Reggio Calabria non ce la fa, le Final Eight di Coppa Italia si disputeranno a Montecatini Terme

Le Final Eight di Coppa Italia non si giocheranno a Reggio Calabria. Purtroppo non è andato in porto il progetto della società neroarancio di portare in riva allo Stretto l’importante manifestazione sportiva che avrebbe coinvolto non solo la Città ma anche il suo comprensorio. Così, la squadra di coach Fantozzi partirà alla volta di Montecatini Terme per disputare la gara sul parquet del “Pala Terme”.

Il 18, il 19 ed il 20  marzo prossimi, i giorni nei quali si svolgeranno le competizioni. Secondo il programma ufficiale, la Liomatic Viola Reggio Calabria giocherà la prima gara, dei quarti di finale, alle ore 21 di venerdì 18 contro la Zepa Marostica, squadra di Cartigliano (in provincia di Vicenza), che occupa il secondo posto in classifica del girone B con 32 punti. Le squadre vincitrici avranno accesso alle semifinali che si disputeranno sabato 19 e dalle quali scaturiranno le due compagini finaliste che giocheranno domenica alle ore 18 e 15. (A cura della collega Federica Morabito dell'Ufficio Stampa della Team Basket Viola).

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La rivolta di Reggio Calabria di Domenico Nunnari su “L’Avvenire”

“Reggio: i cingolati sulla rivolta dei poveri. Venne marchiata come fascista, ma a esplodere fu il malessere del Sud”. Con un titolo significativo, il quotidiano di ispirazione cattolica “Avvenire”, espressione della Conferenza Episcopale Italiana, interviene sui “fatti di Reggio”, a quarant’anni dalla conclusione della rivolta. Il giornale dei vescovi, recensisce il libro di Domenico Nunnari (La lunga notte della rivolta, Laruffa editore, pagine 166, euro 23) – nelle foto copertina ed autore – e ne condivide la tesi di fondo: “La rabbia dei reggini aveva origini lontane, la città gridava non contro lo Stato, ma perché c’era poco Stato.

E quel poco aveva le uniformi della polizia”. Marco Roncalli, che firma la pagina della cultura, dedicata al libro di Nunnari, scrive che in “quell’infinita guerriglia a lungo sottovalutata, c’erano domande da troppo tempo in attesa di risposte. I reggini volevano lavoro e sviluppo e le risposte arrivate a tempo scaduto si rivelarono sbagliate”. Spazio è dedicato, nella recensione di “Avvenire”, alla figura del vescovo Giovanni Ferro defensor civitatis e all’allora giovane parroco don Salvatore Nunnari. “La lunga notte della rivolta” sarà presentato a Reggio nel prossimo mese di marzo, ma intanto corre sul web (giornali on line, rubriche letterarie e face book) in tutta Italia con più di mille segnalazioni e recensioni.

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Vibo Valentia: l’abc dello sport entra nelle scuole, al via il Progetto Alfabetizzazione Motoria promosso da Coni e Miur

La salute dei ragazzi e l’educazione all’attività fisica stanno alla base del progetto “Alfabetizzazione motoria per la scuola primaria” che da domani, lunedì 14 febbraio, prenderà il via in 72 scuole calabresi. Il progetto, promosso grazie alla sinergia tra il Coni, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, è nato in risposta ai crescenti allarmi della comunità scientifica e delle istituzioni internazionali sulle conseguenze della sedentarietà e dei non corretti stili alimentari e di vita tra la popolazione giovanile. L’insegnante titolare sarà affiancato da un “consulente esperto” con l’obiettivo di supportare gli alunni nel raggiungimento dei traguardi per lo sviluppo delle competenze motorie.

Il Coni è intervenuto, sostenendo il costo di buona parte del progetto pilota, stanziando 5 milioni di euro attraverso gli accantonamenti resi disponibili dal Ministero dell’Economia. In Calabria, si è tenuto all’Istituto scolastico “Enrico Fermi”, di Vibo Valentia, il corso di formazione per i “consulenti esperti”, laureati in Scienze Motorie e nominati dai dirigenti scolastici dei plessi coinvolti. Moderato dal coordinatore tecnico-scientifico della Scuola dello Sport Coni Calabria, Demetrio Albino, al corso erano presenti il vicepresidente della Scuola Regionale dello Sport della Calabria, Rocco Cantafio (presidente provinciale del Coni di Vibo Valentia), in rappresentanza del presidente Mimmo Praticò, il coordinatore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Rosario Mercurio, in rappresentanza del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Francesco Mercurio, il dirigente scolastico dell’istituto “Fermi”, Giovanna Pileggi, e il coordinatore dell’Ufficio Scolastico provinciale vibonese, Sabina Nardo. Il presidente del Coni Calabria e della Scuola dello Sport calabrese, Mimmo Praticò, impossibilitato a presenziare, ha inviato un saluto a tutti i presenti, ringraziandoli dell’impegno che stanno dimostrando in favore dello sport e per la salute dei ragazzi. “In una terra – si legge nel messaggio del presidente Praticò – che sente maggiormente il bisogno di educare le nuove generazioni, la giornata di oggi  rappresenta una pietra miliare nel rapporto tra scuola e sport al servizio del prossimo. Un legame che dovrà essere sempre più sinergico nell’interesse di dare un futuro migliore alla nostra società. Ancora una volta – afferma Praticò – lo sport viene coinvolto per svolgere il suo ruolo nell’attività motoria nel sociale e nel mondo civile. Ed ancora una volta lo sport, da soldato umile, silenzioso, al servizio delle Istituzioni, senza chiedere mai e ricevendo l’indispensabile per esistere, risponde: Obbedisco”. “Il bisogno concreto di introdurre lo sport nella scuola l’hanno avvertito molti genitori”, ha detto il coordinatore tecnico-scientifico della Scuola dello Sport Coni Calabria, Demetrio Albino, illustrando i passaggi istituzionali che, negli anni, hanno condotto, dalle prime proposte di attività sportiva nella scuola, alla firma del Protocollo d’Intesa tra Ministero della Pubblica Istruzione e Coni, nel 2005. Un impegno, quest’ultimo, attraverso le strutture territoriali, per offrire supporto al sistema scolastico, grazie anche al contributo economico degli Enti Locali. Il presidente Rocco Cantafio, ha dichiarato che lo sport aiuta a sviluppare la personalità dei ragazzi, educa alla formazione della vita e, nel praticarlo, consente di “agire pensando”. “Voi esperti – ha detto Cantafio – siete la linfa vitale dello sport e vi preparate ad agire nella scuola primaria con un modulo unico ed eccezionale. Non perdete l’entusiasmo perché ne perderà il progetto in qualità”. Sabina Nardo ha dichiarato, infine, che il Miur troverà sempre più intesa con il Coni sulla base di iniziare insieme a seminare questi valori, proprio dalla scuola dell’infanzia. “L’entusiasmo – ha detto – dimostrato dai consulenti esperti, mi fa pensare che arriveremo presto a quel processo educativo che tanto ci sta a cuore, emerso dagli incontri tra Coni e Miur”. Il corso si è aperto con la relazione della docente universitaria Teresa Iona, la quale ha illustrato i tre ambiti operativi del progetto: salutistico, cognitivo e motorio sportivo. “L’idea – ha detto – non nasce dall’esigenza di coltivare futuri campioni bensì per fronteggiare i problemi di salute (di obesità, innanzitutto) che sono sempre più in aumento tra i giovani, a causa della poca attività fisica svolta. L’inattività conduce ad un circolo vizioso che complica sempre più la salute dei ragazzi”. Ma come cambiare gli stili di vita inattivi? “Facendo praticare – ha continuato la professoressa Iona – più attività fisica, è semplice ma, ovviamente, qualsiasi tipo di intervento dovrà improntarsi su basi scientifiche. Il concetto di benessere è astratto ma, nello stesso tempo, reale: è tutto ciò che dalla salute fisica porta alla salute mentale. I giovani sono abili con il PC (attività oculo-manuali) ma trovano difficoltà nelle attività coordinative in genere, come l’equilibrio e il ritmo, incontrano problemi motori e sono meno fluidi nei movimenti. I ragazzi moderni, inoltre, mangiano di più e male e si muovono di meno. Il nostro cervello apprende sempre nel corso della vita, maggiormente nell’infanzia. Se i ragazzi alterneranno la staticità al movimento fisico, aumenterà anche il livello di apprendimento”. A conclusione del suo intervento, la professoressa Iona ha illustrato l’importanza dell’approccio euristico da adottare e cioè quello di organizzare l’attività motoria partendo dall’esame dei gesti spontanei dei ragazzi. Il docente di Educazione Fisica, Alberto Capria, secondo relatore, ha fatto un excursus tra le normative sull’educazione motoria nelle scuole, approfondendo alcuni aspetti della recente riforma Gelmini. Ha spiegato l’atto di indirizzo del progetto che dovrà “porre al centro l’alunno e il suo itinerario di formazione personale e di apprendimento, mantenere in primo piano l’obiettivo di formare i cittadini di oggi e di domani, operare per una scuola dell’inclusione, fissare i traguardi e le tappe del percorso formativo secondo parametri europei e verificare, con sistematicità, i progressi individuali dell’alunno. “Il ragazzo – ha concluso il professor Capria – dovrà essere valutato nella complessità del suo operato e perciò mi auguro che, presto, venga prevista la presenza degli esperti nell’attività motoria anche nel corso degli scrutini e dei consigli di interclasse. Con la relazione del professor Pietro Lammirato si è entrato nel vivo di quello che sarà l’operato dei futuri consulenti esperti, partendo dal dato che “l’Italia si trova indietro nell’attuazione di tali progetti rispetto ad altre nazioni europee, perché qui manca la cultura dell’educazione al movimento”. Lammirato ha, poi, approfondito gli obiettivi di apprendimento dichiarando che, ormai, “alla base della piramide alimentare c’è il movimento, l’attività fisica, e viene prima di ogni altro nutrimento. “L’esperienza corporea – ha puntualizzato – si trova al centro di un percorso che sviluppa la percezione motoria, la cognizione, la relazione con il mondo esterno, la memoria e le associazioni mentali che conducono, tutte, ad un’accettazione di sé stessi. Lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti. Particolare cura sarà necessario dedicare alla formazione della classe, per farla crescere come gruppo, perché se ci sarà empatia nel lavoro tutto quanto produrrà risultati migliori. A seguire, la professoressa Miriam Scarpino ha illustrato quello che sarà l’operato che i consulenti esperti, durante i quattro mesi, dovranno rispettare e tutelare al fine di permettere la migliore riuscita del progetto. Anch’egli ha evidenziato quanto l’attività motoria sia alla base dello sviluppo dell’intelligenza e quanto sia importante variare il tipo di attività fisica svolta. “Non solo i bambini – ha detto – ma anche gli adulti apprendono nuove nozioni e percezioni nel corso della loro esistenza. Il prefissarsi sempre nuovi obiettivi, nella vita, stimola ed “allena” i neuroni migliorando la qualità intellettiva”. È importante “abituare i bambini a costruirsi da soli i propri percorsi utili al raggiungimento degli obiettivi; il formatore deve risultare come un compagno di giochi”. Più tecnici, invece, sono stati gli interventi del professor Carlo Minganti, il quale ha spiegato il metodo, i tempi e la finalità della raccolta dei dati che gli esperti devono raccogliere durante il progetto, e dell’esperto informatico Antonio Fulciniti, che ha presentato la piattaforma on-line del sito del progetto simulando l’inserimento dei dati di una valutazione. I consulenti esperti, infine, sono stati condotti nella palestra dell’istituto per assistere all’istallazione del percorso studiato appositamente per questo progetto. Un circuito che sintetizza le funzioni motorie di base e permette di individuare eventuali difficoltà riportate dai ragazzi.

