Bergamo: operazione “Tribe”. Bancarotta, frode fiscale e riciclaggio: eseguite 5 OCC e disposti sequestri finalizzati alla confisca di beni per 29 milioni

(63) I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo, nell’ambito dell’operazione “TRIBE”, dalle prime ore della mattinata odierna, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza che dispone la custodia cautelare nei confronti di 5 soggetti di cui 3 in carcere e 2 ai domiciliari. Tra le persone tratte in arresto figurano 3 imprenditori e 2 professionisti, un commercialista con studio in provincia di Bergamo ed un consulente tributario attivo sulle piazze di Milano e di Monza Brianza, già gravato da precedenti specifici.

Sono 15 le perquisizioni in corso da parte dei Finanzieri presso abitazioni, studi commerciali e sedi di società tra le provincie di Bergamo, Milano, Monza e Brianza, Sondrio, Venezia e Varese.

Il provvedimento di arresto, firmato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bergamo, dottoressa Marina Cavalleri, su richiesta del Sostituto Procuratore della locale Procura della Repubblica, dr. Emanuele Marchisio, rappresenta l’epilogo di una articolata indagine condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bergamo sulle cause del fallimento di una nota società operante nel settore della ristorazione e gestione delle mense e che ha visto coinvolti 19 soggetti, indagati a vario titolo per bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio e false compensazione di crediti d’imposta.

I militari, attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, servizi di osservazione, acquisizione di testimonianze, indagini finanziarie e riscontri documentali hanno raccolto una serie di elementi che hanno portato alla luce un vero e proprio sistema ideato dai principali indagati finalizzato alla sistematica spoliazione di realtà imprenditoriali portate al fallimento, una volta svuotate del patrimonio e dei beni. Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di ricondurre all’effettivo dominus della società fallita, tratto in arresto, anche l’operatività di ulteriori 6 aziende, sempre attive nel campo della ristorazione, per le quali sono state avviate procedure fallimentari.

Il dissesto che ha condotto al fallimento della società oggetto d’indagine nel periodo 2013/2017 è stato definito dal Giudice, nella sua ordinanza, di dimensioni imponenti dal momento che il passivo accertato ammonta ad oltre 36 milioni di euro, dei quali 17 milioni in danno all’Erario e 4,5 milioni in pregiudizio di 767 ex-dipendenti dell’azienda.

Le investigazioni dei Finanzieri hanno svelato almeno tre metodi distrattivi in danno alle casse societarie, quali il pagamento all’amministratore di compensi per circa 1 milione di euro, a dispetto della situazione di dissesto in cui versava l’impresa; l’effettuazione, in assenza di corrispettivo, di prestazioni in favore di altre società riconducibili sempre all’amministratore di fatto della fallita per altri 2 milioni di euro; ed, in ultimo, la corresponsione ai due professionisti, anch’essi raggiunti da misura cautelare, di circa 5 milioni di euro, contabilmente giustificati come pagamento di imposte, che però non venivano versati all’Erario, grazie a false compensazioni, ma restituiti all’imprenditore della società fallita.

Ulteriori operazioni distrattive sono state poste in essere mediante il pagamento di somme a 8 società esistenti solo sulla carta e non giustificate dalla sussistenza di rapporti commerciali. Complessivamente le indagini allo stato hanno consentito di accertare distrazioni per circa 10 milioni di euro.

Nel corso delle intercettazioni è emersa la volontà dell’imprenditore al centro delle indagini di eseguire rilevanti investimenti all’estero nel settore dei parchi giochi/avventura, campo nel quale la sua famiglia aveva già maturato una pregressa esperienza in provincia di Bergamo. Al fine di ostacolare la tracciabilità del denaro, parte delle somme distratte sono state trasferite sui c/c esteri intestati a società anch’esse fittizie con sede in Croazia, Slovacchia, Slovenia e Svizzera.

La sinergica operazione di ricostruzione delle operazioni economico-finanziarie posta in essere dagli investigatori unitamente al prezioso contributo del curatore fallimentare, il compianto dr. Stefano Mecca, tragicamente scomparso il mese scorso in un incidente aereo, ha posto in luce la totale inattendibilità delle scritture contabili e la falsificazione dei bilanci al fine di mantenere l’accesso al credito bancario.

L’indagine TRIBE condotta da Magistratura e Guardia di Finanza, s’inquadra nell’ampio dispositivo di polizia economico-finanziaria predisposto dal Corpo a contrasto dei più gravi illeciti economici, a tutela della legalità e delle aziende oneste che operano sul mercato nel pieno rispetto delle regole.

