Reggio di Calabria: Carabinieri, operazione “Dioniso”. 7 persone raggiunte da misure cautelari personali per reati vari in materia di stupefacenti – IL REGGINO

(213) Nelle prime ore di oggi, nelle province di Reggio Calabria, Chieti e Milano, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, del Nucleo Continue reading “Reggio di Calabria: Carabinieri, operazione “Dioniso”. 7 persone raggiunte da misure cautelari personali per reati vari in materia di stupefacenti – IL REGGINO” →

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Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, sequestrato centro massaggi gestito da una cinese – IL REGGINO

(157) I finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, al termine di indagini di polizia giudiziaria delegate dalla locale Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Capo Dott. Giovanni Bombardieri, hanno Continue reading “Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, sequestrato centro massaggi gestito da una cinese – IL REGGINO” →

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Cirò Marina (KR): i Carabinieri eseguono due misure cautelari di divieto di avvicinamento a carico di altrettanti uomini indagati per maltrattamenti in famiglia – IL REGGINO

(209) Nei giorni scorsi, i carabinieri della Compagnia di Cirò Marina hanno eseguito la misura cautelare del “divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da essa frequentati”, emessa dal Tribunale di Crotone su proposta della competente Procura della Repubblica, per il reato di maltrattamenti in famiglia, nei confronti di un uomo che insieme al figlio maggiorenne da tempo costringeva la moglie a ripetuti atti vessatori, minacce e comportamenti molesti. Continue reading “Cirò Marina (KR): i Carabinieri eseguono due misure cautelari di divieto di avvicinamento a carico di altrettanti uomini indagati per maltrattamenti in famiglia – IL REGGINO” →

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Taurianova (RC): Carabinieri, arrestate 3 rumene per furto aggravato. Sequestrata una stalla adibita a vendita di animali ed interrotta festa di compleanno – IL REGGINO

(208) Intensi nel corso del fine settimana i servizi di controllo del territorio svolti dai Carabinieri della Compagnia di Taurianova, per prevenire e reprimere i reati e gli illeciti in genere, con particolare attenzione alla Continue reading “Taurianova (RC): Carabinieri, arrestate 3 rumene per furto aggravato. Sequestrata una stalla adibita a vendita di animali ed interrotta festa di compleanno – IL REGGINO” →

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Cirò Marina (KR): i Carabinieri sequestrano oltre 2700 articoli pericolosi, molti i giocattoli per bambini – IL REGGINO

(207) Ieri mattina i carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Cirò Marina hanno denunciato un venditore ambulante di nazionalità cinese, per i reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti Continue reading “Cirò Marina (KR): i Carabinieri sequestrano oltre 2700 articoli pericolosi, molti i giocattoli per bambini – IL REGGINO” →

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Guardia di Finanza e Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme per la valorizzazione della storia del Corpo – IL REGGINO

(152) Guardia di Finanza e Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), con la collaborazione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano – Osservatorio sul patrimonio scientifico e tecnologico, hanno stretto una sinergia finalizzata alla valorizzazione della storia del Corpo, attraverso una rinnovata ed ancor più razionale attività gestionale dei beni storico-documentali presenti nei Reparti GDF dislocati sul territorio nazionale.

Proprio oggi, prende infatti il via il 1° Corso informativo per il personale addetto a Musei Archivi e Biblioteche (MAB): “cultural heritage”.
Tale corso è soltanto uno degli step previsti nell’accordo di collaborazione scientifica sottoscritto da Maurizio Vitale, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal V Reparto – “Comunicazione e Relazioni Esterne” del Comando Generale della Guardia di Finanza.

L’attività formativa interdisciplinare in parola, infatti, rientra in un più ampio progetto attraverso il quale è prevista anche l’implementazione di un’infrastruttura digitale da impiegare nella gestione integrata dei beni archivistici, bibliografici e museali del Corpo.

La direzione tecnico-scientifica sulle diverse linee di attività previste nell’accordo è affidata ad Alessia Glielmi, responsabile degli Archivi del CNR.

Il corso – della durata di una settimana – è rivolto ai 14 militari delle Fiamme Gialle che prestano servizio in musei, archivi o biblioteche, che operano come conservatori museali e progettisti di sistemi culturali, nonché nell’ambito della ricerca storica.

L’attività didattica e laboratoriale in parola si svolge a Roma all’interno della struttura che ospita il Museo Storico della Guardia di Finanza, Ente morale dal quale dipendono cinque Sezioni distaccate sul territorio nazionale (presso il Centro di Aviazione di Pratica di Mare, la Scuola Alpina di Predazzo, la Scuola Nautica di Gaeta, la Legione Allievi di Bari e Palazzo Corner Mocenigo di San Polo in Venezia), alle quali sono affidate diverse iniziative di carattere didattico ed espositivo oltre che di conservazione dei cimeli derivanti dall’ormai lunga storia del Corpo, nato nel 1774 con la denominazione di “Legione Truppe Leggere” per la difesa militare dei confini, oltre che per la tutela degli interessi economici del Regno di Sardegna.

