Guardia di Finanza: pubblicato il bando dI concorso per l’ammissione di 66 allievi ufficiali presso l’Accademia a.a. 2021/2022 – IL REGGINO

(130) Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – 4a Serie Speciale – nr. 19 del 9 marzo 2021, è stato pubblicato il concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’ammissione di 66 allievi ufficiali del ruolo normale – comparti ordinario e aeronavale – all’Accademia della Guardia di Finanza per l’anno accademico 2021/2022.

I posti disponibili sono così ripartiti:
a) 58 (cinquantotto) destinati al comparto ordinario;
b) 8 (otto), destinati al comparto aeronavale, suddivisi così come segue: 4 (quattro) riservati alla specializzazione “pilota militare”; 4 (quattro) riservati alla specializzazione “comandante di stazione e unità navale”.

La presentazione delle domande dovrà avvenire entro le ore 12.00 dell’8 aprile 2021 e riguardare uno solo dei predetti comparti e specializzazioni.

Possono partecipare al concorso i cittadini italiani che:

–  abbiano, alla data del 1° gennaio 2021, compiuto il diciassettesimo anno di età e non superato il giorno del compimento del ventiduesimo anno di età (vale a dire siano nati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 1999 e il 1° gennaio 2004 – estremi inclusi);

–  siano in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consenta l’iscrizione a corsi di laurea previsti dalle Università statali o legalmente riconosciute;

–  non essendo in possesso del previsto diploma alla data di scadenza per la presentazione delle domande, lo conseguano nell’anno scolastico 2020/2021.

La domanda di partecipazione al concorso dovrà essere compilata esclusivamente mediante la procedura telematica disponibile sul portale attivo all’indirizzo “https://concorsi.gdf.gov.it”, seguendo le istruzioni del sistema automatizzato.

I concorrenti, che devono essere in possesso di un account di posta elettronica certificata (P.E.C.) o ricorrere, se minorenni, a quello in uso a uno dei componenti del nucleo familiare esercente la potestà genitoriale o, in mancanza, al tutore, dopo aver effettuato la registrazione al portale, potranno accedere, tramite la propria area riservata, al form di compilazione della domanda di partecipazione.

Sul predetto sito internet è possibile acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio sul concorso e prendere visione del bando.

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Carabinieri NAS: 693 controlli anti-Covid sui mezzi di trasporto pubblico. Positivi al virus 26 tra bus e treni locali (video) – IL REGGINO

(176) Nel corso dell’attuale emergenza sanitaria, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha realizzato, in stretta intesa con il Ministero della Salute, una campagna di controlli a livello nazionale al fine di verificare la corretta applicazione delle misure di contenimento epidemico nell’ambito dei servizi di trasporto pubblico, allo scopo di tutelare la salute dei numerosissimi utenti che usufruiscono dei mezzi di trasporto.

Gli interventi condotti negli ultimi giorni hanno interessato 693 veicoli adibiti al trasporto, tra autobus urbani ed extraurbani, metropolitane, scuolabus, collegamenti ferroviari locali e di navigazione, ma anche biglietterie, sale di attesa e stazioni metro.
Tra gli obiettivi controllati 65 hanno evidenziato irregolarità, principalmente connesse con l’inosservanza delle misure di prevenzione al contagio da COVID-19, quali la mancata esecuzione delle operazioni di pulizia e sanificazione, l’omessa cartellonistica di informazione agli utenti circa le norme di comportamento ed il numero massimo di persone ammesse a bordo, l’assenza di distanziatori posti sui sedili e di erogatori di gel disinfettante o il loro mancato funzionamento.

Complessivamente sono stati deferiti alle competenti Autorità giudiziarie 4 responsabili di aziende di trasporto, per non aver predisposto le procedure di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro a favore degli operatori, e sanzionati ulteriori 62 responsabili per irregolarità amministrative, irrogando sanzioni pecuniarie pari a circa 25 mila euro.

Le attività di verifica sono state supportate dall’esecuzione di 756 tamponi di superficie su mezzi di trasporto e stazioni (obliteratrici, maniglie e barre di sostegno per i passeggeri, pulsanti di richiesta di fermata e sedute), svolti in collaborazione con i locali servizi di ASL, Agenzie di Protezione Ambientale ed enti universitari, che hanno curato anche la fase di esame analitico per la ricerca del COVID-19.

Tra i tamponi di superficie raccolti, sono stati rilevati 32 casi di positività per la presenza di materiale genetico riconducibile al virus, individuati in autobus, vagoni metro e ferroviari operanti su linee di trasporti pubblici di Roma, Viterbo, Rieti, Latina, Frosinone, Varese e Grosseto. Il riscontro della presenza di materiale genetico del virus sulle superficie dei mezzi di trasporto, seppur non indice di effettiva capacità di virulenza o vitalità dello stesso, rileva con certezza il transito ed il contatto di individui infetti a bordo del mezzo, determinando la permanenza di una traccia virale.

Le attività di controllo dei Carabinieri NAS proseguiranno al fine di tutelare la salute dei cittadini e della collettività, con particolare riguardo agli aspetti connessi con il contesto di emergenza epidemica in atto.

Principali situazioni operative:

NAS Roma

Il NAS della Capitale, con il supporto di personale tecnico dell’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale del Lazio (ARPAL), ha eseguito, oltre ai controlli sull’osservanza delle misure di prevenzione al contagio, il prelievo di 42 tamponi su automezzi e vetture metro e ferroviarie della rete di trasporti pubblici urbani ed extraurbani. A seguito delle analisi di laboratorio sono state rilevate 11 positività di campioni risultati prelevati da un autobus urbano, da 4 autobus di linee extraurbane della Capitale e da 6 vagoni della linea ferroviaria extraurbana Roma Lido. I tamponi risultati positivi alla presenza del COVID-19 erano stati prelevati da punti ritenuti sensibili, quali maniglie di apertura delle vetture, pulsanti di chiamata della fermata, barre di sostegno dei passeggeri e poggiatesta dei sedili.

