Riceviamo e pubblichiamo. Gentilissimo, sono Nando dalla provincia di Vibo Valentia. Scrivo a lei, ma vorrei scrivere ad uno ad uno a tutti quei reggini che, come me, anche se reggino non lo sono, hanno a cuore le sorti della Reggina. Scrivo a lei perché rappresenta una parte dei media locali, ma vorrei estendere questa mia esortazione a tutti coloro che si occupano di giornali, tv o di comunicazione in genere e, comunque, a tutti coloro, come dicevo, che pensano e credono che un piccolo pezzetto di questa squadra è anche loro. Vado dritto al cuore del problema. Dopo le due ultime stagioni di serie A e di quell’altra sciagurata dello scorso campionato (quella del "Sono qui' per vincere", per intenderci), pensavo, e forse tutti pensavamo, che le prese in giro fossero terminate anche perché tutti, tifosi, media, nonché lei carissimo Direttore Gangemi, abbiamo contestato in lungo ed in largo l'operato del nostro presidente.
Allora, se ben ricordate, all'ultima di campionato (quella vinta 3-1 contro l’Albinoleffe) il "nostro presidente" (nella foto), come colui che scende dal patibolo e chiede aiuto, rivolgendosi ai tifosi ed alla stampa, in parole semplici, ha detto quello che era stato era stato e, da adesso in poi, chiedeva una mano per partire con un nuovo progetto: niente gente navigata ma giovani promettenti per costruire una squadra che ci riporti in A. In effetti il progetto l'ha fatto (il “suo” progetto), l'ennesimo oserei dire, è cioè vendere o, comunque, cedere i pezzi pregiati quali, per esempio, Brienza e fare cassa per poi, eventualmente, aspettare i periodi del “prendi 3 e paghi 2” e portare a Reggio ben 4 attaccanti che, messi insieme, non ne fanno 1. I progetti, invece, si sarebbero potuti e dovuti fare con i vari Pinilla o gli Ardemagni, con gli Antenucci o, magari, anche con i Mastronunzio. Come, poi, i fatti hanno dimostrato con Sy, Adiyiah e Zizzari non si poteva andar lontano. A Bergamo, Ousmine Sy, a un minuto dalla fine, tanto è macchinoso nei movimenti che si e fatto anticipare sulla linea di porta su una palla sulla quale era necessario solo soffiarci su tanto da spingerla in rete. Ma non è tutto. Notizia recente, a conferma di presunto quel progetto, è la cessione di un altro pezzo pregiato, forse l'ultimo insieme ad Acerbi, Rizzo, Puggioni e N. Viola: Simone Missiroli al Cagliari. Ennesima occasione, questa, per rimpinguare le casse, a cui ha fatto eco l’arrivo di tale Sarno, 22enne svincolato dalla Pro Patria, e De Rose dai cugini del Cosenza E' allora? Dov’è il progetto? In una squadra dove mancava proprio la qualità, quei famosi “piedi buoni” da affiancare a tanta corsa ed impegno, possibile che si rinunci agli unici piedi buoni esistenti così tanto facilmente? Quindi, cari amici, apprestiamoci a vivere un altro campionato di sofferenze sperando che la salvezza possa, magari non all'ultima giornata come lo scorso anno, arrivare qualche settimana prima. Ma, purtroppo, non aspettiamoci niente di più. Diciamolo pure francamente, "il lupo perde il pelo ma non il vizio". Da qui il mio augurio che tutti, nessuno escluso, facciano il possibile affinché questo patrimonio rimanga patrimonio dei Reggini e dei Calabresi che, come me, in questi colori non vedono soltanto una squadra di calcio, ma anche una forma di riscatto sociale. La esorto, pertanto, come d’altronde, ha sempre fatto, a vigilare con l’obiettività che le è propria esaltando quando c'è da esaltare ma criticando aspramente quando c'è da criticare. Perché solo non abbassando la guardia c'e la speranza che “l'ammalato non muoia a seguito di una triste e lenta agonia”. Saluti, nando12345@libero.it. Fin qui la lettera garbata del nostro lettore al quale rispondiamo in altra parte del giornale. Il Direttore.