Reggio di Calabria: Cisterna “Non accetto il documento con la richiesta di archiviazione. Ora parlo io”

di Alberto Cisterna. Solo oggi ho potuto, finalmente, leggere le 83 pagine con cui il GIP di Reggio Calabria ha archiviato, su richiesta della Procura della Repubblica, l’accusa di corruzione. Voglio dirlo subito: dopo due anni di appassionate indagini dalle quali, ovviamente, non poteva emergere nulla contro di me, ho letto un documento di archiviazione francamente inaccettabile e che, infatti, non accetto.

Nel tempo intercorso tra la richiesta di archiviazione avanzata dalla pubblica accusa, di cui ho appreso dai giornali, e la decisione del GIP ho ripetutamente chiesto di essere messo al corrente dei contenuti della richiesta di archiviazione per potermi difendere in modo che non restasse nemmeno un’ombra sul mio operato. Ma nessuno ha voluto farmi leggere le carte formalmente e ripetutamente richieste. Sulla situazione che si è determinata, dopo due anni del riserbo scrupolosamente osservato, ho deciso di convocare una conferenza stampa per informare tutti i giornalisti che a vario titolo, negli ultimi due anni, si sono occupati del mio caso, delle iniziative che ho deciso di assumere. La conferenza stampa si svolgerà lunedì alle 15 nel salone dei convegni dell’Associazione degli Industriali in via del Torrione. Grazie.

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Reggio di Calabria: Giovane Italia, Schirinzi “Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno, tre buontemponi che si configurano dei personaggi del Pd nazionale e calabrese”

di Margherita Schirinzi*. Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno sono tre simpatiche caricature degli anni '50 e '60 che hanno accompagnato la giovane età dei nostri genitori. Fra ilarità e scherni questi tre buontemponi si configurano oggi nei personaggi che guidano il Pd nazionale e calabrese. Sgrammaticati e birbantelli, originali per le loro furberie, mistificatori della realtà tanto da restare intrappolati delle loro bugie fino al punto di crederci veramente per quanto ne sono convinti.

Ne pensano una più del diavolo; poveri tapiri! Le loro pseudo analisi sono imbottite di ma, se e però fino all’esaurimento della diffidenza che definiscono “intellettualità”. Bertoldo, Bertoldino, Cacasenno calmatevi! La vita è più semplice di quello che pensate, dietro l’angolo non c’è il nemico… tranquillizzatevi. Sviluppate il vostro emisfero analogico e sorridete alla vita. Donate un sorriso (è gratis), non c’è bisogno del Monte de Paschi di Siena anche perché è stato prosciugato. No Bertoldo, per questa volta non aizzare il tuo cane interiore, non sbranerai nessuno. Purtroppo sono sbranati i correntisiti del Monte dei Paschi di Siena e gli italiani che non sanno come cucirsi le tasche. Cari Bertoldini, piccoli ingenui, puritani integerrimi, tifosi da stadio, tori infuriati che quando vedete rosso sbavate senza capire nulla, indottrinati dalla bieca invidia, predicate bene e razzolate male. Madre gelosia vi ha partorito itterici e non guardate in casa vostra. Colonizzati e contenti che dal granducato Toscano e Senese vi abbiano poltronizzato Bindi, “L’anziana Forestiera” sempre in prima linea. Mi dispiace Scilipoti che i Bertoldini se la prendono con te. Lo sanno e lo sai che non sarai eletto, ma tu hai tradito e finchè non finirai i tuoi giorni nel Gulag degli itterici non avrai pace. Forse pretendono per te la stessa sorte che toccò al povero Bucharin! A tutti i Cacasenno voglio rivolgere una sollecitazione di moderazione: Reggio e l’Italia hanno la necessità di essere guidate da persone positive ed esperte, da volontari del buon senso e che di esso ne facciano buon uso. Noi giovani del Pdl vogliamo spazzare il cielo ingrigito di continue scorie, non come quelle vecchie che ricordano il passato, restando intrappolate nel tremendo rancore. *Dirigente Comunale Giovane Italia Reggio Calabria.

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Reggio di Calabria: So.G.A.S., domani conferenza stampa per illustrare l’accordo raggiunto con Trawel Group per il Reggio Calabria-Sharm El Sheikh

di Vincenzo Minniti*. La conferenza stampa di domani, in cui verrà presentato il volo diretto Reggio Calabria-Sharm El Sheikh grazie all’intesa tra Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti” (So.G.A.S.) e Trawelfly, è caratterizzata da alcune particolarità: 1) l'iniziativa ha valenza interregionale poichè allo stato attuale in Calabria nè a Lamezia nè a Crotone, viene operato alcun tipo di collegamento aereo con l'Egitto e segnatamente con Sharm (in Sicilia collegamenti simili vengono operati solo a Catania);

2) sebbene si tratti al momento di soli otto voli charter al mese (andata e ritorno sempre la domenica) l'accordo concluso con Trawel ha valore triennale e oltre Sharm vedrà nel tempo anche altre destinazioni laddove questo importante Tour Operator possiede le proprie prestigiose strutture alberghiere e villaggi vacanza; 3) i prodotti vacanza che proporremo in conferenza stampa prevederanno delle versioni anche economicamente molto "accessibili" (esempio: 550 euro per 7 giorni all inclusive in hotel 4 stelle volo compreso). *Relazioni Esterne e Comunicazione SO.G.A.S. SpA.

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Reggio di Calabria: So.G.A.S., mercoledì 30 conferenza stampa per illustrare l’accordo raggiunto con Trawel Fly

di Vincenzo Minniti*. Il Presidente della Società di Gestione dell'Aeroporto dello Stretto, dott. Carlo Alberto Porcino, insieme al  CEO Trawel Group, dott. Carmine Prencipe, illustreranno i termini dell'accordo pluriennale raggiunto. In particolare, si dettaglierà la prima iniziativa del'accordo che offrirà la possibilità a quanti fossero interessati di programmare la prossima vacanza partendo direttamente dal Tito Minniti alla volta della affascinante meta di Sharm El Sheikh. Verranno infatti presentate innovative formule che promuovono delle interessanti offerte per andare in vacanza all'inclusive (viaggio e soggiorno tutto compreso) buoni sia per una famiglia sia per quanti invece sono alla ricerca di lusso, svago e spensieratezza.

Hanno già dato la loro conferma i rappresentanti degli Enti Soci della Sogas SpA: Provincia di Reggio Calabria Presidente Giuseppe Raffa, Provincia Regionale di Messina, Presidente Nanni Ricevuto. Sono altresì invitati a partecipare:  Regione Calabria Calabria, Assessore Luigi Fedele; Comune di Reggio Calabria, Commissario Prefetto Vincenzo Panico; Camera di Commercio, Presidente Lucio Dattola; i rappresentanti di Fiavet, Federalberghi, Confesercenti, Confcommercio e delle Associazioni di Categoria; i consiglieri e gli assessori della Provincia di Reggio Calabria. Alla conferenza stampa, il cui inizio è previsto per le ore 11.30 del 30 gennaio p.v. presso la Sala Conferenze del Palazzo Storico della Provincia, seguirà workshop con Agenzie di Viaggio e infine ai partecipanti verrà offerto un simpatico brunch leggero. *Responsabile Relazioni Esterne e Comunicazione So.G.A.S..

In momenti di forte crisi della domanda occorre salutare con entusiasmo il coraggio con il quale alcuni operatori cercano di stimolare la spesa turistica individuale migliorando i servizi e ampliando i collegamenti. In questo direzione vanno letti i nuovi collegamenti Reggio-Sharm che dal prossimo 31 marzo e fino al 12 maggio verranno operati da Trawelfly con una aeromobile B737 400. Il progetto si colloca entro una più ampia collaborazione fra Sogas, società di gestione dell'aeroporto di Reggio, e Il Gruppo Trawel volta a sviluppare traffico sull'aeroporto di Reggio. "l'Egitto è una destinazione in grande ripresa-dice Carmine Prencipe, CEO del Gruppo Trawel – caratterizzata da un rapporto qualità prezzo davvero ottimale e in grado di intercettare, anche in momenti difficili come questi, ampi segmenti di utenza e clientela. Il nostro Gruppo ha nell'ultimo anno raddoppiato la propria quota di mercato sulla destinazione Egitto ed intende, sia come Virtual Airline che con il proprio Tour Operator  Flyaway, continuare in questo percorso offrendo nuovi collegamenti verso l'Egitto da aeroporti che sino ad oggi non potevano contare su questa opportunità". L'operazione di Trawelfly, vecchia conoscenza del nostro scalo, fornirà nuovo impulso ad un intero comparto – sottolinea Carlo Porcino, presidente della SOGAS-. Ogni volo genererà infatti, oltre alla ovvia ricaduta sui volumi del business strettamente aeroportuale, un positivo impatto su tutta la filiera, agenzie di viaggio, parcheggi, trasporti, attività commerciali   E' un volo che attirerà sullo scalo Reggino clienti da tutte le province calabresi e dalla Sicilia orientale, una novità che tornerà a porre l'aeroporto di Reggio al centro dell’ attenzione di operatori e compagnie aeree". Lo spirito con il quale avviamo questa rotta – commenta ancora Carmine Prencipe – è quello di aggregare tanti tour operator sul progetto in modo che l'offerta di strutture ricettive sia la piu' ampia e diversificata possibile. Per iniziare Flyaway, farà da volano per gli altri e ha già predisposto vantaggiose offerte per stimolare l'utenza dello scalo di Reggio verso una nuova  ed entusiasmante esperienza di viaggio. I voli saranno operati alla domenica con partenza da Reggio alle 17.30 circa. Corporate Communication: Maria Zaccone.

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Reggio di Calabria: un nostro lettore ci scrive “Vogliamo un’altra Reggio”

Riceviamo, condividiamo in ogni sua parte, sottoscriviamo e, anche per questo, pubblichiamo. Sono un libero cittadino di Reggio Calabria. Sento forte la necessità di contribuire alla costruzione di una città diversa e migliore. La situazione attuale è triste, desolante ma anche rischiosa: il rischio è che si precipiti in basso, in direzione contraria a quella del progresso, della modernità e della civiltà. Negli ultimi anni ho conosciuto gente che, come me, da sempre opera e lavora per un altro modello di città. Tante donne e tanti uomini che non si riconoscono nello squallore e nella pochezza morale che sembrano essere ormai i nostri unici tratti distintivi. Per questo ho scritto e diffuso una lettera, forse un manifesto, sicuramente una prospettiva nella quale saranno in tantissimi a riconoscersi. Molti più di quanto si possa immaginare. Inoltro in allegato il documento con la speranza (o l'illusione) che possa contribuire, unitamente a tante altre cose necessarie, alla rinascita della nostra amata città, Reggio Calabria. Buon lavoro. A. B.

