Reggina: “Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi” (B. Brecht)

E’ Natale e, dicono, bisogna (o meglio, bisognerebbe essere) più buoni. Ed allora… Ce lo ricordiamo bene quel lunedì 21 gennaio del 2019: era il giorno fissato per l’esordio pubblico, sotto forma di conferenza stampa, del Presidente Luca Gallo che si presentava al cospetto della nostra Città. Lo ricordiamo entrare nella sala predisposta per l’evento, indosso cappotto e gilet neri, fermarsi lì qualche decina di secondi scrutando i convenuti (giornalisti e tifosi) e fors’anche attendendo una standing-ovation. Qualche minuto di ambientamento, via il cappotto e subito l’ok alle domande dei giornalisti.

Gallo, sin da subito, ci aveva sorpresi (positivamente sia chiaro): quello che più aveva destato la nostra attenzione era il lavoro certosino della sua squadra nell’aver analizzato i profili di ciascuno dei colleghi presenti (noi compresi) attraverso parole, opere ed anche omissioni negli articoli e perfino sui social. Era arrivato molto ben preparato, il Presidente: grazie alla conferma di partecipazione richiestaci qualche giorno prima, era giunto evidentemente informato su chi sarebbero stati i suoi interlocutori. Non solo, aveva dato eccellente dimostrazione di come e quanto conoscesse gli argomenti cosiddetti sensibili a cui la tifoseria amaranto teneva particolarmente.

Nel suo confronto con la Stampa, si era dimostrato un eccellente demagogo: aveva cioè toccato, sapendolo fare (non ci costa nulla ammetterlo), tutti quegli argomenti cari ad una piazza calcisticamente “disperata”: l’acquisto del marchio; il rientro della Reggina al Centro Sportivo “Sant’Agata” con la certezza che, burocrazia esclusa, se fosse stata questione di soldi non ci sarebbero stati problemi; la celebre dichiarazione secondo cui la Reggina in Lega Pro era un insulto e che per lui era insopportabile pensarci; gli accenni alla situazione societaria trovata al suo arrivo; l’affermazione secondo la quale la Reggina era per lui una scelta di cuore; il pullman già acquistato ed in via di restyling e via dicendo.

Ma, sicuramente, ciò che era apparso subito evidente, era il preciso obiettivo di piacere ai tifosi quale mission primaria: tanti gli ammiccamenti, altrettanti i riferimenti lusinghieri ai tifosi. In sostanza, da lì a poco, avrebbe detto ciò che i tifosi volevano sentirsi dire. Aveva centrato il bersaglio e, grazie al suo gruppo di lavoro, si era dimostrato un eccellente stratega. E noi, che prima di essere giornalisti da 30 anni siamo tifosi da 40, non potevamo che uscire “stregati” da quella sala.

Già! Ma l’effetto della magia avrebbe avuto una durata più o meno lunga per, com’è ovvio, lasciare spazio alla curiosità ed alla razionalità di chi ha metabolizzato la “morte” di Babbo Natale, di chi ha i capelli bianchi e di chi, dubbioso dinnanzi a ciò che era “sconosciuto”, si poneva interrogativi più che legittimi sul personaggio che si era appena presentato davanti. E così è stato tanto che abbiamo cominciato a spulciare, con l’aiuto di esperti nel settore, le visure camerali delle società a lui riconducibili e sulla nostra scrivania sin dal 31 dicembre 2018.

Ma questo è un altro discorso.

Anche il mercato (eravamo nel pieno del suo svolgimento) ci aveva “impressionati”: 9 acquisti (se la memoria ci aiuta) ed il diktat al DS Taibi di allestire una squadra che sin da subito potesse lasciare l’inferno della Lega Pro. Lodevoli gli intenti ma, sebbene l’entusiasmo sia da sempre un’arma fondamentale per l’ottenimento degli obiettivi, la situazione in classifica, il cambio di allenatore (Cevoli-Drago-Cevoli) e le normali difficoltà che non sono certo mancate avevano fatto sì che anche il Presidente si fosse dovuto arrendere alla programmazione piuttosto che all’estemporaneità della voglia di vincere subitaneamente.

