Serie Bwin, IX^ giornata: Reggina Pescara 0-0 (primo tempo)

Reggina – Pescara: 0-0. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza e Costa; Laverone, Rizzo, Tedesco, Barillà e Rizzato; Missiroli (c) e Bonazzoli. In panchina: Marino, Acerbi, Castiglia, Zizzari, Montiel, Campagnacci e Sy. All.: Atzori (nella foto). Pescara (4-4-1-1): Pinna; Zanon, Olivi (c), Mengoni e Mazzotta; Del Prete, Cascione, Tognozzi e Bonanni; Soddimo; Ganci. In panchina: Bartoletti, Sembroni, Petterini, Nicco, Verratti, Stoian e Sansovini. All.: Di Francesco. Arbitro: Baracani di Firenze. Assistenti: Schenone di Genova e Giallatini di Roma. Quarto uomo: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. Ammonito: Zanon al 6°. 

Note: la partita, valida per la nona giornata della Serie Bwin 2010-2011, si giocherà su un campo reso pesantissimo dal violento nubifragio che si è abbattuto sulla città dello Stretto sin dalle prime ore dell’alba di stamane causando non pochi problemi alla normale vita cittadina. Il Pescara fa visita alla Reggina per la 15ma volta (10 le vittorie amaranto, 3 i pareggi ed una sola vittoria pescarese ottenuta il 22.09.1996 con il risultato di 3-2 grazie alle reti di Di Giannatale, Visentin, Gelsi, Gianpaolo ed ancora Visentin). L’ultima apparizione del Pescara a Reggio è datata 10 gennaio 1999 (finì 3-0 per i padroni di casa con reti di Martino, autogoal di Lambertini e Sussi) nel campionato che sancì la prima storica promozione dei reggini in serie A (l’allora Reggina di Bolchi vinse poi anche la gara di ritorno all’Adriatico per 2-0 con reti di Cannarsa su autogoal e Possanzini). Nella Reggina, rispetto alla gara vinta domenica scorsa a Frosinone, mancano Giosa e Colombo, entrambi per infortunio, ed Acerbi, Viola e Campagnacci, per scelta tecnica (al loro posto Costa, Tedesco e Missiroli spostato a far coppia in attacco con Bonazzoli). Rientra dopo la squalifica il centrale difensivo Cosenza. Infortunio anche per Maniero tra le fila degli ospiti che dovranno rinunciare anche a Gessa, squalificato, autore del goal vittoria nella gara all’ “Adriatico” contro il Sassuolo. 4 ex tra terreno di gioco e panchina: uno nella Reggina, Zizzari (25 presenze nel Pescara con 4 goals all’attivo tra cui quello decisivo nei playoff per la promozione in B), e tre nel Pescara, Cascione (60 presenze), Tognozzi (56) e Ganci (10). La Reggina del tecnico Atzori arriva a questa gara forte dei suoi 14 punti che valgono il quarto posto in classifica e dopo una striscia positiva di 4 gare (3 vittorie – Modena e Vicenza in casa e Frosinone domenica scorsa in trasferta – ed un pareggio – a Bergamo contro l’Atalanta). Il Pescara, che di punti ne ha 12 ed è decima, proviene da 3 vittorie consecutive (fatto che non accadeva dal 1999) di cui l’ultima in casa ottenuta contro il Sassuolo vantando uno score complessivo di 3 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte. Arbitra Baracani di Firenze che giunge al “Granillo” per la quarta volta e che nei tre precedenti ha sempre portato bene ai padroni di casa vittoriosi negli anni con Piacenza, Frosinone e Gallipoli. Un’ultima nota. Se dici “Pescara” ai reggini non può che tornare in mente una ed una sola partita (forse ancor più indelebile nei ricordi rispetto a quella vinta il 30 maggio 1999 ed a cui abbiamo accennato che sancì, di fatto, la scalata verso la conquista del passaggio nel massimo campionato): ci riferiamo allo spareggio valido per la promozione in A giocato dieci anni prima, appunto a Pescara il 25 giugno 1989, e perso ai rigori contro la Cremonese con un “Adriatico” stracolmo di 30000 reggini che invasero la città abruzzese e solo un centinaio di tifosi lombardi al seguito. Cronaca e commento. Primo pericolo per la porta abruzzese al 6°. Sugli sviluppi di un calcio di punizione calciato da Tedesco dalla sinistra, la palla attraversa tutto lo specchio della porta senza che nessun amaranto riesca ad intercettarla spingendola in rete. Ci pensa a farlo uno degli 11 pescaresi presenti nella propria area di rigore, ma ovviamente in corner. All’11° prova a far male Laverone. Conquistata palla sulla fascia di sua competenza, entra in area e calcia bene sul primo palo. Pinna è attento e devia in corner. La gara è piacevolmente vivace. Da un lato i padroni di casa che cercano di trovare il bandolo della matassa per scardinare il muro pescarese; e dall’altra gli abruzzesi che si difendono ma senza disdegnare rapide ripartenze. Al 16° Reggina vicina al goal. Rizzato crossa al centro e Missiroli, sul primo palo, di testa, tenta di superare Pinna con una palombella. Il portiere ospite, però, non si fa sorprendere e respinge. Al 17° ancora Reggina. Calcio di punizione dalla trequarti calciato da Tedesco, palla in area e Bonazzoli, spalle alla porta, spizzica di testa un po’ troppo e la palla termina sulla traversa. Al 21° si fa vivo il Pescara. Bonanni, dalla lunga distanza, tenta la battuta a rete cercando di approfittare anche del terreno di gioco reso viscido dall’abbondante acqua piovuta per l’intera giornata di oggi. Nelle “note” abbiamo già detto dei cambiamenti effettuati nello schieramento iniziale da Atzori rispetto all’ “11 base”. Un cambio per reparto dunque: Costa al posto di Acerbi in difesa, Tedesco al posto di Viola a centrocampo e Missiroli al posto di Campagnacci in attacco. Cambiano gli attori, ma non la qualità del gioco espresso. Al 23° il Pescara va vicinissimo al vantaggio. Prima ancora Bonanni impegna Puggioni in una respinta di pugno e, sulla respinta, l’ex Ganci, da fuori area, colpisce in pieno la traversa a portiere battuto. Il Pescara acquista sempre maggiore fiducia e macina gioco su gioco facendo capire agli amaranto il perché è giunto al “Granillo” dopo 3 vittorie consecutive. Sugli sviluppi del primo calcio d’angolo a proprio favore è ancora Bonanni a calciare da destra ed a mandare il pallone un soffio alto sulla traversa vicino al palo più lontano. La Reggina, ad onor del vero, appare in confusione e stenta nella lucidità delle proprie azioni d’attacco. Al 31° si rifà viva la Reggina con Rizzo che, da fuori area, calcia alto sulla traversa. Intanto Atzori si sbraccia in panchina chiedendo (la mimica è chiara) ai suoi uomini di “allargare” e giocare di più sulle fasce piuttosto che cercare di arrivare in porta verticalmente. Al 34°, però, è ancora il Pescara a rendersi pericoloso creando patema agli amaranto. Ganci prova da fuori area, ma il pallone termina al lato alla sinistra di Puggioni. La partita è maschia ed i corpo a corpo non latitano di certo con gli ospiti maggiormente propensi a questa forma di comunque sano agonismo. La Reggina, però, non sembra essere la stessa ammirata nelle ultime sue apparizioni. Lenta ed impacciata, non riesce a cavare un ragno dal buco e la mossa evidentemente più “sbagliata” è l’esclusione di Viola (non è presente nemmeno in panchina) a favore di un Tedesco che appare vistosamente fuori forma ed anche, a volte, fuori contesto. Il primo tempo termina a reti inviolate e, dobbiamo ammettere, deludentemente per quanto riguarda i padroni di casa. Confidiamo in Atzori e nel suo saper catechizzare gli amaranto nell’intervallo.

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Reggio Calabria: anche le “cufe” amano il centro storico della città metropolitana

Reggio Calabria, si sa, è città straordinaria. Lo è in tutto, nel bene e nel male, in positivo ed in negativo. E’ la città più grande della Calabria, è la città con la collocazione geografica più bella per bellezze naturalistiche e paesaggistiche, è la città che a livello sportivo primeggia sulle altre 4 omologhi capoluoghi di provincia, è la città che può vantare il maggior numero di piazze e fontane dell’intero meridione, è la città della Fata Morgana, è la città che ha dato i natali ad illustri musicisti, poeti, artisti del passato e del presente ed è, anche la città, che annovera nel suo ufficio anagrafe anche quello che è stato il sindaco più alto e bello d’Italia e che, da sei mesi circa, è anche diventato il governatore più alto e bello d’Italia.

