Reggio di Calabria: Università Mediterranea, dal 5 al 22 tappa di “Coding Girls”

(347) Fa tappa a Reggio Calabria il tour nazionale di Coding Girls che coinvolgerà dal 5 al 22 novembre oltre 10.000 studentesse di 14 città italiane. Il programma, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale Continue reading “Reggio di Calabria: Università Mediterranea, dal 5 al 22 tappa di “Coding Girls”” →

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La Città Metropolitana di Reggio Calabria è stata protagonista alla XVI edizione del “BonTà”, il salone delle eccellenze enogastronomiche dei territori che, nei giorni scorsi, ha visto la presenza di ben sedici Regioni ed oltre duemila prodotti artigianali posti in vetrina alla kermesse di Cremona

(488) L’Ente di Palazzo Alvaro, infatti, è stato presente con una collettiva di dieci aziende, selezionate attraverso un’apposita manifestazione d’interesse pubblicata dal Settore 6 “Sviluppo Economico”, ed anche con Continue reading “La Città Metropolitana di Reggio Calabria è stata protagonista alla XVI edizione del “BonTà”, il salone delle eccellenze enogastronomiche dei territori che, nei giorni scorsi, ha visto la presenza di ben sedici Regioni ed oltre duemila prodotti artigianali posti in vetrina alla kermesse di Cremona” →

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Comune di Reggio Calabria: presentato il Progetto Escogita “Economia Sociale con Giovani Talenti”

(487) E’ stato presentato questa mattina a Palazzo San Giorgio il progetto Escogita “Economia Sociale con Giovani Talenti” promosso da INECOOP – Istituto Nazionale per l’Educazione e la Promozione Continue reading “Comune di Reggio Calabria: presentato il Progetto Escogita “Economia Sociale con Giovani Talenti”” →

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Comune di Reggio Calabria: venerdì 22 la presentazione della convenzione tra il Comune, l’Università Mediterranea e l’Istituto “Carducci – Da Feltre”

(486) Il Comune di Reggio Calabria, l’Università degli Studi Mediterranea e l’Istituto Comprensivo “Carducci – V. da Feltre” di RC convengono e stipulano una convenzione per lo svolgimento di attività relative alla Continue reading “Comune di Reggio Calabria: venerdì 22 la presentazione della convenzione tra il Comune, l’Università Mediterranea e l’Istituto “Carducci – Da Feltre”” →

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Comune di Reggio Calabria: domani le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale dei Ragazzi

(485) Martedì 19 novembre, si terranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale dei ragazzi (CCR) giunto ormai al 4° anno di vita. Il CCR è stato progettato dalla Commissione comunale politiche sociali, ed Continue reading “Comune di Reggio Calabria: domani le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale dei Ragazzi” →

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Reggio di Calabria: approvato in Consiglio comunale il regolamento per la promozione dell’agricoltura sociale

(482) Giunto questa mattina in Consiglio comunale, il Regolamento per la promozione dell’agricoltura sociale mediante filiera corta, è stato approvato all’unanimità dai presenti in aula. L’approvazione finale è Continue reading “Reggio di Calabria: approvato in Consiglio comunale il regolamento per la promozione dell’agricoltura sociale” →

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Reggio di Calabria: Il Consiglio comunale ha approvato le modifiche statutarie ad ATAM funzionali al rilancio dell’Azienda in ottica metropolitana

(481) L’approvazione delle modifiche è stata preceduta dalla relazione del Consigliere delegato alle Società comunali Francesco Gangemi della quale si riportano gli stralci più significativi.

