Reggio Calabria: la Fidapa reggina organizza un convegno-dibattito su “Energia alternativa: accumulare per risparmiare, una strategia per il futuro”

La presidente della sezione FIDAPA “Reggio Calabria Morgana”, avv. Antonella Stirparo, comunica che sabato 26 febbraio 201, alle  ore 16,00, presso la Sala Convegni della Provincia di Reggio Calabria, si terrà un convegno-dibattito, con il patrocinio dell’ordine degli architetti e degli ingegneri di Reggio Calabria, sul tema: “Energia alternativa: accumulare per risparmiare, una strategia per il futuro“.

Relazioneranno il prof. Domenico Marino (Docente Politica Economica presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria) ed il prof. Martino Miliardi (Ricercatore DAST Università Mediterranea di Reggio Calabria). L’argomento rientra nel tema il ”percorso del rispetto” promosso dalla FIDAPA Nazionale che, in questo caso, tende a sensibilizzare sull’importanza dell’energia alternativa al fine di garantire una migliore qualità della vita per tutti nel presente e per le generazioni future.  

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Reggio Calabria: cocaina e marijuana in auto, i Carabinieri compiono due arresti

Nel pomeriggio di ieri i carabinieri della Stazione Modena hanno tratto in arresto Palamara Bartolo, 35 anni, disoccupato, pregiudicato, e PiccolI Cristian, 38 anni, disoccupato, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari, da sempre impegnati nell’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno proceduto ieri pomeriggio ad un normale controllo di una Fiat Punto in zona Rione Pescatori. In considerazione dei precedenti per droga di cui era gravato il Palamara, i carabinieri decidevano di sottoporre il giovane e il Piccoli a perquisizione personale e veicolare che aveva esito positivo.

I militari rinvenivano infatti, sotto il sedile anteriore lato passeggero, un involucro completamente sigillato con nastro da imballaggio contenente circa 80 grammi di cocaina, mentre sotto il sedile posteriore venivano rinvenuti circa 350 grammi di marijuana (nella foto). In concomitanza al controllo del veicolo, i carabinieri procedevano a perquisire i due soggetti rinvenendo una somma di circa 100 euro, posta sotto sequestro insieme all’autovettura. I due soggetti sono stati tratti in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e sono stati associati alla Casa Circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Reggio Calabria: Carabinieri e Guardia di Finanza chiudono l’attività d’indagine denominata “All Inside”

Sono 80 le comunicazioni di avviso di conclusione indagine emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, che i militari dei Comandi Provinciali dei Carabinieri e del G.I.C.O. della G. di F. di Reggio Calabria stanno notificando ad altrettante persone ritenute appartenere o, comunque, favorire la potente cosca Pesce di Rosarno. Il 28.04.2010, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, avevano eseguito 40 provvedimenti di fermo, emessi dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di 40 indagati per associazione di tipo mafioso, appartenenti alla cosca  “Pesce” di Rosarno (RC). Contemporaneamente, la Guardia di Finanza, avendo accertato una forte sproporzione tra il patrimonio individuato ed i modesti redditi dichiarati, aveva sequestrato i beni mobili, società commerciali e conti correnti (bancari e postali), per un valore di circa 7,5 milioni di euro.

Il provvedimento ablativo era stato emesso nei confronti di 21 persone fisiche e giuridiche – tra le quali spiccava il boss, tuttora latitante, Pesce Marcello (detto Ballerino). L’odierno provvedimento, nella prosecuzione delle attività investigative, tiene conto delle dichiarazioni rese dalla collaboratrice Pesce Giuseppina, figlia di Pesce Salvatore (fratello del capo cosca Pesce Antonino), la quale ha confermato con le sue parole l’impianto accusatorio, delineando l’organigramma della cosca ed i compiti dei diversi sodali. L’imponente quadro accusatorio ha consentito alla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria di chiedere ed ottenere il regime del carcere duro ex art. 41 bis Ord. Pen. per  i capi della potente cosca mafiosa: Pesce Antonino cl. 53 (detto Testuni) ed il fratello Pesce Vincenzo cl. 59 (detto il Pazzo). Le accuse contenute negli atti sono di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, rapina, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, porto e detenzione di armi e favoreggiamento, frode calcistica, tutti reati aggravati per aver favorito un sodalizio di ‘ndrangheta. Tra i destinatari dell’atto un avvocato, Collia Francesco. già difensore della collaboratrice Ferraro Rosa, il quale risulta indagato per aver comunicato ad appartenenti alla cosca ed, in particolare, a PESCE Salvatore, tramite il suo legale, le dichiarazioni rese dalla collaboratrice, così da agevolare l’attività tesa a neutralizzare l’intento collaborativo della donna. Sono in corso delle perquisizioni alle sedi delle società di calcio Rosarnese ed Interpiana, al fine di rinvenire documenti economico-finanziari che attestino la riconducibilità di tali associazioni sportive alla cosca Pesce. Dagli atti di indagine è, infatti, emersa la riconducibilità della squadra di calcio Rosarnese alla cosca mafiosa “Pesce”, che ne curava il finanziamento anche con il provento delle estorsioni poste in essere dal pericoloso gruppo criminale. Parimenti, è in corso un’acquisizione di atti presso la sede del Comitato Regionale Calabria – Lega Nazionale Dilettanti di Catanzaro, tesa ad accertare l’influenza della cosca sul campionato di serie D attraverso le 2 società sportive. Gli inquirenti, infatti, ritengono che la cosca Pesce, attraverso Varrà Domenico (rappresentante legale della Rosarnese Calcio) – detenuto dal 28 di aprile per il reato di associazione mafiosa – riuscisse a controllare numerose partite nell’ambito del campionato di Serie D, pilotando i risultati ed alterando la regolarità e l’andamento degli incontri, al fine di agevolare l’attività dello stesso gruppo criminale.

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Lettera al Direttore: siamo, ormai, “medici esausti”

Riceviamo e pubblichiamo. 11.10.2009 – La sentenza della Terza-Quarta sezione del TAR del Lazio n. 9771 del 6 ottobre 2009 parla chiaro, o meglio, definisce ulteriormente i termini di una questione che da diversi anni ha prodotto il risultato di aver impedito negli ultimi anni la individuazione delle aree carenti per la medicina generale in ragione di un rapporto ottimale reso non chiaro. La questione risale al 2006, epoca in cui sul BUR della regione Calabria comparve la delibera n. 508/2006 con cui venne approvato l'accordo integrativo regionale per la medicina generale nella regione Calabria. Questo accordo prevedeva fra l'altro l'aumento del rapporto ottimale medico-pazienti dai canonici 1:1000 a 1:1200 riferendo inoltre tale rapporto ottimale non ai cittadini "residenti" ma ai cittadini "assistiti".