Questi gli aspetti positivi della vicenda (con qualche dubbio sull’ultimo elencato, però). Tra gli aspetti negativi è lecito annoverare: la famigerata ‘ndrangheta (ovviamente), il dissesto economico-finanziario in cui versa il Comune sapientemente (?) amministrato dal più alto e bello sindaco del Bel Paese, l’atavica mancanza di servizi essenziali, l’acqua non potabile più cara del pianeta, i tombini più “ballerini” appena cadono 4 gocce dal cielo, le strade simil groviera tanto da indurre pedoni, motociclisti ed automobilisti ad innumerevoli gimcane (se abili e fortunati, altrimenti vai con un polmone perforato, l’asse dell’auto rotto o la degenza in qualche nosocomio garantita). Reggio è questa e molto di più. Tra il “molto di più” ci “lusinga” poter da oggi annoverare anche la visita di “adorabili” insetti che dalle nostre parti vengono “affettuosamente” chiamate “cufe” (nelle foto). No, non stiamo parlando delle ragazze meno attraenti, ma letteralmente di quegli esserini marroni che, a volte, troviamo a girovagare nelle nostre case soprattutto nei mesi estivi provenienti dai tubi di scarico dei sanitari presenti nei bagni. Quelle che, per intenderci, in altre zone della nostra Italia, sarebbero chiamate con il più conosciuto nome di blatte o scarafaggi che dir si voglia. “Gli scarafaggi o blatte sono insetti diffusi in tutto il mondo e conosciuti perché infestano gli ambienti frequentati dall’uomo. LA LORO PRESENZA È COLLEGATA A SITUAZIONI DI SCARSA IGIENE IN QUANTO FREQUENTANO CON LA STESSA DISINVOLTURA LE NOSTRE CASE “ISPEZIONANDO” LA DISPENSA, LA CUCINA E LE FOGNE O LE CLOACHE. La loro dieta alimentare non è troppo sofisticata, tant’è che attaccano qualsiasi cibo o bevanda. A differenza di molti altri insetti che attaccano gli alimenti, le blatte preoccupano di più per i danni indiretti che per quelli diretti: sono gli escrementi e i loro rigurgiti a procurare il danno. Proprio per le loro abitudini “errabonde”, le Blatte possono venire facilmente a contatto con quei germi che sfruttando l’animale come veicolo, contaminano agli alimenti. Gli adulti di alcune specie possono essere alati ma in volo si spostano per brevi distanze. Le specie presenti in Italia sono: Blatta orientalis, Blattella germanica (le più diffuse), Periplaneta americana e di recente è stata introdotta anche Supella longipalpa (fonte http://www.ausl-cesena.emr.it/Azienda/Sanit%C3%A0Pubblica/Infestantiurbani/blatte/tabid/427/Default.aspx)”. Ecco che, tra un tombino che salta ed un auto che ci finisce dentro con una ruota, tra “il più bel chilometro d’Italia” di d’annunziana memoria ridotto ad un acquitrino, tra le strade con più buchi dell’emmenthal (non originale svizzero, ma mal clonato) il cui manto ha lasciato spazio a terra e pietre, tra “le discese ardite e le risalite” (di battistiana memoria) da guadare stando attenti che le fiumare non ci investino, che le auto non aspirino acqua e che le bielle non si pieghino, tra tutti questi motivi di straordinarietà che Reggio può vantare cosa potevamo non farci assolutamente mancare? Le “cufe”! Certo, il nostro animo animalistico ci fa immaginare che, poverine, chissà nella rete fognaria quanta acqua è passata “costringendole” a venir fuori da ogni pertugio, che lì sotto non ci sarà di certo un habitat piacevole, che hanno fatto sacrifici a venire alla luce atteso che parrebbe non la gradiscano poi così tanto. Insomma, con esse siamo solidali in toto. Se non fosse che al centro storico di una città metropolitana che, ricordiamo, ha tra i suoi più “nobili” figli il governatore più alto e bello d’Italia e che sta esportando il famigerato “modello Reggio” anche in tutto il resto della regione punta dello stivale (speriamo che i corregionali non ci maledicano alla fine del suo mandato quinquennale visto che il “modello” si è rivelato fatto di carta pesta e che gli 8 anni di suo sindacato i reggini probabilmente li “digeriranno” in 88 dopo aver pagato fino all’ultimo centesimo i debiti contratti), oggi pomeriggio le “cufe” hanno deciso di fare una capatina appropriandosi di buona parte della facciata di un palazzo ad un centinaio di metri dal Duomo. Le foto che chi scrive ha personalmente scattato qualche minuta fa, ritraggono i “dolcissimi” insetti alle prese con la fuga dai tombini. Anche per loro, insomma, il troppo è troppo ed hanno deciso così di protestare contro l’incuria, l’abbandono, il degrado e la sporcizia in cui versa non una delle tante periferie delle nostre città, ma addirittura il centro storico!!! Troppo facile esclamare “Reggio, che città di m…” dopo anni di feste e festini, notti bianche e giorni colorati, campionati del mondo di fuochi d’artificio e di rutti, concerti milionari e lidi ballerini, mostre inutili ed installazioni coreografiche. Troppo facile adesso. Intanto perché non è vero che Reggio è una “città di m…” ma semmai inaffidabili ed ingiustificati sono i reggini che abbiamo eletto e da cui ci siamo fatti governare. Non lo è poi perché la città in se stessa non c’entra nulla con le nefandezze che gli uomini fanno sulle sue spalle. Comunque, oggi abbiamo scoperto che anche le “cufe” amano Reggio ed il suo centro storico per cui abbiamo un altro motivo per esser fieri ed orgogliosi della nostra regginità! Ad majora!

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Camigliatello (CS): tutto pronto per la nuova edizione di “Autunno Silano” con percorsi del gusto, animazione per strada e Vergassola, Campagna e Mingone

Definito il programma di “Autunno Silano”, culmine di una rinnovata “SilaInfesta”, che tutti i fine settimana, dal 15 ottobre all'1 novembre, animerà la vita dell’altipiano con un programma che, tra suoni e sapori, colori e profumi, saprà soddisfare anche i palati più esigenti. Tre fine settimana in cui un’intera civiltà rurale e contadina si metterà in mostra, rendendo omaggio alla terra, celebrando le eccellenze enogastronomiche del territorio che fanno da superba corona a “sua maestà” il fungo porcino.

Il corso di Camigliatello, dal venerdì alla domenica, dalla mattina alla sera, sarà addobbato con i festosi stand di prodotti tipici e animato da bande di suonatori tradizionali, in un tripudio di zampogne ed organetti, grancasse e chitarre, maschere giganti e pacchiane, a segnare le affinità elettive tra prodotti tipici e musiche di tradizione, nate negli stessi contesti di una plurisecolare civiltà contadina. Intriganti percorsi del gusto con degustazioni gratuite, realizzati d’intesa con i Consorzi di Tutela Caciocavallo Silano DOP, Salumi di Calabria DOP e Vini di Cirò e Melissa DOC nonché dalle principali aziende del settore, guideranno il visitatore alla migliore fruizione dei prodotti della terra e ai loro possibili abbinamenti, evidenziando anche le antiche modalità di preparazione di insaccati, formaggi e sottolio e numerose altre prelibatezze. Indiscusso protagonista della manifestazione sarà il fungo porcino, che regna sovrano in quell’autentico paradiso micologico che è la Sila dove, il clima temperato, la presenza di laghi che creano la giusta umidità e gli immensi boschi di pino laricio, attorniati da faggete, querceti e castagneti d’alta quota, favoriscono la crescita di un’incredibile varietà di funghi: oltre alle tre specie di porcino, il visitatore potrà così gustare anche tutte le altre specie offerte da una terra tanto propizia a questo frutto, dai rositi ai vavusi, dalle mazze di tamburo ai galletti, dai chiodini ai gallinacci, dalle monachelle ai portentosi, fino ai ricercatissimi ovuli che insidiano da tempo il posto di privilegio del porcino. E, per ridere anche di comuni debolezze legate al cibo nonché delle contraddizioni del nostro frenetico vivere quotidiano, la domenica pomeriggio tre spettacoli di cabaret con artisti di grande notorietà come Dario Vergassola (17 ottobre), Pino Campagna (24 ottobre) e Paolo Migone (31 ottobre). Promosso dall’associazione Altrosud d’intesa con il Parco Nazionale della Sila, la Comunità Montana Silana, i comuni di Pedace e Spezzano della Sila, l’Enel, la Banca Popolare del Mezzogiorno e PromoSila-Operatori di Camigliatello, Autunno Silano ricade all’interno del progetto nazionale “La rete dei festival aperta ai giovani”, promosso dal Ministero della Gioventù e dall’A:N.C.I. e si avvale del cofinanziamento stanziato dalla Regione Calabria nel bando “grandi eventi”. L’ingresso è gratuito e per ulteriori informazioni www.altrosud.it oppure 0984578154.

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Il Sindacato dei Giornalisti della Calabria: “Se il Governatore sa qualcosa vada in Procura o stia zitto, Scopelliti vecchi cliché ed accuse gratuite

Da Carlo Parisi (nella foto), Segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria e Componente Giunta Esecutiva Federazione Nazionale della Stampa, riceviamo ed integralmente pubblichiamo. Il quotidiano “Calabria Ora” ha pubblicato il 7 ottobre u.s. una lunga intervista del direttore Piero Sansonetti al presidente della Giunta Regionale della Calabria, Giuseppe Scopelliti. Due fitte pagine di botta e risposta dal titolo “La mia Calabria va a 131 all’ora”. Non ci scandalizza né per il retaggio (comunque ingiustificato per la giovane età) di Scopelliti nel chiamare la Basilicata col nome di Lucania, caro al fascismo al punto da cambiarne la denominazione nel 1932 (e tale rimase fino al 1947), né il fatto che il governatore affermi che “in pochi giorni, ogni volta che andavamo a Roma ci toglievano un po’ di soldi”, giungendo alla conclusione: “ho deciso di non andarci più…”.

