Reggio di Calabria: importante sentenza del Giudice di Pace dopo il ricorso dell’avv. Comi

(329) Una interessante ed innovativa sentenza, che ha accolto un ricorso dell’Avv. Francesco Comi, è stata emessa dal Giudice di Pace di Reggio Calabria dr. Ercole Fontana nei confronti della Polizia Municipale reggina.

 

Era accaduto che un cittadino, affetto da gravissimo handicap, ancora in giovane età e molto conosciuto per avere svolto attività sportiva, si era dovuto recare sulla Piazza Camagna, presso una agenzia bancaria, accompagnato e sorretto, a bordo della propria autovettura, da una stretta congiunta. Senonchè, all’uscita dell’istituto, aveva l’amara sorpresa di ritrovarsi una contravvenzione malgrado fosse ben visibile sul parabrezza il contrassegno di autorizzazione quale invalido. "Si costituiva, senza alcun pudore – commenta l’Avv. Comi – il Comune di Reggio Calabria, sostenendo la tesi secondo cui la contravvenzione sarebbe stata legittima atteso che il “contrassegno invalidi” consente di potere circolare e sostare purchè ciò non costituisca grave intralcio al traffico”. L’Avv. Francesco Comi sosteneva, nell’articolato ricorso, la gravità dell’accaduto non nuovo da parte dei Vigili Urbani i quali, malgrado Piazza Camagna, fosse deserta, ovvero occupata da qualche autovettura – non contravvenzionata -, i tutori dell’ordine “prendevano di mira” quella del malcapitato cittadino – diversamente abile e con il contrassegno ben visibile – che, appariva ovvio, non aveva creato alcun intralcio. Aggiungeva l’Avv. Comi come "l’assurdità e la gravità dei loro comportamenti non si  limitava alla contravvenzione ma, allorquando, usciti dalla banca, ed accortisi “de visu” della impossibilità di deambulare da solo, se non sorretto dalla congiunta, lo “miracolavano” e quali “Madonna di  Fatima” ne sostenevano arrogantemente come invece, avrebbe ben potuto raggiungere l’istituto di credito muovendosi liberamente. L’Avv. Comi concludeva per l’annullamento della contravvenzione e invocava lo stato di necessità totalmente accolto. "La sentenza del dr. Ercole Fontana – commenta l’Avv. Comi – è da ritenersi ancor più interessante ed innovativa allorchè il Giudice di Pace in sentenza lancia un severo “monito ed invito alle autorità competenti affinchè vigilino sui comportamenti dei loro sottoposti, non essendo sufficiente l’accoglimento del ricorso e la condanna alle spese, in presenza di casi talmente clamorosi che mortificano il cittadino, già colpito duramente dalle proprie condizioni di vita, come già avvenuto in altri casi analoghi"".

 

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Reggio di Calabria: associazioni di consumatori e Comune discutono di acqua e nuovo regolamento idrico

(328) Lunedì 14 ottobre nei locali di palazzo San Giorgio si è svolto il previsto incontro tra le associazioni rappresentative dei cittadini e una delegazione municipale incaricata dalla Commissione Straordinaria, per discutere di servizio idrico, un argomento di particolare rilievo per le famiglie reggine dopo il sensibile aumento delle fatturazioni dei consumi d’acqua e l’entrata in vigore del  nuovo regolamento.

 

Hanno partecipato a tale incontro, l’Avv. Giovanni Violi per  l’Uppi, Saverio Vespia per l’Adiconsum, Francesco Puleo per l’Adoc, Giuseppe Macrì per la Federconsumatori, l’Avv. Grazia Iracà in rappresentanza della camera tributaria di Reggio Calabria, l’associazione Confesercenti e l’Avv. Saverio Cuoco per l’Unione Nazionale Consumatori Calabria. Preliminarmente le associazioni hanno chiesto il prolungamento del termine (già scaduto il 09 ottobre 2013) almeno fino al 31 dicembre 2013 per la regolarizzazione e l’adeguamento delle forniture esistenti, per non incorrere nel pagamento di costi aggiuntivi e sanzioni amministrative. Ciò consentirebbe alle famiglie reggine di poter ottemperare nel migliore dei modi e con più tranquillità a regolarizzare eventuali forniture idriche non conformi al dettato del nuovo regolamento, considerato che lo stesso entrato immediatamente in vigore, non ha previsto un periodo transitorio prima della sua efficacia. Su tale aspetto la delegazione comunale si è dichiarata disponibile a valutare positivamente un eventuale differimento di tale termine. La discussione è proseguita successivamente su parecchi aspetti del nuovo regolamento idrico contestati dalle associazioni presenti e sui quali si è sviluppato un ampio ed articolato dibattito. Per i soggetti deboli (pensionati al minimo, disoccupati, cassintegrati, ecc.) è stata chiesta espressamente l’adozione di una fascia sociale che consenta l’erogazione di un minimo quantitativo di acqua a costo zero per le indispensabili necessità igieniche e salutari degli stessi. Sono state prese in considerazione le tariffazioni per le somministrazioni d’acqua da fornire agli immobili adibiti in modo misto sia ad abitazione che allo svolgimento di attività professionali  e/o artigianali. Ulteriori approfondimenti hanno riguardato: l’autorizzazione alle installazioni delle autoclavi tramite la sola dichiarazione sostitutiva del richiedente, il costo degli allacci alla rete idrica dei relativi contatori e l’eventuale predisposizione di un elenco degli idraulici autorizzati alle suddette installazioni. Sulla voltura dei contatori, l’avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria è stato categorico, nessun onere economico dovrà gravare per le morosità pregresse, su coloro che subentrano nel possesso di un’abitazione a qualsiasi titolo (proprietà, possesso, comodato immobiliare, diritto di abitazione, ecc.), così come disposto dall’AGCM con decisione del 26 Giugno2013 su ricorso dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria. Infine, alla stregua di quanto avvenuto in precedenza per gli anni 2005-2009 a seguito delle innumerevoli sentenze di condanna emesse dai Giudici di Pace, su ricorsi inoltrati dall’Unione Nazionale Consumatori Calabria, è stata ribadita la richiesta di dimezzamento delle bollette del canone idrico, in considerazione dell’alto tasso di salinità contenuto nell’acqua erogata. Su tale dimezzamento più volte promesso dalla rappresentanza commissariale al Comune di Reggio Calabria e sull’omesso dimezzamento del canone nelle zone in cui con ordinanze della Commissione Straordinaria è stata dichiarata la non potabilità dell’acqua (Concessa di Catona, Arasì, Ortì, Pellaro, Archi, Gallico,ecc), la delegazione comunale ha ribadito che, pur in presenza della delibera n° 181 del 29.08.2013 che prevede tale decurtazione, al momento non è stato possibile procedere in tal senso, per i ritardi dell’Ufficio Tecnico nell’individuare e comunicare le zone, ovvero le strade che hanno diritto a beneficiare di tali riduzioni, in quanto penalizzate nella erogazione dell’acqua. Stante l’importanza, la complessità e la pluralità degli argomenti da trattare ed il protrarsi  oltremodo dell’incontro, lo stesso proseguirà il 28 Ottobre presso il Comune di Reggio Calabria. Il Presidente Regionale, avv. Saverio Cuoco.

 

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I prodotti De.c.o. di Cittanova con la Provincia di Reggio Calabria alla Biennale del Gusto di Venezia. Il Torrone ferro e la Biondina De.c.o. di Cittanova delizieranno i palati del nordest

(555) di Rosario Previtera. Il Torrone ferro e la Biondina De.c.o. di Cittanova delizieranno i palati del nordest durante la manifestazione “Gusto – Biennale dei sapori e dei territori”

 

che si terrà a Venezia dal 26 al 29 ottobre prossimi grazie alla partecipazione della provincia di Reggio Calabria. “Buona e bella – paesaggi ricchi di sapore” è infatti il claim promozionale adottato dall’assessorato all’agricoltura della provincia di Reggio Calabria per promuovere le produzioni identitarie del territorio durante l’imminente manifestazione fieristica. Un evento che si alterna al Salone del Gusto di Torino e che mira alla promozione e valorizzazione di quei prodotti di nicchia che si caratterizzano per la loro eco-sostenibilità e che posseggono un forte legame con il territorio oltre ad essere veri e propri emblemi dei differenti paesaggi e delle tradizioni della provincia reggina. E quale migliore occasione per promuovere le produzioni identitarie come quelle a marchio De.c.o. (Denominazione Comunale di Origine) tra le quali spiccano il Torrone Ferro e la Biondina di Cittanova De.c.o. Già protagoniste indiscusse durante lo scorso Vinitaly, queste produzioni dolciarie di eccellenza, faranno parte del “paniere” di prodotti selezionati dalla Provincia per questa prestigiosa manifestazione gastronomica che punta anche alla promozione dei territori. Viva soddisfazione viene espressa dal sindaco di Cittanova Alessandro Cannatà: “E’ importante partecipare ad eventi di promozione di livello nazionale ed internazionale tramite le produzioni locali che esprimono sia la qualità delle aziende produttrici sia le tradizioni del territorio. I nostri prodotti De.c.o. come la Biondina, il torrone Ferro e lo Stocco riscuotono sempre più successo a conferma del loro crescente apprezzamento da parte dei consumatori e dei turisti”. Per Domenica Sorrenti, consigliere comunale delegata alle attività produttive “le iniziative di valorizzazione e promozione sono fondamentali per il tessuto economico comunale e per il turismo enogastronomico. Il percorso di marketing territoriale proficuamente avviato per l’ottenimento deI nostro “trittico” a marchio De.c.o. sta dando ottimi risultati anche grazie alle iniziative ed alle recenti manifestazioni di valorizzazioni dell’ente Parco e della Provincia: il lavoro incessante svolto in tal senso dall’assessore provinciale all’agricoltura Rao viene pienamente apprezzato e riconosciuto dalle aziende del territorio. La partecipazione dei prodotti De.c.o. di Cittanova alla Biennale del Gusto potrà essere un ulteriore trampolino di lancio delle aziende proprio nel periodo pre-natalizio con conseguente auspicabile beneficio economico diretto ed indiretto”. L’agronomo Rosario Previtera, coordinatore di Calabriadeco.it e del progetto De.c.o. per Cittanova e per altri comuni della Calabria ribadisce: “E’ importante riuscire ad esportare il valore offerto dal forte legame esistente tra prodotto e territorio proprio grazie ai prodotti a marchio identitario. Le De.c.o., quando vengono istitutite in maniere seria e secondo consolidati crismi professionali  costituiscono  uno strumento utile in tal senso poiché conferiscono grande visibilità al territorio comunale e permettono l’incremento reddituale delle piccole imprese oltre, molto spesso, a favorire la cooperazione”.

