Roccella Jonica (RC): operazione congiunta di Carabinieri e Guardia di Finanza infligge un duro colpo alla cosca “Aquino-Coluccio” sequestrando beni per 10 milioni di euro tra cui il lussuoso “Parco dei Principi”

Il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione di polizia giudiziaria coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, finalizzata al contrasto della criminalità organizzata calabrese operante sul versante ionico reggino, ha sottoposto a sequestro una importante e lussuosa struttura alberghiera, denominata “Parco dei Principi” (nelle foto), sita in Roccella Jonica (RC), nonché l’intero patrimonio aziendale della “Coninvest s.r.l.”, società proprietaria della struttura turistica, valutata oltre dieci milioni di euro. Contemporaneamente, il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria ha eseguito perquisizioni nei confronti di sei soggetti ritenuti molto prossimi alla cosca “Aquino-Coluccio” di Marina di Gioiosa Jonica (RC), finalizzate anche alla ricerca di elementi utili al prosieguo delle indagini.

Il citato provvedimento di sequestro è stato disposto dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, dott.ssa Kate Tassone, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia reggina, che ha diretto le complesse indagini nei confronti di cinque persone fisiche, denunciate per i reati di riciclaggio e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, aggravati dall’utilizzo di metodologie comportamentali “mafiose”, nonché di una persona giuridica segnalata per gli illeciti di cui al d.lgs. 231/2001 (disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica). L’albergo “Parco dei Principi” rientra nel patrimonio aziendale della “Coninvest s.r.l.”, con sede in Siderno (RC), beneficiaria di un ingente contributo pubblico di oltre 3,8 milioni di euro erogato nell’ambito del “Patto Territoriale della Locride”, destinato alla realizzazione in Roccella Jonica (RC) di una struttura turistico-alberghiera a “cinque stelle” (da qui la denominazione dell’operazione odierna). Dagli approfondimenti sulle anomalie della considerevole agevolazione pubblica concessa, è emerso che, dietro l’apparentemente irreprensibile compagine sociale “di facciata”, vi fosse l’invasiva, ineludibile ed occulta “regia” di alcuni pericolosi soggetti appartenenti alla cosca “Aquino-Coluccio”, operante soprattutto in Marina di Gioiosa Jonica (RC) ed aree limitrofe. Il coordinamento, operato dai PP. MM. della D.D.A. di Reggio Calabria, dott. De Bernardo e dott.ssa Ombra, ha consentito di creare specifiche sinergie tra l’azione dei Carabinieri – impegnati nel contrastare l’azione della cosca, considerata tra le più potenti ed insidiose organizzazioni criminali calabresi – e l’attività delle Fiamme Gialle. Le ulteriori investigazioni eseguite hanno permesso non solo di comprovare definitivamente l’illecita percezione dei contributi pubblici milionari di cui sopra, ma anche – e soprattutto – di individuare ed isolare all’interno della consorteria criminale uno strutturato e funzionale apparato organizzativo specializzato nell’“investire” e riciclare gli ingenti capitali di illecita provenienza accumulati dagli altri “settori operativi” della medesima associazione per delinquere.

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“Lo sport delle bocce e la sua utilità terapeutica”, presentata a Vibo la squadra che nel 2010 si è aggiudicata la Coppa Italia nella categoria “D”

"Lo sport delle bocce e la sua utilità terapeutica", questo è il tema discusso nell’auditorium del Sistema Bibliotecario Vibonese. All’incontro, voluto dal presidente regionale della Fib, Giuseppe Santamaria, e organizzato dall’Associazione Bocciofila Vibonese del presidente Giuseppe Pardea, erano presenti i presidenti del Coni regionale, Mimmo Praticò (nella foto), e provinciale, Rocco Cantafio, gli assessori comunale e provinciale allo sport, Pasquale La Gamba e Gianluca Callipo. Nel corso della serata è stata premiata e presentata la A.B. Vibonese, formata da Salvatore Franzè, Antonino Lo Bianco, Filippo Mirabello e Fortunato Mirabello, che nell’ultima stagione ha conquistato, ad Alessandria, la Coppa Italia della categoria “D”.

“Mi congratulo – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – con la società vibonese che ha vinto la Coppa Italia di categoria: prestigioso risultato per la Calabria. È un importante risultato agonistico ma è anche frutto di un’ottima politica sportiva che i comitati del Coni provinciale, con Rocco Cantafio, e della Fib regionale, con Giuseppe Santamaria, insieme alle società, stanno conducendo sul territorio vibonese”. Nel suo intervento, il presidente Praticò, si è dimostrato in sintonia con quanto detto dall’assessore comunale La Gamba, il quale ha sostenuto che Vibo “ha bisogno di puntare maggiormente sull’attività sportiva, in tutte le discipline”. Praticò ha dichiarato che “purtroppo, il lento sviluppo delle attività, soprattutto quelle che hanno meno visibilità mediatica, riguarda tutto il territorio calabrese. La nostra terra è ancora prigioniera di una scarsa cultura sportiva che le istituzioni pubbliche, in primis, non possiedono e con difficoltà accettano come possibile via di rivalsa sociale”. Il Coni, in Calabria, si batte per fare emergere tutte le attività sportive e la sua presenza costante ad ogni iniziativa, comunale o internazionale che sia, lo testimonia. “Lo sport educa – ha detto il presidente del Coni – perché è carico di tutti quei sani valori che stanno venendo sempre meno nella nostra società, insegnando il rispetto delle regole ed il rispetto per l’avversario”. “Ho apprezzato molto – ha concluso Praticò – che il dottor Bruno Mazzei abbia trattato l’argomento dello sport nella terza età. È un tema che il Consiglio della Scuola dello Sport del Coni Calabria ha già in mente da qualche anno ed a breve realizzerà un “Corso di istruttore di attività motoria per la terza età”, ciò a dimostrazione del fatto che lo sport è per tutti, proprio come recita il motto del nostro Ente”. “L’intervento di Praticò – ha dichiarato il presidente del Coni di Vibo Valentia, Rocco Cantafio – è puntuale. La Legge che regolamenta il nostro settore è uno strumento eccezionale per la Calabria se messa nelle condizioni di essere utilizzata pienamente in favore dello sport. L’unico rammarico è quello che, in fase di studio del regolamento sportivo regionale, nelle commissioni il Coni non sia stato chiamato, invitato ed informato. Ed è sempre disponibile”. “In materia di sport – ha concluso Rocco Cantafio – Reggio è una città pilota per eccellenza, mentre Vibo sta crescendo sia sul piano dell’impiantistica, grazie al lavoro degli assessori Callipo e La Gamba, che sul piano della pratica sportiva”.

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Benestare (RC): sequestrata l’Eurochimica s.r.l.

Nella giornata di ieri 01.02.2011, il Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria ed i Carabinieri della Compagnia di Locri, in esecuzione di Ordinanza emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Locri, hanno operato il sequestro preventivo nei confronti della società Eurochimica s.r.l., con sede in Benestare (RC) (nella foto), la quale si occupa dell’attività di “trasporto di rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi”, della “locazione bagni ecologici marca Sebach” e della “commercializzazione di prodotti vari nel settore dei rifiuti e dei servizi alle pubbliche amministrazioni”.

I reati contestati nei confronti dei principali quattro indagati, sono associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti speciali non pericolosi, lo smaltimento illecito dei medesimi rifiuti ed il falso materiale operato nei formulari di identificazione dei rifiuti. Le indagini, consentivano di individuare altre ventitre persone, rispettivamente titolari e/o responsabili di altre 22 aziende, che hanno concorso nel reato di smaltimento illecito di rifiuti speciali non pericolosi, quali produttori del rifiuto e per i quali il PM ha inteso procedere separatamente con decreto penale di condanna.  Le indagini, iniziate nel mese di giugno 2009 e concluse nel mese di marzo 2010, hanno consentito di accertare che le quattro le persone facenti parte dell'organizzazione, noleggiavano i suddetti bagni chimici ed al ritiro degli stessi, venivano trasportati con i mezzi della predetta società, senza provvedere alla compilazione della prescritta documentazione e senza registrare i rifiuti allo stato liquido nel registro di carico e scarico della Eurochimica. Si accertava altresì, che detti reflui, costituenti rifiuti speciali non pericolosi, miscelati con prodotti chimici di uso commerciale, utilizzati per il funzionamento dei bagni ecologici, senza subire alcun processo depurativo e senza alcuna autorizzazione, venivano illegalmente smaltiti attraverso la rete fognaria comunale. I bagni chimici erano noleggiati presso i cantieri della Salerno Reggio Calabria ed altri grossi cantieri edili, nonché lidi balneari, fiere occasionali e persino in campi di prima accoglienza per immigrati clandestini, ubicati nella Provincia di Reggio Calabria. Il provvedimento emesso dall’Autorità Giudiziaria di Locri, consentiva di sottoporre a sequestro preventivo l’intero complesso aziendale e le quote sociali della Società Eurochimica s.r.l., incluso l’insediamento produttivo e quanto in esso contenuto, nonché tre autocarri (nella foto) per un valore complessivo di oltre € 1.000.000 (unmilione).

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Reggina: il presidente, con un mazzo intero di “due di picche”, resta al palo; i tifosi, stracciato il mazzo, al palo ci rimangono attaccati

Chi sperava in qualche entrata di rilievo all’interno della rosa amaranto, è rimasto fortemente deluso. Chi, invece, credulone non lo è più da tempo, non ci sperava più di tanto ed ha ottenuto conferme. Le ennesime. Si è chiusa 24 ore fa la sessione invernale di calcio-mercato (quella una volta chiamata “di riparazione” per intenderci) presso l’Ata Hotel Executive di Milano. Si è chiusa con il non nuovo a queste latitudini nulla di fatto per ciò che concerne il rafforzamento della “nostra” amata Reggina. Anzi, non solo non la si è potuta (o voluta) rafforzare, ma, ahinoi, si è persino riusciti ad indebolirla. Eh già, la cessione – una su tutte – di Simone Missiroli, capitano amaranto sino a 2 giornate addietro, ha, di fatto, sancito la rinuncia ad uno dei pochi uomini capaci di saltare l’uomo, di imbastire azioni offensive e, finanche, di andare a rete (4 i goals realizzati in questa stagione).