Docenti del corso sono:

  • per la gestione dei beni archivistici, Alessia Glielmi, Responsabile degli Archivi del CNR e docente di Archivistica presso l’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”;
  • per la gestione dei beni bibliografici, Francesco Greco, funzionario amministrativo filiera giuridico/amministrativa e prodotti web based dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato nonché docente di Bibliografia presso l’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”;
  • per i beni museali e la gestione delle collezioni, Laura Ronzon, Direttrice delle Collezioni, Giovanni Cella, Collection manager e Vincenzo Iannone, Responsabile Inventario-Catalogo, i quali ricoprono tali incarichi presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.

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Livorno: Guardia di Finanza, maxi frode fiscale internazionale. Sequestri per 36 milioni a carico di 3 imprenditori ed un commercialista – IL REGGINO

(151) L’indagine è partita da Piombino (LI), con la scoperta di società “cartiere” che hanno emesso fatture false milionarie, poi circolate tra Milano e Napoli, con il coinvolgimento di aziende estere. Fatture false per complessivi 760 milioni di euro, che hanno interessato 62 imprese, in un giro che era gestito da un sodalizio criminale campano.

La Guardia di Finanza di Livorno ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo campano, finalizzato alla confisca diretta e per equivalente di liquidità e altri beni nella disponibilità di 4 indagati, per un valore complessivo pari a oltre 36.000.000 di euro di imposte evase. All’esecuzione dei sequestri patrimoniali, nel corso della mattinata odierna, stanno collaborando anche Reparti della Guardia di Finanza di Napoli e di Milano.

È l’esito dell’Operazione “Metal Ghost”, che ha consentito nella mattinata odierna di sequestrare conti correnti, partecipazioni societarie, immobili e automezzi nei confronti dei responsabili di una maxi-frode fiscale nel settore del commercio all’ingrosso di minerali metalliferi e metalli ferrosi.

Le indagini, condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Piombino, di concerto con il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria (P.E.F.) di Livorno e dirette dalla Procura della Repubblica di Napoli, dopo la trasmissione del fascicolo ad opera dell’A.G. labronica, hanno fatto emergere l’esistenza di un sodalizio criminale campano principalmente operante su Napoli, Livorno e Milano, che aveva ideato e messo in opera un complesso sistema fraudolento, ora smantellato, finalizzato alla commissione di frodi fiscali transnazionali.

Gli indagati, reiteratamente nel corso degli anni, hanno realizzato un enorme giro di fatture false, del valore medio di circa 1 milione cadauna, relative a operazioni di vendita, acquisto e trasporto “via gomma” ovvero “via mare” di metalli del tutto inesistenti per un importo complessivo di oltre 760 milioni di euro, evadendo l’Imposta sul Valore Aggiunto per 33 milioni di euro nonché l’IRES per 3 milioni di euro. Per realizzare queste frodi il consorzio criminale si è avvalso di 62 società, di cui 48 italiane e 14 estere, senza disporre di magazzini né di strutture logistiche proprie ricollegabili a traffici con miniere. È stato calcolato che, in base alle fatture, gli indagati avrebbero dovuto movimentare oltre 23.000 tonnellate di minerali, una mole di scambi inverosimile per tipologie di prodotti così rare.

In particolare, secondo quanto ricostruito, sul territorio dell’Unione europea era stato costituito un gruppo di imprese “fantasma” che fatturavano fittiziamente colossali traffici di materiali siderurgici (ferro-molibdeno e triossido di molibdeno, utili a indurire e prevenire la corrosione dell’acciaio), a supporto dei quali tuttavia gli investigatori non hanno trovato idonea documentazione né adeguate movimentazioni finanziarie. Una di queste “imprese fantasma”, milanese, era stata costituita a seguito del furto di identità di un ignaro cittadino di Formia (LT).

I finanzieri di Livorno hanno scoperto la frode:

  • partendo dalla verifica delle operazioni commerciali di due delle aziende appartenenti al cosiddetto “carosello”, che avevano il ruolo di “cartiere”, con sede nella provincia di Livorno (una srl a Campiglia Marittima e una ditta individuale San Vincenzo);
  • tracciando le fatture per operazioni inesistenti, verso imprese sia estere sia nazionali, utilizzate quali “letter box company” (letteralmente, società inesistenti delle quali è possibile trovare solo la cassetta della posta);
  • scoprendo via via sempre nuove società appartenenti al “carosello”, le quali portavano avanti il vorticoso giro di fatture false. Con ciò, gli imprenditori coinvolti consentivano alla cosiddetta s.p.a. capofila del carosello, avente sede legale a Napoli e sede operativa a Milano, di:
  1.  creare crediti Iva da utilizzare in compensazione nelle liquidazioni Iva;
  2.  costituire un plafond Iva annuale da spendere in dogana ovvero presso fornitori nazionali per effettuare acquisti senza l’applicazione dell’Iva;
  3. legittimare la commercializzazione di metalli di dubbia provenienza, rivendendoli a prezzo di costo grazie al plafond fittizio.