NAS Latina

Nel corso di verifiche sulla rete di trasporto urbano di Latina e Frosinone, sono state accertate 10 positività al COVID-19 rilevate su parti comuni di 5 autobus, uno del capoluogo pontino e 4 di quello ciociaro, a seguito di una serie di tamponi eseguiti unitamente all’ARPA Lazio su vari mezzi operanti per il servizio pubblico di movimentazione passeggeri. Le risultanze hanno determinato l’immediato avvio di operazioni di sanificazione straordinaria sui veicoli impiegati.

NAS Viterbo

Nell’ambito delle ispezioni condotte su automezzi delle linee di trasporto pubblico nelle provincie di Viterbo e Rieti, sono stati eseguiti anche tamponi all’interno delle vetture. A seguito delle risultanze analitiche ottenute dal laboratorio dell’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale del Lazio, sono emerse 9 positività rispettivamente riconducibili a 5 casi su Viterbo e 4 su Rieti individuati su bus impiegati nei servizi di trasporto municipale.

NAS Milano

Nell’ambito di controlli da parte del NAS di Milano su molteplici servizi di trasporto pubblico delle province di Milano, Como, Varese e Monza-Brianza (linee urbane ed extraurbane di bus e metro, ferrovie locali e traghetti di navigazione laghi), sono stati eseguiti anche 72 tamponi sia nelle vetture che nei locali di attesa e biglietterie, principalmente nei punti ritenuti più critici per la potenziale diffusione virale, come sedute, maniglie e pulsantiere. Gli esami di laboratorio svolti dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia hanno rilevato la positività al COVID relativa ad un tampone prelevato su un bus di linea afferente un’impresa privata operante nella provincia di Varese. Prontamente sono state avviate le procedure di ulteriore sanificazione su tutti i veicoli della flotta e approfondimenti sulle modalità di svolgimento delle ordinarie operazioni di pulizia e prevenzione anche connesse con le misure di contenimento. L’attività di controllo del NAS ha ricevuto il plauso da parte delle aziende di trasporto operanti nel capoluogo lombardo.

NAS Livorno

I militari del NAS, supportati dal personale tecnico dell’Azienda USL Toscana, hanno eseguito un’ispezione presso il deposito automezzi sito in Grosseto appartenente ad un’azienda di trasporto passeggeri di linea extraurbana. La verifica, finalizzata ad appurare le procedure di sanificazione in materia di contrasto al Covid-19 previste dalla normativa sui mezzi di trasporto, è stata integrata dall’effettuazione di tamponi sulle superfici di 3 bus presenti. A seguito dall’esame analitico di laboratorio, è risultato positivo un tampone ambientale eseguito sulla “pulsantiera di fermata” di uno degli automezzi, per il quale gli operanti hanno sottoposto a fermo, sino ad avvenuta sanificazione generale e ripristino delle condizioni di sicurezza.

Il responsabile della società di trasporti è stato segnalato all’Autorità Amministrativa per avere omesso di adottare idonei protocolli atti alla sanificazione dei mezzi utilizzati per il trasporto pubblico.

NAS Catanzaro

Il NAS di Catanzaro ha accertato che un autobus della società di trasporti di Lamezia Terme (CZ) non era stato sottoposto alla prescritta disinfezione ed era sprovvisto dei dispenser igienizzanti. Per tale motivo è stata elevata nei confronti dell’amministratore la sanzione amministrativa di euro 400.

NAS Trento

I Carabinieri del NAS di Trento hanno deferito all’Autorità Giudiziaria il dirigente di una società, quale datore di lavoro, gerente la stazione ferroviaria di Rovereto (TN) poiché è stato accertato che alcune uscite di emergenza erano chiuse in modo da non permettere una corretta evacuazione in caso di un’eventuale allarme. È stata inoltre rilevata la mancata distinzione delle corsie di afflusso in entrata e in uscita degli utenti dalle biglietterie e dai binari, tali da causare incroci tra gli utenti.

NAS Lecce

I Carabinieri del NAS hanno constatato il mancato rispetto circa il divieto del servizio di biglietteria a bordo di un autobus della locale società di trasporti operante nell’area urbana di Lecce. Era inoltre mancante il dispenser per igienizzare le mani e la cartellonistica sia sul numero massimo di passeggeri consentito che sui comportamenti da attuare per contrastare la diffusione del virus. È stata elevata la sanzione amministrativa di euro 400 nei confronti dell’Amministratore della società.

NAS Torino

A conclusione di un’ispezione, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria il datore di lavoro delegato e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione di una azienda di trasporti pubblici del comune di Perosa Argentina (TO), poichè ritenuti responsabili di non aver sostituito, all’interno della sede operativa aziendale, i presidi medici di primo soccorso scaduti di validità e non aver apposto la prevista cartellonistica informativa sul rischio di contagio da Covid-19 presso i locali adibiti a deposito e lavaggio degli automezzi.

