Riforma delle professioni nel settore finanziario: la FENAFI sez. Reggio Calabria espone i numeri del 2013

La Federazione nazionale delle società finanziarie, nel corso di una riunione tenutasi oggi presso la sede di Reggio Calabria alla presenza del Presidente nazionale avv. Santo Alfonso Martorano ha esposto in cifre i risultati della riforma delle professioni nel settore creditizio, che ha puntato sulla valorizzazione dei titoli di studio e dell’esperienza pregressa. La riforma di cui al decreto legislativo 141 del 2010 e successive modifiche, ha previsto come termine ultimo per iscriversi al nuovo albo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi il 31 ottobre 2012;

per i “vecchi professionisti” che non si sono adeguati entro la scadenza, il 31 dicembre 2012 scadrà anche il termine per esercitare in via transitoria l’attività in base alle vecchie regole: se vorranno continuare a lavorare dovranno sostenere l’esame. Da gennaio 2013 potranno esercitare l’attività di agenzia in attività finanziaria solo le persone fisiche e le persone giuridiche che si sono iscritte al nuovo albo  e l’attività di mediazione creditizia le sole società di capitali ( con esclusione radicale delle persone fisiche) iscritte nel nuovo albo dei mediatori creditizi. Anche se è stato possibile iscriversi come agenti non operativi per lavorare effettivamente  però occorre anche indicare la società con cui viene stipulato il contratto di agenzia e la polizza assicurativa. La riforma ha portato ad una riduzione enorme dei professionisti iscritti: sono scomparsi i 121.997 professionisti che erano iscritti al vecchio albo dei mediatori creditizi- persone fisiche tenuto da Banca d’Italia; dei 70.093 agenti iscritti al vecchio albo, solo 8.286  ( l’11,8%) hanno presentato istanza per l’iscrizione nel nuovo ( finora ne sono stati iscritti 710 e 26 risultano operativi); delle 5.248 società di agenzia in attività finanziaria, solo 460 ( cioè l’8,8%) hanno presentato domanda di iscrizione al nuovo albo, mentre delle 9.178 società di mediazione creditizia solo 266, cioè il 2,9% hanno presentato domanda di iscrizione ( allo stato 14 risultano iscritte ed una operativa). Il voto di fiducia di giovedì al Senato sul Decreto Sviluppo prevede la rimozione dell’obbligo di iscrizione all’elenco degli agenti in attività finanziaria dell’Oam per i promotori finanziari,  e per gli agenti di assicurazione; manca solo il via libera della Camera. Le società di agenzia in attività finanziaria e quelle di mediazione creditizia dovranno provvedere all’indicazione dei collaboratori. E questa nuova figura, quella del collaboratore, sarà la professione del settore finanziario del futuro. Per informazioni è possibile scrivere a info@fenafi.it o a info@assimec.it. FENAFI – Federazione Nazionale delle società Finanziarie. Sede nazionale: via Goito 46 – 00185 Roma. Tel. 06.44.70.40.26  Fax: 06.4940607 Mobile 338.156.78.89 E-mail: info@fenafi.it.

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Co.Re.Svi.t.: “Da Doha a Saline o Saline come Grevenbroich?”

A Saline Joniche, a Reggio Calabria ed in Italia si manifesta contro l’utilizzo del carbone mentre in Germania ed in gran parte del mondo industrializzato non si è mai usato tanto carbone come in questo momento e la tendenza, causata dalla riduzione del nucleare, è in netta crescita. Nei giorni scorsi si è tenuta presso Palazzo Campanella una manifestazione delle associazioni ambientaliste rivolta principalmente a catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sui negoziati in corso a Doha (Qatar), ma in concreto come stanno andando le cose laggiù?

Le aspettative alla vigilia erano già molto scarse così come si è potuto notare dal deludente eco sulla stampa con pochi articoli pubblicati sull’argomento ed ora, dopo circa dieci giorni di negoziati, vi è ancora molta incertezza sull’accordo finale con l’unica novità, piuttosto significativa, che i rappresentanti dei governi Russo, Giapponese e Canadese, che insieme a pochi altri aderiscono al Protocollo di Kyoto, hanno dichiarato la loro intenzione di voler uscire dal programma ritenuto ormai da molti uno strumento inefficace. La tendenza della scienza moderna e dei governi delle nazioni più industrializzate, si è spostata sull’esigenza di procedere con una seria analisi delle emissioni climalteranti prendendo in considerazione la fondamentale condizione di reciprocità nell'adozione di nuovi standard che siano in grado di limitare le emissioni e ciò anche allo scopo, non solo ecologista ma anche economico, di evitare forme di dumping ambientale così come è accaduto negli ultimi anni quando la produzione europea è stata delocalizzata nei paesi emergenti e la CO2 non emessa in Europa ci è stata restituita sotto forma di prodotti importati e quindi con maggiori costi e sicuramente con maggiore inquinamento ambientale. E’ davvero questo ciò che vogliamo? Le dichiarazioni delle associazioni ecologiste, quando fanno riferimento a non meglio specificati “…pericoli derivanti dall’esposizione alla CO2…” non aiutano certo a fare chiarezza ma solo a creare ingiustificato panico e confusione come se la CO2, al pari dell’Uranio, potesse creare un danno da esposizione. Se così fosse chissà quanti morti si dovrebbero contare ogni giorno nel mondo soltanto a causa delle bibite gasate. Il vero problema è che questa ed altre analoghe “bestemmie scientifiche” come quella della cd. “Overcapacity” ci vengono propinate senza alcun serio fondamento. Sul tema della Overcapacity è facilissimo smentire ogni riferimento se solo si tenesse conto delle enormi quantità di energia che la nostra nazione è costretta ad importare da Francia, Svizzera, Serbia ed altre nazioni che nel tempo si sono dotate di tecnologie moderne e sopratutto a basso costo per produrre energia . Quindi non conta tanto la capacità istallata ma il prezzo della produzione e la verità è che in Italia l’energia costa troppo e siamo costretti ad importarla, mentre l’energia prodotta da una centrale alimentata a carbone, potrebbe consentire di invertire la tendenza costituendo un passo concreto verso la riduzione del costo dell’energia e quindi della bolletta elettrica di famiglie e industrie. Peraltro in un momento di crisi economica come l’attuale questa è una delle poche iniziative che sono in grado di ridurre il prezzo dell’energia a costo zero per il contribuente e va quindi sostenuta e non avversata come fanno gli ambientalisti nostrani più per presa di posizione ideologica che per altro non essendo i loro argomenti supportati da alcun serio riferimento scientifico ma anche di economia politica. Non la pensano così i tedeschi che dopo l’avvio della riduzione del nucleare stanno incrementando la produzione di energia elettrica con la costruzione di nuove centrali a carbone come quella di 2.200 Megawatt di Grevenbroich, nel Nord Reno – Westfalia, inaugurata da pochi mesi, ironia della sorte, proprio da Hannelore Kraft governatore di una regione sostenuta da una coalizione rosso-verde. Evidentemente gli ecologisti tedeschi sono dotati di meno ideologia e più concretezza e pur non perdendo di vista l’aspetto legato all’inquinamento ambientale si sono resi conto che in questo momento storico non vi sono alternative al carbone che su scala mondiale viene utilizzato per produrre il 40% dell’energia elettrica mentre nella sola Germania si prevede a breve un innalzamento sino al 46% della produzione elettrica con l’utilizzo di questo elemento fossile che si trova con facilità in natura ed è l’unico ad avere una disponibilità certa di almeno 150 anni contro i 40 stimati per il petrolio ed i 60 per il gas. Pertanto se si deve affrontare con serietà il problema delle emissioni di CO2, dell’inquinamento ambientale ma anche dello sviluppo sostenibile e della riduzione dei costi di produzione dell’energia elettrica non si può solo negare la possibilità di utilizzare il carbone senza offrire altra valida alternativa, anche in considerazione del fatto che sia la riunione degli ambientalisti nostrani che quella di Doha non si è tenuta, come si sarebbe dovuta tenere, almeno per coerenza, in un bosco o su un prato verde, ma all’interno di una sala di un palazzo particolarmente energivoro con impianto di climatizzazione ed ogni altro strumento e comodità della vita moderna e quindi alimentato dall’energia elettrica così come le case e gli uffici della stragrande maggioranza dei cittadini italiani, ambientalisti compresi. Infine una breve riflessione sul confronto di due distinte iniziative dei giorni scorsi: una, quella degli ambientalisti tenutasi lo scorso 5 dicembre in un palazzo pubblico alla presenza di non più di 100/120 professionisti dell’ambiente molti dei quali appartenenti ad organizzazioni ben strutturate che come testimoniano i loghi apposti su magliette e cappellini sono costantemente sostenuti e sponsorizzati anche da grossi gruppi industriali non propriamente e storicamente molto attenti all’ambiente ma che evidentemente si preoccupano di mantenere buoni rapporti con gli ambientalisti . L’altra, quella che si è tenuta il 30 novembre scorso presso un noto ristorante della fascia jonica reggina e quindi in un luogo privato, organizzata da alcune Associazioni e Comitati, tra cui il nostro, alla quale hanno partecipato circa 350 cittadini gran parte dei quali residenti nel comprensorio circostante Saline Joniche, che hanno inteso spontaneamente partecipare per conoscere fino in fondo e senza pregiudizio, il progetto della SEI. Non riteniamo commentare oltre le due iniziative lasciando ai lettori ogni valutazione. Co.Re.Svi.T., il Presidente avv. Giancarlo Liberati.

