Comune di Reggio Calabria: sabato 9 al Teatro “Cilea” “Bronzi di Riace: la Metaconferenza”

(451) Pensate di sapere tutto sui Bronzi di Riace? Il 9 novembre alle 21:00, al Teatro Cilea, con ingresso gratuito, potrete “andare oltre” e conoscere questi straordinari reperti – simbolo di una terra e del suo Continue reading “Comune di Reggio Calabria: sabato 9 al Teatro “Cilea” “Bronzi di Riace: la Metaconferenza”” →

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Coldiretti Calabria: domani agricoltori in piazza a Roma contro i cinghiali. Dalla Calabria 29 amministrazioni comunali, il presidente del Parco dell’Aspromonte ed agricoltori che hanno subito danni

(201) L’invasione e la presenza dei cinghiali è sempre invasiva e ha determinato lo sconvolgimento e vita difficile nelle campagne e nelle aziende agricole. Domani giovedì 7 novembre dalle ore 9.00 a Roma blitz SOS Continue reading “Coldiretti Calabria: domani agricoltori in piazza a Roma contro i cinghiali. Dalla Calabria 29 amministrazioni comunali, il presidente del Parco dell’Aspromonte ed agricoltori che hanno subito danni” →

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Comune di Reggio Calabria: Falcomatà “Polo culturale M. Preti, presto nuovi libri da lascito famiglie reggine. Italia indietro sul piano culturale per colpa di razzismo, odio e divisioni”

(450) Il sindaco Giuseppe Falcomatà ha preso parte all’iniziativa “Promuovi…amo il Polo culturale Mattia Preti” che, nella sala “Calipari” del Consiglio regionale, ha raccolto numerosi studenti intervenuti all’evento promosso da Palazzo Campanella, dall’Ufficio scolastico regionale, dal Liceo artistico “Preti-Frangipane” e dai distretti Rotary “2100” e “Parallelo 38”.
Il pensiero del primo cittadino è subito andato ad Antonino Candido, il giovane vigile del fuoco reggino morto durante un intervento ad Alessandria: «Un figlio della nostra terra caduto nell’esercizio del proprio dovere». «Una tragedia – ha detto Falcomatà – che è un po’ la fotografia delle storie di tanti giovani della nostra città che, troppo spesso, sono costretti ad andare via e, una volta fuori, si distinguono per passione, impegno, dedizione per il proprio lavoro. Oggi è doveroso rendergli il giusto tributo».
Dopo aver ringraziato il Rotary per «l’impegno messo al servizio del territorio ed al fianco delle istituzioni», l’inquilino di Palazzo san Giorgio si è concentrato sull’importanza della sinergia fra gli enti che «non è una scelta, ma l’unica scelta che può consentire di risolvere molti problemi della nostra città». Un plauso, Falcomatà, l’ha poi rivolto al presidente del consiglio regionale, Nicola Irto, per «la cura, fin dal 2014, dedicata al “Polo Mattia Preti” contribuendo a renderlo la casa che custodisce il patrimonio culturale cittadino e calabrese».
Citando l’indimenticato Renato Nicolini, già professore dell’Università “Mediterranea”, il sindaco ha ribadito che «la cultura è un bene prezioso così come l’acqua». «E – ha spigato – come l’acqua deve costare poco ed essere accessibile a tutti perché è imprescindibile per la vita e per costruire sviluppo nei territori».
«Proprio la parola “accessibilità” – ha aggiunto il primo cittadino – ha caratterizzato la realizzazione di questo polo culturale che, in circa 40 mila volumi, racchiude la storia della nostra terra, della nostra identità, delle minoranze linguistiche, che include testi sulla ‘ndrangheta e sull’impegno di chi, con estremo sacrificio, ha combattuto per quella che il nostro questore, Maurizio Vallone, chiamerebbe “andrangheta”, ovvero con l’alfa privativa che sta a significare tutti quei condizionamenti che, purtroppo, hanno mortificato il nostro sviluppo. Credo, comunque, che ci sia ancora tantissimo da fare».
Da qui la proposta del sindaco per implementare e fare crescere il polo culturale “Mattia Preti”: «In questi anni, abbiamo ricevuto tantissime proposte di donazioni da molte famiglie reggine che, a seguito di un lascito, hanno espresso la volontà di voler consegnare alla città intere collezioni. Un segno bellissimo di apertura del proprio privato al territorio che avrà modo di crescere attraverso anni di arricchimento culturale fatto di volumi spesso storici e rari. Su questo aspetto possiamo aprire un ragionamento per ampliare il polo culturale che, ospitando anche questa mole di libri, potrà diventare un polo civico».
L’ultima riflessione del sindaco è legata a recenti fatti di cronaca che dimostrano quanto ancora ci sia da fare in campo culturale: «Il nostro Paese è troppo ignorante se, alle soglie del 2020, un ragazzo di colore viene fischiato per il semplice colore della pelle. E che sia italiano passa in ultimo piano; qui si parla di ignoranza rispetto a quelle che devono essere le condizioni minime di rispetto dell’individuo che, come recita la nostra Costituzione, passa a prescindere da orientamenti politici, religiosi e figuriamoci dal colore della pelle». Il riferimento è, ovviamente, ai cori razzisti che una parte dello stadio di Verona ha riservato al calciatore Mario Balotelli. Il successivo passaggio è sulle polemiche che hanno condito l’esperienza parlamentare di Liliana Segre, senatrice a vita, superstite dell’Olocausto e testimone diretta della Shoah: «L’Italia è un Paese che, evidentemente, non ha chiuso i conti col proprio passato nefasto se ancora non si riesce a trovare una visione unitaria e comune quando una persona, di oltre 90 anni con l’infame e abominevole marchio incisole dai nazisti sul braccio, è tenuta a proporre l’istituzione di una commissione per lavorare quale osservatorio su fenomeni di odio, razzismo ed esclusione sociale».
Il sindaco Falcomatà ha, quindi, parlato di un «Paese diviso, dove uno stesso servizio viene garantito ed erogato in maniera diversa fra Nord e Sud; un Paese profondamente ingiusto se un bimbo nato a Reggio Calabria deve essere privato della possibilità di accedere ad un asilo nido comunale a patto che, in quella città, non si riesce a garantire il servizio con trasferimenti esterni all’Ente atteso che quelli ordinari non ci sono».
«E’ un problema di mentalità – ha concluso il sindaco – da non affrontare in maniera tecnica e burocratica, ma con un preciso percorso culturale attraverso il quale ci salveremo puntando sui luoghi, come il “Polo Mattina Preti”, che vanno custoditi ed amati».