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Gioia Tauro (RC): Carabinieri, operazione “Euno 2”. Contrasto al caporalato, eseguiti 8 decreti di perquisizione ed altrettante denunce – IL REGGINO

(175) Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, con il supporto delle unità specializzate del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria su disposizione della Procura della Repubblica presso Continue reading “Gioia Tauro (RC): Carabinieri, operazione “Euno 2”. Contrasto al caporalato, eseguiti 8 decreti di perquisizione ed altrettante denunce – IL REGGINO” →

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I Carabinieri sequestrano a San Procopio (RC) oltre 14 kg di stupefacenti, armi e munizioni a Sinopoli (RC) – IL REGGINO

(174) Nei giorni scorsi, a Palmi, i Carabinieri nell’ambito di numerosi servizi di perlustrazione e rastrellamento territorio a largo raggio, in area aspromontana volti alla ricerca di luoghi o rifugi realizzati ad hoc, Continue reading “I Carabinieri sequestrano a San Procopio (RC) oltre 14 kg di stupefacenti, armi e munizioni a Sinopoli (RC) – IL REGGINO” →

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Venezia: Guardia di Finanza, operazione “Wooden heads”. Maxi frode fiscale internazionale, 4 arresti e sequestri per 10 milioni – Il Reggino

(125) La Guardia di Finanza di Venezia ha dato esecuzione all’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Pordenone, su richiesta della Procura della Repubblica di Pordenone, con la quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere di 3 soggetti ed una misura domiciliare per un ulteriore indagato, tutti responsabili dei reati di riciclaggio ed emissione ed utilizzo di fatture false nell’ambito di una maxi frode fiscale internazionale nel settore del commercio di rottami di ferro e di bancali di legno.

Con lo stesso provvedimento è stato disposto il sequestro, anche per equivalente, di denaro, beni mobili e immobili degli indagati per un ammontare di circa 10 milioni di euro, quale provento delle condotte illecite.

Sono altresì in corso 11 perquisizioni nelle provincie di Venezia, Padova, Treviso e Udine, eseguite dai militari della Compagnia di Portogruaro e dei Reparti della Guardia di Finanza competenti per territorio.

L’indagine è scaturita degli esiti di una perquisizione locale disposta dalla Procura della Repubblica di Pordenone nell’ambito di un procedimento penale a carico di uno degli indagati. Durante le operazioni, eseguite dalla Compagnia di Portogruaro, l’interessato aveva tentato di disfarsi, lanciandoli oltra la siepe di recinzione della propria abitazione, di un hard disk e di uno smartphone.

Il gesto non è tuttavia sfuggito ai finanzieri che, recuperati prontamente i dispositivi, hanno proceduto all’estrazione e all’analisi forense del loro contenuto, con l’ausilio di un consulente tecnico nominato dalla Procura di Pordenone.

I dati così estrapolati hanno permesso di individuare un sodalizio criminale radicato nel portogruarese e dedito al riciclaggio di denaro frutto di evasione fiscale, con la compiacenza della criminalità cinese in Veneto.

Articolato e insidioso il sistema fraudolento utilizzato dal gruppo. I membri dell’organizzazione si rendevano disponibili a ricevere ingenti quantità di denaro da imprenditori italiani su conti correnti esteri intestati a società dell’est d’Europa intestate a prestanome.

A questo scopo, le cartiere emettevano fatture di comodo nei confronti delle aziende nazionali per giustificare formalmente e contabilmente i trasferimenti di fondi all’estero come pagamenti di operazioni commerciali, in realtà del tutto fittizie.

Una volta accreditati sui conti esteri di destino, i capitali venivano immediatamente trasferiti con bonifico presso una banca di Shangai, in conti correnti di fiancheggiatori dell’organizzazione.

L’avvenuto accredito delle somme in Cina era successivamente comunicato ai referenti in Italia dell’organizzazione che, sulla base dei contatti con esponenti della criminalità cinese della provincia di Padova, si recavano in specifici luoghi di incontro per l’incasso in contanti delle somme bonificate, depurate di una percentuale per il servizio illecito reso.

I contanti venivano poi distribuiti tra gli imprenditori italiani che, all’inizio del giro illecito, avevano ricevuto e pagato le fatture emesse dalle società cartiere estere, anche in questo caso con la trattenuta di una percentuale come pagamento del servizio ricevuto.

Plurimi i vantaggi della frode individuata. Gli indagati hanno lucrato consistenti percentuali di guadagno grazie alle transazioni finanziarie, nascondendosi dietro prestanome inconsapevoli.

Gli imprenditori italiani utilizzatori delle false fatture, oltre a contabilizzare costi inesistenti, si sono precostituiti fondi neri da impiegare per fini personali o per alimentare altri circuiti di evasione fiscale, tramite acquisti in nero e l’utilizzo di manodopera non regolare.

La criminalità cinese ha potuto esportare, senza rischi e con vantaggiosi meccanismi di compensazione, ingenti quantità di capitali verosimilmente frutto di evasione fiscale e di altre condotte illecite.

Il giro d’affari al momento ricostruito dai finanzieri della Compagnia di Portogruaro supera i 60 milioni di Euro.

A comprova della falsificazione delle fatture e alla estero-vestizione delle società, sono stati ritrovati nelle abitazioni degli indagati, tra Portogruaro e San Michele al Tagliamento, tutti i timbri relativi alle citate società dell’est nonché dei trasportatori esteri. Nessuno dei trasporti documentato era mai stato realmente eseguito.

A margine dell’indagine sono stati ricostruiti a carico di uno degli indagati 2 ulteriori meccanismi di evasione delle imposte. Il primo è stato realizzato con lo spostamento, solo cartolare, dei dipendenti di aziende al medesimo riconducibili in una società con sede formale a Malta creata ad hoc per favorire l’evasione contributiva.

Il secondo è stato perpetrato attraverso la creazione di un sistema di false fatturazioni volto alla creazione di costi e crediti IVA fittizi, con un’evasione ai fini delle imposte dirette per circa 4 milioni di euro e di I.V.A. per ulteriori 800.000 euro.

Le indagini dei finanzieri della Compagnia di Portogruaro sono state dirette dal Procuratore della Repubblica di Pordenone, dott. Raffaele Tito e dal Sostituto Procuratore, dott.ssa Monica Carraturo.

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Messina: Guardia di Finanza, operazione “Last bet”. Confiscati beni per oltre 10 milioni ad un mafioso operante nel settore delle scommesse illegali – Il Reggino

(124) I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione, questa mattina, ad un decreto di confisca di beni per un valore di oltre 10 milioni di euro nei confronti di LA VALLE Domenico cl. 60 e della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. per la durata di anni cinque.