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Marina di Gioiosa Jonica (RC): padre e figlio in manette per stupefacenti

Dalle ore 04.30 circa della mattinata odierna in Marina di Gioiosa Jonica (RC),  i carabinieri della compagnia di Roccella Jonica (RC) hanno effettuato una serie di perquisizioni finalizzate al rinvenimento di sostanze stupefacenti. Nel corso delle operazioni, i militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia e della stazione di Marina di Gioiosa Jonica, all’interno di un’abitazione sita in contrada Spilinga s.n.c. di quel comune, rinvenivano una coltivazione di cannabis. I proprietari, Lamberti Giuseppe (nella foto), nato a Marina di Gioiosa Jonica il 09.08.1947, ivi residente in contrada Spilinga snc, separato, muratore, pregiudicato e Lamberti Luigi (nella foto),

nato a Siderno (RC) l’08.02.1986, residente a Erbusco (BS) via San Carlo Borromeo n. 1, di fatto domiciliato presso l’abitazione del padre Giuseppe, celibe, pizzaiolo, pregiudicato, avevano allestito, all’interno di una stanza in costruzione, sita al primo piano dello stabile, una tenda ove coltivavano la sostanza stupefacente. Nell’occasione si rinvenivano 12 vasi contenenti piantine di cannabis, uno contenete residui essiccati della medesima pianta, 13 bicchierini con germogli della predetta pianta, un timer digitale, 3 alimentatori, 3 lampade riflettenti, 2 stufe elettriche, 2 bottiglie da litro di sostanza fertilizzante, una valigia contenente residui di marijuana (nella foto). Nel corso della medesima attività si accertava a carico degli stessi Lamberti Giuseppe e Luigi il furto di energia elettrica. Quanto rinvenuto veniva fatto oggetto di sequestro, mentre Lamberti Giuseppe e Luigi, rispettivamente padre e figlio, venivano dichiarati in arresto dai militari della stazione di Marina di Gioiosa Jonica e tradotti presso il carcere di Locri (RC) a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Reggio Calabria: “stalking” all’amministratore condominiale, arrestato dipendente comunale

Nella mattina di oggi i Carabinieri della Stazione della Stazione Modena hanno sottoposto agli arresti domiciliari Calabrò Francesco, 49 anni, impiegato comunale su esecuzione di ordinanza emessa dal GIP su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria. I reati contestati sono atti persecutori, ingiuria, lesioni e detenzione illegale di munizionamento. Le indagini dei carabinieri partono agli inizi di settembre 2010 a seguito della denuncia dell’amministratore del condominio in cui vive il Calabrò in via Ciccarello. Quest’ultimo, dipendente dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Reggio Calabria, da diverso tempo era entrato in contrasto con gli altri condomini ed in particolare con l’amministratore, ma da quella che poteva essere una normale controversia di vicinato, si è passati ad una vera e propria persecuzione, in particolare proprio nei confronti dell’amministratore.

All’inizio continue telefonate ed sms (più di mille accertati in un breve periodo), poi ingiurie continue,  minacce di morte e di rivolgersi ”ai propri compari”, poi le vie di fatto. In un’occasione il Calabro’, mentre faceva manovra nel parcheggio condominiale, avendo notato l’amministratore presente poco distante, dopo averlo ingiuriato, lo minacciava di morte e subito dopo, mettendosi alla guida del proprio suv lo investiva volontariamente in retromarcia facendolo cadere a terra e procurandogli lesioni. Il Calabro’ si allontanava subito dopo incurante del fatto che l’uomo fosse a terra dolorante per l’impatto, mentre un condomino interveniva per soccorrere il malcapitato. Proprio a seguito di quest’ultimo grave episodio, la vittima, esausta, si è determinata nel fare denuncia ai carabinieri che hanno avviato le indagini. L’origine di tale atteggiamento era dovuta a semplici questioni di vicinato: la contestazione di una telecamera di sorveglianza montata dal vicino, problemi nella scelta della ditta di pulizie, questioni di parcheggio, aspetti comunemente presenti nelle problematiche di vita quotidiana, che però, nel caso in questione, era divenute una vera ossessione per l’uomo e degenerate su un piano di aggressività irrazionale, atteggiamento che appare evidente anche dal tono degli sms inviati all’amministratore: “i miei amici di Roma vengono a Reggio e vogliono vederti tu sai già il motivo..” “.. i miei cugini aspettano ancora una risposta”, insomma “amici”, “cugini”, “compari” erano la modalità di risoluzione delle questioni condominiali. Molte delle telefonate, peraltro, è stato accertato che venivano effettuate dal Calabrò dal telefono dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico. La particolare aggressività del soggetto aveva spinto i militari ad effettuare una perquisizione presso la sua abitazione ed in quella circostanza erano state rinvenute più di mille cartucce per fucile, 2,6 kg di polvere da sparo ed una carabina (nella foto) illegalmente detenuti poiché lo stesso Calabrò era stato destinatario di divieto di detenzione armi e munizioni. L’uomo è ora sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Sinopoli (RC): scoperti dai Carabinieri due rifugi con armi ed esplosivo all’interno

Nel corso del predisposto servizio di rastrellamento nel territorio di Sinopoli eseguito dai militari Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria unitamente personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Vibo Valentia, sono stati scoperti, in una zona aspromontana in località Sinopoli Inferiore, due rifugi abitabili costituiti da lamiere completamente occultate nella fitta vegetazione, presumibilmente utilizzati dai catturandi per sottrarsi alle ricerche. La località e la posizione degli stessi è compatibile con gli spostamenti effettuati dall’ultimo latitante arrestato pochi giorni fa Macrì Antonino.

