Pavia: Guardia di Finanza, scoperta maxi truffa nel settore delle energie rinnovabili. 11 persone colpite da misure cautelari, sequestrati beni per oltre 140 milioni (video)

(22) A seguito delle indagini condotte da questo Ufficio con il coordinamento del Procuratore Aggiunto dott. Mario Venditti e del Sostituto Procuratore Paolo Mazza, la Guardia di Finanza e i Carabinieri di Pavia stanno eseguendo, dalle prime luci dell’alba, n. 11 misure cautelari personali (6 arresti domiciliari e 5 obblighi di firma) e oltre cinquanta perquisizioni in diverse Regioni del Centro-Nord (Trentino – Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emila Romagna, Sardegna, Lazio). L’operazione che vede impegnati più di 200 militari, di Pavia, sta sradicando un’organizzazione criminale che dal 2012 ad oggi ha frodato oltre 143 milioni di Euro di contributi pubblici.

Durante queste ore le Fiamme Gialle stanno sequestrando, come disposto dal GIP del Tribunale di Pavia, 69 rapporti bancari, 22 quote societarie di altrettante società del gruppo del valore di circa 19 milioni di euro, 147 fra veicoli, immobili e terreni del valore di oltre 12 milioni di euro, tra cui un prestigioso appartamento nel cuore di Milano, una villa di pregio con piscina vista mare sita in Portobello di Gallura (SS) e una villa in collina sita in Galbiate (LC) oltre all’intera centrale elettrica del valore di circa 70 milioni.

Tutto nasce quando, nel 2011, per aderire al protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici e per rispettare gli impegni assunti dall’Italia a livello internazionale per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, sono stati introdotti specifici incentivi economici per l’uso di energia da fonti rinnovabili, tra cui, le biomasse legnose.

La legge, però, subordina tale incentivo economico all’utilizzo di legname proveniente da un razionale e corretto sfruttamento dei boschi che assicuri di preservare il loro naturale ciclo vitale e, per tale motivo, impone rigide regole sulla provenienza e sulla tracciabilità delle biomasse bruciate. Ma la nobile finalità di contribuire alla riduzione dell’emissione dei gas serra, pur preservando il patrimonio boschivo nazionale, non sembrava interessare i vertici della BIOLEVANO che, invece, erano proiettati ad accaparrarsi fraudolentemente gli ingenti incentivi statali. E si trattava di contributi estremamente allettanti!

Per dare un ordine di grandezza basti osservare che per ogni milione di euro di energia venduta, la BIOLEVANO percepiva dal Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) oltre 3 milioni di euro di contributi, ovvero, il massimo degli incentivi possibili! Questo cospicuo incentivo, come risulta dall’accordo siglato nel 2012 tra la BIOLEVANO e il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MIPAF), era possibile solo perché la BIOLEVANO si era impegnata a utilizzare esclusivamente legname tracciato, certificato e proveniente da zone limitrofe all’impianto (max 70 Km).

Ma era un impegno solo sulla carta, poiché, attraverso una fitta rete di complici, i vertici della BIOLEVANO acquistavano qualunque tipo di legname ovunque reperibile (a volte anche all’estero) purché al minor prezzo possibile! Assicuratasi la materia prima ad un prezzo nettamente inferiore ai propri competitors (dal 30% al 50% in meno) per far risultare il legname di provenienza locale e tracciato ai vertici della BIOLEVANO bastava falsificare le carte, cioè, falsificare i documenti di trasporto e le fatture. Con tali artifizi e raggiri gli odierni arrestati sono riusciti a frodare negli ultimi cinque anni contributi per oltre 143 Milioni di Euro. Soldi erogati dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ma in ultima analisi prelevati dalle tariffe delle bollette elettriche pagate da tutti noi cittadini, attraverso una specifica voce in bolletta a sostegno delle energie rinnovabili.

L’indagine partita nell’ottobre del 2019, sulla base di un’attività di intelligence della locale Sezione di P.G. presso la Procura, poi sviluppata insieme alla Compagnia Guardia di Finanza Pavia, ha consentito di disvelare questo sistema di frode impernato, in ultima analisi, sulla falsificazione di documenti di trasporto e fatture. E’ stato dimostrato come la centrale elettrica, appena raggiunto il pieno regime di funzionamento, abbia sistematicamente ed illegalmente acquistato legname e biomasse non tracciate e ubicate ben oltre i 70 km di distanza previsti dalla normativa di settore, approvvigionandosi da fornitori non abilitati a certificare il prodotto, da aziende di trasformazione del legno non rientranti negli accordi quadro e da commercianti anche esteri.