Nel dettaglio, la complessa attività investigativa – disposta dalla Direzione Distrettuale Antimafia peloritana – trae origine da mirati approfondimenti sviluppati dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Messina, con specifico riferimento al redditizio settore del gioco e delle scommesse illegali.

Proprio in tale ambito, le Fiamme Gialle messinesi acquisivano come il citato LA VALLE Domenico, noto imprenditore locale, risultasse tra gli elementi apicali di un’importante quanto strutturata consorteria mafiosa, egemone nella zona sud di Messina, dedita al sistematico ricorso a metodi violenti per imporre, anche con atti estorsivi, la propria posizione di monopolio nello specifico settore, notoriamente di interesse delle mafie.

Nel merito, dopo una minuziosa ricostruzione storica del profilo soggettivo del LA VALLE, anche valorizzando i numerosi procedimenti penali in cui risultava coinvolto sin dalla fine degli anni ’90 (da cui invero usciva assolto), venivano rilette in un’ottica nuova le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, attestando come il medesimo avesse acquisito il ruolo di riferimento del clan TROVATO del rione “Mangialupi” di Messina nella gestione delle bische clandestine, nonché nella distribuzione dei videopoker. Dopo la disgregazione dell’originaria compagine associativa per via della carcerazione dei capi e del percorso di collaborazione con la giustizia intrapreso da altri, il LA VALLE assumeva un controllo pressoché esclusivo delle attività illegali della famiglia, costituendone il punto di riferimento “imprenditoriale” e facendo da contraltare al ruolo “operativo” ricoperto dai fratelli TROVATO.

Sul punto, quindi, dopo circa due anni di indagini, nel febbraio 2018, poi confermata in appello a gennaio 2019, interveniva sentenza di condanna a 13 anni di reclusione per associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, violenza privata, gioco d’azzardo, reati fiscali, usura e lesioni.

In altre parole, le investigazioni disposte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ed eseguite dai militari del G.I.C.O. documentavano come, nonostante le diverse assoluzioni, il LA VALLE risultasse figura di rilievo nel panorama mafioso cittadino, in grado, da un lato, di imporre la collocazione delle apparecchiature presso gli esercizi commerciali della zona, dall’altro, garantire agli esercenti accondiscendenti di poter godere della connessa protezione mafiosa del clan.

Emergevano, in altri termini, una pluralità indefinita di comportamenti criminali indicativi di un profilo del LA VALLE Domenico di soggetto socialmente pericoloso, ma anche una significativa disponibilità di risorse finanziarie, anche rese accessibili agli esponenti del clan, in assolvimento del suo ormai accertato ruolo di “cassiere”.

Proprio tali qualificazioni consentivano ai Finanzieri, quindi, su delega della Procura della Repubblica di Messina, di avviare mirate investigazioni economico – patrimoniali, tese a quantificare e conseguentemente aggredire l’enorme patrimonio riferibile al LA VALLE, non giustificato dai redditi leciti dichiarati al fisco, anche avvalendosi dell’apporto di fidati prestanome, ovvero schermando la proprietà immobiliari attraverso propri familiari.

In sintesi, le investigazioni complessivamente svolte – abbraccianti un periodo di un trentennio – restituivano una situazione di assoluta assenza di uniformità nel rapporto reddito/patrimonio, consentendo al Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, di disporre l’odierno provvedimento di confisca relativamente a 6 aziende, operanti nel settore del noleggio delle apparecchiature da gioco, della rivendita di generi di monopolio e del settore della produzione e vendita di prodotti dolciari, 19 unità immobiliari, 2 autovetture, 1 gommone e svariati conti correnti, per un valore complessivo di stima di oltre dieci milioni di euro.

L’attività svolta, in conclusione, testimonia il grande impegno dell’Autorità Giudiziaria e della Guardia di Finanza messinese nel delicato settore del contrasto alle organizzazioni criminali, vieppiù di matrice mafiosa, con conseguente aggressione degli enormi illeciti patrimoni accumulati, prima sottoposti a sequestro ed ora sottoposti a confisca, così restituendo alla collettività e all’imprenditoria onesta significativi spazi di legalità.

 

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Latina: Carabinieri NAS, smantellata associazione per delinquere dedita al traffico internazione di farmaci di provenienza illecita – Il Reggino

(160) Nelle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri del Nas di Latina, a conclusione di un’articolata indagine, convenzionalmente denominata “farmaco viaggiante”, hanno dato esecuzione a 18 misure cautelari Continue reading “Latina: Carabinieri NAS, smantellata associazione per delinquere dedita al traffico internazione di farmaci di provenienza illecita – Il Reggino” →

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Palmi (RC): madre e figlia raggirano una congiunta e le prosciugano il conto corrente, sequestrati gli immobili delle donne – Il Reggino

(159) A Palmi, i Carabinieri hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Palmi su richiesta della locale Procura nei confronti di S.R. cl ’67 e della figlia L.A. cl ’98, ritenute Continue reading “Palmi (RC): madre e figlia raggirano una congiunta e le prosciugano il conto corrente, sequestrati gli immobili delle donne – Il Reggino” →

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Gioiosa Jonica (RC): rubano generi alimentari e cosmetici, arrestate 3 donne – Il Reggino

(158) Ieri, a Gioiosa Jonica, i Carabinieri hanno arrestato 3 donne, in particolare, una 37enne, una 34enne e una 21enne, di origine romena, tutte residenti a Reggio Calabria per furto aggravato in concorso.