Nelle baracche, dotate di brandine e coperte, sono stati rinvenuti, abilmente nascosti, armi ed esplosivo. In particolare, 2 pistole calibro 7.65 con matricola abrasa (nella foto), 800 grammi di dinamite a base di nitroglicerina costituita da 5 panetti di gel (nella foto), due detonatori elettrici (nella foto) e varie cartucce di fucile e pistola. Nelle vicinanze dei rifugi è stato scoperto altresì un tubo di grosse dimensioni completamente interrato, verosimilmente utilizzato per l’occultamento di materiali di provento illecito. Sul posto sono intervenuti gli artificieri dei carabinieri che hanno messo in sicurezza il sito e su disposizione dell’autorità giudiziaria hanno effettuato una piccola campionatura del materiale esplodente e fatto brillare la restante parte. Tutto il materiale è stato posto sottosequestro e verrà inviato al Reperto Investigazioni Scientifiche per accertamenti tecnici. Proseguiranno le attività di controllo del territorio dei Carabinieri soprattutto nelle zone più impervie dell’Aspromonte, teatro spesso della consumazione di reati in genere.

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Villa San Giovanni (RC): furto aggravato a “La Perla dello Stretto”, due arresti in flagranza

Personale della Compagnia di Villa San Giovanni ha tratto in arresto due pregiudicati reggini, per furto aggravato di materiale informatico all’interno del centro commerciale La perla dello stretto di Villa San Giovanni. Mentre uno dei due aspettava in macchina, l’altro si aggirava tra gli scaffali del magazzino aspettando il momento giusto per colpire. Dopo aver compiuto il furto il soggetto si è allontanato repentinamente uscendo dal negozio. Il suo atteggiamento ha destato sospetto nel personale della struttura commerciale che ha lanciato l’allarme.

Immediato l’arrivo dei militari della Stazione Carabinieri di Villa San Giovanni; raccolti i primi elementi, hanno avviato le ricerche ed individuato nel territorio di Reggio Calabria i due soggetti che da subito non sono stati in grado di fornire una versione dei fatti e soprattutto giustificare la loro presenza sul luogo. Dalla contestuale visione dei filmati della videosorveglianza sono stati raccolti inconfutabili elementi di reità a loro carico e sono stati tratti in arresto e trascorso la notte nelle camere di sicurezza della caserma di Villa San Giovanni a disposizione dell’Autorità giudiziaria; dopo le formalità di rito sono stati condotti presso il Tribunale di Reggio Calabria per la celebrazione del rito direttissimo. Proseguono le attività investigative per individuare responsabili altri furti avvenuti nello stesso centro e continuano i controlli del territorio dei Carabinieri per prevenire la commissione di reati contro il patrimonio.

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Ferruzzano (RC): aggredisce e ferisce connazionale con un coltello, rumeno arrestato

L’ 11.02.2011, alle ore 01.00 circa, in Ferruzzano (RC), frazione Marina, in via  G. Sculli s.n.c., i militari dell’aliquota radiomobile della compagnia di Bianco (RC), unitamente a quelli della competente stazione di Bruzzano Zeffirio (RC) traevano in arresto, in flagranza del reato di lesioni personali aggravate dall’utilizzo di un’arma bianca impropria Luca Gheorghe (nella foto), classe 1982, rumeno, da tempo domiciliato in Ferruzzano, manovale.

Nella circostanza, i militari operanti intervenivano, a seguito di chiamata giunta al 112,  in via G. Sculli presso l’abitazione del rumeno, dove, nel corso di un violento diverbio, scaturito verosimilmente da futili motivi di carattere personale tuttora in corso di accertamento, ma anche forse a causa delle bevande alcoliche che i due contendenti avevano consumato in quantità elevata, il Luca aveva aggredito, utilizzando un coltello da cucina con lama della lunghezza di cm. 21 (nella foto), il conoscente e convivente Bejan Cosmin Adrian, classe 1980, rumeno, anch’egli da tempo domiciliato in Ferruzzano, manovale, l quale, a seguito della colluttazione interrotta dall’arrivo dei militari riportava una grave ferita da taglio alla mano sinistra. Il Bejan, prontamente soccorso dal personale del 118, veniva condotto e visitato presso l’ospedale di Locri (RC), dove veniva ricoverato per la vasta ferita da taglio al polso della mano sinistra in attesa di ulteriori accertamenti finalizzati a verificare eventuali lesioni tendinee che potrebbero verosimilmente aggravare ulteriormente la prognosi già ricevuta di gg. 15. I militari repertavano e sottoponevano a sequestro un coltello da cucina ancora sporco di sangue ed utilizzato dall’assalitore. Per l’arrestato, espletate le formalità di rito, è previsto rito direttissimo per le ore 12.30 della giornata odierna.

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Melito Porto Salvo (RC): tre ragazzi arrestati per detenzione illecita di stupefacenti

Nella tarda serata di mercoledì 09, i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno tratto in arresto in flagranza di reato M. P., 20enne, I. M., 21enne, e R. D., 20enne, tutti di Reggio Calabria, poiché sorpresi con un ingente quantitativo di stupefacente finalizzato allo spaccio. I tre procedevano lungo la S.S. 106, con direzione di marcia Reggio Calabria, a bordo dell’autovettura intestata al padre di M.P., quando, giunti all’altezza del bivio Fornace di Lazzaro, una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile, impegnata in un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, intimava loro l’alt.

I militari, dopo aver identificato gli occupanti del veicolo e notato allarme nell’atteggiamento dei tre giovani, procedevano ad una perquisizione personale e veicolare che consentiva di rinvenire, ben occultato sotto il sedile del guidatore, un sacchetto di cellophane (la classica busta in plastica per la spesa) contenete due panetti di marijuana (nella foto) per un totale di gr. 200 (duecento) circa. I tre soggetti, tra i quali una ragazza, venivano arrestati con l’accusa di concorso nel delitto di detenzione illecita di sostanza stupefacente non destinata all’uso personale ed, esperite le formalità del caso, tradotti presso il carcere di Reggio Calabria dove saranno interrogati dal giudice per la convalida della misura pre-cautelare. Lo stupefacente, che le analisi tecniche hanno confermato essere di ottima qualità ed in grado di suddividersi oltre 500 (cinquecento) dosi medie, è stato posto sotto sequestro, così come il veicolo utilizzato dai correi.

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Cittanova (RC): diciannovenne arrestato perché autore di diversi atti intimidatori

Questa mattina, i carabinieri della Compagnia di Taurianova, con la collaborazione degli agenti del Commissariato della P.S di Cittanova, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Palmi, su richiesta della Procura della Repubblica di Palmi, nei confronti di Fabrizio Longo, classe 1991, di Cittanova, per i reati di: detenzione illegale di armi; porto di armi in luogo pubblico; danneggiamento aggravato; detenzione di arma clandestina; ricettazione e minacce, tutti commessi con l’aiuto di suo fratello, L. D., 25enne, denunciato a piede libero.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi, che hanno portato all’emissione dell’odierna misura, sono scaturire in seguito ad una serie di atti intimidatori che si sono verificati all’inizio dello scorso anno a Cittanova e che destarono un notevole allarme sociale. In particolare, L.F., aveva preso di mira la famiglia di un imprenditore di Cittanova, che nel mese di gennaio 2010 ritrovò, sulla porta della sua abitazione, una busta indirizzata ad una delle sue figlie, con all’interno un biglietto ove venivano formulate minacce molto esplicite nei confronti della ragazza e dei suoi familiari; la stessa busta conteneva anche tre proiettili calibro 9×21 per pistola. Nello stesso periodo, un analogo messaggio veniva recapitato anche ad un altro giovane di Cittanova, la busta conteneva uno scritto con la stessa calligrafia e un proiettile dello stesso tipo, fatto che induceva gli inquirenti a ritenere vi fosse un’unica regia dietro agli atti intimidatori che si stavano verificando. Dopo questi due primi episodi se ne verificò un terzo, ovvero il danneggiamento dell’autovettura usata dai familiari dell’imprenditore, sulla quale venivano esplosi due colpi di fucile. Al culmine di una serie di accertamenti investigativi, essendo emersi già elementi univoci sulla matrice del gesto, i carabinieri decisero di perquisire l’abitazione del diciannovenne. Il risultato di quella operazione rappresentò una svolta per le indagini, perché vennero sequestrate delle cartucce, tra l’altro molto particolari e poco presenti sul mercato, identiche a quelle messe all’interno delle buste minatorie e venne ritrovato anche il fucile, risultato essere clandestino, con il quale era stata danneggiata l’autovettura delle vittime. La persona arrestata è stata associata alla struttura carceraria di Palmi.

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Il pettegolezzo, “un’arte” o un becero “passatempo”?

altaltInizia tutto con un semplice “Hai saputo che?”  o, ancora, con “Ma non lo sai cos’è successo a Tizio?”, e potremmo continuare così. All’infinito. Un pò come un “virus” di cui tutti siamo portatori sani, il pettegolezzo è una voce infondata che si divulga velocemente all'interno di una qualsivoglia società. Non si distingue per religione, razza o ceto sociale. Molto spesso le “dicerie” sono leggende (quelle che qualcuno definisce “leggende metropolitane”), cose bizzarre che accadono quasi sempre ad “amici degli amici” ed, anche se buona parte di esse possono manifestarsi come infondate e calunniose, bisogna riconoscere che spesso possono contenere una parte di verità.