Salvo, poi, rientrare proprio ieri sera da Roma col volo delle 17.15, con tanto di giornalisti e fotografo al seguito.Riportiamo alcuni passi dell’intervista. I primi due riguardano il rapporto di Scopelliti con i giornali. Sansonetti: “Ci dica la sua opinione, Presidente: la politica fa affari con la mafia? La mafia condiziona il potere politico?” Scopelliti: «Ci sono elementi che fanno pensare che le cose stiano così. Però io penso che l’errore più grande sia quello di generalizzare. Quando i giornali enfatizzano e raccontano solo bugie fanno del male a tutti. Questo torna utile solo a chi non vuole il bene di questa terra. E non è in questo modo che si combatte la mafia». Sansonetti: “Scusi qual è la sua politica per i Rom?” Scopelliti: «Ho smantellato un ghetto Rom trovando casa a tutti. E’ stato difficile, perché la mafia si opponeva. Avevo individuato degli edifici, ma nella notte furono attaccati con le ruspe. Capisce? Guardi che nessuno si indignò. Guardi che i giornali quasi non si occuparono di queste prepotenze. Poi, piano piano, sono comunque riuscito a risolvere il problema». Questi, invece, i passi relativi ai giornalisti. Sansonetti: “Che ci dice di Serranò?” Scopelliti: «Di chi?». Sansonetti: “Di Serranò, il consigliere comunale, che è vicino a lei, e che è stato ripreso con quella pistola, e poi credo che sia accusato di essere amico di qualche mafioso…” Scopelliti: «La politica deve prendere le distanze da eventuali collusioni. Detto questo io sono garantista e aspetto le eventuali indagini. Ma lei pensa che non ci siano molte persone che conoscono i mafiosi e non per questo sono mafiosi? Secondo me anche alcuni giornalisti del suo giornale…». Sansonetti: “Non stiamo parlando di giornalisti, stiamo parlando di chi amministra beni pubblici…” Scopelliti: «C’è chi fa politica e chi fa informazione ma il danno quello è». Sansonetti: “Lei si fida di Serranò?” Scopelliti: «Bisogna fare verifiche, bisogna aspettare. Dopo di che se ha sbagliato se ne rende atto». Sansonetti: “E che ci dice di Pasqualina Straface?” Scopelliti: «L’ho sentita molto giù. Le ho manifestato tutta la mia vicinanza e il mio affetto e la mia solidarietà. Sono fiducioso nella magistratura e nel suo operato. Io garantista lo sono diventato, prima di demolire una persona bisogna andarci piano. Conosco un tale Labate che è stato massacrato anche da “Calabria Ora”. Ci sono giornalisti del suo giornale che il garantismo lo conoscono poco. Per esempio Lucio Musolino…». Sansonetti: “Stiamo facendo un’intervista col presidente della Regione, e sulla politica, non sui giornalisti di Calabria Ora”. Musolino è un ottimo giornalista che a con scrupolo e serietà il suo lavoro”. Scopelliti: «Ok». Se le gratuite accuse ai giornali che “enfatizzano e raccontano solo bugie” ricalcano il solito clichè del politico, le gravissime accuse circa i rapporti tra mafia e giornalismo e, soprattutto, la infelice chiamata in causa di Lucio Musolino, non possono certo rimanere relegate in un’intervista. Scopelliti vada alla Procura della Repubblica e denunci quello che sa o i sospetti che ha. In caso contrario smentisca affermazioni e allusioni che non fanno altro che alimentare il già avvelenato clima di sospetto che caratterizza questa regione. Quanto a Lucio Musolino, concordando pienamente con Piero Sansonetti, confermiamo la nostra solidarietà e la nostra stima all’uomo e al giornalista, che ieri sera ad “Annozero” ha avuto modo di replicare al Governatore sottolineando, a tutto tondo e all’Italia intera, che esiste una bella differenza tra giornalismo e “comunicazione istituzionale”. A tutti i giornalisti minacciati, presenti ieri sera nel “recinto” di piazza Duomo, il monito di Michele Santoro che, questa volta, ci trova pienamente d’accordo: “ricordatevi di essere giornalisti e non eroi. Dovete semplicemente impegnarvi a raccontare i fatti”. Senza fronzoli, né enfasi, aggiungiamo noi. E senza commettere l’errore, alla stregua dei politici, di pontificare, scadere nell’accusa gratuita o, peggio, nella diffamazione. Firmato Carlo Parisi, Segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria e Componente Giunta Esecutiva Federazione Nazionale della Stampa.

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Reggio Calabria: interrotta dai Carabinieri una gara clandestina di cavalli, denunce e sequestri per i responsabili

Nella giornata di domenica i Carabinieri della Stazione Catona hanno denunciato in stato di libertà M.S., 29 anni, di Archi con l’accusa di aver preso parte ad una gara clandestina di cavalli. I militari erano impegnati in servizio di controllo del territorio quando, alle 06,30 del mattino, giunti in prossimità di un ponte che si affaccia sul torrente Gallico, hanno notato un capannello di persone che guardavano verso una strada che costeggia il sottostante torrente (nella foto). Insospettiti dalla circostanza, anche in considerazione dell’orario e della giornata di domenica, i militari hanno deciso di verificare cosa stesse accadendo nell’area sottostante il ponte.

Appena giunti in zona hanno potuto constatare che era in corsa una gara di trotto non autorizzata con almeno tre partecipanti; tutti i presenti hanno tentato la fuga ma i militari sono riusciti a bloccare in sicurezza (evitando problemi per il cavallo e per il conduttore, che comunque aveva provato a fuggire) un partecipante, che è stato immediatamente identificato. Ma i carabinieri non si sono fermati lì, in attesa di poter acquisire elementi utili all’identificazione degli altri partecipanti e degli organizzatori, hanno esteso i controlli alle stalle ove M.S. ricoverava il proprio cavallo (nella foto). Per questi controlli i militari hanno richiesto ausilio di personale medico dell’ASP. I veterinari dell’ASP, prontamente giunti sul posto, hanno proceduto a prelevare dei campioni biologici dal cavallo impiegato nella gara al fine di stabilire attraverso analisi specifiche l’eventuale somministrazione di sostanze dopanti, sospetto più che fondato, visto che contestualmente i carabinieri hanno sequestrato all’interno delle stalle scatole di medicinali per uso veterinario detenuti in assenza di qualunque registrazione (nella foto), nonché sacche per flebo già utilizzate. Le indagini proseguiranno, ma già a seguito di questi accertamenti il giovane identificato dovrà rispondere di diversi reati: innanzi tutto partecipazione a gara clandestina di cavalli, reato punito dal Codice della Strada, ma anche maltrattamento di animali ed esercizio abusivo della professione veterinaria.

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Sinopoli (RC): mezzo chilo di marijuana in auto, arrestato

I militari della Compagnia Carabinieri di Villa San Giovanni ed in particolare della Stazione di Sinopoli, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno tratto in arresto per traffico di sostanza stupefacente, Macrì Raffaele (nella foto), classe 1984, già noto alle forze dell’ordine. Il giovane viaggiava con la propria autovettura Fiat Punto, quando è stato oggetto di controllo nel territorio del Comune di Sinopoli da parte dei militari dell’Arma.

Gli stessi dopo un’accurata ispezione rinvenivano, abilmente occultato all’interno dell’abitacolo, mezzo kilogrammo di sostanza stupefacente tipo “marijuana” (nella foto), pronta per essere immessa nel mercato illecito della droga. L’intero quantitativo veniva posto sotto sequestro in attesa della distruzione e il Macrì, dopo l’espletamento delle formalità di rito, veniva tradotto nel carcere di Palmi a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Bagnara Calabra (RC): colti in flagranza mentre tentavano di rubare materiali di proprietà di una ditta impegnata nei lavori di ammodernamento dell’A3, arrestati

Erano dotati di tutto, persino di tre grossi camion di cui 2 provvisti di gru ed uno di rimorchio, tanto da apparire come veri e propri operai della ditta titolare del cantiere che stavano invece “svaligiando”. A sventare l’ennesimo saccheggio, sono stati i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Palmi.

Gli uomini dell’Arma, incessantemente impegnati nel controllo del territorio (anche nelle zone interessate dai lavori di ammodernamento dell’autostrada A3 SA-RC), non si sono fatti trarre in inganno dalle apparenze e dalla disinvoltura dei malfattori e con le cautele che il caso imponeva hanno ispezionato l’interno del cantiere sito in località “Covala”, agro del Comune di Bagnara Calabra, della ditta “Pivato”, sorprendendo i tre uomini impegnati nel carico di diverse traverse in ferro del tipo utilizzato per l’armatura delle gallerie. I tre individui, alla vista dei militari, tentando maldestramente di eludere il loro controllo, riferivano di essere impegnati nell’attività di carico per conto della ditta che in raltà stavano”depredando”. Alla lunga, vistisi oramai scoperti, hanno confessato il loro reale scopo che, come dagli stessi riferito, era quello di destinare le traverse  per la costruzione di un capannone nel terreno di uno di loro. Così Carrozza Giuseppe (nella foto), classe 1965, originario di Solano Superiore, Bueti Angelo (nella foto), classe 1959, di Solano Superiore ed il figlio Bueti Giuseppe (nella foto), classe 1983, anch’egli di Solano Superiore, accompagnati nei locali della Compagnia di Palmi, sono stati arrestati per il delitto di tentato furto aggravato in concorso e messi a disposizione del PM presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, dott.ssa Cama.

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Serie Bwin, VIII^ giornata: Frosinone Reggina 1-2

Frosinone– Reggina: 1-2. Frosinone (4-4-2): Sicignano (c); Catacchini, Terranova, Guidi e Bocchetti; Lodi, Bottone, Grippo (dal 54° Tavares) e Cariello (dal 68° Di Tacchio); Di Carmine e Sansone (dal 69° Basso). In panchina: Frattali, Ben Djema, Scarlato e Gucher. All.: Carboni. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Giosa (dal 57° Costa) ed Acerbi; Colombo (dal 22° Laverone), Rizzo, Viola, Missiroli (c) e Rizzato; Campagnacci e Bonazzoli (dall’84° Zizzari). In panchina: Marino, Montiel, Barillà e Sy. All.: Atzori. Arbitro: Massa di Imperia. Assistenti: Bernardoni di Modena e Posado di Bari. Quarto uomo: Ciampi di Roma. Marcatori: Viola al 3° (rig.), Bonazzoli al 15° e Lodi al 19° (rig.). Ammoniti: Giosa al 19° e Bonazzoli al 55°. Recupero: 2’ (p.t.) e 5’ (s.t.).