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Roma: usura e racket, Bianchi (Pdl) “Necessari presìdi legalità a Crotone”

“Usura e racket condannano il territorio crotonese ad un progressivo isolamento rendendo impossibile qualsiasi tentativo di sviluppo e di miglioramento della qualità della vita della nostra comunità. Fondamentale la presenza dello Stato, con i suoi presìdi di legalità e di sicurezza, per lottare contro fenomeni coercitivi e illeciti che portano nella casse della 'ndrangheta, secondo l'Istituto Demoskopika, circa 3 miliardi di euro". Così la senatrice del Pdl Dorina Bianchi commenta la passeggiata antiracket promossa stamattina a Crotone dalla Federazione nazionale delle Associazioni Antiracket e Antiusura italiane.

“E’ necessario contrastare, – spiega la parlamentare crotonese – anche attraverso i nostri comportamenti quotidiani, tutti quei fenomeni che ostacolano la libertà d'impresa e che alimentati dalla crisi economica incalzante, stanno assumendo dimensioni sempre più allarmanti. Secondo i dati del XIII rapporto di Sos Impresa il 50% delle imprese calabresi pagano il pizzo a fronte di un decremento delle denunce che registra invece uno sconfortante meno 15%". “Proprio per questo – conclude la Bianchi – è fondamentale che i cittadini scendano nelle piazze, al fianco delle istituzioni e dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine, per esprimere il proprio dissenso e rifiuto di una piaga silenziosa che opprime l'imprenditoria sana e genera ingenti flussi finanziari a vantaggio della criminalità organizzata”.

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Reggio di Calabria: il resoconto del convegno “Da Saline Joniche a Doha, la stessa sfida: No al carbone”

All’indomani della presentazione del ricorso contro il DPCM che autorizza la centrale di Saline Ioniche, il fronte ambientalista si compatta a Reggio Calabria e lancia la sfida delle rinnovabili per mettere definitivamente da parte l’opzione carbone. Ieri in riva allo Stretto – ma con lo sguardo a Doha, dove i governi mondiali ragionano in questi giorni di cambiamenti climatici e fonti energetiche – le associazioni ambientaliste hanno discusso di strategia energetica nazionale e riduzione delle emissioni di CO2, di vecchi e nuovi impianti, di rischi per la salute e alternative occupazionali, di scenari globali e scelte locali.

