Cittanova (RC): Confesercenti, conferenza “Informati nella legalità per non fermarti”

(40) Oggi alle ore 10:00 presso la sede del Centro “Polo Solidale per la legalità”, in Viale Merano a Cittanova, è in programma la conferenza “Informati nella legalità per non fermarti”, promossa dalla Confesercenti di Reggio Calabria, per la presentazione del Progetto di informazione e sensibilizzazione ai cittadini delle azioni possibili per contrastare il fenomeno del racket e dell’usura.

 

Racket, pizzo e usura, ovvero il “ramo commerciale” delle mafie, incidono direttamente sul mondo dell’impresa e valgono oggi in Italia oltre 100 miliardi di euro, pari a circa il 7% del Pil nazionale. Per tutte queste motivazioni tali fenomeni richiedono una risposta complessiva ed articolata: azioni preventive, repressive e dissuasive. Una risposta a cui, insieme ai poteri dello Stato, devono partecipare tutte le componenti della società. Nel corso della conferenza, introdotta da Francesco Cosentino,  Sindaco di Cittanova saranno presenti il Presidente della Confesercenti Calabria, Antonino Marcianò, il Vice Presidente Provinciale Confesercenti Enzo Musolino, il Presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Lucio Dattola. Coordina i lavori il giornalista Michele Albanese. Nel corso della giornata saranno illustrati tutti gli strumenti e le azioni di intervento e di assistenza che esistono in favore delle imprese e dei privati cittadini vittime di queste attività criminose.

 

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Reggio di Calabria: la città metropolitana della conoscenza smart e solidale parte da “ErgoSud”

(41) Anche nella sua seconda edizione, “ErgoSud” ha dimostrato di saper trasferire appassionate visioni di futuro ed altrettanto coinvolti alti profili di competenze e progettualità concretamente realizzabili in termini di innovazione, coesione sociale, rigenerazione urbana, crescita economica e culturale, a partire da un ambito metropolitano che a Reggio e nella sua provincia è ancora tutto da costruire.

 

La conferma si è avuta in occasione di “Smart sustainable innovation + [Civic] [Data]”, evento svoltosi nella giornata di ieri ad Architettura e in quella di oggi a Confindustria, dove, il quasi centinaio di partecipanti, quasi tutti giovani, guidati da Consuelo Nava e da Pensando Meridiano e da Angelo Marra e dai Giovani industriali reggini, ha potuto formarsi sui contributi di profilo internazionale come l’economista veneto Piero Pelizzaro, sui temi della resilienza, ed il docente siciliano Maurizio Carta, su quelli dell’innovazione di città metropolitane smart. Gli stessi hanno suggerito metodi e conoscenze perseguibili  nella redazione delle progettualità per il  “Pon metro 2014-2020” con un'idea culturale e produttiva di città metropolitana che non passa certo attraverso l'architettura degli aspetti politici-amministrativi senza la priorità di contenuti di visioni di sviluppo e territorio per le comunità. Nè con la visione di una superata struttura policentrica priva di valori e connessioni con quelle che saranno le grandi città metropolitane che condurranno l'innovazione urbana e umana del futuro immediato a livello europeo. A finalizzare gli interventi su open data e smart city di Francesco Micali e Giuseppe Oppedisano avutisi ieri, nel rapporto informato e legale tra cittadinanza, open data e pubblica amministrazione, ieri si è collocato quello odierno dell’esperto lucano Ernesto Belisario su “Open data come strumento di democrazia”, attraverso il quale si è dimostrato come i dati pubblici, se resi disponibili attraverso la tecnologia, possano essere portatori di un nuovo modo di essere cittadini, di una maggiore trasparenza ed efficienza, dell’incremento di occasioni di innovazione ed e-government, a patto che istituzioni e cittadini concorrano mettendo in campo azioni di sistema. Ma grande spazio è stato dato alle idee per il Pon con i lavori avviati dai partecipanti del “FuturLab” di “ErgoSud”. Queste progettualità, che Giuseppe Mangano di Pensando Meridiano ha definito «il nostro impegno e le nostre idee per il futuro prossimo di una città metropolitana competente ed innovativa», verranno approfondite dettagliatamente nelle prossime settimane nell’ottica di una rete di innovatori di tipo interdisciplinare e sono già state articolate in tre step: "Strategia”, “tattica” e “visione”, tutti riferibili alla sostenibilità sociale ed ambientale di progetti del riscatto, fase indispensabile per ambire al percorso smart. Sei le proposte per le voci progettuali “Reggio unità”, “Reggio net”, “Reggio mobile” e “Reggio rigenera”: la prima, la  promozione di startup per l’inclusione e la partecipazione digitale di “smart economy”, “smart people” e “smart governance”; la seconda, una piattaforma web per coinvolgere la cittadinanza con input e feedback in segnalazioni su efficienza ed efficacia dei servizi di gestione della città, garantendo una sicurezza dei dati e del loro utilizzo; la terza, connessioni ed azioni tra centro e periferie su saperi e diversità attraverso la socialità; la quarta e la quinta sull’inclusione sociale e lotta a povertà e discriminazioni, rispettivamente recupero e rigenerazione di vecchi immobili confiscati ed anche pubblici esaltando identità, luoghi e comunità e la ricostruzione delle diversità nei quartieri omogenei e la gestione dei conflitti mediante attività integrate e costruzione di spazi come orti urbani, “fablab”, mercati di quartiere; la sesta, l’aumento della mobilità sostenibile sull’asse porto-aeroporto attraverso veicoli a basso impatto ed intermodalità. Il “comitato degli interlocutori” chiamato a confrontarsi con le proposte dei giovani ha lodato l'impegno ed il successo dell'iniziativa che è stata integralmente trasmessa in streaming. L'assessore Marino ha invitato a lavorare ancora per il “Pon Metro” e a preparare progetti per i bandi europei in partneriati con il Comune per una sinergia su analisi ed azioni, mentre Tropea dell'Ance ha esortato ad un continuo lavoro straordinario e normale per produrre frutti da questa esperienza e per moltiplicarla. Spanò di Libera ha chiesto di andare avanti insieme passando all’azione specialmente sui beni confiscati, mentre anche l’economista e docente universitario Nicolò ha dato la propria disponibilità a costruire scenari economici e culturali nell'area del Mediterraneo con il suo avviato laboratorio. Insomma, da “ErgoSud”, progetto culturale per i giovani al Sud, sono arrivate proposte e consapevolezza di un futuro che deve essere davvero alto e informato nei processi di conoscenza per il nostro territorio. A concludere la seconda edizione sono stati i mentori dell'evento. «Ognuno faccia il proprio ruolo, senza pretendere sostituzioni nelle responsabilità per lo sviluppo ed il nostro lavoro noi non possiamo attendere, collaboriamo per fare e crescere»  ha ribadito con forza Angelo Marra. «Noi stiamo dando il nostro contributo con generosità e competenza alla città  metropolitana da anni. La classe dirigente utile al cambiamento al Sud non può essere né invenzione, né presunzione. “ErgoSud” è nato per sostenere e rendere protagonisti i veri valori di competenze e cittadinanza di una generazione dimenticata di cui il territorio ha bisogno. Viviamo con slancio la nostra proposta permanente su tutto il territorio della provincia promuovendo azioni ed innovazione. Ringrazio per questo tutti i relatori, compagni di viaggio, i partecipanti e l'associazione Pensando Meridiano per una risposta così attenta e partecipata» è stata la conclusione della professoressa Consuelo Nava.

 

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Reggio di Calabria: Marra (MAA) “All’Ospedale Morelli badanti ed assistenti costretti la notte a riposare sul pavimento”

(11) "Proprio in questi giorni abbiamo saputo da persone direttamente impegnate ad assistere pazienti presso l'Ospedale Morelli di Reggio Calabria , che la notte quando per qualche ora possono riposare sono costretti a stare seduti nelle sedie oppure a riposare sdraiati sul pavimento, questo perchè l'azienda sanitaria non permette di poter portare una sedia a sdraio all'interno dei reparti.