A tal proposito, potremmo provare a stilare un vasto elenco sulle diverse tipologie di “dicerie”. Abbiamo, infatti, quei pettegolezzi aventi uno stile a dir poco “fiabesco”, oppure pettegolezzi che nascono da verità “romanzate” ed arricchite dal cosiddetto “passaparola” o, dulcis in fundo, i tanto deprecabili pettegolezzi “malsani”. Ordunque, nel primo stile di diceria, quello “fiabesco”, possiamo posizionare le frasi che si dicono per un conversare futile e distensivo, al bar o dal parrucchiere. Esse non dovrebbero avere alcuna finalità se non quella di farci trascorrere qualche ora in spensieratezza con amici,  “sparlando” dei non presenti (ovviamente). Il secondo, da noi denominato quale vero e proprio “romanzo”, è da catalogare come una maldicenza nata da una base di verità che, però, durante il “passaggio” da una persona ad un’altra, perde completamente fondamento divenendo filtrata, modificata e deformata. Infine, l’ultima categoria è quella del pettegolezzo “malsano”. Esso è fortemente calunnioso ed infamante al punto da divenire addirittura davvero pericoloso per l’ equilibrio psicologico di chi lo subisce e che, presto o tardi, ne verrà a conoscenza (un “anello” della catena, prima o poi, incontrerà il protagonista e, magari candidamente, dirà “Sai cosa dicono (loro, gli altri) di te?” e, poi, che il turpiloquio abbia inizio. A chi non è mai capitato, di essere vittima di un pettegolezzo che, quantomeno inizialmente, ci ha fatto tribolare? E chissà quante volte, invece, siamo stati  noi i “carnefici” più o meno volontariamente?Fin qui abbiamo giocato a collocare i vari tipi di chiacchiere, dando loro un ordine differenziato in base all’intenzione con cui lo si racconta. Ma se è vero che le dicerie nella maggior parte dei casi sono innocue, vi sono situazioni in cui possono diventare davvero deleterie in quanto, trovando la loro genesi nell’invidia, sono in grado di arrivare ad intaccare le relazioni sociali di una persona sino a portarla addirittura all’emarginazione. In casi del genere possiamo menzionare, ad esempio, i cantanti Marco Masini e Mia Martini. Quest’ultima, in particolare, esiliata dallo show business addirittura si è suicidata perché qualcuno aveva messo in giro la voce che portasse sfortuna. Dati gli strepitosi effetti della diceria e del pettegolezzo sulla credulità popolare, non è escluso che molte persone o gruppi sociali interessati, possano mettere in giro delle dicerie “ad arte” al fine, ad esempio, di screditare un avversario politico ovvero di ottenere crescita di consenso rispetto ad una determinata idea. La chiacchiera sociale è, perciò, da considerare come una “verità” non verificabile, la cui infondatezza esercita addirittura un fascino per la possibilità che offre di immaginare. Sergio Benvenuto, psicologo presso il Cnr di Roma e autore di un saggio intitolato “Dicerie e pettegolezzi”, spiega come essi siano “espressione di paure e desideri inconsci. E più che da intenzioni malevole, spesso i pettegoli sono spinti dal desiderio di sentirsi e mostrarsi vicini alla persona oggetto della curiosità”. Possiamo, dunque, affermare che il pettegolezzo da bar, pertanto non nocivo, può rappresentare un modo per soddisfare una momentanea smania di protagonismo, un modo per  “occuparsi di” senza “preoccuparsi degli effetti” sicuramente non in modo amorevole e benevolo della gente di cui si “sparla”. Addentrarsi nel labirinto del pettegolezzo, è “un’arte” (seppur nell’accezione negativa del termine) o, assai peggio, un “passatempo” irrinunciabile e, finanche, come abbiamo visto, pericoloso? Chi di questo spasso ne fa quasi un modus vivendi,  è ossessionato dallo spessore del soggetto che, magari, con la sua ombra lo copre oppure, per esempio, quest’ultimo è, “semplicemente”, ciò che il primo vorrebbe essere? Dice bene chi afferma che “Se parlano di me in questi termini, la verità è che la mia vita è assai più interessante della loro”. O no?

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Reggio Calabria: con l’operazione Terrazzamento l’Arma smaschera un imponente traffico di rifiuti

Premessa. Nella mattinata odierna i carabinieri della dipendente Compagnia di Reggio Calabria e del NOE di Reggio Calabria stanno eseguendo decreto di sequestro emesso dal GIP di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura nei confronti di tre Società: Idroterm di Martino Vittorio Bruno, con sede legale in Reggio Calabria contrada Croce Valanidi, Idroterm srl con sede in Roma ed Eko Mrf s.r.l. con sede legale in Reggio Calabria Vallone Bovetto. Reati contestati ambito indagine condotta da CC Stazione Gallina e NOE Reggio Calabria consistono nella realizzazione di discarica abusiva di rifiuti speciali non pericolosi (materiali edili da demolizione provenienti da cantieri) in territorio (Regione Calabria) in cui vige lo Stato di Emergenza nel settore dei rifiuti (art.6 c.1 lett.f D.L.172/2008), traffico di rifiuti (art.260 c.3 D.lgs: 152/2006), realizzazione di lavori di terrazzamento di terreni a scopo agricolo in assenza dei prescritti titoli autorizzativi (art.44 c.1 lett.a D.P.R. 380/2001), nonchè gestione e trasporto non autorizzati di rifiuti speciali non pericolosi (art.6 c.1 lett.f D.L.172/2008). Sono circa 50 i militari impegnati nelle operazioni tra Reggio Calabria, Roma, Napoli, Milano, Bologna.

L’inizio delle attività. L’attività di indagine intrapresa nel luglio 2009 nasce dall’attenzione concentrata sul territorio da parte dei carabinieri della Stazione di Gallina e del NOE di Reggio Calabria per il monitoraggio dell’attività di gestione e smaltimento dei rifiuti. In particolare veniva attenzionata una ditta operante sul territorio, la Eko Mrf con sede in contrada Bovetto. Uno studio preliminare del sito della ditta segnava il primo momento di interesse. Collegatisi su un normale sito di consultazione mappe satellitari “Bing Maps” i militari potevano con curiosità osservare che la foto effettuata da satellite aveva immortalato all’interno dall’area di proprietà della ditta un mezzo d’opera che scaricava materiale edile su un costone della collina. Da quel momento sono partite le verifiche che hanno portato al deferimento di 22 soggetti a vario titolo responsabili dei reati sopra elencati. Lo svolgimento delle indagini. Da un principio quasi casuale e curioso ne è scattata un’indagine impegnativa e approfondita. Le indagini, svolte sotto la direzione del Proc. Aggiunto Dott. Sferlazza e del Sost. Proc. Dott.ssa Ombra, sono state svolte con tradizionali metodologie di polizia giudiziaria: servizi di osservazione per il controllo dei movimenti dei mezzi e le conseguenti attività svolte sul sito di stoccaggio, controlli aerei con elicottero dell’Arma dell’Elinucleo di Vibo Valentia, fino ad una fase finale di ispezioni all’interno dell’azienda e verifiche documentali sui trasporti di rifiuti effettuati e su tutti i titoli autorizzativi relativi alle attività svolte. La realizzazione di discarica non autorizzata di rifiuti speciali non pericolosi. Il primo importante aspetto su cui si è focalizzata l’indagine è la realizzazione di discarica abusiva da parte della Società Eko Mrf. Come appariva dalle immagini satellitari del sito “Bing Maps” (nelle foto), all’interno della proprietà dell’azienda si era svolta un‘attività di sversamento di rifiuti provenienti da demolizioni con il riempimento di un intero vallone. Le immagini realizzate da elicottero dell’arma dei Carabinieri confermavano che sul sito era stata effettuata un’importante azione di conferimento di materiali. Dagli accertamenti documentali emergeva che in relazione all’area interessata era stata presentata da Martino Bruno, amministratore unico della Eko Mrf srl, nonché proprietario del terreno, nell’anno 2005 una dichiarazione di inizio attività di realizzazione di terrazzamenti con conferimento di “terreno agricolo per la realizzazione di un uliveto”. Inutile sottolineare che dalle immagini scattate dall’elicottero di uliveti non vi era alcuna traccia sul sito indicato. Non solo: le attività di movimento terra intraprese non sono state considerate lecite neppure dal punto di vista autorizzativo urbanistico-ambientale poiché, come indicato dall’Ufficio tecnico del Comune di Reggio Calabria, effettuate in assenza dei previsti nulla osta paesaggistico-ambientali. Tale circostanza emergeva anche da verifiche effettuate dall’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura, dalle cui relazioni tecniche consegnate all’Arma, emergeva chiaramente sull’area interessata la sussistenza di concreti rischi idrogeologici in conseguenza delle azioni antropiche operate. Peraltro da sopralluoghi effettuati sul posto, sebbene l’area utilizzata per lo sversamento dei rifiuti fosse impervia, franosa e pertanto non accessibile, i militari potevano de visu constatare l’evidente affioramento di rifiuti speciali non pericolosi da demolizione (parti di pilastri in cemento, reti plastiche impiegate sui cantieri, residui bituminosi, legnami), affioranti evidentemente per l’azione delle piogge e degli agenti atmosferici. La gestione ed il trasporto non autorizzati di rifiuti. Un secondo aspetto su cui si sono concentrate le indagini è stato il controllo dei mezzi che trasportavano e conferivano i rifiuti presso la Eko Mrf srl. La normativa in vigore prevede precisi obblighi su tutta la catena di produzione, gestione, trasporto e smaltimento o recupero dei rifiuti, pertanto impone obblighi e conseguenti responsabilità anche in capo ai soggetti produttori del rifiuto. A seguito dei controlli è emerso che la quasi totalità dei produttori conferivano i rifiuti a società che operavano il prelievo e trasporto in assenza di autorizzazione sia della società che dei mezzi impiegati. In conseguenza di ciò la normativa vigente prevede il sequestro per la confisca dei mezzi utilizzati, sequestri che nella odierna operazione hanno riguardato 21 mezzi d’opera di proprietà di 16 distinte aziende operanti sul territorio di Reggio Calabria. Oggetti del sequestro. Il sequestro ha ad oggetto il patrimonio mobiliare ed immobiliare (sito, mezzi, strutture e intera proprietà terriera sede della discarica non autorizzata) delle Società Idroterm, Idroterm srl (tra cui attività bar-ristorazione interna all’Aeroporto di Reggio Calabria) ed Eko Mrf srl, nonché 21 mezzi d’opera (segnalati per la confisca ex-lege), conti correnti e altri beni facenti capo alle società medesime, per valore quantificato in 7 milioni di Euro. Gli strumenti normativi applicati. I reati contestati nell’ambito dell’indagine sono previsti dalla normativa in materia ambientale che, a seguito delle recenti ed importanti modifiche (testo unico del 2006 e successive modifiche e integrazioni), ha fornito strumenti assolutamente incisivi ed efficaci per l’azione di contrasto. In particolare può ricordarsi l’inserimento dell’aggravante in materia di reati ambientali per i territori in cui vige lo stato di emergenza (prorogato nella Regione Calabria anche per l’anno 2011 con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri). Può altresì citarsi la severità della regolamentazione della catena “produzione-gestione” del rifiuto che investe di precise responsabilità anche il produttore del rifiuto stesso, che non solo ha l’obbligo di verificare che la ditta cui affida il rifiuto sia autorizzata, ma anche quello di verificare che il rifiuto sia accettato dal destinatario finale. Proprio in questa attività sono state accertate condotte penalmente rilevanti da parte dei soggetti produttori del rifiuto. Le conseguenze, anche per questi soggetti sono decisamente gravi e prevedono la confisca del mezzo d’opera impiegato.

