Salice di Reggio Calabria: Nuova Solidarierà, sabato 9 e domenica 10 la XXV^ Sagra della Melanzana

(516) Questo fine settimana andrà in scena la 25^ edizione della Sagra della Melanzana. Promosso ed organizzato da Nuova Solidarietà, l'evento costituisce la punta di diamante del ricchissimo programma estivo messo in campo dai dirigenti e volontari dell'associazione.

 

Un percorso sociale, culturale e tradizionale, rivolto al costante sostentamento del Centro di Pronta Accoglienza "Casa della Solidarietà Pasquale Rotatore" e alla relativa Mensa dei Poveri, purtroppo quotidianamente sempre più affollata. Sabato 9 e domenica 10 agosto a Salice, in un Parco Verde adibito a festa,  sarà l'occasione di gustare la melanzana nei più variegati e prelibati modi: corteccia alla norma, parmigiana, polpette, melanzane in agrodolce, melanzane panate, arrostite, cordon bleu , salsiccia, pane vino, acqua, anguria e dolce. Saranno disponibili 1000 posti a tavola e da quest'anno è previsto un menu per celiaci (su prenotazione). Nel corso delle due serate, la Sagra della Melanzana sarà animata da due concerti, rispettivamente dai "Taranta Jonia Project" sabato 9 Agosto e dal complesso giunto da Napoli "Oggi e domani Show – Cover Band di Massimo Ranieri" domenica 10 agosto. All'interno dello spettacolo gastronomico trova ampio spazio l'area fieristica composta da 18 stand con i "Prodotti Tipici e Artigianali della Tradizione all'Innovazione". Altre due mostre faranno da cornice alla bontà culinaria, quella della Mostra Fotografica a cura di Alessia Sergi e soprattutto quella della "Storia della Sagra e della Melanzana con le sue proprietà culinarie e mediche" a cura della Professoressa Nuccia Cotronei. "Dulcis in fundo"… anche quest'anno verrà preparata la parmigiana detentrice del Guinness World Record. Infatti dopo la conquista del record certificato nel 2010 con i suoi 378 kg, anche in questa occasione sarà cucinata sul posto nella padella campione a forma di melanzana "tunisina" lunga 7, 60 mt più 1,70 mt di gambo, larga 2,16 mt, del peso di oltre 400 kg, poggiata su un forno caratteristico con un coperchio di oltre 500 kg. *Ufficio Stampa Nuova Solidarietà.

 

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Reggio di Calabria: lunedì 11 la presentazione del Corteo Storico in abito d’epoca in occasione del “Palio di Montebello Jonico, terra di Ludovico Abenavoli del Franco, cavaliere che vinse la disfida di Barletta”

(515) L’Associazione Culturale “Nicolaos Arghiropoulos” di Montebello Jonico ha organizzato un importante evento denominato “Palio di Montebello Jonico, terra di Ludovico Abenavoli del Franco, cavaliere che vinse la disfida di Barletta” che sarà presentato in conferenza stampa nel Palazzo della Regione giorno 11 agosto alle ore 11 presso l’aula “Giuditta Levato”.

 

Un evento “storico” in tutti i sensi, così come affermato, in diverse occasioni, dal presidente dell’Associazione Culturale prof. Vincenzo Malacrinò, sia perché si ritorna indietro nel tempo e precisamente all’anno 1503, data in cui avvenne la disfida di Barletta e da qui l’omaggio al cavaliere Ludovico Abenavoli del Franco che, vincendo, come premio gli venne consegnato il feudo di Montebello Jonico, sia perché è la prima volta che una simile rappresentazione viene realizzata nel Comune di Montebello Jonico. Alla Conferenza Stampa, oltre alle istituzioni, saranno presenti Giacomo Battaglia, che interpreterà, attraverso letture sceniche, la storia del tempo, Giuseppe Emilio Bruzzese, Presidente della Camera Regionale della moda nonché presidente di “Stile d’Epoca” Srl, che nella veste di direttore artistico della manifestazione fornirà gli abiti e le scenografie in genere, Pina Costarella Presidente dell’Associazione Culturale “Polvere di Fata” che presenterà diversi suoi abiti d’epoca nell’ambito della manifestazione, Giuseppe Maira, direttore dell’orchestra “Euterpe” che presenterà un concerto di Musica Medievale, l’artista Rosario La Seta che per l’occasione ha realizzato il “palio” e l’artista Serena Zema che ha dipinto tutti i gonfaloni delle sette frazioni presenti al palio che si realizzerà a Montebello Jonico il 16 agosto alle ore 18. Ospite d’eccezione l’avvocato Vincenzo Abenavoli, discendente diretto di Ludovico Abenavoli del Franco, cavaliere che vinse la disfida di Barletta e sarà proprio lui, sera del 16 agosto a consegnare al vincitore il Palio. Nel palazzo della Regione non si realizzerà una conferenza stampa comune poiché saranno presenti degli interpreti con abiti 1500 per presentare, così, in anteprima il sapore dell’evento storico che si realizzerà a Montebello Jonico, dove per l’occasione saranno presenti “I Fieramosca” un gruppo di sbandieratori, chiarine, tamburini etc… che giungeranno direttamente da Barletta e che, con le proprie esibizioni, faranno gustare ancor più l’evento. Il Presidente dell’Associazione Culturale Vincenzo Malacrinò, nel ringraziare tutti coloro che si sono mostrati sensibili verso questa iniziativa ed in particolare il dott. Pasquale Crupi, capo di gabinetto della presidenza del Consiglio della Regione Calabria, per l’attenzione mostrata verso questo grande progetto culturale, sottolinea l’importanza dell’evento poiché non sarà solo una “sfilata” di abiti d’epoca bensì la riscoperta della storia attraverso la sua stessa narrazione. Ogni popolo, infatti, è bene che conosca la propria identità.

 

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Caulonia (RC): ufficializzato il cast del Kaulonia Tarantella Festival 2014

(514) Viene ufficializzato oggi il cast del Kaulonia Tarantella Festival, l’evento di punta dell’estate calabrese che ogni anno attira migliaia di appassionati della musica popolare prevenienti da tutta la penisola.

 

La XVI^ edizione del Kaulonia Tarantella Festival si svolgerà dal 19 al 23 agosto nel suggestivo scenario di Piazza Mese, nel cuore del borgo antico di Caulonia (RC) e per l’edizione 2014 avrà come titolo e tema lo slogan: “Just Tarantella”. Più che un festival, il Kaulonia Tarantella festival  è un vero e proprio fenomeno popolare che dura 5 giorni e che, dalle 18:00 e fino alle 6 del mattino seguente, celebra l’omaggio ad un popolo che si ritrova in un  borgo-palcoscenico. Non singola comunità locale ma moltitudine di genti, di usi e di costumi, che si ritrovano in cinque fantastiche serate. E alla fine del programma, ogni serata si conclude con centinaia di ragazzi che ballano la spontanea tarantella che nasce nella parte più alta della città, lo “Sperone di Caulonia”, dove la festa continua fino all’alba. L’evento, promosso dall'amministrazione comunale di Caulonia, si avvale della stretta collaborazione della CNI MUSIC – Compagnia Nuove Indye, la casa discografica che dal 1992 produce, promuove e distribuisce nel Mondo la migliore world music made in Italy e della direzione artistica di Mimmo Cavallaro, il massimo esponente della nuova musica popolare calabrese. Presenta la kermesse Marcello Cirillo. Ad inaugurare il festival nella serata dal tema “Caulonia incontra il Mondo” il 19 agosto, dal Niger arriva Bombino, il “Jimi Hendrix del deserto” rockstar riconosciuta a livello internazionale, chitarrista e compositore Tuareg con  il  suo  famoso  desert  blues che ha fatto guadagnare a Nomad, suo ultimo album prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys, i primi posti delle classifiche dei migliori album del 2013. A precederlo il canzoniere grecanico salentino, il più importante gruppo di musica popolare salentina composto dai principali protagonisti dell’attuale scena pugliese, che reinterpretano in chiave moderna le tradizioni che ruotano attorno alla celebre pizzica tarantata rituale. Ad aprire la serata il progetto Amakorà, che parte dalla musica popolare per tracciare un personale percorso che ricrea sentieri musicali perduti. Il 20 agosto il tema della serata sarà “Just Sicilia”, ad esibirsi infatti alcuni degli esponenti più autorevoli della musica siciliana, il talentuoso cantautore Mario Venuti, che salirà sul palco con Mimmo Cavallaro per contaminare le sue straordinarie canzoni con la tarantella; entrambi si esibiranno assieme al grande  cantastorie Mario Incudine e la sua band in uno spettacolo ricco di sorprese. In apertura di serata ci sarà invece Tony Canto che insieme ai Tamburi di Luca Scorziello, darà vita ad un concerto in cui ritmo, eleganza, leggerezza e cultura si fondono insieme, creando  un ponte ideale tra la musica Mediterranea e la musica Africana. Il 21 agosto il tema della serata sarà “Calabria Connection” ad esibirsi con l’unico ospite non calabrese della serata, il grande Cristiano De Andrè, saranno Mimmo Cavallaro, Cosimo Papandrea e i Tarantaproject, inarrestabile fenomeno della nuova musica popolare nazionale,  in straordinario equilibrio tra tradizione ed innovazione, che dialogheranno anche col noto showman e musicista Marcello Cirillo, anch’esso calabrese di origine. Ad aprire la serata una giovane promessa della musica calabrese, Ylenia Lucisano,  fresca vincitrice del Premio Lunezia 2014 (Categoria “Nuove Stelle”). Il 22 agosto tema della serata sarà “La notte della Tarantella”, ad esibirsi tra ritmi serrati e danze sfrenate  I pugliesi Nidi D’Arac che da sempre contaminano la musica popolare salentina con i nuovi suoni della world music mondiale, I Tarantoilari di Tricarico, la più importante e storica band di tarantella lucana,  e i campani I Tammurrari del Vesuvio che  tra tradizione e sperimentazione proporranno i brani del loro ultimo lavoro  “Aizamme sta Tammorra”. Apre la serata il Collettivo Mulo (Calabria) con Fabio Macagnino, Mujura e QuartAumentata insieme in un unico progetto. Musicisti della Locride che, tra differenze e affinità, scelgono la formula della condivisione. Il 23 agosto tema della serata sarà  “Toda Gioia nel Paese che balla” protagonisti Roy Paci e Aretuska sulla cresta dell’onda con il singolo “Italians Do It Better”, porteranno sul palco il loro repertorio storico e brani recenti, sempre all’insegna di un live travolgente. A dare il via alle danze il cantautore piacentino Daniele Ronda con il suo progetto musicale Folklub che prende forma nel connubio tra folk e dialetto con il nuovo lavoro discografico “La Rivoluzione” – presentato il primo maggio sul palco del Concertone in piazza San Giovanni a Roma – e il cosentino Cataldo Perri accompagnato dall’ensemble Squintetto (Piero Gallina, Enzo Naccarato, Nicola Pisani, Carlo Cimino, Checco Pallone) che farà intraprendere un viaggio sonoro impregnato di leggende e suggestioni dell’antica memoria Mediterranea per un concerto in cui presente una grande pulsione ritmica fino all’energia potente e liberatoria della tarantella.

