Reggio di Calabria: da venerdì 23 domenica 25 novembre, il Teatro Siracusa ospita la IV^ edizione di “Reggio in Jazz” (rassegna musicale organizzata dall’Associazione culturale “Naima”)

di Annalice Furfari*. Ai nastri di partenza la quarta edizione di Reggio in Jazz. Ritorna il consueto appuntamento con l’evento musicale organizzato dall’associazione culturale “Naima”. La rassegna si svolgerà a Reggio Calabria, presso il teatro Politeama Siracusa, nei giorni 23, 24 e 25 novembre 2012. La manifestazione si riaffaccia al 2012 con un cartellone di grande qualità, che punta su artisti di talento, con orientamenti musicali differenti, nel solco di un genere raffinato e ricco di suggestioni qual è il jazz. La programmazione della rassegna, ideata e diretta da Peppe Tuffo, è composta da tre appuntamenti. Concerto di apertura venerdì 23 novembre con Sergio Nicola Trio. Sabato 24 si esibiranno gli Omparty – A Leon Pantarei project. Chiuderà domenica 25 Lala Mangiaracina 4tet.

Le tre serate avranno inizio alle ore 21.15. Come di consueto, è prevista una riduzione sul prezzo del biglietto per gli studenti. A introdurre le tre serate sarà la Music Academy di Reggio Calabria, rappresentata dai maestri Luca Scorziello ed Ercole Cantello, che proporranno un progetto di percussioni e batteria denominato “Viaggio nel mondo delle percussioni”. I concerti in programma saranno, quindi, preceduti da brevi performance dei musicisti reggini. Nato nel 2009, Reggio in Jazz è oggi un appuntamento di rilevanza nazionale, un’ampia e prestigiosa ribalta, un laboratorio di promozione della scena jazz calabrese. È un ambizioso progetto guidato da un obiettivo primario: la crescita culturale e sociale del nostro territorio. La manifestazione si configura come una rassegna di talenti nazionali, ma anche un luogo per inedite esibizioni di intraprendenti artisti calabresi, una rappresentazione di linguaggi e dialetti musicali spesso distanti, modalità e forme artistiche diverse, istanze e suggestioni di terre vicine e lontane. Per gli artisti coinvolti, Reggio in Jazz si è affermato come punto di riferimento, spazio progettuale per incontrarsi, interagire, confrontare idee e avviare nuove collaborazioni. «La passione e l’orgoglio – afferma il direttore artistico Peppe Tuffo – che ci spingono a dare vita a questa quarta edizione, l’entusiasmo che contraddistingue il lavoro di chi da sempre si fa carico di tutto quanto ruota intorno all’evento, nascono dalla consapevolezza che Reggio in Jazz rappresenti un patrimonio importante da salvaguardare per la città di Reggio Calabria». I musicisti di Reggio in Jazz. Sergio Nicola Trio (venerdì 23 novembre). Il trio è formato da Nicola Sergio al pianoforte, Francesco Angiuli al contrabbasso e Fabio D’Isanto alla batteria. Il frontman Nicola Sergio – pianista, compositore e arrangiatore – è laureato in Economia e diplomato col massimo dei voti in Piano Classico e Jazz presso il Conservatorio di Perugia. Nello stesso Conservatorio ha ottenuto anche il diploma di Pedagogia e Didattica della musica. Ha conseguito, inoltre, il Prix jazz al CNR di Parigi, città in cui risiede dal 2008. Il musicista italiano dimostra sin dai primi passi le sue doti musicali, ottenendo vari attestati di merito in numerosi concorsi e rassegne di musica classica per giovani interpreti. È stato leader a Parigi di un trio a proprio nome che ha visto come special guest il sassofonista newyorkese Michael Rosen e il sassofonista argentino Javier Girotto. Con questo progetto ha registrato il disco Symbols per l’etichetta olandese Challenge Records International, firmando con la stessa un contratto d’esclusiva per la produzione di tre album. Symbols, primo cd della serie, è attualmente distribuito in Europa, Giappone e Stati Uniti. Due brani del disco, Il labirinto delle fate e Seven Six, sono stati selezionati da Frédéric Charbaut per essere diffusi su tutti i voli della compagnia aerea Airfrance nel quadrimestre agosto-novembre 2010. Nello stesso anno Nicola Sergio ha ricevuto numerosi riconoscimenti dalla critica internazionale. Oltre ai due Jazzit Awards nelle categorie di miglior disco internazionale (premio della critica) e miglior compositore italiano (premio del pubblico), il disco è recensito favorevolmente dalla stampa specializzata europea: Jazzit, Musica Jazz, Jazzthing, Jazzthetic, Ensuitekulturmagazin, Horeindruck, Jazzman Jazzmagazine, Piano, Netherlans Dagblad, Pianowereld, Andy Magazine, University Magazine. Molti anche i passaggi radio: BRF Jazztime, TSF Jazz, Jazz à FIP, Radio Aligre, Radio France Musique, Radio France Bleu, Radio Campus Paris, Radio King International, Radio Phonica, Teleradiostereo. Nel febbraio del 2012 Nicola Sergio ha registrato il nuovo cd, Illusions, prodotto sempre da Challenge Records, in trio con Stéphane Kerecki al contrabbasso e Fabrice Moreau alla batteria, distribuito in Europa, Giappone, Cina, Sud Korea e Stati Uniti. Ha, inoltre, registrato come leader un reportage e un disco per il progetto Cilea Mon Amour – rivisitazione in chiave jazz delle opere principali del compositore Francesco Cilea – dell’etichetta Nau Records, in quintetto con Joe Quitzke, Stéphane Kerecki, Yuriko Kimura e Michael Rosen. Nicola Sergio ha suonato in diversi club e jazz festival in Francia, Italia, Germania, Svezia e Olanda. A fianco dell’attività principale di carattere jazzistico, si annoverano poi esperienze in progetti al confine tra jazz, musica da camera, pop, musica per film/teatro, direzione di Big Band. Omparty – A Leon Pantarei project (sabato 24 novembre). Il quartetto è formato da Leon Pantarei alle percussioni e voce, Pasqualino Fulco alla chitarra, Carlo Cimino al basso e Alberto La Neve (tenore e baritono) al sassofono. Il frontman Leon Pantarei (calabrese nato a Cosenza, ma con radici sicule e spagnole) è un multi percussionista specializzato nell’uso di strumenti di provenienza mediterranea, mediorientale e orientale, assemblati in chiave etnojazz in un fascinoso e originale hand-percussion set. Nella sua carriera ha collaborato con molti artisti, sia in ambito pop (Pino Daniele, Mango, Teresa De Sio, Mariella Nava) che jazz (Antonello Salis, Lutte Berg Ensemble, Paul M.Endless, Luca Pirozzi, M. Siniscalco, Joe Bowie, Luca Aquino, Liza Werkerk, Nanà Vasconcelos, HakonKornstad etc.). Leon è stato leader del gruppo etnodub Pantarei, ed è attualmente leader del gruppo etnojazz Omparty, vincitore del M.E.I. 2009, nella sezione “Suoni di Confine”, con l’opera prima L’Isola della Pomice, edita da Picanto/Egea. Ha all’attivo oltre trenta pubblicazioni discografiche, (l’ultima in ordine di tempo è il secondo disco della formazione Omparty, Petrajanca – 2011 Picanto/Egea), tra dischi da solista e collaborazioni. Nel recente referendum “JazzItAwards”, promosso dall’omonima rivista italiana, Leon si è piazzato tra i dieci migliori strumentisti italiani nella categoria “Altri strumenti” e primo fra i percussionisti. Leon Pantarei è il portabandiera dell’idea di contaminazione tra linguaggi e stili. Inesausto inventore di linguaggi di sintesi, produce una grande espressività percussiva, facendo in modo che le varie tecniche riassunte nel suo drumming convergano sull’impianto  metodologico fornitogli dal jazz e dall’etnojazz. In ragione del carattere evocativo e mediterraneo della sua percussività e delle sue composizioni, la critica specializzata tende a definirlo come un artista “pitagorico”, rispetto al climax pan-mediterraneo e iterativo che i suoi ritmi e il suo canto riescono a evocare. Allievo di Nanà Vasconcelos per le pulsazioni amazzoniche, di Shalil Ustad Al Shankar per le tablas indopakistane, dei Musicians of Nile per darbouka, tombak, doumbeck Tar e bendìr, muovendo dal modalismo e da Miles Davis e assecondando una forte predisposizione al canto dato, Leon ha sviluppato la propria sintesi espressiva lungo la linea di una particolare espressività melodica, densa di riferimenti ed evocazioni mediterranee e orientali. Il tutto è confluito in un hand-percussion set sorprendente, sia per la ricchezza dei colori che delle opportunità timbrico-dinamiche. Attualmente Leon Pantarei si colloca tra gli interpreti maggiori del manifesto stilistico del “folklore immaginario”. Lala Mangiaracina 4tet (domenica 25 novembre). Il quartetto è formato da Laura Lala alla voce, Sade Mangiaracina al piano, Giacomo Buffa al contrabbasso e Alessandro Marzi alla batteria. I quattro musicisti presenteranno il progetto Pure Songs, album di esordio di Laura Lala, edito dall’etichetta indipendente Jazz Collection a seguito del primo premio vinto dalla formazione all’interno del “Saint Louis Jazz Contest 2008”. È un lavoro nato dall’amore per la capacità comunicativa ed emozionale di una melodia, sia essa proveniente dal jazz o dal vasto e vario patrimonio di ascolti che ognuno di noi accumula e custodisce negli anni. Le musiche di Pure Songs sono la fonte e l’ispirazione per la scrittura dei testi. Il progetto nasce anche dall’amicizia e dalla collaborazione fra le due musiciste Laura Lala (cantante, autrice di alcune musiche e di tutti i testi) e Sade Mangiaracina (pianista e autrice di alcune musiche), che hanno scoperto di condividere, oltre all’amore per il jazz e l’improvvisazione, la stessa passione per le canzoni e la capacità di attribuire grande valore al testo, alla sua interpretazione e alla sua composizione in inglese e in siciliano, dialetto che appartiene alla cultura e alle radici di entrambe. Il nome Pure Songs scaturisce da una riflessione sul concetto di purezza, intesa come sincerità e onestà. «Sono questi – afferma Lala – i regali più grandi che ci ha lasciato il jazz. Ne ho parlato con Sade e, dall’incontro con la sua musica, questa idea è diventata un progetto. L’uso del dialetto siciliano non è frutto di una scelta razionale ma istintiva, rappresenta l’identità». Special guest dell’album è il pianista siciliano Salvatore Bonafede, che definisce così il progetto: «La musica è filosoficamente inconoscibile. Pure Songs è una briciola di musica in un mondo spietato. Produce storie, storie vere, dure e pure. Quelle di chi ama questo linguaggio allo stato puro». *Addetto Stampa.