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Gioia Tauro (RC) e Piana: l’Arma ad ampio raggio

Imponente servizio coordinato a largo raggio, volto sia alla prevenzione dei reati che al contrasto delle attività criminali, attuato dai Carabinieri nel territorio della Compagnia di Gioia Tauro. Il servizio è stato ordinato dal Comandante della Legione CC Calabria, Generale di Brigata Adelmo Lusi e coordinato dal Comandante Provinciale di Reggio Calabria, Colonnello Pasquale Angelosanto, con l’impiego delle unità dell’Arma Territoriali della piana di Gioia Tauro, in particolare della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro e della Compagnia Speciale del Gruppo Operativo Calabria con sede a Vibo Valentia.

Nel corso dei servizi i militari dell’Arma: in Galatro (RC), in viale delle Terme, hanno rinvenuto due fucili semiautomatici cal. 12 con matricola abrasa e 8 munizioni dello stesso calibro, alcune delle quali caricate a pallettoni. Le armi, avvolte in dei teli di plastica ed accuratamente  nascoste tra i rovi nei pressi di una abitazione disabitata, erano molto ben oleate e perfettamente funzionanti. Sul ritrovamento i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno avviato le indagini e le armi, con le munizioni, saranno inviate al R.I.S. di Messina per gli accertamenti balistici e per l’esaltazione di eventuali impronte papillari latenti; in Rosarno (RC), in contrada Zimbario, hanno deferito in stato di libertà due uomini che dopo aver cercato di fuggire all’alt imposto da una pattuglia, sono stati trovati in possesso di un grosso coltello di genere vietato; nel corso del servizio al quale hanno preso parte 50 Carabinieri, sono state, inoltre: controllate 110 autovetture; identificate 151 persone; effettuate 22 perquisizioni personali, veicolari e domiciliari; elevate 16 contravvenzioni al Codice della Strada.

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Laruffa editore presenta “Io sono… En soph” di Annamaria Barreca

Sarà presentato giovedì 10 febbraio, alle ore 18, nel salotto letterario della libreria Mondadori di Siderno, il libro “Io sono… En soph” di Annamaria Barreca* per Laruffa Editore. Misterioso e coinvolgente, “Io sono” (nella foto la copertina) racconta una straordinaria esperienza ai confini del reale. Entità superiori popolano la vita e questo scritto di Annamaria Barreca (nella foto), poetessa di talento e donna dall’eccezionale sensibilità. “Così ‘Io sono’ entrò nella mia vita con la sua forza dirompente e sbaragliò la mente, sottile meretrice, che si divertiva a ricacciarmi nel fondo della mia esistenza. Divenni una sua creatura, proiezione umana di un disegno divino… Egli non ha natura, è vibrazione allo stato puro, non appartiene all’umano.

E’ il mio inizio e la mia fine, il mio Uno e il mio Tutto…”, scrive l’autrice, narrando con il piglio del romanzo storie sul filo del paranormale. Alla serata interverranno: il critico letterario Francesca Neri, l’editore Roberto Laruffa e l’autrice. Coordina Maria Teresa D’Agostino. *Annamaria Barreca ha un ricco percorso letterario. Nel 1990 ha pubblicato “Con Discrezione” (liriche intimistiche a liriche di impegno sociale); con “Addio Angelo” è risultato vincitore del premio letterario “Donna e scrittura” nel 1993. La silloge “Arcipelago Alfa” (autobiografia  in versi) ha vinto il premio Palazzo Grosso nel 2000 e il premio Franco Bargagna nel 2005. Nel 2006 la prima opera di narrativa con la raccolta di racconti e di aforismi “Fabulae”. E’ autrice di saggi brevi su poeti dell’area meridionale e collabora con riviste letterarie in qualità di critico. Nel 2008 ha pubblicato due testi poetici: “Canti scapigliati” e “Uomini, donne e…”. Nel 2009 pubblica “Terragra”, raccolta di liriche, appunti di viaggio e fotografie sulla città di Reggio Calabria e la sua provincia.

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Serie Bwin, XXV^ giornata: Reggina-Padova 1-1

Reggina-Padova: 1-1. Reggina (3-5-2): Puggioni; Burzigotti, Cosenza ed Acerbi; Colombo, Rizzo, De Rose (dal 85° Castiglia), N. Viola (dal 63° Campagnacci) e Barillà (dal 58° Rizzato); Zizzari e Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Laverone, Di Lorenzo ed A. Viola. All.: Atzori. Padova (4-3-1-2): Cano; Crespo, Cesar, Legati e Renzetti; Bovo (c) (dal 83° Cuffa), Jidayi e Gallozzi (dall’88° Di Nardo); De Paula (dal 60° El Shaarawy); Ardemagni e Vantaggiato. In panchina: Agliardi, Trevisan, Ronaldo e Hochstrasser. All.: Calori. Arbitro: Tozzi di Ostia. Assistenti: Tasso di La Spezia e Bagnoli di Teramo. Quarto uomo: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. Marcatori: Bonazzoli al 78° (rig.) e Vantaggiato al 93°. Ammoniti: Legati al 77° ed Ardemagni all'84°. Corner: 6 Reggina e 6 Padova. Recupero: 0’ (p.t.) e 5’ (s.t.). Spettatori paganti: 397. Abbonati: 3566. Incasso al botteghino: € 5600. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 3963. Incasso totale: € 27.977. Note. Rivoluzione post “mercato del nulla” (o quasi) quella attuata stasera da mister Atzori (a cui, sebbene non possa manifestarlo come vorrebbe, la cessione di Missiroli, ma, soprattutto, il mancato arrivo di almeno un altrettanto valido sostituto, non è andata giù sebbene il suo presidente abbia, per la prima volta in stagione, fissato un obiettivo concreto e non aleatorio pronunciando la parola “playoff”).

