistico Internazionale “Flicorno d’oro” a Riva del Garda, organizza un concerto musicale, in preparazione a questo importante evento artistico.

 

Il Concerto, che si terrà il 21 Marzo alle ore 19:00, presso il cinema teatro comunale di Oppido Mamertina sarà anche un momento di condivisione della fantastica esperienza che i ragazzi, diretti dal Maestro Stefano Calderone, andranno a vivere. “Sarà un’ occasione di crescita, di aggregazione e di confronto unica per tutti i ragazzi, oltre che di valorizzazione del nostro territorio, rappresentato in una manifestazione di alto spessore di cultura musicale. La partecipazione a questo evento è stato l’obiettivo, coltivato fin dai primi giorni della nascita di questa orchestra, e la meta prefissata da tutta l’Associazione.” – ha detto Stefano Calderone, direttore artistico dell'Orchestra oppidese – “È un sogno per noi parteciparvi e mettersi in discussione con altre realtà, che sicuramente hanno dei mezzi economici e strutturali superiori a quelli della nostra piccola associazione, che fino ad oggi vive grazie ai tanti sacrifici delle famiglie dei giovani che ne fanno parte.” L’Orchestra Giovanile di Fiati Mamertina “Giuseppe Rechichi”, nata nel 2010, ha conseguito numerosi premi di grande prestigio in concorsi nazionali come il  Concorso “Primavera e Musica” di Laurena di Borrello , il Concorso “Danilo Cipolla” di Cetraro, il Concorso Nazionale “La Bacchetta D’Oro” di Fiuggi, il Concorso Nazionale “Suoni In Aspromonte”, il Concorso “Ama Calabria” di Lamezia Terme e il Concorso “Armonie del Tirreno” di Amantea. Oltre ad essere stata scelta per far parte della maestosa orchestra che ha avuto il privilegio di eseguire in prima assoluta mondiale brani composti da uno dei più importanti  autori del panorama musicale internazionale, il belga Andrè Waignein. Il “Flicorno d'Oro” è tra i principali appuntamenti del mondo bandistico europeo e internazionale, tradizionale luogo di incontro di formazioni bandistiche che aspirano a traguardi musicali sempre più prestigiosi e significativi. La rassegna, che si svolgerà a Riva del Garda dal 27 al 29 marzo, vedrà la partecipazione di oltre 50 orchestre provenienti da tutta Europa. La manifestazione continentale, nata nel 1992, sta crescendo anno dopo anno; a dimostrazione del prestigio acquisito dal concorso in tanti anni di lavoro è sufficiente scorrere l’elenco dei musicisti che si sono avvicendati quali presidenti e membri di giuria a partire dalla prima edizione. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio albo d’oro dei compositori e dei direttori che hanno fatto la storia del panorama bandistico internazionale negli ultimi trent’anni: Henk van Lijnschooten, Serge Lancen, Franco Cesarini, Jo Conjaerts, Fulvio Creux, Hardy Mertens, Carlo Pirola, Jan Van der Roost, Désiré Dondeyne, Johann Mösenbichler, Thomas Briccetti, Johan de Meij, Thomas Doss, Philip Sparke, il già citato André Waignein e tanti altri. “Siamo molto orgogliosi di poter vantare nella nostra cittadina un'eccellenza di tale portata. Vorrei ringraziare l'Orchestra Giovanile per tutte le soddisfazioni che ci ha dato fino ad oggi e che ci darà in futuro.” – ha detto Domenico Giannetta, Sindaco di Oppido Mamertina, in occasione della presentazione dell'evento – “Sono cosciente di tutti i sacrifici che l'Associazione sta facendo per portare avanti questo grande progetto e stiamo cercando di porre grande attenzione per sostenere, per quanto ci è possibile, questa e le altre eccellenze oppidesi. Il Concerto di preparazione alla rassegna internazionale sarà un'ulteriore occasione per dimostrare come nel centro preaspromontano esistano realtà che, grazie all'attenzione delle Istituzioni, alla passione e all'impegno quotidiano di alcuni cittadini oppidesi, e soprattutto grazie al grande talento e alla grande abnegazione che questi ragazzi dimostrano nel proprio lavoro quotidiano, riescono a raggiungere livelli di eccellenza riconosciuti nel panorama internazionale”. A conclusione del proprio intervento il primo cittadino oppidese ha voluto rivolgere un augurio speciale ai veri protagonisti di questa impresa “Auguro il meglio a questi ragazzi e sono sicuro che fra una settimana terranno altissimo il nome di Oppido Mamertina e dell'intera Calabria, e mostreranno tutto il proprio valore artistico riuscendo a mettersi in evidenza anche tra le eccellenze bandistiche europee”.

 

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Comune di Reggio di Calabria: Marra (PD) “Attivarsi congiuntamente per la sede del Banco Alimentare”

(60) “Il mio è un appello accorato, da cittadino ancor prima che da politico. Il mio è un invito rivolto a tutte le forze Istituzionali e Rappresentative, che a tutti i livelli guidano la nostra Regione e il nostro territorio,

 

affinchè attraverso una comunione d’intenti, si arrivi ad ottemperare alla chiusura della Sede Regionale del Banco Alimentare. Il Banco Alimentare è un barlume di speranza nel cielo cupo del contesto sociale che attanaglia la nostra città, e la nostra terra. Un punto di riferimento e un tangibile sostegno alle fasce sociali più deboli che usufruiscono mensilmente dei vivere che il Banco, attraverso una macchina organizzativa perfetta, riesce a garantire alle associazioni, alle parrocchie e alle agenzie socio-assitenziali che si fanno carico dei bisogni primari della gente comune. Secondo quanto affermato dall’ufficio stampa del Banco Alimentare, l’Amministrazione Provinciale di Cosenza non intende più farsi carico del fitto dei locali occupati dal Banco Alimentare della Calabria. E’ del tutto evidente che quest’ultimo non ha la forza né di poter pagare il fitto richiesto né la possibilità di collocare altrove (dove?) i 50 tir carichi di prodotti alimentari già arrivati e quelli che ancora devono arrivare. La data di scadenza del fitto dei locali messi a disposizione dalla Provincia di Cosenza è il 31 Marzo, quindi è imminente. Invito quanti possano farsi carico, il Governatore della Calabria Mario Oliverio soprattutto, di intervenire con urgenza affinchè non venga messa a rischio il valore e l’efficacia di un opera di umanità così grande e un sinonimo di credibilità che da vent’anni è al servizio dei più bisognosi”. Enzo Marra, Consigliere Comunale PD.