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Comune di Reggio Calabria: il Sindaco Falcomatà esprime cordoglio per la scomparsa di Antonino Candido. Il giorno delle esequie a Reggio sarà lutto cittadino

(449) Il sindaco Giuseppe Falcomatà esprime il proprio cordoglio e quello della città tutta per la morte di Antonino Candido, il giovane vigile Continue reading “Comune di Reggio Calabria: il Sindaco Falcomatà esprime cordoglio per la scomparsa di Antonino Candido. Il giorno delle esequie a Reggio sarà lutto cittadino” →

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: agli Incontri di Natura il progetto di reintroduzione del Nibbio reale

(24) Il consueto appuntamento con gli Incontri di Natura promossi dal Parco dell’Aspromonte in collaborazione con Touring Club Italiano, Club di Territorio di Reggio Calabria, e Dipartimento di Giurisprudenza, Continue reading “Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: agli Incontri di Natura il progetto di reintroduzione del Nibbio reale” →

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Venezia: mercoledì 13 l’apertura dei lavori della Conferenza Plenaria dell’European Coast Guard Functions Forum

(54) Il 13 novembre 2019 alle ore 10.00 presso il palazzo ducale di Venezia si apriranno i lavori della Conferenza Plenaria dell’European Coast Guard Functions Forum. L’European Coast Guard Functions Forum – un Continue reading “Venezia: mercoledì 13 l’apertura dei lavori della Conferenza Plenaria dell’European Coast Guard Functions Forum” →

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Perugia: GdF, promettevano il superamento di concorsi in cambio di soldi. 100 le persone truffate (video)

(53) Sono in corso perquisizioni a Roma, Spoleto e Massa Carrara, da parte dei finanzieri del Comando Provinciale di Perugia, su disposizione della Procura della Repubblica di Spoleto, nei confronti dei componenti di un’associazione a delinquere dedita al traffico di influenze illecite ed alla truffa.

Dopo quasi un anno di serrate indagini, la complessa ed articolata attività delle Fiamme Gialle umbre ha consentito di individuare in B.S., un soggetto romano sedicente appartenente ai servizi segreti italiani ma in realtà identificato quale “truffatore seriale”, il promotore dell’associazione criminale.

Vantando importanti contatti e conoscenze all’interno delle Forze Armate, del Corpo di Polizia Penitenziaria, dello Stato di Città del Vaticano e della società di trasporto ferroviario “ITALO TRENO” S.p.a., B.S. ed i suoi complici si sono fatti consegnare, nel tempo, consistenti somme di denaro da circa 100 persone interessate all’ottenimento di un posto di lavoro, garantendo loro il superamento di concorsi pubblici ovvero l’assunzione nella società di trasporto.

Per guadagnare la fiducia degli ignari “clienti”, B.S. organizzava appositi incontri, documentati dai finanzieri con intercettazioni, pedinamenti ed appostamenti, a cui prendevano parte, di volta in volta, un falso generale dell’Esercito Italiano, un asserito principe a capo di un ordine cavalleresco, un Vescovo non appartenente alla Chiesa Cattolica ed un alto ufficiale della Polizia Penitenziaria.

