La Rugby Reggio Calabria e l’emittente Rtv Canale 14 insieme per la stagione 2016-2017

(420) Importante partnership quella siglata con l'avvio della stagione 2016 – 2017 tra la prestigiosa emittente televisiva calabrese Rtv Canale 14 e la società Rugby Reggio Calabria.

 

Gli appassionati della palla ovale potranno seguire i match casalinghi ed esterni della squadra giallonera sul canale 14 del digitale terrestre ed in streaming sul sito www.reggiotv.it tutti i martedì alle 19.30. Un accordo con il quale Rtv rinnova un impegno a favore e per la promozione dello sport locale che, da sempre, costituisce uno dei punti fermi nell’ambito dei progetti editoriali proposti dall’emittente. Una mission che ben si sposa con le ambizioni della Rugby Reggio che quest'anno si candida come una delle protagoniste del campionato.

 

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Tropea (VV): il Fronte della notizia, la Calabria raccontata dai giornalisti e dai nuovi mezzi di comunicazione

(928) La Calabria conquista le pagine delle testate nazionali soprattutto per la cronaca. Morti, mafia e delinquenza. Eppure la regione ha molto da offrire, oltre a deprecabili fatti di nera.

 

Maurizio Bonanno, Filippo Veltri e Arcangelo Badolati si sono confrontati sul tema dell’informazione al Sud. Nelle sale di Palazzo Gagliardi, nell'ambito del Tf “Leggere&Scrivere”, si è discusso del modo di raccontare i fatti da parte degli addetti ai lavori: «Come la notizia si presenta, – specificherà Bonanno – può fare la differenza». Colpa dei giornalisti? Veltri ha specificato: «Le positività ci sono sempre state. Il punto è che queste ultime faticano a reggere il quadro perché non fanno “rete”. Il racconto delle cose deve essere onesto, non enfatico. A fianco di queste positività, abbiamo una terra contrassegnata da tante negatività». Il giornalista ha quindi parlato di “Etica della responsabilità e del dovere che sta prima del racconto”. Un valore che si tende a considerare dopo, a cui non siamo abituati. Ma non solo. Attualmente, le prospettive dei giovani, appaiono inesistenti : «Tre generazioni – ha aggiunto Veltri – sono tagliate fuori dal mercato del lavoro. E in più tratti della società calabrese non sono garantiti i diritti essenziali, a partire dal diritto alla salute». Onestà intellettuale nel raccontare le notizie, “raccontare le cose per come stanno”, questa la ricetta per poter fare correttamente informazione. Altra parentesi, suggerirà Bonanno, ha riguardato i nuovi mezzi di comunicazione. La notizia in queste circostanze viene “depurata” nel giro di pochissimo tempo: «Oggi l’informazione si muove in tempo reale – ha rimarcato Badolati – non possiamo fare a meno di rapportarci ai nuovi mezzi di comunicazione. Importantissimi, veloci, mondiali ma a volte senza alcun controllo». Emerge la complessità di una regione fuori dagli stereotipi e dai luoghi comuni: «Le notizie vanno date fino in fondo, la verità – conclude Badolati – è sacrosanta».

 

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Tropea (VV): presentato al TF 2016 il libro di Franco Cardini “L’iPhone e il paradiso di Allah”

(927) Davanti una platea di giovanissimi studenti, a Palazzo Gagliardi di Vibo Valentia, lo storico fiorentino Franco Cardini ha presentato oggi il suo libro “L'iPhone e il paradiso di Allah” (Castelvecchi, 2016). E' entrato così nel vivo il ricco programma del Tropea Festival Leggere&Scrivere 2016, giunto quest'anno alla quinta edizione.

 

Il libro di Cardini analizza, anche in maniera provocatoria, il difficile confronto dell'Occidente con l'Islam: dalla geopolitica alla minaccia terroristica fino all'identità della nostra civiltà. “Appartengo ad una generazione che ha tradito la propria identità attraverso due strumenti: il denaro e il progresso”, dice Franco Cardini ai giovani studenti invitati alla giornata inaugurale del TF Leggere&Scrivere 2016.

L'Unesco e la FAO, di cui Cardini è membro, calcolano che duemila persone, tra lobbisti e multinazionali, detengono le ricchezze del mondo. “Vi abbiamo ingannato facendovi credere che tutti fossimo allo stesso livello – continua Cardini –. Il 15% della popolazione gestisce e detiene il 90% delle risorse mondiali. Imparatevi, mi rivolgo agli studenti, che la realtà è diversa da come sembra e chi ha il potere non si fa vedere”.

 

Conclude Cardini: “L'Iphone e il chattare fanno parte delle nuove generazioni. Noi abbiamo la colpa di non avervi allevato con la responsabilità personale. La raccolta differenziata, un motorino lasciato in seconda fila, sono comportamenti che ledono le libertà altrui. Abbiamo rubato in tutto il mondo per mezzo millennio ma questo non viene detto nelle scuole”.

 

La prima giornata del Festival continua nel pomeriggio con interessanti dibattiti e incontri, sempre a Palazzo Gagliardi. Tra gli ospiti: Filippo Veltri, Arcangelo Badolati, Alessandro D'Alessio, Marco Revelli, Demetrio Paolin. Si conclude la giornata alle 21 con lo spettacolo su Piero Ciampi del cantautore Bobo Rondelli. Tutte le info del Tropea Festival Leggere&Scrivere 2016 su www.tropeafestival.it.

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Tropea (VV): dal 3 all’8 ottobre il “Tropea Festival Leggere&Scrivere”

(926) Si è ufficialmente alzato il sipario sulla sei giorni dedicata alla parola scritta, la quinta edizione del Tropea Festival Leggere&Scrivere che, dal 3 all'8 ottobre, si svolgerà nello storico Palazzo Gagliardi di Vibo Valentia.

 

Questa mattina, la cerimonia di inaugurazione, a cui hanno preso parte Gilberto Floriani, direttore artistico del Festival e responsabile del Sistema Bibliotecario Vibonese, il sindaco di Vibo Valentia Elio Costa, Giuseppe Condello, presidente del Sistema Bibliotecario Vibonese, Antonio Viscomi, vice presidente della Giunta Regionale della Calabria, Federica Roccisano, assessore regionale alla Scuola, Lavoro, Welfare e Politiche giovanili, Rosanna Barbieri, USR ambito di Vibo Valentia, Pasquale Anastasi, dirigente Dipartimento 10 Regione Calabria, Romano Montroni, presidente del Centro per il libro e la lettura, ed altre autorità locali e dirigenti scolastici. «Questa è una creatura complessa – ha esordito il direttore artistico Gilberto Floriani, nel presentare l'ampio a vario programma del TF 2016 -, che conferma il nostro impegno civico culturale portato avanti con tanta passione e volontariato». Parole che trovano conferma nell'imponente numero di incontri: 180 appuntamenti per oltre 300 ospiti. All’interno delle sezioni tematiche “Una Regione per leggere”, “Carta Canta”, “Calabria, Fabbrica di Cultura” e “Nutri-Menti (cibo, culture e identità)”, intellettuali, scrittori, giornalisti, attori, incontreranno e dialogheranno direttamente con il pubblico. Unitamente agli artisti, che in questa lunga settimana culturale, hanno deciso di arricchire il festival mostrando le loro opere. «Abbiamo dato vita a questo storico palazzo – ha proseguito Floriani- anche grazie al contributo di alcuni tra i nomi più interessanti del panorama artistico della Regione; le sale del palazzo ospiteranno una serie di artisti che esprimeranno, ognuno con la propria sensibilità e utilizzando le tecniche più diverse, dalla pittura, alla scultura, dalla video installazione alla performance audiovisiva, la loro idea di Calabria e di Mediterraneo. Inoltre sarà presente una selezione di ceramiche di Gerocarne che raccontano la natura, la leggenda, l’arte, la storia e le tradizioni di quei posti. Molte delle opere sono realizzate appositamente per questa manifestazione, altre vengono da Collezioni private.
Tra gli artisti che saranno presenti citiamo: Giuseppe Barilaro, Pietro Colloca, Italo Cosenza, Celeste Fortuna, Antonio La Gamba, Tonino Gaudioso, Antonio Giannini, Beniamino Giannini, Giuseppe Giannini, Vincenzo Idà, Francesco Luccisano, Andrea Mandara, Mario Pititto, Grazia Savelli, Paola Siciliano, Grazia Varone». Un grande evento, dunque, di portata nazionale che ha ricevuto l'apprezzamento anche del vicepresidente della Giunta regionale Antonio Viscomi: «Vibo Valentia è una realtà complessa, come lo è tutta la Calabria. A questi eventi contribuiscono a ricomporre il senso di orgoglio di appartenere ad una comunità civile. Serve un cambiamento interno, un cambiamento di sistema del nostro egoismo narcisista. Per questa ragione il Sistema Bibliotecario vibonese è da considerarsi una eccellenza calabrese. Perchè opera in questa direzione, e dà a questa provincia la possibilità di mostrare quanto sia fertile anche dal punto di vista della proposta culturale». Cultura che al TF Leggere&Scrivere passa attraverso la lettura, che va incentivata, come ha voluto sottolineare Romano Montroni, presidente del Centro per il libro e la lettura, rivolgendosi particolarmente ai bambini, citando di Italo Calvino: «“Leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà”. In Italia non c'è consapevolezza politica nei confronti della promozione della lettura. Negli ultimi anni il mondo è diventato digitale, tutto passa da uno schermo. Leggere significa vivere nella società della conoscenza e aiuta a vagliare le esperienze. Il libro, infatti, accresce la curiosità e la meraviglia. I dati evidenziano purtroppo che il 42% degli italiani legge un solo libro l'anno, nel Sud il 29 % (uno su tre). Nel Paese abbiamo molti analfabeti strumentali: dimenticano cioè le nozioni apprese durante l'istruzione, si limitano spesso solo alla lettura dei titoli e non comprendono i testi più complessi. Il Centro per il libro e la lettura ha promosso durante l'anno oltre 3mila iniziative: “Nati per leggere”, rivolto ai bambini 0-6 anni; “Leggiamoci” e “Scriviamoci”. Per la prima volta nella storia italiana abbiamo ideato il progetto “In vitro”, che è un accordo siglato tra i ministeri della Salute, dell'Istruzione e della Cultura per promuovere la lettura infantile». A fargli eco è stata l'assessore regionale Roccisano «Per me è complicato parlare in veste istituzionale, perché sono una grande lettrice – ha sostenuto -. L'organizzazione Save the children evidenzia che la Calabria è l'ultima regione nel leggere e nella diffusione della lettura. Ci siamo attivati per superare questo dato negativo. Siamo partiti dalla Locride e a San Luca inaugureremo il nuovo anno scolastico per celebrare i sessant'anni dalla morte dello scrittore Corrado Alvaro. La scuola, come diceva il presidente Montroni, è importante per sviluppare la conoscenza e la lettura, ma anche i genitori e la famiglia sono molto importanti: vederli leggere serve tanto. Umberto Eco diceva: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni”. Faccio i complimenti ai direttori artistici Gilberto Floriani e Maria Teresa Marzano per aver invitato le scuole e per investire in maniera decisiva nella lettura. Il lavoro svolto dal Sistema bibliotecario vibonese e dal Tropea Festival sviluppa concretamente il territorio, rafforza e fa crescere la comunità». Territorio vibonese, e soprattutto la Calabria avranno naturalmente un posto di rilievo all’interno del festival. A raccontare le diverse facce di questa terra, nei prossimi giorni ci saranno scrittori come Mimmo Cangemi, Gioacchino Criaco, Nuccio Ordine, Vito Teti, l’orafo Gerardo Sacco, il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri. A questi, si uniranno alcuni degli scrittori più interessanti del panorama nazionale come Demetrio Paolin, Tommaso Pincio, Emanuele Trevi, Domenico Dara e Giorgio Vasta.

