Reggio Calabria: presentato il progetto “La Magna Grecia: radici, oggi e futuro. Reggio Calabria un futuro per lo sport”

Dopo un’eccezionale prima illustrazione del progetto, tenutasi a Roma, alla Camera dei Deputati, a cui ha partecipato il presidente del Coni Calabria, il Salone dei lampadari di Palazzo San Giorgio ha ospitato la presentazione dell’iniziativa “La Magna Grecia: radici, oggi e futuro. Reggio Calabria un futuro per lo sport”, promosso dall’Assessorato comunale alle Politiche per lo Sport con la collaborazione del Coni Calabria. Con ciò si tende a promuovere sia la pratica sportiva nel territorio reggino che l’immagine della città attraverso lo sport proprio mentre la candidatura di Reggio Calabria a “Città europea dello sport” è in fase di valutazione dalla commissione dell’ “European capitals and cities of sport association” (ACES).

Moderata dal giornalista Antonio Latella, alla cerimonia erano presenti il sindaco reggino, Giuseppe Raffa, l’assessore comunale allo sport, Giuseppe Capua, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto), il vice presidente regionale dell’Unione della stampa sportiva italiana (Ussi), Franco Pellicanò e l’ex campione del mondo ed allenatore di calcio, Ciccio Graziani. “Ringrazio – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – il sindaco Raffa e l’assessore Capua per il lavoro che stanno svolgendo per promuovere l’attività sportiva nel nostro territorio e per questo progetto elaborato insieme allo Studio Ghiretti col quale, come Coni Calabria, collaboriamo già da diverso tempo. Lo stesso presidente nazionale Gianni Petrucci si è dichiarato, in merito a quest’iniziativa, disponibile ad offrire tutto il contributo necessario per la sua migliore riuscita”. “Ispirarci – ha continuato – alla antiche olimpiadi che si disputavano nella Magna Grecia significa far tornare il nostro territorio baricentro dell’attività sportiva nel Mediterraneo”. E proprio il sindaco Raffa ha “letto” l’iniziativa e l’operato dell’assessore Capua in chiave di “apertura della città verso nuove e prestigiose esperienze”. “L’obbiettivo – ha dichiarato l’assessore comunale allo sport, Giuseppe Capua –  è quello di sdoganare la città per far conoscere a livello nazionale ed internazionale le sua potenzialità”. “Il progetto in questione – ha continuato Capua – a segno della sua valenza, è stato richiesto per essere applicato in Campania, Veneto ed Abruzzo”. Sulla valenza dello sport, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò ha dichiarato che “oltre a portare salute e benessere fisico a chi lo pratica, può svolgere un ruolo sociale importante e concretamente migliorare il futuro di Reggio. Attraverso la pratica sportiva, infatti, i giovani, soprattutto, possono essere educati alla legalità ed al rispetto delle regole oltre che ai sani valori di amicizia e rispetto per il prossimo”. In riferimento all’importanza fondamentale di dover esercitare nel settore sportivo esclusivamente con personale adeguato e competente – evidenziato da Capua – Praticò ha dimostrato tutta la disponibilità della Scuola dello Sport Coni Calabria a formare e collaborare con tutti i soggetti coinvolti in modo da “operare per lo sport”. “Mi auguro – ha aggiunto – che, attraverso queste iniziative, le istituzioni riescano ad avvicinarsi sempre di più ai cittadini, giovani e meno giovani, coinvolgendoli alla pratica sportiva. Lo sport, inoltre, è integrazione ed interculturalità perché annulla le differenze tra genti di cultura e religione diversa all’insegna del gioco e del divertimento”. “Attraverso lo sport – ha aggiunto il presidente Praticò – l’immagine della Calabria, terra che, purtroppo, balza, spesso, agli onori della cronaca per avvenimenti negativi, può emergere in tutto il suo vero splendore. Una terra che ha dato i natali a numerosi campioni di ieri e di oggi e che, grazie alle sue peculiarità naturali, è capace di poter ospitare grandi eventi sportivi di ogni genere”. Il vicepresidente dell’Ussi Calabria, Franco Pellicanò, nel suo intervento, ha evidenziato le condizioni critiche in cui versa l’impiantistica sportiva reggina e le difficoltà che impediscono che l’attività abbia risvolti positivi in termini di immagine, efficacia e concretezza. Il nuovo progetto prevede la messa a norma delle strutture già esistenti che si trovano in condizioni precarie ed, in qualche caso, in stato di abbandono in modo da renderle praticabili anche ai diversamente abili. Gli Stati Generali dello sport calabrese, altro punto del programma, coinvolgeranno presidenti e dirigenti di tutte le federazioni sportive, e serviranno a far sì che tutte le problematiche e le esigenze del settore vengano alla luce. “In merito – ha concluso Mimmo Praticò – alla candidatura di Reggio Calabria quale Città europea dello Sport, essa ha tutti i requisiti per diventarne. Ha già ospitato ed ospiterà eventi sportivi di caratura mondiale come ha avuto ed ha squadre in competizione nei massimi campionati professionistici. Ma tutto ciò non basta e per far si che questo sogno diventi realtà tutti dobbiamo rimboccarci le maniche”.

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“Riferimenti”: il 4 ed il 5 aprile l’incontro con gli studenti a Cosenza e Rogliano (CS)

Nell'ambito del Protocollo d'Intesa siglato tra il Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" e il Consiglio Regionale della Calabria continua il Progetto “Gerbera Gialla 2011” e le iniziative dell’Antimafia Day nelle scuole della Calabria. Sono queste intere giornate dedicate alle scuole della regione sul  tema della lotta alla mafia, che coinvolgono sia gli studenti che gli adulti. E’ una no-stop in cui si alternano mattina  e pomeriggio nelle scuole  rappresentanti istituzionali e testimoni. L’Antimafia Day fa tappa a Cosenza nei giorni 4 aprile al Liceo Scientifico “E. Fermi” e il 5 aprile all’Istituto d’Istruzione Superiore “A. Guarasci” di Rogliano.

Il programma prevede una due giorni coordinata  dai giornalisti Annamaria Terremoto, Arcangelo Badolati e Attilio Sabato. Lunedì 4 Aprile ore 10:30 presso il Liceo S. ”E. Fermi” incontro con gli studenti al quale interverranno il Generale Adelmo Lusi Comandante Regionale dell’Arma dei Carabinieri, il dott. Vincenzo Luberto, e Adriana Musella presidente di “Riferimenti” Coordinamento Nazionale Antimafia. Nel pomeriggio invece, alle 16:30, il Prefetto di Cosenza dott. Raffaele Cannizzaro e il Questore di Cosenza Dott. Alfredo Anzalone incontreranno le famiglie in un appuntamento riservato agli adulti. Il 5 aprile alle ore 10:30all’Istituto “A. Guarasci” di Rogliano, invece, sarà di scena il magistrato Eugenio Facciolla.

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Diversità

altQualche tempo fa ha attirato la mia attenzione un trafiletto di giornale, all’apparenza marginale e “innocuo” come spesso lo sono le notizie a latere, rivelatosi invece, ad una più attenta analisi, tutt’altro che insignificante e scontato. In breve la notizia  evidenziava che a Roma in un negozio di via Borgo Santo Spirito, a due passi da San Pietro, era entrata  una clochard e, fin qui, nulla di strano. Prima però che il personale addetto all’esercizio se ne rendesse conto, si era comodamente messa a dormire in vetrina. La titolare del negozio aveva provato a farla uscire senza ottenere risultati e quindi si era decisa a chiamare la polizia. Solo l’intervento degli agenti era riuscito a sortire l’esito sperato. Come scrisse Torquato Tasso nella “Gerusalemme liberata”: “E’ il sonno, ozio de l’alme, oblìo de’ mali” e come ha detto un grande psicologo americano, S. Asch,: “Noi cerchiamo la compagnia degli altri… perché cerchiamo di metterci in rapporto significativo con il mondo che ci circonda… Il bisogno di comunicare con gli altri, di parlare, di divertirsi con loro e di partecipare le nostre impressioni è reale ed imperioso come la fame e la sete”.

E non consideriamo inoltre le varie leggende metropolitane i cui protagonisti sono quei barboni che  dimorano a lungo nello stesso luogo e, loro malgrado, diventano, prima nei pettegolezzi di qualcuno e poi nell’immaginario collettivo, dei veri e propri nababbi con tanto di case a iosa e di ingenti patrimoni bancari. Il pregiudizio e l’intolleranza, quand’anche non si trasformino in scherno, tendono a stabilire una mortificante gerarchia tra gli uomini. Basterebbe un sorriso, un gesto di comprensione o un’elemosina non gettata in tutta fretta per porre riparo a tanti disagi e alla vera povertà costituita sopratutto dalla solitudine. Parecchi anni fa, un noto giornalista della R.A.I., Paolo Frajese, si travestì da barbone e incominciò a chiedere l’elemosina per potere filmare le reazioni della gente che gli si avvicinava. Nessuno lo riconobbe, molti lo schivarono, alcuni gli diedero qualche spicciolo e forse uno soltanto si fermò a parlare con lui. E gli esempi potrebbero continuare all’ infinito. A tal proposito mi sovviene alla mente un episodio occorso ad una mia amica nella civilissima Milano. Mentre si recava su un mezzo pubblico presso la scuola in cui era insegnante, colta da malore, non è stata soccorsa da alcun passeggero. Tutti probabilmente timorosi di dover toccare una drogata (nonostante l’ineccepibile aspetto della signora), rimasero inchiodati ai loro posti finché un volenteroso non si prese la briga di cercare nella borsa della malcapitata i documenti che, attestanti generalità e professione, tranquillizzarono (chissà poi per quale distorta interpretazione della realtà) i presenti. Solo a quel punto i terrorizzati samaritani l’aiutarono ad alzarsi non tenendo conto per loro magnanimità che la stessa aveva anche l’aggravante di essere di Reggio Calabria. La diversità ci incute paura, non vogliamo avvicinarci agli alcolizzati o ai drogati, ma ipocritamente li vorremmo guariti. Vogliamo solo sottolineare che, al di là del credo religioso e dei propri principi etici, tutti siamo chiamati, prima o poi, a confrontarci con un forestiero o ad esserlo noi stessi. E per forestiero intendiamo, nel senso strettamente etimologico del termine, colui che viene da fuori o è fuori sia dalla cosiddetta normalità sia  da rigidi schemi che imprigionano la società il cui grado di civiltà peraltro si misura anche dalla solidarietà dimostrata a chi è più sfortunato e vive lontano da casa e dagli affetti più cari. In antropologia culturale, che  studia anche l’evoluzione dei vari gruppi umani, si definisce “etnocentrismo” l’atteggiamento di chi giudica gli altri gruppi etnici in base alla propria cultura ed ai valori che da essa derivano. Da ciò, per estensione, nasce la “paura del diverso”, un vero e proprio senso di smarrimento che coglie chi si relaziona con atteggiamenti o culture diverse dai propri. Il discorso si potrebbe senza alcuno sforzo estendere agli emigranti che pullulano nelle nostre città. I più sensibili dovremmo essere proprio noi Calabresi che fino a poco tempo fa emigravamo in massa in Alta Italia per trovare lavoro  e venivamo quasi sempre trattati in malo modo. Aggiungerei a tal proposito che purtroppo la discriminazione si perpetua tutt’oggi perché non è cosa rara che qualificatissimi ragazzi del Sud, già convocati da aziende del Nord proprio per i loro eccellenti curricula, si vedano letteralmente sbattere le porte in faccia allorquando declinano la loro provenienza geografica ( la Benetton ne è stata lampante esempio) Ci pare altresì giusto sottolineare che le suddette aziende dichiarano come loro responsabilità sociale quella di aiutare le popolazioni africane con campagne ad hoc (senza alcun dubbio perché queste hanno un immediato riscontro pubblicitario). “Siamo veramente tutti uguali, lo giuro”, è quanto dichiara Luigi Luca Cavalli-Sforza, genetista di fama mondiale e dal 1992 Professore Emerito di genetica all’Università di Stanford in California, il quale ha dedicato tutta la vita a ricostruire la mappa storico- geografica delle popolazioni per precisare le vie lungo le quali sono avvenute le migrazioni umane. Il risultato è la verità, ormai incontrovertibile, che le razze umane non esistono e che la distinzione era esclusivamente basata sulle caratteristiche estetiche e non su quelle genetiche, le uniche che potrebbero evidenziare delle diversità. I geni dei fenotipi sono quindi variati esclusivamente in risposta all’ambiente e al clima come hanno dimostrato le recenti ricerche sul DNA e sul genoma umano. Quindi, crollato per questi recenti studi il “mito della razza”,  vengono meno le teorie razziali genitrici irrazionali e giustificatrici di tante sanguinose guerre avvenute in realtà solo per l’odio verso il “diverso” e il folle desiderio di alcuni  popoli di imporre l’egemonia sugli altri. E’ più giusto quindi parlare di etnie diverse solo ad evidenziare l’importanza delle diversità culturali sedimentate durante i percorsi storici dei popoli. Nonostante la rivoluzione digitale abbia reso il mondo un “villaggio globale”e abbia quindi contribuito ad avvicinare tutti i popoli, rimane imperante la paura del diverso “Le cose ignote fanno più paura che le conosciute” scrisse Giacomo Leopardi e “la sola cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa” secondo Franklin Delano Roosevelt. L’incontro con il diverso dovrebbe essere un fattore di arricchimento e non di disprezzo dell’altro, in particolar modo di coloro che si incontrano tutti i giorni. In questa direzione è nata e almeno teoricamente si va affermando una nuova concezione della democrazia in cui la differenza pluriculturale è considerata un valore. La stessa storia infatti ci indica come esempi di società dinamiche quelle in cui si è verificato l’incontro di più culture: l’antica Roma, per esempio, crogiuolo di etnie provenienti da tutte le sue province e oggi, per eccellenza, la società americana dove l’accelerazione del progresso è stata favorita dalla mescolanza di tante genti  sopraggiunte  attraverso le ondate migratorie. Non dovrebbe essere poi tanto difficile mettere in pratica il principio cristiano dell’accoglienza visto che l’intelletto umano è naturalmente pieno di curiosità per tutto ciò che è nuovo e sottolineiamo “diverso”.