Tra le centinaia di carichi attenzionati in fase di indagine i militari della Guardia di Finanza, a solo titolo esemplificativo, hanno accertato come parte del legname “falsamente tracciato ed a km zero” provenisse dalla Svizzera e come, molti degli autisti di biomassa, viaggiassero persino con due documenti di trasporto: uno vero con provenienza non incentivabile che veniva distrutto non appena il carico arrivava nei pressi dell’impianto e uno falso redatto ad hoc che veniva conservato agli atti per dimostrare agli ispettori del ministero che tutto era regolare.

Il ruolo di principale promotore di tale frode lo ha avuto T.P.F. cl. 1949 al quale si sono affiancati, C.F.B. cl. 1951 per la gestione amministrativa della centrale energetica e C.A. per quella commerciale. Sul fronte dei fornitori di legname, le attività investigative, durate circa 1 anno, hanno permesso di individuare, per gli anni che vanno dal 2012 al 2019, altri tre soggetti, amministratori di società che, in associazione tra loro e con i vertici della centrale elettrica, si sono adoperati affinché la stessa potesse ottenere fraudolentemente il massimo contributo statale disponibile.

Le perquisizioni e i sequestri della copiosa documentazione e dei supporti informatici che le fiamme gialle stanno eseguendo in queste ore, potrebbero portare ad ulteriori sviluppi investigativi in relazione ad aspetti ancora da chiarire circa la reale provenienza e qualità di alcune partite di materiale conferite presso gli impianti della Biolevano. Parimenti saranno eseguiti mirati accertamenti sia di natura documentale che attraverso l’acquisizione di informazioni, al fine di individuare ulteriori figure, fisiche e giuridiche che, nel corso degli anni si sono occupate di eseguire perizie agronomiche finalizzate alla quantificazione della biomassa presente nella c.d. “filiera corta” locale.

La Guardia di Finanza ed i Carabinieri, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, confermano così il costante e incisivo impegno a tutela del mercato, dei cittadini e degli imprenditori onesti in linea con le strategie d’azione del Corpo della Guardia di Finanza, volte a rafforzare il contrasto ai fenomeni illeciti più gravi e insidiosi, integrando le funzioni di polizia economico-finanziaria con le indagini di polizia giudiziaria e garantendo il perseguimento degli obiettivi di aggressione dei patrimoni dei soggetti dediti ad attività criminose, al fine di assicurare l’effettivo recupero delle somme frutto, oggetto o provento delle condotte illecite.

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Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, confiscato l’ingente patrimonio di 4 imprenditori appartenenti al medesimo contesto familiari indiziati di contiguità alla ‘ndrangheta. Il valore complessivo dei beni supera i 124 milioni (video)

(21) Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata con il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo Dr. Giovanni Bombardieri confisca di un ingente patrimonio, costituto da 4 società di capitali e relativo patrimonio aziendale, 1 Impresa individuale e relativo patrimonio aziendale, quote societarie relative a 6 società di capitali, 67 fabbricati, 91 terreni, 7 autoveicoli, 20 rapporti bancari/assicurativi, 4 orologi di pregio e denaro contante, per un valore complessivo di oltre 124 milioni di euro, nei confronti degli imprenditori, BAGALA’ Luigi, cl.’46, BAGALA’ Francesco, cl.’77, BAGALA’ Giuseppe cl.’57 e BAGALA’ Francesco cl.’90 – indiziati di intraneità alla cosca “PIROMALLI” di Gioia Tauro.

Il provvedimento conferma quanto già disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale reggino – presieduto dalla D.ssa Ornella Pastore – su richiesta del Procuratore Capo Dott. Giovanni Bombardieri, del Procuratore Aggiunto Dott. Calogero Gaetano Paci e del Sostituto Procuratore Gianluca Gelso, con cui era stata applicata la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dei beni intestati/riconducibili ai medesimi soggetti.

Gli odierni destinatari del provvedimento di confisca emergono dalle indagini svolte nell’ambito delle operazioni “Ceralacca”, “Cumbertazione”, “Martingala” e “Waterfront” condotte dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Reggio Calabria e dallo SCICO, sotto la direzione ed il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria – che hanno portato all’esecuzione di:

– provvedimenti restrittivi di natura personale, per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, riciclaggio e autoriciclaggio, associazione a delinquere finalizzata all’emissione di false fatturazioni, associazione per delinquere, finalizzata alla turbata libertà degli incanti, alla frode nelle pubbliche forniture, alla corruzione e al falso ideologico in atti pubblici, tutti aggravati dal metodo mafioso;

– provvedimenti cautelari reali, ex art. 321 c.p.p., su un patrimonio costituito dai compendi aziendali di imprese/società, beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per svariati milioni di euro.