In una cornice di pubblico delle grandi occasioni, da Palazzo Campanella – sede del Consiglio regionale della Calabria – si è sollevato ancora una volta un secco e corale ‘no’ al progetto di realizzazione di una centrale a carbone nell’Area Grecanica reggina, ben rappresentata dall’associazionismo e dai coltivatori del bergamotto (presente in sala anche la Coldiretti). Particolarmente importante è stata la presa di posizione di Giuseppe Scopelliti, governatore di centrodestra, che ha ribadito in una lettera inviata agli organizzatori il secco no alla centrale di Saline che “resta inquinante anche con le nuove tecnologie”. Contro il decreto governativo sulla valutazione d'impatto ambientale  anche la Regione Calabria ha presentato ricorso così come le associazioni dei coltivatori del bergamotto, i comuni della zona e così come si appresta a fare il Coordinamento Associazioni Area Grecanica. “È una battaglia di coerenza e di civiltà che porteremo avanti fino in fondo – ha dichiarato il consigliere regionale Giovanni Nucera, intervenendo in rappresentanza della Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria – una battaglia che per una volta ci vede uniti, al di là delle ideologie, per il futuro di un territorio che ha subito in passato scelte scellerate e irreversibili”. Anche la Provincia di Reggio Calabria ha sancito con l’assessore Eduardo Lamberti Castronuovo una “chiara ed esplicita posizione di contrarietà”, concretizzata con il concorso di idee per il waterfront di Saline Ioniche, i cui risultati sono stati illustrati da Mariano Fortebuono. “Cresce una ribellione a una chiara logica coloniale e a una scelta incompatibile con le esigenze del territorio – ha detto Nuccio Barillà, membro della segreteria nazionale di Legambiente, nell’introdurre l’incontro – cresce il desiderio di una via diversa per il rilancio dell’area, una via che sta prendendo corpo e si basa sulla vocazione turistica del territorio, l’alternativa energetica compresa quella del solare termodinamico e la concreta realtà dell’eccellenza del bergamotto. Il Ministro Clini non può parlare una lingua a Doha, esaltando i risultati su risparmio energetico e rinnovabili e una in Italia autorizzando il carbone”. “L’Italia frena la spinta dei paesi emergenti, che vorrebbero utilizzare senza vincoli le proprie scorte carbonifere, ma poi autorizza nuove centrali sul proprio territorio. È questa una doppia contraddizione – ha rafforzato il concetto Gaetano Benedetto, Direttore Politiche Ambientali WWF Italia – innanzitutto perché va contro la logica della riduzione delle emissioni che il governo italiano sostiene nel corso dei vertici internazionali, ma anche e soprattutto perché i numeri dicono che il Paese non ha bisogno di nuovi impianti, per giunta a carbone, materia prima di cui saremmo importatori. Meglio addirittura lasciare i territori così come sono piuttosto che inquinarli”. “Solo le fonti rinnovabili possono consentire all’Italia di ridurre la dipendenza energetica dall’estero – ha ribadito Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – dunque non solo non servono nuove centrali, ma è preferibile chiudere impianti come quelli di Vado Ligure e Rossano piuttosto che pensare a una riconversione al carbone. La battaglia si vince coniugando la questione ambientale a quella occupazionale: la scelta delle rinnovabili dà una risposta concreta, pulita e nettamente più redditizia in termini di quantità e qualità, alle richieste di energia e posti di lavoro”. “Quella della centrale a carbone di Saline è una questione che riguarda direttamente i cittadini dell’intera Calabria e della Sicilia – ha dichiarato Alessandro Giannì, Direttore Campagne Greenpeace Italia snocciolando dati impressionanti  sugli effetti sanitari del carbone – e questi ci dicono che le percentuali di malattie crescono nelle zone esposte alle emissioni di impianti di questo tipo. E le morti attese riguardano un’area che ha un raggio di ben 200 chilometri”. Dopo l'intervento di Paolo Catanoso, rappresentante del Coordinamento delle Associazioni dell'Area Grecanica No Carbone e di Ugo Sergi  in rappresentanza delle Associazioni di produttori  della stessa area, è partita la batteria degli interventi di cui sono stati protagonisti, tra gli altri, rappresentanti di Italia Nostra, sindaci del comprensorio direttamente interessato, tecnici ed esperti. In un messaggio, Danilo Selvaggi, direttore generale LIPU, ha sottolineato come Saline sia uno dei posti più importanti d'Europa per la migrazione degli uccelli. “Quest'area chiamerebbe amministratori e persone di buona volontà ad un programma di risanamento, ad una grande bonifica che schiuda un futuro migliore. Non una centrale a carbone”. Messaggi video e contributi di adesione sono giunti anche da parte dei coordinamenti di Vado Ligure e Porto Tolle, dalle associazioni nazionali Slow Food, FAI, Kronos e dal Coordinamento delle Associazioni, movimenti e partiti politici del Canton dei Grigioni che in opposizione all'investimento della società svizzera Repower a Saline e a favore dell'energia pulita hanno promosso un referendum e la candidatura della società al premio internazionale “vergogna”. Gli Uffici Stampa WWF Italia, Greenpeace, Legambientee LIPU.

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Roma: Foti (Pdl) “Auspico ritorno in campo di Berlusconi”

"Quando l’Italia della Seconda Repubblica ha avuto bisogno in passato di una nuova leadership politica, Berlusconi c’era. Quando l’Italia in piena Crisi Globale ha avuto necessità di un Governo di larghe intese e quindi di un gesto alto e nobile di responsabilità, Berlusconi c’era. Ora che l’Italia ha bisogno di salvarsi e non sprofondare nella crisi più profonda, ora che c’è di nuovo bisogno di qualcuno che difenda gli interessi degli italiani e che lo faccia con autonomia e vigore, ora che l’Italia deve ripartire con una leadership forte e autorevole, Berlusconi c’è".

A dichiararlo è l’on. Nino Foti, deputato e componente della direzione nazionale PDL. "Personalmente – sottolinea l’On. Nino Foti – auspico un ritorno in campo del Presidente Berlusconi. La sua estromissione anticipata in questa legislatura è stata ingiusta, tanto più se consideriamo che chi gli è subentrato ci consegna ora un Paese in condizioni peggiori di un anno fa. Se a ciò aggiungiamo i gravi errori commessi da questo Esecutivo, come ad esempio la vicenda degli esodati o l’incomprensibile Riforma del Lavoro, che ho avuto modo di seguire da vicino in qualità di Capogruppo Pdl in Commissione Lavoro, risulta evidente come sia necessario riallacciare le fila del lavoro svolto precedentemente. Non posso dunque – conclude l’On. Foti – che accogliere favorevolmente la prospettiva che il principale artefice di tanti successi per il nostro Paese torni in campo".

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Riordino Province, la senatrice Bianchi (Pdl) invita i sindaci del Crotonese alla mobilitazione. Promosso venerdì un incontro a Crotone nella sala consiliare

"Il ruolo e la partecipazione attiva delle Amministrazioni comunali della provincia di Crotone, con i sindaci in prima linea, sono assolutamente fondamentali per proseguire una battaglia sacrosanta in difesa della Provincia e per scongiurare l'isolamento delle comunità crotonesi". È l'appello alla mobilitazione della senatrice Dorina Bianchi in una lettera inviata ai 27 primi cittadini del Crotonese in prossimità della discussione al Senato del decreto sul riordino delle Province prevista per il prossimo 7 dicembre.

"Il confronto e la votazione sul provvedimento – scrive nella missiva la parlamentare del Pdl -, saranno un banco di prova fondamentale, da un lato, per motivare dissenso convinto verso un decreto iniquo e, dall'altro, per rimarcare, in assoluta condivisione con quanto sostenuto più volte anche dal presidente Stano Zurlo, la necessità di un processo politico, ancor prima che costituzionale, di riassetto delle istituzioni territoriali dello Stato. Al contrario, la scelta del decreto intrapresa dal Governo Monti è un evidente pugno in faccia alla sovranità popolare e alle autonomie locali. I numerosi emendamenti da me presentati – precisa ancora Dorina Bianchi – hanno come obiettivo la difesa del territorio e dei suoi cittadini, la presenza dei presídi di sicurezza e di utilità sociale, il mantenimento della Provincia di Crotone". "Nelle scorse settimane – continua la parlamentare del Pdl – ho più volte espresso l'assoluta necessità di avviare, fuori e dentro il Parlamento, azioni e iniziative per produrre un cambio di rotta ad un'attività del Governo spesso ragionieristica e frettolosa, in contrasto con le aspettative e i bisogni espressi dalla comunità crotonese". "In questo quadro, in sintonia con il presidente Anci Calabria, Peppino Vallone – conclude Dorina Bianchi -, si ritiene opportuno un confronto con tutti i sindaci del territorio per domani, venerdì 7 dicembre alle ore 11,30, nella sala consiliare del Comune di Crotone".

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Reggio di Calabria: Legambiente, da Saline Joniche a Doha la stessa sfida e una sola voce: No al carbone!