Condividi sui social

Reggio di Calabria: lunedì 19 il Kiwanis celebra la Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia con l’evento “Io, protagonista del mondo”

di Anna Maria Reggio*. I bambini protagonisti dei propri diritti sono i bambini che cambieranno il mondo. Questo il messaggio che il Kiwanis Distretto Italia San-Marino vuole diffondere in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza istituita per celebrare l’omonima Convenzione, che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato il 20 novembre del 1989. In tale cornice la Divisione Calabria 2  del Kiwanis, nella conferenza odierna presso il Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, moderata dall’addetta stampa Anna Maria Reggio, ha presentato l’evento “Io, protagonista del mondo”

che si svolgerà lunedì 19 novembre alle ore 9.00 presso il cine teatro Odeon di Reggio Calabria, dove si esibiranno per rappresentare i diritti di cui sono portatori i circa 500 bambini delle scuole primarie di Reggio e Provincia che hanno aderito all’iniziativa. Hanno relazionato il Luogotenente Governatore Natale Praticò, il Chairman Eventi Sponsorizzati Vincenzo Malacrinò, il Chairman per l’Infanzia Guido De Caro ed il Chairman “K for K” Rosario Previtera. Con tale progetto, il Kiwanis incontra le scuole per dare voce ai bambini nell’affermare e rivendicare in prima persona i propri diritti attraverso le espressioni creative dell’arte, della musica, del teatro, della danza, della poesia. Le Divisioni ed i Club Kiwanis di tutta Italia organizzeranno l’evento che rappresenterà un momento unico esaltante per l’affermazione dei diritti dei bambini, in una forte presa di coscienza collettiva che saprà ispirare le scelte future di chi quei diritti è chiamato a garantire. Al termine della kermesse, sarà premiata la migliore idea con il titolo onorifico di “Ambasciatore del Kiwanis per i diritti dell’infanzia”. Un’idea che, quindi, non si ferma al solo momento celebrativo, ma un’idea che “cammina” per ricercare  percorsi possibili per una sua concreta realizzazione. Nel corso dell’evento del 19 Novembre, sarà consegnato dall’Immediato Past Luogotenente Governatore, Francesca Pizzi, il Premio “L’Ulivo d’Argento”, istituito dalla Divisione Calabria 2 per quelle persone o associazioni che si sono distinte nel campo della solidarietà sociale. Quest’anno il riconoscimento è stato assegnato all’Associazione “Terra senza confini onlus”, con sede in Campo Calabro e presieduta dal sig. Giovanni Floccari. L’evento “Io, protagonista del mondo”, farà da preludio alla raccolta fondi abbinata al Service “Kiwi for Kiwanis” che si svolgerà, il 24 e 25 Novembre nelle piazze di Reggio Calabria e Provincia per sostenere il service mondiale Eliminate teso a sconfiggere il tetano materno e neonatale, ancora causa di morte in 33 Paesi del Mondo. I progetti “Io, protagonista del Mondo” e “K for K”, presentati oggi, sono stati molto apprezzati dal Distretto Italia-San Marino, che ha voluto dare loro un’estensione su scala nazionale – ha affermato soddisfatto il LGT Praticò – sottolineando l’importanza di porre al centro i bambini nella manifestazione dei propri diritti. Le iniziative programmate per celebrare la Giornata dei Diritti dell’Infanzia, anche quest’anno, vedono la proficua collaborazione fra tutti i Club Kiwanis della Divisione Calabria 2, Reggio Calabria, Città dello Stretto, Villa San Giovanni, Reghion 2007, Magna Grecia “L. Giugno”, Città del Mediterraneo e Fata Morgana Città di Villa San Giovanni e del prezioso apporto del Kiwanis Junior Reggio Calabria e Villa San Giovanni. “Il Kiwanis, organizzazione mondiale umanitaria di volontari al servizio dei bambini del mondo – afferma il Governatore del Distretto Italia San Marino, Roberto Garzulli nel messaggio diffuso ai Club – non può mancare, in una giornata così importante, di far sentire la propria presenza ed il significato del proprio impegno costante a sostegno dei bambini in difficoltà, dei bambini i cui diritti sono spesso negati e, in alcuni Paesi del mondo, persino nel diritto primario di ogni essere umano che è il diritto alla vita”. Informazioni. Autori del progetto “Io, protagonista del Mondo”: Vincenzo Malacrinò e Guido De Caro. Autore del progetto “Kiwi for Kiwanis”: Rosario Previtera. Link utili: La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia http://www.kiwanis.it/engine/art.php?ID=166 http://www.kiwanis.it/engine/art.php?ID=165. *Addetta Stampa Kiwanis Divisione Calabria 2. (Nella foto 3, da sinistra, Rosario Previtera, Natale Praticò e Anna Maria Reggio e, nella foto 4, sempre da sinistra, Guido De Caro e Vincenzo Malacrinò).

Condividi sui social

Reggio di Calabria: grande successo per la prima di “Odissea Cabaret” che apre la stagione teatrale di Scena Nuda

di Dominella Trunfio. “E’ stato di vitale importanza portare in scena questo spettacolo che parla soprattutto di un viaggio fisico e morale, che mette in discussione la nostra esistenza e ci invita ad abbandonare il relativismo in cui viviamo per affacciarci al mondo con gli occhi degli altri”. Così Mohamed Ba, attore protagonista insieme ad Enzo del Liguoro, dopo la prima dello spettacolo “Odissea Cabaret” che venerdì sera, davanti ad un pubblico di più di duecento abbonati, ha aperto la stagione al Teatro Zanotti Bianco di Reggio Calabria.

“Stiamo cercando di realizzare per il secondo anno consecutivo –  ha spiegato la direttrice artistica di Scena Nuda Teresa Timpano- un percorso culturale che apra al confronto nazionale ed internazionale in cui la Residenza teatrale sia un luogo d’incontro e di scambio d’opinioni”. Prodotta dalla Compagnia Teatrale Scena Nuda e dal Centro Studi Quasimodo per la regia di Nicoletta Robello e il testo di Laura Tassi, la rappresentazione liberamente tratta da L’Odissea di Omero prende voce con due personaggi: un barbone/Atena (de Liguoro) che rimpiange i vecchi tempi in cui la sua saggezza era utile a qualcuno e un cameriere Nessuno (Ba) disilluso e afflitto dai problemi con la moglie, il figlio, la madre, l’azienda per cui lavora e l’acqua per cui manifesta un terrore atavico. “Uno spettacolo eterogeneo – ha commentato il talentuoso de Liguoro nel post – che riprende la nostra quotidianità, le incertezze che ognuno di noi vive nel proprio presente, facendoci riflettere su ciò che veramente è essenziale ma, anche sulle nostre radici”. E gli attori per non dimenticare, in scena si servono dei loro dialetti, rimpastano parole, conducono strepitosamente dibattiti in lingue differenti non dimenticando mai l’animus che li lega: il viaggio. “Ognuno di noi – ha continuato de Liguoro- può essere rappresentato da Ulisse che cerca di tornare alla propria Itaca, da Atena abbandonata dal padre o da quella  mancanza di coraggio che ci porta a scappare per tutta la vita”. “ Partire – ha detto Ba- significa fare una vita sacrificata per riuscire a garantire a chi rimane quello che fino ad allora si poteva solo sognare. Spesso si affrontano mare e deserto solo per il lusso di poter invecchiare”. E nel bar, in un giorno di pioggia, finalmente il barbone/Atene riprende il mito di Ulisse e lo fa rivivere in scena per dimostrare al cameriere Nessuno ciò che forse a lui manca. I personaggi di Omero vengono così rievocati, alcuni sono portati in scena fisicamente come Nausicaa, proprio come uno spettacolo di cabaret in cui il monologante si serve di tutti gli elementi presenti, pubblico compreso, per trasformarli in personaggi utili al racconto. E il pubblico attento e partecipe resta con il fiato sospeso per poi applaudire quando l’antieroe Nessuno riesce a reagire e ad intraprendere un viaggio di “virtute e conoscenza” pur rimanendo fermo al tavolino del bar. (Foto: Giuseppe Condemi Photography 2012).

Condividi sui social

Reggio di Calabria: da oggi al 25 novembre la “Campionaria”

di Teresa Scordino*. Si accendono i riflettori sulla “Campionaria”! A partire da oggi pomeriggio alle ore 15.00, il villaggio fieristico di Parco Pentimele si vestirà di musica e colori che faranno da cornice suggestiva alle prestigiose “vetrine”, allestite per ospitare oltre 200 aziende provenienti da tutta Italia, nei settori più svariati. Per dieci giorni a partire dal 16 novembre fino a domenica 25, l’area nord della città si presenterà all’occhio attento dei visitatori, sotto un aspetto nuovo, accattivante e innovativo.