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Gioia Tauro (RC): Carabinieri, sempre più serrati i controlli del territorio. Arresti, denunce e sanzioni in contrasto ai reati predatori – IL REGGINO

(152) Intensificata l’azione di controllo del territorio, messa in atto nei giorni scorsi dai Carabinieri nel comune di Gioia Tauro e comprensorio, nell’ambito di mirati servizi, finalizzati principalmente alla prevenzione e Continue reading “Gioia Tauro (RC): Carabinieri, sempre più serrati i controlli del territorio. Arresti, denunce e sanzioni in contrasto ai reati predatori – IL REGGINO” →

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Arma dei Carabinieri: il Generale di Corpo d’Armata Bernardini assume la carica di Vice Comandante Generale – IL REGGINO

(151) Nella mattinata odierna, presso la Sala di Rappresentanza del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, si è svolta la cerimonia di avvicendamento nella carica di Vice Comandante Generale, fra il Generale di Continue reading “Arma dei Carabinieri: il Generale di Corpo d’Armata Bernardini assume la carica di Vice Comandante Generale – IL REGGINO” →

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Torino: Carabinieri, operazione contro le truffe in danno del SSN. Accertato danno per oltre un milione – IL REGGINO

(150) Questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Torino hanno eseguito 3 misure cautelari, a seguito di un’ordinanza emessa dal Gip del capoluogo piemontese su richiesta del Gruppo reati contro la P.A. Continue reading “Torino: Carabinieri, operazione contro le truffe in danno del SSN. Accertato danno per oltre un milione – IL REGGINO” →

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Modena: Guardia di Finanza, maxi sequestro di beni per 2 milioni a carico di un 50enne di Vignola

(120) Sequestrati beni per 2 milioni di euro nel modenese. Questa mattina, i militari della Guardia di Finanza di Modena hanno sottoposto a sequestro, a Modena, Reggio Emilia e relative province, i beni e i rapporti finanziari e bancari, per un valore stimato di circa 2 milioni di euro, riconducibili a F.S., vignolese classe 1970, con precedenti penali per ricettazione, reati fiscali e fallimentari.

L’esecuzione del sequestro dei beni rappresenta l’epilogo della complessa e articolata attività investigativa svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Modena, finalizzata alla ricostruzione del profilo di pericolosità sociale del proposto e all’individuazione degli asset patrimoniali e finanziari acquisiti illecitamente dallo stesso e dal suo nucleo familiare.

L’uomo, infatti, è stato riconosciuto come soggetto connotato da una pericolosità sociale generica alla luce del suo coinvolgimento in diversi procedimenti penali, incardinati presso la Procura della Repubblica di Modena, che hanno permesso di individuare e ricostruire un’organizzazione criminale che, tramite la sistematica creazione di falsi crediti I.V.A., ha generato una rilevante evasione da “riscossione”, utilizzando il sistema della compensazione, causando all’Erario un danno quantificato in decine di milioni di euro a partire dal 2015.

Il soggetto colpito oggi dalla misura di prevenzione era il dominus del sodalizio criminale smascherato dall’attività investigativa dei finanzieri modenesi, che ha posto in evidenza una serie di operazioni rivelatrici di capacità contributiva, quali l’acquisito di quote societarie, beni mobili ed immobili che, oltre ad essere state perfezionate con capitali illeciti, non trovano riscontro con i redditi dichiarati. Tale quadro fattuale è aggravato dalla sistematica interposizione fittizia operata tramite prestanome e familiari, che rende ancora più rilevante la “sproporzione” tra i redditi censiti ed il compendio patrimoniale posseduto.

Le indagini hanno permesso di ricostruire la rete dei prestanome tramite la quale il cinquantenne vignolese ha realizzato quell’apparente spostamento di ricchezza. Si sono, così, raccolti elementi utili per ascrivere a tali soggetti la mera formalità e non il reale possesso di quote societarie, di immobili e delle risorse finanziarie necessarie per concretizzare i plurimi negozi giuridici individuati, viziati ab origine nell’intento e simulati sotto il profilo soggettivo, in quanto privi di reali vincoli tra le parti contraenti.

Alla luce degli elementi raccolti, il Nucleo di polizia economico-finanziaria di Modena segnalava alla locale Procura della Repubblica di valutare la richiesta a carico del soggetto sopracitato di applicazione della misure di prevenzione personale della “sorveglianza speciale” ex art. 6 del D.Lgs. nr. 159/2011 nonché l’applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale volta ad attingere i beni, che per gli elementi compendiati, si è ritenuto essere stati acquistati con i proventi dell’attività illecita, in ossequio al c.d. requisito di “correlazione temporale” tra acquisizione e pericolosità, fino alla concorrenza dell’importo sproporzionato pari a oltre 2 milioni di euro.

La Procura della Repubblica di Modena – nella persona del Sost. Proc. dott. Giuseppe Amara – avanzava al Tribunale di Bologna proposta di applicazione di misure di prevenzione a carattere personale e patrimoniale ex art. 4 e 16 D. Lgs. n. 159/2011, sulla base della quale la competente Sezione Misure di Prevenzione, in accoglimento della proposta avanzata, ha emesso il provvedimento di sequestro anticipato ex art. 20 D. Lgs. 159/2011 di beni riconducibili, anche per interposta persona, nei confronti del proposto e dei suoi familiari, per un valore complessivo di euro 2.014.393,45.

L’attività odierna conferma l’impegno profuso dalla Guardia di Finanza, con il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, nel campo delle investigazioni patrimoniali e la conseguente applicazione di misure ablative anche nei confronti di soggetti c.d. “fiscalmente pericolosi”, cioè di coloro che, per condotta e tenore di vita, si ritiene vivano abitualmente, anche in parte, con proventi derivanti da delitti di natura economico-finanziaria. Oggi, infatti, il contrasto alla criminalità appare sempre più in linea con la lotta a tutte quelle manifestazioni economiche che scaturiscono da condotte illecite connesse alla commissione di reati finanziari di particolare spessore.

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Persone scomparse: nuovi strumenti a disposizione grazie all’intesa con la Guardia di Finanza firmata dal Commissario Straordinario Silvana Riccio che prevede l’impiego anche degli aeromobili per raggiungere le zone più impervie

(119) Il Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, Prefetto Silvana Riccio e il Capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza – Gen. C.A. Umberto Sirico, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato a consolidare la collaborazione istituzionale nelle attività di ricerca delle persone scomparse.