A seguito di detti provvedimenti, la locale D.D.A. delegava il G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria e lo S.C.I.C.O, all’effettuazione di indagini economico-patrimoniali, volte all’individuazione dell’intero patrimonio dei proposti e del loro nucleo familiare, al fine di avanzare proposta per l’applicazione di una misura di prevenzione personale e patrimoniale.

A conclusione di tali investigazioni veniva accertata la sussistenza di una significativa sproporzione tra il profilo reddituale e quello patrimoniale del nucleo familiare dei “proposti”.

Le relative risultanze sono confluite in una proposta formulata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, che veniva accolta dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale reggino, mediante l’emissione nel 2018 di appositi provvedimenti di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro, finalizzati alla successiva confisca.

La stessa Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, condividendo la ricostruzione economico-patrimoniale e le argomentazioni formulate anche in sede di complesse controdeduzioni alle memorie e perizie tecniche rassegnate dal collegio difensivo dei proposti, con l’odierno provvedimento ha disposto – oltre all’applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di P.S. per anni 3 – per tutti i proposti – la confisca dell’ingente patrimonio precedentemente cautelato.

L’attività di servizio in rassegna testimonia, ancora una volta, l’elevata attenzione della Guardia di Finanza che, nel solco delle puntuali indicazioni dell’Autorità Giudiziaria reggina, continua a essere rivolta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati dalle consorterie criminali di stampo mafioso, allo scopo di arginare l’inquinamento del mercato e della sana imprenditoria, con l’intento di ripristinare adeguati livelli di legalità, trasparenza e sicurezza pubblica.

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Viareggio (Lu): Guardia di Finanza, varo dell’unità navale P.V. 10 “Tenente Petrucci” (video)

(20) Nella mattina del 26 gennaio 2021 presso il porto di Viareggio, alla presenza del Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Giuseppe Zafarana, è stato varato il nuovo Pattugliatore Veloce della Guardia di Finanza P.V.10 “Tenente Petrucci”.

Il Tenente Franco Petrucci, vittima del terrorismo, fu ucciso nell’attentato dinamitardo di “Malga Sasso”, nel comune di Brennero (BZ), il 9 settembre 1996, unitamente ad altri due finanzieri.

Il Pattugliatore è stato realizzato dal Cantiere Effebì Overmarine di Carrara – Avenza, secondo un innovativo progetto sviluppato in collaborazione con la Guardia di Finanza la quale, grazie a questa nuova unità navale, sarà in grado di integrare il proprio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti e migliorare il contributo nelle operazioni di cooperazione internazionale sotto l’egida dell’European Border and Coast Guard Agency – Frontex, nel cui ambito il Corpo ricopre il ruolo esclusivo del coordinamento tattico.

Il Petrucci è:

  •  la prima unità di una nuova e modernissima classe la cui realizzazione è cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del Fondo Sicurezza Interna;
  • un concentrato di innovative tecnologie ed esprime lo stato dell’arte nelsettore, connotandosi per elevata sicurezza e versatilità di impiego.

Dal punto di vista tecnico, l’unità è lunga 44 metri e sviluppa una velocità massima di 45 nodi, grazie ad una propulsione ad idrogetti e a 4 motori “MTU” da 2600 HP. Ha un equipaggio composto da 22 membri, un’autonomia di circa 700 miglia alla massima velocità, può ospitare a bordo personale di collegamento Frontex nonché eventuali naufraghi con una capienza massima di 150 persone.

Altresì, la nave ha una zona dedicata all’utilizzo di sistemi a pilotaggio remoto (S.A.P.R.) per implementare la capacità di scoperta. Altra particolarità è il battello pneumatico per le attività di boarding, il quale sarà movimentato da un innovativo sistema di lancio e recupero a mezzo “scivolo poppiero”, adottato per la prima volta sul naviglio della Guardia di Finanza, che ne permette la veloce messa in acqua e il recupero anche in condizioni meteo marine avverse.

Il pattugliatore è dotato di quattro sistemi principali, rispettivamente per la navigazione, il comando e controllo, le comunicazioni e l’armamento, con elevato standard tecnologico. L’unità dispone, tra l’altro, di due radar allo stato solido che assicurano una maggiore risoluzione e definizione dei bersagli acquisiti e di un sistema optronico per la sorveglianza dell’ambiente operativo.

Come sottolineato dal Comandante Generale, il “Petrucci” è il primo di una serie complessiva di 7 mezzi che andranno a consolidare la presenza istituzionale in mare ed in particolare il dispositivo di proiezione destinato ad operare nell’ambito della collaborazione internazionale. La realizzazione di questa nuova classe di unità, altresì, si inserisce in un ampio, strategico progetto di ammodernamento e potenziamento della flotta navale che consentirà alla Guardia di Finanza di assolvere in maniera ancora più efficace alle funzioni di polizia del mare, per la vigilanza delle frontiere marittime nazionali e comunitarie e per il contrasto dei traffici illeciti, con particolare riferimento al contrabbando, al traffico internazionale di stupefacenti ed al traffico illegale di esseri umani.