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Egoismo: modalità d’uso

Sin da bambini, ci viene quasi imposto il concetto del “prima il dovere e poi il piacere”. In tal modo, però, non si fa altro che dare maggiore importanza alle rinunce rispetto alle gioie, incanalandoci così a non seguire il nostro istinto ed a reprimere le nostre emozioni. Ed impariamo, sempre in base a ciò che ci è stato inculcato come ci sia “quello che si fa e quello che non si fa” secondo delle regole non scritte ma che si tramandano nel tempo. Purtroppo, tale tipo di moralità che la famiglia, la scuola e la società ci propinano tende solamente ad omologarci facendoci addirittura sopprimere l’unicità e il talento che contraddistingue ogni individuo. Oltretutto, c’è da dire che, per esempio, genitori troppo apprensivi non aiutano i propri figli a crescere, ma al contrario, li caricano di ansie e di paure che, nel tempo, possono sfociare in ansia, attacchi di panico, anoressia, tutti disturbi legati alla necessità di affetto ed a “vuoti” da colmare; e tutto ciò si verifica, probabilmente, per il non aver avuto la forza di agire con la propria testa ma “violentando” la propria indole.

Il dover poi, necessariamente, “marchiare” come presuntuoso e vanitoso chi si piace e sta bene con se stesso, è indice di come la nostra società sia protesa verso modelli di falsa modestia nei quali pensare prima a se stessi viene ritenuto un becero atto di egoismo. Ma quest’ultimo non è certo da associare a coloro che, non preoccupandosi delle aspettative altrui, seguono la propria strada, nonché la propria identità. Si può, invece, utilizzare il termine “egoismo” qualora, cercando un qualsivoglia successo personale, si danneggino spietatamente altre persone. Quante volte negli anni, abbiamo ascoltato frasi del tipo “Non puoi amare gli altri se non ami prima te stesso”. Vero! Tuttavia, che genere di amore possiamo donare se siamo individui che hanno soffocato nel tempo la vera essenza del loro modo di essere? Talvolta, poi, vengono dispensati  dei consigli che, pur essendo espressi “a fin di bene”, rischiano di comportare disorientamento nonché allontanamento dal centro del nostro “io”. Ne consegue che, anche a costo di risultare cinici, dobbiamo liberare il nostro reale modo di essere, manifestando appieno la nostra unicità, facendo ciò che desideriamo fare, ciò che ci fa stare bene e non curandoci troppo delle apparenze. In più, resistere alle nostre reali passioni e ai nostri reali desideri al fine di risultare più gradevoli agli altri, ci crea inevitabilmente sofferenza. Preferendo, infatti, di soddisfare delle aspettative che non sono nostre pur di non dispiacere o per assecondare qualcuno, non facciamo altro che minare il nostro spazio vitale. Ci siamo mai chiesti perché, per ognuno di noi, sia così essenziale ottenere il consenso di chi ci circonda? E perché si cade nei sensi di colpa, qualora non agissimo come qualcuno a noi vicino desidererebbe? A questi quesiti, istintivamente, ci verrà da rispondere con frasi del tipo: “Ma quando mai? Io faccio sempre di testa mia!” In verità, se ci fermassimo un istante a riflettere, ci renderemmo conto di come quanto detto non corrisponda sempre alla realtà. Spesso, difatti, anche chi vanta di possedere una spiccata personalità, agisce per far “piacere” agli altri, mettendo in secondo piano la propria individualità. Ma tutti noi sappiamo bene quanto sia sbagliato ostacolare le nostre passioni o sentirci in colpa quando le esperimentiamo. Uscire dalla “gabbia d’oro” che le istituzioni ci impongono è di vitale importanza per riuscire a realizzare i propri reali desideri ed orientarci verso tutto ciò che per noi stessi sia la strada giusta. Come scrive il grande Oscar Wilde “L'egoismo non consiste nel vivere secondo i propri desideri, ma nel pretendere che gli altri vivano nel modo che noi vogliamo. L'altruismo consiste nel vivere e lasciar vivere”. Ricordandoci che gli altri ci danno dell’egoista nel momento in cui non realizziamo un loro desiderio, possiamo affermare che un pizzico di “sano egoismo” serve a farci capire chi siamo veramente, a misurarci per arrivare in profondità e capire in realtà quanto valiamo. In sostanza, il “sano egoismo” di cui parliamo non è prevaricazione, ma molto più semplicemente un’ “autogratificazione terapeutica” che non nuoce ad alcuno e giova a noi stessi. E voi, cari lettori, cosa ne pensate? Meglio agire con un atteggiamento pregno di perbenismo al fine di salvaguardare la tanto importante apparenza? O, fors’anche, è meglio essere etichettati come “egoisti” assecondando, però, il nostro “trend” naturale?

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Serie Bwin, XXXIII^ giornata: Reggina-Livorno 1-1

Reggina-Livorno: 1-1. Reggina (3-5-2): Puggioni; Cosenza, Costa (dal 58° Castiglia) ed Acerbi; Laverone (dal 46° Colombo), De Rose, Montiel, Rizzato e Sarno (dall’81° N. Viola); Campagnacci e Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Adejo, Zizzari e A. Viola. All.: Atzori. Livorno (4-3-1-2): De Lucia; Bernardini, Miglionico, Lambrughi e Pieri; Schiattarella, Iori e Barusso (dal 64° Belingheri); Luci e Dionisi (dal 74° Cellerino); Tavano (c) (dal 69° Antunes). In panchina: Mazzoni, Di Bella, Salviato e Lignani. All.: Novellino. Arbitro: Guida di Torre Annunziata. Assistenti: Meli di Parma e Santuari di Trento. Quarto uomo: Pasqua di Tivoli. Marcatori: Dionisi al 32° e Bonazzoli al 65°. Ammoniti: Barusso al 40°, Bernardini al 50° e Cosenza al 63°. Corner: 2-1. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Spettatori paganti: 1262. Abbonati: 3565. Incasso al botteghino: € 16.980. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 4827. Incasso totale: € 39.357. Note. Rivoluzione-Reggina quella decisa da mister Atzori. In panchina i due fratelli Viola a favore di Montiel e Campagnacci. La novità è l’esordio dal primo minuto di Sarno che, ad onor del vero, insieme all’impiego iniziale di Montiel, lascia alquanto perplessi. Atzori, però, pensa ad una Reggina oltremodo offensiva da opporre alla formazione labronica allenata dall’unico ex della gara Novellino (per la cronaca, accolto da una bordata di fischi e cori (così come presumibile e, tra l’altro, ampiamente motivato e meritato (non soltanto per gli scarsi risultati ottenuti nelle 10 panchine amaranto lo scorso anno – solo 9 punti conquistati e quart’ultimo posto in graduatoria -, ma soprattutto per l’arrogante presunzione che lo ha sempre caratterizzato in carriera) a cui sarcasticamente risponde salutando con la mano.

