Spezzano Albanese (Cs): oltre 200 coristi per il “Flos Carmeli”. Saranno 13 i cori che si confronteranno il prossimo 27 maggio

(381) È tutto pronto per l'edizione 2017 della rassegna corale “Flos Carmeli” che si terrà a Spezzano Albanese il prossimo sabato 27 maggio, presso la chiesa del Carmine a partire dalle ore 21. La cittadina arbëreshe sarà letteralmente invasa da oltre 200 coristi che si ritroveranno

per una vera e propria maratona di musica corale. Sono 13, infatti, le formazioni canore che si confronteranno sulle note di repertori che spaziano dal gospel al classico, passando per un mix di sonorità provenienti da tutte le parti del mondo, con particolare attenzione anche per la musica arbëreshe e bizantina. Particolarmente soddisfatti il parroco don Fiorenzo De Simone e il suo vice don Emanuele Tagliaferro per la massiccia partecipazione, affermano: «La manifestazione ha il chiaro intento di celebrare la figura della Madonna del Carmine, creando occasioni di confronto, scambio e arricchimento culturale fra le diverse comunità. Per tali ragioni l'evento rappresenta un pretesto importante per far conoscere alcuni aspetti peculiari del mondo Arbëresh, con lo scopo di mantenere viva e valorizzare una cultura e una tradizione plurisecolare». Fondamentale è stata ancora una volta la collaborazione dell'associazione spezzanese “Voci di Pace” il cui coro, diretto da Emanuele Armentano, sarà fra i protagonisti della serata assieme a: “Cantus Vitae” di Cosenza diretto dal M° Giuseppina Conti, Corale “Ss. Pietro e Paolo” di Spezzano diretta da Emiliana Oriolo, “Nova Vox Aurea” di Castrovillari diretto dal M° Agnese Bellini, “Fughe Armoniche” di Corigliano Calabro diretto dal M° Alfonso Ponte, Corale Madonna delle Grazie di Spezzano diretta da Savina Montone, “Black&White Gospel Choir” di Cassano Jonio diretto dal M° Maria Risolè, “Sofioti Cantores” di Santa Sofia d'Epiro diretto dal M° Daniela Bifano, “Corale città di Rossano” e “Santa Cecilia di Mirto diretti dal M° Nino Sicilia, Corale “Anastasis” di Spezzano diretta da Antonio Gattabria, “Fenice Ensemble” di Cassano Jonio diretto dal M° Mauro Aluigi, e Corale “S. Maria del Carmine” di Spezzano diretta da Mirko Valente.Per l'occasione è stato indetto anche un concorso fotografico che premierà la foto del coro più simpatica e più apprezzata dal web sulla pagina facebook ufficiale del Flos Carmeli. Una serata di musica e divertimento che sicuramente renderà felici grandi e piccini.

 

 

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Tra serrati confronti e nuove proposte si conclude l’undicesima edizione della gran festa del pane di Altomonte

(380) Si è conclusa l'undicesima edizione della Gran Festa del Pane di Altomonte, ancora una volta questo meraviglioso Borgo Calabrese si è posto al centro del grande dibattito sui grani le farine ed il pane. Evento nell’evento è stato Il convegno di sabato che ha visto la presenza

dei rappresentati della Regione, Mauro d'Acri e Guccione , dell'on.le Laratta  per Ismea, sindaci, a partire da Giuseppe Lateano padrone di casa ed amministratori tra i quali il neoeletto Presidente del Gal Vallecrati Ignazio Iacone, oltre ai rappresentati di associazioni che sono attive sul tema dell'agricoltura, della salute, della valorizzazione delle produzioni tipiche, l’Aiab, Slow-Food, l'Accademia delle Tradizioni Enogastronomiche di Calabria, la comunità dei grani antichi e mulini storici, i cui promotori, Pino Campise e Piero Renda,  stanno lavorando ad una legge regionale del settore, era presente pure il giovane rappresentante della Mulinum che sta portando avanti l’iniziativa del Mulino di San Floro, Stefano Caccavari. Numerosa e stata pure la rappresentanza delle istituzioni scolastiche a partire dall’Alberghiero di Praia a Mare per finire ai giovanissimi dell’Erodoto e del Tieri di Corigliano Calabro i quali si sono cimentati ad impastare, nella mailla,  la farina ed il lievito madre per panificare. L’incontro clou di sabato, ha avuto anche momenti di confronto serrato sui temi e sul ritardo del Piano di sviluppo rurale 2014-2020, mentre anche l’argomento mulini a pietra ha dato vita ad uno scambio vivace di battute tra coloro che difendono i veri mulini storici, qualcuno è nato perfino nel 1400 e che sono tra l’altro più di una decina, e l’iniziativa del giovane di San Floro e di numerosissimi mulini a pietra che vanno sempre più diffondendosi. L’incontro ha comunque avuto il pregio di mettere intorno ad un tavolo le diverse anime confrontandosi sul tema centrale dell’appuntamento Altomontese i grani antichi, le farine, il pane, il paesaggio ed il progetto panturismo. Il tema conduttore di quest’anno è stato “Mens sana in corpore sano”, la buona e sana alimentazione, insieme con la valorizzazione dei grani antichi e dei mulini a pietra e quindi la valorizzazione della filiera identitaria ai fini di uno sviluppo integrato dell'agricoltura sostenibile calabrese, lo scrittore Francesco Bevacqua ha descritto mirabilmente quello che era il paesaggio rurale calabrese agli inizi del 900 e poi nel dopoguerra ettari ed ettari di grano che servivano a sfamare tutta la popolazione che aveva nel pane l’alimento base, paesaggio che pian piano ha visto l’abbandono di questa coltura. Come sempre alla fine di questa kermesse, ormai arrivata all’undicesima edizione, mette sul tappeto molti argomenti, apre molte finestre ed è spesso l’innesco di nuove iniziative e progetti di rete che coinvolgono il pubblico ed il privato, in una regione che deve trovare al proprio interno le risorse di uno sviluppo sostenibile.

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Reggio di Calabria: venerdì 12 l’open day della scuola di fotografia Il Cerchio dell’Immagine

(351) Si svolgerà il 12 maggio dalle ore 17.30, presso la sede associativa sita in via pio XI dir. privata 35 a Reggio Calabria, l'openday della scuola di fotografia Il cerchio dell'immagine, la prima in Calabria e la terza in tutto il Sud. L'incontro ha una duplice finalità, da un lato

 

presentare l'offerta formativa dei master di I e II livello per l'edizione 2017/2018, dall'altro offrire a tutti i soci un momento di formazione gratuita insieme ai docenti de Il cerchio dell'immagine. A partire dalle 17.30 infatti si svolgerà il seminario "Dallo shooting alla stampa fine art"  dove i fotografi Alfredo Muscatello e Alessandro Mallamaci, docenti della scuola, mostreranno un intero flusso di lavoro, dallo scatto, alla post-produzione, fino alla stampa fine art. Successivamente verrà presentata la nuova offerta formativa della scuola, ancora più ricca rispetto le edizioni precedenti. Oltre ai singoli master, infatti, sarà possibile iscriversi all'intero percorso (I+II livello), oppure costruire un piano di studi personalizzato, selezionando i moduli di maggiore interesse. Nonostante le novità l'obiettivo rimane sempre lo stesso: formare giovani professionisti con competenze al passo coi tempi per rispondere alle esigenze del mercato contemporaneo. «Siamo felici di potere presentare la terza edizione della nostra scuola – commenta il direttore Alessandro Mallamaci -. Negli anni passati abbiamo avuto una buona risposta sia dal territorio che dai nostri ragazzi e alcuni di loro, subito dopo la scuola, hanno iniziato a collaborare con professionisti di altissimo livello». Sarà possibile effettuare l'iscrizione alla scuola fino al 31 luglio e fino a un massimo di 16 studenti. Per tutta la durata della giornata sarà inoltre possibile visitare la mostra dei lavori di fine anno degli studenti migliori delle edizioni passate. Per info sulla scuola visita il sito http://scuola.ilcerchiodellimmagine.it/ oppure scrivi a scuola@ilcerchiodellimmagine.it

 

Programma

 

Dallo shooting alla stampa fine art

ore 17.30 Shooting fotografico, a cura di Alfredo Muscatello, fotografo e docente di fashion photography
ore 18.30 Post produzione e stampa di uno scatto, a cura di Alessandro Mallamaci e del laboratorio Stampafineart.net
ore 20.00 Aperitivo sociale.
Ingresso gratuito!