Ed allora, come si confà ad un uomo di carattere come giudichiamo essere il mister frusinate, si decide di osare per, quantomeno, di provare a cambiare il trend non certo positivo (una vittoria, cinque pareggi e quattro sconfitte nelle ultime dieci gare non sono certo un ruolino di marcia invidiabile). Assente lo squalificato Adejo, in difesa trova spazio Burzigotti. Ma le vere novità sono nella linea mediana ed in avanti dove Colombo sostituisce Laverone, il nuovo arrivato De Rose “defenestra” Castiglia e Campagnacci si accomoda in panca per lasciare spazio a Zizzari con l’augurio che sia più preciso del compagno in fase realizzativa e di assistenza al bomber, e nuovo capitano amaranto, Bonazzoli. In panchina esordisce Di Lorenzo. In Tribuna Est, al solito, trovano allocazione una trentina di tifosi veneti che, assai facilmente, come tutti i loro predecessori, nemmeno prendono in considerazione né il ministro Maroni né la sua famigerata “tessera del tifoso” le cui regole severe vengono regolarmente aggirate senza il benché minimo sforzo o impegno, ma solamente comprando i biglietti di altri settori. Il pubblico amaranto, per l’ennesima volta deluso nelle sue aspettative, diserta lo stadio e, crediamo, fa registrare stasera il minimo di presenze (come dargli torto?). Si affrontano due squadre appaiate in classifica a quota 34, con gli ospiti capaci sin’oggi di conquistare soli 6 punti in trasferta (frutto di altrettanti pareggi e, quindi, con lo 0 ancora ben fissato in quanto a vittorie esterne). Cronaca e commento. Primo tempo. Al 2° è la Reggina ad imbastire una buona azione offensiva sull’asse Bonazzoli-Zizzari-Rizzo che porta quest’ultimo al tiro “forzato” da fuori area tempestivamente respinto da un difensore ospite. Al 4° la Reggina è protagonista in negativo e poco ci manca che ci lasci le penne. Cosenza appoggia in orizzontale (una cosa, questa, da non fare mai sulla linea difensiva tant’è che la insegnano alla scuola calcio), ma sbaglia la misura. Sulla palla si avventa Gallozzi che, presa la mira (fortunatamente male), tira al lato della porta difesa da Puggioni che, quindi, tira un sospiro di sollievo. Al 7° Bonazzoli, da fuori area, prova a sorprendere Cano ma il suo tiro termina in curva. All’8° ci prova, ancora da fuori area, Barillà che, di sinistro, manda sul fondo. Al 10° ancora Barillà che, se possibile, fa ancora peggio che nell’azione precedente lisciando in toto il pallone e facendo una piroetta su se stesso prima di rendersi conto che il pallone è ancora là salvo, poi, non concludere nemmeno in fase di cross. La Reggina comunque spinge e si rende ancora pericolosa. E’ il 12° e l’esordiente De Rose crossa bene al centro dell’area dove, però, Bonazzoli non arriva puntuale all’appuntamento con il pallone. Al 13° risponde il Padova. Vantaggiato conquista palla sulla trequarti amaranto, si coordina e calcia teso ma centrale. La palla rimbalza davanti a Puggioni che non può bloccarla e devia in corner. Al 19° il Padova è pericolosissimo. Vantaggiato calcia una punizione da fuori area, il suo è un bolide che, sol perché centrale, viene deviato di pugno in corner da Puggioni. In questa fase della gara, in cui entrambe le formazioni si danno battaglia senza riuscire a rompere l’equilibrio, a protagonista si erge tale sig. Tozzi con alcune decisioni assai opinabili ben coadiuvato negli errori dal suo assistente Tasso che opera sotto la Tribuna Ovest (Tozzi e Tasso, tutto un programma). Al 22° il Padova si spinge in avanti con ancora con Vantaggiato che, però, sbaglia l’appoggio per il sopraggiungente compagno sulla destra ed è tempestivo Puggioni ad uscire in presa bassa e ad evitare il peggio. Al 26° la Reggina prova con Cosenza, sugli sviluppi di un corner, a sorprendere Cano con un colpo di testa, ma il portiere ospite è ben piazzato e blocca. La partita è giocata a ritmi alti, ma molto frastagliata nelle azioni con Reggina e Padova che si affrontano a viso aperto cercando di superarsi a vicenda, ma entrambe poco precise in fase conclusiva. Al 37° ottima l’azione amaranto con De Rose (ottimo il suo esordio) e Colombo con quest’ultimo, assistito dal primo, che arriva al tiro di sinistro (non il suo piede) mandando, però, alto. La Reggina è viva, ma continua a peccare in fase realizzativa dove, forse, arriva con un eccesso di foga che si traduce in imprecisione sotto porta. Al 42° è il Padova ad andare ancora vicino al vantaggio, negato solo da uno strepitoso Puggioni. Calcio di punizione dalla destra battuto da Vantaggiato al centro dell’area dove Ardemagni colpisce di testa a colpo sicuro e su cui il portiere amaranto interviene in un mix di istinto e tecnica e respinge miracolosamente. Al 44° la Reggina grida al rigore. Cross da sinistra di Barillà al centro verso Zizzari che cade a terra con Tozzi che fa ampi cenni di continuare. Il primo tempo, un buon primo tempo tutto sommato, finisce qui. Ad Atzori e Calori 15 minuti di tempo per cercare di catechizzare i propri uomini in vista dei secondi 45 minuti in cui, verosimilmente, il ritmo calerà seppur non crediamo le intenzioni di entrambe le squadre cambino di molto. Secondo tempo. La prima conclusione a rete della ripresa è del Padova con Vantaggiato che manda alto sulla porta amaranto. Al 53° ci prova ancora il Padova con Ardemagni, il suo tiro è alto sulla traversa. La Reggina prova a rispondere costruendo azioni su azioni con Colombo e De Rose (molto simile nelle movenze a Brienza) sulla destra ed Acerbi sulla sinistra. Al 54° ci prova Zizzari che, ricevuta palla spalle alla porta, si gira a sinistra e di sinistro calcia morbido mandando il pallone fuori d’un soffio alla destra del portiere Cano. Al 58° Atzori effettua il  primo cambio della gara: fuori un impreciso Barillà per un più propenso alla fase d’attacco Rizzato. Calori (nella foto) risponde due minuti dopo escludendo dalla partita De Paula a favore di El Shaarawy già andato in goal contro la Reggina nel 4-0 dell’andata. Fase della gara caratterizzata dalle sostituzioni. Al 63° Atzori toglie il regista N. Viola per Campagnacci schierando, quindi, 3 punte di ruolo (Zizzari, Bonazzoli e, appunto, Campagnacci) e passando ad un più offensivo e spregiudicato 3-4-3 proteso alla ricerca della vittoria. Al 71° si rifà viva la Reggina con Campagnacci che spizzica di testa un calcio di punizione mandando molto largo e lontano dalla porta di Cano. La gara, come prevedibile, cala di ritmo e si nota. La Reggina fatica a costruire e, come spesso già accaduto, fatica ancor di più ad andare al tiro. Ecco perché la cessione di Missiroli, senza un valido sostituto (ma De Rose può solo migliorare oltre la buona impressione di stasera), assume contorni ancor più importanti in termini di perdita di qualità e, di conseguenza, di pericolosità in fase offensiva. In fondo, “Missile” era uno dei pochi ad avere le qualità per saltare l’uomo, per costruire e finanche per andare in goal. Al 74° la Reggina va in goal con Acerbi pronto ad insaccare in tuffo alle spalle di Cano. Tozzi, su segnalazione di Bagnoli, rende tutto vano per l’evidente posizione di offside del giocatore neo-genoano. Al 77° azione in verticale di Rizzato, cross rasoterra verso Bonazzoli che crolla spinto da Legati. Tozzi ci pensa un po’, sicuramente si consulta tramite auricolare con Bagnoli e decreta il penalty a favore dei reggini tra le proteste degli ospiti. E’ il 78° e sul dischetto va Bonazzoli che bissa il goal su rigore di sabato scorso a Piacenza e porta, meritatamente, in vantaggio i suoi. Bene! Il pubblico si sveglia dal torpore dovuto al gelo ed incoraggia i suoi beniamini. Il vantaggio è tutto sommato meritato. La Reggina, per merito del suo allenatore, ha osato rischiando anche. La partita si accende ed a farne le spese è Ardemagni che entra in maniera scomposta su Rizzato e genera una rissa da cui ne esce quale unico ammonito. All’85° esce uno dei migliori in campo, se non il migliore: De Rose lascia per Castiglia. Chiaro e legittimo l’interesse di Atzori, adesso, di coprirsi. Il ritmo della gara si alza nuovamente. Acerbi, in difesa, è un gigante e tutta la linea difensiva alza una diga. Calori le prova tutte: entrano Cuffa e Di Nardo ed escono il capitano Bovo e Gallozzi. La Reggina è, adesso, sotto assedio. Il Padova è tutto nella metà campo amaranto e gli uomini di Atzori, nervosissimo in panchina, provano a resistere. Troppo importante, soprattutto per il morale, portare in porto questa vittoria. 5 sono i minuti di recupero assegnati da Tozzi che saranno giocati allo stremo. Il Padova è tutto proteso alla ricerca del pari e la Reggina si affida alle ripartenze più che altro per tenere lontano il pallone dalla propria area. La fortuna non è, però, dalla parte della Reggina. Al 93° Vantaggiato prova il tiro da fuori area, Cosenza è sulla traiettoria e devia in maniera determinante guardando la palla terminare la sua corsa alle spalle dell’incolpevole ed impotente Puggioni. La gara finisce qui. Nulla da dire agli uomini di Atzori sul piano dell’impegno e della dedizione e, se la dea bendata non ci avesse messo lo zampino, avrebbero certamente meritato la vittoria contro un ostico Padova. Peccato. Di qui in avanti si può solo migliorare (anche senza Missiroli, ma con quasi 8 milioni di euro in più in tasca destinati a…).