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Reggina: Adriano Montalto è un giocatore amaranto

(15) Il Presidente Luca Gallo e la Reggina comunicano di aver raggiunto un accordo con la SSC Bari per l’acquisizione a titolo definitivo delle prestazioni sportive del calciatore Adriano Montalto. L’attaccante si lega al Continue reading “Reggina: Adriano Montalto è un giocatore amaranto” →

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Città Metropolitana di Reggio Calabria: ecobonus, task force alla Camera di Commercio. Falcomatà “Opportunità da non perdere. Attivare subito una cabina di regia”

(26) Il sindaco metropolitano, Giuseppe Falcomatà, ha preso parte al tavolo di confronto con imprese, enti pubblici ed ordini professionali, attivato dalla Camera di Commercio, per affrontare le opportunità legate Continue reading “Città Metropolitana di Reggio Calabria: ecobonus, task force alla Camera di Commercio. Falcomatà “Opportunità da non perdere. Attivare subito una cabina di regia”” →

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Comune di Reggio di Calabria: al PalaPentimele uno stendardo nel ricordo di Kobe Bryant e della figlia Gianna. Falcomatà “Fonte di ispirazione, la sua anima possa dare la carica ai nostri giovani”; Palmenta “Facciamo tesoro delle bellezze che gli atleti lasciano nel cuore dei tifosi e degli sportivi reggini”

(25) Nel ricordo di Kobe Bryant, questa mattina è stato montato uno stendardo commemorativo all’interno del PalaCalafiore di Pentimele. All’iniziativa, che ha visto la collaborazione fra il Comune di Reggio Calabria, Continue reading “Comune di Reggio di Calabria: al PalaPentimele uno stendardo nel ricordo di Kobe Bryant e della figlia Gianna. Falcomatà “Fonte di ispirazione, la sua anima possa dare la carica ai nostri giovani”; Palmenta “Facciamo tesoro delle bellezze che gli atleti lasciano nel cuore dei tifosi e degli sportivi reggini”” →

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Agenzia per la Coesione Territoriale: è positiva la performance dell’Autorità Portuale nei tempi di attuazione del gateway ferroviario

(24) E’ positivo il giudizio del Nucleo Verifica e Controllo dell’Agenzia per la Coesione Territoriale sui tempi di attuazione, adottati dall’Autorità portuale di Gioia Tauro, nella realizzazione del Nuovo Terminal Continue reading “Agenzia per la Coesione Territoriale: è positiva la performance dell’Autorità Portuale nei tempi di attuazione del gateway ferroviario” →

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Matera: Guardia di Finanza, operazione “La terra”. Indagine nei confronti di organizzazione criminale dedita ai danni dell’I.S.M.E.A. mediante acquisto di terreni agricoli in regime di finanziamento agevolato erogato dall’U.E. (video)

(19) E’ stata condotta, sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica di Matera, una articolata attività di indagine nel settore degli illeciti in materia di spesa pubblica da parte del Nucleo di Polizia Economico – Finanziario della Guardia di Finanza di Matera. Le investigazioni hanno consentito di rilevare plurime anomalie nelle procedure attuate da una serie di imprenditori agricoli e non della provincia di Matera nei confronti dell’Ente pubblico economico ISMEA che provvede a concedere specifiche agevolazioni finanziarie trentennali, finalizzate al primo insediamento in agricoltura, a giovani imprenditori che non abbiano superato il 40° anno d’età.

Chi è l’ISMEA (Istituto di Servizi per il mercato Agricolo Alimentare)? E’ un ente pubblico economico istituito con l’accorpamento dell’Istituto per Studi, Ricerche e Informazioni sul mercato agricolo e della Cassa per la Formazione della Proprietà Contadina, con D. L. vo 29/10/1999 n. 419, concernente il “riordinamento del sistema degli enti pubblici nazionali” e, per ultimo, con l’accorpamento dell’istituto sviluppo agroalimentare (ISA) S. p. a. e la società gestione fondi per l’agroalimentare (SGFA) s. r. l. con Legge 28/12/2015 n. 208. Nell’ambito delle sue funzioni istituzionali l’ISMEA realizza servizi informativi, assicurativi e finanziari e costituisce forme di garanzia creditizia e finanziaria per le imprese agricole e le loro forme associate, al fine di favorire l’informazione e la trasparenza dei mercati, agevolare il rapporto con il sistema bancario e assicurativo, favorire la competitività aziendale e ridurre i rischi inerenti alle attività produttive e di mercato.