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Il 14 maggio a Monasterace (RC) in scena il grande spettacolo di “Lancillotto”

(349) E’ stato presentato stamane nella Pinacoteca Comunale lo spettacolo “Lancillotto – L’amore tutto trasforma”. Il musical sarà prodotto in ‘Prima’ assoluta il prossimo 14 maggio a Monasterace (RC) in piazza Celestino Placanica, alle ore 21:30. Un evento, fortemente voluto

 

dalla Curia Generale dei Chierici Regolari Teatini di Roma, prodotto dall’ associazione culturale ‘Calliope’ di Monasterace. Alla conferenza stampa, moderata da Francesco Scopelliti, sono intervenuti il Presidente del consiglio comunale di Monasterace Andrea Marino,  il responsabile dei Chierici Regolari Teatini per la Calabria M° Christian Gara, il direttore dell’Orchestra reggina “Pop Ensamble Euterpe” M° Giuseppe Maira, il compositore M° Alessandro Bagnato. Un Musical che racconta la vita di Sant’Andrea d’Avellino: una storia d’amore e santità, che sarà realizzata con il prezioso contributo di Alessandro e Claudio Bagnato, e con la collaborazione del Complesso Bandistico Euterpe di Reggio Calabria, del Coro San Michele Arcangelo di Caulonia e dell’Accademia di Ballo Han Dance Center di Reggio Calabria. “Lancillotto, l’amore tutto trasforma” è la rappresentazione in due atti, di un percorso di santità, quella della vita di un uomo che con le sue dinamiche di relazione ripropone i temi fondamentali dell’amore, dell’amicizia della fede e del perdono ed evidenzia, contemporaneamente, problematiche quali il vizio, ossessione, calamità naturali che rispondono ad attualità, oltre che al gusto di una nuova riscoperta culturale del mondo storico. Il soggetto di questo appassionante lavoro è stato realizzato da Vincenzo Cosenza. Perché Sant’Andrea? E perché un muscial su Sant’Andrea? Le risposte sono semplici. Primo: la trasparenza dei valori simbolici contenuti nei singoli momenti dell’episodio agiografico della vita del Santo ci hanno indotto ad una drammatizzazione della storia facendola sviluppare in una chiave teatrale che fosse di facile lettura. Secondo: la vicenda si presta molto ad essere spettacolarizzata. Terzo: potrebbe sembrare una battuta retorica, ma la storia di Sant’Andrea è molto moderna. Questo sapiente dosaggio di ironia e commozione, leggerezza e drammaticità, fa di quest’opera un evento di grande rilievo poiché alla storia già di per sé suggestiva ed avvincente si uniscono l’emozione coinvolgente del teatro e della musica. In un grande impianto lirico-rock con temi dal sapore epico particolarmente ispirati, situazioni, ambienti e personaggi saranno efficacemente evocati dalle musiche di Alessandro Bagnato e Christian Gara, che hanno il pregio di suscitare vibranti atmosfere; i testi riadattati per un impianto musicale/teatrale di Claudio Bagnato, dallo stile brillante e scorrevole, sapranno disegnare personaggi all’occorrenza con grande divertimento, o evidenziare la statura morale e il mondo interiore. Monasterace sarà la prima tappa di un notevole e impegnativo tour nazionale, che vedrà in calendario – oltre che il prestigioso ‘teatro cittadino’ CatonaTeatro – città importanti come Avellino, Napoli e Roma. Inoltre l’invito a teatro nel mese di ottobre sarà esteso a tutte le scuole della provincia di Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: Teatro della Girandola, il 5 e 6 maggio lo spettacolo “Storie di ordinaria maternità”

(326) Il Teatro della Girandola presenta l’ultimo spettacolo del cartellone “Il vento che muove”. Lo spettacolo “Prigionia: femminile singolare” Studio per donna sola andrà in scena giorno 5 maggio e giorno 6 maggio 2017 alle ore 21,00. Il Progetto, di e con Cristina Carrisi.

 

Collaborazione alla drammaturgia Aniello Nigro e Giovanna Manfredini. Regia Patrizia Schiavo, è stato premiato lo scorso 6 novembre 2016 al Teatrocittà di Roma, in occasione del concorso di corti teatrali Frammenti al Femminile, come migliore Spettacolo (Primo Premio) e Menzione Speciale Migliore Attrice Under 35.   

Ingresso con tessera (la tessera può essere sottoscritta il giorno stesso dello spettacolo senza alcun costo aggiuntivo). Teatro della Girandola, via Muratori 2/c. Info e prenotazion: 3927496676 – e-mail info@pagliacciclandestini.it

 

Sinossi
Un paravento. Un’attrice sola in scena. 

 

Diversi archetipi e personaggi per un tema multiforme come multiforme è il femminile: la dispersione e l’oblio della donna, che perde se stessa nel tumulto, nell’inquietudine, nell’indifferenza, nell’abitudine, nell’illusione, nel culto, nell’alterità dell’amore. 
La presenza maschile è esclusivamente evocata, spesso bramata, sicuramente immagi-naria e pretestuosa per uno scavo dentro sé, per un dialogo che lei intraprende quasi sempre e prima di tutto con la propria anima. E poi un personaggio “intruso”, la psicanalista, che prova a tirare le fila del senso, dei “perché”, da cui ripartire. L’ombra del tanto dibattuto “femminicidio” si staglia sullo sfondo ma resta pura ombra, riflesso; a priori e ancora al di qua del discorso, sotto i riflettori è piuttosto la tensione sacrificale muliebre e la vocazione suicida ad essa intrinseca, a tratti comica a tratti amara. Tensione da cui lei sempre potrebbe, dovrebbe emanciparsi. Tra visceralità, isterismo, senso materno e follia, uno studio per donna sola, alla ricerca di un’attualità di rappresentazione del femminile, ma anche di quintessenza trasversale dell’essere donna, delle sfumature infinite e delle frontiere di uno stato esistenziale fondamentalmente in ascolto.