 

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Acri (Cs): il MACA aderisce alla Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo di domenica 9 ottobre 2016

(925) Per il secondo anno consecutivo, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) prende parte alla Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo (FAMu), che conta oltre 700 soggetti aderenti, a livello nazionale, tra spazi pubblici e privati dedicati all’arte.

 

Nella giornata di domenica 9 ottobre 2016, lo staff del museo, composto da guide ed educatori, accompagnerà le famiglie in un percorso che si snoda attraverso le 30 sale del settecentesco Palazzo Sanseverino-Falcone che ospitano il MACA, la collezione permanente di oltre 200 opere donate dall’artista e maestro del vetro Silvio Vigliaturo alla Città di Acri, e l’importante mostra temporanea dedicata a Mimmo Rotella, protagonista rivoluzionario della scena artistica italiana e internazionale degli anni ’60, e a suoi compagni del movimento del Nouveau Réalisme.

Al termine del percorso, i bambini potranno trasformarsi in artisti partecipando ai laboratori didattici mirati che, da sempre, costituiscono una delle attività di primaria importanza del museo alle pendici della Sila Greca. Oltre a questi, ogni piccolo ospite del MACA potrà partecipare, con un disegno o un elaborato testuale, al concorso I Bambini di FAMu per i Bambini di Amatrice. I destinatari dei disegni e dei testi realizzati saranno molto speciali, ovvero i bambini di Amatrice, che non potranno partecipare alla giornata FAMu di questa edizione nel loro Museo, inaccessibile perché parzialmente distrutto dal terremoto del 24 agosto scorso. Il comune di Amatrice provvederà poi ad esporre tutti i disegni che perverranno.

 

Parallelamente, alle Famiglie che visiteranno i Musei il 9 di Ottobre, saranno indicate le modalità per compiere, per chi lo desidera, una donazione per la ricostruzione del Museo di Amatrice. Le donazioni andranno direttamente al Comune di Amatrice e nella causale verrà specificato che la finalità della ricostruzione del Museo. Questo progetto di raccolta fondi è stato organizzato con l'accordo dei dirigenti del Museo di Amatrice.

 

L’ingresso al MACA, come sempre, è totalmente gratuito sia per i bambini, che per gli adulti.

 

Prenotazione gruppi:        

 

Dott. Massimo Garofalo, responsabile didattica MACA

 

didattica@museomaca.it | tel. 339 6935464

 

Per informazioni:

 

Ufficio stampa MACA

 

www.museomaca.it | info@museomaca.it | tel. 011 9422568

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Reggio di Calabria: Marra (MAP) “Ponte sullo stretto: e il mafioso era Berlusconi!”

(341) “Ogni giorno che passa capisco che l'Italia purtroppo rimarrà sempre di più nelle basse classifiche per quanto riguarda la giustizia e la libertà per non parlare della corruzione.

 

Il Ponte dello Stretto per la sinistra non si doveva mai fare perchè significava fare affari con la mafia in merito gli appalti e manutenzione e non lo dico soltanto io ma basta vedere tutte le interviste degli ultimi dieci anni contro Berlusconi e i suoi presunti affari illeciti per la realizzazione del famoso Ponte. Ovviamente non per stare di parte ma quanto per chiarire che se alcune cose li pensa il “Centrodestra” sono malaffari quando invece li pensa la “Sinistra” sono ottime scelte per il futuro. Un esempio è l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, quando voleva essere modificato dal Centrodestra quasi quasi ci scappava un “colpo di Stato“, fatto successivamente da Renzi anche con modifiche peggiori, a parte qualche manifestazione della contro-sinistra finì come tutto regolare. Quando Berlusconi parlava di alzare il limite dei pagamenti per contanti, la sinistra diceva che era un favore alle organizzazioni criminali, fatto poi successivamente da Renzi (sino a 3.000 euro ) invece è stato regolare anzi un'ottima scelta per l'economia. Già nel 2012 gli appaltatori del ponte sullo Stretto spedirono la raccomandata per chiedere il recesso dal contratto e il pagamento delle penali dovute, circa 500 milioni di euro di penali per lo stop alla costruzione. L'imbarazzato tentativo del governo dei tecnici di fermare la valanga con un decreto legge non è servito.  Il decreto che sospendeva tutto per due anni, per chiudere la partita in modo indolore, è stato considerato illegale dai costruttori; l'allora Ministro delle Infrastrutture Corrado Passera rimase indifferente in quanto lui Monti & company avevano altri affari da gestire compreso quello di aumentare alle stelle le  tasse e le aliquote varie. E' bello predicare bene e razzolare male d'altronde ormai abbiamo capito da chi siamo governati anche se ho l'impressione che il Ponte sullo Stretto verrà usato come merce di scambio per votare SI al Referendum di Renzi del 4 Dicembre prossimo”. Il Presidente, Pietro Marra.

 

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Reggio di Calabria: “Nova Lux, vetus ars”, il restauro di dieci dipinti della Collezione Vitrioli in mostra dal 4 al 16 ottobre

(340) Per le Giornate Europee del Patrimonio, lo scorso 22 e 23 settembre, la Pinacoteca Civica di Reggio Calabria aveva presentato la mostra "Nova Lux, Vetus Ars. il restauro di dieci dipinti della Collezione Vitrioli", uno scrigno d’arte, storia, cultura e identità della Città di Reggio Calabria, come é stato detto.

 

Dieci dipinti ad olio su tela di Annunziato e Tommaso Vitrioli tornati al loro splendore dopo i lavori di restauro promossi dall’Assessorato alla Cultura e finanziati da fondi POR Calabria FESR 2007-2013 (Progetto Riqualificazione Pinacoteca Civica). I lavori sono stati realizzati dalla restauratrice Simona Feraudo, sotto la direzione di Patrizia Barbuscio della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Calabria (oggi Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone) e seguiti per l'Amministrazione Comunale dal Rup Daniela Monteleone. "Una sinergia tra istituzioni che ha condotto al buon esito dei lavori nonostante i tempi ridotti imposti dalla scadenza dei finanziamenti della programmazione europea 2007-2013" ha dichiarato l'assessore Patrizia Nardi "che dimostra la spinta propulsiva dell'Assessorato, nonostante la mancanza di fondi di cui soffre. E una prospettiva importante di concreta collaborazione per la promozione e la valorizzazione del patrimonio Vitrioli con gli eredi, con i quali l'amministrazione comunale ha rinnovato gli impegni presi quasi 10 anni fa, dando luogo al restauro". Alla quale fa eco la Presidente dell'Associazione Antonella Gioia Vitrioli: "L’Associazione culturale “Diego Vitrioli” segue con grande attenzione l'iniziativa  del Comune di Reggio Calabria, rivolta all’esposizione presso i locali della Pinacoteca civica di una parte del patrimonio pittorico della Famiglia Vitrioli, recentemente restaurato dall’attuale Amministrazione comunale che, tenuto conto delle difficoltà in cui versa, ha dimostrato un forte impegno rivolto alla diffusione dei Patrimoni culturali della propria città. L’Associazione culturale ha accolto l’invito dell’Assessore Patrizia Nardi ad aderire a questa importante attività di restauro, in quanto pienamente coinvolta al tema dell'"eredità culturale quale obiettivo prioritario del proprio statuto".

