Grosseto Reggina 2-2: tabellino, cronaca e commento

Grosseto – Reggina: 2-2. Grosseto (4-4-1-1): Acerbis; Vitofrancesco, Conteh, Melucci e Mora; Esposito (Alfageme dall’82°), Papini (Joelson dal 66°), Carobbio (c) e Job (Fautario dal 79°); Consonni; Pichlmann. In panchina: Aldegani, Crescenzi, Fautario, Vitiello, Asante, Joelson e Alfageme. All.: Sarri. Reggina (3-5-2): Marino; Adejo, Cascione e Valdez; Barillà, Vigiani (Pagano dall’80°), Tedesco (c), Missiroli e Rizzato; Viola (Rizzo dal 61°) e Bonazzoli. In panchina: Fiorillo, Camillieri, Montiel, Costa, Cacia, Brienza e Pagano. All.: Breda. Arbitro: Gava di Conegliano Veneto. Assistenti: Alessandroni ed Altomare. Andata: 1-1 (Pagano e Pinilla) Marcatori: Viola al 60°, Vigiani al 64°, Joelson al 67° e Consonni (rig.) al 92°. Ammoniti: Papini al 39°, Viola al 60°, Barillà al 62° Bonazzoli all’87°. Recupero: 1’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Note. Nel Grosseto sono squalificati Turati e Federici e sono diffidati Freddi, Papini, Consonni e D’Alesssandro; nella Reggina è squalificato Lanzaro e sono diffidati Adejo, Vigiani, Brienza, Barillà, Costa, Castiglia e Pagano. Due assenti perché impegnati con le nazionali: D’Alessandro (con l’Under 19) e Carmona (con la nazionale maggiore cilena in preparazione ai Mondiali).

