Serie Bwin, XI^ giornata: Reggina Empoli 0-0

Reggina – Empoli: 0-0. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone, Rizzo, Viola (dal 72° Barillà), Missiroli (c) e Rizzato; Campagnacci (dal 60° Adiyiah) e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Tedesco, Costa, Zizzari e Sy. All.: Atzori. Empoli (4-4-2): Handanovic; Vinci, Marzoratti, Stovini e Gotti; Nardini, Musacci (dal 68° Soriano), Moro e fabbrini (dall’83° Cesaretti); Coralli e Foti (dal 60° Mchedlidze). In panchina: Pelagotti, Mori, Gorzegno e Lazzari. All.: Aglietti. Arbitro: Tozzi di Ostia Lido. Assistenti: Italiani di L’Aquila ed Evangelista di Avellino. Quarto uomo: Oliveri di Palermo. Ammoniti: Musacci al 7°, Rizzo al 26°, Nardini al 58° e Vinci al 90°. Recupero: 0’ (p.t.) e 2' (s.t.). Corner: 3 Reggina e 6 Empoli. Spettatori paganti: 1621. Abbonati: 3407. Incasso al botteghino: € 22.715. Quota abbonati: € 21.660. Spettatori totali: 5028. Incasso totale: € 44.375.

Note. Gli ex. Sono 3: Aglietti (nella foto con la maglia del Milazzo), Stovini e Nardini. Il primo su tutti è Alfredo Aglietti, indimenticato bomber amaranto nelle stagioni 1994-1995 e 1995-1996. Fu acquistato dal Pontedera (formazione toscana di C2 dove realizzò il suo record di reti in una sola stagione, 22) tra le cui fila segnò un goal all’Italia di Arrigo Sacchi, battuta poi per 2-1, in un’amichevole preparatoria ai mondiali di USA 1994. Ha debuttato in maglia amaranto il 28.08.94 (si giocava in serie C1 e l’allenatore era Giuliano Zoratti) con una doppietta vincente in casa della Turris. In quella stagione vinse il titolo di capocannoniere del girone C con 20 reti (suo score più ricco in B) in 32 partite e consentendo alla Reggina di arrivare prima nel girone con 70 punti, 10 in più del secondo classificato Avellino (suo il goal vittoria in terra irpina rivelatosi poi determinante), conquistando la promozione in B. Nel successivo torneo cadetto (allenatori Zoratti e, poi, Gagliardi), Aglietti ha siglato altre 18 reti in 37 presenze: fondamentale la doppietta all’ultima giornata di campionato per il 3-1 finale a Reggio Emilia contro la Reggiana di Carletto Ancelotti la settimana prima promossa in A. Fu questa la sua ultima gara in amaranto, era il 27.08.95. Successivamente ha giocato in A a Napoli (9 goal in campionato e 2 in Coppa Italia in 28 presenze nella stagione 1996-1997) e Verona (18 reti in 73 presenze dal 1997 al 2000). L’ultima apparizione a Reggio è datata 24.05.98 allorquando, con il Verona, realizzò una doppietta consentendo agli scaligeri il 3-0 finale. Dopo Verona sponda Hellas, ha giocato anche su quella Chievo (10 presenze e 2 goal), Pistoiese (18 presenze e 3 goal), Arezzo (28 presenze e 2 goal), Milazzo (3 presenze ed 1 goal) ed, infine, Villacidrese (19 presenze ed 11 goal) dove concluse la sua carriera da calciatore. Da allenatore: Rondinella, Sestese, Viareggio, Sampdoria Primavera ed ora, appunto, Empoli; Lorenzo Stovini, roccioso centrale difensivo ha disputato i primi 2 campionati di A degli amaranto collezionando 66 presenze ed una rete (quello del pareggio sul neutro di Catania contro il Verona passato in vantaggio con rete di Bonazzoli durante il campionato 2000-2001 che terminò con la retrocessione degli amaranto usciti sconfitti dallo spareggio salvezza proprio contro il Verona); Riccardo Nardini, centrocampista vanta 12 presenze in A nella Reggina nel campionato 2006-2007 (la stagione del -11, per intenderci, con Mazzarri in panchina). L’arbitro. Tozzi ha già diretto la Reggina in 3 occasioni: due sconfitte, entrambe nello scorso torneo, la prima in casa con il Modena (0-1 goal di Troiano) e la seconda a Vicenza (1-3 con reti di Di Cesare, Litteri, Brienza e Sgrigna e con il rigore sbagliato da Castiglia in quella che fu l’ultima panchina di Iaconi prima dell’arrivo di Breda) ed un pareggio casalingo contro il Cittadella (1-1 con reti di Capelli e Pesoli). Tozzi ha invece diretto 2 volte l’Empoli che ha conquistato una vittoria (contro l’Ascoli, al termine di una gara dove l’arbitro decretò ben 4 rigori – due, realizzati, per l’Empoli e due, uno realizzato ed uno no, per l’Ascoli) ed un pareggio. Al “Granillo” si affrontano la squadra con il secondo miglior attacco del torneo (la Reggina con 18 goal realizzati) e quella con la miglior difesa (l’Empoli con soli 6 goal al passivo). L’Empoli è l’unica formazione del torneo cadetto ad essere ancora imbattuta. (Dati statistici in collaborazione con Domenico Durante). I risultati ottenuti sin’oggi dall’Atzori Band consentivano di presumere il vedere una sensibile maggiore affluenza di pubblico al “Granillo” approfittando anche della giornata mite. Evidentemente, però, i risultati positivi ed il terzo posto in classifica non bastano all’ “esigente” e “dal palato fine” pubblico reggino comunque più numeroso ma non quanto immaginato. Mah!!! Per l’ennesima volta, comunque, in barba alla famigerata “tessera del tifoso”, una trentina di tifosi empolesi trovano spazio ed accoglienza non nel settore agli ospiti riservati, ma a sinistra nell’angolo basso nella tribuna est (come già successo, peraltro, con modenesi e vicentini). Cronaca e commento. Primo tempo. La partita inizia a ritmi bassi, con le due squadre attente e propense in primis a studiare l’avversario piuttosto che giocare a testa bassa. Questo ci conferma quanto ci si aspettava, una partita cioè altamente tecnica avendo di fronte due delle maggiormente in forma compagini dell’intero torneo (tra le altre, su tutte, il sorprendentissimo capolista Novara). All’8° ci prova la Reggina sugli sviluppi di uno schema da calcio piazzato. Rizzo serve al limite Bonazzoli che, al volo di destro, batte a rete ma il suo tiro è respinto da un empolese. Al 9° ancora Reggina. Cross da destra che un difensore manda fuori area, decentrato a sinistra, interviene Rizzato che di prima intenzione calcia ma il suo tiro termina sul fondo alla sinistra del portiere ospite Handanovic. Al 19° Empoli pericolosissimo. Cross da destra di Nardini, Foti svetta su tutti in area e colpisce di testa indirizzando in porta. Ci vuole uno straordinario Puggioni a volare alla sua sinistra ed a deviare in corner. Al 24° Reggina timidamente nei pressi della porta avversaria. Corner di Viola da sinistra, palla alta in area, Handanovic va fuori tempo e Cosenza è colto di sorpresa e non riesce ad indirizzare a rete il suo colpo di testa che termina alto sulla traversa. Incredibile palla goal per l’Empoli. C’è un cross da sinistra, la palla attraversa tutto lo specchio della porta finché Nardini, dalla linea di fondo opposta al cross, la rimette in mezzo con Puggioni fuori tempo e fuori spazio. Il pallone, beffardamente, riattraversa lo specchio della porta senza che nessuno intervenga tra le fila empolesi e ci pensa Adejo a mettere finalmente in corner. L’Empoli è certamente più pericoloso di una Reggina che appare oltremodo timorosa ed attenta più a non prenderle che a darle. Strano l’atteggiamento odierno della squadra di Atzori (che si sbraccia ed urla in panchina), mai vista una squadra così rinunciataria. L’Empoli, intanto, si rifà vivo con Foti che, di testa, “appoggia” a Puggioni non riuscendo ad imprimere forza al suo tiro. Il pubblico si accorge delle difficoltà dell’undici amaranto, ma piuttosto che incitarlo ne sottolinea gli errori ad ogni ripartenza andata a vuoto. Come sarcasticamente disse una volta quel “galantuomo” di Novellino, “quello di Reggio è un pubblico che ha vinto la Champions” e, quindi, abituato a grandi palcoscenici. In quell’occasione, tra le mura della sala stampa, non ci lasciammo sfuggire l’occasione di ribattere sottolineando che aveva ben donde a sostenerlo giacché un anno prima la Champions l’aveva vinta lui. Come sapete dopo 10 gare “tolleranza zero” e “kaput!” (anche per questo suo becero atteggiamento oltre ai risultati che di certo non erano congrui alle aspettative, ovviamente). Al 39° la Reggina ci prova con maggiore convinzione e pericolosità. Cross da sinistra di Rizzato e Bonazzoli che prova, di testa, a mandare sul lato più lontano rispetto ad Handanovic che, però, si allunga e plasticamente blocca. Si rivede la Reggina, quindi. Ritrova coraggio e prova l’affondo anche un paio di minuti dopo con Laverone che s’incunea in area dalla linea di fondo a destra, ma sbaglia l’appoggio rasoterra per Missiroli e l’azione svanisce. Il primo tempo, senza recupero, finisce a reti inviolate. La gara, fin qui, non è stata brutta, ma nemmeno bella per via, soprattutto, dell’alto tasso tecnico con cui sono stati disputati i primi 45 minuti. Ci auguriamo che Atzori abbia assimilato le nozioni necessarie e le trasferisca ai suoi in modo tale che si riesca a scardinare la difesa toscana senza, però, rischiare ancora molto in fase difensiva. Secondo tempo. La seconda frazione di gioco inizia sulla stessa falsa riga del primo. Gara molto tattica da entrambe le parti e gioco che, di conseguenza, ne subisce sotto il profilo della spettacolarità o dell’esteriorità che dir si voglia. Tutto come nelle previsioni, d’altro canto. In più però, e non è poco, c’è che la Reggina appare essere scesa in campo con ben altre intenzioni alzando il proprio baricentro fino a portarsi sulla trequarti avversaria e non più subendo il forte centrocampo architettato da Aglietti. Sia ben chiaro, a scanso di equivoci, secondo il nostro giudizio una gara come questa, come detto non bella, non vuol dire un passo indietro rispetto alle luccicanti vittorie del recente passato. Vuol dire che oggi, al “Granillo”, c’è un avversario degno. Un “signor” avversario, insomma. Ne consegue che la partita è equilibrata e, forse anche per questo, bella sotto il profilo tattico e meno sotto quello estetico. Nel giro di un paio di minuti la Reggina si rifà sotto pericolosissima. Dapprima con Missiroli che non riesce a mandare nello specchio della porta un cross di Rizzato e poi con Rizzo che, liberatosi per il tiro, scaglia il suo destro che però termina al lato. I due allenatori, come impegnati in una lunga partita a scacchi, studiano le mosse dell’altro ed agiscono di conseguenza. Il primo a cambiare un uomo in campo è Atzori: fuori Campagnacci e dentro Adiyiah. Immediatamente risponde Aglietti: fuori Foti e dentro Mchedlidze. Tatticamente non cambia nulla, fuori due attaccanti e dentro altri due. Ciò che può spostare l’equilibrio verso una delle due squadre sono semplicemente le caratteristiche tecniche dei due nuovi entrati. Vedremo. Nel frattempo la Reggina dimostra nuova verve rispetto al primo tempo e mantiene il pallino del gioco sebbene l’Empoli non si fa pregare per avanzare creando, comunque, non poche apprensioni considerato il potenziale di cui è dotato. Secondo cambio per Aglietti: fuori Musacci e dentro Soriano. La Reggina spinge, il pubblico si sveglia e, finalmente, applaude incitando i suoi. Ben altra Reggina, questa, rispetto a quella vista nei primi 45 di gara. Non che quella fosse brutta, ma semplicemente timorosa al cospetto di un ottimo Empoli. La peculiarità principale di Atzori, però, è quella di scendere in campo sempre per vincere e, quindi, supponiamo che negli spogliatoi abbia ribadito il concetto. Al 72° ci prova Viola con un bolide di sinistro da fuori area. La palla, purtroppo, termina alto non di molto sulla traversa. Secondo cambio anche per Atzori: esce proprio Viola ed entra Barillà. Il cambio non è solo di uomini, ma anche di schema tattico: dal 3-5-2 si passa al 3-4-3 con un centrocampo composto adesso da Laverone, Rizzo, Barillà e Rizzato ed una linea avanza che vede Missiroli, Bonazzoli ed Adiyiah. All’80° è davvero pericolosissimo l’Empoli. Mchedlidze riceve al limite dell’area spalle alla porta, si gira alla sua destra e, di sinistro, lascia partire un fendente rasoterra che fa la barba al palo alla destra di un Puggioni proteso ma impotente se il pallone fosse stato dentro lo specchio della porta. Scampato pericolo. Il ritmo scende ancora, in fondo siamo a meno di 10 minuti dalla fine della gara ed entrambe le squadre hanno speso tanto finora. Non tanto sotto il punto di vista fisico, quanto sotto quello mentale. Mantenere l’attenzione alta, altissima, per 80 minuti e passa non è cosa di poco conto e costa sicuramente parecchie energie. Aglietti, all’83°, effettua il suo terzo ed ultimo cambio: esce il “fenomeno” Fabbrini (oggi braccato ed inconcludente) ed entra Cesaretti. All’85° ci prova da fuori area Adiyiah, il suo tiro termina centralmente tra le braccia di Handanovic senza alcun patema particolare. Al 92° Nardini fa scorrere l’ultimo brivido sulla schiena dei reggini. Un suo tiro da fuori area termina la propria traiettoria non di molto alta sulla traversa di Puggioni. Ribadiamo, il nostro giudizio su questo 0-0 non è affatto negativo perché tiene conto della forza di entrambe le formazioni. Di certo, l’Empoli è la squadra più forte vista in questo primo quarto di campionato. Il fatto che sia imbattuta dopo 11 gare lo testimonia ed oggi ne abbiamo capito il perché. La Reggina, d’altro canto, prosegue la sua marcia incasellando il settimo risultato utile consecutivo frutto di 5 vittorie e 2 pareggi. La partita finisce con il giusto tributo ad Alfredo Aglietti chiamato dai tifosi sotto la curva al grido “Dai Aglietti facci un goal, faccelo per noi”. Lui accetta e ricambia gli applausi. Il calcio è straordinario anche per questo.