Nello specifico, l’obiettivo dell’accordo è di condividere sul territorio, su richiesta dei prefetti, procedure di coordinamento per l’impiego del Soccorso Alpino della Guardia di finanza (S.A.G.F.) e degli aeromobili – ad ala fissa, rotante e a pilotaggio remoto – del Corpo, dotati di moderne tecnologie, in attività di ricerca con particolare riferimento alle zone montuose, non antropizzate o impervie.

Al fine di rendere più celeri gli interventi, è stata prevista la possibilità di trasportare, su tutto il territorio nazionale, gli operatori militari e civili del soccorso mediante i mezzi aerei in dotazione alla Guardia di finanza.

Gli interventi saranno condotti, inoltre, con l’ausilio di unità cinofile addestrate nella ricerca di persone, anche quelle non più in vita, in superficie, in valanga e in macerie, utilizzando sensori all’avanguardia per la geo-localizzazione di telefoni cellulari e apparati satellitari.

“In base a tale Protocollo – spiega poi il Commissario Riccio – anche i Prefetti, attraverso i Comandi provinciali, potranno chiedere la collaborazione della Guardia di Finanza tramite l’impiego di risorse umane, mezzi e strumentazioni da utilizzare per le attività di ricerca. Un accordo di notevole rilevanza, che andrà ad implementare in maniera sostanziale le risorse già a disposizione delle prefetture, per contrastare in maniera sempre più efficace il fenomeno delle persone scomparse”.

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Milano: Guardia di Finanza, 16 arresti per frode fiscale, riciclaggio ed abusivismo finanziario con il metodo “Hawala”

(118) I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano, su delega della locale Procura della Repubblica (Proc. Agg. dott.ssa Laura Pedio, Sost. Procuratore dott.ssa Francesca Crupi e Sost. Procuratore dott. Adriano Scudieri), stanno eseguendo un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 16 soggetti e un sequestro preventivo, in via d’urgenza emesso dal Pubblico Ministero, su beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 1,7 milioni di euro.

I citati provvedimenti rappresentano l’epilogo di una maxi-operazione condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano (convenzionalmente denominata “CASH AWAY”), che ha consentito di disarticolare uno strutturato sodalizio criminale, con base a Milano e nell’hinterland, operante in Italia e all’estero, promosso ed organizzato da due broker hawala di origini egiziane e dedito alla raccolta ed al trasferimento di ingenti risorse finanziarie di origine illecita, al riciclaggio del denaro oggetto della abusiva prestazione di servizi di pagamento, all’emissione e all’utilizzo di fatture di operazioni inesistenti emesse da società create ad hoc.

Le investigazioni, originariamente avviate dalle Fiamme Gialle per accertare infiltrazioni della criminalità di origine straniera nel tessuto economico lombardo, hanno consentito di ricostruire due distinti modus operandi di raccolta e trasferimento di denaro di provenienza illecita.

Innanzitutto, è emerso che i citati broker, mediante la c.d. “hawala” classica, in violazione della normativa finanziaria vigente nel nostro Paese ed in assenza delle previste autorizzazioni, per conto dei clienti raccoglievano e trasferivano in Italia e all’estero – Egitto, Spagna, Malesia – ingenti somme di provenienza illecita; la descritta operatività avveniva attraverso la compensazione di partite finanziarie e l’utilizzazione di “codici”, noti solo ai soggetti interessati, che i clienti dovevano comunicare ai broker per dare corso alle operazioni; a fronte di tali prestazioni, i broker percepivano una commissione variabile tra il 2 e il 5 per cento.

Inoltre, l’attività investigativa ha consentito di disvelare un ulteriore modus operandi, c.d. “hawala” complessa, in base al quale:

– i broker consegnavano le somme di denaro, ricevute in contanti dai clienti, a imprenditori italiani compiacenti;

– questi ultimi provvedevano a disporre bonifici per importi equivalenti a terze società, italiane o estere, indicate dagli stessi clienti, sovente giustificando, sul piano contabile, le movimentazioni finanziarie in uscita annotando fatture risultate riferite ad operazioni inesistenti, essendo emersa l’inconsistenza dei sottostanti rapporti economici.

Talvolta, gli imprenditori ripetevano, specularmente, le stesse operazioni di trasferimento verso società facenti capo a soggetti cd. “terzi terminali”, conferendo loro denaro contante, a fronte della disposizione, da parte di questi ultimi, di bonifici, anche in tal caso formalmente giustificati, a catena, mediante l’annotazione di fatture per operazioni inesistenti.

Le somme trasferite illecitamente venivano riciclate in varie parti del mondo attraverso rimesse finanziarie destinate a società estere, localizzate in Repubblica Ceca, Malesia, Francia, Danimarca e Belgio.

La complessiva attività investigativa ha consentito:

–  di ricostruire circa 100 milioni di Euro di flussi finanziari movimentati su 193 rapporti utilizzati dai membri dell’associazione criminale;

–  attraverso l’analisi forense di dispositivi sequestrati dalla polizia giudiziaria, di far emergere che gli indagati avevano stipulato accordi di fatturazione fittizia per oltre 3 milioni di Euro.

Attualmente circa 100 Finanzieri sono impegnati nell’esecuzione di oltre 20 perquisizioni locali e domiciliari, con il supporto dei Reparti della Guardia di Finanza territorialmente competenti, in Lombardia, Veneto e Toscana.

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Treviso: Guardia di Finanza, operazione “Giallo oro”. 2 arresti e 33 denunce per contrabbando di gasolio; sequestri per 1,7 milioni

(117) I finanzieri del Comando Provinciale Treviso, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno concluso una vasta operazione, denominata convenzionalmente “Giallo Oro”, nel settore del contrasto al traffico internazionale di prodotti petroliferi, prelevati da raffinerie dell’Est Europa e destinati a essere immessi in consumo in Italia, in evasione d’imposta, come gasolio per autotrazione di scarsa qualità.