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Reggio di Calabria: Università Mediterranea, lunedì 11 la presentazione dei “Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento”

(342) Lunedì 11 novembre alle ore 11.30, presso la Sala degli Organi collegiali dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria (Torre 2 – piano 3 della Cittadella universitaria – Via Dell’Università, 25), si terrà la Continue reading “Reggio di Calabria: Università Mediterranea, lunedì 11 la presentazione dei “Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento”” →

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Coldiretti Calabria: Aceto “L’accordo UE-Cina si è fermato ad Eboli e protegge solo il 3% del made in Italy DOC. Chiediamo un impegno agli Europarlamentari e alla Regione Calabria”

(203) Non c’è molto da esultare per l’accordo siglato tra Unione Europea e Cina che – afferma Coldiretti Calabria – protegge appena il 3% dei prodotti italiani a indicazione di origine anche se nella lista sono Continue reading “Coldiretti Calabria: Aceto “L’accordo UE-Cina si è fermato ad Eboli e protegge solo il 3% del made in Italy DOC. Chiediamo un impegno agli Europarlamentari e alla Regione Calabria”” →

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Caserta: GdF, eseguite 11 misura cautelari per contrabbando di sigarette nelle province di Napoli e Caserta. Tra gli indagati 10 percepivano il reddito di cittadinanza (video)

(60) Questa mattina, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Capua stanno dando esecuzione ad un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli che ha disposto l’applicazione di 11 misure cautelari personali (1 custodia in carcere, 3 divieti di dimora nella Regione Campania e 7 obblighi di presentazione alla p.g.) nei confronti dei componenti di un’associazione per delinquere operativa nello stoccaggio e vendita di sigarette di contrabbando con base a Crispano (NA) e ramificazioni in diversi comuni della provincia casertana, tra cui Marcianise e Santa Maria Capua Vetere.

L’esecuzione dei provvedimenti cautelari costituisce l’epilogo dell’attività investigativa convenzionalmente denominata “NO SMOKING”, avviata nell’ottobre del 2017 e diretta dalla Procura Distrettuale, che ha permesso l’individuazione di una consorteria criminale efficientemente strutturata il cui nucleo centrale, a base familistica, ha gestito l’approvvigionamento e lo smercio di sigarette di contrabbando destinate alle piazze di vendita prevalentemente della provincia di Caserta.

In particolare, le indagini hanno preso le mosse da un primo sequestro di 200 kg di t.l.e., operato dai finanzieri nei confronti di due soggetti capuani, i quali erano soliti rifornirsi sul mercato napoletano. Dalle successive investigazioni si è quindi riusciti a ricostruire l’intera filiera criminale, definendo puntualmente responsabilità e ruoli ascrivibili ai singoli indagati, tutti sodali di un’unica organizzazione autofinanziata, che poteva contare su fornitori di fiducia e venditori al dettaglio fidelizzati e che si era dotata di diversi depositi di stoccaggio temporaneo e furgoni per le singole consegne.

A capo del gruppo criminale vi è V.A. (cl. ‘50 residente a Crispano) il quale, oltre ad avvalersi della collaborazione dei due figli – i quali provvedevano materialmente allo stoccaggio del tabacco e alle successive consegne sul territorio – organizzava l’intero traffico, curando personalmente i contatti con fornitori e clienti e sovrintendendo anche alle consegne con funzione di “staffetta”.

Durante l’indagine, le intercettazioni telefoniche e ambientali e i numerosissimi servizi di appostamento e pedinamento hanno consentito l’effettuazione di numerosi interventi repressivi, permettendo l’arresto di 6 soggetti colti in flagranza di reato al momento delle consegne e il sequestro di oltre 1,6 tonnellate di sigarette, nonché l’individuazione di 3 locali adibiti a deposito di prossimità servente i luoghi di vendita al minuto.

Sulla base del solido quadro indiziario così rappresentato, il G.I.P. del Tribunale di Napoli ha quindi disposto l’arresto del capo dell’organizzazione, il divieto di dimora nella Regione Campania per i figli dello stesso e per il fornitore abituale del t.l.e., l’obbligo di presentazione alla p.g. per i venditori al dettaglio nonché il sequestro di tre automezzi e dei due immobili adibiti a deposito per lo stoccaggio delle sigarette di contrabbando.

Da ultimo, è stato anche accertato che ben 10 dei soggetti indagati sono risultati percettori di reddito di cittadinanza. Gli stessi, oltre ad aver conseguito ingenti profitti derivanti dalla vendita delle sigarette di contrabbando, in alcuni casi hanno anche omesso di dichiarare, nelle istanze presentate all’I.N.P.S., il possesso di beni mobili ed immobili intestati ai componenti dei rispettivi nuclei familiari. Nei loro confronti e nei confronti dei familiari richiedenti fraudolentemente l’emolumento assistenziale è scattata, quindi, la denuncia a piede libero per violazione al D.L. 4/2019, con conseguente revoca immediata del beneficio.

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Frosinone: GdF, denunciate 2 persone che percepivano il reddito di cittadinanza senza averne diritto (video)

(59) I finanzieri della Tenenza di Sora hanno concluso due operazioni di servizio in materia di tutela della spesa pubblica nei confronti di due cittadini italiani che, in maniera indebita, percepivano il reddito di cittadinanza.

Le attività investigative che hanno consentito di individuare le due situazioni illecite sono scaturite dai quotidiani servizi di controllo economico del territorio, finalizzati, nei casi di specie, all’osservanza dell’obbligo di emissione dello scontrino fiscale.

In un caso, le Fiamme Gialle sorane, nel corso di un controllo nei confronti di una ditta esercente l’attività di somministrazione di bevande e alimenti in forma itinerante, ma di fatto trasformata in sede fissa, hanno rilevato la presenza di un quarantacinquenne, originario del sorano e genitore del titolare dell’impresa, intento al confezionamento e alla vendita dei prodotti alimentari.

