“Chi è causa del suo mal pianga se stesso”: dal “Modello Reggio” al “modello Pozzi-Ginori”
“Ecco tutti i segreti del metodo Fallara”, “La dirigente modificava a penna i mandati” (Calabria Ora), “I conti erano taroccati. Buco da 170 milioni” (il Quotidiano della Calabria). Sono solo un esempio dei titoli che la stampa odierna dedica all’ennesima pagina buia dell’ultracentenaria storia di Reggio di Calabria. I primi due, sottili ed arguti per chi li sa leggere con altrettanta scaltrezza di chi li ha scritti, “girano” (tutte o quasi) le responsabilità della grave situazione economica in cui versa il Comune reggino addossando (troppo banalmente e superficialmente) alla defunta dirigente dell’Ufficio Finanze, morta suicida nel dicembre scorso, seguendo una “linea” chiara, ferma, decisa ma anche non credibile che sin da subito (nell’estate del 2010) qualcuno dettò. Il terzo, invece, è, a nostro modo di vedere, sicuramente più obiettivo e verosimile rispetto agli altri. La sostanza, però, non cambia. Chi ha detto che “siamo alla frutta” è un inguaribile sognatore. Chi, andando oltre, ha detto che “siamo all’amaro” è ancora un ottimista. Chi, invece, più o meno timidamente, comincia a pensare, rendendosene sempre più conto, che il processo digestivo è non solo iniziato ma anche concluso e che, quindi, “siamo sul Pozzi-Ginori” impegnati nel liberatorio esercizio di eliminazione delle scorie (30 cm sotto di noi), allora, probabilmente, altro non è che realista.
Ciò che da sempre si percepisce, ciò che da sempre “si dice in giro”, ciò che da sempre si legge sui giornali non prezzolati e senza padroni, oggi (ma anche ieri) prende forma e si manifesta corredato da un’onda d’urto di magnitudo elevatissima. Reggio di Calabria è, da sempre, foriera di regalìe, strani permissivismi e particolari immobilismi. Ma ciò che ci chiediamo ha del semplice e del complesso al tempo stesso: ci si accorge solo oggi di ciò che è successo e, probabilmente, succede? Possibile che, noi reggini, siamo stati e siamo ancor oggi degli emeriti cretini tali da non capire nulla? Oppure, com’è che siamo stati tanto ingenui (è un eufemismo) da credere che tutto l’oro luccicasse e che i nostri politicanti fossero tutti novelli Babbo Natale? Dove eravamo, noi reggini, quando la nostra Città, una delle ultime in classifica circa il reddito pro-capite più basso d’Italia (d’Europa e del Mondo, aggiungiamo), da “Cenerentola” si tramutò in “Principessa”? Chi aveva in mano la bacchetta magica? Possibile che ci siamo lasciati prendere per i fondelli subendo passivamente e senza nemmeno porci la domanda “da dove sono spuntati fuori tutti ‘sti soldi”? E certo, perché per vivere 8 anni da leoni, dopo averne vissuti decine da pecora (e doverne vivere chissà quanto altri ancora da c…ni), non basta solo una “buona Amministrazione”. Serve, soprattutto, il vil denaro (che tanto “vil” non è tant’è che molti lo inseguono all’insegna del motto secondo cui “il fine giustifica i mezzi”, sempre e comunque). Abbiamo sempre sostenuto (dimostrandolo con i fatti: il nome, prima fortemente voluto, e poi, finalmente, dato a questo periodico online altro non è che una testimonianza seria, reale ed ineluttabile di quanto sosteniamo) che la nostra Città, Reggio di Calabria (sì, perché è così che si chiama), sia “bella e dannata”. Oggettivamente, credendo di non far torto a nessuno (e se qualcuno si offende poco ci importa), è paesaggisticamente, climaticamente e geograficamente la più bella dell’intera regione (e fors’anche di moltissime altre città italiane). Altrettanto oggettivamente, però, è “dannata”. Una “dannazione” non per volontà (diretta) Divina, ci mancherebbe, ma evidentemente per uno strano scherzo del destino giocato a Darwin ed alla sua “teoria sull’evoluzione della specie”. Siamo, noi reggini, forse l’esempio più lampante di come, fallita l’evoluzione da generazione in generazione, non solo non ci sia stata una stasi rispetto al modo di pensare e di vivere proprio dei nostri genitori, ma addirittura ci siamo involuti rispetto a quella che qualcuna, politicamente parlando, definì “la prima