In questi giorni in cui le principali associazioni ambientaliste stanno spingendo i governi riuniti a Doha ad aumentare gli sforzi affinché decarbonizzino le proprie economie e scongiurino gli effetti più disastrosi dei cambiamenti climatici, anche a Reggio Calabria le stesse associazioni ribadiscono a una sola voce il proprio no alla centrale a carbone che dovrebbe sorgere a Saline Joniche e che, se costruita, vanificherebbe gli sforzi che l’Italia e l’Europa stanno tentando di fare (e far fare) per facilitare questa transizione.

Il caso Saline Joniche è emblematico della contraddizione italiana riguardo la lotta ai cambiamenti climatici: mentre in sede internazionale il nostro paese, assieme all’Europa, vuole imporre la propria leadership per guidare una seria decarbonizzazione dell’economia mondiale, in casa non è altrettanto severa e autorizza la costruzione di centrali carbone (Saline Joniche in primis, ma anche Porto Tolle, Vado Ligure, Fiume Santo e, probabilmente, anche Sulcis), calpestando, come se non bastasse, il volere della regione Calabria. Di fronte a questo atteggiamento ci si ci chiede quale sia il vero governo italiano quando si discute di questi temi. Quello che chiacchiera fuori casa spendendosi nella lotta ai cambiamenti climatici o quello casalingo sporco di carbone che invece autorizza la costruzione di centrali super-inquinanti che, se realizzate, aumenterebbero le emissioni CO2 di oltre 25 milioni di tonnellate all’anno. Inoltre, ci si domanda quali siano gli orizzonti energetici del nostro paese in un momento cruciale come questo, in cui si sta discutendo una Strategia Energetica Nazionale che sembra voler puntare ancora sulle vecchie fonti fossili. Si ragionerà di questi temi oggi a partire dalle 17 presso il Consiglio Regionale della Calabria. Parteciperanno: Nuccio Barillà, Segreteria Nazionale Legambiente; Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente; Gaetano Benedetto, Direttore Politiche Ambientali WWF Italia; Alessandro Giannì, Direttore Campagne Greenpeace Italia; Danilo Selvaggi, Direttore Generale LIPU; Panolo Catanoso, Coordinamento Associazioni Area Grecanica “No al Carbone”; Cristina Ciccone, Segretaria Regionale Slow Food; Ugo Sergi, Coordinamento Produttori Agricoli Area Grecanica; Mariano Fortebuono, Provincia di Reggio Calabria.

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Palmi (RC): intermediari assicurativi e consumatori uniti per governare la crisi

di Francesca Pizzi*. Si è svolta a Palmi (RC), presso il G.H. Stella Maris, la tavola Rotonda organizzata dal Sindacato Nazionale Agenti Comitato Provinciale di Reggio Calabria, che ha visto intervenire allo stesso tavolo anche le associazioni dei consumatori. Momento di confronto e di costruttivo scambio di esperienze, in cui gli Agenti di Ass.ne, rappresentanti di diverse Compagnie, e le associazioni Confesercenti, Codacons e Confcommercio, abilmente moderati dalla giornalista Anna Maria Reggio, hanno parlato dello stato di crisi che attanaglia l’Italia, ed in particolar modo il Sud, ormai da qualche anno.

Dopo il saluto di benvenuto, il Presidente della sez. Provinciale SNA reggina Giuseppe Franco, ha presentato l’iniziativa, spiegando nei motivi dell’incontro, la volontà di porsi accanto ai consumatori per meglio far conoscere il ruolo sociale degli intermediari d’assicurazioni. “Noi abbiamo coscienza di quanto i media influenzino i consumatori e nella piena consapevolezza che questo nostro tempo è caratterizzato dalla crisi economica globale che costituisce l’oggetto della informazione di massa e quindi siamo qui a ribadire il nostro desiderio d’offrire una maggiore comprensibilità alle proposte economico / assicurativo che sono offerte sul mercato ai consumatori. Delle nostre azioni abbiamo sempre reso edotti i mezzi d’informazione fiduciosi di un sostegno che non sempre ci ha accompagnato” conclude Franco. La Vice Presidente Francesca Pizzi, a beneficio soprattutto dei non addetti ai lavori, ha delineato in breve, il percorso legislativo attraverso cui si è giunti alle recenti proposte contenute nel Decreto Crescita. Un breve excursus dunque, che parte dall’adozione del Codice delle assicurazioni private,  proseguendo attraverso il Decreto Bersani e Bersani bis, che tra le novità introduce l’obbligo per l’intermediario di verificare l’ “adeguatezza” dei contratti collocati. Novità molto importante per mezzo della quale si obbliga l’Agente a cambiare veste divenendo quell’interlocutore consulente che deve essere in grado di valutare la coerenza della polizza offerta con le reali esigenze del cliente consumatore. Ed è per garantire la pratica di  tale indicazione, che il legislatore non puo’ esimersi dal fornire gli strumenti adeguati, da qui’ l’istituzione del plurimandato, scarsamente praticato in verità, per l’ostruzionismo delle Compagnie. A seguire, il Decreto Crescita, di cui tanto si parla e che attende ancora l’approvazione definitiva, che introduce la libertà di collaborazione tra i diversi Intermediari iscritti al RUI. Con il suo intervento, Angela Occhipinti, componente SNA Nazionale e membro della commissione per il mezzogiorno,  ha intrattenuto i presenti soffermandosi sulla reale situazione del Sud, dove, rispetto al numero di Compagnie di Assicurazione operanti in Italia, quelle rappresentate sono veramente poche. La Occhipinti ha trattato anche l’argomento “ chiusura Agenzie”, quindi ha parlato della perdita dei posti di lavoro, della difficoltà per i consumatori di trovare un’offerta assicurativa in loco e dell’aumentare dei soggetti che circolano senza assicurazione. Ha parlato anche dell’esigenza di una cultura assicurativa che aiuti le famiglie nelle scelte e a tale proposito, ha anche illustrato brevemente il progetto di formazione nelle scuole che il Sindacato sta mettendo a punto. L’intervento di Confesercenti prima e di Confcommercio dopo, è stato molto utile al fine di potere individuare, in un momento in cui le Imprese ed in questo caso le Agenzie, parlano solo di problemi, le possibili ed eventuali soluzioni. E quindi si è parlato del consorzio Fidi a disposizione anche della categoria degli Agenti, della possibilità di usufruire gratuitamente di ore di formazione che aiutino i dipendenti di Agenzia a qualificarsi ulteriormente e dei molteplici servizi messi a disposizione. Il rappresentante del Codacons, non poteva non entrare nell’argomento “caro prezzi delle polizze RCA”, trattato ampiamente ed anche condiviso dagli Intermediari che, essendo consumatori a loro volta, non  hanno potuto non accogliere le preoccupazioni che derivano dalle famiglie. Siamo in piena crisi ed i bilanci familiari sono scarni ecco perché la ricerca del prezzo migliore diventa spasmodica. A conclusione del dibattito, il previsto Question Time con i giornalisti che hanno dato veramente la percezione di quello che succede realmente, ponendo quesiti interessanti, di grande attualità e non mancando di formulare  proposte.  Tutti i componenti del Comitato esecutivo SNA di Reggio Calabria, organizzatori dell’evento, sono intervenuti nell’intento di rendere chiaro un argomento, quello assicurativo, a volte poco compreso e con la volontà  di far conoscere una categoria, quella degli Agenti di assicurazioni, spesso giudicata superficialmente. *Addetta Stampa.