Lo sviluppo degli accertamenti, anche attraverso reiterati sopralluoghi presso l’attività commerciale, consentivano di constatare l’abituale presenza non solo del quarantacinquenne lavoratore, ma anche del proprio coniuge, nell’attività di vendita dei generi alimentari e, soprattutto, di accertare, da parte del medesimo, la percezione del reddito di cittadinanza a partire dal mese di giugno 2019, per un importo complessivo di 3.000 euro, la cui erogazione da parte dell’ente di previdenza era avvenuta in conseguenza della presentazione di false dichiarazioni sulla propria posizione lavorativa.

Nell’altro caso, i finanzieri della città volsca, nel corso di un controllo nei confronti di un venditore ambulante di frutta – un trentenne originario di Pofi (FR) -, rilevavano l’omessa installazione del misuratore fiscale e la mancata emissione dello scontrino fiscale a fronte di una vendita di prodotti, nonché l’esercizio dell’attività commerciale in assenza di autorizzazione amministrativa, con conseguente sequestro amministrativo dei prodotti in vendita.

Gli approfondimenti sulla posizione reddituale del commerciante, peraltro titolare di partita I.V.A. ma inadempiente all’obbligo di presentazione delle dichiarazioni fiscali, consentiva di rilevare vari precedenti di natura fiscale per mancata emissione dello scontrino fiscale, nonché di accertare l’avvenuta percezione, a partire dal mese di ottobre, del reddito di cittadinanza per un importo di 800 euro. Anche in questo caso, la corresponsione del beneficio da parte dell’ente di previdenza era stata determinata dalla presentazione di dichiarazioni false e dall’omessa comunicazione delle informazioni relative alla posizione della propria posizione lavorativa.

Entrambi i percettori di reddito di cittadinanza sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino per l’indebita percezione del beneficio, avendo fornito in sede di presentazione dell’istanza per l’ottenimento del contributo dichiarazioni false o attestanti cose non vere, violazione prevista dall’art. 7, comma 1, della legge 28 marzo 2019, n. 26.

Specifiche segnalazioni, inoltre, sono state inviate alla sede I.N.P.S. di Frosinone per la decadenza del beneficio e la successiva attività di recupero delle somme di denaro indebitamente percepite.

Le operazioni di servizio condotte dalla Tenenza di Sora valorizzano l’approccio multidisciplinare e trasversale dell’azione sviluppata nelle attività di servizio dalla Guardia di Finanza, che partendo da un controllo economico del territorio, è pervenuta alla constatazione di illeciti nel settore della spesa pubblica, che generano iniquità e minano la coesione sociale.

I cittadini onesti e coloro che hanno concretamente bisogno di assistenza devono sentirsi tutelati dall’attenzione investigativa che la Guardia di Finanza sta rivolgendo a quanti si pongono volontariamente al di fuori delle regole, sottraendo le risorse destinate ai primi.

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Roma: GdF, sequestrata villa di pregio in Costa Smeralda all’immobiliarista Danilo Coppola (video)

(57) Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno sequestrato al noto imprenditore Danilo COPPOLA una villa di pregio (denominata “VILLA RENÈ”), del valore di circa 15 milioni di euro, ubicata ad Arzachena (SS). All’immobiliarista e ad altre sei persone è stato inoltre notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per fatti di bancarotta.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica della Capitale, hanno fatto emergere rilevanti anomalie in alcune operazioni commerciali realizzate dalla FABER IMMOBILIARE S.r.l., società fondata da COPPOLA e della quale è sempre stato il reale dominus, dichiarata fallita nel 2017, allorquando non è più stata in grado di onorare debiti per oltre 12 milioni di euro, soprattutto nei confronti dell’Erario.

In particolare, tra il 2004 e il 2005, la FABER era stata utilizzata per la compravendita di un complesso immobiliare in Velletri (RM): lo stesso giorno in cui il bene veniva venduto ad altra società del gruppo, quest’ultima lo cedeva a una terza impresa ad un valore (23 milioni di euro) pari quasi al doppio di quello di acquisto (12 milioni).

Circa 7 milioni di euro, incassati dalla FABER, venivano poi trasferiti, mediante una serie di passaggi intermedi, su un conto in Svizzera per finanziare proprio l’acquisto della villa di Arzachena, con annessi abitazione del custode e terreno di circa 12.500 mq.

La compravendita, formalmente effettuata da una società sempre riconducibile a COPPOLA, veniva conclusa con la controparte straniera mediante il pagamento di circa 3,5 milioni di euro, previsti contrattualmente, più altri 7 milioni “in nero”, bonificati su conti elvetici.

Grazie alla meticolosa ricostruzione dei flussi finanziari effettuata dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, il G.I.P. del Tribunale di Roma ha emesso un decreto di sequestro preventivo, cui è stata data esecuzione con il supporto del Comando Provinciale di Sassari, avente ad oggetto il prestigioso immobile in Costa Smeralda.

L’operazione odierna si inquadra nella più ampia azione della Guardia di Finanza volta a tutelare il corretto funzionamento del mercato e della concorrenza.