È giunto il momento di prendere la parola, di farci sentire e di agire. Fino ad ora ci siamo limitati a riconoscerci a vicenda ed abbiamo capito che siamo tanti. Adesso dobbiamo contarci, condividere intenti e proposte, darci da fare. Chi si riconoscerà in queste parole sarà uno di noi. Non siamo un club, né un circolo, né un’elite. Non siamo tutti attivisti, né siamo tutti iscritti a partiti politici. Non ci convince la definizione di “gente comune”, definizione che tanto si presta alla più becera demagogia. Preferiamo definirci cittadini. Noi siamo cittadini di Reggio Calabria. Noi siamo quelli che da anni lavorano, ognuno a proprio modo, per una nuova Reggio. Lo facciamo con la partecipazione, con l’onestà intellettuale, con la buona fede, con il rifiuto netto e categorico delle dinamiche che da troppo tempo hanno portato in questa città degrado, inciviltà e scarsissima coscienza sociale. Lo facciamo da prima che il nostro Comune, filo-‘ndranghetista e indebitato fino al collo, venisse commissariato. Da prima del clamoroso (e penoso) fallimento del “Modello Reggio”, quella grande balla che ci ha storditi tra luci, suoni e colori di un inutile e rischiosissimo carnevale. Da prima che arrivassero le telecamere delle trasmissioni di denuncia a raccontare la condizione della nostra città a tutta l’Italia. Lo facciamo da prima che esplodesse l’emergenza rifiuti, perché oltre alle note e serie problematiche che hanno contribuito a generarla, noi sapevamo che senza una gestione sostenibile dei rifiuti e senza una forte azione culturale sui cittadini, prima o poi, il sistema sarebbe arrivato al collasso. Lo facciamo spontaneamente, con la consapevolezza che non servono azioni eclatanti, pratiche virtuose, sacrificio e spirito di abnegazione per dare un contributo positivo in una città che è nota solo per la sua “contiguità con la ‘ndrangheta”. Abbiamo la certezza che le persone collegate, vicine o amiche alla ‘ndrangheta siano solo una minoranza, ma una minoranza strutturata, fastidiosa, opprimente e influente. Lo facciamo in maniera gratuita, quotidianamente, senza scopi politici, ma solo con un naturale senso civico e con un grande amore per la nostra città, quella in cui siamo nati e che gli sciacalli vogliono deturpare, svergognare e svendere. Lo facciamo solo perché ci crediamo poiché ognuno di noi, se volesse, potrebbe aggiungersi alle migliaia di migranti che ancora oggi, anno dopo anno, lasciano questa terra per cercare altrove ciò che qui non c’è: le opportunità, la dignità, il lavoro. Lo facciamo a volte in silenzio, altre volte alzando la voce. Con i nostri gesti quotidiani, con il volontariato, con le associazioni, con le professioni. Lo facciamo senza avere la presunzione di chi sta sicuramente dalla parte della ragione. Ma abbiamo anche occhi per guardare, orecchie per sentire e voce per parlare, e ciò che possiamo affermare con forza è che un’alternativa è necessaria. Anzi è indispensabile. Chi siamo? Siamo donne e uomini che avvertono un senso di urgenza, che sentono la necessità di un cambiamento, che non si rassegnano a quel qualunquismo imperante che da noi è divenuto la più pericolosa forma di politica attiva. La politica di chi, tutto sommato, crede che “va così perché è cosi che deve andare”. Sarebbe ipocrita chiamare rassegnazione ciò che invece è connivenza, complicità. Quel modo di pensare perverso che a volte sfocia persino nella convinzione che 'ndrangheta e illegalità, tutto sommato, siano fattori di equilibrio e di ordine sociale. Da troppo tempo impera un diffuso e compiaciuto senso di immoralità. Addirittura viene considerato “illuso” o peggio ancora “in malafede” chi a tale senso comune si oppone. La classe politica, in parte responsabile di questa triste condizione, ha sempre trovato un modo per utilizzarla a suo vantaggio tra clientele, inciuci e rapporti poco chiari con i settori più sudici della società (in)civile. Chi non si ribella a tutto questo è complice di politici incapaci, di amministratori mascalzoni, di famiglie e lobby della ‘ndrangheta e del malaffare. Chi non oppone resistenza alimenta la folta schiera di ignavi che remano contro il progresso di questa città per ricacciarla, ciclicamente e sistematicamente, in uno stato di abbandono e di arretratezza culturale. Siamo sicuramente tanti, più di quanto si possa credere. Ma abbiamo bisogno di capire, una volta per tutte, in quale direzione vogliamo andare. Sappiamo che fare buona politica è possibile, ne abbiamo avuto testimonianza più volte in passato. Siamo stanchi ma anche determinati. Siamo quelli che, quando si parla di Reggio nelle tv nazionali, preferiscono fare autocritica piuttosto che indignarsi per la cattiva pubblicità. Siamo quelli che credono nel potere delle parole, delle idee e dei buoni esempi. Quelli che preferiscono collaborare democraticamente alla vita pubblica piuttosto che acclamare in modo imbarazzante un capo che ci ha portati fino al tracollo. Ma siamo anche quelli che non fanno di una crociata contro un nemico la loro unica prospettiva ma che si rimboccano le maniche per costruire, dal basso, una città di cui andare fieri e nella quale far crescere i propri figli. Cosa vogliamo? Vogliamo una città migliore, una città della quale non dobbiamo vergognarci. Vogliamo una città che metta al primo posto le reali necessità dei cittadini come l’acqua, la manutenzione delle strade e della rete fognaria, la corretta e razionale gestione dei rifiuti, l’efficiente funzionamento degli uffici pubblici. Una città che non imponga come priorità opere dalla dubbia utilità, tapis roulant, grandi eventi, concorsi di bellezza estivi a altre varie “operazioni di facciata” che sottraggono risorse e non contribuiscono in alcuna misura al miglioramento delle condizioni di vita di ognuno di noi. Sembra ormai retorico ricordare che interi quartieri non dispongono dell’acqua corrente. Ed è paradossale constatare come questa classe politica riesca a ricavare, proprio in questi quartieri, i più consistenti e solidi bacini di voti. Vogliamo una città in cui non si debba più ascoltare un politico vantarsi per la sproporzionata percentuale di voti ottenuta, quando sappiamo tutti quanto siano condizionate e poco libere le nostre elezioni amministrative. Nei mesi precedenti le votazioni, nei nostri quartieri si assiste ad un gran movimento. Ma non è il sano fermento di un popolo che partecipa alla vita politica e sociale. È invece un fermento fatto di voti acquistati, voti promessi e voti a rendere. Oggi più che mai non si vota per un’idea di città ma per una misera e a volte inesistente ricompensa personale. Piccoli politicanti in cerca di una sistemazione economica a lungo termine si aggirano tra la gente raccontando frottole, promettendo cose impossibili (ed anche ingiuste e dalla discutibile legalità), inventando inesistenti aziende e società, distribuendo contratti di assunzione, garantendo “un posto” tra le stanze di qualche ufficio pubblico. Vogliamo una città con un tessuto economico sano, pulito e libero. Differente da quello esistente che, dalla grande distribuzione all’impresa, dal commercio agli uffici pubblici, è infetto dalla ‘ndrangheta e attanagliato dall’estorsione. Vogliamo una città nella quale la politica combatta, con tutte le risorse e le energie necessarie, il fenomeno del pizzo e del “controllo del territorio” da parte della malavita. Una città che non chieda ai commercianti di essere degli eroi, ma che pretenda dai suoi governanti la massima collaborazione per una svolta prima di tutto culturale. Vogliamo una città che investa sull’educazione alla giustizia e all’anti-‘ndrangheta e che lo faccia assieme alle realtà che da tempo operano con passione e dedizione in questo campo. Una città in cui la voglia condivisa di riscatto prevalga sulla critica ai “professionisti dell’anti-‘ndrangheta”, atteggiamento quest’ultimo che alimenta quel senso di fastidio che ancora in troppi provano verso chi, spesso a titolo volontario, si batte quotidianamente a nome di tutti. Ma allo stesso tempo una città che prediliga i fatti ai proclami, le azioni concrete all’apparenza, l’educazione alla repressione, la sensibilizzazione continua e capillare nelle scuole e nei luoghi di lavoro alla militarizzazione del territorio. Vogliamo una città che dia dignità al lavoro, che metta fine alla vergogna dei non pagati, dei sottopagati e degli sfruttati. Una città che offra reali possibilità ad almeno parte dei tanti giovani che qui studiano e si laureano, per non lasciarli andare via con un bagaglio di competenze e di professionalità che rappresenta la nostra più importante risorsa. Vogliamo una città in cui il lavoro sia riconosciuto come un diritto e non come un favore da ottenere attraverso amicizie e comparati. Una città in cui non si debba sperare in un lavoro come ricompensa per un voto, ma piuttosto in un voto come attestato di fiducia ad una classe politica capace di creare lavoro. Vogliamo una città in cui non ci sia sempre e comunque il sospetto, troppe volte fondato, che chi ottiene un posto di lavoro in un ente pubblico sia lì solo grazie ad una raccomandazione. Vogliamo una città in cui vigano correttezza e trasparenza a tutti i livelli, perché più nessuno debba farci piombare in un baratro a causa di una gestione avventuristica del danaro pubblico, spesso sperperato in maniera discutibile. Vogliamo una città che valorizzi le periferie, che riconosca il ruolo positivo degli spazi sociali, che crei e decentri le occasioni di incontro e di socialità, che riesca ad integrare i numerosi “ghetti”, notoriamente humus ideale per situazioni di disagio, spesso ad appena pochi isolati dal tanto decantato centro storico. Vogliamo una città che accolga gli immigrati e non solo in nome di un’antica e ancora viva tradizione di emigrazione. Una città che sia centro di integrazione e di scambio, che sia esempio di solidarietà e di civiltà. Vogliamo una città moderna che aspiri ad essere un’eccellenza su aspetti importanti come la sostenibilità ambientale, la creazione di parchi e di verde urbano, l’affidabilità dei trasporti pubblici, la valorizzazione di produzioni, tipicità e competenze locali. Una città che punti sulla raccolta differenziata, su un efficiente servizio di prelievo e smaltimento dei rifiuti ingombranti, sull’educazione ambientale. Una città in cui si possa finalmente sfatare la leggenda (metropolitana…) secondo la quale fare la raccolta differenziata sia inutile, dato che dopo la raccolta (se non addirittura durante) tutto verrà unito e conferito in discariche inquinanti e stracolme. Una città in cui si intervenga a livello culturale e a livello repressivo su quanti (purtroppo tanti) credono sia indice di furbizia abbandonare oggetti ingombranti accanto ai cassonetti dell’indifferenziato. Fenomeno cresciuto in misura imbarazzante man mano che l’emergenza rifiuti si faceva più pesante. Vogliamo una città che investa su un turismo in linea con quella che è la naturale vocazione del nostro territorio. Non è difficile immaginare quanto lo sviluppo di un turismo intelligente possa avere ricadute economiche ed occupazionali. Da Bocale a Catona disponiamo di una vasta ed interessantissima area costiera che, in massima parte, versa in uno stato di abbandono, tra lavori di riqualificazione iniziati e mai finiti, scarichi fognari a cielo aperto e abusivismo impunito. Altrettante potenzialità sono insite nelle aree rurali, spesso caratterizzate da paesaggi, forme e peculiarità che rappresentano, se valorizzate, un’importante attrattiva per il turismo rurale, l’ecoturismo e il turismo enogastronomico. Vogliamo una città che incentivi e promuova un’offerta culturale varia, puntando soprattutto sulle eccellenze di cui dispone, e che non imponga un solo modello preconfezionato che spesso e volentieri non ha ricadute sui territori e sull’economia. Una città aperta, al passo coi tempi che sia in grado di inserirsi, a pieno titolo, nel circuito artistico e culturale nazionale. Una città che valorizzi i suoi artisti, le sue compagnie teatrali, i suoi musicisti, i suoi giornalisti, i suoi scrittori. Vogliamo una città in cui la gente riesca ad indignarsi, a scandalizzarsi e a sentirsi parte di una comunità non solo quando c’è la partita della Reggina. Vogliamo una città dove sia possibile incidere sulle scelte senza essere strumentalizzati dalle bandiere e dai nomi noti di piccoli politici in cerca di visibilità. Ma riconosciamo anche l’importante ruolo positivo che può giocare la buona politica, quella delle persone perbene. Ecco chi siamo e cosa facciamo. Ecco cosa vogliamo. Per qualcuno l’impossibile, per noi solo un punto di partenza. Siamo convinti che per raggiungere questi traguardi non servano grandi risorse economiche, ma solo una buona politica della quale noi cittadini dobbiamo essere parte attiva. Abbiamo una grossa responsabilità che va ben oltre il voto: si tratta di una presa di coscienza collettiva. È necessario unire le nostre forze, le nostre storie e le nostre esperienze per un obiettivo comune. Noi non siamo contrari a priori ad un Modello Reggio. Semplicemente pensiamo ad un altro modello e soprattutto ad un’altra Reggio.