L’idea di Prigionia nasce essenzialmente dall’esperienza di vita di una donna, che inci-dentalmente è anche un’attrice, e si arricchisce sul percorso delle vicende umane di altre donne, con cui è entrata in contatto. Personalmente e/o attingendo a fonti che vanno dal mito alla cronaca, poco importa. Racconto tante donne che sono una donna. Racconto una donna che è tante donne. Dalla pluralità di sembianti di donna emergenti nel dipanarsi del racconto, vivido si fa il volto di un autosabotaggio. Che sia pazza o savia, sterile o fertile, artista o no, assediata dalla guerra o dalla pace, perdente o vincente, è una donna che esplora, si arrovella, cerca fuori di sé affannosamente. Ha perso i suoi istinti autoprotettivi nell’altrui compiacimento. Non sa amare se stessa, non abbastanza. La drammaturgia lavora alla ricerca di luci, immagini, corporeità, coscienze, suoni, parole, evocazioni che tracciano e intrecciano, disegnano profili di donne esemplari, capovolgendo la prospettiva passiva che vede le donne vittime di abusi, violenze, discriminazioni, per dare corpo e voce all’io che di quel disagio è protagonista. La prospettiva attiva è – se non sempre lucidissima – alla ricerca di consapevolezza, tenta di recuperare il punto di vista delle donne, senza arretrare di fronte agli odierni fatti di cronaca, dove il mondo dei social network e del web in genere, pervenendo a surrogato di “piccola comunità” e determinandosi nel ruolo di opinione pubblica/carnefice, arriva a perpetrare casi limite di femminicidio morale. La recentissima vicenda di una giovane donna toltasi la vita a seguito dell’incontrollabile diffusione sulla rete di video hard che la ritraggono – video che in un primo momento lei stessa aveva inviato ad amici con leggerezza – mostra un prototipo di donna che oblia se stessa degradando la propria intimità a merce di scambio, salvo poi chiedere e non potere ottenere dalla legge un tardivo “diritto all’oblio” del suo caso, ormai consegnato al meccanismo impazzito quale è, appunto, il web all’epoca dei selfie e del cyberbullismo. Citando E. Albinati “Intimità vuol dire sentirsi ed essere, e anche mostrarsi vulnerabili: la debolezza può venire sfruttata, la fiducia tradita, il proprio esporsi può essere deriso” e ciò è tanto più vero per quel che riguarda la sessualità femminile. A dipanare la matassa di donne che parlano di donne è la simbolica e maieutica funzione-personaggio della psicanalista. Se non è semplice squarciare quel velo femminile di “impotenza appresa”, di cui in modo illuminante tratta la studiosa Clarissa Pinkola Estés, il senso di questo progetto è il pretesto affinché della forza e potenzialità straordinarie che ha dentro sé, ogni donna possa prendere atto. Quando le donne non parlano […] tace il naturale e il selvaggio nel mondo. Tacciono i canti e le danze e le creazioni. Tacciono l’amore, e le voci della consapevolezza.

 

Cristina Carrisi si forma giovanissima a Roma con Sofia Amendolea. Lavora con D. Camerini (La notte del soldato), A. Avallone (Questi fantasmi), R. Ni-colai (L’ora in cui non sapevamo niente l’uno dell’altro), J. Serafini (Musique pour toi seul), F. Festa (Cose di ogni giorno vere), S. Guerro (Amleto–Lascia che i morti seppelliscano i morti). Col drammaturgo Aniello Nigro fonda nel 2009 l’associazione culturale Animari e vi allestisce T:Tralasciando Godo, I gabbiani di Napoli, Mani nel fuoco (quest’ultimo diretto da M.Maiorino). Dopo la laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza di Roma, si perfeziona a Bologna alla Scuola Alessandra Galante Garrone con Claudia Busi, Alessandra Frabetti, Massimo Sceusa. Lavora con Vittorio Fran-ceschi in Una corolla di tenebre. Recita nel cortometraggio Il metodo di Fabri-zio Guerra e nella docu-fiction per Rai3 Amore Criminale. Nel 2015 per la Compagnia Cincopan-Beghelli veste il ruolo di Marianela Garcia Villas in Con le mani nude di R. Costi e interpreta e co-dirige Il caso di Alessandro e Maria di Gaber-Luporini. Per Teatri Mutevoli ha partecipato a L’inserzione (N. Ginzburg) per la regia di Massimo Sceusa ed è Patrizia nel la-voro scritto e diretto da Luca Sebastiano Scelfo Sputa in cielo che in faccia ti torna. Per Officina dei tratti, di cui è co-fondatrice nel 2013, è dapprima Olivia nel fortunato tour di What you will–La dodicesima notte (Premio AmarAmar 2015) per la regia di Gabriele Tesauri e poi ideatrice del progetto in essere Prigionia: femminile singolare. Studio per donna sola (scritto con A.Nigro e G. Manfredini), monologo diretto da L. S. Scelfo, recentemente premiato da Frammenti al Femminile 2016 al Teatrocittà di Roma come Migliore corto teatrale e la Menzione Speciale di Migliore Attrice Under 35.

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Cinque giorni tra arte, musica e confronto: concluso il progetto di alternanza scuola-lavoro per gli studenti di Mantova in Calabria

(324) Si è concluso con il concerto “al risveglio del sole”, all’alba, sabato scorso, nello scenario del castello di San Fili, a Stignano (RC), il viaggio in Calabria degli studenti del Liceo musicale e grafico multimediale D’Arco-D’Este di Mantova. Cinque giorni di scoperte e incontri, tra la

 

Locride e Reggio Calabria, grazie a un innovativo progetto di alternanza scuola-lavoro voluto dalla dirigente scolastica Maria Rosa Cremonesi e realizzato con l’organizzazione culturale di Marò D’Agostino. «L’entusiasmo dei nostri ragazzi è la misura della riuscita del progetto di alternanza scuola-lavoro che abbiamo realizzato. La Calabria ci ha accolto con tutto il calore di cui è capace. Il paesaggio splendido è stato lo sfondo delle nostre azioni e ci ha facilitato nella comprensione della profondità e della ricchezza della cultura magnogreca elaborata nei millenni. Persone, istituzioni pubbliche e associazioni private si sono messe a disposizione con inimmaginabile generosità. Un ringraziamento particolare va all’architetto Marò D’Agostino, e a tutte, ma proprio tutte le persone che ci hanno consentito di realizzare il nostro progetto: il Presidente dell’Archeoclub di Locri Nicola Monteleone e la vice presidente Tiziana Romeo, i docenti universitari Francesca Martorano e Vincenzo Naymo, Giovanni Curinga di Eureka con alcuni bravi docenti della sua scuola, tutti i componenti il coro Modaro, i docenti e i ragazzi dell’eccellente Liceo Oliveti di Locri, Tommaso Misiano, la gentile dottoressa Maria Teresa D’Agostino, il direttore del Festival Jazz di Roccella, “Rumori Mediterranei”, Vincenzo Staiano, i ragazzi del “Boschetto Fiorito” di Antonimina e i maestri Romano, Rubino e Pelle, il sindaco di Stignano Francesco Candia, il sindaco di Roccella Giuseppe Certomà, la cantante Francesca Salerno, i collaboratori della casa delle Erbe di Antonimina, l’agenzia “Viaggi e miraggi”, il personale e la direzione del Grand Hotel President e quello della Compagnia di bus Panuzzo. Ciascuno di loro ci ha donato attenzioni, premure e cultura, rivelandoci la ricchezza di questa terra che meriterebbe di più» dice la dirigente Cremonesi. Locri e il suo parco archeologico, Gerace e le sue chiese, Reggio e il museo dei Bronzi, Scilla con Chianalea, Antonimina con la “Casa delle Erbe”, Roccella con il celebre Festival jazz e, infine, San Fili: queste le principali tappe che hanno permesso agli studenti di sperimentare nuovi percorsi musicali e di documentare – attraverso foto e video – le fasi più significative dell'esperienza in Calabria. Un video parteciperà al concorso del Touring Club, mentre i materiali prodotti faranno parte di una mostra che dopo la conclusione del progetto sarà allestita contemporaneamente a Locri, presso la Galleria Arkè, e a Mantova, nei locali espositivi della scuola. Nelle giornate conclusive, in particolare, gli studenti hanno incontrato Vincenzo Staiano, direttore artistico del Roccella Jazz, che ha ripercorso quasi quaranta anni di storia del festival e interagito con i ragazzi indicando loro possibili sbocchi artistici e di lavoro per chi sceglie la musica jazz. L'associazione culturale Eureka, che ha curato l'organizzazione logistica musicale del progetto, ha partecipato integrando l'organico mantovano con studenti e docenti della stessa e con il Coro polifonico Modaro, diretto dal M° Curinga. Gli studenti dell'Istituto D'Arco-D'Este, venerdì scorso, dopo essersi confrontati sui temi della musica e dell’arte con i coetanei del Liceo Classico "Ivo Oliveti" di Locri, hanno omaggiato la scuola locrese con una performance musicale. Nello stesso giorno, al Convento dei Minimi di Roccella Jonica, dopo l’incontro con Staiano, si sono esibiti insieme al Coro polifonico Modaro e alcuni maestri della scuola Eureka. Sabato, infine, hanno salutato la Calabria con il concerto "al risveglio del sole": una tappa che ha visto il patrocinio del comune di Stignano e la collaborazione del FAI, Delegazione della Locride e della Piana, e la partecipazione della cantante Francesca Salerno con Luigi Morello. «Una importante esperienza di incontro culturale che ha inteso varcare i confini del viaggio d’istruzione e, ancor più, della gita scolastica, proiettando l’esperienza di alternanza scuola-lavoro dei ragazzi mantovani in una dimensione articolata di conoscenza del territorio, dei suoi valori e dei suoi segni. È fondamentale che gli adolescenti abbiano opportunità per essere testimoni diretti della complessità del reale per formare la loro personalità sociale, imparare a discernere e a formulare delle istanze e dei desideri, dei contesti e delle competenze per il proprio futuro professionale e relazionale» dice Marò D’Agostino, regista dell’evento. E conclude: «Il gruppo della sezione grafico-multimediale della scuola ha fatto un lavoro che sposa al meglio il mio intento progettuale: con i vari obiettivi forniti dalla tecnologia per le immagini ⎼ ossia quelli che i ragazzi adottano e preferiscono (fotografia, videoripresa e montaggio) e con la guida di docenti altamente qualificati ⎼ ha osservato con attenzione, buona competenza tecnica e perfino con gioia tutte le fasi e i materiali dell’itinerario. Nelle loro visioni, che presto saranno oggetto di una mostra, potremo certamente a nostra volta e reciprocamente osservarci, riconoscerci (o anche no), incontrarci».