 

Forse è un aspetto positivo oppure con tutti i problemi che abbiamo in città pensare all'immagine notturna all'interno dei reparti non è il massimo. Il quadro si arricchisce quando alcuni badanti ci hanno raccontato che devono farsi dare dai parenti dei ricoverati alcuni medicinali perchè non disponibili oppure che quando suonano il campanello per assistenza quale ad esempio cambiare il panno agli allettati , bisogna aspettare un paio d'ore in quanto ci sono pochi infermieri disponibili che danno a volte anche risposte “amare” quali “e allora voi che ci siete a fare?“; questi episodi fanno capire che non tutti sono adatti ad assistere il “prossimo” e che  bisogna essere portati a farlo e metterci tutta la buona volontà. Alcuni addirittura si spaventano a fare due passi nel corridoio perchè quando rientrano nelle stanze non trovano più le coperte o le sbarre dei letti in quanto sempre per la carenza degli stessi, chi può cerca di recuperarli per se stesso. Concludo che personalmente mi sono accorto che nei corridoi di tutti i tre i reparti non ci sono cestini porta rifiuti né contenitori per la raccolta differenziata. Ovviamente tutta colpa della “Spending review” che porta annualmente alla riduzione dello standard dei posti letto ospedalieri, al taglio di ospedaletti e mini cliniche e che ben presto ci porterà secondo me a ridurci come sanità da terzo mondo, ma non per questo bisogna tralasciare il lavoro svolto con eccellenza da alcuni Medici e Infermieri in particolar modo all'interno del Reparto di Pneumologia che si dedicano ai pazienti con amore e accortezza". Pietro Marra, Presidente MAA (Movimento Autonomo Alternativo).

 

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Pallacanestro, DNC, girone I, XII^ giornata: domenica Vis-New Team 2000 Crotone

(20) Archiviare immediatamente il ko infrasettimanale di Patti e la scia di polemiche derivanti dalla discutibile direzione arbitrale. La Vis Reggio Calabria non vede l’ora di ripartire domani pomeriggio (ore 18) davanti al proprio pubblico contro la New Team 2000 Crotone. Un derby, classico luogo comune, è sempre un derby e va giocato con grande intensità.

 

A maggior ragione in quest’occasione, visto che i reggini di coach D’Arrigo saranno privi oltre che degli infortunati Tramontana e Barrile, anche di capitan Grasso, appiedato per un turno dal giudice sportivo. Nonostante l’emergenza, Zampogna e compagni dovranno fare il possibile per portare a casa i due punti, indispensabili per confermarsi in zona play off e rintuzzare il tentativo di aggancio delle più immediate inseguitrici Palermo e Capo d’Orlando. A dar manforte alla Vis il neo arrivo, Matteo Stracuzzi, guardia classe 1992, che ha già esordito mercoledì a Patti. Un cavallo di ritorno, avendo militato in canotta bianco/amaranto due anni fa in Dnc e precedentemente nelle serie minori. “Sono arrivato in un momento particolare della squadra – afferma Stracuzzi – con tanti infortunati. La mia presenza servirà a sopperire alle assenze e ad allungare in futuro le rotazioni in vista dell’obiettivo finale, il raggiungimento dei play off. Il mio esordio a Patti lo considero positivo. Il gruppo è unito, la squadra è ben oleata nei meccanismi. Certo, è arrivata una sconfitta, ma maturata per cause non dipendenti dalla nostra volontà. Domani affrontiamo Crotone, una compagine che conosco bene per averci giocato contro l’anno scorso in C regionale. È una squadra molto fisica che non va certamente presa sotto gamba, ma noi dobbiamo far valere il fattore campo e riprendere immediatamente confidenza con la vittoria”. Arbitrerà la coppia isolana composta da Massimiliano Lucifero di Milazzo e Sara Sciliberto di Messina. *Ufficio Stampa Vis Reggio Calabria.  

 

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Calcio, serie D, girone I, XIX^ giornata: HinterReggio-Battipagliese 1-1

(21) HinterReggio-Battipagliese: 1-1. HinterReggio (4-3-2-1): Parisi; Maesano, Scoppetta, Papasidero, Filidoro; Forgione (40’ st Spanò), Corso, Manganaro (24’ st Crisalli); De Marco (34’ st Favasuli), Lavrendi; Gallon. A disposizione: Napoli, Spanò, Cianci, Marra, Neri, Morabito, Meduri. Allenatore: Ferraro.

 

Battipagliese (4-4-2): De Marino (19’ st Sorriso); Pastore, Corbo, Giordano, Garofolo; Leone (36’ st Scarlata), Aufiero, Aprile, Minnucci; Compierchio (19’ st Botta), Signorelli. A disposizione: D’Ambrosio, Guadagnuolo, Bellanger, Mankome. Allenatore: Condemi. Arbitro: Castorina di Acireale. Assistenti: Grasso di Acireale e Fraggetta di Catani). Marcatori: 30’ st Minnucci (B), 43’ st Spanò (H). Spettatori: un centinaio circa. Ammoniti: Maesano (H), Pastore (B), Manganaro (H), Aprile (B), Sgarlata (B), Favasuli (H). Angoli: 4-1. Recupero: 0’ pt e 5’ st. L’Hinterreggio, perde l’occasione di assestarsi nelle posizioni che contano, una ordinata Battipagliese, è riuscita ad uscire indenne dal Campoli di Bocale. La manovra reggina, lenta e prevedibile, ha permesso alla squadra campana, guidata dall’ex Carmelo Condemi, reggino purosangue, di controllare la gara, senza correre grossi problemi, per offendere con ripartenze veloci, in una delle quali, la Battipagliese, è passata in vantaggio. La squadra di Ferraro, ha sfruttato poco e male le corsie esterne, giocando per linee centrali, permettendo alla difesa campana di chiudere tutti gli spazi, innervosendo gli attaccanti reggini. La squadra biancazzurra, si è svegliata, alla mezzora della ripresa, subito dopo il gol di Minnucci, gli ultimi 15 minuti, sono stati tutti appannaggio dei locali, i quali, hanno pareggiato con Spanò, entrato a 5 minuti dalla fine, praticamente alla sua prima giocata e subito dopo, potevano ribaltare il risultato con Lavrendi che solo davanti al portiere regala un Sorriso al pipelet campano, divorandosi  un gol di testa. La cronaca: bisogna attendere 11 minuti per assistere al primo tiro nello specchio della porta, cross di Manganaro, Forgione, di testa manda al lato. 34’, giocata superlativa di Gallon, gran tiro in diagonale, pallone scheggia, la parte esterna dell’incrocio dei pali. La ripresa, si apre con un tiro cross, dalla sinistra di Filidoro, bravo il portiere campano, un gran colpo di reni e palla in angolo. 16’, Battipagliese pericolosa, ripartenza di Compierchio, verticalizzazione per Signorelli, pallone di poco al lato. 29’, traversone di Filidoro, stacca Forgione, alto. 30’, Battipagliese in vantaggio, ennesima ripartenza, pallone a Signorelli, il quale è abile ad innescare in area di rigore Mincucci, tocco morbido e Parisi battuto. L’Hinterreggio, non ci sta, e con un sussulto d’orgoglio, mette in campo tutte le energie possibili, i cambi danno ragione a Ferraro. 43’, Hinterreggio, vicino al pareggio, sugli sviluppi di calcio piazzato, Favasuli, batte a rete, Giordano ci mette una pezza e salva, sulla linea, il nuovo arrivato Spanò, insacca alle spalle di Sorriso. L’Hinterreggio, non è pago, adesso vuole la vittoria, si catapulta in attacco con tutti gli effettivi, alla ricerca del gol per ribaltare il risultato. 44’, Gallon, spostatosi a sinistra si libera di un avversario, il traversone, Lavrendi, colpisce di testa a colpo sicuro, pallone che sfiora il palo.

 

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Reggio di Calabria: domani il raduno “Cuore Amaranto” (piazzale O.Me.Ca., ore 18)

(18) Domani sabato 17 gennaio, il raduno “Cuore Amaranto”. In collaborazione con la gradinata e la curva, ha il solo scopo di sensibilizzare tutti a ritornare in massa al Granillo, affinchè si levi in cielo all’unisono un solo urlo: ”Forza Reggina!”

 

L’appuntamento è in piazzale Omeca, alle ore 18.

 

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Reggio di Calabria: il sociologo Pino Rotta è il nuovo socio onorario del Kiwanis Club Reghion 2007. La cerimonia ha fatto da preludio al convegno “Donne e sessualità, cure primarie per la prevenzione del disagio giovanile”

(37) Si è tenuta, ieri 15 gennaio, presso la Sala "G. Levato" del Consiglio Regionale della Calabria la cerimonia che ha visto il dott. Pino Rotta  accolto, su proposta del Presidente dott.ssa Anna Maria Reggio, quale nuovo socio onorario del Kiwanis Club Reghion 2007 nell'anno sociale 2014-15 "Centennial Year".