I principali attori del consorzio criminale sono quattro uomini di origini partenopee, due dei quali soggetti A.I.R.E. rispettivamente di 49 e 58 anni residenti in Svizzera, incaricati della gestione occulta della società capofila, un commercialista di 57 anni residente in Lacco Ameno (NA) che curava gli aspetti tecnici e amministrativi e un “esperto del settore” di 66 anni, residente a Basiglio (MI), operante quale imprenditore “palese” nei rapporti con i terzi.

La condotta criminale ipotizzata dalla Procura della Repubblica di Napoli e confermata dal Gip è l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali, tra cui l’emissione e l’utilizzo di fatture false, l’indebita compensazione di crediti d’imposta inesistenti e l’occultamento delle scritture contabili. Contestata anche la responsabilità amministrativa per il reato associativo commesso dagli amministratori della società capofila del “carosello”.

L’imposta netta complessivamente evasa, quantificata dalla Guardia di Finanza di Livorno, ammonta a 36 milioni di euro, importo che è stato indicato dal Gip di Napoli quale profitto del reato e quindi oggetto del sequestro preventivo odierno, finalizzato alla confisca diretta e per equivalente che le Fiamme Gialle stanno eseguendo in queste ore.

Parallelamente, in relazione alle imposte evase, l’Agenzia delle entrate di Napoli ha emesso i pertinenti avvisi di accertamento e ha rigettato i ricorsi avanzati dagli indagati.

Le 62 società interessate dalle indagini hanno sede nei seguenti luoghi:

Italia: Napoli (4 società), Cercola (NA), Ercolano (NA), Pozzuoli (NA), Afragola (NA) (2 società), Casoria (NA), Milano (6 società), Agrate Brianza (MB), Cernusco sul Naviglio (MI), Zibido San Giacomo (MI) (2 società), Bergamo, Brescia (2 società), Roncadelle (BS), Paitone (BS), Torbole Casaglia (BS), Rodengo Saiano (BS), Valmadrera (LC), Castiglione Olona (VA), Cassina Rizzardi (CO), Selvazzano Dentro (PD), Torri Di Quartesolo (VI), Sarcedo (VI), Fara Vicentino (VI), Udine, Massa (MS) (2 società), Carrara (MS), San Vincenzo (LI), Campiglia Marittima (LI), Rovereto (TN), Genova, Assisi (PG), Roma (2 società), Mosciano Sant’Angelo (TE), Tortoreto (TE), Carapelle (FG).

Regioni italiane interessate: Lombardia (20 società), Trentino Alto Adige (1 società), Veneto (4 società), Friuli Venezia Giulia (1 società), Liguria (1 società), Toscana (5 società), Marche (2 società), Umbria (1 società), Lazio (2 società), Campania (10 società), Puglia (1 società).

Estero: Gran Bretagna, Svizzera (2 società), Repubblica Ceca, Croazia, Romania (3 società), Ungheria, Polonia, Bulgaria (4 società).

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Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, sequestrato il ponte di Pilati a Melito Porto Salvo (video) – IL REGGINO

(150) I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno eseguito un decreto d’urgenza, emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, che dispone il sequestro preventivo Continue reading “Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, sequestrato il ponte di Pilati a Melito Porto Salvo (video) – IL REGGINO” →

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Cirò Marina (KR): anziano scomparso ieri a Savelli è stato ritrovato da un Carabiniere libero dal servizio – IL REGGINO

(206) Dalle 21:30 circa di ieri sera, i carabinieri della Compagnia di Cirò Marina e della Stazione Carabinieri Forestali Parco “Mezzocampo” di Savelli sono stati impegnati nell’attività di rintraccio di un ultraottantenne che dalle 19:00 circa di ieri pomeriggio aveva fatto perdere le proprie tracce allontanandosi, a piedi, dalla sua abitazione di Savelli. Continue reading “Cirò Marina (KR): anziano scomparso ieri a Savelli è stato ritrovato da un Carabiniere libero dal servizio – IL REGGINO” →

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Piana di Gioia Tauro (RC): Carabinieri, controlli alle aziende agricole. Elevate sanzioni fino a 14.000 euro – IL REGGINO

(205) Costanti i controlli dei militari dell’Arma finalizzati al rispetto delle normative vigenti per prevenire e reprimere i reati inerenti il lavoro sommerso e in materia ambientale, focalizzati presso le aziende agricole Continue reading “Piana di Gioia Tauro (RC): Carabinieri, controlli alle aziende agricole. Elevate sanzioni fino a 14.000 euro – IL REGGINO” →

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Reggio di Calabria: D.I.A, S.C.I.C.O. e Guardia di Finanza, operazione “Energie pulite”. Sequestrati ben per un milione ad imprenditore (video) – IL REGGINO