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Comune di Reggio Calabria: pagamento Tari, i Delegati alla Riscossione Albanese e alle Società comunali Gangemi chiariscono “Hermes offre ai contribuenti una possibilità in più”

(480) «Non esiste alcun ‘caso’ relativo al pagamento della Tari». Lo afferma il consigliere comunale delegato a Evasione fiscale, Riscossione e Contenzioso tributario Rocco Albanese, in relazione all’approssimarsi Continue reading “Comune di Reggio Calabria: pagamento Tari, i Delegati alla Riscossione Albanese e alle Società comunali Gangemi chiariscono “Hermes offre ai contribuenti una possibilità in più”” →

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Comune di Reggio Calabria: approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la messa in sicurezza della copertura dello Stadio “Oreste Granillo”

(479) La Giunta Comunale, guidata dal Sindaco Falcomatà, ha approvato con delibera il progetto di fattibilità tecnico-economica per la messa in sicurezza della copertura dello Stadio “Oreste Granillo” di Reggio Continue reading “Comune di Reggio Calabria: approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la messa in sicurezza della copertura dello Stadio “Oreste Granillo”” →

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Comune di Reggio Calabria: variante generale al Piano Comunale di Spiaggia, dopo la fase partecipativa approvato documento di indirizzo

(478) La Giunta Comunale su proposta dell’Assessore all’Urbanistica Mariangela Cama, a seguito del confronto partecipativo programmato svoltosi nei tre incontri territoriali di Gallico, Pellaro e Reggio Calabria Continue reading “Comune di Reggio Calabria: variante generale al Piano Comunale di Spiaggia, dopo la fase partecipativa approvato documento di indirizzo” →

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Venezia: al via i lavori della Conferenza Plenaria dei Capi delle Organizzazioni di Guardia Costiera

(77) Si aprono quest’oggi alle 10.00, a Venezia, i lavori della Conferenza Plenaria dei Capi delle Organizzazioni di Guardia Costiera.

L’evento, al quale partecipano oltre 90 delegati dell’European Coast Guard Functions Forum (ECGFF) (https://www.ecgff.eu/)  – un consesso internazionale che riunisce su base volontaria le autorità delle guardie costiere di 25 Stati membri dell’UE e dei paesi associati Schengen, nonché i rappresentanti della Commissione europea e delle sue Istituzioni e Agenzie con competenze correlate alle funzioni di guardia costiera -, rappresenta l’occasione per un bilancio conclusivo dell’annualità di presidenza Italiana, tenuta congiuntamente dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza.

All’evento parteciperanno attori internazionali membri di forum analoghi appartenenti ad aree geografiche di interesse, quali la Guardia costiera giapponese (JCG), quella turca (Sahil Güvenlik), nonché organizzazioni come l’Interpol (l’organizzazione internazionale dedita alla cooperazione di polizia e al contrasto del crimine internazionale).

Tra gli obiettivi raggiunti dalla Presidenza italiana, degno di nota è il consolidamento di alcuni principi e concetti di per sé imprescindibili nell’ambito delle funzioni di guardia costiera:

–          la valutazione del rischio;

–          lo sviluppo tecnologico;

–          la formazione del personale.

Durante il corso dell’anno, ciascuno di questi è stato declinato su specifiche funzioni di Guardia Costiera, quali la protezione dell’ambiente (cui è stato dedicato il 1° workshop a Lisbona, presso Emsa), la sicurezza marittima(cui è stato dedicato il 2° workshop ad Ostia, a cura della Guardia di Finanza e sotto l’egida di Frontex), e le operazioni marittime complesse multiruolo(cui è stato dedicato il 3° workshop a Catania, sotto l’egida di Efca).

A quest’ultimo riguardo particolarmente interessante è stata l’esercitazione complessa Coastex19, tenutasi a Catania il 4 giugno 2019, durante la quale il personale proveniente dai paesi membri e dalle agenzie aderenti hanno collaborato su diversi mezzi con equipaggi misti, a consolidamento del concetto di Multipurpose maritime operations (MMO).

A conclusione della cerimonia di apertura, gli interventi del Vice Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Ammiraglio Ispettore (CP) Antonio Basile – e del Generale di Corpo d’Armata Andrea De Gennaro, Comandante del Comando Aeronavale Centrale della Guardia di Finanza -, che unanimemente hanno ribadito i principi fondanti del Forum allo scopo di incrementare la collaborazione, la cooperazione e il coordinamento tra i Paesi aderenti e le Agenzie di riferimento.