Martedì 4 ottobre alle ore 11.00, nella  Sala dei Lampadari di Palazzo San Giorgio la restauratrice Simona Feraudo illustrerà nel dettaglio le fasi del restauro condotto sulle tele e sulle cornici. L'incontro tecnico è rivolto principalmente agli istituti scolastici secondari e di formazione universitaria che hanno un corso di studi rivolto al restauro, alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e a tutti coloro che desiderano conoscere maggiormente nel dettaglio le varie tematiche sottese al restauro di un dipinto.

 

I dipinti – sette autografi o riconducibili ad Annunziato Vitrioli (Reggio Calabria1830-1900), quattro firmati dal figlio Tommaso (Reggio Calabria 1857-1931) – fanno parte di una più ampia collezione in comodato d'uso al Comune di Reggio Calabria.

 

 Le tele erano interessate da diffusi fenomeni di degrado, quali avvallamenti causati dal cattivo tensionamento della tela e quindi da telai lignei ormai deficitari, fenomeni diffusi di crettatura della pellicola pittorica e di lacune -sintomo di un’esposizione nel tempo a variazioni repentine delle condizioni igrometriche e termiche degli ambienti di conservazione- da ingiallimento della vernice protettiva, presenza di residui di precedenti restauri quali rattoppi con inserti di tela, stuccature e ridipinture.

 

Le operazioni di restauro conservativo sono consistite essenzialmente nella messa in sicurezza della superficie dipinta tramite velinatura; rimozione del telaio; pulitura del verso con l'eliminazione di depositi, toppe e rinforzi; consolidamento del colore dal retro; foderatura e posa di nuovo telaio; pulitura della superficie pittorica tramite appositi solventi; stuccatura delle lacune; reintegrazione pittorica; verniciatura finale.

 

Per le cornici si è proceduto con la rimozione dei depositi alla quale sono seguite le operazioni di disinfestazione, consolidamento degli strati pittorici sollevati, miglioramento degli elementi lignei, pulitura, consolidamento e reintegrazione delle parti mancanti, stuccatura, reintegrazione e applicazione della lamina pittorica, brunitura della foglia d'argento e stesura della gommalacca.

 

L'esposizione dei dipinti restaurati, inaugurata in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il 23 settembre 2016, sarà visitabile presso la pinacoteca Civica fino a domenica 16 ottobre 2016.

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Regione Calabria: Neri “Scura e Brancati intervengano sull’ ospedale di Polistena”

(1007) “Non può rimanere inascoltato l'appello di Alfonso Martino, responsabile settore sanità per la provincia di Reggio Calabria per i "Democratici Progressisti", che denuncia la situazione disastrosa che sta travolgendo l'ospedale 'Santa Maria degli Ungheresi' di Polistena.

 

Il cambio di passo auspicato e invocato dai commissari non può non considerare quanto sta accadendo nella struttura che rappresenta il polo sanitario più importante per i cittadini della Piana di Gioia Tauro. Per tale ragione, esprimo apprezzamento per quanto dichiarato da Martino, perché abbiamo bisogno di persone attente e presenti che rendano noto quanto di allarmante si sta verificando.

L'ospedale polestinese versa in condizioni igieniche preoccupanti: la sporcizia è evidente e, a questo contesto già critico – come puntualmente riportato da Martino – si deve aggiungere che l'azienda appaltante il servizio di pulizia, ha un atteggiamento scorretto nei confronti dei dipendenti e non rispettoso dei vincoli contrattuali, contrari ad ogni deontologia ed etica professionale.

 

Questo disagio non può essere marginalizzato al territorio della provincia di Reggio Calabria ma va attenzionato a livello regionale, affinché vi sia  un tempestivo controllo da parte dei commissari e si ponga fine a questa sgradevole e incresciosa condizione.

 

Il protrarsi di questa situazione di degrado si sta ripercuotendo sui servizi che l'ospedale dovrebbe garantire, ponendo il personale medico sanitario in forte difficoltà, costringendoli a svolgere il proprio lavoro in una condizione di oggettiva complessità.

 

I cittadini della Piana di Gioia Tauro, ad oggi, non considerano l'ospedale un punto di riferimento sanitario valido, a causa di una cattiva gestione che depotenzia l'operatività della struttura, riservando al paziente un servizio non all'altezza dei propri diritti.

 

Pertanto, mi auguro, che i commissari Brancati e Scura, riescano rapidamente a prendersi carico delle istanze, segnalate da Alfonso Martino a mezzo stampa, e ripristinare un livello adeguato di professionalità e pulizia, che possa consentire ad operatori e utenti, di fruire di una struttura funzionale ed efficiente".  Il Segretario Questore, on. avv. Giuseppe Neri.

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Sant’Agata del Bianco (RC): progetto Step, una piattaforma web per decidere assieme sull’ambiente

(452) Partirà a breve un’innovativa piattaforma online, che permetterà ai più giovani di interagire con le decisioni amministrative inerenti ai temi ambientali. È stato un grande risultato per la Locride poter stringere questo partenariato con la Comunità europea, che vede solo quattro sedi designate in tutta Europa: Italia, Spagna, Grecia e Turchia; e come partner capofila la società Draxis di Salonicco.

 

Il responsabile del progetto per la nostra area sarà il dottor Francesco Mollace, coordinatore nazionale del progetto e direttore di Civitas Solis, e il Comune promotore quello di Sant’Agata del Bianco con il sindaco Domenico Stranieri. La tutela dell’ambiente è un tema molto delicato, da esso dipende il futuro delle generazioni più giovani: dalle discariche abusive a quelle “legalizzate”, dagli sversamenti di fogne nelle fiumare ai dissesti idrogeologici, dagli ecomostri di cemento e amianto disseminati nella nostra provincia ai numerosi casi di tumore, ad oggi senza alcun registro. Tutti elementi che mettono a rischio la salute – il bersaglio più serio di un comportamento irrispettoso verso l’ambiente -, e denneggiano l’economia, conseguenza minore ma altrettanto importante per cittadine che, come le nostre, ambiscono al turismo come risposta alla disoccupazione. Montagne e mari, in questa fascia di Calabria, rappresentano un tesoro inestimabile. È la “bellezza”, dunque, che andrebbe difesa. “Bellezza” intesa come cultura di uno smaltimento intelligente dei rifiuti, con le campagne di promozione della raccolta differenziata; il rinverdimento delle aree pubbliche; la selezione di attività lavorative che siano in simbiosi con la natura del territorio. Quelle contro i rigassificatori, le centrali di carbone o il proliferare delle pale eoliche, infatti, sono state le battaglie che più hanno unito i nostri cittadini, soprattutto i giovani: energie pulite e un uso rispettoso delle risorse è ciò che si è chiesto. Il progetto Step, acronimo di “Societal and political engagement of young people in environmental issues” (l’impegno civico e sociale dei giovani sui temi dell’ambiente) si propone di rendere disponibile un’innovativa piattaforma pilota di e-participation. Questo perché il popolo dei giovanissimi possa partecipare alle scelte amministrative con forme di democrazia “digitale”: esprimere il proprio parere su temi ambientali; confrontarsi sul forum della piattaforma; organizzare delle vere e proprie petizioni online. Il sindaco Stranieri si è già reso disponibile per modificare lo statuto comunale ed inserire la petizione online come elemento integrante del lavoro dell’amministrazione. Una proposta da estendere a tutti i Comuni della Locride, che potrebbero così consultare i cittadini nei momenti chiave di assunzione di decisioni pubbliche. L’iscrizione alla piattaforma Step (disponibile anche come app per gli smarthphone e i tablet), che sarà online entro il mese di ottobre, è assolutamente gratuita e sicura. Sarà un modo per “decidere insieme”, e per far della bellezza e del senso civico gli elementi di punta delle nostre cittadine. a.i..

 

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Il turismo alimenta le speranze di ripresa italiane. Noi speriamo che ce la caviamo

(451) Quest’anno come l’anno scorso, si è registrato un boom nel turismo in Italia.  Si è notato con piacere che anche a Reggio Calabria si sono registrati buoni risultati nonostante le difficoltà ricettive della città.

 

Secondo l'Osservatorio Confesercenti infatti, "la stagione estiva è stata caratterizzata per il secondo anno consecutivo da un buon andamento, anche sotto il profilo dell'occupazione. L’apprezzabile risultato del settore turistico è confermato dai dati positivi e da un  numero maggiore di imprese.  I dati e le cifre sono riportate da numerosi siti internet.  In aumento, in Italia,  anche i master e corsi postlaurea in turismo che formano laureati triennali o magistrali con  specializzazione nei settori legati al turismo e alla valorizzazione delle bellezze artistiche, architettoniche e culturali. Sono molti infatti, oggi, i ragazzi e le ragazze che aspirano a una carriera in ambito turistico e che scelgono quindi un percorso di perfezionamento legato magari a enogastronomia, ospitalità, divertimento, vacanze, viaggi, oppure che vogliano ambire ad una professione in ambito comunicazione, marketing o management delle imprese turistiche.