Infatti, il tour in fiera, tra le numerosissime proposte commerciali degli operatori che offriranno spunti e novità di vario genere, sarà inframmezzato da momenti di intrattenimento: location con ambientazione in perfetto stile country che farà rivivere il vecchio West, con Dj, Voice ed esibizioni di ballerini-insegnanti che mostreranno i passi della dance statunitense; ed ancora, teatro in vernacolo. Inoltre, l’inaugurazione della “Campionaria” vedrà la presenza di due ospiti di prestigio, Giacomo Battaglia e Gigi Miseferi. In tale occasione verrà presentata la pizza piccante “Miseferi-Battaglia” – creazione della Pizzeria “Mirablù” di Reggio Calabria – ispirata al “gusto” piccante del loro repertorio satirico. Una dieci giorni ricca di sorprese, dunque, che prenderà il via nel pomeriggio, con l’apertura della “Campionaria” alle ore 15.00, un mix vincente di aggregazione e relax e insieme opportunità di scegliere, nell’imminenza delle feste natalizie, piccole e grandi strenne. La “Calabria Eventi” è lieta di invitare la cittadinanza all’ottava edizione della “Fiera Campionaria dello Stretto 2012… Aspettando il Natale, tra novità e convenienza”, ricordando che il sito fieristico di Pentimele Park rimarrà aperto dal lunedì al sabato dalle 15:00 alle 22:00; e domenica, orario no-stop, dalle 10:00 alle 22:00. L’ingresso è gratuito. Ulteriori informazioni sull’iniziativa, sono disponibili sul sito www.calabrieventi.it. *Responsabile Comunicazione “Calabria Eventi”.

Condividi sui social

Rosarno (RC): Istituto d’Istruzione Superiore “R. Piria”, sabato 17 “Fiaba Day 2012: Andiamo Avanti”. Fiaba Day e primo villaggio delle imprese e dei giovani per una libera crescita

In un momento così grave di crisi economica e sociale nazionale, nel quale si rischia di far passare in secondo piano i triplicati sforzi di chi promuove la cultura e la preparazione dei giovani e tenta di fare impresa in Calabria, le piu' attive associazioni e le vitali aziende dell'area industriale di San Ferdinando-Gioia Tauro–Rosarno e Laureana di Borrello unitamente al Fiaba ed all’Istituto d’Istruzione Superiore“R. Piria” di Rosarno hanno progettato un appuntamento-evento capace di accendere i riflettori sulla Calabria che promuove, lavora, produce, che va avanti e non si arrende, nonostante le inopinabili maggiori difficoltà nel confronto col restante territorio nazionale.

Nasce così un progetto pensato per lanciare, in occasione della decima edizione del "Fiaba Day", il messaggio "Andiamo avanti" perchè dalla cultura e dal lavoro nasce lo sviluppo intellettuale, economico e l'occupazione. Il programma.  Sabato 17 novembre 2012: ore 09.00 apertura manifestazione e saluti alle Autorità; ore 09.30 intitolazione laboratorio multimediale al Giudice Rosario Livatino alla presenza di Mons. Giuseppe Livatino e dell’Associazione “Amici del Giudice  Livatino”. Micro seminari previsti: “Cultura, meritocrazia, informazione ed abbattimento delle barriere mentali per una crescita sana e legale del territorio e delle imprese”; “Istruzione e Legalità. DDA Reggio Calabria”; “Giovani e futuro comune – Io resto in Calabria”. ore 11.00: inizio attività teatrali, musicali, video proiezioni a cura degli allievi delle scuole partecipanti. Estemporanea di pittura. Concerto a cura dell’orchestra dell’Istituto “R. Piria”. Workshop con promozioni delle attività dei vari istituti partecipanti e delle associazioni di volontariato e dei ragazzi diversamente abili. Espositori per la valorizzazione delle tipicità locali. Mini fiera agricola. Presentazione Progetto “Diplomatici a New York” 2012/2013-Change the world Model UN. Le attività si protrarranno fino alle ore 19.00.

Condividi sui social

Reggio di Calabria: venerdì 16 la presentazione film “Il Sud o Niente” con la regia di Fabio Mollo

Venerdì 16 novembre, alle ore 17.00, verrà presentato presso la sede dell’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria il film “Il Sud o Niente” di Fabio Mollo. Alla conferenza stampa di presentazione interverranno oltra al regista anche Gianluca Curti, Presidente della Fondazione “Calabria Film Commission”, Antonio Eroi, Presidente del Consiglio Provinciale di Reggio Calabria, i produttori Jean-Denis Le Dinahet e Sebastien Msika, e gli attori Vinicio Marchioni e Valentina Lodovini. Modererà l’incontro Michele Geria, Production & Location Manager della Fondazione Calabria Film Commission.

“Il Sud o Niente”, opera prima del regista reggino Fabio Mollo, è stato girato interamente a Reggio Calabria e provincia e nel cast vede inoltre, sullo schermo Miriam Karlkvist, giovane attrice reggina. Il film, realizzato con il contributo della Fondazione Calabria Film Commission per l’Audiovisivo, è una coproduzione italo-francese, della società di produzione italiana “b24 Film” in collaborazione con “Rai Cinem”a e con i contributi del “Mibac – Direzione Generale per il Cinema” e del “TorinoFilmLab” e per la Francia della società francese “Madakai“ in collaborazione con la “Sofica Cofinova 9”, del “CNC – Aide aux Cinémas du Monde”. La distribuzione per l’Italia è curata dall’ “Istituto Luce Cinecittà”. Partecipano inoltre come sponsor in Calabria le società “Stocco&Stocco”, “Caronte&Tourist e “Myad1”. Il film è basato sul soggetto originale di Fabio Mollo, Andrea Paolo Massara e Josella Porto, e sulla sceneggiatura originale di Fabio Mollo e Josella Porto. Il progetto è stato premiato in fase di sviluppo dal “TorinoFilmLab”, nonché selezionato dalla “Cinéfondation/Atelier del Festival di Cannes”, “Les Ateliers Premiers Plans d'Angers”, il “New Cinema Network / Festa del Cinema di Roma” e il “Talent Campus della Berlinale”. “Il Sud o niente” è la storia di un sud che è più emozionale che geografico.  Attraverso il racconto della quotidianità di un padre e di una figlia, s'indaga con un punto di vista molto intimo sul silenzio che sta distruggendo il loro rapporto da quando il primogenito è andato via di casa. Grazia, la ragazza protagonista, non si arrende all'assenza del fratello e comincia a cercarlo. La ricerca diventa presto una ricerca dell'identità e della verità, una verità che rompe il silenzio.

Condividi sui social

Reggio di Calabria: “Artisti a confronto”, dal 28 novembre all’1 dicembre al Salone della Provincia le mostre di Chiara Chironna e Rosario Tortorella

di Elly Sirianni. Rosso, viola, nero e poi i blu e i gialli. La tavolozza dei colori si trasforma in linee e curve. Della matita non v’è più traccia e sulla tela prende forma l’universo femminile. Sono mamme, suore, guerriere, vergini e aliene. Autentiche e generose, tutte reali, ritratte nella loro essenza, anche quando l’artista cede all’astrazione. Nelle tele di Chiara Chironna (nella foto "Ulivo") c’è un po’ di tutto: astrattismo, espressionismo, cubismo, realismo. L’artista sceglie di non scegliere e il suo stile e i suoi quadri, diventano, per ciò stesso, l’emblema di una dichiarazione di libertà artistica.

Dall’altra parte della stanza, quegli stessi colori ritraggono atmosfere oniriche e desideri infranti. Qui i corpi di donna sono monocromatici e le forme diventano epiche, a raccontare di imprese fantastiche in mondi immaginari. I corpi si confondono e si fondono in un amplesso arcaico, che si consuma tra il sacro e il profano. Dal pennello dell’artista escono corpi alati e visi demoniaci e croci. Le tele di Rosario Tortorella (nella foto "La Cattedrale") raggiungono una dimensione originale che si dipana lontano dai formalismi accademici. Due artisti, due mostre, due diversi modi di trasfondere l’arte e l’estro creativo. Dal 28 novembre  al 1 dicembre a Salone della Provincia di Reggio Calabria artisti a confronto. Chiara Chironna e Rosario Tortorella in una personale a due voci dalla quale traspare il piacere del gioco, l’ansia del confronto con il proprio IO e il coraggio di scendere nel labirinto della propria psiche. I chiaroscuri di Chironna raccontano di incanti e di un tempo che non scorre e nel  continuo sperimentare   l’artista intreccia l’ardore dei colori forti con gli  abbracci di luce. Le introspezioni di Tortorella costringono a intraprendere il viaggio; nel proprio IO, nei sogni e negli incubi ricorrenti, nei desideri non confessati, perfino nella sessualità più nascosta che ciascuno di noi tiene pudicamente celata. Eppure a ben guardare, anche tra due artisti così distanti, come Chironna e Tortorella,  c’è un filo conduttore che passa di tela in tela. Il colore: il rosso vermiglio e i viola che attraversano le tele degli artisti sembrano voler urlare tra  sembra voler urlare la passione dei tratti, il dissidio psicologico che muove gli artisti  e il moto dell’anima. Mai uguale a se stesso. Capace di generare evoluzioni perenni in mondi apparentemente sconosciuti  di una dimensione astrale e di un nuovo EGO.

Condividi sui social

Roghudi Vecchio (RC): Borghi Solidali, concluso il primo workshop di rilievo architettonico

Si è concluso il primo dei quattro Campi Tematici residenziali organizzati dall'Agenzia dei Borghi Solidali in collaborazione con il corso di Rilievo Architettonico ed Urbano della Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, diretto dal Prof. Gianni Brandolino. Questo primo workshop si è svolto a Roghudi Vecchio e proprio il piccolo centro aspromontano è stato l'oggetto di indagine di circa 50 studenti che hanno proseguito l'attività di ricerca intrapresa la scorsa primavera.