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Roma: firmato protocollo d’intesa tra la Guardia di Finanza e l’organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo Unico dei Consulenti Finanziari (OCF)

(56) Il Presidente dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei Consulenti Finanziari (OCF), prof.ssa Carla Rabitti Bedogni e il Capo di Stato Maggiore del Comando Generale della Guardia di Finanza, Gen. D. Umberto Sirico, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa volto a promuovere un costante interscambio di dati, notizie e informazioni utili per le attività di rispettiva competenza.

Sono definite attraverso il protocollo le modalità di collaborazione tra OCF e la Guardia di Finanza per lo svolgimento del potere ispettivo attribuito all’Organismo stesso.
Il richiamato Organismo, oltre ad essere competente, in via esclusiva ed autonoma, alla gestione dell’albo unico dei Consulenti Finanziari, svolge infatti funzioni di vigilanza sugli iscritti, al fine di assicurare il rispetto della disciplina loro applicabile e la tutela degli investitori, nonché di salvaguardare l’integrità del sistema finanziario. In questa prospettiva, i richiamati rapporti di partenariato perseguono con l’obiettivo di agevolare l’individuazione di eventuali condotte non conformi alle regole o di condotte abusive che, oltre a turbare gravemente le regole della concorrenza, compromettono la fiducia che i risparmiatori ripongono nell’efficace funzionamento del mercato dei capitali.

L’OCF a tal fine fornirà alla Guardia di Finanza, per gli autonomi approfondimenti, le informazioni, i dati e gli elementi pervenuti o in suo possesso che risultino di concreto interesse ai fini dello svolgimento dei compiti di polizia economico – finanziaria per il contrasto all’abusivismo.

 

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Reggio di Calabria: GdF, operazione “Chiro”. Notificato avviso di conclusione delle indagini preliminari a 7 soggetti per i reeati di usura bancaria, estorsione e truffa

(55) All’esito di una delicata, penetrante e articolata attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno Continue reading “Reggio di Calabria: GdF, operazione “Chiro”. Notificato avviso di conclusione delle indagini preliminari a 7 soggetti per i reeati di usura bancaria, estorsione e truffa” →

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: venerdì 8 la presentazione del nuovo spazio museale nell’ambito della rete dei Musei del Parco

(25) Venerdì 8 novembre, alle ore 10.30 presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Continue reading “Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: venerdì 8 la presentazione del nuovo spazio museale nell’ambito della rete dei Musei del Parco” →

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Comune di Reggio Calabria: sabato 9 al Teatro “Cilea” “Bronzi di Riace: la Metaconferenza”

(451) Pensate di sapere tutto sui Bronzi di Riace? Il 9 novembre alle 21:00, al Teatro Cilea, con ingresso gratuito, potrete “andare oltre” e conoscere questi straordinari reperti – simbolo di una terra e del suo Continue reading “Comune di Reggio Calabria: sabato 9 al Teatro “Cilea” “Bronzi di Riace: la Metaconferenza”” →

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Coldiretti Calabria: domani agricoltori in piazza a Roma contro i cinghiali. Dalla Calabria 29 amministrazioni comunali, il presidente del Parco dell’Aspromonte ed agricoltori che hanno subito danni

(201) L’invasione e la presenza dei cinghiali è sempre invasiva e ha determinato lo sconvolgimento e vita difficile nelle campagne e nelle aziende agricole. Domani giovedì 7 novembre dalle ore 9.00 a Roma blitz SOS Continue reading “Coldiretti Calabria: domani agricoltori in piazza a Roma contro i cinghiali. Dalla Calabria 29 amministrazioni comunali, il presidente del Parco dell’Aspromonte ed agricoltori che hanno subito danni” →

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Comune di Reggio Calabria: Falcomatà “Polo culturale M. Preti, presto nuovi libri da lascito famiglie reggine. Italia indietro sul piano culturale per colpa di razzismo, odio e divisioni”