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Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, operazione “Assicurato”. Arrestati 4 soggetti: orchestravano truffe assicurative incassando ingenti rimborsi. Sequestrati oltre 50.000 euro quale profitto del reato. Coinvolti complessivamente 10 soggetti (video)

(76) Alle prime luci della mattinata odierna, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale degli arresti domiciliari e reale del profitto del reato emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria – su proposta della locale Procura della Repubblica, coordinata dal Procuratore Capo dott. Giovanni Bombardieri – nei confronti di 4 soggetti (B.V. cl. ’64 di Reggio Calabria, C.F. cl. ’70 di Montebello Ionico -RC-, F.B. cl. ’66 di Reggio Calabria e G.N. cl. ’59 di Motta San Giovanni -RC-), accusati a vario titolo e in concorso tra loro dei reati di falsità in atti pubblici, accesso abusivo a sistemi informatici, violenza privata, costrizione alla commissione di reati, fraudolento danneggiamento di beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona.

Tra i soggetti destinatari della misura cautelare, dei quali uno già noto agli inquirenti poiché coinvolto nell’ambito dell’operazione “Game Over” (anch’essa condotta, sotto l’egida della locale Procura della Repubblica, da parte della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, nell’agosto 2017), figurano un dirigente medico e un addetto paramedico entrambi dipendenti del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino- Morelli”.

L’esecuzione delle odierne misure cautelari personali e reali eseguite rappresentano l’epilogo di articolate e complesse investigazioni, coordinate dal Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, dott. Gerardo Dominijanni, dirette dal Sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Giovanni Gullo e condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.

In particolare, durante l’esecuzione di precedenti investigazioni e attività di perquisizione, i finanzieri reggini rinvenivano un estratto conto di una carta Postepay Evolution nella disponibilità di un soggetto, il quale, nell’immediatezza dei fatti, tentava invano di distruggere il documento rinvenuto dai militari, insospettendo così gli stessi, che quindi decidevano di effettuare approfondimenti d’indagine ben mirati.

Si accertava, così, come il soggetto in questione fosse stato indotto da due degli indagati a fornire propri documenti per l’accensione di una polizza assicurativa contro gli infortuni a suo nome.

Nel corso delle indagini eseguite dai finanzieri e coordinate dal locale Ufficio di Procura, veniva, altresì, accertata la produzione di una serie di documenti e certificazioni sanitarie false, utili per l’apertura del sinistro, con conseguente incardinamento di un iter che si concludeva con l’erogazione di oltre 54mila euro.

Tale somma di denaro, tuttavia, pur essendo destinata al soggetto indotto ad agire, finiva nelle tasche degli artefici della truffa assicurativa.

Ulteriori approfondimenti investigativi consentivano di risalire anche ai medici e ai paramedici coinvolti, tutti impiegati presso il Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria: a carico degli stessi (F.B. cl’ ’66 e G.N. cl’ 59), in particolare, venivano accertati:

  • –  la redazione di un falso verbale di accettazione di pronto soccorso;
  • –  il rilascio di false certificazioni mediche relative a presunte visite di controllo;
  • –  la predisposizione di una falsa perizia medico-legale;
  • –  l’effettuazione di un accesso abusivo al sistema informatico dell’ospedale adibito alla gestione delle immagini radiologiche, in vista dell’inserimento a sistema di un falso referto, commesso mediante l’utilizzo delle credenziali di un ignaro collega della struttura sanitaria.

A comprova dei preliminari sospetti, la successiva attività investigativa, condotta attraverso:

  • –  numerosi sopralluoghi e/o appostamenti presso i luoghi potenzialmente interessati dalla vicenda;
  • –  escussione a sommarie informazioni di numerosi soggetti;
  • –  analisi della copiosa documentazione sanitaria e assicurativa;
  • –  accertamenti bancari;

ha consentito di smascherare, tramite l’incrocio di vari elementi indiziari, un consolidato sistema criminoso fraudolento, consentendo così di:

  • – individuare i soggetti coinvolti;
  • – riscontrare la presenza di ulteriori elementi indizianti a carico di operatori sanitari;
  • – individuare i ruoli attribuiti a ciascun attore dell’attività delittuosa.

