Ginnastica ritmica: le reggine Spanti e Scopelliti qualificate agli interregionali

(109) La palestra Coni di Catanzaro ha ospitato i campionati regionali di specialità di ginnastica ritmica, prova valevole per la qualificazione agli interregionali di Lanciano, in programma in terra teatina il 27 e 28 marzo.

 

La Ritmica Restart, società reggina presieduta dalla direttrice tecnica, prof.ssa Marilena D’Arrigo, ha qualificato ancora una volta due atlete all’importante kermesse di zona centro/ovest, centro/est e sud: Evelina Scopelliti (categoria junior), terza nel cerchio (per lei anche un quarto posto alla palla) e Francesca Spanti (categoria senior), classificatasi al primo posto sia alla palla che alle clavette. Quest’ultima, atleta di punta del sodalizio reggino, è ritornata alla base dopo un prestito di alcuni mesi alla società “Anfra” di Napoli, dove si è cimentata per la prima volta in carriera e con buoni risultati (V posto a squadre ad Avellino con tanto di qualificazione agli interregionali di Catania) in un campionato di serie B. il prestito in Campania si era reso necessario per consentire alla giovane atleta reggina di continuare a svolgere attività agonistica ad alti livelli, visto l’impasse relativo all’impiantistica sportiva cittadina che non consente alle società di programmare né di avere certezze sulle modalità di utilizzo delle palestre comunali. Anche le “baby” ginnaste Restart, costantemente seguite nei loro allenamenti dalle istruttrici Sara Pensabene e Ylenia Albanese, continuano a regalare soddisfazioni. Sempre a Catanzaro, nella gara individuale del torneo allieve (I° fascia), Alice Malara e Chiara De Girolamo si sono piazzate ex aequo al secondo posto nella classifica assoluta data dalla somma delle due prove. Buoni piazzamenti anche per  Vanessa Votano (5°), Noemi Megale (6°), Francesca Capria (7°), Joana D’Almazio (9°), Valeria Meduri (11°) e Sara Meduri (12°). A squadre, invece, hanno ottenuto un altrettanto lusinghiero secondo gradino del podio. La stagione agonistica sta entrando nel vivo e le atlete Restart saranno impegnate in tante altre gare nelle prossime settimane. (Nella foto, da sinistra: Pensabene, Spanti, D'Arrigo, Scopelliti e Albanese). * Ufficio Stampa Restart.

 

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Locri (RC): il Segretario Uil Temp Stefano Princi “Il Sindaco Calabrese mente sapendo di mentire. Proceda subito al reintegro dei precari ed avvii i contratti così come chiesto dalla Regione”

(52) ''Il Comune di Locri continua ad essere l'isola infelice per i precari calabresi. Da parte del Sindaco Giovanni Calabrese un atteggiamento incomprensibilmente ostile nei confronti di 15 lavoratori

 

che da anni portano avanti la macchina amministrativa comunale e da qualche mese a questa parte sono stati scaricati come merce avariata''. E' quanto dichiara in una nota il Segretario Provinciale della Uil Temp Stefano Princi, intervenendo nella vertenza sui precari del Comune di Locri. ''In questa vicenda c'è da fare un po' di chiarezza – dichiara Princi – anzitutto è bene sottolineare che non è assolutamente vero che il Ministero ha rigettato la richiesta del Comune di Locri per la contrattualizzazione dei precari. Locri è uno dei pochissimi comuni calabresi che non ha mai avanzato richiesta – spiega – e il fatto che, come spesso ricordano il Sindaco Calabrese e il suo vice Sainato, il Comune si trova in condizione di predissesto, non è assolutamente una motivazione ostativa alla contrattualizzazione. Prova ne sia – prosegue Princi – il fatto che, cosi come tanti altri municipi, anche il Comune di Siderno, ente in dissesto, ha avuto la possibilità di accedere ai fondi ministeriali per la contrattualizzazione. D'altronde – spiega ancora il Segretario della Uil Temp –  il Decreto interministeriale dell'8 ottobre 2014 è molto chiaro: per quanto riguarda “gli enti dissestati e strutturalmente deficitari”, il decreto prevede espressamente che “possono presentare domanda di ammissione al contributo” e “sottoscrivere il contratto di lavoro a tempo determinato con i lavoratori interessati”, inserendo “una clausola sospensiva che differisca la decorrenza dell'assunzione al controllo della Commissione ed una clausola risolutiva per cui il contratto si risolve nel caso di mancata autorizzazione”. Dunque come si può facilmente comprendere – spiega Princi -il Decreto prevede solo un po' di cautela. Ma la procedura è dichiaratamente possibile anche per gli enti in dissesto. Dunque ci chiediamo perché il Sindaco Calabrese ha deciso deliberatamente di non partecipare al bando interministeriale?''. ''Seconda questione – prosegue Princi – il vicesindaco Sainato sostiene inoltre che i 38 milioni della Regione servivano per finanziare i mesi di gennaio e febbraio per i precari dei Comuni che non avevano partecipato al bando interministeriale. Falso anche questo. Perché quei fondi – prosegue Princi – servono per la contrattualizzazione dei precari per tutto il 2015. Una grande opportunità offerta dalla nuova gestione Oliverio, che va assolutamente utilizzata. Anche se i fondi regionali non sono ancora stati equiparati al fondo interministeriale, chiediamo al Comune di Locri di dare immediato seguito al bando regionale, stipulando al più presto i contratti con le clausole sospensive, così come previsto dal bando interministeriale''. ''Terzo passaggio – prosegue Princi – ancora più grave. Il Sindaco afferma che due precari su tre non svolgono attività di pubblica utilità o socialmente utile nel Comune di Locri. Bene stando alle dichiarazioni di Calabrese ci saremmo aspettati che in tutti questi anni di onorato servizio per il Comune, siano stati prodotti decine di provvedimenti disciplinari nei confronti di questi lavoratori. Nulla di tutto questo è avvenuto – precisa Princi – nessun provvedimento da parte del Comune. Dunque perché solo oggi il Sindaco denuncia la scarsa produttività di questi lavoratori"? ''Altra questione – continua il sindacalista – il Sindaco Calabrese ha sospeso i lavoratori sostenendo che le convenzioni erano scadute il 28 febbraio. Vero, certamente, ma solo per gli Lsu, sei su quindici, che gravano sul fondo per l'occupazione, ma non per gli Lpu, i restanti nove, che gravano sul fondo regionale. A questo proposito è bene citare la comunicazione da parte della Regione Calabria, in cui si evidenzia espressamente che “è intenzione della Regione assicurare la contrattualizzazione per l’intero anno 2015, di tutti i lavoratori del bacino socialmente utili e di pubblica utilità entro non oltre il 31 dicembre dell’anno in corso''. La Regione si impegna dunque a ''garantire la copertura finanziaria per la contrattualizzazione a 26 ore settimanali, per l’intero anno per tutti quei lavoratori LSU/LPU (circa 800 unità) per i quali i Comuni non hanno prodotto richiesta di agevolazioni o l’hanno richiesta parzialmente o è stata valutata dal Ministero fuori termine. La copertura finanziaria – si legge nella comunicazione – viene assicurata, per l’anno 2015, con l’esercizio finanziario provvisorio e con le disponibilità previste nel bilancio 2015 pari a circa 38 mln''. ''A questo proposito – aggiunge Stefano Princi – chiediamo il reintegro immediato dei lavoratori sospesi in maniera illegittima dal Sindaco di Locri. E' bene ricordare infine la nuova comunicazione da parte della Regione Calabria che lo scorso 5 marzo ha ribadito direttamente al Sindaco Calabrese e all'amministrazione comunale di Locri che la l'Assessorato regionale al Lavoro ''garantirà, per l'anno 2015, il pagamento dei sussidi, ore integrative ed assegni familiari per i lavoratori Lpu e le ore integrative per i lavoratori Lsu''. Dunque ci chiediamo conclude il Segretario Uil Temp – per quale motivo il Sindaco continua a tenere in ostaggio questi lavoratori, tra l'altro agitando lo spettro della rimodulazione dei progetti, determinando in questo modo un incomprensibile cambio di rotta, a livello organizzativo, nelle mansioni di utilizzo dei lavoratori. Siamo di fronte ad un atto di imperio da parte del Sindaco, di una inspiegabile minaccia o di una incredibile ritorsione''? Il Segretario Provinciale della Uil Temp di Reggio Calabria Stefano Princi.

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Reggio di Calabria: Vacalebre (Allenanza Calabrese) “Scappati i buoi si chiude la stalla”

(54) Una storia tutta italiana, tutta calabrese, tutta reggina. Una delle tante storie che mettono con le spalle al muro chi ci governa e chi ci amministra. Una delle tante storie che illustrano lo stato di abbandono e di degrado in cui vengono abbandonati i nostri territori.

Tra il disinteresse, l’obnubilazione e l’ipnosi collettiva si susseguono eventi che, anche se valutati a mente fredda e senza condizionamenti, non riescono a farci trovare un perché. C’era una volta a Reggio Calabria una megastruttura in uso alla Polizia di Stato. Composta da centinaia di ambienti. Vani adibiti ad uffici, decine di camerate, archivi, laboratori tecnici, sale mediche, decine di servizi igienici. Cucine e sala mensa. Lunghissimi corridoi. Garages. Officina. Migliaia e migliaia di metri quadrati arredati che ospitavano le forze della Polizia di Stato. Oggi sembra un edificio di una qualsiasi città di un qualsiasi stato in guerra del medio-oriente.Immagini di devastazione, di predazione nei confronti di una comunità inerme,che toccano l’intimo. Una parte di stato lasciato in balia delle razzie e dei vandali senza che nessuno intervenisse. Infissi divelti scomparsi, circondati da carcasse di computers e di apparecchiature elettroniche costosissime, mobili, faldoni bruciati ed integri, materassi. Tutto quello che hanno lasciato è stato distrutto. Milioni e milioni di euro di danni. Oggi una volta svuotato l’edificio qualcuno ha messo dei lucchetti fiammanti. Ma i buoi erano già scappati. Anzi rubati. Per levare questa ulteriore ingiuria alla Città, si potrebbe assegnare il sito ad un’associazione per creare un centro di aggregazione sociale, aperto alle famiglie bisognose di servizi, farlo rivivere ancora. Le immagini che accompagnano questa denuncia crediamo che illustrino quello che attualmente vige in Italia, al Sud, in Calabria e nella nostra Città. In un periodo in cui il Governo centrale parla di risparmi e tagli davanti a tutto questo scempio, mi sa che non c’è stato il giusto coordinamento. E sicuramente, una parte di responsabilità ce l’ha anche il Ministero dell’Interno. Chissà che ne pensa il ministro Alfano. Tutto il reportage sarà consegnato alla Procura che dovrà trovare i responsabili di tutto ciò che è accaduto a Reggio Calabria. Il Presidente, Enzo Vacalebre.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Reggio di Calabria: SoGAS, sul ritiro delle dimissioni, alla Provincia di Reggio Calabria si unisce l’impegno di Comune e Regione Calabria

(53) La Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto precisa che in materia di dimissioni o cessazione degli amministratori, così come previsto dall’art.2385 del Codice Civile, l’amministratore che rinunzia all’ufficio

 

deve darne comunicazione scritta al Consiglio di Amministrazione e al Presidente del Collegio Sindacale. Questi gli unici obblighi esistenti, peraltro regolarmente rispettati lo scorso 26 febbraio. La circostanza poi che le dimissioni siano state comunicate anche al Socio di Maggioranza è dipesa unicamente dall’esistenza del rapporto fiduciario tra gli amministratori dimissionari e lo stesso ente Provincia di Reggio Calabria da cui discende il loro rispettivo mandato. Trattasi di dimissioni presentate, si ricorderà, per superare l’impasse manifestata da parte dei soci fino ad allora resisi inadempienti, tutti tranne la Provincia di Reggio Calabria, il cui apporto sebbene minoritario risulta, oggi come ieri, comunque determinante per il futuro dell’Aeroporto dello Stretto e, quindi, della stessa SO.G.A.S. S.p.A. Dimissioni poi ritirate per senso di responsabilità ancorché le recenti negative dichiarazioni apparse sulla stampa e sugli organi di informazione, che attaccano in maniera pesante la Sogas S.p.A., ingiungono gli stessi amministratori a rimanere al proprio posto al fine di difendere gli interessi ed il buon nome della società. Ritiro delle dimissioni che è formalmente avvenuto prima dell’Assemblea stessa, motivo per il quale non ha avuto seguito la relativa discussione nel merito. Lavori assembleari piuttosto che, almeno secondo quanto si evince dalla stessa registrazione audio della seduta, hanno fatto chiaramente emergere una particolare sinergia inter istituzionale favorevole al Gestore, ovviamente fatte le dovute eccezioni pure esistenti e che interessano alcuni singoli soci. Una ritrovata convergenza, resa possibile per il positivo tramite del Presidente della Provincia dott. Giuseppe Raffa nelle sue qualità di Socio di Maggioranza, che vede oggi impegnati anche la Regione Calabria ed il Comune di Reggio Calabria per garantire quanto necessario per riuscire a traguardare l’agognato rilascio della concessione totale o trentennale da parte di Enac, il cui iter istruttorio avviato nell’anno 2012 è tutt’ora sospeso in funzione del rientro dalle criticità (nuova aerostazione, ripiano perdite, equilibrio  economico – finanziario) che la Società di Gestione, nei termini stabiliti dall’Ente Regolatore, dovrà a brevissimo dimostrare di aver superato nei fatti. Nel frattempo, nei prossimi giorni, si procederà all’ulteriore recupero predisponendo altri pagamenti in favore del personale dipendente riferiti alle mensilità stipendiali arretrate. * Responsabile Relazioni Esterne Comunicazione & Marketing SoGAS.

 

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Reggio di Calabria: riunione programmatica del Coordinamento Provinciale Forza Italia Giovani Reggio Calabria “Insieme si cambia!”

(52) Lunedì 9 Marzo 2015 ha avuto luogo la riunione del Coordinamento Provinciale Forza Italia giovani di Reggio Calabria, presieduta da Francesco Bruzzaniti (Coordinatore Provinciale Forza Italia giovani),

 

con la presenza di Raffaele Arcadi (Coordinatore Città Metropolitana Forza Italia Giovani Reggio Calabria), Giuseppe Latella (Vice Coordinatore Città Metropolitana Forza Italia Giovani Reggio Calabria), tutti i responsabili dei vari dipartimenti (Vincenzo Primerano, Antonio Germanò, Alessandro Nociti, Giuseppe Andrea Maiolo, Giuliana Federico, Massimo Neri, Antonio Chizzoniti) e tantissimi giovani provenienti da Reggio Calabria e provincia. Un incontro positivo, in cui il gruppo di giovani ha analizzato con serietà e competenza la situazione territoriale e i problemi nella provincia di Reggio Calabria, con maggiore attenzione alle prossime consultazioni elettorali in 25 comuni della provincia ed in particolar modo nei grossi centri urbani come Gioia Tauro, Siderno, Bovalino, Melito P. S., Polistena, Villa San Giovanni, Cinquefrondi, Scilla, Montebello Jonico, Ardore.  Si è discusso su come vada ridefinita l’azione di fronte ad un’integrazione delle realtà giovanili nella nostra provincia, cercando di coinvolgere i ragazzi nel riscoprire i valori etici e morali della politica, visto il periodo di crisi sociale che si fa sentire sempre più forte, soprattutto nelle aree più problematiche, su quale possa essere il contributo per costruire una nuova sintonia tra la politica e i giovani. La riunione è stata anche l’occasione per ribadire e condividere il lavoro di apertura ed allargamento del progetto politico alle realtà studentesche vicine al movimento giovanile di Forza Italia nelle varie università, sulle necessità di creare progetti ed un programma di lavoro seguito da varie iniziative su tutto il territorio provinciale. Attorno a Forza Italia, dunque, bisogna erigere e far maturare un movimento di persone, donne, giovani e volontari, che giochi un ruolo decisivo nella soluzione dei problemi sociali ed economici e che rilanci l’ambizione di un movimento valido e produttivo, un movimento per il territorio. Coordinamento Provinciale Forza Italia Giovani Reggio Calabria.