Due giornate intense di lavoro, che hanno visto i futuri architetti impegnati nella conoscenza, attraverso il rilievo architettonico, del patrimonio immobile, ancorchè di particolare interese storico- antropologico, del centro fantasma che riesce ancora ad evocare il senso di quel repentino abbandono causato delle forti alluvioni che lo colpirono circa 40 anni fa. Oltre alle attività didattiche, gli studenti ed i loro tutor hanno avuto la possibilità di incontrare i custodi dell'essenza di quel territorio, uno su tutti il prof. Salvino Nucera, esperto, difensore e disseminatore della cultura grecanica, di cui Roghudi fa parte, vivendo così momenti fondamentali per la comprensione profonda del senso di quei luoghi oggetto di studio. «Come l'anno scorso, anche quest'anno siamo contenti di avere coinvolto gli studenti in un'attività di questo tipo. Siamo usciti ancora una volta dagli schemi della didattica tradizionale per far fare vivere un'esperienza altamente formativa, perchè reale e concreta» ha commentato il Prof. Brandolino, responsabile scientifico del workshop. «Siamo pienamente soddisfatti di come si è svolto qiesto primo workshop di una nuova serie – spiega Giuseppe Toscano, presidente della ProPentedattilo – anche questa volta abbiamo visto i ragazzi arrivare in questo luogo nel cuore dell'Aspromonte con un pò di timore e alla fine lasciarlo a malincuore, pregandoci di proseguire il workshop per altri giorni: abbiamo accolto degli studenti e visto andare via degli amici». Le attività proseguiranno la prossima settimana, nelle giornate del 16 e del 17 novembre, sempre a Roghudi Vecchio, per poi proseguire, nei due fine settimana successivi, a Gallicianò, altro splendito scrigno grecanico. Ufficio Stampa.

Condividi sui social

Reggio di Calabria: “New Deal”, via alla II^ edizione del progetto “Roma un ponte con le istituzioni”

L'associazione studentesca universitaria New Deal, con l’intento di agevolare i processi di apprendimento didattico, facendo visionare direttamente da vicino agli studenti lo svolgimento delle procedure legislative fin ora studiate solamente sui libri, ha dato vita al progetto "Roma un ponte con le istituzioni – Seconda edizione". Forte dell'importanza di tali iniziative, l'associazione si è fatta promotrice di una visita al Senato, al palazzo Madama, per assistere ai lavori del dibattito parlamentare in data 08/11/2012, alla seduta 832°.

In tale assemblea sono stati discussi temi importanti racchiusi nei disegni di legge che riguardavano l'insegnamento dell'inno di Mameli nelle scuole (Approvato dalla Camera dei deputati), l’Istituzione della Giornata dell'Unità d'Italia e quindi della festa nazionale del 17 Marzo. Particolare orgoglio ha suscitato nei ragazzi il saluto del vicepresidente Rosi Mauro che presiedeva, come mostra il video pubblicato sul sito del Senato al minuto 197 http://webtv.senato.it/lavori/21415/152713/362376/402569/wtvpagina_hq.htm L'associazione ha poi organizzato nel pomeriggio una lezione di storia costituzionale presso la libreria del senato, dove gli studenti hanno potuto apprendere in maniera non troppo formale la storia del Senato della Repubblica, dalla sua fondazione ad oggi, toccando con mano i diversi metodi di votazione che nel tempo si sono susseguiti nonché la funzione della "Michela" nel verbalizzare le sedute, che aveva suscitato particolare curiosità e interesse durante l’assemblea. Mario Minniti, Presidente Associazione New Deal.

Condividi sui social

Varapodio (RC): presentazione del libro di Giovanni Nucera “Don Lillo Altomonte – Profeta degli ultimi Padre dei poveri”

Un invito a leggere e meditare il libro su don Lillo Altomonte, “perché arricchisce ed accresce le nostre qualità umane, morali e spirituali, nonché culturali”. Si è espressa così la giornalista Filomena Scarpati, nel corso dell’incontro a Varapodio, nella Chiesa parrocchiale di Santo Stefano Protomartire, per la presentazione del libro dell’on. Giovanni Nucera, “Don Lillo Altomonte – Profeta degli ultimi Padre dei poveri”, edito da Laruffa. “La formazione è uno dei punti basilari del Vescovo della Diocesi di Oppido-Palmi Mons. Francesco Milito – ha ancora detto la Scarpati, nella sua qualità di  responsabile dell’Ufficio Stampa e comunicazione delle comunità parrocchiali di Varapodio – ed aiuta a creare quel raccordo tra la Chiesa ed il  mondo della cultura, che sta alla base dell’evoluzione sociale”.

Le notizie – ha proseguito – danno la conoscenza, e l’elaborazione di esse fa la cultura”. Soffermandosi sul lavoro dell’on. Giovanni Nucera la Scarpati ha esaltato il valore del libro, nel quale, “trattando come argomento principale la vita del Parroco don Lillo Altomonte nei tempi della sua giovinezza, riporta buona parte del carisma sacerdotale, e ci aiuta a comprendere quanto i sacerdoti debbano essere capiti ed apprezzati. Persone che rinunciano alla vita privata per dedicarsi alla gente delle loro comunità, immedesimandosi nelle problematiche e nella sofferenza che il prossimo si trova ad affrontare”. All’incontro, moderato dal direttore responsabile del mensile “La Piana” Damiano Tripodi sono intervenuti, oltre alla Scarpati, il parroco don Mimmo Caruso ed il sindaco di Varapodio Orlando Fazzolari. Sul libro di Nucera ha relazionato il Dirigente scolastico Filippo Foti, che ha poi lasciato le conclusioni all’autore. Gli interventi sono stati arricchiti dagli intermezzi musicali del maestro seminarista Domenico Lando. L’on. Nucera ha definito il suo lavoro  “un atto d’amore nei confronti di don Lillo, e verso i tanti sacerdoti conosciuti e stimati per la loro umanità, umiltà e servizio silenzioso e quotidiano della Chiesa, che restando fedeli alla loro vocazione, affrontano fatiche, privazioni e sofferenze. Fu, quella del ‘parroco dei poveri’ – ha ancora detto Nucera – una storia di carità e di amore vissuta dentro la dura realtà di un quartiere popolare della città di Reggio Calabria, con decine di famiglie povere, cui si aggiunse nel tempo anche un cospicuo insediamento di zingari. Un contesto difficile nel quale don Lillo Altomonte riuscì a far germogliare i semi della carità, della solidarietà e della tolleranza”. “Del grande messaggio di don Lillo Altomonte – ha concluso l’on. Nucera davanti ad una folta platea di partecipanti – dobbiamo averne memoria soprattutto oggi, in un periodo di grandi difficoltà per il paese, e per la diffusa povertà che sta interessando sempre più larghe fasce di popolazione”.  

Condividi sui social

Reggio di Calabria: con “Odissea Cabaret” si apre la stagione teatrale della Compagnia “Scena Nuda”

di Dominella Trunfio. La mancanza di coraggio, la voglia di evadere, di sfidare l’ignoto, il problema dell’acqua, le domande su Dio e il tema dell’immigrazione entrano in scena, il 16 novembre alle ore 21.00 (e in replica il 17) al Teatro Zanotti Bianco di Reggio Calabria, nella prima di “Odissea Cabaret” di Nicoletta Robello prodotto dalla Compagnia Teatrale Scena Nuda e dal Centro Studi Quasimodo. Già ampiamente apprezzato da circa 1500 studenti che, in questi giorni, si stanno alternando come pubblico del matinee, lo spettacolo liberamente tratto dall’Odissea di Omero rivive grazie al talento dei due attori protagonisti: Enzo de Liguoro e Mohamed Ba che rievocano, in un’ambientazione moderna, i personaggi incontrati da Ulisse nel suo viaggio.

Ed è proprio il viaggio il filo conduttore di tutta la rappresentazione teatrale: da quello fisico a quello interiore che porta a riflettere sui problemi del quotidiano e sul dualismo eroe/antieroe. “ I personaggi in scena- spiega de Liguoro – parlano lingue differenti ma, riescono comunque a comunicare attraverso le loro sventure. Due storie forti che si legano, si intrecciano e che racchiudono in sé il messaggio che nulla va sprecato in questa vita troppo breve”. I personaggi di Omero vengono così rievocati in un bar dove il barbone/Atena(de Liguoro) riprende il mito di Ulisse e lo fa rivivere in scena per dimostrare al cameriere Nessuno (Mohamed Ba) il vero animus che forse a lui manca. Il mito viene rispettato, l’antieroe pauroso e in cattive acque riuscirà, pur rimanendo seduto al tavolino del bar, a intraprendere un viaggio di “virtute e conoscenza”. “Lo spettacolo – dice l’attore Ba – ruota intorno ad un viaggio, quello nelle sperequazioni che esistono nel mondo, chi parte ha motivazioni giuste e fa una vita di sacrifici solo per il lusso di poter invecchiare”. (Foto: Giuseppe Condemi Photography 2012).

Condividi sui social

Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC): la patata eufemiese diventa De.c.o.. Grande partecipazione al convegno di presentazione

Si accresce il paniere provinciale delle produzioni a Denominazione Comunale di Origine con la rinomata Patata di S. Eufemia d’Aspromonte. Viene infatti avviato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Domenico Creazzo il progetto di sviluppo integrato e marketing territoriale a partire dalla De.c.o. (Denominazione Comunale di Origine) che vedrà protagonista la rinomata e tradizionale patata aspromontana che nel territorio di S. Eufemia d’Aspromonte trova le migliori condizioni agroclimatiche per l’esaltazione delle sue peculiarità e caratteristiche organolettiche.