 

Giornalista pubblicista, saggista, sociologo e fine intellettuale, Pino Rotta è una personalità di spicco del panorama culturale reggino e conosciuto a livello nazionale ed internazionale per i suoi studi e pubblicazioni nel campo antropologico, sociologico e della comunicazione. È coordinatore regionale del Con.S.Com., Associazione disciplinare Sociologi e Consulenti e della Comunicazione e Direttore di "Helios magazine". Il dott. Pino Rotta ha ricevuto il distintivo del Kiwanis dal Luogotenente Governatore della Divisione 13 Calabria, Antonio Ielo. La cerimonia, in perfetto stile kiwaniano, è stata condotta in maniera impeccabile dal cerimoniere, Renato Pustorino. Hanno presenziato inoltre il Past Lgt e chairman distrettuale del Kiwanis Dipartimento Mantenimento e Sviluppo, Natale Praticò, il Past Lgt e Chair Osservatorio Kiwanis Diritti dell'Infanzia, Francesca Pizzi, il segretario divisionale Demetrio Fiordaliso, il Presidente del Club Kiwanis Reggio Calabria, Emilio Collini, con la socia Maria Giovanna Labate, il Presidente del Kiwanis Club Città dello Stretto, Guido De Caro, il Tesoriere del Club Kiwanis Città del Mediterraneo, l'Immediato Past Presidente del KC Reghion 2007, Raffaella Crucitti, con il consigliere Fortunato Cicciù e le socie Menita Crucitti e Silvia Biancolini, il Presidente del Circolo culturale Meli, Pasquale Pizzi con la socia Patrizia Pansera. Pino Rotta ha voluto subito entrare nello spirito di servizio kiwaniano introducendo e moderando, dopo la cerimonia, il convegno "Donne e sessualità" che ha visto la qualificata partecipazione del prof. Ivan Formica, docente di Psicologia Dinamica presso l'Università di Messina, della psicologa dott.ssa Rossella Alfa e della psicologa dott.ssa Maria Laura Falduto, autrice della ricerca che ha dato il titolo al convegno. Di particolare importanza per  la metodologia di ricerca e per le probabili ricadute nelle attività di supporto terapeutico, la ricerca indaga il complesso di relazioni e disfunzioni che caratterizzano la percezione del piacere femminile sulla base dei rapporti con figure d'attaccamento, il contesto sociale e lo stile genitoriale ricevuto. Ai partecipanti al convegno, molti dei quali giovani studenti, è stato rilasciato attestato di partecipazione patrocinato da Con.S.Com. e dallo stesso Kiwanis Club Reghion 2007. L’Autrice e la Casa Editrice Leonida hanno destinato parte dei proventi del libro al Progetto ELIMINATE del Kiwanis International ed Unicef, teso a debellare il tetano materno e neonatale nei 24 Paesi del mondo in cui è ancora causa di morte.

 

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Reggio di Calabria: online il bando del progetto “Impronte ed ombre. Vite, storie e immagini di vittime della ‘ndrangheta”

(36) E’ online il bando di partecipazione al progetto “Impronte ed ombre. Vite, storie e immagini di vittime della ‘ndrangheta”. Saranno quaranta i giovani che avranno accesso al percorso formativo il cui obiettivo finale è la ricostruzione e la diffusione delle storie delle vittime della criminalità organizzata.

 

I candidati selezionati parteciperanno ad un percorso didattico di 19 mesi, distinto in diverse fasi, che si concretizzerà nella creazione e nella promozione territoriale di una performance teatrale e di un video documentario. Per accedere al bando i candidati dovranno dimostrare di essere studenti universitari (inclusi gli studenti dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio), risiedere in Calabria ed avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni. La selezione finale avverrà per titoli più successivo colloquio. Saranno privilegiati gli studenti provenienti da Reggio Calabria, Motta San Giovanni, Roccella Jonica, Polistena, e Rosarno. La domanda di partecipazione, corredata dalla necessaria documentazione (curriculum vitae aggiornato, lettera motivazionale, modello di certificazione del casellario giudiziale tramite dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà -D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445), dovrà essere inviata entro il 15 marzo 2015 all’indirizzo email:  impronteombre@gmail.com. Il bando e i moduli necessari sono scaricabili all’indirizzo: www.osservatoriosullandrangheta.org/bando-progetto-impronte-ed-ombre/. Il progetto “Impronte ed ombre. Vite, storie e immagini di vittime della ndrangheta”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri- Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, è ideato dall'associazione Antigone – Osservatorio sulla 'ndrangheta e vede tra i partner le associazioni Quadrante Sud, Sud/archiviostopndrangheta.it, Pentakaris, LiberaReggioLAB e il coinvolgimento dei Comuni di Roccella Jonica, Rosarno, Motta San Giovanni e Polistena. Il 22 gennaio, alle ore 17, presso la sede di TerrearseLab (Reggio Calabria via XXI Agosto, 42) è previsto un incontro aperto al pubblico per presentare le attività del progetto.

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Reggio di Calabria: a Le Muse è di scena l’informazione sul web

(35) Continuano gli appuntamenti domenicali de “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” che di volta in volta, vedono conversazioni e dibattiti di varia cultura ed umanità. La manifestazione che animerà il salotto del 18 gennaio alle ore 18 presso la Sala D’Arte di via San Giuseppe 19, sarà dedicata al mondo web e all’informazione mediata da internet.

 

Proprio per questo  – dichiara Giuseppe Livoti – presidente del sodalizio reggino, abbiamo inviato un appello ai responsabili dell’informazione on line che gravitano in città e provincia per cercare di capire o meglio far capire al pubblico come oggi l’informazione sia cambiata ed è più veloce grazie ad un semplice click. Un dibattito aperto, in cui ogni referente che ha aderito a tale iniziativa, racconterà i propri inizi, le finalità della propria testata giornalistica e non,  cercando anche di far capire come il linguaggio e le varie impostazioni grafiche influiscano ed incidano nel lettore. Informazione che mette in discussione la carta stampata oggi ? Tante adesioni a questa serata che probabilmente, per la prima volta, riunisce anche volti che solitamente lavorano dietro le quinte e che gestiscono e selezionano le varie notizie o accadimenti del territorio sia a livello locale che nazionale. Un modo per parlare e mettere in evidenza la differenza tra la televisione, la carta stampata e la virtualità, poiché spesso non conosciamo chi sta dietro all’informazione on line. Hanno aderito per l’appuntamento di domenica prossima Antonio Giuseppe D’Agostino (Cmnews), Emilia Condorelli (Yeslive), Maurizio Gangemi (Il Reggino), Valeria Guarniera e Lavinia Romeo (Il Dispaccio), Fabio Papalia (Newz), Peppe Caridi (Strettoweb), Domenico Suraci, Nicolino D’Ascoli Daniele Sofia (Citynow), Paola Abenavoli (Culturalife). Inoltre verrà inaugurata una mostra di fotografia a cura degli artisti delle Muse. “Digital’art” – collettiva per studiare il paesaggio umano che ci circonda attraverso un racconto a colori ed in bianco e nero. Partecipano alla mostra Daniele Calabrese, Antonella Laganà, Silvana Longo, Manuela Lugarà, Angelo Meduri. La mostra sarà aperta al pubblico ogni giorno dalle ore 18 alle ore 20 fino al 1 febbraio 2015.