 

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Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC): ai nastri di partenza il Progetto di valorizzazione della Patata d’Aspromonte

(513) Si è tenuta oggi presso il Municipio di Sant’Eufemia d’Aspromonte la conferenza stampa di presentazione del “Progetto di salvaguardia del patrimonio genetico della Patata d’Aspromonte” di cui si discuterà venerdì 8 agosto alle 18,30 in Piazza Libertà prima della XVIII Sagra della Patata di Sant’Eufemia De.c.o. 

 

Il progetto è cofinanziato a valere sulla Misura 214-Azione 6 del PSR Calabria dalla Regione Calabria alla Provincia di Reggio Calabria – Assessorato all’Agricoltura, in associazione nell’ATS “Valorizzazione Patata d’Aspromonte” con il comune di Sant’Eufemia d’Aspromonte, il Parco Nazionale dell’Aspromonte e il Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, tra i principali enti di ricerca italiani operanti sulla biodiversità vegetale. Durante la conferenza stampa è emerso che alcune varietà di patate risultano a rischio di estinzione per cui occorre tutelarne la biodiversità sia genetica che alimentare. Per cui il progetto ha come scopo quello di caratterizzare sia geneticamente sia dal punto di vista organolettico e della trasformazione commerciale, le varietà di patate coltivate nel comprensorio aspromontano e potenzialmente a rischio di erosione genetica. Il progetto prevede pertanto l’ottenimento di tuberi da rendere esenti da virus, al fine di realizzare campi sperimentali di coltivazione sia “in situ” (parcelle individuate nelle aree montane e quelle poste ad altitudine inferiore nel comune di Sant’Eufemia d’Aspromonte) sia “ex situ” ovvero presso parcelle da coltivare presso due siti montani resi disponibili dal Parco Nazionale dell’Aspromonte: l’Osservatorio della Biodiversità di Cucullaro ed il centro di educazione ambientale di Villaggio De Leo. I tuberi ottenuti saranno messi a coltura secondo disciplinari specifici presso i terreni individuati, anche con l’utilizzo di serre-tunnel protettive. Le ulteriori analisi genetiche e qualitative, unitamente a specifici panel test riguardanti la componente organolettica e la differenti potenzialità di trasformazione, contribuiranno a rendere chiaro il panorama produttivo del comprensorio, delineando così quali sono le principali varietà da utilizzare presso le aree vocate, con determinati tipi di terreni e microclimi, e quali sono le attitudini della varietà individuata per l’uso in cucina (patata fritta, alla brace, bollita, per insalata, per gnocchi, ecc.)  o per la trasformazione (patata per minestre, per stick surgelati, ecc.). Il tutto previa formazione ed orientamento degli agricoltori coinvolti. “E’ un progetto completo e concreto a favore dell’agricoltura reggina ed aspromontana in particolare, redatto con la consapevolezza dell’importanza economica dell’orticoltura di qualità la quale deve essere rivalutata e rilanciata lungo tutta la potenziale filiera” ha affermato l’assessore all’agricoltura provinciale Gaetano Rao. Secondo Luigi Rubino, dirigente del Settore agricoltura, caccia e pesca della Provincia “sarà fondamentale il supporto dei tecnici e l’apporto esperienziale e operativo degli agricoltori locali, i quali alla fine saranno in veri beneficiari dei risultati scientifici e tecnici del progetto avviato e finanziato dalla Provincia”. Per il sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte Domenico Creazzo “questo progetto per il nostro territorio è la giusta prosecuzione di un percorso già avviato dall’amministrazione comunale, quello della Denominazione Comunale di Origine (De.c.o.) per la Patata di Sant’Eufemia, che vede già pronti i nostri agricoltori all’applicazione di disciplinari tecnici per un miglioramento collettivo e la razionalizzazione della filiera pataticola tradizionale”. Giuseppe Bombino, Presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte, ha evidenziato come “la biodiversità è un valore aggiunto per tutte quelle colture e quelle produzioni locali a rischio di estinzione e con un forte legame con il territorio. Questo progetto rispecchia in pieno gli orientamenti e la mission dell’ente Parco e, visto il tema, sarà di fondamentale importanza nell’ambito di una ulteriore progettualità inerente l’EXPO 2015 che ci vedrà protagonisti insieme ad altri 11 Parchi italiani ed al Ministero dell’Ambiente”. Per Luciano Concezzi, responsabile scientifico del progetto per il Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria “la Calabria è davvero un giacimento di biodiversità. Il progetto consentirà, tra l’altro, di sensibilizzare ulteriormente il territorio sulle potenzialità di un prodotto agricolo storicamente ed economicamente importante e soprattutto permetterà di porre le basi tecniche e scientifiche per l’eventuale salto di qualità tramite l’attribuzione successiva del marchio IGP o DOP”. Rosario Previtera, agronomo e già curatore di vari progetti di valorizzazione delle produzioni identitarie e De.c.o., ha ribadito come sia necessario “riuscire ad aggregare l’offerta delle produzioni e a renderle disponibili ad appetibili per un mercato sempre più attento alla qualità e all’origine dei prodotti cosiddetti tipici. Il progetto di salvaguardia della Patata aspromontana, potrà rivelarsi un ulteriore strumento di sviluppo locale ed integrato, grazie ai qualificati partner progettuali coinvolti ed al vivo interessamento dimostrato della componente agricola”. (Nella foto, da sinistra: Luciano Concezzi, Giuseppe Bombino, Domenico Creazzo, Gaetano Rao e Luigi Rubino).

 

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Gallico Superiore di Reggio Calabria: dal 7 al 9 agosto torna la “Festa dei Tre Quartieri”. Il 7 la VI^ edizione del “Premio Gallico”

(512) Dopo l’interruzione dello scorso anno, a Gallico Superiore, popoloso quartiere della periferia nord di Reggio Calabria, torna l’appuntamento estivo con la “Festa dei Tre Quartieri” – edizione 2014.

 

Tre giorni di eventi, dal 7 al 9 agosto, che hanno come obiettivo la valorizzazione dei luoghi e la riscoperta delle tradizioni dei quartieri gallicesi “Lampione”, “Troncovito” e “Pietra della Zita” ma anche dell’intera IX Circoscrizione, per offrire alle famiglie, agli anziani, ai ragazzi, momenti di aggregazione e convivialità. Nell’ambito dell’evento riveste particolare interesse il “Premio Gallico 2014”, la cui cerimonia di consegna dei riconoscimenti è prevista giovedì 7 agosto alle ore 19.30 presso il cortile del bar Lampione di Gallico. Questo l’elenco delle cinque personalità premiate per l’anno 2014: dott. Franco Pontorieri per la cultura, mons. Vincenzo Pizzimenti per la religione, comm. Francesco Marra per la politica (alla memoria), maresciallo Leonardo Romano per il lavoro (alla memoria), società sportiva Pallavolo Gallico per lo sport. Altri quattro premi speciali sono stati assegnati al direttore di gruppi navali italiani Vincenzo Pazzano, al saggista Lino Covani, allo scrittore Giuseppe Notaro e alla A.S.D. PGS Aurora Gallico. «Per questa sesta edizione del “Premio Gallico” – spiega il presidente dell’associazione “Tre Quartieri” Oreste Pennestrì – abbiamo voluto predisporre un volume per illustrare alcuni momenti della cerimonia di premiazione delle prime cinque edizioni del Premio. L’augurio è che tale iniziativa abbia a proseguire negli anni, per costruire, con un occhio sempre attento al passato, la Gallico del presente e del futuro». Oltre al “Premio Gallico”, patrocinato in questa edizione dal Centro Internazionale di Cultura, Arte, Scienza “Foyer des Artistes” di Roma, altri eventi teatrali, sportivi, musicali e di spettacolo arricchiranno la “Festa dei Tre Quartieri 2014”. Si comincia giovedì 7 agosto alle 18.30 con la Santa Messa celebrata dal parroco di San Biagio don Gaetano Galatti. Seguirà il “Premio Gallico” con la cerimonia di premiazione, la presentazione del volume sulle cinque edizioni del premio a cura di Matteo Gangemi e l’interventio dell’arch. Carmine Laganà autore del volume “Apprezzo dello ‘Stato’ dei Caraffa di Bruzzano – anno 1689”. Alle ore 22 la commedia brillante in due atti “A famigghia ru me zitu, non vi cuntu e non vi ricu…” messa in scena dal Gruppo Teatro Libero Gallicese con la regia di Peppe Pizzimenti. Venerdì 8 agosto alle ore 21.30 si terrà la serata “Musica, danza e simpatia” con la partecipazione del cantante Nino Pizzimenti, della scuola di danza “Lion Dance”, del cabarettista “Jo Kattolo” e dei vincitori della decima edizione del Concorso Canoro “Giovani Voci”. La festa si concluderà il 9 agosto alle 21.30 con il concerto de “I Taranta dello Stretto”. Le serate saranno presentate da Mimmo Arrigo. *Presidente dell’Associazione “Tre Quartieri”.

 

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Oppido Mamertina (RC): grande successo per il “Calabria Evolution”

(511) Lunedì sera, nella bellissima piazza dominata dall'imponente Cattedrale di Oppido Mamertina, si è tenuto il concerto “Calabria Evolutions”. Amanti e professionisti della musica, appassionati di musica orchestrale e semplici curiosi hanno affollato la cittadina preaspromontana sede di Diocesi.