repubblica”. Innamorati fino allo stremo della nostra Reggio di Calabria, ossequiosi di essa ogni istante delle nostre giornate (non solo a parole come i più), siamo, anche, i suoi più leali denuncianti le innumerevoli contraddizioni di cui certo non si priva. Una su tutte, evitandovi un’enciclica su tutto ciò che è scontato, è l’aver lei partorito (anche) una parte (buona o scarsa che sia) di reggini che da essa non si sono soltanto nutriti, ma hanno esagerato fino a prosciugarla, dissanguarla fino all’ultima goccia. La situazione di Reggio di Calabria, oggi, altro non è che questa. Una Città meravigliosa ma deturpata, vessata, saccheggiata, schernita, impoverita ed abusata dai suoi stessi figli. Non crediamo più, da tempo ormai, né nella politica né tantomeno nei politicanti di oggigiorno. In sostanza, non li riteniamo meritevoli della nostra fiducia. Nessuno! A “destra” o “sinistra” (ammesso che esistano ancora “destra” e “sinistra” e che non sia, invece, tutto riconducibile ad un’unica “pastetta”), non crediamo ci sia qualcuno migliore di qualcun altro. La sensazione più forte che abbiamo avvertito stamane, leggendo i quotidiani, non è stata quella di sorpresa (e perché mai notizie del genere potrebbero o dovrebbero sorprenderci?), bensì quella della mortificazione. Si, ci siamo sentiti mortificati nel nostro intimo. In una di quelle cose a cui teniamo di più: la nostra Regginità! Siamo ben oltre la quarantina, abbiamo vissuto periodi bui della nostra amata Reggio di Calabria. Troppo piccoli, allora, per assistere con cognizione di causa ai “Moti di Reggio”, abbiamo letto i libri che raccontano le gesta dei nostri genitori a difesa della propria Città. Ricordate? Qualche rigo addietro davamo un cenno di come la “teoria dell’evoluzione della specie”, a Reggio, sia diventata quella “dell’involuzione”. Ecco, chi di voi, come noi, ha letto la storia dei “Moti” non avrà difficoltà alcuna a capire come quella generazione era fatta di tutt’altra pasta rispetto a quella attuale. Non che, adesso, con questo Editoriale, stiamo inneggiando alla sommossa (ci mancherebbe), ma l’esempio ci è utile per dare il senso di come stavano e di come stanno le cose. 41 anni addietro, i Reggini scesero in piazza per difendere la loro Città dal “furto” del capoluogo di regione. Non ebbero paura di sfidare lo Stato presente in città con i cingolati ed andarono dritti incontro ad arresti, esili e perfino alla morte. “I tempi son cambiati”, direbbero i ben pensanti. Ma perché, quello che leggiamo sulle pagine di cronaca dei quotidiani, non è anche un “furto” perpetrato ai nostri danni? E se lo è (come lo è) è meno grave di quello relativo al capoluogo? Chi (chiunque sia stato non c’interessa) è stato l’autore del “furto” odierno è meno colpevole dei responsabili di allora? Il “derubato” è solo la Città o lo siamo, anche, noi Reggini che saremo costretti a rimpinguare le casse del Comune saccheggiato? La parola “comune” è una parola scritta, così, a caso oppure identifica qualcosa che appartiene, volenti o nolenti, a tutti noi? Chi offende la Città, offende solo Reggio o offende anche noi in quanto Reggini? Ancora qualche riga addietro, abbiamo fatto un flebile riferimento alla “prima repubblica”. Anche nel primi anni ‘90, doveva arrivare “Che c’azzecca?” a rivelarci (parte) dei mali dell’Italia oppure le “abitudini” dei politici di allora erano notorie? Oggi come allora, era davvero necessario che arrivasse qualcuno (“Che c’azzecca?” o gli ispettori) a stilare una relazione per spiegarci che Reggio di Calabria è stata derubata, vessata ed offesa? Ecco perché i mali di Reggio non sono causati da un arcano disegno celeste, bensì dalla testa dei reggitani. Siamo proprio sicuri che la “prima repubblica” fosse peggiore della “seconda”? Almeno, i politicanti di allora, facevano ciò che volevano ma lasciavano traccia tangibile del loro passato attraverso lasciti di opere “a futura memoria” utili per la collettività. E quelli di oggi? A parte qualche piazza e qualche fontana, cosa ci rimane di 8 anni di sperperi? Leggiamo oggi di un avviso di garanzia illustre (nella foto un fermo immagine tratto da Sky TG 24). Il fatto nè ci risolleva il morale, né muove in noi sensazioni di appagamento. No, non è questo il nostro stato d’animo. Non siamo contenti e non ridiamo delle disgrazie altrui. La notizia ci ferisce ancor di più della consapevolezza che ci è stato sottratto qualcosa. Ci ferisce perché va dritto all’”orgoglio reggino” che è in noi. Non siamo giustizialisti (nemmeno innocentisti, però), non siamo come quelli che devono per forza trovare un capro espiatorio ed accusarlo di tutto. Le cronache narrano di varie indagini aperte da tempo dalla locale Procura. Non sappiamo che esiti avranno, sappiamo che se anche ci fosse un solo arresto non avrà fallito unicamente lui, ma avremo fallito tutti noi reggini perché, noi, in qualche modo, tacitamente (chi più chi meno) saremo stati in qualche modo suoi “complici”. In che modo “complici”? Metaforicamente “complici”, ovviamente, per aver avuto il grande, immenso torto di aver assistito immobili al furto di ciò che è (era) nostro. Ecco perché siamo tutti “complici”. Uno dei più grandi difetti di noi reggini è il far spallucce e sospirare. Il lassismo imperante. L’attendismo. Troppo impegnati a pensare che la manna ci debba cadere dal cielo mentre, ahinoi, da sotto gli occhi, ci hanno impunemente e senza ritegno alcuno derubati. Ecco perché noi de “Il Reggino”, piccolo periodico online, ci sentiamo offesi dagli ampiamente prevedibili e previsti eventi. Crediamo nella Giustizia (con la G maiuscola) e se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi. Nessun arresto, se mai ci sarà, ci ripagherà del sopruso che abbiamo subito. Nessun eventuale processo ci ripagherà dell’umiliazione che, oggi più che mai, stiamo avvertendo dentro di noi. Nessuna eventuale condanna penale ci ridarà quello che ci siamo lasciati togliere da sotto il naso come degli emeriti c… Sì, perché un popolo che non ha attributi merita di essere colonizzato e non invece di essere padrone del proprio destino. Sveglia Reggio! Sveglia Reggini!
Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti ha concluso, ieri sera, nei locali dell’hotel “T” di Lamezia Terme un incontro, promosso dall’Assessorato alla Cultura, con i sindaci calabresi sul tema “Sapere al sicuro” per parlare degli investimenti a favore dell’edilizia scolastica. Il presidente Scopelliti, nel concludere i lavori che hanno visto anche la partecipazione del neo Sottosegretario all’Istruzione Giuseppe Galati, ha sottolineato – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta reigonale – l’importanza dell’investimento fatto dalla Regione, fino al 2013, in termini di edilizia scolastica, di centoquarantuno milioni, per ben 436 interventi in altrettanti scuole calabresi. Trentadue milioni provengono dal Ministero della Pubblica Istruzione, cinquantatre da parte dell’assessorato regionale ai Lavori Pubblici e cinquantasei provengono dai fondi Por dell’assessorato alla Cultura. “Si tratta – ha detto il Presidente Scopelliti – di un impegnativo intervento in questo settore dimostrando l’interesse della Regione ad indirizzare queste somme per rendere più sicure le nostre scuole. E’ importante riuscire a dare ai nostri ragazzi suole sicure, accoglienti ed idonee, per costruire, insieme, una vera scuola di primo piano. Sono pervenute molte richieste dal territorio, e sono bel lieto che almeno una scuola per Comune ha avuto un finanziamento”. 
Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta regionale – ha incontrato questo pomeriggio al Consiglio regionale il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Saverio Romano. Numerosi i temi in discussione, dall’attualità politica alle infrastrutture, allo sviluppo del comparto agricolo in Calabria. All’incontro hanno partecipato il Prefetto di Reggio Calabria Luigi Varatta, il Presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico (nella foto, da sinistra, Romano, Scopelliti, Varatta e Talarico), il sottosegretario alle riforme Alberto Sarra, l’assessore Michele Trematerra (nella foto, a sinistra, con Romano) ed il consigliere regionale Franco Morelli.