Cronaca e commento. Primo tempo. La gara inizia con il Livorno, fischiatissimo, in avanti e la Reggina ad organizzarsi. Al 2° è la Reggina ad avvicinarsi per prima all’area avversaria con un’azione potenzialmente pericolosa con la palla capitata, però, a Campagnacci che s’imbroglia e perde la possibilità di servire un compagno meglio piazzato. Al 6° ancora Campagnacci serve un involontario assist a Schiattarella che cambia campo lanciando, a sinistra, Barusso che, di prima, appoggia in verticale verso l’accorrente Luci. E’ bravo Puggioni ad uscire in presa a terra anticipando di un soffio il giocatore toscano. Occasione ancora livornese al 10° con Dionisi lanciato da un compagno, è bravo anche in questa occasione Puggioni che, uscendo fuori dall’area, prima copre il pallone e poi lo scaraventa in tribuna. Al 15° la prima vera occasione da rete è degli ospiti. Schiattarella recupera palla sulla trequarti amaranto e si avvicina all’area. Poco fuori tira di destro con il pallone che Puggioni, con apprensione, vede uscire sul fondo alla sua sinistra. Al 18° ed al 19° risponde la Reggina. Dapprima con Bonazzoli che s’incunea in area, defilato sulla destra, resiste alla carica di un avversario ma riesce comunque a mettere al centro dove non c’è nessuno. E poi, sugli sviluppi della stessa azione, con Rizzato che crossa basso e teso dalla sinistra e, grazie ad una finta dello stesso Bonazzoli, mette in difficoltà De Lucia che si vede spuntare la palla all’ultimo istante e respinge d’istinto. Al 27° replica il Livorno. Punizione calciata di sorpresa e palla per Luci che, in sforbiciata, mette al centro dell’area dove, per fortuna, non c’è nessuno dei suoi. Risponde un minuto dopo la Reggina con Bonazzoli che, servito in verticale a sinistra in area, ha il tempo per decidere il tiro e calcia di sinistro con la palla che termina sull’esterno della rete alla destra di De Lucia. Al 30° Reggina vicinissima al goal. Prima Campagnacci si vede ribattuto il tiro da un difensore e, subito dopo, Montiel calcia da distanza siderale d’interno sinistro con la palla che si stampa sulla traversa e ritorna in campo. La Reggina impreca contro la sfortuna ed il Livorno si salva. La gara è piacevole con continui cambi di fronte. La Reggina cerca maggiormente la via della rete anche in virtù di uno schieramento più offensivo che in altre occasioni. Il Livorno, invece, reagisce con delle ripartenze che, seppur pericolose, non creano grossi patemi alla retroguardia amaranto che, senza Adejo, sembra molto più solida e sicura. Nemmeno il tempo di scriverlo che il Livorno passa, proprio grazie ad un errore difensivo. E’ il 32 e Barusso lancia in verticale Dionisi che si ritrova tutto solo con la difesa amaranto “salita” per lasciarlo in offside. La tattica non funziona ed il giocatore livornese piazza il tiro angolatissimo alla destra di un incolpevole Puggioni. Brutto colpo per gli amaranto che subiscono il goal forse nel momento di maggiore loro sforzo offensivo. Saprà reagire la squadra di Atzori a questo macigno? Osserviamo che Novellino comincia a pensare di togliersi il secondo sassolino dalla scarpa. Dopo aver vinto a Torino, infatti, laddove fu esonerato due volte in un anno, medita di vincere anche qui prendendosi la sua personale rivincita. A tal proposito, pare che la Reggina sia ben predisposta a concedere rivincite: dopo Cacia ecco Novellino. Al 44° occasionissima per la Reggina. Campagnacci, che finora ha sbagliato di tutto e di più (rimessa laterale compresa), riceva palla in verticale in area. Prende la mira e calcia indisturbato di sinistro non inquadrando nemmeno lo specchio e con il pallone che termina incredibilmente ad un paio di metri dalla porta tra le vibranti proteste del pubblico presente al “Granillo”. Nel primo ed unico minuto di recupero risponde Schiattarella con un tiro teso da fuori area, Puggioni si distende e devia in corner. Secondo tempo. La ripresa inizia con il primo cambio per Atzori: fuori Laverone e dentro Colombo a cercare di dare maggior vigoria sulla fascia destra. Al 53° ci prova Dionisi con un diagonale da fuori area che Puggioni para bene. Al 55° pericoloso il Livorno ancora con Dionisi. Costa va in anticipo a vuoto e Dionisi si ritrova in area seppur molto defilato a destra. Entrato in area, si avvicina alla porta difesa da Puggioni e calcia e, per quanto possiamo vedere dalla nostra postazione in tribuna stampa, colpisce la base esterna del palo. Secondo cambio in casa Reggina: esce Costa ed entra Castiglia. La difesa resta a 3, ma cambia ne suoi componenti: Cosenza resta a destra, Acerbi passa centrale e Rizzato, arretrando dalla sua posizione originaria, copre il ruolo di esterno difensivo sinistro. La Reggina avanza e crea due buone occasioni a cavallo tra il il 59° ed il 60° entrambe con Bonazzoli. Prima, il bomber di Asola non arriva su un cross rasoterra di Colombo e, poi, lo stesso cannoniere amaranto non arriva di testa a colpire un altro cross sempre di Colombo da destra. Al 64° primo cambio anche per Novellino: esce Barusso ed entra Belingheri. Al 65° la Reggina pareggia. Campagnacci ha la palla, a sinistra, sulla linea di fondo. Cross al centro dove arriva Bonazzoli che incorna di testa e mette alle spalle di De Lucia. 1-1 e Reggina rinvigorita nelle forze e nel morale sospinta dal suo pubblico che non risparmi l’egocentrico Novellino agitatissimo in panchina che, al 69°, cambia ancora inserendo Antunes e togliendo il capitano Tavano. Il sogno di Novellino di fare lo sgambetto anche alla Reggina, pare essersi dissolto (e, con esso, anche quello di un collega reggino, ahinoi, “innamorato” di Cacia e Novellino più che della Reggina stessa). Il Livorno effettua il suo terzo ed ultimo cambio: esce l’autore del vantaggio Dionisio ed entra Cellerino. Idem per la Reggina, qualche minuto dopo: esce Sarno ed entra Nicolas Viola. La partita, però, di fatto, pare essere già finita con entrambe le squadre che manifestano più che chiaramente che il risultato di parità può andar bene. Un sussulto lo regala Miglionico che, di tacco, calcia verso la porta reggina mandando alto sugli sviluppi di un cross arrivato da destra. Come detto, la partita è finita da almeno una decina di minuti ed il pubblico, fischiando, dimostra di non gradire. La Reggina, sotto di un goal, dopo il pareggio di Bonazzoli ha vissuto qualche minuto di euforia per poi spegnersi e “ragionare”. Il Livorno, dal canto suo, dopo il pareggio subito ha pensato che osare avrebbe voluto dire rischiare. Ecco perché, in fin dei conti, “un punto ciascuno non fa male a nessuno”. E la XXXIII^ giornata va, così, in archivio.

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Lamezia Terme (CZ): ieri il meeting della gioventù “Next, epidemia giovanile”

altaltLavoro, imprenditoria giovanile e patrimonio storico culturale. I giovani calabresi sembrano avere le idee chiare verso quale rotta indirizzare la politica regionale. Questo è quanto emerso al Meeting della Gioventù tenutosi sabato mattina a Lamezia Terme in un Centro Agroalimentare gremito da circa diecimila ragazzi, provenienti da tutta la Calabria per confrontarsi col Governatore Giuseppe Scopelliti. Un evento che conferma il successo dell’anno precedente aprendo la seconda edizione con una novità. Migliaia di ragazzi, tra i 15 ed i 35 anni, attraverso una forma di democrazia diretta hanno potuto votare le priorità dell’azione di governo su alcuni progetti che la Regione si impegnerà a finanziare. Una partecipazione attiva che spiega il titolo della manifestazione “Next – Epidemia Giovanile”, il cui significato, come dichiarato dallo stesso Governatore, vuole rappresentare una contaminazione positiva di idee e programmi per il futuro.

Un’apertura dell’evento improntata sull’esibizione di un’orchestra di giovani musicisti diretti dal maestro Roberto Caridi. A seguire le performance del duetto Misefari-Battaglia e del comico Gennaro Calabrese. A condurre il lavori del meeting sul palco il noto conduttore televisivo Francesco Facchinetti affiancato dallo speaker radiofonico Angelo Baiguini. Numerose le scuole che hanno preso parte alla manifestazione. Agli alunni presenti sono stati illustrati da subito gli impegni della Regione in tema di politiche giovanili (lavoro e occupazione, scuola, università e cultura), sui quali i ragazzi con un particolare sistema di voto ha potuto esprimere le loro priorità di intervento sul territorio. Al voto si è registrata una netta prevalenza femminile col 69% rispetto al 31% maschile. In relazione invece all’età dei votanti ha dominato col 62% la fascia di ragazzi compresa tra i 15 e 18 anni. I risultati ottenuti in tempo reale hanno chiaramente confermato in primis l’esigenza giovanile, col 52% dei votanti, di ottenere diversificati sbocchi lavorativi e maggiori opportunità imprenditoriali. Seguito da un 28% di coloro che hanno chiesto maggiori interventi per scuola e università. Il secondo blocco di domande ha messo in luce la necessità per i ragazzi (33%) di un maggiore intervento della politica regionale a sostegno di percorsi formativi e scolastici per accedere rapidamente al mondo del lavoro. Mentre col 26% ed il 22% è stata chiesta rispettivamente una migliore valorizzazione di giovani laureati (borse di studio, dottorati, master, ecc.), e una serie di incentivi a coloro che intendono intraprendere la strada dell’imprenditoria. Il terzo ed ultimo blocco di domande ha evidenziato infine il desiderio tra i giovani (40%) di incentivare la conoscenza del patrimonio storico-culturale della Calabria. Mentre per il 30% dei votanti resta una priorità le misure indirizzate a diffondere sul territorio una cultura della legalità. La mattinata si è poi conclusa con l’intervento del Governatore Giuseppe Scopelliti che ha commentato con soddisfazione la partecipazione dei giovani presenti, dichiarando che “si deve instaurare per tutti i giovani calabresi un nuovo modello culturale, creando un rapporto intenso e costante con loro, poiché essi rappresenteranno la Calabria del futuro ed è giusto che diventino realmente protagonisti nella vita della regione e artefici del proprio futuro”.

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Serie Bwin, XXXIII^ giornata: Reggina-Livorno (probabili formazioni e note)

Reggina (3-5-2): Puggioni; Cosenza, Costa ed Acerbi; Laverone, De Rose, Castiglia, N. Viola e Rizzato; A. Viola e Bonazzoli. All.: Atzori. Livorno (4-3-1-2): De Lucia; Bernardini, Miglionico, Lambrughi e Pieri; Schiattarella, Iori e Luci; Belinghieri; Tavano e Dionisi. All.: Novellino (nella foto). Arbitro: Guida di Torre Annunziata. Note. La Reggina, dopo 7 partite senza sconfitte (così come all’andata), ferma la sua striscia positiva ad Empoli (all’andata ancora galeotta fu la terra di Dante per via della sonora sconfitta a Livorno per 3-0 con reti di Iori su rigore, Barusso e dell’ex Pagano). Per gli amaranto, quella in terra toscana è la seconda consecutiva, dopo Novara, nei posticipi del lunedì in questo campionato. La squadra di Atzori è tornata a subire reti in trasferta dopo 265 minuti (l’ultimo a batter Puggioni fuori casa fu Greco, del Modena, su rigore).