Nel corso degli incontri veniva richiesta agli aspiranti tutta la documentazione necessaria per partecipare ai concorsi (curriculum, fotografie formato tessera, certificati di residenza e dei carichi pendenti, ecc.). In alcune circostanze, sono stati forniti anche falsi quiz precompilati, necessari al superamento delle prove concorsuali, che venivano fatti firmare agli interessati. Altre volte, infine, sono stati organizzati veri e propri esami clinici e visite mediche presso un noto centro diagnostico romano.

Una volta ottenuta la somma richiesta, variabile tra 2.000 e 8.000 euro, che veniva corrisposta in contanti o mediante versamento su carte prepagate, la stessa veniva spartita tra i componenti dell’associazione. Poi, a seguito del mancato superamento dei concorsi, venivano fornite ai soggetti truffati una serie di rocambolesche giustificazioni per evitare la restituzione del denaro.

L’attività condotta dal Gruppo Tutela Economia del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria delle Fiamme Gialle perugine, in sinergia con la Procura della Repubblica di Spoleto, rientra nel più ampio dispositivo di contrasto alle fenomenologie criminali che colpiscono le fasce più a rischio della popolazione. Per questo motivo, chiunque dovesse ritenersi parte offesa nelle vicende descritte è invitato a sporgere denuncia presso gli Organi competenti.

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Gioia Tauro (RC): la GdF sequestra oltre 60 kg di cocaina purissima al Porto

(52) Nell’ambito dell’attività di contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti gli uomini del Comando Provinciale di Reggio Calabria, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane – Ufficio Antifrode di Gioia Tauro, con il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno individuato e sequestrato 61 Kg di cocaina purissima nel porto gioiese.

In un container trasportante carne congelata in transito nello scalo portuale calabrese, proveniente dal Brasile e avente come destinazione finale il sud-est asiatico, sono stati individuati e sequestrati 61 chilogrammi di cocaina contenuti in due borsoni posti dietro i portelloni del contenitore, i quali , una volta giunti a destinazione e tagliati fino a quattro volte prima di essere immessi sul mercato, avrebbero fruttato circa 12 milioni di euro alle organizzazioni criminali operanti nel settore.

Le fiamme gialle e i funzionari doganali non abbassano la guardia svolgendo quotidianamente, in stretta sinergia, un’intensa attività di controllo sulle merci in arrivo o in transito per rendere sempre più efficace la lotta al traffico internazionale di sostanze stupefacenti nel porto calabrese.

Attraverso una complessa attività di indagine eseguita tramite analisi di rischi e riscontri fattuali su migliaia di contenitori provenienti dal continente americano, gli uomini della Guardia di Finanza, con il supporto di unità cinofile e grazie ai sofisticati scanner in dotazione all’Agenzia delle Dogane, sono riusciti ad individuare quello in cui era stato occultato lo stupefacente.

Nonostante l’ormai nota tendenza alla delocalizzazione delle spedizioni su altri porti, Gioia Tauro rimane comunque uno dei principali scali di riferimento dei narcotrafficanti. Lo sforzo profuso dai militari è massimo ed è volto a limitare una vera e propria piaga sociale che ha costi elevatissimi e che non accenna a diminuire.

In primis il consumo di cocaina, soprattutto tra i più giovani, crea danni alla salute irrimediabili, inoltre i proventi della importazione e della vendita della “coca” generano guadagni esponenziali a chi opera in questo settore illegale. Tali somme infatti, una volta reinvestite e riciclate, sono in grado di inquinare pesantemente i circuiti legali dell’economia e di alterare le condizioni di concorrenza, sottraendo opportunità di lavoro alle imprese oneste.

(immagine di repertorio)
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Reggio di Calabria: FIPAV ed Associazione Culturale “Pitagora”, sabato e domenica prossimi “In campo per la vita”

(325) La Federazione Italiana Pallavolo Comitato Territoriale di Reggio Calabria e l’Associazione Culturale Pitagora di Reggio Calabria il prossimo 9 e 10 novembre organizzano la manifestazione IN CAMPO PER LA Continue reading “Reggio di Calabria: FIPAV ed Associazione Culturale “Pitagora”, sabato e domenica prossimi “In campo per la vita”” →

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Coldiretti Calabria: la campagna delle clementine IGP Calabria parte male, si rischia di alimentare la catena dello sfruttamento

(200) La campagna delle Clementine è ai nastri di partenza e già – rileva Coldiretti – ci sono tentativi di deprimere il mercato. Insomma un Continue reading “Coldiretti Calabria: la campagna delle clementine IGP Calabria parte male, si rischia di alimentare la catena dello sfruttamento” →

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Palermo ed Agrigento: Guardia di Finanza e Carabinieri, operazione “Passepartout”. 5 soggetti fermati per associazione di stampo mafioso, colpita la famiglia mafiosa di Sciacca (video)

(50) Militari della Guardia di Finanza di Palermo e Sciacca e Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Agrigento, alle prime ore dell’alba, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di nr. 5 soggetti, ritenuti appartenenti o comunque contigui alla famiglia mafiosa di Sciacca (AG).