Dopo il grande successo della passata edizione, la Iiriti Editore ha deciso di riproporre alle scuole secondarie di secondo grado del comune di Reggio Calabria, il concorso “Raccontiamoci. Per rendere i giovani protagonisti”. La formula è rimasta invariata: gli alunni delle quarte e delle quinte classi degli istituti coinvolti sono chiamati in prima persona a redigere un breve racconto che successivamente sarà valutato da un equipe di esperti che ne selezionerà uno per scuola. Gli elaborati, ritenuti migliori, verranno raccolti e pubblicati in unico volume disponibile da maggio 2012. La nuova edizione del concorso, prenderà il via il 20 ottobre 2011 e si concluderà il 5 aprile 2012, durante questi mesi, anche quest’anno, gli studenti coinvolti incontreranno tre esperti del settore (Francesco Toscano, Maria Luigia Cozzupoli e Mimmo Gangemi) così da poter apprendere elementi ulteriori per poter scrivere al meglio il loro personale racconto (a tema libero). 
Parte oggi la seconda edizione di ‘Amaranto Impara,Gioca,Crea’. La Reggina Calcio, anche quest’anno ripropone alle scuole della città di Reggio il ‘viaggio’ insieme agli studenti reggini, un progetto “amaranto” che diverte, coinvolge e fa crescere i ragazzi, un percorso formativo che trascina i piccoli protagonisti in un vortice di emozioni. La Reggina coinvolgerà gli studenti delle scuole ‘Gebbione-Bevacqua’, ‘Vittorino Da Feltre’, ‘San Vincenzo’, ‘Klearchos’ e ‘D. Vitrioli’ attraverso tre percorsi articolati nel periodo ottobre-maggio. La prima fase di “Amaranto, impara, gioca, crea” prevede una serie di incontri ed attività tra gli studenti e la Reggina nelle ore didattiche durante le quali saranno trattati temi sportivi-educativi, con la presenza di professionisti, educatori, calciatori e allenatori dell’universo amaranto. Da ottobre a maggio la Reggina, con i propri calciatori, tecnici ed esperti in comunicazione incontrerà gli studenti delle scuole per stimolare la loro creatività con appuntamenti a cadenza mensile. In occasione dell’ultimo incontro “L’importanza degli spazi verdi”, sarà proposto un concorso di idee attraverso il quale i ragazzi potranno immaginare, ideare e sognare il cortile della propria scuola. Protagonista del concorso di idee “Cambia volto al tuo cortile” sarà la fantasia degli studenti che insieme alla collaborazione e all’esperienza dei professori sfideranno le proprie capacità creative.
Pro Reggina 97: Trovato Mazza, Cacciola, Romeo, Cioffi, Siclari, Mezzatesta, Arena, Violi, Gatto, Presto, Politi, Stuppino. All.: Tramontana. CUS Palermo: D’Amico, Belli, Bruno, Scalici, Galante, Viscuso, Amato, Maranzano, Sicilia, Lucido, Caserta, Fucarino. All.: La Bianca. Arbitri: Marco Masi di Brindisi Francesco Nitti di Barletta. Crono: Ferruccio Prisma di Crotone. Ammoniti: Mezzatesta e Presto (Pro Reggina), Viscuso e Amato (Palermo). Marcatori: 32° Bruno (PA), 35° Arena (PRO). In un Botteghelle addobbato a festa la Pro Reggina pareggia con il Cus Palermo. Dopo un inizio deficitario, dove le reggine vengono salvate dall’estremo difensore Trovato Mazza, la Presto e compagne iniziano a macinare gioco andando più volte vicino al gol con la Mezzatesta e la Siclari. E’ stata una gara senza esclusione di colpi con continui capovolgimenti di fronte, uno dei quali porta al vantaggio degli ospiti ad opera della beniamina del pubblico palermitano presente al Botteghelle ovvero la Bruno che in modo fortunoso riesce a battere la Cacciola subentrata al posto dell’infortunata Trovato Mazza. Sotto di una rete il tecnico Tramontana alza il baricentro sfiorando in più occasioni il gol del pareggio che arriva su punizione con Zaira Arena che di punta batte il portiere ospite.
