Reggio di Calabria: laddove latitano le amministrazioni, a Salice una comunità viva risponde

Riceviamo e pubblichiamo. Non molti sapranno che nel cuore di Salice, frazione a nord del territorio comunale, in Piazza Municipio per l’esattezza, esisteva una fontana che per la sua venerabile storia – quasi mezzo secolo – per la sua acqua cristallina e per il suo stile caratteristico del Barocco di fine Seicento, ha catalizzato l’attenzione ed è stato motivo di attrazione per una vallata intera. Vi affluivano per riempire i propri bidoni persone di Catona, di Salice ovviamente, di Rosalì, di Villamesa e di Calanna, persone che per far ritorno verso casa passando obbligatoriamente per la strada principale in cui è situata la fontana.
Ormai da anni, questo non succede più perché la fontana di Salice è abbandonata a se stessa, ma soprattutto al degrado più totale. E’ ovvio che attribuire alla fontana un mero significato di “servizio erogazione acqua” è riduttivo. Ma la comunità di Salice questo lo sa. E chi per anni si è fermato a fare rifornimento di acqua pura e “sincera” dovrebbe saperlo. Perché la fontana di Salice rappresenta un punto di incontro per i cittadini di un intera vallata, che con la scusa di riempire una bottiglia, un bidone, un fustello si fermano per incontrare amici, vecchi e nuovi, scambiano due chiacchiere con colui il quale non incontrerebbe mai se non alla fontana di Salice. Per Salice e per la sua comunità la fontana rappresenta un ricordo, che a sua volta nasconde vecchi ricordi, una mappa di un cammino di vita che parte dall’infanzia fino ad arrivare all’età matura. Generazioni che si incontrano e che lasciano viva la speranza della tradizione, di quel “vecchio” che vuole essere ricordato perché il “nuovo” non lascia a spazio ai sentimenti di condivisione. Padri che vedono crescere i propri figli col piccolo scrupolo di non poter descrivere la fontana che gli è stata compagna di viaggio in gioventù, perché per molti Salicesi la fontana è un segno identificativo di appartenenza ad una comunità. Un punto di incontro dove ritrovarsi, anche e soprattutto per discutere del nulla, per il solo, semplice ed ammirabile gusto del ritrovarsi, anche se per pochi minuti. E proprio perché questa identità, questo senso di appartenenza a Salice, vogliono significare anche non piangersi addosso o recriminare dietro un mancato intervento di ordinaria e poi di straordinaria amministrazione considerato il degrado che si era creato, la comunità intera non ha chiesto alcun intervento da parte di chi aveva il dovere e il compito di intervenire, ma ha fatto ben altro. Da un mese a questa parte sono iniziati i lavori di ristrutturazione, autofinanziati e soprattutto eseguiti dai salicesi stessi, ovvero da padri di famiglia che hanno deciso di spendersi e dedicarsi a questa iniziativa con animo e corpo, con in testa l’ex presidente di Circoscrizione Albino Passalacqua. Tempo, fatica e sudore messi al servizio di una comunità da parte di cittadini, che invece di ritrovarsi in un angolo di strada per lamentarsi di tutto il marcio che la circonda, hanno deciso di mettere in campo la propria passione, hanno deciso di sacrificare delle ore da passare in famiglia per poter restituire al paese una splendida fontana e l’onore che essa merita. Questo non vuole essere un maldestro tentativo di impietosire nessuno, né tanto meno le amministrazioni, delle quali si conoscono perfettamente i problemi oggettivi cui devono far fronte. Ma si vuole restituire attraverso questo esempio di cittadinanza attiva, la consapevolezza che le periferie meritano più rispetto. Francesco Scopelliti.
L’atto deliberativo del CIPE che prevede considerevoli somme finalizzate alla realizzazione di “nuovi interventi strategici”, di cui 35 milioni di euro da destinare alla riqualificazione ed al potenziamento del sistema per la depurazione nella città di Reggio Calabria rappresenta, per il nostro territorio, una risorsa preziosa.
Grande successo per la il primo dei cinque forum che rientrano nell’ambito dell’iniziativa “Le città metropolitane di Reggio e Messina nelle prospettive di sviluppo dell’Area integrata dello Stretto”. Un argomento di grande attualità che ha interessato e coinvolto associazioni, istituzioni e cittadini che questo pomeriggio si sono dati appuntamento presso il Palazzo storico della provincia di Reggio Calabria per analizzare e approfondire le prospettive di sviluppo che attengono ai nostri territori.
L’Amministratore Unico della SATI, dott. Ivano Nasso, comunica la riapertura termini per nuove candidature o per l'aggiornamento del proprio profilo sulla Short List di consulenti, tecnici ed esperti della società. La domanda di iscrizione, ovvero l’aggiornamento del profilo già inserito nell’attuale short list, potranno essere effettuati a partire dal giorno 16 ottobre 2012 ed entro il 31 ottobre 2012, esclusivamente con procedura di registrazione on-line sul sito
Di Federica Morabito. Cittadinanza attiva, pieno coinvolgimento di Provincia, sindaci, associazioni e mass media per raggiungere l’ambizioso quanto imprescindibile obiettivo della consapevolezza sull’Area Metropolitana. E’ quanto è emerso nel corso della conferenza stampa di presentazione di un ciclo di forum dal titolo “Le città metropolitane di Reggio e Messina nelle prospettive di sviluppo dell’Area integrata dello Stretto”. Si è trattato solo di un assaggio dell’importantissimo tema che verrà sviluppato approfonditamente nelle prossime settimane, a partire da venerdì 5 ottobre, che avrà come comune denominatore l’Area Metropolitana dello Stretto.
L’Amministratore Unico della SATI, dott. Ivano Nasso, comunica che, con propria Determinazione n. 7 del 3 ottobre 2012, il termine per la ricezione delle domande di partecipazione all’“Avviso pubblico per l'istituzione e l'aggiornamento dell'elenco di operatori economici per la fornitura di beni e prestazione di servizi in economia” viene prorogato di ulteriori 30 giorni a decorrere dal 5 ottobre 2012.
“L’Amministrazione Comunale sta notificando in questi giorni, a tutti i dipendenti comunali, una lettera a firma del Sindaco e del Segretario Generale, mettendoli in mora per la restituzione e l’eventuale recupero di somme “indebitamente percepite dai lavoratori”, con riferimento alla PEO (Progressione Economica Orizzontale). La missiva trae origine da uno dei tanti punti di criticità messi in rilievo dalla Relazione Ministeriale, stilata dagli Ispettori del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, in occasione delle operazioni di controllo e verifica amministrativo/contabile effettuati nel periodo compreso tra il 14 giugno 2011 e l’8 luglio 2011, resa il 19.08.2011.