 

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Reggio di Calabria: sabato 21 la presentazione di #Hmagazine

(184) #Hmagazine è il nuovo trimestrale pensato dalla Fondazione “Via delle Stelle” allo scopo di aprire un canale di comunicazione con la comunità della provincia reggina su temi, iniziative e attività dell’Hospice della nostra città,

 

e sensibilizzarla sull’importanza di una struttura che, per sua natura, mette al centro la tutela della dignità della persona sofferente dando assistenza e sostegno anche ai familiari. Alla presentazione saranno presenti il presidente della Fondazione “Via delle Stelle” dottor Vincenzo Trapani Lombardo, l’assessore provinciale alla Cultura e Legalità dottor Eduardo Lamberti Castronuovo, il segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria Carlo Parisi, la dottoressa Francesca Arvino, psicologa della Fondazione, il  delegato dell’Ordine di Malta RC barone Arturo Nesci e il direttore responsabile Vincenzo Comi. Nato dalla sensibilità del personale della struttura, il progetto  #Hmagazine ha coinvolto un gruppo di giornalisti e grafici che hanno collaborato intensamente alla sua realizzazione prestando la propria opera professionale a titolo gratuito. Il magazine sarà disponibile presso l’Hospice, l’Istituto Clinico Dr.  De Blasi, lo Studio Cassone Giovanni e la biblioteca G. De Nava, e durante tutti gli eventi benefici a sostegno della struttura, con un contributo libero. “La Fondazione Via delle Stelle cura la gestione dell’Hospice, che garantisce le cure palliative in regime di ricovero, in Day Hospice, in assistenza domiciliare e in ambulatorio. L’assistenza del paziente in fase terminale ed avanzata è realizzata con il controllo del dolore e dei sintomi principali, per garantire al malato una migliore qualità di vita. Il paziente e i familiari sono al centro di tutta l’attività della Fondazione. Il personale, validamente coadiuvato da volontari, garantisce prestazioni sanitarie di tipo medico, infermieristico, riabilitativo e psicologico, associate a prestazioni sociali e a sostegno spirituale. Il personale sanitario, i volontari e l’organizzazione dei servizi agiscono in modo sinergico per offrire la migliore assistenza: è questa la vera rivoluzione culturale delle cure palliative. Informazione e formazione sono gli strumenti principali per raggiungere lo scopo: è necessario divulgare la conoscenza delle cure palliative per far conoscere il lavoro che ogni giorno viene svolto in Hospice e a domicilio, facilitare l’accesso alle cure a quanti ne hanno necessità, ma anche per dare al territorio la giusta dimensione della nostra realtà. Nasce così l’idea di #Hmagazine, finalizzato a divulgare i temi delle cure palliative, la mission dell’Hospice, le sue attività ed a promuovere nuove iniziative, così da dare a tutti la possibilità di investire tempo e risorse in un progetto di aiuto e condivisione”. Dr. Vincenzo Trapani Lombardo, Presidente Fondazione Via delle Stelle.

 

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Corigliano Calabro (Cs): sabato 21 Giuseppe Livoti alla Giornata Mondiale della Poesia UNESCO

(182) Sabato 21 marzo 2015, “Giorno di primavera” è stato scelto dalla Commissione Italiana Unesco per celebrare la Giornata Mondiale della Poesia.

 

In tutta Italia  si terranno momenti di lettura e manifestazioni ed anche in Calabria è stata organizzato un importante evento dall’operatrice culturale e poetessa Anna Lauria con il patrocinio del Comune di Corigliano Calabro, dell’Unesco e della sezione Club Unesco di Cosenza. Un reading dedicato alla poesia mondiale inizierà alle ore 9,30 nel Quadrato Compagna a Schiavonea coinvolgendo voci poetiche appartenenti al mondo della scuola, dell’associazionismo, ai cittadini ed a tutti i poeti che vorranno dare il loro contributo con la lettura di testi, versi, rime. Dopo i saluti del sindaco Giuseppe Geraci, interverranno l’assessore alla Cultura e P.I. Tommaso Mingrone. La città di Reggio Calabria sarà rappresentata dal critico d’arte Giuseppe Livoti giornalista e presidente dell’associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere”. Il critico reggino, da anni, segue il movimento di poesia visiva sviluppato in Calabria attraverso la voce creativa di Anna Lauria, poeta e referente Unesco. In tale appuntamento ricorderò i linguaggi che vedono nella poesia la riconciliazione e la comprensione reciproca  – ricorda Livoti -. “…E’ poesia ogni parola che esce dall’emozione ed oggi attraverso il potenziamento espressivo e l’allargamento lessicale vi è un riscatto estetico della parola…” A seguire verrà presentata ed inaugurata una installazione visiva permanente, commentata dal critico reggino, installazione che continua  il progetto poetico itinerante sviluppato dalla Lauria in questi ultimi anni. Tale creazioni poetiche visive sono già inserite in vari contesti come l’opera in piazza Nestore Mazzei ed ancora nel Comune di Santa Severina e Celico e si spera possano essere accolte in altri luoghi deputati presso comuni e cittadine della provincia di Reggio Calabria, Catanzaro, Vibo, Crotone. Dunque una giornata in cui la “Poesia” diverrà evento culturale capace di elevare le coscienze, di sensibilizzare su temi etici, sul rapporto uomo e natura e sui valori che solo la conoscenza può far scaturire.