(144) Personale della Direzione Investigativa Antimafia,  Militari dello  S.C.I.C.O. di Roma e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia Continue reading “Reggio di Calabria: D.I.A, S.C.I.C.O. e Guardia di Finanza, operazione “Energie pulite”. Sequestrati ben per un milione ad imprenditore (video) – IL REGGINO” →

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Roma: Guardia di Finanza, operazione “Corolla”. sequestrati beni per oltre 40 milioni ad imprenditore “fiscalmente pericoloso” (video) – IL REGGINO

(143) Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito il decreto di sequestro emesso, su richiesta della Procura della Repubblica capitolina, dal locale Tribunale – Sezione Specializzata Misure di Prevenzione nei confronti di Fabrizio AMORE (classe 1957), avente ad oggetto un ingente patrimonio del valore di oltre 40 milioni di euro.

L’imprenditore romano, attivo nel settore delle costruzioni, è stato coinvolto in varie vicende giudiziarie (relative anche ad appalti pubblici) e arrestato, nel 2015, per associazione per delinquere, reati tributari, turbata libertà degli incanti e truffa ai danni dello Stato.

Prendendo le mosse dall’esame degli atti dei diversi procedimenti penali, gli specialisti del GICO del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma hanno individuato il metodo utilizzato, per circa venti anni, da AMORE per procurarsi profitti illeciti, poi reimpiegati in acquisizioni patrimoniali riferibili a società utilizzate come “schermo giuridico” e intestate a compiacenti “prestanome”.

In particolare, l’imprenditore ha costituito e gestito una complessa galassia societaria, la cui riconducibilità all’effettivo dominus delle imprese italiane era ostacolata dall’interposizione fittizia di soggetti giuridici ubicati all’estero (tra l’altro, nelle Isole Vergini Britanniche, a Panama, in Lussemburgo e in Svizzera) al fine di far confluire su conti correnti oltre confine rilevanti disponibilità finanziarie frutto delle frodi fiscali e bancarotte poste in essere in Italia.

Tali precedenti hanno consentito di inquadrare AMORE tra i soggetti “socialmente pericolosi” ai sensi del c.d. Codice Antimafia (D.Lgs. 159/2011) e i conseguenti approfondimenti economico-finanziari hanno permesso di ricostruire le ricchezze nella sua disponibilità, assolutamente sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati – costituite da oltre 430 unità immobiliari tra appartamenti, garage, fabbricati commerciali e terreni, ubicati a Roma, Pomezia, Rieti, Olbia e Porto Cervo – che sono state, pertanto, sottoposte a sequestro.

L’odierna attività testimonia il costante impegno della Procura della Repubblica, del Tribunale e della Guardia di Finanza di Roma nell’aggressione ai beni accumulati con i proventi delle attività illecite.

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Messina: Guardia di Finanza, individuati 260 indebiti percettori di “buoni spesa” (video) – IL REGGINO

(142) I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina, nell’ambito dell’attività di polizia economica e finanziaria tesa alla vigilanza ed alla tutela del bilancio dello Stato, della Regione e degli Enti pubblici, hanno rilevato una serie di irregolarità nelle istanze presentate da parte di 260 richiedenti il c.d. “Buono Spesa” e altri benefici economici, quali “Sostegno alle locazioni” e “Buono baby sitting”, residenti a Messina e in tutta la provincia.

L’attività ispettiva ha evidenziato come i responsabili, sulla scorta dei modelli di autocertificazione redatti dallo Stato o dai Comuni, avessero sottoscritto l’istanza di accesso all’intervento socio-assistenziale e le relative dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, sostenendo di trovarsi nelle condizioni previste ed elencate negli appositi avvisi pubblici.

Di contro, gli accertamenti posti in essere dalle Fiamme Gialle in tutta la provincia, che hanno preso in esame i dati autocertificati nelle richieste di erogazione dei contributi economici presentate e che, allo stato, ha riguardato circa 3.000 istanze da inizio pandemia, hanno evidenziato che diversi nuclei familiari percepivano forme di sostegno economico tra loro incompatibili, ovvero avessero indicato dati falsi o omesso informazioni dovute. Sulla scorta delle informazioni acquisite, pertanto, numerose autocertificazioni risultavano prive dei requisiti previsti nei relativi avvisi pubblici.

Di qui l’emersione dei 260 indebiti percettori, di cui 40 venivano segnalati alle Procure della Repubblica di Messina, Barcellona Pozzo di Gotto e Patti, per il reato di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato e falso in atto pubblico, mentre i rimanenti 220 soggetti venivano segnalati alle competenti Autorità per l’irrogazione delle previste sanzioni amministrative.

In tale contesto, veniva parallelamente avviata anche l’azione amministrativa per il recupero delle somme già erogate, per oltre € 37.000,00, su un totale di contributi allo stato controllati pari a circa € 150.000,00, nonché inviata apposita segnalazione agli Enti erogatori per la decadenza dall’ammissione ai benefici richiesti.