 

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Il Programma Operativo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007/2013 (POR FESR 2007/2013): stato di attuazione e prospettive. Relazione del Presidente della Giunta Regionale della Calabria Mario Oliverio al Consiglio Regionale della Calabria

(123) Signor Presidente, Signori Consiglieri,

 

 

ho proposto che questa seduta del Consiglio fosse specificatamente dedicata a una tematica di fondamentale importanza per la Calabria, che riguarda l’attuazione e le prospettive della Programmazione.

 

 

Ogni Programma, per l’ampiezza delle politiche, la rilevanza strategica, il quadro delle implicazioni e le problematiche gestionali e attuative, merita una trattazione ampia e più partecipata possibile.

 

Per queste ragioni, dedicherò questa esposizione, in particolare, al principale strumento che, com’è noto, è costituito dal Programma Operativo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (POR FESR 2007/2013). Naturalmente, proporrò di dedicare, sempre in tema di fondi europei, le prossime sedute del Consiglio all’analisi degli altri Programmi, relativi al Fondo Sociale Europeo (FSE) – a cui peraltro farò rapidi cenni anche oggi -, al Fondo Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale (FEASR) e al Fondo Europeo della Pesca (FEP).

 

Il tema che ci accingiamo a discutere è fondamentale per la nostra economia e la nostra società. Per questo, avverto il dovere di fornire al massimo organo di rappresentanza democratica della Regione una fotografia dettagliata e oggettiva dello stato della situazione. Naturalmente, esporrò le mie valutazioni e argomentazioni in merito, anche in riferimento alla situazione economico-sociale della regione.

 

Nel contempo, illustrerò quelle che sono le decisioni già adottate e le azioni operative che il Governo regionale intende mettere in atto per gestire efficacemente e con efficienza la fase di chiusura del POR. Fase che, com’è noto, si concluderà alla fine di quest’anno, nel quale occorrerà, innanzitutto, tentare di minimizzare il rischio di disimpegno delle risorse, che pure sussiste, in ragione dei gravi problemi gestionali, operativi e di spesa che abbiamo ereditato dall’Amministrazione che ci ha preceduti nel governo della Calabria.

 

Proprio perché avverto l’esigenza di porre all’attenzione e alla discussione del Consiglio informazioni precise della situazione che abbiamo trovato e delle azioni che abbiamo – da subito – messo in atto, in questa relazione tratteggerò il quadro generale, con riferimento ai principali indicatori, e mi soffermerò sulle problematiche principali, rimandando all’appendice tecnica allegata, predisposta dagli uffici regionali, l’analisi e l’approfondimento di tutti gli elementi specifici e di dettaglio.

 

Lo stato di attuazione della Programmazione 2007/2013 e le prime misure adottate

 

In Europa, la Calabria è tra le regioni più in ritardo di sviluppo. I Fondi Europei dovrebbero servire per aiutare i territori come il nostro a recuperare terreno e favorire la crescita e l’occupazione.

 

Come a tutti noto, anche in considerazione dei pesanti vincoli regolamentari, dalle ristrettezze del bilancio ordinario e dello stato dell’economia regionale, gli strumenti comunitari – il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), il Fondo Sociale Europeo (FSE), il Fondo Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale (FEASR), il Fondo Europeo per la Pesca (FEP) – così come il Fondo Nazionale di Sviluppo e Coesione, costituiscono, di fatto, gli unici strumenti per gli investimenti sullo sviluppo, la crescita e l’occupazione.

 

Per questa ragione, l’efficienza gestionale, operativa e di spesa dei Fondi è cruciale, costituendo la precondizione per il loro efficace utilizzo.

 

Al 31 ottobre scorso, che è la data a cui fanno riferimento tutti i dati ufficiali anteriormente al mio insediamento, la Calabria era tra le ultime nella spesa dei Fondi della Programmazione 2007/2013.

 

I dati, presentati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 4 novembre 2014, fotografavano una situazione così sintetizzabile: la Calabria era, dopo la Campania, l’ultima Regione d’Italia per la spesa sul FESR certificata al 31 ottobre.

 

Il POR FESR era giunto ad appena 872,7 milioni di euro di spesa, corrispondente al 43,7 % del totale (1,998 milioni di euro). Totale che, peraltro, a seguito del Piano di Azione e Coesione (PAC) del 2011, era stato ridotto di circa un miliardo rispetto alla dotazione iniziale. Senza questa riprogrammazione, la capacità effettiva di spesa certificata a ottobre scorso sarebbe stata ancora peggiore in percentuale, riducendosi al 29,1%.

 

Per inciso, anche il Fondo Sociale Europeo (FSE) presentava – sempre al 31 ottobre – una situazione critica, collocandosi, la Calabria, all’ultimo posto in Italia, con 505,3 milioni di euro spesi, pari al 63,1%.

 

Quindi, a ottobre scorso, cioè a poco più di un anno dalla chiusura dei Programmi, la Regione Calabria:

 

1. aveva speso meno della metà delle risorse del POR FESR;

 

2. aveva speso meno dei due terzi delle risorse del POR FSE.

 

In particolare, per il POR FESR, dovendo rendicontare tutta la spesa programmata (1,998 milioni di euro) entro dicembre 2015 per evitare la perdita definitiva delle risorse, lo scenario che si presentava ad ottobre 2014 era questo: nei successivi 14 mesi, il POR FESR avrebbe dovuto spendere 1 miliardo e 126 milioni di euro, cioè molto di più del totale dei sei anni precedenti.

 

In altre parole, per spendere tutte le risorse rimanenti, a partire da ottobre 2014 e per i successivi 14 mesi, la spesa avrebbe dovuto viaggiare ad una velocità dieci volte superiore a quella realizzata fino a quella data.

 

Dal canto suo, per inciso, il POR FSE avrebbe dovuto spendere, negli stessi 14 mesi, quasi 300 milioni di euro, cioè viaggiare ad una velocità quattro volte superiore a quella media dei sei anni precedenti.

 

È ovvio che il raggiungimento di questi obiettivi implicava, quindi, non solo un’eccezionale capacità di accelerazione e rendicontazione della spesa da parte della Regione, ma anche una corrispondente e straordinaria capacità di risposta del sistema calabrese (imprese, sistemi produttivi, enti locali).

 

Questa la situazione che ho trovato all’atto del mio insediamento, il 10 dicembre 2014.

 

Questa è la situazione che il governo regionale di questi anni ci ha lasciato in eredità.

 

Con questi numeri, al momento del mio insediamento, salvare le risorse dal disimpegno appariva una missione quasi impossibile.

 

A questa prospettiva generale, si legava una situazione di estrema emergenza, che occorreva affrontare subito ed era direttamente legata al basso livello della spesa a ridosso della prima scadenza comunitaria, quella del 31 dicembre 2014, rispetto alla quale incombeva il grave rischio di perdita di risorse: entro tale termine, difatti, la Regione avrebbe dovuto rendicontare 305,6 milioni di euro sul FESR e 96 milioni di euro sul FSE.

 

Una situazione drammatica, molto difficile, al limite del collasso.

 

Si imponeva, dunque, un intervento di emergenza, per scongiurare il rischio di perdere le risorse da rendicontare entro il 31 dicembre. Intervento che bisognava scandire con una tabella di marcia forzata, dall’esito incerto, per tentare di salvare il salvabile ricorrendo a tutti gli strumenti di accelerazione e rendicontazione della spesa consentiti dai Regolamenti comunitari.

 

Per questa ragione, siamo intervenuti mettendo in atto un’azione straordinaria di accelerazione e rendicontazione e siamo riusciti a raggiungere il target di spesa, rendicontando in poche settimane un volume straordinario di risorse: alla fine abbiamo portato la spesa del POR, per l’annualità 2014, a 463,1 milioni di euro.

 

Si tratta del massimo valore in tutto il periodo di spesa, che parte dal 2009, addirittura superiore alla somma delle spese complessivamente certificate nel 2011, 2012 e 2013.

 

Grazie a questo piano straordinario di rendicontazione, la spesa complessiva del Programma da 868,8 milioni di euro (che era l’ultimo dato di spesa disponibile, aggiornato al 31 ottobre) è salita a 1.192,5 milioni di euro al 31 dicembre.

 

Quest’attività, fra personale dell’Amministrazione regionale (Autorità di Gestione, responsabili di linea, unità di monitoraggio e controllo), strutture di assistenza tecnica, revisori contabili e task torce ministeriali, ha visto in campo circa 220 unità che hanno intensamente operato fino al dicembre 2014 per raggiungere tale obiettivo.

 

Non è finita. Oltre all’emergenza sulla spesa, abbiamo dovuto fronteggiare un’altra situazione paradossale. E’, infatti, dal 2011 che la Commissione Europea ha interrotto i pagamenti sul FESR, avendo rilevato, a più riprese, una perdurante e seria insufficienza del sistema dei controlli.

 

Il tema della sospensione dei pagamenti rappresenta una criticità estremamente rilevante, che ha gravi effetti non solo sull’attuazione del Programma ma anche sulla stessa gestione del bilancio regionale, con conseguenze sia sul raggiungimento dei target di spesa sia sulla disponibilità finanziaria in termini di cassa.

 

Di fatto, l’interruzione del flusso dei pagamenti da parte della Commissione Europea impatta direttamente sul bilancio della Regione, che è costretta, per compensare il mancato incasso dei rimborsi comunitari, a fare leva sulle sole risorse ordinarie per realizzare gli investimenti programmati.

 

Una situazione che, evidentemente, se protratta per lungo tempo, come sta avvenendo in Calabria, può indurre gravi criticità nella gestione del bilancio e costringere l’Amministrazione, di fatto, a ricorrere massicciamente ai cosiddetti “progetti retrospettivi” per rispettare gli obiettivi di spesa dei POR.

 

La vicenda, la cui cronistoria è riportata nell’allegato tecnico alla presente relazione, presenta aspetti di particolare gravità.

 

La Commissione Europea, sin da febbraio 2011, aveva notificato alla Regione l’interruzione dei rimborsi delle domande di pagamento e richiesto l’adozione di misure correttive ai sensi del Regolamento (CE) 1083/2006. Nonostante le controdeduzioni formulate, a più riprese, dall’Autorità di Gestione, unitamente all’informativa sull’adozione di misure correttive e strutturali per rispondere alle carenze evidenziate – evidentemente giudicate insufficienti o inadeguate in sede comunitaria – la Commissione ha comunque disposto, a gennaio 2012, la sospensione dei pagamenti intermedi del POR Calabria FESR 2007-13 e ha prescritto l’adozione di appropriate misure migliorative del funzionamento del sistema di gestione e controllo. Sospensione che è ancora in essere, dopo che sono trascorsi ormai più di tre anni.

 

Anche su questo fronte abbiamo dovuto mettere in campo un intervento risolutore.

 

Abbiamo, per questo, risposto alle ultime osservazioni della Commissione sul sistema dei controlli, che sollevavano dubbi rispetto alle scelte organizzative operate dalla precedente Giunta Regionale sull’attribuzione di funzioni dell’Autorità di Gestione.

 

La missione di Audit, che la Commissione ha svolto nel mese di gennaio, ha avuto esito positivo.

 

Per queste ragioni, ci attendiamo, nei prossimi giorni, la conferma ufficiale dello sblocco dei pagamenti da parte della Commissione Europea.

 

Le principali criticità

 

Come dettagliato nel documento tecnico allegato a questa relazione, il Programma Operativo sconta un ritardo generalizzato su quasi tutti gli Assi prioritari.

 

Le performance finanziarie più rilevanti, che si registrano nei settori ambiente e trasporti, sono state ottenute prevalentemente grazie al ricorso ai progetti retrospettivi. Oppure, come nel caso del settore dei sistemi produttivi, grazie ai fondi di ingegneria finanziaria, che consentono di certificare spesa al momento della loro attivazione, fermo restando che la rendicontabilità finale dipenderà dall’utilizzo delle suddette risorse da parte del sistema produttivo.

 

Le criticità sull’attuazione del Programma sono di diversa natura, in alcuni casi di carattere generale, in altri connesse alle singole misure.

 

Un aspetto critico tra i più evidenti riguarda l’eccessiva numerosità e l’estrema frammentazione degli interventi, con una prevalenza degli interventi di importo inferiore a 5 milioni di euro (pari al 58% del totale), seguiti dagli interventi di importo superiore a 5 milioni (32%) e dagli strumenti di ingegneria finanziaria (10%).

 

Anche sulla governance del POR, emergono problematiche e criticità rilevanti. La maggior parte delle operazioni sono a “regia regionale” ovvero attuati da beneficiari diversi dall’amministrazione regionale. A parte lo scollamento tra le misure a titolarità e quelle a regia regionale, la cui calibratura va attentamente rivista, nel caso degli interventi a regia, oltre ai tempi di avvio delle procedure e selezione dei beneficiari, in questi casi, sia aggiungono i tempi per progettazione, l’acquisizione dei pareri di legge, l’indizione e l’aggiudicazione delle gare.

 

Nell’ambito dell’Asse I – Ricerca Scientifica e Società dell’Informazione, la scarsa capacità di coordinamento tra gli attori e la debolezza della governance hanno inciso significativamente sulla performance degli interventi per il sostegno alla ricerca e all’innovazione, un tema cruciale per la competitività dei sistemi produttivi e per l’innovazione sociale. 

 

Considero le politiche per la ricerca e l’innovazione degli ultimi anni come un evidente fallimento e un’occasione persa, che ha comportato, tra l’altro, il mancato rafforzamento del sistema regionale dell’innovazione. Se disponessimo di una infrastruttura sistemica per la messa in rete e il rafforzamento dei diversi attori del sistema (università, centri di ricerca e trasferimento tecnologico, ecc.), potremmo oggi affrontare in modo molto diverso il nuovo Programma Operativo 2014/2020, con migliori prospettive di implementazione della strategia di specializzazione intelligente che dovrà non solo accompagnare e indirizzare le misure per l’innovazione ma anche costituire il cuore strategico della nuova programmazione, in coerenza con gli indirizzi comunitari e nazionali.

 

Tuttavia, va detto che, tra le poche iniziative di rilievo avviate nel Programma, sempre nell’Asse I sono compresi anche gli interventi per la creazione dell’infrastruttura della banda ultra larga, che coprirà, entro il 2016, l’intero territorio regionale e costituirà un elemento di grande potenzialità per la nostra regione.

 

L’Asse II Energia, nonostante registri una delle migliori performance del Programma, si compone di un numero molto elevato di interventi: tale frammentazione è uno degli aspetti più complessi della fase gestionale e attuativa. Ciò nonostante, è probabile che questo al settore vengano assegnate ulteriori risorse nell’ambito della rimodulazione del Programma che dovremo effettuare entro l’estate.

 

Le misure per il sistema ambientale comprese nell’Asse III fanno registrare una buona performance finanziaria, garantita, tuttavia, soprattutto dai progetti promossi nell’ambito degli APQ. Le misure più rilevanti (difesa del suolo, sistema idrico, il sistema dei rifiuti e le bonifiche) scontano la debolezza delle strategie di settore, l’assenza di coordinamento delle diverse componenti delle filiere, l’incertezza del quadro normativo regionale regolamentare e pianificatorio. Si pensi, ad esempio, ai rifiuti, dove la componente infrastrutturale non è mai partita e solo con i provvedimenti che la nuova Giunta Regionale ha definito, è stato dato impulso agli interventi di rinnovo e manutenzione degli impianti esistenti.

 

L’Asse IV – Qualità della vita ed inclusione sociale, promuove soprattutto interventi per l’adeguamento infrastrutturale e tecnologico delle scuole e gli interventi per la sicurezza e la legalità. Il primo gruppo, la cui attuazione è affidata al Ministero dell’Università e della Ricerca, non registra particolari criticità e dovrebbe essere portato a termine nel corso del Programma.