“Sarà per l’anno prossimo” si è detto e così è stato. La Reggina, con alla guida il reggino Toscano, pur terminando il campionato con 8 giornate d’anticipo, ha stravinto il torneo sospeso a marzo causa Covid-19. Lo ha stravinto sui terreni di gioco, senza il benché minimo dubbio, e lo ha vinto certificato dal Consiglio Federale che ha ratificato quello che il campo aveva detto sino alla sospensione definitiva.

Fin qui nulla da eccepire: alle premesse ed alle promesse, Luca Gallo aveva risposto con i fatti! Ciò che aveva detto, aveva fatto: marchio, “Sant’Agata”, pullman, sede in centro e, cosa più importante, la promozione in serie B erano obiettivi manifestati ed ottenuti.

Nel frattempo, come tutti, abbiamo avuto modo di conoscerlo meglio attraverso fatti ed accadimenti. Abbiamo scoperto un personaggio assolutamente egocentrico, di sicuro guascone e con la voglia di ridere e scherzare, gioioso come un bimbo che ha le mani in un barattolo pieno di Nutella

ma anche assai permaloso (s’è vero com’è vero che, recentemente, dopo la sconfitta interna contro il Cittadella, non ha inteso recarsi negli spogliatoi perché offeso con i giocatori). Nulla da eccepire, ognuno di noi ha il suo carattere con pregi e difetti (nessuno escluso) e, logicamente, non possiamo aver la pretesa di piacere a tutti.

Il volto e la firma sul pullman;

le gigantografie in sede; le foto sui calendari? Normalità, per lui. Anzi, ci siamo persino sorpresi come non avesse commissionato le nuove maglie da gara con una sua immagine in secondo piano. Beh, in effetti sulle maglie qualcosa di riferibile a lui c’è (se non a lui a chi altri?) ed è la frase apposta dietro al colletto: “La differenza tra un uomo ed un eroe”

(fonte Reggina 1914)

pensate sia dedicata al mercenario (dei due mondi e da due soldi) Garibaldi (il cui nome e cognome bandirei dalla toponomastica di ogni città da Roma in giù) o a quale altro “eroe” della storia?

Il “problema”, se di problema si tratta, nasce quando egocentrismo ed narcisismo ampiamente manifesti, lascia spazio alla megalomania che, per definizione essendo “mania”, quasi mai è sinonimo di lungimirante positività ma di culto spropositato dell’ “io”.

Che Luca Gallo sia megalomane, in fondo, potrebbe non essere una problematica (sempre ammesso che problematica sia) interessante: lo diventa, però, allorquando essa si manifesta ed a farne le spese è la nostra Reggina. A scanso di equivoci ribadiamo qui ciò che è stato, è e sarà ancora, da sempre e per sempre, il motivo conduttore del nostro pensiero in merito: la Reggina non è impersonificabile in nessuno di quei personaggi che sul campo, in panchina o dietro le scrivanie, l’hanno rappresentata nei suoi quasi 107 anni di storia. La Reggina non ha né nomi né cognomi; ha visto tanti protagonisti ed interpreti importanti nel corso dei sua vita ultracentenaria e ne ha visti anche tanti altri di cui avremmo fatto volentieri a meno. La Reggina è un’entità, un profumo ed un sapore non attribuibile a nessuno e del quale nessuno può indebitamente appropriarsene.

Ed è così che arriviamo al titolo scelto per questo “pensierino natalizio”.