L’attività di servizio odierna conferma il ruolo di polizia economico-finanziaria affidato al Corpo della Guardia di Finanza, a contrasto delle condotte tenute da coloro i quali, accedendo indebitamente a prestazioni assistenziali erogate dallo Stato, sottraggono importanti risorse economiche destinate a favore di persone e famiglie che si trovano effettivamente in condizioni di disagio.

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Catania: Procura della Repubblica, D.D.A. e Guardia di Finanza, operazione Prison dealer (video) – IL REGGINO

(141) Nell’ambito di articolate attività di indagine coordinate da questa Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Catania, con la collaborazione e il supporto del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia penitenziaria, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catania nei confronti di 16 soggetti, sottoposti a indagine, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanza stupefacente nel carcere di Augusta – Brucoli, oltre che per associazione per delinquere finalizzata all’indebito procacciamento di apparati telefonici per i detenuti della stessa casa circondariale e, infine, per corruzione di pubblici ufficiali per atti contrari ai doveri di ufficio.

Nel dettaglio, l’attività d’indagine, svolta dai finanzieri del Nucleo PEF di Catania – Gruppo Tutela Economia, in stretto collegamento con il Comando della Polizia Penitenziaria in servizio presso lo stesso Istituto penitenziario di Augusta, ha consentito di fare luce su una ramificata organizzazione criminale attiva tra Catania e Augusta, finalizzata al reperimento e allo spaccio di sostanza stupefacente di varia tipologia (cocaina, marijuana, hashish e skunk) tra i detenuti del predetto istituto di pena, oltre all’illecita immissione e consegna, a favore degli stessi soggetti reclusi, di telefoni cellulari e apparecchi per la comunicazione.

In particolare, le investigazioni, iniziate a settembre del 2020, hanno permesso di:

– appurare, in primo luogo, che l’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti è stata promossa da due soggetti detenuti nel carcere di Augusta, Dario Giuseppe MUNTONE e Luciano RICCIARDI, i quali, attraverso telefoni cellulari illegalmente introdotti nella casa circondariale, hanno diretto le attività dei sodali all’esterno – volte al reperimento, al deposito e al trasporto di diverse tipologie di sostanza stupefacente – oltre che provveduto a organizzare la materiale, illecita introduzione delle sostanze in carcere e a gestire la cassa comune dell’associazione criminale;

– individuare, all’esterno della casa circondariale, gli altri partecipi dell’associazione, i quali hanno organizzato un articolato e ben definito sistema per acquistare, nascondere, confezionare, trasportare e infine introdurre in carcere lo stupefacente e gli apparati di comunicazione.

In particolare, Michael CUSMANO si è attivato per l’acquisto, presso alcuni fornitori (Santo RIOLO e Michael SANFILIPPO) delle partite di stupefacente, che poi veniva custodito e confezionato in dosi, pronte per lo smercio, da Rosaria BUDA.

Acquistato lo stupefacente, Michele PEDONE – Sovrintendente della Polizia penitenziaria, in servizio presso il carcere di Augusta – aveva il compito, dietro compenso, del trasporto e dell’introduzione della droga nella stessa casa circondariale mentre Giovanna BUDA ha garantito, d’intesa con i predetti sodali, il costante approvvigionamento di telefoni cellulari e SIM card, oltre che i relativi accessori, per la successiva introduzione in carcere, sempre a cura dello stesso PEDONE. A tale riguardo, poiché le indagini hanno evidenziato che PEDONE, nell’esercizio della sua funzione di pubblico ufficiale, ha ricevuto somme di denaro per il trasporto e l’illecita introduzione della droga e degli apparecchi telefonici nel carcere di Augusta, a lui – e tutti i menzionati appartenenti all’associazione criminale quali corruttori – è stato contestato il reato di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio. Lo stesso PEDONE – individuato anche grazie al contributo fornito dal gruppo di comando del carcere di Augusta – godeva all’interno dell’istituto di connivenze e coperture sulle quali sono in corso ulteriori accertamenti.

Una volta introdotti in carcere i diversi quantitativi di stupefacente – sono state acquisite evidenze di 5 consegne di droga – i citati MUNTONE e RICCIARDI hanno provveduto a cederlo, dietro pagamento, ad altri reclusi (Sebastiano MUREMI, Simone SAPIENZA, Giuseppe GENESIO, Fabiano SCATTAMAGLIA, Eros MILONE, Francesco MACCARRONE e Francesco FERLITO), i quali, a loro volta, lo hanno rivenduto ad altri detenuti.