 

L’Asse V – Risorse naturali, culturali e turismo sostenibile, che avrebbe dovuto promuovere e valorizzare i più importanti asset di questo territorio, ha completamente fallito. Le misure per il turismo e la cultura mostrano un gravissimo ritardo attuativo. Secondo le previsioni, la spesa al 31 dicembre 2015 non consentirà di coprire l’intera dotazione e probabilmente l’Asse subirà una decurtazione nella rimodulazione del Programma. Le criticità sono imputabili principalmente alle misure che sono ricomprese nei PISL – sui quali mi soffermerò in seguito – e agli interventi di riqualificazione e valorizzazione dei beni culturali, avviati con grande ritardo solo a seguito di una lunghissima fase di pianificazione settoriale. In linea generale, è evidente che la strategia di sviluppo turistico sostenibile e di valorizzazione del patrimonio culturale va completamente rivista e rifondata su nuovi modelli e d una nuova visione strategica.

 

L’Asse VI – Reti e collegamenti per la mobilità, che promuove interventi per il sistema dei trasporti e la mobilità, è fortemente condizionato dalla ritardata, o in alcuni casi, mancata attuazione dei Grandi Progetti: le metropolitane di Catanzaro e Cosenza, la strada a scorrimento veloce Gallico-Gambarie, la nuova Aerostazione di Lamezia. La buona performance finanziaria dell’Asse si giustifica prevalentemente grazie ai progetti retrospettivi.

 

Di fronte a questo quadro, una riflessione approfondita s’impone come un passaggio obbligato. Non voglio mettere in discussione le scelte iniziali e non voglio entrare nel merito della rilevanza di questi interventi. Dobbiamo, però, esaminare attentamente cosa è successo, anche per non ripetere gli stessi errori nel futuro.

 

Alcuni elementi emergono con chiarezza dall’analisi dei dati.

 

Sono state congelate ingenti risorse del Programma su interventi che ancora non sono partiti, che produrranno pochissima spesa entro i termini di chiusura del Programma e incideranno in maniera significativa sulla prossima programmazione, che dovrà coprire le spese non realizzate nella fase attuale.

 

Si tratta certamente di operazioni complesse, i cui tempi di realizzazione non sono forse compatibili con le stringenti scadenze comunitarie. Tuttavia, come nel caso dei Grandi Progetti, siamo ancora, nel 2015, alle fasi iniziali: per questo, non possiamo parlare di ritardi fisiologici. La verità che è mancata un’azione forte da parte dell’Amministrazione volta ad accelerare le fasi preliminari, ottenere una rapida approvazione dei progetti da parte della Commissione, predisporre e gestire con efficacia le gare e affidare i lavori.

 

I lavori delle metropolitane non sono stati ancora avviati: per Catanzaro siamo in fase di sottoscrizione del contratto, mentre per Cosenza non sono stati ancora affidati i lavori, visto che ben due gare sono andate deserte. I lavori della strada Gallico-Gambarie sono stati consegnati solo qualche giorno fa. L’intervento per la realizzazione della nuova Aerostazione di Lamezia si trova ancora nelle fasi preliminari, alle quali abbiamo impresso immediatamente un’accelerazione: stiamo, infatti, per notificare alla Commissione la procedura per ottenere il consenso sul regime di aiuto. Tutti questi interventi produrranno pochissima spesa da rendicontare su questo Programma e, quindi, dovranno essere finanziati con le risorse comunitarie 2014/2020 o con il prossimo Piano di Azione Coesione.

 

Altro grande punto di crisi del Programma è rappresentato dalle misure di sostegno alle imprese, finanziate prevalentemente nell’ambito dell’Asse VII. In questo caso, le debolezze risiedono, da una parte, nella modalità di gestione delle procedure di aiuto e, dall’altra, nel disegno e nella gestione degli strumenti di ingegneria finanziaria.

 

Si tratta di uno dei temi che ho affrontato con incisività anche nell’ambito della DGR per l'accelerazione e la chiusura del Programma che tratterò nel seguito. Il sistema regionale di aiuti alle imprese, va completamente rivisto, introducendo meccanismi di automaticità e coinvolgendo il sistema delle imprese sin dalla programmazione degli interventi. Nel passato sono stati definiti strumenti non sempre corrispondenti alle reali necessità delle imprese e con una gestione procedure non efficiente. Non esistono strutture specializzate interne alla Regione e al contrario ogni settore gestisce le proprie misure senza le necessarie competenze e conoscenze. Non si ricorre a strutture esterne di qualità né si fatto ricorso ad organismi intermedi; inadeguata è stata la risposta offerta da Fincalabra, alla quale è affidata la gestione di numerose misure di aiuto. I dati sono inconfutabili: i tempi che intercorrono tra la pubblicazione degli avvisi e la formalizzazione e l’erogazione delle prime risorse alle imprese superano quasi sempre l'anno.

 

Abbiamo trovato ferme procedure che avrebbero potuto rappresentare una risposta importante in una fase di forte criticità per gli investimenti produttivi. Abbiamo sbloccato le risorse per i contratti di investimento che sono finalizzati a creare e rafforzare i sistemi produttivi locali attraverso il sostegno alla realizzazione di infrastrutture e servizi per l'innovazione, l'internazionalizzazione, la logistica e la commercializzazione. Le risorse rese disponibili sono pari a 65,8 milioni di euro e saranno erogate sulla base di una graduatoria di merito a gruppi di imprese che soddisferanno i requisiti di qualità progettuale e sostenibilità finanziaria dei relativi programmi di investimento.

 

Nei prossimi giorni rilanceremo anche il tema degli aiuti alle imprese che operano nel turismo e nella valorizzazione delle risorse naturali e culturali.

 

Un altro tema dolente è quello del credito. I fondi di ingegneria finanziaria ai quali sono stati assegnati un volume consistente di risorse, pari a circa 120 milioni di euro, sono stati utilizzati pochissimo. Se è pur vero che il contenuto utilizzo è ascrivibile alla bassa domanda di finanziamenti da parte delle imprese, quale conseguenza della contrazione degli investimenti e della crisi economica, non sono affatto tollerabili i ritardi tecnico-amministrativi per la messa a regime dei diversi strumenti. Anche qui bisogna lavorare per semplificare, ridurre gli oneri a carico delle imprese e puntare su pochi strumenti.

 

In una situazione di estrema difficoltà economica, come quella che stiamo vivendo nella nostra regione, le risorse dei fondi strutturali devono necessariamente contribuire all’obiettivo dello sviluppo, rimettendo le piccole imprese, in primo luogo manifatturiere, al centro delle nostre politiche economiche.

 

Questo significa rivedere l’ordine delle priorità e significa utilizzare parte delle risorse comunitarie in funzione anticongiunturale, immaginando una scansione temporale degli interventi capace di sostenere, nei primi anni della programmazione, la moltiplicazione degli effetti degli investimenti aumentando la competitività e l'occupazione.

 

Tale azione avrebbe un duplice obiettivo: da un lato generare domanda pubblica e aspettative nel circuito dell’economia regionale, dall’altro attivare interventi che, sebbene innescati in funzione anticiclica, abbiano comunque valore strutturale e innovativo, e rafforzino il tessuto produttivo sostenendo la propensione all’investimento ed alla innovazione.

 

Le misure per lo sviluppo territoriale previste dall’Asse VIII richiederanno un approfondimento specifico e una valutazione appropriata, che ho chiesto agli uffici di avviare. Le due grandi direttrici dell’intervento regionale nella Programmazione 2007/2013 sono state i Progetti Integrati di Sviluppo Urbano (PISU) e i Progetti Integrati di Sviluppo Locale (PISL).

 

I PISU, dopo una lenta fase iniziale, che ha comportato una riduzione finanziaria delle misure, sono ormai avviati e dovrebbero garantire la spesa dell’intera dotazione loro assegnata.

 

Critica è, invece, la situazione dei PISL che, al 31 dicembre 2014, hanno registrato, sulle misure infrastrutturali e servizi, solo il 3% della spesa, mentre sulle misure di aiuto alle imprese non si registra, in sostanza, nessun avanzamento. Diversi interventi sembrano essere in fase di avvio e aver terminato le fasi di appalto e aggiudicazione, per cui ci aspettiamo che una parte della spesa venga realizzata entro il 2015. La maggior parte degli interventi rischia, però, di non poter essere ultimata entro i termini di chiusura del Programma e, pertanto, stiamo individuando canali finanziari alternativi, per salvaguardare gli investimenti delle amministrazioni locali e consentire il completamento dei progetti.

 

I ritardi dei PISL sono frutto della complessità procedurale che ha caratterizzato l’impostazione delle misure e delle difficoltà attuative che contraddistinguono l’attuazione delle opere pubbliche. La selezione degli interventi e la stipula degli accordi con i soggetti beneficiari è stata segnata da una serie di passaggi intermedi estremamente complessi e ridonanti, se guardiamo alla tipologia degli interventi effettivamente finanziati. In gran parte dei casi, l’integrazione sembra essere rimasta sulla carta, sono stati individuati numerosi interventi puntuali, frammentati, di modesta dimensione finanziaria.  Alle criticità legate al disegno dello strumento e delle fasi preliminari di valutazione e approvazione, si aggiungono quelle inerenti le fasi attuative dei progetti, in merito ai tempi necessari per i pareri di compatibilità, alle procedure di aggiudicazione, ai ritardi nelle fasi attuative.

 

Del resto, consentitemi di rammentare che, già quattro anni fa, quando il percorso dei PISL era ancora in fase di avvio, da Presidente della Provincia di Cosenza avevo espresso, nelle diversi sedi formali, molte e diverse perplessità sull’impostazione della stratega di sviluppo locale della Regione: la mia amministrazione fu, infatti, l’unica a non sottoscrivere il Protocollo d’Intesa, non condividendone i presupposti e non ravvisandovi né una concreta politica di sviluppo sostenibile né obiettivi di spesa realmente perseguibili nei tempi del Programma.

 

Sono fermamente convinto che le nostre politiche di sviluppo debbano valorizzare la dimensione territoriale e il principio di integrazione degli interventi e delle competenze, sia per armonizzare degli interventi promossi dalle risorse comunitarie e gli interventi ordinari sia allo scopo di coordinare e far dialogare i diversi soggetti coinvolti nella realizzazione di progetti e programmi.

 

Ma l’attenzione al territorio, che va sempre sostenuta da una visione strategica regionale, deve tradursi in una forte azione da parte della Regione che va orientata, innanzitutto, a rafforzare la capacità degli enti locali di sollecitare e interpretare la domanda di sviluppo delle comunità e tradurla in una visione strategica coerente, integrata e unitaria, che eviti la frammentazione e la dispersione delle operazioni. Nel contempo, occorre migliorare la capacità delle amministrazioni locali nella progettazione e gestione degli interventi, per evitare i ritardi e le difficoltà che oggi registriamo. 

 

Il Piano d’Azione per l’Efficienza della Spesa e le prospettive di chiusura del Programma

 

Il 2015, che coincide con l’anno di chiusura dei Programmi Operativi del FESR e del FSE, si presenta difficile. L’eredità che ci lascia il passato governo regionale è pesante.

 

Per il POR FESR 2007/2013, in particolare, la sfida per il 2015 appare densa di rischi, in quanto il target da raggiungere è pari alla totalità del Programma, cioè 1.998 milioni di euro.

 

La distanza che, oggi, ci separa da questo target ammonta a circa 806 milioni di euro.

 

In considerazione di questo differenziale e dell’importanza cruciale che il raggiungimento del target citato rappresenta per la Calabria, la Giunta Regionale ha approvato, con la Deliberazione n. 26 del 23 febbraio, un Piano d’Azione per l’Efficienza di Spesa, che ridisegna il quadro programmatico, gli strumenti operativi e il cronoprogramma all’interno del quale le singole strutture regionali dovranno operare al fine di massimizzare i risultati di spesa per l’annualità corrente.

 

Con questa Deliberazione della Giunta, si esce da una fase di continua emergenza caratterizzata da soluzioni “spot”, per approdare a una fase di programmazione sistemica delle azioni da porre in essere per garantire la migliore esecuzione del Programma.

 

In particolare viene scandita, con cadenza temporale definita, una serie di adempimenti che ciascun attore regionale coinvolto (Autorità di Gestione, Dipartimento della Programmazione, Dipartimenti responsabili dell’attuazione, etc.) dovrà compiere al fine di raggiungere l’obiettivo di spesa prefissato.

 

Con l’adozione del Piano d’Azione vengono introdotti, inoltre, importanti innovazioni nella gestione del Programma, tra i quali l’attivazione di un monitoraggio rafforzato degli interventi, grazie all’implementazione di nuove funzionalità del sistema informativo che consentono di controllare in maniera continua e rendere visibili l’andamento del programma e i risultati raggiunti.

 

Si prevede, inoltre, la costituzione di specifiche task force tematiche, dedicate alla risoluzione delle problematiche connesse a tipologie di interventi particolarmente rilevanti, come i PISL, i PISU, i Grandi Progetti, i regimi d’aiuto, gli strumenti di ingegneria finanziaria e le infrastrutture pubbliche di rilevanza strategica.

 

Il Piano d’Azione è stato condiviso con la Commissione Europea, che ha apprezzato il puntuale lavoro di programmazione svolto in così poco tempo. I servizi della Commissione saranno costantemente aggiornati sull’andamento del Piano come sulle eventuali criticità riscontrate.

 

La batteria delle soluzioni operative che sono state definite dal Piano è ampia e comprende, tra l’altro: la riprogrammazione delle economie; la gestione delle eventuali modifiche delle decisioni comunitarie sui Grandi Progetti; l’individuazione di operazioni che potranno essere completate con le risorse della programmazione 2014/2020; il monitoraggio degli strumenti di ingegneria finanziaria, per valutarne l’effettivo impatto sulla spesa; la semplificazione delle procedure di erogazione e gestione dei regimi di aiuto; la programmazione dei pagamenti anche al fine di evitare la concentrazione della certificazione della spesa a fine anno; la messa in campo di un sistema di monitoraggio rafforzato del POR, al fine di rilevarne in via speditiva lo stato di avanzamento e migliorarne l’attuazione; l’attivazione di specifiche task force per gli interventi in ritardo di attuazione, al fine di porre in essere tutte le misure necessarie per accelerare la spesa.

 

Come detto, il Piano d’Azione per l’Efficienza della Spesa fissa una road map puntuale in tema di chiusura della Programmazione 2007/2013, al fine di recuperare i ritardi accumulati.  Il Piano dispone, per ogni macro-procedura, le azioni da porre in essere, la tempistica, le responsabilità e gli adempimenti, delineando un processo attuativo che dovrà garantire lo svolgimento delle diverse operazioni, evitando situazioni emergenziali e riducendo al minimo le criticità.

 

La messa a regime dell’attività di monitoraggio "rafforzato", in particolare, è intesa a evidenziare tempestivamente e con procedure molto semplificate lo stato di avanzamento e attuazione del Programma.

 

Questo insieme coordinato di azioni e misure per l’accelerazione e la rendicontazione della spesa ci consente di formulare previsioni più attendibili per la chiusura del Programma.

 

La sfida per scongiurare il rischio del disimpegno delle risorse è del tutto aperta: su di questa grave la pesante eredità di questi anni, con tutto il carico di implicazioni e problemi che porta con sé. Tuttavia, con le misure che abbiamo già definito e con le altre che seguiranno, possiamo guardare con un pizzico di fiducia in più ai mesi che ci attendono da ora fino alla conclusione del ciclo di programmazione.

 

Gli impatti del ciclo 2007/2013 sulla nuova Programmazione 2014/2020

 

Le situazioni di criticità che ho appena illustrato sulla Programmazione 2007/2013 hanno prodotto risultati negativi non solo, com’è ovvio, sull’andamento della spesa e sull’efficacia degli investimenti all’interno del medesimo quadro programmatorio, ma hanno addirittura generato un impatto, molto serio, anche sul nuovo ciclo 2014/2020.

 

Questo punto merita una particolare attenzione.