 

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Reggio di Calabria: Anassilaos, 21 marzo Giornata Mondiale della Poesia

(187) In occasione della Giornata Mondiale della Poesia, istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale Unesco nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente,

 

che viene celebrata il 21 marzo 2015, la Sezione Poesia dell’Associazione Culturale Anassilaos, con Pina De Felice e Lilly Arcudi, insieme a tutti gli amici poeti  dei Lunedì della Poesia, esprime la propria gratitudine a tutti gli artigiani della parola – così possono essere definiti i poeti-  del mondo, ovunque essi si trovino ad operare e rivolge un pensiero commosso a tutti i poeti reggini scomparsi che continuano a vivere nella memoria grata degli amici e dei lettori attraverso la loro opera che ha contribuito alla crescita umana, civile, culturale e sociale della nostra Comunità. La poesia, di cui ogni ventuno marzo, nel giorno dell’equinozio, che segna l’avvento della primavera, si celebra la Giornata Mondiale è l’unico strumento – prosegue la nota di Anassilaos – che avvicina popoli diversi per razza, per lingua, per cultura e per religione e quindi costituisce il luogo privilegiato per promuovere il dialogo tra i popoli e l’interculturalità che consente di riconoscersi legati a comuni valori, pur nella diversità, anzi nel rispetto della diversità, che arricchisce e favorisce, grazie agli strumenti messi a disposizione dai moderni mezzi di comunicazione, la reciproca conoscenza per riaffermare, ancora una volta, significato, il bisogno, la necessità  della pace. La sezione poesia di Anassilaos e i Poeti del Lunedì, nei loro settimanali appuntamenti e negli incontri dedicati alla poesia, hanno avuto modo, analizzando e studiando poeti appartenenti alla più diverse latitudini temporali e linguistiche, dai poeti greci a quelli latini, dai poeti cinesi a quelli indiani, dai poeti arabi agli europei, fino alle Americhe, che al di là delle differenze, scontate, esiste un comune vedere, una sostanziale unità di intenti che nasce dalla ricerca e dal  possesso comune di un’arte poetica, che sembra quasi prefigurare una sorta di ideale repubblica dello spirito e della poesia che, al presente, deve poter stringere tutti i poeti nel mondo in una unica e comune battaglia a favore della pace e del dialogo interculturale.  

 

 

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Calabria: sanità pubblica, MDC “Lo smantellamento un preciso disegno”

(143) "Stiamo assistendo da qualche tempo a movimenti inquietanti nel mondo della sanità regionale pubblica e privata da anni tra l’altro feudo dei potentati politici locali.

 

La sanità regionale soffre da anni questa incurabile patologia, serbatoio di voti prima, vedi anche le ultime assunzioni preelettorali, luogo di faide per i posti di primariato e dirigenza poi. Il cocktail con tali ingredienti è imploso, nomine clientelari, assenza di meritocrazia, appalti milionari a cooperative con manager spesso già con esperienze fallimentari. In sintesi questo è il quadro, il futuro? Servizi scadenti e sempre meno disponibili, liste di attesa lunghissime, strutture fatiscenti, l’emigrazione sanitaria in forte aumento. E in questo quadro abbastanza chiaro che si innestano le operazioni in atto nella sanità privata cosentina? Fallimenti, passaggi di proprietà, commissariamenti, concordati preventivi, in un contesto che si fronteggiano politici, imprenditori, faccendieri di comprovata immoralità. L’obiettivo? Alla fine di questo caos primordiale probabilmente uscirà uno o due poli sanitari privati che monopolizzeranno i servizi per la nostra salute nel futuro. Noi tra l‘altro membri del consiglio nazionale consumatori ed utenti presso il MEF, alla luce delle continue denunce di semplici cittadini per disservizi legati al servizio sanitario abbiamo il dovere di richiamare al senso di responsabilità tutti coloro che in questa filiera agiscono, invitando le autorità preposte ad approfondire alcune circostanze oscure, dimostrando tra l’altro di non essere conniventi o organici con questo progetto finalizzato a privatizzare l’intero settore". Movimento difesa del Cittadino.

 

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Regione Calabria: Nucera (La Sinistra) “Eliminiamo i danni della Riforma Fornero: favoriamo il pensionamento di chi ne ha diritto e creiamo nuove opportunità di lavoro per i giovani calabresi”

(144) “Con la Riforma delle pensioni voluta dalla Fornero nel 2011 a partire dal 2012, abbiamo avuto la sostanziale abolizione delle pensioni di anzianità e la rimodulazione delle pensioni di vecchiaia fissando a 66 anni per le donne e 67 per gli uomini l’età minima

