Catania: Procura della Repubblica e Guardia di Finanza, sequestro patrimoniale a ditta individuale per un valore di 60.000 euro

(5) Nell’ambito di articolate attività di indagine coordinate da questa Procura della Repubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un provvedimento di sequestro patrimoniale in materia antimafia – emesso dal Tribunale etneo, Sezione Misure di Prevenzione – relativo a una ditta individuale, operante nel settore della coltivazione agricola e della ristorazione, e il relativo terreno, per un valore complessivo di circa 60 mila euro.

Si tratta dell’esito di ulteriori accertamenti patrimoniali, svolti dal GICO del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Catania e dalla Compagnia della Guardia di finanza di Caltagirone, nei confronti di GIOVANNI PAPPALARDO (Catania, 1974) e dei suoi familiari, tutti residenti a Palagonia (CT), già destinatari, a ottobre 2020, di un provvedimento di sequestro relativo a terreni, una villa e conti correnti per circa 270 mila euro.

In particolare, le indagini hanno consentito di:

– da un lato, confermare la pericolosità sociale del predetto PAPPALARDO, condannato, tra l’altro, per associazione a delinquere di tipo mafioso e molteplici “reati fine” (estorsioni a danno di imprenditori del catanese), nonché, con sentenza definitiva, per gravissimi reati quali rapina e omicidio;

– dall’altro, la sproporzione tra il profilo reddituale del nucleo familiare del citato PAPPALARDO, che in alcune annualità ha dichiarato redditi pari a zero, e il complesso patrimoniale.

Nel dettaglio, le indagini svolte dalla Guardia di finanza di Catania hanno posto in luce, in primo luogo, la pericolosità sociale del citato PAPPALARDO al fine dell’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali. Sotto questo aspetto – in aggiunta alla condanna definitiva per rapina e omicidio – di rilievo è risultata l’appartenenza di PAPPALARDO all’associazione a delinquere di tipo mafioso denominata “Cosa nostra” e, in particolare, alla “famiglia” di Caltagirone.

Al riguardo, è emerso che il proposto – condannato dal GIP di Catania a 13 anni e 6 mesi di reclusione – ha partecipato ad almeno quattro summit tra esponenti di punta delle famiglie catanesi e calatine di “Cosa nostra” (clan Santapaola, Ercolano e Floridia per il clan Nardo di Lentini), nell’ambito dei quali, tra l’altro, è stata discussa la nomina del “rappresentante provinciale” dell’associazione criminale e la ripartizione dei proventi delle estorsioni (7 episodi di estorsione nei confronti di imprenditori catanesi, operanti nel settore delle costruzioni, del movimento terra e delle onoranze funebri).

Le investigazioni condotte dal GICO della Guardia di finanza di Catania e dalla Compagnia di Caltagirone si sono poi concentrate sul profilo economico-finanziario del proposto e, soprattutto, del suo nucleo familiare (moglie e figlie): Giovanni PAPPALARDO infatti non risulta direttamente intestatario di beni immobili.

Le indagini, estese pertanto ai restanti componenti della famiglia, hanno posto in luce che la presenza di ulteriori particelle di terreno – acquisite nel tempo da Pappalardo – e di una ditta individuale, formalmente intestata alla moglie del proposto, attiva nel settore della coltivazione agricola e della ristorazione.

Anche questo patrimonio è stato realizzato da PAPPALARDO a fronte di una significativa sproporzione rispetto al reddito dichiarato: infatti, per ciascuno degli anni nel periodo dal 2002 al 2018, il nucleo familiare del proposto ha presentato dichiarazioni di redditi minimali e, in un anno, anche pari a zero.

Al termine delle attività di indagine, su richiesta di questo Ufficio, il Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione ha così disposto il sequestro, finalizzato alla confisca, della ditta individuale e dei terreni agricoli.

Condividi sui social

Palermo: Guardia di Finanza, 9 arresti e maxi sequestro di oltre 2 tonnellate di sigarette di contrabbando provenienti dal Nord Africa

(4) Militari della Guardia di Finanza di Palermo e della componente aeronavale del Corpo, nell’ambito di un articolato dispositivo di contrasto ai traffici illeciti via mare, hanno portato a termine una rilevante operazione di servizio che si è conclusa con l’arresto di 9 soggetti – italiani, tunisini, libici ed egiziani – e il sequestro di 2 imbarcazioni, 2,2 tonnellate di tabacchi lavorati esteri (T.L.E.) di contrabbando provenienti dal Nord Africa e 60.000 euro in contanti.

L’intervento, condotto con l’impiego di numerosi mezzi aerei e navali – costieri e alturieri – del Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare (RM) e del Reparto Operativo Aeronavale di Palermo, in coordinamento con gli investigatori del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Palermo, ha interessato il tratto di mare prospiciente le coste del trapanese.

In particolare, nella serata di venerdì scorso – su segnalazione del Comando Generale della Guardia di Finanza – un elicottero del Comando Operativo Aeronavale, in servizio di ricognizione nel canale di Sicilia, rilevava e documentava la rotta di un peschereccio di circa 20 metri al largo di Lampedusa che si dirigeva verso Mazara del Vallo (TP).