Come è noto il rapporto ottimale è il mezzo attraverso cui l'Accordo Colletivo Nazionale per la Medicina Generale individua i parametri numerici per definire il numero di medici di assistsenza primaria da inserire in un determinato territorio rapportandolo – per l'appunto – alla reale presenza dei residenti. E sulla base di questi calcoli vengono stabilite le zone carenti che di regola dovrebbero andare a concorso due volte l'anno. Tornando dunque alla questione calabrese, contro l'accordo regionale fu presentato un ricorso al TAR del Lazio da parte di 28 medici (RG 912/2007) che ne chiedevano l'annullamento. Annullamento che giunse con la sentenza n. 9909 del 10.10.2007 almeno per quella parte relativa al rapporto ottimale (l'art. 12.2 dell'AIR Calabria). La sentenza venne ulteriormente confermata in appello presso il Consiglio di Stato con decisione n. 241/2009. La Regione Calabria ha comunque tentato di adottare un nuovo testo in sostituzione del citato art. 12.2 attraverso una delibera regionale che stabiliva, fermo restando la base di calcolo di 1:1000, l'introduzione di altri parametri e fattori correttivi demandandone la loro applicazione alle Aziende Sanitarie previo parere positivo del Comitato Aziendale. In particolare precisava che la differenza individuale di scelta (1500) rappresentava il numero della effettiva capacità ricettiva dell'ambito, senza fare alcuna menzione alle frazioni di calcolo e introducendo il concetto di trasferimento delle competenze decisionali di eventuali correttivi alle aziende locali. Ritenendo questo atto illegittimo 14 degli iniziali 28 medici depositarono un nuovo ricorso al Tar del Lazio in data 24.04.2009 (ricorso n. 3282/2009) chiedendo l'ottemperanza alla precedente sentenza del TAR e la nomina di un commissario ad acta per individuare le zone carenti di assistenza primaria nel rispetto del rapporto ottimale di 1:1000 o frazione di 1000 superiore a 500. In particolare si contestava alla regione Calabria l'elusione di quando precedentemente stabilito nella sentenza del TAR del 2007 secondo cui il rapporto ottimale deve essere 1 su 1000 e in quanto la regione non possiede il potere giuridico e amministrativo per definire criteri differenti per la quantificazione degli ambiti territoriali. Non solo, ma i ricorrenti depositarono financo un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro per le valutazioni di competenza. Con questa nuova sentenza , secondo i giudici amministrativi il “rapporto ottimale” (1:1000 di abitanti residenti) non può essere variato in maniera generalizzata, ma solo per “determinati” ambiti territoriali e solo se la modifica – come già definito nella prima e disattesa sentenza del TAR – “è preceduta da assegnata istruttoria e risulta supportata da adeguata motivazione”, fermo restando, peraltro, che il calcolo del rapporto ottimale deve operarsi con riferimento ai cittadini "residenti, come previsto dall’ACN, e non ai cittadini assistiti. Sempre secondo i giudici le modifiche apportate all'AIR per contenere le decisioni della prima sentenza (fra l'altro passata in giudicato) solo apparentemente realizzavano ciò; infatti le modifiche apportate non facevano menzione alla base del calcolo del rapporto ottimale relativamente alla frazione di mille cittadini residenti superiore a 500, introducendo anzi parametri diversi da quelli stabiliti nell’all. B dell’ACN 2005 ed affidando alle Aziende Sanitarie il compito di individuare per ciascun ambito territoriale il valore della percentuale di recettività (10-20%) in relazione alle esigenze dell’ambito al di sotto del quale una zona va definita carente. Di fatto i calcoli producevano sempre una riduzione del numero delle zone carenti. Per queste ragioni il TAR del Lazio ha ribadito la nullità delle modifiche apportate dalla regione Calabria dopo la disattesa prima sentenza del 2007, dando alla stessa tempo 60 giorni per adottare i provvedimenti necessari per adeguarsi alla decisione, sostenendo che in caso contrario viene di fatto compromesso il diritto del cittadino alla libera scelta del medico. In più nel caso in cui tale provvedimento venga ulteriormente disatteso dalla Regione Calabria il TAR ha promesso di dare comunicazione ai competenti organi "per la valutazione di eventuali profili di responsabilità contabile-amministrativa per danni all’erario nonché per l’eventuale instaurazione di procedimenti disciplinari". Orbene, anzi male, dal 2007, epoca della prima sentenza, la Regione Calabria ha individuato, grazie al lavoro di tanti medici aspiranti alla medicina generale, centinaia di zone carenti (cioè posti di lavoro) che non pesano nulla allo Stato in quanto se non pagano altri nuovi medici, il denaro viene dato ai vecchi medici già abbondantemente retribuiti (la solita legge del chi tanto e chi niente e ancora: vale la legge del più forte, sempre a discapito del cittadino che non può scegliere liberamente il proprio medico curante e deve fare file interminabili negli ambulatori stracolmi di pazienti spesso fuorilista). Finalmente nel 2010 le zone vengono pubblicate, a giugno, poi non si capisce bene per quale errore, ripubblicate ad agosto e, dopo 6 mesi ancora le ASP non hanno consegnato una di queste zone carenti e ci rimandano di 24 ore in 24 ore, ormai da mesi, senza contare che la Regione dovrà pagare queste inadempienze con danaro pubblico!!! Nel frattempo, nelle riunioni dei medici di medicina generale ci si coalizza al fine di ricercare un cavillo o un portaborse di turno (e nella nostra ASP lo hanno individuato bene, uno s… che si è tenuto la graduatoria in borsa per settimane pur di ritardare la consegna dei posti, nella speranza che qualche ricorso dei generici possa avere esito positivo per i volponi) per bloccare ulteriormente, per l’ennesima volta, il regolare iter sancito da diverse sentenze del TAR e del consiglio di stato. Vi chiedo di interessarvi all’argomento scabroso, e di aiutarci ad ottenere ciò che per tanti anni ci è stato tolto. Non ci meravigliamo quando si dice che al nord le cose funzionano meglio! Queste vergogne sono solo nostre! Per ogni ulteriore notizia, ci trovate ogni giorno presso Palazzo “Tibi” di via Sant’Anna a Reggio Calabria, sede dell’ASP di riferimento, nella speranza che lo s… abbia “ricordato” di avere una responsabilità con quella graduatoria tenuta tanto a lungo in borsa e nella speranza che la dirigente di turno si renda conto di come non stia assolvendo al proprio compito. In lei avevamo riposto troppe (ahinoi) vane speranze! Per ovvi motivi (chisti sunnu capaci i tuttu!) e per non ricevere un altro danno, oltre alla beffa, preferiamo non fare nomi, ma se ci verrete a trovare a Palazzo “Tibi”, saremo ben lieti di collaborare con voi nel tentativo di ricevere giustizia. (mediciesausti@libero.it). Pubblichiamo quanto ricevuto per dovere di cronaca e diritto di parola di questi "medici esausti" ben comprendendo il loro amaro sfogo. Non essendo addentro alle problematiche da essi denunciate, ma essendo quest'ultime comprensibili e condivisibili sotto più punti di vista anche oggettivamente, ci limitiamo ad unirci alla loro denuncia sperando che, presto o tardi, qualcuno s'interessi in maniera seria e fattiva al riconoscimento dei loro diritti. Magari, per esempio, a qualche mese dalle elezioni comunali e provinciali chissà che… Il Direttore.

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Reggio Calabria e Cosenza: l’Antimafia Day di “Riferimenti” prosegue il progetto “Gerbera Gialla 2011”

Nell'ambito del percorso "Gerbera Gialla 2011" del Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" (nella foto la presidente Adriana Musella), continua l'Antimafia Day nelle scuole della Calabria. Giovedì 24 p.v. è la volta dell'Istituto Comprensivo "De Amicis-Spanò Bolani" di Reggio Calabria, cui seguirà il 31 Marzo il Liceo "E. Fermi" di Cosenza. Il 24 a Reggio Calabria la mattina sarà dedicata agli studenti con gli interventi del Prefetto di Reggio Calabria e del Capo della Squadra Mobile di Reggio Calabria Dott. Renato Cortese.

Nel corso della mattinata alle ore 10:30 nel cortile della scuola, i giovani alunni assisteranno all'esibizione dei cani poliziotto della Questura di Reggio Calabria. Il pomeriggio invece, alle ore 16:00 sarà dedicato ai genitori che incontreranno il Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, dott. Ottavio Sferlazza, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria Col. Alberto Reda e il comandante della Polizia Provinciale di Reggio Calabria Dott. Domenico Crupi.

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Firenze: “Mafia e Legalità – Locri e l’attualità del pensiero di Zaleuco: utopia o motivo di speranza?”, la Fondazione “E. Balducci” ed “EnergiECalabria” a convegno

La Fondazione Ernesto Balducci ed EnergiECalabria, movimento creativo, presentano il convegno sul tema “Mafia e Legalità – Locri e l’attualità del pensiero di Zaleuco: utopia o motivo di speranza?”. L’incontro-dibattito avrà luogo a Firenze, venerdì 25 febbraio 2011, con inizio alle ore 16, nella Sala Verde delle “Scuole Pie Fiorentine”. La manifestazione si aprirà con la proiezione del docu-film “Memorie incantate”, opera  realizzata nella Locride da “OffiCinemAPERTO” per  EnergiECalabria all’interno del proprio Laboratorio Audiovisivo Zaleuco. In sala sarà presente anche il regista Antonio Ciano. Seguirà la tavola rotonda, cui parteciperanno Francesco Cascini, magistrato e saggista, Andrea Bigalli dell’associazione “Libera”, Eros Cruccolini, già presidente consiglio comunale di Firenze, e Antonio Pezzano, presidente di EnergiECalabria.