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Serie Bwin, XI^ giornata: Reggina Empoli 0-0 (primo tempo)

Reggina – Empoli: 0-0. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone, Rizzo, Viola, Missiroli (c) e Rizzato; Campagnacci e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Barillà, Tedesco, Adiyiah, Costa, Zizzari e Sy. All.: Atzori (nella foto). Empoli (4-4-2): Handanovic; Vinci, Marzoratti, Stovini e Gotti; Nardini, Musacci, Moro e Fabbrini; Coralli e Foti. In panchina: Pelagotti, Mori, Gorzegno, Soriano, Lazzari, Cesaretti e Mchedlidze. All.: Aglietti (nella foto). Arbitro: Tozzi di Ostia Lido. Assistenti: Italiani di L’Aquila ed Evangelista di Avellino. Quarto uomo: Oliveri di Palermo. Ammoniti: Musacci al 7° e Rizzo al 26°. Recupero: 0'.

Note. Gli ex. Sono 3: Aglietti, Stovini e Nardini. Il primo su tutti è Alfredo Aglietti, indimenticato bomber amaranto nelle stagioni 1994-1995 e 1995-1996. Fu acquistato dal Pontedera (formazione toscana di C2 dove realizzò il suo record di reti in una sola stagione, 22) tra le cui fila segnò un goal all’Italia di Arrigo Sacchi, battuta poi per 2-1, in un’amichevole preparatoria ai mondiali di USA 1994. Ha debuttato in maglia amaranto il 28.08.94 (si giocava in serie C1 e l’allenatore era Giuliano Zoratti) con una doppietta vincente in casa della Turris. In quella stagione vinse il titolo di capocannoniere del girone C con 20 reti (suo score più ricco in B) in 32 partite e consentendo alla Reggina di arrivare prima nel girone con 70 punti, 10 in più del secondo classificato Avellino (suo il goal vittoria in terra irpina rivelatosi poi determinante), conquistando la promozione in B. Nel successivo torneo cadetto (allenatori Zoratti e, poi, Gagliardi), Aglietti ha siglato altre 18 reti in 37 presenze: fondamentale la doppietta all’ultima giornata di campionato per il 3-1 finale a Reggio Emilia contro la Reggiana di Carletto Ancelotti la settimana prima promossa in A. Fu questa la sua ultima gara in amaranto, era il 27.08.95. Successivamente ha giocato in A a Napoli (9 goal in campionato e 2 in Coppa Italia in 28 presenze nella stagione 1996-1997) e Verona (18 reti in 73 presenze dal 1997 al 2000). L’ultima apparizione a Reggio è datata 24.05.98 allorquando, con il Verona, realizzò una doppietta consentendo agli scaligeri il 3-0 finale. Dopo Verona sponda Hellas, ha giocato anche su quella Chievo (10 presenze e 2 goal), Pistoiese (18 presenze e 3 goal), Arezzo (28 presenze e 2 goal), Milazzo (3 presenze ed 1 goal) ed, infine, Villacidrese (19 presenze ed 11 goal) dove concluse la sua carriera da calciatore. Da allenatore: Rondinella, Sestese, Viareggio, Sampdoria Primavera ed ora, appunto, Empoli; Lorenzo Stovini, roccioso centrale difensivo ha disputato i primi 2 campionati di A degli amaranto collezionando 66 presenze ed una rete (quello del pareggio sul neutro di Catania contro il Verona passato in vantaggio con rete di Bonazzoli durante il campionato 2000-2001 che terminò con la retrocessione degli amaranto usciti sconfitti dallo spareggio salvezza proprio contro il Verona); Riccardo Nardini, centrocampista vanta 12 presenze in A nella Reggina nel campionato 2006-2007 (la stagione del -11, per intenderci, con Mazzarri in panchina). L’arbitro. Tozzi ha già diretto la Reggina in 3 occasioni: due sconfitte, entrambe nello scorso torneo, la prima in casa con il Modena (0-1 goal di Troiano) e la seconda a Vicenza (1-3 con reti di Di Cesare, Litteri, Brienza e Sgrigna e con il rigore sbagliato da Castiglia in quella che fu l’ultima panchina di Iaconi prima dell’arrivo di Breda) ed un pareggio casalingo contro il Cittadella (1-1 con reti di Capelli e Pesoli). Tozzi ha invece diretto 2 volte l’Empoli che ha conquistato una vittoria (contro l’Ascoli, al termine di una gara dove l’arbitro decretò ben 4 rigori – due, realizzati, per l’Empoli e due, uno realizzato ed uno no, per l’Ascoli) ed un pareggio. Al “Granillo” si affrontano la squadra con il secondo miglior attacco del torneo (la Reggina con 18 goal realizzati) e quella con la miglior difesa (l’Empoli con soli 6 goal al passivo). L’Empoli è l’unica formazione del torneo cadetto ad essere ancora imbattuta. (Dati statistici in collaborazione con Domenico Durante). I risultati ottenuti sin’oggi dall’Atzori Band consentivano di presumere il vedere una sensibile maggiore affluenza di pubblico oggi al “Granillo” approfittando anche della giornata mite. Evidentemente, però, i risultati positivi ed il terzo posto in classifica non bastano all’ “esigente” e “dal palato fine” pubblico reggino comunque più numeroso ma non quanto immaginato. Mah!!! Per l’ennesima volta, comunque, in barba alla famigerata “tessera del tifoso”, una trentina di tifosi empolesi trovano spazio ed accoglienza non nel settore agli ospiti riservati, ma a sinistra nell’angolo basso nella tribuna est (come già successo, peraltro, con modenesi e vicentini). Cronaca e commento. La partita inizia a ritmi bassi, con le due squadre attente e propense in primis a studiare l’avversario piuttosto che giocare a testa bassa. Questo ci conferma quanto ci si aspettava, una partita cioè altamente tecnica avendo di fronte due delle maggiormente in forma compagini dell’intero torneo (tra le altre, su tutte, il sorprendentissimo capolista Novara). All’8° ci prova la Reggina sugli sviluppi di uno schema da calcio piazzato. Rizzo serve al limite Bonazzoli che, al volo di destro, batte a rete ma il suo tiro è respinto da un empolese. Al 9° ancora Reggina. Cross da destra che un difensore manda fuori area, decentrato a sinistra, interviene Rizzato che di prima intenzione calcia ma il suo tiro termina sul fondo alla sinistra del portiere ospite Handanovic. Al 19° Empoli pericolosissimo. Cross da destra di Nardini, Foti svetta su tutti in area e colpisce di testa indirizzando in porta. Ci vuole uno straordinario Puggioni a volare alla sua sinistra ed a deviare in corner. Al 24° Reggina timidamente nei pressi della porta avversaria. Corner di Viola da sinistra, palla alta in area, Handanovic va fuori tempo e Cosenza è colto di sorpresa e non riesce ad indirizzare a rete il suo colpo di testa che termina alto sulla traversa. Incredibile palla goal per l’Empoli. C’è un cross da sinistra, la palla attraversa tutto lo specchio della porta finché Nardini, dalla linea di fondo opposta al cross, la rimette in mezzo con Puggioni fuori tempo e fuori spazio. Il pallone, beffardamente, riattraversa lo specchio della porta senza che nessuno intervenga tra le fila empolesi e ci pensa Adejo a mettere finalmente in corner. L’Empoli è certamente più pericoloso di una Reggina che appare oltremodo timorosa ed attenta più a non prenderle che a darle. Strano l’atteggiamento odierno della squadra di Atzori (che si sbraccia ed urla in panchina), mai vista una squadra così rinunciataria. L’Empoli, intanto, si rifà vivo con Foti che, di testa, “appoggia” a Puggioni non riuscendo ad imprimere forza al suo tiro. Il pubblico si accorge delle difficoltà dell’undici amaranto, ma piuttosto che incitarlo ne sottolinea gli errori ad ogni ripartenza andata a vuoto. Come sarcasticamente disse una volta quel “galantuomo” di Novellino, “quello di Reggio è un pubblico che ha vinto la Champions” e, quindi, abituato a grandi palcoscenici. In quell’occasione, tra le mura della sala stampa, non ci lasciammo sfuggire l’occasione di ribattere sottolineando che aveva ben donde a sostenerlo giacché un anno prima la Champions l’aveva vinta lui. Come sapete dopo 10 gare “tolleranza zero” e “kaput!” (anche per questo suo becero atteggiamento oltre ai risultati che di certo non erano congrui alle aspettative, ovviamente). Al 39° la Reggina ci prova con maggiore convinzione e pericolosità. Cross da sinistra di Rizzato e Bonazzoli che prova, di testa, a mandare sul lato più lontano rispetto ad Handanovic che, però, si allunga e plasticamente blocca. Si rivede la Reggina, quindi. Ritrova coraggio e prova l’affondo anche un paio di minuti dopo con Laverone che s’incunea in area dalla linea di fondo a destra, ma sbaglia l’appoggio rasoterra per Missiroli e l’azione svanisce. Il primo tempo, senza recupero, finisce a reti inviolate. La gara, fin qui, non è stata brutta, ma nemmeno bella per via, soprattutto, dell’alto tasso tecnico con cui sono stati disputati i primi 45 minuti. Ci auguriamo che Atzori abbia assimilato le nozioni necessarie e le trasferisca ai suoi in modo tale che si riesca a scardinare la difesa toscana senza, però, rischiare ancora molto in fase difensiva.

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Reggio Calabria: l’ Arcobaleno Motor Show “passa” per il 2011 e pensa al 2012

L’Associazione “Arcobaleno VM 2005”, presieduta da Vincenzo Moscato (nella foto), conosciuta per i molteplici successi ottenuti con l’organizzazione  dell’importantissimo evento motoristico nazionale "Arcobaleno Motor Show dello Stretto", guarda alla prossima edizione, ma se anche questa volta l'entusiasmo e l'impegno non mancano, a venire meno sono invece le risorse. L’attuale situazione economica del Motor Show, è stata al centro di una riunione riservata ai soci e tenutasi qualche giorno addietro nella sede reggina di Via del Gelsomino, incontro in cui, si è avuto modo di analizzare ogni indispensabile aspetto dell'evento e verificarne le condizioni di realizzazione della prossima edizione.