Alla Fiera camper di Parma, settembre 2017, (manifestazione internazionale, tanto per intenderci), tra i premiati al turismo per mezzo del camper, un turismo già ampiamente organizzato al nord Europa e sufficientemente pianificato al nord Italia, che bussa prepotentemente alle nostre porte, c’è stata anche una targa per  il Reghion Camper Club. Associazione turistica prettamente Reggina.

 

Al di là del piacere che la notizia ci ha recato e memori anche di un nota di merito indirizzata al “Reghion”, ricevuta circa quindici anni fa dal “Plein Air”, rivista autorevolissima del settore,  ci chiediamo se il premio sia un’ incentivo agli ostinati portatori sani di idee che spesso se non ostacolate, vengono  mortificate, nel senso che non si fa nulla per incoraggiarle od appoggiarle.

 

 Nelle nostre coordinate geografiche la politica a torto o a ragione ha problemi più grossi d’affrontare, gli operatori del settore, il plurale forse è errato, non sponsorizzano le idee e gli entusiasmi del loro stesso futuro, talvolta i soci stessi del club sono prigionieri del dubbio amletico esistenziale che nasce spontaneo: La voglia di essere un punto di riferimento e d’informazione per le associazioni camperistiche italiane e non, di mettere a proprio agio amici dal mondo, di fare turismo a tutto tondo come in altre città, di tenere su, un club nel deserto può essere cosa buona e giusta?… bene a Parma pare di si.

 

Vuoi vedere che lassù qualcuno ascolta?!

 

Comunque sia, ci teniamo a condividere un turismo che imbocca anche stradine strette con varie difficoltà ma che nascondono angoli di rara suggestione, un turismo che insegna che nessuna meta è troppo vicina per essere trascurata o troppo lontana per essere abbandonata.

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Basket in Carrozzina, Andrea Pellegrini: “Ho sposato immediatamente il progetto BIC”

(419) Nove medaglie olimpiche: un oro, cinque argenti, tre bronzi. Questo il bottino conquistato da Andrea Pellegrini durante le sei partecipazioni alle Paraolimpiadi in varie discipline sportive.

 

Oggi Pellegrini è il settimo al mondo nella competizione della scherma specialità sciabola, ma nel corso degli anni ha fatto parte anche della nazionale di basket ed ha partecipato alle Olimpiadi anche con la rappresentativa del Basket in Carrozzina.

Ho immediatamente sposato il progetto Reggio Calabria Basket in Carrozzina – esordisce Pellegrini – perché ho un rapporto speciale con il dirigente Luigi Casile. Subito dopo la debacle dello scorso anno con la vecchia società che ha tagliato il reparto del Basket in Carrozzina, mi ha rassicurato sulla nascita di un nuovo progetto. Casile mi ha detto testualmente: ‘Andrea tu sei mio, non puoi andare da nessuna parte’. A scatola chiusa gli ho immediatamente stretto la mano e per me questo gesto vale più un contratto depositato in lega.

 

A proposito della passata stagione alla Viola, cosa è successo?
Non so cosa sia successo e non voglio entrare in merito a determinate dinamiche societarie. Il nostro unico obiettivo è portare la gente ad amare il basket in carrozzina, a divertirsi, portare il pubblico al Palazzetto e fare appassionare tutti quelli che ci seguono. Nello sport si vince e si perde, ma far divertire il pubblico è la cosa più difficile, quando si riesce a farlo la società cresce e arriva a levarsi gradi soddisfazioni.

 

Tornando alla Reggio Calabria BIC, qual è l’obiettivo?
L’unica cosa che ho chiesto a Casile e alla nuova società è di costruire una squadra che possa puntare in alto, ogni qualvolta scendo in campo ci metto la faccia, mi voglio divertire e voglio vincere. Ho ricevuto diverse offerte da società di serie A, ma tra lavoro e la scherma, non potevo sostenere questo impegno. La società BIC ha grandi ambizioni e quanto si è parlato di organico, ho immediatamente chiamato Stefano Rossetti per coinvolgerlo nel progetto. Il nostro è un ottimo roster, Stefano Rossetti è un peso massimo per questa squadra, bisogna però avere la “panchina lunga” perché in campionato puoi commettere qualche errore, ma nelle fasi finali al minimo passo falso ti mandano a casa.           

 

Che emozioni si provano a partecipare alle olimpiadi?
E’ sempre un’emozione particolare, le Olimpiadi sono il top dello sport. Arrivare a partecipare a questa competizione penso sia il sogno di tutti, poi vincere una medaglia è l’apice che ogni sportivo vorrebbe raggiungere.

 

Come ti trovi a Reggio Calabria?
Benissimo, una città fantastica. Mi dispiace non esserci stato per la presentazione ufficiale della squadra, ma ero impegnato con gli altri azzurri a Rio de Jaineiro. Non vedo l’ora di riabbracciare tutti.

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Reggina 1914: La Camera (Leggende Amaranto) “Chi non tira, non segna!”

(418) “Poteva essere la serata perfetta, contro un Lecce che non è sembrato quello schiacciasassi che tutti avevano descritto, grazie anche ad una Reggina messa in campo in maniera precisa da Zeman. 

 

La Reggina adotta una tattica attenta ma mai rinunciataria e mette in difficoltà i padroni di casa per larghi tratti di un primo tempo avaro di emozioni. Poi l’inizio ripresa shock con l’errore di Sala e Kosnic che consente a Caturano, attaccante di razza, di sbloccare la partita. Dopo un momento di sbandamento, la Reggina torna a fare gioco ma l’unica vera occasione capita sui piedi di Oggiano che perde l’attimo buono. In una serata in cui Coralli è in ombra, e ci può stare, i limiti offensivi degli amaranto sono venuti fuori per di più contro la difesa più forte del campionato. Oggiano non ha ancora convinto e Porcino, che la sufficienza la merita sempre, attaccante di ruolo non è. Il fatto che Zeman abbia avuto la giusta intuizione, da un lato evidenzia le doti di un tecnico che continua a stupire, dall’altro ci fa capire che il boemo nella rosa non ha trovato, tra gli avanti di ruolo, un calciatore più capace di Porcino. Ecco che vengono fuor i limiti di una rosa, certamente valida per raggiungere l’obiettivo prefissato dalla società ma che con quel qualcosa in più in attacco, peraltro inseguito vanamente dal Direttore Sportivo fino all’ultimo minuto di mercato, avrebbe potuto concretizzare maggiormente la grande mole di gioco prodotta in ogni partita. L’altro limite riguarda le alternative all’undici iniziale che è praticamente sempre uguale dalla seconda giornata di campionato; anche Zeman lo ha sottolineato più volte nelle sue conferenze stampa dichiarando che chi non ha giocato fino al momento non lo ha convinto nemmeno in allenamento. Tutto ciò non deve far dimenticare comunque quanto di buono fatto dagli amaranto fino ad oggi e ci auguriamo che, già da domenica prossima contro un’altra avversaria terribile, la Juve Stabia, si possa riprende a fare punti. Il gioco siamo certi non mancherà questa è una certezza”. * Presidente Associazione Culturale “Leggende Amaranto”.

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Reggio di Calabria: presentato oggi il “Tennis Europe Junior Masters 2016”. Dal 5 al 9 ottobre i più forti tennisti U.14 e U.16 maschili e femminili d’Europa

(412) Dal 5 al 9 ottobre sui campi del Circolo Tennis Rocco Polimeni di Reggio Calabria torna il grande appuntamento del “Tennis Europe Junior Masters” edizione 2016, l’evento conclusivo del circuito europeo  che assegnerà il titolo di miglior under 14 e under 16 maschile e femminile in campo tennistico.