 

Per questo, intendo fornire al Consiglio alcune informazioni generali e, soprattutto, alcuni specifici elementi di valutazione sulla nuova Programmazione 2014/2020 che, in varia misura, sono strettamente interconnessi con il ciclo 2007/2013.

 

La prima questione che, all’atto del mio insediamento, ho dovuto registrare è che, anche sul fronte della nuova programmazione 2014/2020, la Regione aveva accumulato gravi ritardi.

 

Quando ho assunto formalmente la carica di Presidente della Regione, il 10 dicembre 2014, la procedura di trasmissione del POR 2014/2020 agli uffici della Commissione Europea non era ancora completata ed era ferma da mesi.

 

Lo sblocco è avvenuto su mia iniziativa e il POR è stato trasmesso a Bruxelles il 18 dicembre scorso.

 

Voglio essere molto esplicito: a causa dei ritardi accumulati dalla precedente amministrazione, il ciclo della Programmazione 2014/2020 in Calabria potrà formalmente essere avviato non prima di alcuni mesi e solo una volta avuta l’approvazione da parte della Commissione Europea.

 

Il Consiglio Regionale e i calabresi devono sapere che questo comporterà, di conseguenza, un ritardo anche nell’avvio dell’attuazione del POR 2014/2020.

 

Anche sul tema della dimensione finanziaria del Programma – che comprende sia le risorse del FESR che il FSE – ci sono alcune informazioni fondamentali che intendo fornire al Consiglio con estrema chiarezza.

 

La dotazione finanziaria del Programma, inizialmente pari a 3.568 milioni di euro a seguito della ripartizione tra le Regioni, è stata ridotta a 2.378 milioni, a causa della diminuzione del tasso di cofinanziamento nazionale, che dal 50% è passato al 25%.

 

Questa riduzione, applicata alla Calabria, alla Sicilia e alla Campania, è stata assunta con decisione del Governo nazionale proprio in ragione dei bassi livelli di spesa di queste tre Regioni nell’ambito della Programmazione 2007/2013.

 

In altre parole, per la Calabria, la bassa percentuale di spesa registratasi sui Programmi 2007/2013 ha avuto un impatto negativo anche sulle risorse assegnate per il ciclo 2014/2020.

 

Si tratta di un fatto oggettivo e incontrovertibile: a causa dell’incapacità gestionale del precedente governo regionale, la Calabria può contare, per la Programmazione 2014/2020, su un monte complessivo di risorse che, tra FESR e FSE, è inferiore a quanto inizialmente programmato in una misura pari a ben 1.190 milioni di euro.

 

Questo dato, di evidente inaudita gravità e mai verificatosi prima d’ora, peserà sull’economia e la società calabrese per tutti gli anni a venire.

 

Anche su questo fronte, abbiamo dovuto agire con rapidità e decisione, avviando un’interlocuzione con il Governo nazionale, allo scopo di recuperare, nella misura massima possibile, le risorse non assegnate.

 

Questa interlocuzione ha avuto esito positivo: i danni ereditati dalla pessima gestione del passato sono stati, in parte, riparati. Posso pertanto comunicarvi, con soddisfazione, che il Cipe, nella seduta del 28 gennaio, ha approvato la proposta relativa al cofinanziamento pubblico nazionale dei programmi europei per il periodo di Programmazione 2014-2020, stabilendo che le risorse del Fondo di Rotazione concorrono al finanziamento dei Piani di Azione e Coesione destinati agli stessi territori. In altre parole, la decurtazione subita dal POR 2014/2020 sarà recuperata, in gran parte, sul fondo nazionale.

 

Questo ci consentirà, da una parte, di gestire con più efficienza ed efficacia un POR con minore dotazione finanziaria. Dall’altra, ci permetterà di impegnare minori risorse del bilancio regionale per il cofinanziamento.

 

Ovviamente, sulle risorse recuperate sul Fondo di Coesione, l’interlocuzione con il Governo nazionale procederà speditamente, attraverso l’apertura di un tavolo che avrà l’obiettivo di definire gli obiettivi del programma parallelo – che confluirà in un nuovo Piano d’Azione Coesione – e le modalità di integrazione e complementarietà con il POR.

 

Problemi strutturali ed efficacia nella prospettiva futura

 

Nella crisi italiana, il Sud versa in una situazione di difficoltà finora mai sperimentata, per fattori di ordine strutturale nell’architettura dell’economia e della società, da cui derivano, in particolare, le situazioni di estrema gravità sul versante dell’occupazione, della qualità dei servizi e delle prospettive di investimento.

 

Il ritardo strutturale del Sud condiziona anche la congiuntura. Alla distanza col Centro Nord in termini di reddito e occupazione, stazionaria da un cinquantennio, si accompagnano divari in quasi tutti i servizi pubblici fondamentali per la qualità della vita: sanità, accesso al servizio scolastico e livelli di apprendimento, cura dei bambini, trasporti pubblici, gestione dei rifiuti urbani, servizi energetici, giustizia, sicurezza, cura per gli anziani, ricerca e innovazione, reti e società digitali, servizio idrico integrato, servizi alle imprese, ecc.

 

L’insieme di questi servizi, da cui dipendono la crescita economica e l’inclusione sociale, configura l’agenda della politica per lo sviluppo e la coesione.

 

La Calabria acuisce e rende più evidenti e spesso più gravi le situazioni che si manifestano, in generale, in tutto il Mezzogiorno, finendo per presentarsi come una sorta di spazio simbolico dell’arretratezza, perennemente intrappolato nella morsa tra emergenze contingenti e criticità strutturali di lungo periodo.

 

Il ritardo, l’inefficienza gestionale e la bassa efficacia dei Fondi comunitari costituisce un importante elemento di ulteriore aggravamento di un quadro, di per sé, già profondamente depresso sul piano dell’economia.

 

Il ciclo 2007-2013 si è presentato al suo anno conclusivo, il 2015 appunto, con risultati di spesa assai negativi, che costringeranno il nuovo governo regionale a un intervento, straordinario e senza precedenti, per tentare di salvare il salvabile degli 806 milioni di euro che bisognerà rendicontare entro dicembre.

 

Da che esiste la programmazione comunitaria, la Calabria è tra le Regioni italiane più in difficoltà nell’attuazione dell’agenda comunitaria per lo sviluppo e la coesione e nella gestione dei Fondi Europei. Tutti i cicli di programmazione che si sono succeduti dal 1994 ad oggi hanno avuto, pur tra le differenze d’impostazione ed anche di attuazione, un comune denominatore: la scarsa efficienza integrata con l’inefficacia delle politiche.

 

La programmazione comunitaria, sul piano della crescita economica e sociale, non è riuscita a generare quegli impatti e quei risultati, che pure erano attesi ed erano stati posti come finalità generali. Al netto di pochi interventi che hanno registrato avanzamenti importanti (come nel settore dell’energia o nell’attuazione dell’agenda digitale), di rari fattori in lieve miglioramento e di sporadiche singole esperienze positive (che riguardano imprese, progetti o amministrazioni virtuose, che pure esistono e si segnalano come casi interessanti), nessun indicatore-chiave e nessun problema strutturale dell’economia è stato significativamente intaccato o risolto, né sono state create le condizioni per un reale recupero del divario in termini di reddito, produzione di ricchezza, occupazione, qualità dei servizi, qualità della vita dei cittadini.

 

Che sono esattamente le finalità verso le quali dovrebbero tendere, con il concorso degli strumenti della programmazione nazionale e comunitaria, le politiche regionali.

 

All’inefficienza gestionale e di spesa, particolarmente grave e ulteriormente acuìta nel corso degli ultimi anni, si sovrappone, come in una sinergia al negativo, una profonda inadeguatezza nell’utilizzo efficace dei Fondi, che finiscono per essere ridotti a meri strumenti finanziari – peraltro sostitutivi e non aggiuntivi alla spesa ordinaria -, spesso del tutto sganciati dalle problematiche economiche e sociali del territorio e incapaci di sostenere concrete politiche di sviluppo.

 

In questo contesto di generale difficoltà nella gestione dei Fondi, con onestà intellettuale e responsabilità politica va però sottolineto un fatto che emerge in tutta evidenza e in modo incontrovertibile dai dati: la Programmazione 2007/2013 ha finora segnato il punto più basso delle esperienze programmatorie in Calabria.

 

In particolare, gli ultimi anni hanno visto precipitare la capacità d’impegno, spesa e rendicontazione da parte della Regione.

 

Aldilà dei dati assoluti che ho prima illustrato e che ho dovuto registrare al momento del mio insediamento, il 10 dicembre scorso, un aspetto appariva particolarmente preoccupante e riguardava la variabile più importante nell’analisi dell’avanzamento finanziario della Programmazione: la velocità. In un certo senso e in qualche misura, un Programma può anche registrare volumi di spesa modesti, ma ciò che conta è quanto sta andando veloce e, soprattutto, se accelera o decelera.

 

La Calabria mostra, a partire dal 2011, una grande difficoltà nella velocità di avanzamento degli impegni e della spesa. Peraltro, nei primi due anni di attuazione (2009/2010), la situazione era abbastanza simile tra le quattro Regioni della Convergenza (Sicilia, Campania, Puglia e Calabria). Anzi, la Calabria presentava la situazione migliore, con la spesa certificata all’8,93% ed un volume di impegni che, al 2009, cioè alla fine del primo anno di attuazione, era già pari a 618 milioni di euro. Sostanzialmente, nel biennio 2009-2010, la Calabria viaggiava alla stessa velocità delle altre Regioni della Convergenza.

 

Sono gli anni successivi al 2010 a divaricare le performance delle Regioni: per la Calabria la situazione sembra addirittura via via peggiorare e la curva della spesa si appiattisce. Infatti, è proprio il triennio 2011-2013 che ha fatto registrare i dati più allarmanti, con un andamento della spesa certificata che addirittura regredisce, passando da 195 milioni del 2011 a 158,5 nel 2012, fino a toccare il valore minimo di 108 milioni nel 2013 (il secondo più basso di tutto il ciclo di programmazione). Anche il 2014 si sembrava destinato a chiudersi con valori molto modesti che avrebbero confermato una tendenza al rallentamento o, comunque, all’appiattimento della curva della spesa: nei primi 10 mesi, infatti, la spesa certificata era appena pari a 143,4 milioni.

 

L’andamento degli ultimi anni collocava la nostra Regione in controtendenza rispetto alla normale dinamica dei processi di spesa. E’ noto, infatti, che la velocità di spesa dei Programmi, di norma, cresce nel tempo. Anzi, la spesa dovrebbe accelerare via via che le operazioni e i progetti, soprattutto quelli infrastrutturali, arrivano a realizzazione e le diverse linee di intervento maturano e procedono verso le fasi attuative e di chiusura. L’ultima fase di un Programma è, di regola, quella con la maggiore accelerazione nella spesa. In Calabria succedeva esattamente il contrario. Solo con la manovra emergenziale messa in atto negli ultimi 20 giorni dello scorso dicembre, l’accelerazione della spesa certificata ha ribaltato le cose, riportando la situazione a una dinamica più normale.

 

Le ragioni di questa perdurante inefficienza gestionale e di spesa del FESR sono molte e non vogliamo, in questa sede, utilizzare artifici demagogici o strumentali.

 

Rientra nella responsabilità di noi tutti e della classe dirigente in generale, su un argomento che è cruciale per il futuro della Calabria e dei calabresi, mettere in campo una discussione franca, libera da condizionamenti, svincolata dalle appartenenze, rigorosa e seria nell’analisi.

 

Una discussione senza reticenze e libera, fondata sull’etica della responsabilità a cui siamo tutti chiamati, in questo consesso, per rispondere alla fiducia che i cittadini e gli elettori hanno in noi riposto e che costituisce il fondamento e la ragione del nostro mandato.

 

Questa operazione di verità deve essere intesa e considerata come uno esercizio di democrazia e di trasparenza, un dovere morale verso i cittadini verso i quali tocca, ogni giorno, alimentare e rafforzare il senso di fiducia nella politica e nelle istituzioni.

 

Ed è anche, consentitemi, una manifestazione di rispetto verso il ruolo che ci compete come rappresentanti del popolo nelle istituzioni regionali: perché da questo derivano, tra l’altro, non solo le responsabilità di chi ha governato e i compiti di chi dovrà governare negli anni a venire, ma anche il complesso delle funzioni costituzionali che ognuno, nell’ambito delle proprie prerogative, è chiamato a esercitare.

 

Il quadro che ho sintetizzato in merito alla situazione ed alle prospettive dei Fondi Europei esprime con chiarezza la difficoltà e lo stato di crisi di fronte al quale ci troviamo.

 

Ragioni e responsabilità sono diverse e complesse. Vi contribuiscono sia fattori di ordine generale e di tipo giuridico e amministrativo (come l’incapacità a gestire la complessità dell’impianto legislativo e normativo comunitario e nazionale e la conseguente farraginosità dei procedimenti), sia fattori riferibili alla scala locale e regionale dell’azione istituzionale (come le evidenti inefficienze della macchina burocratica regionale, l’inefficienza dei controlli e le difficoltà gestionali in capo ai beneficiari, non adeguatamente supportati dalla Regione).

 

Fattori di criticità finora mai adeguatamente trattati e governati, ai quali si sommano:

 

–    la debolezza di indirizzo dei centri di competenza e coordinamento nazionali, cui corrisponde analoga debolezza del livello regionale;

 

–    le incertezze originate dal susseguirsi di tagli di finanza pubblica e gli effetti di “spiazzamento” della spesa a causa del patto di stabilità interno;

 

–    la focalizzazione sui processi anziché sui risultati e la scarsa mobilitazione locale;

 

–    la polverizzazione degli interventi e la frammentazione della spesa;

 

–    il disallineamento delle azioni amministrative rispetto agli obiettivi della programmazione;

 

–    la segmentazione e la distribuzione parcellizzata della programmazione tra fondi (FSE, FESR, FEASR, fondi nazionali) e tra strutture gestionali, apparati, assessorati, società ed enti regionali;

 

–    la conseguente gestione non unitaria, incoerente, non integrata, a compartimenti stagni;

 

–    la pletora improduttiva dei centri di costo, delle strutture gestionali e dei soggetti attuatori, con particolare riferimento agli enti strumentali e alle agenzie in house o controllate dalla Regione;

 

–    la mancanza di una seria funzione di controllo strategico,

 

–    l’insufficienza della partecipazione, della trasparenza e del coinvolgimento del partenariato nelle scelte;

 

–    la parcellizzazione delle risorse tra gli assessorati e il loro utilizzo in pratiche, diffuse e pervasive, di acquisizione del consenso.

 

–    la mancanza di una mappatura organica dei procedimenti, nonché l’enorme carico burocratico e la pesante farraginosità dei procedimenti medesimi;

 

–    il comportamento amministrativo, da parte degli uffici e dei dirigenti, tutto piegato alla logica dell’adempimento, invece che del risultato;

 

–    la conseguente sottoutilizzazione delle capacità e delle competenze che pure sono presenti e diffuse nel personale regionale;

 

–    la disorganizzazione dei flussi e delle relazioni nella macchina regionale e la prassi di uffici che funzionano in modo autoreferenziale, non si parlano tra loro e vengono gestiti a compartimenti stagni;

 

–    l’assenza di un circuito interno di scambio informativo e di un protocollo strutturato di comunicazione tra gli uffici;

 

–    la mancata standardizzazione di modelli gestionali e procedimentali che guidino e regolamentino le attività degli uffici e la produzione degli atti amministrativi (decreti, bandi, ecc.);

 

Inoltre, emerge, in tutta evidenza, il deficit di visione strategica e capacità di coordinamento e governo delle politiche da parte della Regione, la mancanza di priorità tematiche, settoriali e territoriali, l’inadeguatezza del disegno di governance degli strumenti e del sistema degli interventi, la mancanza di un serio approfondimento delle problematiche legate alla sostenibilità istituzionale, amministrativa, operativa del complesso degli interventi.

 

Il risultato non è solo il basso risultato nella spesa, ma soprattutto il fallimento degli obiettivi generali della Programmazione 2007/2013.