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Reggio di Calabria: Arena “Ho appreso dalla stampa della mia candidatura al Senato”

“Ho appreso dalla stampa della mia candidatura al settimo posto nella lista del Pdl per il rinnovo del Senato della Repubblica. Avevo ipotizzato la mia candidatura attribuendo alla stessa un valore simbolico connesso alle recenti vicende che hanno così pesantemente colpito la nostra città. Venute meno le condizioni per una candidatura di tale significato e valenza ho, di concerto con il Coordinatore Regionale del Partito, deciso di ritirare la mia candidatura cosa che purtroppo non è avvenuta per motivi, presumo, riconducibili alla concitazione delle ultime ore.

Tale precisazione non intende innescare alcun tipo di polemica all’interno del mio partito. Chiarisco ciò per un atto doveroso nei confronti di chi ha sostenuto e condiviso il mio impegno a difesa della città”. Demetrio Arena (ex Sindaco Reggio Calabria).

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Reggio di Calabria: l’Aeroporto dello Stretto ringrazia la Regione per l’”Operazione Russia”. Il Presidente SOGAS Porcino: “Scelta lungimirante, accoglieremo a braccia aperte i turisti russi”

Secondo le risultanze di un recente sondaggio effettuato dalla società moscovita di ricerche sociometriche “L’Opinione pubblica” (a fine marzo 2012), l’Italia e’ per la stragrande maggioranza dei russi  “il Paese dove tutto e’ bello”. Le principali riviste internazionali dedicate al mondo dell’incoming ci dicono chiaramente che l’Italia risulta oggi in Russia il Paese “piu’ gettonato” dell’Occidente ed il primo in assoluto nel Mediterraneo. Le prenotazioni di packages “Italia” per questa estate sono in forte aumento (+32%) e non soltanto da Mosca (Russia Centrale) e da San Pietroburgo (Russia NordOccidentale), ma anche da Yekaterinburg (Urali), Rostov sul Don (Russia Meridionale), Novosibirsk (Siberia), Niznij Novgorod (Volga), Habarovsk (Estremo Oriente) e da altri centri urbano-industriali insediati lungo le direttrici delle pipelines asiatiche di greggio, gas ed energia.

Le previsioni di crescita dell’economia russa per i prossimi anni – intorno al 4%- confermano una dinamica tra le migliori al mondo e inferiore, fra le grandi economie, solo a Cina e India, e ben superiore a Stati Uniti, Giappone e Unione Europea.  Nel corso degli anni il grado di segmentazione del mercato russo si è ampliato: accanto alla domanda di beni di consumo di fascia alta, sostanzialmente inelastica al prezzo e sensibile alla novità e alla esclusività (interessata dunque all’alta gamma italiana), è cresciuta la domanda della nuova classe media che vive nei grandi centri urbani (oltre aMosca e San Pietroburgo, Novosibirsk, Ekaterinburg,Krasnodar ecc.). Si tratta di una fascia di consumo che – secondo alcune stime – include circa 30-35milioni di persone, che, sommate a quelle della fascia alta, costituisce un mercato per i beni di consumo di circa 45 milioni di persone, pari a un terzo della popolazione complessiva. Il sistema produttivo italiano, pertanto, ha molto da offrire alla Russia. Le nostre esportazioni rispecchiano la struttura della domanda sopra delineata, dividendosi grosso modo per metà nelle «tre F» (Food, Fashion, Furniture) che caratterizzano e identificano il Made in Italy nell’immaginario collettivo.  Un quadro di riferimento che la dice lunga sulla effettiva lungimiranza dimostrata in questa occasione dalla Regione che finalmente consente alla Calabria di aprire le porte al vantaggioso mondo della charteristica russa e sulle opportunità rappresentata da questa iniziativa per tutti gli operatori turistici della nostra area di riferimento. “L’Aeroporto dello Stretto – dichiara il Presidente Sogas Dott. Carlo Alberto Porcino – ringrazia il Governatore Scopelliti per la considerazione dimostrata a favore del nostro scalo e per la lodevole iniziativa messa in campo nell’ambito del Piano di Marketing Turistico della Regione Calabria che, nello specifico, da Aprile ad Ottobre vedrà operativi ben venticinque voli di collegamento tra Mosca e Reggio Calabra”.  Queste le dichiarazioni del Presidente Sogas Porcino  in occasione di un breve e fugace incontro operativo svoltosi in Aeroporto alla presenza dei dirigenti del Dipartimento Turismo della Regione e della delegazione russa in rappresentanza dell’operatore turistico impegnato nell’iniziativa ribattezzata poco prima in conferenza stampa a Palazzo Campanella dallo stesso Governatore Scopelliti come “Operazione Russia”. “Vedrete che non tradiremo le vostre attese. – prosegue Porcino – Sapremo di sicuro ripagare in pieno la fiducia accordataci. L’Aeroporto dello Stretto è per sua stessa natura piccolo e accogliente ma questa volta si supererà. Non ve ne pentirete”.  Queste le rassicurazioni fornite dal presidente della Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto ai dirigenti del Dipartimento Turismo della Regione, Raffaele Rio e Pasquale Anastasi nonché al Direttore Generale del Tour Operator moscovita Tris T, Svetlana Bashkirseva che ha stretto l’accordo con le compagnie Jamal Airlines e Yakutia, leader della charteristica russa consentendo di fatto l’iniziativa. “Lo slogan scelto dalla Tris T per promuovere questi soggiorni settimanali a Tropea è: la Calabria che sorride … Niente di più indovinato e azzeccato per rappresentare tutta la solarità della nostra terra e tutta la capacità di accoglienza dei calabresi. – prosegue Porcino – Il nostro azionista di maggioranza, il Presidente della Provincia Giuseppe Raffa, ci tiene molto anch’egli a rassicurarvi sul fatto che garantirà il massimo supporto alla Sogas per mettere in rete le eccellenze del territorio provinciale e per far si che i vostri clienti possano ricevere una volta arrivati un benvenuto del tutto speciale, originale e tipico.  Siamo pronti ad accogliere a braccia aperte – prosegue Porcino –  gli oltre quattromila turisti russi che una volta sbarcati in riva allo Stretto saranno poi accompagnati alla scoperta delle incantevoli bellezze di Tropea e della Costa degli Dei, meta finale del loro soggiorno. Dedicheremo al loro arrivo in Aeroporto un percorso di accoglienza per dargli subito un assaggio di quello che sarà il loro soggiorno in Calabria e, soprattutto, per far ammirare loro tutto quello che di bello e di buono c’è dalle nostre parti”. (Nelle foto, da sinistra, Anastasi, Rio, Porcino e Bashkirstseva in conferenza stampa e i Boeing 737 della Yakutia e della Yamal). Ufficio di Presidenza – Relazioni Esterne e Istituzionali.

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Comune di Reggio di Calabria: Enzo Cuzzola “Le mie preoccupazioni”

di Enzo Cuzzola*. Il Presidente Scopelliti, nell’ambito dell’incontro dal titolo “Ora parlo io”, ha sollevato una problematica, senza approfondirla, che dovrebbe vederci tutti riflettere circa il futuro della nostra (meglio delle nostre) città. Scopelliti ha ricordato come l’Ispettorato Generale di Finanza, nell’ambito delle annuali relazioni al Ragioniere dello Stato sui controlli effettuati nei comuni (si possono consultare sul sito della Ragioneria dello Stato le relazioni del maggio 2009 o del settembre 2011), ha evidenziato alcune criticità, che rispecchiano fedelmente quelle poi riscontrate al comune di Reggio.

Le criticità alle quali fa riferimento Scopelliti sono: la scarsa esigibilità dei residui attivi e la irregolare imputazione di alcune voci di spesa ai servizi per conto terzi. Lo stesso Ispettorato lascia intendere come le irregolarità suddette vengano, dagli enti locali, utilizzate per poter quadrare i bilanci. Da questa ultima affermazione dell’Ispettorato purtroppo nascono le mie preoccupazioni, da cittadino, che voglio esternare per consentire la più ampia riflessione possibile, indipendentemente da valutazioni partigiane o difese di ufficio, ma solo nell’ottica di contribuire alla costruzione del “bene comune” e di sperare nella continuità di un “modello” sociale, che garantisca alle nostre famiglie un livello di servizi almeno essenziale. La mia prima preoccupazione riguarda appunto l’argomento appena accennato, cioè, mi chiedo quanto sia pensabile poter godere di servizi almeno essenziali, continuando, come ha fatto il Governo, a pretendere dagli Enti locali che si intervenga con tagli lineari della spesa. Allo stato attuale una città come la nostra, senza una spesa corrente che si collochi tra i 150/180 milioni, non può permettersi la erogazione di servizi (beninteso non di qualità, ma appena) essenziali. Il contenimento della spesa quindi non può essere solo un fatto aritmetico, ma passa attraverso processi di “efficientamento” della stessa, che debbono necessariamente coinvolgere l’apparato “burocratico”, sia per la introduzione di reali sistemi di controllo, appunto, della spesa, sia per la produzione del necessario “cambiamento di mentalità” con conseguente passaggio da una gestione burocratica ad una gestione manageriale. La seconda preoccupazione nasce dal fatto che se, almeno nell’immediato, non si possono ottenere livelli di prestazioni essenziali riducendo la spesa, in qualche modo questa va coperta (almeno a legislazione vigente e, presumibilmente, futura, dato che, in Europa, si va sempre più verso il principio del pareggio di bilancio, contrariamente a quanto sta avvenendo negli USA). Per coprire la spesa bisogna che gli accertamenti delle entrate degli enti locali siano, finalmente, veritieri e sufficienti, e che i residui attivi diminuiscano sempre più, non per pretesa ispettiva ma perché vengono riscossi. Ora se teniamo presente che a legislazione vigente fatte 100 le entrate correnti (beninteso quelle che danno le risorse per erogare i servizi) di un comune, i trasferimenti non incidono più di 20, comprendiamo come 80 su 100 di spesa vanno trovati sul territorio. Da tecnico direi che la soluzione è semplice basta aumentare tributi e tariffe, ma, se fossi politico, dovrei pensare a criteri e principi di equità della tassazione, di progressività della stessa, di incidenza della tassazione locale su tutti e quanti ne fruiscono i servizi, ecc. ecc.. Allora bisogna in primo luogo pensare all’allargamento della base imponibile, che tradotto significa che bisogna far pagare i tributi locali e le tariffe a tutti, anziché far pagare di più chi ha sempre pagato. Bisogna poi che gli importi di cui sopra vengano effettivamente versati e qui il tema è sempre più complesso ed è quello della riscossione. Certo il cittadino consapevole dovrebbe pagare spontaneamente, ma le amministrazioni purtroppo hanno le armi spuntate nei confronti del cittadino scorretto (che gode i servizi e non paga), sia in termini di accertamento, ma soprattutto in termini di riscossione coattiva, la cui riforma ormai indispensabile, è stata dal Governo per l’ennesima volta rinviata. Purtroppo non vedo soluzioni semplici, almeno nell’immediato, ed ecco il dubbio, che, ovviamente non occupandomi di politica economica, non so risolvere, per questo chiedo aiuto: non sarebbe il caso che accanto ad azioni che consentano ai comuni di accertare e riscuotere quando spettante, nella consapevolezza della grave crisi globale che spesso non consente di pagare il dovuto neanche al cittadino corretto, si pensasse ad una rivisitazione della politica del pareggio di bilancio? So bene che i più mi diranno ma come la mettiamo con lo spread, con la permanenza nell’euro, con la permanenza in Europa, confesso che non lo so, spetta a chi si occuperà della politica economica del nostro Paese, ma una cosa la so, anche per averla discussa in questi giorni con alcuni imprenditori affermati, non vorrei ritrovarmi in futuro senza debiti, ma morto di fame. *Già dirigente Settore Finanze e Tributi Comune Reggio Calabria. Onestamente, avendo ascoltato in diretta (alla radio) e visto in differita (in rete) il monologo del Governatore (non una conferenza stampa, non un confronto ma solo un appuntamento politico/propagandistico con i propri sostenitori, lezione di matematica spicciola a parte), mi sarei aspettato dallo stesso molto di più. Fatte salve la "lezione" del Governatore e le preoccupazioni di Cuzzola che volentieri ospitiamo, avrei gradito e preferito che fosse stato spiegato ai Reggini perchè la Città sembra essere tornata indietro di molti lustri: sporca dal centro alla periferia; senza 10 metri 10 di strada privi di buche/voragini; con vitalità quasi pari allo 0 assoluto; senza acqua potabile e via dicendo. Poco m'importa se il "buco" o il "disavanzo" sia di 118, 170 o 679 milioni di euro; poco m'importa la diatriba destra-sinistra; poco m'importa che chi denuncia venga tacciato di essere "nemico della Città"; poco m'importa la demagogia e il populismo; poco m'importano gli slogan (tutte queste cose mi lasciano impassibile e indifferente perchè la verità la so ed è sotto gli occhi di tutti nonostante i – maldestri – tentativi d'indottrinamento che, fortunatamente, non attecchiscono su tutti): ciò che mi rattrista è vedere una Città in inesorabile declino per colpa, questa è certa, di un popolo che non sarà mai conquistatore ma continuerà a essere conquistato, mai protagonista ma sempre spalla altrui. Questo mi rattrista, non altro! Maurizio Gangemi.

