Prato: GdF, operazione “Gagaro”. Arrestati 17 responsabili di una colossale “frode carosello” nel settore del commercio di materie plastiche. Scoperte fatture per operazioni inesistenti per oltre 200 milioni (video)

(71) Dalle prime luci dell’alba, i militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Prato – avvalendosi della preziosa collaborazione dei colleghi di Livorno, Firenze, Pistoia, Roma, Lucca, Alessandria, Campobasso, Paderno Dugnano (MI), Castiglione della Pescaia (GR), Treviglio (BG), Falconara Marittima (AN) e Civita Castellana (VT) – stanno eseguendo un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il locale Tribunale.

I 160 Finanzieri complessivamente impiegati nelle operazioni odierne stanno procedendo all’arresto di 17 componenti di un sodalizio illecito nonché a 57 perquisizioni domiciliari e locali oltre che a consistenti sequestri patrimoniali.

Agli arrestati è contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari, quali la dichiarazione fraudolenta, l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, l’omesso versamento di I.V.A. e l’indebita compensazione.

L’esecuzione del menzionato provvedimento cautelare costituisce l’ultimo atto di una complessa indagine, denominata “Operazione GAGARO”, coordinata dal Sostituto Procuratore presso il locale Tribunale, Dottoressa Laura CANOVAI, scaturita da una verifica fiscale intrapresa dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria nei confronti di una società di Prato operante nel settore del commercio di materie plastiche, in particolare polimeri – sotto forma di granuli – ricavati dal petrolio.

Tale impresa – pur sprovvista di idonea struttura imprenditoriale non avendo disponibilità di lavoratori dipendenti, depositi, magazzini ed attrezzature – nel suo primo anno di attività risultava aver conseguito un rilevante ed anomalo volume d’affari, pari a quasi 20 milioni di Euro, omettendo il dovuto versamento di circa 4,3 milioni di Euro di I.V.A..

Le pazienti e scrupolose indagini delle Fiamme Gialle, estese poi ad altri soggetti economici di volta in volta emersi, hanno consentito di individuare e disarticolare un’associazione a delinquere operante a Prato, Livorno, Pistoia ed in altre località, dedita da circa sei anni a reiterate “frodi carosello”.

Uno dei principali canali di vendita ed immissione nel mercato dei polimeri è risultata essere una società di capitali di medie dimensioni con sede a Livorno, dallo straordinario start up, capace di vendere oltre 25 milioni di euro di materie plastiche in meno di tre anni.

Nutrendo sospetti sull’origine fraudolenta dei grandi quantitativi commercializzati, il Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Livorno aveva già avviato indagini tese ad accertare l’effettiva provenienza dei polimeri, riscontrando le stesse anomalie individuate dai colleghi di Prato, con i quali sono state poi condivise le risultanze investigative così da contribuire alla completa ricostruzione del contesto illecito.

La frode è stata realizzata secondo due differenti modalità, ovvero attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture soggettivamente ed oggettivamente inesistenti, come più dettagliatamente descritto nell’allegata scheda di approfondimento.

Le imprese coinvolte sono complessivamente 24, di cui 6 “fornitrici” con sede all’estero, 12 “cartiere”, 3 “filtro” e 3 “rivenditrici”.

La complessa ricostruzione delle operazioni commerciali, non totalmente esaurita, ha consentito di rilevare, ad oggi, un giro complessivo di fatture per operazioni inesistenti, emesse ed utilizzate, superiore ai 200 milioni di Euro, con un’I.V.A. evasa di circa 40 milioni di Euro ed omessi versamenti di imposta per oltre 20 milioni di Euro.

Tuttavia tali importi sono destinati ad aumentare sensibilmente all’esito della ricostruzione contabile in ordine alla posizione di altri soggetti economici che hanno partecipato alla frode, la cui documentazione è stata sequestrata in data odierna.

Dalle indagini eseguite è emersa una figura predominante dell’ambito del sodalizio illecito: si tratta di un quarantatreenne, B.M. le sue iniziali, iscritto all’A.I.R.E. in quanto residente in Slovenia ma di fatto domiciliato nella provincia di Prato, di cui è originario.

Costui, destinatario di misura restrittiva in carcere, è risultato essere l’ideatore, il promotore ed il capo dell’associazione.

Gli altri 16 principali responsabili, tutti sottoposti agli arresti presso le rispettive abitazioni di residenza, hanno ricoperto svariati ruoli nell’ambito del sodalizio: alcuni hanno agito come stretti collaboratori del menzionato M.B. nella gestione delle aziende fornitrici straniere nonché delle “società cartiere” e di quelle “filtro”, altri quali amministratori o gestori di fatto delle “rivenditrici”.

Di essi, 7 sono residenti nella provincia di Prato, 3 di Livorno, 3 di Pistoia, 2 di Milano ed uno di Alessandria.

Le misure cautelari e le ulteriori attività di polizia giudiziaria nei confronti dei tre sodali operanti a Livorno sono state eseguite dai militari del Nucleo di Polizia economico- finanziaria della città labronica, co-delegati dall’Autorità Giudiziaria.

Vi sono poi ulteriori 22 soggetti coinvolti a vario titolo nell’attività illecita. Tra questi, alcuni consulenti fiscali ed amministrativi che hanno curato la contabilità di società facenti capo al sodalizio.

In totale gli indagati sono 39. I principali responsabili ostentavano l’immagine di imprenditori rampanti e navigati e conducevano un elevato tenore di vita, cambiando spesso auto sportive di grossa cilindrata, senza farsi mancare costose vacanze e lussuosi weekend in eleganti e raffinati locali notturni e ristoranti della Versilia.

Erano così convinti di avere creato una collaudata ed inespugnabile “fabbrica di denaro” da mostrare assoluta spavalderia e vantarsene nel corso di numerose conversazioni telefoniche, certi che mai sarebbero stati scoperti.

Alcuni di loro erano soliti atteggiarsi attribuendosi l’appellativo di “gagari”, dal termine francese “gagà”. Da qui il nome dell’operazione di polizia giudiziaria in corso.

Con i proventi realizzati, M.B. ha potuto avviare altre attività parallele, tra le quali il commercio di vini pregiati, peraltro “in nero”.