Durante le investigazioni, inoltre, a seguito di una denuncia/querela proposta da un cittadino ignaro, citato dinanzi al Giudice di Pace da parte di uno dei predetti indagati per una richiesta di risarcimento danni non patrimoniali connessa a un presunto incidente stradale, la medesima A.G. delegante richiedeva lo svolgimento di altri accertamenti, a seguito dei quali emergevano profili di responsabilità penali nei confronti di ulteriori 4 soggetti (compresi nr. 2 vigili urbani in servizio presso il Comando di Polizia Locale di Reggio Calabria), oltre che del medesimo dirigente sanitario e del dipendente paramedico già emersi nel corso dell’indagine.

Tale “seconda” truffa, in vista del successivo giudizio civile teso al risarcimento anche del presunto danno non patrimoniale, in particolare, aveva consentito agli indagati di riscuotere un primo rimborso assicurativo per falsi danni patrimoniali all’automezzo pari a 4.700 €.

La gravità del quadro indiziario raccolto, nonché l’attualità della pericolosità delle condotte poste in essere dagli indagati, spingeva i militari operanti a fornire all’A.G. inquirente elementi idonei tali da far presumere sussistente la necessità di proporre al competente G.I.P. l’adozione del canale delle misure cautelari.

Analizzato l’intero scenario delineatosi nel corso dell’attività investigativa, concordando pienamente con il quadro di pericolosità prospettato dalla polizia giudiziaria, anche rispetto alle esigenze cautelari, la Procura della Repubblica di Reggio Calabria richiedeva al G.I.P. presso il locale Tribunale l’applicazione della misura cautelare personale degli arresti domiciliari, nonché quella reale connessa al profitto di reato pari a € 54.250 da operarsi su rapporti finanziari degli indagati, ovvero mediante trattenuta del quinto dei trattamenti retributivi, pensionistici e assistenziali degli stessi, sino alla concorrenza del profitto stesso.

Elevatissima verrà mantenuta l’attenzione dei finanzieri della Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, affinché incresciosi episodi della specie siano evitati o prontamente repressi.

La Guardia di Finanza opera costantemente a salvaguardia e a tutela del patrimonio – sia pubblico che privato –, dell’ordinata e civile convivenza sociale e della sicurezza pubblica, intesa anche in termini di sicurezza economico-finanziaria della collettività e dei singoli individui.

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Siracusa: Guardia di Finanza, operazione “GAP”. Scoperta rete di società organizzate per frodare lo Stato nel polo industriale. 5 arresti, 2 misure restrittive, divieti interdittivi per altre 5 persone e sequestri per oltre 43 milioni (video)

(74) Questa mattina la Guardia di Finanza di Augusta, su disposizione della Procura della Repubblica di Siracusa, ha eseguito un’ordinanza emessa dal GIP aretuseo con cui sono state disposte misure restrittive della libertà personale a carico di 7 persone (2 custodie in carcere, 3 ai domiciliari, 1 obbligo di dimora e 1 divieto di espatrio), provvedimenti interdittivi a vario titolo per altri 5 soggetti e sequestri, diretti o per equivalente, per oltre 43 milioni di euro nei confronti dei dodici indagati. Sequestri anche nei confronti di società, in parte destinatarie del provento illecito.

Il provvedimento chiude ampie indagini di natura economico – finanziaria all’esito delle quali, anche con l’ausilio di attività tecnica, sono state portate alla luce fatti di evasione per complessivi € 43.912.288,02.

Le frodi hanno anche portato, su richiesta del PM titolare del fascicolo, al fallimento 5 società.

Le investigazioni sono partite da una verifica fiscale eseguita d’iniziativa nei confronti di una delle società operanti nell’indotto delle Grandi Committenti, che versava in una situazione di sostanziale dissesto. Dall’attività emergevano criticità e alert che portavano i militari all’esecuzione di ulteriori controlli presso le imprese che erano subentrate nelle commesse dopo che la prima società, improvvisamente, aveva cessato di operare.