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Serie Bwin, XXV^ giornata: Reggina Padova (probabili formazioni e note)

Reggina (3-5-2): Puggioni; Cosenza, Burzigotti ed Acerbi; Laverone, Rizzo, Castiglia, N. Viola e Rizzato; Campagnacci e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Barillà, De Rose, Colombo, Montiel, A. Viola e Zizzari. All.: Atzori. Padova (4-3-1-2): Cano; Crespo, Cesar, Legati e Renzetti; Bovo, Jidayi e Gallozzi; Cuffa; Ardemagni e Vantaggiato. In panchina: Agliardi, Trevisan, Ronaldo, Hochstrasser, El Shaarawy, De Paula e Di Nardo. All.: Calori. Arbitro: Tozzi di Ostia. Assistenti: Tasso e Bagnoli. Quarto uomo: Gallo. Note. Per la Reggina, sabato scorso, è stata la prima sconfitta della sua storia a Piacenza. La squadra amaranto ha avuto in questa stagione, con quello realizzato da Bonazzoli sempre a Piacenza, 4 rigori a favore e sempre fuori casa. Per la terza volta, la Reggina, perde facendosi rimontare. La formazione di Atzori perde a Piacenza la propria imbattibilità dopo 309 minuti ed interrompe la sterilità in attacco dopo 380 minuti. E’ ancora buona la striscia interna di 272 minuti di imbattibilità, ma deve interrompere la sterilità al “Granillo” che dura ormai da 221 minuti.

La Reggina non vince fuori casa dal 09.11.2010 (2-1 a Cittadella con reti di Dalla Bona e doppietta di Nicolas Viola dal dischetto). Nelle ultime dieci partite 4 pareggi (in casa con il Torino per 1-1 – Bonazzoli e Bianchi -, ancora in casa con il Sassuolo per 0-0, a Crotone ancora per 0-0 ed ancora in casa, ancora per 0-0, contro il Siena), una sola vittoria (con il Grosseto 1-0 – Adiyiah -) e ben 5 sconfitte (a Novara 3-1 – Scavone, Bertani, Cosenza e Gonzalez -, in casa con l’Albinoleffe 1-2 – Girasole, Acerbi e Previtali -, a Varese 1-0 – Ebagua -, ad Ascoli 2-1 – Missiroli, Lupoli su rig. e Giorgi – ed a Piacenza 3-2 – Rizzo, Marchi, Graffiedi, Bonazzoli su rig. e Cacia). Nella classifica del ritorno è a –2 rispetto all’andata ed è al penultimo posto della particolare graduatoria. Dalla 15ma alla 24ma ha conquistato soli 10 punti (media retrocessione da 0,7 punti a partita, mentre gli amaranto viaggiavano alla media promozione di 1,92 sino alla 14ma). Fuori casa, nelle ultime 5 partite, solo un pareggio (a Crotone) e ben 4 sconfitte (a Novara, Varese, Ascoli e Piacenza). Rimane, nonostante tutto a +8 il vantaggio sulla scorsa stagione. Momento fatale il minuto 88 per le ultime tre sconfitte. Atzori arriva oggi alla panchina numero 24 e, pertanto, supera Camolese e punta De Canio a quota 26. Negli anticipi singoli al venerdì su 6 partite: 5 sconfitte (anche a Padova all’andata per 4-0), ed una sola vittoria per un totale di 6 goal segnati e 14 subiti. Reggina-Padova, i precedenti a Reggio. Questo incontro si è giocato solo in B. Quella di stasera sarà l’11ma volta  per i veneti in riva allo Stretto ed il bilancio è di 6 vittorie amaranto, 2 pareggi e 2 vittorie patavine. L’ultimo incontro risale alla scorsa stagione e terminò 1-1 (Brienza e Cani). Reggina-Padova non si è giocata per ben 11 anni, dal 18.01.1998 al 05.09.2009. L’ultima vittoria amaranto risale al 18.01.1998 per 3-0 con reti di Giovanni Morabito e doppietta di Ciccio Marino. Il Padova. Occupa il settimo posto in classifica, al pari della Reggina, con 34 punti frutto di 8 vittorie, 10 pareggi e 6 sconfitte. Ha realizzato 37 goal e ne ha subiti 29. Vanta un +3 sul girone di andata. Nelle ultime 3 partite ha portato al 55,6 la percentuale dei punti conquistati, dopo essere stato a lungo intorno al 47%. Un gol fatto di media a partita nelle ultime 3 gare (1,4 di media nelle ultime 5). 0,67 di media gol subiti  nelle ultime 3 partite (precedente media 1,2 nelle ultime 5). Nelle ultime 5 partite, 4 pari ed una vittoria sul Crotone. Ha ottenuto 5 rigori a favore (tutti realizzati) e 6 rigori contro (uno solo non trasformato dagli avversari). Il suo cammino esterno. 11 trasferte senza mai una vittoria in questa stagione (è l’unica squadra della B che può “vantare” un simile score). Ultimo in classifica con 6 punti per incontri lontano da casa assieme al Frosinone, fuori casa ha collezionato 6 pareggi e 5 sconfitte con 11 goal fatti e 18 subiti. Nelle ultime 5 trasferte pari a Novara, Livorno e Portogruaro e sconfitte ad Ascoli e Vicenza. L’ex è Di Gennaro. In A con la Reggina 741 minuti su 3420 ed un magnifico goal a San Siro contro il Milan. Quest’anno, solo due volte è partito da titolare. I cannonieri del Padova ed il goal alla Reggina. Il capocannoniere è Succi a quota 15 ma è ormai “out” per l’intera stagione, segue Vantaggiato con 6 reti, appunto Di Gennaro con 5 ed El Shaarawy con 2 goal di cui 1 alla Reggina nel 4-0 dell’andata. Il cannoniere principe contro la Reggina è Italiano con 3 gol (2 con la maglia del Chievo ed uno con quella del Verona). Bomber amaranto contro il Padova. Colombo ha realizzato al Padona un goal con la maglia della Triestina e Zizzari ben 5 goal al Padova, 4 con il Ravenna (di Atzori) ed 1 con il Grosseto. Gli allenatori. Atzori e Calori sono al loro terzo confronto. Per Atzori un pari con il Ravenna ed una sconfitta (all’andata). 5 volte Atzori contro il Padova con uno score di una vittoria, 3 sconfitte ed 1 pareggio. Una sola volta, invece, Calori contro la Reggina ed una (sempre la vittoria all’andata). L’arbitro. Dirige Riccardo Tozzi della sezione di Ostia, coadiuvato dagli assistenti Tasso e Bagnoli e dal quarto uomo Gallo. Tozzi ha debuttato in A il 31.05.2009 dirigendo in totale 5 partite. In B, invece, ha debuttato con Treviso-Ancona del 30.08.2008 ed oggi è alla 49ma direzione. Con la Reggina vanta 5 presenze. Mai una vittoria per gli amaranto, 2 pareggi in casa con Empoli (0-0 il 23.10.2010) e Cittadella (1-1 il 19.09.2009 con reti di Capelli e Pesoli) e 3 sconfitte a Novara (il già citato 3-1 del 22.11.2010) e due volte l’anno scorso a Modena (1-0 il 03.10.09 con rete di Bruno) ed a Vicenza (3-1 il 06.02.2010 con reti di Di Cesare, Litteri, Brienza e Sgrigna). Con il Padova, invece, una vittoria contro il Sassuolo il 22.03.2008 e 3 sconfitte a Siena (in questo campionato), a Brescia durante la passata stagione ed a Massa Carrara nel 2005.

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Reggio Calabria: presso gli Ospedali Riuniti, nasce l’Associazione per la Neonatologia

Nasce a Reggio Calabria l’Associazione per la Neonatologia. Un organismo che si propone di sostenere e aiutare le famiglie a vivere e superare il periodo in cui i bambini nati prematuri hanno bisogno dell’assistenza medica in ospedale. L’associazione si preoccuperà di fornire sostegno morale e psicologico ai genitori e anche a fare da tramite con il territorio per consentire loro di trovare un alloggio. Sono numerose, infatti le coppie che hanno necessità di reperire una dimora momentanea per assistere il loro bambino nel periodo di ricovero ospedaliero.