La Guardia di Finanza sta inoltre procedendo, come disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari, al sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei beni e delle disponibilità riconducibili alle società ed ai soggetti coinvolti, fino all’equivalente del profitto dei reati accertati, corrispondente a complessivi euro 26.325.299.

Le operazioni di sequestro, in questo momento in corso, riguardano molteplici proprietà immobiliari, terreni, autovetture nonché le disponibilità finanziarie esistenti sui rapporti bancari intestati ai soggetti coinvolti.

L’attività operativa, condotta dalla Guardia di Finanza secondo le direttive impartite dall’Autorità Giudiziaria, s’inquadra nelle linee strategiche dell’azione del Corpo, volte a rafforzare il contrasto ai più complessi fenomeni di frode, a tutela della collettività oltre che del comparto economico di riferimento.

L’articolato meccanismo fraudolento non ha infatti comportato solo un ingente danno all’Erario per le imposte non versate, ma ha altresì inciso sull’economia locale in quanto le materie prime plastiche sono state immesse nel circuito produttivo a prezzi notevolmente inferiori rispetto a quelli di mercato, circostanza che ha danneggiato gli imprenditori onesti del settore che hanno subito uno svantaggio concorrenziale difficilmente contrastabile con i mezzi a loro disposizione.

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Napoli: GdF, vasta operazione nei confronti del “Clan Cesarano” di Castellammare di Stabia. Eseguite 20 ordinanze di custodia cautelare (video)

(70) Dalle prime ore della mattinata odierna, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura di custodia cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari – emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di 20 soggetti ritenuti promotori, affiliati o strettamente contigui al “clan CESARANO”, operante soprattutto nei comuni di Castellammare di Stabia, Pompei, Santa Maria La Carità e Scafati.

L’odierno provvedimento scaturisce da un’articolata attività di indagine partita nel 2014 – sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli e sviluppata dal Gruppo di Torre Annunziata e dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia – allorquando, in concomitanza dell’arresto di ESPOSITO Nicola detto “o’ mostr”, la leadership del gruppo criminale in parola, con il beneplacito dello storico capoclan CESARANO Ferdinando (attualmente recluso al “41 bis”), veniva assunta dal DI MARTINO Luigi, alias “o’ profeta” (parimenti recluso al “41- bis”), proprio in quel frangente tornato in libertà dopo una lunga detenzione.

Le investigazioni, avviate grazie alla denuncia di un imprenditore di Castellammare di Stabia operante nel settore delle “slot machines”, hanno consentito di ricostruire un analitico e voluminoso quadro indiziario sulla riorganizzazione del sodalizio criminale stabiese, sulla nuova struttura organigrammica della medesima consorteria e sulle modalità operative mediante le quali veniva imposto il controllo sulle attività economiche della zona o venivano gestiti lucrosi traffici delittuosi, accumulando in questo modo ingenti proventi illeciti.

In specie, la compagine criminale dei “CESARANO”, sotto l’egida verticistica della figura carismatica del nuovo leader che riceveva gli affiliati presso il suo quartier generale fissato nella zona stabiese di “Ponte Persica”, è risultata attiva prevalentemente nell’imposizione delle estorsioni alle imprese commerciali, nella conduzione – mediante prestanome – di importanti realtà imprenditoriali locali e nella gestione del traffico di sostanze stupefacenti.

Nell’ambito dell’attività estorsiva – per la quale l’organizzazione criminale si avvaleva anche di un canale informativo “privilegiato” da cui apprendeva ogni nuovo appalto o attività economica di spessore – specifica rilevanza assumono le figure criminali di CESARANO Giovanni detto “Nicola” (classe ‘66) e FALANGA Aniello (classe ‘64), che, mediante minacce e violenze, obbligavano decine di imprenditori a versare periodicamente il “pizzo”, oltre che ad imporre il noleggio di “slot machines”, i cui proventi confluivano nella casse del clan per sostenere le famiglie storicamente affiliate, servivano per pagare gli stipendi agli organici e venivano reinvestiti in altre attività illecite.

Questi due sodali, per imporre il controllo “paramilitare” sul “territorio di competenza” del clan, si avvalevano di altri subalterni e, più in particolare, di DI MARTINO Luigi detto “o’ cifrone” (classe ‘61), di VARRIALE Carmine detto “o’ lione” (classe ‘70), nonché di IEZZA Antonio (classe ‘53) e PECORARO Claudio (classe ‘73), questi ultimi due anche con il ruolo di “guardaspalle” deputati a salvaguardare l’incolumità del “reggente” del sodalizio camorristico.

Altro soggetto dedito alle estorsioni specificatamente nei confronti delle società di noleggio di videogiochi, per conto DI MARTINO Luigi detto “o’ profeta”, veniva individuato in LA MURA Luigi detto “Gigino Diabolik” (classe ‘82).

Tali affiliati venivano intimiditi ad eseguire senza alcuna esitazione gli ordini impartiti (“….gli dici a nome dei compagni di Ponte Persica..”) e senza alcun potere decisionale in merito (“..se ti dico struppialo, tu vai là e struppialo..”), ricorrendo – laddove necessario – ad esplicite minacce (“…ti siedono sulla sedia a rotelle, tu ne esci con il cucchiaino”).

Oltre ad imporre il racket nella sua forma tradizionale con pagamenti a cadenza mensile, le indagini hanno dimostrato come il clan controllava, sfruttando la propria forza di intimidazione, la società “ENGY SERVICE S.R.L.”, un’azienda di intermediazione trasporti, allo scopo precipuo di assumere il monopolio totale delle spedizioni di fiori, bulbi e vasellame, con annesso scarico merci da e per il “Mercato dei fiori” di Pompei. Tale società – già emersa in altra indagine sfociata nell’adozione di diverse misure cautelari – risulta gestita dal cognato del “profeta”, ESPOSITO Giovanni (classe ‘66), che risponde di concorso esterno nell’associazione camorristica del “clan CESARANO”.