Si scopriva così che tutte le entità, parte delle quali aderenti a un Consorzio, facevano capo a una nota coppia di imprenditori megaresi e costituivano un vero e proprio sistema di “scatole vuote” che, in modo programmato, ha “assorbito”, non onorandolo, il carico fiscale e contributivo dell’attività nel suo complesso. Tutto questo

grazie alla compiacenza di persone con precisi ruoli e di uno staff amministrativo formato anche da “prestanomi”, faccendieri e personaggi poco abbienti e mal prezzolati.

Le frodi, sostanzialmente, si consumavano nel seguente modo: il Consorzio, nel tempo manutenuto “pulito” e gestito sempre dagli stessi coniugi, si aggiudicava appalti a prezzo ribassato per la manutenzione di impianti del comprensorio industriale di Priolo/Melilli. Il prezzo di aggiudicazione risultava assai competitivo perché, di fatto, non teneva conto dell’importo dovuto allo Stato, a titolo d’imposta o di contributo previdenziale. Il lavoro così appaltato veniva poi fatto svolgere dalle consorziate di turno che nel tempo, però, si susseguivano. Così, quando una società aveva ormai raggiunto debiti tributari di considerevole importo, veniva sostituita con un’altra impresa di nuova costituzione, che si avvaleva sempre della stessa maestranza e degli stessi mezzi.

Rigorosa la prova fornita sull’esistenza del “sistema”, obbediente all’unica volontà dei due coniugi: oltre alle intercettazioni, nel corso delle attività sono state eseguite escussioni di informazioni, riscontri attraverso banche dati, acquisizioni documentali, perquisizioni domiciliari, locali e informatiche, anche nei confronti del titolare di uno Studio di consulenza, che ora è chiamato a rispondere per le sue responsabilità.

La mole degli elementi raccolti e acquisiti agli atti ha reso evidente che le società erano tutte riconducibili all’unica famiglia di imprenditori, i quali gestivano direttamente personale, appalti e rapporti con le banche dell’intera rete societaria, della quale conoscevano dettagliatamente la situazione finanziaria, revisionando bilanci e impartendo disposizioni sugli aggiustamenti contabili da effettuare. Erano ancora i due coniugi che, grazie all’ausilio di un faccendiere di fiducia, arruolavano persone poco abbienti alle quali, dietro miseri compensi, intestavano quote societarie e/o cariche di società, alcune delle quali risultano aver movimentato volumi d’affari milionari.

Significative, per il quadro probatorio, anche le modalità con cui gli stessi impartivano direttive. Tramite canali “social” venivano infatti dettate disposizioni in modo criptico, nel timore di essere “ascoltati” e sebbene queste comunicazioni, a loro avviso, non fossero intercettabili (whatsapp, skype), comunque essi pretendevano che, nel corso delle interlocuzioni, non venisse mai fatto alcun riferimento alla loro persona.

Dalle indagini è inoltre emerso che, al fine di ingannare le Committenti, sono stati falsificati anche DURC e UNILAV di quasi tutte le società commissionarie.

In questo contesto investigativo gli imprenditori megaresi, laddove comparivano in ruoli formali, deliberavano e incassavano compensi palesemente sproporzionati all’incarico ricoperto. Le attività hanno però dimostrato che il drenaggio di risorse è avvenuto anche sfruttando il naturale schermo offerto dalla dimensione internazionale. Dalle attività è infatti risultata costituita a Malta una società di diritto locale allo scopo di emettere, dall’estero, fatture per operazioni inesistenti esclusivamente nei confronti di una delle società fallite che, pagando i falsi documenti, svuotava le proprie casse, per circa 3 milioni di euro, a esclusivo vantaggio della coppia.

