Reggio di Calabria: Aeroporto dello Stretto, il Movimento Nazionale per la Sovranità “Complimenti al Sindaco, la frittata è servita!”

(178) “Complimenti al Sindaco Falcomatà ed al suo intuitivo messaggio. È riuscito a caricare di suspense l'esito dell'incontro con il Ministro Del Rio sull'Aeroporto. Ha messo l'asso delle dimissioni il primo cittadino sul tavolo della strategia, forse perché sa già che la briscola è certa

 

nelle mani del suo compagno di partito. Scrive molte lettere Falcomatà, più o meno consapevolmente, e con questa mielosa, e demagogica pantomima epistolare distoglie l'attenzione mediatica sui risultati della sua amministrazione e sulle lettere di altro tipo vergate negli anni passati e illude i reggini che a questo punto potrebbero persino trovarsi indecisi sul sacrificio del Tito Minniti in cambio delle sue dimissioni. Ironia a parte, questa lettera è l'esempio più significativo del prototipo PD renziano: giocarsi tutto, faccia compresa, nella convinzione di farcela e in caso contrario… faccia di bronzo. Commovente come un film comico è il tono delle sue parole, che richiamano all'unità della comunità reggina, le cui speranze lui stesso sul finire disintegra inesorabilmente con la sua forte carica di odio verso il passato, il solito passaggio ormai sgangherato e inflazionato, storiella retorica da campagna elettorale che tanti consensi ha prodotto per la sua ascesa al potere, ma costruita sulla sabbia col secchiello delle menzogne. Almeno, però, il Sindaco ci ha ascoltato, ha accolto il nostro invito ad un gesto forte ed eclatante, da compiere, tuttavia, non soltanto se troverà le porte chiuse in quel di Roma ma anche se l'esito dell'incontro di oggi al Dicastero dovesse sortire meri effetti "da rattoppo", la solita pezza messa per salvare faccia e fondoschiena, che non preveda una strategia risolutiva efficace ed una programmazione concreta e seria per il nostro scalo. La realtà dei fatti non potrà cambiare dall’esito di questo incontro: la grave situazione in cui si trova il Tito Minniti è conseguenza dell’abbandono di qualsivoglia strategia programmatica. Il Sindaco ha aspettato che tutte le situazioni precipitassero senza muovere un dito e adesso sta portato avanti la sua personale "trattativa privata", tentando di ergersi a salvatore della patria, dopo avere agito male per tempi, per metodo e nel merito. E questo giocarsi la carta delle dimissioni può rivelarsi per lui un boomerang incontrollabile, una isterica tattica da porre in essere quale extrema ratio, ogniqualvolta nulla viene fatto lungo le vie di ordinaria gestione della cosa pubblica. Ben altra attenzione richiedeva un problema che non si carica certo sulle spalle del solo primo cittadino, ma che abbraccia scenari di inadeguatezza, incompetenza e lassismo ad ampio spettro. I cittadini devono comunque sapere che, qualsiasi sarà il risultato che Falcomatà riporterà da Roma, l’aggiudicazione del bando alla Sacal è già da solo una severa sconfitta per Reggio, una consegna delle armi dell’unica Città Metropolitana della regione nelle mani del potere delle altre province. Di nuovo e come un tempo, la frittata è servita”. Movimento Nazionale per la Sovranità Reggio Calabria.

 

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Referendum sui Voucher: Colombo (Azione Identitaria Calabria) “Per la CGIL vale il detto del chi disprezza vuol compare”

(220) “I governi degli ultimi vent’anni che si sono succeduti in Italia, di qualsiasi colore essi siano stati, hanno introdotto nel mondo del lavoro tutte leggi ed adottato soluzioni che non hanno fatto altro che alzare sempre più il livello di precarietà toccando il punto di non ritorno ed

 

instillando nei giovani, ed anche in quelli meno giovani, l’ansia di non vedere un futuro. Il tutto lentamente è sfociato in autentici sentimenti individuali di depressione e che spesso hanno avuto risvolti drammatici culminati in suicidi per debiti e disperazione. Oggi le principali sigle sindacali, che sempre più spesso hanno avuto nei tavoli di concertazione con i governi atteggiamenti acquiescenti, si apprestano ad entrare nell’agone della campagna referenderia per l’abolizione dell’ultimo Moloch, creato per il lavoro, rappresentato dai Voucher. Abbattere uno strumento come quello dei Voucher e la deleteria riforma del lavoro approvata dal governo Renzi è cosa importante e salutare, però, mai come in questo caso, il detto del “chi disprezza compra” trova effettiva realizzazione nel comportamento ambiguo della stessa Cgil, la quale è stata una delle prime utilizzatrici dei Voucher che li ha usati per pagare, come in Emilia Romagna, i suoi dipendenti che prestano servizio presso le loro sedi ed alla fine si è scoperto che il sindacato della Camusso ha investito nel 2016 ben 750 mila euro in Voucher. Tutto ciò è davvero grottesco: da una parte la Camusso, sempre molto critica nei confronti di questi strumenti tanto da paragonarli ai pizzini dei mafiosi, e dall’altra l’intera struttura sindacale che ne ha avallato l’esistenza e l’utilizzo. Oggi le sigle sindacali hanno decisamente perso di credibilità, incapaci nelle sedi opportune di combattere il mondo del precariato che trascina con se, si sa, oltre che l’incertezza anche la concreta mancanza di una continuità lavorativa con un reddito quasi mai sufficiente ad affrontare e pianificare un’adeguata vita presente e futura. La crisi del lavoro e delle serie difficoltà di commercianti, artigiani, piccole e medie imprese costrette a chiudere, ha radici lontane ed affonda nel principale cancro che è il sistema bancario vigente con la moneta debito che è latore di tutte queste drammatiche situazioni sociali ed economiche. Lo stesso governo, che vuol fare di tutto per evitare la consultazione referendaria del prossimo 28 maggio, pare sia orientato ad approvare un Decreto Legge per affrontare il problema Voucher e, mi chiedo, come? Visto ormai che, in Italia, si è creato un vero e proprio dedalo della flessibilità e del precariato e qualunque provvedimento o riforma del lavoro attuata non è naturalmente mirata a superare tale situazione. Nei prossimi mesi Azione Identitaria in Calabria sarà nelle piazze per spiegare ai cittadini calabresi la truffa del debito pubblico che è la madre di tutti i mali sociali ed economici che attanagliano l’Italia, renderemo evidente l’inanità delle strutture sindacali sempre prone ai governi asserviti al capitalismo finanziario e come nessun partito tradizionale, seppur in molti sfoggiando oggi  lo stesso slogan, abbia nel suo programma la sovranità monetaria, unica soluzione per superare tutti i problemi relativi a diritto al lavoro, alla casa ed alla sanità pubblica”. Igor Colombo, Coordinatore Azione Identitaria Calabria.