 

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UniPegaso Cosenza e lo Sport: idee, tendenze e competenze. Lo Sviluppo di scienze Motorie in Calabria

(230) Venerdì 31 Marzo 2017, alle ore 15, presso la sede dell’Università Telematica Pegaso di Cosenza, Corso Telesio 16, si terrà, il convegno: “Sport: idee, tendenze e competenze, lo sviluppo di scienze motorie in Calabria”. L’evento, promosso dall’Università Telematica Pegaso

 

della sede di Cosenza, mira a fornire a studenti, ad atleti, ad allenatori e, a tutti gli appassionati di sport, conoscenze e strumenti in ambito psicologico, giuridico, medico, utili ed in alcuni casi essenziali a valorizzare il lavoro svolto. Si porrà significativa attenzione all’esperienza calabrese, toccando il mondo dello sport che, ha subito in tempi recenti profondi cambiamenti, mostrando una crescente attenzione verso nuovi bisogni come la salute, il benessere, il recupero terapeutico, la socializzazione. Il dibattito vedrà la partecipazione di Ferdinando Verardi, Responsabile Pegaso Cosenza, Calogero di Carlo, Responsabile Nazionale sedi Pegaso e Lillino Citrigno, Responsabile Pegaso Cosenza e Tutor Multidisciplinare che presenterà il corso di laurea “Management dello sport e delle attività Motorie”, realizzato dall’Università Telematica Pegaso, con l’obiettivo di fornire competenze nella gestione economica delle imprese, delle società e, delle associazioni sportive, con un’attenzione particolare alle problematiche che i tecnici sportivi ed i manager del settore si trovano ad affrontare in contesti fortemente competitivi. Parteciperanno al dibattito, inoltre, Maurizio Condipodero, Presidente Regionale Coni, Antonio Iaconianni, Dirigente del Liceo Classico Telesio di Cosenza, Luigi Caravita, Avvocato esperto in Diritto dello sport, Javier Brazo Sayavena, Docente della Facoltà di Scienze dello Sport dell’Università della Repubblica di Rivera, Uruguay, Francesco Bosco, Docente di Scienze Motorie all’Univerità di Parma e, Martina Bonofiglio, Biologa Nutrizionista, esperta in Nutrizione Clinica. Porteranno la loro testimonianza, Stefano Muraca, Delegato del Comitato Italiano Paralimpico, della provincia di Cosenza, Francesco Verri, Presidente del Club Velico Crotone e, Aniello Parisi, allenatore di Calcio UEFA A. La discussione sarà coordinata da Federico Bria, Segretario Generale di BCC Mediocrati. Durante il dibattito, Mariana Mariggiò, responsabile dell’ufficio stampa e della comunicazione di UniPegaso Cosenza, presenterà il libro “Aspetti psicopedagogici, sociali e giuridici nella pratica sportiva giovanile del calcio” di Giovanni Roma, docente di Scienze Motorie e Sportive Università di Perugia.

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Televisione: l’attore reggino Giacomo Conti ancora sul piccolo schermo con “Furore 2 – Il vento della speranza”

(207) L’attore reggino Giacomo Conti, dopo la brillante partecipazione alla fiction ‘’Solo per amore 2’’ che andrà in onda, a breve, su Canale 5 in prima serata, è stato scelto come protagonista in “Furore 2 – Il vento della speranza”, con tematiche sempre più attuali ed al passo con i tempi.

 

La fiction Mediaset è stata premiata al Roma Fiction Fest nel 2014. La fiction – in 8 puntate – è co-prodotta da Mediaset ed Ares Film (casa produttrice di serie come "Il bello delle donne", "L'onore e il rispetto" ed "Il peccato e la vergogna"). Le riprese della prima stagione della fiction si sono svolte nell'estate 2013. I protagonisti della fiction furono Giuliana De Sio, Francesco Testi, Massimiliano Morra, Elena Russo, Cosima Coppola e Stefano Dionisi con la partecipazione di Angela Molina ed Alessandra Martines. Sono già iniziate le riprese della seconda stagione che ha visto l'uscita di scena di Giuliana De Sio, Stefano Dionisi, Francesco Testi e Sergio Arcuri, tra la new entry invece si segnalano Remo Girone, Giacomo Conti, Vanessa Gravina, Domiziana Giovinazzo, Francesco Monte, Laura Torrisi, Alex Belli, Lorenzo Flaherty, Annamaria Malipiero ed Alessandra Barzaghi. Giacomo Conti ha preso il posto di Francesco Testi ed interpreta il  protagonista Vito Licata fratello maggiore di Saro Licata (Massimiliano Morra); l’attore reggino interpreta  un ostinato lavoratore del Sud che decide di emigrare con la sua famiglia per assicurarsi dignità, lavoro e fortuna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Spezzano Albanese (Cs): venerdì 24 torna la Festa della Primavera, l’IIS festeggia in musica

(206) Torna la “Festa della Primavera” nella scuola di Spezzano Albanese che, il prossimo venerdì 24 marzo, celebrerà l'evento con grande entusiasmo. Fervono i preparativi, dunque, per la manifestazione che vede coinvolti i ragazzi non solo dell'Istituto d'Istruzione Superiore –

 