“Da sempre nelle nostre intenzioni programmatiche – afferma il sindaco Creazzo – vi è stata la volontà di valorizzare l’agricoltura in un territorio vocato come quello eufemiese e dei piani aspromontani in genere. Non potevamo non iniziare con il prodotto principe del comparto agricolo locale che è la patata, la quale ancora oggi determina un reddito agricolo che necessita però di essere incrementato tramite un nuovo corso che si baserà sull’attribuzione del marchio De.c.o. e su un piano di marketing territoriale mirato che andrà oltre la consueta e prestigiosa sagra estiva. Anche per questo motivo – continua Creazzo – accogliamo con favore un altro progetto complementare al nostro e di ampio respiro, che è quello del Parco Nazionale dell’Aspromonte denominato “L’identità del Parco nei prodotti identitari” al quale abbiamo aderito fattivamente sin da subito”. E vi è stata grande partecipazione di pubblico e di agricoltori provenienti anche dai  comuni limitrofi, al convegno per la valorizzazione della Patata di S. Eufemia d’Aspromonte a marchio De.c.o. tenuto il 10 novembre scorso. I lavori moderati da Enzo Fedele  hanno visto gli interventi introduttivi del sindaco Domenico Creazzo, del presidente del consiglio comunale Cosimo Violi, dello scrittore locale Francesco Perrotta. Le relazioni tecniche d Francesco Morabito su “Paesaggio ed identità territoriale” e del coordinatore del progetto Rosario Previtera “La De.c.o. per lo sviluppo rurale ed integrato” hanno tracciato un quadro completo rispetto alla necessità di differenziare i prodotti definiti “commodities” ovvero prodotti generalisti e indifferenziati come la patata, tramite marchi di riconoscimento legati  al territorio, al suo paesaggio ed alle proprie risorse territoriali. In particolare è stato tracciato l’iter per l’attribuzione del marchio Denominazione Comunale di Origine e sono stati descritti esempi concreti e di valorizzazione integrata a partire dalla De.c.o. sia in Italia che in Calabria che hanno determinato uno sviluppo locale reale e creato economia positiva per la popolazione oltre che grande visibilità per le amministrazioni virtuose. “E’ importante che vi sia cooperazione tra i produttori” ha sottolineato l’agronomo Rosario Previtera “per far si che un prodotto come la Patata di Sant’Eufemia, elemento tradizionale e ancora presente nel nostro immaginario collettivo quale prodotto caratteristico del territorio, possa riacquistare la propria dignità, ottenere un valore maggiore e conferire la giusta remunerazione ai numerosi agricoltori impegnati nel comparto”. Tra gli interventi, quelli del presidente della pro-loco Rocco Luppino il quale ha definito “un momento storico quello che si sta celebrando in questo momento per la cittadinanza e l’economia locale”, del sindaco di Terranova Sappo Minulio Salvatore Foti quale testimonial del successo delle De.c.o. il quale ha ricordato che “proprio il 10 novembre del 2007 si svolse la prima assemblea popolare da cui scaturì la creazione della cooperativa Terranova ed il grande successo delle Prugne di Terranova Deco e della relativa filiera”, dei rappresentanti delle associazioni di categoria agricole provinciali:  Angelo Politi di Confagricoltura ha sottolineato come risulti fondamentale il legame tra istituzioni e territorio esaltando così l’importanza della De.c.o. per lo sviluppo della filiera quale iniziativa da continuare a sostenere fortemente vista la presenza fattiva e costante della Provincia e dell’assessorato provinciale all’agricoltura ij questa ed altre importanti iniziative promozionali per il settore primario e l’agroalimentare. Giuseppe Serra della Confederazione italiana Agricoltori ha evidenziato come la patata di Sant’ Eufemia sia conosciuta anche nei mercati siciliani e viene apprezzata in tutto il meridione, ma come avviene spesso occorre differenziarla proprio grazie ai marchi, per cui il percorso della De.c.o. potrà evitare anche le probabili contraffazioni in seguito alle differenti richieste del mercato e nel tempo potrà condurre anche al marchio IGP per la Patata aspromontana che riguarda tutto il comprensorio. A concludere i lavori è stato  Luigi Rubino, dirigente del Settore agricoltura della Provincia, il quale ha manifestato il pieno appoggio concreto e immediato al comune di Sant’Eufemia d’Aspromonte ed alla filiera pataticola da parte dell’assessorato e dell’amministrazione provinciale. Rubino ha inoltre evidenziato come sia importante non sminuire il valore della De.c.o. con il proliferare di iniziative prive di fondamento: “Numerose sono state le  iniziative convegnistiche analoghe sul territorio provinciale ed in Calabria che però lasciano il tempo che trovano in quanto non supportate da tecnici e soprattutto non basate su progetti concreti di sviluppo. Sta adesso ai produttori dimostrare di fare rete e stare insieme per raggiungere gli obiettivi previsti dal percorso della De.c.o. per la Patata di Sant’ Eufemia”. Nei prossimi giorni proseguirà il monitoraggio in campo e le assemblee con i produttori per la definizione del Disciplinare di produzione il quale verrà approvato in consiglio comunale unitamente al Regolamento di istituzione della De.c.o., al Regolamento di gestione del marchio ed all’Albo comunale dei produttori e degli altri componenti la filiera della patata di S. Eufemia De.c.o. La Patata di s. Eufemia De.c.o. si andrà ad aggiungere gli altri prodotti Deco della provincia di Reggio Calabria insieme alle ormai famose Prugne di Terranova, all'Arancia ovale di San Giuseppe, all'Annona di Reggio e, nei prossimi giorni, allo “stocco”, al "torrone” e alla “biondina” di Cittanova. (Nella prima foto, da sinistra, Morabito, Previtera, Fedele, Creazzo e Violi).

Condividi sui social

Reggio di Calabria: grande attesa per “Novello in Festa”, sabato 10 e domenica 11 a Piazza Castello

Profumi e sapori di stagione, tradizioni, musiche, spettacoli folk e solidarietà. Queste le prerogative della prima edizione de Il Sapore della Tradizione “Novello in Festa”, kermesse cultural ed eno-gastronomica organizzata dalla  Cooperativa Sociale Turismo Per Tutti che si svolgerà sabato 10 e domenica 11 nel centro storico di  Reggio Calabria, nella suggestiva Piazza Castello e animerà questo secondo week-end novembrino.

L’evento, che nasce con l’intento di esaltare la produzione di vino novello attraverso la collaborazione con aziende vitivinicole di spicco come la Cantina Enotria, l’Azienda Vinicola Malaspina e la cantina Vini Battaglia, intende promuovere, altresì, le produzioni agricole locali e rilanciare il ricco patrimonio eno-gastronomico calabrese. Si effettueranno, infatti, durante le due giornate visite guidate e degustazioni presso gli stand delle aziende del settore eno-gastronomico dove sarà, inoltre, possibile conoscere i prodotti agricoli del nostro territorio ed apprenderne i metodi di lavorazione. Attesissima questa prima edizione che si arricchisce di una serie di spettacoli, musiche folk ed attività di animazione ed intrattenimento che allieteranno il pubblico durante le giornate dell’evento, per poi attendere l’apertura delle botti di vino novello, che sarà posto in degustazione in abbinamento alle caldarroste cotte alla brace in loco, nelle serate di sabato e domenica a partire dalle ore 19.30 in poi. L’iniziativa, che gode del patrocinio dell’Amministrazione Comunale, vedrà il coinvolgimento della sez. 289 “Gilberto Perri” dell’Istituto Per la Famiglia – I.P.F. Onlus, che promuoverà una raccolta fondi per il prosieguo dei lavori di costruzione del centro di aggregazione giovanile, mensa sociale, protezione civile ed incubatore d’impresa, opera di sociale utilità che sta sorgendo in località Concessa di Catona, a Reggio Calabria. L’ingresso gratuito consentirà la partecipazione attiva del pubblico. Ufficio Stampa Cooperativa Sociale Turismo Per Tutti.

Condividi sui social

Camigliatello Silano (CS); SilaInFesta 2012. Tintinnare di mosti, festa del vino novello l’11 e il 12 novembre

Calato il sipario su uno straordinario "Autunno Silano", che con migliaia di visitatori ha fatto registrare il tutto esaurito nelle strutture ricettive dell’area per tutti i fine settimana di ottobre, SilaInFesta prosegue le sue attività con “Tintinnare di mosti”, la festa del vino novello prodotto in Calabria che sarà offerto in degustazione assieme ad altre prelibatezze dell’altipiano, dai funghi ai formaggi fino agli immancabili funghi sovrastati dal profilo imponente di “sua maestà” il fungo porcino.