 

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Spettacolo: Gennaro Calabrese entra nella famiglia di “Made in Sud”

(187) Gennaro Calabrese entra nella famiglia di “Made in Sud” realizzando un grande sogno all’interno del quale trascina dentro la casa di mamma Rai, la sua terra e le sue origini. Ieri sera, ha aperto i battenti lo show comico di Rai 2 che, nelle stagioni precedenti, si è già

 

conquistato il suo spazio tra i telespettatori e, quest’anno, prova a rinsaldare il forte legame e l’audience. Tra i numerosi comici che compongono la struttura portante del programma, la cui conduzione è affidata al cantante Gigi D’Alessio affiancato dalle collaudate Fatima Trotta ed Elisabetta Gregoraci, si fa spazio l’attore comico Gennaro Calabrese protagonista della prima andata in scena all’Auditorium Rai di Napoli. Gennaro ha stregato gli spettatori con un esilarante sketch di una coppia italiana, due espressioni diverse che provano a trascorrere la serata insieme. Lui sul divano con il telecomando in mano e lei con il tablet a guardare i personaggi della rete. In tre minuti e mezzo, l’artista Calabrese racconta questo “scontro familiare” diventando l’espressione di ciò che accade in Tv e sul Web. Ad aiutare l’artista reggino come sempre, i personaggi della televisione, dei cartoni animati e alcuni suoi cavalli di battaglia come Vespa, Costanzo, i protagonisti di Masterchef, Insinna e ancora il rapper ghanese Bello Figo, classica espressione del web, con la sua “Non pago affitto” e il tormentone giapponese “Apple pen” che ha spopolato in rete.  Ma la bravura dell’attore Calabrese si evidenzia sul finale dove indossati i panni del noto conduttore Gigi Marzullo fa un veloce zapping con 8 personaggi.  A fine serata, sentiamo al telefono l’artista reggino che ancora euforico ci racconta il suo debutto: “Mi tremavano le gambe, avevo tanto paura e avete sicuramente notato la mia emozione. Sono felice di partecipare a Made in Sud, programma comico di punta degli ultimi anni, e nonostante sia stato un percorso lungo fatto di laboratori dove nascono gli sketch per lo show, di tanto studio e sacrifici, oggi sono soddisfatto di aver lottato e creduto in un bellissimo sogno. E’ una grande responsabilità – continua Gennaro  – sono l’unico comico della Calabria a rappresentarla e spero di giocarmela al meglio questa opportunità”. Gennaro ne ha fatta di strada, ha superato tante sfide e ha portato a casa anche tanti pesanti “No”, per lui importanti per andare avanti e per affrontare nuovi progetti artistici. Molti vedono nell’artista il vero volto di quel Mezzogiorno delle speranze, di quel Sud che ha tanti professionisti  capaci e desiderosi di mostrare il proprio talento, di quell’estremo Stivale che vuole risollevarsi e vantarsi dei suoi figli. “Non è semplice in pochi minuti realizzare uno sketch che racconti un po’ di me – conclude Calabrese – Fare il comico significa regalare una pausa al forsennato ritmo della vita di tutti noi, allo stress quotidiano, ai tormenti dell’essere umano. Significa prendere spunto dalla vita reale, esasperare degli aspetti e renderli divertenti agli occhi di tutti. Ma soprattutto, offrire al pubblico che mi guarda il motivo per alzarsi la mattina seguente con il sorriso. Non è semplice ma io ce la metto sempre tutta”.

 

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FIP Calabria: parla Danilo Chiarella, Responsabile regionale degli allenatori

(116) La Federbasket di Calabria ha un nuovo Responsabile del settore “Allenatori”. Danilo Chiarella da Catanzaro, allenatore con tantissima esperienza nei team di Calabria, dalla Planet Catanzaro, passando per Lamezia, Gioia Tauro, Soverato e Crotone è il nuovo coordinatore del

 

movimento dei Coaches della regione”. “Il mio incarico di Presidente del Comitato regionale per gli allenatori di questa regione – afferma il tecnico – è nato in sinergia con il Presidente del Comitato Regionale Fip Paolo Surace. Ho sempre detto di voler collaborare ma, in collaborazione con uno staff operativo. Nel mio Staff ci sono Francesco Gualtieri su Catanzaro, Massimiliano Sabato su Cosenza ed il maestro Enzo Porchi su Reggio Calabria senza dimenticare la sinergia con l’Rtt Regionale Domenico Bolignano ed Emiliano Scarcero per il settore Femminile. Ho chiesto l’aiuto e la presenza di tanti soggetti che non hanno un ruolo predefinito ma che proveranno a dar manforte al mio operato in chiave specifica. Gli obiettivi? Il mio primo obiettivo è far diventare la Calabria più vicina al movimento tricolore: oltre a Viola e Planet Catanzaro siamo una regione lontana da tutto. Per andare a vedere una partita di spessore ed un allenamento importante, molto spesso non è facile essendo la Calabria una regione così “lunga”. Il nostro obiettivo sarà quello di portare il più possibile soggetti ed allenatori di un certo spessore che possano darci una mano sia in termini formativi che in termini di idee e di crescita. Vogliamo migliorare, tutti insieme, nessuno escluso. Ho già contattato diversi Coach e la mia grande idea è quella di provare a sviluppare Pao coordinati anche in collaborazione con le altre regioni. Nel frattempo continuano i raduni:I progetti continuano sui 2003. Sono previsti raduni organizzati per due volte al mese per il gruppo che parteciperà al Trofeo delle Regioni. Il programma sta proseguendo con svariati allenamenti per farci trovare pronti, per quelle che sono le nostre possibilità al prossimo “Trofeo delle Regioni”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Reggio di Calabria: premiati i vincitori del concorso “Giovani Calciatori 2015/2016”

(115) Premiati ieri pomeriggio alla Regione i vincitori del concorso “Giovani Calciatori” edizione 2015/2016. Giunto alla nona edizione, l’album delle figurine “Giovani Calciatori”, anche quest’anno  grazie all’impegno del giornalista Francesco Senatore del gruppo editoriale  “FigurOne

 

edizioni” e del responsabile per Reggio Calabria Antonio Virduci , calcio dilettantistico e collezionismo si sono uniti coinvolgendo le società sportive del territorio. Alla raccolta della scorsa edizione avevano partecipato ben nove società sportive: Gallico -Catona, Reggina, Reggio Calabria, Polisportiva Loreto, Mediterraneo, Villese, Segato, Cordova, Ludos Academy. Tre i premiati della raccolta: i piccoli Giuseppe Micalizzi della scuola calcio Polisportiva Loreto al quale è andato il defibrillatore, gentilmente donato dal consigliere regionale Francesco Cannizzaro, Vittorio Palmara della scuola calcio Reggio Calabria, al quale è stato regalato un weekend a Gambarie presso il noto albergo “Bucaneve”, mentre al terzo classificato, Giuseppe Amato, sempre della Pol. Loreto, è andato un buono per articoli sportivi di Adidas Store del dottor Pasquale Porcino. Ammirevole la scelta del piccolo Micalizzi e dei suoi genitori che hanno inteso donare il premio appena ritirato – il defibrillatore appunto –  alla società di appartenenza, la Polisportiva Loreto. A consegnare i premi, il consigliere regionale Cannizzaro che nell’esprimere “massima soddisfazione per la buona riuscita di questo progetto che è ormai uno dei più attesi nell'ambito del calcio dilettantistico del Sud Italia e che coinvolge i nostri piccoli atleti, le loro famiglie e le scuole di calcio”, spiega il gesto di aver voluto regalare un defibrillatore semiautomatico che “ha un ruolo determinante nel caso in cui una persona sia colpita da arresto cardiaco mentre è sul campo”. “Un intervento di primo soccorso tempestivo e adeguato contribuisce a salvare fino al 30% in più delle persone colpite – afferma il consigliere Cannizzaro – Come avevo promesso mesi fa, a differenza di altri che avevano dato la loro disponibilità a sostenere questa iniziativa ma non sono ad oggi pervenuti, ho ritenuto indispensabile regalare un defibrillatore sperando che questo gesto sia condiviso da altri rappresentanti istituzionali affinché tutte le scuole calcio della città possano essere dotate di uno strumento salva vita. I nostri piccoli non sono solo il nostro futuro ma il nostro presente: loro ci insegnano quotidianamente con piccoli gesti, quanto sia preziosa la vita e quanto sia importante la solidarietà”. Alla premiazione insieme al responsabile della raccolta delle figurine per Reggio Calabria Antonio Virduci, erano presenti i bambini che hanno partecipato alla raccolta e il presidente della Polisportiva Loreto, Tonino Meduri.