 

 

 

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Pallacanestro: la Viola Reggio Calabria Calabria comunica di aver rescisso il contratto che la legava a Malcon Kirkland

(414) di Lorenzo Mazzitelli*. La rescissione è dovuta a un problema fisico che affligge l'americano e che non gli ha consentito di avere il nulla osta per giocare nel campionato Adecco Silver, il che comunque non gli preclude il ritorno in campo in un futuro prossimo una volta risolta la sua situazione.

 

Il ragazzo ha lasciato l'Italia questa mattina alla volta degli USA. Al centro di Mississippi vanno i migliori auguri della società, dei compagni e dei tifosi per un pronto ritorno sul parquet. *Press Manager Viola Reggio Calabria.

 

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RTV televisione ufficiale della Viola Reggio Calabria per la stagione 2013/2014

(415) Siglato l’accordo tra il team neroarancio e la prestigiosa emittente calabrese. Ogni martedì gli appassionati potranno seguire le gare dei ragazzi di Ponticiello sul canale 14 del digitale terrestre e online sul sito www.reggiotv.it.

 

Le gare della Viola Basket Reggio Calabria avranno una copertura televisiva integrale per tutta la stagione 2013/2014. La più importante realtà cestistica calabrese e l’emittente Reggio TV hanno infatti siglato l’accordo che consentirà ai tifosi  neroarancio e, più in generale, a tutti gli appassionati di basket, di seguire per intero la nuova stagione della pallacanestro reggina. La società guidata da Giancesare Muscolino ha, quindi, la sua televisione ufficiale. Un’opportunità in più per veicolare le immagini di un progetto sportivo che, quest’anno, vede la storica squadra di basket impegnata nel campionato Adecco Silver. Dal canto suo Reggio TV, guidata dall’imprenditore Eduardo Lamberti Castronuovo, attraverso questa partnership rinnova un impegno a favore dello sport locale che, da sempre, costituisce uno dei punti fermi nell’ambito dei progetti editoriali proposti dall’emittente. Nel dettaglio l’accordo fra la Viola e ReggioTv prevede la messa in onda integrale di tutte le partite ogni martedì alle ore 22 sul canale 14 del digitale terrestre e sarà . L’incontro verrà inoltre trasmesso in replica anche il giovedì alle ore 24. La telecronaca sarà curata da Lorenzo “Lollo” Mazzitelli.  Grande attenzione, infine, al pubblico della rete; le gare dei ragazzi di coach Ponticiello potranno infatti essere sempre guardate in streaming sul sito internet www.reggiotv.it. Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria – l.d./Labecom.


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Reggio di Calabria: Maradona ed il gesto dell’ombrello, l’avv. Comi “L’ipocrisia dei politici di turbo”

(327) dell'avv. Francesco Comi. Il caso Maradona ha suscitato e suscita ragioni ipocrite dei vari politici di turno che fingono di scandalizzarsi sul gesto dell’ombrello. Non entro ovviamente in merito se Maradona debba o meno la considerevole somma chiestagli dal Fisco.

 

In ogni caso, a fronte delle disgustose, triviali trasmissioni Tv (Fazio è tra i più garbati e composti) e volgari sceneggiate di politici e non, cosa si vuole che sia l’ironico gesto dell’ombrello che altro non rappresenta che uno spontaneo gesto (seppur criticabile) di un personaggio ormai aduso a trasformarsi in attore e come tale può oggi essere considerato. Non dimenticando che ha vissuto a Napoli dove è nata la ‘pernacchia’ del grande Totò. Grave offesa di Stato! Suvvia! E dei ‘ladroni di Stato’ cosa ci dicono Brunetta e compagni? Laddove non si muove un dito per il recupero delle somme sottratte agli italiani e con cui altro che centinaia di case popolari si sarebbero potute costruire. Similitudine attinta da uno dei tanti ‘santoni’ che così ha affermato riferendosi alle somme dovute da Maradona.                                                                 

 

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Dove eravamo rimasti…?

(022) Ah, sì! All’arresto di mio padre. Come molti di voi sapranno, dopo essere stato tratto in arresto il 5 ottobre scorso, al pericolosissimo giornalista Francesco Gangemi, l’11 ottobre, sono stati concessi gli arresti domiciliari per incompatibilità del sistema carcerario con le patologie di cui è affetto tanto da essere giudicato “invalido civile al 100%” già da oltre 4 anni.

 

Pur non entrando negli aspetti prettamente giuridici che non mi appartengono e che, quindi, non mi arrogo il titolo di argomentare (lo farà eccellentemente l’avvocato Giuseppe Lupis nelle sedi opportune), è stato sin da subito evidente come spedire in carcere un uomo di 79 anni, affetto da gravi patologie, per un cumulo di sentenze dovute a reato di “diffamazione a mezzo stampa”, sia stata una scelta “grottesca” (come l’ho definita nell’articolo-annuncio) o “allucinante” (come hanno definito altri). Di certo c’è un fatto: mio padre sarà l’unico giornalista italiano finito in carcere per questo reato. Un bel record, non c’è che dire. Come molti di voi sapranno, fors’anche per il movimento d’opinione che ho scatenato, lo scorso 17 ottobre è stata approvata dalla Camera dei Deputati la Legge che abolisce il carcere per il reato di “diffamazione a mezzo stampa” tramutandolo in pene pecuniarie variabili (http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1332716/Diffamazione-a-mezzo-stampa–Mai-piu-giornalisti-in-galera.html ). Bene, tutto il pandemonio che l’arresto di mio padre ha causato ha almeno sortito qualcosa d’importante per tutti noi giornalisti. Ecco, proprio questo non credo che molti abbiamo compreso. Ciò ch’è successo a mio padre potrebbe succedere (anzi, sarebbe potuto succedere) a chiunque dei nostri colleghi. Adesso, così come pare, non più o, comunque, non nella forma ch’è successa a lui. Non mi va di dilungarmi oltre, preferisco ringraziare qui chi, con centinaia di telefonale, mail, sms ed altro, ha manifestato alla mia famiglia la più totale solidarietà e vicinanza. Prima, però, di ringraziare coloro che lo hanno fatto, vorrei ringraziare coloro che NON lo hanno fatto confermandomi quanto sapevo già. Perché, vedete, a rimanere deluso è sempre chi ripone delle aspettative in qualcosa/qualcuno. Se queste aspettative non hanno modo di esistere – e non sono esistite – allora la delusione non esiste neppure lasciando spazio alle conferme di ciò che già ben si sapeva. Pertanto, vorrei “ringraziare”: la politica (quella con la p minuscola), soprattutto quella locale, che è rimasta in silenzio pubblicamente salvo, poi, festeggiare nelle varie “umili” dimore dei politicanti stessi (mi avrebbero stupito se avessero rilasciato dichiarazioni del genere “Non condivido l’operato del Gangemi ma quello che gli è successo è inconcepibile”): ebbene, umilmente credo che abbiano perso una grossa opportunità per farsi detestare un po’ di meno dalla gente; i colleghi gironalisti, soprattutto quelli locali, che dopo aver dato la notizia, superati i 2 giorni, sono rimasti rigorosamente in silenzio promettendo interviste ed iniziative ma mantenendo fede solo al proprio professionale indifferente mutismo (proprio o indotto?); i colleghi di lavoro che, dall’alto del loro cervello da gallina, incontrandoci hanno esordito con un “Tutto bene?” condito da un sorriso saccente e per questo da vero/a idiota. Per fortuna, però, queste tipologie di persone, assolutamente inferiori in termini di quantità ma, soprattutto, di qualità d’intelligenza, sono state silenziate da chi non può proprio barattare la propria dignità con l’altrui ripetuto posizionamento e stazionamento a 90°. Pazienza, ognuno preferisce la posizione migliore in cui vivere. Però, se permettete, la migliore categoria a cui mi piace porgere i ringraziamenti è quella dei vigliacchi e degli ignavi: coloro i quali, cioè, hanno magari pensato di contattarci in qualche modo ma sono stati fermati dall'immediatamente successivo pensiero "E se lo sa X?" Poveretti: magari arricchitisi grazie a X ma estremamente poveri di contenuti. E chi li avrebbe voluti i loro falsi atteggiamenti? Noi no! E’ giunto il momento, adesso, di ringraziare davvero tutti coloro i quali hanno fatto sentire le proprie vicinanza e stima ed il proprio affetto attraverso mille attestati: oltre agli Amici di sempre, a noi vicini in ogni circostanza, è doveroso che io ringrazi quelle istituzioni, quei colleghi e quelle testate che, all’unisono, hanno urlato con me, con noi, l’indignazione più assoluta. Quello che più mi ha colpito è stata la solidarietà giunta da oltre i confini cittadini e regionali: se Reggio e la Calabria sono ultime in tantissimi classifiche un motivo c’è e questo ne è la dimostrazione. Poveri noi! Non l'ho fatto a 18 anni perchè mi sembrava un pò da vigliacco andar via disinteressandomi della mia terra ma, vi giuro, adesso me ne andrei molto volentieri magari cercando lavoro altrove. E, forse, "altrove" non si torva nemmeno in Italia. Grazie "istituzionali" a: Enzo Iacopino, Presidente nazionale Ordine dei Giornalisti; Paolo Pirovano, Segretario nazionale Ordine dei Giornalisti; Franco Siddi, Segretario generale FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana); Carlo Parisi, ViceSegretario nazionale FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) e Segretario del Sindacato Giornalisti Calabria; Pierfrancesco Gallizzi, Consigliere nazionale FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana), Rino Labate, Coordinatore Gruppo Calabria UNGP (Unione Nazionale Giornalisti Pensionati); Cosimo Bruno, Consigliere nazionale Ordine dei Giornalisti e Presidente Circolo della Stampa Pollino Sibaritide; Guido Columba, Presidente UNCI (Unione Nazionale Cronisti Italiani); Franco Corbelli, Leader e Responsabile nazionale Movimento “Diritti Civili”; Nils Muiznieks, Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa; Antonio Eroi, Vice Presidente del Consiglio Provinciale di Reggio Calabria e Rappresentante Autonomie Locali in Consiglio d'Europa; Giuseppe Giulietti, Portavoce di "Articolo 21", Deputato Gruppo Misto e componente della Commissione Cultura della Camera; Peppe De Cristofaro, Senatore e ViceCapogruppo Gruppo Sinistra, Ecologia e Libertà (SEL); Simone Baldelli, Deputato e VicePresidente della Popolo delle Libertà (Pdl); Jole Santelli, Deputata Popolo della Libertà (Pdl); Pino Pisicchio, Presidente Gruppo Misto alla Camera e VicePresidente di Centro Democratico; Ordine dei Giornalisti delle Marche ed Associazione Stampa Romana. Grazie ai colleghi: Michele Cervo e Santo della Volpe di "articolo21.org"; Maria Elena Perrero di "blitzquotidiano.it"; Tiziana Primozich di "dailycases.it"; Cinzia De Lio; Francesca Destefani di "economiaitaliana.it"; Gabriele Scarpadi “editoria.tv”; Alessandro D’Amato di “giornalettismo.com”; Stefano Fumagalli di “ilfeedback.it”; Alessandro Sallusti (Direttore Responsabile) e Gianpaolo Iacobini di "Il Giornale"; Stefano Mannucci di "iltempo.it"; Salvatore Todaro (Direttore Responsabile), Mariacristina Lani ed Alessia Reitano di "italiapost.info"; Ernesta Adele Marando (Direttore Responsabile) di "jeaccuse.eu" e "radiocivetta.eu"; Federica Dato di "lintraprendente.it"; Orietta Cicchinelli di "metronews.it"; Luigi Palamara (Direttore Editoriale) e Domenico Salvatore di "mnews.it"; Sergio Menicucci di “opinione.it”; Alberto Spampinato (Direttore Responsabile) di “Ossigeno per l’informazione”; Ignazio Ingrao di “Panorama”; Flavia Donati di "parolibero.it"; Claudio Gherardini di "piumatv.blogspot.it"; Mario Guerrisi (Direttore Responsabile) di “specchiosesto.it”; Peppe Caridi e Ilaria Calabrò di "strettoweb.com"; Chiara Rizzo di “tempi.it”. E grazie alle testate: www.alleanzaperlalibertà.it ; www.articolo21.org ; www.blitzquotidiano.it ; www.cmnews.it ; www.dagospia.com ; www.dailycases.it ; www.economiaitaliana.it ; www.editorial.tv ; www.fanpage.it ; www.giornalismoedemocrazia.it ; www.ilcannocchiale.it ; www.ildispaccio.it ; www.ilfattoquotidiano.it ; www.ilmetropolitano.it ; Il Quotidiano della Calabria; www.iltempo.it ; www.italiapost.info ; www.jeaccuse.eu ; www.lapennadellacoscienza.it ; www.lapresse.it ; www.liberoquotidiano.it ; www.linksicilia.it ; www.lintraprendente.it ; L’Ora della Calabria; www.metronews.it ; www.mnews.it ; www.newz.it ; www.ntacalabria.it ; www.ogginotizie.it ; www.opinione.it ; www.ossigenoinformazione.it ; www.parolibero.it ; www.piumatv.it ; www.qn.quotidiano.net ; www.radiocivetta.eu; Radio Gamma No Stop; www.rai.it ; www.repubblica.it ; www.scirocconews.it ; www.specchiosesto.it ; www.stampalibera.it ; www.stampa-libera.it ; www.strettoweb.com ; www.tempi.it ; www.touring104.it ; www.yeslive.it.