Facendo, ovviamente, buon viso a cattivo gioco, mister Atzori non si lamenta un granché, ma è evidente che non solo non abbia gradito molto ma, non arrivando nessuno dicasi nessuno quantomeno con le caratteristiche dell’ex amaranto, felice non è. Annotiamo anche che sono stati ceduti gli attaccanti Sy ed Adiyiah nonché il difensore Acerbi, ma con effetto la prossima stagione. Ad onor del vero dobbiamo aggiungere che la Reggina si avvarrà delle prestazioni professionali di A. Viola (rispedito al mittente dal Benevento dove si è fatto notare più per supponenza e presunzione – dall’alto del Pallone d’Oro appena ricevuto, n.d.r.), di tale Sarno (svincolatosi dalla Pro Patria) e di quelle di De Rose (dal Cosenza). Chi ambiva a qualcosa di meglio, è rimasto deluso. Chi cullava particolari ambizioni, idem. Ma perché questa delusione, insomma? Sempre per amor di verità, quella che più ci interessa in sostanza, ci corre l’obbligo di ricordare che, contrariamente al pomposo e faraonico inizio della passata e disastrosa stagione, l’attuale è iniziata mantenendo un profilo basso, senza particolari proclami e con gli unici intenti, così come più volte declamati sia dal presidente (nel goliardico fotomontaggio) che dall’allenatore, di “far bene” e “riportare la gente allo stadio facendo rinascere l’entusiasmo verso la Reggina”. Partendo da questi presupposti, è ovvio che nulla da parte del tifoso si poteva o si può pretendere. Ci spieghiamo meglio. Non conoscessimo il modus operandi del presidente, allora potevamo essere rimasti delusi. Siccome, però, il modo di intendere e, di conseguentemente ,agire è cosa notoria e conclamata, allora, tutto quello che è successo era ampiamente previsto e prevedibile. Certo, così agendo “la gente allo stadio” e “l’entusiasmo” non la riporti e non lo ricrei nemmeno se ti metti in ginocchio e preghi ad uno ad uno i tifosi che, delusi da anni ed anni di gestioni deficitarie in termini di risultati, non solo hanno disertato lo stadio ma, peggio, non ne vogliono sentire parlare di ritornarci. Come dargli torto? Come non capirli? In effetti… Sempre ancora per lo stesso amor di verità, è giusto far presente che l’incredulità per quanto fatto dal presidente è cosa propria dell’estate 2009. Ricordate il famigerato “Sono qui per vincere” di novelliniana memoria? Ricordate la faraonica – per la Reggina lo è stata certamente – campagna acquisti di due estati fa? Tutti favorevolmente sorpresi, tutti gli addetti ai lavori a darci per super favoriti, tutti con il sorriso stampato in faccia. Ricorderete, però, anche come andò a finire. Fallimento totale su tutti i fronti: 3 allenatori cambiati (Novellino-Iaconi-Breda), i “pezzi da 90” ceduti (Buscè, Cassano e Volpi su tutti) e salvezza conquistata all’ultima giornata (com’è spesso accaduto nella storia amaranto). Giusto? Ordunque, fatte tutte queste premesse, noi che siamo sia tifosi che addetti ai lavori in quanto operatori della stampa, viviamo sensazioni contrastanti. Da un lato, quello del tifoso, ovviamente vorremmo vedere la Reggina primeggiare sempre e comunque. Vorremmo, quindi, avere la rosa più forte che c’è, vorremmo essere primi in classifica, vorremmo che non ce ne fosse per nessun altro. E’ vero che Foti ha indebolito la squadra, ma è vero anche che (si spera!) i 6 milioni e passa di euro (così dicono le cronache, n.d.r.) entrati dalle operazioni Missiroli ed Acerbi servissero non solo a ripianare la seria posizione debitoria della società di Via delle Industrie, ma anche ad investire nella stessa società senza dirottare altrove le stesse somme. Foti, in sostanza, fa bene a guardare al bilancio ma, d’altro canto, non può pensare essere legittimo avere “la botte piena e la moglie ubriaca”. Deve, pertanto, associare al risanamento (chissà poi cosa ci sarà da “risanare” se, ad occhio, negli anni, le entrate hanno considerevolmente superato le uscite) anche il legittimo allontanamento dei tifosi dallo stadio atteso che sono anni che a Reggio il calcio vero latita. Ha un merito Foti, e glielo dobbiamo riconoscere non tanto da tifosi quanto da addetti ai lavori: quello di far vivere (fors’anche sopravvivere) la Reggina tutto sommato a discreti livelli, nonostante ogni estate si vedono scomparire dal panorama calcistico nazionale fior di società che nel recente o remoto passato hanno rivestito ruoli di particolare importanza. Ecco, questo è il merito che, oggettivamente, sentiamo e doverosamente gli attribuiamo. D’altro canto, capiamo e condividiamo l’amarezza di chi come noi ricorda cos’era la Reggina fino a 3/4 anni fa e la mette a confronto con quella che è oggi. Quest’anno (inteso come questa stagione calcistica), per la prima volta, abbiamo speso qualche giorno delle nostre agognate ferie andando a scoprire la nuova Reggina fino a Saint Christophe sin dai primi giorni di ritiro. Abbiamo avuto modo di conoscere meglio alcune problematiche allora esistenti (ricordate i dissidenti, i vari Brienza, Valdez, Joelson, A. Rizzo ed altri ancora prima di giungere a più miti consigli?), ma abbiamo avuto modo di conoscere ed apprezzare sotto molte sfaccettature anche e soprattutto mister Atzori. In quell’occasione, abbiamo avuto la netta impressione, confermata dai fatti, che, quantomeno, un allenatore con la A maiuscola la Reggina finalmente l’aveva. Il resto, i risultati intendiamo, non li conoscevamo ma ci speravamo comunque. La Reggina, oggi, è questa e non possiamo farci nulla sebbene, ripetiamo, la vorremmo quantomeno prima in classifica se non già promossa matematicamente. Ma, ahinoi, non è possibile. Capiamo la delusione di chi come noi è tifoso di questa squadra, ma come diciamo da sempre la Reggina va sostenuta sempre e comunque. Non foss’altro che alternative non ci pare ce ne siano. O si? Foti è vero che ha fatto i soldi, ma è vero anche che se ancora esiste il calcio a Reggio probabilmente è merito suo. Chiedete, per esempio, ai dirimpettai di Messina se vorrebbero essere al nostro posto piuttosto che stare non so in quale abisso (calcisticamente parlando, s’intende). La verità è fors’anche un’altra: i 9 campionati di A ci hanno viziati troppo ed allora vorremmo sempre di più. La realtà, però, è ben diversa ed i sogni non sempre è facile realizzarli. Chi lo sa che, per esempio, a quest’allenatore ed a questa squadra che adesso è certamente rimaneggiata rispetto a quella iniziale, non riesca l’impresA? In fondo, nonostante una sola vittoria nelle ultime 10 giornate, è pur sempre ad un solo punto dalla zona play-off. Chi ha amato davvero la Reggina non la lascerà così facilmente. Chi, invece, l’ha amata sol perché in serie A gli ha permesso di vedere quelle squadre che era abituato a vedere solo in tv, allora, è giusto che se ne sia tornato nel salotto di casa. Ad majora!

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Lettera al Direttore: “Reggina, il progetto dov’è?”

Riceviamo e pubblichiamo. Gentilissimo, sono Nando dalla provincia di Vibo Valentia. Scrivo a lei, ma vorrei scrivere ad uno ad uno a tutti quei reggini che, come me, anche se reggino non lo sono, hanno a cuore le sorti della Reggina. Scrivo a lei perché rappresenta una parte dei media locali, ma vorrei estendere questa mia esortazione a tutti coloro che si occupano di giornali, tv  o di comunicazione in genere e, comunque, a tutti coloro, come dicevo, che pensano e credono che un piccolo pezzetto di questa squadra è anche loro. Vado dritto al cuore del problema. Dopo le due ultime stagioni di serie A e di quell’altra sciagurata dello scorso campionato (quella del "Sono qui' per vincere", per intenderci), pensavo, e forse tutti pensavamo, che le prese in giro fossero terminate anche perché tutti, tifosi, media, nonché lei carissimo Direttore Gangemi, abbiamo contestato in lungo ed in largo l'operato del nostro presidente.

Allora, se ben ricordate, all'ultima di campionato (quella vinta 3-1 contro l’Albinoleffe) il "nostro presidente" (nella foto), come colui che scende dal patibolo e chiede aiuto, rivolgendosi ai tifosi ed alla stampa, in parole semplici, ha detto quello che era stato era stato  e, da adesso in poi, chiedeva una mano per partire con un nuovo progetto: niente gente navigata ma giovani promettenti per costruire una squadra che ci riporti in A. In effetti il progetto l'ha fatto (il “suo” progetto), l'ennesimo oserei dire, è cioè vendere o, comunque, cedere i pezzi pregiati quali, per esempio, Brienza e fare cassa per poi, eventualmente, aspettare i periodi del “prendi 3 e paghi 2” e portare a Reggio ben 4 attaccanti che, messi insieme, non ne fanno 1. I progetti, invece, si sarebbero potuti e dovuti fare con i vari Pinilla o gli Ardemagni, con gli Antenucci o, magari, anche con i Mastronunzio. Come, poi, i fatti hanno dimostrato con Sy, Adiyiah e Zizzari non si poteva andar lontano. A Bergamo, Ousmine Sy, a un minuto dalla fine, tanto è macchinoso nei movimenti che si e fatto anticipare sulla linea di porta su una palla sulla quale era necessario solo soffiarci su tanto da spingerla in rete. Ma non è tutto. Notizia recente, a conferma di presunto quel progetto, è la cessione di un altro pezzo pregiato, forse l'ultimo insieme ad Acerbi, Rizzo, Puggioni e N. Viola: Simone Missiroli al Cagliari. Ennesima occasione, questa, per rimpinguare le casse, a cui ha fatto eco l’arrivo di tale Sarno, 22enne svincolato dalla Pro Patria, e De Rose dai cugini del Cosenza E' allora? Dov’è il progetto? In una squadra dove mancava proprio la qualità, quei famosi “piedi buoni” da affiancare a tanta corsa ed impegno, possibile che si rinunci agli unici piedi buoni esistenti così tanto facilmente? Quindi, cari amici, apprestiamoci a vivere un altro campionato di sofferenze sperando che la salvezza possa, magari non all'ultima giornata come lo scorso anno, arrivare qualche settimana prima. Ma, purtroppo, non aspettiamoci niente di più. Diciamolo pure francamente, "il lupo perde il pelo ma non il vizio". Da qui il mio augurio che tutti, nessuno escluso, facciano il possibile affinché questo patrimonio rimanga patrimonio dei Reggini e dei Calabresi che, come me, in questi colori non vedono soltanto una squadra di calcio, ma anche una forma di riscatto sociale. La esorto, pertanto, come d’altronde, ha sempre fatto, a vigilare con l’obiettività che le è propria esaltando quando c'è da esaltare ma criticando aspramente quando c'è da criticare. Perché solo non abbassando la guardia c'e la speranza che “l'ammalato non muoia a seguito di una triste e lenta agonia”. Saluti, nando12345@libero.it. Fin qui la lettera garbata del nostro lettore al quale rispondiamo in altra parte del giornale. Il Direttore.