Ad Empoli è stata la sesta volta in cui gli amaranto, in questo campionato, hanno perso non riuscendo a rimontare una situazione di svantaggio. Per quanto riguarda la zona playoff, scende da +5 a +3 il vantaggio sulla settima (proprio il Livorno), sale da –3 a -4 lo svantaggio dalla quarta (il Varese) e rimane invariato il distacco dalla terza -8 (il Novara). A conferma di un rendimento calante, sono ben 6 i punti in meno rispetto alle stesse gare giocate nel girone d’andata. Bonazzoli, lunedì sera ad Empoli bravo, sfortunato ed impreciso, giocando contro il Livorno sale al decimo posto, affiancando Mesto, nella classifica delle presenze in A e B con 138 partite di campionato regolare. La Reggina, nelle ultime 3 partite, è solo diciassettesima viaggiando ad una media punti di 1,5 con 1,1 gol a partita e 0,9 gol subiti a partita. La Reggina, contro il Livorno, giocherà di domenica per la quarta volta in orari “particolari”: 2 volte nello scorso campionato alle ore 12,00 (battendo il Frosinone)  ed alle ore 12,30 (perdendo contro il Torino); in questo campionato, invece, ha vinto a Frosinone. I precedenti tra Reggina e Livorno. La storia dei confronti tra le due squadre inizia in serie C il 17.03.1957 con una vittoria reggina per 2-0 con doppietta di De Vito. L’ultimo confronto, invece, il 31.10.2007 con una sconfitta per 1-3 e con conseguente licenziamento di Ficcadenti (adesso al Cesena in A). Le due squadre non hanno mai pareggiato al “Granillo” in serie B. L’incontro non si è giocato per 32 anni, dal 1972 al 2004. Nel complesso 13 incontri a Reggio con un bilancio per gli amaranto padroni di casa di 8 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte. L’ultima vittoria dei padroni di casa risale al 22.09.2004 allorquando Bonazzoli e Colucci regalarono la vittoria ai reggini per 2-1 con il goal di Cristiano Lucarelli per gli ospiti per il momentaneo 1-1. Il Livorno. E’ settimo in classifica con 44 punti frutto di 11 vittorie, altrettanti pareggi e 10 sconfitte. 39 sono i goal all’attivo e 37 quelli al passivo che segnalano la sua difesa come la peggiore tra le prime 8 in classifica. Nelle ultime 5 partite ha 6 punti su 15 (40%) con una vittoria e 3 pareggi. Ha ottenuto 4 rigori a favore (tutti realizzati) e 3 rigori contro (anche questi tutti realizzati). E’ a – 8 rispetto al girone di andata ed ha avuto due allenatori in stagione (curiosamente entrambi ex amaranto): Bepi Pillon (26 partite, 35 punti, media 1,3) e Walter Novellino (6 partite 9 punti, media 1,5). E’, infine, terzultimo per punti conquistati in casa (22). Il Livorno fuori casa. Un’anomalia “pericolosa”: ha vinto più fuori casa che tra le mura amiche. E’ secondo in classifica con 22 punti (pari a quelli conquistati in casa) frutto di 6 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte segnando 19 goal e sebendone 18. Nelle ultime 5 giornate giocate lontano ha raccolto una vittoria e 4 sconfitte (senza realizzare nemmeno un gol e subendone 9). I bomber livornesi. Tavano con 9 goal (4 fuori casa, 4 rigori e 3 goal alla Reggina in carriera), Dionisi  con 7 goal (di cui 5 fuori casa) e Surraco con 5 gol (tutti fuori casa). L’ex. Dopo la cessione di Biagio Pagano al Torino (presente e marcatore nel 3-0 dell’andata) l’unico ex è il tecnico Walter Novellino la scorsa stagione alla decima giornata esonerato da Foti (insieme al direttore sportivo Gabriele Martino), dopo la sconfitta amaranto a Torino e preoccupante 19mo posto in classifica con soli 9 punti frutto di appena 2 vittorie e 3 pareggi e soli 7 goal fatti e più del doppio (15) subiti. I due allenatori. Atzori e Novellino non hanno nessun precedente. Atzori contro il Livorno solo all’andata. Novellino 15 volte contro la Reggina con 7 vittorie (a partire dal 4-0 a favore del Venezia il 24.01.1998 – reti di Brioschi, Schwoch, Dal Canto e Pavan -), 7 pareggi (dall’1-1 del 03.11.1996 – reti di Dionigi e Buonocore -) ed una sconfitta sulla panchina della Sampdoria. L’arbitro. Dirigerà Reggina-Livorno il sig. Marco Guida di Pompei ma della sezione di Torre Annunziata. Con lui gli assistenti la signora  Romina Santuari e Meli. Guida debutta in A, dove arbitra 7 partite di cui  4 in questa stagione, in Chievo-Bologna del 31.01.2010. In B sarà alla 23ma direzione (15ma in questa stagione), dopo il debutto del 21.08.2009 in Albinoleffe- Vicenza. Ha decretato 12 rigori ed espulso 6 giocatori. Con la Reggina una sconfitta a Piacenza (con rigore assegnato agli amaranto) ed un pari interno con il Torino (in entrambe le occasioni Bonazzoli è andato a rete). Con il Livorno una vittoria labronica e 2 pareggi.

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Questo è il “modello Reggio” o, invece, è “Reggio modello Napoli”?* 2

“Acciminchia!”, esclamerebbe ancora Checco Zalone nel sequel di “Cado dalle nubi”. E pressappoco la stessa esclamazione abbiamo fatto noi che, per caso, con gli stessi “complici” di ieri (bella giornata, sole, tepore & moto), nello sbrigare delle commissioni, siamo passati da uno dei luoghi oggetto delle nostre attenzioni di ieri (via Sott’Argine Calopinace, per essere precisi). Un flash, mentre percorrevamo quella via del Centro Storico, ci è passato per la mente: “Ma ieri – abbiamo pensato – questi cassonetti non erano stracolmi? Ed oggi?” Macchina fotografica sempre a portata di mano, abbiamo immortalato l’immagine che vi proponiamo. Se nell’editoriale di ieri avevamo ottenuto quell’immagine indecorosa (ultima foto di quelle proposte), oggi possiamo “raccontare” che le cose sono sensibilmente migliorate.

Autoidolatrandoci narcisisticamente per un solo istante (“Vuoi vedere che Il Reggino fa opinione e che chi di dovere ha letto/visto ed è intervenuto?”) – vi assicuriamo che l’istante è stato uno solo -, abbiamo voluto vedere come stessero le cose negli altri siti “visitati” più o meno 24 ore addietro. Detto della via Sott’Argine Calopinace (prima foto oggi ed ottava foto ieri), ci siamo recati anche nella vicinissima via Magna Grecia a ridosso della chiesa del Crocefisso ed anche lì – fors’anche per “raccomandazioni” dall’Alto – le cose stavano decisamente meglio (seconda foto oggi e settima foto ieri). Sempre più certi che si trattasse di coincidenze fortuite, siamo arrivati allora in via Cardinale Portanova in prossimità di Palazzo “Campanella”, sede del Consiglio Regionale della Calabria. Anche lì il “miracolo” era avvenuto. Le due foto mostrate ieri, infatti, sembrano, oggi, un lontano ricordo (terza e quarta foto oggi ed anche ieri). “Perdindirindina! – abbiamo pensato – Vuoi vedere che i nostri lettoti si sono accorti che abbiamo mentito sul nostro non saper usare Photoshop e che, sgamandoci, hanno capito che le foto scattate ieri altro non erano che un fotomontaggio?” Purtroppo però, se 4 delle 8 foto scattate ieri, confrontate con le stesse scattate oggi, confermano l’avvenuto “miracolo”, non possiamo affermare lo stesso per le successive altre 4 foto. In due di queste, il “miracolo” è avvenuto in maniera parziale (chi di dovere non si è impegnato molto) e, nelle altre due, il suddetto “miracolo” non solo non è avvenuto ma, addirittura, la situazione è peggiorata (e qui, sempre chi di dovere, se n’è fottuto proprio). Nel primo caso (impegno parziale), ci riferiamo alle due foto scattate in via Aschenez (quinta e sesta oggi ed anche ieri) e, nel secondo caso (strafottenza), alle altre due foto scattate in via D. Tripepi ed in via D. Tripepi prolungamento (settima ed ottava oggi e prima e seconda ieri). “Uffa!”, abbiamo ancora una volta esclamato. E sulla via del rientro, nel mentre il nostro “ego” si schiaffeggiava venendo meno il potersi arrogare il titolo di Direttore di un periodico online che “fa opinione”, il Narciso che in noi albergava subiva altri tre colpi bassi.  Percorrendo, infatti, il viale Amendola notavamo quanto riportato nella nona foto; passando da via Filippini la decima ed undicesima foto “raccontano” cosa abbiamo visto ed, infine, percorrendo prima la via Del Salvatore (dodicesima foto) e, poi, la via Cairoli, abbiamo accusato il (quasi) definitivo colpo da k.o. (come testimoniato dalla tredicesima ed ultima foto). Demoralizzati, con l’autostima sotto i tacchi e la stima per coloro i quali avrebbe dovuto e non hanno fatto più o meno vicino al centro della Terra, non ci è rimasto altro che fare che raccontare, documentare, denunciare una situazione che umilia i Reggini e Reggio. Il tutto mentre Reggio continua a dormire sognando gli effimeri fasti di ieri e non preoccupandosi della sostanziale crisi di oggi e, presumibilmente, anche di domani. Dormi Reggio, dormi. Nelle foto: via Sott’Argine Calopinace, via Magna Grecia, via Cardinale Portanova (due foto), via Aschenez (due foto), via D. Tripepi, via D. Tripepi prolungamento, viale G. Amendola, via Filippini (due foto), via Del Salvatore e via Cairoli. *Il riferimento e l'accostamento al capoluogo partenopeo è solo ed esclusivamente riferibile alla nota "emergenza rifiuti" dei tempi scorsi.

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Reggio Calabria: il movimento PA.C.E. incontra la città

Il movimento PA.C.E. (PAtto Cristiano Esteso), in vista delle prossime amministrative del 15 e 16 maggio p.v. in cui sarà presente con le proprie liste, incontra la città sabato prossimo, 2 aprile 2011, alle ore 10.00 nella sala "Versace" del Ce. Dir. di Reggio Calabria.

L'occasione sarà utile per presentare i propri programmi elettorali e futuri.

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Questo è il “modello Reggio” o, invece, è “Reggio modello Napoli”?*

Complice la bella giornata, al tepore del primo sole primaverile, in sella ad una moto per evitare il traffico e scansare meglio le buche di una Città-groviera, abbiamo colto l’occasione per scattare qualche foto di ciò che, da mesi ormai, si vede in giro per la nostra straordinaria Città. Ordunque, lo spettacolo è quello che fedelmente (non sappiamo usare Photoshop) vi proponiamo. Pur non  muovendoci dal Centro Storico, quello che teoricamente dovrebbe essere il “fiore all’occhiello” di ogni città, o, comunque, rasentandolo nel suo perimetro verso nord, lo “spettacolo” a cui i reggini sono costretti ad assistere è inopinabilmente vergognoso, indecoroso, avvilente ed oltremodo mortificante.