 

 

Post scriptum: di seguito alcuni links delle varie testate che hanno trattato la vicenda: 

Reggio di Calabria: arrestato il pericolosissimo giornalista Francesco Gangemi

http://italiasvegliati.ilcannocchiale.it/2013/10/06/arrestato_a_79_anni_il_giornal.html

REGGIO. Arrestato Francesco Gangemi, ex direttore del Dibattito, per reati di stampa

http://ildispaccio.it/reggio-calabria/29796-reggio-arrestato-direttore-de-il-dibattito-francesco-gangemi        

http://www.ilmetropolitano.it/?p=57372

http://www.corrieredellacalabria.it/stories/cronaca/18051_arrestato_il_giornalista_francesco_gangemi/

http://radiocivetta.eu/archivio-mainmenu-44/1160-in-italia-chi-si-mette-di-traverso-ha-le-ora-contate-liberta-di-stampa-balle

http://www.giornalisticalabria.it/2013/10/06/99601/

http://www.yeslive.it/yes/commenti-arresto-giornalista-storia-grottesca/

http://www.mnews.it/2013/10/fermi-tutti-ho-fatto-uno-scoop-hanno.html

http://www.blitzquotidiano.it/media/giornalista-francesco-gangemi-in-carcere-per-diffamazione-fnsi-allucinante-1684586/

http://www.giornalisticalabria.it/2013/10/06/siddi-e-parisi-fnsi-%E2%80%9Cl%E2%80%99arresto-di-gangemi-e-allucinante%E2%80%9D/

http://www.dailycases.it/?p=4656

http://www.repubblica.it/cronaca/2013/10/06/news/in_carcere_per_diffamazione_giornalista_di_79_anni-68040902/?ref=HREC1-2

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/717599/In_cella_nonostante_la_malattia__giustizia__inflessibile__con_giornalista_di____anni_condannato_per_diffamazione.html

http://www.strettoweb.com/2013/10/incredibile-reggio-giornalista-79enne-arrestato-se-fosse-il-peggiore-dei-criminali/96259/

http://www.giornalettismo.com/archives/1148071/francesco-gangemi-tutta-la-storia-del-giornalista-in-galera-per-diffamazione/comment-page-1/?replytocom=1087621

http://www.ntacalabria.it/116107/reggio-calabria-arrestato-direttore-di-giornale/

http://www.mnews.it/2013/10/reggio-calabria-arrestato-francesco.html

Reggio, Siddi e Parisi (Fnsi): "Arresto Gangemi è allucinante"

http://www.giornalisticalabria.it/2013/10/06/%E2%80%9Csull%E2%80%99arresto-di-francesco-gangemi-intervenga-il-quirinale%E2%80%9D/

http://www.fnsi.it/Esterne/Fvedinews.asp?AKey=15834

http://qn.quotidiano.net/cronaca/2013/10/06/961457-reggio-calabria-arrestato-giornalista-francesco-gangemi.shtml

http://www.lapresse.it/cronaca/arrestato-per-diffamazione-giornalista-gangemi-fnsi-allucinante-1.404313

http://www.stampalibera.it/2013/10/il-caso-francesco-gangemi-de-il-dibattito-in-carcere-per-diffamazione-giornalista-di-79-anni-condanna-definitiva-per-un-pubblicista-di-reggio-calabria-fnsi-mostruosita-difficilmente-concep/

http://www.cmnews.it/notizie/calabria/reggio-calabria/84721-arresto-gangemi-lindignazione-della-fnsi-dellunci-articolo-21/

http://www.ossigenoinformazione.it/2013/10/calabria-in-carcere-giornalista-condannato-per-diffamazione-32353/

http://www.articolo21.org/2013/10/carcere-e-informazione/

http://www.ilgiornale.it/news/interni/carcere-diffamazione-giornalista-79-anni-956258.html

http://www.tempi.it/caso-gangemi-parla-il-figlio-maurizio-mio-padre-e-malato-non-si-puo-finire-in-prigione-per-reati-dopinione#.UljvphC9I4K

http://www.editoria.tv/editoria/diffamazione-giornalista-carcere-la-fnsi-allucinante/

http://www.fnsi.it/Esterne/Fvedinews.asp?AKey=15834

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/gangemi-non-sallusti-giornalista-carcere-79-anni-diffamazione-1685005/

http://www.ilfeedback.it/2013/10/07/giornalisti-carcere-la-parola-napolitano/

http://www.articolo21.org/2013/10/giornalisti-giulietti-media-non-ignorino-arresto-gangemi/

www.stamparomana.it

http://www.giornalisticalabria.it/2013/10/07/il-parlamento-abolisca-subito-il-carcere-per-i-giornalisti/

http://www.stampa-libera.it/notizia/GIORNALISMO/Pirovano_%28Odg%29_e_Gallizzi_%28Fnsi%29%3A_Ig%3D%3DPer_l%27arresto_di_Francesco_Gangemi,_intervenga_NapolitanoIg%3D%3D.html

http://www.strettoweb.com/2013/10/reggio-giornalista-carcere-3-giorni-presentata-istanza-scarcerazione/96518/

http://www.strettoweb.com/2013/10/reggio-giornalista-carcere-diffamazione-spampinato-riforma-urgente/96410/

http://www.linksicilia.it/2013/10/un-giornalista-in-carcere-per-diffamazione-anche-se-ha-79-anni/

http://www.giornalisticalabria.it/2013/10/08/caso-gangemi-bruno-odg-%E2%80%9Cma-l%E2%80%99ordine-nazionale-sta-zitto%E2%80%9D/

http://www.mnews.it/2013/10/il-caso-del-giornalista-francesco.html

http://www.articolo21.org/2013/10/francesco-gangemi-condannato-a-due-anni-di-reclusione-per-diffamazione-a-mezzo-stampa-il-figlio-maurizio-litalia-non-adegua-le-norme-alleuropa/

http://www.opinione.it/politica/2013/10/08/menicucci_politica-08-10.aspx

http://www.specchiosesto.it/Lo_Specchio_di_Sesto_San_Giovanni/HOME/Voci/2013/10/9_APERITIVO_DI_GIORNATAArrestare_un_giornalista_di_79_anni_e_un_attentato_alla_liberta_di_stampa_Si_tratta_di_una_vicenda%2C_cosi_grottesca%2C_che_solo_in_Italia_poteva_verificarsi!.html

http://www.tempi.it/caso-gangemi-dai-giudici-un-atto-grave-europa-ci-ha-appena-condannato-per-il-carcere-ai-giornalisti#.Uljr-xC9I4I

http://www.metronews.it/master.php?pagina=notizia.php&id_notizia=16508

http://www.giornalisticalabria.it/2013/10/09/il-caso-gangemi-arriva-a-strasburgo-appello-di-muiznieks/

http://www.italiapost.info/82312-esclusiva-sallusti-su-ip-difende-gangemi-violata-la-liberta-di-stampa-scarceratelo/

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http://www.ilgiornale.it/news/interni/cronista-cella-errori-procura-malagiustizia-caso-francesco-957187.html

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http://www.jeaccuse.eu/index.php/testimonianze-dal-mondo-mainmenu-26/27-servizi-giornalistici-sp-604/599-arresto-gangemi-le-capriole-delle-procure-da-catanzaro-a-catania-passando-per-il-ponte-che-non-c-e.html

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http://www.reggiotv.it/notizie/cronaca/34793/fnsi-siddi-bene-arresti-domiciliari-gangemi-roma

http://www.fnsi.it/Esterne/Fvedinews.asp?AKey=15834

http://www.liberoquotidiano.it/news/1329254/Giornalisti-Reggio-Calabria-Gangemi-arrestato-per-diffamazione-va-ai-domiciliari-2.html

http://www.strettoweb.com/2013/10/reggio-caso-gangemi-franco-siddi-sollievo-umano-la-concessione-dei-domiciliari/97259/