 

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Comune di Reggio di Calabria: il Capo Gruppo di Oltre in consiglio comunale GSera sulla questione aeroporto «Non cediamo il passo alla rassegnazione né alla becera invettiva, ci anima la fiducia nel percorso avviato dall’amministrazione Falcomatà»

(173) «Il sindaco Falcomatà sta perfettamente rappresentando le istanze di una intera città di fronte al governo nazionale sulla necessità di avere dei collegamenti aerei funzionali allo sviluppo e alle esigenze dei reggini». E' quanto dichiara in una nota l'Ing. Giuseppe Francesco

 

Sera capogruppo di Oltre in consiglio comunale. «Quella sull’aeroporto dello Stretto è una battaglia campale che ci vede tutti impegnati per vedere finalmente riconosciuto a pieno il nostro diritto di cittadinanza – afferma Sera – con il sindaco Falcomatà portiamo avanti un percorso che sebbene dovrà passare da sentieri stretti, condurrà Reggio e l'area metropolitana a raggiungere il diritto a una mobilità sostenibile e integrata da sempre negata». Continua il consigliere Sera: «Non sfugge a nessuno di noi e non si può più prescindere dal valutare come centrale il tema dei trasporti rispetto a qualsiasi prospettiva di sviluppo della città». Nel ripercorrere i principali passaggi delle azioni avviate dall’amministrazione sul tema, un fermo inciso: «Sappiamo tutti quanto sia fondamentale per trattenere le forze produttive e le intelligenze della nostra città, sul territorio, avere la possibilità di muoversi ed essere raggiunti. E lo è ancora di più in  questa stagione amministrativa che ci vede  dare un forte impulso nell'ottica della programmazione e della pianificazione  di strumenti urbanistici finalizzati al raggiungimento di una crescita e di uno  sviluppo armonioso». Da qui le conclusioni: «Mossi da queste premesse facciamo appello a tutti i cittadini ad aver fiducia nel percorso di interlocuzione che l'amministrazione Falcomatà  sta intraprendendo con tutti gli attori in campo sulla questione aeroporto. Non cediamo il passo alla rassegnazione, nè alla becera invettiva: ciò che ci deve animare è la fiducia nel risultato finale».

 

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Reggio di Calabria: Aeroporto dello Stretto, il Movimento IDeA Calabria “Alitalia nasconde le proprie inettitudini. I mali dello scalo stanno all’interno del sistema di gestione”

(172) "La Calabria e Reggio potranno uscire dalla difficile condizione di arretratezza socio-economica anche potenziando e rilanciando il proprio sistema trasportistico. Affermazione questa che si ripete in ogni circostanza che appartiene come principio a tutte le forze politiche e

 

sindacali ma che di fatto rimane come enunciato di principio e basta! Reggio, “Città Metropolitana”, la più debole fra le consorelle d’Italia, non può rimanere senza un collegamento stradale, ferroviario, marittimo ed aereo degno di una “metropoli” che con il suo hinterland racchiude quasi un milione di abitanti. La difesa dell’Aeroporto dello Stretto non può essere solo “pennacchio” di territorio o vendetta e rivalsa politica di schieramento ma efficace azione di scontro e chiarezza con quanti pensano che questo territorio sia solo terreno di malaffare e di ‘ndrangheta e non culla di civiltà. Tutti dobbiamo cogliere questa opportunità per irrobustire la rete aeroportuale calabrese per potenziare un sistema economico e produttivo che rilanci i nostri territori. Non ci sono sfide fra politici più muscolosi da rilanciare ed accogliere in questo momento ma occorre evidenziare che finalmente questa “amara” terra di Calabria possa dimostrare di avere dalle massime cariche istituzionali nazionali ai più piccoli paesi dell’entroterra montano, una classe dirigente degna e rinvigorita dal desiderio di invertire, una cultura che ha creato danni non solo a Reggio ma anche a tutto il suo hinterland. Alitalia nasconde le proprie inettitudini e quelle della sua classe dirigente colpendo i più deboli: lo ha fatto ieri e continua a farlo oggi! Una società, quella di bandiera nazionale, sull’orlo del fallimento e non solo economico, che scarica sulla Calabria e sulla città metropolitana di Reggio le proprie inefficienze per crearsi degli alibi su come ha utilizzato, e male, i fondi dei cittadini italiani, versati ad essa dallo Stato. Ordisce di fatto con questi ciclici problemi di chiusura di Reggio (sempre aeroporti del Sud Italia) vere e proprie estorsioni per ottenere sempre più finanziamenti dagli enti territoriali. Ma Alitalia non dice che i pochi voli che atterrano e ripartono dal “Tito Minniti” viaggiano quasi tutti pieni; preferisce tacere del regine di monopolio che ha imposto alla gestione dell’aeroporto reggino con tariffe aeree su voli interni veramente “scandalose”. Certo l’ammontare del passivo denunciato dalla compagnia aerea di bandiera è grosso e le responsabilità non possono essere solo le proprie. Infatti sosteniamo che queste vanno condivise anche con l’assurda e fraintesa funzione della società di gestione dei servizi aeroportuali in loco che ha trasformato, negli anni, d’intesa con famelici politici locali, la struttura di servizio in strumento di clientela. Non ci accodiamo al gioco dello scarica barile per individuare le responsabilità di un “fallimento” ma sentiamo il bisogno di avanzare un’ipotesi possibile di lavoro che guardi al futuro resettando il presente, tenendo conto della debolezza dei governi locali e territoriali di oggi e dall’incoerenza di una Regione che ieri come oggi agogna scenari di centralità su Lamezia di tutti i servizi aeroportuali. Noi non ci schieriamo con coloro, specie istituzione, che non vogliono affondare le mani sulla storia del “Tito Minniti” e sul modo con cui esso è stato gestito, poiché riteniamo che i mali dello scalo aereo stanno proprio all’interno del sistema complessivo di gestione. E’ opportuno che al di là dei proclami di buone intenzioni e degli incontri con le autorità dello Stato, i nostri amministratori facciano sentire la loro voce non per rivendicare pietose concessioni ma esibendo progetti e programmi concreti di rilancio anche se questo dovrà costare ulteriori sacrifici".

 

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Reggio di Calabria: Aeroporto dello Stretto, un gruppo di dipendenti dello scalo ci scrive “I soldi per le low cost si trovano ma non per salvare i voli Alitalia a Reggio Calabria”

(171) Riceviamo e pubblichiamo. “Vorremo spiegare ai cittadini reggini quanti soldi pubblici le regioni spendono (o sprecano) per portare compagnie low cost nei loro aeroporti. Per aggirare le severe norme comunitarie che vietano gli aiuti di Stato alle imprese, le società che gestiscono gli scali aeroportuali

 