 

Il prestigioso evento internazionale consentirà agli appassionati di tennis ed agli sportivi calabresi di assistere ad incontri che si preannunciano di grande livello tecnico–agonistico. Le precedenti edizioni hanno visto vincere e partecipare, tra gli altri, campioni quali Noah, Becker, Moya,mNadal, Seles, Graf, Henin. Al Circolo Tennis Polimeni sono stati protagonisti gli attuali campioni quali: Halep, Konjuh, Bencic e Zverev. Il “Tennis Europe Junior Masters” è stato presentato ufficialmente presso il Consiglio Regionale della Calabria, alla presenza delle massime autorità istituzionali regionali politiche e sportive. Dopo i saluti del Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto che ha aperto la conferenza, significativo è stato l'intervento del Presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio che ha esaltato l'impegno del Circolo Tennis Polimeni che riesce sempre ad ospitare ed organizzare grandi eventi sportivi accendendo nel contempo i riflettori su iniziative di carattere sociale e culturale, coinvolgendo soprattutto gli istituti scolastici e avvalendosi anche della collaborazione di associazioni qualificate quali il FAI e Legambiente. Il Presidente Oliverio ha ringraziato anche il delegato allo sport il Consigliere Regionale Giovanni Nucera che sta operando per valorizzare le realtà sportive più importanti della Calabria, oltre che avviando progetti di riqualificazione degli impianti pubblici delle scuole e comunali. In conclusione il Presidente Oliverio si è congratulato per i risvolti turistici del Masters europeo, caratterizzato da oltre un centinaio di presenze straniere tra atleti e accompagnatori, garantendo la propria presenza al Circolo Polimeni per discutere dei problemi relativi allo sport calabrese. Alla conferenza hanno partecipato, inoltre, il Presidente della FIT Calabria Giuseppe Lappano e il Delegato Coni provinciale di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo (delegato dal Presidente del Coni Calabria Maurizio Condipodero). Ad accogliere i partecipanti alla conferenza stampa, moderata dal giornalista Tonino Raffa, è stato il Presidente del Circolo Tennis “Rocco Polimeni” Igino Postorino, in rappresentanza dell’intero Consiglio Direttivo del Circolo e dei Soci. Al Masters di quest’anno prenderanno parte, sulla base del ranking internazionale 2015, rispettivamente 16  tennisti e 16  tenniste, Under 14 /16, in rappresentanza di 17 Paesi Europei (Italia, Bielorussia, Croazia, Danimarca, Estonia, Georgia, Germania, Austria, Ungheria, Israele, Malta, Romania, Russia, Serbia, Slovenia, Svizzera, Ucraina). La Città di Reggio Calabria e il Circolo Tennis “Rocco Polimeni” hanno già avuto l’onore di ospitare la manifestazione nel triennio 2004, 2005, 2006 e negli anni 2011, 2012,  2013,  2014 e 2015. I tornei di qualificazione del Tennis Europe Junior Masters 2016 si sono svolti in 88 sedi e l’appuntamento di Reggio Calabria  rappresenterà la sintesi della più importante competizione giovanile a livello continentale. Il Torneo Internazionale offrirà quindi l’occasione di assistere a incontri di tennis con alto livello tecnico e darà l’opportunità di confronto tra realtà culturali europee in un contesto di esaltazione dei valori fondanti dello sport. Le gare che inizieranno la mattina di venerdì 7 ottobre, per poi concludersi nella giornata di domenica 9 ottobre, saranno precedute da una cerimonia di benvenuto, in onore degli ospiti internazionali e nazionali (circa 100), con la presenza delle autorità sportive ed istituzionali, nonché dei dirigenti scolastici e direttori didattici delle scuole di 1° e 2° Grado della provincia di Reggio Calabria,  prevista per il 6 ottobre alle ore 18.30, presso il Circolo Tennis Polimeni. Per questa edizione il Consiglio Direttivo del Circolo ha voluto coinvolgere alcune tra le realtà turistiche e culturali più importanti della Città di Reggio Calabria come il Museo Nazionale della Magna Grecia (saranno previste visite guidate per gli ospiti del Masters), il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) rappresentato da Rocco Gangemi per la promozione dei siti culturali del territorio, Legambiente rappresentato da Nuccio Barillà per l’avvio tra i più giovani di una campagna di sensibilizzazione ambientale e il Panathlon rappresentato dal Governatore del Distretto Antonio Laganà e dal Presidente di Reggio Tonino Raffa che assegneranno anche quest’anno il premio fair play. “Il Consiglio regionale ha patrocinato e sostenuto il "Tennis Europe Junior Masters" – ha dichiarato Nicola Irto Presidente del Consiglio Regionale – un grande torneo internazionale riservato alle categorie Under 14 e Under 16 che rappresenta una fucina di campioni destinati a scrivere pagine importanti nel futuro di questo sport. Merita un particolare ringraziamento il circolo "Rocco Polimeni" di Reggio Calabria – ha aggiunto il Presidente Irto – che si distingue per il quotidiano impegno sportivo, sociale e culturale e che ancora una volta dà lustro alla nostra regione, ospitando un torneo di notevole prestigio e di livello continentale. Queste occasioni contribuiscono a rafforzare l'immagine positiva del nostro territorio, anche in chiave turistica: la sinergia con il circolo "Polimeni" produce risultati concreti e ha ricadute positive. Andiamo avanti su questa strada”. Ai vincitori under 16 e 14 maschile – ha dichiarato il Presidente del Circolo Tennis Polimeni, Igino Postorino – sarà assegnato anche quest'anno il Trofeo dello Strigile "Domenico Travia" è la Coppa "Federico Bianco". Quest'anno per ricordare il compianto Vincenzo Panuccio illustre storico del patrimonio archeologico della città di Reggio Calabria già Presidente dell'associazione Amici del Museo, il Circolo ha istituito un premio speciale "Trofeo dello Strigile" alla memoria". Giuseppe Laganà delegato provinciale CONI ha dichiarato: “Reggio Calabria può essere epurata da certi fenomeni attraverso lo sport. Dobbiamo avere la forza e il coraggio per cambiare e migliorare e il CT Polimeni rappresenta bene, anche per la propria attitudine ad ospitare ed organizzare eventi internazionali, un esempio positivo per queste sfide”. Il Presidente della FIT Calabria Giuseppe Lappano ha dichiarato: “è utile sottolinerare come la Calabria si riconosciuta come una regione in grande crescita per il tennis, grazie all’impegno quotidiano non solo dei grandi circoli, come il Polimeni, ma anche per i piccoli sodalizzi. Come Comitato Regionale FIT – ha aggiunto il Presidente Lappano – ringraziamo il “Circolo Polimeni” che continua a rappresentare un modello per tutti noi”. I work – shop, organizzati in collaborazione con il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) e Legambiente, sono programmati come segue: venerdì 07 ottobre alle ore 9.00 FAI; sabato 8 ottobre alle ore 9.00 Legambiente. Orari degli incontri: Venerdì 07 ottobre: dalle ore 9.00 alle 17.00 (quarti di finale); sabato 8 ottobre: dalle ore 9.00 alle 17.00 (semifinali); domenica 9 ottobre: dalle ore 9.00 alle 17.00 (Finali e cerimonia di premiazioni).

 

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Fabrizio Pratticò: un portiere reggino dall’altra parte del Mondo

(411) Fabrizio Pratticò: molti addetti ai lavori conoscono già il portiere reggino. Da un paio di mesi è tornato alle Isole Salomone, a nord dell’Australia. Ha un sogno, Fabrizio: continuare a giocare tra i pali finché sarà possibile, anche a costo di volare via da casa salutando affetti e comodità.

 

Lo abbiamo sentito ed abbiamo scambiato quattro chiacchiere sul suo presente con uno sguardo al futuro.

Fabrizio, sei alla seconda esperienza al Western United, questa volta da inizio stagione e non solo per l’OFC, perché hai scelto questa squadra e, soprattutto, un luogo a 15.000 km da casa? La prima volta ho partecipato alla seconda parte di stagione: ai tempi vincemmo il campionato nazionale e, come hai detto, partecipammo all'OFC League. È stata una bellissima esperienza, mi ero ripromesso che sarei tornato in questi luoghi perché alla fine si torna sempre dove si è stati bene, e questo è il motivo principale per il quale, tra le varie opportunità, ho deciso di tornare in un luogo lontano 15.000 km da casa, ma che allo stesso tempo mi fa sentire a casa.

 

Gli obiettivi del Western United quali sono per questa stagione? Come ogni anno, la società ha costruito la squadra in maniera competitiva con lo scopo di provare a vincere il campionato, così da partecipare per la seconda volta nella storia all'Oceania Champions League. Al momento abbiamo giocato nove partite di campionato e siamo in testa assieme ad un'altra ottima squadra, il Marist, che vanta diversi giocatori (più l'allenatore) stranieri, quindi stiamo rispettando le attese.

 

Com’è strutturata la Società? La società è finanziata dal Presidente, Mr. Douglas, è sponsorizzata nella maggior percentuale dalla sua compagnia, Douglas Concrete, edilizia. Il Club Manager, Mr. Falimae, è una sorta di Direttore Sportivo, è stato principalmente lui, assieme agli allenatori Menapi e Moana, col capitano Totori, a volere il mio ritorno a distanza di un anno. Mr. Judah è l'amministratore delegsto, Mr. Balekana il Segretario e Mr. Kolitevo il Team Manager, un'altra importante figura che cura i rapporti tra società e squadra.

 

Pro e contro di vivere così tanto lontani dagli affetti familiari? Sicuramente non è facile prendersi cura della propria vita quando si è distanti dalla famiglia, un supporto psicologico oltre che pratico costante. Si fanno sacrifici per passione, soldi, ambizione; insomma è bello rincorrere i propri sogni ed avere la possibilità di farlo. Mia madre mi dice sempre: "a ventisei anni hai già un bagaglio di esperienze che non tutti i ragazzi della tua età possono vantare", ed ha ragione. Sono già stato in quasi tutti i continenti, ho girato mezza Europa, e viaggiare apre la mente, educa, forma l'uomo. In più ho la possibilità di giocare a calcio, quindi quando mi sento triste cerco di vedere i (tanti) lati positivi; la mia famiglia è orgogliosa di me ed io cerco di non deluderli.

 

In Italia, più particolarmente nei campionati cosiddetti minori, è “regola” trovare spazio in una squadra se il giocatore porta con sé il famigerato “sponsor”. Una pessima abitudine di un mondo malato come il calcio nostrano. Si, e per fortuna si sta cominciando a denunciare il fatto. È capitato pure a me, molta gente approfitta dei sogni dei ragazzi (e dei loro genitori) di fare i professionisti, ma più semplicemente credo sia più importante l'amore per la propria dignità. Certa gente andrebbe denunciata.