L’attività, condotta dalla Fiamme Gialle in via trasversale con i poteri di polizia tributaria e poi, sotto l’egida della Procura, con quelli di polizia giudiziaria, conferma la perniciosità della criminalità economico – finanziaria, in grado di alterare, per il soddisfacimento di interessi personali, interi equilibri di sistema, come quello, assai delicato, che caratterizza il Polo petrolchimico della provincia di Siracusa.

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Catanzaro: Guardia di Finanza, operazione “Scacco alla regina”. Traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere “Ciampa di Cavallo” di Lamezia Terme. Arrestate 19 persone di etnia Rom (3 minori), in 8 percepivano il reddito di cittadinanza (video)

(73) 19 ordinanze di custodia cautelare, 3 delle quali nei confronti di minori, decine di perquisizioni eseguite: questo è il bilancio dell’operazione “Scacco alla regina” scattata alle prime luci dell’alba e che ha visti impiegati oltre 100 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro e di altri reparti della Calabria.

Teatro dell’operazione il popolare quartiere “Ciampa di Cavallo”, prevalentemente popolato da famiglie di etnia rom trasferite, nel tempo, dall’adiacente campo rom di Scordovillo, il più grande del mezzogiorno e le cui condizioni di degrado sono state oggetto, recentemente, anche di un Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

Le indagini, svolte dai Finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno disvelato un quadro sconcertante: a capo dell’organizzazione è risultata una donna, B.C. di 50 anni, che, benchè ristretta in carcere, riusciva a sovrintendere ad una ramificata e capillare catena di spaccio di sostanze stupefacenti all’interno del quartiere “Ciampa di Cavallo”, un vero “fortino” ritenuto fino ad oggi inespugnabile. Suo tramite un congiunto minorenne, che trasmetteva gli ordini impartiti dal carcere dalla “Regina” ad interi nuclei familiari di etnia rom preposti alla vendita delle dosi di cocaina ed eroina ai tossicodipendenti ammessi, dalle sentinelle, ad accedere nel “fortino”.

L’organizzazione, come inequivocabilmente dimostrato anche dalle riprese video effettuate dalle Fiamme Gialle lametine, non esitava ad avvalersi di minori per l’attività di spaccio.

Nei confronti di 3 di essi, infatti, il GIP del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, aderendo alla richiesta formulata dal Procuratore della Repubblica per i Minorenni del capoluogo calabrese, ha disposto la custodia cautelare in apposite strutture.
Coinvolti, addirittura, 2 minori di età inferiore ai 14 anni e pertanto non imputabili.

La Procura per i Minorenni di Catanzaro, alla luce di quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, ha avviato le procedure per la richiesta di decadenza della potestà genitoriale al competente Tribunale per i Minorenni.
Sono in corso gli accertamenti patrimoniali da parte delle Fiamme Gialle lametine sui nuclei familiari coinvolti nelle indagini.

4 degli arrestati sono risultati fruitori del reddito di cittadinanza, mentre altri 4 indagati fanno parte di nuclei familiari a loro volta percettori della misura di sostegno.

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Trapani-Palermo: Carabinieri e Guardia di Finanza, operazione “Eden 3 – Pequeno”. Tre arresti per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanza stupefacenti (video)

(72) Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Trapani e militari del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo, dalle prime ore dell’alba stanno dando esecuzione ad un ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio G.I.P del Tribunale di Palermo su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 3 soggetti facenti parte di una più ampia associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti che ha operato sotto l’egida di cosa nostra siciliana e all’ombra del latitante MESSINA DENARO Matteo.

Sono altresì in corso in tutto il territorio nazionale decine di perquisizioni, che vedono impiegati oltre 100 Carabinieri e Finanzieri, supportati da unità cinofile, e riguardano abitazioni e luoghi nella disponibilità degli indagati.

L’odierna indagine, convenzionalmente denominata EDEN 3 – PEQUENO, ha permesso di ricostruire i lucrosi traffici delittuosi posti in essere dagli associati sin dall’estate del 2013, consentendo nell’ultimo quinquennio il sequestro degli ingenti carichi di stupefacente (hashish) acquistati dall’organizzazione criminale.