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La ricerca della Felicità

altalt"La felicità è già qui e ora. Qualunque cosa ti sia accaduta la felicità prescinde da te, tu sei come una goccia del mare che si guarda intorno in cerca dell’oceano, ti senti separato da esso perché la mente ha un enorme potere su di te. Il giorno in cui tu, goccia, capirai di essere oceano, ti sveglierai dal sonno e dalle illusioni in cui sei immerso e proverai la vera felicità". (Osho – nella foto –, 11 dic 1931-19 gen 1990). “Felicità”. Siamo dinanzi ad un tema trattato e ritrattato infinite volte da scrittori, filosofi, poeti  e psicologi ragion per cui  il nostro lungi dall’essere un ulteriore trattato bensì è solo un voler affrontare l’argomento cercando di dare ad esso la giusta valenza senza per questo scadere in concetti scontati.

La società odierna, soprattutto quella del mondo occidentale, basata quindi su uno stile di vita molto frenetico e consumistico, lega la “felicità” ad uno stato di benessere, o appagamento, dettato dal raggiungimento di qualsivoglia obiettivo. La sua intensità varia, pertanto, in base al numero ed all’intensità di emozioni che ciascuno di noi esperimenta. Molti fattori emersi da studi mettono in evidenza come la felicità non dipenda tanto da variabili  come l’età, il sesso, la bellezza o la cultura, quanto da fattori connessi all’indole di ogni individuo quali, ad esempio, la fiducia in se stessi o l’estroversione. Ma cos’è la “felicità”? Come si riconoscono le persone “felici”? E, soprattutto, quante volte ci saremo posti queste domande? Ad esse potremmo rispondere in mille modi diversi, basandoci sulle nostre emozioni, sulle nostre ambizioni e sui nostri obiettivi. Ma, indubbiamente, essa è strettamente collegata al nostro modus vivendi, dunque ognuno di noi possiede un tipico modello di “felicità” che, quindi, varia da soggetto in soggetto. Quest’ultima si cerca spasmodicamente e, una volta raggiunta, ci appaga. Ma attenzione! E’ proprio qui che si nasconde la trappola in cui spesso cadiamo e cioè il fatto di dover ciclicamente ricominciare la ricerca innescando in tal modo una pericolosa spirale dalla quale non se ne esce incolumi. Ed è così che lo stato di gioia profonda si trasforma in infelicità. Si, perché la società odierna quasi ci impone di essere sempre “in tiro”, sorridenti, efficienti sul lavoro, buoni genitori, ottimi amanti e tutti questi fattori, messi insieme, fanno si che tale smaniosa ricerca dell’immagine “felice” ci porti ad essere invece estremamente malinconici ed a racchiuderci in una gabbia caratterizzata dallo stato d’animo opposto a quello verso cui eravamo proiettati e verso il quale il nostro impegno, la nostra rincorsa, il nostro vivere, era profuso: l’infelicità. I mass media tendono a proporre un’idea di “felicità” preconfezionata, ovvero quella “pseudo-felicità” che spesso finisce per forzare l’idea di “felicità” personale facendola apparire, ai più attenti, assolutamente effimera.  Essere “felici” diviene, quindi, quasi un “obbligo”. Si diventa capaci di rincorrere delle vere e proprie utopie e ciò non può che comportare angoscia e depressione. Serve, allora, comprendere quale possa essere il modo per essere soddisfatti di ciò. Magari, prima di tutto, accettare se stessi ed abbozzare un sentimento di condivisione con gli altri in maniera tale da ovviare a quel senso di individualità che ci porta a soddisfare soltanto i nostri capricci. A questo punto ci rendiamo conto di come sia inutile porsi continui obiettivi da raggiungere allo scopo di riempirci la vita e, soprattutto, del  come poter godere delle emozioni che viviamo ogni giorno tanto che, questo, possa rappresentare la chiave di lettura giusta per rilassare la mente e non far si che un’eccitazione passeggera si possa confondere con la conquista della “felicità”. "Legare la felicità ad una meta esterna vuol dire essere schiavi degli accadimenti e dunque della mente che li interpreta come positivi o negativi. Ciò che conta non è tanto la meta, ma il viaggio." (Osho).

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Reggio Calabria: dimensionamento scolastico, dal “Terzo Liceo” scientifico a 5 Istituti, confermata la soppressione del “Terzo Liceo” scientifico e l’attivazione di 3 corsi aggiuntivi al G. Ferraris ed Vallauri di Reggio ed al Nostro di Villa San Giovanni

Dal Co.Ge.S. – Comitato Genitori Scuole, Coordinamento Genitori Licei L. da Vinci ed A. Volta -, riceviamo e pubblichiamo. L’assessore Regionale alla Cultura e Pubblica Istruzione Mario Caligiuri  ha ricevuto a  Palazzo Campanella il Comitato Genitori Scuole – Coordinamento Vinci Volta (nelle foto l'assemblea che si è tenuta al Ce.Dir. mesi orsono ed in cui si riconoscono, nella prima delle due, l'ass. alla Pubblica Istruzione del Comune di Reggio Calabria Seby Vecchio e l'avv. Giuseppe Naim ed il prof. Martino Parisi del Coord. "Vinci-Volta"), rappresentato dal vicepresidente prof. Giancarlo Pedà, al quale ha fornito i chiarimenti  richiesti dal Comitato sulla deliberazione  della Giunta Regionale n. 19 del 24 gennaio 2011 di approvazione del piano regionale di dimensionamento scolastico. L’incontro segue quello di venerdì scorso con i Sindacati Scuola, e l’assessore Caligiuri ha accolto di buon grado anche la  richiesta del Comitato Genitori di avere una “interpretazione autentica” e uno scambio informativo, su una materia così delicata che  aveva sollevato qualche dubbio nelle famiglie e negli stessi operatori scolastici, a sole  due settimane dalla chiusura delle iscrizioni all’anno scolastico 2011-2012.

Il 12 febbraio infatti scadono i termini per le iscrizioni e i ragazzi che attualmente frequentano le terze medie,e le loro famiglie, hanno il diritto di conoscere per tempo  ed in modo chiaro ed esaustivo le offerte formative delle scuole presenti sul territorio, dopo il susseguirsi delle deliberazioni e degli incontri comunali, provinciali e  regionali del mese di dicembre e gennaio, con notizie spesso contraddittorie. L’assessore Caligiuri ha chiarito che la Regione ha approvato i 5 piani  così come predisposti dalle rispettive province, con esclusione di due aspetti, non conformi alle linee guida: 1) la mancata concessione di deroghe ai limiti numerici di alcune scuole, da doversi quindi accorpare; 2) il mancato riconoscimento di nuovi indirizzi, richiesti da alcune scuole. Le province di Cosenza,Crotone e Reggio, sulle quali sono state rilevate le incongruenze riportate nell’allegato F) della delibera, sono state invitate a provvedere tempestivamente in merito,sentendo i comuni interessati. Per quanto riguarda la provincia di Reggio Calabria, sulla questione del cd “Terzo Liceo Scientifico” sollevata dal Comitato, che riguarda sia i licei Vinci e Volta di Reggio Calabria che tutti i ragazzi frequentanti le terze medie del comprensorio reggino, la Regione ha approvato senza alcun rilievo  la deliberazione n. 133 del Consiglio Provinciale  del 21 dicembre 2010, con i seguenti effetti che dovrebbero valere dal prossimo anno scolastico: 1) scompare  definitivamente l’istituzione del cd Terzo Liceo Scientifico dal piano provinciale, e  quindi regionale; 2) viene confermata l’istituzione, in aggiunta ai già esistenti licei “storici” Leonardo da Vinci e Alessandro Volta  di Reggio, degli indirizzi scientifici presso il Nostro di Villa, il Ferraris  e il Vallauri di Reggio, allo scopo di  estendere l’offerta formativa e decongestionare nel tempo i sovraffollati due Licei cittadini; 3) dovrebbero essere confermate le opzioni di “Scienze Applicate”, richiesta da tutti e 5 i licei. Manca tuttavia  un ulteriore e importante  passaggio amministrativo, ovvero un decreto dell’Ufficio Scolastico Regionale che recepisca ed attui concretamente  il deliberato regionale, determinando  le modalità esecutive e sciogliendo alcune criticità. E dopo bisognerà vedere in che modo  i 5 istituti si sono preparati alla nuova sfida. Il dr. Vincenzo Geria,dirigente dell’ufficio Scolastico Provinciale, contattato in data odierna dal Comitato, ha assicurato che il decreto regionale attuativo verrà  emanato a  breve, concordando con il Coordinamento  un incontro esplicativo sul tema. Il Comitato Genitori esprime quindi pieno apprezzamento per le soluzioni e le metodologie condivise finora  adottate da Comune, Provincia, Regione, auspicando che per il futuro il Consiglio Regionale anticipi le scadenze temporali previste dalla normativa attuale,in modo da avere un quadro certo in tempi accettabili  e consentire alle scuole e alle famiglie una adeguata e consapevole  programmazione delle attività e delle scelte.