“Memorie Incantate” (qui il link alla riduzione on line http://www.youtube.com/watch?v=f7v3a8G8JJQ) è un’opera laboratoriale, condivisa e collettiva, che muove dall’incontro immaginario tra un improbabile Zaleuco, l’antico legislatore locrese, padre del diritto nel mondo occidentale, e Valentina (nelle foto), una intraprendente “ragazza di Locri” alla ricerca della legalità perduta. Un intero territorio, attraverso le voci reali dei protagonisti, si interroga sullo smarrimento di legalità e giustizia proprio lì dove le regole sono nate. Insegnanti, magistrati, cittadini comuni, tutti testimoni del disagio di un intero territorio e di un altrettanto tangibile desiderio di riscatto. Oltre cento, tra giovani  attori e filmakers della Locride e, soprattutto, semplici appassionati, hanno preso parte alla realizzazione del film della durata di quasi 50 minuti, dando vita a un lavoro corale, denso di sentita condivisione. La proiezione del lavoro, già presentato fuori concorso al Magna Graecia Film Festival e inserito nella rete didattica di Libera, farà da preludio al dibattito. Nell’occasione saranno inoltre illustrate le linee guida per una proposta di legge d’iniziativa popolare mirante all’introduzione nella scuola  di  un Corso di Formazione al rispetto delle Regole. Info: fondazionebalducci@virgilio.it – 055 599147 – 055 599240.

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Reggio Calabria: l’ARSSA organizza il seminario su “Azioni informative di accompagnamento al processo di modernizzazione dell’agricoltura calabrese dirette agli imprenditori agricoli”

Giovedì 24 febbraio 2011, alle ore 10, presso la Sala "Giuditta Levato" del Consiglio regionale della Calabria (sita in Reggio Calabria, Via Cardinale Portanova – Palazzo Campanella) si terrà il seminario di presentazione del progetto “Azioni informative di accompagnamento al processo di modernizzazione dell’agricoltura calabrese dirette a imprenditori agricoli”. L’iniziativa è organizzata dall’ARSSA con il patrocinio del Consiglio regionale della Calabria e la collaborazione del Servizio Documentazione, Studi e Biblioteca del Consiglio. L'Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura (ARSSA), Ente pubblico con sede centrale a Cosenza e sedi operative ed uffici su tutto il territorio calabrese, ha finalità mirate a favorire l'ammodernamento e lo sviluppo dell'agricoltura mediante azioni di promozione, divulgazione, trasferimento di processi innovativi nel sistema produttivo agricolo ed agroindustriale.

Ciò si esplica attraverso l'opera di informazione e consulenza rivolta al sistema agricolo regionale. In tale ambito si inserisce il suddetto progetto, finanziato con fondi FEASR sulla misura 111 (azione 3) del PSR Calabria (bando 2008) che prevede di attivare azioni informative per gli operatori agricoli calabresi. Gli incontri verteranno sulle seguenti tematiche: informazione e aggiornamenti sulla Politica Agricola Comune; innovazioni di processo in agricoltura; aggiornamento su specifiche tecniche colturali per le principali filiere produttive regionali. L’azione informativa sarà portata avanti attraverso la realizzazione di 192 giornate informative dirette a imprenditori agricoli in tutto il territorio regionale e la redazione e distribuzione di opuscoli informativi. L'iniziativa sarà gestita dall’ARSSA tramite i Servizi Tecnici di Supporto e le 24 strutture territoriali (Ce.D.A.) in sinergia con le principali OO.PP.AA. a livello regionale, in un’ottica di integrazione tra pubblico e privato, al fine di contribuire al miglioramento dell’agricoltura calabrese. Ai lavori, aperti dall’On. Francesco Talarico (Presidente del Consiglio regionale della Calabria), parteciperanno l’On. Michele Trematerra (Assessore regionale agricoltura, foreste e forestazione), il Dr. Ettore Vaccaro (Commissario ARSSA) ed i dottori Mauro D’Acri, Pietro Molinaro, Nicola Cilento e Carmelo Vazzana (rispettivamente, Presidenti regionali CIA, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri). Le relazioni saranno tenute dai dottori dell’ARSSA Giovanni Arcudi “Illustrazione delle attività del progetto e modalità di esecuzione” e Manuela Lacaria "Ruolo dell’ARSSA e azioni informative del progetto nell'ambito della PAC".

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Reggio Calabria: “Il potere di salvare una vita – Prevenzione e trattamento precoce dell’arresto cardiato negli impianti sportivi”

Si è tenuta all’ “Auditorium Sant’Antonio” di Reggio Calabria, la conferenza dal titolo “Il potere di salvare una vita – Prevenzione e trattamento precoce dell’arresto cardiaco negli impianti sportivi”, organizzata dalla sezione reggina dell’Associazione italiana arbitri (Aia), del presidente Gino Idone, in collaborazione con l’Italian Resuscitation Council (Irc), il gruppo italiano per la rianimazione cardiopolmonare. Moderata da Fabio Falzea, cardiochirurgo dell’European Hospital di Roma con le relazioni del direttore dei corsi Irc Blsd, Fabio Foti, e l’istruttore Irc Comunità, Antonio Siclari, la “lezione tecnica”, rivolta agli arbitri reggini ed estesa ai dirigenti delle società sportive, ha visto la presenza dei presidenti del Coni regionale, Mimmo Praticò (nella foto), e provinciale, Giovanni Filocamo, il coordinatore tecnico-scientifico della Scuola dello Sport Coni Calabria, Demetrio Albino, ed il presidente del circolo del tennis “Rocco Polimeni”, Igino Postorino.

“Il nostro compito – ha dichiarato il presidente dell’Aia di Reggio Calabria, Gino Idone – è quello di preparare gli arbitri sia sotto il profilo tecnico che umano. Essi, durante le gare sportive, sono i primi a constatare l’eventuale gravità delle condizioni di un atleta”. La lezione tecnica si è aperta nel ricordo di Natale Turiano, l’ex presidente della sezione arbitri reggina, morto d’infarto al termine della cerimonia di premiazione, tenutasi lo scorso dicembre a Reggio Calabria, alla presenza del presidente nazionale dell’Aia, Marcello Nicchi. I lavori si sono aperti con l’esame di dati statistici: 242.000 morti, ogni anno, sono dovute a malattie cardiovascolari, il 30% è dovuto ad infarto, almeno il 40% si sarebbe potuto evitare se si fosse intervenuti per tempo con l’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), senza questo, la percentuale di sopravvivenza scende al 3%. Il costo del DAE si aggira intorno ai 1.200 euro e, per il suo utilizzo, non occorre un medico, ma chiunque abbia seguito un corso (aperto a tutti) della durata di 5 ore che, in Italia, viene fatto dall’Irc, dalla Croce rossa italiana e dal 118. In 75 secondi il DAE, dopo aver posizionato gli elettrodi, fa tutto da solo: esamina il battito cardiaco e valuta l’intensità della scarica da applicare. Per promuovere l’utilizzo del DAE e la dotazione dello stesso in tutti i luoghi pubblici, per la salvaguardia dei cittadini, due disegni di legge al Senato ed uno alla Camera, giacciono vergognosamente in Parlamento dal 2008, nonostante una legge, dell’aprile del 2001, che permette a tutti, dopo il breve corso di preparazione, di utilizzare un defibrillatore. Nello sport i casi di arresto cardiaco sono tanti, circa 73.000, l’89% solo nel calcio. “Una “scatoletta” – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – di poco valore economico che possiede, però, un grande valore sociale: salvare la vita. Risulta necessaria la dotazione del defibrillatore esterno DAE in tutti i siti dove si svolge attività sportiva, dai parchi ai campetti, fino alle palestre, quanto nei luoghi pubblici affollati dove può concretamente, come è già successo, evitare tragedie”.

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Gioia Tauro (RC): catturati dall’Arma tre latitanti presunti appartenenti alla cosca “Bellocco”

I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria supportati dello squadrone eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno fatto irruzione all’interno di una casa rurale sita in contrada “serpe” a Candidoni (RC), ed hanno arrestato 4 persone contigue alla cosca Bellocco mentre erano intenti in una riunione. L’operazione è scaturita da specifici piani di ricerca latitanti predisposti dal Comando Provinciale di Reggio Calabria ed è stata realizzata mediante attività dinamiche di osservazione di obiettivi preventivamente selezionati in impervia zona rurale. Gli arrestati erano alloggiati in una casa di campagna usata per custodire attrezzi da lavoro; è stato sequestrato materiale utile alla latitanza: sacchi a pelo, telefonini e molte chiavi che servivano per accedere agevolmente ai fabbricati rurali della zona dove trascorrevano la latitanza.