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Capo Colonna – Progetto SPA 2.4 “Ampliamento della realtà archeologica di Capo Colonna e messa in sicurezza delle strutture portate in luce”. Risorse FAS. Finanziamento € 2.500.000,00

(34) Alla luce di quanto pubblicato in questi giorni a mezzo stampa, come pure delle interviste e delle immagini trasmesse da emittenti televisive locali a proposito delle modalità attuative di parte dei lavori in corso presso il sito di Capo Colonna, in esecuzione del progetto sopra specificato, questa Soprintendenza precisa quanto segue:

 

Rifacimento della pavimentazione del sagrato della chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria di Capo Colonna. Non si tratta di lavori per la realizzazione di un parcheggio, bensì della definitiva sistemazione del sagrato. L’area (mq. 1.160 circa) da sempre è stata problematica, in quanto presenta irregolarità dovute, nella maggior parte, agli affioramenti del banco roccioso del promontorio. Data la grande venerazione di cui è oggetto la chiesa e visto l’afflusso di turisti che, soprattutto tra aprile e ottobre, visitano il Parco Archeologico di Capo Colonna, negli anni sono state adottate soluzioni provvisorie con ghiaione steso a livellare la superficie, che le piogge o il viavai di uomini e mezzi regolarmente disperdevano. Per tali ragioni, oltre alla necessità di un adeguamento di questa porzione del parco archeologico alle normative sull’accessibilità da parte dei portatori di handicap, nel progetto è stata prevista una pavimentazione che risolvesse i problemi sopra esposti. Questa sarà realizzata con mattoni e basoli, materiali che richiamano quelli usati nei resti archeologici che la circondano, riferibili alla colonia maritima. Lo scavo archeologico, previsto da progetto, teso ad indagare possibili testimonianze antiche nell’area, ha messo in luce la presenza, sul lato settentrionale e, parzialmente, su quello occidentale del sagrato, di un edificio con doppio porticato, risalente all’epoca della fondazione della colonia romana, in asse con i resti delle domus già note. Purtroppo la continua frequentazione dell’area nei secoli ha quasi completamente eroso o confuso le stratigrafie antiche. Le ricerche hanno anche rivelato, sia sulla roccia naturale che sui resti murari, i segni inequivocabili di precedenti interventi di livellamento del piazzale. Pertanto dei lacerti murari antichi si conservano soltanto le fondazioni, spesso per un’altezza che non supera i 15/20 centimetri. Pur nella consapevolezza della grande importanza della scoperta, che sembra confermare le ipotesi più volte formulate sia da Fausto Zevi che da Alfredo Ruga, sulla collocazione in questo luogo del foro della colonia, lo stato di grave precarietà in cui si trovano le strutture scoperte ha sconsigliato una loro conservazione all’aperto, anche a causa dell’estrema aggressività ambientale del promontorio Lacinio. Pertanto, come già previsto in progetto, ultimati gli scavi ed eseguita la documentazione grafica e fotografica, comprensiva anche di immagini dall’alto realizzate tramite drone telecomandato, si è provveduto a coprire l’intera superficie del piazzale con tessuto-non tessuto, su cui è stato steso inerte per uno spessore oscillante tra i 20 ed i 50 centimetri, a uniformare i piani di rete elettrosaldata su cui si sta applicando uno strato di magrone di 10 centimetri. Il pavimento verrà posato a spina di pesce e, su questo ordito, in perfetta corrispondenza con quanto presente al di sotto, verrà disegnata in negativo, in calcare, la pianta delle strutture. A ciò si aggiungerà un pannello didattico che mostrerà foto d’insieme dell’area, prima della ricopertura. Quella che viene definita “cementificazione” è ben altro, ovvero una ragionata soluzione, sempre reversibile, al problema della conservazione in loco di strutture ormai in parte decoese, soggette a sollecitazioni erosive continue. La presenza di tessuto-non tessuto ed inerte garantisce la loro protezione dalle lavorazioni che si stanno realizzando, oltre ad attutire e distribuire il peso di quanto transiterà al di sopra. Per poter gettare il magrone, poi, in modo tale da garantire la buona tenuta dello stesso e la coesione delle parti realizzate in tempi diversi, si è scelto di impiegare le betoniere, che avrebbero abbattuto sensibilmente i tempi di esecuzione. Ma per far ciò era necessario l’utilizzo di un percorso alternativo alla strada che dai parcheggi giunge alla chiesa, in quanto il ponticello che scavalca le mura romane è troppo stretto per questi mezzi. Perciò, basandoci sulla conoscenza delle zone con presenze archeologiche già accertate e su vecchi percorsi, esistenti da sempre sul promontorio, si è individuato un tracciato che, entrando dall’ingresso del faro, costeggia le mura fino ad un ampio varco, realizzato nel secolo scorso per far passare la strada che allora portava alla chiesa; da lì, attraversando l’area compresa tra le terme e la cinta romana, si raggiunge la recinzione da cui, smontando per l’occasione tre pannelli della stessa, i mezzi si possono immettere di nuovo sulla strada esistente. La stesura del magrone, in tempi normali, si sarebbe conclusa in tre giorni. La tettoia che coprirà il balneum. L’edificio pubblico meglio indagato della colonia romana, di m 18×22, scoperto da Paolo Orsi nel 1910 e riportato in luce nel 2003, è degno di nota per la presenza di un mosaico con motivi geometrici policromi che incorniciano un elemento centrale a scacchiera romboidale e quattro delfini agli angoli, e con l’iscrizione dedicatoria dei duoviri quinquennales Lucilius Macer e Annaeus Trhaso, cui si deve la costruzione della struttura termale. Il pavimento musivo è stato sempre tenuto coperto con tessuto-non tessuto e sabbia, per motivi di conservazione. Il progetto prevede la realizzazione di una tettoia, il cui disegno è stato approvato anche dalla consorella Soprintendenza BAP, che lo proteggerà dagli agenti atmosferici e permetterà ai visitatori di ammirarlo dopo tanto tempo. Il progetto della tettoia ha dovuto tener conto del fortissimo vento che spesso spazza il promontorio e pertanto prevede la realizzazione di sei plinti di appoggio, ognuno con due ancoraggi infissi nel terreno tramite trivellazioni di 25 centimetri di diametro.  Le trivellazioni sono state realizzate durante il periodo delle feste natalizie, approfittando del momento climatico favorevole, per poter rispettare i tempi di consegna dell’opera che, essendo a finanziamento europeo, deve essere terminata entro il 2015, pena la sua decertificazione con conseguente restituzione delle somme erogate. Il monitoraggio della falesia. Da più parti sono giunte richieste per capire come mai non si stia provvedendo a “risolvere” il problema della progressiva erosione della costa del promontorio Lacinio. Capo Colonna, come buona parte della costa ionica della Calabria, subisce fenomeni di erosione, che stanno portando al lento disfacimento dei suoi profili costieri con danni irreparabili sia naturalistici, che paesaggistici, che storici, che archeologici. La presenza di un robusto strato di arenarie che poggia sulle argille azzurre, poco resistenti all’erosione marina, ne è una delle cause principali. Tale fenomeno è molto evidente sul promontorio Lacinio, dove ruderi divelti e rovinati a mare ne sono la clamorosa testimonianza. Si ricorda in proposito anche la seconda colonna del tempio A, di V secolo a.C., crollata, per lo stesso motivo, nel XVII secolo. Il progetto in argomento non poteva avere la forza economica di mettere in campo opere durature, che richiedono peraltro studi scientifici approfonditi per trovare la soluzione tecnica più appropriata, ma si è comunque cominciato ad affrontare il problema. Infatti si è previsto di monitorare per due anni la costa, per misurare l’entità del fenomeno. Tale monitoraggio del costone, poiché è realizzato in zona archeologica, è fatto con una tecnica poco invasiva, la DInSAR, interferometria differenziale SAR, collocando in opera anche 3 piezometri e 2 inclinometri. Le condizioni del cantiere. A detta dei manifestanti la cartellonistica di cantiere era incompleta e mancavano le reti di recinzione del cantiere stesso. In realtà nel momento in cui c’è stato il blitz del comitato spontaneo si stava concludendo il lavoro di stesura del magrone gettato precedentemente dalla betoniera, che se n’era andata da poco. Per il suo accesso al piazzale gli operai avevano dovuto spostare i pannelli che demarcano l’area e pertanto si era creato un varco attraverso il quale sono entrati i contestatori dell’opera. Quanto alla cartellonistica, bisogna precisare che questo progetto non interessa un’unica zona del parco, ma vari settori: pertanto si è stabilito che il cartello di cantiere con tutte le indicazioni sul progetto fosse esposto all’ingresso dell’area del Parco , mentre nelle varie zone recintate per lavori in corso sono stati apposti solo i normali cartelli con i divieti d’accesso. Il giorno precedente l’inizio delle contestazioni, inoltre, Capo Colonna è stata investita da forti venti di tramontana che hanno divelto diversi pannelli delle recinzioni di cantiere e vari cartelli. Pertanto si stava provvedendo al loro ripristino. La riprova che l’area di cantiere è in regola è data dal fatto che non esiste nessuna multa per inadempienze da parte dell’Ufficio del lavoro, come invece riportato da alcuni organi di stampa. Telefonate ministeriali. E’ stato scritto che il Ministro Dario Franceschini ha telefonato alla dott.ssa Aisa per chiedere spiegazioni e che ella sia stata convocata a Roma. Si chiarisce a tale proposito che al Ministro venne inviata, alcuni mesi fa, una lettera a firma Monte e Carta nella quale, in linea di massima, si muovevano le stesse accuse che oggi motivano la protesta. La segreteria del Ministro chiese alla Soprintendenza delucidazioni, che sono state prontamente date per iscritto, senza ulteriori seguiti. È vero, invece, che ha telefonato il Ministro Maria Carmela Lanzetta per chiedere notizie sull’accaduto; anche da lei le risposte fornite dal funzionario sono state ritenute corrette e soddisfacenti. Questa Soprintendenza si stupisce dell’accanimento con cui viene portata avanti una protesta peraltro tardiva, in quanto il progetto, regolarmente approvato da tutti gli Enti interessati, è pubblicato sul sito della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria da oltre un anno senza che alcuno prima abbia mai contestato le scelte progettuali adottate. Dispiace che non si sia tentato di avviare un confronto con i nostri uffici, che non si sono mai sottratti al dialogo, ciò che sarebbe stato utile per far emergere e poi sciogliere i dubbi e le perplessità che i lavori hanno sollevato in coloro che oggi stanno occupando l’area. Si evidenzia infine il rischio di non veder completate le opere previste, perché il perdurare dell’occupazione potrebbe pregiudicare gravemente il buon esito dei lavori, togliendo così un’opportunità di miglioramento sostanziale al Parco di Capo Colonna. Il Direttore del Parco e del Museo di Capo Colonna, d.ssa Maria Grazia Aisa, e il Soprintendente, d.ssa Simonetta Bonomi.