A conclusione della predetta riunione, esaminato il crescente elenco delle spese annuali previste per garantire all'evento la qualità e le novità che la caratterizzano e che hanno contribuito a radicarne la fama, si è convenuto nella decisione di rinviare la realizzazione della sesta edizione all’anno 2012 (nella foto la locandina dell'evento nel 2010). Tale scelta di rinviare un evento di una riconosciuta importanza sociale ed economica per il nostro territorio, e’ stata determinata da una partecipazione alle spese da parte delle istituzioni reggine assolutamente inidonea, sempre più incerta, affannosa e molto spesso al di sotto di ogni più pessima previsione. Una situazione che  ha provocato un’inevitabile e rilevante passivo economico, in evidente contrasto con la complessità organizzativa di un Motor Show come quello reggino, che invece, nella sua breve ma intensa esistenza è stato in grado di suscitare autorevoli interessi nazionali ed internazionali, oltre ad essere un esempio organizzativo per tanti altri eventi curati da affermate società. L’Arcobaleno Motor Show, anche per questo, ma non solo, si dichiara profondamente deluso come sicuramente lo saranno a partire da oggi, anche tutti coloro che come gli organizzatori in questo grande progetto ci hanno sempre creduto sostenendolo concretamente, (Istituzioni, Sponsor, Cittadini ed Imprenditori), ma la consequenziale e sempre più frequente esposizione bancaria dell’associazione, impongono senza più alcuna speranza di sorta, l’inevitabile e responsabile scelta, quella di fermarsi. L’Arcobaleno Motor Show dello Stretto, che in cinque anni ha cambiato tre volte denominazione, è sempre rimasto  ancorato ai valori sociali che hanno portato alla sua fondazione; principi che hanno garantito ben settantamila euro di donazioni di solidarietà, tra cui, l’acquisto di un’apparecchiatura medica per il reparto di pediatria dell’ospedale riuniti di Reggio Calabria, un grande contributo elargito a favore di un bimbo gravemente ammalato con relative attrezzature sanitarie, nonché, un’ambulanza attrezzata che serigrafata con il logo dell’evento, tra qualche giorno sarà donata al servizio sanitario d’emergenza reggino (118), sperando che questa donazione non rimarrà solo un ricordo. Prima di rimandare l’appuntamento alla prossima edizione, lo staff dell'Arcobaleno Motor Show coglie l’occasione per esprimere ancora una volta un sentito ringraziamento per la partecipazione a tutte le amministrazioni che oltre ad essere patrocinanti hanno di fatto partecipato alle spese, in particolare alla Regione Calabria nella persona del Presidente Giuseppe Scopelliti, per la sua estrema sensibilità e puntualità che da sindaco prima e da governatore dopo, ha voluto manifestare puntualmente e sin dalla prima edizione a favore dei valori sociali promossi attraverso l’evento; un grazie altresì è doveroso rivolgerlo al Presidente della Provincia Avv. Giuseppe Morabito, a tutte le forze dell’ordine che con al loro presenza hanno arricchito di significato la kermesse, ed infine, agli importanti Team che si sono esibiti negli anni con in primis la Ferrari S.p.A. e Toro Rosso ed a tutti i fornitori, quest’ultimi ancora oggi oltremodo pazienti e comprensivi.

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Serie Bwin, XI^ giornata: Reggina Empoli (probabili formazioni e note)

Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone, Rizzo, Viola, Missiroli (c) e Rizzato; Campagnacci e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Barillà, Tedesco, Montiel, Costa, Zizzari e Sy. All.: Atzori. Empoli (4-4-2): Handanovic; Vinci, Marzoratti, Stovini e Gotti; Nardini, Musacci, Moro e Fabbrini; Coralli e Foti. In panchina: Pelagotti, Mori, Gorzegno, Soriano, Lazzari, Fanucchi e Mchedlidze. All.: Aglietti. Arbitro: Tozzi di Ostia Lido. Assistenti: Italiani di L’Aquila ed Evangelista di Avellino. Quarto uomo: Oliveri di Palermo. Note. Gli ex. Sono 3: Aglietti, Stovini e Nardini. Il primo su tutti è Alfredo Aglietti (nella foto al momento della sua presentazione ad Empoli), indimenticato bomber amaranto nelle stagioni 1994-1995 e 1995-1996. Fu acquistato dal Pontedera (formazione toscana di C2 dove realizzò il suo record di reti in una sola stagione, 22) tra le cui fila segnò un goal all’Italia di Arrigo Sacchi, battuta poi per 2-1, in un’amichevole preparatoria ai mondiali di USA 1994.

Ha debuttato in maglia amaranto il 28.08.94 (si giocava in serie C1 e l’allenatore era Giuliano Zoratti) con una doppietta vincente in casa della Turris. In quella stagione vinse il titolo di capocannoniere del girone C con 20 reti (suo score più ricco in B) in 32 partite e consentendo alla Reggina di arrivare prima nel girone con 70 punti, 10 in più del secondo classificato Avellino (suo il goal vittoria in terra irpina rivelatosi poi determinante), conquistando la promozione in B. Nel successivo torneo cadetto (allenatori Zoratti e, poi, Gagliardi), Aglietti ha siglato altre 18 reti in 37 presenze: fondamentale la doppietta all’ultima giornata di campionato per il 3-1 finale a Reggio Emilia contro la Reggiana di Carletto Ancelotti la settimana prima promossa in A. Fu questa la sua ultima gara in amaranto, era il 27.08.95. Successivamente ha giocato in A a Napoli (9 goal in campionato e 2 in Coppa Italia in 28 presenze nella stagione 1996-1997) e Verona (18 reti in 73 presenze dal 1997 al 2000). L’ultima apparizione a Reggio è datata 24.05.98 allorquando, con il Verona, realizzò una doppietta consentendo agli scaligeri il 3-0 finale. Dopo Verona sponda Hellas, ha giocato anche su quella Chievo (10 presenze e 2 goal), Pistoiese (18 presenze e 3 goal), Arezzo (28 presenze e 2 goal), Milazzo (3 presenze ed 1 goal) ed, infine, Villacidrese (19 presenze ed 11 goal) dove concluse la sua carriera da calciatore. Da allenatore: Rondinella, Sestese, Viareggio, Sampdoria Primavera ed ora, appunto, Empoli; Lorenzo Stovini, roccioso centrale difensivo ha disputato i primi 2 campionati di A degli amaranto collezionando 66 presenze ed una rete (quello del pareggio sul neutro di Catania contro il Verona passato in vantaggio con rete di Bonazzoli durante il campionato 2000-2001 che terminò con la retrocessione degli amaranto usciti sconfitti dallo spareggio salvezza proprio contro il Verona); Riccardo Nardini, centrocampista vanta 12 presenze in A nella Reggina nel campionato 2006-2007. L’arbitro. Tozzi ha già diretto la Reggina in 3 occasioni: due sconfitte, entrambe nello scorso torneo, la prima in casa con il Modena (0-1 goal di Troiano) e la seconda a Vicenza (1-3 con reti di Di Cesare, Litteri, Brienza e Sgrigna e con il rigore sbagliato da Castiglia in quella che fu l’ultima panchina di Iaconi prima dell’arrivo di Breda) ed un pareggio casalingo contro il Cittadella (1-1 con reti di Capelli e Pesoli). Tozzi ha invece diretto 2 volte l’Empoli che ha conquistato una vittoria (contro l’Ascoli, al termine di una gara dove l’arbitro decretò ben 4 rigori – due, realizzati, per l’Empoli e due, uno realizzato ed uno no, per l’Ascoli) ed un pareggio. Al “Granillo” si affrontano la squadra con il secondo miglior attacco del torneo (la Reggina con 18 goal realizzati) e quella con la miglior difesa (l’Empoli con soli 6 goal al passivo). L’Empoli è l’unica formazione del torneo cadetto ad essere ancora imbattuta.

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Monza: operazione “Lampo” consente l’arresto di sinopolesi in trasferta per delinquere

Nelle prime ore di martedì 19 ottobre 2010, militari del nucleo investigativo del gruppo di Monza, collaborato nella fase esecutiva da personale competente sul territorio, hanno eseguito un provvedimento restrittivo, nei confronti di quattro persone, residenti nella provincia di Reggio Calabria, identificati quali autori della rapina, consumata ai danni dell’ufficio postale di Busnago (MO), il 02 febbraio 2010. I primi accertamenti, contestuali al verificarsi dell’evento criminoso permettevano di appurare che i malviventi, tutti travisati e armati di pistole e coltelli, subito dopo il colpo, erano fuggiti a bordo di una Fiat Panda di colore bianco, compendio di furto in Vimercate (MI) il 01 febbraio 2010, portando via circa sedicimila euro, creando panico e angoscia tra le persone presenti sul posto.

La preziosa collaborazione di alcuni cittadini che avevano fornito elementi utili ai fini delle indagini e l’intuito investigativo dei carabinieri permettevano di risalire ai momenti precedenti dell’evento criminoso. In particolare emergeva che dopo aver abbandonato la Fiat Panda i malviventi erano saliti a bordo di una BMW di colore scuro. Ulteriori spunti investigativi venivano forniti dai militari in perlustrazione sul territorio e precisamente da una pattuglia della stazione dei carabinieri di Bellusco (MO) che durante un posto di controllo, notava transitare due autovetture viaggiare in modo irregolare, a brevissima distanza. I militari per motivi di sicurezza stradale evitavano di fermarle, ma riuscivano a rilevare il numero di targa. I controlli in banca dati permettevano di accertare  l’intestatario dell’autovettura. Le indagini tecniche successive consentivano di identificare i complici della rapina, tutti della provincia di Reggio Calabria, e documentare che tutti i criminali, i giorni precedenti la rapina erano partiti dalla Calabria, direzione Lombardia, ed essere localizzati nel comune di Busnago il giorno stesso dell’azione delittuosa. A conclusione delle indagini, i militari del nucleo investigativo richiedevano all’A.G. competente un provvedimento restrittivo nei confronti dei quattro malavitosi, tutti gravati da precedenti penali di varia natura, ottenendo quanto segue: il divieto di allontanarsi dal comune di Sinopoli (RC) nei confronti di  L. A.; la custodia cautelare presso il proprio domicilio in Sinopoli (RC) nei confronti di C. G. e la custodia cautelare in carcere per F. G. e R. G.. “Lampo” è stata convenzionalmente denominata l’indagine, in quanto per i rapinatori in trasferta non è stata data un’altra possibilità di commettere ulteriori reati nel territorio brianzolo.

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Taurianova (RC): quattro romeni rubano un’autovettura, arrestati dai carabinieri del NORM

Ieri sera, intorno alle ore 22:00, a Taurianova (RC), i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile, traevano in arresto, per tentato furto aggravato di un’autovettura i sottonotati cittadini romeni: Sirbu Nicolae, 20enne, domiciliato a Cutro (KR), Croitoriu Cosmin-Marian, 19enne, domiciliato a Cotronei (KR), Croitoriu Gabriel, 20enne, domiciliato a Cotronei (KR) e Smarandache Vasile Gabriel, 24enne, residente a Taranto.

I quattro sono stati bloccati da due equipaggi dell’aliquota radiomobile in seguito alla richiesta di aiuto del proprietario dell’autovettura Skoda Felicia che li sorprendeva mentre tentavano di asportarla. I quattro romeni, dopo essere stati scoperti dal proprietario, cercavano di darsi alla fuga ma venivano bloccati dai carabinieri a circa 300 metri dal luogo ove l’auto era parcheggiata. Gli arrestati, questa mattina, sono stati  tradotti innanzi al giudice del tribunale di Palmi per il giudizio direttissimo durante il quale sono stati convalidati gli arresti.

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Gioia Tauro (RC)-Carpi (MO): arrestati i due rapinatori rei di sei rapine ai danni di attività commerciali ed autotrasportatori

Nelle prime ore del mattino di oggi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione, nel comprensorio di Gioia Tauro (RC) ed in provincia di Modena, a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palmi a carico di 2 soggetti a vario titolo indagati per rapina a mano armata, porto e detenzione di arma, ricettazione e riciclaggio. L’operazione, nella cui fase esecutiva sono stati impegnati circa 30 Carabinieri delle Compagnie di Gioia Tauro e di Carpi (MO), giunge all’esito di un’indagine avviata dai militari di Gioia Tauro nel luglio del 2010, a seguito della rapina a mano armata perpetrata ai danni di un supermercato di Melicucco (RC) (nei fotogrammi ripresi da una telecamera a circuito chiuso) e fruttata ai rapinatori circa 1.700,00 euro.