 

Una circostanza che, lo ribadisco, peserà per anni sulla Calabria e i calabresi.

 

Di fronte alla situazione che ho poc’anzi illustrato e proprio nella prospettiva di attuare la programmazione 2014/2020 in modo radicalmente diverso dal passato, a noi tocca il compito di intervenire, con determinazione e rapidità, sui fattori strutturali che hanno impedito la spesa efficiente e l’uso efficace dei Fondi Europei.

 

La gestione dei Programmi che è stata finora messa in atto ha favorito la frammentazione degli interventi, dando luogo ad una gestione non unitaria e non integrata dei Fondi Europei, disarticolata sia tra Fondi (FSE, FESR, FEASR, FEP, fondi nazionali), sia tra strutture gestionali, assessorati, società ed enti regionali.

 

Questa impostazione va radicalmente cambiata e semplificata. Nell’uso dei Fondi Europei, la macchina amministrativa della Regione va orientata ai risultati, attraverso un rinnovamento della dirigenza e nuovo modello di responsabilizzazione degli uffici e della dirigenza, che saranno valutati in base ai risultati.

 

La costruzione di un’adeguata e diffusa capacità istituzionale nell’uso dei Fondi è decisiva. Anche per questa ragione, dobbiamo supportare i beneficiari e dobbiamo dare maggiore spazio, nelle scelte, al confronto con gli attori portatori di interesse dell’economia e della società, prevedendo sia l’Ufficio del Partenariato specifica struttura di supporto operante sui territori e costruita selezionando le competenze con criteri basati sul merito.

 

La gabbia soffocante e rigida dei procedimenti deve essere smontata, così come la parcellizzazione burocratica degli interventi, a favore di una gestione flessibile e pragmatica, che parta dai bisogni e dai problemi della società e dell’economia regionale e dalle risposte che devono essere date.

 

I funzionari e i dirigenti regionali, così come quelli in capo a beneficiari e soggetti attuatori pubblici, devono adottare un comportamento esclusivamente orientato al risultato, escludendo ogni residuo atteggiamento conformato alla perversa logica dell’adempimento burocratico.

 

Gli aspetti riguardanti la gestione, l’organizzazione, i controlli, il monitoraggio e l’efficienza della spesa, saranno centrali nella riorganizzazione della Regione.

 

Tuttavia, il monitoraggio e l’analisi dei risultati e dell’impatto delle politiche, oltre che dell’efficienza gestionale e di spesa, deve costituire un costante modello di riferimento per la valutazione dei modelli d’azione, degli interventi, delle strutture regionali e del personale.

 

A questi scopi, stiamo lavorando un piano di riorganizzazione delle funzioni di programmazione, intervenendo per risolvere tutte le criticità prima elencate e le altre che stanno emergendo. Nell’ambito del più generale processo di riorganizzazione della macchina amministrativa, stiamo definendo una nuova funzione di controllo strategico, coordinamento e direzione strategica della programmazione, incentrata su competenze e professionalità di alto livello. Anche le strutture regionali di monitoraggio e il sistema dei controlli saranno ulteriormente implementare e rafforzate.

 

Più nello specifico, stiamo definendo strumenti che, in discontinuità con il passato, favoriscano la semplificazione e l’uso delle tecnologie informatiche sia nella Regione sia presso le filiere di attori impegnati nella progettazione e nell’attuazione degli interventi.

 

In linea generale, consideriamo fondamentale:

 

a)  riorganizzare la macchina amministrativa della Regione, orientandola al perseguimento dei risultati e regolandola con un nuovo modello di responsabilizzazione degli uffici e della dirigenza, che saranno valutati in base ai risultati;

 

b)  stimolare l'efficiente utilizzo delle risorse destinate a investimenti;

 

c)   alleggerire il carico e la burocratizzazione dei procedimenti, re-ingegnerizzando tutti i processi gestionali

 

d)  evitare la dispersione degli investimenti e degli interventi;

 

e)   evitare il ritardato completamento di interventi avviati e solo parzialmente finanziati;

 

f)    evitare di immobilizzare risorse su progetti non cantierabili;

 

g)  evitare carenze informative circa l'attuazione dei programmi.

 

In una logica unitaria di sviluppo regionale, bisognerà superare la segmentazione dei fondi FESR, FSE e FEASR, a favore di un approccio plurifondo, integrato, territorializzato tra i fondi comunitari e tra questi e gli strumenti della spesa ordinaria, recuperando il modello della programmazione unitaria.

 

La concentrazione della spesa, annullando la polverizzazione degli interventi e la frammentazione delle politiche e puntando sui settori chiave, a più alto valore aggiunto in termini di impatto economico, sociale e occupazionale ed a più elevato contenuto d’innovazione, sarà per noi una priorità assoluta. In questo senso, occorrerà mettere a fuoco un set di priorità per ognuno degli Obiettivi Tematici del POR 2014/2020, selezionando interventi di rapido avvio e azioni d’impatto duraturo sui fondamentali dell’economia calabrese.

 

In questo quadro, cambieremo il modello gestionale dei Fondi Europei, basato sulla scomposizione per settori e per misure di spesa, in favore di un nuovo un approccio territorialista e settoriale allo sviluppo, basato sulle vocazioni dei diversi contesti e sulle potenzialità di crescita dei settori dell’economia.

 

Per queste ragioni, anche in vista della fase di interlocuzione che si aprirà con la Commissione Europea, una volta che questa avrà notificato alla Regione le proprie osservazioni, stiamo lavorando alla definizione nuovo modello di gestione del POR 2014/2020 che sarà basato su questi principi:

 

a)  la collocazione degli interventi in un quadro strategico di politiche di sviluppo, coerente alla scala regionale;

 

b)  il rafforzamento delle funzioni di programmazione, pianificazione, indirizzo e controllo della Regione;

 

c)   il decentramento presso i beneficiari e i soggetti attuatori delle principali funzioni attuative;

 

d)  la concentrazione delle risorse in progetti unitari e integrati, di grande impatto sull’economia e sulla società calabrese;

 

e)   il coinvolgimento attivo del partenariato nelle decisioni e nella definizione dei progetti e degli interventi, al fine di massimizzare l’efficacia degli interventi e delle politiche;

 

f)    la semplificazione amministrativa e gestionale;

 

g)  il ricorso a nuovi strumenti operativi ed attuativi (come, ad esempio, gli organismi intermedi) che responsabilizzino direttamente i soggetti attuatori e garantiscano maggiore velocità di spesa, efficienza gestionale e maggiori risultati e impatti.

 

Nel nuovo ciclo della Programmazione 2014/2020, l’effettività e la sostenibilità delle azioni, la concretezza degli interventi, l’impatto delle politiche sui territori, sull’economia, sulla crescita sociale devono essere assunti come gli unici riferimenti dell’azione regionale.

 

Per tutte queste ragioni, il nuovo Programma Operativo dovrà mettere al centro il tema dell’attuazione. E’ necessario innanzitutto, nel corso del negoziato che si aprirà con la Commissione Europea, approfondire le problematiche riguardanti la gestione e definire con attenzione le procedure attuative, per rendere veloci e certi i passaggi amministrativi.

 

Il Programma, infatti, dovrà essere, allo stesso tempo, ambizioso e realizzabile. E’ importante che il documento generale identifichi bene le strategie, ma abbiamo bisogno, soprattutto, di piani di azione concreti, mirati a obiettivi riconoscibili, immediatamente attuabili.

 

Solo a titolo di esempio, abbiamo già avviato un’istruttoria tecnica per valutare l’opportunità di definire piani d’azione o progetti d’interesse regionale su alcuni dei temi-chiave della Programmazione 2014/2020, come le politiche per le giovani generazioni, il sistema universitario regionale, il rafforzamento dei sistemi produttivi, la valorizzazione delle filiere agroalimentari. A questo proposito, occorrerà avviare subito un dialogo con gli attori rilevanti, identificare i fabbisogni, definire e attuare le procedure per avviare gli interventi.

 

Questo ci insegna l’analisi dei precedenti cicli di programmazione. Non solo in Calabria. Strategie ben costruite, disegni programmatici eccellenti, che però si sono persi nella debolezza dei sistemi regionali: della pubblica amministrazione, del tessuto produttivo, della scuola, delle università.

 

La pubblica amministrazione regionale è certamente uno dei tasselli più importanti del sistema e che porta le maggiori responsabilità per i ritardi che hanno caratterizzato l’attuale programmazione.

 

I nuovi Programmi Operativi dovranno essere accompagnati da un Piano di Rafforzamento Amministrativo, la cui responsabilità politica è affidata al Presidente della Giunta. E’ già stato messo a punto e inviato un documento preliminare ed è in corso il confronto tecnico con il Governo e la Commissione.

 

Uno dei punti rilevanti riguarda la capacità gestionale, rispetto alla quale occorrerà definire idonee strutture di missione, che si facciano carico di coordinare l’attuazione di tutti i passaggi amministrativi, mettere insieme i diversi settori competenti e i soggetti istituzionali coinvolti, garantire il rispetto dei tempi, definire azioni correttive in caso di ritardo, informare immediatamente gli organi politici in caso di rilevanti criticità. 

 

Stiamo pensando alla costituzione di una task force centralizzata, con professionalità di alto livello, interne ed esterne, per la gestione dei bandi e degli avvisi. E per gli interventi più complessi, e di maggiore rilevanza strategica, stiamo ragionando sulla costituzione di una centrale di committenza, che gestisca l’intero processo di progettazione e affidamento lavori.

 

Altro tema rilevante riguarda gli aiuti alle imprese. Il sistema è in sostanza fermo. La maggior parte delle procedure di aiuto dell’attuale programma sono in corso o addirittura devono essere ancora avviate. Diverse sono le criticità. Tra queste sicuramente la frammentazione della gestione: ogni dipartimento gestisce le proprie procedure, con enorme spreco di tempo e di risorse.

 

Abbiamo invece bisogno di strutture specializzate nella gestione di aiuti, con competenza appropriate. E’ necessario centralizzare la gestione degli aiuti e in alcuni casi ricorrere all’esterno, tramite le sovvenzioni globali. Non possiamo permetterci procedure di aiuto che durano anni.

 

In alcuni casi gli avvisi sono andati deserti o hanno solo in parte catturato l’interesse degli operatori. Al di là della crisi economica, che ha rallentato gli investimenti, probabilmente questo è successo perché i bandi non hanno colto ciò che il sistema produttivo chiedeva, non hanno intercettato né la domanda, né gli scenari evolutivi né le tendenze settoriali.

 

Per evitare che questo accada in futuro riteniamo sia necessario lavorare su due aspetti.

 

Innanzitutto dobbiamo favorire un maggior coinvolgimento degli operatori nelle fasi propedeutiche alla costruzione delle misure. Sino al momento dei bandi, momento in cui i ruoli dovranno chiaramente distinguersi, dobbiamo lavorare insieme alle imprese, per capire bene su cosa orientare gli investimenti, come calibrare le procedure, come costruire la tempistica.

 

Un altro aspetto riguarda le procedure negoziali. Non possiamo concentrare la fase attuativa della programmazione esclusivamente sui bandi, com’è stato fatto. In alcuni casi occorre assumere la responsabilità di valutare e scegliere gli investimenti da finanziare mediante il ricorso agli strumenti della negoziazione diretta.

 

Infine, la capacità amministrativa. Il personale della regione coinvolto nella gestione dei fondi deve essere preparato. Dobbiamo lavorare su piani di formazione mirati e orientati al risultato e alle attività che i singoli svolgono. Accanto a questo dobbiamo costruire un sistema di incentivi che premi il merito.

 

Il successo di queste politiche non dipende però solo dall’amministrazione regionale. Dobbiamo ragionare in termini di sistema e affrontare alcuni nodi sostanziali.

 

Il sistema di governance regionale va ricostruito: il rapporto tra la Regione e gli Enti Locali, la ricomposizione della filiera delle competenze, la connessione tra i nodi della rete. Sono aspetti determinanti nella capacità del sistema di offrire servizi qualificati ai cittadini e alle imprese.

 

Il tema delle scelte. E’ necessario scegliere, dobbiamo concentrare l’attenzione su obiettivi e iniziative prioritari, differenziare gli strumenti alle diverse situazioni, dobbiamo accompagnare le potenzialità di sviluppo esistenti, partire dalle potenzialità dei settori dell’economia e dei territori.

 

Abbiamo bisogno di più partenariato, perché dobbiamo ascoltare il più possibile il territorio, raccogliere conoscenza, rivedere le nostre azioni se i riscontri non sono positivi. Ma dobbiamo lavorare per rendere questi momenti costruttivi, abbandonare inutili ritualità.

 

Desidero infine porre l’attenzione su un aspetto che ritengo cruciale per il tema di cui stiamo parlando oggi. Il Programma operativo 2007/2013 è un’esperienza che possiamo considerare non riuscita, in verità come altri Programmi delle Regioni del Mezzogiorno. Nonostante con il programma parallelo confluito nel Piano di Azione Coesione, del valore di circa 1 miliardo, sia stato abbassato il target di spesa, si è comunque dovuto ricorrere a strumenti di correzione dei dati di spesa mediante la rendicontazione, nel rispetto delle norme comunitarie, di progetti già realizzati (oggi definiti “retrospettivi”) da altri enti o da soggetti grandi erogatori di spesa infrastrutturale. Ciò malgrado, la spesa è ai livelli assai bassi che ho più volte richiamato.

 

Ovviamente, nell’affrontare con decisione le criticità, occorrerà nel contempo mettere a valore i pochi risultati positivi, come, ad esempio, la realizzazione dell’infrastruttura di banda ultra larga, che dovrebbe essere portato a termine entro la metà del 2016 e comporterà un cambiamento reale del modo di operare dell’amministrazione, lo sviluppo di nuovi servizi per le persone e le imprese e la messa in campo di un grande fattore di ristrutturazione della nostra economia.

 

I Fondi della Programmazione sono troppo importanti per la Calabria, sia perché costituiscono l’unica vera risorsa per gli investimenti e lo sviluppo sia perché possono essere un potente motore di cambiamento.

 

La Programmazione, infatti, non è solo uno strumento finanziario e tecnico, ma è anche una sfida d’innovazione politica ed anche un grande spazio di azione politica.

 

Per questo, l’efficienza della gestione e l’efficacia dell’uso delle risorse non è riducibile alla sola spesa, alle sole tecnicalità (monitoraggio, controlli, rendicontazione, ecc.), alla capacità della burocrazia tecnica e amministrativa, che pure sono fondamentali, ma è anche, come è stato evidente in questi ultimi anni, un problema di capacità politica di governo. Capacità da cui dipendono strettamente sia tutte le questioni ora richiamate (spesa, gestione, burocrazia, modelli, ecc.) ma anche il reale impatto sui fondamentali dell’economia e della società che la programmazione dovrebbe avere.

 

L’unica cosa che dovrà realmente contare saranno gli obiettivi di sviluppo e crescita della Calabria.

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Regione Calabria: Nucera (La Sinistra) “Prorogati contratti a 20 precari del Centro Trapianti di Reggio Calabria”

(124) Finalmente una buona notizia per 20 precari – tra biologi ed operatori – del Centro Trapianti di Reggio Calabria, i quali, grazie all’impegno profuso da Giovanni Nucera,

consigliere regionale de La Sinistra, dal Presidente Mario Oliverio e da Enzo Sidari, Direttore Generale degli Ospedali Riuniti, hanno visto prorogati i loro contratti. Il CTMO è una struttura di eccellenza tra le poche di cui dispone la sanità reggina. Il reparto si occupa del paziente ematologico prima ed oncologico successivamente, svolgendo attività trapiantologica completa, effettuando trapianti di tipo autologo, allogenico e anche da donatore da registro. Un patrimonio prezioso di competenze, conoscenze, ricerca e professionalità che va fortemente promosso e valorizzato, favorendone l’ampliamento delle strutture e dei servizi e tutelando i suoi operatori. Certo, non possiamo che essere contenti di questo primo importante passo, ma l’obiettivo a cui si guarda è quello di offrire una soluzione definitiva con la possibilità di contrattualizzazione a tempo indeterminato dei precari del Centro Trapianti. Abbiamo l’obbligo civile e morale di spenderci nell’offrire al personale sanitario condizioni di sicurezza e di serenità in cui operare, così da poter offrire a tutti coloro che vivono situazioni così drammatiche e delicatissime, un servizio correttamente erogato, altamente professionale e in cui non sia messa in second’ordine la sfera dell’umanità nel rapporto operatore sanitario-paziente. On.le Giovanni Nucera Consigliere regionale Capogruppo de La Sinistra.