Liceo Scientifico e Istituto Professionale Agrario – di Spezzano ma anche gli studenti dell'Istituto Comprensivo locale e quelli dell'orchestra sinfonica “Magna Grecia” degli Istituti Comprensivi "G. da Fiore" di Isola Capo Rizzuto e "Don Milani" di Crotone, che allieteranno l'evento con brani musicali d'autore. La giornata, che sarà articolata in vari momenti, prevede una fase di dibattito coordinato dal giornalista Emanuele Armentano, la cui introduzione sarà del Presidente del VI Comitato Bcc Mediocrati Giuseppe Toscano. I saluti saranno affidati al dirigente dell'IIS Francesco Talarico, alla dirigente dell'IC spezzanese Rosina Costabile, al sindaco Ferdinando Nociti. Per l'occasione interverranno sul tema della primavera, da angolazioni diverse, con riferimento all'ecologia, al naturalismo, all'ambientalismo, al territorio locale, Giancarlo Statti, docente Unical, Pietro Molinaro, Presidente Coldiretti Calabria, Klaus Algieri, Presidente della Camera di Commercio di Cosenza, Carolina Rita Laurenzano, dell'associazione Auser di Rossano, Giovanni Misasi, Consigliere nazionale dell'Ordine dei Biologi, Agostino Brusco, Direttore delle Riserve Naturali Tarsia, e Nicola Paldino, presidente della Bcc Mediocrati. Al termine del dibattito ci sarà un momento conviviale per tutti, con la degustazione di piatti della tradizione locale. Nel corso della mattinata, inoltre, sarà piantato un albero, simbolo della rinascita e del ciclico rinnovo delle stagioni.

 

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Il Festival “Facce da Bronzi” sbarca a Torino

(205) Riparte da Torino il viaggio del Festival Nazionale “Facce da Bronzi” alla ricerca di talenti comici del Paese con una nuova tappa per il Nord-Italia che si terrà il 28 marzo nello storico locale del Cab41, dove quattordici brillanti comici si esibiranno in una esilarante serata

 

condotta dal noto comico di Colorado Gianpiero Perone. Ad esibirsi per aggiudicarsi un posto nella finalissima con monologhi e sketch i comici torinesi Alberto Sannazzaro, Francesco Nascetti, Lella Audry Catapano e Marco Sforzi, i milanesi Fabio Gerbi e Argeo Longhitano, Antonio Torre da Novara, i genovesi  Christian Merlo, Gianluca Macrì e Roberto Zambarelli, da Varese Francesco De Chiara, da Brescia Ruben Spezzati, Pippo Ricciardi da Andria e Roberto di Grazia da Monza.  A supportare i concorrenti in gara ci penseranno gli ospiti della serata dalla divertentissima Cristiana Maffucci reduce da “Italia Got’s Talent” con il suo monologo “situazione sentimentale: Cristiana”, al poliedrico comico torinese Mauro Villata vincitore della quarta edizione di “Facce da Bronzi” e prossimamente nella trasmissione comica di La7 “Eccezionale veramente”. Dopo la tappa torinese, il festival ideato e prodotto dall’associazione culturale arte e spettacolo “Calabria dietro le quinte”, proseguirà con l’ultima selezione per il Sud-Italia il 23 aprile al teatro “Franco Bora” di Gioiosa Marea in provincia di Messina prima di concludersi con la serata finale del 21 maggio al teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria ed inserita all’interno del programma del “Festival delle Arti della Magna Grecia”. “Il festival in questi anni è maturato inserendosi ampiamente nel circuito nazionale della comicità con una grande risposta partecipativa da parte di talentuosi professionisti del genere comico provenienti da tutte le regioni italiane e preziosi riconoscimenti a livello istituzionale – afferma il direttore artistico del festival Giuseppe Mazzacuva – Sono molto soddisfatto di riproporre per il terzo anno consecutivo il festival nello storico locale del cabaret torinese il “Cab41”, dove nelle scorse edizioni ha avuto un grande successo grazie alla collaborazione con Andrea Fasoglio e al comico Gianpiero Perone, con il quale dallo scorso anno abbiamo sperimentato il primo laboratorio comico a Reggio Calabria con ottimi risultati e che riproporremo anche quest’anno coinvolgendo gli artisti reggini”. È ancora possibile iscriversi per partecipare all’ultima selezione del festival consultando il sito internet: www.festivalfaccedabronzi.it.

 

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Reggio di Calabria: Le Muse, ieri incontro “Sei forte, papà”, evento dedicato alla figura maschile e del suo ruolo all’interno della società odierna”

(204) Domenica scorsa la sede dell’associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” è stata la location per l’incontro dal titolo “Sei forte, papà”, evento dedicato alla figura maschile e del suo ruolo all’interno della società odierna". “Un appuntamento – ha

 

detto il presidente Giuseppe Livoti in apertura di serata – dedicato a quella che è stata l’evoluzione della figura maschile tenendo in considerazione l’evoluzione storica approdando così alla società odierna che ha fatto mutare ruoli e responsabilità del padre – famiglia”. Tanti interventi nell’ambito del salotto domenicale de Le Muse tra cui l’avv. Giovanna Manganella – collezionista, la quale si è soffermata sull’analisi di oggetti appartenuti alla sua nobile e storica famiglia: il papà era considerato sacro nella nostra storia personale e abbiamo avuto in eredità dai miei antenati oggetti strani e curiosi, dal porta orologio da taschino, alle varie tabacchiere da fiuto i argento, osso, onice, legno elementi questi di gusto che facevano tendenza e facevano emergere l’uomo raffinato nel passato. La figura del papà era sacra e l’eleganza un pò dannunziana di primo novecento lo rendeva ancora di più attrattivo. Mons. Giacomo D’Anna – parroco di San Paolo alla Rotonda si è soffermato sulla figura del padre – oggi compagno, troppi rapporti tu per tu con i figli, si è persa l’autorevolezza, si è padri nella misura in cui si è e non in cui si da ha detto con fermezza D’Anna ricordando come  San Giuseppe  rappresenta oltre che la genitorialità per eccellenza nelle scritture anche la protezione nei confronti del figlio,  l’uomo del silenzio che aiuta la propria famiglia con la tenerezza. Il dirigente scolastico Angelo Vecchio Ruggeri già preside al Liceo Scientifico L. da Vinci ha conversato sul ruolo educativo dell’uomo papà, ruolo dice Vecchio che ho portato con me tutta la vita anche all’interno del mio lavoro, nella mia scuola; la difficoltà è stata sempre fare dialogare padre e figli soprattutto in ambito scolastico. Tanti gli esempi anche nella mitologia ha ricordato lo studioso e Chronos, il Tempo, era nato come mito per spiegare i cicli dell'anno agricolo e gli aspetti connessi alla fecondità e successione del regno; finirà poi, per assumere un nuovo significato: il tempo che divora tutte le cose che egli stesso ha creato, ovvero i propri figli. L’avv. Giuseppe A. Morabito, presidente Pro Familia associazione di volontariato che si occupa del diritto di famiglia, ha relazionato sulle esigenze del legislatore partendo dal codice del 1942 sulla famiglia patriarcale ricostruita dopo la seconda guerra mondiale per motivi anche sociali, alla legge sul divorzio del 1970, approdando a quella del 1975 vera e propria riforma che tutela il minore; l’affido condiviso è la prima grande innovazione poiché entrambi i genitori gestiscono i figli allo stesso identico modo. La tradizione calabrese invece, quella della pipa in radica ha visto Fabrizio Romeo – artigiano della pipa, originario di San Lorenzo descrivere un must del mondo maschile ma anche oggi femminile, la pipa Romeo prodotta un tempo da abili mani di donne dell’area jonica per una certa elite oggi è in crisi, costi alti della manodopera, la fabbrica di vecchia memoria non esiste più e siamo costretti a vendere i nostri prodotti a Chicago o ancora a Covent Garden a Londra. Nell’ambito della conversazione è stata presentata la collettiva “Una cravatta d’arte” con le opere degli artisti Muse Marisa Scicchitano, Angelo Meduri, Santina Milardi, Grazia Papalia, Francesco Logoteta, Antonella Laganà, Rossella Marra, Adele Leanza, Mimma Gorgone, Pierfilippo Bucca e Nunzia Gimondo, artisti che hanno rielaborato il loro percorso iconografico su tela, legno, fotografia e tessuto innovando così un elemento di costume che come ha ribadito Giuseppe Livoti si rifà alla Guerra dei trent'anni (1618-1648), quando i mercenari croati della Frontiera militare croata in servizio in Francia, indossando i loro tradizionali, piccoli foulard annodati, suscitarono l'interesse dei parigini.