Note. I precedenti a Frosinone: in C2 un pareggio (0-0) ed una vittoria per i reggini (2-1), in C1 un pareggio (0-0) ed una vittoria per i ciociari (2-1), in B una sola gara, quella dello scorso campionato, persa dai reggini 0-2. Nella Reggina lo squalificato Cosenza è sostituito dal rientrante Giosa e Marino è convocato per la prima volta in questo campionato per la concomitante convocazione di Kovacsik nell’Under 21 ungherese. Cronaca e commento. Primo tempo. Al 2° minuto è già rigore per gli amaranto per un tanto evidente quanto ingenuo tocco di mano di Bocchetti sugli sviluppi di un corner. Massa non vuol sentire ragioni e, giustamente, decreta il sacrosanto penalty a favore degli ospiti. Sul dischetto va Viola che insacca con un tiro forte e centrale che termina la sua corsa sotto la traversa alle spalle di Sicignano. E’ il 3° e meglio di così non poteva iniziare. All’8° ci riprova la Reggina con Bonazzoli che tenta la via della rete con un tiro al volo da destra cercando di sorprendere il portiere ciociaro senza però riuscirci. Al 9° si fa vivo il Frosinone. Lodi appoggia all’indietro per Sansone che, dal limite, manda alto sulla traversa. La squadra di Atzori appare ben messa in campo ed oltremodo autoritaria su un campo ostico come quello dei frusinati. Al 15° la Reggina raddoppia. Calcio di punizione da sinistra ben indirizzato in area da Viola sul quale si avventa Bonazzoli (nella foto) che, di testa, insacca battendo ancora una volta Sicignano. Sesto goal per l’ariete di Asola, davvero ben altro giocatore rispetto a quello visto  durante lo scorso campionato. Che bella questa Reggina, esegue le direttive di un eccellente Atzori e le capitalizza al meglio. Tre minuti dopo, però, al 18°, l’arbitro Massa, su indicazione dell’assistente Bernardoni, assegna un calcio di rigore a favore dei padroni di casa per un fallo in area comesso dell’ ”esordiente” Giosa preferito a Burzigotti per sostituire lo squalificato Cosenza. Al 19° sul dischetto va Luci che spiazza Puggioni mandando il pallone alla sinistra del portiere amaranto proteso in tuffo alla sua destra. Al 22° Atzori è costretto al primo cambio: Colombo, infortunatosi, lascia il campo per Laverone. Nulla muta dal punto di vista tattico, ma è pur sempre un cambio non voluto ma obbligato. I padroni di casa prendono coraggio ed iniziano a macinare azioni su azioni costringendo, di fatto, i reggini ad andare in affanno puntando tutto sulle ripartenze affidate a Viola ed al duo d’attacco Campagnacci-Bonazzoli. Fino al goal di Lodi, in sostanza, Reggina padrona e Frosinone a subire la supremazia amaranto. Dopo il goal dell’1-2, invece, le parti s’invertono ed in campo pare aver preso il sopravvento la squadra di Carboni protesa alla ricerca del pareggio. Al 41° il Frosinone grida al rigore. Al termine di una bella azione dei padroni di casa, Sansoni va al tiro e la palla sbatte sul braccio attaccato al corpo di Rizzo. Troppo poco per assegnare il terzo penalty della gara, il secondo a favore dei padroni di casa, considerato appunto che il tocco tutto pare fuorché volontario. Il pubblico di casa fischia all’indirizzo di Massa che, però, non recede dalla sua decisione di far continuare il gioco. Al 45° si rivede in avanti la Reggina con Campagnacci che, molto defilato sulla destra rispetto alla porta difesa da Sicignano, prova il tiro che, però, termina sull’esterno della rete. Il primo tempo termina qui ed adesso tocca ad Atzori dare le giuste indicazioni ai suoi uomini affinché, magari, all’ottava giornata, per gli amaranto arrivi la prima vittoria esterna della stagione. Secondo tempo. Il secondo tempo inizia sulla stessa falsa riga della seconda metà del primo con il Frosinone alla ricerca del pari e la Reggina a difendere il vantaggio. Carboni, al 54°, inserisce la terza punta Tavares ed il suo messaggio è chiaro: vuole quantomeno ristabilire la parità. Risponde Atzori mandando in campo Costa al posto di Giosa, non cambia il tema tattico ma il tecnico reggino (natio proprio in ciociaria) toglie uno stanco Giosa per un più fresco Costa. Al 59° grande occasione per la Reggina con Acerbi che ha sul sinistro la palla del possibile 3 a 1. Ad un metro dalla linea di porta il centrale difensivo amaranto, però, calcia sul corpo di Sicignano che respinge con il ginocchio. Sul ribaltamento di fronte è Di Carmine a tentare il tiro da destra mandando il pallone a sbattere sulla faccia esterna della rete. Fasi molto concitate della partita con entrambe le formazione strenuamente impegnate a raggiungere i propri obiettivi. In due minuti, tra il 68° ed il 69°, Carboni effettua gli ultimi due cambi a sua disposizione: dentro Di Tacchio e Basso e fuori Cariello e Sansone. Atzori ne ha un’altra da poter fare, ma prende tempo per vedere come vanno le cose in campo e regolarsi di conseguenza. Il pubblico del “Matusa” incita i suoi, ma la Reggina sembra tenere bene il campo e, di concerto, il risultato che la vede prevalere sui padroni di casa. Vincere, è ovvio, sarebbe importantissimo per l’Atzori-band e, a quota 14 in graduatoria, si respirerebbe un’aria ancor più salubre. Al 75° il Frosinone grida per l’ennesima volta al rigore. Acerbi entra in contatto con Di Carmine che stramazza al suolo. Massa fa proseguire come se nulla fosse tra i fischi del pubblico di casa e le timide proteste dei giocatori in maglia bianca. Al 79° occasionissima per il Frosinone. Tavares riceve in verticale e supera Puggioni in uscita seppur rocambolescamente. La palla, lentamente rotola verso la linea di porta con la chiara intenzione di superarla e quando sembra proprio sancito il pareggio, quando il pubblico presente ha già le braccia protese in segno di giubilo, quando perfino il telecronista Sky Gentili grida al goal, ecco che spunta dalle retrovie uno straordinario Rizzato che, scagliandosi sul pallone, lo rinvia un attimo prima che lo stesso varchi la fatidica riga salvando, di fatto, il risultato. E’ inutile sottolineare che il suo intervento ha lo stesso valore di un goal fatto. All’84° esce Bonazzoli (al momento capocannoniere del torneo di B, seppur in condivisione) ed entra Zizzari. Ultimi 5 minuti di gara con presumibile maggiore assedio dei padroni di casa e, di conseguenza, Reggina maggiormente concentrata per portare a casa la prima vittoria esterna stagionale e, quindi, 3 punti importantissimi che la porterebbero, in attesa dei risultati delle gare pomeridiane, in alto in graduatoria tanto da indurre i più facili ad entusiasmi a pensare “oltre”.  All’89° ancora Frosinone vicino al pari. Di Tacchio ci prova ma, ancora una volta sulla linea di porta, ci pensa un amaranto a negare la gioia del pareggio ai padroni di casa. Dopo Rizzato, questa volta tocca a Costa intervenire in rovesciata un attimo prima che il pallone termini in rete. Al 90° la grande opportunità per pareggiare i conti è sui piedi di Tavares che, da ottima posizione, ad un paio di metri dalla porta di Puggioni, manda alto tra la disperazione di compagni e pubblico. Massa assegna 5 minuti di recupero e saranno ulteriori 300 secondi di sofferenza. L’ultima azione della partita vede un calcio di punizione battuta da sinistra con Sicignano addirittura in area di rigore amaranto. Ci pensa, però, il suo omologo Puggioni a mettere il sigillo alla prima vittoria esterna amaranto volando in cielo a bloccare il cross. La Reggina vince e, per il momento, vola al secondo posto in classifica a 4 punti dal Siena capolista. Fughiamo i facili entusiasmi a cui noi non siamo avvezzi e pensiamo che mancano ancora “solo” 34 partite alla fine. Comunque felici e contenti, pensiamo che se sono rose… 

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Serie Bwin, VIII^ giornata: Frosinone Reggina 1-2 (primo tempo)

Frosinone– Reggina: 1-2. Frosinone (4-4-2): Sicignano (c); Catacchini, Terranova, Guidi e Bocchetti; Lodi, Bottone, Grippo e Cariello; Di Carmine e Sansoni. In panchina: Frattali, Ben Djema, Scarlato, Gucher, Di Tacchio, Basso e Tavares. All.: Carboni. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Giosa ed Acerbi; Colombo (dal 27° Laverone), Rizzo, Viola, Missiroli (c) e Rizzato; Campagnacci e Bonazzoli. In panchina: Marino, Burzigotti, Montiel, Barillà, Sy e Zizzari. All.: Atzori. Arbitro: Massa di Imperia. Assistenti: Bernardoni di Modena e Posado di Bari. Quarto uomo: Ciampi di Roma. Marcatori: Viola al 3° (rig.), Bonazzoli al 15° e Lodi al 19° (rig.). Recupero: 2’.