L’articolata attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi, attraverso classiche attività di P.G. (servizi di osservazione e pedinamento, perquisizioni, sequestri), ha consentito di raccogliere gravi, univoci e concordanti elementi di reità in capo ai due arrestati, nei confronti dei quali sono in corso approfondimenti investigativi tesi a verificare il loro coinvolgimento in almeno altre cinque rapine perpetrate nella Piana di Gioia Tauro dall’aprile al luglio del 2010. Durante l’indagine, a riscontro del lavoro investigativo, sono state sequestrati due mezzi trasporto, entrambi di provenienza furtiva, nella disponibilità degli arrestati e da questi utilizzati per commettere alcune della rapine le cui vittime preferite erano esercizi commerciali ed autotrasportatori. Non si esclude il coinvolgimento di un terzo giovane in corso di identificazione da parte dei Carabinieri. I soggetti destinatari del provvedimento restrittivo sono: Piromalli Luigi (nella foto), nato a Polistena (RC) il 27.12.1989 e residente a Rosarno (RC) e Timpani Luigi (nella foto), nato a Cinquefrondi (RC) il 02.01.1988 e residente anch’egli a Rosarno.

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Reggina: Atzori sa ciò che vuole (e ciò che non vuole)!

E’ raro, rarissimo, che noi si possa raggiungere il Sant’Agata in tempo utile per le conferenze stampa di tecnico, dirigenti o giocatori sempre fissate per le 14 in punto così come stabilito d’intesa, supponiamo, tra USSI e Reggina Calcio. Pazienza. Oggi, però, non abbiamo perso l’occasione per varcare i cancelli del Centro Sportivo e scambiare due chiacchiere con l’uomo che guida la Reggina targata 2010/2011. Com’è nostro ineluttabile costume, arriviamo sul posto con un po’ d’anticipo ed inganniamo il tempo maneggiando il nostro smartphone. Quando, nella quiete più assoluta, pensavamo di esser soli ecco che, al centro del campo di allenamento numero 1, in lontananza scorgiamo una sagoma impossibile da confondere con le altre possibili. E’ lui, Gianluca Atzori (nelle foto), che passeggia tranquillamente sull’erba fresca e, presumiamo, lo fa pensando all’impegantiva gara di domani pomeriggio contro l’Empoli.

Ci avviciniamo, al di qua della rete, e lo salutiamo con la stessa cordialità con cui ricambia il saluto. “Sei qui in anticipo?”, ci chiede. Sorridendo rispondiamo “Come te, mister!”. “Per me è normale”, replica. Anche per noi lo è (arrivare ad un appuntamento qualche minuto prima). Nel mentre arrivano gli altri colleghi e ne approfittiamo per scambiare quattro chiacchiere sull’universo Reggina e su ciò che gli gravita attorno. Qualche risata su aneddoti vari, qualche considerazione sui tam-tam di radio e televisioni locali attraverso le loro trasmissioni più o meno professionalmente valide, più o meno, diciamo così, “amatoriali” e da “(retro)bottega”. Controlliamo l’orologio e ci accorgiamo che sono le 14 spaccate e, se abbiamo imparato a conoscerlo, Atzori è già seduto dietro la scrivania. Come infatti! Ci accomodiamo e la chiacchierata con la stampa ha inizio scorrendo fluidamente per tutta la sua interezza. Ci dice che ha molto rispetto per l’avversario di domani (l’Empoli di Alfredo Aglietti), che la teme perché se è l’unica squadra ancora imbattuta dopo 10 giornate un motivo ci sarà. Ci dice anche, però, che anche la sua squadra sta bene e che non sarà facile per nessuna delle due compagini avere la meglio allo scadere dei 90 minuti di gioco. Sostiene che, con due squadre che si equivalgono come Reggina ed Empoli, la partita potrà essere decisa da un episodio, magari da un calcio da fermo, o anche da un colpo di genio di qualche singolo. Non cambierà né modulo né atteggiamento perché gli avversari sono comunque tutti difficili. Afferma di essere contentissimo di quello che i suoi giocatori gli stanno dando e che secondo lui sono ancora “solo” al 60% delle proprie potenzialità. Alla domanda se c’è il “rischio” che qualcuno dei suoi si monti la testa guardando la classifica, Atzori tranquillizza tutti sostenendo che ci pensa lui a placare gli animi qualora se ne accorgesse anche solo dalla mimica facciale o dal modo di camminare entrando sul terreno di gioco prima dell’allenamento. A chi gli chiede quali siano gli obiettivi o se questi ultimi siano cambiati dopo i recenti successi ribadisce che il suo obiettivo primario è quello di far tornare la gente al “Granillo” (“sperando che non ci sia ancora un nubifragio” come in occasione della gara interna vinta contro il Pescara). Gli viene fatto notare che il suo omologo Aglietti, alla domanda su chi preferirebbe togliere agli avversari ha risposto Missiroli. Lui risponde che toglierebbe proprio Aglietti agli avversari per quanto bene sta facendo ad Empoli e, poi, tra i giocatori, quello Stovini che è stato protagonista a Reggio nei due primi anni di serie A (1999/2000 e 2000/2001). Gli chiediamo se, vista la forza dell’avversario, un pari potrebbe andar anche bene. Ci risponde che no, o meglio non a priori. Lui e la sua squadra giocheranno esclusivamente per vincere e se il campo poi dirà che è stato giusto chiudere con un pareggio allora andrà bene, ma a priori no! Ganzo, direbbero ad Empoli! In sintesi, in estrema sintesi, ecco chi è Gianluca Atzori. Non ci importa che sia simpatico, non ci importa che sia un brav’uomo, non ci importa che sia amabile. Quello che ci interessa è che sia un Uomo e, di conseguenza, un allenatore con la A maiuscola. Del buonismo, o del finto tale, non sappiamo che farcene: vogliamo uno che abbia le palle e che lo dimostri con i fatti. Ok? Atzori ce lo ricordavamo arcigno difensore della Reggina edizione 1996/1997 targata Buffoni-Guerini. Lo abbiamo rivisto lo scorso anno durante la sua breve parentesi di allenatore a Catania. Ce lo siamo ritrovati allenatore della Reggina quest’anno e la curiosità di testare la veridicità di ciò che si diceva su di lui ci ha portati a Saint Christophe a seguire la prima fase della preparazione precampionato sua, del suo staff (Andrea Bergamo, allenatore in seconda, Andrea Sardini, allenatore dei portieri, e Carlo Simionato, preparatore atletico, a cui va aggiunto anche Ciccio Cozza nelle vesti di collaboratore) e della truppa a lui affidata. L’esperienza fatta in Val d’Aosta, va detto, ci è servita moltissimo a capire parecchie più cose rispetto a quelle comprensibili “semplicemente” assistendo alle gare ufficiali così com’eravamo abituati a fare sino a qualche mese fa. Abbiamo visto lavorare lui ed il suo staff con una maniacalità (in senso positivo, intendiamo) impressionante. Abbiamo visto svolgere un lavoro certosino in ogni istante in cui i ragazzi erano impegnati sul campo. E, dobbiamo aggiungere, il periodo di cui stiamo trattando non era facile. Era il periodo, infatti, in cui la Reggina aveva, di fatto, due “squadre”: quella “regolare” e quella cosiddetta dei “dissidenti”. Ovviamente questa circostanza avrebbe potuto non consentire di lavorare al meglio qualunque staff tecnico. Invece, anche in quelle condizioni, abbiamo visto Atzori & Co. lavorare alacremente e dare a tutti i singoli giocatori le stesse nozioni, le stesse impartizioni, le stesse attenzioni. Certo, è ovvio, sapendo che tra i “dissidenti” ci sarebbero state, presto o tardi, delle defezioni (leggasi cessioni) la “rosa base” ha ottenuto maggiori attenzioni. Nei tempi che a noi sembravano “morti”, quelli in cui non si era sul terreno di gioco insomma, abbiamo colto l’occasione per parlare molto con lui sfruttando l’occasione per chiedere di soddisfare qualunque nostra curiosità, anche quella più banale o per lui scontata per intenderci. Con molta disponibilità e pazienza, senza l’altezzosità arrogante e presuntuosa di chi di questi tempi era stato già esonerato, Atzori non si è mai tirato indietro (né lui né gli altri componenti del suo staff quando abbiamo voluto interloquire con loro). Tutto il “lavoro” fatto in quei giorni di nostra presenza in ritiro non solo ce lo ritroviamo adesso, ma ci ha consentito di capire, prima, e sostenere, poi, già da tempo in verità, che il punto di forza di questa Reggina è sicuramente lui: il mister. Ci ha sempre detto, sin dal principio, che sarebbe stato soddisfatto se e solo se fosse riuscito a trasmettere alla sua squadra i valori che gli appartengono e la voglia, le motivazioni, la grinta necessarie per non essere semplicemente “squadra” ma “gruppo”. Ci ha sempre detto che aveva due soli obiettivi: fare del proprio meglio (lui e la squadra) e far rinascere l’entusiasmo al popolo di tifosi della Reggina. Il primo obiettivo lo sta certamente perseguendo ed ottenendo ed il secondo anche considerato che l’entusiasmo non lo (ri)crea le parole ma i fatti e, quindi, i risultati. Il terzo posto sin qui ottenuto, le sei gare senza sconfitte frutto di cinque vittorie ed un pareggio, l’aria che si respira attorno alla Reggina di mister Atzori ci pare che confermino questo trend finalmente positivo dopo due/tre anni davvero disastrosi (gli ultimi due diremmo pressoché fallimentari). Guardando la Reggina giocare, quello che più traspare con evidenza è quello a cui facevamo riferimento prima e cioè l’unità d’intenti di giocatori ed allenatore. Le due “parti” parlano la stessa lingua, si capiscono, interagiscono e, di conseguenza, lavorano bene ottenendo i risultati sperati. Ovvio, da un lato c’è un allenatore che sa ciò che vuole e, soprattutto, ciò che non vuole e dall’altro c’è un “gruppo” di giocatori che ha sposato in pieno le sue idee e, grazie alle proprie capacità tecniche, integra il “dire” con il “fare”. Il merito, quindi, non è solo del tecnico, ma anche dei giocatori. Una similituine ci tocca per forza farla. E la facciamo con l’ultimo grande allenatore che abbiamo avuto il privilegio di avere qui a Reggio: Walter Mazzarri. Anche lui fu capace, nei tre anni di permanenza sulla riva dello Stretto con la squadra di calcio che conta, di compiere tre miracoli con “rose” di giocatori sicuramente dignitose ma non da nomi altisonanti o da potenzialità iniziali chissà quali. Tre salvezze di cui l’ultima equivalente ad un vero e proprio “scudetto” vinto partendo da quel maledetto -11 sono la reale e tangibile testimonianza della sua grandezza (e delle squadre che ha allenato, ovviamente). Anche lui, Walter, aveva avuto in qualche modo la capacità di “convincere” i propri giocatori che migliori di loro in campo non ce ne fossero. Anche lui, Walter, aveva avuto la particolare peculiarità di scovare e cogliere il meglio da ogni singolo calciatore facendolo ergere a campione del mondo. Anche lui, Walter, aveva avuto l’abilità di creare un “gruppo” unito, solido, impenetrabile, coeso e quant’altro nemmeno paragonabile ad una “semplice” squadra. Adesso Walter è altrove e noi non viviamo di ricordi e nostalgie. Adesso c’è Gianluca ed adesso è Gianluca il nostro punto di riferimento. Punto! Abbiamo sempre detto, sostenuto e ribadito che, per quanto ci riguarda, la Reggina è una sorta di “entità” e, quindi, siamo certi che non se la prenderà a male nessuno se la consideriamo tale a prescindere da chi sia il presidente, l’allenatore, i giocatori, tutte figure pro tempore insomma. Adesso c’è Gianluca (Atzori), Christian (Puggioni), Daniel (Adejo), i due Francesco (Cosenza ed Acerbi), poi Lorenzo (Laverone), Simone (Missiroli), Giuseppe (Rizzo), Nicolas (Viola) e l’altro Simone (Rizzato), poi ancora Emiliano (Bonazzoli) ed Alessio (Campagnacci) e via via tutti gli altri. Loro, adesso, sono La Reggina ed a noi tanto basta! Ad majora!