 

Tutti ad Oppido Mamertina per assistere alla serata conclusiva di un evento straordinario che ha visto protagonisti circa 250 giovani musicisti di tutte le provincie calabresi, provenienti da numerose formazioni musicali che operano nella nostra regione e ben 8 direttori d'orchestra. Un progetto ambizioso che ha visto impegnati compagini culturali che molto stanno dando, in termini di immagine e di impegno sociale, alla nostra terra. Una maestosa orchestra che ha avuto il privilegio di eseguire in Prima Assoluta un brano composto da uno dei più importanti ed eseguiti autori del panorama musicale mondiale, il belga Andrè Waignein. La composizione sarà edita dalle Edizioni Musicali De Haske, casa editoriale che ha sede in Olanda, con succursali nel mercato musicale asiatico e americano; una bella fotografia della Calabria, quindi, a disposizione di centinaia di scuole di musica di tutto il mondo. E’ stato lo stesso autore, nelle serate del 23 e 24 luglio 2014, nelle città di Falerna e di Laureana di Borrello, a dirigere il brano con il quale, egli stesso, non solo ha voluto omaggiare la bellezza della nostra terra, ma soprattutto riconoscere la grande rivoluzione culturale e sociale che le orchestre giovanili calabresi stanno attuando, rappresentando ormai un modello di professionalità e preparazione musicale per l’intera nazione. La serata, patrocinata dal Comune di Oppido Mamertina ed inserita come uno degli eventi cardine ne l' "Estate Azzurra Mamertina", è stata organizzata dall’orchestra giovanile di Fiati “Giuseppe Rechichi” di Oppido Mamertina diretta dal Maestro Stefano Calderone, che nel suo intervento ha voluto ringraziare tutte le associazioni presenti che hanno contribuito alla realizzazione del concerto. "Un serata di alto livello musicale, culturale e aggregativo che ha fatto vedere la parte bella e sana di Oppido molto spesso troppo poco pubblicizzata, ma che esiste ed è presente! Rappresenta anzi la maggior parte della popolazione oppidese. Peccato solo – continua il Maestro – che le redazioni giornalistiche presenti fossero poche, nonostante ne siano state invitate a partecipare molte altre". Oppido Mamertina ancora una volta si contraddistingue per le tante associazioni presenti e che tanto s’ impegnano nel sociale, nel silenzio e nella difficoltà di far emergere un territorio che vive giornalmente la piaga della disoccupazione, dell’emigrazione e della criminalità. Gruppi Musicali che hanno collaborano all’evento: Orchestra Giovanile di Fiati “Giuseppe Rechichi” di Oppido Mamertina (RC); Orchestra Giovanile di Fiati di Laureana di Borrello (RC); Banda Musicale Città di Falerna (CZ); Orchestra di Fiati Città di Gerace (RC); Orchestra di Fiati “L.Vinci” di Roccabernarda (KR); Junior Band dell’Istituto Comprensivo “Laureana Galatro Feroleto”; Associazione Musicale “Euterpe” di Catona (RC); Istituto Comprensivo “Monteleone-Pascoli” di Taurianova (RC); Concert Band di Melicucco (RC); Orchestra di Fiati "Conservatorio Torrefranca" di Vibo Valentia (VV); Banda Giovanile “John Lennon” di Mirandola (MO); Orchestra dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Piria” di Rosarno (RC); Banda Musicale “Francesco Curcio” di Amantea (CS). Direttori d'orchestra che hanno partecipato all'evento: Maurizio Managò; Francesco Di Rende; Alfonso Perri Altomare; Lorenzo Pusceddu; Francesco Castagnino; Saverio Varacalli; Mirko Besutti; Stefano Calderone. *Staff del Sindaco Comune di Oppido Mamertina, Responsabile Comunicazione Istituzionale.

 

 

 

 

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Reggio di Calabria: Accademia del Tempo Libero, sabato 9 concerto de “I TriGitani”

(509) Terzo appuntamento con l’estate dell’”Accademia del Tempo Libero” di Reggio Calabria. Dopo il successo del concerto dei “Mattanza”, che ha aperto la programmazione, e della serata con Pirandello, adesso è la volta de “I TriGitani”.

 

Sabato 9 agosto, alle ore 20, presso l’auditorium Zanotti Bianco, sede dell’associazione, si terrà il concerto del gruppo calabrese con Calcaramo alla chitarra/mandolino, Siclari alla chitarra, Baldassarro al contrabasso, e la splendida voce di Marinella Rodà. All’evento sono invitati a partecipare cittadini e turisti; l’accesso è libero.

 

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Montebello Jonico (RC): Ass. Culturale “Nicolas Arghiropoulos”, domenica 10 la testimonianza di fede dell’attrice Sarah Maestri

(510) Sarah Maestri giorno 10 agosto alle ore 12 sarà a Montebello Jonico, nella Chiesa Arcipretale dedicata alla Madonna della Presentazione per una testimonianza di fede che si terrà dopo la Santa Messa, delle ore 11, presieduta dall'Arciprete don Giovanni Gattuso.

 

Sarah Maestri dopo una adolescenza comune ha incontrato Dio e così ha cambiato vita incentrandola tutta sulla ricerca e riscoperta del senso vero dell'esistenza umana che non è successo ma bene che porta verso Dio. Il tema della giornata sarà, infatti, "ecco la mia fede", un titolo che porterà l'attrice a parlare della sua interiorità e del suo rapporto speciale con Dio. Questo importante momento, ha precisato il presidente dell'Associazione Culturale "Nicolaos Arghiropoulos" Vincenzo Malacrinò, "non l'ho proposto alla grande città o al grande palcoscenico bensì alla mia terra quale segno di affetto verso ogni abitante, con particolare riferimento ai giovani che, ora più che mai hanno bisogno di testimonianza di fede per ritrovare i pilastri perduti nel caos della vita di ogni giorno". Malacrinò, nel ringraziare l'Arciprete don Giovanni Gattuso,  per la disponibilità avuta nei riguardi di questa iniziativa ha espresso grande soddisfazione per questo importante evento che resterà sicuramente nel cuore dei giovani e dei meno giovani. Lo stesso don Gattuso ha affermato che esperienze simili costituiscono perno di ricchezza per i giovani che sono alla ricerca di punti fermi nella vita, sopratutto nel contesto sociale odierno caratterizzato dal crollo dei valori e dalla secolarizzazione della vita che porta al relativismo incapace di restituire ai giovani la dignità ed il coraggio di essere uomini o donne di questo tempo. "Conosco bene Sarah Maestri, ha detto Malacrinò, e sono convinto che le sue parole rappresenteranno un vero dono per chi è alla ricerca di Dio così come per quanti già lo hanno incontrato". Con i giovani, la Maestri, infatti ha un rapporto particolare; a loro trasferisce forza e coraggio così come desiderio di cercare e trovare Gesù. Una testimonianza di fede a chi è alla ricerca, dunque, ma anche una esperienza di vita di una donna profonda che riesce a presentare se stessa agli altri con semplicità. Sarah Maestri, ha detto Malacrinò, è una ragazza straordinaria perchè, tra le tante cose riesce ad spegnere le luci del palcoscenico per accenderle sulla bellezza di Dio e di ogni Sua creatura. Soddisfazione per l'evento è stata esternata da tutti i soci dell'Associazione Culturale "Nicolaos Arghiropoulos" poichè l'evento rappresenta un momento forte per tutto il territorio. Alla Maestri, sempre a Montebello Jonico, verrà consegnata una importante onorificenza: "personaggio cinematografico d'eccellenza". Questo così come stabilito dalla Camera Regionale della Moda della Calabria che attraverso  il suo presidente Arch. Giuseppe Emilio Bruzzese consegnerà alla Maestri  il prestigioso titolo, così come anche l'invito a ritornare in presto in Calabria. Sarah Maestri, personaggio noto del mondo della televisione presente in  Vivere, nel ruolo di Martina Rossi, CentoVetrine, nel ruolo di Virginia Forti; Benedetti dal Signore, regia di Francesco Massaro – Miniserie TV (2004) – Ruolo: Ines; Amiche, regia di Paolo Poeti– Miniserie TV (2004) – Ruolo: Valentina;  La freccia nera, regia di Fabrizio Costa – Miniserie TV (2006) – Ruolo: Agata; Un caso di coscienza 4, regia di Luigi Perelli – Miniserie TV – Episodio: Le vite degli altri (2009) – Ruolo: Annamaria Correa; La leggenda del bandito e del campione, regia di Lodovico Gasparini – Miniserie TV (2010) – Ruolo: Agostina; Terra ribelle, regia di Cinzia TH Torrini– Miniserie TV (2010) – Ruolo: Fiorella Cordelli, Il commissario Rex, regia di Marco Serafini – Serie TV –  Ruolo: Gianna Paglione;  Che Dio ci aiuti, regia di Francesco Vicario – Serie TV (2011) – Ruolo: Suor Cristina;  Provaci ancora prof 4, regia di Tiziana Aristarco – Serie TV (2012) – Ruolo: Anna Scarpa;  Casa e bottega, regia di Luca Ribuoli – Serie TV (2013) – Ruolo: Maddalena Solari, non parlerà di televisione ma di vita e di fede. Si ricorda ancora la sua presenza in:  I cavalieri che fecero l'impresa, regia di Pupi Avati (2001), Flikerbook, regia di Rolando Colla(2001), Oltre il confine, regia di Rolando Colla (2002), Il cuore altrove, regia di Pupi Avati (2003), Notte prima degli esami, regia di Fausto Brizzi (2006), Notte prima degli esami – Oggi, regia di Fausto Brizzi (2007), Il nostro Messia, regia di Claudio Serughetti(2008), La morte di pietra, regia di Roberto Lippolis (2008), La terra nel sangue, regia di Giovanni Ziberna (2008), Dietro il buio, regia di Giorgio Pressburger (2012), Il pretore, regia di Giulio Base (2014).

 

 

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“A crapa”, nasce il videoclip della canzone di Mujura

(507) Quaranta location e oltre sessanta comparse. “A crapa” del cantautore Mujura, brano trainante dell’album “Mujura” prodotto da Taranta Power di Eugenio Bennato, è ora un video interamente ambientato e prodotto nella Locride.

 

Immagini essenziali e dirette sottolineano il racconto poetico e musicale di una terra sconosciuta e mistificata. Il tutto per la realizzazione di Aldo Albanese e Gabriella Maiolo. «La canzone e il video esprimono la mia percezione della Calabria e della ionica in particolare; ho voluto calarmi dentro essa per guardarla così com’è, al di là di filtri, sovrastrutture e troppo facili interpretazioni» dice Mujura. Qui il link al video su Mujura OfficialChannel di YouTube http://www.youtube.com/watch?v=QBnqta9zqLg. Poliedrico e talentuoso artista di Roccella Jonica (RC), Mujura dal 2004 lavora con Eugenio Bennato, di cui ha prodotto l’ultimo lavoro discografico “Questione Meridionale”. Nella sua musica, folk, rock e cantautorato si uniscono per un progetto artistico trasversale. Dice di lui Bennato: «Tesserne le lodi sarebbe sospetto, anche perché suoniamo insieme da anni. Posso solo dire che un disco come “Mujura”, o qualcosa di simile, non lo avevo mai ascoltato prima».