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http://www.ilgiornale.it/news/interni/i-giudici-ci-ripensano-ai-domiciliari-giornalista-79-anni-957764.html

http://www.ntacalabria.it/116360/legali-di-gangemi-presentano-istanza-scarcerazione/

http://www.ntacalabria.it/116797/ai-domiciliari-il-giornalista-francesco-gangemi/

http://www.mnews.it/2013/10/arresto-gangemi-la-liberta-di-stampa-e.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/07/reggio-calabria-arrestato-per-diffamazione-giornalista-79enne-ed-ex-sindaco/735114/

http://www.tempi.it/gangemi-i-giudici-ci-ripensano-e-liberano-il-giornalista#.Ul1WRRC9I4I

http://www.ogginotizie.it/275842-francesco-gangemi-giornalista-agli-arresti-domiciliari-per-diffamazione/#.Ul1WkBC9I4I

http://www.approdonews.it/index.php/calabria/38-reggio-calabria/35090-eroi-quna-vergogna-larresto-del-giornalista-gangemiq.html

http://www.fanpage.it/francesco-gangemi-il-giornalista-79enne-finito-in-carcere-per-diffamazione/

http://www.odg.marche.it/default.cfm?fusebox=notizia&IdNews=2095&descr=Notizie

http://www.dagospia.com/rubrica-29/Cronache/libera-stampa-in-libero-stato-per-diffamazione-va-in-galera-a-79-anni-il-64100.htm

http://www.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-d2407159-56f8-4d26-9246-48294df483f3.html

http://www.lintraprendente.it/2013/10/ce-un-giornalista-in-carcere-litalia-vigliacca-liberi-gangemi/

http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/giuseppe-giulietti-opinioni/perche-francesco-gangemi-si-e-alessandro-sallusti-no-1685476/

http://www.newz.it/2013/10/06/se-giustizia-e-fatta-mandando-in-galera-un-anziano-di-79-anni-il-caso-francesco-gangemi/174525/

http://www.parolibero.it/cronaca-mnu-sidebar/2408-il-giornalista-francesco-gangemi-arrestato-per-il-reato-di-diffamazione-a-mezzo-stampa-07-10-13-donati.html

http://www.giornalismoedemocrazia.it/2013/10/07/giornalista-in-carcere-a-79-annisi-chiama-maurizio-gangemi/

http://www.ccpo.it/gazzetta-dj/comunicati/18301-marche-lordine-dei-giornalisti-sulla-carcerazione-del-giornalista-79enne-francesco-cangemi

http://www.lapennadellacoscienza.it/il-giornalista-francesco-gangemi-arrestato-unonta-la-democrazia-liberta-espressione/

http://www.iltempo.it/politica/2013/10/07/ottant-anni-va-in-galera-e-un-giornalista-1.1178375

http://www.newsdicalabria.com/reggio-calabria-arrestato-francesco-gangemi-1758.htm

http://www.alleanzaperlaliberta.it/?p=329

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Fortunato Spinella: “La morte di mio zio è dovuta alla malasanità, alla malagiustizia o ad altro?”

(326) Riceviamo e pubblichiamo. Salve, sono Spinella Fortunato, vi scrivo riguardo la drammatica vicenda che ha visto coinvolto mio zio Vadalà Antonino morto in carcere il 16 ottobre intorno alle 7 per incapacità giudiziarie e altrettante insoddisfacenti cure mediche lontano dalla sua famiglia alla quale non è stata data nemmeno la possibilità di un'ultima carezza.

 

Di seguito farò un breve quadro delle varie fasi degli ultimi periodi di questo avvenimento tragico che purtroppo ha segnato ancora più pesantemente coloro che si sono trovati disarmati di fronte alle decisioni della magistratura che non ha concesso l'autorizzazione alle cure e ne tanto meno il permesso alla famiglia(al figlio detenuto in particolare con la motivazione di "non sussistenza di pericolo di vita") di poter vedere il proprio caro prima che la situazione diventasse irreversibile. Nell’agosto del 2013, presso la Casa Circondariale di Melfi, viene diagnosticata al sig. Vadalà una "lesione espansiva a livello dell'angolo pontocelebrale di sx, di 2° grado intra e extracanicolare necessitando di RADIO TERAPIA e di continui controlli c/o presidi sanitari esterni" (documentazione sanitaria del carcere di Melfi); dal 29.08.2013 al 04.09.2013 viene ricoverato presso l'Ospedale San Carlo di Potenza, ove gli viene prescritto: “TRATTAMENTO RADIANTE"; il 04.09.2013 rientro (inspiegabile) del detenuto presso la Casa Circondariale di Melfi; il  05.09.2013 il difensore inoltra al Magistrato di Sorveglianza di Potenza, per il tramite della Casa Circondariale di Melfi, istanza per il rinvio dell'esecuzione della pena e chiede, in via subordinata, la concessione degli arresti domiciliari o, comunque, il ricovero in una struttura ospedaliera altamente specializzata; nei giorni successivi il detenuto rimane presso la Casa Circondariale di Melfi; il 17.09.2013: il detenuto viene ricoverato presso I.R.C.C.S. di Rionero in Vulture. L'Istituto rileva che: "la tecnica stereotassica che siamo in grado fornire non rappresenta l'optimum per la patologia in questione che per le caratteristiche dimensionali vede nella cyberknife l'opzione di cura ottimale. Qualora il paziente non possa fruire della metodica dinanzi citata, rimane aperta la nostra opzione e la nostra disponibilità a procedere.. in data di domani… dopo opportuna sedazione… si effettuerà centraggio TC, fase che prelude al trattamento di cui sopra ma non preclude l'altra opzione, ossia la cyberknife"; il 18.09.2013 il Magistrato di Sorveglianza di Potenza rigetta la richiesta di differimento dell'esecuzione della pena, o di arresti domiciliari, o di ricovero in struttura altamente specializzata, già presentata dal difensore il 05.09.2013 e dispone l'eventuale trasferimento di Vadalà Antonino IN ALTRA STRUTTURA CARCERARIA; in seguito rientro (inspiegabile) del detenuto presso il carcere di Melfi; il 22.09.2013 il detenuto viene trasferito presso il carcere di Secondigliano; qualche giorno dopo il detenuto viene trasferito presso l'Ospedale Cardarelli di Napoli; 25.09.2013: il difensore (dopo aver personalmente constatato, in Ospedale, le STRAZIANTI condizioni di salute del proprio assistito) inoltra al Magistrato di Sorveglianza di Napoli nuova istanza di rinvio dell'esecuzione della pena o, comunque, di trasferimento del detenuto in una struttura ospedaliera altamente specializzata; nei giorni successivi il detenuto viene trasferito presso il reparto di rianimazione dell’Ospedale Cardarelli; nei giorni successivi il detenuto viene trasferito presso l'Ospedale Pellegrini (reparto rianimazione);  il 02.10.2013 il difensore sollecita il Magistrato di Sorveglianza di Napoli ad evadere la richiesta di differimento dell'esecuzione della pena già pendente dal 25.09.2013; il 03.10.2013 il Magistrato di Sorveglianza di Napoli rinvia provvisoriamente l'esecuzione della pena per gravi motivi di salute; nei giorni successivi il paziente, ormai affetto da gravissime complicazioni (polmonite, convulsioni), rimane ricoverato presso il reparto di rianimazione dell'Ospedale Pellegrini di Napoli; il 16.10.2013, alle ore 07,10, il sig. Vadalà muore. Riassumendo: sin dal mese di agosto 2013 il detenuto avrebbe avuto necessità di "radio terapia e continui controlli c/o presidi sanitari esterni". La radio terapia (o eventuale diversa tecnica d'intervento) non è mai stata praticata. Il paziente dopo circa 2 mesi di sofferenze ha perso la vita.

 

 

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Gallina di Reggio di Calabria: giovedì 24 la presentazione del libro “Kierkegaard” di Ettore Rocca

(554) Sarà il Teatro Athena ad ospitare, giovedì 24 ottobre 2013 alle ore 17, la presentazione del libro “Kierkegaard” di Ettore Rocca, pubblicato in occasione del bicentenario della nascita del filosofo danese.

 

L’evento, ideato e realizzato dal Teatro dei Semplici nell’ambito del progetto culturale “L’aratro e la semina”, in collaborazione con l’Assessorato Provinciale a Culturale e Legalità, il Dipartimento Architettura e Territorio e il Cis della Calabria, sarà moderato dal direttore di ReggioTV Francesco Chindemi e introdotto dai saluti dell'Assessore Eduardo Lamberti Castronuovo, del Rettore Pasquale Catanoso, della Presidente CIS Rosita Borruto e del Prorettore all'orientamento Alberto De Capua. Seguiranno gli interventi del presidente del Teatro dei Semplici Luigi Marino, di Gianfranco Neri, Daniele Cananzi, Francesca Saffioti, Laura Thermes. Concluderà l’autore Ettore Rocca. Deliberatamente paradossale, nel senso più forte di questo termine, e tutta  centrata sull'esistenza del soggetto singolare ed unico, l'opera di Kierkegaard è consegnata dal suo autore ad una folla di anonimi firmatari: eccetto la sua tesi di dottorato ed alcuni discorsi pubblici, il filosofo danese non ha firmato col suo nome alcuno dei suoi testi principali, per i quali inventa una serie di pseudonimi gravati di un significato allusivo (Victor Eremita, Johannes de Silentio, Constantin Constantius, Johannes Climacus, Virgilius Haufniensis, Nicolaus Notabene, Hilarius il  Rilettore, William Afham, Frater Taciturnus, Anti-Climacus). Ciascuno di questi personaggi fittizi, diversi ed a volte opposti, rappresenta un aspetto di Kierkegaard. Eduardo Lamberti Castronuovo (Assessore Provinciale a Cultura e Legalità), Luigi Marino (Presidente “Il Teatro dei Semplici”) e Gianfranco Neri (Direttore Dipartimento DARTE).

 

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Pallacanestro, DNC, III^ giornata: Vis Reggio Calabria-Nertos Cosenza 58-66

(413) di Federico Strati*. Vis Reggio Calabria-Nertos Cosenza: 58-66 (15-23, 15-15, 11-19, 17-9). Vis: Vozza 7, D. Costa 6, Tramontana 16, Grasso 13, Barrile 3, Carnazza, R. Costa 13, Ielo, Cedro. Allenatore: D’Arrigo. Nertos: Rotundo 8, Pellegrino Yasakov 6, Guzzo 11, Lombardo 15, Coscarella 8, Vazzana 18, Calabrese. Allenatore: Binetti.