Note. I precedenti a Frosinone: in C2 un pareggio (0-0) ed una vittoria per i reggini (2-1), in C1 un pareggio (0-0) ed una vittoria per i ciociari (2-1), in B una sola gara, quella dello scorso campionato, persa dai reggini 0-2. Nella Reggina lo squalificato Cosenza è sostituito dal rientrante Giosa e Marino è convocato per la prima volta in questo campionato per la concomitante convocazione di Kovacsik nell’Under 21 ungherese. Cronaca e commento. Al 2° minuto è già rigore per gli amaranto per un tanto evidente quanto ingenuo tocco di mano di Bocchetti sugli sviluppi di un corner. Massa non vuol sentire ragioni e, giustamente, decreta il sacrosanto penalty a favore degli ospiti. Sul dischetto va Viola (nella foto in un'immagine d'archivio) che insacca con un tiro forte e centrale che termina la sua corsa sotto la traversa alle spalle di Sicignano. E’ il 3° e meglio di così non poteva iniziare. All’8° ci riprova la Reggina con Bonazzoli che tenta la via della rete con un tiro al volo da destra cercando di sorprendere il portiere ciociaro senza però riuscirci. Al 9° si fa vivo il Frosinone. Lodi appoggia all’indietro per Sansoni che, dal limite, manda alto sulla traversa. La squadra di Atzori appare ben messa in campo ed oltremodo autoritaria su un campo ostico come quello dei frusinati. Al 15° la Reggina raddoppia. Calcio di punizione da sinistra ben indirizzato in area da Viola sul quale si avventa Bonazzoli che, di testa, insacca battendo ancora una volta Sicignano. Sesto goal per l’ariete di Asola, davvero ben altro giocatore rispetto a quello visto  durante lo scorso campionato. Che bella questa Reggina, esegue le direttive di un eccellente Atzori e le capitalizza al meglio. Tre minuti dopo, però, al 18°, l’arbitro Massa, su indicazione dell’assistente Bernardoni, assegna un calcio di rigore a favore dei padroni di casa per un fallo in area comesso dell’ ”esordiente” Giosa preferito a Burzigotti per sostituire lo squalificato Cosenza. Sul dischetto va Luci che spiazza Puggioni mandando il pallone alla sinistra del portiere amaranto proteso in tuffo alla sua destra. Al 27° Atzori è costretto al primo cambio: Colombo, infortunatosi, lascia il campo per Laverone. Nulla muta dal punto di vista tattico, ma è pur sempre un cambio non voluto ma obbligato. I padroni di casa prendono coraggio ed iniziano a macinare azioni su azioni costringendo, di fatto, i reggini ad andare in affanno puntando tutto sulle ripartenze affidate a Viola ed al duo d’attacco Campagnacci-Bonazzoli. Fino al goal di Lodi, in sostanza, Reggina padrona e Frosinone a subire la supremazia amaranto. Dopo il goal dell’1-2, invece, le parti s’invertono ed in campo pare aver preso il sopravvento la squadra di Carboni protesa alla ricerca del pareggio. Al 41° il Frosinone grida al rigore. Al termine di una bella azione dei padroni di casa, Sansoni va al tiro e la palla sbatte sul braccio attaccato al corpo di Rizzo. Troppo poco per assegnare il terzo penalty della gara, il secondo a favore dei padroni di casa, considerato appunto che il tocco tutto pare fuorché volontario. Il pubblico di casa fischia all’indirizzo di Massa che, però, non recede dalla sua decisione di far continuare il gioco. Al 45° si rivede in avanti la Reggina con Campagnacci che, molto defilato sulla destra rispetto alla porta difesa da Sicignano, prova il tiro che, però, termina sull’esterno della rete. Il primo tempo termina qui ed adesso tocca ad Atzori dare le giuste indicazioni ai suoi uomini affinché, magari, all’ottava giornata, per gli amaranto arrivi la prima vittoria esterna della stagione. 

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Reggio Calabria: l’Istituto d’Istruzione Superiore “A. Da Empoli” informa

Anno scolastico nuovo e nuovo slancio per l'Istituto d’Istruzione Superiore “Attilio da Empoli” di Reggio Calabria nel senso della continuità. Dopo il saluto al Dirigente Scolastico uscente Dott. Giovanni Familiari, il nuovo Dirigente Scolastico dott.ssa Domenica Fava, con l'ormai affiatato gruppo di docenti e personale ATA, ha messo in campo i nuovi obiettivi per l'avvio del nuovo anno scolastico. Con progetti unanimemente condivisi dagli organi collegiali e dalle famiglie è partita la riforma del modello di studio e il rapporto tra scuola e famiglia, da subito, le indicazioni del ministro Gelmini anche in ordine al modello organizzativo. Il Dirigente Scolastico con il consenso di alunni, genitori ed organi collegiali ha organizzato la settimana corta.

L’attività didattica è articolata in cinque giorni e il fine settimana è libero per tutti. E’ da sottolineare che l’Istituto “Attilio da Empoli” è la prima scuola del comune e della provincia ad istituire la settimana corta. Questa iniziativa è l’espressione della volontà della scuola di inserirsi nel contesto europeo. I ragazzi hanno, così, l’occasione per imparare a gestire il loro tempo, e contestualmente, si recupera e si valorizza il valore educativo della famiglia cui i ragazzi partecipano liberi da impegni scolastici nel fine settimana. L’Istituto “Attilio da Empoli” si presenta con un articolato quanto intenso programma che vede coinvolti, già nei prossimi giorni, nell’ambito del progetto POR Calabria “Inglese per tutti” ben 25 allievi affronteranno  un viaggio studio a Dublino della durata di quattro settimane per l'approfondimento della lingua inglese. E questo è solo l’inizio dato che sono già stati finanziati altri PON e POR. Oltre ai progetti di arricchimento delle conoscenze, l’Istituto da quest’anno scolastico vanta ben quattro diversi indirizzi di studio. Amministrazione, finanza e marketing dà specifiche competenze dell’ambito professionale integrate con quelle linguistiche e informatiche necessarie per operare nel sistema informativo dell’azienda moderna e contribuire sia all’innovazione sia al miglioramento organizzativo e tecnologico dell’impresa. Gli allievi con tale preparazione specifica e professionalizzante possono lavorare con le imprese nazionali e internazionali o iscriversi alle facoltà universitarie. L’IIS “Attilio da Empoli” offre ancora l’indirizzo Sistemi informativi aziendali si caratterizza per il riferimento sia all’ambito della gestione del sistema informativo aziendale sia alla valutazione, alla scelta e all’adattamento di software applicativi. Tali attività sono tese a migliorare l’efficienza aziendale attraverso la realizzazione di nuove procedure con particolare riguardo al sistema di archiviazione, all’organizzazione della comunicazione in rete e alla sicurezza informatica LIM. Le attività didattiche sono facilitate dalla presenza di laboratori d’informatica all’avanguardia. Biotecnologie ambientali e Biotecnologie sanitarie sono i due nuovi indirizzi, molto richiesti dal mercato del lavoro e, per altro, unici in ambito provinciale. Essi consentono ai giovani di conseguire un titolo di studio ampiamente professionalizzate oltre che propedeutico a studi universitari di natura Bio-medico, farmaceutico e paramedico. Stimolante è lo studio in questi percorsi grazie all’utilizzo dei laboratori di biologia molecolare che consentono, tra l’altro, lo studio del DNA e i laboratori di chimica bromatologica che consente l’analisi dei diversi alimenti. L’istituto “Attilio da Empoli” è, inoltre, Test Center AICA e sede di esami ECDL (European Computer Driving Licence) e prevede: attività per l’arricchimento professionale di tutto il personale (FORTIC); per gli alunni e gli esterni (ECDL, PON, POR etc.), quindi, sono numerose le iniziative finalizzate al miglioramento dell'offerta formativa dei giovani,  che mirano ad elevare la qualità delle conoscenze tecniche, storiche e delle tradizioni del territorio. L’Istituto ha firmato, anche protocolli di partenariato e collaborazione con facoltà universitarie. Conferenze, iniziative con gli Enti territoriali arricchiscono l'impegno della Dirigente Fava e dei docenti verso un'efficiente servizio didattico offerto all'utenza; il tutto con un impianto amministrativo di supporto a dette attività brillantemente diretto del Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi Dr. Roberto Vizzari.

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Marina di Gioiosa Jonica e Siderno (RC): rinvenuti quattro bunker ritenuti nella disponibilità della famiglia Aquino

All’alba di stamattina, un’azione congiunta degli uomini del Reparto Operativo Speciale dell’Arma dei Carabinieri, e dei militari della Guardia di Finanza appartenenti al Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata di Reggio Calabria, alla Compagnia di Locri ed al Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata di Roma ha preso di mira, nella locride, le abitazioni di alcuni esponenti della famiglia degli Aquino, una delle più agguerrite cosche della zona. Le attività, che si sono protratte sino al primo pomeriggio, hanno interessato nove immobili che sono stati passati al setaccio dagli oltre 100 militari presenti.

In quattro abitazioni sono venuti alla luce altrettanti bunker (nelle foto uno dei quattro) ingegnosamente occultati nell’infrastruttura pronti ad accogliere persone e cose in caso di ”necessità” o per essere utilizzati per “discreti” incontri “d’affari” della famiglia. La scoperta dei locali, abilmente occultati ed arredati in maniera “spartana”, è stata possibile soltanto attraverso l’impiego di strumentazione tecnologica, cui ha fatto seguito l’uso di mezzi meccanici per la rimozione degli ostacoli fissi. Il primo bunker era nascosto dietro il muro di un salone al di là del quale si apriva un accesso ad una stanza sotterranea. Il secondo, rinvenuto in un vano sotto una cucina ha le dimensioni di due metri e mezzo di larghezza per 2 metri di altezza per 7 metri di lunghezza. Il terzo era costituito da una capiente intercapedine ricavata dietro una parete di uno dei bagni della casa. Il quarto, infine, di due metri e mezzo per tre, è stato scoperto nel piano interrato, accanto ad un caminetto in una delle abitazioni controllate. All’interno dei bunkers venivano rinvenuti materiali logistici idonei alla lunga permanenza nonché cinque personal computers (nelle foto portati via dai militari dell'Arma), numerose ricevute relative a vincite di giochi a premi nazionali (Lotto e Superenalotto), nel contesto dell’operazione venivano altresì rinvenute numerose lettere indirizzate al cognato latitante Aquino Rocco, inerenti pagamenti di estorsioni e messaggistica varia tutta posta sotto sequestro ed adesso al vaglio degli investigatori. Nell’occorso venivano accertati allacci abusivi a luce ed acqua per cui i militari hanno proceduto a deferire in stato di libertà alcuni appartenenti alla cosca Aquino. L’operazione odierna, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, s’iscrive nella serrata azione di contrasto delle ‘ndrine reggine avviata, ormai da tempo, sempre in stretta sinergia da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.

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Reggio Calabria: in Aspromonte il II° raduno nazionale di Softair

Sarà ancora una volta la folta vegetazione dei boschi dell’Aspromonte ad ospitare il raduno nazionale del Softair *. Il Responsabile Regionale ASI Settore Softair Gianni Pipari e l’Assessore allo Sport del Comune di Santo Stefano Francesco Cannizzaro, hanno concordato la data per lo svolgimento del 2° raduno nazionale di Softair scegliendo il periodo dal 13 al 15 Maggio 2011.