Veniva quindi predisposto uno strutturato dispositivo di polizia, con l’impiego di ulteriori mezzi aerei e navali in forza al Gruppo Aeronavale di Messina, al Gruppo Esplorazione Aeromarittima e al Reparto Operativo Aeronavale di Palermo e con il supporto investigativo degli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di polizia economico-finanziario di Palermo.

In esito a tale azione di coordinamento, era così possibile avvistare un secondo natante (un motoscafo di 9 metri) che, nonostante le condizioni meteo avverse, era diretto in maniera sospetta verso il peschereccio.

Lo sviluppo dello scenario operativo portava ad accertare che la “nave madre” stazionava ai limiti delle acque territoriali ove aspettava il motoscafo proveniente dalla costa, verosimilmente per un trasbordo illecito.

Il dispositivo di intervento si attivava nel momento in cui il motoscafo faceva rientro all’interno delle acque territoriali (12 miglia), ove veniva fermato dalle imbarcazioni del Corpo che, rilevata la presenza a bordo del natante di t.l.e., si ponevano prontamente all’inseguimento

del peschereccio che nel frattempo stava cercando, senza successo, di riprendere il largo in direzione Nord Africa.

Le imbarcazioni contrabbandiere abbordate venivano quindi condotte nel porto di Mazara del Vallo (TP).

L’operazione si è conclusa con l’arresto dei 6 membri dell’equipaggio (di nazionalità egiziana, tunisina e libica) dell’imbarcazione nordafricana e di 3 italiani, acquirenti del TLE di contrabbando, originari della provincia di Palermo, che si trovavano a bordo del motoscafo ove erano stati trasbordati i t.l.e. di contrabbando.

Uno dei tre cittadini italiani è risultato percepire da marzo 2020 il reddito di cittadinanza per un ammontare di 900 euro mensili, beneficio che verrà immediatamente sospeso, così come previsto dalla normativa vigente.

La perquisizione effettuata a bordo del peschereccio libico ha poi consentito di rivenire, abilmente occultati dietro un pannello della sala macchine, 60.000 euro in contanti, sottoposti a sequestro in quanto ritenuti il provento illecito dell’avvenuta cessione del TLE.

Le oltre 2 tonnellate di sigarette sequestrate, destinate a rifornire i mercati siciliani e in particolare la piazza di Palermo, avrebbero fruttato all’organizzazione criminale introiti per circa 300.000 euro.

I soggetti tratti in arresto sono stati tradotti presso le case circondariali di Trapani e Palermo, a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, competente per territorio in considerazione dell’area in cui si sono svolte le operazioni di servizio.

Il Mar Mediterraneo si conferma, in definitiva, uno dei bacini mondiali maggiormente interessati dai traffici illeciti.

In questo scenario, la Guardia di Finanza svolge il suo ruolo esclusivo di “polizia del mare”, potendo sfruttare le potenzialità di un dispositivo integrato tra la componente investigativa territoriale e quella aeronavale, costiera e di proiezione, tanto per il controllo delle frontiere esterne, quanto per la difesa degli interessi economico-finanziari del Paese e dell’Unione Europea.

Condividi sui social

“Il Reggino”: assolto Ibrahim Jallow (la nostra doverosa pubblicazione in riscontro a quanto pubblicato il 2 maggio scorso)

(1) In merito al nostro articolo, pubblicato il 2 maggio 2020 e dal titolo Continue reading ““Il Reggino”: assolto Ibrahim Jallow (la nostra doverosa pubblicazione in riscontro a quanto pubblicato il 2 maggio scorso)” →

Condividi sui social

Rosarno (RC): Carabinieri, arrestato 20enne per detenzione di arma clandestina

(5) Nei giorni scorsi, a Gioia Tauro e Rosarno, i carabinieri a seguito di continue segnalazioni relative all’ utilizzo improprio di armi da fuoco Continue reading “Rosarno (RC): Carabinieri, arrestato 20enne per detenzione di arma clandestina” →

Condividi sui social

Palmi (RC): Carabinieri, controlli duranti i “giorni rossi”. 2 denunce per tentata rapina e ricettazione; rintracciato ed espulso un cittadino di origini tunisine

(4) Nei giorni “rossi”, durante le ultime festività appena trascorse, i Carabinieri hanno intensificato l’attività di controllo del territorio al fine di Continue reading “Palmi (RC): Carabinieri, controlli duranti i “giorni rossi”. 2 denunce per tentata rapina e ricettazione; rintracciato ed espulso un cittadino di origini tunisine” →

Condividi sui social

Carabinieri per la Tutela della Salute degli anziani: durante le festività, controllate dai Carabinieri NAS 1848 strutture

(3) In concomitanza con il periodo delle Festività natalizie e fino al 6 gennaio, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha realizzato, in stretta intesa con il Ministro della Salute, On. Roberto Speranza, una campagna di verifiche condotta dai 38 NAS nell’intero territorio nazionale che ha portato all’ispezione di 1.848 strutture sanitarie e socio-assistenziali, quali Residenze Sanitarie Assistite e di lungodegenza, case di riposo, comunità alloggio, rilevando irregolarità presso 281 di esse, pari al 15% degli obiettivi ispezionati.