In esito alla complessa e articolata attività di indagine del Nucleo PEF della Guardia di finanza di Catania, il Giudice per le indagini preliminari presso il locale Tribunale, su proposta di questo Ufficio, ha pertanto emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 16 soggetti – sottoposti a indagine, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio

di sostanza stupefacente nel carcere di Augusta e associazione per delinquerefinalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali e all’indebito procacciamento di apparati telefonici per i detenuti della stessa casa circondariale – per come di seguito specificato:

custodia cautelare in carcere: BUDA Giovanna, nata a Catania l’11/12/1989; BUDA Rosaria, nata a Catania il 02/11/1984; MUNTONE Dario Giuseppe, nato a Catania il 03/09/1985; PEDONE Michele, nato a Taranto il 16/09/1970; RICCIARDI Luciano, nato a Catania il 06/03/1990; BUREMI Sebastiano, nato a Lentini (SR) il 19/06/1994; CASTRO Piero Orazio, nato a Catania il 23/02/1993; FERLITO Francesco, nato a Catania il 16/07/1978; GENESIO Giuseppe, nato ad Avola (SR) il 23/06/1988; MACCARRONE Francesco, nato a Catania il 03/07/1973; MILONE Eros, nato a Lentini (SR) il 03/11/1998; RIOLO Santo, nato a Catania il 15/02/1982; SANFILIPPO Michael, nato a Catania il 12/10/1999; SAPIENZA Simone Alfio, nato a Militello in Val di Catania il 17/101998; SCATTAMAGNA Fabiano, nato a Siracusa il 24/07/2000;

–  arresti domiciliari: CUSMANO Michael, nato a Catania il 9 ottobre 2001.

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Vallo di Diano (Sa): Carabinieri, operazione “Shamar”. 7 arresti per traffico di rifiuti ed inquinamento ambientale (video) – IL REGGINO

(192) Alle prime luci dell’alba di oggi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Potenza – su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di sette persone (una in carcere, cinque agli arresti domiciliari ed una sottoposta all’obbligo di dimora), tutte ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale. In carcere Luigi Cardiello, già oggetto di numerose indagini in materia ambientale condotte dalle Procure di Napoli e Santa Maria Capua Vetere tra gli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, che gli avevano valso il soprannome di “Re Mida” dei rifiuti (operazioni Re Mida e Cassiopea).

Le attività, condotte dal Nucleo Investigativo di Salerno e dalla Compagnia Carabinieri di Sala Consilina, costituiscono un autonomo filone dell’inchiesta denominata “febbre dell’oro nero”, nel corso delle cui captazioni era emerso in forma assolutamente chiara l’impegno di DIANA Raffaele, già coimputato assieme a CARDIELLO nelle indagini sopra richiamate (Re Mida e Cassiopea), di agevolare l’ex compagno d’affari nella ricerca di nuovi siti di illecito stoccaggio e sversamento per rifiuti pericolosi, frutto di lavorazione industriale.

Sebbene DIANA non abbia poi proseguito nelle condotte criminose, gli iniziali accordi tra i due erano stati ritenuti sufficienti dagli inquirenti per aprire un nuovo fronte di indagine nei confronti dell’ex Re Mida, ritenuto, sia per capacità che per rilievo criminale, certamente in grado di gestire una nuova organizzazione completamente autonoma nel traffico di rifiuti, con proiezioni verso territori sino ad ora inesplorati dalle organizzazioni criminali operanti nel settore.

Da subito, infatti, emergeva l’esigenza di CARDIELLO di individuare nell’area del Vallo di Diano ed in quelle limitrofe della Basilicata nuovi terreni che non dessero adito a particolari sospetti e che fossero ben collegati con gli assi viari principali, per facilitare le operazioni di trasporto.

Le conseguenti investigazioni da parte dei militari dell’Arma, coordinate  dalla D.D.A. potentina e condotte con il supporto di moderne attività tecniche, ma, soprattutto, con i tradizionali servizi di osservazione occulta e di prossimità, hanno circoscritto comportamenti illeciti riconducibili alle lavorazioni della società “PRA. CAL” di Polla (SA), operante nel settore del ferro e dell’alluminio e della società “BETONVAL” di Sant’Arsenio (SA), già operante nel settore del cemento, le quali si sono rivolte all’organizzazione criminosa facente capo a CARDIELLO per uniche finalità di profitto, volte al considerevole risparmio dei costi aziendali rispetto allo smaltimento legale dei rifiuti prodotti. Entrambe le società sono state sottoposte a sequestro preventivo.

L’organizzazione delittuosa è risultata particolarmente pericolosa per avere piena disponibilità di terreni di proprietà degli indagati, i cui fondi sono stati trasformati in discariche – costituite per la maggior parte da liquami composti da acidi – dannosissime per le ripercussioni sull’ambiente e con alterazioni incalcolabili (e forse irreparabili) per l’eco-sistema.

L’orizzonte investigativo è stato necessariamente contratto in ragione de1lle preminenti esigenze di salvaguardia del territorio (da qui il nome Shamar – parola ebraica il cui significato può tradursi in custodire gelosamente, tenere caro, ritenere prezioso). È stato infatti necessario impedire che i continui sversamenti trasformassero il Vallo di Diano nella nuova “terra dei fuochi” a disposizione della criminalità organizzata campana.