Dopo 8 lunghi anni in cui abbiamo assistito a Festival di ogni natura (da quelli della “mulingiana ‘mbuttunata” a quelli dei “pipi chini” passando per quegli altri dei “pumadori sicchi”), a Campionati del Mondo vari (da quelli dei fuochi d’artificio a quelli delle “’cciappe” passando per il notissimo “1,2,3, stella!”), a Sfilate annesse e connesse (da quelle dei puledri e delle puledre e dei manzi e delle giovenche della scuderia/stalla targata Lele Mora passando per quelle “sotto”, “sopra”, “a destra” ed “a sinistra” delle stelle), a Notti Bianche (in mezzo a quelle “verdi” e “rosse” per restare in tema di festeggiamenti per l’unità d’Italia) ed a tutta un’altra serie di divertimenti, cazzeggiamenti, sfavillìo di luci e colori, abbuffate di vario genere, inaugurazioni di fontane e fontanelle, piazze e piazzette, dopo tutto questo (e molto altro ancora) ecco che, un anno fa, di questi tempi, Reggio viene “baciata” dal principe azzurro e, risvegliandosi, dopo un lungo sonno stracolmo di sogni, si accorge che, pufffff, è stato solo un sogno e che la realtà, ahinoi, è ben altra. La “realtà” è: una Città con un bilancio comunale con un "–" davanti lungo quanto “il chilometro più bello d’Italia”; una Città dove il Sindaco f.f. prima si dimette e, grazie ad un moto d’orgoglio, urla un “Non ci sto!” di scalfariana mmoria, poi ritira le dimissioni da dentro il morso della pressa in cui i suoi stessi “compagni di merende” lo avevano messo per stritolarlo, poi proclama 4 assessori da luna park e ne caccia altrettanti della passata gestione ed, infine, annulla tutto quello che aveva fatto e, chiedendo quasi scusa, si riprende ciò che avrebbe voluto togliere; una Città che ha visto un suo alto dirigente probabilmente suicidarsi non prima di essersi autoliquidato somme ingenti in barba alla crisi generale, alla chiusura di molte aziende, alla disoccupazione imperante senza il benché minimo ritegno; una Città che scopre aver pagato centinaia di migliaia di euro per la commissione di progetti inesistenti al compagno della succitata e suicidata dirigente e che, poverino, non sa come e perché gli siano stati accreditate quelle somme; una Città che ha il suo ex Sindaco – adesso Governatore delle Calabrie – e qualche altro consigliere comunale indagato per questo o quel reato; una Città che legge di un fantomatico “codice etico” in vista delle prossime elezioni Comunali e Provinciali (ma, scusate, etica e morale non sono un binomio inscindibile? e, se lo sono così come lo sono, com’è che queste due paroline dal così alto significato non solo mero e virtuale si possono accostare alla “politica” ed ai “politicanti” dei giorni nostri? onestamente, non ce ne facciamo una ragione! n.d.r.); una Città, come detto, ridotta a groviera della peggior qualità non svizzera ma d’importazione proveniente dal Burkina Fasu; una Città che vorrebbe vivere ma non ce la fa a liberarsi dalla morsa in cui è stata inesorabilmente stretta da chi, invece, avrebbe dovuto arricchirla, una Città che vorrebbe volare ma non riesce a divincolarsi tra le fitte trame della rete in cui l’hanno insaccata; una Città che vede imporsi candidati provenienti dallo stesso entourage dei predecessori; una Città che non è libera! E potremmo continuare ancora per molto, per moltissimo ancora. Questa è la Reggio, oggi, dopo il risveglio dal sonno durato 8 anni. Una Reggio che ha vissuto in “stato vegetativo” e che, fortunatamente, si è svegliata costatando, però, che l’incubo non era finito ma stava per iniziare. Ecco cos’è Reggio. Ed il famigerato “modello Reggio”? Nient'altro che un modellino di carta pesta che, alle prime piogge autunnali, è inesorabilmente ed irrimediabilmente crollato nonostante si affannino a ripeterne il motivetto ed a cercare di convincerci che esiste ancora (ammesso che sia mai esistito). Ma torniamo alla spazzatura del Centro Storico (non osiamo immaginare cosa alberghi nelle periferie). Nel mentre la T.A.R.S.U. è aumentata ancora nell’ultimo anno (nel 2008 era a quota 0,83 €/mq, nel 2009 è aumentata di oltre il 56% passando a 1,30 €/mq, nel 2010 è aumentata ancora di quasi il 44% arrivando a quota 1,87 €/mq e che, nel 2011, parrebbe prossimo un ulteriore aumento del 30% toccando, così, quota 2,43 €/mq – niente male: da 0,83 € e 2,43 € al metroquadro in 3 anni aumenterebbe così di quasi il 300% ciò vuol dire che triplicherebbe il suo ammontare essendo, così per come osserviamo andare le cose, inversamente proporzionale al servizio reso ai cittadini -), per non essere da meno anche la spazzatura in mezzo alle strade aumenta in percentuali addirittura maggiori. La colpa di chi è? Non certo dei lavoratori della Leonia (una delle tante “invenzioni” partorite negli ultimi 8 anni), pagati (se pagati) a singhiozzo negli ultimi mesi e, legittimamente, a singhiozzo sui propri mezzi per ripulire la Città. Ed allora, di chi è la colpa? Non di uno, non di due, ma del famigerato “sistema”, della ancora più famigerata “ragnatela” in cui è stata stretta la Città stessa. Ecco di chi è la colpa! E la Città, rifiutando di assistere ad occhi aperti all’incubo da poco iniziato, si rituffa nel sonno profondo ricordando gli effimeri fasti del passato e volontariamente dimenticando le vergogne del presente ed, ancora di più, del futuro che di roseo non sembra aver proprio nulla. Dormi Reggio, dormi ancora e non ti lamentare più di qualcosa che Tu hai consentito che accadesse. E, mi raccomando, il 15 ed il 16 maggio prossimi, vai pure a votare ma non piagnucolare se le promesse ed i proclami che molti ti faranno saranno disattesi nel post-elezioni. Non piagnucolare semplicemente perché, mia adorata Reggio, di essi ne sarai “complice”. Nelle foto: nelle prime due, via D. Tripepi e via D. Tripepi prolungamento; nella seconda coppia, via Cardinale Portanova (rispettivamente, accanto – si nota alle spalle dei cassonetti – a Palazzo “Campanella” sede del Consiglio Regionale della Calabria ed a 50 metri dallo stesso); nel terzo accoppiamento, via Aschenez (cuore pulsante della Città); poi ancora via Magna Grecia (con alle spalle la bellissima chiesa del Crocefisso) ed, infine, via Sott’Argine Calopinace (una decina di metri prima del confine tra Centro Storico e Sesta Circoscrizione). Dormi Reggio, dormi! *Il riferimento e l'accostamento al capoluogo partenopeo è solo ed esclusivamente riferibile alla nota "emergenza rifiuti" dei tempi scorsi.

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Reggio Calabria: ordigno esplosivo a bordo, arrestato dai Carabinieri

Nella giornata di ieri 22 marzo i Carabinieri della Stazione di Rione Modena hanno tratto in arresto Caracciolo Giorgio, 42 anni, carpentiere, incensurato, perché accusato di detenzione illegale di materiale esplodente. Nel pomeriggio di ieri, a seguito di un’attenta attività infoinvestigativa, i carabinieri della Stazione Rione Modena hanno fermato e poi perquisito una Audi A4 condotta dal Caracciolo nei pressi nel lungomare di Catona. Le ricerche dei militari all’interno dell’autovettura hanno avuto l’esito sperato in quanto è stato rinvenuto, sotto il sedile lato guida, un sacchetto in cellophane alquanto sospetto.

All’interno dell’involucro era custodito, infatti, un ordigno esplosivo artigianale di forma ovale (nella foto), di dimensioni cm 8 x 15, con miccia a lenta combustione della lunghezza di circa un metro e mezzo. Il ritrovamento dell’ordigno ha richiesto l’intervento dell’artificiere che permetteva di accertarne il contenuto, costituito da circa 700 gr. di polvere pirica, e di verificare l’idoneità dell’artifizio all’immediato utilizzo da parte del detentore. L’ordigno era, in sostanza, già pronto per essere “piazzato” e provocare quindi seri danni a cose o a persone. Il soggetto è stato quindi tratto in arresto con l’accusa di detenzione illegale di materiale esplodente ed è stato associato alla Casa Circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell’autorità giudiziaria mentre proseguono le indagini dei Carabinieri volte a stabilire la possibile destinazione dell’esplosivo.

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Reggio Calabria: l’Arma ne arresta 4 per detenzione di arma abusiva e possesso dii sostanza stupefacente ai fini dii spaccio

Nella giornata di ieri i carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria hanno tratto in arresto Stellitano Pietro, di anni 62, pregiudicato, sua moglie Rodà Antonia di anni 67 ed il figlio di questi ultimi Stellitano Domenico, di anni 33, pregiudicato, con l’accusa di detenzione in concorso di arma clandestina e ricettazione. I militari delle Stazioni Rione Modena e Catona hanno effettuato nella prima mattinata una perquisizione presso l’abitazione del nucleo familiare nel quartiere Modena. Alla richiesta di consegnare eventuali armi od oggetti illegalmente detenuti, la donna tentava di allontanarsi prelevando un oggetto dal comodino della camera da letto che poi gettava con disinvoltura nel cestino della spazzatura.

Il gesto non poteva passare inosservato: l’oggetto infatti era una calza da uomo contenente una pistola semiautomatica 7,65 con matricola abrasa e completa di 6 colpi (nella foto insieme alla cocaina sequestrata in altra operazione), repertata e sequestrata dai militari che hanno proceduto all’arresto dei tre familiari conviventi. I tre sono stati associati alla Casa Circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Sempre nella stessa mattinata I carabinieri delle Stazioni di Rione Modena e Catona hanno proceduto all’arresto di Quartuccio Diego, classe ’80, con precedenti per stupefacenti, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La perquisizione domiciliare avvenuta contestualmente alla precedente, sempre nel quartiere Modena, ha portato al rinvenimento nell’armadio della camera da letto dell’abitazione del Quartuccio di un pezzo unico di sostanza stupefacente del tipo “cocaina” corrispondente a 40 grammi. Nel giubbotto dell’uomo è stata invece rinvenuta una singola dose della medesima sostanza. L’uomo è stato tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti per essere tradotto in Tribunale per il rito direttissimo.

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Crotone: Gennaro Cannavacciulo in “Volare – Omaggio a Domenico Modugno”

Gennaro Cannavacciuolo (nella foto) sarà al Teatro Apollo di Crotone il 1° aprile 2011 alle ore 20:30, nel recital “Volare – Omaggio a Domenico Modugno”. Organizzata da Rete Imprese Italia, dall’Aeroporto Sant’Anna e patrocinata dalla Camera di Commercio di Crotone, la serata andrà a sostegno dell’orfanotrofio di Crotone. Il prezzo del biglietto è stato fissato a euro 10 e può essere ritirare presso il botteghino stesso del “Teatro Apollo”. Per gruppi superiori a 10 persone, si consiglia il ritiro presso la Confcommercio, Piazza Ciliberto 30.

Definito dalla critica “un autentico gioiello”, lo spettacolo dal titolo “Volare” è tutto dedicato a Domenico Modugno: un tuffo emozionante nella storia della grande canzone italiana. Nella prima parte, via con le canzoni dialettali e macchiettistiche, da “O ccafè” a “La donna riccia”, da “La cicoria” e “U pisci spada”, alla più famosa “Io mammeta e tu”; fino ai monologhi teatrali e al suggestivo dialogo tra madre e figlia tratto dalla commedia musicale “Tommaso D’Amalfi” di Eduardo de Filippo, eseguito con l’apporto della voce registrata di Pupella Maggio che volle dare il suo contributo proprio a questo spettacolo. Nella seconda parte da atmosfera brechtiana, largo alle canzoni d’amore più famose lanciate da Modugno come “Vecchio frac”, “Tu si na cosa grande”, “Resta cu mme” e così via sino all’ormai inno nazionale “Nel blu dipinto di blu”, cantato e danzato a mo di Tip Tap alla maniera di Fred Astaire. Uno spettacolo coinvolgente ed interattivo, applaudito dalla critica più esigente, che propone un alternarsi sottile di momenti comici e di alcuni più melanconici, di aspetti gioiosi e di suggestive evocazioni poetiche; uno spettacolo in cui Gennaro Cannavacciuolo miscela il pathos di Di Giacomo al realismo triste-ironico di Eduardo, approdando con successo ad una comicità teatral-musicale dai mille volti.