Le fiamme gialle trevigiane, nel corso di diversi interventi, eseguiti negli ultimi mesi lungo le arterie autostradali che collegano il confine orientale al resto del Paese, hanno denunciato 35 persone (31 stranieri e 4 italiani, questi ultimi residenti tra le province di Mantova, Napoli e Catania), arrestandone due in flagranza di reato. I reati contestati sono il contrabbando di gasolio e l’irregolarità nella circolazione di veicoli dedicati al trasporto di prodotti petroliferi sottoposti ad accise.

Sono stati inoltre sequestrati beni per un valore di 1,7 milioni di euro, tra cui 8 motrici, 15 semirimorchi, 1 distributore clandestino e 345.000 litri di olio minerale.

I successivi sviluppi delle indagini hanno poi consentito di accertare il consumo in frode, sul territorio nazionale, di 1.800.000 litri di gasolio e l’omesso versamento di accise per un milione di euro.

II gasolio, trasportato all’interno di cisterne e autoarticolati (spesso privi dei requisiti minimi di sicurezza previsti per il trasporto di merci pericolose), proveniva da raffinerie ubicate in Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria e Austria. Qualora fossero stati elusi i controlli della Guardia di Finanza, sarebbe stato immesso in consumo, senza pagamento delle accise, in diverse aree del territorio nazionale, tra cui le province di Milano, Roma, Latina, Frosinone, Foggia, Napoli, Ancona, Mantova, Caserta e Catania, dove sarebbe stato stoccato in depositi abusivi e successivamente miscelato prima della vendita al dettaglio.

Il prodotto petrolifero, allo scopo di eludere i controlli delle pattuglie su strada, veniva dichiarato cartolarmente come solvente o liquido anticorrosivo: dalle analisi chimiche è emerso invece che era composto per il 70% da gasolio e per la parte residua da olio vegetale, idoneo comunque a garantire la carburazione in motori diesel. Era inoltre accompagnato da documenti sui quali figuravano destinazioni finali fittizie, come Grecia, Malta e Spagna. Su autorizzazione della Procura della Repubblica di Treviso, il prodotto sequestrato è stato assegnato ai Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco di Treviso, Belluno e Verona.

L’operazione, volta a tutelare gli operatori onesti e i cittadini, costituisce un ulteriore tassello del dispositivo di controllo economico, da parte della Guardia di Finanza, del territorio provinciale e regionale, con particolare riferimento ai flussi di veicoli provenienti dalla cosiddetta “rotta balcanica”, in un’area caratterizzata da traffici illeciti diretti verso l’intero territorio nazionale.

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Civitavecchia (Roma): ROAN Guardia di Finanza, i vaccini anti-Covid atterrano a Ponza e Ventotene. Avviata la campagna vaccinale sulle Isole Pontine (video) – IL REGGINO

(70) Il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Civitavecchia è stato chiamato a collaborare nell’azione di contrasto alla diffusione dell’infezione globale da SARS-CoV-2.

Grazie all’impiego degli elicotteri della dipendente Sezione Aerea di Pratica di Mare, è stato effettuato il primo trasporto speciale delle dosi di vaccino anti COVID19 destinato agli abitanti delle Isole Pontine, fondamentale per poter avviare le somministrazioni vaccinali programmate dal Ministero della Salute nell’ambito della lotta alla pandemia in corso.

Nel pomeriggio del 28 febbraio u.s. un equipaggio del Corpo, a bordo di un elicottero AW139, è decollato dalla base di Pratica di Mare con il prezioso materiale, le fiale di vaccino appunto, che erano state consegnate loro, poco prima, da una pattuglia ATPI del Comando Provinciale G. di F. di Latina.

I militari pontini, infatti, hanno curato il trasporto dei vaccini “via terra”, assicurando che lo spostamento da Latina a Pratica di Mare avvenisse nelle tempistiche previste e, comunque, nel più breve tempo possibile, al fine di non eccedere il tempo massimo previsto di 6 ore dal momento del confezionamento del prodotto sanitario fino alla sua consegna finale.

Per preservare al meglio l’integrità delle dosi di vaccino trasportate, le medesime fiale sono state opportunamente cautelate, come da protocollo sanitario, in uno speciale contenitore refrigerato appositamente adibito per il trasporto “in sicurezza” dei sieri vaccinali.

L’attività si è svolta in stretta collaborazione tra la Guardia di Finanza e l’A.S.L. di Latina, competente anche per le Isole Pontine, sotto il coordinamento della locale Prefettura, che una volta ricevute le fiale ha potuto procedere con sollecitudine alla somministrazione da parte del proprio personale sanitario, ai residenti di Ponza e, grazie a successivi trasporti che verranno effettuati nei prossimi giorni sulle altre isole ponziane, con le medesime modalità realizzative, anche ai residenti di Ventotene.

Nella circostanza l’elicottero delle Fiamme Gialle ha supportato il Servizio Sanitario Regionale a garanzia e nell’interesse prioritario della salvaguardia della salute pubblica che, in un momento come questo di grande difficoltà causata dalla pandemia per l’infezione epidemiologica SARS-CoV-2, che non ammette ritardi.

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Ragusa: Procura della Repubblica e Guardia di Finanza, favoreggiamento dell’immigrazione. Eseguiti perquisizione e sequestro nei confronti della società proprietaria del rimorchiatore “Mare Jonio” (video) – IL REGGINO

(69) Nell’ambito di un’ indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di violazione alle norme del Codice della Navigazione, nella mattinata odierna, un gruppo interforze composto da personale del Nucleo PEF della Guardia di Finanza Ragusa, della Squadra Mobile della Questura di Ragusa, della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Pozzallo, del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera di Pozzallo e del Nucleo Speciale di intervento del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, ha dato esecuzione ad un decreto di perquisizione personale e locale e sequestro nei confronti della società proprietaria ed armatrice del rimorchiatore “MARE JONIO” e di alcuni soggetti, C. G., C. L, M. A., M. P., risultanti esserne soci, dipendenti o amministratori, di fatto o di diritto.