 

per uscire dal mondo del lavoro. Il ministro Poletti assicura che attraverso un intervento del Parlamento si rimedierà nelle prossime settimane alle storture che questa riforma ha creato, passando ad  un  sistema flessibile in cui l’uscita anticipata comporterà una riduzione della pensione, e quella posticipata invece una maggiore entrata per il pensionato. In attesa della nuova normativa, al fine di arginare i difetti della Riforma delle pensioni della Fornero e di creare nuovi posti di lavoro per i giovani, vogliamo proporre un intervento in favore dei dipendenti a tempo indeterminato della Regione Calabria. Con la Legge Regionale 34 del 2010, valida per gli anni 2011-2013, si era proposto un meccanismo di scivolo fino alla pensione che consisteva nell’accompagnare il dipendente regionale fino al raggiungimento dell’età pensionabile prevista dalla legge con un’indennità supplementare, pari a sette mensilità della retribuzione lorda risultante dalla media degli ultimi dodici mesi di servizio, per ciascuno degli anni necessari al raggiungimento dei limiti di età previsti dalla normativa. L’indennità veniva erogata in base alla richiesta diretta del lavoratore, comportando inoltre l’immediata risoluzione del rapporto di lavoro. L’approvazione della Riforma delle pensioni della Fornero ha fatto sì che i dipendenti pronti a utilizzare lo scivolo nel 2012, abbiano perso l’opportunità di tale finestra di uscita. Per consentire a tutti di godere del medesimo diritto e arginare fattori discriminativi generati dalla miopia dell’ultima Riforma, si chiede, sulla base della Legge Regionale 34, che venga fatta una nuova legge sullo scivolamento rimodulando semplicemente i criteri di accompagnamento, fino al raggiungimento dell’età pensionabile prevista dalla legge, così da permettere finalmente l’uscita dall’amministrazione di chi, di fatto, aveva toccato con mano la possibilità del pensionamento – e con loro garantire la stessa opportunità per il triennio 2015-2017 a chi ne avesse i requisiti. Sui posti lasciati liberi chiediamo che vengano attivati i concorsi. Il nostro intento è anche quello di favorire una riorganizzazione degli uffici con l’inserimento di personale giovane, motivato, in grado di far fare il salto di qualità all’Amministrazione senza un sostanziale aggravio per le casse regionali. * On.le Giovanni Nucera Consigliere regionale Capogruppo de La Sinistra.

 

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Roma: il relatore, sen. D’Ascola ha illustrato il testo proposto dalla Commissione circa il DDL Anticorruzione

(145) La prima parte del provvedimento, che riguarda i reati contro la pubblica amministrazione, inasprisce le pene principali e accessorie per i reati di corruzione, indebita induzione e peculato.

 