 

 

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#CalabriaOltre: tutto pronto per “Scilla in passerella” dal 5 al 14 agosto

(483) Ventisette ospiti tra scrittori, magistrati, giornalisti e protagonisti della politica. Quattro location per ripartire dalla rocca di Scilla e, come gli antichi pescatori sulla passerella del pescespada, andare oltre. #CalabriaOltre sarà il tema di Scilla in passerella, rassegna culturale in programma dal 5 al 14 agosto, organizzata dalla Filodrammatica Scillese

 

sotto la direzione artistica di Sabbiarossa Edizioni e Ossi di Seppia, con il partenariato diScilla Eventi, Progetto 5, Radio Touring 104, Gal Basso Tirreno, in collaborazione con l’hotel Le Sirene, il Lido Francesco e il ristorante Bleu de Toi. Una rete destinata ad allargarsi, che vuole ripartire dalla passerella, per superare la tentazione dell’arroccamento e riprendere a navigare, avvistando segnali culturali deboli ma esistenti. Segnali visibili sui social, soprattutto Facebook e Twitter, in cui l’hashtag #CalabriaOLTRE sta diventando virale, e sul web: il sito www.scillainpasserella.com contiene tutti i dettagli possibili, dalla mappa dei luoghi in cui si snoderà la rassegna alla descrizione delle singole serate, con foto e biografia di ciascun ospite, passando per i videoracconti di quello che Scilla è stata e di ciò che può ritornare ad essere. Si comincia martedì 5 alle ore 17 presso il Bleu de Toi, accompagnati dal canto della soprano Eleonora Pisano, con gli interventi dell’assessore provinciale alla cultura e legalità Eduardo Lamberti Castronuovo, del presidente del Gal Basso Tirreno Antonio Alvaro, del presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte Giuseppe Bombino, di Nicodemo Vitetta, presidente Proloco Gioiosa Jonica, con la conduzione di Filippo Teramo, presidente Filodrammatica Scillese. Giovedì 7 dalle ore 21.30 un grande appuntamento a Piazza San Rocco, dove ci si chiederà se esiste una #Calabriaoltre i tribunali, con Nicola Gratteri (procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria) intervistato da Paola Bottero (giornalista, scrittrice, editrice e conduttrice di Ossi di Seppia). Venerdì 8 (ore 21.30, terrazza delle Sirene) sarà la volta della #Calabriaoltre il pregiudizio, con il giornalista Alessandro Russo, autore del libro inchiesta “marchiati”, Elisabetta Tripodi (sindaco di Rosarno), Manuela Iatì (giornalista Sky), Consolato Minniti (giornalista il Garantista el’Espresso), moderati da Josephine Condemi (giornalista) e Filippo Teramo. le incursioni musicali di Mimmo Martino (cantautore, leader deiMattanza). Sabato 9 (ore 21.30, terrazza delle Sirene) invece ci si interrogherà se sia possibile una #Calabriaoltre l’Aspromonte con Cosimo Sframeli eFrancesca Parisi (carabinieri), Giuseppe Bombino, le musiche di Filippo Spanò (maestro di zampogna) e le testimonianze di Rocco Lupini eFausta Rigoli (sequestrati negli anni ‘80) moderati da Marisa Larosa (co-conduttrice Ossi di Seppia) e Filippo Teramo. Domenica 10 (ore 21.30, “Lido Francesco”) si parlerà di #Calabriaoltre gli inchini, con Giovanni Ladiana (superiore dei padri gesuiti di Reggio Calabria e fondatore del movimento “Reggio Non Tace”), Stefano Musolino (sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria), Alessio Magro(giornalista), Alessandro Russo e Paola Bottero moderati da Josephine Condemi. Lunedì 11 (ore 21.30, terrazza “Le Sirene”), #Calabriaoltre il declino della politica con Giuseppe Raffa (presidente della Provincia di Reggio Calabria), Demetrio Naccari e Mimmo Talarico (consiglieri regionali) moderati da Alessandro Russo. Mercoledì 13 (ore 21.30, “Lido Francesco”), ci si interrogherà sulla necessità di andare oltre un certo modo di raccontare la Calabria(#Calabriaoltre la narrazione) con Paola Bottero, autrice di “carta vetrata”, lo scrittore Mimmo Gangemi, Fabio Mollo (regista de “Il Sud è niente”), Antonio De Bernardo (sostituto procuratore antimafia di Reggio Calabria) moderati da Alessandro Russo. Chiuderà la rassegna, giovedì 14 (ore 21.30, piazza San Rocco), la #Calabriaoltre i commissariamenti, con Aldo Aldi intervistato da Filippo Teramo e, a seguire, un evento musicale. Tutte le serate, tranne quella di inaugurazione, che sarà a inviti, sono a ingresso libero, con posti a sedere fino a esaurimento. I locali che ospiteranno gli eventi offriranno a tutti i presenti un brunch da gustare insieme alla cultura. Un invito a salire sulla passerella, ricominciando a stare tra la rocca e l’altrove. Andando oltre. *Addetto Stampa SciP (Scilla in Passerella).

 

 

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Bova Marina (RC): sul Progetto Gheorgheos, complimenti dalla Comunità Ebraica di Napoli. “Riflettori puntati sui nostri tesori dalle radici nobili”

(482) A Bova Marina si respira aria di tempi antichi e tradizioni millenarie. Un passato che si rifà presente. È incantevole, quasi magica, l'atmosfera che si respira al Centro Documentazione del parco Archeologico Archeo Deri, sede del ciclo di incontri promossi dall'Associazione Culturale San Giorgio, reso possibile grazie al prezioso contributo della provincia di Reggio calabria,

 

nella persona del Presidente dott. Giuseppe Raffa e del comune di Bova Marina, peraltro, presente e partecipe agli eventi con il giovane e dinamico sindaco Avv. Vincenzo Crupi, che ha sintetizzato l’iniziativa parlando della volontà dell’Amministrazione, che «intende rilanciare il Comune attraverso la Cultura ed i suoi beni archeologici, su tutte la Sinagoga di San Pasquale, la seconda più importante di Italia, dopo quella di Ostia Antica», azione amministrativa suffragata dall'infaticabile assessore comunale alla cultura dott.ssa Maria Teresa Ollio. Questi i ringraziamenti istituzionali promossi nel suo intervento introduttivo dal Presidente dell'Associazione Culturale San Giorgio, Avv. Giuseppe Mazzetti senza ovviamente dimenticare anche la proficua collaborazione e per la loro presenza la Dott.ssa Donatella Marra, Presidente dell’Associazione Il Diritto umano di Reggio Calabria, nonché i relatori dell'incontro il Dott. Roque Pugliese, intervenuto nella qualità di Rappresentante Per la Calabria della Comunità Ebraica di Napoli e del Dott. Agazio Fraietta, Documentarista della Camera dei deputati e Blogger Calabria Giudaica, grande conoscitore ed esperto di Storia Ebraica. A loro il compito di offrire ai presenti un approfondimento sul Panorama Storico Culturale della Calabria Ebraica. Ed è un racconto attento e vibrante quello offerto da Agazio Fraietta, che ha parlato di «un progetto molto interessante, quello di Gheorgheos, che offre un ampio spettro di quella che è la cultura e la storia ebraica a Bova Marina e in Calabria; è sempre un emozione pensare a questa Sinagoga, come un luogo “inaspettato”, ritrovare, qui, una storia fantastica di 1.500 anni fa. Un segno dal Santo».  Nel suo intervento, Fraietta, ha spaziato attraverso parecchi secoli di storia e tradizione, che trova i suoi punti fermi nei numerosi e ricchi reperti presenti in Calabria, testimoni di un passato antico ed importantissimo che vedeva la presenza ebraica diffusa in tutti i principali centri e comunità calabresi. Centrale l’intervento di Roque Pugliese, Rappresentante Per la Calabria della Comunità Ebraica di Napoli, che ha definito il Progetto “Gheorgheos” come «un’iniziativa splendida; finalmente in Calabria abbiamo i riflettori puntati sui nostri tesori, tesori di radici nobili. Progetti come questi sono encomiabili e sono essenziali per far nascere in Calabria un germoglio culturale di caratura internazionale. Una delle meraviglie del mosaico della Sinagoga di Bova – prosegue Pugliese – determina che il Tempo è solo una variabile in cui noi ci muoviamo, adesso sta a noi saper cogliere questo messaggio che c’è stato tramandato ». Roque Pugliese ha poi, durante i lavori, esplicitato il rapporto intrinseco tra la  sinagoga e il suo mosaico: simbolismo che desta grande meraviglia. Gli oggetti rappresentati sono identici a quelli che oggi un ebreo moderno ha in casa. A tal proposito, il Rappresentante della comunità ebraica di Napoli, ha passato in rassegna gli strumenti e i simboli attuali della tradizione ebraica, intercalando la lettura dei salmi della Torah.  Dallo Shofar, il corno di giustizia, strumento musicale il cui suono scandisce in principali momenti del calendario dei riti ebraici. Ed ancora, ecco la Melagrana. Presente nella torah, frutto conosciuto e coltivato nel mediterraneo, fin dai tempi egizi, speciale per le sue forme, per la ricchezza dei suoi frutti, simbolo della fertilità (viene ricamato anche nei tipici abiti nuziali femminili) è dotato di una corona vegetale che rappresenta la santità; rappresenta l'uomo onesto e la prosperità. Poi un altro frutto, peraltro a noi calabresi particolarmente caro: il Cedro, di cui il Libano é ricchissimo, viene usato per la festa delle capanne. Albero maestoso, a tal punto che il senso estetico di Dio che viene rappresentato da questo frutto Per concludere, forse il simbolo più conosciuto nel mondo per indicare la tradizione ebraica la Menhora, candelabro a sette bracci, rappresentazione del rogo in fiamme con cui Dio si manifestò a Mose destinato a rimanere per sempre accese e ardenti all'interno del Tempio. Rappresenta nella tradizione ebraica tre entità fisiche: il luogo, il tempo e la terra. É dunque la rappresentazione terrena di Dio, agli uomini. Ha concluso l’incontro, l’Avv. Giuseppe Mazzetti che ha sottolineato come «conoscere, ricordare, valorizzare e promuovere culturalmente, è questo il senso dei nostri incontri. Partendo da un interrogativo, una delle nostre provocazioni: perché qualche secolo fa si riusciva ad avere e vivere la presenza ebraica come motore trainante anche del nostro territorio ed invece oggi abbiamo così paura dell'Altro? Ci sono opportunità nascoste e territori inesplorati, che possono creare anche valore aggiunto anche di tipo economico ad una iniziativa meramente culturale insite ad esempio nelle potenzialità legate alla ipotesi, ad esempio, di dare vita a produzioni agricole, conserviere e alimentari di tipo casher» Il progetto Gheorgheos proseguirà sabato prossima, 2 agosto, sempre al Centro di Documentazione Archeo Deri di Bova Marina con gli interventi di Giuseppe Caridi, Franco Tuscano e Pietro Stilo.

 

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Reggio di Calabria: Nuova Solidarietà, grandi emozioni alla XXIV^ edizione del “Premio Solidarietà”

(481) In uno sfondo unico e irripetibile è andata in scena la 24^ edizione del Premio Solidarietà Nello Vincelli. Diamante culturale dell'Associazione Nuova Solidarietà. Il Premio è inserito all'interno di un ricco programma di attività e manifestazioni che animano costantemente da oltre vent'anni il territorio dell' ormai ex Ottava Circoscrizione.