 

Quali sono le tue ambizioni personali? Per il momento mi auguro semplicemente di ripagare la fiducia della Società, dando il mio apporto per la vittoria del campionato: sarebbe un risultato storico, vincere due campionati nazionali a sei anni dalla fondazione della società. Poi eventualmente ci concentreremo sull'OFC League, ma c'è tanta strada da fare prima.

 

Hai 26 anni e sei nel pieno della tua maturazione calcistica. Il tuo futuro lo vedi ancora tra i pali o impegnato in un’attività lavorativa più solida? Credo di essere una persona con la testa sulle spalle, e lo devo soprattutto all'educazione che la mia famiglia mi ha dato con l'esempio. Mi rendo conto che un giorno non avrò più 26 anni, e non ci si può illudere di volare tra i pali per sempre. Il sogno sarebbe quello di fondare un' Academy per portieri, magari proprio qui, dove la scuola non è ancora al top, ma mi rendo conto che, a seconda delle necessità, si può fare pure altro nella vita. Per il momento mi diverto fino a quando mi reggono le gambe, la testa ed il cuore, poi vedremo.

 

Le Isole Salomon ti hanno accolto come una star, pregi e difetti di queste bellissime isole oceaniche? Tra i pregi sicuramente mi piace menzionare per primo l'affetto della gente, la cordialità, i sorrisi e la spensieratezza, nonostante molti di loro abbiamo poco, diciamo lo stretto indispensabile. Fondamentalmente questo posto mi permette di tornare alle origini, prendere una boccata d'aria fresca dalle eccessive aspettative della vita, le delusioni, lo stress. Il clima è un pregio ed un difetto al tempo stesso: troppo caldo, ma poi penso a quando ero in Islanda, e smetto di lamentarmi. Tra i difetti, infine, sicuramente le strutture: al netto di una grande passione per il calcio che si respira per le strade (i bambini che giocano scalzi e le porte delimitate dalle scarpe, sembra un film), si registrano strutture fatiscenti e non adatte alla crescita di un movimento che merita di più, per l'interesse e l'amore che suscita nell'isola.

 

Hai nostalgia del calcio italiano? Prima mi hai domandato degli sponsor in Italia, credo che quell'argomento basti per conoscere la risposta. Tuttavia ho avuto la fortuna di vivere qualche esperienza formativa, tipo Siena oppure Sorrento nonostante sia stato falcidiato dagli infortuni per due anni. Ho avuto la fortuna di lavorare con gente come Generoso Rossi, Sarri, Beretta, Mandorlini, Paulinho, ma non mi manca il calcio italiano. Mi manca la mia famiglia, la mia fidanzata, i miei amici, la mia cagnolina Mya.

 

Il livello del campionato qual è? Le squadre favorite per la vittoria finale? Il livello è sensibilmente migliorato rispetto all'ultima volta, le migliori squadre (noi, Marist, Warriors) farebbero una bella figura in terza/quarta divisione in Italia, per esempio. Le altre farebbero fatica a fare i playoff in D, sicuramente.

 

Considerando tutto (calcio ed eventuale futuro lavorativo), meglio l’Italia o l’estero? Purtroppo non vedo molti sbocchi nel nostro Paese, e mi duole dirlo perché anche se non sembra amo l'Italia e gli italiani. In molti ambiti siamo i migliori al mondo, non è possibile che ci sia (tanta) gente che fa fatica ad arrivare alla fine del mese, ed altri che si arricchiscono sulle spalle di chi lavora 8/10/12 ore al giorno per far mangiare i propri figli. Quando mi chiedono all'estero è difficile da spiegare, un poco me ne vergogno. La maggior parte dei miei amici sono australiani, ho avuto modo di visitare Brisbane e le persone che la popolano: le opportunità non sono paragonabili, siamo indietro anni luce. Ripeto, purtroppo, non sono contento di dire ciò.

 

Cosa consigli ai tuoi coetanei per la loro crescita personale ma anche professionale? Consiglio loro di sognare, ma non ad occhi aperti. Consiglio loro di provare a realizzare i propri desideri, ma nel contempo di pensare al proprio futuro, a quello di una famiglia che verrà. Consiglio loro di studiare, di tenere aperte alternative. Ci sono stati periodi senza contratto nella mia vita, in cui mi sono occupato della manutenzione delle piscine. Insomma, la vita è qualcosa di concreto.

 

Il mondo del calcio ha degli orizzonti sconfinati in cui bisogna stare attenti a faccendieri e millantatori senza scrupoli anche tra procuratori e direttori sportivi. Quali le tue esperienze? Preferirei non parlarne ma sai già che il mio silenzio è assai esaustivo!

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Scilla Fest 2016. L’incanto di Itaca. #noifunder35

(919) "Voglio iniziare questo racconto con le parole di Barbara Innamorati, di ArtistiAquilani onlus, che ha incontrato il Teatro Proskenion proprio a Scilla: “Il teatro ha la grande dote di aprire le sue porte ad ogni viandante disposto a sperimentare quella poliedricità tipica della sua natura

 

e che proietta sé stessa anche nel concetto di viaggio, parola anch’essa multiforme e difficile da ingabbiare “Teatro come Terra degli incontri. Quaderni di Scilla. Scilla editrice 2003.”)”. Per il secondo anno consecutivo il nostro “viaggio” riparte da Scilla, comune che ha fortemente voluto e sostenuto lo Scilla Fest, rassegna internazionale di teatro, musica e danza organizzato dal Teatro Proskenion con la direzione artistica di Vincenzo Mercurio, Nino Racco, Giovanni Gangemi e Nando Brusco. Le note della Piccola Orchestra Popolare c.o. Panzillo, unite al carisma e alla superba voce della “leonessa” Nuccia Paolillo, riempiono Piazza San Rocco nella serata inaugurale del Festival.

La qualità viene premiata: una piazza gremita di famiglie e anziani signori e signore del paese hanno preso posto per godersi un magnifico concerto di musica tradizionale napoletana. Ciò che colpisce nel lavoro dei Panzillo è la ricerca filologica che sta dietro ogni pezzo che propongono: ogni brano viene, infatti, eseguito nel rigore degli stili e delle originarie intenzioni dell'epoca, pur non rinunciando alle loro personali ma rispettose interpretazioni.

 

Quest’anno grazie all’ottima relazione che si è instaurata con la parrocchia S. Maria dell’Arco di Bovetto-Croce Valanidi (RC) e al progetto Sguardi di strada (selezionato nell’ambito del bando bando Funder 35 promosso da 18 fondazioni e, da quest’anno, anche nel Mezzogiorno grazie a Fondazione CON IL SUD) è stata fatta una scelta importante: svolgere una parte delle attività presso il bene confiscato gestito dall’Osservatorio sulla ndrangheta coinvolgendo l’intera comunità del quartiere di Croce Valanidi. I giovani hanno partecipato alle attività e le madri hanno preparato una parte delle cene presso la sala della parrocchia: un modo per contribuire al buon esito della manifestazione e per barattare buon cibo con spettacoli di teatro di strada.

 

Il programma, quindi, è stato sapientemente costruito per far sì che la mattina si svolgessero le attività laboratoriali presso il Castello di Scilla e che i pomeriggi a Croce Valanidi fossero dedicati alla condivisione delle esperienze degli artisti che hanno partecipato al Festival, per poi ritornare la sera a Scilla ed assistere agli spettacoli musicali e teatrali. Il lunedì mattina al Castello ci attende Valerio Apice. Pulcinella fa il suo gran ritorno al “paese”. Chiunque si sia avvicinato al Teatro Proskenion avrà sentito parlare del “Pulcinella a pezzi”, spettacolo ispirato alla Commedia dell’arte nato da un’idea di Nicola Savarese, Mirella Schino e Ferdinando Taviani. Quest’ultimo ha ben descritto alcuni elementi fondanti di questo modo di far teatro dove “la differenza tra spettacolo e prove scompare, ma non come avviene di solito, e cioè che le prove siano già uno spettacolo – ma all’opposto: nel senso che lo spettacolo è sempre nulla più d’una prova”. Quello spettacolo, a cui hanno per tre anni contribuito tutti gli artisti del gruppo, è stato, come ricorda Pierluigi di Stefano con le sue evocative parole: “distrutto, frantumato e reinventato dalle sue stesse ceneri”.

 

Proprio lì, nelle sale del castello di Scilla. Valerio si guarda attorno e nelle sue parole sentiamo l’emozione di quando si mise la maschera per la prima volta, di quando Pulcinella cominciava a prendere forma. E lo immaginiamo mentre analizza ogni minimo gesto, per farlo proprio e dominarlo per trovare alla fine “il suo Pulcinella”, personaggio che ancora oggi lo accompagna nel suo percorso artistico. Oggi Valerio dirige l’Associazione- Laboratorio Isola di Confine assieme a sua moglie Giulia Castellani e sta realizzando il suo sogno di costruire il “Villaggio del teatro”, un teatro che vive e si nutre del rapporto con le scuole e con le istituzioni del territorio.