Sono altresì in corso decine di perquisizioni su tutto il territorio di Sciacca, che vedono impiegati oltre 100 finanzieri e Carabinieri, supportati da mezzi aerei e unità cinofile, che riguardano abitazioni, uffici, aziende e negozi nella disponibilità degli indagati.

Le complesse indagini hanno evidenziato come i cinque fermati, seppur in un momento di assoluta difficoltà della cosca saccense, abbiano continuato a reiterare le forme sistematiche di controllo del territorio tipiche del fenomeno mafioso.

In particolare è emersa la figura carismatica di Accursio DIMINO, detto “Matiseddu”, già condannato per associazione mafiosa – da ultimo nel 2010 – per il suo ruolo espresso in Cosa Nostra, per la quale, nel tempo, è stato “reclutatore di nuovi adepti”, assoluto interprete nell’acquisizione di attività economiche ed appalti di opere pubbliche nel settore edile e turistico-alberghiero, per assumere, nel primo decennio degli anni 2000, il ruolo di capo della famiglia mafiosa di Sciacca.

DIMINO, negli anni ’90, per conto della famiglia di Sciacca ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo di dinamiche associative ultra-provinciali, mantenendo contatti e veicolando “pizzini” con i corleonesi, in particolare con Riina Salvatore e Brusca Giovanni.

In quegli anni, le attività investigative avevano, inoltre, accertato i contatti con il latitante mafioso Matteo MESSINA DENARO.

A partire dalla sua scarcerazione, sono stati documentati i rapporti intrattenuti da DIMINO con soggetti mafiosi operanti nel territorio di Sciacca, di Castellammare del Golfo (TP) e con taluni personaggi ritenuti contigui alla famiglia mafiosa Gambino di New York.

Con riferimento a quest’ultima articolazione di Cosa Nostra, DIMINO si è in particolare relazionato con un soggetto con cui aveva pianificato un’attività criminale che successivamente non è stata portata a compimento a causa dell’improvviso omicidio – avvenuto a New York lo scorso 13 marzo – di Frank Calì (alias FrankieBoy), esponente di spicco della citata famiglia mafiosa italo-americana, evento questo immediatamente comunicato in Sicilia dagli Stati Uniti.

Fra i fatti contestati a DIMINO nel provvedimento emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo vi sono le pressioni su imprenditori locali per consentire a imprese riconducibili a propri sodali di ottenere appalti, l’attività di recupero crediti a beneficio di soggetti legati a uomini d’onore, propositi di danneggiamenti e altre attività criminali nei confronti di diversi soggetti per finalità estorsive.

Alcuni colloqui captati nel corso delle indagini svelerebbero inoltre come il DIMINO abbia rappresentato, in passato, l’ala più dura della famiglia di appartenenza, facendo parte del c.d. “triumvirato”, lo storico gruppo di fuoco operante negli anni ‘90 Sciacca.

Nell’ambito delle investigazioni è emersa la figura di NICOSIA Antonino inteso Antonello, esponente di rilievo dei Radicali Italiani, pure lui destinatario del provvedimento di fermo in quanto ritenuto organico alla famiglia mafiosa saccense, già noto in quanto, tra le altre cose, condannato in via definitiva alla pena di anni 10 e mesi 6 di reclusione per partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, scarcerato da ormai oltre 10 anni.

Gli approfondimenti investigativi effettuati nei confronti di NICOSIA hanno consentito di documentare:

  • il pieno inserimento di NICOSIA nel contesto mafioso saccense, emerso con evidenza anche dalle conversazioni intercorse tra l’indagato e l’uomo d’onore DIMINO Accursio;
  • la richiesta finalizzata alla consumazione di eventi delittuosi cruenti in danno di proprio debitore rivolta da NICOSIA a un soggetto gravitante nel panorama mafioso saccense che prontamente la accoglieva limitandosi a volerne decidere le modalità e i tempi di attuazione;
  • una riservata riunione effettuata a febbraio del 2019 a Porto Empedocle tra NICOSIA e due pregiudicati per partecipazione ad associazione mafiosa di cui uno fidato sodale del latitante MESSINA DENARO Matteo, nel corso del quale i tre affrontavano alcuni argomenti di rilevante interesse investigativo, chiamando in causa direttamente il citato latitante al quale doveva essere destinata una somma di denaro che gli interlocutori si stavano prodigando a recuperare;
  • l’uso strumentale del rapporto di collaborazione instaurato da NICOSIA con una Parlamentare della Repubblica Italiana, rapporto questo utilizzato per un periodo dall’indagato per accedere all’interno di diverse carceri del territorio nazionale ed avere contatti anche con altri esponenti reclusi di cosa nostra;
  • l’impegno profuso da NICOSIA per la realizzazione di un non meglio delineato progetto che, afferente il settore carcerario, interessava direttamente il latitante MESSINA DENARO Matteo da cui l’indagato, per l’opera svolta, si aspettava di ricevere un ingente finanziamento non ritenendo sufficienti i ringraziamenti che asseriva di avere ricevuto dallo stesso ricercato.