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Reggio di Calabria: “Reggio non tace”, delusa dall’ “Ora parlo io!”, pone 7 quesiti al Governatore

Gentile Presidente Giuseppe Scopelliti, tanti gli argomenti di cui avremmo voluto sentirla parlare giovedì scorso: a) Le infiltrazioni mafiose al Comune e nelle società partecipate e negli appalti; b) Il controllo sul trasferimento delle quote delle società partecipate dal Comune e sulle loro attività; c) Le irregolarità dei rendiconti del Comune evidenziate dalla Corte dei Conti sin dal 2008 (rendiconto 2006); d) Il welfare e i servizi al cittadino durante il suo mandato; e) La pesante situazione creatasi nel "terzo settore" in città; f) I criteri adottati nel procedere ai pagamenti nel corso del suo mandato. Così non è stato. E allora proviamo a formularle le domande, sperando in una sua risposta.

1) Premessa la delibera nr. 167/2008 della Corte dei Conti Sez. Regionale di Controllo per la Calabria si chiede di conoscere quali provvedimenti ha adottato l’amministrazione Comunale per fronteggiare i rilievi mossi con riferimento alla: violazione della normativa del divieto di proroghe di contratti di servizi e mancato esercizio di qualunque controllo di legalità; eccessiva ed incontrollata spesa per incarichi e consulenze; illegittimità relative all’affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti; irregolarità delle procedure di conservazione dei residui attivi risalenti; ingenti debiti fuori bilancio; esposizione debitoria nei confronti della Regione Calabria; mancato controllo delle società ed organismi partecipati dal Comune, specie con riferimento al passaggio di quote societarie effettuato senza verifica ed autorizzazione; irregolarità nell’adozione di forme particolari di finanziamento ovvero “contratti di strumenti finanziari derivati”, operazioni finanziarie a rischio come gli “swap”; mancato rispetto del “patto di stabilità” interno e mancato rispetto dell’obiettivo programmatico in termini di cassa, sia per la spesa corrente che in conto capitale. 2) In particolare, relativamente al modello di gestione dei servizi fondato sugli appalti esclusivi alle Società partecipate dal Comune, quale controllo di legalità e vigilanza è stato adottato relativamente alla Multiservizi, Leonia che, come si è scoperto, sono state oggetto di infiltrazioni mafiose; 3) Quali atti di indirizzo ha adottato l’Amministrazione comunale per tutelare il c.d. “terzo settore” ed i servizi forniti dalle cooperative ed organismi interessati i quali sono stati pretermessi nei pagamenti rispetto ad altre società e/o privati più “fortunati” che hanno ricevuto tempestivamente il compenso pattuito; 4) Per quali ragioni, sistematicamente, le spese correnti sono state sostenute prelevando somme da entrate finalizzate ad altri scopi; 5) "Perché nell'ambito delle sue funzioni, soprattutto dopo l'insediamento della Commissione d'accesso, non ha ritenuto di dover adottare provvedimenti finalizzati a rimuovere da incarichi pubblici soggetti coinvolti in indagini sulla criminalità organizzata?"; 6) perché non è stato costituito lo specifico “fondo rischi” dove accantonare i c.d. “upfront” per le somme incassate dalla sottoscrizione dei contratti “swap”. Infatti, come si evince dalla relazione degli ispettori del Ministero, “In merito alle procedure seguite, anche alla luce delle indicazioni fornite dalla Corte dei conti, Sezioni Riunite in sede di controllo, sono rilevabili diverse irregolarità. In primo luogo, la competenza a decidere la sottoscrizione di un contratto in derivati è attribuita al Consiglio Comunale, mentre la Giunta deve limitarsi ad individuare la struttura contrattuale. In molti dei casi esaminati è stata direttamente la Giunta Comunale a disporre il ricorso a simili contratti. In merito alla contabilizzazione delle entrate, quelle derivanti da upfront vanno contabilizzate al Titolo IV dell’entrata, mentre presso l’ente sono state appostate al Titolo III. Infine, le somme incassate dovrebbero essere accantonate in uno specifico fondo rischi, se sono prevedibili esborsi negli anni futuri. Sebbene il mark to market dei contratti sia ampiamente negativo, l’ente non ha previsto alcun fondo rischi. 7) Come può giustificare quanto emerso dalla “Relazione sulla verifica amministrativo-contabile al Comune di Reggio Calabria” eseguita, dal 14 giugno all' 8 luglio 2011, dall’Ispettorato Generale di Finanza del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, circa le irregolarità di natura contabile e amministrativa che hanno portato il Comune ad avere un “buco” nel bilancio di circa euro 160 milioni. Nelle conclusioni di tale relazione si legge che “dall’esame dei comportamenti esaminati sono state evidenziate una serie di problematiche afferenti le materie oggetto di indagine. Per ciò che riguarda la situazione contabile dell’ente sono state rilevate pesanti irregolarità, consistenti nella mancata imputazione di oneri agli esercizi di competenza e nella conservazione tra i residui attivi di crediti non supportati da titolo giuridico. Inoltre, sono stati adottati artifici contabili al fine di occultare la reale situazione finanzia ria dell’ente. Tali irregolarità hanno comportato l’esposizione di un risultato di amministrazione nettamente migliore di quello reale, celando, in realtà, un disavanzo di amministrazione, al 31.12.09, superiore ai 140 milioni di euro. Nell’anno 2010 la situazione finanziaria dell’ente è ulteriormente peggiorata, portando il disavanzo ad oltre 160 milioni di euro”. Gli Ispettori, inoltre, sottolineano che “i risultati esposti debbono necessariamente essere considerati approssimati per difetto. Anche in rela zione all’utilizzo delle risorse di cassa sono state rilevate pesanti irregolarità, che hanno portato l’ente ad utilizzare le risorse vincolate e  l’anticipazione di tesoreria in violazione alle previsioni del TUEL. Le irregolarità riscontrate hanno prodotto effetti anche in relazione alle disposizioni relative al patto di stabilità. Relativamente all’anno 2007, l’Ente ha comunicato dati palesemente errati, al solo fine di far figurare il rispetto dei limiti imposti dalle norme di riferimento, che, in realtà, erano stati abbondantemente superati. Le irregolarità contabili, inoltre, hanno consentito all’ente di far figurare il rispetto del patto di stabilità per gli anni 2008 e 2010, che, in realtà, è stato violato. Non avendo rilevato il mancato rispetto del patto di stabilità, l’ente non ha rispettato le sanzioni previste per gli enti inadempienti,  consistenti,  essenzialmente,  nell’impossibilità  di  effettuare  assunzioni  di personale e di far ricorso all’indebitamento….L’esame delle posizioni debitorie accese presso la Cassa Depositi e Prestiti ha, poi, consentito di rilevare come non sempre l’indebitamento sia stato utilizzato per il finanziamento di spese d’investimento, in violazione del principio dettato dall’art. 119, comma 6, della Costituzione. L’esame delle problematiche concernenti il personale ha evidenziato numerose criticità, sia per ciò che riguarda la costituzione dei fondi per il trattamento accessorio che per il loro utilizzo… Anche relativamente alla gestione del personale dirigente sono state rilevate numerose problematiche, in particolare per ciò che riguarda le risorse inserite nel fondo per il trattamento accessorio. E’ stata, inoltre, riscontrata  l’erogazione di somme, in violazione del principio di onnicomprensività della retribuzione, sia al personale dirigente che al personale del comparto. Quest’ultima problematica impone una profonda revisione dei comportamenti gestionali, finalizzata a riportare le procedure amministrative nell’ambito della regolarità….Ulteriori irregolarità sono state rilevate in relazione al conferimento degli incarichi dirigenziali a tempo determinato. I dirigenti sono stati individuati in assenza di una specifica procedura selettiva debitamente pubblicizzata ed in numero superiore ai limiti previsti dall'art. 19, comma 6, del D.Lgs. n. 165/01”. Se vorrà avere un confronto aperto con i suoi concittadini su tali temi e quesiti noi ci saremo. E siamo sicuri che ci saranno anche i 1.200 dell'Auditorium Versace che amano la democrazia e vogliono essere Cittadini e non sudditi. Il Movimento REGGIONONTACE. 

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Reggio di Calabria: anno educativo 2012/2013, aperte iscrizioni presso l’asilo nido comunale (dai 3 mesi ai 3 anni) presso il Ce.Dir.

Si comunica che sono aperte le iscrizioni all’ Asilo Nido Aziendale Comunale c/o struttura Ce.Dir. per l’anno educativo 2012/2013 per tutti i bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni che compiono il terzo anno di età successivamente alla data del 31 dicembre 2012. Possono presentare domanda, per l’assegnazione di n° 17 posti, i genitori, o chi ha la potestà genitoriale, dei bambini residenti nel Comune di Reggio Calabria o i genitori non residenti che svolgono attività lavorativa nell’ambito del territorio comunale. Le ammissioni saranno subordinate al numero di posti disponibili. Le rette mensili sono calcolate in base ai parametri ISEE del nucleo familiare.