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Reggio di Calabria: il Maestro Piromalli presenta “Torno a scuola…un anno dopo” di Gennaro Calabrese (il 17 aprile al “Siracusa”)

(153) “Non basta mandare i figli a scuola, bisogna accompagnarli sulla via degli studi, bisogna costruire giorno per giorno in essi la consapevolezza che a scuola si va non per conquistare un titolo ma per prepararsi alla vita”.

 

Riprendendo le parole del sesto presidente della Repubblica italiana, Giovanni Leone, il maestro Peppe Piromalli presenta lo spettacolo “Torno a scuola…un anno dopo” dell’attore e showman Gennaro Calabrese. L’opera teatrale scritta dall’artista Calabrese insieme a Gianluca Irti, sarà in scena al teatro “Siracusa” il prossimo 17 Aprile all’interno della programmazione teatrale Officina dell’Arte mentre le due repliche del 18 e 19 Aprile sono organizzate dall’associazione Kabuki. Anche quest’anno, il noto cabarettista ed ex voce del talk satirico “Gli Sgommati”, affiancato dall’attrice romana Valentina Paoletti, dalle ballerine Valeria Palmacci e Licia Cricchi, tornerà tra i banchi di scuola per salvare l’istituto “Watson” dalla chiusura. “Abbiamo scelto di inserire nella programmazione teatrale dell’Officina la prima del nuovo spettacolo di Calabrese, e i possessori di abbonamento della stagione artistica possono accedere solo nella giornata di venerdì,  perché nel vasto ventaglio di appuntamenti era giusto che un figlio di questa terra diventato nel tempo un esempio per tanti giovani attori e cabarettisti, sia parte di questa avventura che ha restituito il teatro a Reggio – afferma il maestro Piromalli – Il teatro per la sua intrinseca sostanza è fra le arti la più idonea a parlare direttamente al cuore e alla sensibilità della collettività. E noi da mesi ci stiamo provando per sanare quei vuoti, debolezze, ferite di questa città”. Da qui la scelta dell’Officina di realizzare con le proprie forze un cartellone che, dopo l’appuntamento di domenica prossima con i 110 elementi dell’Orchestra filarmonica giovanile “Cilea” protagonisti del live “Non solo classica”, ad Aprile lascerà la scena al noto cabarettista Calabrese. “Nella scuola privata “Watson”, privata di tutto, Gennaro proverà a non far chiudere la scuola – continua Piromalli – Nei panni di un uomo condannato ai servizi sociali per il reato di “Falsa identità” e poi di studente, con le sue risorse artistiche e l’aiuto di una scorbutica ma leale bidella, convincerà i genitori ad iscrivere i propri figli in quell’istituto. Calabrese con le imitazioni di inediti personaggi in uno show interamente nuovo, lancerà dei messaggi precisi a chi governa, denuncerà gli atavici problemi della scuola attraverso il teatro ma soprattutto, farà capire che la nostra società può essere salvata solo dal soffio della scuola”. * Ufficio Stampa Officina dell'Arte.

 

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Reggio di Calabria: presentazione dell’edizione 2015 del Bluocean’s Workshop “Obiettivo reporter. Metti a fuoco il tuo talento”. Corso di fotogiornalismo con i professionisti di National Geographic

(154) La sesta edizione del Bluocean’s Workshop edizione 2015 “Obiettivo reporter. Metti a fuoco il tuo talento”, si presenta con un programma che conferma l’evento tra gli appuntamenti più prestigiosi nel panorama della didattica fotografica non solo italiana.

 

Unico evento formativo patrocinato in Italia da National Geographic, cui Bluocean è partner ufficiale, il programma prevede otto appuntamenti diretti da altrettanti docenti ed interesserà quattro regioni, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Sicilia e Calabria. Tra i docenti dalla Florida raggiungerà Reggio Erika Larsen tra le undici autrici di Women of Vision opera di National Geographic che racchiude 11 grandi reportage a cura delle grandi fotografe di NatGeo pubblicate nella rivista. Della redazione di Washington fa parte anche Gianluca Colla, italiano di nascita, ormai assiduo collaboratore  di NatGeo assegnato a servizi e spedizioni di grande valore. Da aprile a settembre, gli otto moduli, con lavori d’aula e di reportage “sul campo” si propongono quale completo corso di fotogiornalismo diretto dalle prestigiose firme di National Geographic, Erika Larsen, Gianluca Colla, Sergio Ramazzotti, Emiliano Mancuso, Marco Pinna, Moria De Zen, Annalisa D’Angelo, consentendo un percorso culturale e didattico di assoluto prestigio. Aperto a professionisti e appassionati della fotografia, il Bluocean’s Workshop 2015 costituisce una solida base per intraprendere la carriera del photoreporter e per impadronirsi di nuove competenze utili a sviluppare una propria ricerca visiva. Come trovare la notizia, come svilupparla, come realizzare tecnicamente le immagini, come editare il lavoro e come cercare di commercializzarlo o finalizzarlo in una pubblicazione o in una mostra.

 

A seguire il calendario degli otto moduli:

Modulo 1 – Formazione d’aula con Emiliano MANCUSO e Header M. DE ZEN “Riflessioni fotografiche. dallo scatto alla pubblicazione” Treviso, dal 25 e 26 aprile

Modulo 2 – Formazione d’aula con Antonio POLITANO “Raccontare il mondo per immagini. La fabbrica di un reportage” Reggio Calabria, dal 22 al 24 maggio

Modulo 3 – Formazione sul campo con Erika LARSEN “Luce a Sud” Base operativa Reggio Calabria e Taormina, dal 10 al 15 giugno

Modulo 4 – Formazione sul campo con Gianluca COLLA “Reggio Calabria: Mediterraneo da vedere” Base operativa Reggio Calabria, dal 18 al 22 giugno

Modulo 5 – Formazione sul campo con Sergio RAMAZZOTTI “Friuli Venezia Giulia: terra di confine, incontro di popoli” Base operativa Udine, dal 26 al 30 giugno

Modulo 6 – Formazione d’aula con Marco PINNA “After Photography. Le fasi di sviluppo di un progetto fotografico dopo lo scatto” Reggio Calabria, dal 18 al 20 settembre

Modulo 7 – Formazione d’aula con Annalisa D’ANGELO “La creazione di una mostra. Come si produce un grande evento” Reggio Calabria, dal 21 al 23 settembre

Modulo 8 – Formazione d’aula con Emiliano MANCUSO “Fotogiornalismo: la realizzazione di un’opera multimediale” Reggio Calabria, dal 28 al 30 settembre

Informazioni e programmi dettagliati possono essere richiesti a: info@bluocean.it.

Ogni corso è aperto a professionisti e amanti della fotografia per un massimo di 15 unità.

Le iscrizioni si effettuano fino ad esaurimento dei posti disponibili.

A seguire una breve presentazione dei master:

Erika Larsen

Nata a Washington, è stata introdotta alla fotografia dal padre, uno dei progettisti del telescopio spaziale Hubble, che portava spesso a casa le immagini Kodak dei pianeti e delle loro lune.
Durante gli studi Larsen si concentra su cinema e animazione. Ma alla fine trova più coinvolgente la fotografia. Larsen è nota soprattutto per aver documentato la vita nella regione artica del popolo sami in un reportage apparso su un numero di National Geographic del 2011. Tra il 2008 e il 2011 la fotografa si è immersa nella loro cultura, e prima di scattare la prima immagine ha lavorato per loro come beoga, ovvero come governante. Ha cucinato, pulito, badato alle renne e imparato la lingua sami in un’università locale. Per questo progetto aveva vinto nel 2008 una borsa di studio Fulbright. “ non sono andata li per fare foto sulle usanze apparentemente arretrate di quella cultura. Ho creduto che la cosa migliore da fare fosse andare li, imparare la lingua e capire ciò che rende unico questo popolo”, dice. “ Osservando glia latri nel loro per- corso di vita ho anche imparato cose di me stessa. Siamo tutti esseri umani e affrontiamo tutti gli stessi problemi.” Il suo lavoro è in mostra alls Smithsonian National Portrait Gallery,al Museo Svedese di Etnografia e al Museo Ajtte dedicato al popolo Sami.

Gianluca Colla

Gianluca Colla nasce a Reggio Emilia nel 1976 e dopo gli studi di Ingenieria Edile ed Architettura, in seguito ad esperienze lavorative in vari settori, la passione per i viaggi e l'amore per la fotografia lo spingono ben presto a coniugare le due passioni, facendone la propria professione. La conoscenza approfondita nel campo della fotografia, ed in particolare nel settore digitale, lo portano a lavorare in campi molto diversi, incluse collaborazioni con la National Geographic Society, Blockbuster, World Gold Council, Wind, United Bank of Swiss, Toyota, Saatchi&Saatchi, The BlueZones, Bloomberg. Sue immagini sono apparse su varie pubblicazioni internazionali, tra cui National Geographic Magazine, New York Times, Los Angeles Times, Newsweek, CondèNast. Ha fotografato campagne pubblicitarie clienti quali Canon, UBS, Saatchi & Saatchi, e le sue immagini sono rappresentate dall'agenzia National Geographic Image Collection. Dal 2004 è membro e fotografo di "TheQuestNetwork" e "BlueZones" un team di esploratori e scienziati che uniscono l'amore per le esplorazioni, la divulgazione scientifica e l'uso delle tecnologie moderne per creare spedizioni interattive online. E' membro del NAPP (National Association Photoshop Professionals), tiene seminari ed annovera numerosi corsi di fotografia digitale. Quando non è on assignment, vive tra le foreste della Svizzera mangiando lasagne e tortellini. http://www.gianlucacolla.eu/

Antonio Politano

Fotografo e giornalista, è specializzato in reportage di viaggio che realizza in particolare per National Geographic Italia e La Repubblica. È autore di alcune pubblicazioni, tra cui I colori della luce per Linea d’ombra e l’Agenda del Viaggio per Edt/LonelyPlanet, del manuale Fotografare in viaggio e di alcuni documentari tv (per Rai e altre reti). Dirige Sguardi, rivista online di fotografia e viaggio di Nikon Italia. Ha vinto alcuni premi, tra cui il Fujifilm European Press Photo Award. Ha esposto, in collettive e personali, in Italia e all’estero, e curato mostre di fotografi vari. Ha creato e dirige il Master in comunicazione e cultura del viaggio e insegna in workshop dedicati alla fotografia e alla scrittura in viaggio. Cura il programma del Festival della letteratura di viaggio. Ha un blog – PhotoTravelling – all’interno del sito del National Geographic Italia. http://www.antoniopolitano.com/

Sergio Ramazzotti

Fotogiornalista e scrittore. Nato a Milano nel 1965, è autore di centinaia di reportage da tutto il mondo, apparsi sulle principali testate italiane e internazionali. È uno dei fondatori dell’agenzia fotogiornalistica Parallelozero. Le sue fotografie sono state esposte in numerose mostre personali in Italia e all’estero. L’ultima in ordine di tempo, The Liquid Stage, una mostra fotografica sul tema del rapporto fra uomo ed elemento liquido, al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 30 settembre al 23 ottobre 2011. Nel 1996 ha pubblicato il bestseller Vado verso il capo (Feltrinelli), cronaca di una traversata di tredicimila chilometri compiuta con i mezzi pubblici da Algeri a Città del Capo, adottato come libro di testo del corso di Sociologia del turismo all’Università Iulm di Milano. Con Feltrinelli ha pubblicato anche Carne verde(1999) e La birra di Shaoshan (2002). Nel 2003 è uscito Liberi di morire (Piemme), ambientato in Iraq durante l’ultima guerra. Nel 2005 è uscito il romanzo Tre ore all’alba (DeAgostini), ambientato fra l’Italia e l’Iraq. Nel 2006 ha pubblicato con Feltrinelli Afrozapping-Breve guida all’Africa per uomini bianchi, un libro di racconti africani frutto delle sue esperienze di viaggio nel Continente Nero. Nel 2008 ha pubblicato per Éditions du Chêne di Parigi e Thames & Hudson di Londra i due volumi fotografici Inde e Chine, nel 2010 il volume fotografico Afghanistan 2.0 per Leonardo International e nel 2012 il volume fotografico I Love Mary per Francesco Mondadori. Tra il 2008 e il 2011 è stato protagonista della serie di documentari sul fotogiornalismo Lauren Verslaat prodotti dalla tv privata olandese Veronica, del documentario in otto puntate Buongiorno Afghanistan prodotto da Sky Italia (di cui è anche uno degli autori) e del documentario Sos Lampedusa, sempre per Sky Italia. È stato uno degli otto fotografi italiani protagonisti della serie Fotografi, otto documentari sul fotogiornalismo prodotti e messi in onda da Sky Arte nel 2012-2013. Ha vinto il premio fotografico International Photography Awards di Los Angeles nel 2005, e due volte (2005 e 2010) il premio di giornalismo “Enzo Baldoni” della Provincia di Milano. http://www.parallelozero.com/photographers/sergio-ramazzotti-2

Emiliano Mancuso

Nato a Roma nel 1971, dove ancora vive Ha iniziato tardi a pensare alla fotografia come mezzo espressivo per documentare la storia e rappresentare la realtà. Inizialmente era interessato all’immagine solo come problema filosofico, sino a laurearsi in Filosofia nel 1997 per poi specializzarsi in Estetica. Lasciati gli studi postuniversitari, all’età di 28 anni ha iniziato a lavorare nel fotogiornalismo. Attualmente collabora con le più importanti testate nazionali ed internazionali. Dal 2009 è membro dell’Agenzia Contrasto.

Header M. De Zen

Si diploma con Lode all’Accademia di Belle Arti NABA di Milano dove studia comunicazione e fotografia. Prosegue la sua formazione a Londra; tornata in Italia collabora con agenzie di pubblicità e aziende. Nel 2003 fonda un’agenzia di comunicazione integrata e inizia la sua attività espositiva. Seguono le mostre Evoke (2007-2008) e Insight (2010-2012), collocato in vari allestimenti organizzati in più parti d’Italia e in Cina. Principali collettive: Volontariamente (Milano, Roma, Orvieto, Padova, 2012), Humankind (The powerHouse Arena, New York, 2010); Acqua Aria Fuoco Terra, della rivista National Geographic (Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2008). Partecipa a festival internazionali tra i quali: Orvietofotografia (2010-2012), Padiglione Italia del 14° Festival di Arte Fotografica di Lishui in Cina (2011), Circuito Off a Fotografia Euro­pea (Reggio Emilia, 2010), Festival Matières Sensibles di Lille (Milano, 2009), FotoGrafia (Roma, 2007-2008). Ottiene riconoscimenti in concorsi fotografici internazionali tra cui: Master Cup, PX3, IPA, FIOF Professional Photography Award, Premiofotografico. Nel 2011 e 2012 è assistente di Enrico Bossan e senior editor di due blog di fotografia. Tiene corsi e workshop di tecnica e linguaggio della fotografia. Si dedica a progetti di ricerca personale e di reportage tra il sociale e il documentario. È rappresentata dall’agenzia ASAblanca e da Galleria Gallerati di Roma. Ha base ad Asolo. www.moriadezen.com.