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Paola (CS): Siddi, “Via i tifosi dall’informazione”

“Garantire al cittadino un’informazione corretta e trasparente, al servizio esclusivo della verità, non dei potenti o dei tifosi: è questo il dovere del giornalista”. Un concetto affatto nuovo per Franco Siddi, segretario generale della Federazione della Stampa, che, in più occasioni, ha sottolineato “il valore etico dell’informazione, intesa come conoscenza”. E ha voluto ribadirlo ieri, nell’incontro ospitato a Paola, al termine della messa regionale per San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, organizzata dall’Ucsi della Calabria e che ha visto la partecipazione di ben tre arcivescovi giornalisti, Salvatore Nunnari (diocesi di Cosenza-Bisignano), Luigi Renzo (Mileto) e Giuseppe Fiorini Morosini (Locri) (nella foto tra Carlo Parisi e Franco Siddi), iscritti all’Unione Stampa Cattolica e al Sindacato Giornalisti della Calabria.

“La credibilità è la sfida più grande per i giornalisti italiani, e non solo, – ha detto Siddi – che hanno il compito di aiutare i cittadini, fornendogli una chiave di lettura, in modo tale che le notizie siano davvero materia di scelta”. Per far questo, per assicurare, cioè, “una stampa che non presti il fianco a questa o a quella parte, un giornalismo fatto di professionisti liberi, non di mercenari, – ha sottolineato il segretario generale della Fnsi – i media devono porsi al di sopra delle questioni meramente economiche, dando, piuttosto, voce a chi non ce l’ha. Ai poveri, ai deboli, per cui possiamo fare tanto, contrastando disuguaglianze e discriminazioni. I potenti non hanno bisogno della stampa”. Un appello “per un’informazione al servizio coraggioso della verità”, che deve varcare i confini del giornalismo cattolico, “altrimenti faremo una brutta fine – ha tuonato Siddi – e nei media, dalla carta stampata alla televisione, rimarranno soltanto due schiere: da una parte gli ideologizzati, gli schierati, appunto; dall’altra i disperati, pronti a tutto pur di lavorare”. D’altronde i segnali non mancano, “specie in regioni difficili, come la Calabria – ha esordito Carlo Parisi, segretario regionale del Sindacato Giornalisti, confermando le preoccupazioni di Siddi – dove molti, troppi, colleghi sono sfruttati da editori senza remore: niente stipendi per mesi o un anno intero, oppure compensi da fame, che equivalgono ad un insulto”. Il messaggio è, ancora una volta, forte e chiaro: “I giornalisti calabresi, e come loro tanti altri, devono reagire – ha sottolineato Parisi – per difendere il valore più caro, la propria dignità, e il diritto più normale, quello al lavoro. In condizioni decenti”. (A cura della collega Nicoletta Giorgetti dell'Ufficio Stampa della FNSI sez. Calabria e di www.giornalisticalabria.it).

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A Catanzaro l’assemblea biennale della Lega Nazionale Dilettanti

Si è svolta nella sede regionale della Figc, a Catanzaro, l’”Assemblea ordinaria biennale delle società dilettantistiche calabresi”, presieduta da Saverio Mirarchi.  Erano presenti, per la LND, il presidente nazionale e vicepresidente della Figc, Carlo Tavecchio, i vicepresidenti, Benedetto Piras ed Antonio Cosentino, il segretario nazionale, Massimo Ciaccolini, il presidente della divisione nazionale calcio a 5, Fabrizio Tonelli, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, il presidente del Comitato regionale arbitri, Stefano Attinà, il presidente dell’Associazione regionale allenatori, Firmo Micheli, il delegato regionale dell’Associazione regionale calciatori, Maurizio Cavallo, ed il consigliere della Regione Calabria, Claudio Parente. Luigi Repace, consigliere nazionale della Figc, è stato nominato presidente dell’assemblea  ed Emanuele Daniele, del Comitato regionale della LND Calabria, scelto come segretario (nella foto Tavecchio, Praticò, Tonelli, Piras, Mirarchi, Repace, Cosentino, Ciaccolini e Daniele).

“È un momento, questo – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – per la LND, importante sia per l’approvazione del bilancio che per una verifica ed un confronto tra tutte le componenti. Vorrei ricordare che qualche giorno fa in occasione della consegna degli oscar del calcio dilettantistico nazionale, “Ali della vittoria”, ha partecipato il numero uno della Uefa, Michael Platini, invitato dal presidente Tavecchio, questo a testimonianza dell’importanza basilare di questo settore nel calcio internazionale. I dilettanti sono più che una colonna portante per l’attività professionistica. I numeri parlano chiaro: circa un 1.300.000 tesserati, 15.000 società, 60.000 squadre, 21.000 arbitri con più di 700.000 incontri disputati annualmente. Un settore, questo, fondamentale per la crescita di tanti giovani talenti”. “Voglio ricordare – ha continuato Praticò – le parole espresse dal presidente Tavecchio, il quale ha ricordato che le leghe dilettantistiche svolgono un lavoro sociale senza eguali, dedito a far diventare i giovani, prima uomini e poi campioni. Ed è un compito, quello dell’educazione dei giovani, che tutte le discipline sportive dovrebbero prefiggersi”. “Riconosco – ha aggiunto il presidente del Coni Calabria – che nella nostra regione sono molteplici  i problemi che ostacolano lo svolgimento dell’attività sportiva: dalla scarsità di fondi a disposizione ad una grave carenza di strutture. Ma l’aspetto che più mi preme evidenziare, e che deve essere l’obbiettivo fondamentale del mondo dello sport, è il coinvolgimento dei ragazzi. Senza di loro lo sport avrebbe vita breve. Il nostro compito è quello di educarli al sacrificio ed al rispetto delle regole e dell’avversario all’insegna dell’etica e del rispetto della legalità. Istruirli all’accettazione delle diversità nel segno del vero fair play perché sono diventati troppi gli episodi di violenza fisica e morale. Purtroppo, la mancanza di cultura sportiva appartiene anche ai meno giovani che, invece, dovrebbero dare l’esempio”. “Vorrei – ha concluso Mimmo Praticò – dimostrare tutta la mia solidarietà alla classe arbitrale calabrese in merito alle azioni di violenza subite nell’ultimo periodo. Sono a conoscenza che è un problema che riguarda tutto il territorio nazionale e sono dell’avviso che occorre essere più rigidi e intransigenti contro chi cerca di rovinare la bellezza dello sport”. Il presidente regionale della LND, Saverio Mirarchi, nel ringraziare tutte le autorità presenti, ha ribadito l’importanza dei vivai nel settore calcistico. “In Calabria – ha detto – in questi due anni di attività, abbiamo dato grande importanza ai nostri giovani. Abbiamo affrontato la valorizzazione del vivaio ben prima che l’opinione pubblica se ne rendesse conto, cioè in occasione dei fallimentari risultati italiani agli ultimi Campionati del mondo disputati in Sud Africa. Per primi sul territorio nazionale  abbiamo posto l’obbligo a tutte le squadre di Eccellenza e Promozione , di schierare nelle partite almeno quattro giocatori under 19”. Mirarchi si è dimostrato soddisfatto della formula che ha snellito le pratiche legate all’iscrizione ed alla comunicazione delle società grazie alla informatizzazione del sistema che presto vedrà anche il tesseramento on-line degli iscritti. “Nonostante la crisi economica – ha detto il presidente della LND Calabria – abbiamo mantenuto l’equilibrio finanziario aiutando concretamente le società con contributi fino a 60000 euro, tra premi ed investimenti sulla formazione dei dirigenti, chiudendo il bilancio in attivo. L’avanzo di gestione (circa 52000 euro)  verrà destinato per riqualificare e migliorare l’impianto sportivo attiguo alla sede del Comitato”. “La violenza – ha concluso Mirarchi – con il calcio non c’entra nulla. La responsabilità è di tutti indistintamente, bisogna mantenere rigidità nei provvedimenti e, nel caso in cui gli incresciosi episodi continueranno, siamo disposti a fermare tutto”. Sul tema della violenza, il presidente nazionale della Lega dilettantistica, Carlo Tavecchio, è d’accordo con Mirarchi, mentre per quanto riguarda la crisi finanziara del settore si è dimostrato in linea con la politica di Platini. “Basta – ha dichiarato Carlo Tavecchio –  continuare a “graziare” quelle società professionistiche che hanno collassato il calcio nazionale. Personalmente sono contrario ai ripescaggi”. “Il sistema professionistico è ancora attuale con questa logica?” è la riflessione di Tavecchio. “Si sono superati – ha detto – i limiti di quella che è una morale non tanto sportiva, quanto amministrativa. Basta con l’assistenzialismo esasperato ai bilanci ordinari, questo è ‘doping amministrativo’. È impensabile che, in Italia, 132 società professionistiche sussistano in un periodo di grave crisi economica come questo, quando in Spagna sono 48, in Francia 40, in Inghilterra 80, in Germania 60. La verità è che in Italia non si è ancora raggiunta una cultura che prevede la sconfitta, sportiva ed amministrativa”.

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Il Giro onora i 7 ciclisti uccisi a Lamezia Terme

Il 61° Giro ciclistico della provincia di Reggio Calabria ha ricordato le sette vittime della tragedia di Lamezia Terme. Nel luogo del terribile impatto, infatti, l’organizzazione dello Sporting Club 1917 del presidente Antonello Careri ha voluto posizionare il traguardo volante della seconda tappa Soverato – Vibo Valentia. Sul luogo, al passaggio dei corridori, erano presenti, insieme ad alcuni familiari dei sette ciclisti uccisi, il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, il consigliere regionale, Mario Magno, l’assessore comunale allo sport Rosario Piccioni, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò ed il vicepresidente del Coni di Catanzaro, Sergio Servidone (nella foto Servidone, Praticò, Careri, Piccioni e Speranza).