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Sambatello di Reggio Calabria: domenica prossima gara automobilistica valida per il I° Trofeo La Collina

Continua senza sosta l’attività delle società affiliate all’ASI (Alleanza Sportiva Italiana). Domenica 24 ottobre, con inizio alle ore 9.00, si disputerà il 1° Trofeo “La Collina” Città di Sambatello (nella foto la locandina dell'evento), gara automobilistica che vedrà impegnati i migliori piloti meridionali sul percorso Gallico–Sambatello con, al momento, oltre 90 gli iscritti. La manifestazione è organizzata dal Team dell’Asd Piloti per Passione – società affiliata all’ASI – , presieduta dal dott. Giuseppe Denisi, ed è valida quale nona e penultima prova del campionato nazionale ASI CSAI sotto l’egida di ASI motori.

L’evento si avvale dei patrocini della Regione Calabria, della Provincia di Reggio Calabria, del Comune di Reggio Calabria, della IX^ Circoscrizione Gallico-Sambatello, nonché della collaborazione dell’Arcobaleno MOTOR SHOW dello Stretto, del  centro studi Colacrisi e di Condina Motor Sport. La partenza è prevista sulla ex SS 184 per Gambarie (dal km. 2,200) con arrivo all’ingresso del centro abitato di Sambatello al (km. 4,700) e, sul percorso, sono posizionate 10 postazioni composte da 4 “birilli” ciascuna (nella foto il tracciato). Saranno presenti i più forti piloti della specialità: il costruttore Elia presenta ben 5 bolidi con Antonio Musumeci, Domenico Polizzi, Turi Caruso, Tommaso Elia ed il dirompente Gaetano Piria; poi, da non sottovalutare, Cassisi, Giunta, Fallara, Marra e Nostro, nonché Iaria con Osella PA21/S ed, a sorpresa, quale outsider, potrebbe presentarsi Massimo Albanese della società organizzatrice. Non mancherà certamente  Domenico Chirico che, smaltita l’euforia per la conquista del titolo italiano, vorrà riassaporare il successo. L’inizio della gara è previsto per le ore 9.00 con il giro di ricognizione (mentre il percorso già dalle ore 7.00 sarà chiuso al traffico, sarà possibile, in ogni caso raggiungere l’arrivo a Sambatello tramite il percorso alternativo dalla Strada a scorrimento veloce Gallico-Gambarie). Nella giornata di sabato con inizio dalle ore 14,30 presso il Bar Italia si svolgeranno  le verifiche ante-gara sia sportive sia tecniche che si concluderanno alle ore 19.30. La premiazione è prevista domenica 24 ottobre nella Piazza Madonna delle Grazie di Sambatello (1 ora dopo il termine della gara). Per ulteriori informazioni, su Facebook, http://www.facebook.com/event.php?eid=150353621649696 o sul sito www.asimotori.it si potranno seguire le news, gli aggiornamenti in tempo reale dell’elenco degli iscritti e le classifiche.

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Camigliatello (CS): proseguono le iniziative di “Autunno Silano” e domenica lo spettacolo di Pino Campagna da Zelig

Dopo il successo straordinario del primo week-end, che ha fatto registrare il tutto esaurito nelle strutture ricettive dell’area, proseguono le attività di Autunno Silano che si configura come una gioiosa festa in onore dei frutti della terra, al fine di celebrare le eccellenze enogastronomiche dell’altipiano: non solo la grande varietà di funghi che generosamente la Sila offre ai visitatori ma anche formaggi, salumi, patate, castagne, pannocchie e sottolio e numerose altre prelibatezze da degustare lungo il corso di Camigliatello, addobbato con gli stand enogastronomici (nella foto) degli operatori locali in un tripudio di odori e sapori, colori e suoni.

Perseguendo lo scavo nella memoria storica del territorio, infatti, i percorsi del gusto sono allietati dalle numerose espressioni musicali ed artistiche di una variegata cultura popolare che avvolge il visitatore nelle atmosfere delle antiche feste di piazza con un programma diverso ogni fine settimana e differenziato dal sabato alla domenica. Sabato sono di scena le multiforme espressioni degli artisti da strada (giocolieri, prestigiatori, trampolieri – nella foto –, mangiafuoco) le cui colorate piroette acrobatiche e i loro fulminanti giochi di prestigio si accordano con gli strumenti della tradizione ben rappresentati dai tamburinari della Sila, le maschere giganti del vibonese e altre formazioni estemporanee con organetti, zampogne e chitarre. La domenica, invece, formazioni più strutturate di suonatori tradizionali (bande piluse e le coinvolgenti pacchiane di San Giovanni in Fiore) incrociano i loro suoni con le espressioni musicali dei Tacabum (nella foto), una moderna street band che, armati di una batteria ambulante, tromboni e trombe, al suono di fiati e percussioni muovono al ballo i visitatori, già rapiti dalle tante degustazioni allestite dalle aziende di settore, impegnate anche nella dimostrazione dal vivo delle modalità di preparazione dei diversi alimenti. Un’autentica festa di piazza tesa a rapire i numerosi visitatori provenienti in grandissima parte da località extraregionali, con una netta prevalenza di pugliesi e siciliani, gli unici incontrati da uno sbigottito Dario Vergassola che è arrivato a chiedersi se si trovava in Calabria o in Puglia. E domenica pomeriggio il consueto appuntamento con gli artisti del circuito Zelig: il 24 ottobre di scena la scoppiettante ironia di Pino Campagna. Autunno Silano, promosso dall’associazione Altrosud d’intesa con il Parco Nazionale della Sila, la Comunità Montana Silana, i comuni di Pedace e Spezzano della Sila, l’Enel, la Banca Popolare del Mezzogiorno e PromoSila-Operatori di Camigliatello, è una delle tante manifestazioni di una rinnovata SilaInFesta, inserita dal Ministero per la Gioventù e l’ANCI  nel progetto nazionale “La rete dei festival aperta ai giovani” e dalla Regione Calabria nel novero dei “grandi eventi”. L’ingresso è gratuito e, per ulteriori informazioni, altrosud@altrosud.it, www.altrosud.it oppure 0984-578154.

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Reggio Calabria: vela, al via la “Settimana Azzurra” con la XXVI Mediterranean Cup

Sabato 23 e domenica 24 ottobre si svolgerà, nelle acque antistanti il Lungomare di Reggio Calabria, la ventiseiesima edizione della Mediterranean Cup che aprirà ufficialmente la prima “Settimana Azzurra” organizzata dal Circolo Velico Reggio. Le iscrizioni all’evento internazionale, riservato alle categorie Optimist e Laser 4.7, già superano quota cento. Circa una trentina, infatti, saranno i circoli previsti che, in riva allo Stretto, si contenderanno l’ambito trofeo. Tra gli iscritti figura la presenza della delegazione maltese che giungerà a Reggio Calabria guidata dal suo responsabile federale, Anna Rossi.

Tra i componenti figurano per la Optimist gli atleti Edward Fleri Soler, Justin Busutil, Thomas Bonello Ghio, Alex Esposito, Karl Miggiani, Zack Zammit, Sdhaun Miggiani, Criag Farrugia. Tra i convocati della Laser 4.7 i maltesi punteranno, invece, sulla giovane Ella Fleri Soler. Vigilia d’attesa, dunque, per il Circolo Velico Reggio del presidente Carlo Colella, che metterà, così, tutta la sua capacità organizzativa di ben trent’anni di attività per ospitare quella che risulterà la più grande manifestazione velica mai disputata in Calabria. La Federazione italiana vela, infatti, ha dato fiducia al circolo reggino ed all’attivissimo comitato della VI Zona, affidandogli due appuntamenti importanti del circuito velistico nazionale: l’“Italia Cup” e la “Coppa dei Campioni”. Due regate valide per l’accesso ai campionati europei e mondiali di categoria. Reggio Calabria, attraverso la vela, rilancia, ancora una volta, non solo lo sport ma anche la cultura, il turismo e gli scambi di amicizia con i popoli che si affacciano sul Mediterraneo.

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Reggio Calabria: insegue e sperona l’auto del padre per estorcergli denaro, arrestato tossicodipendente

Nella mattinata di ieri i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria hanno tratto in arresto C.C. (nella foto), 32 anni, reggino, tossicodipendente con le accuse di tentata estorsione ai danni del padre. Alle ore 8 circa giungeva presso la centrale operativa del Comando Provinciale una chiamata da parte di un automobilista che chiedeva aiuto poiché sulle Bretelle Calopinace vi era un’altra auto che tentava di speronarlo e spingerlo fuori strada. Immediato l’intervento di una pattuglia Radiomobile che ha effettivamente potuto notare la presenza della lancia Y guidata dal richiedente affiancata da una Fiat 600 che, con diverse manovre brusche, tentava di tagliare la strada all’altro mezzo cercando di farlo uscire di strada.

La pattuglia ha immediatamente bloccato i due mezzi, assecondando la richiesta di aiuto dell’automobilista alla guida della Y, tuttavia a quel punto è arrivata la sorpresa: a tentare di buttare l’auto fuori strada non era né un pirata della strada né un automobilista infuriato per motivi di viabilità, alla guida della 600 vi era infatti il figlio dell’uomo che, al termine dell’ennesima lite, aveva inseguito il padre in auto e aveva tentato di speronarlo. I due sono stati accompagnati presso gli uffici del Nucleo Radiomobile e lì i contorni della vicenda sono divenuti chiari, il padre infatti ha denunciato diversi episodi di maltrattamenti subiti dal figlio: minacce e percosse hanno costantemente accompagnato continue richieste di denaro da parte del figlio con problemi di alcol e droga. In diversi casi l’uomo aveva anche denunciato tali episodi, ma ieri si è trattato del fatto più grave, che avrebbe potuto provocare danni a persone e cose, anche in considerazione del fatto che lo speronamento è avvenuto su una strada a scorrimento veloce in un’ora in cui il traffico è molto intenso. Il giovane è stato tratto in arresto e sarà processato per direttissima.

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Mosorrofa di Reggio Calabria: tenta di violentare una donna, marocchino arrestato

Nella serata di domenica i Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria hanno tratto in arresto D. M., marocchino di anni 45, clandestino senza fissa dimora con le accuse di tentata violenza sessuale. All’incirca alle ore 20,00, mentre nelle strade del paese erano gremite per i festeggiamenti della sagra del fungo porcino, una donna, impiegata di una ditta di pulizie, riceveva la visita inaspettata di D.M. (nella foto), cittadino marocchino, inaspettata perché lo stesso era conosciuto dalla donna solo superficialmente e non vi era tra i due un rapporto di confidenza tale da giustificare una visita presso l’abitazione della donna. La stessa ha aperto ma da subito ha capito che le intenzioni dell’uomo potevano andare oltre quella che poteva essere una semplice visita di cortesia.

La donna ha cercato di tenere le distanze ma, quando ha visto che l’atteggiamento del marocchino era fin troppo diretto e le sue attenzioni diventavano fastidiose, ha deciso di metterlo alla porta. Ma a quel punto nell’uomo è scattata una reazione violenta a seguito del rifiuto: non ha accettato di essere respinto in maniera così risoluta ed è passato alle vie di fatto, ha spinto la donna verso la camera da letto, si è spogliato, l’ha bloccata ed ha iniziato a palpeggiarla. La donna presa dal panico ha reagito, si è divincolata, si è allontanata e poi con grande presenza di spirito ha colto l’attimo in cui l’uomo è uscito sul balcone per chiuderlo fuori di casa. Poi la chiamata al 112 e l’arrivo dei militari che lo hanno trovato lì, bloccato sul balcone seminudo e senza scarpe, non avrebbe potuto andare lontano in quelle condizioni, la prontezza d’animo di quella che poteva essere la vittima della sua violenza l’ha invece messo fuori gioco. L’uomo è stato tratto in arresto dai militari della Stazione di Cataforio che erano in zona impegnati in servizio di pattugliamento e sono arrivati immediatamente presso l’abitazione. La donna è stata visitata da personale medico, era in stato di shock. Il cittadino marocchino è ora ristretto presso il carcere di Reggio Calabria a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Terranova Sappo Minulio (RC): rapina all’ufficio postale, arrestati due dei tre rapinatori

Ieri mattina alle ore 10.25, tre rapinatori sono entrati nell’ufficio postale di Terranova  Sappo Minulio (RC), ma, qualche istante dopo, una pattuglia dei carabinieri, avvisati da un passante, irrompeva all’interno dell’ufficio riuscendo a bloccare e disarmare uno dei malviventi,  T. F. (nella foto), 17enne di San Procopio (RC), pregiudicato. T. F., con il capo travisato da un cappuccio nero, impugnava una pistola a tamburo cal. 38 rivolta verso il direttore dell’ufficio postale il quale aveva appena consegnato ad altri due complici circa euro 3.000. Questi ultimi due riuscivano a fuggire a piedi dall’uscita posteriore.