(450) Il sindaco Giuseppe Falcomatà ha preso parte all’iniziativa “Promuovi…amo il Polo culturale Mattia Preti” che, nella sala “Calipari” del Consiglio regionale, ha raccolto numerosi studenti intervenuti all’evento promosso da Palazzo Campanella, dall’Ufficio scolastico regionale, dal Liceo artistico “Preti-Frangipane” e dai distretti Rotary “2100” e “Parallelo 38”.
Il pensiero del primo cittadino è subito andato ad Antonino Candido, il giovane vigile del fuoco reggino morto durante un intervento ad Alessandria: «Un figlio della nostra terra caduto nell’esercizio del proprio dovere». «Una tragedia – ha detto Falcomatà – che è un po’ la fotografia delle storie di tanti giovani della nostra città che, troppo spesso, sono costretti ad andare via e, una volta fuori, si distinguono per passione, impegno, dedizione per il proprio lavoro. Oggi è doveroso rendergli il giusto tributo».
Dopo aver ringraziato il Rotary per «l’impegno messo al servizio del territorio ed al fianco delle istituzioni», l’inquilino di Palazzo san Giorgio si è concentrato sull’importanza della sinergia fra gli enti che «non è una scelta, ma l’unica scelta che può consentire di risolvere molti problemi della nostra città». Un plauso, Falcomatà, l’ha poi rivolto al presidente del consiglio regionale, Nicola Irto, per «la cura, fin dal 2014, dedicata al “Polo Mattia Preti” contribuendo a renderlo la casa che custodisce il patrimonio culturale cittadino e calabrese».
Citando l’indimenticato Renato Nicolini, già professore dell’Università “Mediterranea”, il sindaco ha ribadito che «la cultura è un bene prezioso così come l’acqua». «E – ha spigato – come l’acqua deve costare poco ed essere accessibile a tutti perché è imprescindibile per la vita e per costruire sviluppo nei territori».
«Proprio la parola “accessibilità” – ha aggiunto il primo cittadino – ha caratterizzato la realizzazione di questo polo culturale che, in circa 40 mila volumi, racchiude la storia della nostra terra, della nostra identità, delle minoranze linguistiche, che include testi sulla ‘ndrangheta e sull’impegno di chi, con estremo sacrificio, ha combattuto per quella che il nostro questore, Maurizio Vallone, chiamerebbe “andrangheta”, ovvero con l’alfa privativa che sta a significare tutti quei condizionamenti che, purtroppo, hanno mortificato il nostro sviluppo. Credo, comunque, che ci sia ancora tantissimo da fare».
Da qui la proposta del sindaco per implementare e fare crescere il polo culturale “Mattia Preti”: «In questi anni, abbiamo ricevuto tantissime proposte di donazioni da molte famiglie reggine che, a seguito di un lascito, hanno espresso la volontà di voler consegnare alla città intere collezioni. Un segno bellissimo di apertura del proprio privato al territorio che avrà modo di crescere attraverso anni di arricchimento culturale fatto di volumi spesso storici e rari. Su questo aspetto possiamo aprire un ragionamento per ampliare il polo culturale che, ospitando anche questa mole di libri, potrà diventare un polo civico».
L’ultima riflessione del sindaco è legata a recenti fatti di cronaca che dimostrano quanto ancora ci sia da fare in campo culturale: «Il nostro Paese è troppo ignorante se, alle soglie del 2020, un ragazzo di colore viene fischiato per il semplice colore della pelle. E che sia italiano passa in ultimo piano; qui si parla di ignoranza rispetto a quelle che devono essere le condizioni minime di rispetto dell’individuo che, come recita la nostra Costituzione, passa a prescindere da orientamenti politici, religiosi e figuriamoci dal colore della pelle». Il riferimento è, ovviamente, ai cori razzisti che una parte dello stadio di Verona ha riservato al calciatore Mario Balotelli. Il successivo passaggio è sulle polemiche che hanno condito l’esperienza parlamentare di Liliana Segre, senatrice a vita, superstite dell’Olocausto e testimone diretta della Shoah: «L’Italia è un Paese che, evidentemente, non ha chiuso i conti col proprio passato nefasto se ancora non si riesce a trovare una visione unitaria e comune quando una persona, di oltre 90 anni con l’infame e abominevole marchio incisole dai nazisti sul braccio, è tenuta a proporre l’istituzione di una commissione per lavorare quale osservatorio su fenomeni di odio, razzismo ed esclusione sociale».
Il sindaco Falcomatà ha, quindi, parlato di un «Paese diviso, dove uno stesso servizio viene garantito ed erogato in maniera diversa fra Nord e Sud; un Paese profondamente ingiusto se un bimbo nato a Reggio Calabria deve essere privato della possibilità di accedere ad un asilo nido comunale a patto che, in quella città, non si riesce a garantire il servizio con trasferimenti esterni all’Ente atteso che quelli ordinari non ci sono».
«E’ un problema di mentalità – ha concluso il sindaco – da non affrontare in maniera tecnica e burocratica, ma con un preciso percorso culturale attraverso il quale ci salveremo puntando sui luoghi, come il “Polo Mattina Preti”, che vanno custoditi ed amati».

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Comune di Reggio Calabria: il Sindaco Falcomatà esprime cordoglio per la scomparsa di Antonino Candido. Il giorno delle esequie a Reggio sarà lutto cittadino

(449) Il sindaco Giuseppe Falcomatà esprime il proprio cordoglio e quello della città tutta per la morte di Antonino Candido, il giovane vigile Continue reading “Comune di Reggio Calabria: il Sindaco Falcomatà esprime cordoglio per la scomparsa di Antonino Candido. Il giorno delle esequie a Reggio sarà lutto cittadino” →

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: agli Incontri di Natura il progetto di reintroduzione del Nibbio reale

(24) Il consueto appuntamento con gli Incontri di Natura promossi dal Parco dell’Aspromonte in collaborazione con Touring Club Italiano, Club di Territorio di Reggio Calabria, e Dipartimento di Giurisprudenza, Continue reading “Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: agli Incontri di Natura il progetto di reintroduzione del Nibbio reale” →

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Venezia: mercoledì 13 l’apertura dei lavori della Conferenza Plenaria dell’European Coast Guard Functions Forum

(54) Il 13 novembre 2019 alle ore 10.00 presso il palazzo ducale di Venezia si apriranno i lavori della Conferenza Plenaria dell’European Coast Guard Functions Forum. L’European Coast Guard Functions Forum – un Continue reading “Venezia: mercoledì 13 l’apertura dei lavori della Conferenza Plenaria dell’European Coast Guard Functions Forum” →

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Perugia: GdF, promettevano il superamento di concorsi in cambio di soldi. 100 le persone truffate (video)

(53) Sono in corso perquisizioni a Roma, Spoleto e Massa Carrara, da parte dei finanzieri del Comando Provinciale di Perugia, su disposizione della Procura della Repubblica di Spoleto, nei confronti dei componenti di un’associazione a delinquere dedita al traffico di influenze illecite ed alla truffa.