 

Il Premio è patrocinato dalla Provincia di Reggio Calabria, dalla Regione Calabria, dai Comuni di Reggio Calabria, di Campo Calabro, di Vibo Valentia, di Cosenza, di Calanna, e dalla Fondazione Bonino-Pulejo, è istituito dal 1991, come riconoscimento ad una personalità calabrese che si sia distinta in Italia e nel Mondo non solo per qualità professionali, ma soprattutto per quelle morali e per gesti concreti di solidarietà, venerdì scorso è stato consegnato ai coniugi Domenico e Rita Barresi, con la seguente motivazione: "Membri dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XIII, per aver dato vita, nel 1993, alla prima Casa Famiglia della Comunità in Calabria, accogliendo e facendo condividere la loro vita familiare, a persone che hanno conosciuto l'abbandono della famiglia, la solitudine del carcere, la violenza della strada, la disabilità, la gravidanza non desiderata o lo sbarco di un gommone. Testimonianza significativa di una solidarietà viva e ardente di due coniugi, sposati da 21 anni, la cui famiglia oggi è composta da 13 persone: papà e mamma, 7 figli, 2 adulti e 2 minori in difficoltà". Un momento toccante e di profondità spirituale che ha dato il vero senso all'esperienza di vita e di solidarietà di cui i coniugi Barresi sono encomiabili testimoni. La serata condotta dalla presentatrice, Janet De Nardis, ha avuto un altro momento commovente, subito dopo l'intervento iniziale del Presidente di Nuova Solidarietà Fortunato Scopelliti, e dopo il saluto del Presidente del Comitato del Premio Don Antonino Pangallo, ovvero quando è stato letto il messaggio della targa omaggio del Presidente della Repubblica e Dopo un momento di satira a cura degli attori dell'Accademia del Dialetto Calabrese "Il Grifo", il Premio è stato concluso dal concerto del Complesso Bandistico "Euterpe" di Catona, diretto dal Mo Giuseppe Maira. Anche in questa occasione non sono mancati i momenti emozionanti, infatti tra il pubblico, ad assistere al concerto c'era il grande compositore belga Roland Kernen, pseudonimo di Andrè Waignein. *Ufficio Stampa Nuova Solidarietà.

 

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Reggio di Calabria: la seconda azione di “ReActionCity” trasforma i tetti del Lido comunale in terrazze collettive

(480) Con ReActionCity la “terrazza” del Lido comunale ha cambiato musica davvero. E' tornata al suo valore di spazio pubblico collettivo. Ciò e' stato possibile con la seconda azione che aveva l'obiettivo di far riscoprire il significato di percorrere i tetti delle cabine del Lido Comunale, riattivandoli come terrazze condivise.

Con una mostra fotografica collettiva su sguardi differenti sul Lido Comunale curata da Pensando Meridiano, come spazio collettivo vissuto da sempre nella sua socialità popolare e ricettiva, sono state proposte le nuove visioni progettuali di Carmela D'Agostino per capire che su quelle terrazze si possano svolgere mille attività pubbliche di socializzazione e di valorizzazione del paesaggio, con l'affaccio sull'arenile e sullo Stretto. Ma domenica nello storico stabilimento balneare reggino, gli urban makers hanno fatto da “Cicerone” e chi è arrivato all'iniziativa si è fatto guidare nella passeggiata e nella presentazione delle sue ragioni. Un contributo di intrattenimento è stato proposto con la musica al tramonto del maestro Carmelo Coglitore, così come una delle visioni prevedeva: esibirsi ed osservare. La traccia di un'azione cosi reagente, su una questione anche attuale di conflitto per le vicende della riqualificazione del Lido Comunale, è stata lasciata da una visione che ne ha ribaltato i modi anche di discutere. Da qui le orme colorate lasciate dalla finale camminata a piedi nudi pitturati effettuata dagli "urban makers” su proposta dell'associazione Pe.Te.R di Serena Palermiti. «Questa seconda azione di ReActionCity è riuscita come quella precedente di Borgo Cecilia a Gallico Marina, sia in termini di idee, passione e concretezza degli “urban makers”, sia come partecipazione della gente» ha sostenuto la professoressa Consuelo Nava. «L’obiettivo era quello di far scoprire ai cittadini un luogo poco vissuto e da molti non conosciuto a quanto pare eppure così vicino ad altri molto frequentati, in questi tempi così discusso nel dibattito del “Sì” e del “No” alla demolizione di alcune sue parti. Come dire, se ne parla, mentre molta gente non sa di cosa si parla, oltre le preoccupazioni private di chi ne difende un uso o un progetto. Nella parte più esposta e panoramica del lungomare, abbiamo dimostrato come la terrazza possa essere utilizzato a scopo pubblico e collettivo, anche in modo semplice con semplici e minime installazioni» ha proseguito. «È un po' arretrata l'unica discussione sul progetto di demolizione o conservazione delle cabine non facenti parte del progetto Nervi e considerate da non conservare perché postume. Il tema non è più quello del “bene culturale storico”, che va comunque riconosciuto, ma quello della “utilità sociale di uno spazio pubblico”. Il Lido non è vissuto solo come stazione balneare o litorale balneare cittadino, ma come parco pubblico a tutti gli effetti come dimostra la gente che lo vive in spiaggia e nelle strutture, ancora di più adesso che il mare antistante non è balneabile – ancora le sue parole – il nostro intento, quando se ne ricorda il suo antico uso, non è nostalgico, ma quello di mostrare come sempre che uno spazio può essere ricettivo e collettivo, in questo caso grazie al tetto di tutte le cabine sottostanti. Anche così si reagisce alla discussione, il problema non e' essere del partito del “Sì” o del “No” alla demolizione, ma del “Qui”. Ci sono due valori da conservare, questi sono il “paesaggio” e la “utilità sociale per la sua comunità". Insomma, la terrazza deve continuare ad esistere ed il Lido Comunale ha bisogno di tornare ad essere riqualificato, ricettivo e fruibile anche con spazi e mare pulito». Ed alla fine, la professoressa Nava ha concluso così: «Oggi la gente ha potuto rimisurare i passi su questa terrazza, è inutile intraprendere questioni di conflitti urbani, quando le persone sono ancora estranee ai luoghi, non li possono frequentare o non li conoscono. La costruzione sociale della città prevede che si debba difendere ciò che si riconosce tutti come valore. Oggi abbiamo dato un contributo a questo. Per questo ReActionCity continua nei prossimi giorni, in altri spazi urbani».

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Reggio di Calabria: Anassilaos, martedì 29 incontro su “Racconta il cibo, racconta la vita”

(479) Promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos si terrà martedì 29 luglio alle ore 21,00 presso il Chiostro di San Giorgio al Corso l’incontro sul tema “Racconta il cibo, racconta la vita”.

 

Interverrà la Prof.ssa Elvira Leuzzi Calveri. Nel corso della conversazione la  studiosa tratterà dei significati simbolici del cibo, quelli religiosi, letterari e artistici attraverso i quali si manifesta l'identità culturale, sociale, economica di un popolo.

 

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Reggio di Calabria: “ReActionCity” riattiva borgo Cecilia a Gallico Marina. Pprogetti, spazi ed umanità

(476) Il “reagente” sabato pomeriggio passato al borgo Cecilia, che segna la prima azione sul campo di “ReActionCity”, potrebbe essere simboleggiato da una rete. Una rete non solo perché il borgo che dista pochi metri dallo Stretto è profondamente marinaro,

 

ma anche perché questo oggetto simboleggia l’unione per un obiettivo comune, nel caso di “ReActionCity” quella fra “urban makers”, “social makers” e cittadinanza. Insieme per una nuova concezione del rapporto fra comunità e spazi e per una nuova visione di una Reggio che sia finalmente inclusiva, coesa, sostenibile, innovativa, creativa e produttiva. Rete, perché è stato fatto il primo “goal”, cioè centrato l’obiettivo di esporre alla popolazione del borgo di Gallico Marina le visioni elaborate dagli “urban makers” Antonio Laganà e Gabriella Seminara, su come lo stesso potrebbe essere proiettato nel futuro, comunque mantenendo il suo storico rapporto con il mare e la sua vocazione marinara, oltre che ripopolato; di rinvigorire questa identità e questa inclinazione oggi, figurandolo con elementi evocanti il mare e la pesca come, appunto, le reti appese nel borgo che sono diventate base per le illustrazioni di fotografie e visioni; di rianimarlo coinvolgendo la comunità locale in un cortometraggio ideato da una regia collettiva degli “urban makers” coordinata da Fabio Mollo, con Danilo Emo ed Edoardo Lio che hanno girato le scene mentre si svolgevano le attività di visita alla mostra e al borgo. A Borgo Cecilia due signore sono diventate protagoniste di un video attraverso una “sfida” a chi mostrava più vecchi oggetti identitari del luogo, portandoli in strada, coinvolgendo direttamente altre persone che hanno reagito e con gli straordinari Pagliacci Clandestini che hanno fatto divertire grandi e piccini. Un’azione che nell’agenda urbana di una città che diverrà differente divenendo metropolitana pone l’attenzione sulla riconnotazione di tutti i borghi di costa che ancora possono mantenere uno sviluppo sostenibile ed una ricettività balneare di grande pregio per la bellezza e l’unicità del litorale tirrenico cittadino. «Un’azione riuscitissima nel corso della quale abbiamo dimostrato grande capacità di unire spazi d’umanità con spazi di città. L’intenzione era quella di partire dalla riattivazione del borgo attraverso la partecipazione dei suoi abitanti, proiettandoli nel loro abitare futuro e di prossimità. Il borgo non è completamente disabitato. Ha sì delle case ruderi, che abbiamo mostrato come recuperare, ma anche altre che sono state riqualificate ed abitate» ha affermato la professoressa Consuelo Nava. «Ripartire da questo borgo significa ripartire dalla geografia a nord della città metropolitana, una geografia di costa che potrebbe ritrovare un affaccio continuo ed un recupero con il suo fronte abitato e le sue attività commerciali, ma anche per quelle produttive legate al mare e alla pesca. Borgo Cecilia ha una storia importante, le barche sono ormeggiate fra le case e ritrovare le nostre reti tra i vicoli per la gente è stato come ritrovare l’identità di qualche tempo fa. La gente, ha osservato prima da lontano i giovani “urban makers”, poi avvicinandosi ha offerto collaborazione e ospitalità. Vicoli e slarghi sono diventate nuove camere urbane condivise» ha proseguito. «Alla fine è andato in scena un bellissimo esempio di reazione. Abbiamo fatto in contemporanea più azioni esponendo i progetti di Antonio e Gabriella, messo parole importanti nel borgo come “tradizione” ed “identità”, insieme ai Pagliacci clandestini abbiamo portato il sorriso sui visi dei bambini, dei loro genitori e dei loro nonni che hanno dimostrato voglia di partecipare uscendo dalle loro case» ha aggiunto. «Grazie a Fabio, grazie ai giovani che stanno mettendo l’anima, grazie alla gente di Borgo Cecilia. È stata un avvio di azioni emozionante, ma “ReActionCity”, che tornerà a borgo Cecilia a condividere tutta l’esperienza al suo termine, non si ferma. Oggi dalle ore 18 agiamo in centro, le terrazze del Lido comunale ci aspettano per mostrare come i cittadini abbiano “sguardi particolari” per questo parco urbano collettivo, così come è davvero oltre il suo mare…e la sua memoria. La città può reagire, io ci credo» ha concluso la Nava.