Ancora una volta il corso di Camigliatello sarà addobbato a festa con gli stand degli operatori che metteranno in mostra le prelibatezze prodotte da una terra particolarmente generosa, offrendo anche dimostrazioni dal vivo sulle antiche modalità di preparazione di alimenti come formaggi o salumi, mentre d’intorno bande piluse, orchestrine itineranti, pacchiane di San Giovanni in Fiore, tamburinari della Sila, giocolieri e trampolieri restituiranno ai visitatori il clima gioioso e l’atmosfera coinvolgente delle vecchie feste di piazza. Ma il protagonista assoluto di questo fine settimana all’insegna dell’abbinamento tra prodotti tipici e musiche di tradizione, nate negli stessi contesti di una secolare civiltà rurale e contadina, saranno le spremiture delle prime uve che in Calabria trovano sbocco in vini di assoluta eccellenza che a Camigliatello si contenderanno il premio come “miglior vino novello regionale” con una giuria tecnica, composto da componenti di tre importanti associazioni di categoria (FISAR-Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori, AIS-Associazione Italiana Sommelier e ONAV-Orgsanizzazione Nazionale Assaggiattori di Vino) e una giuria popolare, composta da un giornalista di settore, un rappresentante delle istituzioni e un operatore. Promosso d’intesa con con la FISAR, il concorso ha già selezionato, nell’ultima giornata di Autunno Silano, i magnifici finalisti in lizza per il premio finale, rappresentativi delle diverse aree produttive della regione: per la provincia di Cosenza, le cantine Spadafora di Donnici; per la provincia di Crotone, le cantine Ippolito, De Luca e Zito; per la provincia di Catanzaro le cantine Statti e Lento e, infine, per la provincia di Reggio Calabria le cantine Malastina e Criserà: il vino migliore, designato da una giuria di esperti nonché dal gradimento del pubblico, parteciperà di diritto al Salone del vino novello del Mediterraneo. Durante la manifestazione ci sarà anche la premiazione del “piatto autenticamente calabrese “ che ha visto in gara gli chef dei ristoranti di Camigliatello, mettendo alla prova la loro fantasia e creatività nell’abbinare i prodotti del luogo, dal Caciocavallo alla patata fino al suino nero di calabri, con i vini Donnici, Spadara e Cirò Ippolito. Tra abbondanti libagioni di vino e un festoso paesaggio sonoro si rinnoverà così l’omaggio ai frutti della terra, celebrando le eccellenze enogastronomiche della Calabria che in Sila raggiungono vette vertiginose, differenziate di stagione in stagione. Tintinnnare di mosti è una delle iniziative di una rinnovata SilaInFesta, promossa dall’associazione Altrosud e da PromoSila d’intesa con il Parco Nazionale della Sila, la Comunità Montana “Silana”, i comuni di Pedace, Celico e Spezzano della Sila e il contributo della Banca Popolare di Crotone. Ingresso gratuito; altrosud@altrosud.it; 0984-578154.

Condividi sui social

Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC): il marchio De.c.o. per la patata eufemiese, sabato 10 convegno di presentazione

Si terrà sabato 10 novembre alle ore 17,00 presso l’aula consiliare del municipio di S. Eufemia d’Aspromonte il convegno di presentazione “La Denominazione comunale di origine (De.c.o.) per la patata di S. Eufemia d’Aspromonte”. L’evento, promosso dall’amministrazione comunale e dall’Accademia delle Imprese Europea, punta a coinvolgere i produttori agricoli del territorio per la valorizzazione concreta di un prodotto tradizionale la cui bontà ancora oggi viene riconosciuta ovunque: la patata aspromontana.

L’incontro moderato da Cosimo Petrolino, prevede i saluti del sindaco Domenico Creazzo, l’introduzione ai lavori da parte di Cosimo Violi, presidente del consiglio comunale e gli interventi tecnici dell’architetto Francesco Morabito che tratterà di “Paesaggio ed identità territoriale”, dell’agronomo Rosario Previtera, coordinatore del progetto Deco e di Calabriadeco.it su “La De.c.o. per lo sviluppo rurale ed integrato”, del presidente dell’Accedemia delle Imprese Europea Giuseppe Ariobazzani che tratterà il tema “Il marketing territoriale e l’Expodeco 2012 a Genova”. Dopo il dibattito e gli interventi dei rappresentanti delle associazioni di categoria presenti, le conclusioni saranno affidate all’assessore provinciale all’agricoltura Gaetano Rao. “L’iniziativa si colloca nell’ambito delle attività di valorizzazione e promozione delle risorse territoriali” afferma il sindaco Creazzo “consci che l’agricoltura sia ancora un settore economico trainante e che possa oggi più che mai rivestire un ruolo socio-economico ed ambientale strategico. Occorre stare al passo col mercato e auspicare la costituzione di forme associative che possano offrire un prodotto riconoscibile tramite il marchio De.c.o.”. Cosimo Violi, produttore ed al contempo presidente del Consiglio Comunale sostiene “che è necessario iniziare un percorso come quello concreto della De.c.o. per avviare i produttori, tra le altre cose, verso un disciplinare che nel tempo possa portare ad un progetto condiviso e più ampio per il comprensorio che si potrà fondare sulla certificazione IGP per la patata, quale prodotto caratteristico dei pianori aspromontani”. Per l’agronomo ed esperto di sviluppo locale Rosario Previtera “anche la Patata di S. Eufemia De.c.o., grazie a questo percorso di sviluppo integrato, potrà emergere dall’anonimato, dal momento che risulta ancora presente nell’immaginario collettivo quale prodotto della tradizione. Ci stiamo già attivando per stimolare l’incontro tra domanda ed offerta e per l’ottenimento di una massa critica commercializzabile con un marchio definito che possa conferire alla patata locale e di qualità il giusto valore aggiunto”. Pino Ariobazzani, presidente dell’Accademia delle imprese europea e promotore del Salone delle identità Territoriali ed Expodeco di Genova ribadisce come “l’Accademia sostiene le imprese e gli enti a promuovere le proprie risorse, i prodotti ed il territorio. Il Salone di Genova di fine mese sarà un’occasione unica per tutti i territori, i prodotti identitari e a marchio De.c.o. per quelle amministrazioni virtuose che credono nella sinergia tra imprese ed istituzioni per lo sviluppo tramite il marketing territoriale”. La rinomata Patata di S. Eufemia d’Aspromonte andrà ad accrescere il paniere provinciale delle produzioni a Denominazione Comunale di Origine della provincia reggina e della regione.

Condividi sui social

“Non solo Bronzi… Il contemporaneo in Calabria”: Catanzaro, la Fondazione Rocco Guglielmo

Per la seconda puntata di “Non solo Bronzi…” ho scelto di scrivere della Fondazione catanzarese nata nel 2011 per  volontà del notaio Rocco Guglielmo. Prima di introdurre il lettore nelle vicende del progetto credo sia opportuno spiegare cos’è una fondazione d’arte contemporanea. Quella delle fondazioni è, infatti, in Italia una delle realtà più consolidate che assieme alle tradizionali istituzioni museali si occupa di diffondere arte e cultura, spesso apportando un alto grado di innovazione e di internazionalità. 

Solitamente si tratta di enti privati senza scopo di lucro, dotati di un patrimonio e di un consiglio di amministrazione, che si impegnano a promuovere l’arte contemporanea e a scovare giovani artisti da proporre ad un vasto pubblico, ma anche da stimolare, creando per loro opportunità di studio e di confronto tramite l’assegnazione di borse di studio, l’organizzazione di  workshop o la creazione di residenze per artisti. In altri casi nascono, invece, con l’esplicito obiettivo di condividere con il pubblico le collezioni altrimenti private, ed è questo il caso di molte fondazioni nate per volontà di ex galleristi o di collezionisti, ma anche per iniziativa di un artista o della famiglia dello stesso. Quello della Fondazione Rocco Gugliemo è un particolare caso di ibrido, infatti il suo omonimo fondatore, nella sua vita ha affiancato l’esercizio notarile ad una passione per l’arte che l’avrebbe portato, oltre vent’anni fa,  ad iniziare una collezione dapprima di maestri del contemporaneo, De Chirico, Manzù, Vespignani, Arman, Rotella ed in un secondo momento di talenti emergenti. Il rapporto con Mimmo Rotella, inoltre, non si sarebbe fermato al collezionismo, infatti i due conosciutisi nel 1997 avrebbero creato un legame d’amicizia stimolante per l’uno e per l’altro, tanto che su consiglio di Rotella, Guglielmo avrebbe inaugurato una propria galleria a Catanzaro e qualche tempo dopo su suggerimento di Guglielmo, Rotella avrebbe creato a suo nome una fondazione che si occupasse della catalogazione e della promozione delle sue opere e di cui Guglielmo è Presidente. L’avventura della Fondazione Guglielmo ha perciò radici e ragioni lontane e profonde tra cui la necessità del suo iniziatore di conservare la propria collezione, sebbene oggi essa non sia ancora aperta al pubblico e di valorizzare l’arte contemporaneo in un contesto come quello calabrese lontano centinaia di chilometri dai centri d’arte maggiori. Per queste ragioni il comitato scientifico della Fondazione è costituito da elementi legati al territorio locale come l’editore Florindo Rubettino, il Professore Paolo Falzea e come Paolo Lamanna, direttore di Confindustria di Catanzaro, ma anche da personaggi che dall’ambiente italiano si muovono in un network internazionale ed eterogeneo, come il direttore artistico Gianluca Marziani e Cristiana Collu ex direttrice del Man di Nuoro e attuale direttrice del Mart di Trento e Rovereto. Finora la Fondazione ha organizzato ben sei mostre, tra cui due importanti collettive, la prima dal titolo “La costante cosmologica” ha avuto luogo nel febbraio 2011 ed ha ospitato l’opera di quindici artisti (Giovanni Albanese e Matteo Basilè a Simone Bergantini, Stefano Canto, Giacomo Costa, Mauro Cuppone, Alberto Di Fabio, Pierluigi Febbraio, Michelangelo Galliani, Veronica Montanino, Svetlana Ostapovici, Tommaso Ottieri, Affiliati Peducci-Savini, Luca Piovaccari, Adrian Tranquilli) ad ognuno dei quali è stata messa a disposizione una sala all’interno degli spazi del Complesso San Giovanni, la seconda, una rassegna di video arte,  intitolata “Corpo elettronico” è stata organizzata appena un anno dopo, presentando le opere di Alessandro Amaducci, Bianco-Valente, Canecapovolto, Salvo Cuccia, Zimmerfrei, Masbedo, Giuseppe Colonese, Luca Bolognesi, Matteo Basilé, Antonello Matarazzo, Andrej Mussa, Ehab Halabi Abo Kher, Alessandro Bavari, Theo Eshetu, Gianni Toti e Studio Azzurro (per un approfondimento è possibile visitare il sito http://www.corpoelettronico.com). Ciò che caratterizza la Fondazione è l’esigenza di iniziare una sorta di riscoperta del territorio regionale, ma anche di intessere una rete di rapporti che ne estendano il territorio di influenza. Da queste ragioni è scaturita la scelta di non avere una sede fissa,  le iniziative svoltesi  fino ad oggi hanno, infatti,  avuto come sedi il Complesso monumentale San Giovanni di Catanzaro, la Casa della Memoria di Mimmo Rotella e la città di Catanzaro in genere con la mostra di  Alex Pinna che ha disseminato quattro grandi sculture in punti strategici di Catanzaro, lungo il corso principale, nel cortile d’onore del Palazzo della Regione, nel chiostro del palazzo comunale e presso il complesso Monumentale del San Giovanni. Dalla Fondazione è stata inoltre promossa a Palazzo Collicola di Spoleto, di cui è direttore artistico lo stesso Marziani, la mostra dell’artista marocchina Latifa Echakhch, «A chaque stencil une revolution (for each stencil a revolution)». Il legame col territorio viene, inoltre rimarcato in progetti come Arte in Calabria, si tratta di una sezione del sito della Fondazione http://www.fondazioneroccoguglielmo.it/UserArtistiAdd.asp, alla quale chiunque si occupi di contemporaneo in Calabria (artisti, gallerie, fondazioni, musei, istituzioni, collezionisti, critici, educatori, associazioni)  si può liberamente iscrivere, con lo scopo di creare una sorta di archivio che possa  un giorno avviare esperimenti e collaborazioni prolifiche. L’idea di creare un network o una “filiera creativa” per la regione, è anche alla base di  Hub Calabria, progetto destinato agli artisti calabresi ed inaugurato con la personale di Alessandro Russo dal titolo "Umanità, Maschere, Luoghi"  che ha mostra in tre momenti  il percorso artistico dell’artista e la sua pittura fatta di linee asciutte e  campiture di colori sporchi,  ora travagliata o  esuberante come nella sezione Umanità, ora misteriosa e magica come in Maschere, ora  realista e  drammatica come in Luoghi. Il progetto continua oggi con la personale di Cesare Berlingeri, inaugurata il 27 ottobre e visitabile fino al 10 gennaio 2013, nelle sedi della Casa della Memoria e della Chiesa di Sant’Omobono. Intanto un'altra mostra è alle porte e si tratta di “Lo sguardo espanso” ( dal 30 novembre 2012 al 3 marzo 2013 – Complesso Monumentale del San Giovanni) la retrospettiva dedicata al cinema d’artista italiano, con opere di Angeli, Depero, Munari, Pascali, Patella, Schifano e con i décollages di Rotella, per il legame di questi con il mondo cinema. Quello della Fondazione è insomma un progetto vasto ed ambizioso, ma soprattutto stimolante per la realtà calabrese che può fare bene, è un esempio ammirevole di coraggio e di determinazione, di creatività e  di saper fare messi a disposizione della collettività. Per info e mail: http://www.fondazioneroccoguglielmo.it/default.asp e info@fondazioneroccoguglielmo.it (Nelle foto: Rocco Guglielmo e "Geometria rossa piegata", Cesare Berlingeri, 2011, tecnica mista su tela piegata).