L’intensificazione dei controlli da parte dei Carabinieri NAS è stato finalizzato ad assicurare la corretta erogazione dei servizi di cura ed assistenza a tutela delle persone indifese. Infatti proprio nel periodo delle Festività si rileva un aumento della domanda di ospitalità di persone anziane presso strutture ricettive, a cui non sempre corrisponde il mantenimento del livello assistenziale, sia in termini di numero di operatori, anche connesso con il godimento di ferie in concomitanza del periodo festivo, che di qualità del servizio fornito. Il possibile decadimento assistenziale può inoltre ripercuotersi anche sulla corretta attuazione delle misure di prevenzione del COVID, con gravi conseguenze sulla incolumità di soggetti particolare vulnerabili per età e stato di salute.

Complessivamente, le verifiche hanno portato alla contestazione di 109 violazioni penali e 373 amministrative, con l’applicazione di sanzioni per un valore di 111 mila euro, deferendo all’Autorità giudiziaria 83 persone e segnalandone ulteriori 287 alle Autorità amministrative.

Le irregolari più gravi emerse nel corso dei controlli sono rappresentate da condotte riconducibili a:

– assenza o carente attuazione di protocolli interni per la prevenzione anti-COVID e mancata gestione e comunicazione all’Autorità sanitaria dei casi di positività, confluite anche in contestazione del reato di diffusione colposa di epidemia in situazioni nelle quali la maggioranza di ospiti e operatori delle strutture è risultata positiva al virus SARS-Co-2;

– episodi di maltrattamento e di abbandono di persone impossibilitate ad accudirsi autonomamente.

Ulteriori frequenti irregolarità hanno interessato:

– carenze strutturali ed igieniche dei locali, a volte associate a strutture totalmente abusive;

–  inadeguato livello di assistenza fornito agli ospiti, per presenza di operatori privi di qualifica professionale e in numero insufficiente, nonché mancanza di programmi riabilitativi e di mantenimento motorio;

–  sovraffollamento di anziani rispetto ai posti previsti ed al personale presente;

–  carenze nella somministrazione dei pasti e dei farmaci, mal conservati e/o scaduti di validità.

In particolare, 143 violazioni hanno riguardato le misure di contenimento alla diffusione da COVID-19, pari al 38% delle irregolarità complessivamente riscontrate, come il mancato uso di dispositivi di protezione da parte degli operatori e la loro corretta formazione alla mancata individuazione di percorsi e aree dedicati, la programmazione delle fasi di pulizia e sanificazione.

Sono state 18 le strutture che, a causa di criticità particolarmente gravi o per lo stato di abusivismo in cui operavano, sono state oggetto di provvedimenti di sospensione e/o chiusura dell’attività assistenziale, il cui valore economico ammonta ad oltre 11 milioni di euro. Gli interventi di cessazione delle attività irregolari hanno determinato il conseguente ricollocamento degli anziani ospiti presso le abitazioni dei propri familiari o il trasferimento in altre strutture idonee.

Tra gli episodi più rilevanti si segnalano i seguenti:

NAS di Catania
Il legale responsabile di una comunità alloggio della provincia etnea è stato deferito all’Autorità Giudiziaria poiché ritenuto responsabile di aver lasciato 16 anziani ospiti – tra l’altro 6 in più rispetto al numero previsto dall’autorizzazione sanitaria -, incapaci di provvedere a sé stessi e accuditi solamente da 2 operatrici abilitate presenti, ma in assenza di personale in possesso di qualifica per l’assistenza infermieristica e socio-ricreativa. È stato riscontrato inoltre che il documento di valutazione del rischio biologico da Covid-19 non era stato aggiornato né erano stati comunicati i nominativi degli ospiti all’Autorità di Pubblica Sicurezza. Anche gli alimenti somministrati agli anziani della struttura non erano idonei al consumo poiché conservati all’interno di frigoriferi inadatti, arbitrariamente congelati e scaduti di validità, con sequestro di 25 kg di prodotti irregolari. L’attività socio-residenziale è stata sospesa e gli anziani sono stati trasferiti presso le famiglie di origine o presso altre idonee strutture ricettive.

NAS di Salerno
Nel corso di ispezioni presso una comunità tutelare per persone non autosufficienti e una casa albergo per anziani rispettivamente ubicate nelle province di Avellino e Salerno, sono state rilevate per entrambe l’inosservanza delle misure finalizzate al contenimento della diffusione del Covid-19, quali la mancata separazione della stanza di isolamento dal resto delle aree di frequentazione e l’assenza dei percorsi differenziati sporco/pulito. I due gestori delle strutture sono stati sanzionati e segnalati all’Autorità Amministrativa.

NAS di Roma
L’Autorità amministrativa ha disposto la chiusura immediata di una comunità alloggio in provincia di Roma a seguito delle risultanze acquisite dal NAS che accertava lo svolgimento dell’attività in condizione di totale abusivismo. Gli anziani sono stati ricollocati in altri plessi limitrofi regolarmente autorizzati.

NAS di Viterbo
Disposta la sospensione dell’attività di due comunità alloggio, ospitanti rispettivamente 15 e 9 anziani, attivate in assenza di autorizzazione. Gli anziani ospiti sono stati trasferiti in altre strutture idonee. Comminate sanzioni amministrative per 9 mila euro all’unico gestore di entrambe le attività.