La domanda redatta secondo l’apposito modello deve essere presentata entro e non oltre il 22/01/2013, a pena di esclusione, al Settore Politiche Sociali del Comune di Reggio Calabria, in via Magna Grecia n. 13/15 (nei giorni lunedì e venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e il martedì e giovedì dalle ore 15.00 alle ore 16.00), o inviata a mezzo servizio postale, tramite raccomandata A.R. (a tal fine farà fede la data del timbro postale). Modulistica e bando disponibili sul sito http://www.comune.reggio-calabria.it/on-line/Home/articolo107415.html. Nel caso in cui il numero delle domande d’iscrizione sia maggiore del numero dei posti disponibili, si formerà una lista d’attesa d’accesso, ordinata secondo il punteggio assegnato in graduatoria. Presso il Settore Politiche Sociali è altresì possibile programmare appuntamenti per chiarimenti e informazioni approfondite riguardo all’avviso. Responsabile del Procedimento è la Dott.ssa Elena Iovane. Per ogni informazione tel. 0965/ 3622627. Per ulteriori dettagli: a.versaci@yahoo.it; germanomariangela@gmail.com – tel. 0965 040288. (Nelle foto le sale lattanti e psicomotricità).

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Comune di Reggio di Calabria: l’ex Sindaco Arena “Positiva per Reggio la decisione della Corte dei Conti”

di Demetrio Arena*. Come era nelle previsioni la Corte dei Conti – sezioni Unite, si è pronunciata favorevolmente rispetto alla possibilità che il Comune di Reggio Calabria usufruisca del cosiddetto fondo “anti-dissesto”, rispondendo alla richiesta avanzata nei giorni scorsi della Corte dei Conti sezione Calabria. Con questo parere la città di Reggio potrà attingere a cospicue risorse messe a disposizione dal Governo per supportare numerosi comuni italiani che stanno attraversando una situazione di difficoltà contabile. Da reggino prima che da Sindaco non posso che esprimere la mia soddisfazione per la positiva decisione della Corte dei Conti.

Con questo pronunciamento si apre una fase nuova per l’amministrazione comunale gestita dai Commissari che in virtù di queste fondi e proseguendo nelle azioni intraprese,  potranno portare l’amministrazione ad una fase di normalità finanziaria. Da oggi, comunque, occorre concretamente supportare l’operato dei Commissari chiamati ad un ruolo difficoltoso quale quello di amministrare una grande città come Reggio Calabria.  Per sostenere il lavoro dei commissari e al fine di aiutare Reggio a superare nei migliori dei modi questa delicata fase, chiederò un incontro ai Commissari per esporre quelle che erano le azioni politiche poste in essere dalla mia amministrazione, con l’auspicio che la terna commissariale possa anche pensare, in questa nuova fase, a proseguire le azioni messe in campo per il futuro della città.  Il primo pensiero, in tal senso, deve andare alle fasce più deboli, attraverso la conclusione del piano strategico dei servizi sociali e l’interlocuzione con istituti specializzati nell’erogazione del credito agli organismi terzo settore, con l’obiettivo di risolvere definitivamente le problematiche relative alle spettanze pregresse. *Ex Sindaco Reggio di Calabria.

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Aeroporto dello Stretto: scoppia il “caso” Blu Express. La Sogas vanta crediti per 1,2 milioni di euro dalla compagnia aerea che oggi si trova in concordato preventivo. Voli per Milano e Roma comunque garantiti mentre si aspettano i soldi della regione

Un milione e duecentomila euro. A tanto ammontano i debiti della compagnia aerea Blu Panorama Express  in favore della Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto.  È lo stesso Presidente Sogas, dott. Carlo Alberto Porcino, che dopo averlo fatto verbalizzare ufficialmente in occasione della ultima Assemblea dei Soci a fornito questa notizia in occasione della conferenza stampa di fine anno svoltasi in Aeroporto. Molti altri i temi trattati in una panoramica a 360° offerta dal n.1 dell’Aeroporto dello Stretto ai giornalisti senza fare sconti a nessuno a partire dalla ormai ex compagnia di Bandiera oggi nuova Alitalia – CAI che a Reggio Calabria opera e continuerà ad operare pur penalizzando lo scalo con ben 38 voli tagliati o cancellati in un solo anno. 

Ma procedendo per ordine. La “nuova” Alitalia e l’Aeroporto dello Stretto. “Analitica ed impietosa”. Per come riportato dai giornali anche io ho avuto questa l’impressione leggendo il testo dell’interpellanza urgente presentata dall’on. Nino Foti e dall'on. Moffa e da altri parlamentari mediante la quale si chiede al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nonché al Ministero dello Sviluppo economico, nell’ambito delle rispettive competenze,  di intervenire nei confronti di Alitalia – Cai affinché la medesima compagnia aerea:  riveda il piano aziendale nell’ambito della riduzione delle rotte aeree verso la Calabria, ripristini il numero dei collegamenti inizialmente previsti ed, infine, riesamini le politiche tariffarie e di traffico praticate. Così finalmente arriva qualche buon segnale di attenzione dal parlamento per il nostro aeroporto. – commenta inoltre Carlo Porcino – Come società di gestione ci spacchiamo la schiena a lavorare duramente tutti i giorni per recuperare il tempo perso e per pagare anche i debiti che altri hanno fatto e, sinceramente, non si può tollerare che sistematicamente, ogni tot di tempo, ci ritroviamo sempre a subire nel corso degli anni delle scelte penalizzanti come quelle operate da Alitalia. Noi con Alitalia intendiamo, se loro vorranno, andare a trovarli per sederci insieme a ragionare così da poter programmare una intensa nuova stagione, vorremmo farlo però senza correre il rischio del passato ad esempio con Airone (e i risultati si vedono considerata come è andata a finire per i voli su Bologna e Pisa, non più operati in attesa del contributo promesso dalla Regione) non vorremmo, ribadisco, che una volta conclusa una intesa con noi poi loro si vada altrove in cerca di promesse dal mantenimento delle quali dipende forse un offerta completa o meno di voli e destinazioni. Non è così che deve funzionare. Se Alitalia impiega le aeromobili giuste non Le garantiamo voli sempre pieni.  E, cortesemente, non mi si venga a dire che ad Alitalia non conviene investire sul traffico aereo al sud Italia! Già perché gli aerei, quelli che ci sono, viaggiano pieni zeppi in questi periodi e, oltretutto, il prezzo dei biglietti aerei praticato sempre da Alitalia è altissimo. Perché accade tutto questo? C’è un chiaro intento penalizzante nei confronti della Calabria e dell’Aeroporto dello Stretto in particolare. Sinceramente non capisco i motivi di una  simile policy aziendale. A queste difficoltà si aggiunga poi che chi a costi altissimi e con orari estremamente penalizzanti riesce a  giungere via aerea in riva allo Stretto per trascorrere solo per qualche giorno le vacanze di natale rischia di rimanere bloccato qui senza un volo di ritorno a stretto giro di posta o comunque alla portata delle tasche di qualsiasi normalissimo padre di famiglia italiano. Sul “caso” Blu Express. Non vorremmo – ironizza Porcino – che oltre il danno si aggiungesse pure la beffa. Già perché leggendo di recente la stampa locale abbiamo appreso, devo ammettere con non poco stupore, che proprio Blu Express, paradossalmente, sarebbe una di quelle compagnie aeree che godrebbe ancora di incentivi economici da parte della Regione. Anche se in questi casi il condizionale è d’obbligo, questa situazione rischia di presentarsi come il paradosso dei paradossi. Mentre la Sogas dichiara ai propri soci, Regione compresa, l’esistenza di una situazione debitoria di Blu Express per 1,2 milioni di euro, nello stesso giorno leggendo i giornali si apprende che: “la Regione pare che abbia già accordato alla compagnia (appunto Blu Express) le risorse finanziarie necessarie a garantirne la presenza” appunto presso gli scali di Reggio e Crotone”. Chiuse le virgolette una riflessione è d’obbligo, soprattutto se si considera la risposta che Blu Express fino a qualche tempo fa forniva ai nostri uffici:  “siccome aspetto ancora i soldi dalla Regione quindi non ti pago”. Ma, si badi bene, Blu Express i soldi che deve alla Sogas li ha già incassati dai biglietti aerei che nel frattempo sono stati venduti. È proprio su quei soldi che dovrebbe riconoscere a Sogas i suoi diritti aeroportuali. In altri casi tutto si potrebbe risolvere davanti ad un giudice se non fosse che Blu Express è in concordato preventivo pre – fallimentare. In altre parole è protetta dalla normativa in materia che inibisce azioni risarcitorie o altre forme di ingiunzioni di pagamento a favore di eventuali creditori di Blu Express, come Sogas  appunto, consentendo comunque al vettore di continuare ad operare purché lo faccia in assoluta correttezza nei pagamenti. Il conclamarsi di questo ennesimo “caso” Blu Express – evidenzia Porcino – forse potrà finalmente favorire un momento di riflessione su questa che rischia di diventare ormai una “triste abitudine” per i calabresi che tengono a prendere l’aereo… Il sistema aeroportuale regionale vede ripetersi, infatti, in modo frequente e quasi ciclico casi di compagnie aeree che, ormai giunte sull’orlo del fallimento, improvvisamente manifestano interesse per iniziare ad operare in Calabria. Appare chiaro a tutti il motivo di questo loro interesse. Sanno benissimo che ciò comporterà un incentivo economico da parte di qualche Ente Finanziatore. Finiti i soldi però queste compagnie, se non sono già fallite prima, sistematicamente vanno via scappando con il bottino. L’Aeroporto dello Stretto ha già vissuto queste dannose circostanze molte volte. Air Malta, ad esempio, finiti i soldi del Comune è andata via, sebbene il servizio che offriva fosse ottimo incontrando ampiamente il gradimento da parte dell’utenza del Tito Minniti..  Che dire poi degli “incontri ravvicinati” con Air Italy o con Alpi Eagle, entrambi capaci di creare degli spaventosi buchi nei bilanci della Sogas… Per non parlare dei recenti casi legati alle note vicende che interessano Wind Jet sul Fontanarossa o l’abbandono di Ryan Air in molti scali dove faceva base fino a qualche tempo fa. Personalmente, sin da quando ci siamo insediati, è nota a tutti la policy che abbiamo scelto di seguire – sottolinea Porcino – a noi non interessa affatto se e quanto un ente finanziatore intenda incentivare la presenza in uno o più scali aeroportuali di qualsivoglia compagnia aerea. Alla Sogas non interessa sapere quanti danari pubblici vanno a finire nelle tasche di questi imprenditori. All’Aeroporto dello Stretto interessa però avere a che fare con compagnie aeree serie e credibili, che non generano passività o debiti e, soprattutto, che aumentando i volumi di traffico passeggeri per l’aeroporto, quindi con maggiori destinazioni e con voli più frequenti a tariffe vantaggiose, si dimostrino capaci di generare così maggiori ricavi anche per la nostra società di gestione. Certamente non è questo il caso di Blu Express, almeno secondo quanto fin qui abbiamo potuto constatare considerati i debiti poiché, se fosse confermato il perdurare dell’intervento economico di un ente finanziatore oltre la naturale fase di start up, si sta dimostrando un vettore capace solo di tendere la mano per mettersi in tasca i soldi dei calabresi senza però poi onorare gli impegni e, soprattutto, pagare quanto deve alle varie società di gestione nonostante i profitti maturati dalla vendita dei biglietti per i voli operati dalla stessa compagnia aerea presso i diversi scali aeroportuali calabresi. Cosa che, ad esempio, non sta accadendo con Volotea, almeno per quanto ci riguarda. Forse questa scelta di rigore e trasparenza non genererà un exploit nel traffico passeggeri. Ma siamo sicuri che almeno non crei nuovi debiti, almeno per responsabilità dirette dell’attuale management di Sogas. Ci aspettiamo, dunque, che qualsiasi Ente Territoriale, Regione in primis, intenda finanziare ancora Blu Panorama si accerti prima che tale azione non finisca per recare danno non tanto e non solo alle casse di società di gestione, appunto come già accaduto alla Sogas, ma quel che è peggio, all’interesse pubblico generale della utenza dei vari scali aeroportuali. Una utenza – conclude Porcino – che avrebbe invece più bisogno di compagnie seriamente disposte a mettersi in gioco, a credere nelle potenzialità turistiche della Calabria, che non vengano qui solo in funzione di contributi ed incentivi bensì per entrare realmente in competitività tra di loro, attraverso meccanismi di leale concorrenza di mercato, a tutto ed esclusivo vantaggio della loro clientela poiché ciò genererebbe di sicuro minori tariffe e maggiori voli. Sui dati di novembre. Sicuramente positivi i segnali di ripresa per il traffico passeggeri dell’Aeroporto dello Stretto. Buoni risultati che seguono, a dire il vero, la leggera flessione negativa del mese di ottobre (-10%) in linea con il riepilogo di Assaeroporti attestatosi al -4,7% su scala nazionale. Nel solo mese di Novembre, secondo la stessa Società di Gestione, sono ben 46.986 i passeggeri che hanno scelto di viaggiare dall’Aeroporto dello Stretto Tito Minniti. Un dato significativo se confrontato ai 37.938 passeggeri del novembre 2011 e, soprattutto, se consideriamo la crisi economica che spinge verso il basso il traffico di passeggeri. A Reggio Calabria, invece, sono quasi diecimila le persone in più che hanno scelto l’Aeroporto dello Stretto. Il che rappresenta un più che lusinghiero +23,85% aumento di passeggeri. Sulla clientela di Messina. Certamente – dichiara il Presidente Sogas Carlo Alberto Porcino – la coincidenza della avvenuta chiusura temporanea dello scalo di Fontanarossa avrà pure giovato a questo incremento di passeggeri.  Noi dal canto nostro, come Aeroporto dello Stretto, con i mezzi di cui disponiamo ce l’abbiamo messa tutta per informare i passeggeri di Messina e provincia sulla offerta e sui servizi che offriamo alla clientela.   La nostra scommessa  – prosegue Porcino – sarà vinta se questa importante clientela messinese continuerà a scegliere la comodità e la vicinanza territoriale dell’Aeroporto dello Stretto. Sull’attuale offerta voli. Molto c’è ancora da fare. Infatti se guardiamo l’attuale offerta dei voli e delle destinazioni esistenti sicuramente anche noi  di Sogas – ammette Porcino – riteniamo che le stesse meriterebbero di essere maggiori e ben più variegate. Stiamo incalzando molte compagnie invitandole ad investire sul nostro scalo indipendentemente da qualsivoglia forma di incentivo economico. I fattori che spingono una compagnia aerea ad operare presso uno scalo sono infatti molteplici. Il lavoro che stiamo facendo volto al superamento delle limitazioni tecniche applicate allo scalo da Enac va appunto nella direzione di creare tutte le condizioni affinché tutte le compagnie aeree non abbiano più scuse da accampare ed inizino ad operare da Reggio Calabria. L’Aeroporto dello Stretto ha dimostrato in questi mesi che ha una clientela che risponde bene alle novità, che ha voglia di volare. Sulla nuova offerta di Volotea. Proprio per questo accogliamo con particolare favore la scelta di Volotea che – come peraltro comunicato dalla stessa compagnia low cost –  a partire dal 20 dicembre fino al 6 gennaio 2013 aumenterà l’offerta dei collegamenti disponibili dallo scalo calabrese, in direzione di Venezia: partire sarà quindi ancora più facile, comodo e conveniente per tutti coloro che vogliono approfittare del break invernale per decollare alla scoperta di una destinazione affascinante e suggestiva, come Venezia o per raggiungere facilmente rinomate località sciistiche del Paese come Cortina o le Dolomiti. Nel dettaglio, da Reggio Calabria verso Venezia sono previsti voli quotidiani dal 20 dicembre al 6 gennaio, ad eccezione del 25, 28, 30 e 31 dicembre e del 2 gennaio, quando non sarà effettuato alcun collegamento. Altri voli. Presto, anzi prestissimo, presenteremo nuovi collegamenti frutto esclusivamente di trattative avviate da Sogas e senza alcun altro tipo di incentivo da parte di alcun ente finanziatore. Stiamo per riproporre un collegamento da Reggio Calabria a Malta con un breve scalo a Palermo.  E speriamo si possa prolungare fino a Napoli. Partirà poi quasi sicuramente anche il volo per Genova. Stiamo ancora trattando per delle interessanti destinazione che colleghino l’Area dello Stretto con le principali capitale dell’ Est – Europa, proprio laddove oggi si ritrovano importanti investitori italiani nonché numerosi studenti universitari. In conclusione. Incentiveremo altresì l’attenzione dedicata all’utenza messinese con corse e collegamenti bus dedicati in coincidenza con i principali voli operati presso il nostro scalo. Questo e molto altro ancora c’è da fare. A Marzo contiamo di essere pronti a presentarvi una stagione Summer esaltante, nello stesso tempo non perderemo d’occhio i tmei nevralgici e centrali per il futuro sviluppo dell’Aeroporto dello Stretto: il riappalto dei lavori per la nuova aerostazione, il superamento delle limitazioni e la definizione concreta della privatizzazione. Tre direttrici che intenderemo seguire anche per il 2013. Nel frattempo non ci resta che augurarvi di trascorrere tutti quanti delle buone feste nella speranza che qualche piccolo gesto di bontà e di solidarietà regali un sorriso a chi ne ha davvero bisogno. 