I fatti che hanno portato all’emissione del provvedimento riguardano lo sbarco di 27 migranti avvenuto il 12.09.2020 nel porto di Pozzallo, da parte del rimorchiatore “MARE JONIO”, operante per conto della MEDITERRANEA SAVING HUMANS-APS.

I 27 migranti erano stati trasbordati in data 11.09.2020 dalla M/N MAERSK ETIENNE, battente bandiera danese, che 37 giorni prima li aveva soccorsi in mare a seguito di evento SAR disposto dallo stato di Malta ed era in attesa di indicazione di specifico P.O.S. (place of safety).

Le indagini fin qui svolte, corroborate da intercettazioni telefoniche, indagini finanziarie e riscontri documentali, hanno permesso di far emergere che il trasbordo dei migranti effettuato dall’equipaggio della “MARE JONIO” (senza nessun preventivo raccordo con le Autorità maltesi, competenti per l’evento SAR, o con quelle italiane ed apparentemente giustificato da una situazione emergenziale di natura sanitaria, “documentata” da un report medico stilato dal team di soccorritori imbarcatosi illegittimamente a bordo del rimorchiatore) è stato effettuato solo dopo la conclusione di un accordo di natura commerciale tra le società armatrici delle due navi, accordo in virtù del quale la società armatrice della M/N MARE JONIO ha percepito un ingente somma quale corrispettivo per il servizio reso.

Da questa mattina sono in corso a Trieste, Venezia, Palermo, Bologna, Lapedona (FM), Mazara Del Vallo (TP), Montedinove (AP) e Augusta (SR), le operazioni di polizia giudiziaria finalizzate a ricercare ed acquisire ogni elemento documentale e/o su supporto elettronico utile a comprovare i rapporti tra gli indagati e tra essi e la società danese armatrice della M/N MAERSK ETIENNE, nonché di eventuali altre società armatoriali.

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Treviso: Guardia di Finanza, truffa e bancarotta fraudolenta per 6,6 milioni. Denunciate due persone – IL REGGINO

(68) Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso hanno concluso un’indagine per truffa e reati fallimentari nei confronti di una società operante nel settore del commercio e della distribuzione di prodotti di digital technology, distributrice di prodotti di un notissimo brand statunitense.

L’investigazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Treviso e svolta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha permesso di individuare una serie di operazioni aziendali, aventi l’unico fine di distrarre, anche tramite l’interposizione di società di diritto estero, il patrimonio aziendale della società fallita, con un danno per i creditori, esposti per oltre 16 milioni di euro.

L’amministratore dell’azienda, un sessantenne residente in provincia di Pisa, dopo aver pianificato la sua “uscita”, cedendo l’intera partecipazione a una società estera, al fine di sottrarsi alle responsabilità penali, ha fatto subentrare nella carica una improbabile “prestanome” (una trentenne, residente in provincia di Caserta, ex pasticciera e ora beneficiaria del reddito di cittadinanza), già titolare di altre società operanti nello stesso settore commerciale ma priva di qualsivoglia spessore imprenditoriale, riuscendo così a sottrarre alla società liquidità per 600 mila euro, beni aziendali e rimanenze di magazzino per oltre 6 milioni di euro, oltre a effettuare pagamenti “preferenziali” a vantaggio di alcuni creditori per 4,5 milioni di euro.

Nel corso delle indagini è emerso peraltro che l’amministratore, carpendo la fiducia di fornitori esteri che confidavano sulla solidità dell’azienda trevigiana, ha acquistato, con pagamento dilazionato in più soluzioni, prodotti informatici per oltre 3,5 milioni di euro. Dopo il pagamento della prima rata, però, le successive non venivano onorate, causando quindi un danno rilevante alle società straniere.

Ma anche diversi istituti di credito sono caduti vittime dei raggiri dell’uomo, che aveva studiato un sistema ingegnoso per accumulare illecitamente liquidità: egli infatti si è fatto concedere dalle banche oltre 2,8 milioni di euro a titolo di anticipazione sulle fatture emesse, salvo poi contattare i propri clienti, indicando loro di pagare le fatture con versamenti su conti correnti accesi presso istituti di credito diversi.

Con l’aggravarsi della situazione economica generale, le indagini sui reati fallimentari sono letteralmente “esplose”: solo nell’anno 2020, la Guardia di Finanza di Treviso ha concluso 70 operazioni, denunciando 140 persone e accertando distrazioni patrimoniali per oltre 400 milioni di euro.

Comando Provinciale della Guardia di Finanza 31100 Treviso, Piazza delle Istituzioni, 5/1 Telefono +39 0422.1913 Fax +39 0422.1913

Questi dati testimoniano la particolare attenzione delle Fiamme Gialle trevigiane e della locale Autorità Giudiziaria verso un tipo di illeciti particolarmente pericoloso per la solidità e la credibilità del sistema economico nel suo complesso. L’impegno della Guardia di Finanza è costante e mira alla tutela del mercato dei capitali, dell’economia legale e della corretta concorrenza tra le imprese.

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Vibo Valentia: falsi e corruzione nella pubblica istruzione, 10 arresti e 19 società sequestrate (video) – IL REGGINO

(104) L’operazione è scattata alle prime luci dell’alba nelle province di Vibo Valentia, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria e Napoli dove i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Vibo Valentia, con Continue reading “Vibo Valentia: falsi e corruzione nella pubblica istruzione, 10 arresti e 19 società sequestrate (video) – IL REGGINO” →

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