La prima edizione ha fatto registrare il consenso unanime dei partecipanti convenuti da principali località italiane e considerato l’entusiasmo dei partecipanti nei confronti della maestosità dei boschi di Gambarie d’Aspromonte, si è deciso di utilizzare la stessa location dello scorso raduno tenutosi in Aprile nel comune di Santo Stefano, apportando alcune novità che vanno dall’uso dei Quad alle incursioni via mare dalle spiagge di Scilla e Reggio Calabria. Per aumentare l’affluenza di partecipanti l’ASI – Alleanza Sportiva Italiana, grazie al fattivo interessamento del dirigente nazionale Scopelliti, ha deciso di promuovere l’evento con una specifica strategia di marketing utilizzando come mezzo comunicativo la prossima fiera di settore che si terrà a Ferrara (http://www.softair-fair.com/) presso il quartiere fieristico, nei giorni 9 e 10 Ottobre 2010 e nel Febbraio 2011; nella due giorni sarà presentata la manifestazione calabrese, saranno fornite sia le indicazioni prettamente tecniche (brochure, locandine, schede d’adesione) sia quelle logistiche (sarà distribuito materiale promozionale dell’Aspromonte). Un evento di tale portata, sicuramente – in corso d’opera – riceverà anche il patrocinio della Provincia di Reggio Calabria e della Regione Calabria, sarà certamente un volano per il movimento turistico dei siti aspromontani. Durante i giorni di fiera, verrà – altresì – promozionata la campagna di tesseramenti all’ASI per l’anno 2010/2011. Lo stand dell’ASI sarà gestito dal responsabile regione Emilia Romagna ASI Softair Marco Cavallari presidente della Nexus Ferrara e dal responsabile Regionale Calabria ASI Softair Gianni Pipari. Per tutti gli appassionati di softair, dunque il primo appuntamento nei giorni 9 e 10 Ottobre a Ferrara, anche per aggiornarsi sulle ultime novità del settore e partecipare agli interessantissimi corsi proposti. * Il Softair, o soft air, (in inglese: airsoft o air soft), conosciuto anche come tiro tattico sportivo, è uno sport di squadra basato sulla simulazione militare (nella foto). L'attività pur rimanendo uno sport può essere assimilata anche ad un gioco di ruolo che simula, tramite attrezzature apposite, azioni tattiche e strategiche di combattimento con repliche fedeli di armi da fuoco in ambienti urbani o boschivi, tra fazioni opposte che devono conquistare obiettivi prefissati.

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Il Coni regionale discute a Vibo Valentia sulla bozza di “Legge regionale per lo Sport proposta dal mondo dello sport calabrese”

Si è tenuto, all’Hotel 501 di Vibo Valentia, il Consiglio Regionale del Coni, convocato per discutere sulla proposta di Legge per lo Sport che andrà a regolamentare l’attività sportiva in Calabria. I lavori si sono svolti alla presenza dei presidenti del Coni Calabria, Mimmo Praticò, di Cosenza, Giuseppe Abate, di Crotone, Claudio Perri, di Reggio Calabria, Giovanni Filocamo, di Vibo Valentia, Rocco Cantafio, del vice presidente del Coni Catanzaro, Vincenzo Failla, del dirigente allo sport della Regione Calabria, Maria Gabriella Rizzo, e della maggior parte di presidenti delle federazioni, degli enti di promozione, delle discipline e delle associazioni benemerite dello sport calabrese (nella foto, da sinistra, Filocamo, Abate, Praticò, Perri e Rizzo).

Dal dibattito sono emerse, soprattutto, la soddisfazione generale per il lavoro sinergico svolto tra tutti i soggetti sportivi coinvolti e la gratitudine nei confronti della Regione Calabria e del suo governatore, Giuseppe Scopelliti, e del presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, per l’impegno dimostrato e per aver dato priorità a questa importante normativa della quale la Calabria è sempre stata orfana. Non sono mancati, ovviamente, suggerimenti di modifica e di ampliamento agli articoli della bozza della proposta di legge stilata dal mondo dello sport calabrese. Gli interventi dei presidenti e dei dirigenti delle federazioni presenti hanno evidenziato le tante note dolenti che gravitano sull’attività sportiva calabrese: dalla carenza di impianti, alla rivalutazione delle tante strutture “incomplete” presenti sul territorio, fino all’ammodernamento e messa a norma di quelle esistenti, magari con un utilizzo polivalente ed operando nel rispetto della sicurezza. Grande attenzione è stata data, alla possibilità di accesso e utilizzo delle strutture da parte degli atleti disabili. Inoltre, proposte legate alla tutela della salute degli sportivi, hanno posto l’accento sulla necessità di affidare gli incarichi preposti per la messa in pratica ed il rispetto della normativa, a personale che ne possieda le piene competenze in materia tecnica e sanitaria. È, inoltre, emersa dall’incontro, la necessità di vigilare, da parte del Coni e delle Federazioni, sui contributi dati dagli enti pubblici alle società ed alle associazioni sportive per l’attività e l’organizzazione di eventi e manifestazioni, in modo da evitare sprechi e andando ad investire là dove vi è più bisogno per migliorare i servizi offerti alla comunità. Ovviamente, non tutte le proposte possono essere inserite nella normativa che, ricordiamo, manca da 26 anni, ma, sicuramente, queste sono servite per tracciare ulteriormente un quadro della situazione in cui si trova la Calabria in materia di sport. In conclusione, unanime è stato il riconoscimento dell’importanza di questo incontro conclusosi con un successo superiore ad ogni possibile aspettativa, in quanto, nonostante la sua grande varietà, il mondo dello sport calabrese ha risposto numeroso e, tutto sommato, compatto, con l’unico scopo di far venire alla luce una normativa che potrà, finalmente, risollevare le sorti dello sport in Calabria.

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Villa San Giovanni (RC): truffavano i tabaccai esibendo “gratta e vinci” vincenti ma già riscossi, arrestati

I Carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni hanno denunciato in stato di libertà Ivan Mari (nella foto), di 50 anni, e Neculai Tidulà (nella foto), di 45 anni,  entrambi di origine rumena, per aver truffato diverse ricevitorie della cittadina dello Stretto esibendo “Gratta e Vinci” risultati già riscossi nei mesi precedenti. Il meccanismo della truffa era semplice quanto insidioso. I due si presentavano presso le rivendite autorizzate cercando di esigere la riscossione delle somme, perlopiù in orari in cui il rivenditore, vicino alla chiusura dell’esercizio, aveva già disattivato il sistema di controllo a lettura ottica della regolarità del tagliando.

Pertanto la loro “fortuna” consisteva nell’eventualità del mancato controllo da parte dei gestori. In una delle rivendite autorizzate i malfattori hanno riscosso illecitamente 3 tagliandi per un valore complessivo di euro 75. In altre 2 ricevitorie hanno tentato la truffa ma sono stati “scoperti” dai rispettivi gestori tramite l’apparecchio elettronico di controllo. Le numerose segnalazioni proprio da parte dei gestori hanno attivato subito gli uomini del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia che in poche ore hanno individuato e fermato i due proprio mentre, con le tasche piene di tagliandi, continuavano a fare il giro delle “riscossioni”. Infatti, da una prima perquisizione personale i due sono stati trovati in possesso di nr. 10 tagliandi vincenti. La successiva perquisizione a casa dei due ha permesso di rinvenire cinque scatoloni contenenti circa 2000 tagliandi originali già “grattati” e vincenti di vari concorsi nazionali (nella foto), di importi vincenti compresi tra i cinque ed i cento euro. Per i due è scattata immediata la denuncia e tutto il materiale è stato posto sotto sequestro a disposizione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria. I carabinieri di Villa San Giovanni stanno compiendo ulteriori accertamenti al fine di verificare l’esatta provenienza dei tagliandi, l’eventuale coinvolgimento a qualsiasi titolo di altri soggetti nella vicenda e l’individuazione di altre vittime di truffe commesse con le stesse modalità in zona.

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A Reggio Calabria la Fid ha tenuto il corso di formazione per docenti di scuole primarie e secondarie, Praticò: “dama, sport del cervello”

Ieri, nella sala riunioni del Coni Calabria, la Federazione Italiana Dama, ha tenuto il “Corso di Formazione per docenti di scuole primarie e secondarie di I e II grado”  su ”Insegnamento scolastico del gioco della dama, percorsi educativi e approfondimenti tecnici, metodologici e didattici”. Al corso erano presenti i presidenti del Coni regionale, Mimmo Praticò (nella foto), e provinciale, Giovanni Filocamo, il vicepresidente nazionale della Fid, Carlo Bordini, i delegati Fid regionale, Santo Cogliandro, e provinciale, Carmelo Lombardo, ed il coordinatore di Educazione Fisica dell’Usp di Reggio Calabria, Pasquale Barreca.

“La Fid – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – è riuscita ad instaurare un ottimo rapporto con il mondo della scuola, trovandovi terreno fertile per la sua attività. Il Coni Calabria sta tentando con insistenza, negli ultimi anni, di creare un legame sinergico con il mondo della scuola per promuovere altre discipline utili alla sana crescita dei nostri ragazzi. Purtroppo, tempi burocratici ed un certo modo di vedere il lavoro da parte della scuola, frenano ancora quello che, invece, dovrebbe essere un connubio essenziale, riconosciuto e da tempo avviato in molti paesi europei”. “La dama – ha detto ancora Mimmo Praticò – è uno sport che stimola il cervello. In una società sempre più inquinata dal qualunquismo, nella quale chiunque si sente in diritto di mettere bocca su tutto, intervenendo a ruota libera anche su argomenti che disconosce, questa disciplina diventa utile a tutti coloro che la praticano. Occorre, dunque, educare i giovani, soprattutto, alla riflessione ed al ragionamento oltre ad avviarli all’attività fisica ed alla tutela della propria salute. Così facendo, ed il Coni ha sempre spinto in questa direzione, il futuro della nostra società può essere migliore di un presente che risulta, purtroppo, vuoto e privo di etica e rispetto verso il prossimo”.

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Reggio Calabria: Sport & Disabilità, domani la VII^ edizione di GiocAmare

La città di Reggio Calabria ospita Domenica 3 Ottobre la Settima edizione del Progetto GiocAmare, un evento ideato dall’A.GE.DI. onlus mirato a scoprire attraverso momenti comuni di gioia, allegria, libertà di espressione nell’arte, nella musica, nello sport, nel gioco,  l’importanza della condivisione e dell’inclusione. Uno degli obiettivi che ha stimolato l’A.GE.DI. ad organizzare questa manifestazione dedicata a tutti i bambini e ragazzi del territorio reggino è “imparare a conoscersi” all’insegna della gioia, per sconfiggere la paura di affrontare situazioni nuove e sconosciute; paure che causano appunto l’emarginazione.