“A livello agonistico – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – è una giornata di grande sport regionale e nazionale che rappresenta l’inizio della stagione ciclistica in Italia, ma è, soprattutto, un momento di immenso dolore dedicato a sette persone che amavano la vita e lo sport e che si trovavano, nel segno dell’amicizia, a condividere la stessa passione. Ci stringe il cuore leggere negli occhi dei parenti il vuoto che ha lasciato la scomparsa dei loro cari. Purtroppo, in quei giorni, sulla tragedia sono state spese tante parole di solidarietà e di vicinanza con idee e proposte di ogni tipo, ma, successivamente, non abbiamo sentito alcuna voce e non abbiamo visto primi passi concreti per evitare che, in futuro, si possa ripetere una tragedia del genere. Bisogna riconoscere ovviamente che occorre del tempo per poter intervenire in questo senso ma il problema della carenza di strutture e dell’inadeguatezza degli impianti sportivi, che spesso non rispondono ai requisiti previsti per la sicurezza, è un problema che la Calabria si trascina da troppi anni. Manca, in questo senso, la determinazione per poter garantire a tutti i cittadini una vita migliore e degna di un paese civile”. Una prima proposta in merito alla carenza di strutture sportive si evince dalle parole dell’onorevole Mario Magno, il quale ha dichiarato che l’Amministrazione regionale sta valutando l’ipotesi di realizzare una pista ciclabile lungo la SS18. “Siamo riconoscenti – ha detto l’assessore allo sport, Rosario Piccioni – all’organizzazione per aver previsto un traguardo volante di questa importante gara proprio sul luogo dell’incidente. Il regolamento professionistico impone che il premio per chi conquista questo risultato debba essere in denaro ma noi abbiamo voluto omaggiare il vincitore anche di una litografia del maestro lametino Maurizio Carnevali che ha per tema il valore della solidarietà e dell’amicizia nel ciclismo”.

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Serie Bwin, XXIV^ giornata: Piacenza-Reggina 3-2

Piacenza-Reggina: 3-2. Piacenza (4-3-1-2): Cassano; Zenoni, Gervasoni, Zammuto ed Anaclerio (dal 16° Conteh); Marchi, Catinali e Bianchi (dal 46° Cofie); Guzman (dal 90° Rickler); Graffiedi e Cacia (c). In panchina: Stocchi, Volpi, Sbaffo e Guerra. All.: Madonna. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Giosa (dal 46° Burzigotti) ed Acerbi; Colombo, Rizzo, N. Viola (dal 54° Rizzato), Castiglia e Barillà; Campagnacci (dall’84° A. Viola) e Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Laverone, De Rose ed Adiyiah. Arbitro: Guida di Torre Annunziata. Assistenti: Iori di Reggio Emilia e Posado di Bari. Quarto uomo: Barbiero. Marcatori: Rizzo al 26°, Marchi al 37°, Graffiedi al 42°, Bonazzoli (rig.) al 73° e Cacia all’88°. Ammoniti: Conteh al 17°, Burzigotti al 48°, Adejo al 58° e Barillà all’80°. Recupero: 2’ (p.t.) e 3’ (s.t.).

Note. Al “Garilli” di Piacenza, prima gara senza il capitano Missiroli ceduto in settimana al Cagliari e, a meno di 48 ore dalla chiusura del calcio mercato, non ancora degnamente sostituito dal presidente Foti intento (nelle foto) a contare i quasi 2 milioni e mezzo di euro (per la comproprietà con diritto di riscatto a favore del Cagliari per cui, a fine stagione, se Cellino lo vorrà tenere dovrà sborsarne altrettanti) incassati dall’operazione (e, supponiamo ne avrà per molto, considerati anche gli ulteriori 4 milioni incassati dalla cessione di Acerbi al Genoa con effetto, però, stagione 2011/2012). Al centro della difesa, al posto dell’infortunato Cosenza, trova spazio Giosa perennemente reduce da infortuni su infortuni. Laverone si accomoda in panca e, al suo posto, sulla destra, c’è Colombo. In panchina trovano spazio sia A. Viola, rispedito al mittente senza troppi fronzoli dal Benevento, e sia il neoacquisto De Rose proveniente dal Cosenza. A non trovare spazio neppure in panchina è, ancora una volta, Tedesco. Cronaca e commento. Primo tempo. La gara inizia con la Reggina del neocapitano Bonazzoli impegnata in pressing alto sulla trequarti avversaria a far intendere ai padroni di casa le proprie intenzioni. Al 10° minuto, però, è il Piacenza a rendersi pericoloso. Cacia (ex dal dente avvelenato, ma nemmeno tanto pretenzioso visto il poco che ha fatto lo scorso anno), raccolto un assist dopo un fallo laterale, gira di sinistro verso la porta amaranto ribattuto da N. Viola con la palla che, poi, sbatte sul braccio di Barillà con Guida che considera involontario il tocco e lascia proseguire tra le proteste di squadra e pubblico di casa. Al 17° ci riprova il Piacenza con Guzman, ma la sua conclusione non crea particolari problemi a Puggioni. Al 18° la Reggina va vicina al vantaggio. Azione di contropiede imbastita da Acerbi, palla a Campagnacci che lancia, decentrato in area, Bonazzoli. Girata al volo del capitano e un altro ex della gara Cassano (anche lui senza rimpianto alcuno amaranto) respinge volando alla sua destra. Al 23° ci prova Catinali dalla lunga distanza, Puggioni devia in corner. In questa fase, la Reggina subisce le iniziative dei padroni di casa anche se non sembra soffrirne troppo. Al 26° la Reggina passa. Crossa da sinistra di Bonazzoli in mezzo all’area dove arriva Rizzo che, lasciato colpevolmente solo, di destro, batte Cassano facendogli passare la palla in mezzo alle gambe. Più che legittima l’esultanza del giovane messinese per la sua prima marcatura in B in 25 gare sin’oggi disputate (e gongola pure Foti in ottica mercato-cessioni giacché lo stesso Rizzo, assieme ai già ceduti Missiroli e Acerbi, è certamente uno tra gli amaranto ad avere richieste). Al 32° calcio di punizione di Guzman che, calciando a giro, manda alto sulla porta di Puggioni. Al 35° il Piacenza va vicino al pareggio. Calcio di punizione di Guzman al centro dell’area dove arriva Cacia che, di piatto sinistro, manda incredibilmente sul fondo ma, di fatto, a gioco fermo perché risultato in fuorigioco. Al 37° i padroni di casa pareggiano davvero. Spunto di Graffiedi sulla sinistra, l’attaccante supera due amaranto e mette al centro. Puggioni smanaccia e la palla resta colpevolmente in area senza che nessun difensore le si avventi addosso per spazzare. Il più lesto è Marchi che, di piatto destro, viola la porta amaranto e ristabilisce il risultato. La Reggina, dopo il goal del vantaggio, si è chiusa dietro lasciando al Piacenza l’iniziativa consentendole di schiacciarla tanto da arrivare in goal. Al 38° ancora i padroni di casa vicini, questa volta, al vantaggio. Adejo perde malamente palla, Cacia la conquista e batte a rete da fuori area mandando, per fortuna, il pallone non di molto alto sulla traversa. Il Piacenza non molla e continua a pressare. Al 42° il ribaltone. Cacia serve, di tacco, il sopraggiungente Graffiedi che, di destro, piazza la palla alle spalle di Puggioni. In 5 minuti, dicasi 5, la squadra di Madonna ribalta meritatamente il risultato. Ahi Reggina! Che errore chiudersi lasciando spazi ed occasioni agli avversari. Questa è la legittima conseguenza per un atteggiamento troppo rinunciatario già poco dopo la metà del primo tempo con un vantaggio risicato e per nulla sicuro. Al 46°, primo dei due minuti di recupero concessi, ci prova Campagnacci. L’attaccante amaranto, per l’ennesima volta in questo campionato, si smarca bene ma conclude malissimo mandando alto sulla traversa. Al 47° ancora Reggina, ancora Campagnacci. Ricevuta palla da Colombo al limite, si gira e calcia questa volta meglio che precedentemente. Cassano si distende e blocca a terra alla sua destra. Il primo tempo finisce qui. Nell’intervallo avrà ben donde per imprecare contro i suoi Atzori che, inspiegabilmente, dopo il vantaggio hanno smesso di giocare lasciando ad un affamato Piacenza libertà assoluta di azione e di occasioni goal. L’uno-due di Marchi e Graffiedi in appena 300 secondi è il giusto risultato per quanto visto in questi primi 45 di gara. Secondo tempo. La ripresa inizia con due sostituzioni, una per parte: nel Piacenza, dopo che Conteh aveva preso il posto di Anaclerio costretto a lasciare per infortunio, entra Cofie per Bianchi e, nella Reggina, l’eterno infortunato e sfortunato Giosa (presidente, contento del quinquennale fattogli sottoscrivere dopo infortuni e cessioni?, n.d.r.) lascia il posto a Burzigotti. La gara si gioca su ritmi alti e decenti, ma la Reggina non riesce a salire ma, anzi, presta ancora il fianco alle iniziative dei padroni di casa che solo per demerito dei suoi attaccanti o per merito di Puggiono non arrotondano il punteggio. Atzori, dopo il primo cambio forse indotto dalle condizioni fisiche di Giosa, prova la carta Rizzato togliendo dal campo Nicolas Viola. Lo stesso tecnico amaranto, in panchina, si sbraccia incitando i suoi e dandogli delle direttive regolarmente disattese. La Reggina, onestamente, appare ben poca cosa ma siamo concordi con lo stesso tecnico frusinate allorquando garantisce impegno. Si, l’impegno c’è e si vede. Ma non basta né può bastare. Per vincere ci vogliono giocatori dotati di un aggettivo che, forse, appare sconosciuto o, comunque, poco in uso: qualità! E, onestamente, ad eccezion fatta di Missiroli (fino a sabato scorso), Acerbi, Rizzo, Puggioni e, forse, qualcun altro non ci pare che la Reggina abbondi in qualità considerando Castiglia, Burzigotti, spesso Campagnacci ed altri. O sbagliamo? Al 72° lo stesso Campagnacci, in parte, ci smentisce e ci dimostra che in campo c’è e che non è solo capace di sbagliare lo sbagliabile. La punta amaranto s’invola sulla destra in un improbabile 2 contro 5 con il solo Bonazzoli in avanti con lui. Zammuto lo affronta e cade in area, forse, trascinando a terra lo stesso attaccante amaranto. Guida decreta il rigore tra le proteste generali, ma è inamovibile. Sul dischetto va Bonazzoli che, seppur disturbato dall’indisponente Cassano in fase di posizionamento del pallone sul dischetto, lo batte inesorabilmente spiazzandolo riportando, così, la gara sul binario della parità. All’81° il Piacenza va vicinissimo ad un nuovo vantaggio. Graffiedi è autore di un gran tiro al volo di sinistro da fuori area, Puggioni vola alla sua destra e devia il pallone che sbatte sulla traversa e torna in campo. Un piacentino lo raccoglie e batte ancora a rete dove Puggioni compie un altro intervento prodigioso mandando in corner e, successivamente, bloccando ancora l’ennesimo tentativo dei padroni di casa. Atzori toglie Campagnacci e si gioca la carta Alessio Viola (come detto, appena rientrato perché rispedito al mittente dal Benevento dove, purtroppo, si è messo in luce non per qualcosa di buono dimostrato sul campo, ma per l’atteggiamento altezzoso e presuntuoso come fosse il novello Pallone d’Oro senza che noi tutti addetti ai lavori ne fossimo a conoscenza). La gara continua ad essere giocata su ritmi altissimi e con vero furore agonistico. All’88° i padroni di casa passano meritatamente in vantaggio con l’ex Cacia (che consuma la sua personale vendetta consentendo ad un collega reggino di gongolare). Lanciato in area non è in fuorigioco, affronta Puggioni che esce sui suoi piedi e lo beffa con un “cucchiaio” sul quale non riesce ad intervenire Adejo proteso in un tentativo disperato. Il risultato, seppur ci dia profondamente fastidio ammetterlo, è giusto: il Piacenza ha meritato la vittoria per quanto fatto vedere in 95 minuti di gara e la Reggina, di concerto, esce sconfitta e con il non proprio score parziale di una sola vittoria nelle ultime 10 giornate. Il buon Antonio Nucera di Sky narra di un Foti che abbandona la tribuna sconsolato, ma non sa che ad essere sconsolati sono i tifosi amaranto a cui non resta nemmeno il “contentino” di contare i nuovi entrati 6 milioni e mezzo di euro. Chi ci segue sa che, da tempo, chiediamo a Foti di sciogliere un dubbio: la Reggina sarà composta da uomini o, più verosimilmente, da caporali? Metafora a parte, ciò che abbiamo chiesto più volte è, in sostanza, che Foti decida se osare ad ambire a qualcosa di più importante oppure se, mestamente, preferire far stazionare la Reggina in quel limbo chiamato meglio anonimato e caratterizzato, cioè, da una discreta Reggina – che per una decina di gare (dalla quinta alla quattordicesima) ha fatto sognare i più ingenui quando noi predicavamo equilibrio e che per il resto del torneo fin qui disputato, quegli stessi tifosi li ha bruscamente riportati sulla terra facendoli ricredere ineluttabilmente -, da un ottimo – secondo noi – allenatore ma da una rosa assolutamente inadeguata per puntare alla promozione (che diretta appare impossibile, ma magari attraverso l’aggancio al sesto posto e, quindi, passando per i playoff). I fatti, ad oggi, sembrano chiarire le intenzioni: vendere, vendere, incassare, incassare (e comprare, senza offesa per nessuno, terze o quarte scelte). Non è grave questo, l’importante però è saperlo. In fondo, nessuno ha parlato della ricerca di una promozione ma, semmai, sono stati creduloni i tifosi a pensarlo allorquando la Reggina giocava bene e, di conseguenza, vinceva. La realtà è quella sotto gli occhi di tutti: sono caporali ed a farli diventare uomini non ci pensa nemmeno. I playoff si allontanano ed il limbo dell’anonimato ci trattiene. Ad majora, Lillo!