La cronaca ed il commento. Grosseto ancora con qualche speranza di accesso ai playoff e Reggina alla ricerca dei 3 punti per la matematica salvezza. Prima della gara osservato un minuto di silenzio in memoria dei due ultimi militari italiani morti in Afghanistan. Brienza manda in campo sin dal primo minuto il giovane Viola e lascia in panca il giocatore amaranto più tecnico e senza il quale vedremmo con occhi rassegnati questa gara e cioè Brienza. L’unica motivazione veramente plausibile, e non verosimile come magari dichiarerà qualcuno in seguito, è la consapevolezza da parte Foti di avere la salvezza in tasca (la settimana prossima al “Granillo” le farà visita un già salvo e demotivato AlbinoLeffe) e, quindi, di mettere in vetrina chi può aver mercato da qui ad agosto (da commerciante qual è, ci saremmo straniti del contrario). La prima occasione è dei padroni di casa con Esposito che calcia in porta ma non coglie di sorpresa Marino attento ben posizionato. All’8°, su azione nata da corner, ci prova Valdez di testa ma il pallone termina alto sulla traversa. Al 10° ci prova proprio Viola ma il suo tiro finisce decine di metri lontano dalla porta (se la vetrina gli fa questi effetti Foti non sarà affatto contento). Ma, in fondo, non contano le prestazioni quanto le presenze in campo. Al 13° Reggina vicinissima al goal. Viola si riscatta e serve Bonazzoli che prova la conclusione al volo di destro ma il pallone sfiora il palo dal lato opposto al tiro. Gara dai ritmi blandi, rigorosamente da fine stagione e da, conseguente, deliziosa pennichella primaverile. La cronaca della gara non ci consente di scrivere nulla per interminabili minuti e lo spettacolo è davvero mediocre considerato che le due formazioni, ufficialmente (ma non ufficiosamente) devono ancora raggiungere i rispettivi obiettivi. Quello del Grosseto è strettamente legato al risultato di Cittadella-Crotone in cui, per sognare i playoff e giocarseli nell’ultima gara ad Empoli, i padroni di casa dovrebbero perdere (e non è così giacché i veneti sono già sul 2-0 in proprio favore); quello della Reggina, invece, è legato a ben poco partendo dal presupposto che, tra 7 giorni, l’AlbinoLeffe verrà a Reggio senza la benché minima voglia ma solo per dovere. Il pubblico di Grosseto si gode il sole e fischia i propri giocatori: come biasimarli visto che, a campi invertiti, anche la Reggina subirebbe lo stesso trattamento? Al 43°, ben mezz’ora dopo l’ultimo spunto degno di cronaca (!), timidamente ci prova la Reggina con Barillà il cui colpo di testa in area è controllato da Acerbis che lo vede terminare alto. Il primo tempo finisce qui ed il nostro netbook può comodamente scivolare in standby per l’ennesima volta senza che venga “disturbato” per almeno altri 15 minuti. Fortuna vuole che siamo solo a 7 giorni dalla fine di un campionato lunghissimo e logorante non fosse altro che per le ennesime delusioni che Foti & Co. ci hanno regalato anche quest’anno per il secondo anno consecutivo. Raggiunto l’obiettivo (e che obiettivo!) salvezza, ci auguriamo che nessuno venga al nostro cospetto manifestandosi contento e soddisfatto. In verità, non crediamo ci siano spunti per esserlo se non per aver evitato la Lega Pro. Certo, Foti sarà di diversa opinione ma come non capirlo? La Reggina si salva e lui incassa (sempre e comunque) vendendo i pochi che hanno fatto bene quest’anno (Brienza su tutti, ma anche Missiroli, Adejo e forse anche qualcun’altro). Beato lui. E la Reggina? Ancora un anno di B e per il resto si vedrà! Inizia il secondo tempo e la Reggina mostra di esserci sul campo. Prima Barillà ci prova ma il suo tiro viene smorzato e termina tranquillamente tra le braccia di Acerbis. Poi Bonazzoli viene lanciato tutto solo diretto in porta ma, volontariamente ed inspiegabilmente, rallenta (!) la sua corsa consentendo allo stesso Acerbis tutto il tempo di cui ha bisogno per uscire e bloccare. L’episodio è indicativo abbastanza o occorre dell’altro per spiegare a che tipo di gara stiamo assistendo? I tifosi amaranto anche a Grosseto cantano “Solo per la maglia, noi ci siamo solo per la maglia” e noi condividiamo aggiungendo il nostro doverci essere anche solo per dovere nei confronti dei nostri lettori. Che noia! Che barba, che noia! Al 54° ci prova il Grosseto con Esposito ma, provvidenzialmente, sulla traiettoria del tiro diretto in porta si mette Valdez che respinge. Il raggiungimento dell’obiettivo salvezza, per la Reggina, dev’essere rinviato. Se, infatti, Reggina e Triestina oggi ottenessero lo stesso risultato la Reggina sarebbe salva aritmeticamente in virtù della differenza reti negli scontri diretti contro gli alabardati (vittoria per 3-1 all’andata e sconfitta per 1-2 al ritorno), ma la Triestina è appena andata in vantaggio e quindi. Nemmeno il tempo di finire di scrivere e la Reggina passa. E’ il 60° e Viola (nella foto festeggiato a Cesena), sfruttando un assist di Missiroli, appoggia lentamente in rete e realizza il suo secondo goal in stagione dopo quello nella gara vittoriosa all’esordio in campionato a Cesena (per la cronaca, un minuto dopo esce lo stesso Viola ed entra Rizzo: stessa motivazione, stessa operazione commerciale di cui abbiamo già detto prima). Nel frattempo la Triestina si fa raggiungere dall’Ancona e la salvezza amaranto è ancora più solida. Lo è addirittura ancor di più al 64° quando la Reggina raddoppia. Barillà crossa basso da destra, da dietro arriva Vigiani (nella foto) ed insacca quello che rappresenta il suo primo goal stagionale. Il risultato è al sicuro così come anche la prossima partecipazione al campionato di B 2010/2011. Che assai magra consolazione, ma meglio di così non poteva essere. Il pubblico di casa fischia (e non ha torto) e trova “consolazione” divertendosi a cantare cori contro il Modena che perde a Cesena. Nel frattempo il Grosseto accorcia le distanze. E’ il 67° e Joelson (ex amaranto e di proprietà ancora reggina), raccogliendo un cross da destra di Esposito, schiaccia di testa in rete sorprendendo Marino. Poco male, per la Reggina obiettivo raggiunto anche con il pareggio se la Triestina non vince contro l’Ancona. Al 72° ci riprova il Grosseto che, ormai abbandonati i sogni di gloria con il Cittadella che sta battendo il Crotone per 3-0, prova a non perdere la sua ultima gara casalinga. E’ Consonni che, di testa, mette fuori raccogliendo un cross proveniente da sinistra. All’84° la cronaca ci impone di segnalare che alla Reggina è, di fatto, negato un rigore nettissimo per una vistosa, quanto inutile, spinta di Melucci ai danni di Tedesco. Né l’assistente Alessandroni né l’arbitro Gava intervengono ed il gioco prosegue. In fondo anche Tedesco, dopo un abbozzo di protesta se la ride, si alza e riprende a giocare. Anche questo è il calcio o, per meglio dire, in occasione di una partita come questa ed, in vero, di tante altre ancora. La cronaca segnala che prima Missiroli e poi Pagano si divorano il terzo goal, quello della tranquillità assoluta, e si sta ancora con il patema d’animo. Patema che si realizza al 91° allorquando il Grosseto beneficia di un rigore per uno stupido fallo di Cascione su Alfageme. Consonni va sul dischetto e spiazza Marino. Immediatamente dopo l’arbitro Gava fischia la fine della gara e si scatena un parapiglia con i giocatori della Reggina che se la prendono con Consonni “reo” di aver segnato un goal inutile per i suoi e che, d’altro canto, complica un po’ le cose ai reggini qualora la Triestina battesse l’Ancona (cosa che avviene con un altro rigore al 96°, n.d.r.). La solita storia, le solite cose: chiediamo la regolarità del campionato e la sportività di tutte le squadre salvo poi arrabbiarci se ciò avviene a scapito nostro. Questo è il calcio del terzo Millennio, questo è il calcio del business. La sostanza è che Reggina – AlbinoLeffe di domenica prossima non sarà più una gara senza storia, ma è diventata decisiva per la salvezza amaranto. Occorrerà, infatti, battere i bergamaschi per raggiungere l’obiettivo. La Reggina, ancora una volta, artefice dei suoi mali: ha giochicchiato “rinunciando”, di fatto, a realizzare il terzo goal e, poi, ha regalato, perché di regalo di Cascione si tratta, il rigore del pari salvo poi incazzarsi con chi l’ha realizzato. Mah! “Stranezze” del calcio del Termo Millennio. Ad majora (o malora?)!

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Author: Maurizio Gangemi