L’esperienza degli anni precedenti ha dimostrato che accostandosi senza pregiudizi al mondo della disabilità ci si rende conto che la diversità è in ognuno di noi ed è quella che ci rende unici ed irripetibili. L’appuntamento è fissato per domenica 3 ottobre 2010 dalle ore 10.00 alle  20.00 nell’Area Dancing del Lido Comunale di Reggio Calabria per un evento ricco di sorprese e divertimento grazie alla disponibilità dell’U.O. Cultura Immagine e Turismo e alla disponibilità Scuola WindSurf dello Stretto. Durante la giornata le attività sportive saranno assicurate dalla partecipazione della Associazione S.S. LU.MA.KA mini e basket e dalla Scuola Calcio Mirabella; uno spazio d’arte sarà riservato alla Mostra dei lavori compiuti dai ragazzi, disabili e non, che hanno partecipato al Laboratorio Artistico – Pittorico “Pasquale Campolo” diretto dalla pittrice Tina Nicolò. La Mixer Service di Carmelo Maiolo curerà il settore musicale e lo spazio karaoke, arricchito dalla presenza del cantante Gianmatteo Corona; la presenza di artisti di strada supporterà  i Volontari dell’Associazione che si occuperanno di organizzare momenti di gioco per tutti i bambini. Un grazie dagli organizzatori è rivolto, inoltre, per la fattiva collaborazione a: l’associazione Amo Reggio, la Bottega degli Elfi, le pasticcerie reggine D’Agostino, La Mimosa e Fiore Nuovo. L’A.GE.DI ed i ragazzi disabili attendo tutta la cittadinanza per trascorrere insieme una domenica diversa all’insegna della solidarietà e sano divertimento.

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Reggio Calabria: muratore coltivava cannabis, arrestato

Nella giornata di ieri i Carabinieri della Stazione Rione Modena hanno tratto in arresto Neri Antonio, classe ‘62, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e coltivazione di cannabis. I militari hanno proceduto inizialmente ad un controllo presso l’abitazione del Neri ove, a seguito di perquisizione, hanno rinvenuto alcune cime di fiore di marijuana. La circostanza ha insospettito i militari che hanno da subito pensato ad una coltivazione “casalinga” dai cui potessero provenire quei frammenti di pianta.

La perquisizione è stata pertanto estesa ad altro stabile di cui il muratore ha l’esclusiva disponibilità detenendo le chiavi. All’interno dei locali è stata scoperta un’attrezzata area destinata alla coltivazione di cannabis (nella foto). C’erano infatti su un balcone, ben celate da un telone, due piante alte 2 metri e mezzo e altre 48 piantine. All’interno dei locali era custodito anche il prodotto di tale “vivaio”: 240 grammi di marijuana pronta allo spaccio. Il soggetto è stato tratto in arresto con l’accusa di coltivazione illegale di cannabis e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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Serie Bwin, VII^ giornata: Reggina Vicenza 3-2

Reggina – Vicenza: 3-2. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo (dal 46° Barillà), Cosenza ed Acerbi; Colombo, Rizzo, Viola, Missiroli (c) e Rizzato; Bonazzoli (dall’89° Costa) e Campagnacci (dal 71° Sy). In panchina: Kovacsik, Laverone, Zizzari e Tedesco. All.: Atzori. Vicenza (4-2-3-1): Frison; Martinelli (c), Schiavi, Giani e Bastrini (dal 41° Tonucci); Paro e Botta; Di Matteo, Baclet (dal 77° Alemao) e Soligo; Abbruscato (dal 56° Oliveira). In panchina: Russo, Minieri, Tulli e Braiati. All.: Marana. Arbitro: Giacomelli di Triesta. Assistenti: Ponziani di Avezzano e Ranghetti di Chari. Quarto uomo: Intagliata di Siracusa. Marcatori: Bastrini al 3°, Missiroli al 23°, Baclet (rig.) al 32°, Campagnacci al 62° e Bonazzoli al 66°. Ammoniti: Di Matteo al 15° ed al 27°, Cosenza al 31°, Baclet al 32°, Tonucci al 45° e Rizzo al 61° ed all’87° Oliveira. Espulso: Di Matteo al 27°. Recupero: 2’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Corner: 13 Reggina e 2 Vicenza. 

Note: una ventina di tifosi vicentini, giunti a Reggio sprovvisti di tagliandi d’ingresso, trova “alloggio” in tribuna est (ex gradinata), senza forze dell’ordine presenti ma “badati” solo da una decina di Stewart, piuttosto che nel settore ad essi riservato in tribuna nord. Dopo la stessa cosa avvenuta 15 giorni or sono in occasione dell’incontro con il Modena (allora i modenesi furono fatti comodamente accomodare in tribuna ovest), questi sono i “misteri” della “Tessera del tifoso” fortemente voluta dal Ministro degli Interni Maroni: non più tifosi ospiti nei settori a lori riservati, ma in mezzo a quelli di casa con eventuale serio rischio di contatti tra tifoserie. Mah! Nell’intervallo, solo nell’intervallo, a qualcuno scocca la scintilla e la ventina di veneti vengono fatti traslocare nel più consono settore all’interno della chiusa tribuna nord. Cronaca e commento. Primo tempo. Pronti-via ed è già Vicenza in vantaggio. E’ il 3° minuto e Paro calcia il primo corner per i suoi da destra, palla a Bastrini che, di prima intenzione, al volo di piatto sinistro, batte Puggioni mettendo la palla sul palo alla sinistra del portiere amaranto. Risponde al 5° la Reggina. Rizzato riceva palla in verticale da Campagnacci, palla bassa a terra in area e Bonazzoli è anticipato di un soffio da un difensore veneto che blocca in gola ai presenti l’urlo del goal. Colpita a freddo, la Reggina, comunque, reagisce presto e bene al goal subito. Al 7° è ancora Reggina. Campagnacci, dal limite spostato a sinistra, impegna in una deviazione a terra Frison che mette in corner. Al 14° Campagnacci s’invola in avanti ma è solo contro 4 avversarie ed, alla lunga, finisce con il perdere palla. Il Vicenza non si chiude a difesa del vantaggio ed attacca, la Reggina fatica a creare occasioni sotto le urla del suo tecnico Atzori. Al 23° la Reggina pareggia. Bella azione di prima dei giocatori amaranto. Acerbi per Bonazzoli che stoppa di petto e serve Campagnacci, quest’ultimo di prima per Rizzato che dalla linea di fondo crossa in area dove arriva capitan Missiroli che anticipa tutti ed insacca alle spalle di Frison. Il pubblico presente, finora impegnato più a godersi la splendida giornata di sole, finalmente si sveglia ed applaude i suoi beniamini. Al 27° il Vicenza resta in 10 per l’espulsione di un ingenuo Di Matteo autore di due falli pressoché inutili a centrocampo a distanza di 12 minuti l’uno dall’altro. Adesso vedremo se e come la Reggina di Atzori sfrutterà l’uomo in più atteso che la stessa situazione si è verificata a Bergamo sabato scorso e che in quell’occasione la Reggina non seppe approfittarne vuoi anche perché appagata del risultato di parità conquistato in trasferta. Le cose, in casa, dovrebbero cambiare e non poco. Giusto appunto. Al 31° Cosenza atterra Botta al limite dell’area e Giacomelli non ha esitazioni ad indicare il dischetto del rigore sul quale va Baclet che realizza spiazzando Puggioni e beccandosi rimproveri i dei giocatori reggini e l’ammonizione dell’arbitro per via di un’esultanza particolarmente offensiva all’indirizzo dei tifosi amaranto presenti in tribuna sud, proprio dietro la porta in cui era stato battuto il penalty. Tutto da rifare, quindi, per Atzori ed i suoi che si ritrovano nuovamente sotto di un goal ma con l’uomo in più. La squadra amaranto fatica a trovare il bandolo della matassa per due motivi: il primo è che il Vicenza si conferma avversario ostico e difficile da affrontare come ogni squadra allenata da Maran ed il secondo è, anche, che Atzori fatica dalla panchina ad urlare indicazioni ai suoi che sembrano non recepire faticando a conquistare metri in avanti per offendere. Al 42°, dopo un’indecisione di Missiroli in fase di conclusione, ci prova Viola da fuori area ma Frison prima devia con una mano distendendosi a terra e poi si alza e blocca il pallone. Il primo tempo finisce qui con molte perplessità tra i presenti circa la prestazione di qualche uomo ma anche della squadra amaranto in generale. Secondo tempo. La ripresa inizia con l’ingresso in campo di Barillà per Adejo (ed il successivo cambio di modulo tattico con una linea difensiva a 4 composta da Colombo, Cosenza, Acerbi e Rizzato, un centrocampo ancora a 4 con Missiroli, Rizzo, Viola e Barillà ed un attacco a 2 con Campagnacci e Bonazzoli) e con un’immediata occasione per Bonazzoli che indirizza a rete e Frison devia in corner d’istinto. Sul corner stesso, Barillà prova a sorprendere lo stesso Frison che, fortuitamente, con lo stinco, manda ancora in angolo. Al 50° succede qualcosa d’incredibile ad un paio di metri dalla linea di porta vicentina. Sugli sviluppi dell’ottavo corner per gli amaranto, con la palla vagante in area prima Missiroli e poi, clamorosamente, Acerbi non riescono a spingere la palla in rete sciupando la più facile delle occasioni. Di positivo c’è che la Reggina dimostra di esserci e che ha carattere e voglia per recuperare il risultato. Al 52° ci prova Campagnacci, ma ancora una volta Frison devia in corner. La Reggina stringe sotto assedio il Vicenza che si chiude con 9 uomini su 10 all’interno della propria area(solo Baclet resta a centrocampo) e la cosa più facile da vedere è i vari tiri in porta dei reggini regolarmente respinti dal muro umano eretto da Maran negli ultimi 16 metri. Il Vicenza soffre, ma la Reggina non trova spazi. Maran corre ai ripari e, dopo essere stato costretto a togliere per infortunio l’autore del primo goal Bastrini per Tonucci, adesso esclude dai giochi Abbruscato per Oliveira. Al 58° ci prova Missiroli che, creatosi lo spazio per il tiro, calcia alto sulla traversa. Si gioca ormai ad una porta sola, ma non si riesce a cavare un ragno dal buco. Atzori fa scaldare Sy, Tedesco e Zizzari sapendo però che solo 2 dei 3 potranno entrare. Al 62° la Reggina pareggia. Viola crossa al centro per Bonazzoli che stoppa, si gira, tira e vede il suo tiro ribattuto. Recupera palla Barillà che apre sulla sinistra per Rizzato che batte a colpo sicuro ma colpisce il palo pieno. Sulla ribattuta del palo interviene Campagnacci che, di testa, mette in rete. La Reggina è un fiume in piena e Frison si erge ad argine. Un minuto dopo il goal del pari, gli uomini di Atzori vanno vicinissimi al goal del vantaggio ma trovano un portiere ospite in giornata di straordinarietà. Prima respinge con una mano sulla linea di porta un colpo di testa di Missiroli e, sulla ribattuta, si ripete su Bonazzoli deviando in corner. Incredibile. Ma la Reggina non molla e, sospinta dal suo pubblico, va in rete e ribalta il risultato. E’ il 66° e Bonazzoli (nella foto), raccogliendo un cross di Missiroli, sale in cielo e colpisce di testa indirizzando in diagonale in rete un pallone che questa volta Frison può solo raccogliere in rete. Il pubblico si alza e regala una standing ovation osannando i propri beniamini artefici oggi di una prova gagliarda e davvero caratterizzata da un’immensa determinazione. Meritato il vantaggio per gli uomini di Atzori, per occasioni create e, appunto, per la grande carica agonistica dimostrata nel voler riequilibrare, prima, e portare a proprio vantaggio, poi, le sorti della gara. Il tecnico reggino cambia: fuori un applauditissimo Campagnacci (alla sua miglior prova stagionale) e dentro Sy. La partita scende di ritmo, legittimamente diremmo. La Reggina ha speso moltissimo alla ricerca del pareggio e del vantaggio, ed il Vicenza, ormai, si era disabituato ad oltrepassare la linea di metà campo chiusa com’era all’interno della propria area. All’83° timidamente ci prova il Vicenza al suo vero primo tiro in porta. Oliveira calcia da fuori area e Puggioni “battezza” fuori il tiro che termina la sua corsa un metro al lato della porta amaranto. Atzori vede la sua squadra soffrire e richiama dal riscaldamento Costa alzatosi dalla panchina a riscaldarsi dopo l’entrata in campo di Sy (ricordiamo che, per regolamento, si possono riscaldare fino ad un massimo di 3 giocatori alla volta per squadra). All’86° il Vicenza beneficia di un calcio di punizione dal limite dell’area per un fallo di Rizzo. Calcia Alemao ma la barriera respinge nonostante due giocatori vicentini quasi s’inginocchino per far spazio al tiro del compagno dopo essersi posizionati davanti alla barriera stessa per infastidire la visuale a Puggioni. Il Vicenza prova comunque ad offendere forte del vistoso calo degli amaranto a cui basterebbe amministrare il pallone e far scorrere via i 4 minuti di recupero assegnati da Giacomelli. Sono minuti di sofferenza in cui si teme di gettare alle ortiche quanto di eccezionale sinora fatto. Ma la Reggina regge (anche se con il patema). Ed è così che 93° Puggioni, finora inoperoso, è costretto a salvare il risultato con una gran parata su colpo di testa di Schiavi deviando in corner un corner che Giacomelli non fa calciare fischiando la fine della gara. La Reggina vince e, soprattutto, convince al termine della sua gara più bella stagionale. Ad majora.