Marco Pinna

Redattore di National Geographic Italia dal 1998, Marco Pinna svolge il compito di photoeditor e ricercatore iconografico per il magazine italiano, mantenendo inoltre i rapporti con i fotografi e le agenzie e occupandosi delle iniziative fotografiche dedicate ai lettori per il magazine e per il sito web www.nationalgeographic.it. Sempre attivo sulla scena del fotogiornalismo e della fotografia italiana, partecipa a giurie di premi fotografici e letture portfolio per manifestazioni nazionali e internazionali, tiene corsi di fotografia, fotogiornalismo e photoediting, cura mostre di fotografia, svolge lavoro di consulenza per fotografi professionisti e ha realizzato libri fotografici in qualità di photoeditor e curatore. Da sempre, ha un occhio di riguardo nei confronti dei fotografi emergenti.

Annalisa D'Angelo

Nasce nel 1977 a Lanciano, Chieti. Nel 1995 si trasferisce negli Stati Uniti e nel 2001 consegue un Bachelor of Fine Arts presso l'Emerson College a Boston, USA. Dal 2001 al 2005 lavora presso il Toscana Photographic Workshop organizzando e seguendo corsi fotografici a stretto contatto con fotografi di fama internazionale tra cui Michael Ackerman, Machiel Botman, Lorenzo Castore, Jim Goldberg, Arno Minkkinen, e molti altri. Dal 2006 inizia una lunga ed intensa collaborazione con Paolo Pellegrin, fotogiornalista dell'agenzia Magnum Photos.  Nel corso degli anni ha curato per lui varie mostre tra cui Black Mountains e Haiti 2010 (con fotografie di Larry Towell, Bruce Gilden, Paolo Pellegrin e Peter van Agtmael), e collaborato alla realizzazione di libri, come As I Was Dying (Peliti Associati), Double Blind (Trolley Books), Photo Poche (Actes Sud), Paolo Pellegrin (Kunstfoyer der Versicherungskammer Bayern), 100 Photos of Paolo Pellegrin for Press Freedom (Reporters Sans Frontières). Da gennaio 2010 è curatrice, editor e consulente indipendente. Dallo stesso anno cura sequenze narrative di progetti video lavorando in collaborazione con Rat Creatives. Tra gli altri Blanco di Stefano De Luigi / VII e STORM di Paolo Pellegrin, Memory of Trees di Kathryn Cook. Nel 2011 cura Voodoonville di Paolo Marchetti nell’ambito del Festival del documentario Hai Visto Mai. Nel 2012 cura ADIL, Almost Dawn in Libya  da un'idea di André Liohn, in collaborazione con l'agenzia Prospekt. Nello stesso anno cura la versione italiana della mostra itinerante Lost&Found Project (fotografie di famiglia recuperate e restaurate dopo lo Tsunami del 2011) all'interno di FOTOGRAFIA Festival Internazionale di Roma (http://lostandfound311.jp/en/). Dal 2013 è photo editor della rivista free press The Trip e inoltre è parte del comitato scientifico del Festival Fotologgendo. Cura le mostre Forgotten Memories di Giovanni Cocco e Un Giardino su Misura di Giuseppe Moccia. Nell’ambito di FOTOGRAFIA Festival Internazionale di Roma cura la mostra Another Country di Paolo Pellegrin. Cura la mostra e il libro Daughters of the King di Federica Valabrega in collaborazione con Diego Orlando (BURN magazine). A giugno 2014, all’interno di Fotoleggendo, cura la mostra di Alvaro Deprit Al-Andalus che si aggiudica un premio di scambio con il festival Boutographies di Montpellier, Francia. A novembre 2014 collabora alla realizzazione della mostra CONGO di Paolo Pellegrin e Alex Majoli. Collabora alla realizzazione del libro e nel 2015 cura la mostra Memory of Trees di Kathryn Cook presso la galleria SOMarts a San Francisco.

(Foto: Erika Larsen, copyright National Geographic; Gianluca Colla, foto d'archivio delle attività del Bluocean's Workshop; Gianluca Colla, copyright National Geographic).

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Regione Calabria: i comunicati stampa dell’8 marzo 2015

(122) L'Assessore De Gaetano ha convocato una riunione sul problema della linea di trasporto tra Unical e Cosenza. L'Assessore Regionale ai Trasporti ed alle Infrastrutture Nino De Gaetano ha convocato per martedì prossimo,

dieci marzo, alle ore dodici, nella sede dell'Assessorato di Via Crispi-Catanzaro, un tavolo tecnico per affrontare la problematica legata alle linee del trasporto pubblico locale tra l'UniCal e l'area urbana di Cosenza. Al tavolo – informa una nota dell'Ufficio Stampa della Giunta regionale – parteciperanno anche gli amministratori dei comuni di Rende e Cosenza, i rappresentanti di AMACO, del Consorzio Autolinee e delle Ferrovie della Calabria. Attualmente il servizio non risulta essere adeguato alle esigenze degli studenti e la Regione ritiene di dover intervenire affinché si trovi una soluzione definitiva per questo annoso problema. o.m.


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Reggio di Calabria: Planetario Pitagora, martedì 10 conferenza della prof.ssa Patrizia Caraveo su “La ricerca aerospaziale, fiore all’occhiello dell’Italia e non solo”

(152) Promossa congiuntamente dal  Planetario Pythagoras, dal Lions Club Castello Aragonese e dall’ Associazione Culturale Anassilaos si terrà martedì 10 marzo alle ore 19,00 presso il Planetario Pythagoras di Reggio Calabria la conferenza della Prof.ssa Patrizia Caraveo,

 

Direttore dell’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano (IASF) sul tema “La ricerca aerospaziale, fiore all'occhiello dell'Italia e non solo”. Patrizia Caraveo si è laureata in Fisica all’Università di Milano. Dopo un periodo all’estero, è approdata all’Istituto di Fisica Cosmica derl CNR di Milano, poi confluito nell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Ha collaborato a diverse missioni spaziali internazionali dedicate all’astrofisica delle alte energie a cominciare dalla missione europea Cos-B. Attualmente è coinvolta nella missione europea Integral, nella missione della NASA Swift, nella missione italiana AGILE e nella missione NASA Fermi, tutte in orbita e pienamente operative. Il suo campo d’interesse principale è il comportamento delle stelle di neutroni alle diverse lunghezze d’onda. È stata tra i primi a capire il ruolo fondamentale delle stelle di neutroni nell’astrofisica delle alte energie. In anni di sforzi volti all'identificazione della sorgente Geminga, riconosciuta come la prima pulsar senza emissione radio, ha messo a punto una strategia multilunghezze d’onda per l’identificazione delle sorgenti gamma galattiche. Al termine dell’incontro – condotto dalla Prof.ssa Angela Misiano – alla studiosa sarà consegnato il Premio Anassilaos di Arte  Cultura Economia e Scienze 2015 per la Sezione Pythagoras, che così inaugura la 27^ edizione della rassegna. All’evento interverranno il Presidente della Provincia Giuseppe Raffa, il Sindaco Giuseppe Falcomatà, l’Assessore Provinciale alla Cultura Eduardo Lamberti-Castronuovo.  

 

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Calcio, Eccellenza, XXV^ giornata: Bocale-Sambiase 1-1

(107) Bocale Calcio-Sambiase Lamezia: 1–1. 
Bocale: Cuzzucoli, Romeo, Quattrone, Cucinotti, Bianchi, Catanzaro Gioia (28’ st Astuto), Di Fiore, Saviano (18’ st Mileto), Moreno All. Lo Gatto
.

 

Sambiase Lamezie: Starace, Torcasio A., Cefalà, Seck, Pepe, Okoriji, Torcasio A., Paonessa, Dama (35’ st Salvino), Amendola (32’ st Scalese), Gassamà (5’ st Provenzano) All. Petrucci
. Arbitro: Frasca di Ragusa. Assistenti: Guarnieri di Catanzaro e Tino di Vibo Valentia. 
Ammoniti: Gioia, Catanzaro, Quattrone, Cucinotti, Paonessa, Okoroji
. Marcatori: 18’ Di Fiore, 35’ Dama. Espulsi: Seck, Salvino. 
Recupero: 0’ pt, 7’ st
. Note: spettatori 150 circa, allontanati i tecnici Lo Gatto e Petrucci. Un Bocale sciupone butta al vento due punti d’oro per la corsa alla salvezza. La squadra di mister Lo Gatto gioca la partita perfetta e nel primo tiro in porta subito, due in tutta la gara, Dama risponde a Di Fiore. Il Bocale crea numerose occasioni da rete, bravo l’estremo difensore Starace ad abbassare la saracinesca. Dove non arriva il Bocale, ci si mette anche la terna arbitrale che all’undicesimo della ripresa non assegna un netto calcio di rigore per atterramento in area di Catanzaro che saltato il diretto avversario si sarebbe trovato solo davanti a Starace. Catanzaro viene addirittura ammonito per simulazione. La gara si sblocca al 18’ minuto: al quarto calcio d’angolo, Quattrone mette in mezzo, Romeo prolunga di testa, Di Fiore ci mette il piede per la zampata del vantaggio. Il Bocale avrebbe potuto sbloccarla prima, ma le conclusioni di capitan Saviano, Moreno e Catanzaro non producono gli effetti sperati. Nell’unica disattenzione, i biancorossi subiscono il pareggio di Dama: il numero nove giallorosso è libero di staccare nell’area piccola battendo cosi Cuzzucoli. Prima del doppio fischio arbitrale che sancisce il termine del primo tempo, Bocale vicino al gol con Saviano la cui punizione dal limite termina di poco al lato. La ripresa inizia sulla falsa riga del primo tempo, con il Bocale padrone del campo. Al sesto minuto Di Fiore non concretizza un’azione corale prodotta dai suoi compagni. All’undicesimo, netta svista arbitrale che non assegna un calcio di rigore per atterramento in area di Catanzaro che viene anche ammonito per simulazione. Sambiase vicino al vantaggio con Provenzano, ma Cuzzucoli compie un miracolo. Da un calcio d’angolo per il Bocale, a gioco ancora fermo, Seck colpisce Cogliandro e su segnalazione del primo assistente, l’arbitro Frasca espelle il giocatore senegalese. Da qui in poi piccolo parapiglia in campo che culmina con l’espulsione di un altro giocatore del Sambiase Salvino e l’allontanamento (senza motivo) dei due allenatori Lo Gatto e Petrucci. Col Sambiase in nove, il Bocale ci prova in tutte le maniere, ma gli ospiti tengono botta e dopo sette minuti di recupero portano a casa un punto. * Responsabile Comunicazione Bocale Calcio.

 

 

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Comune di Reggio di Calabria: Reggio Futura “Gruppo consiliare compatto e coeso”

(51) "La rappresentanza di Reggio Futura, nel Consiglio comunale della Città di Reggio Calabria, composta dai Consiglieri Antonino Maiolino, Antonino Matalone e Giuseppe D’Ascoli intende precisare

che nonostante le interpretazioni gratuite giornalistiche è un gruppo coeso che ha dato prova della propria determinazione in questi mesi di avvio del nuovo Consiglio comunale in particolare basti guardare al lavoro svolto nelle varie commissioni nei quali vi sono propri rappresentanti ed alla posizione dei consiglieri nelle sedute del Consiglio. E’ utile ribadire che Reggio Futura è risultata nella competizione elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale dell’ottobre 2014 il gruppo di minoranza che ha avuto il maggior numero di consensi. Reggio Futura, nonostante la mancanza di riferimenti partitici a livello nazionale ha come riferimento il centro destra nella sua variegata composizione. Pertanto, la partecipazione o la vicinanza a rappresentanti istituzionali eletti e non nelle file del centro destra o a gruppi appartenenti alla stessa area non è dimostrazione o volontà di “cambiare pelle” ma è semplicemente l’interesse a partecipare al dibattito politico interno al centro destra nel momento attuale di riorganizzazione. Tutto ciò sottolinea la libertà dei singoli consiglieri che pur appartenendo ad un gruppo ben connotato non rimane chiuso dietro logiche di vecchio stile ma partecipa attivamente e liberamente a processi politici di respiro nazionale. La difficile situazione politica che il Paese sta attraversando, si ripercuote inevitabilmente anche all’interno del nostro Consiglio Comunale. La crisi delle logiche di Partito e le contraddizioni che questa provoca sono purtroppo sotto gli occhi di tutti. E’ necessario allora che si individuino nuovi percorsi, per farsì, che l’attuale momento di transizione si risolva in un nuovo quadro politico. Il nostro gruppo di Reggio Futura, pertanto, rappresenta un vero punto di riferimento per tutti i moderati colpiti dalla mancanza di un progetto politico degno della nostra grande tradizione. Un’espressione, che superi la staticità dell’attuale partitismo pur lasciando ad ognuno la piena autonomia di adesione a ciò che resta dei Partiti che si collocano all’interno della nostra area nel solco del riformismo liberale rappresentato dal popolarismo europeo. Siamo convinti che oggi più che mai occorra sempre e comunque tutelare l’interesse generale della Città, il bene comune, unire e non dividere, costruire e non lacerare, guardare avanti e non indietro. Reggio Futura intende quindi operare affinché la Città possa raccogliere le sfide che l’attendono, all’interno di un progetto nazionale ed europeo che risponda alle attuali emergenze sociali ed economiche, al bisogno di coesione e di solidarietà, principi ineludibili di sana e buona politica. Restiamo critici e decisi oppositori dell’attuale Amministrazione, aperti a chi vorrà aderire, pronti alla protesta, ma anche alla proposta, inclini al dialogo se utile e produttivo, nel rispetto delle Istituzioni e sempre alla luce del sole". I consiglieri Comunali Antonino Maiolino, Antonino Matalone e Pino D’Ascoli.

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Pallacanestro, DNC, girone I: campionato in stand-by, al rientro Vis decisa a riprendere il cammino verso i play-off

(104) Il campionato questo week end si ferma per le final eight di Coppa italia a Rimini. La Vis, così come le altre compagini del girone, ne approfitterà per ricaricare le batterie in vista del rush finale.

 

Due sono gli imperativi categorici in casa bianco/amaranto: archiviare in fretta la sconfitta beffa maturata nell’ultimo turno contro Capo d’Orlando e ripartire di slancio a suon di vittorie verso la post season. È inutile negarlo: il ko interno maturato all’ultimo secondo contro i paladini di coach Condello ha fatto male, lasciando l’amaro in bocca e tanti rimpianti. I reggini hanno ceduto la vetta della classifica a Cefalù, sono stati affiancati (e superati per via dello scontro diretto sfavorevole) dalla stessa Capo d’Orlando e hanno visto avvicinarsi pericolosamente Patti, distante ora solo quattro lunghezze, ma con una gara in meno. Nulla è ancora compromesso, ma da qui alla fine del campionato non sono più ammessi passi falsi. Grasso e compagni hanno nel loro dna il potenziale per lasciarsi alle spalle l’ultima dolorosa sconfitta e tornare a fare la voce grossa. La concorrenza è agguerritissima, ma i reggini hanno ancora nelle loro mani il proprio destino e sanno che, vincendole tutte, si aprirebbero le porte del paradiso senza dover attendere i risultati provenienti dagli altri campi. In questi giorni la Vis, nonostante la sosta del torneo, ha lavorato sodo in palestra e lo farà anche la prossima settimana per farsi trovare pronta alla ripresa. Il 15 marzo al PalaBotteghelle subito un test arduo, da prendere con le pinze, contro il Green Basket Palermo che proprio a Reggio si gioca le ultime chances di centrare i play off. Un match da vita mea mors tua assolutamente da non fallire per eliminare definitivamente una diretta concorrente alle prime tre piazze. * Ufficio Stampa Vis Reggio calabria.

 

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Regione Calabria: i comunicati stampa del 7 marzo 2015

(120) Martedì dieci marzo, all’agroalimentare di Lamezia, ore 16,30, convegno su “Garanzia giovani, un’impresa per il tuo futuro”. L’Assessorato regionale al “Lavoro” ha organizzato per martedì prossimo, dieci marzo, alle ore 16,30, nel centro agroalimentare di Lamezia Terme, un’importante convegno

 

sul tema “Garanzia giovani, un’impresa per il futuro”. Sono previsti i saluti del sindaco di Lamezia, Gianni Speranza, del Presidente della Provincia, Enzo Bruno, e del Presidente del Consiglio regionale Antonio Scalzo. I lavori – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta regionale -coordinati dal Dirigente generale del Dipartimento regionale “Sviluppo economico e lavoro” Antonio De Marco, saranno aperti dal Presidente di Unindustria Calabria Natale Mazzucca. Parleranno, quindi, Paolo Reboani, Presidente di “Italia lavoro”; Stefano Scabbio, Presidente Assolavoro e l’Assessore al “Lavoro ed allo Sviluppo economico” Carlo Guccione. Concluderà il Presidente della Regione Mario Oliverio. o.m.