 

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Cosenza: venerdì 24 convegno del Lions Club “Cosenza Castello Svevo” su cibo e dieta mediterranea. Strumento di qualità della vita, benessere e salute, ma anche elemento di tradizione, identità ed etica

(203) Il Lions Club “Cosenza Castello Svevo” ha organizzato per venerdì 24 marzo 2017, alle ore 16.30, presso la sala convegni dell’Hotel Europa di Rende (CS), un convegno sul tema “Il cibo tra benessere, salute ed etica”. L’incontro sarà aperto dalla Presidente del Club Lions “Cosenza Castello

 

Svevo”, Tina Spizzirri Marzo, che introdurrà l’interessante focus su “Il cibo come strumento di qualità della vita, benessere e salute”, in cui sono previsti gli interventi di: Achiropita Curti, geriatra, internista e nutrizionista dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza; Saverio Daniele, allergologo; Fabrizio Spataro, biologo nutrizionista ed esperto di nutrizione sportiva; Giancarlo Statti, docente di Biologia Farmaceutica dell’Università della Calabria. Seguirà una proiezione di un breve filmato originale dell’Università del Minnesota, “Italy and Crete Pilot Survey 1957”, che richiama gli studi svolti a Nicotera (VV) dal famoso scienziato, a seguito del quale il mondo accademico scientifico mondiale scoprirà la cosiddetta Dieta Mediterranea, che nel novembre 2010 è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. I lavori, moderati dal giornalista Valerio Caparelli, proseguiranno con una tavola rotonda su “Il cibo come elemento di tradizione, identità ed etica”. Il dibattito sarà tenuto con la partecipazione di tre esperti: Laura Di Renzo, professore di Nutrizione Clinica e Nutrigenomica dell’Università di Tor Vergata e presidente dell’Associazione DAFNE – Defence of Agricolture Food Nutrition and Enviroment; Giovanni Soda, di Slow Food Cosenza e Sila; Paola Granata, imprenditrice agricola. Le conclusioni del convegno sono state assegnate alla Presidente della VII Circoscrizione Lions, Angela Piattelli. A seguire è stata organizzata una cena a tema con pregiati prodotti del territorio che si richiamano alla Dieta Mediterranea secondo le ricette di “The Nicotera Diet” di Pasquale Barbalace. Questa giornata di riflessione dedicata al cibo è nata a seguito dell’esperienza del Service Lions in occasione di Expo 2015 e alla volontà di riaffermare le radici della nostra civiltà, cultura e identità che trovano fondamento nella Dieta Mediterranea. La Dieta Mediterranea rappresenta l’espressione di un modo di vivere millenario che ad oggi caratterizza i popoli del bacino del Mediterraneo. In essa e nel cibo, suo primario componente, si trovano racchiusi tutti i principi della tradizione, dell’identità e dell’etica della nostra civiltà. L’alimentazione rappresenta la chiave del benessere fisico e psicologico e per questo è necessario avere una chiara visione dal punto di vista qualitativo e quantitativo del cibo, anche in funzione del proprio stile di vita. Il cibo deve rappresentare il frutto migliore della terra e rispecchiare i concetti di sostenibilità, giustizia sociale e riconoscibilità nei processi di produzione e distribuzione, deve essere prodotto tenendo conto delle radici culturali, antropologiche ed etiche e consumato per trarne il meglio dagli alimenti. La sicurezza e la qualità alimentare concorrono alla costituzione del concetto generale di benessere, che agendo sullo stato emotivo, fisico, mentale e sociale consente alle persone di raggiungere e mantenere il potenziale personale nella società. Il cibo non deve rappresentare un pericolo per la salute. Questo implica la necessità di una conoscenza per una consapevole, ragionata e prudente selezione degli alimenti più consoni per il proprio benessere fisico e psicologico.

 

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Reggio di Calabria: Stanza 101, martedì 28 lo spettacolo teatrale “Ciccio e il suo cavallo”

(202) Si terrà martedì 28 marzo, alle ore 18.00, presso il gazebo del Caffè Matteotti lo spettacolo teatrale “Ciccio e il suo cavallo”, tratto dal “Diario di un viaggio a piedi” di Edward Lear. La rappresentazione è stata organizzata dall’associazione “Stanza 101 – Cenacolo Culturale

 

Impertinente” con la collaborazione delle associazioni culturali “Due Sicilie – RC”, “Ostro”, “Nuovo Giangurgolo”, e sarà messa in scena dalla compagnia “La Bottega Teatrale del Nuovo Giangurgolo”. Stanza 101 – Cenacolo Culturale Impertinente, info@stanza101.org.

 

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Reggio di Calabria: Planetarium Pythagoras, lunedì 20 “La magia del nuovo inizio: l’equinozio di primavera”

(200) Lunedì 20 marzo alle ore 10:29 di Tempo Universale Coordinato, ore 11.29 dei nostri orologi, arriva la primavera astronomica. Il fenomeno, generalmente riconosciuto soltanto dagli addetti ai lavori, è noto al pubblico come “il momento dell'anno in cui il giorno e la notte

 

sono uguali”. Esattamente a quell'ora il Sole attraverserà uno dei due punti, nella sfera celeste, in cui l'eclittica e l'equatore celeste si intersecano: il cosiddetto punto vernale o equinozio di primavera, l'altro corrisponde all'equinozio d'autunno. Il Sole apparirà perfettamente allo zenit per un osservatore posto all'equatore, e la durata del dì in quel luogo sarà pari a quella della notte: 12 ore esatte. Tra i banchi di scuola abbiamo imparato che la primavera inizia tradizionalmente il 21 marzo. Perché allora ne stiamo parlando in anticipo? La "colpa" – se così si può chiamare – è da ricercare nel calendario gregoriano attualmente in uso in gran parte del mondo. Oggi sappiamo che la data dell'Equinozio non è fissa ed è compresa tra il 19 e il 21 di Marzo. Al di là di queste disquisizioni astronomiche, la primavera è la stagione della rinascita e presso moltissime culture essa viene associata ai concetti di fertilità, resurrezione e inizio. Anche il calcolo della data della Pasqua è legata all’inizio della primavera. Tutte le antiche tradizioni offrono una serie di miti legati alla primavera, miti al cui centro risiede l'idea del sacrificio e conseguente rinascita. Come è ormai tradizione, il Planetarium Pythagoras festeggia l’arrivo della primavera invitando, lunedì 20 marzo ore 20.30, la Cittadinanza sotto la cupola del Planetario per dare uno guardo al cielo e scoprire le costellazioni che ci accompagneranno per tutta la primavera, i miti e le leggende ad esse legati. Dopo i saluti istituzionali e la presentazione dell’iniziativa a cura della Prof.ssa Angela Misiano, responsabile scientifico del Planetario, a guidare il pubblico in questo affascinate viaggio saranno il dott. Francesco Macheda, dirigente della nostra Città Metropolitana, e l’antropologo dott. Giuseppe Ciancia. Gli esperti del Planetario, Marica Canonico, Rosario Borrello, Giuseppe D’Agostino, Carmelo Nucera, condizioni metereologiche permettendo, guideranno il pubblico all’osservazione del Cielo ad occhio nudo e con gli strumenti.