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Cosenza: UNICAL, il gioiese Raffaele Leuzzi è stato eletto componente del Consiglio di Amministrazione dell’Università della Calabria

Lo studente diciannovenne Raffaele Leuzzi, di Gioia Tauro, è stato eletto componente del Consiglio di Amministrazione dell’Università della Calabria. E’ lo studente più giovane mai eletto nella storia dell’Unical. Con 2187 preferenze, Leuzzi, candidato dell’Associazione A.L.Fa,  che frequenta la Facoltà di Economia, si è aggiudicato uno dei due seggi riservati agli studenti. L’elezione dello studente gioiese, espressione di una lista composta prevalentemente da studenti della provincia di Reggio Calabria, conferma il risultato straordinario di tre anni addietro, quando nel Cda dell’Unical venne eletto il palmese Domenico Cambrea.

La lista “Athena”, nelle elezioni che si sono svolte il 28 e 29 novembre scorsi per il rinnovo degli organi maggiori d’Ateneo dell’Università della Calabria è così riuscita ad ottenere il 50% dei seggi disponibili. La “Dea” così amichevolmente chiamata dai suoi componenti, è espressione dell’Associazione A.L.Fa, composta prevalentemente da studenti della provincia di Reggio Calabria, ed egregiamente rappresentata dal suo presidente storico Rocco Cosentino, ha sempre offerto e svolto servizi di assistenza a tutti gli studenti dell’Unical, sia per la didattica che per altro. Per le consultazioni studentesche di novembre sono stati 9.400 gli studenti votanti, pari al 35% degli aventi diritto al voto. La lista è riuscita ad ottenere, complessivamente, 3136 preferenze, risultando così la prima al Senato Accademico, dove è riuscita a conquistare due dei quattro posti disponibili che verranno occupati dagli studenti Verano e Militerno.

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Cosenza: i commercianti dei Mercatini spiegano la loro scelta di trasferirsi a Rende “Se Occhiuto avesse tenuto alla tradizione ci avrebbe riservato un trattamento diverso”

In merito alle notizie apparse sui giornali ed alle dichiarazioni di alcuni consiglieri comunali, nonché del sindaco di Cosenza, arch. Mario Occhiuto, desideriamo specificare quanto segue. La scelta di trasferirci nella città di Rende è stata dettata esclusivamente dalla necessità di individuare una zona commercialmente più interessante da quella proposta dall'Amministrazione comunale di Cosenza. Per questa ragione ci siamo messi in contatto con il sindaco Cavalcanti e l'assessore Loizzo, grazie all'intermediazione di alcuni consiglieri di maggioranza.

All'assessore Cesare Loizzo – che si è dimostrata persona attenta e disponibile ad incontrarci presso la sede del Comune – abbiamo chiesto la disponibilità della piazza De Vincenti, a Commenda, dove attualmente siamo collocati. Non c'è stata, dunque, alcuna "pressione" o "invito" da parte dell'amministrazione comunale rendese che ha semplicemente accolto una richiesta di un gruppo cospicuo di commercianti. Se il sindaco di Cosenza riteneva i mercatini di Natale una tradizione da incentivare e migliorare nella città dei Bruzi – come apprendiamo sulla stampa – probabilmente ci avrebbe riservato un trattamento diverso, senza mettere in ballo altri enti o istituzioni al sol scopo di fare una inutile polemica, sterile e inopportuna. Infine, desideriamo ringraziare ancora una volta l'amministrazione comunale di Rende che si è dimostrata aperta al dialogo e disponibile ad ospitarci. I commercianti Mercatini di Natale a Rende.

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Riordino province, Bianchi (Pdl) “Emendamenti in difesa di Crotone”. Conferenza stampa di presentazione sabato, 1 dicembre 2012, ore 11.00, Sala Paolo Borsellino – Provincia di Crotone

Pronta una serie di emendamenti al decreto legge 5 novembre 2012, n. 188, recante disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane. "Le iniziative parlamentari in discussione nei prossimi giorni al Senato – anticipa la senatrice Bianchi – hanno come obiettivo la difesa del territorio, la presenza dei presidi di sicurezza e di utilità sociale, il mantenimento della Provincia. Nelle scorse settimane ho più volte espresso l'assoluta necessità di avviare, fuori e dentro il Parlamento, azioni e iniziative per produrre un cambio di rotta ad un'attività del Governo spesso ragionieristica e frettolosa in contrasto con le aspettative e i fabbisogni espressi dai territori.

Sono pronta e ostinatamente convinta – ha concluso la parlamentare del Pdl – a proseguire una battaglia sacrosanta per scongiurare l'isolamento della comunità crotonese".

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Reggio di Calabria: mercoledì 5 il convegno “Da Saline Joniche a Doha. La stessa sfida”

Il prossimo 5 dicembre a Reggio Calabria, promosso dalle Associazioni Ambientaliste insieme al Coordinamento Associazioni Area Grecanica no carbone, ci sarà un convegno a carattere nazionale in coincidenza della conferenza mondiale sul clima in svolgimento a Doha nel Qatar. La nostra iniziativa vuole essere un importante momento di mobilitazione e di riflessione a carattere nazionale sugli scenari energetici e di sviluppo possibili per Saline e l'Area Grecanica (ma più complessivamente per la Calabria), a partire dal no al carbone.

Su questi temi consideriamo fondamentale il contributo di tutti coloro che sono interessati ad avere un futuro pulito per i nostri territori. Ufficio Stampa.

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Napoli: Scampia, sabato 1 la cointitolazione della palestra “Maddaloni” all’ing. Gennaro Musella

Sabato 1 dicembre p.v. la battaglia alla criminalità organizzata vivrà nel quartiere napoletano di Scampia un momento particolarmente significativo. Si adotterà, infatti, la Gerbera Gialla, fiore simbolo della lotta alle mafie. La palestra “Maddaloni” è da anni impegnata sul fronte anticamorra, facendo dello sport un valido strumento nel recupero dei giovani sottraendoli ai vivai dei clan. Il primo dicembre la stessa palestra sarà cointitolata all'ing. Gennaro Musella, salernitano, fatto saltare in aria il 03/05/1982 dalla 'ndrangheta calabrese a Reggio Calabria.