Da Raffaele Pezzano e Domenico Ferraro, della segreteria aziendale FIALS, riceviamo e pubblichiamo. Dopo aver messo a conoscenza il presidente Scopelliti dell’attuale situazione, gravissima e non più sostenibile, dei dipendenti di Acquereggine, dopo aver ascoltato con attenzione le parole sue e dell’assessore alle infrastrutture e lavori pubblici Gentile, il dirigente generale del dipartimento Laganà, il dirigente del settore idrico Pallaria tiriamo oggi le somme di quanto accaduto da quell’11 di ottobre. La disponibilità della Regione a configurarsi come garante dei diritti di tutti i dipendenti di Acquereggine necessita di atti concreti ; registriamo la risposta del Governatore a due missive inviate dall’azienda, risposte che ci sono giunte per conoscenza, nelle quali, viene dichiarata la preoccupazione per il pericolo di sconvolgimento dei livelli occupazionali, in una Regione sconvolta da immani tragedie sociali. E questo è un primo passo fondamentale. Concrete sono invece le azioni che Acquereggine sta intraprendendo e che vedono avviate le procedure di messa in liquidazione dell’azienda in mobilità per tutti i dipendenti. Il tempo passa e noi vediamo sempre più vicino l’avverarsi delle nostre paure peggiori, che ormai da tempo stiamo disperatamente e inutilmente denunciando: se Comuni come Villa San Giovanni dichiarano apertamente di non voler rinnovare l’affidamento della gestione del segmento depurativo ad Acquereggine, come si può pensare di mantenere occupati tutti i 150 dipendenti?
Martedì 18 ottobre, dalle ore 10 alle 18, in Piazza Martiri d’Ungheria, il Comune di Vibo Valentia ospita “Raccolta 10 Più”, tappa dell’educational tour promosso da CONAI* – Consorzio Nazionale Imballaggi – e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in collaborazione con ANCI, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Il tour ha l’obiettivo di informare i cittadini su come fare la raccolta differenziata degli imballaggi in modo corretto, diventando così protagonisti di un migliore riciclo. Una buona raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio (acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro), infatti, oltre al beneficio ambientale, permette ai Comuni di accedere ai corrispettivi previsti dall’accordo ANCI-CONAI: nel 2010, per esempio, nella provincia di Vibo Valentia i rifiuti di imballaggio conferiti al Sistema Consortile CONAI sono stati 2.342 tonnellate rispetto alle 2.242 del 2009, con un incremento del 4,4%. Ogni cittadino ha raccolto quindi 36,4 kg di imballaggi e i corrispettivi riconosciuti dal sistema consortile per i quantitativi raccolti sono stati di 209.591 euro. Secondo una stima di CONAI, un comune di 100.000 abitanti, con una raccolta differenziata complessiva intorno al 45%, può arrivare a ricevere corrispettivi pari a circa 1 milione di euro per la raccolta degli imballaggi in prima fascia di qualità, ovvero quattro volte tanto l’importo che percepirebbe se la raccolta degli stessi fosse in terza fascia.
Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti e l'Assessore regionale al Bilancio e Programmazione nazionale e comunitaria Giacomo Mancini – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta – hanno incontrato questa mattina a Siderno i Sindaci della provincia di Reggio Calabria, in occasione del tour calabrese per illustrare i dettagli relativi ai Programmi Integrati di Sviluppo Locale (Pisl). Si tratta di un'ingente somma, circa 406 milioni di euro, che la Regione mette a disposizione per i territori calabresi, attraverso una programmazione sinergica che metta in rete i comuni per progetti credibili e di grande respiro, in grado di aggregare più realtà, creando concrete opportunità di sviluppo. Per la provincia di Reggio la cifra a disposizione è di 96 milioni di euro, da distribuire per il territorio della Piana e della Ionica. Le tipologie di intervento proposte dal Pisl riguardano i servizi di mobilità intercomunale, i sistemi per la qualità della vita, i sistemi turistici locali, i sistemi produttivi locali, distretti agroalimentari e rurali. I Pisl sono predisposti anche per dare attuazione ad altri progetti integrati che riguardano il contrasto allo spopolamento dei comuni, la tutela del patrimonio antropologico ed azioni di recupero e valorizzazione degli edifici pubblici o di pubblico interesse.