 

Incontriamo, successivamente, Fabio Butera, artista di Lamezia Terme, che ci tiene a precisare che il Teatro “è solo quello in maschera” e ci parla dell’innovatività e testardaggine del lavoro di Meyerchold mentre estrae dalla valigia i suoi gioielli, le maschere del teatro NO e quelle della commedia dell’arte, e lentamente le sveste dai foulard che le avvolgono per mostrarci come siano vive, come ci parlino, come cambia la voce e il corpo di un attore quando indossa la maschera creando con gli spettatori l’“incanto sottile”.

 

Il lunedì sera ci facciamo trasportare da voci, musiche e immagini del reading “Da questa terra” a cura del Gruppo artistico Labyrintho di Reggio Calabria. Bellezza, contraddizioni, tradizioni calabresi unite a sentimenti di nostalgia, malinconia, rabbia e amore contraddistinguono i brani scelti dal gruppo, “Da questa terra” non accenna a nessun discorso ideologico, sociologico, racconta, semplicemente quel che i poeti sanno fare da secolo: dire verità meglio e più della protesta politica, meglio dei cortei con alla testa chi si ribella ad ogni potere. 

 

Il Gruppo Artistico Labyrintho nasce nel 2008 ed è composto da Vincenzo de Salvo, Carlo Ernesto Menga, Cinzia Aurelia Messina, Daniela Pericone, Caterina Scopelliti (voci recitanti) e Tania Filippone (audio e video). In questi anni ha realizzato letture sceniche che interpretano grandi temi come la follia, la violenza dell’uomo sull’uomo, la povertà, il confronto tra le religioni, l’enigma della morte.

 

Il martedì pomeriggio gli amici dell’Associazione Nuova Carini – Giuseppe Zito, Davide Torre e Fabio Costa – ci raccontano la loro esperienza di resistenza culturale. Attraverso foto e video-reportage ci portano a scoprire i messaggi che vogliono lanciare con la loro arte: inclusione, rispetto per l’ambiente, impegno civico, il tutto avvolto da una tagliente ironia e dal desiderio di incontrare persone motivate con cui intraprendere nuove avventure artistiche. Anche in questa occasione hanno saputo regalarci scatti d’autore che ritraggono alcuni dei volti e dei momenti più significativi del Festival.

 

Poi tocca a Giulio Votta, di ArtistiAquilani onlus, parlarci di come ha intrapreso il suo percorso teatrale, dal teatro ragazzi fino alla scoperta e la faticosa ma appassionante scelta di fare teatro di strada. Anche per lui Scilla ha rappresentato un punto di non ritorno. Dalle sue parole traspare quanto la sua vita sia profondamente intrecciata con la dimensione artistica tanto che in alcuni momenti non riusciva più a distinguere Giulio da “Pongo”. Un’arte, la sua, fatta di impegno nel sociale, di un “fare ridere” che vuole andare a riparare le ferite più profonde di terre e anime terremotate.  Il teatro può divenire talune volte destabilizzante poiché inevitabilmente va a toccare le corde più intime e delicate della personalità. Mirella Schino a tal proposito dice “È come se facessero arte sull’orlo dei burroni. Davanti ai burroni, loro per primi hanno sgranato gli occhi. L’arte e il mestiere vengono dopo. Burroni sociali e personali. Se non si percepisce questo odore delle macerie – sottile, segreto, ma essenziale – del Teatro Proskenion non si capisce niente.”

 

Ecco perché ci stringiamo attorno a Giulio, che con la sua voce profonda e rotta dall’emozione, ci recita la poesia di Totò dove scorgiamo tutte le domande, le risposte e i desideri più intimi dei teatranti al margine: “……..C'è tanta gente che si diverte a far piangere l'umanità, noi dobbiamo soffrire per divertirla; manda, se puoi, qualcuno su questo mondo capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri.”

 

Il Festival 2016 verrà anche ricordato come il festival dei cantastorie. È nata addirittura una sorta di competizione a chi sarebbe il primo e migliore cantastorie calabrese.

 

E allora non poteva mancare uno spettacolo musicale in omaggio a Rosa Balistreri dal titolo “L’ultima cantastorie” con Manuela Cricelli, Peppe Platani e Vincenzo Oppedisano. La ricerca di Manuela trae spunto dalla vita di Rosa Balistreri, indimenticabile artista del movimento folk degli anni ’70, vera interprete della musica popolare di Sicilia e si ispira ad un articolo scritto da Maria Ficara nel 2003 che alterna versi di canzoni a momenti fondamentali della vita dell’artista, a sottolineare quanto, col suo canto, Rosa parli, ancora oggi di una moltitudine di donne e uomini.

 

Mercoledì sera, poi, ci facciamo trasportare dalle vibrazioni della voce di Matilde Politi nel suo spettacolo “A Tirannia”. La cantastorie ci propone il suo variegato repertorio che va dalle canzoni d’amore, alle ninne nanne della tradizione orale siciliana ad una vicenda di odierna lotta alle sopraffazioni: la battaglia NO MUOS.

 

È un teatro che produce una trasformazione nel mondo esterno. Non solo chi è in scena ma anche lo spettatore partecipa allo spettacolo con tutto il corpo. E allora poco importa se non si comprende il significato di tutte le parole in dialetto siciliano. Il messaggio che vuole portare Matilde, il suo “teatro politico” arriva forte e chiaro. “La storia nostra è scritta cu lu sangu
di cu ha luttatu cu curaggio e 'ncegnu, sutta la china 'un si calau ddu juncu e contra la tirannia sempri appi sdegnu.”

 

Con la sua ricerca vocale, il ritmo della chitarra, le sonorità mediterranee, il tintinnio del sonaglio alla caviglia e la forza dei personaggi femminili che ci fa conoscere, ci ipnotizza per più di un’ora nella sala del Teatro Primo di Villa San Giovanni, realtà che ha appoggiato lo Scilla Fest.

 

Quando, il giorno dopo lo spettacolo, Nino Racco ci presenta il lavoro di questa determinata e irriverente cantastorie siciliana, percepiamo una forte stima reciproca sia pur nella diversità del loro modo di interpretare la figura del “cantastorie”. Nel dialogo tra i due artisti riviviamo la storia del teatro dagli anni ’70, e le scelte difficili di una donna che confessa di litigare tutt’oggi con la madre per aver scelto di fare l’artista, la cantastorie. Voleva partire per l’Irlanda con la sua chitarra e andare a suonare per locali, ma sua madre, terrorizzata all’idea della partenza della figlia, trovò la locandina del centro di sperimentazione teatrale di Pontedera, e Matilde dovette arrendersi. Fu lì che incontrò Jerzy Grotowski, il suo grande maestro che era convinto che il teatro dovesse mettere al centro l'attore con il suo corpo e la sua voce senza aiuti, unicamente con l'esperienza viscerale con il pubblico. L’incontro con Matilde finisce sulle note di una canzone di Joan Baez. Suo figlio seduto a terra in prima fila non le stacca gli occhi di dosso e noi vorremmo continuare ad ascoltarla suonare ancora per ore e ore.

 

Quella sera stessa gli artisti del festival e i ragazzi di Croce Valanidi mettono in scena il primo spettacolo –scambio “Storie, canti e paradossi” presso il parco dove ha sede l’Associazione “In…….cammino”. Uno spettacolo articolato e dove ognuno ha dato tutto sé stesso: dai ragazzi sui trampoli alle bolas, dal dolce stupore per le magie di Mr. Mu (il clown interpretato da Emilio Ajovalasit) al mangiafuoco-presentatore (Giulio Votta), dai minuziosi movimenti, suoni e dolci espressioni del mimo (Martin Curletto) fino alla storia della Baronessa di Carini (interpretata da uno sfavillante Nino Racco) e alle angeliche voci delle “Quattro A”. E come in ogni festa “calabrisi” che si rispetti, il mastro di ballo del quartiere ha, infine, dettato le regole di una lunga e scatenata tarantella a ritmo di tamburi e organetti.

 

Il giovedì pomeriggio è dedicato alle esperienze di Giovanni Gangemi e di Nando Brusco.

 

Nando è un percussionista di Belmonte Calabro, uno che i tamburi li fa parlare attingendo all’inquietudine che rappresenta il pozzo profondo della creatività, quell’abisso dove si perde la sua immaginazione e dove ritroviamo memorie antiche ma che tanto hanno da insegnare alle nuove generazioni. Un talento che Enzo Ruffolo aveva riconosciuto in lui fin da quando era una piccola peste e quasi per gioco aveva provato a suonare davanti a lui uno di quei tamburelli colorati che solitamente si appendono ai muri. “Lu poti sonari”, lo puoi suonare.

 

È visibilmente emozionato mentre ci racconta di come è nato il suo primo CD, di quanto sia stato importante per lui il sostegno del Teatro Proskenion e di alcuni suoi cari amici tra cui Luca de Simone, il percussionista che ne ha curato la prefazione e Fabrizio Basciano, giornalista de Il Fatto Quotidiano che ne ha curato di recente una recensione.

 

“Tamburo È voce” ci fa navigare tra ciclopi, pescatori, rivendicazioni di contadini e battiti di una terra che non smette di “sanguinare” ma che ha tanta voglia di riscatto, di ritrovarsi e di ripartire nell’arte, con l’arte.