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Reggio di Calabria: Amato (Giovane Italia) “Mentre gli altri litigano noi parliamo con la gente”

Mentre gli altri litigano, la Giovane Italia di Reggio Calabria decide di scendere in piazza a parlare con la gente di quello che sarà, o potrà essere, il futuro del centrodestra italiano. La data del 16 dicembre non è affatto casuale; domenica, infatti, avrebbero dovuto svolgersi le ormai note, e affossate, primarie del Popolo della Libertà, le stesse che l’Ufficio di Presidenza aveva etichettato come l’ancora della salvezza per un partito in netto calo nei sondaggi, e che Silvio Berlusconi ha “democraticamente” deciso di archiviare per la sua ennesima discesa in campo.

L’idea dei giovani a riguardo è abbastanza nota, basta leggere i post di un qualsiasi social network per capire come la richiesta avanzata alla classe dirigente è una soltanto: ricambio generazionale e culturale. Dalle recenti notizie però sembra non si vogliano prendere in considerazione queste sacrosante pretese, ed anzi ricorrere ad uno schizzofrenico spacchettamento che consegnerebbe irreversibilmente l’Italia alla sinistra. Solo un grande partito, sociale e nazionale, può essere in grado di vincere e governare il nostro Paese, con un leder eletto dalla base ed una rappresentanza parlamentare forgiata dal vero voto popolare. Il tutto contornato da una buona dose di legalità, che veda fuori condannati e soggetti in odor di mafia. Il 16 dunque, A Piazza San Giorgio, incontreremo simpatizzanti e militanti per trattare questi argomenti, ma soprattutto per parlare dei contenuti di una campagna elettorale ormai alle porte che si preannuncia sempre più priva di programma ma ricca di gossip. Lo faremo anche con certo senso di umor, ma profondo rispetto per i delicati temi che sono alla base dell’attuale crisi economica europea; chiederemo, infatti, l’opinione di tutti circa gli ingredienti per far uscire l’Italia da questa situazione di stallo, intervenendo persino con il nostro canale interattivo, LiberamenteTV, sul quale saranno rilasciate spontanee interviste. Luigi Amato, Presidente Provinciale Giovane Italia.

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Crisi: Cuzzola “Comuni in dissesto”

di Enzo Cuzzola*. E’ evidente come ormai in Calabria, ma non sbaglio a dire in tutta Italia, i comuni sono allo stremo, afflitti da problemi economici e finanziari, che li attanagliano e li rendono uguali o per poco o nulla differenti, nelle risultanze di bilancio. Non si contano più, nella nostra Regione, i Comuni ai quali Corte dei Conti ha inviato la diffida ai sensi dell'art. 6 del dlgs 149 2011. Dunque non una difficoltà solo reggina, ma un percorso complicato che a macchia di leopardo sta coinvolgendo gli enti locali senza lasciar speranza: penso, tra gli ultimi casi, ai Comuni di Amantea, Locri e Chiaravalle Centrale che, come Reggio, hanno appena risposto o stanno rispondendo alla richiesta “ultima” di chiarimenti sulle soluzioni individuate per evitare il dissesto.

Ma, come dicevo in premessa, l’elenco si allunga e si estende a tutta Italia, se ricomprendiamo nello stesso anche gli enti ai quali Corte Conti ha inoltrato la prima diffida ai sensi del citato decreto. Purtroppo quindi i sintomi del dissesto, quali gli squilibri di bilancio, il costante ricorso alla anticipazione di cassa, l’ incapacità di riscuotere le proprie entrate e di riconoscere i debiti fuori bilancio , sono molto diffusi e si diffonderanno sempre di più, anche a causa del pesante taglio dei trasferimenti statali dell’ ultimo triennio. Si pensi che, in detto periodo, i tagli ai trasferimenti hanno abbattuto di circa il 40% l’ammontare annuo degli stessi, senza contare l’abrogazione “nascosta” di alcune altre entrate, come l’addizionale enel. Viene allora da pensare che si i comuni hanno forse prestato, in passato, poca attenzione agli equilibri di bilancio ed ora ne pagano le conseguenze, ma dette conseguenze sono molto molto aggravate da una azione di Governo che ha “pareggiato” i propri conti scaricando la tensione sui bilanci locali. Quindi i comuni rischiano il crollo finanziario ed allora non si tratta più di porre rimedio alle allegre spese degli stessi, qui si tratta, a mio avviso, di impedire il collasso degli stessi con le pesanti ed immaginabili ripercussioni sociali sul territorio, già pesantemente devastato dai riflessi di una crisi esogena. Ripercussioni che potrebbero addirittura essere aggravata dall’ingresso sotto i vincoli del patto di stabilità dei comuni con meno di 5 mila abitanti (la quasi totalità dei comuni Calabresi). Dal canto suo il Governo ha approntato la procedura che dovrebbe aiutare gli enti ad evitare il default e molto opportunamente e' scomparsa, nell’emendamento del Senato, la limitazione all’accesso degli enti con meno di 20 mila abitanti, improvvidamente introdotta da un emendamento della Camera. Adesso tutti gli altri attori devono fare la loro parte: i comuni, in primo luogo, che devono affrontare seriamente il problema degli equilibri di bilancio e non solo per evitare l’intervento di Corte Conti; la stessa Corte Conti che deve monitorare costantemente i bilanci degli enti nell ambito di quel rapporto collaborativo che purtroppo stenta a definirisi nei contorni essenziali; la nostra Regione che deve offrire agli enti del territorio, che non hanno sicuramente risorse sufficienti, il necessario supporto tecnico scientifico, come avviene in altre realtà regionali, dove la direzione regionale enti locali offre un costante e gratuito supporto formativo e consulenziale agli enti locali. Serve, dunque, uno sforzo univoco e concentrico, evitando di alzare inutilmente un livello di allarme sociale già pesantemente condizionato. *Ex Dirigente Ragioneria Comune di Reggio Calabria.