 

La Nertos Cosenza si aggiudica il derby di Calabria espugnando il PalaBotteghelle ed infliggendo alla Vis la prima sconfitta stagionale. L’esito della gara non è mai stato in discussione, con il quintetto di coach Binetti che ha avuto il controllo del match fin dalla palla a due, raggiungendo per due volte (sul 19-35 e sul 41-57) un vantaggio massimo di 16 punti per poi amministrare il veemente ritorno finale dei reggini, usciti comunque a testa alta dal parquet. Fra i bruzi l’ex di turno Vazzana (18 punti) ha fatto la voce grossa bombardando il canestro bianco/amaranto con continuità, ben spalleggiato da Lombardo (15), Guzzo (11) e il nuovo acquisto Rotundo (8). Fra i reggini di coach D’Arrigo, invece, hanno pesato non poco l’infortunio di Carnazza (la guardia messinese è rimasta in panchina per tutto l’incontro) e i tre falli di Tramontana commessi già nel primo quarto, che hanno costretto l’ala/pivot ex Nuova Jolly a lungo fuori dal rettangolo di gioco. La sconfitta di ieri non inficia minimamente l’ottimo inizio di campionato della Vis, chiamata ad un pronto riscatto domenica prossima a Marsala, mentre per la Nertos si attendono conferme in casa contro il Mazara. *Ufficio Stampa Vis Reggio Calabria.

 

 

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Reggio di Calabria: censimento della popolazione, un’odissea senza fine

(134) di Barbara Latella. Ancora disagi a rilevatori e coordinatori del Comune di Reggio Calabria per un errore nel saldo dei compensi. È trascorso più di un anno dalla conclusione delle operazioni relative al “XV Censimento della popolazione e delle abitazioni” indetto dall’Istat nel 2011 a livello nazionale e poi attuato dai numerosi Comuni italiani chiamati a parteciparvi attivamente mediante reclutamento di rilevatori e coordinatori da impiegare sul campo.

 

Tra i numerosi comuni, anche il Comune di Reggio Calabria, a mezzo dell’U.O. Statistica e Qualità dei servizi, che ha diretto e coordinato le attività censuarie. La liquidazione dei compensi spettanti ai numerosi operatori reclutati tramite Albo dei rilevatori statistici del Comune, per “vestire” i panni di rilevatore, addetto al centro comunale di raccolta o coordinatore comunale, ha davvero assunto i connotati di una vera e propria odissea. A onor del vero non si tratta del primo e sporadico episodio di ritardi e mancati pagamenti per indagini statistiche espletate sempre col medesimo sistema, poiché già da diversi anni, molti degli stessi operatori coinvolti anche nell’attività di Censimento, vantavano crediti per compensi mai pagati dal Comune e ad oggi ancora insoluti. Tutto questo nello stupore più generale considerato che le somme per i detti compensi – “somme vincolate” – sono state sempre regolarmente versate dall’Istat al Comune per ogni singola indagine, non giungendo tuttavia mai ai legittimi destinatari, nonostante la regolare trasmissione all’ufficio competente dei provvedimenti di liquidazione. Ciò che è sempre mancato, dunque, è il famoso “mandato di pagamento”, nonostante la liquidità per i pagamenti fosse stata sempre e puntualmente erogata e fosse giunta nelle casse comunali con quel fine. Stessa triste sorte è stata riservata, dunque, agli operatori del Censimento. Addirittura con un percorso assai più tortuoso nel tentativo di recuperare i propri compensi. Un percorso che oggi arriva ad assumere risvolti quasi tragicomici, tanto da non  poter essere sottaciuto. Eh si! Perché dopo un iniziale respiro di sollievo tirato nel marzo scorso (e già comunque dopo un anno dal termine) in seguito al pagamento in acconto del 70% dei compensi, dopo varie vicissitudini, rinvii o risposte quasi sempre negative, finalmente due settimane fa arriva il saldo del restante 30%. Una manna dal cielo che, considerati i pregressi ritardi, lasciava intravedere uno spiraglio di luce. Forse l’idea che qualcosa cominciasse davvero ad andare per il verso giusto! E’ bastato davvero poco a cancellare quella già flebile idea! Una e-mail giunta ai “malcapitati” che, notiziandoli di un errore commesso nella procedura di emissione dei mandati, invitava gli stessi a recarsi all’Ufficio di riferimento per la regolarizzazione della procedura. La natura dell’errore, per come appreso in seguito, è relativa alla corresponsione del 20% della somma che il comune avrebbe dovuto invece trattenere a titolo di acconto sui compensi, per effettuare le ritenute previste per legge. Da qui parte la vera e propria corsa del Comune al recupero delle somme indebitamente ed erroneamente sborsate, mediante telefonate, email, e avvisi sopraggiunti ai destinatari addirittura durante il viaggio di nozze … con il consiglio, per coloro i quali non fossero prontamente reperibili, di mobilitare interi rami della parentela perché provvedessero a questa restituzione al posto dei diretti interessati. Eh già, perché “urge” il recupero di tali somme e bisogna “collaborare”!!! Il Comune ha delle scadenze da rispettare, e se tali soldi non venissero restituiti si rischierebbe di diventare degli “evasori fiscali”. E poco importa, nella città in cui tutto è concesso, se chi dovrà restituire questi soldi è a sua volta ancora creditore del comune da diversi anni e per somme quadruple rispetto a quelle chieste in restituzione … se l’errore commesso dall’ufficio (scusabile in altri contesti sociali e con altri trascorsi) comporterà un’ulteriore spendita di tempo, disagi per file agli sportelli bancari, mobilitazione di parenti e amici per quanti per loro fortuna risiedono o lavorano fuori città … se chi alza la voce o semplicemente scrive un articolo su un quotidiano lo fa perché, come tanti altri, è legittimamente stufo e mortificato da questo modo di fare … se lo stesso Comune che è ancora debitore, e lo è comunque stato sino ad oggi,  minaccia un’azione legale nei confronti dei propri creditori!!! Null’altro da aggiungere, il commento ai lettori…

 

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Planetario provinciale Pythagoras di Reggio Calabria: XXIII Settimana Nazionale della Cultura Scientifica e Tecnologica (21-27 ottobre 2013)

(553) Il Planetario provinciale Pitagora di Reggio Calabria aderisce alla XXIII Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica promossa dal Ministero Università e Ricerca. Scopo della Settimana, come recita la circolare ministeriale, è di mobilitare tutte le competenze e le energie del Paese per favorire la più capillare diffusione di una solida e critica cultura tecnico-scientifica.

 

In particolare, la Settimana stimola l'apertura di efficaci canali di comunicazione e di scambio tra l'universo della società civile (che vede in prima fila il mondo della scuola), da un lato, e l'articolato complesso del Sistema Ricerca (università, enti di ricerca pubblici e privati, musei, aziende, associazioni, ecc.) dall'altro. Si tratta di un compito di importanza decisiva, non solo perché contribuisce alla crescita culturale del Paese, ma anche perché costituisce uno dei presupposti per il pieno esercizio dei diritti democratici dei cittadini, i quali sono chiamati a compiere sempre più spesso scelte (ambiente, genetica, energia, ecc.) che, per essere davvero autonome e responsabili, implicano una solida cultura scientifica di base. In tal senso la Provincia di Reggio Calabria, in sinergia con la Società Astronomica Italiana, dimostra ancora una volta di essere sensibile e attenta nei confronti dei propri cittadini. I temi dell’edizione 2013, individuati dal Ministero sono: “Raccolta, smaltimento e riciclaggio dei rifiuti” e “Riscaldamento del pianeta e clima”. Il problema della gestione dei rifiuti è diventato di rilevanza nazionale. La crescita dei consumi e l'urbanizzazione degli ultimi decenni hanno da un lato aumentato la "produzione" dei rifiuti e dall'altro ridotto le zone disabitate in cui trattare o depositare i rifiuti. Il nostro pianeta si sta riscaldando sempre più. E la colpa è inequivocabilmente dell'azione degli esseri umani. Queste sono state le prime conclusioni degli scienziati dell'Intergovernmental Panel on Climate Change, riuniti il 27 settembre di questo anno a Stoccolma. Si comprende allora l’importanza di discutere di questi problemi. Il Planetario provinciale Pitagora, consapevole del ruolo che svolge all’interno della Città, della Provincia, della Regione ha programmato una serie di incontri per discutere con i cittadini ed il mondo della scuola, attorno a questi problemi che sono di vitale importanza per il futuro del nostro Pianeta. Fuori dal tema della settimana potrebbe sembrare la conversazione sulle Comete che si terrà mercoledì 23 ottobre alle ore 16.00. Così non è. Anche le Comete sono state responsabili dei cambiamenti climatici. Non è un tentativo di scagionare l'uomo e di alleviare le sue colpe nei confronti del pianeta. Uno studio recente ha dimostrato che quasi 13mila anni fa l'impatto di una meteora o di una cometa in Canada avrebbe dato origine ad un periodo più freddo chiamato Younger Dryas. Ma il motivo principale per il quale è stato inserita una conversazione sulle comete non è riferito a questo ruolo cometario bensì alla circostanza che questo è l’argomento che gli allievi, che vorranno partecipare alla edizione 2014 delle Olimpiadi Nazionali di Astronomia, dovranno affrontare. Il Planetario cosciente del ruolo che gli è stato affidato dalle Istituzioni ritiene di dover mettere in atto tutte quelle azioni che si rendono necessarie per garantire la preparazione degli allievi che intendono partecipare alle Olimpiadi. Di seguito il programma. Lunedì 21 ottobre 2013 Ore 21,00 Conferenza: Il risparmio energetico e le Stelle Dott. Giovanni Palamara Astrofisico – Esperto Planetarium Pythagoras; Martedì 22 ottobre 2013 Ore 21,00 Conferenza: I rifiuti: una risorsa Prof.ssa Laura Giovine Docente Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" di Reggio Calabria; Mercoledì 23 ottobre 2013 Ore 16,00 Presentazione  delle Olimpiadi Italiane di Astronomia 2014 Prof.ssa Angela Misiano Responsabile Scientifico Planetarium Pythagoras Ore 16,30 Conferenza: "Che cosa sono le comete? Da che cosa dipende la loro luminosità? Cosa ci dicono sulla formazione del sistema solare? E sull'origine della vita sulla Terra?" Prof. Toni Scarmato Astronomo – Esperto internazionale di Comete; Giovedì 24 ottobre 2013 Dalle ore 15,00 alle ore 20,00 Incontro con l'I.C. Borrello Fiorentino di Lamezia T.: visita guidata del Planetarium Pythagoras Rosario Borrello, Marica Canonico, Carmelo Nucera Staff Planetarium Pythagoras Ore 21,00 Conferenza: Raccolta, smaltimento e riciclaggio dei rifiuti Mariacaterina Gattuso Esperta – Segreteria Legambiente Calabria; Venerdì 25 ottobre 2013 Ore 21,00 Conferenza: I misteri del cielo terrestre… non meglioidentificati… tra  scienza e fantascienza Dott. Francesco Macheda Dirigente Settore Cultura e Planetarium Pythagoras; Sabato 26 ottobre 2013 Ore 21,00 Conferenza: Riscaldamento del Pianeta e Clima Dott.ssa Paola Nasti Responsabile Settore Scuola e Formazione e Circolo Legambiente Reggio Calabria; Domenica 27 ottobre  2013 Ore 11,00 Il Sole, una energia pulita, raccontato ai piccoli: osservazione del Sole al Telescopio Rosario Borrello, Marica Canonico, Carmelo Nucera Staff Planetarium Pythagoras.