sottoscrivono degli accordi di co-marketing per la promozione turistica del territorio. Partiamo con il nostro viaggio tra le regioni italiane dalla Puglia. Il contratto tra gli aeroporti pugliesi e Ryanair, che fino al 2010 era sostenuto da fondi europei, prevedeva un contributo per la pubblicità sul sito web del vettore e uno sconto del 50% sui costi di handling per un totale di 12 milioni di euro l’anno. In cambio, la compagnia irlandese avrebbe garantito 33 rotte (20 da Bari, 13 da Brindisi) e 3 milioni di passeggeri l’anno. Alla fine furono concessi finanziamenti europei per 30 milioni alla compagnia irlandese. In Sicilia, lo scalo di Trapani ha staccato un assegno di 20 milioni in cinque anni alla Airport Marketing Limited di Dublino, una controllata Ryanair, per la co-promozione pubblicitaria sul suo sito facendo decollare i passeggeri dai 533mila del 2008 agli 1,6 milioni del 2012. Questa operazione ha inguaiato Airgest, la società di gestione dell’aeroporto trapanese, che nello stesso periodo ha perso 10 milioni di euro. Ora che l’intesa è a scadenza, l’aerolinea vuole tre milioni in più e ha costretto la Regione Sicilia a correre in aiuto (tanto paga Pantalone) dello scalo di Birgi. Succede in tutto lo stivale: la vecchia società di gestione dello scalo di Rimini ha speso 12 milioni per le low cost ed è arrivata al fallimento. Ora è subentrata una nuova società di gestione, nel periodo di transizione lo scalo è rimasto chiuso cinque mesi. L’aeroporto di Alghero ha sborsato per la sua scommessa irlandese 41 milioni in 10 anni (20 solo nel 2011-2012) ed è finita nel mirino della UE per aiuti di stato. Oggi che Alitalia, sì in crisi economica, che da sempre ha garantito l’operatività e quindi i servizi a tutti i cittadini a spese proprie (compresi trasferimenti di animali vivi, minori senza accompagnatore, ammalati in barella, le altre compagnie non sono abilitate a farlo) sullo scalo di Reggio Calabria chiede 6 milioni di euro per ben 56 voli settimanali e la Regione sembra restia a voler contribuire. Di contro è disposta ad elargire a Ryanair suon di milioni (altro che 6 che chiede Alitalia). E vorremmo ricordare che la stessa compagnia irlandese non vola su Linate ma solo su Bergamo. Il presidente della provincia Raffa, in data 23 settembre 2016 dichiarava: "In tutti questi anni, l'Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria è stata l'unico Ente che ha sostenuto la SOGAS in maniera concreta e continuativa, mediante un esborso complessivo che ha superato i 23 milioni di euro nelle ultime due consiliature”. Anche il presidente della regione, Mario Oliverio, in data 8 marzo 2016 ribadiva il suo impegno per lo scalo: “Dalla Regione arrivano 15 milioni di euro per ‘salvare’ l'aeroporto di Reggio Calabria”. 38 milioni di euro in totale per mantenere SOGAS, sapendo che da lì a qualche mese sarebbe stata dichiarata fallita con 9 milioni di euro di perdite. Questi ad oggi sono i fatti e qualcuno ci vuole far credere che la Regione non sia disponibile a dare solo 6 milioni di euro all’Alitalia per tutte le tratte e i servizi fino ad ora garantiti? Il presidente Oliverio, il sindaco Falcomatà e il ministro Delrio sono le persone che hanno in mano la palla e la decisione su quanto avverrà a Reggio Calabria, nei prossimi giorni e nei mesi a seguire, sarò loro. È importante che i cittadini reggini abbiano ben chiaro quando sta accadendo". 

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Reggio di Calabria: New Deal, domani convegno su “Criminalità organizzata: sicurezza e giustizia”

(186) L’Associazione Universitaria New Deal ha ideato un'iniziativa dal titolo: “Criminalità organizzata: sicurezza e giustizia”, evento che avrà luogo domani, 15 marzo 2017, alle ore 09:00 presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Gli studenti avranno modo di approfondire

 

tematiche sempre attuali come, nello specifico, il ruolo della magistratura nel contrasto alla criminalità organizzata con relatori stimati nel panorama reggino, in particolare il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Dott. Federico Cafiero De Raho, da sempre in prima linea nella lotta alla ‘ndrangheta. Altrettanto importante il contributo fornito dagli altri due ospiti che interverranno fornendo il loro apporto in materia di giornalismo d’inchiesta, ovvero il dott. Claudio Cordova, direttore responsabile de “Il Dispaccio”, e la dott.ssa Rosalia Staropoli, fondatrice di ConDivisa, associazione che promuove i valori etici di Forze dell’Ordine, Forze Armate e Intelligence, per contrastare il consenso sociale, l’omertà e la reticenza, nelle zone fortemente interessate dalla criminalità organizzata) ed autrice del libro La “santa” setta: il potere della ‘ndrangheta sugli affiliati e il consenso sociale sul territorio. Appuntamento, dunque, domattina presso l’aula Magna Quistelli dell’università Mediterranea. Non mancate!

 

 

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Rapporto Agromafie 2017: Coldiretti, Eurispes ed Osservatorio su Criminalità Agroalimentare. Molinaro: “Un semaforo rosso sulla rete criminale ma siamo impegnati con misure di contrasto fatte da buone imprese, buon lavoro e buoni prodotti”

(136) Il quinto rapporto “Agromafie” sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare presentato a Roma  certifica che l’agroalimentare rappresenta un terreno privilegiato di investimento

 

della malavita con un pericoloso impatto non solo sul tessuto economico ma anche sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. La stesura del Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia è stata resa possibile anche grazie al contributo proveniente dalle Forze dell’ordine, dalla Magistratura, dalle Istituzioni e dagli Enti che operano sul territorio a salvaguardia del comparto agroalimentare. Dalla Calabria insieme al presidente Pietro Molinaro, al Direttore Francesco Cosentini e tutti i dirigenti provinciali, sono stati presenti il Procuratore della Repubblica di Cosenza e componente il Comitato scientifico della Fondazione Mario Spagnuolo e il Presidente della Commissione contro la 'ndrangheta  Arturo Bova, la Dirigente del Liceo Scientifico “Piria” di Rosarno Maria Rosaria Russo e l’agronomo Stefano Poeta presidente nazionale dell’Epap Ente di Previdenza ed Assistenza pluricategoriale. Pietro Molinaro, presidente di Coldiretti Calabria ha commentato che nonostante primati negativi per la nostra regione  e quindi è giusto accendere il semaforo rosso e vigilare; come Coldiretti Calabria siamo impegnati con misure di contrasto fatte di buone imprese, buon lavoro, e buoni prodotti“. Il Rapporto presentato alla presenza di numerosi esponenti delle Istituzioni certifica che  il volume d'affari complessivo annuale dell'agromafia è salito a 21,8 miliardi di euro con un balzo del 30% nell’ultimo anno. La filiera del cibo, della sua produzione, trasporto, distribuzione e vendita, ha tutte le caratteristiche necessarie per attirare l’interesse di organizzazioni che via via abbandonano l’abito “militare” per vestire il “doppiopetto” e il “colletto bianco”, riuscendo così a scoprire e meglio gestire i vantaggi della globalizzazione, delle nuove tecnologie, dell’economia e della finanza 3.0. Sul fronte della filiera agroalimentare  le mafie, dopo aver ceduto in appalto ai manovali l’onere di organizzare e gestire il caporalato e altre numerose forme di sfruttamento, condizionano il mercato stabilendo i prezzi dei raccolti, gestendo i trasporti e lo smistamento, il controllo di intere catene di supermercati, l’esportazione del nostro vero o falso Made in Italy, la creazione all’estero di centrali di produzione dell’Italian sounding. Nel 2016 si è registrata un’impennata di fenomeni criminali che colpiscono e indeboliscono il settore agricolo nostrano dove quasi quotidianamente ci sono furti di trattori, falciatrici e altri mezzi agricoli, gasolio, rame, prodotti e animali. Solo nell’ultimo anno – ricorda Coldiretti – le forze dell’ordine hanno messo a segno diverse operazioni contro le attività della malavita organizzata, con arresti, sequestri e confische contro personaggi di primissimo piano che vanno nel settore ortofrutticolo con i clan Piromalli e all’olio extra vergine di oliva di Matteo Messina Denaro.  Le mafie investono e si appropriano – sottolinea la Coldiretti – di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta. La graduatoria delle province italiane rispetto all’estensione e all’intensità del fenomeno agromafia nel 2016, se fotografa una concentrazione del fenomeno soprattutto nel Mezzogiorno. Nonostante il crescente ruolo giocato dalle agromafie nel Settentrione, è nel Mezzogiorno che esse esprimono una maggiore e nociva diffusione. In Calabria le province caratterizzate da un livello di criminalità organizzata del tipo dell’agromafia, vedono Reggio Calabria, prima nella graduatoria nazionale, oltre a Catanzaro, ottava, Cosenza sedicesima posizione, Crotone diciannovesima e Vibo Valentia trentunesima. Per le nostre province, le problematiche di maggior impatto emerse sono riconducibili al pressante controllo del territorio operato dalla ’ndrangheta secondo una casistica criminosa particolarmente ampia: dal controllo delle produzioni agricole, del relativo indotto occupazionale e della pastorizia agli incendi boschivi, dalla adulterazione dei prodotti oleari, caseari e vinicoli alle frodi per l’aggiudicazione di fondi dell’Unione europea. Risulta, inoltre, preoccupante il crescente fenomeno dell’abigeato e della macellazione clandestina di carni prima sottoposte a trattamenti chimici e tossicologici illegali e poi contraffatte in merito alla loro tracciabilità. Le operazioni di contrasto a queste ultime fattispecie di reato, ed alla relativa commercializzazione al dettaglio, risultano particolarmente difficoltose a causa del generale clima di omertà: le denunce per la sottrazione di bestiame sono infatti ufficializzate per “smarrimento” e non per “furto”. La macellazione clandestina di capi infetti costituisce un business fortemente redditizio per l’agromafia: al guadagno illecito, infatti, vengono spesso aggiunte le quote comunitarie per l’indennizzo dell’abbattimento. “Per l’alimentare – conclude Molinaro – occorre vigilare sul sottocosto e sui cibi low cost dietro i quali spesso si nascondono ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi se non l’illegalità o lo sfruttamento”.