L’ISMEA affianca le Regioni nelle attività di riordino fondiario, attraverso la formazione e l’ampliamento della proprietà agricola e favorisce il ricambio generazionale in agricoltura in base ad uno specifico regime di aiuto approvato dalla Commissione Europea.
Nello svolgimento delle sue attività istituzionali, l’ISMEA opera solo ed esclusivamente per mezzo dei propri funzionari e dirigenti ed in virtù del relativo potere di rappresentanza organica. In nessun caso e ad alcun titolo l’ISMEA si avvale di intermediari esterni.

Relativamente a tale ultimo aspetto, l’ISMEA ha predisposto uno specifico regime di aiuto denominato “agevolazioni per l’insediamento di giovani in agricoltura”, che prevede l’erogazione di un premio in conto interessi nell’ambito di interventi fondiari riservati a coloro che si insediano nelle aziende nel ruolo di capo ed in presenza di determinati requisiti (età, esercizio dell’attività agricola, cittadinanza, residenza, possesso di adeguate capacità e competenze professionali, insediamento aziendale entro tre mesi dalla data di comunicazione dell’ammissione alle agevolazioni).

Gli incentivi sono applicati su tutto il territorio nazionale e possono essere richiesti sia nel caso di una ditta individuale (un giovane agricoltore) e sia nel caso di società di persone, di capitali o cooperative, anche a scopo consortile (con maggioranza assoluta e numerica e delle quote di partecipazione dei soci).
I fatti e le situazioni ipotizzati nei capi di accusa sono esclusivamente riferibili all’aspetto innanzi indicato.

In particolare, nel corso delle indagini, anche tecniche, è emersa l’esistenza di sodalizio criminoso, composto da cinque soggetti (promosso, organizzato e diretto da due di questi) con lo scopo di vanificare, a proprio illecito vantaggio, le positive finalità della legge sull’imprenditorialità giovanile in agricoltura attraverso la commissione di diverse e numerose tipologie di reato.

In sostanza il “pactum sceleris” era preordinato:

  1. a monetizzare i terreni dei venditori, normalmente privi di una appetibilità commerciale e con una sopravvalutazione degli stessi, pur restando gli immobili nella disponibilità diretta/indiretta dei venditori/offerenti mediante l’intestazione fittizia a terzi acquirenti utilizzati come “teste di legno” aventi, solo formalmente, i requisiti per accedere alle agevolazioni finanziarie, (solitamente braccianti agricoli sottoccupati presso le stesse aziende riconducibili agli autori delle truffe, giovani disoccupati o occupati in altri settori (di solito privi di qualsivoglia conoscenza o competenza in materia agricola) o società fittizie create “ad hoc”).
  2. a non provvedere al pagamento delle rate di restituzione del finanziamento ricevuto da ISMEA, con conseguente perdita delle relative risorse erogate, nell’inerzia da parte dello stesso ente pubblico erogante che non provvedeva ad attivare azioni recuperatorie ovvero risolutive dei contratti stipulati con patto di riservato dominio.
  3. ad attuare il collaudato sistema con la complicità di funzionari pubblici infedeli appartenenti agli stessi Enti deputati ai preliminari accertamenti dei requisiti, alla valutazione degli immobili offerti ed alla successiva erogazione dei fondi pubblici;

consentendo, sostanzialmente, agli indagati di ottenere finanziamenti agevolati non dovuti in almeno 5 pratiche di primo insediamento giovanile ISMEA per un ammontare complessivo di circa 6 milioni di euro.

Una sesta pratica, comportante un finanziamento di 900.000,00 euro circa, non veniva portata a compimento a causa di un errore di carattere contabile commesso dai partecipi al suddetto sodalizio che omettevano di allegare alla stessa la “certificazione bancaria attestante il debito residuo del mutuo per il quale era stata accesa ipoteca volontaria”.