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Giffone (RC): inchiodato dal DNA, arrestato per furto in abitazione ed armi

Questa mattina i Carabinieri del NORM della Compagnia di Taurianova, e quelli della Stazione di Giffone (nella foto), hanno tratto in arresto F. M., ventunenne residente nel piccolo centro aspromontano, poiché ritenuto responsabile di un furto in abitazione durante il quale vennero trafugati diversi preziosi e vari fucili da caccia.  I fatti per i quali i militari hanno proceduto risalgono alla fine dello scorso mese di ottobre, quando una famiglia residente da anni a Giffone è stata costretta a trasferirsi per un breve periodo in una località del nord Italia. L’abitazione rimasta incustodita per alcuni giorni è stata subito presa di mira, anche perché la circostanza del soggiorno al nord della famiglia era di dominio pubblico, tanto che i responsabili del delitto hanno potuto agire in maniera indisturbata, certi che nessuno li avrebbe potuti sorprendere durante l’attuazione dei loro propositi delittuosi.

I malviventi, dopo aver guadagnato l’accesso all’immobile tramite l’effrazione di una finestra, riuscirono a rubare diversi gioielli, per un valore complessivo di oltre 5.000,00 Euro e 4 fucili da caccia, risultati essere tutti regolarmente detenuti. Una parente delle vittime, resasi conto che l’abitazione era stata rovistata, ne dato immediatamente notizia ai Carabinieri della Stazione di Giffone, che fecero subito partire una serie di accertamenti preliminari. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi, che si sono protratte sino all’emissione della misura cautelare, hanno consentito di raccogliere una serie di elementi circostanziati, dai quali si desume il coinvolgimento della persona destinataria dell’ordinanza di custodia in carcere. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Palmi, raccoglie tutti gli accertamenti effettuati, alcuni dei quali molto complessi, tra cui l’estrazione del DNA da tracce biologiche lasciate sulla scena del delitto dal malfattore, che hanno dimostrato in maniera univoca le responsabilità dell’odierno indagato. Allo stato sono ancora in atto delle indagini finalizzate a capire l’eventuale canale attraverso il quale le armi potrebbero essere state immesse sul mercato clandestino. La persona arrestata è stata reclusa nel carcere di Palmi, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

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Reggio Calabria: mezzo kg di hashish negli slip, tre arresti

Nella serata di sabato i carabinieri della Stazione Modena hanno tratto in arresto Romeo Alberto (nella foto), di anni 56, disoccupato, pregiudicato, Morabito Giuseppe (nella foto) 30 anni, e Morabito Paolo (nella foto), 20 anni disoccupato, incensurato. I militari, impegnati nell’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno proceduto nella serata di sabato ad un appostamento in una zona già teatro di precedenti operazioni. In particolare, nella zona della rotonda di Gallico, hanno tenuto d’occhio due autovetture con a bordo i tre pregiudicati che sono giunte assieme in una traversa isolata.

I tre sono scesi in strada, si sono parlati e poi si sono divisi, con il Romeo che rimaneva in atteggiamento di attesa e gli altri due che svolgevano una sorta di sorveglianza della strada. Bloccati i tre, i carabinieri hanno proceduto a perquisizione: il Romeo è stato trovato in possesso di 500 grammi di hashish (5 panetti) negli slip. Lo stesso era giunto a bordo di autovettura di proprietà del Morabito Giuseppe. I cellulari sequestrati al momento del controllo hanno fatto emergere i contatti telefonici all’interno del terzetto contestuali ai loro movimenti. Tutti e tre i soggetti sono stati tratti in arresto per detenzione si fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il loro ruolo potrebbe essere quello di corrieri incaricati della consegna dello stupefacente ad altri complici. L’arresto è stato convalidato questa mattina presso il Tribunale di Reggio Calabria. Nell’ambito dell’udienza il Giudice ha disposto la misura cautelare del carcere per Romeo e Morabito Giuseppe, mentre Morabito Paolo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

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Serie Bwin, XXXII^ giornata: Empoli-Reggina 1-0

Empoli-Reggina: 1-0. Empoli (4-3-2-1): Pelagotti; Marzoratti, Tonelli, Stovini (c) e Gorzegno; Moro, Valdifiori e Nardini (dal 77° Fabbrini); Musacci (dall’81° Signorelli) e Forestieri (dal 73° Saponara); Coralli. In panchina: Handanovic, Mori, Gotti e Laurito. All.: Aglietti. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Costa ed Acerbi; Laverone (dal 77° Sarno), Rizzo, N. Viola (dal 73° Montiel), De Rose (dal 64° Campagnacci) e Rizzato; A. Viola e Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Cosenza, Castiglia e Zizzari. Arbitro: Massa di Imperia. Assistenti: Vuoto e Paganessi. Quarto uomo: Irrati. Marcatore: Forestieri (nella foto) al 61°. Ammoniti: Costa al 19°, Moro al 57° e Forestieri al 68°. Corner: 1-4. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Note. Atzori schiera una formazione assolutamente inedita causa squalifiche (Colombo), infortuni (Tedesco e Barillà) ed anche scelte tecniche. Al “Castellani” si affrontano le due squadre più giovani dell’intero campionato (allenatori compresi). Empoli e Reggina sono, ancora, le due squadre della serie cadetta con più giocatori provenienti dal proprio vivaio: 11 quelli empolesi e 10 i reggini. Alfredo Aglietti festeggia stasera le 100 panchine in campionati professionistici.

Cronaca e commento. Primo tempo. La gara inizia con i padroni di casa in avanti e, di concerto, con gli ospiti amaranto a difendersi ed a cercare di prendere le misure agli avversari. Ciò che caratterizza i primi 3 minuti di gara, purtroppo, sono due indecisioni di Adejo che, prima, serve un compagno sbagliando misura e, poi, manda di testa in corner, in maniera del tutto gratuita, un cross che nulla avrebbe avuto da pretendere. All’11° si vede la Reggina pericolosamente in area toscana. Laverone s’invola sulla destra, palla all’indietro per De Rose che lancia in verticale Bonazzoli. Cross rasoterra di quest’ultimo che, però, non trova nessun compagno pronto in area a battere a rete. Al 13° risponde l’Empoli. Coralli per Forestieri che entra in area sul versante sinistro, dribbling a rientrare che lascia di stucco Adejo e tiro sul palo più vicino. La posizione è troppo defilata e la palla termina sull’esterno della rete alla destra della porta difesa da Puggioni. Al 15° è ancora Empoli. Cross di Marzoratti per Coralli, la difesa amaranto non riesce a liberare prontamente ed è costretto il portiere Puggioni ad uscire con i piedi ed a liberare con decisione. Al 18° il primo tiro della partita nello specchio della porta è dell’empolese Moro che, approfittando di un’uscita a vuoto di Costa (stranamente mandato in campo da Atzori al centro della difesa e, quindi, preferito a Cosenza lasciato in panchina) da fuori area, calcia bene ma non sorprende Puggioni attento e ben piazzato. Fase di gara abbastanza equilibrata con entrambe le formazioni che sbagliano molto vuoi anche per il pressing che tutti e due gli allenatori ordinano ai 22 in campo facendo meglio, evidentemente, più in fase di “non possesso” che in quella di costruzione. Occasioni per gli amaranto al 31°. N. Viola lancia in verticale per Rizzato che riesce a tenere in campo il pallone servendo al centro dell’area Bonazzoli. Il capocannoniere amaranto arriva all’impatto con la palla di sinistro scoordinato e manda il pallone altissimo sulla traversa della porta di Pelagotti. Al 34° Bonazzoli ci riprova in maniera improvvisa da un trentina di metri cercando di sorprendere il portiere di casa, Pelagotti recupera la posizione e devia in corner con il pallone che acquista pericolosità perché rimbalza proprio ad un metro dal portiere. Al 37° ancora Reggina con A. Viola che mette al centro in area dove Bonazzoli non arriva e da dietro spunta De Rose anticipato di un soffio da Gorzegno che allontana. Al 43° risponde l’Empoli. Forestieri recupera il pallone sulla linea laterale grazie ad uno stop a seguire di pregevole fattura che lascia inchiodato il reggino deputato alla sua marcatura e s’invola sulla sinistra. In area c’è Coralli ma è in evidente posizione di fuorigioco e Forestieri temporeggia a servirlo quel tanto che basta alla difesa amaranto per recuperare e, quando lo fa, a difesa schierata, lo stesso Coralli resta sorpreso e non trova di meglio da fare che rimproverare, urlando, il suo compagno reo di non averlo servito prima. Il primo tempo finisce qui. Al 44° ci prova ancora da fuori area Bonazzoli con un sinistro che impegna severamente Pelagotti costretto a deviare volando alla propria destra. Secondo tempo. Al 46° subito una palla-goal per l’Empoli grazie a Coralli che appoggia a Musacci al centro dell’area con quest’ultimo che chiude il triangolo con il compagno che, però, non è pronto a ricevere e l’azione sfuma con la palla sul fondo. Al 54° ci prova ancora l’Empoli con Musacci che, da fuori, calcia “a giro” d’interno destro mandando il pallone sul fondo non di molto alla sinistra di Puggioni che sembrava, comunque, ben piazzato. Al 61° i padroni di casa passano in vantaggio. Palla in verticale per Coralli che, spalle alla porta, protegge la palla dagli attacchi poco convinti dei difensori reggini e serve Forestieri che, dopo aver messo a sedere Adejo, si presenta da solo davanti a Puggioni e lo batte con un tiro alla sua sinistra. Prescindendo dall’azione empolese, eccellente e fruttuosa, è grave la disattenzione della retroguardia amaranto che, nello spazio breve, concede a Coralli ed a Forestieri di fare tutto quello che vogliono con eccessiva calma. Atzori non perde tempo ed effettua il suo primo cambio: al 64° entra l’attaccante Campagnacci (colui che lo stesso tecnico reggino rimpianse per non averlo avuto a disposizione – infortunato – 8 giorni fa nella gara contro l’ultima in classifica Triestina) ed esce il centrocampista De Rose. Chiaro l’intento del tecnico di dare maggiore peso in attacco alla sua squadra. Al 69° Reggina pericolosa. Calcio di punizione da destra calciato da N. Viola con palla al centro dove Stovini spizzica e palla che passa tra Acerbi e Rizzato ad un metro dalla porta senza che nessuno dei due amaranto riesca ad impattarla dirigendola verso la porta dei padroni di casa. La Reggina prova a reagire, dopo 7 turni senza sconfitte non vuole interrompere la serie positiva e, soprattutto, non vuole perdere terreno nella corsa ai playoff. Al 73° Atzori ed Aglietti fanno ricorso ai cambi: il tecnico amaranto “riesuma” Montiel e lo manda in campo al posto di N. Viola ed Aglietti risponde togliendo l’autore del goal Forestieri a beneficio di Saponara. Nemmeno il tempo di riprendere il gioco che i due allenatori, al 77°, attingono ancora alle proprie panchine: Atzori fa esordire Sarno togliendo Laverone – finendo i cambi a disposizione – ed Aglietti fa uscire l’ex Nardini per Fabbrini – con un cambio ancora da poter effettuare -. La partita sembra non cambiare molto con la Reggina in campo con 4 attaccanti (Bonazzoli, A. Viola, Campagnacci e Sarno), ma con l’Empoli che, acquisito il vantaggio, sembra essere più tonico. Aglietti all’81° cambia ancora: entra Signorelli ed esce Musacci. La Reggina arranca e prova a stringere i denti protesa alla ricerca del pareggio. All’85° Montiel calcia una punizione che nessuno dei suoi compagni sfrutta a dovere pur il pallone essere entrato in area pericolosamente prima che il portiere di casa se ne impossessi. La Reggina preme sfoderando impegno ed abnegazione, ma non basta. L’Empoli è ben schierato dall’ottimo Aglietti ed oltremodo attento a non sprecare il vantaggio acquisito. Ci prova Montiel da distanza siderale, ovviamente senza creare preoccupazioni. All’88° la Reggina va in rete con Acerbi, ma l’arbitro fischia un attimo prima su segnalazione del suo primo assistente Vuoto per fuorigioco di due amaranto tardivi a rientrare ma non di Acerbi, in posizione quantomeno dubbia se non proprio regolare. Siamo al 90° ed il quarto uomo Irrati alza la lavagna luminosa che, inesorabile, segnala 3 minuti di recupero in forza dei 6 cambi effettuati nel secondo tempo. La gara scivola via tra l’entusiasmo legittimo dei padroni di casa e la forza della disperazione dei reggini. Al 92° Coralli sciupa la più facile delle occasioni spedendo al lato di piatto destro la palla del raddoppio. Il risultato non cambia e l’Empoli batte con merito gli amaranto al termine di una gara tesa e ben giocata dai padroni di casa. Ad Atzori ed ai suoi uomini non resta che incamerare la sconfitta, stoppare la serie positiva a 7 gare ed augurarsi che domenica prossima alle 20.45, allorquando al “Granillo” arriverà il Livorno dell’ex Novellino, torni a suonare ben altra musica se vorrà davvero cullare sogni di gloria che si chiamano playoff e, quindi, lotta per la A.