Le indagini hanno evidenziato come i tre arrestati, tra cui l’ex avvocato MESSINA Antonio (autorevole esponente della criminalità organizzata trapanese, radiato dall’albo degli avvocati per le vicende giudiziarie che lo hanno visto coinvolto in passato, emerso in maniera trasversale in diverse attività investigative perché in qualificati rapporti con esponenti apicali di cosa nostra), tutti originari di Campobello di Mazara e pluripregiudicati per reati inerenti al traffico illecito di sostanze stupefacenti, nonostante i periodi di detenzione ultradecennali scontati, sfruttando rapporti consolidati con alcuni referenti stranieri, nel periodo monitorato dalle indagini abbiano operato importazioni di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente lungo la tratta Marocco – Spagna – Italia.

In particolare, nella prima fase delle investigazioni è stata intercettata una partita di droga proveniente dalla penisola iberica e destinata al mercato milanese, costituita da 240 kg di hashish, sequestrati a Carate Brianza (MB), con il conseguente arresto in flagranza di un soggetto incaricato di custodire lo stupefacente.

La “merce” avrebbe fruttato alle casse dell’organizzazione circa 350.000 euro, raddoppiando l’investimento illecito.

Nello stesso frangente veniva ricostruito il reticolo di spaccio sulla piazza lombarda, composto dai soggetti ai quali gli associati facevano “assaggiare” lo stupefacente al fine di cederlo il più rapidamente possibile.

Le indagini, oltre a consentire di documentare numerosi episodi di minuto spaccio e l’acquisto di due armi da fuoco, hanno permesso di ricostruire l’attivismo dell’associazione per l’importazione di ulteriori carichi di hashish per oltre una tonnellata, tra cui:

  • una “partita” di 180 kg ceduta a clienti di origine calabrese;
  • un carico di 60 kg di hashish che, proveniente dalla Sicilia e destinato al mercato lombardo, è stato sequestrato alla fine del 2015 in Toscana.

Nell’ultimo periodo, muovendo dal monitoraggio di GRECO Angelo (arrestato il 19.04.2018 in esito all’indagine c.d. ANNO ZERO per partecipazione ad associazione mafiosa quale affiliato alla famiglia di cosa nostra di Campobello di Mazara, in costante collegamento con il vertice del mandamento di Castelvetrano e pertanto condannato con rito abbreviato l’11.11.2019 alla pena di anni 8 di reclusione) sono stati acquisiti ulteriori e convergenti elementi sul conto di TAMBURELLO Giacomo, MESSINA Antonio inteso l’avvocato e MISTRETTA Nicolò.

Dalle indagini condotte è emerso che gli esponenti dell’organizzazione criminale investigata, oltre ad esprimere in alcuni dialoghi intercettati espliciti riferimenti al latitante MESSINA DENARO Matteo, hanno agito anche in favore della consorteria mafiosa campobellese prevedendo tra l’altro tra le sue finalità la distribuzione di parte dei proventi delittuosi per il soddisfacimento dei bisogni economici della nominata famiglia mafiosa, segnatamente per il sostentamento dei sodali detenuti.

Detta struttura criminale, per lo sviluppo delle sue attività illecite, si è avvalsa inoltre di una qualificata rete relazionale articolata sul territorio nazionale che ha visto coinvolti, tra gli altri, diversi soggetti oggi destinatari di provvedimento di perquisizione.

Come sopra anticipato, in tale ambito ha assunto particolare rilievo la figura di MESSINA Antonio il quale si è anche adoperato per dirimere i contrasti insorti per ragioni economiche tra gli associati, sviluppando nell’hinterland milanese degli incontri con MISTRETTA Nicolò e altri importanti esponenti della criminalità organizzata siciliana da anni operativi in Lombardia; proprio in occasione di una riservata riunione tra MESSINA e un pluripregiudicato palermitano avvenuta all’interno di un affollato esercizio commerciale, in un più ampio discorso che riguardava la situazione della famiglia di cosa nostra di Castelvetrano e le difficoltà che stava incontrando detto sodalizio per via dei numerosi interventi repressivi effettuati dalle FF.PP., veniva captato un rilevante dialogo in cui i due indagati facevano cenno anche al latitante MESSINA DENARO Matteo che il palermitano asseriva finanche di avere incontrato.