La sicurezza delle conversazioni del gruppo criminale da possibili intercettazioni telefoniche da parte degli organi inquirenti era garantita da un dealer di una compagnia telefonica di Pompei (VISPINI Antonio, classe ‘78), il quale riforniva periodicamente il sodalizio di svariate “schede sim” solitamente intestate ad extracomunitari.

Parallelamente alle attività estorsive, il gruppo criminale poneva in essere una fervente e remunerativa attività nel settore del traffico di sostanze stupefacenti, unitamente ad esponenti di un gruppo criminale della provincia salernitana affiliati al clan camorristico “PECORARO/RENNA”, oltre che intessendo contatti con alcuni soggetti appartenenti a clan camorristici della provincia di Napoli, quali i “MALLARDO” ed i “CONTINI”.

Attraverso una ricostruzione della filiera di approvvigionamento e distribuzione delle sostanze stupefacenti (cocaina e marijuana), sono stati dettagliatamente delineati i ruoli – non organici al clan – di:

– BARRA Felice (classe ‘71), quale broker che, su disposizione del “profeta” si occupava dell’approvvigionamento delle sostanze stupefacenti, sfruttando i suoi contatti con esponenti del “clan CONTINI” di Napoli;

– AMITA Vincenzo (classe ‘88) e NORATO Filomena (classe ‘85) quali custodi dei luoghi di deposito della droga;

– IODICE Cira (classe ‘61), QUARANTA Adelchi (classe ‘86) e DELLA CORTE Carlo (classe ‘61) quali corrieri utilizzati per il trasporto dello stupefacente;

– BISOGNI Sergio (classe ‘68), MOGAVERO Francesco (classe ‘79) e LANGELLA Giovanni (classe ‘82) quali acquirenti finali che, successivamente, destinavano la droga allo spaccio nelle province di Napoli e Salerno.

Sulla base dell’esito dell’attività investigativa – svolta utilizzando indagini tecniche (quali intercettazioni telefoniche e ambientali) nonché con l’utilizzo di gps installati sugli autoveicoli in uso agli indagati ed eseguendo l’esame dei sistemi di videosorveglianza comunali e privati – il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli emetteva un provvedimento cautelare a carico di 20 soggetti (dei quali 15 in carcere e 5 agli arresti domiciliari), resisi responsabili a vario titolo dei reati di cui agli articoli 416-bis

(associazione per delinquere di stampo mafioso), 416-bis 1 (circostanze aggravanti per reati connessi ad attività mafiose) e 629 (estorsione) del Codice Penale e 73 (produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope) o 74 (associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope) del D.P.R. nr. 309/90.

Altri nove soggetti, per il momento indagati a piede libero per le medesime fattispecie delittuose, sono stati destinatari di mirati decreti di perquisizione domiciliare.

Si riportano i nomi dei destinatari delle misure cautelari:

Tradotti in carcere:
1) BARRA Felice, nato a Napoli il 03.04.1971 (indagato per il reato di cui agli articoli 73 e 74 del D.P.R. nr. 309/90 e 416 bis 1 del Codice Penale);

2) BISOGNI Sergio, nato a Montecorvino Rovella (SA) il 28.07.1968 (indagato per il reato di cui all’articolo 73 e 74 del D.P.R. nr. 309/90);
3) CESARANO Giovanni detto “Nicolino”, nato a Napoli il 26.05.1966 (indagato per il reato di cui agli articoli 416 bis, 416 bis 1 e 629 del Codice Penale, 73 e 74 del D.P.R. nr. 309/90);
4) DI MARTINO Luigi detto “o’ profeta”, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 25.03.1961 (indagato per il reato di cui agli articoli 416 bis, 416 bis 1 e 629 del Codice Penale, 73 e 74 del D.P.R. nr. 309/90);

5) DI MARTINO Luigi, detto “cifrone”, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 21.06.1961 (indagato per il reato di cui all’articolo 416 bis del Codice Penale);
6) ESPOSITO Giovanni, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 15.08.1966 (indagato per il reato di agli articoli 110-416 bis del Codice Penale);

7) FALANGA Aniello, nato a Pompei (NA) il 04.06.1964 (indagato per il reato di cui agli articoli 416 bis, 416 bis 1 e 629 del Codice Penale, 73 e 74 del D.P.R. nr. 309/90);
8) IEZZA Antonio, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 10.09.1953 (indagato per il reato di cui agli articoli 416 bis e 73 e 74 del D.P.R. nr. 309/90);

9) IODICE Cira, nata a Resina (NA) il 14.03.1961 (indagato per il reato di cui all’articolo 73 del D.P.R. nr. 309/90);
10) LANGELLA Giovanni detto “Giannino o’ paglietta”, nato a Boscoreale (NA) il 01.03.1982 (indagato per il reato di cui agli articoli 73 del D.P.R. nr. 309/90 e 416 bis 1 del Codice Penale);

11) MOGAVERO Francesco, nato a Battipaglia (SA) il 13.01.1979 (indagato per il reato di cui all’articolo 73 e 74 del D.P.R. nr. 309/90);
12) PECORARO Claudio, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 30.03.1973 (indagato per il reato di cui agli articoli 416 bis del Codice Penale e 73 e 74 del D.P.R. nr. 309/90);

13) QUARANTA Adelchi, nato a Salerno il 28.01.1986 (indagato per il reato di cui all’articolo 73 del D.P.R. nr. 309/90);
14) VARRIALE Carmine, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 25.08.1970 (indagato per il reato di cui agli articoli 416 bis e 629 del Codice Penale);

15) VISPINI Antonio, nato a Pompei (N) il 28.10.1978 (indagato per il reato di agli articoli 110-416 bis del Codice Penale).

Sottoposti agli arresti domiciliari:
1) AMITA Vincenzo, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 17.04.1988 (indagato per il reato di cui agli articoli 73 del D.P.R. nr. 309/90 e 416 bis 1 del Codice Penale);
2) DEL GAUDIO Pietro, nato a Pompei (NA) il 15.07.1976 (indagato per il reato di cui all’articolo 416 bis del Codice Penale);
3) DELLA CORTE Carlo, nato a Battipaglia (SA) il 18.11.1961 (indagato per il reato di cui all’articolo 73 del D.P.R. nr. 309/90);
4) LA MURA Luigi detto “Gigino Diabolik”, nato a Vico Equense (NA) il 09.05.1982 (indagato per il reato di cui agli articoli 629 e 416 bis 1 del Codice Penale);
5) NORATO Filomena, nata a Castellammare di Stabia (NA) il 12.06.1985 (indagato per il reato di cui agli articoli 73 e 74 del D.P.R. nr. 309/90 e 416 bis 1 del Codice Penale).