 

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Reggio di Calabria: grande successo per il corso formativo organizzato dall’ANVU Calabria per i volontari del Gruppo Comunale della Città di Reggio

(9) Si è concluso ieri, presso il Comando di Polizia Municipale di Reggio Calabria, il primo corso di formazione di “Operatore Volontario di Quartiere” organizzato dall’ANVU-CALABRIA (Associazione Nazionale Polizia Locale d’Itala), e rivolto ai volontari del Gruppo Comunale di Protezione Civile della Città Reggina.

 

Il percorso formativo, intrapreso lo scorso 13 gennaio, articolatosi in tre diversi moduli per un totale complesivo di 18 ore, è stato coordinato da Nunzio Caridi tecnico della Polizia Locale e dal Capitano Giuseppe Andidero, Vice C.te della Polizia Locale di Palmi, già docente, relatore e formatore dello stessa, si è concluso con un esame finale, che si preannuncia essere il primo di molte altre attività di collaborazione. Un'iniziativa, questa, che ha riscontrato un clamoroso successo; sono stati, infatti, circa 70 i volontari del Gruppo Comunale che, come previsto dal Regolamento che sancisce le norme di organizzazione del Gruppo Comunale di Protezione Civile del Comune di Reggio Calabria, entusiasti, hanno preso parte all'interessante attività formativa incentrata sulla conoscenza relativa alla raccolta di segnalazioni dei cittadini da comunicare alle FF.OO. e corpi di Polizia Locale; rilevazione di fenomeni di degrado urbano (lampioni spenti, abbandono dei rifiuti, situazioni di disagio, vigilanza nella scuole, etc.); presenza attiva, intesa come colloquio e confronto con i cittadini e supporto in situazioni di criticità; supporto alle polizie municipale in occasioni di eventi particolari o manifestazioni come concerti, fiere, feste padronali etc. Il seminario conclusivo ha inoltre posto in evidenza la necessità di ulteriori interventi formativi per accrescere e rendere omogenee le conoscenze e le informazioni degli operatori del volontariato chiamati alla diretta collaborazione con gli Enti territoriali nelle attività dei Presidi Territoriali.

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Reggio di Calabria: Zema (Per un’altra Reggio) “Per la vallata del Valanidi il danno oltre la beffa: dopo il degrado anche il depuratore)

(9) "C’è la beffa oltre al danno per la vallata del Valanidi e per i suoi abitanti. Quest’area, nonostante responsabilità di istituzioni e cittadini che l’hanno degradata nel corso di anni ed anni, possiede diverse bellezze. E potrebbe essere ancora più bella, solo se le sue potenzialità paesaggistiche, naturalistiche, storiche, tradizionali, agricole ed enogastronomiche, ancora inespresse, venissero concretizzate.

 

Ma non è così. A questa situazione, già di per sé un danno, si aggiunge una beffa, cioè il recentissimo annuncio dell’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà di delocalizzare il depuratore di Ravagnese sul Valanidi. Ci sono diversi motivi per i quali bisogna esprimere contrarietà a questa scelta. Il primo è il rischio idrogeologico. Forse ci si è dimenticati che nel 1953 un’alluvione portò morte e distruzione nell’intera vallata? Il secondo, un quadro ambientale sul quale l’elevata incidenza di tumori e leucemie lascia pesanti ed oscure ombre e che potrebbe peggiorare in caso di problemi di varia natura con il possibile futuro depuratore. Il terzo, come accennato, una penalizzazione e una mancata valorizzazione dell’intera area. Una penalizzazione fatta da un’estrema urbanizzazione del bacino del Valanidi in alcuni suoi punti, così come dalla presenza di due aree che hanno ospitato rifiuti e delle quali non si sanno bene le condizioni come quella di Limico, aperta per un decennio negli anni ’70, e quella di Longhi Bovetto, aperta negli anni di Italo Falcomatà e successivamente chiusa. A questa penalizzazione, tranne che nella parentesi dell’amministrazione provinciale guidata da Calabrò, non è corrisposta attenzione per un territorio con positive peculiarità come un particolare microclima, colture come i belli e una volta produttivi bergamotteti, siti come Trunca Vecchia o Serro Valanidi da un’importanza storica che si avrebbe potuto esaltare attraverso la passata proposta del “Parco antropico”, strategicità dimostrata dalla vicinanza all’Area Grecanica che si avrebbe potuto esaltare con opere di viabilità. A dimostrare questa posizione c’è il fallimento del vecchio progetto “Leonardo” finalizzato al sostegno ad attività industriali ed artigianali lungo il Valanidi. Insomma, non ci sono stati grandi tentativi di sviluppo e quelli che sono stati fatti sono andati a male. Il quarto, il depuratore sul Valanidi sarebbe tecnicamente ed economicamente gravoso, considerato che occorrerebbe realizzare un ingente sistema di tubazioni e pompaggio, quando lo stesso, invece, si potrebbe far sorgere in qualche area dismessa della zona industriale di San Gregorio, molto più vicina e lineare rispetto all’impianto di Ravagnese e più contestualizzato rispetto alla bellissima vallata. Insomma, il depuratore sul Valanidi sarebbe un duro colpo per un territorio bello quanto problematico, quindi la beffa oltre il danno. Una beffa che vogliamo scongiurare”. Antonio Zema (Movimento politico “Per un’altra Reggio”).

 

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Reggio di Calabria: al via la II^ edizione di “ErgoSud”

(38) Tra una visione sulle esperienze globali e una contestualizzazione a livello locale, la seconda edizione di “ErgoSud” sta lanciando diversi spunti sul tema della città sostenibile, creativa, solidale e produttiva, cioè “smart”. Nel corso della prima giornata dell’evento, che è iniziato oggi ad Architettura e che continuerà domani a Confindustria e che è organizzato dalla professoressa Consuelo Nava insieme a Pensando Meridiano e al centro AbitaLab e dal presidente dei Giovani industriali reggini Angelo Marra,