 

 

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“La Lucina” di Antonio Moresco vince il Premio Tropea 2014

(478) Proclamazione finale. È Antonio Moresco, con La lucina, a conquistare l’ottava edizione del “Tropea”. Il suo libro, edito nella collana “Le libellule” per i tipi di Mondadori, è stato preferito ad altri due ottimi romanzi, totalmente diversi per genere, cioè Almanacco del giorno prima (Einaudi 2013) di Chiara Valerio, e Marguerite (Neri Pozza 2014) di Sandra Petrignani.

 

Hanno votato 143 membri della Giuria Popolare, pari al 31,7% degli aventi diritto al voto (in totale 450). Moresco vince con 69 voti, pari al 48%, imponendosi su Chiara Valerio, 46 voti e 32% di preferenze, e Sandra Petrignani 28 voti totali pari al 20%. Anche quest’anno sono i sindaci calabresi a fare la differenza: su 409 primi cittadini aventi diritto hanno votato in 113 (28%). Questo il risultato della loro scelta: Moresco 63 voti e 56%, Valerio 33 voti e 29%, Petrignani 17 voti e 15%. Differente, invece, il voto dei membri di varia estrazione popolare, che hanno preferito la Valerio (13 voti e 43%) alla Petrignani (11 voti e 37%) ed a Morescco (6 voti e 20%). Ma a fare la storia sono i grandi numeri, e fra tre libri capaci di offrire al lettore altrettante differenti ed a loro modo interessanti dimensioni, è Moresco a raccogliere il favore del pubblico di lettori del “Tropea”. Ed è forse stato questo il plus che il Comitato tecnico-scientifico magistralmente guidato dal presidente Gian Arturo Ferrari è riuscito ad offrire all’ottava edizione del Premio nazionale letterario città di Tropea, cioè consegnare una terna variegata e di gran valore ai membri della Giuria popolare. Il libro. “Sono venuto qui per sparire, in questo borgo abbandonato e deserto di cui sono l’unico abitante”. È questo l’incipit con cui si apre La lucina, di Antonio Moresco. Una storia dalla trama originale, che sovverte la normale concezione del tempo e dello spazio, fino a capovolgere la percezione che si ha della realtà. Quello che l’autore mantovano ha definito “un libricino”, presentandolo al proprio editore, è invece un romanzo che conquista il Premio Tropea ed entrerà di diritto tra i più bei libri italiani di questo periodo. In un vecchio borgo abbandonato, tra i boschi e lontano da tutto, un uomo sceglie di vivere in solitudine. La sua quotidianità è però turbata da un mistero: una lucina che, distante, si accende ogni sera alla stessa ora. La curiosità lo spinge a dare una risposta al suo interrogativo. Parte alla ricerca e dapprima si imbatte in un personaggio, anch’egli alla ricerca di qualcosa, che è convinto di essere di fronte a fenomeni alieni. Ma questa risposta non soddisfa l’uomo, che si spinge fino a trovare il punto esatto da cui proviene la lucina. Trova una casa, in mezzo al bosco, con dentro un bambino che vive in solitudine, come lui, ma che  sembra provenire da un tempo ormai passato. La risposta apre quindi la strada ad altre domande: chi è il bimbo? da dove viene?  Ha inizio un rapporto tra i due che giungerà ad un epilogo per niente scontato. La cronaca della prima serata. È partita sotto i migliori auspici l’ottava edizione del Premio letterario nazionale Tropea, con le parole spese dal Ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, che ha esaltato l’importanza dell’evento. In apertura, i conduttori Pasqualino Pandullo e Livia Blasi hanno salutato il sindaco di Tropea Pino Rodolico, che ha ringraziato a nome della cittadinanza tutti i presenti, in particolare il ministro Lanzetta «che testimonia l’attenzione del Governo centrale per la Calabria», per essere presenti ad un premio «che dà lustro alla città di Tropea con la sua importanza, in un momento in cui la cultura è in crisi, con un grave danno per tutto quello che ruota attorno all’indotto. Per fortuna – ha proseguito il sindaco Rodolico – l’Europa intende la cultura come un momento di sviluppo per il territorio, sviluppo sociale e antidoto contro l’illegalità. Quindi voglio fare un invito a leggere, perché leggere fa bene a capire gli altri e a riscoprire la nostra identità». È stata poi il commissario Maria Luzza, che ha avuto il compito di guidare la città di Tropea nel 2008, a portare i saluti del prefetto di Vibo Valentia. Sul palco sono poi saliti gli autori dei libri in gara, veri protagonisti della serata. Antonio Moresco, parlando della cittadina tirrenica dove si svolge il premio, ha confessato a Pandullo di essere felice di trovarsi di nuovo a Tropea. «Mi trovo sempre bene al sud – ha infatti esordito -, mi trovo a casa mia e in particolare a Tropea, un posto dove sono stato bene». L’autore mantovano ha poi delineato la trama del suo libro, letto dall’attore Alberto Micelotta. Un libro che, come Moresco stesso ha raccontato, «è stato scritto in soli 20 giorni». Dopo di lui, Sandra Petrignani, ha spiegato come sia arrivata a scegliere di scrivere il suo libro, incentrato sulla figura della scrittrice Marguerite Duras: «Ci sono varie biografie che ho letto, e mi sono stupita che i vari biografi si siano fatti condizionare da quello che lei stessa ha voluto che loro scrivessero, ma ce n’è stato uno che ha smontato questa costruzione. Per quello che riguarda la verità storica, mi sono attenuta a quest’ultimo esempio, anche se ho ripreso molte citazioni dei primi». A leggere alcune pagine del suo romanzo è stata l’attrice, Ilenia Surace. Chiara Valerio, rispondendo a Pandullo, che ha illustrato il suo curriculum di matematica, ha spiegato che «la migliore facoltà di grammatica in Italia è quella di matematica» ma ha anche aggiunto: «non sono tanto forte sulle categorie e non ho mai fatto molta differenza». Un brano del suo libro è stato letto dall’attore Saverio Vallone. Dopo un intermezzo del De Sossi Quartett, ospiti della serata con Pippo Lico, è salito sul palco del Premio Tropea Carmine Abate, uno dei vincitori delle passate edizioni. Lo scrittore calabrese ha presentato il suo ultimo romanzo Il bacio del pane, in cui emerge prepotentemente la necessità di riqualificare l’educazione attraverso cui valorizzare il senso della legalità. È stata poi la volta dell’antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani, del sacerdote Pasquale Russo, dello scrittore Piefranco Bruni e della scrittrice Giusy Staropoli Calafati, oltre a Vito Teti, vincitore della scorsa edizione del Tropea. Con loro si è parlato degli scrittori Saverio Strati, Corrado Alvaro e Giuseppe Berto. Per Satriani «bisognerebbe costituire un comitato che proponga la pubblicazione integrale delle pagine di Strati», di cui «a volte non si conosce il valore estetico», per poi «attuare una serie di iniziative nelle scuole perché sia conosciuto». La Calafati ha spiegato il suo impegno nel veicolare e diffondere l’opera di Strati attraverso il web. Teti si è invece soffermato sull’opera letteraria di un altro importante scrittore per la Calabria, Corrado Alvaro, esaltando anche il lavoro della Rai per aver trovato un filmato inedito sullo scrittore. Don Russo ha ricordato infine la vicinanza, non solo fisica, con il premio Berto, organizzata ad anni alterni per tanti anni tra Ricadi e Mogliano Veneto. Su Berto e il suo rapporto con la Calabria, Bruni ha detto che «queste manifestazioni ci danno lo stimolo per analizzare alcuni aspetti non solo letterari, ma anche umani. Berto, come Alvaro, recupera il senso del simbolico e, con Il male oscuro, legge la Calabria in termini critici». A chiudere la serata sono stati gli interventi di Gabriella La Rovere, Franco Cimino e Salvatore Belvedere. La Rovere, autrice di un’opera di imminente pubblicazione, ha parlato delle problematiche legate alle difficoltà in cui si trovano famiglie con bambini autistici. Belvedere ha parlato delle «competenze, che è ciò che anche l’Europa ci chiede; ecco perché la scuola oggi deve puntare più che mai sulle le conoscenze e le abilità». Dopo di lui, Cimino ha parlato dell’Utopia della politica, il suo nuovo libro, in cui si parla di un «recupero della politica vera, con la  “P” maiuscola, che è l’unica capace di superare le cose che realizza nel momento stesso in cui le realizza, occupandosi dell’uomo». Al termine della serata, il ministro Lanzetta ha raccontato della sua esperienza di membro della Giuria popolare, quando ricopriva la carica di primo cittadino di Monasterace: «Era un momento difficilissimo, dovendo scegliere un libro, perché a me piacevano tutti e tre. Era quindi un momento di confronto e di condivisione». Parlando del suo rapporto con la lettura, ha proseguito: «Da piccoli impariamo il piacere di leggere, un piacere che ci accompagna per tutta la vita. Ognuno di noi ha due armadi, uno in cui chiudiamo le cose che respingiamo, ma che dobbiamo raccontare, uno bellissimo in cui racchiudiamo tutte le cose del sud che vorremmo, di un sud che fa parte della nostra cultura. Il Premio Tropea è una delle cose che metterei nell’armadio delle cose belle». La Lanzetta ha ricevuto dall’Accademia degli affaticati, associazione organizzatrice del “Premio Tropea” un ricordo, consegnatole dalla dottoressa Caterina Ostone. La cronaca della seconda serata. La serata è stata aperta dall’assessore alla Cultura del Comune di Tropea Maria Stella Vinci, la quale ha auspicato che «la cultura venga collocata al centro delle economie di sviluppo». Come di consueto, i primi ospiti a salire sul palco assieme a Pasqualino Pandullo e Livia Blasi, sono stati i tre autori in lizza Moresco, Petrignani e Valerio. Parlando dell’elemento naturale e animale, presente nel suo libro, Moresco ha spiegato come «la natura sia un elemento che precedono l’incontro tra l’uno e il bambino, manifestazione che in qualche modo accompagna e rende dicibile ciò che è difficile da dire in altre maniere. Quando uno guarda da vicino una zona in cui non ci sono uomini, tutto acquista un significato diverso da quello che gli diamo noi». La Petrignani ha invece concentrato il suo intervento sul moralismo «ridicolo» che ha permeato le vite dei personaggi storici che fanno da sfondo alla protagonista del suo libro: «Marguerite è riconosciuta invece una donna libera, indipendente, non solo nei suoi rapporti personali, ma anche dal punto di vista culturale. Lei non è mai venuta meno a quelle che erano le sue idee sui temi culturali per un mero riconoscimento personale». Terza, ma solo per ordine alfabetico, è intervenuta la Valerio, che ha parlato di Alessio, il personaggio protagonista del suo libro: «lui resta affascinato dalle tabelle assicurative, perché vede in esse il lavoro di chi ha dato un valore a singole funzioni: quanto vale la perdita di un dito, di un testicolo, insomma il valore delle cose». Ad animare la serata, oltre agli intermezzi musicali dei Madera Balza, sono stati gli attori Alberto Michelotta, Monica Demuru e Saverio Vallone, che hanno letto altri brani tratti dai libri in finale. Dopo un momento in compagnia della cantastorie Francesca Prestia, è stata la volta del giornalista Piero Sansonetti, direttore de’ «il Garantista», che ha calcato il palco del “Tropea” assieme allo scrittore Santo Giofré, al direttore di ZoomSud Aldo Varano, ai due vincitori delle scorse edizioni Vito Teti e Mimmo Gangemi. Sansonetti ha raccolto molti applausi quando ha spiegato il ruolo del suo nuovo giornale «che vuole dar voce alle opinioni che partono da Roma in giù, perché è impossibile che un paese come l’Italia fino ad oggi abbia avuto solo giornali che partono da Roma in su». Varano ha trattato invece le tematiche relative alla ‘ndrangheta: «siamo in una situazione in cui – ha affermato – i casalesi sono stati distrutti, i corleonesi azzerati, in Calabria, invece, c’è qualcosa che non va, perché i miei giovani colleghi di oggi, scrivono ancora di coloro i quali scrivevo io anni fa, dei Di Stefano, dei Mancuso, dei Piromalli. Concludo dicendo che mi è sembrato preoccupante che si sia steso un velo attorno a una discussione tra papa Francesco ed Eugenio Scalfari, la quale ha dato invece una chiave di lettura vera sulla criminalità organizzata». Sulle stesse tematiche si è soffermato Gangemi, il quale ha sottolineato come «si è creato un clima di linciaggio su questa terra, tanto che spesso un discorso realistico fatto da un calabrese sembra solo una difesa sulla propria regione». Giofré, riportando il discorso sulla tematica delle processioni religiose e del legame con le famiglie mafiose, ha testimoniato la sua esperienza quando, membro di una amministrazione calabrese, ebbe problemi anche con la gente comune a causa della scelta coraggiosa di modificare il percorso della processione. Il vescovo Renzo, ha definito il discorso «serio e complesso» e ha ricordato che la chiesa ha «un ruolo formativo che la magistratura ha dimenticato». Però, ha ricordato, «non può essere il prete ad andare a portare le statue, certo che noi dobbiamo dare l’esempio, ma se c’è un delinquente, ed è condannato, deve essere la forza dell’ordine a impedirgli di portare la statua, non deve essere il sacerdote». In merito alla scomunica del papa agli uomini di ‘ndrangheta, Renzo ha raccontato di aver «ringraziato personalmente il papa a Sibari per aver dato ai preti uno strumento, con la scomunica, e lui mi ha detto: “vediamo ora cosa mi verranno a dire”, e io gli ho risposto di non preoccuparsi, perché sarebbero venuti prima a dirlo a noi». Successivamente è stata la volta degli scrittori Nicola Fiorita e Giap Parini il i quali hanno evidenziato come sia importante che la chiesa si apra alla formazione contro le mafie, perché laddove non arrivano i giornalisti e gli scrittori, la chiesa ha la capacità di parlare a tutti. In chiusura sono intervenuti l’ex calciatore Massimo Mauro, Beppe Fonte , che in veste di cantautore ha concesso al pubblico un momento musicale, Gilberto Floriani, direttore del Sistema bibliotecario vibonese, che è capofila del progetto cofinanziato dalla Regione Calabria grazie al quale viene realizzato il “Tropea Festival Leggere & Scrivere”, all’interno del quale, da due anni, trova collocazione il “Premio Tropea”. E dopo gli interventi dei tanti ospiti, che con i loro contributi hanno arricchito la manifestazione, è giunto il momento della proclamazione. A fornire i voti raccolti dal consorzio Asmenet Calabria è stato l’amministratore delegato Gennaro Tarallo. Dopo alcuni attimi di attesa, Pandullo e la Blasi hanno proclamato Moresco vincitore dell’ottava edizione del Premio Tropea. *Ufficio Stampa Premio Tropea. (Nelle foto: la copertina del libro vincitore e – foto Libertino -, da sinistra: Valerio, Petrignani, Moresco e Pandullo).