L’Assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri, presentando uno studio sulla presenza dei rom nelle istituzioni scolastiche calabresi –informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – ha dichiarato che “con lo 0.35%, la Calabria è la regione italiana che ha più rom nelle scuole. Questo richiede un impegno educativo specifico in direzione dell'integrazione". La ricerca sarà presto disponibile sul sito dell’Assessorato regionale alla Cultura
Il giudice del lavoro di Catanzaro – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta regionale – ha respinto la richiesta di stabilizzazione avanzata da una lavoratrice in servizio presso l’Autorità di Audit della Regione Calabria. E’ stata quindi confermata la decisione che l’amministrazione aveva assunto nei mesi precedenti.
Secondo l’Assessore all’Agricoltura Michele Trematerra ed il Sottosegretario alla Presidenza della regione con delega alle riforme, Alberto Sarra, le proposte di legge, approvate oggi dalla Giunta, che ora passano all’approvazione del Consiglio regionale, una sull’istituzione dell’azienda regionale per la forestazione e l’altra sulle politiche delle montagne, tendono alla costituzione di un impianto organico di riassetto degli enti che in Calabria si occupano delle politiche sulla montagna. Per il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti “si tratta di due provvedimenti importanti con cui si passa, dopo i molti proclami fatti nel passato, alla concreta riorganizzazione di un settore, per molto tempo trascurato, ma particolarmente qualificante per lo sviluppo e l’incremento dell’economia regionale, attraverso la valorizzazione del territorio. Una risposta seria ed articolata per quanti attendevano il segno tangibile di una seria attenzione alla politica della montagna”. Secondo Trematerra, in particolare, “è necessario che il riassetto sia d’ordine coerente e rigoroso fra le varie competenze ed elimini gli elementi di criticità e debolezza dell’attuale sistema, attraverso la rivisitazione di ruoli e funzioni, il necessario coordinamento per le attività di difesa idro-geologica del territorio montano, la valorizzare al meglio delle professionalità e la realizzazione delle condizioni strutturali più efficienti al dispiegamento di capacità e competenze.
L’Assessore regionale al Lavoro e alle Politiche sociali Francescanonio Stillitani – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale – ha sottoscritto, per l’anno in corso, l’accordo con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, relativo alle risorse assegnate alla Calabria per la gestione, in deroga, dei trattamenti in cassa integrazione ed in mobilità. In termini finanziari, con la stipula dell’atto, sino ad un eventuale aggiornamento dello stesso, la Calabria ha a disposizione, complessivamente, 140 milioni di euro per assicurare i sostegni al reddito a migliaia di lavoratori calabresi che hanno perso il posto di lavoro o che sono stati sospesi in attesa di una potenziale ripresa economica delle aziende di appartenenza. Infatti, l’accordo, siglato nella sede del ministero del Lavoro a Roma dall’assessore Stillitani e dal sottosegretario delegato Luca Bellotti, prevede un primo stanziamento di 95 milioni di euro a valere sul Fondo nazionale, al quale va aggiunto circa il 40% a valere sulle risorse regionali. Inoltre, ai 140 milioni di euro vanno ad aggiungersi ulteriori 50 milioni da utilizzare per le così dette politiche attive, che consentono una riqualificazione dei lavoratori attraverso percorsi formativi, per un loro più probabile reinserimento nel mondo del lavoro. “Quindi – ha dichiarato l’assessore Stillitani – globalmente sono quasi 200 milioni di euro che verranno ad essere riutilizzati a favore di oltre 10mila lavoratori e circa 2mila aziende”.