Dalle osservazioni dei giorni precedenti i “Cacciatori di Calabria” avevano rilevato la presenza di numerosi cani che gli arrestati usavano come efficace sistema sia per confondere le proprie tracce sia per essere allertati in caso di avvicinamento di persone indesiderate. Gli arrestati sono: Ascone Vincenzo (nella foto), nato a Gioia Tauro il 10.08.1980, residente in via Caboto nr.20,  destinatario del provvedimento di ripristino degli arresti domiciliari n. 408/01 RG APP datato 16.10.2010, emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria a seguito delle reiterate violazioni dell’obbligo di dimora nel comune di Fabbrico (RE); Furuli Pasquale (nella foto), nato a Taurianova il 20.01.1976, residente in via Carbonai di Rosarno, interessato da “decreto di computo custodia cautelare e delle pene espiate per altro reato” nr. SIEP 176/2010  emesso in data 09.11.2010 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Palmi-Ufficio Esecuzioni; Furuli Rocco (nella foto), nato a Francoforte sul Meno (Germania) il 28.01.1987, residente a Rosarno in via Caboto, destinatario di OCCC n. 317/2010 R.G.N.R. e n. 303/2010 R.G. G.I.P. emessa dal Tribunale di Palmi (Operazione Doppia Sponda) e Consiglio Damiano (nella foto), di Giuseppe e Ascone Angelina, nato a Cinquefrondi il 27.06.1988, residente a Rosarno in C.da Testa dell’Acqua nr.22; per aver aiutato a sottrarsi alle ricerche dell’Autorità, art.378 c.p., poiché interessato dalla “Ordinanza di applicazione di misura cautelare”. I tre latitanti ed il Consiglio Damiano sono ritenuti contigui alla cosca “Bellocco” di Rosarno. Furuli Rocco era il proprietario dell’autovettura con cui il Ceravolo Giuseppe, tentò volontariamente di uccidere un manifestante di origine Ghanese durante i turbamenti dell’ordine pubblico verificatisi a Rosarno nei primi giorni dello scorso anno.

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Reggio Calabria: usura ed estorsione, l’Arma mette le manette ai polsi a tre reggini

Nel corso della mattinata odierna, personale del Comando Provinciale di Reggio Calabria ha dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Reggio Calabria Ufficio GIP. I provvedimenti restrittivi sono stati richiesti in esito ad attività investigative per tre persone ritenute responsabili del reato di usura ed estorsione: Lucisano Pasquale (nella foto), nato a Reggio Calabria il 06.10.1946; Nucera Michele (nella foto), nato a Reggio Calabria il 29.06.1968 e Serra Antonio (nella foto), nato a Reggio Calabria l’11.03.1930. Le indagini nascono alle dichiarazioni, rese a più riprese, di un imprenditore di questo centro che, nell’anno 2007, attraversando un particolare momento di difficoltà economica, era stato avvicinato da Lucisano Pasquale, inteso “Lillo”, il quale si rivelava essere mediatore e concorrente con gli usurai  Nucera e Serra.

Questi ultimi due, nel tempo, consegnavano somme di denaro che si attestavano in circa 8.000 euro, in relazione alle quali ottenevano l’impegno della corresponsione di interessi mensili pari al 20% della somma mutuata, facendosi consegnare somme di denaro pari a circa 28.000 euro. L’imprenditore, per fare fronte alle crescenti richieste degli usurai, si vedeva costretto a richiedere aiuto anche a propri familiari che, a loro volta, accedevano anche finanziamenti presso istituti di credito. Le successive indagini, oltre ad accertare il giro d’usura condotto dai soggetti indagati, ha consentito, anche di provare un’estorsione commessa dal Serra nei confronti dell’imprenditore. Questi, per intimidire e vessare la vittima, avviava un’azione legale tesa  recuperare le somme di denaro relative al prestito usurari mediante richiesta di liquidazione di fatture per merce mai acquistata presso attività commerciali riconducibili al Serra Antonio, con il chiaro intento di procedere al pignoramento di parte dello stipendio dell’usurato. Le indagini, condotte in appena due mesi, consentivano inoltre di individuare numerose persone di Reggio Calabria, appartenenti anche al ceto medio, quali vittime del reato di usura, dalle quali ora, che i presunti usurai sono stati arrestati, si aspettano segni di fattiva collaborazione al fine di contenere il mercato parallelo del denaro, dove i privati si sostituiscono agli istituti di credito, determinando condizioni di prestito e modalità di restituzione. Sono state, inoltre, sequestrate due società riconducibili agli arresati, operanti nel settore del commercio mobili ed elettrodomestici, per un valore reale di circa 500.000 euro.

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Serie Bwin, XXVII^ giornata: Reggina-Atalanta 0-0

Reggina-Atalanta: 0-0. Reggina (3-5-2): Puggioni (nella foto); Adejo, Cosenza ed Acerbi; Colombo, Rizzo, Tedesco, Castiglia (dal 62° Barillà) e Rizzato; Bonazzoli (c) (dal 92° Zizzari) ed A. Viola (dal 79° Campagnacci). In panchina: Kovacsik, Laverone, Giosa e Montiel. All.: Atzori (nella foto). Atalanta (4-4-2): Consigli; Raimondi, Talamonti, Capelli e Bellini; Ferreira Pinto, Barreto (dal 79° Delvecchio), Carmona e Doni (c); Marilungo (dal 72° Bjelanovic) e Tiribocchi (dal 63° Ruopolo). In panchina: Frezzolini, Peluso, Ferri e Ceravolo. All.: Colantuono. Arbitro: Candussio di Cervignano del Friuli. Assistenti: Conca di Roma e Chiocchi di Foligno. Quarto uomo: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. Ammoniti: Capelli al 14°, Raimondi al 36°, Puggioni al 36°, Marilungo al 40°, A. Viola al 47°, Cosenza al 51° e Doni al 75°. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Spettatori paganti: 855. Abbonati: 3565. Incasso al botteghino: € 12.855. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 4420. Incasso totale: € 35.232. Note. Una decina di tifosi atalantini sistemati nel settore a loro riservato con esposto uno striscione esaustivo: “Più di 1000 km per essere sempre al tuo fianco”.