NAS di Torino
Denunciati alla competente Autorità Giudiziaria due responsabili di una RSA per non aver eseguito la valutazione del rischio biologico presso la struttura sanitaria, nè l’attività di formazione e addestramento del personale dipendente e per l’omessa predisposizione di adeguate procedure organizzative delle attività. Le predette mancanze, rilevate in fase ispettiva, hanno determinato o comunque favorito la diffusione epidemiologica da Covid-19 che ha comportato, il contagio di 23 lavoratori su 32 e 37 ospiti su 44.
Lo stesso NAS, nel corso di un’ulteriore ispezione presso una residenza assistenziale di Torino, ha individuato significative criticità nelle procedure di contenimento infettivo da Covid-19 mancanza di cartellonistica preventiva e di percorsi sporco/pulito nonché assenza della corretta formazione a favore del personale dipendente. L’attività è stata sospesa in attesa del ripristino dei requisiti minimi.

NAS di Pescara
Accertamenti condotti presso due strutture assistenziale in Abruzzo hanno evidenziato gravi violazioni commesse dai gestori, anche riconducibili all’abbandono a se stesse persone bisognose di assistenza ed aver favorito, per colpa, il contagio del virus COVID-19, determinando il decesso di diverse persone anziane, peraltro ospitate in numero superiore a quello consentito. In uno dei due interventi è stata rilevata l’omessa comunicazione alla A.S.L. circa casi di positività al test diagnostico per il COVID-19, che avrebbe ulteriormente contribuito all’estensione del contagio di tutti i 20 ospiti presenti e di 8 dipendenti su 12.

NAS di Alessandria
Segnalato all’Autorità Amministrativa il legale rappresentate di una struttura residenziale per anziani interessata da gravi carenze strutturali e igienico-sanitarie che richiedevano un intervento immediato di manutenzione e sanificazione radicale per ripristinare le condizioni di sicurezza della struttura. I 13 anziani, di cui 10 risultati positivi al Covid-19, sono stati trasferiti in parte nei reparti COVID degli ospedali della provincia di Cuneo e i restanti in altra struttura ricettiva per anziani. Nella circostanza è stata disposta l’immediata cessazione dell’attività in attesa delle opere di adeguamento.

NAS di Bologna
Lo scorso novembre, il NAS, a conclusione di un’indagine, ha dato esecuzione a 4 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti della titolare di una struttura ricettiva per anziani e di 3 collaboratrici, ritenute responsabili di maltrattamento, omissione di soccorso ed esercizio abusivo della professione sanitaria.
L’attività investigativa ha consentito di individuare la sistematica e continuata modalità vessatoria, violenta, minacciosa e ingiuriosa con cui gli indagati si rapportavano ai 9 anziani ospiti ultraottantenni della struttura, provvedendo altresì a somministrare terapie in assenza di prescrizione medica e di propria iniziativa.
Inoltre, gli accertamenti hanno rilevato che la struttura ricettiva era stata trasferita arbitrariamente presso un albergo in altra località al fine di eludere possibili controlli ispettivi in materia di obblighi di impiego di operatori qualificati e di prevenzione dal contagio epidemico da COVID-19.

Condividi sui social

Coldiretti Calabria: -9 milioni per ristoranti aperti dopo le feste. Consumare prodotti calabresi

(2) Bar, ristoranti, trattorie ed agriturismi riaprono dopo il lungo periodo di lockdown delle feste che ha provocato, in Calabria, una perdita di Continue reading “Coldiretti Calabria: -9 milioni per ristoranti aperti dopo le feste. Consumare prodotti calabresi” →

Condividi sui social

Vicenza: Guardia di Finanza, operazione “Dimenticatoio”. Sequestrati circa 6 milioni a società rea di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e bancarotta fraudolenta patrimoniale

(1) I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il locale Tribunale per l’importo di oltre 4,2 milioni di euro, in relazione al reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte sul conto di due amministratori di una società vicentina, avente una cospicua parte della clientela rappresentata, tramite appalti, da Enti pubblici o da società riconducibili al settore pubblico, e per l’ulteriore cifra di oltre 1,7 milioni di euro in capo a tre amministratori della stessa impresa, due dei quali già attinti dalla precedente misura, in relazione al delitto di bancarotta fraudolenta patrimoniale.

L’operazione di polizia economico-finanziaria trae origine dalla metodologia operativa “Dimenticatoio”, basata sull’utilizzo dell’informatica operativa per l’individuazione degli indici di rischio economico-finanziario e finalizzata al contrasto del fenomeno rilevato, in numerosi casi di frode fiscale, per il quale gli amministratori e/o titolari di quote di società con rilevanti debiti tributari provvedono a cedere le proprie quote a soggetti “nullatenenti”, a far nominare una “testa di legno” quale nuovo amministratore e, soprattutto, a trasferire la propria sede legale dalla provincia berica in un’altra, spesso in una grande città metropolitana, al fine di evitare o attenuare il rischio in capo agli ideatori della frode, ossia i reali beneficiari del profitto illecito da evasione fiscale, di incorrere in controlli erariali.