 

 

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Reggio di Calabria: dall’1 al 10 agosto al Parco Ecolandia torna il FACE

(475) Dopo 4 anni di silenzio il FACE, Festival dell’Arte, della Creatività e dell’Ecocultura, torna dall'1 al 10 agosto nel luogo che lo ha visto nascere, il Parco Ecolandia.

 

Nato in una notte di follia ascoltando una canzone, il FACE ha tentato, nel corso di tre edizioni (dal 2007 al 2009) e con la partecipazione di oltre 150 artisti, di scuotere le coscienze, troppo spesso assopite, sull'urgenza dell'agire e sul coinvolgimento di tutti per attivare una spirale di cambiamento e partecipazione attiva attraverso l'arte e la creatività come forme di rinnovamento culturale e sociale. Perché “per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”. Tanto è cambiato da quegli anni. Ecolandia, il parco tematico costruito attorno al fortino di Arghillà, da spazio abbandonato e dimenticato, vive oggi una nuova stagione di crescita. Un consorzio di imprese (Ecolandia Scarl), con ostinazione e coraggio, sta cercando di restituire dignità al parco comprendendo l'urgenza di una sua fruibilità al pubblico. In questo contesto il Face si pone come partner creativo del parco, una manifestazione importante per le tematiche sottese alla sua ideazione, ma anche per ciò che un parco ecologico delle dimensioni di Ecolandia potrebbe rappresentare per la città di Reggio Calabria. Questa quarta edizione del festival, promosso dall'Associazione Ca.t.ona con la direzione artistica di Paolo Genoese e Paolo Albanese, guarda al passato, con la partecipazione e la collaborazione di numerosi “amici” del Face, ma anche al futuro, coinvolgendo attivamente il territorio nella convinzione dell'importanza difare rete delle realtà artistiche e culturali. Dall'1 al 10 Agosto Ecolandia ospiterà numerose forme di espressione artistica. Durante tutto il corso dell'evento sarà possibile partecipare a diversi workshop: dalla costruzione di strumenti musicali al riciclo creativo per bambini e adulti, dal ritratto fotografico alla serigrafia, dalla produzione di calchi in gesso alla danza, dall'arte circense alla musica popolare, e tanto altro. Le serate di punta dell'evento si svolgeranno il 1° Agosto, il 6 e il 10 con installazioni artistiche, mostre fotografiche, performance, rappresentazioni teatrali e concerti. Sul versante musicale, saliranno sul palcoscenico del Face Festival numerosi artisti. Il 1° Agosto la serata sarà dedicata alla musica popolare con Valentina Balistreri & Francesco Scopelliti, U Triulu, Skunchiuruti Band. Il 6 Agosto Fulvio Cama & Fabulanova, Banda Euterpe, Ice Scream Band, Fabrizio Canale. Il 10 Agosto Kento & Mad Simon From Kalafro. In tutte le serate i concerti saranno seguiti da Dj Set e Jam Session. Se il grado zero della comunicazione è il rumore, il silenzio su Ecolandia è stato assordante per troppi anni, anche per questo il FACE Festival ha camminato in silenzio per 4 anni per diventare oggi un urlo, non più, e non solo, di denuncia, ma di proposta concreta di rinnovamento. Per info su programma, artisti partecipanti e workshop visitare il sito www.facefestival.org.

 

 

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Progetto Georgheos, domenica 27 appuntamento con la provocazione “Una nuova campagna di scavi sui resti della sinagoga di Bova Marina, perche no?”

(474) Prosegue il progetto “Gheorgheos” con il ciclo di convegni finalizzati alla riqualificazione culturale del parco archeologico di S. Pasquale in Bova Marina. Ad ospitare gli eventi è la meravigliosa cornice del Centro Documentazione “Archeo Deri”, dove, come da programma, sul tema “Vitulìa, Italìa, Italjha” si sono susseguiti gli interventi dei relatori Natale Zappalà, Saverio Verduci e Felice Delfino, coadiuvati da Salvatore Bellantone, scrittore ed editore della “Disoblio edizioni”.

 