E’ quindi subito scattata una battuta di ricerca alla quale hanno partecipato diversi equipaggi dipendenti dalla compagnia di Taurianova ed alle ore 10:5 i militari riuscivano, nelle campagne circostanti, ad individuare e arrestare uno dei due fuggitivi individuato in Romano Nicola (nella foto), 52enne di Sinopoli, pluripregiudicato, che aveva ancora indosso parte del bottino ammontante a euro 500 (nella foto). Nei pressi dell’ufficio postale è stata sequestrata una Peugeot 106, risultata rubata l’11/09/2010 a Seminara (RC), ed utilizzata dai malviventi per raggiungere Terranova Sappo Minulio. La somma recuperata e l’auto, sono stati restituiti agli aventi diritto e l’arma e le 5 cartucce presenti all’interno del tamburo sono stati sequestrati. Gli arrestati sono stati accompagnati in Carcere mentre continuano le ricerche del terzo rapinatore sfuggito alla cattura.

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Camigliatello (CS): ieri sera Dario Vergassola in “Sparla con me”

Proseguono le attività di Autunno Silano che, rendendo omaggio alla terra, vuole celebrare le eccellenze enogastronomiche dell’altipiano silano, ricco non solo dei prelibati frutti del sottobosco ma anche di insaccati, formaggi e salumi che lo rendono una meta obbligata per tutti i palati. Oltre ai consueti stand enogastronomici distribuiti lungo il corso di Camigliatello, con intriganti percorsi del gusto e dimostrazioni sulle modalità di preparazione artigianale di diversi alimenti, le numerose attività di animazione per strada avvolgono il visitatore in un coinvolgente e piacevole clima di festa di piazza: accanto agli immancabili tamburinari della Sila, bande di suonatori tradizionali con le pittoresche pacchiane per una vivace immersione nei suoni e ritmi della musica popolare regionale.

Ad attestazione di una tradizione in continuo movimento, saranno però presenti altre espressioni del variopinto mondo degli artisti di strada a partire dai Takabum, uno straordinario collettivo di soli strumenti a fiato e percussioni che, nello spirito delle street band, propone una scintillante miscela di suoni funk ed easy, a mo’ di controcanto agli strumenti della tradizione che, dalla zampogna all’organetto fino alla chitarra battente, accompagneranno i visitatori nei gustosi percorsi predisposti dalle aziende del settore. L’evento più atteso è stato senz’altro lo spettacolo di Dario Vergassola (nella foto) che, con “Sparla con me”, ha presentato al pubblico di Autunno Silano i momenti più esilaranti dei suoi tanti incontri nel salotto di Serena Dandini, ripercorrendo a ritroso la strada segnata dal calore degli amici del bar, la non semplice relazione familiare con l'impertinente suocera, la movida davanti all’unico bancomat di La Spezia, i suoi ricordi di bambino quando sognava di poter divenire un moderno Robin Hood, di quando gli fu regalato il vestito da Zorro in occasione del suo ventiseiesimo compleanno. Ma più di tutto viene messo in scena l'esilarante sconcerto di chi si rende conto che solo una risata potrà seppellire la vacuità, il silicone e il sorriso a trentadue denti. Dopo aver svolto diversi mestieri, Dario Vergassola approda al mondo dello spettacolo partecipando a "Professione Comico", la manifestazione diretta da Giorgio Gaber nella quale ottiene sia il premio del pubblico che quello della critica. Due anni dopo vince il festival di "San Scemo" e nel 1993 pubblica, per la Polygram, un album con le sue esilaranti canzoni, sempre sospese con garbo ed ironia su allusioni e doppi sensi. Instancabile sperimentatore di nuove forme espressive, realizza numerosi spettacoli in collaborazione con  diversi artisti con i quali avverte forti affinità, da Nosei a Davi Riondino fino a un mostro sacro come Enzo Jannacci. La grande popolarità arriva con le frequenti partecipazione al Maurizio Costanzo Show dove incanta il pubblico con il suo stile scanzonato e dolcemente irriverente. Del 1999 è il suo secondo album di canzoni e un nuovo libro che, con lo stesso titolo “Lunga vita ai pelandroni”, scalano le classifiche di vendita. Già conduttore con Federica Panicucci di Buldozer, arriva alla consacrazione definitiva con Parla con me di Serena Dandini. Autunno Silano ritorna il prossimo fine settimana, con un programma ancora molto ricco ed articolato e, per il 24 ottobre, con lo spettacolo di Pino Campagna. L’ingresso è gratuito e per qualunque informazione altrosud@altrosud.it, www.altrosud.it oppure 0984-578154.

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Serie Bwin, X^ giornata: Triestina Reggina 0-4

Triestina – Reggina: 0-4. Triestina (4-4-2): Colombo; D’Ambrosio, Brosco, Scurto e Malagò (dal 14° Sabato); Antonelli, Matute (dal 55° Longoni), Testini (c) e Filkor; Godeas e Marchi. In panchina: Viotti, D’Aiello, Gissi, Della Rocca e Bariti. All.: Iaconi. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone (dal 72° Zizzari), Rizzo, Viola, Missiroli (c) e Rizzato; Campagnacci (dall’81° Sy) e Bonazzoli (dal 72° Burzigotti). In panchina: Marino, Costa, Barillà, Tedesco e Sy. All.: Atzori (nella foto con Foti il giorno della sua presentazione). Arbitro: Velotto di Grosseto. Assistenti: Masotti di Bologna ed Argiento di Frattamaggiore. Quarto uomo: Belluti di Trento. Marcatori: Bonazzoli al 36° ed al 67°, Missiroli al 75° e Viola al 76°. Ammoniti: Matute al 17° e Bonazzoli al 66°. Recupero: 1’ (p.t.) e 0’ (s.t.).

Note. I precedenti. Gli amaranto sono alla quarta apparizione al “Nereo Rocco” di  Trieste dopo 2 sconfitte (uno rimediata nello scorso torneo, 2 a 1 per i padroni di casa con goal di Della Rocca, Missiroli e Colombo, e l’altra nel lontano 1989, 2 a 0 con reti di Lerda e Consagra) ed 1 pareggio nel 1990, 0 a 0. Gli ex. Tra gli amaranto Colombo (con la Triestina 795 minuti la scorsa stagione più 180 nei playout, 3 goal di cui uno, come detto, alla Reggina) e tra i padroni di casa l’allenatore Ivo Iaconi (14 partite lo scorso torneo, parentesi tra Novellino e Breda, e 17 punti conquistati). Gli allenatori. Atzori mai in campionato contro la Triestina ed 1 vittoria contro Iaconi in un Ravenna Cremonese del 2008; Iaconi mai contro la Reggina. L’arbitro Velotto: 2 volte con la Reggina sempre fuori casa (una vittoria ad Ancona ed una sconfitta a Modena nel 1997), e 10 volte con la Triestina (3 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte). (Dati statistici in collaborazione con Domenico Durante). Cronaca e commento. Primo tempo. Al 6° prima puntata reggina dalle parti della porta difesa da Colombo. Viola, su punizione, pennella un cross in area dove Cosenza colpisce di testa ma angolando troppo e spedendo la palla sul fondo alla sinistra del portiere di casa. Al 12° ancora Reggina. Rizzo conquista palla sulla propria trequarti e s’invola verso l’area avversaria e serve Campagnacci che, defilato a sinistra, si accentra e tenta la battuta a rete ma respinta da un difensore. Un minuto dopo è Laverone a provarci da fuori area, ma Colombo para a terra con il pallone non destinato nello specchio della porta. Al 15° calcio di punizione per la Reggina dal vertice sinistro dell’area di rigore, cross al centro con Bonazzoli, prima, ed Acerbi, poi, che non ci arrivano. Partita piacevole con entrambe le squadre che provano a superarsi reciprocamente giocando apertamente, la Reggina ha il predominio del gioco ma la Triestina non sta solo a guardare. I ritmi calano troppo presto e, praticamente per 15-20 minuti di fila, non succede nulla di rilievo se non una conclusione di Testini che termina debolmente tra le braccia di Puggioni. Al 36° la Reggina passa in vantaggio. E lo fa ancora con Bonazzoli (giunto all’ottavo goal stagionale, il settimo in sei gare consecutive: in pratica, dopo lo 0-4 rimediato a Padova alla quarta giornata, non hai mai più smesso di andare a segno e realizzando anche una doppietta con il Modena) che, raccogliendo un cross basso di Rizzato, dopo una finta di Missiroli, batte di sinistro Colombo con un tiro secco. Reggina meno bella rispetto, per esempio, al secondo tempo contro il Pescara, ma sempre e comunque estremamente pratica ed, oseremmo dire, cinica vicina alla sua quinta vittoria nelle ultime sei gare, la quarta consecutiva. Aztori ed i suoi uomini, la cui età media è la più bassa del campionato, stanno davvero facendo un ottimo lavoro. E’ come se il mister fosse la mente ed il suo nugolo di giovani ambiziosi e spregiudicati il braccio. Un merito speciale, secondo noi, va non solo ad Atzori ma a tutto il suo staff a cominciare dal suo preparatore atletico Carlo Simionato. Al 43° Reggina ancora vicina al goal. Missiroli riceve da Rizzato in dubbia posizione e mette al centro dove Sabato anticipa di un soffio ancora Bonazzoli in agguato. Al 44° la Triestina si fa viva e va vicina al pareggio con…Acerbi. E’ infatti l’esterno sinistro amaranto a deviare verso la sua porta un cross basso di Antonelli, l’attento Puggioni ci mette una pezza e devia in corner. Il primo tempo, di fatto, finisce qui dopo un solo minuto di recupero. Secondo tempo. La seconda frazione di gioco inizia con un grossolano errore di Brosco che rischia di regalare il raddoppio alla Reggina per merito di Campagnacci lesto, sul retropassaggio del difensore alabardato verso il portiere Colombo, ad intromettersi non raggiungendo il pallone per un soffio. Al 53° bellissima azione degli amaranto costruita con tocchi di prima nella propria metà campo tra Missiroli, Rizzato e  Campagnacci e finalizzata ancora da Rizzato con un cross che impensierisce non poco il portiere Colombo con Bonazzoli pronto ad intervenire all’occorrenza. Al 58° altra occasione importante per gli uomini di Atzori. Viola conquista palla sulla trequarti avversaria e serve Missiroli che, entrato in area, cerca di accentrarsi per cercare lo spazio per il tiro, ma non lo trova e l’azione sfuma. Al 64° la Triestina con Marchi protesta per un presunto fallo di mano in area di Acerbi sul suo tiro da fuori area. Le immagini mostrano Acerbi, andato a contrapporsi al tiro, girato di spalle rispetto al giocatore di casa, ma con le braccia larghe per cui è probabile che abbia intercettato il pallone con il braccio sinistro ma improbabile che l’abbia fatto volontariamente. Al 67° la Reggina raddoppia ed indovinate con chi? Si, è ancora Bonazzoli a battere Colombo. Rizzato crossa al centro per Missiroli che si allarga, si gira e rimette al centro dove l’ariete amaranto batte di testa il portiere di casa con un tiro che s’insacca alla sua sinistra. Incredibile: nono goal stagionale che gli vale leadership solitaria nella classifica dei cannonieri, ottavo goal nelle ultime sei partite e seconda doppietta stagionale dopo quella contro il Modena. Reggina sempre più vicina, quindi, alla conquista della quarta vittoria consecutiva, la quinta nelle ultime sei gare ed a quota 20 in classifica sui 30 punti complessivamente disponibili. Atzori cambia: fuori Bonazzoli per Burzigotti e Laverone per Zizzari. Al 75° la Reggina chiude l’incontro. Corner da sinistra battuto da Viola, palla in area dove svetta capitan Missiroli che batte ancora Colombo con un colpo di testa sotto la traversa. Un minuto dopo e Viola sigilla a sei mandate il risultato con un tiro di sinistro da fuori area che batte questa volta il colpevole Colombo qualche metro in avanti oltre la linea di porta. Che Reggina! A quasi un quarto di campionato giocato, i tifosi possono (ri)cominciare a tornare allo stadio riempiendo le tribune a partire dalla gara di sabato prossimo contro l’Empoli allenata dall’ex giocatore amaranto Alfredo Aglietti. Nessun entusiasmo spropositato, ma andiamo avanti con i piedi per terra partita dopo partita annotando i progressi che questa squadra fa di volta in volta e constatando che, non ce ne voglia nessuno, la vera forza di questo gruppo è Gianluca Atzori. Un uomo che sa quel che vuole, determinato, ambizioso e che ha imparato tanto dall’esperienza negativa di Catania. Accanto a lui, ovviamente, un gruppo di giovani giocatori che lo seguono, da lui imparano e, soprattutto, assimilano nozioni e carattere. Questi ragazzi meritano di avere con se il pubblico allo stadio, stanno lavorando sodo e stanno raccogliendo risultati probabilmente non immaginati e che l’anno scorso erano solo un miraggio. Quest’anno, piuttosto che sparare proclami, piuttosto che smantellare una squadra e rifarla di sana pianta per avere eventuali futuri meriti (mai arrivati, anzi), piuttosto che allontanare giocatori e/o allenatori “antipatici” (chiedere a Puggioni e/o a Pillon l’anno della retrocessione), piuttosto che essere ed apparire presuntuosi ed arroganti senza che ne sia ravvisata l’opportunità o che ne si abbia titolo per esserlo, piuttosto che tutto il resto a cui abbiamo assistito nelle ultime due stagioni, questi giovani calciatori, questo giovane allenatore, questo “giovane” modo di agire da parte della Società (che pure ha moltissime responsabilità sulla retrocessione nel 2009 e sulla stagionale fallimentare terminata a maggio), sta dimostrando con i fatti che merita i risultati che sta ottenendo con fatica, sudore e, soprattutto, umiltà. Brava Reggina, così Reggio ti vuole, così Reggio (ri)tornerà ad AmArti AncorA! 