Giornata dedicata agli incontri istituzionali, quella di oggi, per il consiglio d’amministrazione dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal). Nella sede centrale di Catanzaro dell’Agenzia ambientale calabrese il Presidente del CdA, prof.ssa Marisa Fagà, ed i consiglieri Dr.ssa Ida Cozza e Dr. Mario Russo, hanno, infatti, incontrato questa mattina le delegazioni delle segreterie regionali dei sindacati, mentre nel primo pomeriggio si è tenuta una riunione con le associazioni ambientaliste. “Ho sempre creduto – ha dichiarato il Presidente Fagà incontrando questa mattina i Sindacati – al valore della condivisione e, nel modo con cui l’Arpacal intende organizzarsi per dare risposte al territorio, non possiamo fare questo percorso senza la collaborazione delle forze sindacali alle quali chiedo di fornirmi ogni più utile contributo per rendere questa Agenzia più organizzata; non dimenticando i diritti, ed anche i doveri, dei lavoratori, dalle indubbie professionalità, che vanno tutelati”. Presenti all’incontro i segretari regionali di UIL-FPL, Raffaele Gentile, FP-CGIL, Alfredo Iorno, CISL-FPS, Francesco Bevacqua, che hanno manifestato il loro apprezzamento per la linea espressa dal Presidente dell’Arpacal, confermando la piena e convinta assonanza negli obiettivi e modalità di percorso; hanno partecipato anche il coordinatore regionale della FSI, Ottorino Sacco, nonché la delegazione della RSU aziendale.
La Ragioneria Generale della Regione comunica, tramite una nota dell’Ufficio Stampa della Giunta, di aver provveduto all’assegnazione e al versamento delle somme determinate nel Piano di trasferimento delle risorse finanziarie in favore delle Amministrazioni Provinciali per emolumenti fissi e stipendiali. Si tratta dell’importo relativo al secondo semestre del 2011 e riguarda i fondi assegnati per la copertura delle spese del personale assegnato in corso di trasferimento definitivo. Per l’anno 2011 alla Provincia di Cosenza dove sono stati trasferiti 434 dipendenti vengono liquidati 6.639.770 euro, alla Provincia di Catanzaro che eredita 115 unità, 1.794.629 euro. A Reggio che ha 589 dipendenti trasferiti vanno 9.628.884, alla Provincia di Crotone (61 dipendenti) 1.071.589 euro e infine a Vibo Valentia (101 dipendenti) vengono versati 1.631.784 euro. 
Oggi, al Parco della Biodiversità di Catanzaro, dalle ore 9,30, si svolgerà “SportInsieme – La festa dello sport giovanile calabrese”. Sarà un evento ludico-sportivo che avrà come protagonisti circa 300 ragazzi (tra i 10 e i 12 anni) con genitori, tecnici e allenatori al seguito, provenienti da tutta la regione. L’obiettivo della manifestazione è quello di promuovere, attraverso l’attività sportiva e giocosa, i valori dell’etica e del fair play. “SportInsieme” è organizzato dal Coni Calabria col supporto della Scuola Regionale della Sport e patrocinato da Regione Calabria e Comune e Provincia di Catanzaro. L’evento vedrà anche la partecipazione di testimonial sportivi d’eccezione come il podista Maurizio Leone, il cestista Gustavo Tolotti, e la campionessa di pattinaggio artistico Valeria Raccuglia, nonché quella di autorità politiche e sportive regionali e nazionali. I ragazzi disputeranno tornei a squadre di atletica leggera, basket, calcio e pallavolo. La particolarità del programma consiste nella composizione delle squadre partecipanti, che saranno formate da allievi scelti senza vincoli di territorialità, per educare, così, al principio di solidarietà tra la popolazione calabrese e superare divisioni, campanilismi e discriminazioni che, ad oggi, sono stati, spesso, un freno al progresso sociale e civile della nostra regione.
Sono quattro gli arresti operati dai carabinieri nell’ambito del controllo del territorio in città. Nella giornata di ieri i carabinieri della Stazione Reggio Calabria Principale hanno tratto in arresto Mocanu Cristina, anni 25, Pletosu Adriana, anni 30 e Petosu Violeta, di anni 21, con l’accusa di furto aggravato. Nella serata infatti le tre si erano recate all’interno di un negozio di abbigliamento su Corso Garibaldi e come tre normali clienti hanno provato diversi capi di abbigliamento nei camerini. Le stesse poi in maniera disinvolta hanno guadagnato l’uscita venendo tuttavia notate da un commesso che si era accorto delle loro intenzioni. La pattuglia della Stazione carabinieri in servizio di controllo del territorio è intervenuta nell’immediatezza bloccando le tre giovani. Le stesse sono state trovate con indosso capi di abbigliamento appena asportati dal centro commerciale per un valore di oltre 300 euro. Gli abiti presentavano ancora i codici a barre da cui è possibile identificarli. Erano tuttavia state forzate all’interno dei camerini le placche antitaccheggio.