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Serie Bwin, XXIV^ giornata: Piacenza Reggina (probabili formazioni e note)

Piacenza (4-3-1-2): Cassano; Zenoni, Gervasoni, Zammuto ed Anaclerio; Marchi, Catinali e Bianchi; Guzman; Graffiedi e Cacia. In panchina: Stocchi, Rickler, Avogadri, Cofie, Volpi, Sbaffo e Guerra. All.: Madonna. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Burzigotti ed Acerbi; Laverone, Rizzo, De Rose, Tedesco e Barillà; Campagnacci e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Giosa, N. Viola, Castiglia, Colombo, Rizzato ed Adiyiah. Arbitro: Guida di Torre Annunziata. Assistenti: Iori e Posado. Quarto uomo: Barbiero. Note. La Reggina, sabato scorso contro il Siena, ha colto il suo terzo pareggio consecutivo per 0-0 (non succedeva dalla stagione 1990/1991 con Cosenza-Reggina, Reggina-Taranto e Triestina- Reggina). Il record degli 0-0 consecutivi è, però, di 5 nel torneo 1972-1973 con Reggiana-Reggina, Reggina-Novara, Modena-Reggina, Varese-Reggina e Reggina-Bari.

Alla 22ma si è toccato il minimo livello di rendimento con il solo 49,3% dei punti conquistati. La Reggina, comunque, vanta un considerevole + 8 sulla scorsa stagione ed un +1 sul girone di andata che, soprattutto tra la quinta e la quattordicesima giornata è stato considerato straordinario. La squadra di mister Atzori non subisce reti da 272 minuti (l’ultima fu quella realizzata da Giorgi in Ascoli-Reggina 2-1 – altre reti di Missiroli e Lupoli su rigore – del 18.12.2010). Questo minutaggio fa di Puggioni il portiere con l’attuale serie più lunga di imbattibilità in B e secondo solo a De Sanctis in A con 305 minuti. In casa, Christian Puggioni è il secondo portiere meno battuto con 5 reti. Ancora Puggioni va in campo senza soluzione di continuità dalla 13ma giornata dello scorso campionato e cioè dal novembre 2009. Il record quale porta imbattuta amaranto è, comunque, sempre di Iacoboni con 1088 minuti nel torneo 1970/1971. La reggina, tuttavia, è anche la squadra più sterile del momento non segnando da ben 354 minuti e ciò ne fa la squadra all’ultimo posto nelle classifiche per reti segnate nelle ultime 7 settimane (è addirittura l’unica squadra a non avere segnato reti nelle ultime tre settimane, ma è, anche, l’unica squadra a non avere subito reti nello stesso periodo temporale). Un dato “allarmante”: la Reggina, dopo 14 partite era al terzo posto in classifica con 27 punti mentre dalla 15ma alla 23ma è crollata alla posizione 18 con soli 7 punti conquistati in 9 gare. I precedenti tra Piacenza e Reggina. Le due squadre si sono affrontate in sia A che in B e, quella odierna, sarà la partita n 6 in terra emiliana. In B la prima partita ed il primo confronto in assoluto risale al 26.10.1969 allorquando gli amaranto vinsero per 3-0 con reti di Peruccioni, Pirola e Toschi. Seguì, poi, ancora una vittoria per reggina in trasferta per 1-0 il 26.03.1989 con rete di Maurizio Raggi. Quindi il pareggio per 0-0 durante lo scorso campionato. In A, invece, 2 pareggi:  un 2-2 il 10.05.2003 (vantaggio amaranto di Di Michele, doppietta di Hubner e rete per il definitivo pareggio di Mozart) e  lo 0-0 il 13.02.200 nella stagione (la prima amaranto in A) 1999-2000.  Il Piacenza. E’ diciottesimo in classifica con 22 punti frutto di sole 4 vittorie, 10 pareggi e 9 sconfitte. Alla seconda di ritorno ha gli stessi punti che aveva alla seconda del girone di andata. Nella classifica per il solo 2011 (guidata da Siena e Modena a quota 7), gli emiliani hanno un punto in più della Reggina (4 contro 3). Con il Frosinone e la Triestina, il Piacenza è la squadra con il minor numero di vittorie (4). Solo Albinoleffe, Portogruaro e Frosinone hanno vinto di meno. Nelle ultime 5 giornate ha conquistato 5 punti battendo il Varese e pareggiando a Bergamo ed a Frosinone. Due sono state finora le sconfitte in casa con Livorno e Modena. Ha ottenuto 5 rigori contro (di cui 4 realizzati dagli avversari) e 3 rigori a favore (realizzandone 2). Il suo cammino interno. Ha conquistato 13  punti ed è penultimo nella relativa classifica. Ha segnato 18 reti ed è la squadra che ha subito più di tutte tra le mura amiche (20). Nelle ultime 5 partite ha collezionato una vittoria, un pareggio e 3  sconfitte. Viaggia ad una media di 1,5 gol fatti e 1,7 subiti ed in casa non segna da 92 minuti e non subisce da 24. Gli ex della gara. Daniele Cacia (nella foto) ha realizzato sin’oggi 11 reti (suo record personale raggiunto sempre a Piacenza), con la Reggina è stato in campo per 1517 minuti (sui 3780 disponibili) ed ha realizzato 4 goals; Sergio Volpi (nella foto) con gli amaranto in campo per 816 minuti (sempre su 3780); Mario Cassano (nella foto) in maglia amaranto 1530 minuti (su 3780) e 25 gol subiti. Christian Puggioni con il Piacenza, nella passata stagione, 3660 minuti su 3780 e 43 gol subiti. Bomber emiliani. Dopo Cacia a quota 18, Graffiedi con 5 goals ed Anaclerio con 3 reti. Bomber amaranto contro il Piacenza. Barillà e Cosenza (in goal all’andata nel 2-0 per gli amaranto del 05.09.2010) e Colombo vestendo la maglia dell’Albinoleffe. Gli allenatori. Atzori e Madonna solo un confronto ed è, appunto, quello dell’andata. Da giocatori: mai Madonna contro gli amaranto e 3 volte Atzori contro il Piacenza con Empoli, Ravenna e Perugia per un totale di 2 sconfitte ed una vittoria. L’arbitro. Dirige Marco Guida di Pompei, ma della sezione di Torre Annunziata; con lui  gli assistenti Iori e Posado ed il quarto uomo Barbiero. Guida ha diretto 6 partite in A (dopo il debutto del 26.09.2010) e 27 in B (debutto il 21.08.2009 in Albinoleffe-Vicenza) assegnando 10 rigori e decretando 6 espulsioni. In una sola occasione ha diretto la Reggina, il 13.11.2010 conto il Torino al “Granillo” finita 1-1 con reti di Bonazzoli e Bianchi. Ha diretto una sola volta anche il Piacenza ad Ascoli il 24.4.2010 ed anche in quell’occasione il risultato finale fu di 1-1. 