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Serie Bwin, XXXII^ giornata: Empoli-Reggina (probabili formazioni e note)

Empoli (4-3-2-1): Pelagotti; Marzoratti, Tonelli, Stovini e Gorzegno; Moro, Valdifiori e Nardini; Musacci e Forestieri; Coralli. In panchina: Handanovic, Mori, Gotti, Signorelli, Saponara, Laurito e Fabbrini. All.: Aglietti (nella foto). Reggina (3-5-2): Puggioni; Costa, Cosenza ed Acerbi; Bernardi, Castiglia, Montiel, De Rose e Rizzato; A. Viola e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Adejo, N. Viola, Laverone, Sarno, Zizzari e Campagnacci. All.: Atzori. Arbitro: Massa di Imperia. Assistenti: Vuoto e Paganessi. Quarto uomo: Irrati. Note. La Reggina. Quello di sabato scorso è stato il primo pareggio al “Granillo” contro la Triestina dopo 2 vittorie ed una sconfitta. Rimane a +5 il vantaggio sulla settima (con il Vicenza sempre con una partita in meno che recupererà domani ad Ascoli), ma sale a +3 lo svantaggio dalla quarta mentre resta a -8 quello dalla terza. La squadra di Atzori vanta un -5 sul girone di andata in cui, in questa fase, aveva conosciuto il miglior rendimento. La striscia positiva assoluta sale a 7 eguagliando la precedente (in questo caso ci sono 7 pareggi su 11 partite).

Giacomo Tedesco, nella sfortunata per lui partita con la Triestina, con 155 presenze sale sul podio virtuale dei primi tre giocatori per numero di presenze tra A e B, affiancando Franceschini (in questa stagione, potrebbe diventare terzo da solo, essendogli impossibile raggiungere Giacchetta che è secondo con 172 presenze). Chiristian Puggioni ha tagliato il traguardo delle 50 presenze in amaranto. Quello di sabato scorso è stato il pareggio numero 11 in stagione, di cui ben 7 nelle ultime 11 giornate. La Reggina ed il Modena a quota 8 sono le due squadre che hanno pareggiato di più in casa. L’attuale media punti, 50,7, porterebbe ad un finale di 63 punti. Nell’anno solare 2011 la classifica vede in testa il Piacenza con 23 punti, ultimi Padova e Torino con 9 mentre la Reggina è al settimo posto con  16 punti. Tra le squadre in zona playoff hanno fatto meglio solo l’Atalanta (21) ed il Siena (20). Alla vigilia della gara d’andata la Reggina era a +2 rispetto all’Empoli mentre oggi è a +7. Giocherà in trasferta per la quarta volta di lunedì. In precedenza: vittoria a Cesena (0-1 con goal-vittoria di Nicolas Viola) e pareggio a Piacenza (0-0) durante lo scorso campionato e sconfitta a Novara (3-1 con reti di Scavone, Bertani, Cosenza e Gonzalez) in questa stagione. La storia delle partite in Toscana inizia in serie C il 28.01.1979, con l’unica vittoria esterna della Reggina per 1-0 con goal di Pianca. Ancora in C: 0-0 l’01.06.1980, sconfitta per 1-0 il 06.01.1983 (rete di Piccioni) ed ancora un pareggio per 0-0 il 19.02.1995 (stagione che culminò con il ritorno in B degli amaranto primi con ben 10 punti di vantaggio sull’Avellino giunto secondo in classifica). In B si inizia l’08.01.1989 con una secca sconfitta amaranto per 3-0 grazie alla tripletta di Baiano, poi ancora una sconfitta, il 04.05.1997, per 1-0 per l’Empoli (rete di Cappellini), ennesima sconfitta il 17.03.2002 per 2-1 (reti di Di Natale, momentaneo pareggio di Vicari e goal decisivo di Mirri) ed un’altra sconfitta per 2-0 il 07.11.2009 (reti di Marianini e Capelli). In A, invece, 3 pareggi (l’1-1 del 14.09.2003 con goal di Mozart e Di Natale, il “famigerato” 3-3 del 20.05.2007 (allorquando la squadra di Mazzarri, sotto per 3-0 alla fine del primo tempo per i goal di Vannucchi, Moro ed ancora Vannucchi, recuperò il risultato grazie alla rete di Vigiani ed alla doppietta, appunto, di Amoruso nella stagione del -15 trasformato, poi, in -11 iniziale del post-Calciopoli con la Reggina salva all’ultima partita dopo la vittoria casalinga per 2-0 – reti di Amoruso ed Amerini – contro il Milan, ed ancora 1-1 il 12.01.2008 grazie al vantaggio amaranto con Ceravolo ed al pareggio di Saudati) e 2 sconfitte (4-2 il 17.11.2002 con tripletta dell’attuale capocannoniere in serie A Di Natale e goal di Rocchi e, per gli amaranto, reti di Nakamura e Vargas ed il 3-0 del 05.11.2005 con reti di Riganò, Tavano e Vannucchi). L’Empoli. La squadra di Alfredo Aglietti è dodicesima in classifica con i suoi 40 punti frutto di 9 vittorie, 13 pareggi (solo il Modena ha pareggiato di più) e 9 sconfitte. Ha messo a segno 33 reti e ne ha subite 29. Nelle ultime 5 partite ha collezionato una vittoria, un pareggio e 3 sconfitte (di cui una in casa contro il Modena). Non vince dal 26.02.2011. Ha ottenuto 4 rigori a favore (tutti messi a segno dagli avversari) e non gli è stato fischiato alcun rigore contro (è l’unica squadra della serie B a potersi fregiare di questo dato positivo). E’ a -4 sul ruolino di marcia nel girone di andata. Ha avuto uno strano andamento: primo in classifica nel mese di febbraio con 9 punti, è sceso al quartultimo posto a marzo con un solo punto conquistato. Non prende goal da 176 minuti e non segna da 238. L’Empoli in casa. Con 24 punti conquistati tra le mura amiche (frutto di 6 vittorie, 6 pareggi e sole 3 sconfitte rimediate contro Modena, Sassuolo e Portogruaro) è al tredicesimo posto in classifica. Ad Empoli, lo ricordiamo, hanno perso, entrambe per 3-0, sia l’Atalanta che il Siena. Ha realizzato 18 goal e ne ha subiti 10. Nelle ultime 5 giornate casalinghe ha collezionato 3 vittorie, un pareggio ed una sconfitta. I bomber dell’Empoli. Coralli: 15 goal (9 in casa,  4 rigori); Foti 3 goal (2 in casa) e, poi, seguono 5 giocatori a quota 2 (tra questi i due difensori Stovini e Marzorati). Gli ex. Stovini (2 campionati in A con la Reggina ed un gol al Verona per pareggiare il vantaggio di Bonazzoli allora in maglia scaligera), Nardini (291 minuti con la Reggina in A) ed il tecnico Aglietti (da calciatore con gli amaranto, dal 1994 al 1996, con 38 reti è al decimo posto nella classifica marcatori della Reggina di tutti i tempi  – Bercaric è primo con 75 reti – ma è un decimo posto che potrebbe essere insidiato da Bonazzoli, oggi a 34 reti. Gli allenatori. Atzori ed Aglietti hanno un solo precedente ed è quello dell’andata terminato 0-0. L’arbitro. Sarà Davide Massa di Imperia coadiuvato dagli assistenti Vuoto e Paganessi e dal quarto uomo Irrati. Massa vanta 2 presenze in A con debutto il 23.01.2011 in Fiorentina-Lecce mentre in B sarà alla quindicesima con 7 rigori decretati e 4 cartellini rossi estratti fin’oggi. Con la Reggina ha come precedenti 2 vittorie per i reggini (con il Portogruaro ed a Frosinone) mentre ha diretto una sola volta l'Empoli (vincitore a Grosseto).

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A Reggio Calabria l’Assemblea Generale dell’Istituto per la Famiglia – Praticò: “I quattro pilastri sono famiglia, scuola, chiesa e sport”

Al Centro Civile Sociale “Alfonsi Ciprioti” di Arghillà a Reggio Calabria, si è tenuta l’Assemblea Generale dell’Istituto per la famiglia (Ipf). L’Istituto è la più grande organizzazione di volontariato e protezione civile nazionale di Reggio Calabria, nato nel 1994 per volontà di Gilberto Perri. I rappresentanti delle 375 sezioni zonali e i loro delegati hanno deliberato sulla relazione di fine anno, sul bilancio delle attività sociali ed, infine, approvato il regolamento di protezione civile. L’associazione, che conta più di 3000 iscritti, è impegnata nella costruzione di un Centro per il Volontariato e la Protezione Civile a Concessa di Catona, nel reggino, che diventerà punto di riferimento e di coordinamento per l’azione dei volontari. Il presidente Demetrio Amadeo ha dichiarato che “l’assemblea generale dell’Ipf è occasione per fare un bilancio degli obiettivi raggiunti in tema di assistenza alle famiglie e ai bisognosi, ma anche per confrontare esperienze e problematiche di un settore che è diventato fondamentale nel panorama spesso desolato dei servizi al cittadino che dovrebbero essere garantiti dallo Stato”.