Si riporta, in maniera schematica, il sistema di frode attuato:

  1. il proprietario di un compendio composto da terreni e fabbricati veniva individuato al fine di richiedergli la cessione della proprietà degli stessi, di dubbia commerciabilità, ad un giovane soggetto, anche in veste di legale rappresentante di società (prestanome fittizio), che, esclusivamente sulla carta, si proponeva di insediarsi in agricoltura usufruendo dello specifico regime di aiuto;
  2. il proprietario ed il potenziale acquirente, supportati dal medesimo tecnico/agronomo, presentavano congiuntamente ad ISMEA apposita domanda nella quale il primo dava la disponibilità alla vendita e il secondo, ad insediarsi in agricoltura prospettando un progetto agricolo connotato da una pluralità di migliorie, in termini sia fondiari che di produttività, così da rendere credibile la redditività dell’intervento;
  3. una volta conclusa favorevolmente l’istruttoria da parte di ISMEA, anche grazie alla compiacenza di funzionario infedele che avallava sia una stima non congrua del compendio che la sostenibilità economica del progetto, il prefato Ente pubblico acquistava il compendio medesimo liquidando il valore stimato al venditore e contestualmente lo rivendeva, con patto di riservato dominio, al giovane che si era proposto di intraprendere l’attività agricola con l’obbligo da parte di quest’ultimo di restituire in trent’anni il prezzo pagato da ISMEA;
  1. il giovane imprenditore fittizio, talvolta prestanome del venditore ed in altro caso prestanome di professionista, gestore occulto di un affare prettamente finanziario, non provvedeva a condurre il compendio agricolo né, tantomeno, a pagare le rate di ammortamento del mutuo agrario contratto con l’ISMEA, consentendo la continuazione della gestione agli organizzatori della truffa.
  2. tutto quanto sopra è stato reso possibile anche perché ISMEA, dopo aver compravenduto il compendio, rimaneva inattivo nelle verifiche sulla realizzazione del piano di investimento prospettato in sede di domanda di aiuto, ma soprattutto non avviava alcuna azione nei confronti del “prestanome” resosi moroso nel pagamento delle rate di ammortamento del mutuo agrario. Fattispecie sicuramente anomala se si considera che la normativa regolante tale particolare regime di aiuto prescrive la risoluzione di diritto dell’atto di compravendita, ai sensi anche dell’art. 1456 c.c., qualora l’obbligato non avesse versato le prime 2 rate del prezzo pattuito.

I cardini del processo delittuoso erano costituiti da un infedele funzionario ISMEA e da un imprenditore agricolo- zootecnico di Montescaglioso, il primo con la funzione di calibrare i progetti agricoli presentati mediante l’aggiustamento di parametri creati “ad hoc” e di sostenerli presso ISMEA, il secondo con quella di procacciatore d’affari con il precipuo compito di individuare i soggetti interessati alla vendita dei terreni e gli acquirenti fittizi. Il tutto con la collaborazione di due tecnici agronomi di fiducia del Funzionario Ismea e di un impiegato della Regione Basilicata deputato a convalidare i valori di stima e l’attendibilità del progetto.

All’esito delle attività di indagine la Procura ha ritenuto esistente un grave quadro indiziario nei confronti di 22 persone tra cui anche un libero professionista di Matera resosi parte attiva attraverso la moglie (socia maggioritaria e legale rappresentante di una società creata “ad hoc”) di un acquisto simulato rientrante nelle ipotesi contestate al fine di lucrare circa 280.000 dall’operazione illecita, nonché nei confronti di cinque imprese ai sensi della normativa sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni.

Il Giudice delle indagini preliminari, sulla base delle richieste avanzate dall’ Ufficio Inquirente, ha ritenuto la gravità delle fonti di prova prospettate, disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di 11 persone e il sequestro preventivo di oltre 4,5 milioni di euro agli indagati, nonché il sequestro preventivo dei beni relativi a 5 aziende, ai sensi della normativa dettata dal D. L. vo 08/06/2001 n. 231, per un valore di circa 3,7 milioni di euro per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa nei confronti dello Stato, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, favoreggiamento personale, emissione di fatture per operazioni inesistenti.

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Roma: Guardia di Finanza e Polizia di Stato, operazione “Sherwood”. Truffe nel settore delle compravendite immobiliari, 13 arresti (video)

(18) Personale del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e della Questura di Roma hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del locale Tribunale, su richiesta della Procura delle Repubblica capitolina, nei confronti di 13 persone, appartenenti a due distinte associazioni per delinquere dedite alla commissione di reati di truffa, possesso e fabbricazione di documenti falsi nonché sostituzione di persona ai danni di istituti di credito e ignari cittadini mediante fittizie compravendite immobiliari e illecite richieste di finanziamento.

Le indagini, svolte congiuntamente dalle Sezioni di Polizia Giudiziaria – aliquote Guardia di Finanza e Polizia di Stato – e dal Gruppo Tutela Mercato Beni e Servizi del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, sono scaturite dalle denunce presentate da alcuni proprietari di immobili, casualmente venuti a conoscenza della vendita (a loro insaputa) delle rispettive proprietà, e da direttori di varie banche, allarmati dagli insoluti delle rate di rimborso dei prestiti erogati a soggetti resisi improvvisamente irreperibili.