Cronaca e commento. Primo tempo. Inizia la gara e sin da subito l’Atalanta pressa a tutto campo quasi a far comprendere perché è la prima della classe. Inizia anche per il capitano degli ospiti, Doni, che, evidentemente, ha qualcosa da dire al pubblico della Tribuna Est e da lì in poi sarà preso di mira ad ogni suo tocco di palla. Al 10° la prima azione degna di una qualsivoglia menzione. Le due squadre lottano a centrocampo tra passaggi sbagliati, anticipi e recuperi. Ne esce fuori la Reggina con A. Viola che apre a destra per Rizzo che crossa al centro dove Castiglia cerca un’improbabile sforbiciata lisciando il pallone e colpendo in volto un difensore nerazzurro. Al 12° ci prova A. Viola da fuori area ma il suo tiro è fiacco e termina sul fondo senza patemi per Consigli. L’Atalanta gioca un gioco maschio e fors’anche eccessivamente duro. Si “distinguono” per interventi al limite del cattivo due ex: prima Capelli (ammonito) su Colombo e poi Carmona (graziato) su A. Viola. La gara va avanti su ritmi abbastanza blandi, nessuna delle due formazioni vuole perdere e, di conseguenza, stanno molto accorte con l’Atalanta, come detto, un po’ più spregiudicata e propensa all’attacco. La Reggina, dal canto suo, ci prova ma stando attentissima a non prestare il fianco ai primi in graduatoria. Al 23° ci prova la Reggina. Azione manovrata che vede la palla tra i piedi di Bonazzoli, A. Viola, Tedesco, Rizzo e Colombo con quest’ultimo che, aggirato il diretto avversario, mette al centro dalla linea di fondo a sinistra mandando il pallone, però, troppo verso la porta avversaria e consentendo, quindi, una facile presa a Consigli. Al 29° è ancora la Reggina a portarsi in avanti. Castiglia chiude un triangolo con A. Viola e si porta sulla linea di fondo a destra da dove tenta il cross provvidenzialmente deviato in angolo da un difensore. Ci prova la Reggina, in una delle sue rare ripartenze in velocità, con Tedesco che alla fina allarga sulla destra per Rizzo. Il centrocampista amaranto, però, sbaglia clamorosamente il cross imboccando il pallone tra le braccia di Consigli. Al 36° l’arbitro Condussio sbaglia grossolanamente. Il pallone è alto a campanile e Puggioni esce e lo blocca resistendo ad un’alzata di gomito di Raimondi subito redarguito dal capitano Bonazzoli. Ne nasce un accenno di rissa subito sedato dagli stessi protagonisti. Ed è qui che Candussio sbaglia estraendo il cartellino giallo per Raimondi (giusto) e per Puggioni (inappropriato). Candussio evidentemente è in bambola ed a Raimondi sventola anche il rosso probabilmente immaginando di aver ammonito lui e non Capelli una ventina di minuti prima. Al 40° l’Atalanta va in goal. O meglio, sarebbe goal se Marilungo non realizzasse tentando di imitare ed emulare la “mano de Dios” che “aiutò” Diego Armando Maradona. Condussio stavolta è ben coadiuvato dall’assistente Conca ed ammonisce “Manolunga”, ops!, Marilungo. Ad onor del vero, la partita non è bella né dal punto di vista estetico, ovviamente, né da quello tecnico. E’ una gara disputata soprattutto sotto i dettami della tattica (forse esasperata) da entrambe le squadre. Atalanta più forte tecnicamente ma imbrigliata dalla ragnatela tessuta da Atzori ed i suoi uomini e Reggina, appunto, più impegnata a difendere che ad offendere. Il primoo tempo finisce qui dopo un solo minuto di recupero. Secondo tempo. Al 50° bella azione della Reggina in velocità. A. Viola conquista palla nel cerchio di centrocampo ed avanza a lunghe falcate, poco prima del limite dell’area allarga verso Rizzo che, di prima intenzione, serve rasoterra l’accorrente Colombo che batte al volo ma manda troppo largo sul fondo alla destra di Consigli. Ancora potenzialmente pericolosa la Reggina qualche minuto dopo. Colombo s’invola e serve Bonazzoli che crossa verso A. Viola che non arriva perché in ritardo. Più o meno la stessa azione un  minuto dopo. A. Viola lascia sul posto il diretto avversario e si decentra sulla destra da dove crossa per il liberissimo Bonazzoli anticipato all’ultimo istante da un difensore. Ancora Reggina, ancora A. Viola al 56°. Scambio rapido con Bonazzoli e tiro di sinistro malamente alto. La Reggina s’impegna ed il match winner di Modena gioca allo strenuo seppur non preciso in fase realizzativa. Il pubblico presente gradisce ed applaude i suoi encomiabili sotto il profilo dell’impegno. La gara, adesso, sembra salire di tono per merito della squadra di Aztori che, liberatasi di una sorta di timore reverenziale, gioca più spigliata e meno timidamente. Al 58°, però, l’Atalanta si fa viva e pure pericolosamente. Carmona crossa da destra al centro dell’area dove Marilungo non arriva per un attimo all’appuntamento con il pallone da posizione centrale e favorevolissima. Entrambi i tecnici operano i loro primi cambi: Atzori toglie Castiglia ed inserisce Barillà e Colantuoni gli risponde escludendo “il tir” Tiribocchi e mandando in campo Ruopolo (già marcatore, con Bonazzoli, nell’1-1 dell’andata). Al 68° punizione calciata da Tedesco in mezzo all’area atalantina affollatissima, un difensore devia in corner. Colantuono cambia ancora: fuori Marilungo e dentro Bjelanovic. La gara non decolla, la tattica la fa da padrona e le due squadre si affrontano senza particolari rischi ma anche senza far temere nulla agli avversari. Meglio la Reggina della ripresa e, di conseguenza, peggiore l’Atalanta dei secondi 45 di gara. Gli allenatori effettuano altri due cambi: esce l’applaudito A. Viola per Campagnacci ed esce l’applauditissimo Barreto per Delvecchio per la terza ed ultima sostituzione di Colantuono. La partita, di fatto, finisce qui con entrambe le squadre “impegnate” in un’estenuante melina con la palla che termina all’avversario solo se un giocatore sbaglia il passaggio. Il pubblico non gradisce e fischia entrambe le contendenti. Certo, alla Reggina un punto contro la prima della classe non dispiace affatto. Nel recupero esce uno stremato Bonazzoli ed entra Zizzari, ma come detto la partita è finita almeno 15 minuti prima. Le due squadre, evidentemente, in campo, hanno stretto una sorta di patto di non belligeranza accontentandosi del pari e scontentando sia il pubblico sia chi ama il calcio. Pazienza. A volte, troppe volte, accade questo (nella migliore delle ipotesi). Candussio decreta la fine delle ostilità (si fa per dire) e si chiude sul classico risultato ad occhiali che non lascia scontento nessuno.

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Serie Bwin, XXVII^ giornata: Reggina-Atalanta, probabili formazioni e note

Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Colombo, Rizzo, Tedesco, Barillà e Rizzato; Bonazzoli ed A. Viola. In panchina: Kovacsik, Laverone, Giosa, Castiglia, Sarno, Campagnacci e Zizzari. All.: Atzori. Atalanta (4-4-2): Consigli; Raimondi, Talamonti, Capelli e Bellini; Ferreira Pinto, Barreto (nella foto), Carmona (nella foto) e Doni; Marilungo e Tiribocchi. In panchina: Frezzolini, Peluso, Delvecchio, Bonaventura, Pettinari, Ceravolo e Ruopolo. All.: Colantuono. Arbitro: Candussio di Cervignano del Friuli. Assistenti: Conca e Chiocchi. Quarto uomo: Gallo. Note. La Reggina torna da Modena con la prima vittoria del 2011 (la prima in casa dei canarini in B e la vittoria esterna n. 65 fuori casa in B). Dopo Modena, la Reggina si porta a + 9 sullo scorso campionato a -1 sul girone di andata. In Emilia sesto rigore contro (record nel campionato di B). De Rose è il quarto espulso in stagione tra gli amaranto (tutte le espulsioni sono avvenute lontane dal “Granillo”). 

Atzori ha raggiunto il traguardo della partita n. 75 tra A e B, Tedesco quello delle 150 gare con la Reggina (121 in A e 29 in B) e Barillà quello delle 80 presenze in amaranto (35 in A e 45 in B). Andando per prima in vantaggio, la Reggina ha conquistato nel 61% dei casi la vittoria, nel 23% ha poi perso e nel 15% ha pareggiato. A Modena ha ottenuto la prima autorete a favore della stagione (mai contro in questo campionato). Primo gol di Alessio Viola per la Reggina e suo personale in serie B. Prima doppia vittoria in campionato, tra andata e ritorno, contro la stessa squadra. Reggina-Atalanta, i precedenti. L’incontro si è giocato sia in B che in A. E’ la decima presenza degli orobici a Reggio (4 volte in B e 6 in A). In B, a Reggio, non si gioca dal pareggio per 0-0 del 09.05.1999 (altri risultati: una vittoria il 31.03.1974 per 1- 0 con gol di Zazzaro e 2 pareggi). In A, 6 volte a Reggio: 2 vittorie (il 14.01.2001, 1-0 con rete di Dionigi, ed il 23.11.2008 – è questo l’ultimo confronto – 3-1 con reti di Cozza, doppietta di Corradi e poi Doni) e 4 pareggi che, sommati ai 3 in B, portano a 7 su 10 il totale delle partite senza vincitori e vinti al “Granillo”. All’andata solo l’Atalanta vantava un +1 in classifica sulla Reggina, oggi è ad un considerevole +13. Puggioni e Consigli sono, in entrambe le squadre, gli unici ad aver giocato tutti i 2340 di questo campionato. L’Atalanta in generale. E’ seconda in classifica, a pari punti con la capolista Novara, con 51 punti frutto di 15 vittorie (il massimo in questo campionato), 6 pareggi e sole 5 sconfitte (solo Siena e Novara hanno fatto meglio perdendo in appena 3 occasioni). 32 sono i gol fatti e 18 quelli subiti (meglio solo il Varese con 17 gol al passivo). Nelle ultime 5 partite ha ottenuto 2 vittorie e 3 pareggi (non perde dal 26.11. 2010). Segna più nel primo tempo che nel secondo (18 contro 14) e subisce di più nel secondo tempo (11 contro 7). Ha avuti accordati 3 rigori tutti realizzati e sempre in casa e 4 rigori contro tutti realizzati (3 dei quali fuori casa). Ha realizzato un gol oltre il 90mo (determinante per la vittoria contro il Torino) e ne ha subito un altro nel recupero (ininfluente quello subito in casa con il Livorno già in vantaggio). L’Atalanta in trasferta. Al primo posto in classifica (al pari del Novara), con 20 punti conquistati sui 36 disponibili frutto di 6 vittorie (il massimo in questo campionato), 2 pareggi e 4 sconfitte con 12 gol fatti ed 11 subiti (è sua la miglior difesa in trasferta). Negli ultimi 5 viaggi ha ottenuto una sconfitta, un pareggio e 3 vittorie. Non subisce reti da 106 minuti e non perde dal 13.11.2010 (3-0 ad Empoli). Gli ex: Ceravolo, 40 presenze in amaranto tutte in A e 3 gol (suo il gol dell’ultima vittoria della Reggina a Bergamo data 19.04.2009); Pettinari, tesserato con la Reggina nel 2007/2008 con sole presenze in Coppa Italia; Barrreto, 68 presenze in A con gli amaranto e 5 gol; Carmona, 32 presenze in A e 35 in B senza gol; Capelli, 741 minuti in B nella scorsa stagione ed 1 gol contro il Cittadella ed il fuori rosa Amoruso. I bomber atalantini ed i gol alla Reggina. Tiribocchi con 9 gol (ultimo il 31..01.2011) ed un gol alla Reggina con la maglia del Chievo che valse il 3-2 finale per i veneti; Doni, 6 gol (ultimo il 06.10.2010) e 3 gol alla Reggina; Ruopolo, 5 gol (ultimo l’11.12.2010) e 3 gol alla Reggina; Marilungo,  5 gol alla Reggina e Bjelanovic e Del Vecchio un gol agli amaranto. I bomber amaranto contro l’Atalanta. Bonazzoli 3 volte a segno contro i bergamaschi (degno di menzione il gol della vittoria nell’1-2 nello spareggio-salvezza del 02.06.2003 che relegò gli atalantini in B e salvò la Reggina) e poi Colombo e Tedesco con un gol a testa. Gli allenatori. Atzori e Colantuono solo un confronto (quello dell’andata). Atzori contro l’Atalanta ha colto 2 pareggi (uno con il Catania ed uno, appunto, con la Reggina nella gara d’andata). Colantuono contro la Reggina ha ottenuto 2 vittorie con il Torino e 4 pareggi (3 con l’Atalanta ed 1 con il Palermo). L’abritro. Reggina–Atalanta sarà diretta da Renzo Candussio di Cervignano del Friuli. Con lui gli assistenti Conca e Chiocchi ed il quarto uomo Gallo. Candussio arbitrerà per la prima volta a Reggio. Ha diretto 7 partite in A (debutto con Siena-Atalanta del 21.05.2009) e 48 in B (debutto il 30.08.2008 in Piacenza Cittadella). Ha assegnato in carriera 14 rigori e decretato 21 espulsioni. Ha diretto la Reggina sempre fuori casa (una vittoria a Padova il 23.01.2010 – 0-1 con gol di Pagano -, un pareggio a Brescia il 24.04.2010 – 0-0 – e la sconfitta a Siena in questo campionato – 2-1 con reti di Bonazzoli, Mastronunzio e Larrondo). Per l'Atalanta con lui 2 sconfitte: a Siena in A e, in questo campionato, a Novara in cui gli assegnò un rigore contro.