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Serie Bwin, X^ giornata: Triestina Reggina 0-1 (primo tempo)

Triestina – Reggina: 0-1. Triestina (4-4-2): Colombo; D’Ambrosio, Brosco, Scurto e Malagò (dal 14° Sabato); Antonelli, Matute, Testini (c) e Filkor; Godeas e Marchi. In panchina: Viotti, D’Aiello, Gissi, Longoni, Della Rocca e Bariti. All.: Iaconi. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone, Rizzo, Viola, Missiroli (c) e Rizzato; Campagnacci e Bonazzoli. In panchina: Marino, Costa, Burzigotti, Barillà, Tedesco, Zizzari e Sy. All.: Atzori. Arbitro: Velotto di Grosseto. Assistenti: Masotti di Bologna ed Argiento di Frattamaggiore. Quarto uomo: Belluti di Trento. Marcatore: Bonazzoli al 36°. Ammonito: Matute al 17°. Recupero: 1’.

Note. I precedenti. Gli amaranto sono alla quarta apparizione al “Nereo Rocco” di  Trieste dopo 2 sconfitte (uno rimediata nello scorso torneo, 2 a 1 per i padroni di casa con goal di Della Rocca, Missiroli e Colombo, e l’altra nel lontano 1989, 2 a 0 con reti di Lerda e Consagra) ed 1 pareggio nel 1990, 0 a 0. Gli ex. Tra gli amaranto Colombo (con la Triestina 795 minuti la scorsa stagione più 180 nei playout, 3 goal di cui uno, come detto, alla Reggina) e tra i padroni di casa l’allenatore Ivo Iaconi (14 partite lo scorso torneo, parentesi tra Novellino e Breda, e 17 punti conquistati). Gli allenatori. Atzori mai in campionato contro la Triestina ed 1 vittoria contro Iaconi in un Ravenna Cremonese del 2008; Iaconi mai contro la Reggina. L’arbitro Velotto: 2 volte con la Reggina sempre fuori casa (una vittoria ad Ancona ed una sconfitta a Modena nel 1997), e 10 volte con la Triestina (3 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte). Dati statistici in collaborazione con Domenico Durante. Cronaca e commento. Al 6° prima puntata reggina dalle parti della porta difesa da Colombo. Viola, su punizione, pennella un cross in area dove Cosenza colpisce di testa ma angolando troppo e spedendo la palla sul fondo alla sinistra del portiere di casa. Al 12° ancora Reggina. Rizzo conquista palla sulla propria trequarti e s’invola verso l’area avversaria e serve Campagnacci che, defilato a sinistra, si accentra e tenta la battuta a rete ma respinta da un difensore. Un minuto dopo è Laverone a provarci da fuori area, ma Colombo para a terra con il pallone non destinato nello specchio della porta. Al 15° calcio di punizione per la Reggina dal vertice sinistro dell’area di rigore, cross al centro con Bonazzoli, prima, ed Acerbi, poi, che non ci arrivano. Partita piacevole con entrambe le squadre che provano a superarsi reciprocamente giocando apertamente, la Reggina ha il predominio del gioco ma la Triestina non sta solo a guardare. I ritmi calano troppo presto e, praticamente per 15-20 minuti di fila, non succede nulla di rilievo se non una conclusione di Testini che termina debolmente tra le braccia di Puggioni. Al 36° la Reggina passa in vantaggio. E lo fa ancora con Bonazzoli (giunto all’ottavo goal stagionale, il settimo in sei gare consecutive – in pratica, dopo lo 0-4 rimediato a Padova, non hai mai più smesso di andare a segno e realizzando anche una doppietta con il Modena -) che, raccogliendo un cross basso di Rizzato, dopo una finta di Missiroli, batte di sinistro Colombo con un tiro secco. Reggina meno bella rispetto, per esempio, al secondo tempo contro il Pescara, ma sempre e comunque estremamente pratica ed, oseremmo dire, cinica. Aztori ed i suoi uomini, la cui età media è la più bassa del campionato, stanno davvero facendo un ottimo lavoro. E’ come se il mister fosse la mente ed il suo nugolo di giovani ambiziosi e spregiudicati il braccio. Un merito speciale, secondo noi, va non solo ad Atzori ma a tutto il suo staff a cominciare dal suo preparatore atletico Carlo Simionato. Al 43° Reggina ancora vicina al goal. Missiroli riceve da Rizzato in dubbia posizione e mette al centro dove Sabato anticipa di un soffio ancora Bonazzoli in agguato. Al 44° la Triestina si fa viva e va vicina al pareggio con…Acerbi. E’ infatti l’esterno sinistro amaranto a deviare verso la sua porta un cross basso di Antonelli, l’attento Puggioni ci mette una pezza e devia in corner. Il primo tempo, di fatto, finisce qui dopo un solo minuto di recupero. 

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Camigliatello (CS): “Autunno Silano” al via con percorsi del gusto, degustazioni, bande piluse, tamburinari, giocolieri, prestigiatori, maschere giganti e molto altro ancora

Tutto pronto per la nuova edizione di Autunno Silano che, a partire da oggi 16 ottobre e per tutti i fine settimana del mese, trasformerà Camigliatello nell’epicentro di un grandioso omaggio alla terra, al fine di celebrare le tante eccellenze enogastronomiche del territorio, a partire dalle numerose varietà di funghi che, grazie a un insieme di fattori climatici irripetibili, crescono in abbondanza sull’altipiano.

Il corso di Camigliatello è già allestito con numerosi stand enogastronomici che, oltre ad animare percorsi del gusto con degustazioni guidate, ospiterà anche dimostrazioni dal vivo su modalità artigianali di preparazione dei diversi alimenti (formaggi e salumi in particolare) che fanno da superba corona a sua “maestà” il fungo porcino. Ma a ricreare il clima giocoso delle antiche feste di piazza, il corso della cittadina silana sarà trasformato in un autentico teatro a cielo aperto ospitando numerosi gruppi di animazione (nella foto) che, nel loro succedersi, accompagneranno le perlustrazioni lungo gli stand, offrendo una sonora testimonianza delle affinità elettive che si danno tra musiche di tradizione e prodotti tipici. La manifestazione si aprirà con i suoni possenti dei tamburinari della Sila, depositari di una singolare tradizione musicale incentrata sull’uso di tamburi militari e grancasse, ai quali si uniranno, in un tripudio di organetti, zampogne e chitarra, bande piluse, ossia quelle formazioni occasionali di suonatori tradizionali che si ritrovavano in tutte le più importanti ricorrenze del calendario. Nel succedersi incalzante di suoni e sapori, largo spazio sarà accordato alle maschere giganti del vibonese che, con altri specifici organici di strumenti tradizionali, indicano un’altra peculiare tradizione della nostra cultura popolare, usa a celebrare anche in forme coreografiche di una certa imponenza le occasioni di festa e gli appuntamenti rituali. A segnare anche il carattere dinamico della tradizione, accanto alle forme espressive più antiche del fare festa in una dimensione collettiva, si avrà modo di assistere anche alle più recenti modalità di animazione propria degli artisti di strada come giocolieri, trampolieri, prestigiatori, mangiafuoco ed equilibristi che renderanno ancora più saporita la degustazione dei tanti prodotti tipici offerti dalle principali aziende del settore. E la domenica non una semplice replica ma un programma completamente nuovo, con altri artisti popolari e di strada per una festa che avrà il suo culmine nell’atteso spettacolo di Dario Vergassola. Culmine di una rinnovata SilaInFesta, Autunno Silano è promosso dall’associazione Altrosud d’intesa con il Parco Nazionale della Sila, la Comunità Montana Silana, i comuni di Pedace e Spezzano della Sila, l’Enel, la Banca Popolare del Mezzogiorno e PromoSila-Operatori di Camigliatello, ricade all’interno del progetto nazionale “La rete dei festival aperta ai giovani”, promosso dal Ministero della Gioventù e dall’A:N.C.I., e si avvale del cofinanziamento stanziato dalla Regione Calabria nel bando “grandi eventi”.  L’ingresso è gratuito e per informazioni www.altrosud.it oppure 0984-578154.

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Cinquefrondi (RC): rapina a mano armata in banca, arrestato giovane 25enne di San Luca

Ieri, alle ore 13:05, a Cinquefrondi (RC), i carabinieri della locale stazione allertati dalla centrale operativa dei carabinieri di Taurianova che riceveva l’allarme per rapina in corso, irrompevano all’interno della banca Carime, sita in via Roma, ove era in atto una rapina a mano armata. I carabinieri, bloccavano, e traevano in arresto in flagranza di reato, Strangio Francesco (nella foto), 25enne, residente a San Luca (RC), sorvegliato speciale, pluripregiudicato, legato da vincoli familiari alle cosche mafiose “Giorgi” e “Strangio” di San Luca.

Il malfattore era entrato in banca con il volto travisato da un berretto con visiera e, sotto la minaccia di un grosso taglierino,  si faceva consegnare dalla cassiera la somma di  euro 10.320,00, poi, allo scopo di farsi aprire un’altra cassa, aggrediva un impiegato procurandogli delle contusioni alla mano, al gomito e al ginocchio motivi per i quali quest’ultimo veniva ricoverato all’ospedale di Polistena. La refurtiva (nella foto) veniva recuperata, dai militari addosso al rapinatore e restituita agli aventi diritto. Lo Strangio, oltre alla rapina aggravata dall’uso dell’arma bianca, dovrà rispondere anche della violazione della misura di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a San Luca, cui era sottoposto.

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Serie Bwin, IX^ giornata: Reggina Pescara 1-0

Reggina – Pescara: 1-0. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza e Costa (dal 77° Acerbi); Laverone, Rizzo, Tedesco (dall’89° Montiel), Barillà (dal 46° Campagnacci) e Rizzato; Missiroli (c) e Bonazzoli (nella foto). In panchina: Marino, Castiglia, Zizzari e Sy. All.: Atzori. Pescara (4-4-1-1): Pinna; Zanon, Olivi (c), Mengoni e Mazzotta; Del Prete (dal 71° Sansovini), Cascione, Tognozzi (dal 74° Verratti) e Bonanni; Soddimo (dall’84° Stoian); Ganci. In panchina: Bartoletti, Sembroni, Petterini e Nicco. All.: Di Francesco. Arbitro: Baracani di Firenze. Assistenti: Schenone di Genova e Giallatini di Roma. Quarto uomo: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. Marcatore: Bonazzoli al 60°. Ammoniti: Zanon al 6° e Tognozzi al 70°. Recupero: 0’ (p.t.) e 5’ (s.t.). Corner: 7 Reggina e 4 Pescara. Spettatori paganti: 516. Incasso al botteghino: € 7.565. Abbonati: 3407. Quota abbonati: € 21.660. 