Condividi sui social

Reggio di Calabria: sabaro 10 la presentazione del progetto del film “Giulia Montera, una vita spezzata”

“Giulia Montera, una vita spezzata”, entra nel vivo la campagna di sensibilizzazione. Sabato 10 novembre alle ore 11.00 sarà presentato il progetto del film alle autorità ed alla stampa, presso la sede del consiglio regionale, sala Giuditta Levato di Palazzo Campanella a Reggio Calabria. Sarà prodotto dall’associazione unalottaxlavita il film storia/vera sulla piccola Giulia. Saranno impegnati: Alfredo Li Bassi per la regia, Mauro Graiani per la sceneggiatura e Mariana Melchionna per le scenografie.

Le riprese saranno effettuate dalla Sicily movie service, stesso colosso che vanta al suo attivo film di grande successo come “il segreto dell’acqua” su Rai uno ed tanti altri. Si affida all’attore e manager Agostino Conte l’organizzazione esterna e la direzione vendite delle pubblicità. La Publi world di Renato Di Pietro è la concessionaria autorizzata per il film di marketing pubblicitario. Attori importanti e volti noti su Rai e Mediaset saranno parte integrante del progetto. Sono ufficiali le presenze di attori come Luigi Maria Burruano, Antonio Tedesco, Giovanna Macaluso, Costantino Comito, Michele Li Volsi, Marco Catanzaro, Cettina Crupi, Paolo Turrà e Vito Napolitano. Naturalmente tutti presenti per la conferenza stampa. Costumista della produzione sarà il reggino Naele Latella, gli abiti di mamma Maria saranno curati dalla stilista Caterina Ficara presidente dell’associazione culturale Artefici della Moda. Al fianco del presidente di unalottaxlavita Gabriele Montera , in questa avventura, come stretti collaboratori, troviamo Carmelo Regolo, Salvatore Melchionna, Renato di Pietro, Stefano Federico, Maria Arcuri, Valentina Albini, Carmelo Tevere ed Antonino Ventura. Particolare importanza ricoprono nel film anche le colonne sonore di inizio e fine film. Cureranno le colonne sonore del film il gruppo calabrese dei FabulaNova e quello pugliese degli Eros CoverBand. Sarà proprio la Eros CoverBand che, in occasione della conferenza stampa del 10 Novembre, presenterà un inedito per la piccola Giulia che sarà la colonna sonora del film. Tutto al gran completo, dunque, lo staff tecnico ed artistico di Giulia Montera, una vita spezzata, capitanati da papà Gabriele. Per integrare gli attori e le attrici nel film, nello stesso pomeriggio di giorno 10 Novembre, con inizio alle ore 15.30 è confermato il primo casting ufficiale del film che si terrà presso il resort Altafiumara sito in Santa Trada di Cannitello, Villa San Giovanni – RC. Unica regola per partecipare al casting è quella di risultare tesserati di unalottaxlavita. Il direttivo dell’associazione, infine, fa sapere che sarà possibile entrare a far parte della grande famiglia di unalottaxlavita anche giorno 10 novembre grazie all’apposita area tesseramenti creata per l’occasione sia in sala conferenza che presso la sala casting. Il Film oltre ad essere la storia di Giulia Montera è anche una denuncia sullo stato attuale della sanità ed al tempo stesso vuole essere costruttivo, infatti desidera concretizzare una tangibile solidarietà per garantire gli innumerevoli viaggi della speranza alla piccola Giulia, stante lo scarso reddito familiare e far sentire tutto l’affetto della popolazione; come, peraltro, già fatto in occasione della Manifestazione di Solidarietà per la raccolta di fondi denominata “UnaSperanzaxGiulia” presso il Teatro Cilea di Reggio Calabria. Sui Siti Ufficiali: www.unasperanzaxgiulia.it e www.giuliamonteraunavitaspezzata.it è possibile reperire ulteriori notizie sia sul film sia sulla dolorosa storia di Giulia.

Condividi sui social

“Quel che resta”: Malacrinò “Un film sul terremoto del 1908 che parla di storia, sentimenti, tragedie umane e fatti realmenti accaduti ma bocciato a favore di film e trasmissioni insignificanti la cui messa in onda non si sarebbe dovuta permettere”

di Vincenzo Malacrinò*. Mi chiedo se sia più giusto far conoscere e trasferire all’uomo i sentimenti e la storia oppure la banalità contenuta in alcuni film e in diversi programmi televisivi. La risposta, è chiaro, dovrebbe tendere verso la prima soluzione ma, stranamente, oggi più che mai, si assiste ad una “svendita” dell’uomo e della sua stessa identità culturale tanto da vivere nell’invasione più barbara di programmi snaturati da ogni filo logico umano. Si assiste ad un assottigliamento e a un voler assottigliare, a tutti i costi, la mente di tutti ed in modo particolare delle nuove generazioni.