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L’Arma controlla Villa San Giovanni ed il quartiere reggino di Arghillà

Disposti dal Comando Legione Carabinieri Calabria e coordinati dal Comando Provinciale di Reggio Calabria ieri ed oggi sono stati setacciati dai carabinieri il territorio di Villa san Giovanni e la frazione di Arghillà di Reggio Calabria (nelle foto). Due zone ritenute strategiche: Villa San Giovanni per il passaggio di mezzi e merci da e per la Sicilia ed Arghillà per l’alto concentramento di persone di etnia Rom che, talvolta, per vivere, si avvalgono di espedienti non sempre nel rispetto delle legge.

Sono state controllate tutte le persone sottoposte alla sorveglianza speciale, tutti gli avvisati orali e tutte le persone sottoposte al regime degli arresti domiciliari. Centinaia le perquisizioni per la ricerca di armi, droga e latitanti. Sono state identificate più di 1500 persone e 652 automezzi.

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Scilla (RC): tre rumeni “di Catania” arrestati per furto aggravato

Personale della Compagnia di Villa San Giovanni nella mattinata di ieri ha tratto in arresto tre pregiudicati stranieri, Curte Costica (nella foto), classe 1971, Ali Florin (nella foto), classe 1988, e Danciu Ion (nella foto), classe 1989, tutti di nazionalità rumena e domiciliati in Catania. I tre si sono introdotti all’interno di una abitazione sita in Scilla mediante effrazione e danneggiamento di una porta finestra e, dopo aver  messo rovistato interno locali, sono stati messi in fuga da proprietaria e abitanti medesima via che tempestivamente hanno contattato i carabinieri della Stazione di Scilla i quali sono intervenuti sul posto ed iniziavano le ricerche.

Immediate indicazioni diramate dalla Centrale Operativa alle pattuglie già in servizio di controllo del territorio, permettevano ai militari dell’Aliquota Radiomobile unitamente al personale della Compagnia Speciale di Vibo Valentia, di bloccare i tre a bordo di una Fiat Marea di colore azzurro nel territorio di Villa San Giovanni mentre, dopo la “trasferta” in Calabria, speravano di far rientro in Sicilia. Nel corso della perquisizione all’interno dell’autovettura sono stati rinvenuti altresì arnesi atti allo scasso e strumenti di effrazione posti sottosequestro. I tre stranieri hanno trascorso la notte nelle camere di sicurezza della caserma dei Carabinieri di Villa San Giovanni a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e dopo le formalità di rito condotti presso il Tribunale di Reggio Calabria per la celebrazione del rito direttissimo. Sono in corso accertamenti per verificare se i tre stranieri abbiano effettuato altre “trasferte” in zona. Proseguiranno i controlli del territorio dei Carabinieri per prevenire la commissione di reati contro il patrimonio ed assicurare i malfattori alla Giustizia.

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Lettera al Direttore: “Paolo Gatto ama la nostra Città”!

Riceviamo e pubblichiamo. Egregio Direttore, sono una cittadina come tante altre e volevo segnalare la serietà e l’impegno di un assessore del comune di Reggio Calabria il quale, grazie al suo intervento, ha reso praticabile e sicura una strada per molti di poco conto ma per i cittadini di Mosorrofa importantissima poiché unica strada per poter arrivare nella propria casa. La strada in questione è franata qualche anno fa ed allora si era pensato bene di mettere dei semafori che rendessero sicuro il passaggio a senso alternato. Ma, come al solito, al primo guasto degli impianti posti per la sicurezza delle persone che tutti i giorni scendono in città per lavoro o altro la strada, è diventata pericolosissima.

Dopo l’ennesima volta in cui sono riuscita a scampare lo scontro frontale con un’altra auto procedente nel senso opposto, ho provato timidamente a recarmi presso gli uffici del Comune chiedendo a chi mi dovessi rivolgere per i lavori stradali. Lì mi è stato subito indicato l’ufficio dell’assessore alla manutenzione, sig. Paolo Gatto (nella foto). Convinta che ricevesse solo su appuntamento, ancora timidamente ho provato a bussare e lo stesso mi ha accolto come fossimo vecchi amici. Sono entrata, ho apertamente illustrato il mio di problema così come, sono sicuro, quello di tutta la comunità di Mosorrofa segnalando la pericolosità di quel tratto di strada. L’assessore, dopo qualche ora in mia compagnia, ha fatto un sopralluogo mettendo immediatamente in moto tutti i meccanismi per risolvere il problema. Oggi posso dire che la strada è stata definitivamente messa in sicurezza e che non pensavo che al Comune di Reggio Calabria ci fossero persone come il sig. Paolo Gatto che danno anima e corpo per la propria Città. Le scrivo tutto questo perché voglio essere solidale con il sig. Gatto a seguito di quanto letto e cioè di quell’articolo, uscito in questi giorni, dove il sindaco f.f. dr. Giuseppe Raffa invitava il sig. Gatto a dimettersi. Voglio puntualizzare che ho già sentito e letto più articoli sul sig. Paolo Gatto. Articoli nei quali si narra di molti problemi risolti soprattutto nella nostra periferia. Invito il sig. Sindaco a farsi affiancare da persone come il sig. Gatto perché è un uomo che  vuole veramente bene alla nostra Città e non invece alla propria poltrona. Cordiali saluti, Antonella Russo (angelo05@libero.it). Fin qui la garbata lettera della nostra concittadina e lettrice alla quale, con piacere, rispondiamo integrando il suo discorso e, per certi versi, "traducendolo" ai più "duri d'orecchi". Nel suo elogio a Paolo Gatto, che conosciamo personalmente, non c'è solo l'elogio – appunto – ad un assessore del Comune di Reggio Calabria. Probabilmente, leggendo bene tra le righe, più che incensare l'assessore la nostra lettrice, automaticamente, punta il dito contro la politica ed il politicanti. Orbene, Antonella Russo non la pensa diversamente dal sottoscritto nauseati entrambi dal modo affaristico, strumentale e ad dir poco indecente utilizzato da taluni personaggi (destra o sinistra – ammesso che si capisca dove e quale sia la differenza – non fa alcuna differenza nè, tantomeno, noi facciamo una qualsivoglia distinzione). L' "ars politica" di remota memoria è solo un lontano ricordo di cui, ormai, v'è traccia solo nei libri di storia "antica" e non più in quelli in cui si tratta di quella "moderna". La politica ed i politicanti si sono allontanati anni luce dalle esigenze dei cittadini – del "popolo" come si suol dire – ricordandosi di questi ultimi solo in prossimità delle varie consultazioni elettorali in cui promesse e proclami la fanno da padroni. Ricordo che, molti anni fa, la politica era intesa come "servizio" e non come "mestiere" (molto bene remunerato, ovviamente). I miei ricordi giacciono ormai nell'album della vita, ma se la politica si è allontanata dai cittadini adesso trovo legittimo l'evolversi del processo inverso: è, secondo me, giunto il momento che i cittadini si allontanino dalla politica contribuendo ad ampliare ancor di più la forbice che esiste tra le due parti. Ecco perchè, pur essendo da sempre sostenitore che votare è un diritto-dovere inalienabile, oltre che l'unica forma democratica (?) di espressione riservata ai cittadini, gli accadimenti di questi ultimi tempi – e non solo – mi hanno indotto maggiormente che disertare le urne in segno di tangibile e decisa protesta sia, forse, l'unico modo per manifestare il proprio dissenso. In sostanza, deluso da chiunque andrei a votare nel segreto della cabina elettorale, è accresciuta sempre di più la certezza che non intendo essere più "complice" di nessun politico/politicante. Io, da solo, sono un chicco di sabbia in un interminabile deserto, ma ciò non cambia il mio pensare: che facciano quello che vogliano, ma di certo non più "grazie" a me ed al mio voto! Maurizio Gangemi.