In particolare, le indagini in materia fallimentare svolte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, coordinati dalla Procura della Repubblica di Vicenza, avevano portato a rilevare che l’attivo patrimoniale della predetta azienda, nel corso del 2014, era stato fraudolentemente trasferito ad un’altra impresa, riconducibile ai primi due amministratori citati, mediante una strumentale operazione di scissione societaria avvenuta in pieno stato di dissesto della società – all’epoca già indebitata verso l’Erario per oltre 6 milioni di euro e successivamente dichiarata fallita nel 2016 – così svuotandola delle risorse necessarie per rientrare dall’ingente debito verso l’Amministrazione finanziaria, individuabili nel valore dell’attivo societario illecitamente trasferito di oltre 4,2 milioni di euro.

Nel contempo, dalle investigazioni è emersa la responsabilità dei due predetti amministratori, unitamente ad un terzo, per la distrazione di liquidità, pari al citato importo di oltre 1,7 milioni di euro, nel periodo antecedente al fallimento, in danno del ceto creditorio.
Nel caso di specie, l’operazione di scissione si è rivelata volutamente depauperatoria ed idonea ad ostacolare l’attività di riscossione coattiva da parte del Fisco, nonché di tutti gli altri creditori sociali i quali, nell’intento di recuperare le somme dovute, si trovano a dover ricercare i beni trasferiti e la società beneficiaria degli stessi, con il rischio di lungaggini ed eventualità della prescrizione del debito, tenendo presente che la nuova “good company” indagata ha poi cambiato numerose sedi e denominazioni.

L’intento distrattivo e fraudolento dell’intera operazione di scissione appare, altresì, esser avvalorato dal fatto che, dall’anno 2012 la società esposta con l’Erario ha trasferito più volte la propria sede legale tra le province di Vicenza, Roma e Cosenza, al fine di sfuggire ai controlli fiscali essendo più facile farlo in città metropolitane ove si contano molte più “partite IVA” rispetto a quelle operanti in territori di provincia.

La ricostruzione investigativa effettuata, condivisa dal G.I.P. presso il locale Tribunale, ha portato all’emissione dei menzionati provvedimenti magistratuali, in esecuzione dei quali i militari hanno sottoposto a sequestro, nel complesso, disponibilità finanziarie e quote societarie nei confronti di T.M., 52enne di Roma, D.V.M., 47enne di San Giovanni in Persiceto (BO) e G.M., 60enne di Roma, amministratori della fallita, per un totale di oltre 117.000 euro, nonché beni immobili in capo al predetto T.M., costituiti da un’abitazione ed una pertinenza ubicati a Villaga (VI), per un valore di circa 290.000 euro.

Tali immobili erano stati simulatamente alienati, nel 2013, in favore del coniuge con lo scopo di evitare l’apprensione patrimoniale degli stessi da parte dell’Amministrazione finanziaria; tuttavia, le investigazioni ne hanno dimostrato la piena riconducibilità all’indagato.
L’operazione di polizia economico-finanziaria del Corpo svolta si inquadra nella costante azione di contrasto alle diverse forme di criminalità economica ed è stata sviluppata trasversalmente, facendo leva sulle peculiari funzioni di polizia giudiziaria, tributaria e valutaria, nella prospettiva di assicurare all’Erario ed ai creditori, attraverso il sequestro preventivo eseguito, il soddisfacimento delle legittime pretese creditorie.

Condividi sui social

Reggio di Calabria: UNICEF, “Regalo Sospeso”. In occasione dell’Epifania consegnati i primi kit ai bambini del “Centro Suor Castellini – Associazione Piccola Opera Papa Giovanni”

(1) La campagna nazionale Unicef “Regalo Sospeso”, in occasione dell’Epifania, approda anche a Reggio Calabria con la consegna ai minori Continue reading “Reggio di Calabria: UNICEF, “Regalo Sospeso”. In occasione dell’Epifania consegnati i primi kit ai bambini del “Centro Suor Castellini – Associazione Piccola Opera Papa Giovanni”” →

Condividi sui social

Isola di Capo Rizzuto (KR): un morto e un intossicato da esalazione da fumo

(2) Militari della Tenenza Carabinieri sono intervenuti in via Napoli, in un’abitazione ove, verosimilmente a causa d’intossicazione dovuta ad Continue reading “Isola di Capo Rizzuto (KR): un morto e un intossicato da esalazione da fumo” →

Condividi sui social

Reggio di Calabria: “Epifania in divisa” al GOM. I Carabinieri del Reparto Biodiversità consegnano doni ai piccoli ricoverati in Pediatria

(1) Ieri mattina, in occasione della festività dell’Epifania, nonostante il periodo difficile che tutti stiamo attraversando, dovuto all’emergenza Continue reading “Reggio di Calabria: “Epifania in divisa” al GOM. I Carabinieri del Reparto Biodiversità consegnano doni ai piccoli ricoverati in Pediatria” →

Condividi sui social

Reggina: “Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi” (B. Brecht)

E’ Natale e, dicono, bisogna (o meglio, bisognerebbe essere) più buoni. Ed allora… Ce lo ricordiamo bene quel lunedì 21 gennaio del 2019: era il Continue reading “Reggina: “Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi” (B. Brecht)” →

Condividi sui social

Comune di Reggio Calabria: Giunta e maggioranza replicano ai partiti del centrodestra “No a lezioni di legalità da chi ha distrutto Reggio, dalla destra accuse infamanti da rispedire al mittente”