Per sabato 5 febbraio alle ore 9 presso l’Aula Spinelli degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, attendiamo quindi una nascita speciale con un convegno che vedrà l’apertura a cura del dott. Antonino Nicolò e della dott.ssa Claudia Laghi della Divisione di Neonatologia  e gli interventi di Paolo Bridi – Presidente ANT (Amici della Neonatologia Trentina), Anna Crippa – Vicepresidente di Vivere onlus (Coordinamento Nazionale delle Associazioni per la Neonatologia) -, Carla Fortino – Presidente dell’Associazione Il Bucaneve Messina – nonché dei genitori dei neonati a rischio di Reggio Calabria. Alle ore 13.00 avverrà la chiusura del convegno e sarà offerto un aperitivo preparato direttamente dal personale della Neonatologia.

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Sinopoli (RC): il latitante Antonino Macrì arrestato dai Carabinieri del Comando Provinciale e dello Squadrone Eliportato Cacciatori

È stato sorpreso in piena notte in una casa di Sinopoli Inferiore (RC) (che risultava da tempo disabitata) il latitante Antonino Macrì (nelle foto, prima, latitante e, poi, arrestato), destinatario di un ordine di carcerazione di 10 anni di reclusione per detnzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione, emesso dalla Procura della Repubblica di Palmi lo scorso 17 giugno 2010. E’ finita con l’irruzione dei carabinieri dello Squadrone Eliportato cacciatori “Calabria” e del Comando provinciale di Reggio Calabria la terza latitanza di del Macrì, che già in passato aveva cercato di sottrarsi alla cattura nascondendosi sull’aspromonte.

Infatti, in data 10.10.1997, dopo un periodo di lunga latitanza veniva arrestato dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria di Vibo Valentia che, nel corso di un servizio di appiattamento, lo individuava tra la fitta vegetazione delle zone aspromontane del territorio di Sinopoli Inferiore (RC) e,  nonostante l’alt intimatogli dai militari il ricercato non esitava, per assicurasi l’immunità, di puntare la pistola al loro indirizzo, venendo ferito; nonostante colpito alla spalla riusciva ugualmente a lanciarsi in una scarpata ma raggiunto veniva bloccato ed arrestato. Macrì è un vero è proprio latitante aspromontano. Gran parte delle sue latitanze le ha passate vivendo in piena clandestinità girovagando tra i boschi e gli anfratti degli aspri territori natii che conosceva benissimo. In alcuni servizi, infatti, svolti da parte dei Carabinieri, in occasione di quest’ultima latitanza è stato intravisto di sfuggita attraversare l’area montana servendosi di un bastone per farsi spazio tra la fitta vegetazione. Di fatto le sue tracce venivano successivamente perse, pertanto è stato necessario intensificare le attività di osservazione che successivamente hanno permesso di verificare il covo dove si trovava. Questa volta i militari, facendo ricorso alle classiche tecniche d’indagine basate su lunghe e faticose osservazioni e pedinamenti, partendo dalle recenti vicende che hanno interessato il latitante che di recente ha subito la scomparsa di alcuni suoi congiunti, sono riusciti ad isolare l’abitazione dove questo si era rifugiato. Al momento dell’irruzione, resa difficoltosa dalla circostanza che le strade che circondano l’abitazione sono strette e non  transitabili dalle macchine, il Macrì ha cercato di nascondersi in una piccola stanza al piano superiore, pensando di ingannare i militari, visto che la casa era sprovvista di energia elettrica ed era completamente al buio, poiché erano state oscurate anche le finestre per evitare che filtrasse la luce dei lampioni che illuminano la strada. Nell’abitazione sono state trovate le provviste di cibo e vestiti che il latitante aveva di recente ricevuto dai suoi fiancheggiatori e tremila euro che lo stesso Macrì ha dichiarato avrebbe dovuto utilizzare per pagare il funerale di uno dei suoi congiunti. L’abitazione versava in condizioni pessime, dormiva vestito, pronto per la fuga, sopra un materasso per terra. Lo stato di latitanza in cui ha vissuto lo ha portato a trascurare la sua persona, da buon latitante si è fatto crescere una fitta barba da eremita, abiti in tinta con la vegetazione. Le indagini continuano per fare luce sui fiancheggiatori del latitante.

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Roghudi (RC): tre impiegati comunali assenteisti denunciati per truffa aggravata

Nel corso della mattinata di ieri, i militari della Stazione Carabinieri di Melito Porto Salvo, collaborati dai commilitoni del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, hanno denunciato in stato di libertà tre dipendenti (su sette totali) del Comune di Roghudi, ritenuti responsabili di truffa aggravata ai danni del predetto ente pubblico. In particolare i Carabinieri, che svolgevano un mirato servizio finalizzato a reprimere il malcostume dell’assenteismo dei pubblici impiegati dal loro posto di lavoro, avevano modo di accertare come S. A. di 57 anni, L. A. 65enne e T. F. di anni 44,

tutti dipendenti del Comune di Roghudi, pur risultando presenti nei documenti di servizio e, per i primi due, anche nel sistema di rilevamento elettronico delle timbrature (un lettore di badge in uso presso tutte le amministrazioni pubbliche), erano, in realtà, fuori della casa municipale, senza avere un formale permesso di assentarsi. A nulla è servito il rapido rientro di due degli assenti ingiustificati che, probabilmente notiziati telefonicamente dell’inaspettato controllo dei Carabinieri da qualche collega più virtuoso, sono stati bloccati dai militari all’ingresso del comune, di rientro da chissà quale impegno collaterale rispetto a quello che avrebbero dovuto svolgere sul loro posto di lavoro al servizio della collettività. Per tutti è scattata la denuncia in stato di libertà per il delitto di truffa aggravata.

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Roccella Jonica (RC): operazione congiunta di Carabinieri e Guardia di Finanza infligge un duro colpo alla cosca “Aquino-Coluccio” sequestrando beni per 10 milioni di euro tra cui il lussuoso “Parco dei Principi”

Il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione di polizia giudiziaria coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, finalizzata al contrasto della criminalità organizzata calabrese operante sul versante ionico reggino, ha sottoposto a sequestro una importante e lussuosa struttura alberghiera, denominata “Parco dei Principi” (nelle foto), sita in Roccella Jonica (RC), nonché l’intero patrimonio aziendale della “Coninvest s.r.l.”, società proprietaria della struttura turistica, valutata oltre dieci milioni di euro. Contemporaneamente, il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria ha eseguito perquisizioni nei confronti di sei soggetti ritenuti molto prossimi alla cosca “Aquino-Coluccio” di Marina di Gioiosa Jonica (RC), finalizzate anche alla ricerca di elementi utili al prosieguo delle indagini.

Il citato provvedimento di sequestro è stato disposto dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, dott.ssa Kate Tassone, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia reggina, che ha diretto le complesse indagini nei confronti di cinque persone fisiche, denunciate per i reati di riciclaggio e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, aggravati dall’utilizzo di metodologie comportamentali “mafiose”, nonché di una persona giuridica segnalata per gli illeciti di cui al d.lgs. 231/2001 (disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica). L’albergo “Parco dei Principi” rientra nel patrimonio aziendale della “Coninvest s.r.l.”, con sede in Siderno (RC), beneficiaria di un ingente contributo pubblico di oltre 3,8 milioni di euro erogato nell’ambito del “Patto Territoriale della Locride”, destinato alla realizzazione in Roccella Jonica (RC) di una struttura turistico-alberghiera a “cinque stelle” (da qui la denominazione dell’operazione odierna). Dagli approfondimenti sulle anomalie della considerevole agevolazione pubblica concessa, è emerso che, dietro l’apparentemente irreprensibile compagine sociale “di facciata”, vi fosse l’invasiva, ineludibile ed occulta “regia” di alcuni pericolosi soggetti appartenenti alla cosca “Aquino-Coluccio”, operante soprattutto in Marina di Gioiosa Jonica (RC) ed aree limitrofe. Il coordinamento, operato dai PP. MM. della D.D.A. di Reggio Calabria, dott. De Bernardo e dott.ssa Ombra, ha consentito di creare specifiche sinergie tra l’azione dei Carabinieri – impegnati nel contrastare l’azione della cosca, considerata tra le più potenti ed insidiose organizzazioni criminali calabresi – e l’attività delle Fiamme Gialle. Le ulteriori investigazioni eseguite hanno permesso non solo di comprovare definitivamente l’illecita percezione dei contributi pubblici milionari di cui sopra, ma anche – e soprattutto – di individuare ed isolare all’interno della consorteria criminale uno strutturato e funzionale apparato organizzativo specializzato nell’“investire” e riciclare gli ingenti capitali di illecita provenienza accumulati dagli altri “settori operativi” della medesima associazione per delinquere.

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