Dopo quasi un anno di serrate indagini, la complessa ed articolata attività delle Fiamme Gialle umbre ha consentito di individuare in B.S., un soggetto romano sedicente appartenente ai servizi segreti italiani ma in realtà identificato quale “truffatore seriale”, il promotore dell’associazione criminale.

Vantando importanti contatti e conoscenze all’interno delle Forze Armate, del Corpo di Polizia Penitenziaria, dello Stato di Città del Vaticano e della società di trasporto ferroviario “ITALO TRENO” S.p.a., B.S. ed i suoi complici si sono fatti consegnare, nel tempo, consistenti somme di denaro da circa 100 persone interessate all’ottenimento di un posto di lavoro, garantendo loro il superamento di concorsi pubblici ovvero l’assunzione nella società di trasporto.

Per guadagnare la fiducia degli ignari “clienti”, B.S. organizzava appositi incontri, documentati dai finanzieri con intercettazioni, pedinamenti ed appostamenti, a cui prendevano parte, di volta in volta, un falso generale dell’Esercito Italiano, un asserito principe a capo di un ordine cavalleresco, un Vescovo non appartenente alla Chiesa Cattolica ed un alto ufficiale della Polizia Penitenziaria.

Nel corso degli incontri veniva richiesta agli aspiranti tutta la documentazione necessaria per partecipare ai concorsi (curriculum, fotografie formato tessera, certificati di residenza e dei carichi pendenti, ecc.). In alcune circostanze, sono stati forniti anche falsi quiz precompilati, necessari al superamento delle prove concorsuali, che venivano fatti firmare agli interessati. Altre volte, infine, sono stati organizzati veri e propri esami clinici e visite mediche presso un noto centro diagnostico romano.

Una volta ottenuta la somma richiesta, variabile tra 2.000 e 8.000 euro, che veniva corrisposta in contanti o mediante versamento su carte prepagate, la stessa veniva spartita tra i componenti dell’associazione. Poi, a seguito del mancato superamento dei concorsi, venivano fornite ai soggetti truffati una serie di rocambolesche giustificazioni per evitare la restituzione del denaro.

L’attività condotta dal Gruppo Tutela Economia del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria delle Fiamme Gialle perugine, in sinergia con la Procura della Repubblica di Spoleto, rientra nel più ampio dispositivo di contrasto alle fenomenologie criminali che colpiscono le fasce più a rischio della popolazione. Per questo motivo, chiunque dovesse ritenersi parte offesa nelle vicende descritte è invitato a sporgere denuncia presso gli Organi competenti.

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Gioia Tauro (RC): la GdF sequestra oltre 60 kg di cocaina purissima al Porto

(52) Nell’ambito dell’attività di contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti gli uomini del Comando Provinciale di Reggio Calabria, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane – Ufficio Antifrode di Gioia Tauro, con il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno individuato e sequestrato 61 Kg di cocaina purissima nel porto gioiese.

In un container trasportante carne congelata in transito nello scalo portuale calabrese, proveniente dal Brasile e avente come destinazione finale il sud-est asiatico, sono stati individuati e sequestrati 61 chilogrammi di cocaina contenuti in due borsoni posti dietro i portelloni del contenitore, i quali , una volta giunti a destinazione e tagliati fino a quattro volte prima di essere immessi sul mercato, avrebbero fruttato circa 12 milioni di euro alle organizzazioni criminali operanti nel settore.

Le fiamme gialle e i funzionari doganali non abbassano la guardia svolgendo quotidianamente, in stretta sinergia, un’intensa attività di controllo sulle merci in arrivo o in transito per rendere sempre più efficace la lotta al traffico internazionale di sostanze stupefacenti nel porto calabrese.

Attraverso una complessa attività di indagine eseguita tramite analisi di rischi e riscontri fattuali su migliaia di contenitori provenienti dal continente americano, gli uomini della Guardia di Finanza, con il supporto di unità cinofile e grazie ai sofisticati scanner in dotazione all’Agenzia delle Dogane, sono riusciti ad individuare quello in cui era stato occultato lo stupefacente.

Nonostante l’ormai nota tendenza alla delocalizzazione delle spedizioni su altri porti, Gioia Tauro rimane comunque uno dei principali scali di riferimento dei narcotrafficanti. Lo sforzo profuso dai militari è massimo ed è volto a limitare una vera e propria piaga sociale che ha costi elevatissimi e che non accenna a diminuire.

In primis il consumo di cocaina, soprattutto tra i più giovani, crea danni alla salute irrimediabili, inoltre i proventi della importazione e della vendita della “coca” generano guadagni esponenziali a chi opera in questo settore illegale. Tali somme infatti, una volta reinvestite e riciclate, sono in grado di inquinare pesantemente i circuiti legali dell’economia e di alterare le condizioni di concorrenza, sottraendo opportunità di lavoro alle imprese oneste.