“Non accettiamo strumentalizzazioni né lezioni di legalità da chi ha distrutto la città, lasciando montagne di debiti che ancora i reggini Continue reading “Comune di Reggio Calabria: Giunta e maggioranza replicano ai partiti del centrodestra “No a lezioni di legalità da chi ha distrutto Reggio, dalla destra accuse infamanti da rispedire al mittente”” →

Condividi sui social

Reggio Calabria: in manette il Consigliere comunale Castorina ed il Presidente di seggio Giustra. Avrebbero fatto votare (anche) i morti

(58) Alle prime ore di oggi, in esito a complesse ed articolate indagini effettuate dalla Digos di Reggio Calabria e coordinate dal Procuratore Continue reading “Reggio Calabria: in manette il Consigliere comunale Castorina ed il Presidente di seggio Giustra. Avrebbero fatto votare (anche) i morti” →

Condividi sui social

Il progetto BiC prende forma: Adrian Ranales, Alessio Billi e Andrea La Terra con la Farmacia Pellicanò RC BiC fino al 2024

Concluso il primo quadriennio dalla nascita della giovane società reggina in cui l’obiettivo sportivo principale è sempre stato dichiarato “arrivare il prima possibile in serie A”, sia per portare il nome di Reggio e della Calabria in alto dove merita, ma soprattutto con la speranza di far nascere entusiasmo e maggiore conoscenza sulla disabilità, unita a tutto ciò che ne concerne attraverso lo sport ed in questo caso quello dalla palla a spicchi, di cui Reggio Calabria si sa, ha sempre dimostrato di amare.

La “Reggio BiC”  è riuscita nell’impresa di arrivare in serie A in soli quattro anni dalla nascita grazie soprattutto al sostegno della Farmacia Pellicanò, ormai parte integrante della Famiglia “BiC”. Ed infatti quando si parla di basket in carrozzina oggi sul nostro territorio, non si può non associare la Farmacia Pellicanò della Dottoressa Luciana e del figlio Luigi Riolo, sempre vicini ed attenti agli atleti capitanati dalla super Ilaria D’Anna, sotto la guida dello storico coach del basket in carrozzina calabrese Antonio Cugliandro. Per raggiungere questo splendido traguardo in questi quattro anni c’è stato un grandissimo lavoro “non visto” dietro le quinte di tanti dirigenti e non, pronti a dare l’anima, in primis senz’ombra di dubbio, il cervello “tuttofare” di Amelia Eva Cugliandro, progettista, legale, scorer e Delegato regionale Calabria FIPIC, per non dimenticare Luigi Casile volto noto di questa splendida realtà pronto a dare sempre il proprio contributo.

La Farmacia Pellicanò RC BiC ha visto passare parecchi atleti in questi quattro anni, non solo reggini, ma provenienti da tutto il mondo, giocatori super con storie sportive e di vita diverse, ma tutti diversamente uguali, con l’obiettivo comune di vincere con la stessa maglia, la maglia di colore amaranto! Abbiamo avuto il privilegio di avere campioni italiani, europei, vincitori di anelli americani e perfino paralimpici, come Andrea Pellegrini, Stefano Rossetti, Sergio Cherubini e ancora giocatori provenienti dagli U.S.A., Turchia, Marocco, Senegal, Svezia, Grecia, Lettonia. Abbiamo portato il nome di Reggio Calabria e della nostra regione in giro per il mondo e adesso che il primo traguardo è stato raggiunto e siamo in prossimità della prima storica stagione in serie A FIPIC di una società calabrese, siamo pronti ad iniziare un nuovo progetto, ancora più arduo per una società giovane come la nostra, ma che ha già dimostrato parecchie volte di essere abituata a rimboccarsi le maniche davanti alle difficoltà!

La Farmacia Pellicanò RC BiC quest’anno ha deciso di gettare le basi per creare nuova linfa vitale che possa, mattoncino dopo mattoncino creare, perché no, qualcosa di grande! Ed è proprio da questo punto di partenza che comunichiamo di aver concluso gli accordi per il prossimo quadriennio paralimpico 2020-2024 con ben tre atleti: Adrian Rañales, Alessio Billi e Andrea La Terra. Dopo aver ricevuto la dichiarazione di amore eterno da parte dell’atleta Dmitrijs Rukavisnikovs, atleta pronto a disputare ormai la sua quinta stagione sportiva consecutiva con la Reggio Calabria Basket in Carrozzina e la sempre solida presenza del capitano Ilaria D’Anna, coach Antonio Cugliandro, ridisegnato il progetto che potesse avere un futuro anche in serie A, è pronto come sempre a lavorare per costruire nuove ambizioni, cercando anno dopo anno, di crescere e migliorarsi sempre più: “Quando abbiamo ricevuto la comunicazione dalla Federazione Italiana Pallacanestro in Carrozzina di essere stati ammessi alla serie A per la nuova stagione agonistica, è nata da subito l’idea di creare un gruppo giovane che potesse fare esperienza in questa prima stagione, necessaria per crescere sia dentro che fuori dal campo, provando ad arrivare ancor più pronti nella stagione che verrà, magari con l’aggiunta di qualche ulteriore innesto avente già consolidata esperienza. È per questo motivo che abbiamo da subito concluso accordi fino al 2022 sia con Cardoso che con Ivanov e fino al 2024 con il giovanissimo giocatore di interesse nazionale Alessio Billi, il punti 3.0 Andrea La Terra e con Adrian Rañales atleta spagnolo che, sono convinto, diventerà un top player del nostro campionato”.