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Reggio Calabria: il lungomare di Catona intitolato ad Enzo Laganà

Via “Enzo Laganà” è il lungomare di Catona. Il Comune di Reggio Calabria lo ha dedicato ad un grande sportivo, un pilota, un professionista delle quattro ruote, un maestro, un amico, come hanno testimoniato le tante persone che hanno assistito alla cerimonia d’intitolazione. Sei volte campione italiano, Laganà iniziò la sua esperienza di pilota nel 1963, con una Fiat 850 Abarth, arrivando a vincere oltre 150 gare su circuiti come Monza, Vallelunga ed il Mugello. L’avvocato (così veniva chiamato per il suo percorso di studi mai completato a causa della sua passione per le corse) è detentore del record per la classe 700 c.c. alla Santo Stefano – Gambarie e, alla guida di una Fiat 500, riuscì a vincere contro avversari dotati di autovetture sei volte più potenti.

Scomparso nel 1987, a soli 43 anni, ha lasciato un grande ricordo di sé come uomo e come sportivo, tant’è che oggi è ancora un punto di riferimento e un metro di paragone per tante giovani promesse del volante. Alla cerimonia d’intitolazione erano presenti il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, la moglie di Enzo, Maddalena Borea, e i figli Patrizia e Fabio, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, il presidente dell’Associazione reggina mezzi storici (Aremes), Lillo Cavallo, il presidente dell’Aci reggina, Santo Martorano, il consigliere della VIII Circoscrizione, Michele Marcianò, il meccanico di Laganà, Rocco Morabito ed il carrozziere Valdino Malaspina (nella foto, da sinistra, Denisi, Cavallo, Martorano, Raffa, Praticò e Gangemi). “Con immensa gioia – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – sono venuto ad onorare un grande uomo di sport, che ho avuto la fortuna di conoscere di persona. Ricordo con emozione le gesta e le chiacchierate fatte con lui, nella sua officina. L’avvocato, come lo chiamavano, era tenuto in considerazione dal grande circuito nazionale delle quattro ruote, dai piloti ai meccanici”. “Ringrazio – ha continuato Praticò – e mi complimento, ancora una volta, con il sindaco e l’amministrazione comunale per la grande attenzione e la sensibilità dimostrate nei confronti dello sport e degli sportivi calabresi che hanno portato lustro alla nostra terra. Ce ne sono tanti e mi auguro che venga riconosciuto il loro merito e che siano da esempio alle nuove generazioni. La presenza, oggi, di tanta gente e le parole spese da amici e colleghi, testimoniano la grande personalità di uomo di nobili virtù e di grande professionista”. Infatti, il sindaco Raffa, nel suo intervento, ha dichiarato che “la scelta dell’intitolazione nasce da un percorso fortemente voluto dall’amministrazione e portato a termine dalla commissione toponomastica, presieduta da Giuseppe Tuccio”. “Il nostro compito – ha concluso il sindaco reggino – è stato quello di portare a termine il progetto con l’entusiasmo di chi crede in certi valori legati, in questo caso, ad un uomo capace di creare splendidi rapporti interpersonali con tutti”. Al termine della cerimonia, i presenti si sono spostati al Regent Hotel, adiacente alla via Enzo Laganà, per dare vita al dibattito dal titolo “Lo sport quale fattore di crescita sociale”. “Lo sport è al servizio del sociale –  ha dichiarato Mimmo Praticò – perché mantiene quei nobili valori che la società moderna sta sempre più perdendo”. “In un terra – ha detto – dove vi sono scarse opportunità di lavoro, lo sport potrebbe essere una risorsa da sfruttare. In una società dove vige la regola della raccomandazione, dove non vengono premiati né il merito né la necessità, lo sport ci insegna che chi non è bravo rimane indietro e chi sbaglia paga, con un’espulsione o una squalifica. Solo il sacrificio e la costanza permettono di arrivare ad alti livelli, diventare grandi, segnare la storia e, magari, essere ricordati con l’intitolazione di una strada”.

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“Ricomincio: la regola delle quattro C” scritto da Salvatore Borrelli per Iiriti Editore ospite ad “Uno Mattina”

In otto mesi dalla sua pubblicazione “Ricomincio: la regola delle quattro C” (nella foto la copertina) scritto da Salvatore Borrelli, ha riscosso grandi successi di vendita e di critica. Risultati prestigiosi che vengono avvalorati oggi dalla scelta del volume da parte della famosissima trasmissione Rai “Uno Mattina”. Quest’ultima, infatti, mercoledì 23 Febbraio (intorno alle 9.30) affronterà il tema dei problemi di coppia e fra gli esperti invitati a dibattere sull’argomento è stato chiamato anche il nostro autore Salvatore Borrelli. Medico di Famiglia, Borrelli è stato selezionato per essere l’autore di un testo giudicato “strumento di mediazione”, capace di fornire le conoscenze che possano facilitare il dialogo e rintracciare prontamente le soluzioni delle possibili complicazioni che una “vita a due” può provocare. 

In questo breve saggio, inteso come un viatico per la coppia da consultare nei momenti critici, sono esposti – lo ricordiamo – principi semplici ma fondamentali per una efficace convivenza. L’intento è dare un contributo all’annosa questione, ponendo sul tavolo alcune domande e le conseguenti riflessioni. «Siamo contenti ed orgogliosi – afferma l’editore Leo Iiriti –  che un nostro autore approdi su un palcoscenico così importante come la Rai, e in una trasmissione seguitissima come “Uno Mattina”. Il volume col suo linguaggio semplice e pragmatico è stato scelto dai lettori come piccolo vademecum per affrontare i quotidiani  intoppi coniugali, la sua veste grafica e le dimensioni tascabili poi sono stati elementi ulteriori che hanno decretato il successo della pubblicazione».

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Reggio Calabria: pastore arrestato per incendio di rifiuti speciali

I Carabinieri della Stazione di Rosario Valanidi (nella foto) della Compagnia di Reggio Calabria nella giornata di domenica, hanno tratto in arresto Paviglianiti Santo, classe’ 67, pastore, con l’accusa di incendio di rifiuti speciali. Nel corso di controllo del territorio, infatti, i militari notavano un denso fumo nero in località Serro Valanidi e, recatisi sul posto, notavano che a bruciare era un cumulo di rifiuti abbandonati (frigoriferi, lavatrici, pneumatici e materiale plastico in genere). Notavano anche la presenza di un soggetto che, intento ad appiccare altro fuoco, alla vista dei militari, si allontanava velocemente.