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Capaccio Paestum (Sa): il 14 e 15 novembre il Polo Museale della Calabria a Paestum alla XXII Edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

(346) Giovedì 14 e venerdì 15 novembre 2019 il Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, sarà protagonista alla XXII Edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Continue reading “Capaccio Paestum (Sa): il 14 e 15 novembre il Polo Museale della Calabria a Paestum alla XXII Edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico” →

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Varese: tre arresti per corruzione e truffa ai danni di un comune, indagate 26 persone

(69) Un centinaio di finanzieri del Comando Provinciale di Varese, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal G.I.P presso il locale Tribunale, nei confronti di tre soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione, truffa aggravata, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, peculato, abuso d’ufficio, riciclaggio, emissione e utilizzo di false fatture. Sono inoltre in corso 44 perquisizioni in Lombardia, Veneto e Piemonte.

Le misure restrittive in carcere riguardano un funzionario di un Comune della provincia di Varese ed un agente di commercio varesino di un’impresa coinvolta, mentre, la legale rappresentante di un’azienda di Varese, risulta ai domiciliari.

Le indagini di polizia giudiziaria, condotte dalla Compagnia di Gaggiolo e coordinate dalla Procura della Repubblica di Varese – avviate a gennaio del 2019 – hanno messo in evidenza un articolato sistema corruttivo, attuato tra un pubblico funzionario ed alcuni imprenditori ai danni del Comune.

In particolare veniva accertato che il dipendente pubblico, in cambio di denaro o altre utilità (buoni per l’acquisto di viaggi all’estero, abbigliamento, prodotti hi-tech, attrezzatura per praticare l’equitazione ed una cuccia per il cane) per un totale di circa 110.000 euro, manipolava, sistematicamente, le gare e le procedure di appalto, assegnando, illecitamente, l’esecuzione dei lavori di manutenzione di opere pubbliche, truffando l’Ente locale.

Basti pensare, ad esempio, che, in una arco temporale di circa 18 mesi, sono emerse forniture per oltre 700 tonnellate di catrame per il rappezzo del manto stradale, pagate con denaro publico all’azienda fornitrice ma in realtà mai consegnate, cagionando al Comune un danno economico stimato pari a circa 160 mila euro.

Nel dettaglio il funzionario infedele, per non destare sospetti, era solito incontrare gli imprenditori conniventi all’interno degli spogliatoi in uso agli operai del Comune. In questi locali, al di fuori da sguardi indiscreti, veniva documentato il passaggio del denaro e dei beni richiesti, a fronte dell’illecita assegnazione dei lavori pubblici. In tale circostanza, venivano inoltre concordate le modalità relative alla predisposizione dei falsi documenti amministrativi e fiscali necessari sia per truffare il Comune che per riciclare il denaro delle mazzette, denaro che veniva accantonato mediante fittizzi pagamenti di forniture di beni mai realizzate.

Gli accertamenti consentivano di scoprire che, per far fronte all’illecito modus operandi, venivano utilizzate ad hoc 9 società “cartiere”, in quanto prive di una reale struttura aziendale ed imprenditoriale, società riconducibili a prestanomi ed utilizzate al solo fine di emettere false fatture.

Per tale ragione, contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, sono in corso decine di altre perquisizioni anche presso le sedi delle medesime imprese coinvolte che risultano aver emesso centinaia di migliaia di euro di fatture per operazioni inesistenti.

Con riferimento, invece, alla legale rappresentante di un’azienda appaltatrice, la quale come detto è agli arresti domiciliari, veniva riscontrato che alcuni suoi dipendenti, invece di essere impiegati per l’esecuzione di lavori pubblici di ristrutturazione, svolgevano mansioni alle dipendenze del funzionario comunale per la gestione e manutenzione della sua tenuta agricola.

Complessivamente risultano indagate, a vario titolo, 26 persone.

L’odierna operazione delle Fiamme Gialle a difesa della Pubblica Amministrazione, rimarca la costante attenzione del Corpo alla lotta ai fenomeni corruttivi, ai reati contro la Pubblica Amministrazione e, in particolare, agli sperperi nel settore degli appalti pubblici, monitorando il corretto utilizzo delle risorse a disposizione degli Enti Locali, Comunali e Regionali, a beneficio sia delle imprese che operano nel rispetto delle regole, che dell’intera collettività.

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Como: false fatturazioni ed evasione milionaria per le gare di rally, disposto sequestro preventivo di beni per 5,2 milioni (video)

(67) I Finanzieri della Compagnia di Erba, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Como, Dott. Giuseppe Rose, a conclusione di due verifiche fiscali nei confronti di altrettante società con sede nell’erbese e operanti nel campo delle sponsorizzazioni sportive, hanno rilevato una frode fiscale di oltre 12 milioni di euro realizzata attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti da parte di 15 società, molte delle quali “cartiere” in quanto prive di struttura imprenditoriale e commerciale.

Il meccanismo fraudolento ha visto protagonisti i tre principali soggetti giuridici operanti nel settore delle gare automobilistiche ovvero le scuderie automobilistiche, gli sponsor e le società di promozione pubblicitaria, organizzazione e realizzazione di manifestazioni sportive, attraverso la vendita e l’acquisto di spazi pubblicitari da cui le scuderie ricavano il denaro necessario per competere.

In particolare, le scuderie di rally, per abbattere il proprio reddito e l’IVA a debito derivanti dalla cessione di spazi pubblicitari e dal noleggio di autovetture, utilizzavano fatture per operazioni inesistenti emesse da società cartiere create ad hoc per facilitare l’evasione fiscale milionaria.