Queste invece le parole a caldo proprio dello spagnolo Rañales dopo la firma del contratto: “Ho firmato per Reggio Calabria perché è una squadra che soddisfa tutte le mie esigenze, voglio crescere e qui c’è un buon progetto sportivo. Questi primi mesi li ho vissuti molto bene nonostante le circostanze del Covid, sono arrivato in una bellissima città in cui c’è sempre bel tempo, poi la gente mi ha accolto come fossi da subito un membro della famiglia e questo è stato molto bello. Per me il modo di allenarsi è molto importante e in questo il coach sa molto bene di cosa ha bisogno la squadra, adatta ogni esercizio alle qualità di ogni giocatore, aumentando così le potenzialità di ognuno, poi mi fa molto piacere di aver trovato giovani atleti con voglia di imparare e soprattutto bravi ragazzi, con una mentalità di squadra che è l’arma più importante che una squadra possa avere. Appena arrivato mi sono sentito a casa, mi piace il progetto, il modo in cui vuole giocare l’allenatore e le aspirazioni per il futuro, poi non posso non nominare il presidente e capitano Ilaria D’Anna e l’allenatore Antonio Cugliandro, sono loro i grandi autori della mia felicità, trattandomi come solo sa fare la famiglia Reggio, facendomi così venire voglia di restare almeno fino al 2024 in così poco tempo. Sono certo che con il livello di allenamento che abbiamo e con la buona gestione della squadra, questa squadra non avrà limiti per il futuro, le mie aspirazioni sono di crescere come giocatore e soprattutto come persona e perché no, magari un domani vincere la serie A con Reggio Calabria!”

 

Condividi sui social

Reggio di Calabria: l’Associazione Ambientalista “Fare Verde Onlus” dona il sangue all’AVIS

Francesco Greco (Presidente Nazionale “Fare Verde Onlus”) e Gaetano Ruocco (Presidente ANSI), in collaborazione, hanno dato il via il 4 Continue reading “Reggio di Calabria: l’Associazione Ambientalista “Fare Verde Onlus” dona il sangue all’AVIS” →

Condividi sui social

CONI Calabria: Condipodero “Il corso sulla forza ci proietta tra le scuole più attive d’Italia”

(77) “Vorrei che fossero pubblici i miei complimenti al direttore scientifico della Scuola Regionale dello Sport Calabria Demetrio Albino e all’intera macchina organizzativa del C.R. CONI Calabria che ha permesso di proiettare la nostra scuola, per qualità, efficienza e digitalizzazione, sicuramente tra le più attive d’Italia”.

Sono queste le parole del presidente Maurizio Condipodero a conclusione del corso di formazione dal titolo “Allenare la forza: come, quando e perché”.

Un appuntamento formativo altamente partecipato, strutturato assieme a Marco Giovannini Delegato FIPE Calabria e Felice Romano preparatore fisico Nazionali di Judo e Scherma.

Ciò che realmente inorgoglisce, afferma il direttore Albino, “è la qualità dell’offerta formativa, tematiche appetibili sul panorama nazionale, partecipazione di tecnici, dirigenti e docenti di altre realtà territoriali che permettono l’infittirsi di legami, più che mai prolifici per un futuro collaborativo”.

Il lavoro della SRdS Calabria proseguirà nella settimana che verrà con l’incontro per i tecnici dei Centri CONI, progetto nazionale che mantiene gli steps formativi, in attesa dell’avvio pratico delle attività, tenendo conto delle misure anti codiv evidenziate dal Governo.

Condipodero, Albino e Malagò
Condividi sui social

Teramo: Guardia di Finanza, eseguito decreto di sequestro preventivo per oltre 26 milioni. Indagati i vertici della società Strada dei Parchi spa

(358) A conclusione di complesse indagini di Polizia Giudiziaria coordinate dalla Procura della Repubblica di Teramo, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo – ex art. 321 c.p.p. – di disponibilità finanziarie, beni mobili, immobili, per un ammontare complessivo di euro 26.714.224,94, nei confronti dei sei soggetti indagati che nel tempo hanno assunto cariche apicali della “Strada dei Parchi S.p.a.” nonché di altre 2 società collegate.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Teramo, che ha accolto le richieste dei PP.MM. titolari delle indagini, Dott.ssa Laura Colica e Dott.ssa Silvia Scamurra, al termine delle complesse investigazioni originate da alcune segnalazioni (successive ai tragici fatti riconducibili al crollo del “ponte Morandi” di Genova) che denunciavano lo stato di evidente degrado delle pile dei viadotti della A24, e in particolare di quelli ricadenti nel territorio teramano.

I preliminari sopralluoghi e rilievi fotografici delegati al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Teramo, effettuati alle pile del Viadotto Casale San Nicola del Comune di Isola del Gran Sasso, evidenziavano lo stato di grave degrado (ossidazione dei ferri dovuta anche a cedimento strutturale dei copriferri). Le indagini, sono state quindi estese anche ad altri viadotti della stessa tratta autostradale (Cretara, S. Nicola 1 e 2, Le Grotte, Cerchiara), sempre insistenti sui territori dei Comuni di Isola del Gran Sasso e Colledara.