La targa commemorativa affiancherà quella di Don Peppe Diana. I nomi delle due vittime della criminalità organizzata contraddistingueranno l'attività della palestra nel segno della Gerbera Gialla. Lo sport, infatti, è maestro di regole condivise, quelle stesse regole disattese da chi delinque. Alla cerimonia, prevista per le ore 10 in Viale della Resistenza, parteciperanno gli studenti di tutte le scuole di Scampia, alla presenza del Sindaco di Napoli dott. De Magistris, del Prefetto di Napoli Francesco Musolino, del Presidente della Commissione Regionale Anticamorra On. Gianfranco Valiante, del Comandante Provinciale dei Carabinieri Marco Minicucci, del Maestro Gianni Maddaloni, dell'ex Procuratore della Repubblica di Napoli Giandomenico Lepore, di Adriana Musella Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" e figlia della vittima di mafia cui verrà cointitolata la palestra. Alla cerimonia seguirà un incontro tra istituzioni e studenti nel vicino Auditorium.

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Cosenza: sabato 1 assemblea pubblica sull’impianto eolico dell’area urbana

L'ENEL ha in programma di realizzare un impianto eolico di 62MW in località Serra Pizzuta nei comuni di Cerisano e Marano P. Con l'indizione della conferenza dei servizi l'iter per l'approvazione del progetto è avviato. Chiediamo trasparenza su un progetto che stravolgerà il paesaggio montano con l'installazione  di 31 pale eoliche alte 150 metri. Siamo convinti che è necessaria una mobilitazione dal basso per chiedere trasparenza su un progetto che non interessa soltanto i comuni di ubicazione dell'impianto, ma riguarda tutte le serre cosentine e l'area urbana di Cosenza.

Per queste ragioni è sorto il "Comitato NO all'impianto eolico di Cerisano e Marano M.", che ha organizzato per sabato 1 dicembre alle ore 16:00 presso il bar Risorgimento di Cerisano, un'assemblea pubblica per fare luce sul progetto dell'Enel Green Power. I Comuni interessati dal Progetto e dall'impiantosono: Cerisano, Marano P., Marano M., San Fili, Castrolibero, COSENZA, Rende, Mendicino. Le pale eoliche saranno visibili da tutti i comuni dell' area urbana di Cosenza, comuni Presilani e delle Serre cosentine e dai comuni del tirreno paolano. Francesco Madrigrano, "Comitato NO all'impianto eolico di Cerisano e Marano M."

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“Riferimenti”: il PM Giuseppe Lombardo con Adriana Musella a Verona per parlare di ‘ndrangheta

Il PM della DDA reggina Giuseppe Lombardo, al fianco di Adriana Musella, ha aperto a Verona il progetto “Gerbera Gialla 2013” che il  Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” ha destinato alle scuole italiane nella promozione della cultura antimafia. Giuseppe Lombardo, titolare delle indagini sui rapporti tra 'ndrangheta e Lega è stato accolto dal Sindaco di Verona, Flavio Tosi, e dal Presidente della Provincia, Meotti, intervenuti esprimendo al Coordinamento “Riferimenti” e ad Adriana Musella la volontà delle istituzioni di condividere il percorso “Gerbera Gialla” come attività di prevenzione sul loro territorio messo a rischio dalle organizzazioni criminali.

Adriana Musella ha sostenuto la necessità di un'azione formativa e informativa da affiancare a quella repressiva nella lotta alle mafie sostenendo il cambio della fenomenologia criminale presente al nord come al sud. Giuseppe Lombardo ha parlato di una mafia liquida, insospettabile ed impalpabile come l'acqua che si espande insinuandosi nelle fessure. "La mafia – ha detto – non entra dalle porte principali ma s'infiltra invisibilmente lì dove trova terreno permeabile”. Lombardo ha parlato, ancora, di una “'ndrangheta che si è fatta banca gestendo l'enorme liquidità proveniente dal traffico internazionale di stupefacenti”. Il PM ha spiegato come la criminalità organizzata calabrese abbia acquisito influenza nel settore bancario, concentrando le ricchezze e privilegiando alcuni istituti e non altri. “La 'ndrangheta – secondo Lombardo – ha portato oggi a compimento il suo disegno criminale, raggiungendo l'ultimo stadio della mafia imprenditrice costituito dall'ampia condizionamento del sistema bancario e finanziario nazionale e soprattutto internazionale”. Rivolgendosi, poi, agli studenti di Verona, il magistrato ha raccomandato loro di occupare gli spazi di libertà sottratti alla mafia per riscattare i tanti servitori dello Stato e  cittadini che, come Gennaro Musella, hanno pagato con la propria vita la ribellione al sistema.

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Roma: pensioni, Foti (Pdl) “In legge stabilità accolto mio ordine del giorno su ricongiunzione”

Nel corso dell'esame della Legge di Stabilità appena approvata dalla Camera dei Deputati, il Governo ha accolto l'ordine del giorno 9/05534-bis-A/079, in materia di ricongiunzione onerosa dei crediti pensionistici, a firma dell'On. Nino Foti. Un risultato importante, ha dichiarato il deputato del Pdl, su un argomento delicato che coinvolge tantissimi contribuenti. Onesti cittadini che hanno lavorato per tutta una vita ed ora sono costretti a dover sborsare cifre esorbitanti per poter accorpare i contributi, già versati durante le varie fasi del periodo lavorativo, pur di vedersi riconosciuto il diritto alla pensione.

Credo che queste situazioni vadano sanate, e l'o.d.g approvato va esattamente in questa direzione. In particolare, l'o.d.g. presentato dall'On. Foti impegna il Governo a valutare l'opportunità di adottare provvedimenti legislativi volti ad assicurare, anche in via sperimentale per gli anni 2013 e 2014, ai lavoratori iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, che non siano già titolari di trattamento pensionistico autonomo presso una delle predette gestioni, la facoltà, al fine di conseguire un'unica pensione, di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti posseduti presso le predette gestioni. Sempre nello stesso o.d.g. il Governo si impegna a prevedere che questa possibilità possa essere anche esercitata per la liquidazione dei trattamenti pensionistici di vecchiaia, inabilità assoluta e permanente e in favore dei superstiti di assicurato ancorché deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione, sempre che i relativi requisiti siano stati già maturati o siano da maturare entro il 31 dicembre 2014.

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Stop al carbone! Da Saline Joniche fino a Doha. Presentato oggi da Greenpeace, Legambiente, LIPU e WWF Italia il ricorso contro la costruzione della centrale a carbone di Saline Joniche, autorizzata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri

“Lo stop al carbone in Italia cominci da Saline Joniche insieme con l’assunzione di una seria politica ‘taglia-emissioni’ in grado di rispondere all’emergenza climatica, al centro del dibattito della COP18, il vertice internazionale sul Clima in corso a Doha, in Qatar, fino al 7 dicembre”. È questo il messaggio che Greenpeace, Legambiente, LIPU e WWF hanno lanciato oggi durante la conferenza stampa di presentazione del ricorso che si oppone alla decisione della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM) di autorizzare la costruzione di una nuova centrale a carbone presso Saline Joniche (RC) da parte del consorzio S.E.I., capeggiato dalla società svizzera Repower.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Slow Food Italia e un portavoce della rete grigionese contro il carbone. “Fermare la costruzione della centrale a carbone di Saline Joniche, in Calabria – dichiarano le associazioni ambientaliste in una nota congiunta – è un primo passo, fondamentale per bloccare l’avanzata lungo tutto lo stivale delle lobby del carbone e di una politica energetica vecchia, inutile e dannosa per il clima e la salute ma che tuttora persiste, con una quota di circa il 13% , nella Strategia Energetica Nazionale in fase di pubblica consultazione”. Il ricorso. L’autorizzazione alla costruzione di questa centrale è stata concessa dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) calpestando, con una evidente forzatura, la volontà istituzionale e sociale dei territori interessati, e a dispetto di svariate controindicazioni. Prima tra queste l’aver bypassato il Piano Energetico della Regione Calabria (che a sua volta ha presentato un ricorso motivato) che vieta espressamente la costruzione  di centrali a carbone sul proprio territorio e punta decisamente sul mix fatto di rinnovabili ed efficienza energetica. E' questa la scelta ritenuta a giusta ragione in grado di preservare e valorizzare anche le potenzialità e le eccellenze ambientali, naturalistiche e culturali dell’area interessata, dalla  valenza turistica alle fiorenti piantagioni di bergamotto, testimonial di biodiversità e risorsa economica,  apprezzato in tutto il mondo. In questo senso, l’autorizzazione accordata dal DPCM suona come un’arrogante e coloniale  ingerenza nei confronti di una regione che con coerenza e lungimiranza, prima di altre e prima del Governo nazionale, vede nella sostenibilità e nell’economia a basse emissioni di CO2 un motore per il proprio sviluppo a medio-lungo termine, e vanifica anche i progetti concreti che si stanno indirizzando in questa  nuova direzione. La stessa Repower ha recentemente ammesso che non costruirebbe mai una centrale come quella di Saline Joniche in Svizzera. Dovrebbero però spiegare perché la stessa centrale, che a pieno regime emetterebbe ben 7,5 milioni di tonnellate di CO2 l’anno (per non parlare delle altre sostanze pericolose per la salute umana), dovrebbe essere tollerata dai calabresi. . E' una domanda che anche nel Canton dei Grigioni, pongono movimenti, partiti e associazioni che condannano nettamente l’investimento di Repower in Calabria e chiedono, anche attraverso un referendum e la proposta di un “premio-vergogna”, di rivedere tale decisione. Tra l’altro il progetto fa riferimento ad una tecnologia, quella della cattura e confinamento geologico della CO2, allo stato attuale e nel futuro più prossimo, impraticabile, in quanto ancora in via di sperimentazione, non matura e  insostenibile economicamente, comunque non applicabile in zone sismiche come Saline Ioniche. Va anche considerato che, se costruita, la centrale a carbone di Saline Joniche stravolgerebbe l’ecosistema marino e terrestre dell’Area Grecanica e della Costa Viola, minaccerebbe ben 18 aree vincolate (secondo il Ministero dei Beni Culturali), di cui ben 5 Siti di Importanza Comunitaria, in pieno contrasto con la direttiva europea Habitat. Basterebbe considerare il trasporto dell’elettricità prodotta attraverso un elettrodotto ritenuto fortemente impattante sul paesaggio reggino dallo stesso Ministero dei Beni Culturali. Non ultimo, minaccerebbe gravemente la salute delle popolazioni locali: una stima dei danni basata sulla metodologia della European Environmental Agency (EEA) mostra come la centrale a pieno regime causerebbe in un anno 44 morti premature, 101 milioni di € di costi sanitari, 500.000 € di danni all’agricoltura a ben 250 milioni di € causati dalle ingenti emissioni di CO2. Infine, come se questo non bastasse, ci si chiede a cosa serva la costruzione di una nuova centrale, visto che a fronte di una richiesta energetica storica massima di 56.822 MW (avvenuta nel 2007), l’Italia già dispone di una potenza installata che supera i 118.443 MW, una sovraccapacità produttiva che costringe gli impianti a funzionare a scartamento ridotto con gravi conseguenze economiche per il Paese e per le stesse bollate dei cittadini. Un dato è certo: la centrale non serve certo ai calabresi, né tantomeno per assicurare la sicurezza energetica del nostro Paese; garantisce solo forti utili all’azienda e solo maggiori costi  per la collettività. Il carbone in Italia. Ci si chiede, in questi giorni in cui è in fase di pubblica consultazione la Strategia Energetica Nazionale (SEN), quale sia il modello di sviluppo energetico che l’Italia vuole perseguire. Quello vecchio, pericoloso e senza futuro del carbone o quello lungimirante e sostenibile fatto di un mix equilibrato di rinnovabili, efficienza e risparmio energetico? Stando ai fatti, sembrerebbe il primo; oggi in Italia il 12,9% dell’energia elettrica è prodotto da carbone, che causa però oltre il 30% delle emissioni totali di CO2. Queste percentuali potrebbero aumentare se tutti i progetti in fase di autorizzazione andranno a buon fine. Saline Joniche è solo una parte del “fronte del carbone”. Altri punti caldi sono Porto Tolle (progetto di riconversione da olio combustibile in pieno Parco Delta del Po), Vado Ligure (progetto di ampliamento della centrale a carbone esistente, a dispetto di evidenze di pesante inquinamento dell’ecosistema locale con impatti sanitari devastanti), Sulcis (è recente la notizia dell’apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia per aiuti di stato a Carbosulcis, a testimonianza dell’insostenibilità anche economica dell’impresa). Greenpeace, Legambiente, LIPU e WWF chiedono espressamente che dalla SEN venga eliminata la quota di carbone prevista e dirottata in favore di fonti di energia pulita e più efficienti. Oltre l’Italia: l’emergenza climatica sul tavolo di Doha. L’emergenza climatica, che abbiamo visto di recente in azione sia in Italia con la nuova ondata di alluvioni che nel resto del mondo con eventi disastrosi come l’uragano Sandy, è in questi giorni al centro della COP 18, la Conferenza ONU sui Cambiamenti Climatici, iniziata ieri a Doha e in corso fino al prossimo 7 dicembre. E’ pertanto fondamentale per l’interesse stesso della sopravvivenza umana, oltre che per la salvaguardia ambientale, che dal tavolo di Doha emergano impegni vincolanti per gli Stati con delle scadenze ben precise sull’adozione di tutte le misure e gli strumenti necessari alla riduzione delle emissioni inquinanti. Più precisamente, tra i temi esaminati nel vertice di Doha ci sono: il secondo periodo di impegni del Protocollo di Kyoto, per i Paesi industrializzati,, trasformando le indicazioni dei Governi in veri e propri target di riduzione. Un impegno a cui non possono sottrarsi i Paesi in Via di Sviluppo, considerando però che ciò avvenga attraverso una distribuzione equa degli sforzi tra Paesi sviluppati, responsabili per primi della concentrazione attuale dei gas serra in atmosfera e quindi riscaldamento globale, e Paesi in Via di Sviluppo che devono coniugare il diritto al benessere e allo sviluppo con la necessità di limitare e ridurre i gas serra e l’aumento medio della temperatura globale. Altro scoglio è quello della finanza, laddove è necessario arrivare a nuove fonti di risorse, soprattutto per venire incontro ai paesi più vulnerabili e meno sviluppati. E altre risorse finanziarie saranno necessarie per limitare la deforestazione, causa di una grossa fetta di emissioni e distruttiva dei bacini essenziali per assorbire carbonio. Uffici Stampa WWF Italia, Greenpeace, Legambiente e LIPU.