Si può mai parlare di progresso e di sviluppo o di attenzione verso la crescita adolescenziale e la formazione umana se, ancora in questo nostro secolo, continuano ad andare in onda programmi in cui si manifestano, senza alcun pudore, relazioni sentimentali “svendute”? Storie, in telenovele o in altro genere d programmi, seguite dalla stragrande maggioranza della gente, in cui si narra una mamma separata dal padre che decide di vivere con un altro uomo mentre con lo stesso ha un altro figlio e che successivamente ha deciso di vivere con l’amico del nuovo compagno per poi avere un altro figlio ancora che, stranezza della vita, si è fidanzato con la figlia del suo primo marito che intanto aveva deciso di convivere con un’altra donna! Ebbene, cosa ci si può aspettare, come reazione da bambini o da giovani che osservano questo genere di eventi? Psicologicamente tenderanno a considerare questo genere di intrecci “normali”, anzi “di moda” tanto, magari, da emularli se non subito, col passare degli anni. Poi come approcciarsi nei riguardi di una ragazzina di 12 anni che decide di uscire il sabato sera con il proprio ragazzo per tornare alle 4 del mattino dopo essere stata, giustamente, in discoteca e aver “esagerato” con le amiche? Tutto deve essere permesso perché il termine “io voglio” esiste ed è consolidato. Ovviamente non in tutte le famiglie si respira quest’aria anche se questi pochi esempi rappresentano una frangia di Italia e di un mondo che va in rotoli al di la di ogni regola e di ogni senso logico di affrontare il vivere. Non è tutto permesso. Questo bisognerebbe insegnare alle nuove generazioni così come non si dovrebbe permettere la messa in onda film e trasmissioni insignificanti al posto di quelli che avrebbero parlato di storia, di sentimenti, di tragedie umane e di fatti realmente avvenuti. Bene, questi film vengono “bocciati”. Ciò è accaduto nei giorni scorsi con “Quel che resta”, un film che parla dello sconvolgente terremoto avvenuto a Reggio Calabria e a Messina il 28 dicembre del 1908. Migliaia di morti, migliaia di storie umane, di drammi, di sogni strappati e di terrore, cancellati con una “X”. Perché questa storia e questo dramma non devono essere conosciuti? Perché il Festival del Cinema di Roma ha detto “no” a questa storica narrazione? Certo, non ci vogliamo sostituire a chi ha valutato il contenuto rappresentato sulla pellicola ma se gli attori avessero interpretato una storia di ndrangheta o una classica strage di famiglie, forse lo spazio si sarebbe trovato mentre, narrando la storia di due grandi popoli, di due grandi regioni, la risposta è “no”. La porta è chiusa. Ma d’altro canto il festival del Cinema di Roma ha chiuso la porta a se stesso perché, ora più che mai, purtroppo, l’attualità del film è alquanto elevata considerato il sisma nel pollino che ha fatto tremare Calabria e Basilicata, il terremoto dell’Emilia e la catastrofe dell’Aquila. Non rappresenta, forse, il dramma dell’uomo il film che vede quali personaggi principali Giacomo Battaglia, Gigi Miseferi, Giancarlo Giannini, Franco Nero, Luca Lionello, Rosa Pianeta e tanti altri? Ma per loro, così come per la Calabria e per l’Italia che avrebbe voluto entrare nella trasposizione di quei sentimenti storici, “quel che resta” è niente. Non resta niente se non uno sforzo immane per entrare nella pelle di chi ha lasciato la propria pelle, nelle vesti di chi non ha avuto più vesti e nel sentimento di chi, oggi, lo stesso, non lo può raccontare nemmeno attraverso la pellicola di un film. Una “bocciatura” che mortifica la storia ma soprattutto l’uomo e le sue emozioni. Questa la verità. Una “bocciatura” che non permette all’uomo di questo tempo di meditare e capire un pezzo di storia; di storia non solo Italiana bensì mondiale dal momento che i fenomeni tellurici rappresentano, purtroppo, un problema globale. Ebbene, si può dire “no” anche ai programmi formativi. Si può dire “no” alla capacità di riportare in luce ciò che per anni è vissuto sotto le macerie perché lo stesso continui a restarvi senza possibilità alcuna di gridare al mondo la propria voce. Battaglia, Miseferi, noti attori reggini, ormai presenti sul palcoscenico italiano, infatti, urlavano la voce di quel tempo, esaltando le emozioni, i disastri e le piccole gioie di un giorno scampato al pericolo. Loro raccontano la storia di chi si è trovato in mezzo alle macerie; di quanti casualmente attraversando una strada si sono trovati travolto da un dramma. Narravano la storia di quegli uomini che si alzavano alle 4 del mattino, nei paesini vicino a Reggio, per giungere in città, lavorare e portare a casa “un pezzo di pane”. Bene, quegli uomini mai più son tornati nelle proprie abitazioni ed oggi, nemmeno con il film “quel che resta” queste immagini potranno ritornare nelle case dei loro discendenti. Il film raccontava la storia di famiglie che mai più si sono ricongiunte; di donne sfollate dal centro per andare a partorire nelle marine della provincia dove c’erano soltanto fienili abbandonati. La pellicola mette accanto pezzi di storia lontana e drammi vicini come quelli vissuti dalle popolazioni di questo tempo, vittime dello stesso terrore. Al Regista Laslo Barbo così come ai produttori Film Commission Calabria, produzione straordinaria Srl e provincia di Reggio Calabria “quel che resta” è la forza di continuare ad andare avanti nella presentazione del film in altri festival perché i contenuti storici ed umani nonché culturali ed emotivi possano giungere nelle case degli italiani. Al Festival del Cinema di Roma che “pur apprezzando l’opera” non ha trovato lo spazio per poterlo collocare, sarebbe giusto ricordare che purtroppo, il terremoto non si può lasciare dietro la porta. Sarebbe bello poterlo bocciare; ma solo quello vero. Il film, invece, ha tutto il diritto di poterlo raccontare. *Dottore di Ricerca.

Condividi sui social

Reggio di Calabria: Kiwanis “Reghion 2007”, Giornata del RiKordo dei bambini morti e mai nati

di Renato Pustorino*. Anche quest’anno si è svolta, presso il Cimitero di Condera, la Celebrazione della giornata in ricordo dei bambini, morti purtroppo troppo presto per godere della vita terrena, e di quelli mai nati, organizzata dal Kiwanis Club “Reghion2007” e condivisa con gli altri club della Divisione Calabria 2. Il Presidente del KC Reghion 2007, Tiziana Paulazzi Cannatà ed il presidente Eletto Raffaella Crucitti hanno deposto una corona di fiori davanti alla "tomba dei bambini", alla presenza del Luogotenente Governatore della Divisione Calabria 2, Natale Praticò, presente con i figli e la moglie Antonella assieme al Segretario Divisionale, Mario Neri.

All'iniziativa del Reghion 2007, promossa per la prima volta lo scorso anno dall'oggi Imm. Past Presidente Vincenzo Malacrinò e che, da quest'anno, si svolge nella prima domenica successiva al 2 Novembre, hanno aderito il Club “Reggio Calabria” col suo Presidente Ignazio Giuseppe Romanò ed il Segretario Emilio Collini ed il Club “Città dello Stretto” col suo Presidente Natale Cutrupi. Per il Reghion2007 erano inoltre presenti: la Segretaria Anna Maria Reggio, il Tesoriere Renato Pustorino, la Socia e Chairperson Eventi Cristina Palazzolo. Subito dopo la deposizione della corona, il Presidente del “Reghion2007” ha letto i versi poetici dell’accorato appello che una madre rivolge al Padre Celeste, affidandogli il proprio bambino morto, ed ha sottolineato come il Kiwanis con questa iniziativa voglia simbolicamente ricordare tutti i bambini del mondo che tutt’oggi muoiono a causa delle guerre, della fame, delle malattie e di quelli mai nati per l’aborto anche spontaneo delle loro madri. Il canonico dell'Arcidiocesi Reggio-Bova Mons. Antonio Morabito, presente per officiare la Cerimonia religiosa, ha rivolto ai presenti le proprie riflessioni, soffermandosi sul mistero della morte ed il significato della fede. Quindi ha dato la benedizione ed invitato i presenti ad un momento di preghiera. Attraverso questa giornata, il Kiwanis cittadino ha inteso riflettere, suffragando le anime di questi innocenti, sull’importanza del servizio agli altri, ai più deboli ed indifesi innanzi tutto, nella consapevolezza che ogni  bambino che ancora oggi soffre e purtroppo muore, a causa di malattie, denutrizione e privazioni, debba essere salvato senza indugio e con azioni concrete, quelle che il Kiwanis intende portare avanti con il primo service di quest’anno sociale. *Ufficio Stampa.

Condividi sui social

Crotone: Ordine degli Ingegneri, presentazione convegno nazionale su “Le infrastrutture portuali e la nautica per lo sviluppo e la valorizzazione turistica del territorio”

Venerdì 9 novembre, alle ore 15, presso il Lido degli scogli, si svolgerà un convegno nazionale organizzato dall’Ordine degli ingegneri della provincia di Crotone dal titolo “Le infrastrutture portuali e la nautica per lo sviluppo e la valorizzazione turistica del territorio”. I dettagli dell’iniziativa sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa che si è svolta questa mattina e alla quale hanno partecipato il presidente dell’ordine Roberto Federico, il tesoriere Vincenzo Mano e il presidente della commissione marittima dell’ordine Gianluca Gentile.

«Lo sviluppo della portualità crotonese è un tema che interessa l’ambito pubblico così come quello privato – ha spiegato Federico – ed è per questo che insieme al consiglio dell’ordine abbiamo deciso di organizzare questo evento di carattere nazionale; perché siamo convinti che gli ingegneri possono fare molto nel campo della progettualità, offrendo soluzioni nuove ed innovative». Vincenzo Mano, che oltre a fare parte del consiglio dell’ordine degli ingegneri ricopre l’importante ruolo di assessore comunale all’urbanistica, ha precisato che iniziative di questo tipo possono aiutare a colmare dei vuoi che potrebbero crearsi nelle istituzioni, ad esempio con l’abolizione della Provincia e che i professionisti a Crotone ci sono vogliono essere protagonisti. «Quello di Crotone è l’ultimo di una serie di incontri che si sono svolti nei mesi scorsi in tutta Italia» ha specificato Gentile che ha poi continuato: «Di portualità si è parlato a Genova, a Salerno, a Trapani, ad Amalfi ed in altre città in cui l’attività del porto è molto importante. Per l’Italia il mare è una grande risorsa non solo per commercio ma anche per l’attività crocieristica e da diporto, bisogna solo valorizzarla ed incrementarla con tecnologie all’avanguardia». Venerdì dunque si parlerà di infrastrutture ma anche di ingegneria navale. Il tutto in un contesto nazionale ma soprattutto guardando al territorio crotonese che non sfrutta ancora a dovere il mare come risorsa di sviluppo e di ricchezza. Al convegno dunque prenderanno parte i rappresentanti istituzionali locali ma, tra gli altri, anche Paolo Viola dell’Università Federico II di Napoli, Giovanni Grimaldi presidente dell’autorità portuale di Gioia Tauro, Attilio Tolomeo presidente della commissione marittima dell’Ordine degli ingegneri di Salerno, Francesco Rossi dell’Università della Calabria. Sarà presente il presidente dell’ordine nazionale degli ingegneri Armando Zambrano.

Condividi sui social