 

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Roma: Giuseppe Livoti, Presidente de “Le Muse, in qualità di critico d’arte, per la finissage della mostra dell’artista di origini calabresi Maria Malara

(185) Trasferta tutta romana per Giuseppe Livoti, Presidente storico del sodalizio reggino “Laboratorio delle Arti e delle Lettere Le Muse”, che, in qualità di critico d’arte e direttore della P.A.G.–Pinacoteca Area Grecanica di Bova Marina è stato chiamato dall’artista Mariella Malara al

 

finissage della mostra personale “I sogni di Maria Malara”. Il prestigioso appuntamento sarà esattamente venerdì alle ore 17,30 presso la nota Galleria D’Arte “Il Laboratorio” di via Del Moro a Trastevere, noto spazio culturale romano e luogo in cui artisti di chiara fama presentano al mondo dell’arte il loro operato. “L’artista Malara nota anche negli ambienti calabresi – dichiara Giuseppe Livoti – ormai appartiene all’humus della scuola romana ma la Calabria sua terra natia è sempre un costante riferimento come lo dimostra la donazione lo scorso anno di una via crucis pittorica in permanenza presso la chiesa di San Nicolo in località Croce Valanidi. Le stazioni, di ispirazione verista, realizzate con la tecnica dell’ olio su tavola, arricchiscono con il loro valore, l’edificio di culto di grande importanza storico artistica, edificio ubicato su un blocco roccioso alla fine del 1600. L’opera è stata un “atto d’amore” nei confronti della terra di origine dell’artista, poiché nata nella zona del Valanidi ed inoltre ha rappresentato una vicinanza della famiglia Malara all’intera cittadina, poiché 50 anni fa il padre dell’artista progettò ed edificò delle piccole cappelle realizzando così un piccolo “Golgota” ancora oggi praticabile”. Venerdì l’occasione della personale dell’artista con le sue ultimi produzioni, porta Livoti in trasferta a continuare la sua attività di promozione e divulgazione di personaggi che attraverso l’arte comunicano anche il cromatismo mediterraneo nel loro itinerario, come lo dimostra la pittrice in questione, animata da luoghi della memoria estrapolati dalla nostra via marina o ancora dalla nostra storia magnogreca.  Nel catalogo Livoti scrive della pittrice che la stessa è artista del tempo attuale. Lo fa e lo è mediante un vero e proprio itinerario che, nel tempo, ha tracciato la sua identità di donna che trova, nel mediterraneo senso del cromatismo, una sua ricerca identitaria. I luoghi hanno sempre animato il suo viaggio: quello della memoria che la riporta, attraverso la figurazione, al mondo degli affetti, alla magia dell’infanzia e quello della trascendenza che l’ha condotta a superare la realtà fisica. Un Fiabesco rimasto nascosto nelle segrete della sua identità emerge oggi, dopo avere percorso la via della fede, attraverso la connotazione del sacro in icone – via crucis di rievocazione religiosa o, ancora, in  paesaggi delle piccole cose. I sogni cedono il posto alla pittura e l’artista è consapevole di cogliere l’attimo. Il divino è atmosfera ed avviene nella convenzione illusoria della pittura l’elaborazione di quel profano sacro senso dell’umano immanente che avvolge il trascendente. Emerge, in tutto, la Vita in pagine pittoriche, sedimentate, disegnate, rielaborate in momenti di tensioni emotive, quella Vita e quei sogni “…fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (Arthur Schopenauer). (Nella foto in alto: don Celestino, Maria Malara e Giuseppe Livoti). 

 

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PGS Calabria: rinnovate le cariche elettive per il quadriennio 2017-2020. Rosace confermato presidente regionale; Damiano, Papa e Sergi alla guida dei consigli provinciali

(114) Alla presenza dei massimi esponenti della giunta nazionale delle Polisportive Giovanili Salesiane, il mondo pigiessino calabrese ha rinnovato le cariche associative per il quadriennio 2017-2020. Un adempimento svoltosi lo scorso 12 marzo a Reggio Calabria e inserito

 

nell’ambito di una più articolata giornata di confronto culminata nel convegno “Una nuova lettura dell’allenatore sportivo giovanile” che ha registrato gli interventi dei rappresentanti delle società sportive regionali affiliate all’ente di promozione sportiva. Non sono mancate proposte e riflessioni per rilanciare ulteriormente le iniziative degli ultimi anni e per continuare ad identificare lo sport come essenziale strumento educativo. Gianni Gallo, Carmine Longo e Ciro Bisogno, rispettivamente presidente, vicepresidente e segretario generale delle PGS Italia, hanno recepito le istanze degli intervenuti riconoscendo alla Calabria i meriti di un’attività in continua crescita che la proietta tra le regioni più virtuose del panorama nazionale delle Polisportive Giovanili Salesiane. Per quanto concerne il rinnovo della cariche elettive, l’assemblea regionale ha confermato alla presidenza delle PGS Calabria l’uscente Demetrio Rosace. Alla carica di consiglieri sono stati eletti Luigi Corio, Ada Caponera, Antonio Arrigo e Giulia Ielo. Confermato anche il presidente del consiglio provinciale di Catanzaro Saverio Francesco Papa che sarà affiancato dai consiglieri Domenico Curcio, Giuseppe Gregorace, Fernando Santoro e Marianna Sia. Gabriele Damiano è il nuovo presidente del consiglio provinciale di Cosenza e sarà coadiuvato dai consiglieri Giuseppe Rogato, Gabriele Greco, Alessandro Scalzo e Loredana Lamacchia. Toccherà a Fabio Sergi presiedere il consiglio provinciale di Reggio Calabria con il supporto dei consiglieri Francesca Versaci, Barbara Di Blasi, Antonia Pellicanò e Antonio Petitto. L’assemblea regionale ha infine rieletto Carmine Longo al consiglio nazionale delle Polisportive Giovanili Salesiane. Per informazioni sui campionati e per conoscere più da vicino le iniziative delle PGS, è possibile visitare il sito ufficiale del Comitato Regionale www.pgscalabria.it e consultare la pagina facebook “PGS Calabria”. * Addetto Stampa.