Note: la partita, valida per la nona giornata della Serie Bwin 2010-2011, si giocherà su un campo reso pesantissimo dal violento nubifragio che si è abbattuto sulla città dello Stretto sin dalle prime ore dell’alba di stamane causando non pochi problemi alla normale vita cittadina. Il Pescara fa visita alla Reggina per la 15ma volta (10 le vittorie amaranto, 3 i pareggi ed una sola vittoria pescarese ottenuta il 22.09.1996 con il risultato di 3-2 grazie alle reti di Di Giannatale, Visentin, Gelsi, Gianpaolo ed ancora Visentin). L’ultima apparizione del Pescara a Reggio è datata 10 gennaio 1999 (finì 3-0 per i padroni di casa con reti di Martino, autogoal di Lambertini e Sussi) nel campionato che sancì la prima storica promozione dei reggini in serie A (l’allora Reggina di Bolchi vinse poi anche la gara di ritorno all’Adriatico per 2-0 con reti di Cannarsa su autogoal e Possanzini). Nella Reggina, rispetto alla gara vinta domenica scorsa a Frosinone, mancano Giosa e Colombo, entrambi per infortunio, ed Acerbi, Viola e Campagnacci, per scelta tecnica (al loro posto Costa, Tedesco e Missiroli spostato a far coppia in attacco con Bonazzoli). Rientra dopo la squalifica il centrale difensivo Cosenza. Infortunio anche per Maniero tra le fila degli ospiti che dovranno rinunciare anche a Gessa, squalificato, autore del goal vittoria nella gara all’ “Adriatico” contro il Sassuolo. 4 ex tra terreno di gioco e panchina: uno nella Reggina, Zizzari (25 presenze nel Pescara con 4 goals all’attivo tra cui quello decisivo nei playoff per la promozione in B), e tre nel Pescara, Cascione (60 presenze), Tognozzi (56) e Ganci (10). La Reggina del tecnico Atzori arriva a questa gara forte dei suoi 14 punti che valgono il quarto posto in classifica e dopo una striscia positiva di 4 gare (3 vittorie – Modena e Vicenza in casa e Frosinone domenica scorsa in trasferta – ed un pareggio – a Bergamo contro l’Atalanta). Il Pescara, che di punti ne ha 12 ed è decima, proviene da 3 vittorie consecutive (fatto che non accadeva dal 1999) di cui l’ultima in casa ottenuta contro il Sassuolo vantando uno score complessivo di 3 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte. Arbitra Baracani di Firenze che giunge al “Granillo” per la quarta volta e che nei tre precedenti ha sempre portato bene ai padroni di casa vittoriosi negli anni con Piacenza, Frosinone e Gallipoli. Un’ultima nota. Se dici “Pescara” ai reggini non può che tornare in mente una ed una sola partita (forse ancor più indelebile nei ricordi rispetto a quella vinta il 30 maggio 1999 ed a cui abbiamo accennato che sancì, di fatto, la scalata verso la conquista del passaggio nel massimo campionato): ci riferiamo allo spareggio valido per la promozione in A giocato dieci anni prima, appunto a Pescara il 25 giugno 1989, e perso ai rigori contro la Cremonese con un “Adriatico” stracolmo di 30000 reggini che invasero la città abruzzese e solo un centinaio di tifosi lombardi al seguito. Cronaca e commento. Primo tempo. Primo pericolo per la porta abruzzese al 6°. Sugli sviluppi di un calcio di punizione calciato da Tedesco dalla sinistra, la palla attraversa tutto lo specchio della porta senza che nessun amaranto riesca ad intercettarla spingendola in rete. Ci pensa a farlo uno degli 11 pescaresi presenti nella propria area di rigore, ma ovviamente in corner. All’11° prova a far male Laverone. Conquistata palla sulla fascia di sua competenza, entra in area e calcia bene sul primo palo. Pinna è attento e devia in corner. La gara è piacevolmente vivace. Da un lato i padroni di casa che cercano di trovare il bandolo della matassa per scardinare il muro pescarese; e dall’altra gli abruzzesi che si difendono ma senza disdegnare rapide ripartenze. Al 16° Reggina vicina al goal. Rizzato crossa al centro e Missiroli, sul primo palo, di testa, tenta di superare Pinna con una palombella. Il portiere ospite, però, non si fa sorprendere e respinge. Al 17° ancora Reggina. Calcio di punizione dalla trequarti calciato da Tedesco, palla in area e Bonazzoli, spalle alla porta, spizzica di testa un po’ troppo e la palla termina sulla traversa. Al 21° si fa vivo il Pescara. Bonanni, dalla lunga distanza, tenta la battuta a rete cercando di approfittare anche del terreno di gioco reso viscido dall’abbondante acqua piovuta per l’intera giornata di oggi. Nelle “note” abbiamo già detto dei cambiamenti effettuati nello schieramento iniziale da Atzori rispetto all’ “11 base”. Un cambio per reparto dunque: Costa al posto di Acerbi in difesa, Tedesco al posto di Viola a centrocampo e Missiroli al posto di Campagnacci in attacco. Cambiano gli attori, ma non la qualità del gioco espresso. Al 23° il Pescara va vicinissimo al vantaggio. Prima ancora Bonanni impegna Puggioni in una respinta di pugno e, sulla respinta, l’ex Ganci, da fuori area, colpisce in pieno la traversa a portiere battuto. Il Pescara acquista sempre maggiore fiducia e macina gioco su gioco facendo capire agli amaranto il perché è giunto al “Granillo” dopo 3 vittorie consecutive. Sugli sviluppi del primo calcio d’angolo a proprio favore è ancora Bonanni a calciare da destra ed a mandare il pallone un soffio alto sulla traversa vicino al palo più lontano. La Reggina, ad onor del vero, appare in confusione e stenta nella lucidità delle proprie azioni d’attacco. Al 31° si rifà viva la Reggina con Rizzo che, da fuori area, calcia alto sulla traversa. Intanto Atzori si sbraccia in panchina chiedendo (la mimica è chiara) ai suoi uomini di “allargare” e giocare di più sulle fasce piuttosto che cercare di arrivare in porta verticalmente. Al 34°, però, è ancora il Pescara a rendersi pericoloso creando patema agli amaranto. Ganci prova da fuori area, ma il pallone termina al lato alla sinistra di Puggioni. La partita è maschia ed i corpo a corpo non latitano di certo con gli ospiti maggiormente propensi a questa forma di comunque sano agonismo. La Reggina, però, non sembra essere la stessa ammirata nelle ultime sue apparizioni. Lenta ed impacciata, non riesce a cavare un ragno dal buco e la mossa evidentemente più “sbagliata” è l’esclusione di Viola (non è presente nemmeno in panchina) a favore di un Tedesco che appare vistosamente fuori forma ed anche, a volte, fuori contesto. Il primo tempo termina a reti inviolate e, dobbiamo ammettere, deludentemente per quanto riguarda i padroni di casa. Confidiamo in Atzori e nel suo saper catechizzare gli amaranto nell’intervallo. Secondo tempo. La prima mossa è immediata, fuori Barillà e dentro Campagnacci con quest’ultimo che va a far coppia con Bonazzoli e Missiroli retrocede ad esterno di centrocampo. Ed il cambio da subito i frutti sperati (o quasi). E’ il 48° e Campagnacci, appunto, riceve in verticale da Tedesco. Bello il controllo dell’attaccante reggino che, dopo essersi accentrato, calcia ma il suo tiro si stampa sul montante alla sinistra di Pinna e ritorna in campo sui piedi di Rizzato che, al volo, batte ancora ma stavolta Pinna devia in corner. Il pubblico si scalda e sembra un’altra Reggina rispetto ai primi 45 minuti di gioco (fors’anche perché 3 cambi rispetto all’”11” ritenuto titolare sembrano davvero eccessivi ed Atzori stesso se ne sarà accorto). Al 49° ci prova Missiroli che dal limite dell’area di rigore, però, manda al lato alla destra del portiere ospite. La Reggina ha ripreso il comando delle operazioni e, con uno schieramento più logico e consono, fa vedere scampoli delle gare passate. Al 54° ancora Reggina vicino al goal. Laverone crossa da destra e Missiroli, al centro dell’area, non arriva all’appuntamento con il contatto con il pallone per un soffio. Al 60° la Reggina colpisce! Bonazzoli riceve palla all’interno dell’area piccola, si gira e trafigge in diagonale Pinna per il suo settimo goal stagionale, sesto consecutivo nelle ultime cinque gare. Il pubblico si riscalda ed applaude i giocatori amaranto che sembrano davvero di tutt’altra pasta rispetto alla prima fase di partita. Si avvalora, quindi, la tesi che 3 cambi su 11 sono troppi. E’ bastato, infatti, mettere dentro la punta titolare (Campagnacci) ed arretrare Missiroli nel suo ruolo per ritornare al sano e vecchio “antico”. Al  68° la Reggina va vicina al raddoppio. Tedesco, da oltre 35 metri, scaglia un sinistro preciso che Pinna devia a stento in corner volando, letteralmente, alla sua sinistra. Pregevole, davvero, il tiro del centrale amaranto che, probabilmente, avrebbe meritato miglior fortune. Eusebio Di Francesco, mister pescarese, cerca di correre ai ripari inserendo un’altra punta (Sansovini) al posto di un centrocampista (Del Prete). La Reggina torna a piacere, torna a macinare gioco, torna ad essere vivace, torna a ricevere applausi. Dopo un brutto primo tempo, ecco la Reggina che ha fatto così tanto bene nelle precedenti giornate. Al 73° ci prova ancora Campagnacci cercando di battere Pinna con un diagonale rasoterra che il portiere abruzzese devia in corner. Di Francesco cambia ancora, fuori l’ex Tognozzi e dentro Verratti. Il tentativo del tecnico ospite è chiaro ed anche logico. Al 76° ci prova il Pescara con Cascione che calcia rasoterra ma centrale un pallone insidioso che Puggioni para in due tempi. Cambio forzato, invece, quello di Atzori: Costa s’infortuna e lascia il campo per Acerbi. Il Pescara non ci sta e cerca di alzare il ritmo, di aumentare l’intensità e la velocità del gioco insomma. Il poco pubblico presente, complice anche la giornata di pioggia incessante e le temperature in brusco calo, incita i suoi beniamini e li esorta a non mollare. Gli assenti, come sempre, hanno sempre torto: la partita non è bellissima, ma è carica di intensità e di continui cambi di fronte con la Reggina ancora, a volte faticosamente ad onor del vero, a gestire la partita al meglio. Bravo Atzori (finalmente un allenatore con la “a” maiuscola) e brava Reggina a seguire le sue indicazioni facendosi interprete del carattere del mister. Fischi a josa per il Pescara (meritatissimi ed a giustificare, al momento, la sconfitta): a seguito di un infortunio a Campagnacci, e con la palla messa fuori per consentire l’intervento del dottor Favasuli, in barba al fairplay i giocatori abruzzesi non restituiscono il pallone ai padroni di casa. Gli ultimi scampoli di gara sono concitatissimi con il Pescara che lotta con ardore in alcuni casi finanche ingiustificato. Al 90° occasionissima proprio per il Pescara di Di Francesco. Dopo un batti e ribatti in area ed un pallone perso malamente da Rizzato giunge a Sansovini che calcia a colpo sicuro ma sulla linea di porta c’è Laverone che respinge lontano e salva il risultato. Al 93° ancora Reggina in avanti con Campagnacci che, conquistato un pallone che sembrava perso, si accentra e calcia “a giro” ma Pinna respinge. Il Pescara non molla ed i 5 minuti di recupero concessi dall’arbitro Baracani sembrano un’eternità. L’arbitro finalmente fischia la fine e la Reggina vola a quota 17 grazie al suo quinto risultato utile consecutivo frutto di 4 vittorie (di cui tre di fila) ed un pareggio. Il pubblico, giustamente, vuole i suoi giocatori sotto la curva e loro volentieri l’accontentano. Bene! Brava Reggina!!!

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