Nell’ottobre 2019, sono stati così intercettati e sequestrati 18.000 (diciottomila) litri di solventi chimici pronti allo sversamento nel Comune di Atena Lucana (SA). La pericolosità di tali rifiuti era ben nota agli indagati, uno dei quali, addirittura, se ne lamentava al telefono con i propri complici facendo riferimento al fatto che il liquido trasportato aveva corroso la vernice del proprio veicolo. Le successive operazioni di scavo, campionatura ed analisi svolte assieme all’ARPAC hanno quindi permesso di certificare come il terreno fosse stato avvelenato da precedenti sversamenti. Situazione già peraltro ben evidente dalle fotografie aeree eseguite con droni, le quali palesavano nei terreni oggetto di sversamento chiazze colorate che hanno poi guidato con successo le operazioni dell’ARPAC, i cui esami evidenziavano la presenza di rifiuti speciali pericolosi rientranti nella categoria “HP 14 Ecotossico”.

Quanto rilevato assume connotati di drammatica importanza nella misura in cui il territorio interessato è qualificato area naturale protetta, essendo parte della Riserva Naturale Foce Sele – Tanagro.

In tale maniera si è quindi impedito che l’organizzazione allargasse il proprio raggio d’azione ad altri siti, in parte già individuati nel Comune di Tursi (MT) e in parte oggetto di una pianificata espansione ancora a livello embrionale nella provincia di Foggia.

Solidi riscontri al quadro probatorio già delineato sono arrivati dalle dichiarazioni fornite da uno dei complici non inserito nei destinatari di misura cautelare, altrettanti se ne prevedono dalle successive attività di scavo che la D.D.A. intende avviare nei prossimi giorni.

L’operazione in argomento dimostra ancora una volta l’altissimo livello di attenzione che la Procura della Repubblica di Potenza e l’Arma dei Carabinieri riservano alla tutela dell’ambiente, del territorio, e, più in generale, della salute dell’uomo.

PERSONE COLPITE DA PROVVEDIMENTI:

  • CARDIELLO Luigi (misura cautelare in carcere);
  • CARDIELLO Gianluigi (misura cautelare degli arresti domiciliari);
  • CARDIELLO Giovanni (misura cautelare degli arresti domiciliari);
  • QUAGLIANO Pasquale (misura cautelare degli arresti domiciliari);
  • NISI Simone (misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Sala Consilina);
  • PINTO Francesco (misura cautelare degli arresti domiciliari);
  • PINTO Raffaele.

PERSONE INDAGATE:

  • LANGONE Vincenzo.

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Mammola (RC): Carabinieri, arresto per possesso di hashish e marijuana – IL REGGINO

(190) A Mammola, nei giorni scorsi, i Carabinieri, hanno arrestato un cittadino extracomunitario, J.I., cl. 90, per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Continue reading “Mammola (RC): Carabinieri, arresto per possesso di hashish e marijuana – IL REGGINO” →

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Delianuova (RC): Carabinieri, sanzionati i partecipanti a grigliata in “zona rossa” – IL REGGINO

(189) Aveva organizzato un pranzo, a Delianuova, sabato scorso, un 46enne del posto, rifugiandosi in un casolare, in località montana, insieme a diversi ospiti, pensando di passare inosservati e noncuranti della Continue reading “Delianuova (RC): Carabinieri, sanzionati i partecipanti a grigliata in “zona rossa” – IL REGGINO” →

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Reggio di Calabria: Scuola Allievi Carabinieri, è iniziato il 140° corso formativo – IL REGGINO

(188) Sono giunti alla Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria 435 ragazzi e ragazze da tutta Italia, vincitori del concorso per il 140° Corso formativo, che quest’anno è intitolato al Carabiniere Alberto La Rocca, Continue reading “Reggio di Calabria: Scuola Allievi Carabinieri, è iniziato il 140° corso formativo – IL REGGINO” →

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Roma: Guardia di Finanza, operazione “Broking bad”. Arrestato Torzi, coinvolto nell’affaire della vendita dell’immobile londinese al Vaticano (video) – IL REGGINO

(138) Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo l’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali con la quale il G.I.P. del Tribunale capitolino, su richiesta della Procura della Repubblica di Roma, ha disposto l’arresto nei confronti di TORZI Gianluigi (classe 1979), nonché la misura interdittiva del divieto di esercitare la professione di commercialista o uffici direttivi di imprese per la durata di 6 mesi nei confronti di CAPIZZI Giacomo (classe 1969), CAMALO’ Alfredo (classe 1978) e DEL SETTE Matteo (classe 1967), tutti indagati, a vario titolo, per emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti, nonché, soltanto il primo, per autoriciclaggio.

TORZI è il noto broker finanziario coinvolto nella vicenda della compravendita dell’immobile al n. 60 di Sloane Avenue a Londra, per la quale è sotto inchiesta da parte dell’Autorità Giudiziaria Vaticana, che gli ha contestato un illecito profitto pari a 15 milioni di euro.