 

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Reggio di Calabria: Marra (M.A.P.) “La città sprofonda e tutti sorvolano i problemi”

(170) "Si stava meglio quando non eravamo Città Metropolitana, almeno l’aeroporto funzionava, il Porto di Gioia Tauro andava a regime, le strade in città erano sì danneggiate ma non come oggi dove ogni duecento metri trovi un “cratere”, una “voragine”

 

insomma come ripetuto tante volte delle buche killer, come quella in Via Nicola Furnari che da ieri mattina era stata evidenziata da alcune cassette di frutta poi svanite dentro la stessa; appena sera circa le 18.30 quindi con meno visibilità, la buca quasi al centro della strada non è stata deviata da una automobilista che per evitare l’auto che arrivava dall’altro senso di marcia, ci è finita dentro provocando lo scoppio della gomma della propria autovettura con il successivo blocco della circolazione. Quasi immediato l’intervento della Polizia Municipale che ha provveduto con materiale “donato” da alcuni negozianti a mettere nuovamente in evidenza la pericolosità della stessa in quanto anche da me stesso notato, la buca al di sotto si estende anche lateralmente lasciando un po' di preoccupazione. Si spera che nella giornata odierna gli organi preposti intervengano per evitare ulteriori incidenti stradali e per verificare lo stato di avanzamento della stessa". Il Presidente, Pietro Marra.

 

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Reggio di Calabria: mostra fotografica “Sinapsi Clandestine” inaugurata a “It’s tiMe for exhibitions – Orvieto Fotografia 2017” (progetto di Pietro Politi in collaborazione con i Pagliacci Clandestini)

(184) La mostra fotografica “Sinapsi Clandestine” è stata selezionata in occasione della manifestazione internazionale It's tiMe for exhibitions – Orvieto Fotografia 2017 organizzato dal  FIOF, Fondo Internazionale per la Fotografia.

 

La mostra è stata inaugurata giorno 10 marzo e sarà possibile visitarla sino al 28  marzo presso il Palazzo dei Sette di Orvieto. Il progetto mostra fotografica “Sinapsi Clandestine” nasce dalla collaborazione tra il fotografo Pietro Politi e i Pagliacci Clandestini. E’ composta da dieci ritratti 50×70 cm. La mostra Sinapsi Clandestine rappresenta un gruppo di artisti di strada, i Pagliacci ClanDestini, di Reggio Calabria. Chiunque nella vita può essere chiunque: bisogna solo scegliere chi essere. Ci sono persone che decidono di “essere” per gli altri e, nonostante le fatiche che la vita quotidiana mette dinanzi, aprono la valigia, si truccano, indossano il loro vestito migliore e partono per portare in giro il loro messaggio e la loro gioia. Ognuno ha un motivo ben preciso che lo ha portato a fare questa scelta di vita – la scelta di essere un “artista”, un “pagliaccio clandestino” – e questa è una cosa straordinaria. La contrapposizione tra la vita reale e la vita da artista, il non sorridere negli scatti, sono piccoli elementi voluti per riuscire ad entrare nell’animo dell’osservatore, per cominciare il percorso che porterà a fare la propria scelta di vita.

 

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Il reggino Luca Falcomatà e la sua tesi innovativa sulla “Certificazione dei Sentieri naturalistici del Parco Nazionale dell’Aspromonte”

(183) L’Aspromonte, con le sue vicende, ha affascinato il giovane reggino Luca Falcomatà, appassionato della montagna e amante della propria terra, la Calabria, tanto da indurlo a dedicare al Parco Nazionale dell’Aspromonte la propria tesi di laurea in Scienze economiche.

 

Il neo dottore, dapprima ne ha evidenziato il sistema turistico, con le strutture ricettive, di ospitalità e i sentieri naturalistici, successivamente si è soffermato su una delle possibili innovazioni “la certificazione dei sentieri naturalistici”.  L’idea di scrivere questa tesi è nata, a Berlino, a seguito di un incontro occasionale con degli escursionisti tedeschi che, conseguentemente all’invito a camminare sull’acrocoro reggino, hanno esternato che la loro attività escursionistica viene praticata prevalentemente su sentieri certificati. Incoraggiato dalla Relatrice, prof.ssa Michela Mantovani, direttore del Cat – Lab dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Luca Falcomatà si è appassionato sempre più e, a mano a mano, è emersa una situazione molto interessante. In Italia, si registra solo sulle Alpi la presenza di due sentieri certificati, mentre questa realtà è molto presente nel resto d’Europa. La tesi sperimentale – redatta su un progetto realmente finanziabile – riflette l’impostazione innovativa che la professoressa Michela Mantovani ha saputo imprimere, facendo sinergia tra l’Università e gli Enti locali e in modo particolare con la neonata Città Metropolitana e il Parco dell’Aspromonte. Ma cosa sono i sentieri certificati? Sono dei percorsi naturalistici per escursionisti, che essendo certificati, garantiscono la qualità a chi li percorre. Si tratta di passare da un percorso "generico" ad un percorso “controllato e garantito” da un Ente certificatore. Per ottenere la certificazione vengono rilevati caratteristiche concernenti il sentiero, il paesaggio, i beni culturali, ecc. così come i sistemi di segnalazione e le macrostrutture dell’ambiente, permettendo di misurare il più obiettivamente possibile le forze e le debolezze del sistema sentieristico. Chi gestirà la certificazione svolgerà anche attività di ricerca, basata sul camminare, come forma intensiva dell’esperienza della natura, occupandosi delle condizioni e degli effetti del camminare dal punto di vista fisico, psichico, sociale, economico ed ambientale. La procedura prevede una verifica periodica degli standard di qualità dichiarati e dei processi di qualità applicati agli itinerari escursionistici. L’individuazione dei sentieri da certificare deve essere necessariamente fatta da esperti. L’innovazione può portare ad un allungamento della stagionalità del movimento turistico. Sempre più ci si affida, quando si decide di acquistare un vino, alloggiare in un hotel, scegliere un ristorante, a criteri di qualità come la denominazione per i vini, le stelle per gli hotel, la valutazione di tripadvisor per i ristoranti. Analogamente, in gran parte dell’Europa, viene fatto per i sentieri naturalistici. Il mercato ha numeri straordinari, attualmente vanta 40 milioni di escursionisti in tutta Europa, la maggior parte proveniente dal Nord Europa, Germania in testa, tra cui 16 milioni quelli che lo fanno all’estero. Portare un segmento di questo mercato in Italia e soprattutto in Aspromonte, migliorerebbe la situazione economica e sociale del territorio. Infine Luca Falcomatà ha rilevato che, nel sistema turistico del Parco Nazionale dell’Aspromonte, mancano dati statistici certi sulle presenze nel campo della ristorazione e ospitalità e al momento non si possono fare confronti affidabili né col passato né col futuro. Attualmente vi sono circa 2500 posti letto in sole 57 strutture ubicate in 37 comuni. Le innovazioni proposte potranno conferire valore al bene in sé, consentendogli, nel contempo, di diventare anche un importante polo di attrazione turistica.  Nel relativo progetto di valorizzazione non potranno non essere inclusi e trovare spazio anche gli Enti pubblici, come il Parco Nazionale dell’Aspromonte, la Regione Calabria, la Città Metropolitana di Reggio Calabria, i comuni gravitanti nelle terre alte, l’Università Mediterranea, Calabria verde, ecc., ma anche quelli privati, come ad esempio le organizzazioni professionali del settore agricolo, agrituristico, della ristorazione, alberghiero, del commercio e dell'artigianato, assieme ad altre organizzazioni come ASL, Pro-Loco, Operatori turistici, associazioni culturali locali e federazioni del settore turistico – culturale. Dopo aver individuato un possibile sentiero da certificare dal quale partire, Falcomatà ha realizzato una brochure e il logo per la certificazione dei sentieri aspromontani. Emerge anche il ruolo propulsore che la sezione Aspromonte del CAI svolge da 85 anni a favore del territorio dell'Aspromonte. La tesi ha riscosso molto interesse fra imprenditori e studiosi che vorrebbero realizzare un reale progetto di sviluppo.