Le indagini finanziarie effettuate sui conti correnti intestati alle società coinvolte e ai rispettivi rappresentanti legali hanno confermato l’impianto accusatorio in quanto, a fronte dei bonifici effettuati per giustificare il pagamento delle fatture false, venivano effettuati prelievi di denaro contante finalizzati ad un’immediata restituzione delle somme trasferite al netto di una percentuale che variava dall’1% al 20%, nonchè versamenti su innumerevoli carte di credito prepagate intestate a prestanome.

Le indagini hanno consentito la segnalazione all’Autorità Giudiziaria locale di 19 soggetti di nazionalità italiana, operanti nel campo delle sponsorizzazioni e del noleggio auto residenti nelle province di Como, Milano, Brescia, Lecco, Novara, Reggio Emilia e Roma, sedi anche delle “cartiere” interessate, per i reati di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti nonché di omessa dichiarazione previsti dal D. Lgs. 74/2000.

Il G.I.P. di Como, sul richiesta del P.M., ha disposto il sequestro preventivo dei conti correnti e dei beni mobili e immobili degli indagati fino alla concorrenza di 5,2 milioni di euro (coincidente con l’imposta complessivamente evasa all’Erario) già eseguito dalle Fiamme Gialle erbesi.

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La Città Metropolitana di Reggio Calabria ha grandi potenzialità ancora non espresse e non rivendicate. Ne hanno discusso, in un incontro molto partecipato e di alto profilo, organizzato da Reggio Futura e Movimento Nazionale per la sovranità, tecnici, studiosi, politici e amministratori

(474) Discutere e riflettere sull’importanza del ruolo della Città Metropolitana e cosa essa  rappresenta è stato il tema dell’incontro-dibattito “Reggio Calabria: 10 anni di Città Metropolitana – Tra potenzialità non espresse e prospettive future”, tenutosi presso l’Hotel Torrione organizzato da Reggio Futura e il Movimento Nazionale per la Sovranità, al quale hanno partecipato il Prof. Pasquale Amato, Storico e Docente dell’Università per Stranieri; il dott. Demetrio Arena, già Sindaco di Reggio; il Prof. Giuseppe Bombino, Docente dell’Università Mediterranea; il dott. Bruno Dapei, Direttore Generale dell’Osservatorio della Città Metropolitana di Milano; il dott. Andrea De Priamo, Capogruppo di Fratelli d’Italia di Roma Capitale; dell’On. Francesco Nucara; del Prof. Pierpaolo Zavettieri, Consigliere Metropolitano e Sindaco di Roghudi.In apertura, l’assise ha reso omaggio al giovane vigile del fuoco reggino Antonino Candido, tragicamente perito nell’adempimento del dovere unitamente a due suoi colleghi nella tragedia di Alessandria. Successivamente, è stato proiettato il filmato della seduta della Camera dei Deputati del 23 marzo 2009 in cui, con l’approvazione delle Legge sul Federalismo fiscale, è stata sancita l’istituzione della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Gli interventi di apertura di Giuseppe Agliano, Presidente di Reggio Futura e di Ernesto Siclari, Coordinatore del Movimento Nazionale per la Sovranità, hanno ricordato come il centrosinistra abbia in tutti i modi tentato di ostacolare questa grande conquista determinata dalle sinergie delle forze del centrodestra sollecitato e supportato dalle ragioni ben esposte dal Sindaco del tempo Giuseppe Scopelliti.

Quindi, è toccato a Bruno Dapei illustrare la relazione di base sulla quale si è sviluppato il dibattito susseguente, brillantemente condotto dal giornalista Pino Toscano.

“L’istituzione della Città Metropolitana può essere vista come l’ultimo atto di una storia iniziata nel 1970 con la Rivolta, nata spontaneamente per non vedere relegata la nostra città ad un ruolo minoritario, per poi superarla con questo riconoscimento che le  attribuisce una maggiore autonomia” – ha dichiarato nel corso del suo intervento il prof. Amato – “Ma il suo futuro dipende anche dalla capacità di saper selezionare la classe dirigente sia politica che burocratica – ha aggiunto Demi Arena – al momento, non abbiamo a Reggio una dirigenza davvero in grado di concretizzare tutte le opportunità esistenti per recuperare un sistema al momento in macerie”;

“una amministrazione vera ha a cuore i problemi ed il futuro della sua città – ha detto l’on. Nucara – perché la città metropolitana ricorda nella sua struttura un piccolo Stato, con tutti gli annessi e connessi: negli anni scorsi, per esempio, diversi problemi attanaglianti ancora oggi la nostra Reggio, ce li siamo creati da soli non facendo nulla per difenderla quando tutti l’attaccavano. Ma adesso abbiamo pure un sindaco che, citando un caso tra mille, non ha saputo (o voluto) battere i piedi per salvare l’aeroporto”; Andrea De Priamo ha posto l’accento sulla successiva Legge Del Rio del 2014, la quale, invece di rilanciare le città metropolitane le ha frenate e penalizzate;  “manca la cultura delle Istituzioni – gli fa eco il sindaco Zavettieri – e per far funzionare a dovere l’Ente è necessaria l’elezione del Sindaco Metropolitano a suffragio universale”; “la funzione della città metropolitana va ben oltre il regionalismo o il subire un ruolo subalterno – ha concluso il prof. Bombino – essa concede il rango per concepire i progetti e negoziare le risorse di cui si ha bisogno, senza ridursi invece ad elemosinarle. In dieci anni non siamo riusciti però a coltivare un altro aspetto molto importante: non abbiamo saputo creare un sentimento o un simbolo identitario-culturale che unisse davvero tutta l’ex provincia di Reggio Calabria. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una deleteria frammentarietà, non solo del territorio, ma anche della sua stessa coscienza. Non ci rendiamo conto che la nostra città metropolitana è un’amministrazione come ne esistono pochissime (o forse nessuna) in tutta la Penisola italiana: una grande stratificazione in cui coesistono in perfetta armonia cultura, natura, antropologia, archeologia, folclore e tradizione. Un insieme di antico e moderno, la consapevolezza di costruire il futuro avendo ben presente la persistenza della cultura dei nostri padri, delle nostre radici”.

Sono anche intervenuti nel dibattito, il sen. Renato Meduri, Francesco Ventura e Mimmo Nicito.