(immagine di repertorio)
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Reggio di Calabria: FIPAV ed Associazione Culturale “Pitagora”, sabato e domenica prossimi “In campo per la vita”

(325) La Federazione Italiana Pallavolo Comitato Territoriale di Reggio Calabria e l’Associazione Culturale Pitagora di Reggio Calabria il prossimo 9 e 10 novembre organizzano la manifestazione IN CAMPO PER LA Continue reading “Reggio di Calabria: FIPAV ed Associazione Culturale “Pitagora”, sabato e domenica prossimi “In campo per la vita”” →

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Coldiretti Calabria: la campagna delle clementine IGP Calabria parte male, si rischia di alimentare la catena dello sfruttamento

(200) La campagna delle Clementine è ai nastri di partenza e già – rileva Coldiretti – ci sono tentativi di deprimere il mercato. Insomma un Continue reading “Coldiretti Calabria: la campagna delle clementine IGP Calabria parte male, si rischia di alimentare la catena dello sfruttamento” →

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Palermo ed Agrigento: Guardia di Finanza e Carabinieri, operazione “Passepartout”. 5 soggetti fermati per associazione di stampo mafioso, colpita la famiglia mafiosa di Sciacca (video)

(50) Militari della Guardia di Finanza di Palermo e Sciacca e Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Agrigento, alle prime ore dell’alba, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di nr. 5 soggetti, ritenuti appartenenti o comunque contigui alla famiglia mafiosa di Sciacca (AG).

Sono altresì in corso decine di perquisizioni su tutto il territorio di Sciacca, che vedono impiegati oltre 100 finanzieri e Carabinieri, supportati da mezzi aerei e unità cinofile, che riguardano abitazioni, uffici, aziende e negozi nella disponibilità degli indagati.

Le complesse indagini hanno evidenziato come i cinque fermati, seppur in un momento di assoluta difficoltà della cosca saccense, abbiano continuato a reiterare le forme sistematiche di controllo del territorio tipiche del fenomeno mafioso.

In particolare è emersa la figura carismatica di Accursio DIMINO, detto “Matiseddu”, già condannato per associazione mafiosa – da ultimo nel 2010 – per il suo ruolo espresso in Cosa Nostra, per la quale, nel tempo, è stato “reclutatore di nuovi adepti”, assoluto interprete nell’acquisizione di attività economiche ed appalti di opere pubbliche nel settore edile e turistico-alberghiero, per assumere, nel primo decennio degli anni 2000, il ruolo di capo della famiglia mafiosa di Sciacca.

DIMINO, negli anni ’90, per conto della famiglia di Sciacca ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo di dinamiche associative ultra-provinciali, mantenendo contatti e veicolando “pizzini” con i corleonesi, in particolare con Riina Salvatore e Brusca Giovanni.

In quegli anni, le attività investigative avevano, inoltre, accertato i contatti con il latitante mafioso Matteo MESSINA DENARO.

A partire dalla sua scarcerazione, sono stati documentati i rapporti intrattenuti da DIMINO con soggetti mafiosi operanti nel territorio di Sciacca, di Castellammare del Golfo (TP) e con taluni personaggi ritenuti contigui alla famiglia mafiosa Gambino di New York.

Con riferimento a quest’ultima articolazione di Cosa Nostra, DIMINO si è in particolare relazionato con un soggetto con cui aveva pianificato un’attività criminale che successivamente non è stata portata a compimento a causa dell’improvviso omicidio – avvenuto a New York lo scorso 13 marzo – di Frank Calì (alias FrankieBoy), esponente di spicco della citata famiglia mafiosa italo-americana, evento questo immediatamente comunicato in Sicilia dagli Stati Uniti.

Fra i fatti contestati a DIMINO nel provvedimento emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo vi sono le pressioni su imprenditori locali per consentire a imprese riconducibili a propri sodali di ottenere appalti, l’attività di recupero crediti a beneficio di soggetti legati a uomini d’onore, propositi di danneggiamenti e altre attività criminali nei confronti di diversi soggetti per finalità estorsive.

Alcuni colloqui captati nel corso delle indagini svelerebbero inoltre come il DIMINO abbia rappresentato, in passato, l’ala più dura della famiglia di appartenenza, facendo parte del c.d. “triumvirato”, lo storico gruppo di fuoco operante negli anni ‘90 Sciacca.

Nell’ambito delle investigazioni è emersa la figura di NICOSIA Antonino inteso Antonello, esponente di rilievo dei Radicali Italiani, pure lui destinatario del provvedimento di fermo in quanto ritenuto organico alla famiglia mafiosa saccense, già noto in quanto, tra le altre cose, condannato in via definitiva alla pena di anni 10 e mesi 6 di reclusione per partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, scarcerato da ormai oltre 10 anni.