 

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Reggio di Calabria: Officina dell’Arte, sabato 25 al “Cilea” la commedia “Meglio zitelle!”

(201) Al teatro “Francesco Cilea” arrivano le “super zitelle”, Valentina Gemelli, Valeria Sgaramella e Martina Carletti. Tre donne, tre seducenti attrici, tre inseparabili amiche nella vita e in scena, stanno per calcare il palco della massima culla dell’arte reggina, sabato prossimo, con

 

l’esilarante commedia “Meglio zitelle!”, inserita nel cartellone teatrale dell’Officina dell’Arte. Si cominciano a tirare le somme su una lunga stagione per la compagnia reggina dell’attore Peppe Piromalli che, anche quest’anno, registra tanti sold-out e una partecipazione eterogenea di un pubblico sempre presente e alla ricerca del suo teatro. Per il penultimo appuntamento, l’Officina dell’arte ha voluto creare una sinergia con il Teatro delle Follie portando in riva allo Stretto la commedia di Claudio Proietti per la regia di Mauro Maggioni. Una pièce leggera che prende le mosse da una tragica premessa: un tentativo di suicidio della spregiudicata Anna (interpretata dalla eclettica Valeria Sgaramella), che si trova nella stanza di un hotel squallido di periferia. Ben presto la raggiunge, dopo l’invio di un messaggio dal suo telefono cellulare, l’altra giovane amica Maria (la bellissima Valentina Gemelli), che casualmente si trova nello stesso hotel per ben altri motivi. Sulla scena, appare anche la terza ed ultima amica, Lucia, (interpretata dalla straordinaria Martina Carletti), prossima sposa.  Una commedia tutta da ridere sul variopinto mondo femminile che però, non analizza il complesso rapporto uomo-donna né vuole colpevolizzare l’altro sesso. “E’ sicuramente una commedia generazionale, un testo brillante che analizza e ironizza la categoria delle “single” – spiega l’attore Peppe Piromalli – Abbiamo voluto quest’opera nel nostro cartellone artistico perché è una storia che mette a confronto tre prototipi ben definiti dell’universo femminile: la sognatrice, la pragmatica e la nevrotica. La riunione da il là al confronto, ai bilanci, alle riflessioni sulla solitudine, sulla vita e anche sugli uomini. Quello che spicca su tutti i problemi che emergeranno è sicuramente l’inno all’amicizia, quell’amicizia che ci riempie la vita, a volte ci rende malinconici, ci fa stare male ma spesso, è così divertente che ci sprona ad andare avanti e a tirare il meglio che c’è in ognuno di noi”. Insomma, è una commedia divertente e giovane, che con una regia leggera e la bravura delle tre protagoniste regalerà emozioni e risate agli spettatori che torneranno a casa con molte domande in testa, alcune risposte ed una sola certezza: una donna non deve mai rinunciare ad essere donna, mai rinunciare alla sua femminilità, mai rinunciare al suo essere altro dall’uomo altrimenti rischia di perdere la sua forza e il suo potere. In questo caso non c’è frase più azzeccata che questa: “Meglio zitelle!”

 

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Reggio di Calabria: Play Music Festival, domani sera al Miramare il concerto del Kinga Glyk Trio

(188) Metti una soffitta, un basso e uno straordinario talento musicale: le dita di Kinga Glyk scorrono morbide nella cover di “Tears in Heaven” che l'ha fatta conoscere in tutto il mondo. Il video in cui la diciannovenne bassista polacca esegue la versione di Jeff Berlin con il solo

 

ausilio di una batteria, pubblicato a giugno 2016 dal sito per intenditori “Bass Player United”, ha ricevuto oltre venti milioni di visualizzazioni. Considerata la più interessante promessa della sua generazione, direttamente dal Catania Jazz Festival con cui ha aperto la tournée italiana di ritorno dall'Indonesia, Kinga Glyk sarà a Reggio Calabria domani sera per il gran finale del Play Music Festival. Dalle 21.30, il Kinga Glyk Trio farà risuonare il salone degli specchi di Palazzo Miramare di vibrazioni funk-blues: il basso di Kinga sarà accompagnato dalle tastiere di Rafal Stepien e dalle percussioni del padre Irek Glyk. L'avventura musicale della giovane, che ha deciso di imbracciare lo strumento a dodici anni, è nata infatti dall'incoraggiamento di una famiglia di musicisti ed è cresciuta con l'apprezzamento di pubblico e critica: a marzo 2015 l'album di debutto “Rejestracja”, cui è seguito, nel febbraio 2016, “Happy Birthday” e un tour mondiale che conta, solo in Italia, 12 date in 13 giorni, di cui molte già sold-out. La rassegna organizzata dall'associazione Soledad e diretta da Alessio Laganà, dopo i suoni afro-norvegesi dell'Ivan Mazuze Quartet e il “Dusty Groove” dell'incontro tra gli Urban Fabula e Fabrizio Bosso, vira ad est e sceglie di puntare su un astro nascente del funk-blues per costruire ancora con il pubblico reggino “Fili sottili” di condivisione e dialogo. Prevendita all'Agenzia Confini, via Tommaso Gulli 21, e al Malavenda Café, via Zecca, 1. Ulteriori informazioni sul sito www.playmusicfestival.it.

 

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Spettacolo: Gennaro Calabrese entra nella famiglia di “Made in Sud”

(187) Gennaro Calabrese entra nella famiglia di “Made in Sud” realizzando un grande sogno all’interno del quale trascina dentro la casa di mamma Rai, la sua terra e le sue origini. Ieri sera, ha aperto i battenti lo show comico di Rai 2 che, nelle stagioni precedenti, si è già

 

conquistato il suo spazio tra i telespettatori e, quest’anno, prova a rinsaldare il forte legame e l’audience. Tra i numerosi comici che compongono la struttura portante del programma, la cui conduzione è affidata al cantante Gigi D’Alessio affiancato dalle collaudate Fatima Trotta ed Elisabetta Gregoraci, si fa spazio l’attore comico Gennaro Calabrese protagonista della prima andata in scena all’Auditorium Rai di Napoli. Gennaro ha stregato gli spettatori con un esilarante sketch di una coppia italiana, due espressioni diverse che provano a trascorrere la serata insieme. Lui sul divano con il telecomando in mano e lei con il tablet a guardare i personaggi della rete. In tre minuti e mezzo, l’artista Calabrese racconta questo “scontro familiare” diventando l’espressione di ciò che accade in Tv e sul Web. Ad aiutare l’artista reggino come sempre, i personaggi della televisione, dei cartoni animati e alcuni suoi cavalli di battaglia come Vespa, Costanzo, i protagonisti di Masterchef, Insinna e ancora il rapper ghanese Bello Figo, classica espressione del web, con la sua “Non pago affitto” e il tormentone giapponese “Apple pen” che ha spopolato in rete.  Ma la bravura dell’attore Calabrese si evidenzia sul finale dove indossati i panni del noto conduttore Gigi Marzullo fa un veloce zapping con 8 personaggi.  A fine serata, sentiamo al telefono l’artista reggino che ancora euforico ci racconta il suo debutto: “Mi tremavano le gambe, avevo tanto paura e avete sicuramente notato la mia emozione. Sono felice di partecipare a Made in Sud, programma comico di punta degli ultimi anni, e nonostante sia stato un percorso lungo fatto di laboratori dove nascono gli sketch per lo show, di tanto studio e sacrifici, oggi sono soddisfatto di aver lottato e creduto in un bellissimo sogno. E’ una grande responsabilità – continua Gennaro  – sono l’unico comico della Calabria a rappresentarla e spero di giocarmela al meglio questa opportunità”. Gennaro ne ha fatta di strada, ha superato tante sfide e ha portato a casa anche tanti pesanti “No”, per lui importanti per andare avanti e per affrontare nuovi progetti artistici. Molti vedono nell’artista il vero volto di quel Mezzogiorno delle speranze, di quel Sud che ha tanti professionisti  capaci e desiderosi di mostrare il proprio talento, di quell’estremo Stivale che vuole risollevarsi e vantarsi dei suoi figli. “Non è semplice in pochi minuti realizzare uno sketch che racconti un po’ di me – conclude Calabrese – Fare il comico significa regalare una pausa al forsennato ritmo della vita di tutti noi, allo stress quotidiano, ai tormenti dell’essere umano. Significa prendere spunto dalla vita reale, esasperare degli aspetti e renderli divertenti agli occhi di tutti. Ma soprattutto, offrire al pubblico che mi guarda il motivo per alzarsi la mattina seguente con il sorriso. Non è semplice ma io ce la metto sempre tutta”.