 

 

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Pallacanestro, Lega Due Silver, III^ giornata: Teate Chieti-Viola Reggio Calabria 68-60

(411) di Lorenzo Mazzitelli*. La Viola esce sconfitta dalla trasferta in terra Abruzzese, il finale è 68-60. La Viola non è mai riuscita ad andare in vantaggio, fin dalle prime battute c'è stato un elastico di 6 punti che Caprari e soci non sono mai riusciti a colmare – se non in qualche frangente portandosi anche sul -2 – arrivando al distacco finale di 8 punti.

 

La partita. La Viola entra in campo schierando Bell, Fabi, Sorrentino, Spera e Ammannato, mentre i Teatini presentano uno starting five con Glover, Raschi, Diomede, Soloperto e Shaw. Il primo quarto termina sul 16-10 con uno Shaw straripante che alla fine risulterà essere il migliore in campo con una valutazione di 28 e 23 punti. Nella Viola invece Bell non si vede in campo, si suoi tentativi dalla lunga e dalla media puntualmente falliscono e anche Caprari non è nella sua migliore giornata con 0 punti alla fine dei primi due quarti, di contro Fabi disputa un ottimo inizio. Il secondo quarto termina 28 a 13 e dunque la Viola riesce a rosicchiare un punto, da segnalare in questo frangente la prestazione di Gaetano Spera (9 punti per lui) che tiene a galla la Viola. Dall'altro lato è Soloperto a segnalarsi con un'ottima prestazione difensiva, l'ex della Viola nelle situazioni di "palla contro" è il migliore dei suoi. Si va a riposo e in campo entra un altro Bell, 17 punti finali per lui, ma frutto di 7 su 21 al tiro, sarà però tutta la Viola alla fine ad essere fallosissima da dentro l'arco (36%) e da fuori l'arco (24%), anche Marco "badred" non è quello di domenica scorsa e il terzo quarto finisce 48 a 39. Nell'ultimo quarto la Viola dà l'impressione di potere rientrare in partita grazie al ritorno dei suoi top men come Caprari, Bell e Fabi, ma per una serie di errori e di episodi la Viola non rientra anche per via della non miglior giornata dei nostri due play Campani, Diomede, Shaw, Gialloreto non ci stanno a mollare una partita condotta dall'inizio e riescono con calma olipica a mantenere il vantaggio. La partita, come detto si chiude 68 a 60, con Chieti che festeggia e la Viola, che per quanto generosa, ma pur sempre con l'uomo in meno, già da domani dovrà pensare alla partita contro Casalpusterlengo con i Reggini che cercano l'immediato riscatto. Le interviste del post-partita. Queste le parole del Coach Ponticiello dopo la sconfitta di Chieti: "Una partita che lascia un bel pò di rammarico perchè siamo stati poco cinici, il piano partita ha funzionato abbastanza bene, abbiamo faticato in attacco, ma nel complesso stavamo facendo quello che volevamo fare. Ogni volta che sembrava che l'inerzia girasse a nostro favore, nel momento in cui bastavano due cose giuste siamo mancati consentendo a Chieti di allungare di nuovo". “Nel finale la situazione di falli ha penalizzato gli interni (Spera e Ammannato), in quel frangente è uscita fuori la capacità di Chieti di dimostrarsi sul pezzo. Nel complesso però non abbiamo mosso il pallone con la rapidità necessaria, nei momenti chiave loro hanno sempre punito la nostra difesa, noi non ci siamo riusciti, non credo la loro difesa fosse trascendentale". "Una di quelle serate in cui la palla ristagnava in certi spazi. Volevamo giocare sui lunghi e ci siamo riusciti, ma quando dovevamo uscire e sorpassare commettevamo un errore in attacco e uno in difesa". "Forse eravamo anche un pò nervosi, martedì cercheremo di capire". "Dal punto di vista della voglia e della partecipazione non rimprovero nulla ai nostri ragazzi, ma una possibile ipotesi è che abbiamo sentito troppo la partita. E' vero che ci manca uno come Kirkland che doveva essere il catalizzatore del gioco interno, ma è anche vero che siamo contentissimi del lavoro di Gaetano (Spera n.d.r.) e di questi uomini a disposizione e di loro mi fido per l'ottimo lavoro che stiamo facendo. Dovevamo essere molto più lucidi, le palle vaganti dobbiamo prenderle noi, non l'avversario, probabilmente sta qui e nella mancanza di ciniscmo, la chiave della nostra sconfitta". *Press Manager Viola Reggio Calabria.

 

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I giudici ci ripensano, ai domiciliari il giornalista di 79 anni. L’Europa ci bacchetta sulla libertà di stampa. E i magistrati fanno dietrofront: Gangemi, anziano e malato, torna a casa

di Gianpaolo Iacobini. Esce dal carcere e va ai domiciliari Francesco Gangemi. Ma l'Italia che manda in galera i giornalisti ha un avversario: l'Europa.  Ha lasciato ieri la casa circondariale di Reggio Calabria il direttore del mensile Il Dibattito, spedito in cella a 79 anni – sebbene invalido e malato di cuore e di tumore – per scontare una pena a due anni di reclusione derivante da alcune condanne per diffamazione.

 

I giudici ci hanno ripensato. Il magistrato di sorveglianza Daniela Tortorella, considerate le precarie condizioni di salute dell'anziano cronista, gli ha concesso di continuare a scontare tra le mura domestiche il suo debito con la giustizia, dopo sei giorni passati al fresco in esecuzione di un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura generale di Catania, sul quale da subito si erano addensati come nubi i rilievi dei difensori, gli avvocati Lorenzo Gatto e Giuseppe Lupis. La Procura catanese ha preso atto della decisione del giudice reggino, ordinando «l'immediata scarcerazione del condannato» alla luce della sua assegnazione ai domiciliari per motivi di salute, ma la battaglia continua: i legali di Gangemi hanno già interpellato la Corte d'appello di Catania per ottenere l'annullamento dell'ordine di carcerazione. Il loro assistito, sostengono, già da tempo aveva presentato richiesta di accesso alle misure alternative sulla scorta di precedente cumulo di pena formalizzato dalla Procura di Cosenza. «L'udienza era stata fissata da mesi e calendarizzata per il 14 novembre davanti al Tribunale di sorveglianza di Catanzaro: la magistratura catanese s'è sovrapposta a quella cosentina», ripetono. Una battaglia in punto di diritto alla quale il direttore del Dibattito assisterà dalla sua abitazione in riva allo Stretto, dove è stato riaccompagnato dal figlio Maurizio. «Papà è provato, ma sta bene», dice Gangemi jr.. «Ha la sensazione che qualcuno voglia mettere il silenziatore al suo foglio, l'unica voce libera della città. Ci avevano già provato nel 2004, con un arresto nell'ambito di un'inchiesta che lo vide poi assolto con formula piena. Ma non s'è arreso allora e non s'arrenderà adesso. Lo ha giurato: non finisce qui». Intanto, come ai tempi del caso Sallusti, torna a far sentire la sua voce anche Strasburgo. Nel mirino, Roma lumaca ed un Parlamento incapace di adeguare le leggi nazionali a quelle continentali e di cassare dal codice penale il carcere per i reati d'opinione commessi nell'esercizio della professione giornalistica. «Le recenti sentenze del Consiglio d'Europa emesse contro l'Italia per il non rispetto della libertà di stampa e l'incarcerazione per diffamazione del giornalista Francesco Gangemi – dice il commissario per i diritti umani del Consiglio, Nils Muiznieks – evidenziano che le leggi e le pratiche italiane sono inadeguate a proteggere la libertà d'espressione». Un giudizio tagliente, che fa piazza pulita di silenzi (interessati) e ipocrisie varie, strappando la maschera ai campioni della libertà urlata nelle piazze, ma taciuta nelle aule parlamentari: «I legislatori e i giudici italiani – aggiunge Muiznieks – devono urgentemente prendere in considerazione la giurisprudenza della Corte di Strasburgo e far avanzare la libertà d'espressione in Italia». Alla notizia della scarcerazione di Francesco Gangemi, in molti, in primis la Federazione nazionale della stampa col suo segretario Franco Siddi, si sono spinti a chiedere per lui un gesto di clemenza al Capo dello Stato, per chiudere nel modo migliore la storia giudiziaria che lo riguarda, e soprattutto «l'approvazione della nuova legge sulla diffamazione, che da mesi giace in Parlamento». Il vicepresidente della Camera, Simone Baldelli, ha ricordato che «su richiesta del Pdl l'esame in Aula è previsto per la prossima settimana». L'Europa guarda. E aspetta.

Fonte:

http://www.ilgiornale.it/news/interni/i-giudici-ci-ripensano-ai-domiciliari-giornalista-79-anni-957764.html

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Giornalisti: Reggio Calabria, Gangemi arrestato per diffamazione va ai domiciliari

(Adnkronos) – Sul caso interviene anche il segretario generale della Fnsi Franco Siddi che accoglie il provvedimento “con sollievo umano. Resta però lo sconcerto – prosegue – per la decisione a monte di mandare in galera un uomo di settantanove anni, per di più malato, mentre la Corte europea di Strasburgo condanna ripetutamente l’Italia per quello che rimane un mostro giuridico, il carcere per i reati a mezzo stampa.