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Lamezia Terme (CZ): presentato il progetto di Federazione Sanità sull’assistenza primaria

Un progetto innovativo, in linea con quanto previsto dalla riforma sanitaria prevista dal Governo e soprattutto un progetto che si inserisce in una visione più europea dell’assistenza primaria dei cittadini. Oggi, presso il Gran Hotel Lamezia a Lamezia Terme, si è svolto un importante incontro, organizzato dal Confcooperative Calabria, al quale ha partecipato il presidente nazionale di Federazione Sanità Giovanni Milanese. Milanese ha prima illustrato ai cooperatori calabresi quali sono i costi della sanità italiana (si parla 198 miliardi di euro spesi per il welfare sanitario nazionale) e poi come gli altri Paesi, europei e non solo, hanno cercato di risolvere il problema dell’assistenza e delle cure dei cittadini riducendo la spesa.

«I soldi destinati alla sanità non sono pochi, anzi sono decisamente nella media europa – ha detto il presidente di Federazione Sanità – il problema però è che questi soldi sono spesi male». «Innanzitutto non si può pensare che la soluzione sia il low cost – ha poi specificato – perché quando si parla di sanità non può trovarsi in questo tipo di risparmio la soluzione. Poi bisogna tenere conto in questo modo aumenta le spese per la diagnostica perché il paziente finisce per entrare in un circolo vizioso che lo porta alla continua ricerca di cause che potrebbero essere trovate con metodi più costosi sì ma anche più certi». E quindi ecco la proposta di Confcooperative: creare anche in Calabria un consorzio, come esiste già nel Lazio ed in altre regione, che raggruppi cooperative che lavorano in ambito socio-sanitario e creare una struttura che non faccia concorrenza a quella pubblica ma che, con la collaborazione del pubblico, completi l’offerta e allo stesso tempo offra servizi ai cittadini. Si pensa in particolare a chi, superata la fase acuta, ha comunque bisogno di ulteriore assistenza per riabilitazione e altro. Milanese ha poi puntato il dito sull’assistenza agli anziani: «In Norvegia il 19,5% degli over 65 viene regolarmente assistito, in Italia siamo appena al 2% – ha aggiunto – e dobbiamo arrivare entro il 2015 almeno al 3,5% e questo però non più puntando su finanziamenti pubblici e su forme già sperimentate e fallimentari me su proposte concrete che non puntano sull’aumento della spesa pubblica ma che offrono a questa una valida alternativa». Santo Vazzano, presidente regionale di Confcooperative, in apertura di dibattito aveva sottolineato quanto siano importanti in questo senso i fondi Pac (Piano d’azione coesione per il Sud) che prevede un investimento di 330 milioni di euro da destinare a Campania, Calabria, Puglia e Sicilia e da spendere nell’ambito della sanità e della cultura. Al termine della relazione di Milanese si è aperto un dibattito tra i presenti che hanno proposto idee per la creazione del consorzio e messo sul piatto anche alcuni tra i principali problemi che affrontano ogni giorno le cooperative che agiscono in ambito socio-sanitario. All’incontro erano presenti anche Piero Mendicino direttore di Confcooperative Calabria, Gregorio Polistena presidente della cooperativa Infermieri di Vibo Valentia, Pippo Peri presidente della coop Ulivo di Cosenza e Marina Galati di Progetto Sud.

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“Lo stop al carbone in Italia inizi da Saline Joniche”. Martedì 27 Greenpeace, Legambiente, LIPU e WWF Italia presenteranno in conferenza stampa il ricorso contro l’autorizzazione alla centrale a carbone di Saline Joniche in Calabria

Fermare la costruzione della centrale a carbone di Saline Joniche, in Calabria, per bloccare l’avanzata lungo tutto lo stivale delle lobby del carbone e di una politica energetica vecchia, inutile e dannosa per il clima e la salute. E’ l’obiettivo delle associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente, LIPU e WWF Italia che martedì, 27 novembre, alle ore 12, a Roma presso la Sala Nassiriya del Senato, presenteranno il ricorso contro il provvedimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha autorizzato la costruzione della centrale a carbone di Saline Joniche, in provincia di Reggio Calabria.

Interverranno: Stefano Leoni, presidente WWF Italia; Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo Greenpeace Italia; Nuccio Barillà, segreteria nazionale Legambiente; Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU-BirdLife Italia; Markus Keller, referente associazioni e partiti svizzeri promotori  referendum contro il carbone; Silvio Greco, presidente nazionale Slow Food. Partecipano: Roberto Della Seta, Capogruppo Pd Commissione Ambiente Senato e Francesco Ferrante, Responsabile politiche Cambiamenti climatici ed energia Commissione Ambiente  Senato. Nel corso della conferenza stampa le associazioni spiegheranno alla stampa e alle istituzioni presenti le motivazioni del ricorso presentato al TAR del Lazio contro il provvedimento, che viola le norme a tutela dell’ambiente, presenta notevoli carenze e si pone in contrasto con il parere di enti e comunità locali che rifiutano l’impianto.  L’incontro sarà inoltre l’occasione per parlare degli altri “fronti del carbone” aperti in Italia (da Porto Tolle al Sulcis) e di una Strategia Energetica Nazionale diversa, che abbandoni la quota di carbone prevista nella pianificazione nazionale. Uffici Stampa WWF Italia e Legambiente.

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Reggio di Calabria: “Nuova Solidarietà”, l’emergenza rifiuti è diventata insostenibile

Ormai è diventata ingestibile la situazione relativa alla raccolta dei rifiuti. Soprattutto nella periferia nord della città. E’ ovvio che la problematica insiste su tutto il territorio comunale, ma visto e considerato che Nuova Solidarietà è presente e vive quotidianamente le esigenze di questa parte del territorio cittadino, sembra opportuno più che mai denunciare questo disagio, come già fatto tra l’altro da altre realtà sociali e civili presenti nel territorio dell’ormai ex VIII circoscrizione. Ci duole constatare inoltre che questo disservizio, sembra essere caratterizzato da discriminazioni rispetto alla raccolta dei rifiuti, in quanto si può notare come in alcuni punti, la raccolta sia stata effettuata ed in altri no.

Molte famiglie, soprattutto dove la presenza di bambini e persone malate ne acutizza il problema, sono preoccupate ed hanno paura per le conseguenze che potrebbe portare vivere a stretta vicinanza per così tanto tempo con un ingente quantitativo di immondizia. Le sedi stradali sono invase dai rifiuti quasi fino all’interno delle carreggiate. Chiediamo per questo alle autorità competenti di intervenire al più presto, così celermente come viene chiesto alla cittadinanza di pagare la tassa sui rifiuti.

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