Sono previsti obblighi di riparazione e attenuanti in caso di collaborazione utile alle indagini. In un'ottica di prevenzione, è previsto lo scambio di informazione tra autorità anticorruzione, procure e tribunali amministrativi regionali. La seconda parte del provvedimento riguarda i delitti di falsa comunicazione sociale. E' prevista un'area di non punibilità per fatti di lieve entità riguardanti società non quotate. L'attuale disegno di legge si compone sostanzialmente di due parti. La prima parte riguarda i reati contro la Pubblica amministrazione e tutta una serie di disposizioni connesse al trattamento punitivo in materia di delitti dei pubblici ufficiali contro lo Pubblica amministrazione. La seconda parte è incentrata sui delitti di false comunicazioni sociali. Per quanto riguarda la prima categoria di delitti, si prevede un inasprimento sanzionatorio generalizzato, che riguarda cioè non soltanto le pene principali ma anche quelle accessorie. In particolare, si interviene sul delitto di corruzione per l'esercizio delle funzioni di corruzione per atto contrario ai doveri dell'ufficio, di corruzione in atti giudiziari, di indebita induzione e di peculato. Da questo punto di vista si è allargato l'inasprimento del trattamento sanzionatorio in virtù della necessità di armonizzare e riequilibrare detto trattamento all'interno delle figure che compongono i delitti dei pubblici ufficiali contro la Pubblica amministrazione in quanto l'inasprimento sanzionatorio, prevalentemente incentrato sull'articolo 319 del codice penale (corruzione per atto contrario ai doveri di un pubblico ufficiale) ha determinato la necessità di un più generale coordinamento sanzionatorio volto, per l'appunto, ad armonizzare l'inasprimento sanzionatorio tra le figure che compongono l'intera categoria. Tanto per dare facile esemplificazione al problema, una volta inasprito il trattamento sanzionatorio sul versante dell'articolo 319, è sembrato necessario prevedere una pena ancora più aspra per il più grave – per me lo meno per come ritenuto dalla Commissione – delitto di corruzione in atti giudiziari. Si è detto che l'inasprimento sanzionatorio non si giustifica in relazione all'obiettivo di una prevenzione generale ossia all'obiettivo che si individua nel presunto decremento di fatti concernenti i delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione in corrispondenza dell'incremento sanzionatorio. Sul punto deve essere chiaro che se pure non si trova una regola scientifica volta ad individuare una chiara relazione tra l'incremento sanzionatorio e la dissuasione nel commettere delitti di questo genere, è però indubbiamente vero che la giustificazione di questo trattamento sanzionatorio più aspro si individua sul versante, potremmo dire classico, della retribuzione. Infatti, più cresce nella società la disapprovazione per tali delitti, più si registra la natura plurioffensiva di tali fatti di reato. È notorio come i delitti contro la pubblica amministrazione abbiano degli effetti lesivi nei confronti, per esempio, dell'economia nazionale, dell'immagine internazionale dell'Italia, dalla quale ovviamente discendono anche conseguenze in campo economico. Più si registra tale natura offensiva, più si giustifica un incremento sanzionatorio con riferimento agli aspetti classici di un sistema penale che si regge sul principio retributivo, ossia al crescere del danno si giustifica un accrescimento dell'intervento sanzionatorio. Devo poi dire che non ci sono soltanto misure di natura repressiva, ma anche volte a incentivare il versante preventivo. Si inseriscono in questo filone legislativo gli obblighi di informazione funzionali a determinare un coordinamento tra l'Autorità internazionale anticorruzione, la procura della Repubblica e i tribunali amministrativi regionali, i quali ovviamente hanno il polso di situazioni disfunzionali che possono e debbono, per la convinzione della Commissione, essere riferite a quell'Autorità, che poi ha il compito di coordinare l'intervento preventivo in materia di anticorruzione. Con la giustificata finalità di conoscere una maggior quota di fatti concernenti i reati contro la pubblica amministrazione, si prevede l'attenuante della collaborazione nel contesto di una disposizione che utilmente grava l'accento sull'avverbio "efficacemente", volto a sottolineare che l'attenuante è riconosciuta soltanto a soggetti che abbiano reso una collaborazione che abbia dato un risultato utile per le indagini. Sul piano patrimoniale, l'articolo 322-ter prevede la sanzione patrimoniale con una pluralità di funzioni, delle quali in maniera più dettagliata si potrà riferire in occasione delle fasi del dibattito e della votazione in Aula. Si prevede, ad esempio, la riparazione del danno che corrisponde a una entità pari a quanto indebitamente ricevuto, ma da pagarsi a vantaggio dell'amministrazione di appartenenza; in tale disposizione si intravede non soltanto una sanzione per la infedeltà del pubblico ufficiale e per il danno cagionato all'amministrazione di appartenenza, ma soprattutto una sorta di funzione ulteriormente dissuasiva. Si sottolinea cioè il fatto che, qualsivoglia possa essere l'abilità adoperata nell'occultare il provento e il profitto di tali reati, comunque quel vantaggio ingiusto sarà sanzionato da un obbligo di riparazione che corrisponde esattamente alla somma indebitamente ricevuta. Gli incrementi sanzionatori nell'ambito del disegno di legge, per effetto di emendamenti da attribuirsi al Governo, non riguardano soltanto il versante che potremmo definire originario del disegno di legge n. 19, ossia i delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, ma si prevedono anche norme, come l'articolo 416-bis (associazione di stampo mafioso), rispetto alle quali si è inteso intervenire con sanzioni – e qui l'avverbio ha un significato – ulteriormente aggravatrici di un trattamento sanzionatorio già cospicuo. Qui, tuttavia, l'argomento giustificativo, nel senso ovviamente di spiegare il perché di questa decisione approvata dalla Commissione, sta nell'ulteriormente crescente gravità del fenomeno associativo per come per l'appunto controllato da recenti e – potremmo dire – incessanti fatti di cronaca. Vi è poi il versante delle false comunicazioni sociali. Sul punto c'è una chiara connessione tra i delitti contro la pubblica amministrazione e i delitti di false comunicazioni sociali, soprattutto allorquando essi si connettono alla possibilità di creare quel nero poi funzionale al pagamento delle tangenti. La disciplina si rende comunque necessaria, quanto alla sua modificazione, per tutta una serie di obiezioni che sono già state fatte proprie dalla Corte costituzionale con quella nota sentenza dell'anno 2004, con la quale è vero che è stata salvata la costituzionalità delle ipotesi di cui agli articoli 2621 e 2622 per come riformulate dalla riforma del 2002, ma è anche vero che con quella sentenza furono evidenziati tutti quegli aspetti che hanno fatto di queste due norme penali incriminatrici delle fattispecie che potremmo definire blindate, usando questo participio passato per evidenziare la rarefazione quanto al campo di applicazione di norme costruite funzionalmente ad un'applicazione rarissima, tanto ricche erano quelle disposizioni di componenti volte, per l'appunto, a rendere scarsamente applicative quelle due disposizioni. Insomma, quali sono state le scelte di fondo del disegno di legge per un verso, della Commissione, nella fase lunga della elaborazione di un testo evidentemente complesso e difficile, e soprattutto le scelte del Governo? C'è da dire infatti, che se è vera l'accusa di blindatura (potrei ripetere questo termine) rivolta alle due disposizioni nate con la riforma dell'anno 2002, è anche vero d'altra parte che sul piano degli interessi contrapposti, soprattutto in un momento di gravi difficoltà economiche e finanziarie per il Paese, si poneva la necessità di una tutela delle società e quindi della ripresa economica, volte, per l'appunto, a determinare una riduzione del rischio di interventi penalistici in settori che, salvi casi comprovati di falsificazioni, dovevano ritenersi protetti. Si trattava quindi di un gioco delicato di equilibri, nella necessità di rispettare sul punto il relatore, che è anche autore di un testo sul delitto di cui all'articolo 2621 e su quello complementare di cui all'articolo 2622, che ha insistito reiteratamente nel corso dei lavori in Commissione sul fatto che i delitti di falso hanno una struttura unitaria e il falso in bilancio non è altro che una ipotesi particolare di manifestazione dei reati di falso. Insomma, noi dovevamo concepire, pur rispettosi di queste esigenze, la ricostruzione di una speciale, particolare ipotesi di falso che fosse però, ciò nonostante, concepita in un contesto unitario, razionale e coordinato rispetto alla sua disciplina generale. La Commissione crede di poter presentare all'attenzione e all'autorità dell'Assemblea un testo che si fa carico di questi problemi e che