Sulla base delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica agli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, a seguito della richiesta di assistenza giudiziaria formulata dal Promotore di Giustizia dello Stato della Città del Vaticano, è stato ricostruito come parte della predetta somma, bonificata a due società inglesi dell’imprenditore molisano, sia stata impiegata per l’acquisto di azioni di società quotate nella borsa italiana – per un importo di oltre 4,5 milioni di euro, che gli ha consentito, dopo pochi mesi, di conseguire un guadagno di oltre 750.000 euro – e per ripianare il debito di 670.000 euro di altre due aziende allo stesso riferibili.

Dagli elementi acquisiti è stato altresì accertato un giro di false fatturazioni – non collegato all’operazione immobiliare londinese – realizzato da TORZI, unitamente a CAPIZZI e ai commercialisti di riferimento del gruppo di imprese italiane ed estere riconducibili al broker, CAMALO’ e DEL SETTE, senza alcuna giustificazione commerciale e al solo scopo di frodare il Fisco.

L’attività odierna testimonia il costante impegno della Procura della Repubblica e della Guardia di Finanza di Roma nel contrasto alle frodi fiscali e al riciclaggio dei proventi delle attività illecite.

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Palermo: Guardia di Finanza e Carabinieri NAS, operazione “Tutto in regola”. Arrestati per corruzione un ex funzionario del Policlinico “Giaccone” ed un imprendito (video) – IL REGGINO

(137) Su delega della Procura della Repubblica di Palermo, i Finanzieri del locale Comando Provinciale e i Carabinieri del NAS hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palermo con la quale sono stati applicati gli arresti domiciliari nei confronti di:

– Maurizio D’ANGELO (cl. 57 di Palermo), già segretario del Dipartimento dei servizi centrali dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo e

– Alessandro CACCIOPPO (cl. 72 di Messina), già rappresentante legale della Italy Emergenza Cooperativa Sociale, con sede a Messina,

indagati per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio unitamente a T.I. (cl. 79 di Palermo), S.M.L. (cl. 76 di Palermo) e G.F. (cl. 45 di Messina).

Con il medesimo provvedimento, il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie per 260.000 euro quale prezzo e profitto della corruzione.

L’indagine, inizialmente avviata dai Carabinieri del NAS di Palermo, su segnalazione dell’azienda ospedaliera, ha evidenziato gravi anomalie nella gestione del servizio di trasporto ammalati all’interno del nosocomio, appaltato alla ITALY EMERGENZA nel 2012 e svoltosi sino al 2018, con una spesa preventivata pari a 4,5 milioni di euro.

Il pubblico funzionario D’ANGELO aveva, infatti, attestato la conformità delle fatture rilasciate dalla società nonostante fossero prive dei documenti e delle informazioni previste dal capitolato speciale d’appalto con particolare riguardo all’indicazione specifica dei servizi resi e nonostante fossero stati addebitati all’ente pubblico costi inerenti al personale già compresi nelle prestazioni remunerate.

Per effetto di tali atti contrari ai doveri d’ufficio l’azienda ospedaliera ha sostenuto un maggiore costo pari a euro 3.367.800.

I successivi approfondimenti delegati agli specialisti del Nucleo di polizia economico- finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo, svolti attraverso complesse indagini finanziarie e riscontri documentali, hanno consentito di contestare un patto corruttivo fra il legale rappresentante della cooperativa CACCIOPPO e il pubblico funzionario D’ANGELO, remunerato per la sua infedeltà con 130.000 euro, corrisposti attraverso sofisticati stratagemmi per “schermare” gli illeciti flussi finanziari.

In un caso la cooperativa ITALY EMERGENZA ha corrisposto su un conto corrente cointestato a T.I., figliastra del dipendente pubblico e al coniuge, S.M.L., la somma di € 80.000, poi pervenuta nella diretta disponibilità del D’ANGELO, artificiosamente giustificata dalla volontà di risolvere bonariamente una potenziale controversia di lavoro a fronte di una prestazione irregolare svolta dalla medesima T.I. nei confronti della cooperativa, rapporto che si ritiene non sia in realtà mai avvenuto.

In un’altra circostanza, una società immobiliare, legalmente rappresentata da G.F., di fatto collegata alla ITALY EMERGENZA, ha bonificato su un conto corrente, cointestato al D’ANGELO e a un’anziana signora, ulteriori 50.000 euro.

Per giustificare il pagamento la società ha acquistato dalla donna un’immobile fatiscente, contestualmente concesso in locazione alla suddetta cooperativa che, al di fuori da ogni logica commerciale, versava immediatamente proprio la somma di 50.000 euro come pagamento anticipato dei canoni di locazione per un periodo di sei anni, somma poi entrata definitivamente nella disponibilità del pubblico funzionario.

L’odierna attività evidenzia, ulteriormente, il perdurante impegno della Procura della Repubblica di Palermo, per il contrasto della corruzione e delle più gravi forme di reato contro la Pubblica Amministrazione che sottraggono alla collettività risorse pubbliche, incidendo pesantemente anche sulla qualità dei servizi forniti ai cittadini, soprattutto in un settore delicato come quello della sanità.

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