Gli approfondimenti investigativi effettuati nei confronti di NICOSIA hanno consentito di documentare:

  • il pieno inserimento di NICOSIA nel contesto mafioso saccense, emerso con evidenza anche dalle conversazioni intercorse tra l’indagato e l’uomo d’onore DIMINO Accursio;
  • la richiesta finalizzata alla consumazione di eventi delittuosi cruenti in danno di proprio debitore rivolta da NICOSIA a un soggetto gravitante nel panorama mafioso saccense che prontamente la accoglieva limitandosi a volerne decidere le modalità e i tempi di attuazione;
  • una riservata riunione effettuata a febbraio del 2019 a Porto Empedocle tra NICOSIA e due pregiudicati per partecipazione ad associazione mafiosa di cui uno fidato sodale del latitante MESSINA DENARO Matteo, nel corso del quale i tre affrontavano alcuni argomenti di rilevante interesse investigativo, chiamando in causa direttamente il citato latitante al quale doveva essere destinata una somma di denaro che gli interlocutori si stavano prodigando a recuperare;
  • l’uso strumentale del rapporto di collaborazione instaurato da NICOSIA con una Parlamentare della Repubblica Italiana, rapporto questo utilizzato per un periodo dall’indagato per accedere all’interno di diverse carceri del territorio nazionale ed avere contatti anche con altri esponenti reclusi di cosa nostra;
  • l’impegno profuso da NICOSIA per la realizzazione di un non meglio delineato progetto che, afferente il settore carcerario, interessava direttamente il latitante MESSINA DENARO Matteo da cui l’indagato, per l’opera svolta, si aspettava di ricevere un ingente finanziamento non ritenendo sufficienti i ringraziamenti che asseriva di avere ricevuto dallo stesso ricercato.

Le attività d’indagine svolte nei confronti di NICOSIA hanno quindi permesso di acquisire elementi in merito alla sostanziale affiliazione di quest’ultimo all’organizzazione mafiosa saccense e alla sua contiguità all’omologa realtà castelvetranese, sodalizi questi in favore dei quali NICOSIA ha fornito un contributo rilevante anche sfruttando la propria posizione pseudo-istituzionale e il connesso qualificato circuito relazionale.

NICOSIA, spendendo titoli docenza anche internazionali1, nonché quale appartenente al Comitato Nazionale dei Radicali Italiani e direttore della Onlus Osservatorio Internazionale dei Diritti dell’Uomo (O.I.D.U.), ha operato nell’ambito assistenziale del settore carcerario, accedendo all’interno di alcuni istituti di detenzione e intrattenendo rapporti con operatori penitenziari.

In tale contesto NICOSIA:

  •  si è adoperato fattivamente al fine di favorire alcuni detenuti rientranti nel circuito del latitante MESSINA DENARO Matteo tra cui GUTTADAURO Filippo (cognato del latitante, attualmente internato in misura di sicurezza – casa lavoro presso la Casa Circondariale di Tolmezzo e ancora sottoposto al regime detentivo ex art 41 bis O.P.);
  • nella prima puntata del suo programma televisivo e via web “Mezz’ora d’aria”, titolata Misure di Sicurezza – il caso Tolmezzo e trasmessa da una emittente locale, ha intervistato un avvocato con cui si soffermava a disquisire in ordine ad un’asserita anticostituzionalità della procedura di applicazione delle misure di sicurezza (fenomeno dei cosiddetti “ergastoli bianchi”) con particolare riguardo agli internati sottoposti all’art 41 bis O.P. della Casa Circondariale di Tolmezzo (dove si trova ristretto in tale regime il nominato GUTTADAURO Filippo); sfruttando la possibilità che aveva di accedere all’interno delle carceri, si proponeva di veicolare messaggi tra soggetti liberi (a vario titolo contigui al contesto mafioso siciliano) e detenuti già condannati in via definitiva per partecipazione ad associazione mafiosa.

Come detto sopra, le attività svolte dall’indagato che riguardavano il settore carcerario erano rese possibili, tra l’altro, dal fraudolento utilizzo da parte di NICOSIA del rapporto di collaborazione che aveva instaurato con una Parlamentare della Repubblica Italiana.

In virtù di tale rapporto, infatti, NICOSIA ha partecipato ad alcune ispezioni carcerarie parlamentari e ha sicuramente fatto accesso all’interno delle carceri di Sciacca (AG), Agrigento, Trapani e T olmezzo (UD) senza la preventiva autorizzazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e ciò sfruttando le prerogative riconosciute dalle norme sull’ordinamento carcerario ai membri del Parlamento e a coloro che li accompagnano.

I cinque destinatari del fermo sono:

  • DIMINO Accursio, nato a Sciacca il 14/10/1958;
  • NICOSIA Antonino (detto Antonello), nato a Sciacca il 26/07/1971;
  • CIACCIO Paolo, nato a Sciacca il 07/05/1986;
  • CIACCIO Luigi, nato a Sciacca il 07/05/1986;
  • MANDRACCHIA Massimiliano, nato a Sciacca il 06/01/1973.

Parallelamente all’esecuzione dei fermi, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i militari operanti stanno procedendo a sequestrare agli indagati disponibilità finanziarie – tra le quali una carta di credito collegata a conti esteri – e patrimoniali, tra cui un’imbarcazione, ai sensi dell’art. 240 bis c.p., tenuto conto che gli stessi risultano disporre, anche per interposta persona, di beni e altre utilità in valore sproporzionato al reddito da loro dichiarato.

 

 

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