ovviamente è costruito nelle forme dei reati cosiddetti propri, ossia dei reati che sono previsti nel senso di ipotizzare l'autorità tipica soggettiva in capo a determinati soggetti particolarmente qualificati. Questo è nella storia dei delitti di falso in bilancio, questo è quello che è avvenuto dinanzi alla Commissione ed è chiaro che, a prescindere dalla previsione di un autore proprio, tipico, la norma di cui all'articolo 110 del codice penale, che disciplina il concorso di più persone nel reato, rende applicabile queste norme a chiunque sia stato, ciò nonostante, concorrente nel fatto proprio e tipico del soggetto espressamente evocato dalla disposizione legislativa. Per dire qualcosa di molto sintetico sulla struttura della norma, riferendomi all'articolo 2621, ma le stesse cose si potrebbero dire con riferimento all'articolo 2622, si caratterizza per una componente di dolo specifico, caratteristica di reati che, a prescindere da una struttura di pericolo, sono comunque eventualmente funzionali ad offendere interessi patrimoniali.Tanto che c'è un dolo specifico: «al fine di conseguire per sé o per altri un giusto profitto». Esso si caratterizza col fatto che le informazioni e le comunicazioni sociali non possono essere qualsivoglia informazioni, ma soltanto quelle tipicamente previste dalla legge. Questo nel rispetto di quel principio di tassatività e di determinatezza che contrassegna il volto costituzionale dell'illecito penale. La norma è poi costruita nella doppia forma dell'azione o dell'omissione perfettamente equivalente: «espongono ovvero omettono». E cosa devono esporre ovvero omettere di esporre? Dice la legge: «fatti materiali rilevanti». Questa espressione del legislatore potrebbe sembrare enfatica e caratterizzata, sostanzialmente, da superfetazioni. Si potrebbe dire che il fatto è inevitabilmente materiale, e forse questa obiezione potrebbe meritare una contro obiezione.Ma si dice: «rilevanti», e il relatore si permette di dare una sua interpretazione funzionale, essendo il termine "rilevanti" volto a garantire il profilo di offensività. Sappiamo che l'offesa si costruisce in relazione al danno, come anche al pericolo. Quindi, un fatto materiale è rilevante allorquando non è un fatto inidoneo ad offendere l'interesse giuridicamente protetto, ancorché formalmente corrispondente al tipo. In ciò permettendosi il relatore di evocare una questione storica, tradizionale, che fa parte della esperienza di ogni penalista: il problema, trattato reiteratamente anche dalla Corte costituzionale, della necessaria offensività delle condotte di rilevanza penalistica, da determinarsi anche in presenza di una loro apparente corrispondenza al tipo. Quindi, il legislatore, attraverso questa formula vuole sottolineare che i fatti inoffensivi, le valutazioni, i fatti che non sono in grado neanche di innescare la categoria del pericolo, sono fatti che si pongono al di fuori dell'ambito della punibilità. La Commissione (ma anche il Governo, prima della Commissione) ha pensato ad una circostanza attenuante: il fatto di lieve entità punito con una pena che va da uno a tre anni di reclusione, al contrario della ipotesi tipica, punita con una pena che va da uno a cinque anni di reclusione. Questa scelta legislativa non è una scelta casuale. Essa gioca un ruolo specifico (potremmo definirlo insostituibile), perché lega il delitto di cui all'articolo 2621 al problema della tenuità del fatto e, quindi, a quella causa di non punibilità. Io qui uso un termine atecnico, generalizzante, sotto il quale, storicamente, si pongono tutta una serie di fenomeni caratterizzati dalla non punibilità, ma nettamente diversificati l'uno dall'altro.La causa di non punibilità è prevista, per come noi sappiamo (e anche questa sarà una questione che verrà trattata in Aula), ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica proprio ieri. La ammissibilità di tale causa di non punibilità è prevista, sostanzialmente, solo per i delitti puniti con una pena compresa fino ai cinque anni di reclusione.Pertanto, la previsione sanzionatoria e l'effetto diretto di quell'articolo 2621-ter – del quale il relatore non ha ancora detto, ma del quale parlerà immediatamente – prevede, in una maniera che potremmo dire "speciale" (e uso quest'aggettivo per sottolineare la connessione della causa di non punibilità della tenuità del fatto con la specifica materia delle false comunicazioni sociali), tutte le volte in cui questo fatto di false comunicazioni sociali sia caratterizzato dalle componenti storiche della tenuità del fatto, una valutazione che guardi però in maniera prevalente al danno che sia stato arrecato. Abbiamo quindi una disciplina complessa: l'articolo 2621, nella sua dimensione che potremmo dire generalista; la circostanza attenuante della lieve entità, per com'è prevista nell'articolo 2621-bis; la previsione ulteriore che sono di lieve entità tutti quei fatti che ricadano nell'ambito delle società di cui al comma 2 dell'articolo 1 del regio decreto n. 267 del 1942, la cosiddetta legge fallimentare, tutte le volte in cui quindi quelle società ricadano entro i limiti quantitativi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2 dell'articolo 1 del regio decreto in questione; e poi, questa speciale ipotesi di tenuità del fatto, tutte le volte in cui per l'appunto, trattandosi dell'articolo 2621 – quindi di società non ammesse ad un mercato regolamentato: questa è la discriminazione e la linea di separazione tra gli articoli 2621 e 2622 – questo fatto appaia particolarmente tenue, con quella speciale previsione di tenuità che impone al giudice una particolare e più attenta valutazione, con riferimento alle componenti del danno che già caratterizzano per l'appunto quella speciale tenuità di cui all'articolo 131-bis del nostro codice penale. Lo ribadisco: quest'ultima è una norma non ancora entrata in vigore, ma vigente nel nostro ordinamento giuridico, perché pubblicata nella Gazzetta Ufficiale di ieri.Con riferimento all'articolo 2622, perché, allorquando mi sono permesso di illustrare la struttura del fatto di reato di cui all'articolo 2621, ho detto che essa è sostanzialmente sovrapponibile a quella di cui all'articolo 2622. Pertanto, se illustrassi questa seconda struttura del fatto, altro non farei che ripetere quanto ho già avuto modo di dire con riferimento alla figura del 2621. Ho detto però, che l'elemento differenziale è quello storico: insomma, fintanto che si tratta di società non quotate, con titoli non diffusi e non ammesse ad un mercato regolamentato italiano o dell'Unione europea, ovvero alle situazioni ritenute equivalenti dal secondo comma dell'articolo 2622, si tratta di fatti che possono essere sussunti nello schema dell'articolo 2621. Quando invece questi fatti riguardano le ben più gravi vicende che si connettono alle società le quali operano all'interno di mercati regolamentati, ovvero che si trovano in quelle quattro situazioni ritenute equivalenti da quella che noi riteniamo sarà la futura legge penale, quindi dal capoverso dell'articolo 2622, allora non v'è dubbio che il fatto sia di maggiore gravità. Infatti, non soltanto la pena come indice maggiore del disvalore è superiore, perché qui arriviamo ad un massimo edittale di otto anni, ma le ipotesi previste dagli articoli 2621-bis e 2622-ter – sulle quali, convinto di averne lungamente riferito, non intendo attardarmi ulteriormente – non sono nemmeno applicabili per l'appunto al delitto di cui all'articolo 2622.L'articolo 2621 si caratterizza, come abbiamo visto, per un'area di non punibilità, che sta nel 2621‑ter, e per un'attenuante che rende il reato di molto limitata gravità e che riguarda i fatti di lieve entità, come ad esempio i fatti che avvengano nel contesto di società che non sono sottoponibili né al concordato preventivo, né al fallimento. Insomma, a noi è sembrato razionale che, se queste società non possono essere assoggettate a procedure concorsuali, ovviamente meritassero un trattamento di favore anche sul complementare e correlativo versante del trattamento penalistico, trattandosi quindi di un trattamento certamente differenziato rispetto a quello di natura fallimentare, ma che pur sempre deve tener conto delle valutazioni favorevoli che il legislatore, con la riforma del diritto fallimentare, ha ritenuto di dedicare a queste società. Ciononostante, questi trattamenti di favore non sono previsti e alcuni addirittura non potevano essere previsti. Non si può ritenere strutturalmente un fatto di lieve entità o un fatto non punibile per la tenuità dell'offesa un fatto che avvenga nel contesto di società che hanno dimensioni e, sostanzialmente, struttura e funzioni delle società che sono ammesse al mercato regolamentare. Con questa ultima e forse ripetitiva considerazione, credo di aver assolto ad un obbligo, sia pur sintetico, di informazione, ritenendomi ovviamente a disposizione dell'Aula per dare tutte le ulteriori e successive informazioni che eventualmente verranno ritenute necessarie.