L’associazione, infatti, è riuscita quest’anno ad assistere circa 1300 famiglie, garantendo 31000 pasti, senza alcuna sovvenzione pubblica. In proposito, sono stati premiati quanti, con il loro aiuto, hanno consentito a non far mancare letteralmente il cibo sulle tavole di tante famiglie in difficoltà. Al loro altruismo l’Ipf ha dedicato il premio “Cuore Buono Ipf” con l’attestato di riconoscimento di “Donatore allegro 2011”. La sessione pomeridiana ha ospitato un convegno dal titolo “Sviluppo Sociale, Etica e Legalità”, moderato dalla portavoce dell’Azione Cristiana Umanitaria, Maria Ieracitano, al quale sono intervenuti il Viceprefetto di Reggio Calabria, Demetrio Martino, sul tema “La legalità come strumento di sviluppo sociale”; il presidente del CSV dei Due Mari, Mario Nasone, su “Volontariato: donarsi per il bene comune”; il direttore dell’Ufficio Ecumenico, Diocesi di Reggio Calabria – Bova, Enzo Petrolino, su “Etica cristiana ed etica laica a confronto”; il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, sul tema “Sport e socializzazione”, ed il presidente dell’associazione A.P.I.CI., Franco Lento, sul tema “L’importanza dell’etica per la stabilità delle leggi che regolano il convivere civile” ed, infine, il consigliere comunale e presidente della Commissione Lavoro – Cooperazione – Risorse UE, Massimo Ripepi, sul tema “La socialità di giustizia”. Il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto), nel suo intervento ha voluto, innanzitutto, ringraziare Massimo Ripepi per l’invito ed ha ricordato la figura di Gilberto Perri “grande uomo con un forte spirito di servizio e capace di trasmettere serenità alla gente che lo circondava”. “Mi fa piacere – ha detto – che tanta gente lo ricorda e lo cita con grande affetto e stima”. Nel suo intervento, Praticò, ha evidenziato l’importanza dell’attività sportiva che tanto ha a che vedere con il sociale, l’etica ed il rispetto delle legalità, “valori fondamentali nello sport, i quali, attraverso il gioco, possono essere trasmessi ai giovani”. “I tre pilastri – ha continuato – fondamentali nella vita di ognuno sono la famiglia, la scuola e la Chiesa. Mi permetto, in punta di piedi, di aggiungervi lo sport. I valori che si apprendono in famiglia vengono rafforzati a scuola e consolidati attraverso la fede. Gli oratori, un tempo, primo approccio sportivo per i giovani, col passare degli anni, hanno perso quel ruolo di punto d’incontro che oggi viene ricoperto da piazze virtuali, immorali quanto sedentarie”. Il presidente ha, poi, parlato di volontariato nell’attività sportiva dicendo che “un ruolo fondamentale per la trasmissione di alti valori viene svolto da tecnici e dirigenti ma è sempre più difficile trovarne nuovi come, ancora, più difficile e scarsa è la presenza di strutture che possano ospitare degnamente l’attività sportiva. La crisi economica ha, inevitabilmente, coinvolto anche il mondo dello sport e spesso tecnici e dirigenti, per sostenere l’attività, devono mettere le mani in tasca, ma sono sempre di meno quelli che si spendono volontariamente per amore dello sport e dei ragazzi. Di fronte a questa grave situazione, poi, le istituzioni sono assenti. Un esempio, in Calabria, è stata l’approvazione della Legge regionale per lo sport per la quale abbiamo dovuto attendere ben venticinque anni per ottenerne un rinnovo utile ed adeguato”. “Il Coni – ha continuato Praticò – per far fronte alla bassa percentuale di giovani che si avvicinano allo sport sta rivalutando ogni possibilità di approccio con i ragazzi e sta coinvolgendo sempre più il mondo della scuola. Con essa il Coni organizza tre importanti manifestazioni sportive durante l’anno (Giocosport, Giochi della Gioventù e Giochi sportivi studenteschi) e dal 2010 ha stanziato 5 milioni di euro per un progetto di alfabetizzazione motoria negli istituti primari. È importante che i ragazzi vengano educati il prima possibile all’attività sportiva e recenti studi dimostrano che fare sport migliora le qualità di apprendimento perché allena il cervello a lavorare sotto sforzo. Lo sport, inoltre, educa e forgia i giovani che diventeranno, inevitabilmente, uomini migliori perche esso è sinonimo di rispetto nei confronti delle regole, dell’avversario e di se stessi e “fair play” è, appunto, il motto di tutte le discipline. Lo sport, inoltre, rimane l’unica attività che premia il merito e, oltretutto, alimenta e fortifica il valore dell’amicizia”. "Infine – ha concluso il presidente del Coni Calabria – voglio citare un motto coniato dal Coni per i Giochi della Gioventù “Tutti protagonisti, nessuno escluso”. Ciò a significare che lo sport accoglie tutti, bravi e meno bravi: qualcuno diventerà un campione ma tutti si divertiranno”.

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Vivo Valentia: grazie alla Rari Nantes torna la pallanuoto nel capoluogo tirrenico

Prima assoluta ufficiale per la pallanuoto in piscina a Vibo Valentia. Dopo i fasti marittimi di Vibo Marina e Pizzo fino agli anni ottanta, che ha visto tanti praticanti e conosciuto tanti momenti esaltanti, la pallanuoto ricomincia dalla Rari Nantes Vibo Valentia (nelle foto logo ed atleti) e dai campionati giovanili della Fin. Il sodalizio vibonese presieduto da Francesco Palmieri, partecipante ai tornei federali Under 13 e Under 15, domani domenica 20 marzo, fa il suo esordio casalingo ospitando nella vasca della piscina comunale di località Maiata, il Cosenza Pallanuoto. Il programma prevede alle 10,30 la gra tra le formazioni Under 13 e, a seguire, alle 11 quella delle squadre Under 15. In panchina i piccoli vibonesi saranno guidati dal tecnico Mario Baldazzi e seguiti da vicino dal delegato provinciale della Fin Giosi Cretella.

“In questo progetto di rilancio della pallanuoto – spiega Cretella – abbiamo investito tante energie in questi mesi e abbiamo visto crescere l'entusiasmo dei ragazzi e dei genitori per uno sport sano e divertente. Adesso non ci dobbiamo aspettare subito risultati importanti, l'obiettivo è far crescere il gruppo, far maturare i ragazzi, tutti ben al di sotto del limite di età dei rispettivi campionati e quindi con grandi potenzialità di crescita. Devo ringraziare i genitori che affrontano con noi grani sacrifici e la Vibo Nuoto che è venuta incontro alle nostre esigenze per l'utilizzo della piscina”. Grande soddisfazione è espressa anche da Michele La Rocca, presidente provinciale di Alleanza Sportiva Italiana, l'ente di promozione che ha creduto nel rilancio della pallanuoto. “Gran merito va dato a Cretella che ama questo sport in maniera viscerale, ma anche l'Asi crede in questa disciplina tanto da avere affiliate ben due società, la storica Pallanuoto Pizzo e la novità Rari Nantes Vibo Valentia. Faccio un in bocca al lupo a questi ragazzi che si impegnano con grande volontà in uno sport che fino ad un anno fa era tornato nel dimenticatoio, nonostante un passato importante nelle zone marine del Vibonese”. Sono ventuno i giocatori convocati dal coach Mario Baldazzi per l'esordio casalingo contro il Cosenza Pallanuoto, unica formazione femminile regionale, iscritta in un campionato maschile che vede presenti un'altra formazione di Cosenza, Rende, Crotone e Lamezia.

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Reggio Calabria: l’ “Accademia del Tempo Libero” intitola la propria sede ad Umberto Zanotti Bianco

Umberto Zanotti Bianco darà il nome all’Auditorium ed alla Biblioteca del Cipresseto. La sede dell’ “Accademia del tempo libero”, dunque, porterà il nome dell’illustre meridionalista in memoria  dell’intensa attività che, in questi stessi  luoghi, ha portato avanti a favore della nostra città, della  Calabria e delle regioni  del Meridione. E’ stato lo stesso sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe  Raffa, a comunicarlo, intervenendo all’incontro di studio e ricerca organizzato dall’Accademia in collaborazione con il Laborest (Dipartimento PAU) dell’Università  Mediterranea. “Spetta a noi reggini – ha affermato il primo cittadino, preannunciando che la cerimonia di dedicazione avverrà all’atto dell’ormai prossima riapertura della Biblioteca del Cipresseto – non disperdere il grande patrimonio di valori morali e civili lasciatoci da Zanotti, facendo diventare queste strutture un Centro di cultura intenso e partecipato”.

Proprio in sintonia con le affermazioni del  Sindaco, la presidente del sodalizio, Silvana  Velonà,  aveva  introdotto i lavori evidenziando l’impegno e la cura dell’Accademia nella programmazione e nello svolgimento delle molteplici iniziative culturali presso l’Auditorium in questi ultimi cinque anni e  preannunciando la disponibilità del Gruppo giovanile di affiancare e sostenere, con spirito volontaristico, le attività che il Comune avvierà nella Biblioteca del Cipresseto. L’incontro è proseguito con l’intervento di Domenico Pietropaolo (nella foto il primo da sinistra al tavolo dei relatori, seguito da Versaci, Raffa, Velonà, Mollica, Mazzitelli e Bianco) che ha rievocato lo stato dei  luoghi su cui sorgevano i “villini del Cipresseto”, un tempo sede reggina dell’Associazione Nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia (ANIMI), fondata su iniziativa di Umberto Zanotti Bianco all’indomani del terremoto del 1908 per soccorrere e sostenere le popolazioni colpite dal sisma. Pietropaolo ha poi ricordato la figura complessa di Zanotti meridionalista, educatore, filantropo, patriota, archeologo, ed ha messo in risalto il senso assoluto  della concretezza e dell’altruismo che hanno caratterizzato le iniziative  realizzate da questo “missionario laico” in tutto il territorio della provincia reggina, nella lotta all’analfabetismo, nella prevenzione e nell’assistenza sanitaria e nello sviluppo dell’imprenditoria locale. Raccogliendo l’insegnamento che Zanotti ha lasciato alle nuove generazioni e volendo perseguire gli obiettivi di un impegno culturale concreto, il responsabile del gruppo giovanile, Valerio Bascià,  ha  illustrato l’ipotesi, prima annunciata dalla Presidente,  di istituire un Centro studi per affiancare e sostenere l’attività che il Comune intenderà  realizzare presso la Biblioteca del Cipresseto  in un percorso di conoscenza degli intellettuali, meridionali e non, che hanno svolto in Calabria un complesso di  attività finalizzate al riscatto di questa terra. A seguire, Maria Pia Mazzitelli e Alessia Bianco hanno presentato un’iniziativa di collaborazione scientifica tra la Biblioteca Comunale Pietro  De Nava e il Laborest  del Dipartimento PAU dell’Università Mediterranea  volto alla inventariazione, informatizzazione e digitalizzazione del pregiato e, in larga parte inedito, carteggio di Umberto Zanotti Bianco e dell’Animi, un tempo conservato presso lo stesso Cipresseto e ora patrimonio  della Biblioteca Comunale reggina. L’incontro si è concluso con la esposizione del Progetto PON per Africo Antico che è stata svolta da Edoardo Mollica, Responsabile scientifico del Laborest (Dipartimento  PAU) dell’Università Mediterranea,  alla  quale ha preso parte anche il Sindaco di Africo, Domenico  Versaci. Mollica, dopo aver ricordato che le iniziative volte alla scolarizzazione primaria sono state considerate da Zanotti come una delle chiavi strategiche di riscatto e di emancipazione della popolazione locale,  ha illustrato i due ambiti operativi del progetto PON: quello riguardante il  restauro conservativo della Scuola elementare di Africo, fatta realizzare da Zanotti, e quello concernente l’istituzione di una Scuola di formazione professionale per operatori del restauro. Il Sindaco di Africo, Versaci, si è soffermato particolarmente sugli obiettivi del Progetto PON, mettendo in evidenza, soprattutto, quello riguardante la possibilità di recupero e riabilitazione dei giovani  detenuti   ai quali è destinata l’attività della istituendo Scuola di formazione  professionale  in un’area particolarmente  esposta a fattori  di rischio.

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