Raggiunto a piedi nei campi l’uomo, un pastore di Rosario Valanidi frazione Trunca, veniva bloccato e sottoposto a perquisizione. Indosso lo stesso non aveva nulla ma a seguito di un’accurata ispezione dei luoghi, a circa 5 metri dal punto in cui il pastore era stato raggiunto e fermato, venivano rinvenuti un accendino e un giornale arrotolato di cui l’uomo ammetteva di essersi disfatto nella fuga. Accompagnato in Caserma l’uomo indicava altresì il luogo in cui aveva lasciato, nei pressi dell’area, dei petardi a candelotti usati, a suo dire, per tenere lontani i lupi ma che nella circostanza potevano essere impiegati per alimentare il fuoco con la polvere pirica contenuta. Il Paviglianiti è stato tratto in arresto con l’accusa di incendio di rifiuti speciali, incendio che ha riguardato un’area – divenuta discarica abusiva – di circa 600 mq.

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Sant’Ilario dello Jonio (RC): arriva oggi la banda larga di Vodafone

La banda larga di Vodafone arriva in Provincia di Reggio Calabria. Con la copertura di Sant’Ilario dello Ionio, con 1500 abitanti, prosegue il progetto “1000 Comuni” per portare la banda larga in un Comune al giorno nei prossimi tre anni, fino a un totale di 1000. L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa tenutasi stamane presso la Sala Consiliare del Comune di Sant’Ilario (nella foto), nella quale sono intervenuti il Sindaco Pasquale Brizzi e il Direttore Regione Sud di Vodafone Italia Mauro Tornatore. “E' con vivo apprezzamento che accogliamo l'arrivo della banda larga nel nostro comune – afferma il Sindaco, Pasquale Brizzi – un progetto per realizzare il quale, l'amministrazione ha offerto tutto il supporto necessario in termini di attenzione ed efficienza. Ringraziamo Vodafone Italia per l'impegno e l'interesse verso la nostra comunità perchè riteniamo la banda larga sia uno strumento indispensabile per le opportunità di crescita culturale, economia e sociale del nostro territorio. 

Da oggi infatti  le famiglie potranno fruire delle numerose potenzialità del web, e operatori commerciali ed artigiani potranno allargare i propri orizzonti e competere sul mercato alla pari dei colleghi delle altre realtà”. “Il progetto 1000Comuni che fa tappa oggi a Sant’Ilario, primo comune del reggino ad esser raggiunto dall’iniziativa, rappresenta il nostro contributo concreto per portare la banda larga nei Comuni in Digital Divide – ha sottolineato l’Ing. Maria Piccolo, Responsabile Rete Calabria-Sicilia di Vodafone Italia – Grazie alla tecnologia via radio offriamo, in modo rapido ed efficiente, accesso ad internet ad una velocita’ di almeno 2 Mbps adeguata a gestire le principali applicazioni web e con prestazioni paragonabili alla banda larga fissa, compatibili con i più moderni e diffusi dispositivi di comunicazione sia in casa che in mobilità”. Vodafone Italia, primo operatore privato ad investire in modo massiccio per coprire le zone del Paese ancora in digital divide, ha accelerato il piano di investimenti da oltre 1 miliardo di euro per portare la banda larga via radio in tutta Italia. La diffusione della banda larga e’ un fattore chiave per il futuro del Paese e inciderà in modo crescente sullo sviluppo della società e delle imprese.‬ ‪In Italia il 12% della popolazione, pari a circa 7 milioni di cittadini, e’ in digital divide: non ha accesso a internet a velocità sufficiente per fruire dei più moderni servizi di comunicazione elettronica (PA Digitale, Social Network, e-commerce, ecc.). In particolare si può stimare che oggi ci siano circa 1.800 Comuni italiani che sono privi di banda larga.‬ Con questo progetto Vodafone conferma l’impegno a ridurre il divario digitale, assicurando a cittadini, famiglie e imprese la possibilità di accedere ai migliori servizi disponibili e a fruire a pieno delle potenzialità offerte da Internet, con la banda larga via radio. La tecnologia radio e’, infatti, la più adeguata ad eliminare il digital divide perché nelle zone più isolate del Paese permette prestazioni paragonabili alla banda larga fissa, e’ totalmente compatibile con i più moderni e diffusi dispositivi di comunicazione sia in casa che in mobilità (es: smartphone, tablet ), soddisfa criteri di efficienza dei costi, permette una rapida velocità di implementazione‪. Il cittadino potrà cosi avere accesso, sia all’interno delle abitazioni che in mobilità, ad internet ad almeno 2Mbps, velocità più che adeguata per tutte le applicazioni più diffuse. Le comunità locali coperte dal progetto “1000 comuni” potranno accedere ai servizi di comunicazione elettronica e di Pubblica Amministrazione digitale mentre le piccole aziende, gli artigiani e i commercianti potranno finalmente cogliere le opportunità di business dell’economia digitale. Vodafone rinnova l’invito a cittadini e rappresentanti delle istituzioni locali a partecipare al progetto. Per segnalare l’interesse delle proprie comunità è possibile lasciare un messaggio al numero verde 800-713-937 oppure consultare il sito www.1000Comuni.vodafone.it , dove sarà anche possibile avere aggiornamenti continui sui Comuni coperti e seguire l’evoluzione dell’iniziativa. (A cura della collega Letizia Nassuato dell'Ufficio Stampa di Vodafone Italia).

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Marco Laganà, un reggino doc in serie A seguendo gli insegnamenti del padre ed ispirandosi a Michael Jordan

altaltLa prima volta che ho visto giocare, anzi palleggiare, Marco Laganà (nelle foto con la maglia della Nazionale e di Biella) è difficile da dimenticare. Si vedeva che in quel ragazzo dal sorriso smagliante c’era un futuro campione. Ed infatti è stato così perché il figlio di Lucio ha bruciato le tappe ed a gennaio del 2011 ha esordito nella massima serie del basket italiano. Marco, mi hai fatto vincere la scommessa. Sei anni fa ti avevo detto che avresti calcato presto i parquet della serie A del basket italiano mettendo in gioco una pizza. Mi sa che ho vinto, giusto? “Si per fortuna hai vinto! Domenica ho giocato per la prima volta in una partita di serie A! Sono molto felice anche se purtroppo il risultato finale non è stato positivo.”

Le sensazioni nel momento del tuo esordio? “Sono state tantissime e tutte molto belle. Durante la settimana ho lavorato bene, intensamente e molto concentrato su quello che c’era da fare perché sapevo che avrei dovuto giocare e volevo essere pronto in qualsiasi momento della partita in cui il coach avesse deciso di mettermi in campo. Penso che per essere stata la prima volta ho tenuto molto bene il campo e vorrei continuare a guadagnarmi piano piano sempre più minuti all’interno delle rotazioni di coach Cancellieri.” Quest’estate avevi tantissime offerte. Perché è stata scelta Biella come piazza in cui crescere? “Dopo aver lasciato Reggio Emilia, dove ho vissuto due anni bellissimi, ho deciso con i miei genitori di trovare una sistemazione simile a dove ero prima. Ho scelto Biella perché è una società molto seria, con degli ottimi dirigenti e degli ottimi allenatori che hanno mostrato molta fiducia in me sin dal primo giorno che sono arrivato! Qui ho la possibilità di crescere in un ambiente sereno dove si vive di sola pallacanestro, senza nessuna pressione sulle spalle e con molta tranquillità.” Dove può arrivare Marco Laganà? ”Il mio obiettivo è di diventare il miglior giocatore possibile e sfruttare al meglio il mio talento e le mie capacità. So che è molto difficile e ci vuole molta pazienza e soprattutto molte ore di lavoro in palestra! In questo momento sono contento perché sono consapevole del fatto che mi sto allenando intensamente e questo mi rende orgoglioso di me stesso.” L’allenatore più importante della tua giovane carriera? ”Nella mia vita ho avuto tanti bravissimi allenatori. I primi a cui devo tutto sono i miei genitori, perché sin da quando ero piccolo mi hanno messo quella benedetta palla tra le mani e mi hanno fatto innamorare di questo bellissimo sport! Se avessi avuto genitori diversi probabilmente in questo momento non sarei neanche uno sportivo.” Il modello cestistico di Marco. ”Il mio modello cestistico è e sarà sempre MJ! Nel basket di oggi sono un lebroniano doc! Mentre a livello europeo mi piace tantissimo Bob Mcalebb della Montepaschi Siena!” Il sogno nel cassetto. “E’, come ho detto prima, quello di arrivare il più lontano possibile ed un giorno poter vincere qualcosa di importante ad alto livello! Dipende solo da me e dall’impegno che ci metterò giorno per giorno. Intanto, però, mi godo questo bel momento. Infine, consentimi, vorrei ringraziare mio papà che durante questi giorni è venuto a stare con me qui a Biella, dandomi consigli su come essere pronti per giocare una partita di un certo livello e sono contento che abbia potuto assistere dal vivo al mio esordio.” In bocca al lupo, Marco.

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