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“Ciao, Gigi!”

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo. "Mio Amico Luigi, come potrò mai dimenticare ciò che, senza gelosia e con spassionato orgoglio, mi dicevi! Conserverò gelosamente nei miei ricordi le parole che, con reciproco affetto e stima, non lesinavi di ripetermi ogni qualvolta parlavamo di calcio e di arbitri. Mi riecheggeranno indelebilmente queste tue parole: “Tu mi piaci in campo, perché sei come me; sei sempre presente sull'azione e vicino al pallone. Hai quello che ho sempre avuto anch'io con i giocatori … non sei presuntuoso come tanti, sai anche scherzare e parlare con umiltà, e, soprattutto, ti piace il dialogo e il rispetto verso di loro … Continua così e non dare ascolto alle critiche”! Mi ripetevi che volevi a tutti i costi farmi da assistente in questa nuova stagione calcistica.

Invece, Mio Caro Luigi, sono io ad essere stato orgoglioso ad aver ricoperto, nella passata stagione, quel ruolo per Te! Mi telefonasti la settimana scorsa dicendomi: “Ma che fine hai fatto Pino? Ti pirdisti? Vediamoci qualche volta e ci prendiamo un caffè o di sera per una pizza. Mi hai abbandonato, non sapevo che ci avevi lasciati ed eri passato all'ASI". Ora, invece, sono io a dover dire qualcosa a Te, Luigi: mi hai sempre sopravvalutato nel mettermi al Tuo livello mentre Tu eri Tu, un "Grande" Uomo ed un “Grande” Arbitro ed io molto meno! Ti sarò sempre grato per i preziosi consigli! Mio Eterno Amico e Collega Arbitro Luigi devo confidarti che – tutte le volte che andrò a prendermi un caffè o una pizza da solo – tu sarai Sempre accanto a me; tutte le volte che scenderò in campo da arbitro (semmai io dovessi riprendere ad arbitrare) Tu sarai il Mio Assistente ed il Mio Angelo Custode. E questo non avrà prezzo per me! Ognuno di noi, con la tua dipartita ha perso un Grande Amico. I campi di calcio, invece, il sibilo deciso del tuo fischietto! Se già é umanamente impossibile sostituire l'Uomo, altrettanto proibitivo sarà anche "rimpiazzare" l'Arbitro! Posso dare ora io un consiglio a Te? Continua ad allenarti e a correre e, quando scendi in campo, stavolta ricordati di lasciare i cartellini nello spogliatoio. Lassù non ne avrai bisogno! Ciao Luigi." (Da "Ricordi e Pensieri" di Pino Inturri). "Il Reggino" ed, in particolare, il sottoscritto si uniscono al cordoglio unanime che ha destato la prematura scomparsa di Luigi "Gigi" Romanò (nella foto). Noi, come il suo amico Pino Inturri, ma sotto altre vesti, lo ricordiamo con affetto e stima per averlo conosciuto stando da quest'altra parte della "barricata" in quanto atleti della squadra dei Giornalisti Reggini che, quest'anno, per il terzo anno consecutivo, disputano il Torneo Interprofessionale UISP. E' stato grazie a questo torneo, infatti, che abbiamo avuto l'onore di conoscere "Gigi" anche se l'abbiamo incontrato, poi, in tantissime altre occasioni sempre sorridente, positivo e propositivo. Ancora ci riecheggiano in mente le sue parole subito dopo il riconoscimento e la stretta di mano scambiata in quanto, in quell'occasione, capitano. "Mi conoscete tutti. Quando fischio ho fischiato e non torno indietro sulle mie decisioni. Tu, Maurizio, come capitano, se vuoi spiegazioni ti avvicini e te ne do quante ne vuoi. Ma, soprattutto, ad una cosa tengo moltissimo e sono loro due, i miei assistenti ai quali non dovete rompere le palle! Se c'è qualche problema prendetevela con me, ma lasciate in pace loro. In bocca al lupo, ragazzi!". Ciao Gigi, chi scrive e tutta la squadra dei Giornalisti Reggini ti stringono in un enorme ideale abbraccio.

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Reggio Calabria: già noto alle forze dell’ordine trovato con sostanza stupefacente ed arma clandestina, pastore arrestato

Nella mattina di mercoledì i carabinieri della Stazione Modena hanno tratto in arresto in Villa San Giovanni Ranieri Cosimo, 27 anni, pastore, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di arma clandestina e munizioni. I militari hanno infatti notato il giovane che procedeva a bordo di una motoape sulla via Nazionale in direzione Villa San Giovanni. I militari, che lo hanno riconosciuto, hanno deciso di seguirlo e di osservarne i movimenti.

Il giovane si dirigeva nei campi adiacenti la propria abitazione e veniva notato a distanza mentre occultava un sacchetto in cellophane dietro un cespuglio, incamminandosi successivamente verso casa. A quel punto veniva bloccato e, recuperato il sacchetto, si poteva constatare che lo stesso conteneva 50 dosi di marijuana essiccata e pronta allo spaccio confezionate con carta stagnola, per un peso totale di 185 grammi. I militari a quel punto approfondivano il controllo anche con altre pattuglie fatte intervenire in rinforzo presso l’intera abitazione e tutte le pertinenze di quest’ultima. In particolare dopo continue ricerche i militari si concentravano su una stalla ove erano tenuti dei vitelli. All’interno di essa veniva rinvenuto un contenitore in plastica usato originariamente per tenere le olive occultato tra le sterpaglie, al cui interno venivano rinvenute altre 48 dosi di stupefacente confezionate in maniera identica alle precedenti, per un peso di 177 grammi. A poca distanza dal recipiente veniva rinvenuta una busta nera in plastica contenente un fucile cal. 16 con le canne mozze e la matricola abrasa nonchè 26 cartucce cal. 16 e 50 proiettili cal. 7,65 per pistola (nella foto tutto il materiale sequestrato). L’uomo è stato tratto in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di arma clandestina, ricettazione e detenzione illegale di munizionamento ed è stato associato alla Casa Circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Reggio Calabria: la Soprintendenza Archivistica per la Calabria presenta il volume “I Crispo. Storia di una famiglia. Storia di un borgo.”

Il volume “I Crispo. Storia di una famiglia. Storia di un borgo”, di Francesco Arillotta e Antonino Sapone, edito da Kaleidon Editrice, ripercorre la storia della famiglia Crispo, attraverso le carte dell'archivio familiare che nel 1998 è stato riconosciuto di notevole interesse storico, dal Ministero per i beni e le attività culturali.L'archivio, infatti, è particolarmente significativo per il patrimonio di conoscenze, di storie familiari, sociali e storiche del territorio siciliano e calabrese.

Il lavoro di ricerca, che parte dalle fonti storiche presenti a Reggio Calabria, ha trovato prezioso sussidio nell'attività di riordino e inventariazione dell'archivio familiare, ora fruibile al pubblico, che si inserice nel programma della Soprintendenza Archivistica per la Calabria, di valorizzazione e promozione del patrimonio archivistico pubblico e privato della regione Calabria. Introduce Francesca Tripodi, Soprintendente Archivistico per la Calabria; presenta Vincenzo Vitale, Presidente Associazione "Mediterranea"; conclude Francesco Crispo, proprietario dell'archivio familiare dichierato di notevole interesse interesse.

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Reggio Calabria: l’ “Accademia del Tempo Libero” ricorda Zanotti Bianco

La figura di Umberto Zanotti Bianco sarà il fulcro di un incontro organizzato dall’ “Accademia del tempo libero” di Reggio Calabria. Un’iniziativa nata per ricordare l’illustre meridionalista filantropo, e la sua importantissima opera per il riscatto del Sud, della Calabria e di Reggio in particolare. L’appuntamento per l’incontro, aperto a tutti i cittadini, è per sabato 29 gennaio, alle ore 17 e 30, presso l’Auditorium del “Cipresseto” di Via Melacrino, sede dell’associazione e luogo nel quale lo stesso Zanotti Bianco operò per lungo tempo.

I lavori saranno introdotti dalla Presidente del sodalizio Silvana Velonà; l’attività  svolta da Umberto Zanotti  Bianco presso il “Cipresseto” verrà ricordata da Domenico Pietropaolo mentre Valerio Bascià parlerà del progetto di  istituzione di un centro di studi meridionalisti a cura del “gruppo giovani” dell’Accademia. Maria Pia Mazzitelli, Alessia Bianco e  Maria Luisa Spanò comunicheranno lo stato dei lavori di inventarizzazione e informatizzazione di alcuni documenti inediti di Zanotti, già avviati in sinergia tra Biblioteca Comunale e Dipartimento PAU dell’Università; Edoardo Mollica esporrà il Progetto di recupero di strutture scolastiche realizzate da Zanotti,  presentato nell’ambito del PON  Sicurezza dal Comune di Africo d’intesa con lo stesso Dipartimento PAU. Concluderanno l’incontro  gli interventi del Sindaco di Africo  Domenico Versaci, del Sindaco Di Reggio Giuseppe Raffa e del Prefetto Luigi Varratta. (A cura della collega Federica Morabito).

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Presentato il “LXI° Giro della provincia di Reggio Calabria”, gara d’apertura della stagione ciclistica 2011

Il “61° Giro della provincia di Reggio Calabria – Challenge Calabria – Memorial Fausto Coppi”, si svolgerà dal 28 al 30 gennaio prossimi. La gara ciclistica organizzata dallo “Sporting Club 1917” del presidente Antonello Careri, segna l’apertura, in Italia, della stagione professionistica. Tre sono le tappe: Melito – Catanzaro, Soverato – Vibo Valentia e Pizzo – Reggio Calabria. “La partenza da Melito – ha dichiarato il presidente dello Sporting Club 1917, Antonello Careri – è un omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia”. Circa 120 corridori, appartenenti a 13 società professionistiche (3 straniere), cercheranno di mettere la propria firma su un albo d’oro ricco di grandi “nomi” del pedale. Coppi, Bartali, Moser, Saronni, fino al giovane Matteo Montaguti, vincitore lo scorso anno, sono solo alcuni dei protagonisti di una corsa che, dal 1920, ha sempre regalato forti emozioni al popolo calabrese ed agli appassionati di ciclismo.