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Comune di Reggio Calabria: il Sindaco Falcomatà ha firmato l’ordinanza di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado da oggi pomeriggio e per tutta la giornata di domani martedì 12 novembre

(473) In seguito ai messaggio di allertamento diffuso dalla Sala Operativa Regionale della Protezione Civile Regionale, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha firmato un’ordinanza per la chiusura delle Continue reading “Comune di Reggio Calabria: il Sindaco Falcomatà ha firmato l’ordinanza di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado da oggi pomeriggio e per tutta la giornata di domani martedì 12 novembre” →

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Reggio di Calabria: accordo Ufficio scolastico regionale-Università Mediterranea su competenze trasversali e orientamento per gli studenti delle superiori

(345) Nell’anno scolastico 2016/17 è stato avviato il progetto di alternanza Scuola-Lavoro in ambito universitario con il coinvolgimento di 26 Scuole e circa 800 studenti. L’alternanza Scuola-Lavoro ha coinvolto Continue reading “Reggio di Calabria: accordo Ufficio scolastico regionale-Università Mediterranea su competenze trasversali e orientamento per gli studenti delle superiori” →

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Reggina-Casertana: 2-0. 14 giornate, 10 vittorie, 4 pareggi, 7 vittorie casalinghe consecutive, striscia di 6 vittorie di fila, 0 sconfitte: E’ REG(G)ina!!!

(326b) Reggina-Casertana: 2-0. Reggina (3-4-1-2): Guarna 6,5; Loiacono 6, Blondett 6,5, Rossi 6,5; Rolando 6 (Bertoncini dal 70° 6), Bianchi 6 (Rivas dal 62°), De Rose 6,5, Bresciani 7,5; Sounas 6,5 (De Francesco dal Continue reading “Reggina-Casertana: 2-0. 14 giornate, 10 vittorie, 4 pareggi, 7 vittorie casalinghe consecutive, striscia di 6 vittorie di fila, 0 sconfitte: E’ REG(G)ina!!!” →

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Comune di Reggio Calabria: vigilanti, telecamere e sanzioni, i numeri della lotta agli incivili. Il Comandante Zucco “Serve una presa di coscienza generale”

(465) Presentata ieri mattina, a Palazzo San Giorgio, la squadra dei vigilanti che sorveglierà le parti più sensibili del territorio contro Continue reading “Comune di Reggio Calabria: vigilanti, telecamere e sanzioni, i numeri della lotta agli incivili. Il Comandante Zucco “Serve una presa di coscienza generale”” →

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Comune di Reggio Calabria: il Vicesindaco Armando Neri chiarisce sulla situazione rifiuti “Dalle telecamere immagini amare”

(464) “Finchè tutti i 97 Comuni dell’area metropolitana non pagheranno almeno l’80 per cento dei debiti con la Regione, nessuno potrà Continue reading “Comune di Reggio Calabria: il Vicesindaco Armando Neri chiarisce sulla situazione rifiuti “Dalle telecamere immagini amare”” →

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Trapani: Castelvetrano, scoperta impresa agricola che utilizzava 13 lavoratori in nero (2 beneficiari del reddito di cittadinanza)

(66) Nell’ambito dell’ordinaria attività di contrasto al lavoro sommerso, i Finanzieri della Tenenza di Castelvetrano hanno eseguito un mirato controllo nei confronti di un’impresa agricola operante nel settore olivicolo, riscontrando la presenza di ben tredici braccianti, italiani e stranieri, dediti a prestare la propria opera in assenza di formale contratto di lavoro.

I conseguenti approfondimenti condotti dalle Fiamme Gialle attraverso l’utilizzo delle banche dati in uso al Corpo hanno consentito di rilevare che due dei predetti lavoratori erano inclusi in nuclei familiari beneficiari di reddito di cittadinanza. Tale circostanza è stata prontamente segnalata all’I.N.P.S. affinché proceda, come stabilito dalla vigente normativa, a disporre il blocco del beneficio previdenziale e la contestuale irrogazione dei conseguenti provvedimenti sanzionatori.

Inoltre, nel corso delle attività ispettive, è stato appurato che uno dei dipendenti, di nazionalità rumena, era destinatario di una misura restrittiva di carattere personale, che è stata quindi eseguita da parte del Commissariato di P.S. di Castelvetrano.

A carico del datore di lavoro – che, dopo l’avvio dell’intervento, ha provveduto a regolarizzare l’intera manodopera e che sarà obbligato al versamento dei relativi contributi lavoristici – i militari hanno proceduto ad elevare sanzioni di carattere amministrativo, pari ad € 28.000,00 complessivi per effetto dell’applicazione della maggiorazione del 20% scaturente dall’accertato impiego in nero dei due operai beneficiari del reddito di cittadinanza, misura di sostegno sociale tesa, come noto, a favorire le fasce meno abbienti della popolazione e l’inserimento delle stesse nel mondo dell’occupazione.

Nei prossimi giorni saranno ulteriormente intensificati i controlli nello specifico settore produttivo, finalizzati a reprimere il fenomeno dell’irregolare occupazione di lavoratori agricoli stagionali, a salvaguardia dell’interesse dei lavoratori stessi e delle imprese che operano nel pieno e consapevole rispetto delle regole.

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Gioia Tauro (RC): Museo archeologico Mètauros, venerdì 15 “Paesaggio e comunità. Come i ragazzi salveranno il mondo”

(343) Venerdì 15 novembre 2019, alle ore 9.00, il Museo archeologico Mètauros che ha Sede a Gioia Tauro caratteristico centro del reggino Continue reading “Gioia Tauro (RC): Museo archeologico Mètauros, venerdì 15 “Paesaggio e comunità. Come i ragazzi salveranno il mondo”” →

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Comune di Reggio Calabria: nuovi vigilanti contro l’abbandono illecito di rifiuti sul territorio comunale