Le attività d’indagine svolte nei confronti di NICOSIA hanno quindi permesso di acquisire elementi in merito alla sostanziale affiliazione di quest’ultimo all’organizzazione mafiosa saccense e alla sua contiguità all’omologa realtà castelvetranese, sodalizi questi in favore dei quali NICOSIA ha fornito un contributo rilevante anche sfruttando la propria posizione pseudo-istituzionale e il connesso qualificato circuito relazionale.

NICOSIA, spendendo titoli docenza anche internazionali1, nonché quale appartenente al Comitato Nazionale dei Radicali Italiani e direttore della Onlus Osservatorio Internazionale dei Diritti dell’Uomo (O.I.D.U.), ha operato nell’ambito assistenziale del settore carcerario, accedendo all’interno di alcuni istituti di detenzione e intrattenendo rapporti con operatori penitenziari.

In tale contesto NICOSIA:

  •  si è adoperato fattivamente al fine di favorire alcuni detenuti rientranti nel circuito del latitante MESSINA DENARO Matteo tra cui GUTTADAURO Filippo (cognato del latitante, attualmente internato in misura di sicurezza – casa lavoro presso la Casa Circondariale di Tolmezzo e ancora sottoposto al regime detentivo ex art 41 bis O.P.);
  • nella prima puntata del suo programma televisivo e via web “Mezz’ora d’aria”, titolata Misure di Sicurezza – il caso Tolmezzo e trasmessa da una emittente locale, ha intervistato un avvocato con cui si soffermava a disquisire in ordine ad un’asserita anticostituzionalità della procedura di applicazione delle misure di sicurezza (fenomeno dei cosiddetti “ergastoli bianchi”) con particolare riguardo agli internati sottoposti all’art 41 bis O.P. della Casa Circondariale di Tolmezzo (dove si trova ristretto in tale regime il nominato GUTTADAURO Filippo); sfruttando la possibilità che aveva di accedere all’interno delle carceri, si proponeva di veicolare messaggi tra soggetti liberi (a vario titolo contigui al contesto mafioso siciliano) e detenuti già condannati in via definitiva per partecipazione ad associazione mafiosa.

Come detto sopra, le attività svolte dall’indagato che riguardavano il settore carcerario erano rese possibili, tra l’altro, dal fraudolento utilizzo da parte di NICOSIA del rapporto di collaborazione che aveva instaurato con una Parlamentare della Repubblica Italiana.

In virtù di tale rapporto, infatti, NICOSIA ha partecipato ad alcune ispezioni carcerarie parlamentari e ha sicuramente fatto accesso all’interno delle carceri di Sciacca (AG), Agrigento, Trapani e T olmezzo (UD) senza la preventiva autorizzazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e ciò sfruttando le prerogative riconosciute dalle norme sull’ordinamento carcerario ai membri del Parlamento e a coloro che li accompagnano.

I cinque destinatari del fermo sono:

  • DIMINO Accursio, nato a Sciacca il 14/10/1958;
  • NICOSIA Antonino (detto Antonello), nato a Sciacca il 26/07/1971;
  • CIACCIO Paolo, nato a Sciacca il 07/05/1986;
  • CIACCIO Luigi, nato a Sciacca il 07/05/1986;
  • MANDRACCHIA Massimiliano, nato a Sciacca il 06/01/1973.

Parallelamente all’esecuzione dei fermi, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i militari operanti stanno procedendo a sequestrare agli indagati disponibilità finanziarie – tra le quali una carta di credito collegata a conti esteri – e patrimoniali, tra cui un’imbarcazione, ai sensi dell’art. 240 bis c.p., tenuto conto che gli stessi risultano disporre, anche per interposta persona, di beni e altre utilità in valore sproporzionato al reddito da loro dichiarato.

 

 

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: al via il progetto “Life Milvus”

(23) Riportare nei cieli aspromontani il Nibbio reale. Con la firma della convenzione (il cosiddetto “Grant Agreement”), avvenuta nei giorni Continue reading “Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: al via il progetto “Life Milvus”” →

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Comune di Reggio Calabria: Giorno dei defunti, il Sindaco Falcomatà alla Messa officiata dal Vescovo Fiorini-Morosini

(445) Nella ricorrenza del Giorno dei defunti, il sindaco Giuseppe Falcomatà ha preso parte, nel cimitero centrale di Condera, alla messa celebrata dal vescovo dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini. Alla presenza delle massime autorità civili e militari, il primo cittadino ha voluto ringraziare quanti “hanno contributo per offrire decoro e pulizia ai luoghi sacri dove riposano i nostri cari”.