 

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Calabria: Nucera (Popolari e Liberali) “Solidarietà a Tonino Scalzo”

(121) Il coordinatore regionale del Movimento dei Popolari Liberali, on. Giovanni Nucera, esprime tutta la vicinanza personale e politica all’amico Presidente del Consiglio Regionale, Tonino Scalzo, vittima di un vile atto intimidatorio

 

certamente riconducibile a gesti di pura follia che mortificano non solo la dignità delle Istituzioni ma anche il buon nome della Calabria. “Respingiamo con forza episodi di questa natura – continua Nucera –  e siamo certi che le Istituzioni sapranno reagire a tale miserevole atto. Come Popolari Liberali saremo a fianco dell’amico Scalzo ed alla sua famiglia, consapevoli che solo una forte solidarietà potrà respingere ogni azione violenta che menti bacate pensano di poter esercitare nei confronti delle rappresentanze istituzionali e della politica”.

 

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Al via “SocialTalk”: una trasmissione dei giovani per i giovani. Nata dalla sinergia tra Arcidiocesi ed RTV andrà in onda la domenica e sarà diffusa sui social

(150) A partire da domenica 8 marzo andrà in onda alle ore 18.00 su Rtv (canale 14 del digitale terrestre) la trasmissione “SocialTalk”, ideata e realizzata dalla redazione di Rtv e dalla Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova.

 

Si tratta di un format finalizzato alla riflessione del mondo giovane su alcune tematiche di rilevanza sociale, che sono anche care alla dottrina sociale della Chiesa. È stato proprio l'Arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, Mons. Morosini, che ha avvertito l'esigenza di proporre ai giovani, proprio in prossimità del Sinodo loro dedicato, un'occasione di approfondimento su temi di ambito sociale particolarmente legati alla realtà calabrese. Infatti le prime cinque puntate della trasmissione, che coincidono con il periodo Quaresimale, saranno focalizzate su ambiti particolarmente delicati della dottrina sociale: Bene Comune, Giustizia e Perdono, Libertà, Ambiente e Territorio, Fede e Speranza. Ciò che rende ancora più interessante la trasmissione è la modalità con la quale è articolata. Si alterneranno tre giovani, molti dei quali iscritti all'Università Mediterranea di Reggio Calabria, che condurranno una vera e propria conversazione sul tema della puntata con un esperto che opera nel contesto cittadino o provinciale. Il dialogo tra i giovani e l'esperto avverrà attorno al tavolino di un bar, durante la consumazione di un caffè. Gli esperti che parteciperanno alla trasmissione sono: il Sostituto Procuratore Dott. Roberto Di Palma; il Prof. Antonino Spadaro, ordinario di diritto costituzionale; il Prof. Attilio Gorassini, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza ed Economia della Facoltà Mediterranea; la Prof.ssa Matilde Pietrafesa, ordinario di Fisica Tecnica ed Ambientale ed infine l'Arcivescovo di Reggio Calabria, Mons. Giuseppe Fiorini Morosini. Dopo la messa in onda sul canale di RTV, le puntate di “Social Talk” saranno diffuse anche attraverso i profili Social della trasmissione (Facebook, Twitter e Google), al fine di favorirne la visione da parte dei giovani. Rtv trasmetterà Social Talk la domenica alle ore 18.00 e poi in replica mercoledì alle 22.15 e venerdì alle 21.15. Sui Social ogni puntata sarà disponibile dal lunedì mattina.

 

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Reggio di Calabria: Lukas ai suoi allievi “Ci divertiremo ma soprattutto, onoreremo la danza”

(151) Arriva in città direttamente dal Regno Unito dove lì è stato incoronato come miglior ballerino nel reality britannico “Got to dance” trasmesso su Sky1 e, nella sala Conferenze della Provincia, promette ai suoi allievi: “Ci divertiremo ma soprattutto, onoreremo la danza”.

 

Accolto dal consigliere provinciale Francesco Cannizzaro, dalla ballerina Alessia Pizzichemi e dal direttore amministrativo Marco Rizzi, ideatori della giornata studi danza, il noto coreografo canadese Lukas Tyrell McFarlane si è presentato agli allievi del centro studi M.A.D e prima di dedicarsi alle due sessioni del workshop, ha rivelato qualche “segreto” per diventare un bravo professionista. “Non è semplice e se poi capita un infortunio nel corso della carriera è difficile rialzarsi ma se la passione è più forte del dolore come ce l’ho fatta io, ce la farete voi – afferma Lukas che ringrazia per l’ospitalità e l’affetto dimostrato dal centro studi M.A.D – E’ fondamentale studiare quotidianamente ma è altrettanto importante confrontarsi con altre realtà per carpire tecniche, stili, modi di interpretare questa vasta disciplina che è la danza”. E proprio sullo scambio artistico hanno puntato i due giovani promoter Pizzichemi e Rizzi che, con le proprie risorse economiche, hanno creato questa giornata studio per i ballerini della città e non solo. “Un plauso va fatto alla coreografa e brava danzatrice reggina Pizzichemi e al direttore amministrativo Rizzi per aver portato in città un importante momento di confronto e scambio culturale per un settore che è in continua evoluzione – afferma il consigliere Cannizzaro – Questi progetti artistici servono non solo a chi ama la danza e si sacrifica, studia, lotta quotidianamente perchè spera di calcare i palcoscenici nazionali e non, ma anche a noi che da attenti amministratori dobbiamo aiutare questi giovani che, da soli,  sono riusciti a mettere su un evento che ha catalizzato un parterre eterogeneo”. E le vere star per il noto coreografo canadese Lukas sono proprio i due giovani Alessia e Marco, le due menti del M.A.D con i quali probabilmente la collaborazione non finirà oggi. “Rimaniamo sempre noi stessi – conclude Lukas – apriamoci a nuove collaborazioni, studiamo con maestri della danza e impariamo da loro i segreti di questo vasto mondo ma balliamo esprimendo sempre noi stessi e non qualcosa che già c’è perché imitare qualcuno non ci farà un bravo ballerino ma una copia di ballerino”.

 

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Reggio di Calabria: la Destra Reggina “L’Odeion, mistificazioni a 90 giorni dalla (s)volta”

(50) "I Movimenti politici e la Destra militante si sono dati appuntamento stamane nei pressi dell’Odeion, sito nel cuore urbano di Reggio, per farne il simbolo della politica del centrosinistra, dei proclami e degli spot che ha contraddistinto questi mesi di governo cittadino.

 

Non potevamo restare indifferenti dinanzi alla supponenza offerta alla Città in occasione del proclama sui primi 90 giorni di amministrazione comunale, tanta superficialità nella grossolana ed improvvisata elencazione di temi, cose ed opere che non hanno alcuna corrispondenza sul vissuto quotidiano ma che, per contro, manifestano la palese incapacità della sinistra di affrontare in modo concreto problematiche che stanno facendo regredire la qualità della vita residenziale. Proprio l’Odeion, intervento già  realizzato negli anni scorsi, risulta inserito in testa all’elencazione di una serie di attività che questa amministrazione comunale intenderebbe realizzare, proprio a rappresentare l’esempio di come, in una decina di slide, si sia cercato di mistificare un’ incapacità operativa e progettuale presentando attività già realizzate ma poste all’attenzione dell’ opinione pubblica come nuove. E’ sotto gli occhi di tutti l’immagine di una Città che vive nel dissesto viario, nella mancanza di manutenzione nelle reti idriche, nel problema dei rifiuti e dell’igiene ambientale, una stagione lontana da “primavere” elettorali; una stagione nuova che ha dato seguito  soltanto a poche azioni,  già in fase di avanzamento: l’inaugurazione di Via Aspromonte, il progetto di Piazza Duomo, l’appalto per la ristrutturazione della scuola di Catona “L.Radice”, l’appalto per i collettori fognari ed il Corso Garibaldi, tutte opere primarie nell’azione del CentroDestra sino al 2012. Certo vi è del nuovo nella “Svolta”, basta guardare alle nuove risorse che il centro sinistra ha messo a disposizione di Reggio dopo i selfie radical chic renziani, milioni di euro già assegnati al Comune e che il centro sinistra è stato in grado di definanziare: circa 10milioni nel Decreto reggio, 40 milioni sul piano della mobilità, la paventata delocalizzazione delle officine OMECA, i finanziamenti in carico alla SATI come l’impianto di energia termica alternativa di Parco Caserta ed il BikeSharing; sono queste le principali disfatte sul fronte della programmazione politica del primo cittadino. Certo le slide di Palazzo San Giorgio su tutto questo tacciono, palesando la necessità di dover dire qualcosa alla Città che reclama ed utilizzando elencazioni, prive di riscontro nella realtà, su temi che ben altro approfondimento meriterebbero. Per tutte ne citiamo talune importanti sulla trasparenza e la legalità, temi spesso strumentalizzati e su cui necessita concretezza: guardiamo al concorso AVR che, a differenza del metodo in passato adottato dal centro sinistra sulle assunzioni, andrebbe affidato ad una commissione nominata dalla prefettura con rappresentanti delle forze dell’ordine; il settore delle opere pubbliche dove si annidano sprechi ed inefficienze che possono essere risolte con l’attivazione del Sistema Informatizzato di Gestione,  già attivato da RECASI nel 2011 e che può fornire la tracciabilità sistematica dell’azione politico amministrativa nei lavori appaltati; le manutenzioni su strada dove non si riattiva, inspiegabilmente, il sistema di segnalazione informatizzato, strumento a costo zero  che coinvolgeva anche gli uffici circoscrizionali fornendo al cittadino la possibilità di avere riscontro sull’iter negli interventi; la differenziata, di cui si disconosce l’incidenza dei  costi, maldestramente adottata con un sistema già utilizzato in passato e superato in tutte le Città per efficienza ed economicità da quello porta a porta; le case popolari, settore dove proprio  la sinistra inaugurò l’utilizzo delle assegnazioni fuori graduatoria, mentre l’impegno contro le occupazioni abusive con gli sfratti coattivi è targata anno 2011; infine un richiamo a quella lotta agli abusivi che certo non può essere rappresentata dal sequestro di un migliaio di dischetti da una bancarella dei “Vu cumpra”, che invece continuano a stazionare per le strade; ci dica, infine, la sinistra della proposta di Legge, a targa PD, che vede la delocalizzazione da Reggio della sede dei Beni Confiscati, simbolo reale di lotta alle mafie. Precisiamo, nessuno oggi intende percorrere la strada delle rivendicazioni su quanto era stato avviato ed interrotto con l’infausto commissariamento di Reggio, ma si può e si deve ripartire da quanto di positivo si è fatto, senza infingimenti o preclusioni, tante azioni concrete che il centro Destra ha già strutturato e si offrono per una Città che, al di là di posizioni politiche contrapposte, deve ritrovare l’unità di intenti. Abbassamento delle imposte, futuro delle società partecipate e dei lavoratori, ripresa delle azioni infrastrutturali e degli investimenti; queste le priorità su cui l’amministrazione e la Politica devono  misurarsi, con la logica del confronto e della proposta. Noi saremo qui, attenti a  contrastare le scelte contro la Città ed a stigmatizzare ogni atteggiamento di superficiale propaganda che nasconde un’ incapacità nell’agire, mortificando la intelligenza e soprattutto la dignità di una Comunità, come quella Reggina, piegata storicamente ed ancora una volta dalle logiche di potere e dalla menzogna". I Movimenti Civici e la Destra militante: Destra per Reggio, Alleanza Calabrese, Reggini Indignati e Reggio Futura.

 

 

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Calcio, serie D, girone I, XXV^ giornata: HinterReggio-Tiger Brolo 4-1

(105) HinterReggio-Tiger Brolo: 4-1.  HinterReggio (4-3-2-1): Parisi 7,5,  Maesano 6,5,  Scoppetta 6,5, Papasidero 6, Filidoro 6 (35’ st Cianci s.v.), Forgione 6, Corso 7, De Marco 6,5, Spanò 6, (24’ st Favasuli s.v.), Lavrendi 7,5 Crisalli 6 (1’ st Manganaro 7). A disposizione: Trani, Morabito, Neri, Ciccone, Lavilla, Sergi, Favasuli. Allenatore: Ferraro 7.

 

Tiger Brolo (4-3-3): Valenti 6, Ferrante 5 (3’ st Cirianni 5), Kouadio 5, Falanca 5, Zingales 5; Lupo 5, De Cristofaro 5, (24’ pt Saani 6), Addamo 5, Di Senso 5,5,  Sparacello 5,5, Schirò 5 (21’ st Cuccia s.v.). A disposizione: Mannino, D’Emanuele, Aloe, Carbonaro, Calabretta. Allenatore: Galfano 5. Arbitro: Pashuku di Albano Laziale (Martinelli e Capolupo di Matera). Marcatori: 11’ pt Lavrendi (H), 18’ pt Corso (H), 21’ pt De Marco (H), 40’ st Manganaro (H) 43’ st Saani (T). Spettatori: un centinaio circa. Ammoniti: Valenti, Sparacello (T), Spanò (H), Forgione (H). Note: 23’ pt Valenti (T) para un rigore a Lavrendi (H). Espulsi: 30’ st Addamo (T) per proteste; 45’ st Cirianni per gioco scorretto. Angoli: 2-7. Recupero: 4’ pt e 3' st. Onore e merito, al tecnico Ferraro e ai ragazzi biancazzurri, che, a dispetto di quello che succede, nella stanza dei bottoni, onorano la maglia nel migliore dei modi, seppellendo, sotto una valanga di gol il Tiger Brolo, Ci è sembrato, di vedere la squadra delle prime gare, dove, i giocatori si divertivano a giocare e a conquistare vittoria su vittoria. Una gara, subito in discesa, grazie ad una superiorità, tecnico tattica ad ampio raggio, con giocate da applausi, con il centrocampo ispirato specie nell’indemoniato Lavrendi. Tre punti, importanti, nella lotta salvezza, su un futuro incerto e pieno di incognite. Cronaca: dopo appena 11 minuti, L’Hinterreggio, passa in vantaggio, dalla destra, Spanò, mette in mezzo, Lavrendi si catapulta sul pallone e insacca alle spalle di Valenti. 18’, L’Hinterreggio raddoppia, dai 40 metri, Corso, lascia partire una fiondata, con una parabola che inganna il portiere ospite. 21’, fa tutto Lavrendi, il cross, sulla traiettoria, interviene con il braccio Falanca, l’arbitro, decreta il calcio di rigore, dal dischetto, batte Lavrendi, Valenti intuisce e respinge, De Marco anticipa tutti e mette a segno il terzo gol. Il secondo tempo, si apre con un gran tiro di Spanò fuori di poco. 5’, azione spettacolare dei ragazzi di Ferraro, Manganaro, tocca su Spanò che innesca Lavrendi, bravo il portiere sul tiro dell’ex Reggina. 14’, punizione di Di Senso, Parisi  in tuffo manda in angolo. 23’, ancora una sfida sull’asse Di Senso,  Parisi, punizione del centrocampista siciliano, Parisi, in tuffo, toglie il pallone dal sette, con di Senso, pronto ad esultare. 32’, assist di Manganaro per l’avversario lupo, Parisi ci mette una pezza. 40’, i biancazzurri, calano il poker, davanti alla tifosa Parlamentare siciliana Sonia Alfano, azione personale di Maesano, il quale semina il panico sulla corsia di destra, il cross, pallone sui piedi di Manganaro che fulmina Valenti. 43’, arriva il gol della bandiera del Tiger, Saani, stop e tiro al volo nulla da fare per l’incolpevole Parisi.

 

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