 

Una pena in assoluta sproporzione rispetto alla qualità del delitto contestato”. La Fnsi, sottolinea Siddi, “è pronta anche a rivolgere un appello al Capo dello Stato perché possa considerare un intervento nell’esercizio delle facoltà che gli attribuisce la Costituzione. Certamente urgentissimo e non ulteriormente rinviabile, sia alla luce delle nuovi recenti sentenze di condanna della Corte europea sui diritti dell’uomo, sia in relazione all’ultimo caso di un giornalista condannato al carcere, la riflessione sull’esigenza di pervenire a una disciplina più equilibrata ed efficace dei reati di diffamazione a mezzo stampa sollecitata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del provvedimento di commutazione della pena che egli adottò alla fine del dicembre scorso nei confronti del direttore del giornale Alessandro Sallusti. La riforma del Codice su questo punto, già all’esame della Camera, non può essere davvero in alcun modo ulteriormente rinviata”.

Fonte:

http://www.liberoquotidiano.it/news/1329254/Giornalisti-Reggio-Calabria-Gangemi-arrestato-per-diffamazione-va-ai-domiciliari-2.html

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Ai domiciliari il giornalista Francesco Gangemi. Carlo Parisi: “Sollievo, ma non abbassiamo la guardia. Intervenga il Parlamento”. Franco Siddi: “Una pena in assoluta sproporzione”

REGGIO CALABRIA – Ha ottenuto i domiciliari il direttore de “Il dibattito”, Francesco Gangemi, 79 anni, arrestato nei giorni scorsi e rinchiuso nel carcere di Reggio Calabria perché deve scontare una condanna a 2 anni per diffamazione aggravata a mezzo stampa. A stabilire il provvedimento, i giudici del Tribunale di sorveglianza di Reggio, che hanno accolto l’istanza dei difensori del giornalista – tra l’altro affetto da diverse e gravi patologie – gli avvocati Lorenzo Gatto e Giuseppe Lupis.

 

L’arresto era stato eseguito su disposizione della Procura generale di Catania. “La concessione degli arresti domiciliari a Francesco Gangemi – afferma Carlo Parisi, segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria e vicesegretario nazionale della Fnsi – suscita un’immediata sensazione di sollievo, che non deve, però, far passare in secondo piano la gravità dell’atto perpetrato ai danni di un giornalista, tra l’altro di 79 anni e in precarie condizioni di salute, per il reato di diffamazione a mezzo stampa. E, soprattutto, arrestato per non aver voluto rivelare la fonte di una notizia”. Carlo Parisi rinnova, quindi, l’appello al Parlamento “perché riformi, con urgenza, la legge sulla diffamazione, come si è impegnata a fare di recente la Camera, per evitare il ripetersi di queste vergogne”. “La decisione del Giudice di sorveglianza di Reggio Calabria – commenta, dal canto suo, il segretario generale della Fnsi Franco Siddi – di far uscire da una cella il giornalista settantanovenne Francesco Gangemi, portato in carcere sabato scorso per scontare una condanna per diffamazione a mezzo stampa e per essersi rifiutato a rendere note fonti fiduciarie di notizie, va accolta con sollievo umano. Resta però lo sconcerto per la decisione a monte di mandare in galera un uomo di settantanove anni, per di più malato, mentre la Corte Europea di Strasburgo condanna ripetutamente l’Italia per quello che rimane un mostro giuridico (il carcere per i reati a mezzo stampa). Una pena in assoluta sproporzione rispetto alla qualità del delitto contestato. Rimane perciò l’amarezza che non si siano subito valutate le condizioni alternative per l’esecuzione di una condanna a pena detentiva. A questo punto, ogni altro atto di equilibrio e umanità che possa riguardare il caso Gangemi potrà essere preso in considerazione”. “La Fnsi – sottolinea Siddi – è pronta anche a rivolgere un appello al Capo dello Stato perché possa considerare un intervento nell’esercizio delle facoltà che gli attribuisce la Costituzione. Certamente urgentissimo e non ulteriormente rinviabile – sia alla luce delle nuovi recenti sentenze di condanna della Corte Europea sui diritti dell’uomo, sia in relazione all’ultimo caso di un giornalista condannato al carcere – la ‘riflessione’ sull’esigenza di pervenire a una disciplina più equilibrata ed efficace dei reati di diffamazione a mezzo stampa sollecitata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del provvedimento di commutazione della pena che egli adottò alla fine del dicembre scorso nei confronti del direttore del giornale Alessandro Sallusti. La riforma del Codice su questo punto, già all’esame della Camera, non può essere davvero in alcun modo ulteriormente rinviata”.

Fonte:

http://www.giornalisticalabria.it/2013/10/11/ai-domiciliari-il-giornalista-francesco-gangemi/

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Il giornalista reggino in carcere da 6 giorni diventa un caso nazionale mentre in città è calato il silenzio…

di Peppe Caridi. Da quando s’è trovato la polizia al campanello di casa alle nove del mattino, sabato scorso, sono passati esattamente 6 giorni. E dopo 144 ore è ancora lì, in carcere, dietro le sbarre come se fosse un delinquente, un criminale. Ma Francesco Gangemi, noto giornalista reggino, sta vivendo questo momento con straordinaria dignità nonostante gli acciacchi dell’età: ha 79 anni ed è gravemente malato ma al tempo stesso orgoglioso e fiero. Fiero della sua storia, del suo impegno professionale e civile sempre caratterizzato dalla libertà.

 

Non appena gli ufficiali delle forze dell’ordine sono andati a casa sua per prenderlo e portarlo in galera, dopo un iniziale momento di smarrimento e sorpresa per un provvedimento fino a quel momento neanche lontanamente immaginabile, ha dimostrato questo straordinario atteggiamento super-dignitoso: è andato a farsi la doccia, ha indossato giacca e cravatta e s’è lasciato guidare in carcere. “Non dimenticherò mai il garbo immenso e lo straordinario tatto di quei tre poliziotti – confida ai microfoni di StrettoWeb il figlio Maurizio, anche lui stimato e apprezzato giornalista reggino – sembrava che stessero arrestando se stessi. Purtroppo non potevano fare diversamente, stavano solo eseguendo l’ordine di un magistrato, ma hanno reso meno amaro un momento così terribile. Lo stesso stanno facendo tutti gli operatori del carcere, dal direttore agli addetti fino agli stessi carcerati. I compagni di cella di papà lo trattano nel modo migliore possibile, gli hanno liberato il letto migliore, lo chiamano “dottore”, gli preparano da mangiare. Ha 80 anni e sta male, non è in grado di sostentarsi da solo e lì dentro l’hanno capito tutti sin dal primo momento“. Quello di Gangemi, intanto, sta diventando un vero e proprio “caso” nazionale: tanti “big” del giornalismo italiano sono intervenuti non solo esprimendo la solidarietà più totale, ma anche promettendo azioni concrete. Maurizio ha ricevuto una telefonata da Alessandro Sallusti che ha chiesto il contatto dell’avvocato che sta seguendo il caso del padre mentre una segretaria di Michele Santoro gli ha chiesto la disponibilità di recarsi a Roma per raccontare la storia di suo padre in una puntata di “Servizio Pubblico“. Intanto solo poche settimane fa i giudici di Strasburgo hanno accolto il ricorso di Maurizio Belpietro contro la condanna a 8 mesi di carcere per un simile reato d’opinione: i giudici europei avevano sentenziato che il carcere per i cronisti è una sanzione eccessiva e non proporzionata agli scopi della pena. Su questo lavorano gli avvocati di Gangemi, che intanto hanno chiesto l’immediata scarcerazione su cui dovrà arrivare a breve una risposta che tutti noi ci auguriamo sia positiva. La reazione dei vertici della Federazione nazionale della stampa e dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti è stata veemente con una richiesta di risposte da parte delle cariche istituzionali dello Stato. “Quanto accaduto al giornalista Gangemi – hanno dichiarato Franco Siddi e Carlo Parisi – appare una mostruosità difficilmente concepibile per qualsiasi ordinamento democratico che si fondi sulla libertà d’espressione, di stampa e sul pluralismo delle idee: sorprende che la magistratura, pur in presenza di una legislazione che prevede il carcere per i reati di diffamazione a mezzo stampa e che perciò è stata giudicata incompatibile dalla Corte dei diritti dell’uomo, non abbia individuato misure alternative alla detenzione, riconosciute in quasi tutte le parti d’Italia a fior di delinquenti per crimini efferati di ben altra natura”. La Federazione della stampa si rivolge ancora una volta al Parlamento affinché approvi con urgenza la legge sulla diffamazione per evitare il ripetersi di “questi dolorosi sconci”. Insomma, quello di Gangemi sta diventando un “caso” su cui si lavora anche a livello legislativo: eppure sulla vicenda in città è calato il silenzio. E’ davvero paradossale come proprio a Reggio tutti tacciano su un episodio così agghiacciante che coinvolge un collega e rimbalza sui mass-media di tutt’Italia, da Radio a Tv, dai quotidiani al web. Dalle istituzioni silenzio assordante, così come dal mondo politico. L’unico ad esporsi è stato Antonio Eroi, presidente del Consiglio provinciale di Reggio Calabria: “nonostante la Corte europea abbia da poco emesso sentenze che bocciano ‘l’esistenza stessa di una sanzione penale sulla libertà di opinione ed informazione perché tale da provocare un effetto dissuasivo sul contributo che la stampa porta al dibattito su temi di interesse generale’ come evidenziato dalla stessa Corte, a Reggio Francesco Gangemi, giornalista 79enne, è stato arrestato per tale reato pochi giorni fa, e ad oggi ancora nessuno è intervenuto pur essendo il Gangemi affetto da gravi malattie, a dispetto di tutti gli interventi dettati da sdegno e solidarietà, a partire da quello di Fnsi. Senza entrare nel merito della sentenza di condanna che ha colpito Gangemi, voglio esprimere tutta la mia contrarietà per questa detenzione che, oltre a ledere il diritto alla libera informazione sancito e tutelato in territorio Ue, rischia di trasformarsi in tragedia considerata l’età dell’arrestato e le sue precarie condizioni di salute“. Eroi ha concluso con un appello al figlio del giornalista tratto in arresto: “Purtroppo non è nelle mie competenze chiedere un provvedimento di Grazia al presidente della Repubblica, ma sarò al fianco del figlio di Gangemi, Maurizio, che invito sin d’ora a chiedere l’intervento di Napolitano in tale direzione. Fatti del genere non dovrebbero più accadere in Italia, la personale vicenda di Francesco Gangemi ci obbliga ad esprimere una solidarietà che va oltre il mero aspetto umano: è un’offesa al diritto d’opinione“. Ma quella di Eroi è solo una goccia nell’oceano. La città intera avrebbe dovuto schierarsi inequivocabilmente dalla parte di questo suo giornalista che sta occupando le cronache nazionali. Certamente Gangemi con il suo stile pungente e aspro, nel corso degli anni non s’è certo creato tanti amici in città, in modo particolare nel mondo della politica. Ma quello che ha sempre scritto, a prescindere dal merito delle varie osservazioni, l’ha fatto in modo libero, senza padri, padrini e padroni che gli indicassero cosa fare come accade – ad esempio – con coloro che oggi hanno deciso di far calare il silenzio su un fattaccio che meriterebbe nove colonne in prima pagina per una settimana intera. Quello di Gangemi è un episodio che deve farci riflettere non solo sui problemi della giustizia italiana e della magistratura, ma anche sullo “stile” tipico della nostra città in cui neanche quando si tratta di episodi così lampanti e basilari (stiamo parlando di diritti umani) riesce a fare fronte comune…

Fonte:

http://www.strettoweb.com/2013/10/il-giornalista-reggino-in-carcere-da-6-giorni-diventa-un-caso-nazionale-mentre-in-citta-e-calato-il-silenzio/97123/

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Arresto giornalista Gangemi: le capriole delle Procure, da Catanzaro a Catania passando per il ponte che non c’è

di Ernesta Adele Marando. Reggio Calabria. Sabato mattina 5 ottobre 2013 il Giornalista Francesco Gangemi si è visto arrivare in casa un drappello di militi. Militi che, gentili per carità, con grande garbo lo hanno condotto in carcere. In quel carcere dove lui non ci sarebbe mai dovuto entrare stando ai fatti e alle carte. Ma evidentemente le carte si incartano e succede che il mazzo si smazza e le procure da Catanzaro a Catania fanno le capriole. E il giornalista dottore Francesco Gangemi, reo di non mandare niente a dire dai picciotti ai collettini inamidati, si è guadagnato il carcere.