A fare gli onori di casa per il Comune di Bova Marina sono stati il Sindaco, Avv. Vincenzo Crupi, che ha salutato il numeroso pubblico intervenuto ponendo in evidenza l’alto spessore culturale del Progetto Gheorgheos, voluto fortemente dalla Associazione Culturale San Giorgio e sostenuto dalla Amministrazione Provinciale, e l’Assessore alla Cultura, Prof.ssa Marialuisa Ollio, anch’ella soddisfatta per la bella manifestazione con la  quale si offrirà l’opportunità di mettere in evidenza le peculiarità artistiche e culturali del territorio bovese in particolare e della Provincia reggina in generale. L’Avv. Giuseppe Mazzetti, presidente della Associazione culturale San Giorgio, rifacendosi al significato dell’Hava Nagila, l’inno alla gioia del popolo ebraico, ha evidenziato altresì come uno degli obiettivi del progetto è proprio quello di valorizzare quelle risorse umane del nostro territorio che, quanto a preparazione e competenza tecnica, non hanno nulla da inviare  ai più noti studiosi di fama internazionale.“Questo è l’esempio della Calabria che vorremmo vedere”- prosegue Mazzetti – indicando i giovani relatori ed i componenti della amministrazione comunale di Bova Marina, “giovani studiosi e giovani amministratori pubblici che offrono le loro competenze al servizio della collettività”. “Questa è la strada che percorrere se vogliamo definitivamente uscire dal pantano culturale ed istituzionale nel quale ci troviamo, se vogliamo davvero vivere la nostra storia da protagonisti. Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche e cominciare a lavorare  insieme per il bene e l’interesse della collettività, senza egoismi, sopraffazioni o secondi fini”. L’editore Salvatore Bellantone, nell’introdurre i relatori, ha quindi parlato delle attuali prospettive di crescita del territorio nel campo culturale sempre all’insegna dei due imperativi categorici del ricordare e del conoscere, quali obiettivi cui mirare per diffondere una nuova coscienza e una rinnovata sensibilità sulle peculiarità che caratterizzano la nostra storia e la nostra realtà, appunto accettando anche le “provocazioni culturali” quali appunto quelle proposte dal Progetto GHEORGHEOS. La serata si è dunque articolata con i pregevoli interventi dei relatori nella gremita sala convegni del Centro Documentazione di Bova Marina . Natale Zappalà che ha offerto ai presenti una prolusione incentrata sul tema della centralità perduta dal punto di vista geografico, culturale e socio – politico di Reggio Calabria e della sua provincia dal punto di vista storiografico. Quindi Saverio Verduci che ha ripercorso le specificità del patrimonio linguistico della Bovesia, evidenziando in particolare il pregio ed il valore dei reperti e dei siti archeologici disseminati sul territorio di Reggio Calabria e zone limitrofe in riferimento alla cultura dell’era romana. Suggestiva a tal proposito la descrizione dei particolari mosaici policromatici riferibili a tale epoca rinvenuti ad esempio presso la villa di Casignana oltre che nell’area archeologica del Parco Archeo Deri di San Pasquale in Bova Marina, nonché i resti delle necropoli e delle anfore Keay52 rinvenute presso i territori di Lazzaro e Pellaro, tracce evidenti di un fervore culturale e socio economico di particolare rilievo riferibili al periodo romano quale chiara testimonianza di un momento storico in cui Reggio Calabria e la sua provincia hanno vissuto un notevole splendore, segni di una storia da conoscere ed amare, per riscoprire chi eravamo, per comprendere chi siamo oggi. A Felice Delfino  il compito di segnare un excursus sulla presenza ebraica in Calabria e segnatamente nel territorio della Bovesia. Presenza, secondo quanto illustrato, già nota e viva fino al tardo post medioevo. Una storia – quella illustrata dal Delfino – forse meno conosciuta ma molto importante, che affonda le proprie radici sin dal quarto secolo D.C. nella nostra terra allora definita appunto “Italjha”  letteralmente “isola della rugiada divina” ovvero terra simbolo di benedizione che viene dall’alto. Una definizione riferita alla nostra terra e intesa come tale dal popolo ebraico presente a queste latitudini geografici sin dai tempi della diaspora che vide nel 70 D.C. dopo la seconda e definitiva distruzione del Tempio di Gerusalemme ad opera dell’Imperatore romano Tito, figlio di Vespasiano l’esistenza di notevoli flussi migratori di famiglie di origini ebraiche di cui si hanno tracce che hanno inevitabilmente interessato anche il nostro territorio. Per giungere a Roma, infatti, bisogna percorrere obbligatoriamente le stesse tappe dell’Apostolo Paolo, itinerario che interessò una moltitudine di Giudei schiavizzati giunti anch’essi a Reggio Calabria e che vide la Comunità Ebraica romana riscattare la libertà per i propri fratelli schiavi in Calabria. Ed è proprio ripercorrendo la storia della via consiliare che congiunge Capua a Reggio Calabria che è possibile ricostruire le origini e gli esiti di questa storia antica. Reggio Calabria in quel periodo è già una città cosmopolita, sede di un importante porto commerciale, quindi al centro di rilevanti interessi economici dunque luogo ideale per il popolo ebraico da sempre dedito a tali pratiche. Reggio Calabria in quel periodo presenta peraltro dal punto di vista sociale e culturale tutte le caratteristiche di un ambiente sincretico e tollerante dal punto di vista religioso. Ed è proprio a  tale contesto storico – geografico che si riferiscono tre principali reperti che testimoniano questa particolare identità del nostro territorio. Il primo reperto consiste nelle “tavoletta epigrafica” datata quarto secolo D.C. che reca l’inscrizione “ioudaion” appunto ad intendersi quale luogo “dei giudei”. Altro reperto importante consiste in una lucerna funebre nella quale è impresso il simbolo della MENORAH EBRAICA ritrovata a Lazzaro, l’antica Leucopetra, all’interno di quella che fu una necropoli  di chiaro richiamo alla tradizione ebraico – giudaica e probabilmente riferita a genti cristianizzate. Ed infine, appunto, il mosaico policromo, costituito da sedici tasselli a motivo di doppia treccia, raffigurante il tradizionale “Nodo di Salomone” e la “Rosetta”, rinvenuto presso i resti di quella Sinagoga di pianta rettangolare atipica, sicuramente configurabile quantomeno quale aula di preghiera di chiaro riferimento al culto ebraico praticato sin dai tempi antichi a Reggio Calabria e provincia presso tale località di San Pasquale in Bova Marina. Una storia infine interrotta da due editti di proscrizione. Il primo nel 1511 con ordinanza di Re Ferdinando ed il secondo nel 1541 con altro editto di Carlo V  che decretarono la espulsione del popolo ebraico dall’Italia Meridionale e quindi dalla memoria storica dei nostri territori. Una storia “scomparsa” sebbene ancora viva e presente, spesse volte anche in modo inconsapevole, in usi e tradizioni molto diffuse in Calabria come ad esempio le usanze funebri diffuse in località Serra Stretta (Cs) oppure laddove il venerdì Santo si usa ancora accendere le candele chiaro particolare rituale di riferimento ebraico.  Come diceva Melanie Klein: “noi siamo il nostro passato, da reinterpretare al presente, per proiettarlo al futuro”. Ed è dello stesso tenore il senso della provocazione del Presidente Mazzetti partendo dalla sostanziale incertezza circa la datazione esatta dei reperti rinvenuti in località San Pasquale da cui nasce spontaneo l’interrogativo forse più suggestivo di tutto il progetto GHEORGHEOS: ma perché le amministrazioni locali interessate non iniziano a chiedere alla Sovrintendenza di dare vita ad una nuova campagna di scavi a San Pasquale in Bova Marina? Una istanza cui ha subito prontamente risposto positivamente il Sindaco Crupi, presente all’incontro, indicando quale possibile soluzione l’utilizzo del finanziamento di seicento mila euro già destinato al Comune di Bova Marina e finalizzato alla promozione del Parco Archeologico Archeo Deri di località San Pasquale, un sito – come ricordato dallo stesso Sindaco Crupi – che è il frutto dell’attenzione e della lungimiranza politica dell’onorevole Saverio Zavettieri a cui va il merito negli anni in cui è stato Assessore Regionale alla Cultura di aver inteso valorizzare questo importante patrimonio garantendo un importante sostegno economico da parte della Regione. Quanto al Progetto GHEORGHEOS – sempre il Sindaco Crupi – ha rimarcato come questa sia la Calabria migliore, la vera Calabria, quella a cui Noi come Amministrazione abbiamo intenzione di sostenere nel tentare di dare anche il nostro piccolo contributo e sostegno per premiare iniziative come queste. Il progetto Gheorgheos prosegue domenica 27 luglio alle ore 19,00, sempre presso il centro Documentazione “Archeo Deri”, con  gli interventi di Roque Piugliese e d Agazio Fraietta, appartenenti alla comunità ebraica, sul tema “Panoramica storico culturale della Calabria Ebraica”. Un appuntamento da non perdere e che sicuramente troverà vasto eco di consensi, quanto a partecipazione di pubblico.

 

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Reggio di Calabria: Anassilaos, lunedì 28 Messa in suffragio dei caduti della Grande Guerra

(472) Il 28 luglio del 1914, con la dichiarazione di guerra dell’Austria-Ungheria alla Serbia, che faceva seguito all’ultimatum che il grande impero aveva inviato al paese balcanico a seguito dell’assassinio, un mese prima (28 giugno)  a Sarajevo, dell’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono della duplice monarchia, aveva inizio la Prima Guerra Mondiale,

 

quella che, nel 1915, Papa Benedetto XV avrebbe, a ragione, definito “questa orrenda carneficina, che disonora l’Europa”. Nei giorni successivi al 28 luglio, in un crescendo di reciproche dichiarazioni di guerra, i più grandi e forti paesi europei (Germania, Francia, Russia, Gran Bretagna, Austro-Ungheria) – con l’eccezione dell’Italia e dell’Impero Ottomano, che sarebbero entrati  in guerra qualche anno dopo – si trovarono coinvolti in un conflitto che sarebbe durato fino all’autunno del 1918, provocando distruzioni e soprattutto milioni di morti. La crisi di luglio (dal 28 giugno al 28 luglio 1914) si consumò dunque senza che venisse esperito alcun serio tentativo di mediazione (a parte l’esortazione “Dum Europa” di Papa  Pio X del 2 agosto 1914, che sarebbe morto il 21 dello stesso mese) nella convinzione, rivelatasi infondata, che si sarebbe trattato di una guerra breve come quelle, del resto, che fino ad allora, si erano combattute sul continente (Tornerete nelle vostre case prima che siano cadute le foglie dagli alberi » aveva detto il Kaiser nell’agosto 1914 alle truppe in partenza per il fronte). In tale circostanza la Sezione Giovanile dell’Associazione Culturale Anassilaos,  con l’Adesione della Parrocchia di San Giorgio e il Patrocinio e la partecipazione  delle Associazioni Combattentistiche  e d’Arma della Provincia di Reggio Calabria, ha promosso la celebrazione di una Santa Messa in suffragio di tutti i caduti e i combattenti che hanno partecipato all’immane conflitto che  si terrà lunedì 28 luglio  p.v. alle ore 19,30 presso il Tempio di San Giorgio alla Vittoria, a cento anni esatti dall’inizio del conflitto. Al termine della Sacra Funzione, celebrata da Don Antonio Santoro, presso la Cappella dello stesso Tempio che ricorda i Caduti, i giovani dell’Associazione hanno pensato fosse doveroso far deporre un cuscino d’alloro alla memoria dei caduti e dei combattenti. Subito dopo essi consegneranno ai Presidenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma  della Provincia che non mancano, con un impegno e un sacrificio non sempre pienamente riconosciuto e apprezzato, di mantenere ed alimentare nelle più giovani generazioni  la memoria del passato, una medaglia-diploma, quale segno di gratitudine e apprezzamento per il loro  positivo operare.

 

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Reggio di Calabria: “ReActionCity”, sabato 26 e domenica 27 le prime due azioni attive e pubbliche tra Gallico ed il Lido comunale

(473) I giovani urban makers e le associazioni impegnate come social makers, sabato e domenica metteranno in azione alcuni spazi della città, riabitandoli con la cittadinanza attiva delle comunità,

 

con l’obiettivo di animare vere e proprie condivisioni di progettualità e proposta di rigenerazione urbana ed innovazione sociale direttamente sui luoghi prescelti. Sabato 26 alle ore 17, a Gallico Marina, con l’azione “Si sta insieme a Borgo Cecilia” si parte con una camminata pubblica ed animata per una nuova visione dentro il borgo e si arriva alla rotonda sul lungomare, dove verranno esposte esperienze progettuali di proposta sullo stesso borgo. I giovani Gabriella Seminara, Antonio Laganà, Edoardo Lio con l’associazione i Pagliacci Clandestini, coinvolgeranno la cittadinanza in una nuova storia di reazione che verrà raccontata dai protagonisti. Domenica 27, sulle Terrazze del Lido Comunale di Reggio Calabria, con l’azione “Incontriamoci sul tetto e viviamo le terrazze!”, si organizza una Collettiva di Fotografie ed Immagine sul Lido Comunale di Reggio Calabria, coinvolgendo la cittadinanza alla raccolta che si terrà dalle ore 9 alle ore 13, per poi aprire l’evento di esposizione sui luoghi alle ore 18. I giovani Danilo Emo, Carmela D’Agostino, Edoardo Lio, Gianluca Chininea, con le associazioni Pensando Meridiano, Mediterraneo Dance Festival e lo studio La Fotografia, promuoveranno l’iniziativa ed allestiranno l’esposizione. Entrambi le azioni verranno raccontate nei video e nei progetti fotografici, oltre che nel visioning, documentazioni previste da ReActionCity e saranno i riferimenti per la scrittura delle pagine di agenda urbana e di visione di costruzione sociale della città curate nei contenuti e nella comunicazione dal progetto Città (in)differente, dall’associazione Pensando Meridiano e dal Lab di comunicazione sociale Corto Circuito.

 

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