“Anche in questa giornata così importante – ha detto il sindaco Falcomatà – ci siamo spesi al massimo per consentire, a tantissimi reggini, di far visita ai propri defunti potendo muoversi in spazi puliti, decorsi, capaci di preservare e custodire nella dignità quanti non sono più della vita terrena. Persino i cimiteri, infatti e purtroppo, non sfuggono all’incivilità dei vili che non si fanno scrupolo alcuno nell’abbandonare rifiuti in quelli che sono luoghi sacri e della memoria più d’ogni altro posto in città. Pure oggi, dunque, si rinnova una battaglia di civiltà, una sfida culturale contro chi non nutre rispetto né riguardo nemmeno per i morti. Vanno per questo ringraziati gli operai di Calabria Verde, di Avr, di Castore, i nostri Lsu ed il consigliere comunale Rocco Albanese che non hanno lesinato sforzi per sopperire alle difficoltà legate all’igiene urbana consegnando decoro, rispetto, dignità e pulizia negli oltre 20 camposanti del territorio”.

Concetto ripreso dal vescovo monsignor Morosini che, nel corso della sua omelia, ha lanciato un grido contro chi getta spazzatura per le strade: “Quella è morte. E’ un oltraggio contro la natura, è un dispetto alla vita perché ai vivi dobbiamo lasciare luoghi incontaminati e la bellezza dei mari e dei monti così come li abbiamo potuti vivere noi”.

“Che senso ha – sono le parole dell’alto prelato – lasciare spazzatura qua e là? Siamo noi stessi la soluzione al problema. Se non lo capiamo andiamo sì incontro alla morte”.

A seguire, il sindaco Giuseppe Falcomatà ha deposto tre corone d’alloro rispettivamente in onore dei Caduti di tutte le guerre, delle vittime del terremoto del 1908 che distrusse Reggio Calabria e Messina e a suffragio dei Vigili urbani.

Successivamente, l’inquilino di Palazzo San Giorgio e le autorità si sono spostati al cimitero di Archi per la deposizione di un’altra corona d’alloro, in questo caso al Monumento al Milite ignoto.

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Reggio di Calabria, MiBACT: inizia per la prima volta il restauro della Vara del Quadro della Madonna della Consolazione, simbolo centenario della festa religiosa e civile della città

(339) Il Segretariato Regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo per la Calabria ha avviato la procedura prevista Continue reading “Reggio di Calabria, MiBACT: inizia per la prima volta il restauro della Vara del Quadro della Madonna della Consolazione, simbolo centenario della festa religiosa e civile della città” →

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Reggio di Calabria: boato e scossa sismica, non un terremoto ma un già programmato brillamento di ordigni bellici

(439) Una metà mattina abbastanza movimentata nel reggino. Infatti, a mezzogiorno, soprattutto i cittadini della zona Nord della città, hanno avvertito dapprima un boato poi seguito da una forte scossa che ha coinvolto l’intera area dello Stretto.

 

L’accaduto ha fatto subito pensare ad una scossa sismica la cui magnitudo era stata perfino rilevata dai sismografi, ben presto però è arrivata la smentita. Il forte boato avvertito a Reggio Calabria e  Messina, che ha creato paura e sgomento tra gli ignari, è stato causato dal brillamento, già stata stabilita con apposita ordinanza 86/2019 emessa lo scorso 22 ottobre dalla Capitaneria di Porto di Messina quale autorità competente (nella foto), di un ordigno bellico in prossimità del porto messinese da parte del nucleo SDAI di Augusta della Marina Militare.

 

Il disguido, a quanto pare, si è creato a causa della mancata comunicazione di questa operazione alle autorità reggine, motivo per il quale sono stati evacuati numerosi istituti scolastici ed uffici.

 

A maggior ragione, poi, che essendo Calabria e Sicilia due tra le zone con maggiore pericolosità sismica del Paese è assolutamente comprensibile il panico generale che si è diffuso questa mattina.

 

Per fortuna tutto è bene quel che finisce bene! Anche se…

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Città Metropolitana di Reggio Calabria: mercoledì 30 ottobre, alle ore 20 e 30, presso il teatro “Francesco Cilea”, si terrà la XXIX edizione de “I Concerti del Conservatorio”

(438) Protagonisti della serata, organizzata dalla Città Metropolitana e dal Conservatorio F Cilea, saranno il violoncellista di fama Continue reading “Città Metropolitana di Reggio Calabria: mercoledì 30 ottobre, alle ore 20 e 30, presso il teatro “Francesco Cilea”, si terrà la XXIX edizione de “I Concerti del Conservatorio”” →

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Città Metropolitana di Reggio Calabria: i partecipanti al corso di formazione di inglese sono volati a Malta

(437) L’iniziativa rappresenta una degna conclusione per i corsisti che hanno deciso di approfondire la conoscenza della lingua anglosassone, Continue reading “Città Metropolitana di Reggio Calabria: i partecipanti al corso di formazione di inglese sono volati a Malta” →

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Trieste: operazione “Strade Salate”. Mazzette in ANAS per la manutezione delle strade regionali: interventi gonfiati o inesistenti (video)

(46) Nei guai due dirigenti dell’Ente Pubblico: hanno ricevuto prebende per 65.000 Euro da un imprenditore triestino. Indagate sette persone, anche per il reato di falso. Coinvolte tre società. Sequestrata la somma di 640.000 Euro.