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Reggio di Calabria: per l’Aeroporto dello Stretto positivi segnali di ripresa, Porcino: “A novembre diecimila passeggeri in più rispetto al 2011”. Volotea, nel periodo festivo si vola tutti i giorni da Reggio a Venezia

Positivi segnali di ripresa per il traffico passeggeri dell’Aeroporto dello Stretto. Buoni risultati che seguono, a dire il vero, la leggera flessione negativa del mese di ottobre (-10%) in linea con il riepilogo di Assaeroporti attestatosi al -4,7% su scala nazionale. Nel solo mese di novembre, secondo la stessa Società di Gestione, sono ben 46.986 i passeggeri che hanno scelto di viaggiare dall’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”. Un dato significativo se confrontato ai 37.938 passeggeri del novembre 2011 e, soprattutto, se consideriamo la crisi economica che spinge verso il basso il traffico di passeggeri. A Reggio Calabria, invece, sono quasi diecimila le persone in più che hanno scelto l’Aeroporto dello Stretto.

Il che rappresenta un più che lusinghiero +23,85% aumento di passeggeri. Certamente – dichiara il Presidente Sogas Carlo Alberto Porcino – la coincidenza della avvenuta chiusura temporanea dello scalo di Fontanarossa avrà pure giovato a questo incremento di passeggeri. Noi dal canto nostro, come Aeroporto dello Stretto, con i mezzi di cui disponiamo ce l’abbiamo messa tutta per informare i passeggeri di Messina e provincia sulla offerta e sui servizi che offriamo alla clientela. La nostra scommessa – prosegue Porcino – sarà vinta se questa importante clientela messinese continuerà a scegliere la comodità e la vicinanza territoriale dell’Aeroporto dello Stretto. Molto c’è ancora da fare. Infatti se guardiamo l’attuale offerta dei voli e delle destinazioni esistenti sicuramente anche noi  di Sogas – ammette Porcino – riteniamo che le stesse meriterebbero di essere maggiori e ben più variegate. Stiamo incalzando molte compagnie invitandole ad investire sul nostro scalo indipendentemente da qualsivoglia forma di incentivo economico. I fattori che spingono una compagnia aerea ad operare presso uno scalo sono infatti molteplici. Il lavoro che stiamo facendo volto al superamento delle limitazioni tecniche applicate allo scalo da Enac va appunto nella direzione di creare tutte le condizioni affinché tutte le compagnie aeree non abbiano più scuse da accampare ed inizino ad operare da Reggio Calabria. L’Aeroporto dello Stretto ha dimostrato in questi mesi che ha una clientela che risponde bene alle novità, che ha voglia di volare. Proprio per questo accogliamo con particolare favore la scelta di Volotea che – come peraltro comunicato dalla stessa compagnia low cost (riportato a seguire, n.d.r.) –  a partire dal 20 dicembre fino al 6 gennaio 2013 aumenterà l’offerta dei collegamenti disponibili dallo scalo calabrese, in direzione di Venezia: partire sarà quindi ancora più facile, comodo e conveniente per tutti coloro che vogliono approfittare del break invernale per decollare alla scoperta di una destinazione affascinante e suggestiva, come Venezia o per raggiungere facilmente rinomate località sciistiche del Paese come Cortina o le Dolomiti. Nel dettaglio, da Reggio Calabria verso Venezia sono previsti voli quotidiani dal 20 dicembre al 6 gennaio, ad eccezione del 25, 28, 30 e 31 dicembre e del 2 gennaio, quando non sarà effettuato alcun collegamento. Volotea, la compagnia aerea low-costche collega le città di medie e piccole dimensioni, ha deciso di augurare a suo modo Buon Natale! a tutti i viaggiatori reggini. A partire dal 20 dicembrefino al 6 gennaio 2013 verrà infatti aumentata l’offerta dei collegamenti disponibili dallo scalo calabrese, in direzione di Venezia: partire sarà quindi ancora più facile, comodo e conveniente per tutti coloro che vogliono approfittare del break invernaleper decollare alla scopertadi una destinazione affascinante e suggestiva, come Venezia. Con questa iniziativa Volotea dimostra ancora una volta di prestare particolare attenzione alle esigenze dei propri passeggeri, che potranno così pianificare trasferte e spostamenti, usufruendo di un parco voli ancora più ampio e con tariffe alla portata di tutti. Il calendario con i voli aggiuntivi è già disponibile sul sitowww.volotea.com, presso le agenzie di viaggio o contattando il call center Volotea al numero 199.208.717. Nel dettaglio, da Reggio Calabria verso Venezia sono previsti voli quotidiani dal 20 dicembre al 6 gennaio, ad eccezione del 25, 28, 30 e 31 dicembre e del 2 gennaio, quando non sarà effettuato alcun collegamento.

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Reggio di Calabria: Aeroporto dello Stretto, grazie al pronto intervento del personale Sogas garantiti voli regolari. Porcino: “Guasto anomalo ai nastri bagagli, stiamo accertando le cause”

Un malfunzionamento ai nastri che trasportano i bagagli all’interno dell’aerostazione. Un guasto sicuramente “anomalo”. Questa la brutta sorpresa che si è presentata nella notte tra Sabato e Domenica al responsabile in turno della Società di Gestione dello scalo. E tutto ciò non  avviene in un giorno qualsiasi. Certamente non in un periodo qualsiasi. L’Aeroporto dello Stretto in questo ultimo mese, infatti, sta notevolmente accelerando il suo cammino di risanamento e di rilancio.

Le prenotazioni registrate, ad eccezione di Blue Express che mediamente viaggia con un riempimento del 60% circa, per i voli Alitalia registrano picchi del 100% e addirittura, in alcuni giorni si verificano casi di overbooking; stesso discorso vale per Volotea (tratta Reggio/Venezia) che arriva in previsione ad un load factor previsto del 85%. A titolo esemplificativo il monitoraggio di Alitalia, fino a domenica, è stato indicativamente di 163 prenotati sui 165 posti disponibili Airbus A-320, con dei casi di 173 pax booked, così come Volotea che prevede 98 pax su 115 di offerto reale per gli aeromobili più piccoli quale il boeing 717. Complice la chiusura dello scalo etneo che ha determinato, inoltre, un notevole incremento dell’utenza messinese, dato altamente significativo, desumibile dalla affluenza di passeggeri trasportati dai bus navetta Autolinee Federico ed Atam, rispettivamente Messina Cavallotti – Aeroporto dello Stretto e Porto – Aeroporto. Ricadute positive per l’Aeroporto dello Stretto che però si è fatto trovare pronto e preparato a soddisfare le esigenze della utenza messinese. Nelle settimane scorse, solo per fare un esempio, Alitalia ha chiesto di ospitare un volo charter, sempre operato dallo stesso vettore, a favore del Catania calcio, il quale ha preferito lo scalo reggino a quello di Sigonella o addirittura Palermo. Ed è proprio in questo scenario positivo che si inserisce il guasto “anomalo” ai nastri trasportatori. Il Presidente Porcino, subito allertato, si è imediatamente precipitato in aeroporto e, nonostante fossero appena le tre di notte, grazie al pronto intervento assicurato da larga parte del personale della Società di Gestione e della sua collegata, Sogas Service, si è riusciti a scongiurare il peggio. “Adesso tiriamo un sospiro di sollievo, – dichiara Porcino commentando quanto è successo – posso tranquillamente affermare che abbiamo avuto modo di saggiare le capacità di reazione del “sistema” Sogas che regge benissimo anche di fronte ad “urti” imprevisti. E questo lo si deve unicamente allo spirito di dedizione e abnegazione dimostrato anche in questa occasione dagli operai e dalle maestranze sia di Sogas sia della società di servizi dello scalo reggino ad essa collegata, Sogas Service. Il malfunzionamento dei nastri destinati al trasporto bagagli è stato superato garantendo una costante presenza fisica in ogni fase del processo di parte del nostro personale così al fine di veder rispettate tutte le procedure di routine e, soprattutto, garantire la pressoché assoluta puntualità per ogni volo operato nello scalo. La cosa che probabilmente deve fare riflettere – sottolinea Porcino – è la “strana coincidenza” che un simile guasto “anomalo” sia stato provocato proprio nel giorno in cui dal Tito Minniti era previsto il decollo di ben due voli charter disposti dal Ministero Della Difesa poiché finalizzati al trasporto di ben duecentotrenta militari fino in Sardegna. Ebbene nonostante questo “imprevisto” l’Aeroporto dello Stretto si è dimostrato all’altezza della situazione e tutto si è svolto regolarmente con soli 5 minuti di ritardo rispetto ai tempi altrimenti previsti per le operazioni. Possiamo quindi dire che stavolta gli è andata proprio male.. Chiunque voleva creare delle difficoltà all’Aeroporto dello Stretto sarà rimasto dispiaciuto e con l’amaro in bocca. Una cosa è certa: stiamo già accertando le cause e le responsabilità. Quel che più conta – conclude Porcino –  è che la nostra clientela sia rimasta come ogni giorno soddisfatta del servizio che offriamo. Lo stesso Governatore Scopelliti trovandosi in aeroporto pronto a partire penso non si sia nemmeno accorto di nulla… E questo è sintomo di grande professionalità di tutti i nostri dipendenti che non smetterò mai di ringraziare insieme a tutte le altre autorità tutte presenti presso lo scalo per la preziosa collaborazione fornita alla Sogas ad esempio in questa circostanza “anomala”.

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Dissesto al Comune di Reggio di Calabria: Cuzzola “A chi giova il balletto delle cifre?”

di Enzo Cuzzola*. “Da giorni, in città, circola voce e si legge anche (purtroppo…) che il disavanzo del Comune di Reggio Calabria, al 31 dicembre 2010 (il buco secondo qualcuno) sarebbe di 679 milioni, attribuendo tale quantificazione alla  Corte Conti. Non è così. Corte Conti non quantifica il debito dell’Ente, bensì gli impegni conservati a bilancio, cioè i residui passivi, questi rappresentano gli impegni per prestazioni, forniture, lavori ecc., che l’ente ha assunto, ma non è detto che siano debiti, almeno sino a quando tali impegni non si siano tradotti in effettive esecuzioni e prestazioni.