 

Già nel novembre 2004 lo avevano condotto nel penitenziario, senza olio nè sale. Distruggendo la redazione del DIBATTITO in via Santa Caterina e quello che ricordo di quello scempio in seguito a perquisizione, furono immagini terribili di uno studio devastato. Erano passati gli Unni e i Vandali insieme. Da quell'arresto il Giornalista uscì malato ma fu assolto, dopo anni e processi, con formula piena dei reati contestati. Francesco, più determinato che mai ricostruì il giornale straletto non solo in quel lembo di terra malata qual'è il Sud e la costa ionica calabrese in particolare, ma in tutto il mondo grazie anche alla diffusione via internet. E continuò le sue battaglie solitarie perché nessuno osa mettersi “contro”. La vita diventa difficile. Si tiene famiglia. Ma anche Francesco Gangemi tiene famiglia ma è più forte la spinta ad andare a cercare la verità. Ad aiutare chi non ha voce. Certo in trentanni di professione talvolta ha avuto delle fonti che poi si sono rivelate di cera, ma chi mai nella propria vita ha incontrato persone sempre affidabili e oneste? Quante volte siamo stati traditi nella nostra buona fede? Ebbene ormai una settimana fa con un “Provvedimento di esecuzione di pene concorrenti con contestuale ordine di esecuzione per la carcerazione” del Procuratore Generale della Procura Generale di Catania – Ufficio esecuzione penale – veniva privato della sua libertà e condotto in cella dove tutt’ora si trova. Ho preparato un video amatoriale con i due servizi del TGR Calabria andati in onda domenica 6, il giorno dopo l’arresto del giornalista e lunedi 7 ottobre 2013 alle ore 19 e 30. Vengono dette molte inesattezze perché molte inesattezze sono riportate nel provvedimento di esecuzione all’arresto. Provvedimento in quattro pagine già pubblicato in un articolo dal figlio del giornalista, Maurizio, giornalista anch’egli, il giorno stesso dell'arresto del padre, 5 ottobre, sul suo giornale online "Il Reggino". Articolo che troverete anche su questo nostro giornale. Il titolo è " Reggio di Calabria: arrestato il pericolosissimo giornalista Francesco Gangemi". Nel video che ho montato con i videoclip dei due TGR Calabria del 6 e 7 ottobre corrente, riguardanti l’arresto del giornalista, ho inserito delle didascalie che vi prego vi soffermiate a leggere. Se scorrono veloci fate "fermo immagine". A seguire l’articolo piuttosto esaustivo del giornalista Gianpaolo Iacobini del “Il Giornale” che ha sentito, prima di scrivere il suo servizio, il difensore del giornalista, l'avvocato Giuseppe Lupis del Foro di Locri. Mi dispiace molto che questo pezzo sa stato pubblicato a pagina 23, uno schiaffo. E’ come dare la carota e il bastone. La verità si, ma in fondo al giornale. Ci si è lavati la coscienza e non si è dato tanto nell’occhio. Vabbè, siamo abituati. Mica tutti hanno la stoffa e il coraggio del dr. Gangemi. I nostri complimenti vanno al bravo giornalista Iacobini, le nostre critiche alle maestranze de “Il Giornale” che hanno riservato ben altri spazi ad Alessandro Sallusti, che il carcere manco lo ha visto. Qualche giorno agli arresti domiciliari non in una favelas attorneato da mosche e zanzare, ma in una casa che definire casa è riduttivo. Direi palazzetto. A Milano, non Africa centrale arida e nera. Con palestra e piscina. Siamo felici per lui ma avremmo desiderato maggiore considerazione per un collega sbattuto in carcere innocente per le accuse a lui mosse e per le quali sbattuto in carcere. E si sa che le carceri italiane sono lo scandalo nello scandalo italiano, tanto sono sporche, sovraffollate, con una promiscuità con gente malata sia di testa che nella carne. Ma per Alessandro Sallusti, che stimo peraltro come giornalista e per il quale io e Gangemi stesso ci siamo battuti con i nostri giornali per il suo scandaloso arresto ( ai domiciliari per due o tre giorni finchè Grazie del presidente Napolitano non è intervenuta in suo soccorso. Grazia non cercata da Sallusti ma ricevuta "d'ufficio". Mi dispiace che in questa vicenda il Dr. Sallusti sia latitante, come tanti, quasi tutti i suoi pregiati colleghi d.o.c.. E' stato fatto tanto di quel can can per lui dai giornali "che contano" che è stato graziato subito. Lui, giovane e forte. Il nostro giornalista invece ha superato i 79 anni e ha tali e tante patologie che un medico poco poco con una preparazione sufficiente, non eccellente, capirebbe al volo che deve stare in ambiente protetto e non in una cella… Ma ci vogliono ore o giorni per leggere le cartelle sanitarie e partorire una decisione. Scarcerarlo e inviarlo a casa sua! L’occhio clinico pare sia andato in casa di riposo. Per alcuni. Per altri invece sani come delfini, improvvisamente starnutiscono e immediatamente spediti al loro domicilio  col biberon. Bah valli a capire…

Fonte:

http://www.jeaccuse.eu/index.php/testimonianze-dal-mondo-mainmenu-26/27-servizi-giornalistici-sp-604/599-arresto-gangemi-le-capriole-delle-procure-da-catanzaro-a-catania-passando-per-il-ponte-che-non-c-e.html

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Reggio, caso-Gangemi. Franco Siddi: “sollievo umano per la concessione dei domiciliari”

di Ilaria Calabrò. “La decisione del Giudice di sorveglianza di Reggio Calabria di far uscire da una cella il giornalista settantanovenne Francesco Gangemi, portato in carcere sabato scorso per scontare una condanna per diffamazione a mezzo stampa e per essersi rifiutato a rendere note fonti fiduciarie di notizie, va accolta con sollievo umano”.

 

Lo dichiara il segretario della Fnsi, Franco Siddi. ”Resta pero’ lo sconcerto per la decisione a monte di mandare in galera un uomo di settantanove anni, per di piu’ malato – prosegue Siddi -, mentre la Corte Europea di Strasburgo condanna ripetutamente l’Italia per quello che rimane un mostro giuridico (il carcere per i reati a mezzo stampa). Una pena in assoluta sproporzione rispetto alla qualita’ del delitto contestato. Rimane percio’ l’amarezza che non si siano subito valutate le condizioni alternative per l’esecuzione di una condanna a pena detentiva”. ”A questo punto – aggiunge il segretario Fnsi -, ogni altro atto di equilibrio e umanita’ che possa riguardare il caso Gangemi potra’ essere preso in considerazione. La Fnsi e’ pronta anche a rivolgere un appello al Capo dello Stato perche’ possa considerare un intervento nell’esercizio delle facolta’ che gli attribuisce la Costituzione. Certamente urgentissimo e non ulteriormente rinviabile – sia alla luce delle nuovi recenti sentenze di condanna della Corte Europea sui diritti dell’uomo, sia in relazione all’ultimo caso di un giornalista condannato al carcere – la ‘riflessione’ sull’esigenza di pervenire a una disciplina piu’ equilibrata ed efficace dei reati di diffamazione a mezzo stampa” sollecitata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del provvedimento di commutazione della pena che egli adotto’ alla fine del dicembre scorso nei confronti del direttore del giornale Alessandro Sallusti. La riforma del Codice su questo punto, gia’ all’esame della Camera, non puo’ essere davvero in alcun modo ulteriormente rinviata”.

Fonte:

http://www.strettoweb.com/2013/10/reggio-caso-gangemi-franco-siddi-sollievo-umano-la-concessione-dei-domiciliari/97259/

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Francesco Gangemi, al giornalista concessi gli arresti domiciliari

REGGIO CALABRIA – Alla fine Francesco Gangemi ha almeno ottenuto i domiciliari. Malato, 79 anni, il giornalista è stato arrestato alcuni giorni fa dopo una condanna a due anni per diffamazione aggravata a mezzo stampa.

 

Era finito in carcere perché non aveva presentato l’istanza per le misure alternative entro i termini prescritti. Nonostante la svolta, se così la si può definire, Gangemi è stato in carcere e adesso resterà chiuso in casa con tutte le limitazioni a telefonate e visite che i domiciliari impongono. E’ finito in questa condizione per non aver rivelato le fonti di notizie pubblicate dal suo quotidiano. Al di là delle inchieste in cui è stato coinvolto precedente, al di là dei suoi meriti non solo come giornalista ma anche come politico, per Gangemi non si è alzato un polverone come per Alessandro Sallusti. Non ci sono state mobilitazioni bipartisan. Gangemi è stato condannato ed è andato in carcere. Nonostante la stessa Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo abbia ribadito proprio in questi giorni che il carcere per i giornalisti è troppo. Il rischio? Che la giustizia, a sua volta, intacchi la libertà di espressione. E in un Paese al 57° posto al mondo per libertà di informazione (Reporters Sans Frontières), dopo Sudafrica e Ungheria, è un rischio che andrebbe evitato.

Fonte:

http://www.blitzquotidiano.it/media/francesco-gangemi-giornalista-concessi-arresti-domiciliari-1689831/

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