L’operazione «strade salate» condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trieste – sotto le costanti direttive del sostituto assegnatario, dott.ssa Cristina Bacer e il coordinamento del Procuratore di Trieste, dott. Carlo Mastelloni, – ha fatto emergere un diffuso sistema di frode e illeciti nell’esecuzione di appalti per servizi di manutenzione strade, pronto intervento, sgombero neve e spargimento sale, in cui la stazione appaltante – l’A.N.A.S. S.p.A. – è risultata truffata per oltre 500.000 Euro.

Il disegno criminoso è stato realizzato grazie alla collusione tra il direttore operativo della partecipata pubblica – responsabile esecutivo delle gare – e l’amministratore di una S.r.l. triestina appaltatrice di cui peraltro il primo è stato già dipendente in passato. Le indagini hanno rivelato come sia stata sistematicamente «gonfiata» la rendicontazione di lavori e di interventi da quest’ultima effettuati, in quanto fondata su una «doppia contabilità», abilmente occultata, ma poi rintracciata e decodificata dagli investigatori.

Al fine di non farsi sfuggire tutto l’importo fissato dal Bando di gara – trattandosi di interventi, per loro natura, non programmabili – la società triestina ha infatti consuntivato ad A.N.A.S. le attività manutentive sulle strade regionali in numero ben maggiore di quelle realmente eseguite oppure inserendo, in tutto o in parte, dati fittizi sugli impieghi di mezzi strumentali e di personale. Dai riscontri incrociati è emerso che taluni operai si trovavano in posti ben diversi e non certamente sul posto di lavoro: ad esempio, alcuni in ferie, anche in Croazia, altri ad una festa di matrimonio in Sicilia. Quelli di un’altra società indagata, del bellunese, aggiudicataria di un appalto per pronto intervento, benché presenti in cantiere secondo i rapportini giornalieri, hanno invece univocamente dichiarato di non aver mai lavorato sulle strade della nostra Regione.

L’ammontare complessivo dei reali costi sostenuti alla luce degli accertamenti è risultato sempre inferiore all’importo di aggiudicazione della gara, soprattutto in relazione agli appalti di sgombero neve, dove gli effettivi interventi degli addetti sono stati di entità significativamente inferiore rispetto a quanto rendicontato.

A fronte degli indebiti guadagni conseguiti, l’amministratore della S.r.l. in questione – come emerso inequivocabilmente dai documenti setacciati minuziosamente dagli inquirenti – ha pagato «mazzette» al direttore operativo e ad un altro dirigente dell’Ente, per aver “chiuso gli occhi” dinanzi agli illeciti perpetrati, sotto forma di ristrutturazione di un appartamento, fornitura e posa in opera di finestre e installazione di impianto di riscaldamento, per un controvalore complessivo di 65.000 Euro.

Dieci i denunciati a vario titolo: gli amministratori della S.r.l. e di altre due imprese sub appaltatrici nonché i due funzionari pubblici di AN.A.S., per concorso in «truffa aggravata», «falso ideologico in atto pubblico» e «corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio». Le tre aziende coinvolte sono state segnalate per responsabilità amministrativa degli Enti di cui al D.Lgs 231/2001.

In considerazione del solido quadro probatorio è stato eseguito – su provvedimento del G.I.P. del Tribunale di Trieste – il sequestro preventivo «per equivalente» di complessivi 640.000 Euro nella disponibilità degli indagati, frutto degli illeciti consumati nell’arco temporale dal 2014 al 2017.

L’attività di polizia giudiziaria svolta costituisce ulteriore conferma dell’impegno della Guardia di Finanza volto a contrastare l’inquinamento che alligna nel settore degli appalti.

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Siracusa: Baschi Verdi e cane antridroga in azionev, arresto pusher percettore del reddito di cittadinanza (video)

(45) I finanzieri del Comando Provinciale di Siracusa hanno recentemente concluso un’indagine in materia di sostanze stupefacenti, sequestrando 327 dosi di cocaina in una proprietà privata corrente nel comune di Floridia.

L’attività nasce dalle osservazioni comprese nei normali servizi di controllo economico del territorio disposti dal Comandante Provinciale di Siracusa. Nella tarda serata del 16 ottobre, i baschi verdi della locale Compagnia hanno fermato nel corso di un posto di controllo il floridiano N.P., percettore del reddito di cittadinanza, a bordo di un’autovettura di lusso Porsche Macan di sua proprietà.