 

ci si è particolarmente soffermati sulle questioni della città intelligente ed allo stesso tempo sostenibile e di quella digitale. A farlo in occasione di “Smart sustainable innovation + [Civic] [Data]”, davanti a quasi un centinaio di partecipanti anche non provenienti dal contesto universitario reggino, diverse personalità locali e nazionali. Cioè l’economista vicentino Piero Pelizzaro, che, affrontando il tema “Territori resilienti, piani di adattamento climatico e smart cities”, ha spiegato il termine di “resilienza”, il reagire dinamico adattandosi, partendo da ambiti come quello psicologico e finendo a quello di pianificazione strategica ed urbana, che si deve innescare dalle periferie e non unicamente dal centro storico. Ma anche sostenendo come la “resilienza” non debba essere solo futuro, ma pure recupero di cultura, prassi e produzioni passate. E che la responsabilità di questa, in funzione del cambiamento, spetti ad ogni cittadino. Ma ad Architettura è intervenuto anche il docente palermitano Maurizio Carta,  che ha espresso un concetto di “città aumentata” che supera quello di “città intelligente”. L’ha fatto, tra urbanistica e tecnologia, invitando ad un approccio complesso alla realtà della città, dalle risorse umane e sociali alla governance, passando per altri elementi come mobilità, energia ed ecosistemi umani e digitali. E, evocando gli obiettivi della “città aumentata”, tra i quali quelli di essere più aperta, attiva, condivisa, intraprendente, ha indicato la prospettiva dei “super organismi metropolitani” e degli “arcipelaghi metropolitani” a superamento della “città metropolitana”, un’idea che potrebbe interessare un territorio complesso come quello della provincia reggina. La prima giornata della seconda edizione di “ErgoSud” ha visto la partecipazione anche di Francesco Micali e Giuseppe Oppedisano, protagonisti di una relazione sul tema dei “Big data per le smart cities nel mondo” che ha messo in luce la potenzialità della conoscenza dei dati attraverso tecnologie nell’elaborazione di una reazione immediata in caso di emergenze o di una pianificazione a lungo periodo in relazione al territorio e alla vita delle persone tra razionalizzazione delle risorse e riduzione del rischio. E quella degli stessi Nava e Marra che, attraverso l’intervento “Knowledge city: città sostenibile e città digitale”, hanno coniugato l’aspetto dell’intelligenza e della sostenibilità della città e della sua digitalizzazione in funzione di maggiori trasparenza, sviluppo, informazione, creatività e condivisione, declinandolo nell’ottica della città metropolitana reggina e della produzione di idee progetti per l’immediato futuro. La giornata di oggi è stata aperta dai giovani architetti di Pensando Meridiano Valentina Palco, Carmela D’Agostino ed Andrea Procopio, che hanno espresso una panoramica generale e localmente particolarizzata sulla città metropolitana, ad esempio avanzando l’idea di riscoprire i nostri “paesaggi lenti” per riattivare microeconomie locali, e ad essa hanno legato un impegno della stessa associazione in iniziative come la tattica permanente di innovazione sociale urbana “ReActionCity”. Ed è stata chiusa dal “FuturLab”, nel corso del quale i partecipanti hanno simulato proposte progettuali in vista del Pon Metro 2014-2020 che domani a Confindustria saranno presentate ad una serie di attori istituzionali e socio-culturali-produttivi, fra i quali l’assessore comunale alla programmazione comunitaria Giuseppe Marino, attraverso una sessioni di lavoro pubbliche aperte a tutti i cittadini interessati.

 

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Reggio di Calabria: a Ecolandia la città s’interroga sugli Orti Urbani

(39) Ieri 15 gennaio 2015 il Parco Ecolandi ha accolto la comunità degli architetti della Provincia di Reggio Calabria, che si sono riuniti per partecipare al seminario sugli “Orti Urbani, tra architettura e regolamentazione”, organizzato dall’Ordine degli Architetti P.P.C. di Reggio Calabria, in collaborazione con il Workshop “L’Orto incolto” promosso da SUDARCH, nell’ambito del progetto “L’Orto di Calipso – Il Giardino Mediterraneo tra arte, leggende, mitologia” – Progetti culturali innovativi – P.I.S.U. Città di Reggio Calabria – POR CALABRIA FESR 2007/2013 ASSE VIII CITTÀ” (partners di progetto Accademia di Belle Arti, Conservatorio di Musica F. Cilea, Ecolandia scrl).

 

Circa 100 partecipanti hanno colmato la sala di co-working “Ecolhub” (sala annessa all’eco-ristorante di Ecolandia), concessa gentilmente in uso da “L’AtTrattoria”, per confrontarsi sul tema degli Orti Urbani, sulle innumerevoli declinazioni di agricoltura urbana, ma, soprattutto, su come gli architetti possono intervenire in questa nuova forma di agricivismo attraverso azioni di orto-paesaggio urbano e periurbano, che stanno avendo un’ampia diffusione in alcuni Paesi, e che può trovare una sua contestuale applicazione anche a Reggio Calabria. Dopo i saluti del Presidente di Ecolandia, Pietro Milasi, che ha invitato i presenti ad adottare l’idea del parco quale nuovo fulcro cittadino, si entra nel vivo del seminario con l’introduzione del Presidente degli Architetti Paolo Malara: "Gli orti urbani costituiscono uno dei temi attualmente maggiormente esplorati da istituzioni, associazioni e gruppi di cittadini. L’appuntamento imminente di EXPO 2015, incentrata sul tema del nutrimento dell’Uomo e della Terra, rende ancora più attuale il tema. Noi possiamo e dobbiamo sfruttare questa scia di sensibilità per ripensare la città in maniera concreta e sostenibile, ma fuori dalle mode". Apre il seminario il primo intervento di Maria Rosa Russo, architetto paesaggista: "L'orto urbano è un pretesto per agire verde nella dimensione urbana…”; quindi conduce il suo intervento tra esempi e provocazioni, una su tutte, quella delle "Piazze di Padre Pio", come esempio di spazio collettivo curato, con annesso spazio giochi e dotato di regolamentazione. Segue l’intervento dell’Avv. Giuseppe Minniti, che passa in rassegna e confronta le diverse regolamentazioni locali, regionali e sovraregionali: "La regolamentazione sugli orti urbani parte dal basso…ratifica, organizza e armonizza le istanze e le buone prassi locali, tracciando Linee Guida operative". Tra il pubblico, presenza discreta sedeva il vicesindaco di Reggio Calabria Saverio Anghelone, che ha ascoltato attentamente sia gli interventi che il dibattito finale, assumendo l’impegno a farsi promotore di un tavolo tecnico sugli orti urbani nella nostra città. Reggio Calabria è stata una città giardino, con orti urbani diffusi e una cintura esterna di agrumeti, uno status che deriva da una molteplicità di fattori specifici del capoluogo calabrese, in primis l’eccezionale microclima. Accanto a questo v’è una lunga tradizione cittadina della filiera del cibo, che vedeva già negli cinquanta i primi banchi, organizzati o spontanei, su crocevie e piazze cittadine, per la vendita di prodotti agricoli provenienti dagli orticelli delle periferie e dalle vicine campagne. Oggi Reggio Calabria ha tutto il potenziale per inserirsi tra quelle città italiane leader in tema di orti urbani (come Torino o Milano, per esempio), sia per la sua tradizione, sia perché sta prendendo corpo l’agricoltura urbana come misura di sussistenza, come misura di recupero sociale, come azione di riqualificazione ambientale dall’abbandono e dalla cementificazione. Guardando in particolare  a Torino, come amministrazione attenta al fenomeno (una delle prime città italiane ad emanare un regolamento apposito per gli orti urbani, più di vent’anni fa, per fermare l’abusivismo edilizio ed incentivare gli orti urbani con una corretta gestione), anche Reggio Calabria può (e forse deve?) intraprendere questa strada, a partire dalle sensibilità già attive sul territorio. E’ indubbio che il primo passo deve essere accompagnato da attività di tipo conoscitivo e tecnico, va innanzi tutto effettuato uno studio sul campo degli spazi già adibiti ad orto, quelli disponibili e quelli potenziali, quindi avviare azioni di sensibilizzazione, incentivazione e regolamentazione. Parlando di orti diffusi a Torino associati agli impatti architettonici, non si può non fare riferimento al quartiere Falchera, nella periferia Nord,  dove gli orti urbani sono una presenza importante da sempre per autoconsumo di necessità. Esemplare è l’esperienza di qualche anno fa, quella  nell’ambito di “Torino World Design Capital”, dove lo studio di architettura di Roma, 2A+P, ha trovato una soluzione in senso estetico delle aree ortive, una sintesi tra le esigenze dei coltivatori di orti ed i cittadini perplessi sull’impatto estetico dei campi. I precursori degli orti urbani di oggi che tanto in Italia ci piace fare, sono quelli dell’esperienza durante la prima e seconda guerra mondiale (si ricorda in particolare un importante movimento in Inghilterra, Stati Uniti, Canada con il nome di Victory Gardens o giardini di guerra) per far fronte alla mancanza di cibo senza la forza lavoro in quel momento impegnata al fronte. Così nel marzo del 1917 in Nordamerica si creò la commissione nazionale di giardini di guerra. I primi orti urbani di necessità sono nati utilizzando tutto lo spazio pubblico disponibile. Durante la seconda guerra mondiale più di 20 milioni di persone hanno seguito questa campagna con il risultato che il 40% di tutto il consumo di verdura della nazione é stato prodotto da questi orti urbani. Oggi, potremmo paragonare la crisi persistente ad una guerra.