 

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Reggio di Calabria: New Deal, domani convegno su “Criminalità organizzata: sicurezza e giustizia”

(186) L’Associazione Universitaria New Deal ha ideato un'iniziativa dal titolo: “Criminalità organizzata: sicurezza e giustizia”, evento che avrà luogo domani, 15 marzo 2017, alle ore 09:00 presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Gli studenti avranno modo di approfondire

 

tematiche sempre attuali come, nello specifico, il ruolo della magistratura nel contrasto alla criminalità organizzata con relatori stimati nel panorama reggino, in particolare il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Dott. Federico Cafiero De Raho, da sempre in prima linea nella lotta alla ‘ndrangheta. Altrettanto importante il contributo fornito dagli altri due ospiti che interverranno fornendo il loro apporto in materia di giornalismo d’inchiesta, ovvero il dott. Claudio Cordova, direttore responsabile de “Il Dispaccio”, e la dott.ssa Rosalia Staropoli, fondatrice di ConDivisa, associazione che promuove i valori etici di Forze dell’Ordine, Forze Armate e Intelligence, per contrastare il consenso sociale, l’omertà e la reticenza, nelle zone fortemente interessate dalla criminalità organizzata) ed autrice del libro La “santa” setta: il potere della ‘ndrangheta sugli affiliati e il consenso sociale sul territorio. Appuntamento, dunque, domattina presso l’aula Magna Quistelli dell’università Mediterranea. Non mancate!

 

 

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Roma: Giuseppe Livoti, Presidente de “Le Muse, in qualità di critico d’arte, per la finissage della mostra dell’artista di origini calabresi Maria Malara

(185) Trasferta tutta romana per Giuseppe Livoti, Presidente storico del sodalizio reggino “Laboratorio delle Arti e delle Lettere Le Muse”, che, in qualità di critico d’arte e direttore della P.A.G.–Pinacoteca Area Grecanica di Bova Marina è stato chiamato dall’artista Mariella Malara al

 

finissage della mostra personale “I sogni di Maria Malara”. Il prestigioso appuntamento sarà esattamente venerdì alle ore 17,30 presso la nota Galleria D’Arte “Il Laboratorio” di via Del Moro a Trastevere, noto spazio culturale romano e luogo in cui artisti di chiara fama presentano al mondo dell’arte il loro operato. “L’artista Malara nota anche negli ambienti calabresi – dichiara Giuseppe Livoti – ormai appartiene all’humus della scuola romana ma la Calabria sua terra natia è sempre un costante riferimento come lo dimostra la donazione lo scorso anno di una via crucis pittorica in permanenza presso la chiesa di San Nicolo in località Croce Valanidi. Le stazioni, di ispirazione verista, realizzate con la tecnica dell’ olio su tavola, arricchiscono con il loro valore, l’edificio di culto di grande importanza storico artistica, edificio ubicato su un blocco roccioso alla fine del 1600. L’opera è stata un “atto d’amore” nei confronti della terra di origine dell’artista, poiché nata nella zona del Valanidi ed inoltre ha rappresentato una vicinanza della famiglia Malara all’intera cittadina, poiché 50 anni fa il padre dell’artista progettò ed edificò delle piccole cappelle realizzando così un piccolo “Golgota” ancora oggi praticabile”. Venerdì l’occasione della personale dell’artista con le sue ultimi produzioni, porta Livoti in trasferta a continuare la sua attività di promozione e divulgazione di personaggi che attraverso l’arte comunicano anche il cromatismo mediterraneo nel loro itinerario, come lo dimostra la pittrice in questione, animata da luoghi della memoria estrapolati dalla nostra via marina o ancora dalla nostra storia magnogreca.  Nel catalogo Livoti scrive della pittrice che la stessa è artista del tempo attuale. Lo fa e lo è mediante un vero e proprio itinerario che, nel tempo, ha tracciato la sua identità di donna che trova, nel mediterraneo senso del cromatismo, una sua ricerca identitaria. I luoghi hanno sempre animato il suo viaggio: quello della memoria che la riporta, attraverso la figurazione, al mondo degli affetti, alla magia dell’infanzia e quello della trascendenza che l’ha condotta a superare la realtà fisica. Un Fiabesco rimasto nascosto nelle segrete della sua identità emerge oggi, dopo avere percorso la via della fede, attraverso la connotazione del sacro in icone – via crucis di rievocazione religiosa o, ancora, in  paesaggi delle piccole cose. I sogni cedono il posto alla pittura e l’artista è consapevole di cogliere l’attimo. Il divino è atmosfera ed avviene nella convenzione illusoria della pittura l’elaborazione di quel profano sacro senso dell’umano immanente che avvolge il trascendente. Emerge, in tutto, la Vita in pagine pittoriche, sedimentate, disegnate, rielaborate in momenti di tensioni emotive, quella Vita e quei sogni “…fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (Arthur Schopenauer). (Nella foto in alto: don Celestino, Maria Malara e Giuseppe Livoti). 

 

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Reggio di Calabria: mostra fotografica “Sinapsi Clandestine” inaugurata a “It’s tiMe for exhibitions – Orvieto Fotografia 2017” (progetto di Pietro Politi in collaborazione con i Pagliacci Clandestini)

(184) La mostra fotografica “Sinapsi Clandestine” è stata selezionata in occasione della manifestazione internazionale It's tiMe for exhibitions – Orvieto Fotografia 2017 organizzato dal  FIOF, Fondo Internazionale per la Fotografia.

 

La mostra è stata inaugurata giorno 10 marzo e sarà possibile visitarla sino al 28  marzo presso il Palazzo dei Sette di Orvieto. Il progetto mostra fotografica “Sinapsi Clandestine” nasce dalla collaborazione tra il fotografo Pietro Politi e i Pagliacci Clandestini. E’ composta da dieci ritratti 50×70 cm. La mostra Sinapsi Clandestine rappresenta un gruppo di artisti di strada, i Pagliacci ClanDestini, di Reggio Calabria. Chiunque nella vita può essere chiunque: bisogna solo scegliere chi essere. Ci sono persone che decidono di “essere” per gli altri e, nonostante le fatiche che la vita quotidiana mette dinanzi, aprono la valigia, si truccano, indossano il loro vestito migliore e partono per portare in giro il loro messaggio e la loro gioia. Ognuno ha un motivo ben preciso che lo ha portato a fare questa scelta di vita – la scelta di essere un “artista”, un “pagliaccio clandestino” – e questa è una cosa straordinaria. La contrapposizione tra la vita reale e la vita da artista, il non sorridere negli scatti, sono piccoli elementi voluti per riuscire ad entrare nell’animo dell’osservatore, per cominciare il percorso che porterà a fare la propria scelta di vita.

 

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