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Calcio, Eccellenza: Bocale, a tu per tu con Gabriele Di Fiore

(124) Arrivato a Bocale nel mercato di riparazione, l’attaccante Gabriele Di Fiore sta dimostrando il proprio attaccamento ai colori biancorossi. Di Fiore ha già realizzato tre reti superando il colleghi reparto Bugatti e Cissè che poi hanno lasciato il Bocale.

 

D: Da qualche mese a Bocale, come si trova Gabriele? A Bocale mi trovo veramente bene. Sono stato accolto nei migliori dei modi, stare qui è come stare a casa, questa è una grande famiglia. Società, staff e i miei compagni di squadra non mi fanno mancare nulla. D: Gabriele come valuta fin qui il proprio campionato? Credo di star facendo bene. Dopo un inizio difficile per via del mio infortunio rimediato a Castelvetro, penso di star contribuendo alla salvezza del Bocale. Se proprio devo trovare una pecca al mio campionato, devo essere più cattivo sotto porta. D: Domenica potrebbe arrivare la tanta agognata salvezza, come avete lavorato in settimana? Col Brancaleone sarà la partita dell’anno. Non possiamo permetterci di sbagliare. Dopo l’ottimo pareggio a Scalea, siamo nelle condizione di poter raggiungere la salvezza diretta. Anche nelle scorse settimane abbiamo dimostrato sul campo che il Bocale non merita questa posizione. A prescindere dalla gara che andremo a disputare, ogni settimana ci alleniamo nel migliore nei modi per arrivare al meglio alla gara successiva. D: Il tuo pensiero su mister Lo Gatto. Grazie Lo Gatto. Non posso fare altro che ringraziare il mister per i tanti consigli che in settimana dispensa. Lo ritengo uno dei migliori tecnici in circolazione, non lascia nulla al caso e cura ogni minimo particolare. Spero di ringraziarlo sul campo segnando domenica il gol salvezza. * Responsabile Comunicazione Bocale Calcio.

 

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Reggio di Calabria: Le Muse, domenica 22 i giovani ragazzi dell’orchestra giovanile “Ragone” di Laureana di Borrello e Maurizio Managò si raccontano

(179) A “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria ritorna il tradizionale appuntamento settimanale, per un incontro volto a raccontare tutto ciò che è Calabria positiva, segno di una politica culturale valida e di rinnovamento.

 