 

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Comune di Reggio Calabria: gli assessori della Giunta Falcomatá “Se non avremo garanzie saremo al fianco del Sindaco a consegnare le chiavi della città”

(177) "La Giunta comunale si schiera nella sua interezza al fianco del sindaco Falcomatá. Se non dovessimo ricevere sufficienti garanzie sul futuro del nostro aeroporto accompagneremo il primo Cittadino a Roma a consegnare le chiavi della Città. Consideriamo la vicenda

 

dell'aeroporto primaria rispetto a qualsiasi tipo di investimento programmato sul nostro territorio. Inutile progettare lo sviluppo della nostra Città Metropolitana se viene meno la sua porta di accesso principale. L'aeroporto viene prima di tutto. Come il sindaco siamo e resteremo sempre leali a Reggio e staremo accanto ai nostri concittadini in questa battaglia cruciale per il nostro territorio". Lo dichiarano gli assessori della giunta comunale di Reggio Calabria dopo la lettera aperta del Sindaco Falcomatà sulla vicenda dell'aeroporto dello Stretto.

 

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Aeroporto di Reggio Calabria: i Sindaci dell’Area dello Stretto “Pronti a marciare su Roma”

(176) "Non è accettabile e non è possibile che Alitalia, in modo autonomo, faccia scelte che non rispondano ad alcuna logica, che rendono precaria la mobilità dei cittadini calabresi, ed in parte siciliani, già in situazioni difficili, e che rischia ora di diventare inesistente, isolando il

nostro territorio e lasciandolo all'abbandono". Lo dichiara in una nota Roberto Vizzari, Sindaco di San Roberto e Presidente dell'Associazione dei Comuni dell'area dello Stretto, a nome di tutti i suoi colleghi. "In questo momento – dice Vizzari – quello che proprio non serve è far rimbalzare le responsabilità. La politica deve fare squadra a difesa della libertà di movimento, del diritto alla mobilità, rispetto a chi penalizza gli abitanti di questo territorio''. Dal 27 marzo prossimo Alitalia, infatti, interromperà ogni operazione sull’aeroporto di Reggio Calabria, cancellando i 56 voli settimanali da e per Roma Fiumicino, Milano Linate e Torino (38 voli con Roma, 14 con Milano e 4 con Torino. "Siamo pronti a far valere i nostri diritti in ogni sede, non faremo, assolutamente, alcun passo indietro. Questo aeroporto che per anni ha subito perdite ingenti, e che ha registrato lo sperpero di risorse pubbliche, ora deve essere potenziato. Serve un cambio di rotta, una programmazione seria, e in questa logica di sistema Alitalia deve fare l'interesse comune, e non pensare solo al proprio tornaconto. Basta compagnie che 'battono cassa' a intervalli regolari". "Per questo – annuncia Vizzari – attendiamo di capire gli sviluppi della vicenda, che nelle prossime ore vedranno una fase decisiva. Nel caso in cui non ci fossero le dovute garanzie per tenere in vita, e far funzionare, l’aeroporto dello Stretto, siamo pronti,con tutti i sindaci dell’Associazione, insieme a tutti gli altri primi cittadini della città metropolitana, a “marciare” su Roma, chiedendo di essere convocati insieme all'Amministratore Delegato di Alitalia, dal Ministro dei Trasporti Graziano Delrio e dal Presidente Paolo Gentiloni, per far valere i nostri diritti”.

 

 


 

 

 

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Reggio di Calabria: Aeroporto dello Stretto, il Sindaco Falcomatà scrive ai Reggini

(175) Cari concittadini,

 

in queste ore si sta consumando una storia che parla di tutti noi, una storia sbagliata che ci racconta che saremo di nuovo sconfitti se tagliati fuori. Condannati di nuovo all’isolamento, alla chiusura, alla mancanza di prospettive, alla possibilità di dire al mondo intero “Benvenuti a Reggio Calabria”

 

e di dire a noi stessi “Bentornati a casa”. Questa storia è diventata il principale argomento di discussione nei bar, nei negozi, in piazza, nelle scuole e nelle università, nei luoghi di lavoro, in palestra, al campo sportivo, per strada. Siamo di fronte ad un passaggio di portata epocale, che va molto oltre la semplice programmazione dei voli in partenza e in arrivo al “Tito Minniti”. Dobbiamo esserne tutti consapevoli, altrimenti rischiamo di essere colpiti senza neppure sentire gli spari. In questa storia si intrecciano i volti e le vite di chi, quotidianamente, si muove per motivi di studio, di lavoro, di salute o di semplice volontà e sete di conoscenza. È la storia di Giovanni che fa l’architetto a Parigi, di Mattia che studia a Milano, di Ramona che ha la nonna a Reggio, di Samuele che va ogni mese a Genova per la visita di controllo e di tutte le altre persone che, da domani, potrebbero non riuscire più a farlo. Il diritto ad una mobilità veloce ed efficiente è il diritto al futuro. Il mio compito, da sindaco e da primo rappresentante di questa comunità, è quello di programmare, costruire e difendere il futuro del nostro territorio. In poco più di due anni di lavoro sono ormai diversi gli strumenti normativi e finanziari ottenuti per il rilancio dello sviluppo nella nostra Città Metropolitana. Mi riferisco, ad esempio, al Masterplan di investimenti del Patto per Reggio Calabria, alle nuove opere del Decreto Reggio, ai fondi previsti nel Pon Metro, al Pon Sicurezza, ai bandi per la cultura e lo sviluppo delle periferie. Tutti strumenti utili e necessari che ci hanno consentito di invertire la tendenza disastrosa che sembrava quasi ineluttabile e ridisegnare il futuro della città con opere importanti, alcune delle quali già avviate ed altre pronte ad essere cantierate. Senza aeroporto, tuttavia, tutto questo non ha senso. Non ha senso costruire prigioni dorate, torri d’avorio, non ha senso raccontare tutto questo soltanto a noi stessi. Oggi, in questa città, le porte sono finalmente aperte, ma invano se poi le stanze rimangono vuote. Reggio Calabria deve trovare il coraggio di tornare a credere in se stessa. Quando in passato ci è riuscita, ha dato prova di grande sapienza e lungimiranza, affermando il suo ruolo di città accogliente, che fa della cultura, dello scambio e del rinnovamento le sue caratteristiche preminenti. Ma non può esserci rinnovamento senza movimento, senza mobilità, non può esserci progresso senza la connessione, non esiste crescita senza il confronto. Reggio senza aeroporto rischia di chiudersi in se stessa e trasformarsi in un non luogo, chiuso, cieco, senza prospettive. Individui condannati all’isolamento e al sottosviluppo; consapevoli che l’isolamento e il sottosviluppo sono quel terreno fertile dove prolifera forte e vigorosa la mala pianta della ʼndrangheta e del malaffare. Non ho intenzione, da reggino prima ancora che da sindaco, di assistere inerme a tutto questo, perchè chi non lotta ha già perso. Per questo, mercoledì sarò a Roma a difendere le speranze della nostra Reggio. Non il futuro personale, non le velleità politiche, non le appartenenze, non le fantomatiche mire individuali; quello che è in gioco è il futuro della nostra città, il futuro di una comunità, la dignità di un intero popolo. E tutto questo non si sacrifica sull’altare di nulla. Se non dovessi ottenere le certezze necessarie a garantire la sopravvivenza del nostro aeroporto e del suo sviluppo, non ha senso continuare. Passione e amore, così, non bastano più. Consegnerò al Governo le chiavi di una città che ha alzato la testa fiera e orgogliosa, riconoscendo che senza l’aeroporto, la principale porta di accesso alla Città Metropolitana, Reggio non avrà alcun futuro. Inutile spendere le proprie giornate, ogni singola goccia di sudore, ogni sorriso, ogni pianto, ogni emozione. Inutile ogni ora insonne passata a pensare, a programmare lo sviluppo del nostro territorio, se qualcuno pensa di negare uno dei presupposti essenziali ad affermare lo sviluppo stesso. Non intendo retrocedere. Il trionfo sugli avversari non ci renderà eredi della loro lunga rovina. La battaglia per l’aeroporto è una battaglia per il futuro. Noi siamo e rimarremo sempre leAli a Reggio.