Pur variando gli enti creditizi, il modus operandi era comune e ben definito. Dopo l’individuazione di immobili realmente in vendita nella Capitale, i membri della gang ingaggiavano “figuranti” che, muniti di documenti falsi e utenze telefoniche intestate a soggetti inesistenti, si sostituivano al reale proprietario per stipulare “regolari” contratti di compravendita dinanzi a notai, anch’essi all’oscuro dell’attività̀ criminosa, e conseguenti atti di concessione di mutui a nome di – altrettanto fittizi – acquirenti. Ottenuto l’accredito della somma su un conto corrente acceso a nome del “finto” venditore, il denaro veniva prelevato pochi giorni dopo l’atto di vendita.

Tra la fine del 2018 e la prima metà del 2020, gli investigatori hanno ricostruito cinque episodi per un totale di oltre 600.000 euro di somme richieste, di cui due portati a compimento, uno interrotto con l’arresto in flagranza di 5 persone e i restanti due non conclusi per il diniego dell’erogazione del mutuo da parte delle banche.

Il G.I.P. ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 soggetti al vertice delle due organizzazioni, che agivano in modo autonomo, una nella zona est e l’altra nella zona ovest della Capitale.

Per 8 persone, che, a vario titolo, hanno preso parte alle varie truffe perpetrate e hanno fornito i documenti d’identità e fiscali contraffatti, sono stati disposti gli arresti domiciliari.

L’operazione odierna rientra nell’alveo delle attività svolte dalla Procura della Repubblica, dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato di Roma a tutela dei cittadini contro le condotte fraudolente che possono arrecare gravi danni ai loro patrimoni.

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Latina: operazione “Anni 2000”, 19 arresti e 30 perquisizioni nel Sud Pontino. I Carabinieri sgominano un’orgazione di tipo mafioso e due associazioni dedite al traffico di stupefacenti (video)

(31) Nella mattinata odierna, in SS Cosma e Damiano, Castelforte e comuni limitrofi, circa 200 Carabinieri del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina, con l’ausilio di elicotteristi e di unità cinofile dell’Arma, Continue reading “Latina: operazione “Anni 2000”, 19 arresti e 30 perquisizioni nel Sud Pontino. I Carabinieri sgominano un’orgazione di tipo mafioso e due associazioni dedite al traffico di stupefacenti (video)” →

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Gioia Tauro (RC): contrasto al “caporalato”, i Carabinieri denunciano i titolari di 3 aziende agricole e contestano sanzioni fino a 11.550 euro

(30) A San Ferdinando e Laureana di Borrello, i Carabinieri insieme alle unità specializzate del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria, nell’ambito di controlli – volti a contrastare il fenomeno del caporalato -, Continue reading “Gioia Tauro (RC): contrasto al “caporalato”, i Carabinieri denunciano i titolari di 3 aziende agricole e contestano sanzioni fino a 11.550 euro” →

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Arma dei Carabinieri: il Generale di Divisione Mario Cinque è il nuovo Capo di Stato Maggiore

(29) Nella giornata odierna, il Generale di Divisione Mario Cinque si è insediato nella carica di Capo di Stato Maggiore dell’Arma dei Carabinieri, lasciata il 15 gennaio u.s. dal Gen. C.A. Teo Luzi contestualmente Continue reading “Arma dei Carabinieri: il Generale di Divisione Mario Cinque è il nuovo Capo di Stato Maggiore” →

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Città Metropolitana di Reggio Calabria: elezioni Consiglio, l’analisi del Sindaco Falcomatà

(23) “Il dato più significativo della tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio Metropolitano, credo sia quello relativo alla partecipazione che ha sfiorato il 90 per cento a dispetto di quanti hanno sostenuto per Continue reading “Città Metropolitana di Reggio Calabria: elezioni Consiglio, l’analisi del Sindaco Falcomatà” →

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Brescia: Carabinieri NAS, arrestato medico per omicidio. Avrebbe indotto la morte di 2 pazienti “Covid”

(28) Un medico in servizio al pronto soccorso di un ospedale pubblico della provincia bresciana è stato tratto in arresto, nella mattinata odierna, dai Carabinieri del locale Nucleo Antisofisticazioni e Sanità. I militari Continue reading “Brescia: Carabinieri NAS, arrestato medico per omicidio. Avrebbe indotto la morte di 2 pazienti “Covid”” →

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Crotone: i Carabinieri, su ordine della D.D.A di Catanzaro, eseguono 12 fermi nei confronti di altrettanti indagati per associazione di tipo mafioso ed altri reati

(27) Il 25 gennaio 2021, in Petilia Policastro (KR) e Bussolengo (VR), i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Crotone, con il supporto di personale del Comando Provinciale Carabinieri di Verona, dello Continue reading “Crotone: i Carabinieri, su ordine della D.D.A di Catanzaro, eseguono 12 fermi nei confronti di altrettanti indagati per associazione di tipo mafioso ed altri reati” →

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Savona: Guardia di Finanza, arrestate 3 O.S.S. per maltrattamenti presso una RSA di Varazze

(16) Militari del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Savona, in data odierna hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare (arresti domiciliari) emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Savona, nei confronti di altrettante operatrici socio sanitarie in servizio presso una R.S.A. di Varazze.