(463) E’ stata presentata questa mattina, a Palazzo San Giorgio, la squadra di vigilanti chiamata a presidiare i siti della città oggetto di abbondono illecito dei rifiuti. Una lotta senza quartiere agli incivili che il sindaco Giuseppe Falcomatà, insieme al vicesindaco Armando Neri, al dirigente del settore Ambiente Daniele Piccione ed al Comandate dei vigili urbani Salvatore Zucco, ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa utile a presentare anche le attività delle decine di microcamere sistemate per identificare e denunciare quanti alimentano il fenomeno delle micro-discariche. Continue reading “Comune di Reggio Calabria: nuovi vigilanti contro l’abbandono illecito di rifiuti sul territorio comunale” →

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Comune di Reggio Calabria: convocato il Consiglio comunale per i giorni 11 e 13 novembre

(462) Ai sensi dell’art. 39 del D. Lgs. 267 del 18.08.2000 e dell’art. 47 dello Statuto Comunale, si comunica che il Consiglio Comunale è convocato, in sessione straordinaria, per il giorno 11.11.2019 alle ore 9,00 nella sala adunanze di Palazzo San Giorgio, per procedere alla discussione dei seguenti argomenti, posti all’ordine del giorno:

  1. APPROVAZIONE BILANCIO CONSOLIDATO ESERCIZIO FINANZIARIO 2018;
  2. RATIFICA DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE N. 193 DEL 16 SETTEMBRE 2019;
  3. RATIFICA DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE N. 211 DEL 30 SETTEMBRE 2019;
  4. APPROVAZIONE SCHEMA DI CONVENZIONE CON LA REGIONE CALABRIA PER LA REALIZZAZIONE DELL`INTERVENTO DENOMINATO “REGGIO CALABRIA CITY-LOG”;
  5. PROPOSTA DI MODIFICHE ALLO STATUTO DELLA SOCIETA` ATAM SPA;
  6. APPROVAZIONE REGOLAMENTO PER LA PROMOZIONE DELL’AGRICOLTURA SOCIALE MEDIANTE FILIERA CORTA;
  7. RICONOSCIMENTO DEBITI FUORI BILANCIO – SENTENZE ESECUTIVE NOTIFICATE AL COMANDO PM NEL MESE DI SETTEMBRE 2018;
  8. RICONOSCIMENTO DEBITI FUORI BILANCIO – SENTENZE ESECUTIVE NOTIFICATE AL COMANDO PM NEL MESE DI OTTOBRE 2018;
  9. RICONOSCIMENTO DEBITO FUORI BILANCIO – SENTENZE ESECUTIVE NOTIFICATE AL COMANDO PM NEL MESE DI NOVEMBRE 2018;
  10. RICONOSCIMENTO DEBITI FUORI BILANCIO – SENTENZE ESECUTIVE NOTIFICATE AL COMANDO PM NEI MESI DI DICEMBRE 2018 E GENNAIO 2019;
  11. RICONOSCIMENTO DEBITI FUORI BILANCIO – SENTENZE ESECUTIVE NOTIFICATE AL COMANDO PM NEL MESE DI FEBBRAIO 2019;
  12. RICONOSCIMENTO DEBITI FUORI BILANCIO – SENTENZE ESECUTIVE NOTIFICATE AL COMANDO PM NEL MESE DI MARZO 2019;
  13. RICONOSCIMENTO DEBITI FUORI BILANCIO – SENTENZE ESECUTIVE NOTIFICATE AL COMANDO PM NEL MESE DI APRILE 2019;
  14. RICONOSCIMENTO DEBITI FUORI BILANCIO – SENTENZE ESECUTIVE NOTIFICATE AL COMANDO PM NEL MESE DI MAGGIO 2019;
  15. DEBITI FUORI BILANCIO DA SENTENZA CORTE D`APPELLO 94/2018 A FAVORE DI TRAPANI LOMBARDO E ALTRI. INTEGRAZIONE DELIBERA C.C. 47 DEL 30.09.2019.

Nel caso in cui la seduta dovesse andare deserta per mancanza del numero legale, il Consiglio Comunale si riunirà, in seconda convocazione, il giorno 13.11.2019 alle ore 9,00.

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Comune di Reggio Calabria: il sindaco Falcomatà “Cittadinanza onoraria a Liliana Segre”

(462) «Reggio Calabria vuole riconoscere la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, vittima del nazismo, del fascismo, dell’ignoranza di ieri e di oggi». Così il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà che, in una nota stampa, spiega: «Non servono i legami fisici con la città. La senatrice a vita Liliana Segre è storicamente ed umanamente unita alla vita del nostro Paese, dei nostri territori, di ogni piccolo paesino che ha pagato un prezzo altissimo subendo l’aberrazione fascista e nazista. L’unione che c’è fra Reggio Calabria e la senatrice Liliana Segre si fonda sul fatto che il nostro Comune segue i principi fondamentali della Carta Costituzionale, dichiarandosi marcatamente antifascista, ed in lei riconosciamo l’idea di città che stiamo costruendo».

«Ecco – ha aggiunto l’inquilino di Palazzo San Giorgio – quell’aberrazione, la senatrice Segre l’ha patita sulla propria pelle dove porta, indelebile, il marchio nazista che ne ricorda i trascorsi nel campo di concentramento di Auschwitz e la viva testimonianza della catastrofe che fu la Shoah. Faccio mie le parole di Ruben Della Rocca, vicepresidente della Comunità ebraica di Roma, quando, nel ricordare che tutti i vertici della loro associazione sono scortati, denuncia il fallimento di un intero Paese. Come dargli torto? Che Italia è quella che si trova costretta a mettere sotto scorta una signora di 90 anni perché ebrea? Che Italia è quella che deve istituire, alle soglie del 2020, una commissione parlamentare per studiare i fenomeni del razzismo, dell’odio, dell’esclusione sociale? E’ un’Italia, evidentemente, che ancora non ha fatto i conti col proprio passato nefasto».

«Giungano, dunque, alla senatrice a vita Liliana Segre – conclude il sindaco Falcomatà – i nostri sentimenti di vicinanza, sostegno e solidarietà oltre, ovviamente, l’invito ad incontrarla presto nella nostra Reggio Calabria che è città impegnata, quotidianamente, nella lotta contro le ingiustizie, le disuguaglianze, la violenza ed il razzismo. A lei diciamo di andare avanti, pur nelle difficoltà e nell’insensatezza di chi ha voluto dividere il Parlamento su principi cardine e universali fomentando odio nel Paese e armando le dita dei “leoni da tastiera” ed il bullismo di haters intellettualmente disonesti e vigliacchi. Chi si macchia di reati a sfondo razzista ed antisemita, chi subissa di offese la senatrice Segre, chi tentenna di fronte alla condanna di tali comportamenti scellerati, chi vorrebbe riscrivere la storia a proprio piacimento, va, invece, censurato e severamente punito».