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Serie Bwin, VII^ giornata: Reggina Vicenza 1-2 (primo tempo)

Reggina – Vicenza: 1-2. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Colombo, Rizzo, Viola, Missiroli (c) e Rizzato; Bonazzoli e Campagnacci. In panchina: Kovacsik, Costa, Laverone, Zizzari, Barillà, Tedesco e Sy. All.: Atzori. Vicenza (4-2-3-1): Frison; Martinelli (c), Schiavi, Giani e Bastrini (dal 41° Tonucci); Paro e Botta; Di Matteo, Baclet e Soligo; Abbruscato. In panchina: Russo, Minieri, Tulli, Braiati, Oliveira ed Alemao. All.: Marana. Arbitro: Giacomelli di Triesta. Assistenti: Ponziani di Avezzano e Ranghetti di Chari. Quarto uomo: Intagliata di Siracusa. Marcatori: Bastrini al 3°, Missiroli al 23° e Baclet (rig.) al 32°. Ammoniti: Di Matteo al 15° ed al 27°, Cosenza al 31°, Baclet al 32° e Tonucci al 45°. Espulso: Di Matteo al 27°. Recupero: 2’. Corner: 5 Reggina ed 1 Vicenza. 

Note: una ventina di tifosi vicentini, giunti a Reggio sprovvisti di biglietti, trova “alloggio” in tribuna est (ex gradinata) piuttosto che nel settore ad essi riservato in tribuna nord. Dopo la stessa cosa avvenuta 15 giorni or sono in occasione dell’incontro con il Modena (allora i modenesi furono fatti accomodare in tribuna ovest), questi sono i “misteri” della “tessera del tifoso” fortemente voluta dal Ministro degli Interni Maroni: non più tifosi ospiti nei settori a lori riservati, ma in mezzo a quelli di casa con eventuale serio rischio di contatti tra tifoserie. Cronaca e commento. Pronti-via ed è già Vicenza in vantaggio. E’ il 3° minuto e Paro calcia il primo corner per i suoi da destra, palla a Bastrini che, di prima intenzione, al volo di piatto sinistro, batte Puggioni mettendo la palla sul palo alla sinistra del portiere amaranto. Rispondel al 5° la Reggina. Rizzato riceva palla in verticale da Campagnacci, palla bassa a terra in area e Bonazzoli è anticipato di un soffio da un difensore veneto che blocca in gola ai presenti l’urlo del goal. Colpita a freddo, la Reggina, comunque, reagisce presto e bene al goal subito. Al 7° è ancora Reggina. Campagnacci, dal limite spostato a sinistra, impegna in una deviazione a terra Frison che mette in corner. Al 14° Campagnacci s’invola in avanti ma è solo contro 4 avversarie ed, alla lunga, finisce con il perdere palla. Il Vicenza non si chiude a difesa del vantaggio ed attacca, la Reggina fatica a creare occasioni sotto le urla del suo tecnico Atzori. Al 23° la Reggina pareggia. Bella azione di prima dei giocatori amaranto. Acerbi per Bonazzoli che stoppa di petto e serve Campagnacci, quest’ultimo di prima per Rizzato che dalla linea di fondo crossa in area dove arriva capitan Missiroli (nella foto) che anticipa tutti ed insacca alle spalle di Frison. Il pubblico presente, finora impegnato più a godersi la splendida giornata di sole, finalmente si sveglia ed applaude i suoi beniamini. Al 27° il Vicenza resta in 10 per l’espulsione di un ingenuo Di Matteo autore di due falli pressoché inutili a centrocampo a distanza di 12 minuti l’uno dall’altro. Adesso vedremo se e come la Reggina di Atzori sfrutterà l’uomo in più atteso che la stessa situazione si è verificata a Bergamo sabato scorso e che in quell’occasione la Reggina non seppe approfittarne vuoi anche perché appagata del risultato di parità conquistato in trasferta. Le cose, in casa, dovrebbero cambiare e non poco. Giusto appunto. Al 31° Cosenza atterra Botta al limite dell’area e Giacomelli non ha esitazioni ad indicare il dischetto del rigore sul quale va Baclet che realizza spiazzando Puggioni e beccandosi rimproveri i dei giocatori reggini e l’ammonizione dell’arbitro per via di un’esultanza particolarmente offensiva all’indirizzo dei tifosi amaranto presenti in tribuna sud, proprio dietro la porta in cui era stato battuto il penalty. Tutto da rifare, quindi, per Atzori ed i suoi che si ritrovano nuovamente sotto di un goal ma con l’uomo in più. La squadra amaranto fatica a trovare il bandolo della matassa per due motivi: il primo è che il Vicenza si conferma avversario ostico e difficile da affrontare come ogni squadra allenata da Maran ed il secondo è, anche, che Atzori fatica dalla panchina ad urlare indicazioni ai suoi che sembrano non recepire faticando a conquistare metri in avanti per offendere. Al 42°, dopo un’indecisione di Missiroli in fase di conclusione, ci prova Viola da fuori area ma Frison prima devia con una mano distendendosi a terra e poi si alza e blocca il pallone. Il primo tempo finisce qui con molte perplessità tra i presenti circa la prestazione di qualche uomo ma anche della squadra amaranto in generale.

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Cinquefrondi (RC): coltivavano e detenevano marijuana, arrestati tre minorenni

Ieri mattina, alle ore 06.00, a Cinquefrondi (RC), i carabinieri della stazione di Taurianova (RC), hanno tratto in arresto tre ragazzi minorenni, in esecuzione di altrettanti ordini di custodia cautelare in carcere emessi nei loro confronti dal gip del tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, per il reato di coltivazione e detenzione di marjiuana. Si tratta di F. R., 15enne, A. A., 15enne e A. S., 17enne, tutti residenti a Cinquefrondi.

Le indagini condotte dai carabinieri hanno accertato il concorso nel reato dei tre minorenni con M. F., 19enne, loro concittadino, già arrestato dai carabinieri di Cinquefrondi lo scorso 26 agosto, quando i militari individuarono il fondo utilizzato dai giovani per coltivare la canapa indiana, sequestrandone 42  kilogrammi, quantità sufficiente per ricavare oltre 40.000 dosi di marijuana. Gli  arrestati  sono stati associati all’istituto penitenziario minorile di Catanzaro.

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