Le ispezioni svolte, anche con l’ausilio di appositi Consulenti Tecnici nominati dai PP.MM. titolari delle indagini hanno permesso un approfondimento tecnico delle infrastrutture, rilevando criticità su alcune delle pile e degli impalcati costituenti le opere d’arte oggetto di indagine, ovvero: “ammaloramento” evidente dello strato di calcestruzzo posto a protezione dei ferri d’armatura (c.d. strato copriferro); danneggiamento delle canaline di raccolta e dei discendenti che convogliano le acque di dilavamento provenienti dalla sede autostradale; grave stato di ossidazione dei ferri delle armature esposti agli agenti atmosferici a causa della mancanza dello strato copriferro.

Numerose le acquisizioni documentali effettuate presso i competenti uffici del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di Roma, la sede della società Concessionaria Strada dei Parchi Spa, e la Magistratura Amministrativa (Tar Lazio e Consiglio di Stato).

Le molteplici audizioni di Dirigenti e Funzionari del citato Ministero e dei responsabili della società oltre che le preziose consulenze tecniche eseguite dal Prof. Berardino Chiaia del Politecnico di Torino, hanno condotto a contestare plurimi gravi fatti di reato di “Inadempimento di contratti di pubbliche forniture” (art. 355 co. 1 e 2 n. 1 c.p) e di “Attentato colposo alla sicurezza dei trasporti e disastro colposo” (art. 432 co. 1 c.p.).

La grave situazione accertata a partire da settembre 2018 ad oggi delle opere d’arte dei 7 viadotti teramani è stata evidentemente causata dalla totale inadempienza – dal 2009 ad oggi – da parte della concessionaria autostradale degli obblighi di manutenzione ordinaria sulle opere d’arte discendenti dall’atto concessorio.

Le uniche opere di manutenzione ordinaria svolte dalla concessionaria Strada dei Parchi spa hanno riguardato negli anni la pavimentazione, il verde, le segnaletiche e non le parti strutturali dei viadotti (cassoni, pile e appoggi e ritegni antisismici). I citati interventi di manutenzione ordinaria sulle opere d’arte sono stati effettuati a partire dal 2018 e neppure a spese della concessionaria perché sono stati utilizzati contributi statali, erogati in base ai provvedimenti successivi i fatti di Genova.

Grave poi è risultata anche l’inottemperanza agli obblighi di manutenzione straordinaria che gravavano sulla concessionaria dal 2009 relativamente al Viadotto Temperino, da eseguirsi entro il 2013 ma anch’essi omessi fino al 2018/2019, quando sono stati eseguiti con contributi dello Stato.

Ciò ha comportato la contestazione alla concessionaria delle gravi inadempienze agli obblighi derivanti dall’incarico pubblico di gestione dell’autostrada A24 nel tratto teramano e la contestazione dell’attentato colposo ai pubblici trasporti, poiché le prolungate omissioni dal 2009 al 2018 (e in parte ancora fino all’attualità) non hanno assicurato la funzionalità e l’esercizio in sicurezza della tratta autostradale e hanno messo in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti.

Le Fiamme Gialle teramane hanno esaminato lo stato del consistente contenzioso amministrativo in materia di obblighi gravanti sulla Strada dei Parchi spa derivanti dalle Convenzioni di affidamenti infragruppo, sono stati sentiti in atti Dirigenti e Funzionari del citato Ministero e i responsabili della società, sono state accertate a carico dei vertici della concessionaria anche plurime condotte di abuso d’ufficio poiché, abusando della loro qualità di “incaricato di pubblico servizio” pur avendo da Concessione e da legge la facoltà di affidare i lavori connessi all’autostrada ad imprese collegate nella misura massima del 60% del valore della concessione, hanno superato detta percentuale già dal 2015 e – nonostante le varie diffide del Ministero – hanno continuato ad affidare i lavori infragruppo alla Toto spa Costruzioni Generali anche violando costantemente i dettami del Codice degli Appalti.

Tali condotte illecite hanno comportato il sequestro diretto e per equivalente nei confronti di tre degli indagati e il sequestro diretto nei confronti delle società collegate alla Concessionaria, per circa 21 milioni di euro.

In data odierna presso il Tribunale di Teramo si è svolta l’udienza camerale per l’esame delle istanze di riesame presentate dai soggetti nei cui confronti è stato operato il sequestro.

L’importante attività investigativa portata a termine, indica la Guardia di Finanza come il principale referente operativo nella lotta agli illeciti nel settore degli appalti, alla non corretta gestione dei servizi pubblici e alla tutela della collettività, su cui inevitabilmente grava la cattiva gestione della cosa pubblica.

Condividi sui social

Taurianova (RC): tenta la precipitosa fuga in monopattino dopo aver acquistato cocaina da due rosarnesi. Arrestato dai Carainieri assieme ai due spacciatori

(297) Tenta di sfuggire all’arresto a bordo del suo monopattino dopo aver comprato della cocaina, ma la fuga di LAROSA Antonio, 38enne di Continue reading “Taurianova (RC): tenta la precipitosa fuga in monopattino dopo aver acquistato cocaina da due rosarnesi. Arrestato dai Carainieri assieme ai due spacciatori” →

Condividi sui social