Tenutasi al Palazzo Foti della Provincia, a Reggio Calabria, la presentazione è stata moderata dal giornalista Rai, Tonino Raffa. Erano presenti il presidente della Provincia, Giuseppe Morabito (nella foto), il segretario alla Presidenza del Consiglio Regionale, Giuseppe Agliano, l’assessore comunale reggino con delega allo sport, Enzo Sidari, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto), ed il segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria e presidente della Federciclismo reggina, Carlo Parisi (nella foto). “Promuoviamo – ha detto Antonello Careri – la Calabria nel mondo ed il turismo sportivo nella nostra regione. È stato un anno sofferto: volevamo fare 5 tappe, di cui una a cronometro, ma i pochi fondi a disposizione non ce l’hanno permesso”. Il presidente Giuseppe Morabito,  ha dichiarato che quest’anno “la Provincia ha avuto un budget finanziario ridotto del 22%, ciò nonostante ha voluto mantenere tanti impegni presi, come questo, che contribuiscono a dare un’immagine positiva della nostra regione in un periodo in cui la si pensa tutta in mano alla ‘ndrangheta. Lo sport – ha detto Morabito – deve servire ad affermare valori importanti che oggi sono in grave crisi”. “Uno sport romantico – ha dichiarato l’assessore comunale, Enzo Sidari – nel quale, come nel tennis, se non sei bravo individualmente non vai avanti”. “Sono contento – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – ed orgoglioso che, per questo importante evento, che segna l’inizio dell’attività ciclistica nazionale e vede la partecipazione di campioni del calibro di Alessandro Petacchi e Damiano Cunego, è stato previsto un passaggio da Lamezia Terme per ricordare i sette ciclisti uccisi. Un gesto che, ancora una volta, dimostra la grande solidarietà e l’affetto del mondo dello sport verso le famiglie delle vittime che stanno attraversando un momento di grande dolore”. “Una tragica fatalità, purtroppo, che deve far riflettere su quanto il numero degli incidenti, nell’ambito sportivo, potrebbe essere ridotto se in Calabria venissero realizzati più impianti e, soprattutto, concepiti nel rispetto delle norme di sicurezza. Un obbiettivo per il quale il Coni si batte da sempre”. “Significativa – ha continuato Praticò – la scelta di partire da Melito, omaggiando l’Unità d’Italia, in un periodo storico in cui proprio questa viene messa in forte discussione”. “Nell’augurarmi – ha concluso il presidente – che i ciclisti affrontino la gara nel pieno rispetto delle regole e dell’avversario ed all’insegna del fair play, dando esempio a molti ragazzi che li considerano loro beniamini, rivolgo un in bocca al lupo particolare all’unico calabrese in gara, il reggino Sergio Laganà”. Carlo Parisi, presidente della Federciclismo reggina, ha ricordato che tra gli iscritti, lo Sporting Club può vantare di aver avuto il grande Salvatore Quasimodo ed ha esaltato il fascino del grande impegno morale e fisico che richiede la pratica del ciclismo agonistico, sacrifici che al giorno d’oggi i ragazzi sono sempre meno disposti a fare. “Il ciclismo lotta il doping quotidianamente, non come viene fatto in altre discipline. In merito agli impianti, – ha concluso Parisi – con poco si può ottenere tanto. Chiudiamo il lungomare la domenica mattina, per esempio. Bastano due transenne e due vigili. Tanta gente ne potrà usufruire per praticare sport e godersi lo Stretto, lontani dal traffico automobilistico e dal pericolo”.

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Laruffa editore presenta “Tramonto Falck di Fabio Musati

Dopo le presentazioni di successo a Sesto San Giovanni e Milano, Fabio Musati* (nella foto), autore di “Tramonto Falck” (nella foto la copertina)per Laruffa Editore, incontra i lettori sabato prossimo, alle 17, nella sala della libreria “Libri e dintorni” di Villa San Giovanni. Nello scenario denso dei fumi delle acciaierie, dal passato al presente, si sviluppa il romanzo “urbano” di Fabio Musati. Protagonisti, giovani graffitari che si muovono tra ciò che rimane del Villaggio Falck, dove tutto è come cinquanta anni fa. Più di un milione di metri quadrati coperti da laminatoi, depositi, pozzi, torri, carri-gru e ciminiere.

Tutto uguale e tutto diverso per una storia di riflessioni e sentimenti scaturita dalla penna creativa dello scrittore milanese. Operai, ingegneri e poliziotti, tutti alla ricerca di qualcosa e di sé stessi. Mentre sullo sfondo sale il tramonto rarefatto dalle nebbie della fabbrica, il tramonto Falck. Uno stile moderno e coinvolgente caratterizza la narrazione, dipingendo un mondo fatto di smog, sudore, cieli grigi e muri colorati di sogni. Per ribellarsi.   All’incontro letterario, dopo i saluti di Stefania Messina, responsabile “Libri e dintorni”, interverranno la giornalista Cristina Marra, l’editore Roberto Laruffa e l’Autore. Coordina Maria Teresa D’Agostino. *Fabio Musati, originario della Valsesia, è nato a Milano nel 1957, dove vive con la moglie Valeria e il figlio Guido. E' autore di narrativa e di testi teatrali. Per Laruffa Editore nel 2009 ha pubblicato “L’Angelo nero”. http://fabiomusati.blogspot.com.

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“Riferimenti”: “Gerbera Gialla 2010-2011” a Lamezia Terme

Nell'ambito del progetto "Gerbera Gialla 2010-2011 – Memoria e Futuro", che è alla base del Protocollo d'Intesa con il Consiglio Regionale della Calabria, venerdì 28 Gennaio p.v. alle ore 10:30 presso il Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, si terrà un incontro con gli studenti del comprensorio Lametino dedicato alla memoria. Nel corso dell'iniziativa verrà ricordata, con la testimonianza dei figli Walter e Giulia, la figura del Commissario Salvatore Aversa, ucciso a Lamezia Terme con la moglie il 4 Gennaio 1992.

Interverranno: il Presidente del Consiglio Regionale della Calabria  F. Talarico che aprirà i lavori unitamente alla Presidente di "Riferimenti" Adriana Musella (nella foto assieme ad Aldo Grasso) e al Sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza, il Direttore dell'Ufficio Scolastico Provinciale Dottor F. Mercurio, il Questore di Catanzaro Dottor Vincenzo Roca,il Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Dottor S. Vitello, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Dottor A. Lombardo.

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Tutti “pazzi” per (o con?) la virtualità

altaltaltSiamo nell’era del web, un’ era in cui tutto è a portata di click. Sempre più sovente capita di non aver voglia di uscire da casa, di annoiarsi, di non voler interagire con il mondo ”reale” quasi come si avesse una strana forma di repulsione verso i rapporti interpersonali. Allora che si fa? Ci si connette a “Facebook”, così, tanto per ammazzare il tempo. E, magari, si fa a gara a chi ha più amici, come se il numero di questi ultimi possa in qualche modo esser legato alla popolarità di ciascuno di noi. E si passa sempre più tempo “on line” a controllare se sono arrivati messaggi fino al punto di rimanerne quasi intrappolati.

Si, perché attraverso i famigerati social network alla cui famiglia “Facebook” appartiene a pieno titolo, milioni di persone, e non solo giovani, pubblicano i loro profili, le loro foto, organizzano eventi, creano gruppi e restano sempre collegati all’account di posta spesso distratti ognuno dalle proprie attività principali rendendoli, così, “schiavi” di inviti o messaggi di presunti “amici” (ahinoi, spesso non si conosce veramente neppure il 10% delle persone presenti nel proprio profilo). Per non parlare poi della privacy che assume uno status inversamente proporzionale all’aumentare degli “amici” accettati (per nostra o altrui iniziativa). Questa, però, altra non è che una scelta ben precisa che ognuno di noi ha fatto, più o meno coscientemente dipende, al momento dell’iscrizione ed a cui, comunque, “Facebook” consente di ovviare in corsa attraverso vari restrizioni e limitazioni in sede di “impostazioni”. Il vero rischio, comunque, è la dipendenza che ne può derivare se di questo straordinario “mezzo” (e non “fine”) si abusa o, peggio ancora, non lo si impara ad utilizzare per il vero scopo per cui è nato: socializzare con persone che, probabilmente, assai difficilmente si sarebbero potute incontrare nella vita di ogni giorno e con le quali si sarebbe potuto stringere rapporti anche se di sola semplice conoscenza. Il social network più diffuso al mondo, è stato creato nel 2004 dallo studente Mark Zuckerberg ed ha superato in pochissimo tempo il precursore “MySpace” o il successivo “Twitter” adorato dai Vip del jet-set a stelle e striscie. Ad oggi, il “faccia-libro” più famoso al mondo, vanta versioni in più di 20 lingue ed il considerevole numero di 125 milioni di iscritti. In Italia è un fenomeno esploso nell’autunno 2008 con oltre 16 milioni di iscritti (all’epoca), pari quasi al 25% dell’intera popolazione nazionale. In tal modo non si rischia di inficiare i tradizionali ed ormai quasi ritenuti superati rapporti umani? Gli amici non s’incontrano quasi più, un po’ perché si è divenuti sempre più pigri ed un po’ perché pare non ci sia più tempo assoggettati ad una vita che va sempre più di corsa. Ad onor del vero, bisogna però ammettere che questo “fenomeno” ha i suoi lati positivi.  Stiamo, infatti, assistendo ad una trasformazione epocale, un mutamento prezioso del modo di farsi conoscere, di trovare perfino lavoro e, magari, assistenza e contatti utili. Ed anche se tale fenomeno non sarà gradito ai nostalgici ed ai tradizionalisti, legati sicuramente ad altre forme di comunicazione, crediamo che lo stesso sia da far rientrare nell’ottica di una  forma di libertà di espressione in tutti i settori. La soluzione sarebbe semplice: mondo reale supportato (e non surrogato) da quello virtuale.

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