 

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Reggio di Calabria: Aeroporto dello Stretto, Ass. Pendolari Reggini “Basta con le toppe che sono peggio del buco”

(174) Su come l’Aeroporto dello Stretto sia riuscito ad arrivare alle condizioni attuali rimangono davvero tanti interrogativi. Lasciamo da parte tutte le vicende che hanno portato a questa situazione, con in primis SOGAS e la mala gestione che ha contraddistinto lo scalo reggino dal

 

1986 ad oggi. Ripartiamo dai primi mesi del 2016, SOGAS già con il respiratore ed alimentazione assistita. Enti locali tutt’intorno ad assistere inermi, salvo cambiare la flebo qualche volta, ove necessario. In quei giorni, il presidente di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, dichiarava che la ex compagnia di bandiera avrebbe chiuso le rotte in perdita e aggiungeva che se le Regioni fossero interessate al mantenimento di tali rotte era necessario assicurare dei contributi. Era il 4 marzo 2016. Nonostante i preavvisi, gli enti locali non hanno preso coscienza della situazione fino a Novembre, quando cominciano a suonare i campanelli di allarme e i giornali a caratteri cubitali preannunciavano l’addio di Alitalia da Reggio. La campagna referendaria e l’intervento del Ministro Del Rio avevano congelato questa decisione, però la politica locale è rimasta ancora immobile. A meno che qualcuno possa definire rimedio la manifestazione d’interesse per la promozione dell’attività volativa messo in campo dalla Regione Calabria. Alitalia, ha detta del Presidente della Regione Oliverio, non ha partecipato. Ci teniamo a sottolineare che questa iniziativa è una manifestazione d’interesse e non un bando, l’avviso d’interesse è sottoposto al vaglio dell’Unione Europea che deve approvarlo (sempre se lo farà visto che sono state già richieste ulteriori integrazioni), si tratta di procedure lunghe (passeranno almeno sei mesi) ed il finanziamento previsto per singolo volo prevede una cifra molto bassa (circa 300€ a volo). Da sottolineare la risibile dotazione ipotizzata su Reggio Calabria, dove per le tratte coperte da Alitalia (Roma, Milano e Torino) è previsto il finanziamento per l’incremento di solo due voli settimanali rispetto agli attuali, pertanto è facile dedurre come il rimborso che riceverebbe l’impresa partecipante sia veramente esiguo o, nel caso di Alitalia, non sufficiente certo a coprire i 6 milioni di perdite sullo scalo reggino. Insomma, non ci siamo. Una soluzione proposta da Alitalia era quello di inserire le rotte per Roma e Milano in regime di continuità territoriale. Il Comune, per bocca del Sindaco Falcomatà, si era riproposto di dare input a questa procedura, ma, in tal senso, non risultano richieste ufficiali del civico concesso nei confronti della Regione. Come sempre, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Una lettura attenta delle norme ci dice che prima di procedere all’imposizione di oneri bisogna verificare se ci sono compagnie disposte ad operare la tratta in regime di libero mercato (in ballo ci sono 500 mila passeggeri), quindi già incontriamo un primo scoglio. Inoltre, la crisi che coinvolge lo scalo ed Alitalia richiede rapidità d’intervento, i tempi tecnici per approntare un bando di continuità territoriale sono di almeno un anno, per vedere un aereo decollare al Minniti con tale regime almeno un anno e mezzo. Neanche questa soluzione può andare bene. Secondo indiscrezioni giornalistiche, la maggior parte delle perdite accumulate su Reggio Calabria dalla ex compagnia di bandiera siano dovute alla presenza sullo scalo di personale Alitalia che gestisce l’handling in autoproduzione, unico scalo, oltre Fiumicino ad avere questo tipo di servizi. Gli aeromobili tricolore spendono per ogni toccata a Reggio Calabria 1.600€, contro i circa 600€ di Lamezia e Catania, scali dove i servizi di terra sono gestiti dalle relative società aeroportuali. Si potrebbe pensare ad un riassorbimento dei dipendenti Alitalia in SACAL stessa, tramite la cessione del ramo di azienda operante su Reggio, rendendo sostenibile pertanto l’operatività della compagnia con base a Fiumicino. Sugli altri scali, negli anni scorsi, si è operato così ma le condizioni economico-finanziarie erano differenti. Ma che ne arà di chi rimarrà fuori? Su centocinquanta dipendenti, tra Alitalia e SOGAS, per forza di cose buona parte rimarrà a casa. Il nuovo gestore, a regime, necessiterà di solo una sessantina di persone (stime ottimistiche) per garantire la funzionalità dello scalo. Con buona pace di chi, sul suo posto di lavoro in aeroporto, aveva riposto le basi per costruirsi un futuro. Auspichiamo vivamente che il tavolo di mercoledì, che vedrà coinvolti gli attori locali e il governo, riesca a trovare finalmente una soluzione definitiva ai problemi con Alitalia e apra nuovi spazi di collaborazione con SACAL, il futuro gestore degli scali di Reggio e Crotone. È arrivata l’ora delle soluzioni definitive, basta toppe che spesso sono peggio del buco.

 

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Olimpiadi di Astronomia: cinque calabresi alla finale italiana di Cremona. Il Planetario Pythagoras polo nazionale per la preparazione degli studenti

(160) Sono in tutto cinque i calabresi che hanno superato le gare interregionali per la qualificazione alle olimpiadi italiane di Astronomia. Michele Larosa del Liceo "G. Berto" di Vibo Valentia e Alexia Verduci del "Nostro" di Villa San Giovanni, per la categoria junior.

 

Tutti i vincitori della categoria senior, Giulia Fazzino, Luca Latella e Ferdinando Tropea, sono allievi del Liceo Scientifico "Da Vinci" di Reggio Calabria e tutti frequentano il corso opzionale di astronomia. La competizione, promossa dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, dalla Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale d'Istruzione, è inserita nell’Albo nazionale per la valorizzazione delle eccellenze. La Società Astronomica Italiana gestisce le Olimpiadi assieme all'Istituto Nazionale di Astrofisica ed è (così come il Planetario cittadino) ente accreditato dal MIUR per la collaborazione e la promozione delle attività didattiche e formative necessarie alla preparazione degli allievi. I cinque finalisti nazionali hanno sbaragliato gli 850 concorrenti della gara regionale e sono tra i 40 che saranno ospitati dal Liceo Scientifico e delle Scienze Applicate "G. Aselli" di Cremona, dove dal 4 al 6 aprile prossimo si terrà la gara italiana. Sono stati in tutto 5947 gli studenti che in tutto il Paese hanno partecipato alle Olimpiadi, 1937 i calabresi e di questi 1800 provenienti dalle scuole della città metropolitana di Reggio Calabria. Una cifra significativa dovuta all'individuazione del Pythagoras quale decimo polo nazionale per lo svolgimento delle gare interregionali ma soprattutto per il supporto alle scuole per la preparazione degli studenti. È un riconoscimento al lavoro qualificato e riconosciuto a livello nazionale che la struttura calabrese opera dal 2004, anno della sua costruzione. «Complimenti ai ragazzi – commenta la responsabile scientifica del Planetario, la professoressa Angela Misiano -, ma anche ai docenti delle scuole di appartenenza: prof. Toni Scarmato, Prof.sse Maria Teresa Malara, Myriam Calipari, Amedeo Rosalia, che hanno sostenuto e incentivato gli studenti nelle fasi di preparazione. È anche vero che un ruolo determinante è svolto dai corsi intensivi effettuati al Pythagoras, a titolo gratuito, e dal dipartimento di Fisica dell'Università della Calabria. Al planetario la preparazione è stata curata dalla prof.ssa Angela Misiano, responsabile scientifico e dalla prof.ssa Melania Borzumati, docente di Fisica presso l’Istituto di Istruzione Superiore: “Enrico Fermi” di Bagnara. L'azione di didattica e di divulgazione scientifica e culturale portata avanti dal Planetario rappresenta un punto di riferimento per la nostra regione e non solo.

 

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