Il rinvenimento di una cospicua somma di denaro contante, privo di giustificazione, nonché il sospetto che il soggetto fosse abitualmente dedito alla commissione di traffici illeciti ha consentito di far scattare la perquisizione domiciliare nell’abitazione del quarantunenne floridiano.

Particolarmente dinamiche le circostanze in cui sono avvenute le operazioni: per andare a colpo sicuro, i militari hanno infatti deciso di impiegare “Aquila”, cane antidroga dal fiuto infallibile.

Nel corso delle operazioni sono state rinvenute 327 dosi di cocaina per un totale di 120 gr. abilmente occultate all’interno di doppi fondi ricavati in lattine di bevande e in un piccolo estintore, nonché più di 1.000 euro in contanti nascosti in parte all’interno della cappa della cucina, anch’essi sottoposti a sequestro poiché ritenuti provento dell’attività illecita.

Le dosi erano pronte per lo spaccio e contraddistinte da confezioni di diverso colore, rosso e blu, in ragione del quantitativo richiesto dal “cliente”.

Al termine delle attività di polizia, il soggetto, su disposizione della locale Procura della Repubblica, è stato tratto in arresto e condotto presso la Casa Circondariale di Siracusa – Cavadonna.

Gli uomini delle Fiamme Gialle stanno al momento vagliando ogni indizio in loro possesso, per cercare di individuare i canali di approvvigionamento dei pusher.

L’operazione di servizio evidenzia il “carattere trasversale” dell’azione sviluppata nelle attività di servizio dalla Guardia di Finanza che, partendo dal monitoraggio delle autovetture di lusso, è pervenuta alla constatazione di ulteriori illeciti che incidono sulla spesa pubblica e minano legalità e sicurezza all’interno della città.

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Bari: prima “Giornata della Lotta alla Contraffazione per gli studenti”

(44) Ha avuto inizio questa mattina, presso l’Auditorium della Legione Allievi della Guardia di Finanza di Bari, la prima “Giornata della Lotta alla Contraffazione per gli studenti”, organizzata nell’ambito del Protocollo d’Intesa sottoscritto tra diverse Amministrazioni dello Stato, Forze dell’Ordine e Associazioni di categoria che partecipano ai lavori del Consiglio Nazionale per la Lotta alla Contraffazione e all’Italian Sounding (CNALCIS).

Alla manifestazione hanno preso parte oltre 850 studenti di 15 scuole superiori di secondo grado dell’aerea metropolitana barese, che nelle settimane precedenti all’evento sono stati

coinvolti in un percorso formativo organizzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’iniziativa è finalizzata a favorire la diffusione di una maggiore consapevolezza con riguardo ai temi della contraffazione, dell’Italian Sounding e dell’abusivismo commerciale, fenomeni illegali che provocano enormi costi sociali ed economici e rappresentano una seria minaccia per cittadini e imprese, nonché ad accrescere la conoscenza e il valore della Proprietà Industriale tra le nuove generazioni.

Numerose scuole del territorio nazionale e le scuole italiane all’estero di Buenos Aires, Chicago, Cordoba, Madrid, Mosca, Istanbul e Zurigo hanno partecipato all’evento tramite collegamenti in diretta e differita. Le scuole di Boston, Lione, New York, Ottawa, Pechino, San Paolo, Tirana e Washington e numerose scuole del territorio nazionale hanno aderito all’iniziativa organizzando eventi satellite dedicati.

L’evento di Bari è stato trasmesso in diretta da RAI Cultura ed è visibile anche online su www.raicultura.it.

Gli studenti che hanno preso parte alla manifestazione alla sede di Bari hanno potuto visitare, nel parterre dell’Auditorium, una mostra espositiva di prodotti contraffatti allestita a cura del Comando Provinciale di Bari della Guardia di Finanza.

L’evento ha avuto inizio con la proiezione di un video realizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore Cine-TV “Rossellini” al quale è seguito lo spettacolo teatrale “Tutto quello che sto per dirvi è falso”, interpretato dall’attrice Tiziana Di Masi.

L’evento è proseguito con un dibattito che ha coinvolto gli studenti, veri “protagonisti” della giornata. Al termine, alcuni studenti hanno dato vita a un “flashmob”, durante il quale diversi prodotti contraffatti sono stati simbolicamente “buttati” in un grande cestino (in aderenza al titolo dell’iniziativa).

All’evento hanno partecipato i rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del Ministero della Difesa, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, del Ministero della Salute, della Guardia di Finanza, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dell’ICQRF del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, di Confindustria, di Coldiretti, della Fondazione Osservatorio sulla Criminalità nell’Agricoltura e sul sistema Agroalimentare, di Confcommercio – Imprese per l’Italia e della CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa.

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