 

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Reggio di Calabria: Dieni (M5S) interroga il Governo sulla liceità dei trasferimenti dei lavoratori RFI

(10) "La vicenda dei lavoratori di RFI che hanno subito un allontanamento punitivo da Reggio Calabria e di cui ho parlato poco prima di Natale non poteva essere cancellata dal silenzio e dal disinteresse della politica. Ho pertanto presentato nella giornata di venerdì un’interrogazione al Governo per chiedere un intervento delle strutture ministeriali preposte alla vigilanza del rispetto della normativa del lavoro per il caso segnalato a Reggio Calabria."

 

La deputata annuncia così il suo intervento in sede parlamentare per chiedere se la società Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. abbia agito in violazione delle norme in materia di diritto del lavoro e in contrasto di quanto stabilito nella sentenza Cass. civ. Sez. lavoro trasferendo, tramite la società Trenitalia, a centinaia di chilometri di distanza 23 lavoratori che avevano chiesto il riconoscimento del rapporto di lavoro con la società partecipata. “Ritengo che sia intollerabile che in Italia ci troviamo ancora oggi a discutere di trasferimenti punitivi e questo è ancor più grave se pensiamo che a macchiarsi di questa ipotetica violazione è un’azienda partecipata dallo Stato. Questa purtroppo è la Repubblica del Jobs Act, di un progressivo impoverimento dei diritti del lavoratore, un Paese  in cui il datore di lavoro è sempre più simile ai baroni medievali. E’ un sistema contro cui il Movimento 5 stelle intende lottare. Qui non si tratta del riconoscimento di privilegi. Si tratta semplicemente di rispettare le sentenze senza facili escamotage. Io sono a fianco dei lavoratori e delle loro famiglie.”

 

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Pallacanestro, DNC, girone I, recupero X^ giornata: Vittoria Assicurazioni Patti-Vis Reggio Calabria 79-64

(16) Vittoria Assicurazioni Patti–Vis Reggio Calabria, recupero dell’ultima giornata di andata in scena ieri sera al PalaSerranò, era una partita importantissima per i reggini. Un match che valeva una fetta di stagione e che avrebbe potuto proiettare i bianco/amaranto di coach D’Arrigo, in caso di vittoria, alla ribalta nazionale delle final eight di Coppa Italia.

 

Da agosto, fin dall’inizio della preparazione precampionato, la società aveva puntato molto su questo obiettivo, facendo sacrifici economici non indifferenti. Sacrifici che ieri sera, in un sol colpo, sono stati resi vani da un indiscusso protagonista: il primo arbitro, la sig.ra Stefania Perrone di Augusta. Il fischietto siciliano, per usare un eufemismo, ha diretto a senso unico, prendendo di mira i reggini dalla palla a due alla sirena finale, con decisioni a dir poco cervellotiche che hanno pesantemente “indirizzato” la gara, fra l’incredulità e lo stupore dei calabresi, resi totalmente inoffensivi e privati, dopo pochi minuti del secondo quarto, del loro capitano, espulso per due discutibilissimi falli tecnici ravvicinati. Quello della sig.ra Perrone è stato un autentico show, il peggio del peggio che una direzione arbitrale potesse offrire: falli difensivi convertiti in sfondamenti e viceversa, infrazioni di passi inesistenti fischiate e lampanti non fischiate, falli tecnici a ripetizione, giochi da tre punti inventati e, dulcis in fundo, anche il canestro convalidato “differito”, una sorta di regola del vantaggio mutuata dal calcio. Tutto questo a danno esclusivo della Vis. Già a Capo D’Orlando, a fine novembre, la sig.ra Perrone aveva dato un saggio delle sue doti, ma sul parquet pattese il fischietto aretuseo è riuscito nell’impresa di superare se stessa. Sfortunatamente per lei, però, al tavolo c’era il commissario degli arbitri che, ne siamo certi, avrà consumato l’inchiostro per riempire il proprio taccuino. Fatta questa doverosa premessa, l’esito del match, e non poteva essere diversamente alla luce di quanto detto, non è mai stato in discussione. I messinesi, trascinati da un ispiratissimo Mori e dal miglior Ciman della stagione, hanno tirato nel primo quarto con percentuali mostruose, specie da 3 punti, creando subito un break che la Vis non è riuscita più a ricucire. O, meglio, alla quale non è stato consentito di farlo. Anche il secondo arbitro, il sig. Fichera di Aci Catena, ha assistito impotente allo show della più esperta collega, limitandosi a fare da comparsa anche quando le decisioni erano nel perimetro di sua competenza. L’espulsione di capitan Grasso a inizio del secondo periodo ha di fatto chiuso la gara, con i reggini già penalizzati dalle indisponibilità di Tramontana e Barrile. Da segnalare in casa Vis, unica nota lieta della serata, l’esordio di Matteo Stracuzzi, guardia classe 1992, che già in passato aveva indossato la canotta bianco/amaranto. Potrà dare una mano nel prosieguo del campionato, allungando le rotazioni di coach D’Arrigo. Durissimo nel dopo partita il dg dei reggini, Luigi Di Bernardo che, il giorno dopo, rincara la dose: “Quanto accaduto ieri è letteralmente scandaloso. Ci giocavamo il primo posto in classifica e il sogno di qualificarci alle finali nazionali di Coppa Italia, ma ci è stato impedito di realizzarlo. Mi auguro che la Calabria del basket batta un colpo e faccia sentire la propria voce, visto che, fino ad ora, siamo stati bravi solo a farci la guerra tra di noi. Come Vis, di certo, faremo quanto di nostra competenza per tutelarci a tutti i livelli e in tutte le sedi per evitare che in futuro si verifichino situazioni spiacevoli e mortificanti come quella che, nostro malgrado, abbiamo vissuto a Patti”. Questo il tabellino della gara: Vittoria Assicurazioni Patti-Vis Reggio Calabria 79-64 (28-13, 48-24, 60-41). Vittoria Assicurazioni Patti: Evotti 16, Mori 23, Ant. Sidoti, Bolletta 5, Jovic 13, Lumia 2, Gullo, Ciman 19, Ettaro, Ale. Sidoti 1. Allenatore: Sidoti. Assistenti: Gugliotta e Cafarelli. Vis Reggio Calabria: Zampogna 11, Grasso 3, Pellegrino Yasakov 14, Warwick 21, Viglianisi 3, Stracuzzi 5, Di Dio, Carnazza 7, Barrile N.E., Tramontana N.E. Allenatore: D’Arrigo. Assistente: Cugliandro. Arbitri: Perrone di Augusta e Fichera di Aci Catena. * Ufficio Stampa Vis Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: “Officina dell’Arte”, si va verso il sold out per il concerto di Severino previsto domenica 18

(32) Ritorna nella sua città natale, il musicista Domenico Severino che riapre la stagione artistica targata “Officina dell’Arte” con il live “Grandi canzoni italiane”. Si riaccendono le luci del teatro sulla stagione ideata dall’attore Peppe Piromalli e dalla compagnia Officina, abile ad incastonare dallo scorso dicembre a maggio, sette spettacoli che spaziano dal teatro alla musica al cabaret.

 

E ad aprire la sezione musica ci penserà domenica 18 Gennaio alle ore 20,30, l’eclettico maestro Severino al pianoforte accompagnato da due noti musicisti che riusciranno con la loro performance a stregare il pubblico: il percussionista Francesco Panchito Surace e il chitarrista Peppe D’Agostino. Un viaggio nella melodia italiana a partire dagli anni ’50 sino ai giorni nostri con tante sorprese che renderanno ancora più travolgente il concerto. A svelarne una è lo stesso leader della band che, per la prima volta, al “Siracusa” proporrà il suo nuovo inedito “L’istinto”. “E’ un brano che rispecchia il mio percorso e allo stesso tempo, è un invito a seguire il proprio istinto, a fare ciò che ci piace senza porci troppi problemi. Sono emozionato e felice di vivere con il mio pubblico una serata che omaggerà la musica italiana – afferma il maestro Severino – e se si apre questa finestra che per un po’ è stata socchiusa ma non chiusa definitivamente, è merito dell’Officina dell’Arte che ha fatto un grande miracolo a Reggio. Piromalli e la sua compagnia teatrale hanno permesso a varie realtà artistiche di incontrarsi, di scambiarsi i propri bagagli culturali e, ognuno con la sua arte, portare in città spettacoli che restituiscono luce, dignità al nostro teatro. Questo è il vero volto di una terra fatta da uomini e donne che non hanno abbandonato i loro sogni, la loro città e, tra mille difficoltà, hanno scelto di investire le proprie risorse, per dare il giusto tributo a preziosi artisti che calcano questo palcoscenico per fare spettacolo, arte pura”. * Ufficio Stampa Officina dell'Arte.