Ciò che cerchiamo, nel nostro piccolo ma costantemente ed indefessamente, di avversare e combattere non è l’esistenza di personaggi egocentrici come Luca Gallo (in fondo sono problemi suoi, sempre se di problemi trattasi) ma l’esistenza di una sottospecie antropolgica di reggino assai propenso all’adorazione, alla genuflessione, al posizionamento a 90° dinnanzi al (presunto) “salvatore della patria”, a quella sorta cioè di indefesso “leccaculismo” che annulla il soggetto che lo esercita rendendolo una mappina vivente. Alle mappine, poi, si aggiungono anche i cosidetti ‘mbuccalapuni, coloro i quali prendono per vero tutto ciò che gli viene detto tanto da crederci, da farlo proprio e da tentare di diffonderlo come verità assoluta. Che Gallo sia un favazza poco c’importa ma che, grazie ad utili idioti, Gallo presuma che i Reggini, molti Reggini, siano della stessa specie di quelli che gli sbavano dietro sin dal suo insediamento allora diventa affar nostro preoccuparcene ed occuparcene.

In questi quasi due anni di presidenza Gallo (anzi, adesso che ci facciamo mente locale: 3 giorni fa è ricorso il secondo anniversario dall’ordine dei bonifici ai calciatori dell’epoca e dal pre-accordo per l’acquisto della Reggina: ci chiediamo come mai non sia stato celebrato a dovere!), in rete, sui social, ovunque su Whatsapp, abbiamo visto fotomontaggi divertenti per certi versi ma anche, per noi, gravemente irritanti come un irrefrenabile e fastidioso prurito su parti delicate. Vedere il volto di Gallo sostituito a quello di re, imperatori

e persino a personaggi sacri

è la conferma, qualora ne necessitassimo ancora, di quanta pochezza culturale circola attorno a noi unitamente alla mancanza di orgoglio e dignità di fautori e diffusori di tali immagini.

Anzi, a dire il vero abbiamo visto conferirgli anche la Cittadinanza Onoraria,

(fonte Reggina 1914)

non capendone bene il perché ma illuminati nella comprensione anche dal San Giorgio d’oro assegnato al Commissario all’emergenza Domenico Arcuri. Mah!

Reggio è Città straordinaria, i Reggini (se e quando vogliono) sanno esserlo anch’essi ma, tra le tante contraddizioni ed i molteplici difetti, una parte di essi annovera anche la particolare peculiarità di voler ricercare qualcuno o qualcosa a cui aggrapparsi; qualcuno o qualcosa da cui dipendere; qualcuno o qualcosa da delegare quel fare per cui si suddìano alzarsi dalla panchina sul Lungomare; qualcuno o qualcosa che li tiri fuori da una situazione apatica con il minimo sforzo da parte loro.

Una parte di Reggini non ama ergersi a protagonista, preferisce essere comparsa; non predilige il campanilismo ma opta per il disfattismo; non ama essere artefice del proprio destino ma, per fancazzismo, lascia fare agli altri salvo poi buccazziare se il fatto non è di suo gradimento (solo a posteriori però).

D’altro canto, se il maggior conoscitore della regginità e dei Reggini è tale Nicola Giunta che, attraverso le sue poesie, ci ha dipinti così perfettamente allora l’arcano (se arcano ancora per qualcuno è) è svelato.

In ultimo, dobbiamo metterci a spiegare che i pensieri suesposti siano avversi ai concittadini proni e che Gallo è solo lo spunto o possiamo rilassarci e goderci il Natale? Boh, fate voi e nel contempo ci raccomandiamo di allegare una breve ma esaustiva descrizione agli screenshot che inoltrerete allietando le festività 2020.

Buon Natale e forza Reggina! Ad maiora!

PS: tutte le foto ed i fotomontaggi, ove non esplicitamente riportata la fonte, sono frutto di ricerche sul web o, comunque, ricevute tramite il servizio di messaggistica Whatsapp per cui è stato impossibile risalire all’autore; qualora qualcuno riconosca in esse/i il proprio lavoro basta che ce lo segnali ed immediatamente citeremo la fonte. Il Direttore

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Author: Maurizio Gangemi