Domenica 22 marzo alle ore 18, infatti, presso la Sala D’Arte di via San Giuseppe 19 si terrà la manifestazione “Il forte messaggio sociale dei Giovani di Laureana di Borrello”. L’occasione dichiara Giuseppe Livoti – presidente Muse è data dalla pubblicazione del libro “Orchestra Giovanile Ragone” di Laureana di Borrello che, dopo 7 anni dalla nascita, veicola un messaggio di una gioventù che riscatta la nostra terra da tutto ciò che quotidianamente di negativo veicolano i mass media. Una serata in cui verrà ricordato il percorso pedagogico – formativo della loro ascesa,  sviluppo di un contesto sociale di grande esempio. Verrà inoltre ricordato, vista la presenza importante alla conversazione dell’assessore provinciale alla cultura e legalità Eduardo Lamberti Castronuovo, il legame tra le bande musicali ed il maestro Muti nel 2006,  sin dalla prima conoscenza di questi giovani che su iniziativa del dott. Scerra furono affidati ai due musicisti Maurizio Managò e Gaetano Pisano. L’assessore Lamberti definì tale occasione "…un elemento che favorisce la cultura, il progresso e si rende merito alle nostre nobili tradizioni. Questa è la potenza della musica.” Muti dopo averli sentiti suonare al Teatro “F.Cilea” durante le prove dell’orchestra “Cherubini” li invitò a Ravenna per l’inaugurazione del Festival in un evento intitolato “Omaggio alle Bande d’Italia”. E successivamente il 31 luglio 2012 più di mille giovani musicisti calabresi, furono dallo stesso diretti nella Piazza D’Armi della Scuola Allievi Carabinieri “Fava-Garofalo”. Dunque un incontro alle Muse, in cui ci saranno testimonianze dirette, sensazioni di una crescita e di una popolarità che lo stesso direttore dell’Orchestra “Ragone”, Maurizio Managò racconterà al pubblico. “La Musica non solo forma, ma salva” ricorda Muti. Cultura e legalità saranno le linee guida della manifestazione volta non solo a fare memoria ma a riflettere sul ruolo che la Calabria dovrebbe avere nel tempo attuale.

 

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SEM aderisce alla manifestazione della Fiom del 28 marzo

(65) La gestione della crisi, elevata a metodo permanente di governo nei Paesi europei, ha prodotto un disastro sociale ed economico che non ha precedenti nella storia di questo dopoguerra.

 

In Italia i governi che si sono succeduti in questi anni hanno “brillato” – si fa per dire – per il loro totale asservimento alla regola del rigore imposta dai trattati europei e dalla nuova governance comunitaria. Tale asservimento è diventato viepiù pedante con il governo Renzi, che, in pochi mesi, nell’assenza di un’opposizione politica e sociale degna di questo nome, è riuscito ad assestare, per conto della Troika, colpi durissimi allo stato sociale, ai diritti dei lavoratori e dei precari, alla stessa democrazia. In questo quadro, sempre più drammatico, la costruzione di una “coalizione sociale” che si contrapponga alla deriva neoliberista ed autoritaria nel nostro Paese, proponendo al tempo stesso soluzioni alternative alla crisi in atto, costituisce un passo in avanti significativo. Sinistra EuroMediterranea, che con altri soggetti politici, movimenti, singoli cittadini, sta dando il suo contributo alla costruzione in Italia di una “Casa comune della sinistra e dei democratici”, auspica che l’iniziativa della Fiom possa concretamente incrociarsi con il tentativo in corso di dare nuova rappresentanza politica al mondo del lavoro e del precariato, ai giovani, ai ceti più colpiti dalla crisi e dalla sua infausta gestione. Con questo spirito aderiamo alla manifestazione del 28 marzo a Roma, sperando che sia solo l’inizio di una nuova stagione di protagonismo della sinistra politica e sociale in italia.

 

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Calabria: Enoteca regionale, Pacenza “Reagire alle dimissioni di Mungari Cotruzzolà e De Biase”

(64) «Credo che tutto il mondo politico e istituzionale crotonese debba reagire, in qualche modo, davanti alle dimissioni presentate Gregorio Mungari Cotruzzolà e Salvatore De Biase

 

dai rispettivi incarichi di presidente e consigliere del consiglio d'amministrazione dell'Enoteca regionale». Così l’ex consigliere regionale Salvatore Pacenza dopo aver appreso della lettera di dimissioni inviata dai due esponenti del cda della "Casa dei Vini di Calabria" al presidente giunta regionale Mario Oliverio, al presidente del consiglio regionale Antonio Scalzo e al direttore generale del dipartimento Agricoltura della Regione Calabria Carmelo Salvino. «Come sottolineato da Cotruzzolà e de Biase – spiega Pacenza – c’è innanzitutto un’ingerenza del Dipartimento al ramo che, attraverso una missiva inviata al consiglio d’amministrazione, ha invitato “a "sospendere tutti gli adempimenti inerenti l'allestimento e l'inaugurazione delle sedi di Cirò e Lamezia, della Casa dei vini di Calabria, in particolare spese per arredi e materiali, al fine di consentire alla nuova Amministrazione di prendere cognizione e decisioni in merito alle attività svolte e alla disposizione di quelle future". A tal proposito va ricordato che la "Casa dei vini di Calabria" è un'associazione di diritto privato e, come tale, risponde ai suoi 46 soci. Così come segnalato dai due componenti del cda, al Dipartimento, viene affidata la sola "cura delle attività propedeutiche per la costituzione dell'Enoteca regionale, redigendo lo schema di atto costitutivo, di statuto, del regolamento di attuazione e del logo caratteristico". Ma al di là dell’aspetto tecnico-burocratico che sta interessando questa vicenda, c’è poi anche un movente politico dietro il blocco delle attività dell’Enoteca regionale. Non dimentichiamo che l’attuale presidente Oliverio, proprio mentre si stava procedendo in Regione a consumare tutti i passaggi per istituzionalizzare la "Casa dei vini di Calabria", si affrettò ad avviare un’iniziativa del tutto similare a Cosenza. Non è che il presidente Oliverio, oggi che ricopre la massima carica istituzionale Calabrese, intenderà delegittimare altri territori per “incoronare” la sua beneamata Cosenza? Sarebbe gravissimo, oltre che per lo sperpero di risorse, anche per segnale stantio che tale atteggiamento politico connoterebbe. Invito per tanto chi di competenza a valutare quanto dichiarato nelle loro lunga e dettagliata missiva da Cotruzzolà e De Biase per scongiurare che, il lavoro di anni, vada perso per inutili campanilismi e logiche di appartenenza politica».  

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