I reati contestati alle tre donne arrestate dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Savona, tutte italiane di 48, 58 e 64 anni, riguardano diversi episodi di violenza e maltrattamenti nei confronti di più ospiti della struttura.

I provvedimenti restrittivi sono stati disposti al termine di una complessa indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Savona – P.M. Dr.ssa Chiara Venturi, e durata alcuni mesi, durante la quale sono stati documentati numerosi e reiterati episodi di violenze fisiche e verbali.

Dall’attività investigativa svolta, sono emersi bruschi strattonamenti dei pazienti durante le operazioni di pulizia personale e cambio degli abiti, fino ad arrivare a veri e propri schiaffi, accompagnati da insulti, minacce e imprecazioni proferiti dalle tre operatrici, cui corrispondono grida di dolore, pianti e implorazioni delle vittime.

Molto spesso, durante l’orario di lavoro, gli anziani pazienti erano lasciati incustoditi, senza che venissero soddisfatte le loro reiterate richieste di assistenza, attivate dagli ospiti anche attraverso i campanelli posti nelle vicinanze dei letti.

Gli inermi anziani venivano anche minacciati di essere lasciati senza i pasti, fino al rischio di essere legati al letto e percossi, solo per aver “disturbato” le operatrici con le loro richieste di assistenza, peraltro più che legittime e pienamente rientranti nei doveri lavorativi delle tre arrestate.

Le condotte contestate alle arrestate sono di assoluta gravità e durezza, prive dei più elementari sentimenti di umana compassione. Comportamenti per i quali l’A.G. ha contestato altresì

l’aggravante dell’abuso di prestazione d’opera e della minorata difesa delle vittime, molte delle quali non autonome a causa delle infermità che le affliggono.

Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, oltre ai locali della R.S.A., sono in corso, altresì, le perquisizioni delle abitazioni in Genova, Varazze e Savona delle tre operatrici, per ricercare ulteriori elementi di prova ed acquisire le cartelle cliniche di alcuni ospiti della struttura, anche in previsione di possibili ulteriori sviluppi investigativi.

L’attività svolta testimonia, ancora una volta, il forte impegno degli uomini del Comando Provinciale di Savona a difesa delle fasce più deboli della società, soprattutto in un periodo come quello attuale, in cui l’emergenza epidemiologica ha spesso posto in evidenza la necessità di tutelare e salvaguardare coloro che non sono in grado di provvedere autonomamente a sé stessi.

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Reggio di Calabria, basket in carrozzina: esordio in chiaroscuro per la Farmacia Pellicanò, Cantù vince nettamente 79-37

(14) Marzo 2020-Gennaio 2021: dopo oltre 10 mesi torna il campionato di basket in carrozzina. Al suo esordio assoluto la formazione reggina Continue reading “Reggio di Calabria, basket in carrozzina: esordio in chiaroscuro per la Farmacia Pellicanò, Cantù vince nettamente 79-37” →

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Comune di Reggio Calabria: vaccini, Falcomatà ad Arcuri “Sindaci pronti ed in prima linea, alcune regioni troppo lente. Stravagante l’idea di distribuire le dosi in base al Pil

(15) “Nessuna considerazione alla stravagante idea di seguire i criteri del Pil regionale per la distribuzione dei vaccini, né gestire la nuova fase badando ai tempi di vaccinazione fin qui seguiti dalle singole Regioni”. Continue reading “Comune di Reggio Calabria: vaccini, Falcomatà ad Arcuri “Sindaci pronti ed in prima linea, alcune regioni troppo lente. Stravagante l’idea di distribuire le dosi in base al Pil” →

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Comune di Reggio Calabria: Amministrazione Falcomatà al lavoro per gli indirizzi sulla gestione delle strutture del nuovo Parco Lineare Sud

(14) L’Amministrazione comunale di Reggio Calabria comincia a programmare la fruizione e le attività inerenti la gestione delle strutture presenti sul tracciato del nuovo Parco Lineare Sud, il lungomare della zona Continue reading “Comune di Reggio Calabria: Amministrazione Falcomatà al lavoro per gli indirizzi sulla gestione delle strutture del nuovo Parco Lineare Sud” →

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