Si controlli poi il certificato al bilancio consuntivo, pubblicato sul sito del Ministero dell’interno, si vedrà come, di 679, 423 milioni circa rappresentano impegni per opere da eseguire. Si controlli poi una qualunque annualità pregressa, per esempio il certificato al consuntivo 2001 si vedrà che a quell’epoca i residui ammontavano a circa 238 milioni e pochissimi di questi erano relativi ad opere da eseguire, ma non erano certamente debiti. Quindi 679 milioni non è l’importo del debito e non è l’importo del disavanzo. Le regole del Tuel ed i principi contabili dell’Osservatorio sulla finanza locale stabiliscono regole e procedure per determinare entrambi i valori. Il disavanzo è dato dalla somma tra saldo di cassa più residui attivi (somme accertate a credito) meno i residui passivi (somme impegnate a debito); al 31 dicembre 2010 era di 118 milioni, sceso a 107 nel 2011. I debiti sono rappresentati dai provvedimenti di liquidazione emessi  a fronte di eseguite prestazioni e/o esecuzioni di opere e/o di forniture. Alla definizione di questo importo gli Uffici hanno lavorato fino alla cessazione del mio incarico, senza giungere ad una definitiva quantificazione, ma avendo approntato tutti gli interventi necessari anche sulle procedure informatiche, oggi qualcuno potrebbe portare a termine quella attività. Tuttavia già dal primo approccio a questa problematica abbiamo potuto constatare come l’effettivo indebitamento, nei confronti dei prestatori di lavori, servizi e forniture o nei confronti di beneficiari di trasferimenti anche per conto di altri enti, non possa assolutamente superare l’importo del disavanzo di 118 milioni, dato che parecchi degli importi non correttamente imputati in bilancio (e che hanno appunto generato il disavanzo) sono stati effettivamente pagati, anzi molte volte l’imputazione impropria era avvenuta proprio per consentire il pagamento (sul tema si controlli la relazione dei Revisori al consuntivo 2010). Importante è anche affrontare il tema dissesto. Abbiamo sempre affermato che il dissesto è da evitare, date le nefaste conseguenze che avrebbe sulla già precaria condizione socio-economica del nostro territorio, ed abbiamo sempre affermato che si può evitare, dismettendo il patrimonio immobiliare. Corte Conti mette in dubbio la destinabilità dei proventi delle dismissioni a copertura del disavanzo, in contrasto con pronunce di altre sezioni regionali (vedasi Corte Conti Basilicata 38/2011), ma soprattutto ignorando che il Governo, nel cd decreto Salva Enti (DL 174/2012) al neo introdotto art. 243 bis, del tuel, comma 8 lettera g, prevede espressamente, per ammettere gli enti locali alla procedura di riequilibrio dei bilanci tesa ad evitare il dissesto, che l’ente “abbia previsto l'impegno ad alienare i beni patrimoniali disponibili non indispensabili per i fini istituzionali dell'ente”. Allora che senso ha, pensare al dissesto, mentre pende la conversione del decreto sopra citato (che deve avvenire entro il 10 dicembre), che il Governo ha fortemente voluto per salvare gli enti con più di 20 mila abitanti dal dissesto, istituendo la procedura del riequilibrio del bilancio, la quale sarà estesa, come da appositi emendamenti alla norma voluti dalle Camere, anche agli enti, come Reggio, per i quali Corte Conti ha avviato la procedura di dissesto guidato". *Ex Dirigente Ragioneria Comune di Reggio Calabria.

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Reggio di Calabria: Popolari e Liberali, il Movimento femminile in riunione su “Donne, lavoro e politica” presieduta da Nucera

Donne, lavoro e politica. Un accostamento spesso conflittuale, soprattutto nel Mezzogiorno ed in Calabria. Sono stati questi i temi di un riunione del Movimento femminile dei Popolari e Liberali di Reggio Calabria, presieduto da Maria Rita Nucera, dirigente comunale del movimento. La Calabria è tra le regioni dove è più lato il livello di disoccupazione delle donne. Potrebbe essere un dato normale, considerando il livello complessivo di disoccupati della regione. Ma non è così.

L’ingresso delle donne nel mondo del lavoro, nelle professioni, nei ‘posti che contano’, resta sempre difficile. Lo confermano i dati dell’Istat che parla di azzeramento delle probabilità per le donne del Sud di trovare lavoro. Il tasso di occupazione femminile nel Sud è infatti precipitato al 32,1% un dato che non si registrava dal secondo trimestre del 2004. E che dire della politica al femminile? L’Italia resta il paese in cui le donne continuano a essere sottorappresentate nelle istituzioni politiche e ad avere scarse possibilità di carriera per il limitato accesso alle posizioni di potere. “Sono state introdotte le cosiddette ‘quote rosa’, uno strumento al quale siamo e restiamo fortemente contrari – ha commentato la Nucera – che è per noi rappresenta una sorta di ‘ghetto’ dentro cui si pensa di elargire quel minimo riconoscimento, giusto per salvare la faccia della politica, al ruolo delle donne”. “Non è affatto così – ha proseguito la Nucera – In politica, soprattutto oggi, c’è bisogno del protagonismo delle donne. Della loro sensibilità, della loro capacità a comprendere e risolvere i problemi che si presentano davanti”. Da qui l’appello rivolto a tutte a dare più importanza alla politica, all’elaborazione che essa richiama sui problemi della società, chiamando a raccolta le associazioni, gruppi femminili, singole donne, per aprire una nuova fase della politica italiana e meridionale, in particolare. Nel Parlamento italiano il rapporto tra presenza femminile e maschile e di 1 a 5. Ma all’interno delle coalizioni di centrodestra e di centrosinistra il divario è ancora molto alto, a dimostrazione delle ‘diverse sensibilità’ che esistono all’interno dei vari partiti. “Certo – ha rilevato la Nucera – molte cose stanno cambiando, e riscontriamo che a livello nazionale la presenza delle donne nei settori più importanti della società è in costante aumento. Ma serve ancora del tempo, soprattutto in Calabria. Tuttavia, noi, non intendiamo attendere passivamente che la componente maschile ‘faccia spazio” non solo in Italia, ma anche in Calabria”. “E altrettanto offensiva consideriamo l’idea  avanzata dalla Commissione Europea – ha ancora detto la Nucera – di introdurre norme comuni che impongono la presenza di un numero maggiore di donne nei consigli di amministrazione delle grandi società europee. Ipotesi sulla quale, peraltro, molti Paesi dell’Unione hanno già manifestato la loro opposizione”. “Si dice che le donne italiane hanno smesso di lottare. Non è così. Serve oggi – ha proseguito la Nucera – una profonda presa di coscienza. La situazione potrebbe cambiare solo se le nuove generazioni di donne, oggi più preparate, più competenti, più attrezzate, si impegneranno per cambiare la società. E’ questo il nostro obiettivo, la nostra missione, che ci permetta di diventare protagoniste del nostro futuro e di quello dei nostri figli”.

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Reggio di Calabria: SOGAS, il Presidente Porcino puntualizza “L’aeroporto dello Stretto non ha 34 milioni di debiti. Dati riferiti al vecchio bilancio 2010 e frutto di inesattezze contabili del passato”

«Non ammonta assolutamente a quasi 34 milioni di euro il deficit della Sogas, ma non tocca i 14 milioni, stando a quanto certificato nel bilancio di previsione dell’ultimo esercizio finanziario 2011». Lo afferma il presidente della società di gestione dell’Aeroporto dello Stretto, dr. Carlo Porcino. La questione – puntualizza il presidente della Sogas – va inquadrata nei suoi termini precisi. I dati diffusi dal prestigioso quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”, connessi a passività complessive per 33,7 milioni di euro, di per sé sono corretti. Ma scontano due pecche: sono aggiornati “solo” a fine 2010, cioè prim’ancora che fosse operativa questa governance, e includono anche gli elementi contabili riferibili a Pon e Por.

Così – spiega lo stesso Carlo Porcino – sotto il profilo attivo sono considerati 18,7 milioni di euro di fondi Pon e Por regolarmente riconosciuti a Sogas nel corso di una conferenza di servizi e che saranno utilizzati per appaltare nuovi lavori; similmente, sono considerati ai fini della formazione delle “passività” anche 19,9 milioni di euro residui della precedente gestione e che saranno comunque utilizzati per la realizzazione di lavori che attengono allo scalo dello Stretto peraltro già appaltati, 12 dei quali in particolare risultano impegnati per l’appalto relativo alla nuova aerostazione. La confusione circa la quantificazione dell’effettiva situazione debitoria di Sogas nasce dalla circostanza che, sotto il profilo dei crediti come sotto il profilo debitorio, queste somme dovevano essere inquadrate come “conti d’ordine” e non inserite nell’ordinario bilancio della società». Al fine di ripristinare la più corretta e puntuale informazione circa l’effettiva salute delle casse della Sogas, il presidente del Consiglio d’amministrazione mette in chiaro che «l’ultimo bilancio approvato, cioè il documento contabile riferito all’esercizio finanziario 2011 e approvato il 28 giugno u.s., certifica debiti per 13,8 milioni di euro: 7 milioni dovuti ai fornitori; 1,2 milioni verso istituti previdenziali, che abbiamo peraltro già provveduto a rateizzare in 72 tranches; e ulteriori 5,4 milioni di cui non conosciamo la genesi esatta per via d’improprie modalità contabili adottate nel passato e che andranno via via ricondotti ai singoli aventi causa. Nello specifico, poi, oltre metà del debito verso fornitori (4,5 milioni) è incarnato da somme rivendicate da Sicurcenter, società che cura la sicurezza in àmbito aeroportuale, prim’ancora che questa compagine assumesse il controllo della Sogas; la gestione attuale ha ottenuto una consulenza tecnica che ha riconosciuto fondate le rivendicazioni Sicurcenter limitatamente a 2,5 milioni di euro. Somme, si badi, sulla cui erogazione resta comunque pendente il contenzioso presso il Tribunale civile di Reggio Calabria». Oltre al 28 giugno 2012, c’è poi un’altra data da menzionare: è il 12 luglio scorso. «In quell’occasione il Cda della Sogas ha approvato un prestito obbligazionario da 6,2 milioni di euro con la Bnl quale capofila, che – evidenzia il presidente Porcino – consentirà di risolvere la gran parte dell’effettiva situazione debitoria attuale, in via di risoluzione anche mediante ogni opportuna transazione». Ufficio di Presidenza, Relazioni Esterne e Istituzionali.

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Reggio di Calabria: Relazione della Commissione di Accesso al Comune, le precisazioni dell’avv. Albanese legale di Nasso (Amministratore Unico S.at.i.)

Ho ricevuto incarico dal dott. Ivano Nasso, amministratore unico della S.at.i. s.r.l., al fine di fornire alcuni chiarimenti in relazione al contenuto di alcuni articoli di stampa pubblicati nelle scorse settimane su alcuni quotidiani aventi ad oggetto il mio cliente relativamente a quanto riportato alle pagg. 168 e 169 della Relazione stesa dalla Commissione di Accesso al Comune di Reggio Calabria. In primo luogo, è stata richiamata la parte della Relazione della Commissione in cui si afferma che, in data 12.3.2012, il dott. Ivano Nasso sarebbe stato “segnalato” alla banca dati delle Forze dell’Ordine di Polizia dai carabinieri di San Ferdinando (RC) per “bancarotta fraudolenta, disciplina del fallimento e simulazione di reato perché ritenuto colpevole, in concorso con altri, della sottrazione di macchinari del valore di circa 5 milioni di euro ai danni dei creditori dell’Azzurrina s.r.l.”.

Sul punto, a parte l’infondatezza in fatto di quanto ipotizzato dai carabinieri nella indicata “segnalazione”, preme rilevare che, su richiesta avanzata in data 29.10.2012 dal sottoscritto difensore ai sensi dell’art. 335 del codice di procedura penale, la Procura della Repubblica di Palmi ha rilasciato apposita certificazione dalla quale non risulta pendente alcun procedimento penale nei confronti del dott. Ivano Nasso, né in relazione ai reati di bancarotta e simulazione di reato indicati nella “segnalazione” dei carabinieri di San Ferdinando, né in merito a reati di diverso tipo afferenti quei fatti ovvero altri. Così come il certificato dei carichi pendenti rilasciato dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria lo scorso 15.10.2012 risulta negativo. Quanto invece alla circostanza che nel 2003 il dott. Ivano Nasso è stato controllato a bordo della medesima autovettura con De Angelis Michelangelo, di professione imprenditore edile, al di là della circostanza che l’unico controllo in oggetto risale a ben nove anni orsono, preme evidenziare il fatto che la stessa Relazione della Commissione di Accesso ha evidenziato il fatto che non costui, ma un di lui parente sarebbe soggetto considerato “contiguo” ad una associazione mafiosa. Circostanza, questa, non precisata da alcuni quotidiani. Infine, preme sottolineare il fatto che la Relazione della Commissione di Accesso al Comune di Reggio Calabria non ha mosso alcun rilievo in merito alla società S.at.i. s.r.l. della quale il dott. Ivano Nasso è amministratore unico ed, in particolare, ad un eventuale “travisamento della finalità per le quali è venuta alla luce” di cui si è letto in qualche articolo di stampa. Avv. Francesco Albanese.

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