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Comune di Reggio Calabria: raid vandalico al Lido Comunale, il sindaco Falcomatà “Atto di deliberata devastazione”

(460) Il Lido comunale di Reggio Calabria è stato oggetto di un nuovo raid vandalico. Ignoti si sono introdotti nella notte e hanno distrutto le pannellature installate per delimitare l’area di cantiere intorno alla storica struttura balneare per la quale l’Amministrazione comunale ha programmato una completa ristrutturazione, secondo le indicazioni concordate con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici. Continue reading “Comune di Reggio Calabria: raid vandalico al Lido Comunale, il sindaco Falcomatà “Atto di deliberata devastazione”” →

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Roma: evasione fiscale, truffa ed autoriciclaggio dietro il sogno dell’auto “a costo zero”. Sequestrati beni per quasi 3 milioni

(65) Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo avente ad oggetto disponibilità finanziarie e immobili per un valore di quasi 3 milioni di euro, emesso nei confronti di Massimiliano CASAZZA, amministratore della VANTAGE GROUP S.r.l. e ideatore dell’offerta commerciale “My Car – No Cost”.

CASAZZA, indagato per evasione fiscale, truffa e autoriciclaggio, proponeva la sottoscrizione di contratti con cui privati o imprese si impegnavano ad acquistare autovetture di colore bianco sulle cui fiancate sarebbero stati applicati messaggi pubblicitari – nonostante il Codice della Strada vieti espressamente l’utilizzo dei mezzi per pubblicità a titolo oneroso – e a pagare circa € 7.000 per servizi aggiuntivi mai corrisposti.

A fronte di ciò, la VANTAGE avrebbe provveduto a corrispondere al contraente 60 rate mensili di importo variabile tra i 340 e i 440 euro, quale rimborso del prezzo di acquisto del veicolo, nonché una quota delle spese per carburante e assicurazione.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno tratto origine da segnalazioni operate dagli acquirenti allorquando, dalla fine del 2018, all’aumentare dei sottoscrittori dei contratti, la società non ha più proceduto ai rimborsi.

Nel corso degli approfondimenti investigativi, i Finanzieri del II Gruppo Tutela Entrate del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno ricostruito un giro d’affari di circa 15 milioni di euro nel triennio 2016-2018, periodo in cui l’impresa ha evaso, attraverso la presentazione di dichiarazioni riportati dati non veritieri, circa 3 milioni di IVA, importo sottoposto a sequestro.

Inoltre, nello stesso periodo, utilizzando parte del denaro così illegittimamente ottenuto, CASAZZA ha acquistato, tramite altra società, immobili per circa 1,3 milioni di euro.

L’operazione testimonia il costante impegno profuso dalla Guardia di Finanza nella lotta all’evasione fiscale e alle frodi ai danni dei cittadini e delle imprese.

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Trapani: scoperta pasticceria abusiva gestita da un trapanese percettore di reddito di cittadinanza

(64) Negli scorsi giorni militari del Gruppo Trapani hanno individuato, in località Salinagrande, un laboratorio di pasticceria totalmente abusivo esercitato all’interno di un’abitazione privata, condotta in locazione.

I finanzieri, dopo una serie di sopralluoghi ed appostamenti riservati effettuati nei giorni precedenti la data dell’intervento nei pressi dell’abitazione – durante i quali veniva notato un via vai continuo di presunti clienti -, hanno intercettato e colto sul fatto il “pasticciere”, identificandolo nel mentre era intento a consegnare prodotti dolciari ad una locale pasticceria.

All’interno della cucina adibita a laboratorio abusivo venivano infatti realizzati prodotti dolciari dal pasticciere abusivo e dalla moglie. Il primo, che aveva già in passato esercitato una regolare attività di pasticceria cessata nel 2000, dal mese di giugno 2019 risulta percepire anche circa 700 euro mensili a titolo di reddito di cittadinanza.

Le precarie condizioni igieniche dell’abitazione e degli stessi locali in uso al laboratorio, nonché l’assenza dell’autorizzazione sanitaria e dei requisiti igienico-sanitari – sia di impianto che funzionali – previsti dalle leggi e regolamenti, richiedevano il necessario intervento di personale dell’A.S.P. di Trapani, congiuntamente al quale è stato eseguito il successivo sequestro di ben 160 kg. circa di prodotti dolciari – tra i quali in particolare la caratteristica “frutta martorana” – pronti per essere rivenduti a diverse pasticcerie e forni trapanesi in occasione delle imminenti festività.

Il titolare del laboratorio abusivo è stato denunciato alla locale Autorità Giudiziaria, ai sensi dell’art. 5, lett. b) della Legge 30 aprile 1962, n. 283, per violazione delle norme che tutelano la pubblica salute, la produzione ed il commercio delle sostanze destinate alla alimentazione, nonché ai sensi dell’art. 7, comma 1, D.L. 4/2019, che prevede una specifica sanzione penale per coloro che, ai fini dell’ottenimento del reddito di cittadinanza, utilizzano dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omettono informazioni dovute all’Inps.

Nei confronti del titolare dell’attività di pasticceria occulta è stato inoltre avviato un controllo fiscale al fine di recuperare a tassazione i proventi frutto dell’abusiva attività commerciale e, nei prossimi giorni, sarà inviata una segnalazione alla competente sede territoriale dell’INPS per l’emissione del provvedimento amministrativo di decadenza dell’erogazione del reddito di cittadinanza dagli stessi indebitamente fruito.

L’operazione si inquadra nel contesto delle quotidiane attività ispettive svolte dalla Guardia di Finanza a contrasto dell’economia sommersa – a tutela del consumatore e degli onesti operatori del commercio – e degli illeciti commessi, mediante mendacio, ai fini dell’ottenimento del reddito di cittadinanza.

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