 

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Reggio di Calabria: Unione Nazionale Consumatori, Cuoco “Re.G.E.S.=caos totale. Urgente un intervento immediato

(8) Si intervenga al più presto sulla RE.G.E.S. per mettere ordine in un settore, quello tributario, che ormai da anni è diventato ingestibile, tale da determinare negli ultimi periodi un vero e proprio caos totale sia per i contribuenti che per gli stessi addetti alla Società.

 

Code interminabili, disservizi di ogni genere, contribuenti esasperati e impiegati della REGES presi letteralmente d’assalto, sono scene che si ripetono ormai quasi quotidianamente dinanzi agli uffici della Società. Non è possibile gestire il servizio tributario in simili condizioni, è l’appello lanciato dal Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria Avv. Saverio Cuoco, bisogna ristabilire al più presto  l’ordine in un settore particolarmente attenzionato dai contribuenti, non disponibili a pagare tutto ciò che viene recapitato loro, senza nessun criterio impositivo che abbia dei parametri ben determinati, ripristinando quella fiducia e legalità tra istituzioni e cittadini, fondamentale per un corretto vivere civile. Bollette già pagate, richieste di tasse riferite ad annualità prescritte, calcolo dei consumi in maniera presuntiva e penalizzazioni dettate da regolamenti come quello sul servizio idrico lasciatoci dalla terna commissariale, che contiene una enormità di clausole vessatorie o capestro a danno dei contribuenti, sono solo alcune delle più frequenti anomalie che vengono riscontrate in buona parte delle bollette che vengono visionate dai legali dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria e che saranno sicuramente oggetto di contestazione da parte dell’Associazione nelle sedi giudiziarie competenti e dinanzi all’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico.  Inoltre le istanze in autotutela che vengono inoltrate dai contribuenti, al fine di contestare gli avvisi di pagamento recapitati, vengono sistematicamente disattese e non ricevono alcun riscontro da parte degli uffici competenti, perché si è determinata ormai una sorta di schizofrenia fiscale che mira unicamente a recuperare quanto più è possibile in termini di entrate tributarie, dissociandosi completamente da parametri ben precisi su cui calcolare le stesse. A tale proposito, si è riscontrato più volte, (guarda caso) che siano penalizzati i cittadini rei di non aver provveduto ad eseguire l’autolettura dei contatori per la misura delle somministrazioni idriche, ai quali vengono illegalmente attribuiti consumi di acqua fondati su criteri esclusivamente presuntivi, determinando così richieste di importi anche di migliaia di euro per abitazioni occupate anche da una sola unità, quando a tale proposito il regolamento prevede espressamente che a tale operazione debba provvedere il Comune tramite i propri incaricati, in quanto l’operazione di autolettura è soltanto un’attività che viene eseguita spontaneamente dai cittadini per agevolare gli interventi di verifica dei consumi ed in caso di assenza non devono subire alcuna penalizzazione. I cittadini non possono essere chiamati a colmare i disavanzi accumulati dalla cattiva gestione e dall’inefficienza degli Amministratori Comunali susseguitisi nel tempo, conclude l’Avv. Saverio Cuoco, tenuto conto anche della pessima qualità dell’acqua destinata al consumo umano e della carenza e mal funzionamento degli  impianti di depurazione, i cui costi sempre gravano iniquamente sugli utenti alla voce “canone di depurazione” e con i derivanti danni alla salute ed all’ambiente”. E’ necessario, conclude la nota dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria che il Comune di Reggio Calabria introduca al più presto meccanismi di salvaguardia per le utenze economicamente disagiate, ma soprattutto che vengano rispettati i seguenti principi: garantire che gli utenti non sostengano oneri impropri; collegare le tariffe con la qualità del servizio erogato e riconoscere il costo del servizio sulla base di valori efficienti.

 

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Reggio di Calabria: Anassilaos, martedì 20 l’inizio delle manifestazioni per ricordare la “Spoon River Anthology”

(33) Nell’aprile del 1915 – esattamente cento anni fa – veniva pubblicata negli Stati Uniti una raccolta poetica che ebbe subito uno strepitoso successo di vendite al punto che il suo autore, Edgar Lee Masters, un avvocato della grande provincia americana, che amava la letteratura e la poesia, divenne immediatamente celebre.

 

La “Spoon River Anthology”, questa grande raccolta di epitaffi funebri dell’America profonda, il cui modello fu fornito all’autore dagli epigrammi della Antologia Palatina, una raccolta poetica che raccoglie il meglio della poesia epigrammatica greca, e soprattutto dal libro VII che contiene una serie di brevi epitaffi funebri, come raramente suole accadere per un’opera di poesia, incontrò il favore del pubblico che nei diversi componimenti, dove uomini e donne, giovani e meno giovani, narravano in breve la propria vita e la propria morte, vide specchiata la propria stessa esistenza intessuta di poche grandezze e grandi miserie morali e materiali, le proprie aspirazioni spesso frustrate, i fallimenti e il venir meno degli ideali. Pur specchio della realtà americana più profonda la “Spoon River Anthology” contiene comunque nei propri versi quella universale umanità dolente che ne ha fatto un testo poetico di successo anche in Europa e in paesi, come l’Italia,  dalle tradizioni letterarie più ricche e sofisticate anche se talora più fredde e compassate. La traduzione in lingua italiana dell’Antologia – tuttora un classico – risale al 1941 ed è opera di una Fernanda Pivano, ancor giovanissima, alla quale Cesare Pavese diede in dono il testo di Masters. La pubblicazione avvenne nel 1943, in piena guerra mondiale,  e da allora il testo poetico ebbe nel nostro Paese numerosissimi lettori, divenendo il testo preferito anche di decine di adolescenti che nei versi dell’Americano scoprivano e nascondevano l’ansia un po’ romantica, tipica degli adolescenti, di crescere e amare, nascosta e confusa con il timore della morte. A cento anni di distanza che ne è dell’opera di Masters e dell’Antologia? Risponde e mantiene oggi la sua forza, può offrirsi quale modello per la più giovane generazione di poeti? E’ quello che l’Associazione Culturale Anassilaos tenterà di scoprire attraverso una serie di manifestazioni dedicate all’opera che avranno inizio martedì 20 gennaio alle ore 17,30 presso la Sala di San Giorgio al Corso con una conversazione della Prof.ssa Francesca Neri. In un secondo incontro – da definire – i poeti dei Lunedì di Anassilaos renderanno omaggio al poeta Masters con un recital di testi tratti dall’Antologia, tradotti e rielaborati per l’occasione  da Carlo Menga. Un terzo incontro infine renderà omaggio all’Antologia di Spoon River nella interpretazione musicale di uno dei più grandi artisti del nostro Paese, Fabrizio de Andrè. Sarà Nanni Barbaro, responsabile della sezione teatro dell’Anassilaos  e il gruppo teatrale e musicale dallo stesso organizzato, a riproporre l’ormai classico lavoro dell’artista ligure pubblicato nel 1971 “Non al denaro, non all’amore né al cielo”.  Ai poeti del Lunedì infine l’invito – che è anche una proposta – avanzato dalla responsabile e dalla vice responsabile Poesia Pina De Felice e Lilly Arcudi di provare a confrontarsi con i temi della poesia dell’Antologia – che in Italia ha l’esempio grandissimo dei Sepolcri di Foscolo –  realizzando una Antologia reggina. Quale migliore omaggio infatti ad un poeta che quello di continuarne l’opera?

 

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Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS: deliberata l’intesa per la nomina del Prof. Tito Boeri a Presidente dell’INPS

(7) Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’INPS nella riunione del 13 gennaio 2015, ha deliberato all’unanimità l’intesa per la nomina del Prof. Tito Boeri a Presidente dell’INPS, prevista dall’art. 3, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479.

 

La predetta intesa è stata richiesta dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con nota inviata al Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’INPS in data 30 dicembre 2014, a seguito dell’avvio della procedura di nomina del Prof. Tito Boeri a Presidente dell’INPS da parte del Consiglio dei Ministri.

 

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