Con riferimento alla figura di TAMBURELLO, individuato come promotore del sodalizio in parola, è emerso che questi, utilizzando svariati recapiti telefonici anche internazionali fittiziamente intestati a terzi e impiegando un predeterminato codice di cifratura (decriptato dai Reparti operanti):

  • – manteneva i contatti con mediatori e fornitori del narcotico dimoranti in Spagna e Marocco;
  • – si relazionava con i sodali presenti nel Nord Italia incaricati della commercializzazione dello stupefacente importato
  • – indicava perentoriamente ai sodali la cogente esigenza di destinare parte dei proventi delle attività delittuose per remunerare la famiglia mafiosa di Campobello di Mazara.

Si evidenzia infine che i traffici di sostanza stupefacente intercettati nel corso delle attività avrebbero avuto complessivamente un valore sul mercato pari quantomeno ad un milione e mezzo di euro.

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Coldiretti Calabria: domenica 17 novembre consorziati alle urne. Coldiretti ha presentato le liste nelle tre sezioni di contribuenza

(206) Prosegue la tornata elettorale nei Consorzi di Bonifica. Domenica 17 novembre p.v., informa la Coldiretti, i consorziati dell’Ente di Bonifica lametino, in regola con il pagamento dei tributi, si recheranno alle Continue reading “Coldiretti Calabria: domenica 17 novembre consorziati alle urne. Coldiretti ha presentato le liste nelle tre sezioni di contribuenza” →

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Coldiretti Calabria: tromba d’aria a Cariati (CS), distrutti 6 ettari di serre

(205) Una tromba d’aria che si è abbattuta nel primo pomeriggio nel comune di Cariati (Cs) – comunica Coldiretti Calabria –  ha scoperchiato e distrutto 6 ettari di serre coltivate ad ortaggi in particolare fragole. Continue reading “Coldiretti Calabria: tromba d’aria a Cariati (CS), distrutti 6 ettari di serre” →

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La Città Metropolitana ed il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria saranno insieme a Paestum per lo sviluppo del territorio

(477) Questa mattina, il sindaco Giuseppe Falcomatà ed il Direttore Carmelo Malacrino, nella sede storica di Palazzo Alvaro, hanno siglato un accordo di collaborazione tra i due Enti finalizzato alla realizzazione di Continue reading “La Città Metropolitana ed il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria saranno insieme a Paestum per lo sviluppo del territorio” →

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Comune di Reggio Calabria: approvati gli esecutivi per i nuovi impianti di illuminazione in Contrada Cafari di Arangea, Modena, San Sperato, Spirito Santo e Cannavò

(476) Prosegue l’opera di realizzazione, ammodernamento, potenziamento della pubblica illuminazione sul territorio della Città di Reggio Calabria. La Giunta Comunale, guidata dal Sindaco Falcomatà, ha approvato Continue reading “Comune di Reggio Calabria: approvati gli esecutivi per i nuovi impianti di illuminazione in Contrada Cafari di Arangea, Modena, San Sperato, Spirito Santo e Cannavò” →

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Città Metropolitana di Reggio Calabria: “La cybersecurity: dalla consapevolezza alla gestione del rischio informatico”, questo il titolo del seminario organizzato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e dalla Regione Calabria

(475) La cultura della sicurezza informatica, attraverso l’affiancamento nel percorso di valutazione, il trattamento del rischio cyber e la promozione del tool di risk assessment sono gli l’argomenti, attualissimi, posti all’attenzione della gremita platea che ha registrato la presenza delle amministrazioni locali dell’area metropolitana di Reggio Calabria e degli ordini professionali. Continue reading “Città Metropolitana di Reggio Calabria: “La cybersecurity: dalla consapevolezza alla gestione del rischio informatico”, questo il titolo del seminario organizzato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e dalla Regione Calabria” →

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