 

Giovanni Battista Gangemi, invece, è un danzatore, insegnante di danza, esperto in danceability, coreografo e counselor rogersiano gestaltico di Reggio Calabria.

 

Giovanni è molto più che un danzatore, è un professionista che insegna alle sue allieve ad amare la danza, a far sì che in ogni singolo passo mettano un pezzo delle loro anime. Insegna loro ad amarsi e ad andare oltre l’immagine stereotipata della ballerina anoressica e mera esecutrice di una volontà esterna. Le sue ragazze imparano che nella danza la disciplina è fondamentale: la regola numero uno è “soffrire in silenzio”, ma dai loro sorrisi traspare l’amore per la danza e per la vita che come educatore non smette nemmeno un attimo di trasmettere loro.

 

Con orgoglio Giovanni afferma che ognuna di loro, approfondisce il significato dei testi delle canzoni su cui preparano le coreografie. Conoscono la musica e suonano strumenti musicali, e questo le aiuta moltissimo nel lavoro di improvvisazione. Quando Nando inizia a suonare, le danzatrici sanno come dar forma alla voce del tamburo, come farlo danzare assieme a loro.  

 

Durante l’incontro, oltre a raccontarci la sua esperienza, Giovanni danza per noi, e per la prima volta anche lui indossa la maschera e ci regala una straordinaria performance che vede protagonisti lui e Giulio Votta. La professionalità sta nella continua sperimentazione, nel superamento dei propri limiti e nella generosità di mettersi continuamente in gioco per stupire sé stessi e gli spettatori.

 

La sera in piazzetta Spirito Santo ci aspettano la fisarmonica e il cartellone di Daniele Mutino, un altro cantastorie. Occhi grandi e azzurri e capelli bianchi coperti da un cilindro nero. Nel suo lavoro “San Giorgio e il Drago” si intrecciano la Leggenda Aurea e modernità. Parte dalla nota vicenda per raccontarci storie moderne di abusi e sopraffazioni che si susseguono nelle periferie romane piene di “draghi avvelenatori e divoratori di futuro”. Li vediamo nella discarica di Malagrotta e nel campo rom dove una coppia di giovani rom, Sascia e Lili muoiono abbracciati mentre il fuoco distrugge la loro abitazione. Mentre la tragedia si consuma nelle note della fisarmonica, tra le nostre mani scorre il ritratto dei due ragazzi. Sorridevano, sognavano un futuro diverso, una vita senza guai.

 

Il drago alla fine viene ucciso, ma la sensazione di liberazione non riesce a vincere la rabbia per tutti quei draghi che riempiono quotidianamente le cronache dei nostri giornali.

 

Il giorno dopo sono Preziosa ed Emilio Ajovalasit a condividere con noi le emozioni dei primi dieci anni di R-esistenza del Teatro Atlante di Palermo, dieci anni che nel mese di ottobre hanno deciso di festeggiare con il Teatro Proskenion e con tutti i gruppi teatrali che hanno viaggiato con loro in questi anni.

 

Mirella Schino dice “Se qualcosa caratterizza la rete di relazioni teatrali e culturali che si intreccia attorno a Scilla, questo qualcosa potrebbe definirsi arte di scavalcare i confini, negare o sfumare i contorni.” E Preziosa ed Emilio di confini ne hanno superati molti. Persone che nel teatro hanno creduto fino in fondo, che hanno “scavalcato” i muri del carcere e hanno lavorato con scuole di ogni ordine e grado, migranti, ragazzi dei quartieri a rischio di Palermo coinvolgendo musicisti e teatranti da ogni parte d’Italia e oltre. È un teatro che ha oltrepassato mille ostacoli e che grazie alla loro tenacia in questi anni è cresciuto nutrendosi delle reti di scuole e associazioni che li hanno appoggiati e dell’affetto del loro pubblico. Un lavoro enorme basato sulle contaminazioni artistiche ed umane. E tutto ciò traspare dai loro sguardi, dall’entusiasmo con cui parlano del loro lavoro.

 

Le due serate finali sono state dedicate agli spettacoli di strada. Un lavoro in cui si sono susseguiti gli interventi degli artisti con la straordinaria interpretazione della leggenda di Colapesce da parte di Nino Racco accompagnato dal tamburo di Nando Brusco e dalla fisarmonica di Daniele Mutino, le performance del clown Vincenzino (il nostro Vincenzo Mercurio), il gruppo dei trampolieri e giocolieri, il gruppo del mimo (preparati da Martin Curletto – poliedrico e generoso attore e direttore della Compagnia teatrale La Secreta Cia di Barcellona) e le due pièce realizzate dai partecipanti. Il gruppo che ha lavorato con Emilio e Preziosa ha messo in scena una performance con le maschere, liberamente ispirata alla storia de “Il lupo e l’agnello” L’altro gruppo guidato da Nino Racco e Martin Curletto ha messo in scena una performance che voleva rappresentare l’assurdo viaggio della vita e che si è chiusa con un omaggio al viaggio di Ulisse: “Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada.”

 

Durante la parata per le vie di Scilla, mentre Vincenzo Mercurio passa davanti alla prima sede del Teatro Proskenion e saluta vecchi amici, ci vengono alla mente le parole di Pavese: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.” 

 

Com’è andata? Bene. Molto bene.  Ma come fa notare Nando Taviani: “L’importanza di un’esperienza si vede dalle sue conseguenze, non dalle parole con cui la vivisezioniamo.”

 

E allora come Ulisse noi proseguiamo il nostro vagabondare, ci abbondoniamo al rumore incessante delle onde e, senza ascoltare le Sirene, vi diamo appuntamento all’anno prossimo. Scilla Fest 2017. Arte, emozioni, vita".

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FENAFI: ciclo di seminari “Sistemi innovativi in grado di rispondere ai cambiamenti della società”

(447) Promuovere la diffusione della cultura finanziaria e sostenere attivamente le misure per lo sviluppo dell’economia e le politiche attive del lavoro. E’ questo l’obiettivo primario di una serie di incontri che a breve porteranno in riva allo Stretto esperti del settore pronti a confrontarsi e stilare una programmazione incentrata sulla “trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari”.

 

Ad annunciarlo è il presidente della Fenafi avvocato Santo Alfonso Martorano che,  insieme ad un valido gruppo di lavoro,  svilupperà e approfondirà le regole volte ad assicurare ai clienti e agli operatori del settore un'informazione corretta, chiara ed esauriente che agevoli la comprensione delle caratteristiche, dei rischi e dei costi dei prodotti finanziari offerti e ne consenta la facile confrontabilità con altre offerte.  “Oggi ci sono istituti di credito che offrono servizi di pagamento e crediti a condizioni molto competitive grazie anche ad un team di professionisti del settore che, con le loro competenze ed il loro know how, fanno sì che sempre più, si raggiungano gli obiettivi della compagine. Il mix vincente è la capacità di conciliare le competenze tecniche con l’affabilità e con l’essere persona  – continua  il presidente Martorano – Importanti ed incisive sono le nuove regole finalizzate al rafforzamento della tutela dei soggetti interessati e al miglioramento della correttezza dei rapporti tra intermediari e clienti. Normative che si ispirano ai principi di semplificazione, snellimento dei contenuti e chiarezza del linguaggio da adattare al livello di cultura finanziaria delle differenti fasce di clientela ma anche alla sinteticità delle informazioni  essenziali ed esaurienti che consentano al cliente di capire le caratteristiche, i rischi e i costi del prodotto e forniscano la chiara illustrazione dei suoi diritti”. Insomma, un ciclo di seminari ad ampio raggio sulla trasparenza e privacy in campo finanziario ma anche una buona opportunità per gli esperti del settore di produrre azioni concrete nella direzione di ottenere maggiori soddisfazioni economiche. Per informazioni è possibile scrivere a info@fenafi.it.

 

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Reggio di Calabria: dal 3 ottobre la scuola Lucianum inaugura i laboratori pomeridiani aperti anche a studenti esterni. E non solo… Da quest’anno l’inglese raddoppia!

(446) Dal 1968 la scuola Lucianum, forte dei suoi valori educativi fondati su principi cristiani, stabilisce un serio rapporto tra l'arte dell'educare e l'arte del vivere. Il suo obiettivo primario è quello di garantire a tutti gli alunni, un percorso formativo olistico, graduale e coerente, in riferimento alle competenze e ai traguardi, in termini di risultati attesi.

 

Nella sua dimensione verticale, il curricolo scolastico organizza i saperi essenziali delle discipline, coniugandoli alle competenze chiave al fine di educare il futuro cittadino europeo. Pertanto, scegliere una scuola che miri al rafforzamento dell’inglese, con un’insegnante madrelingua, significa cominciare ad entrare in un sistema culturale diversificato, sempre più internazionale ed interculturale, quello di oggi.
La scuola, nel rispetto delle nuove Indicazioni Nazionali, offre  una formazione curricolare che assicura un livello di padronanza della lingua straniera non raggiungibile nei percorsi scolastici ordinari: oltre alle tradizionali ore curriculari d’inglese, la scuola prevede altre lezioni di discipline non linguistiche in lingua straniera con la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning).  La competenza linguistica in lingua straniera è una dimensione chiave per la modernizzazione dei sistemi di istruzione europei, e il CLIL è considerato il motore del miglioramento dei curricoli scolastici.
E per restare al passo coi tempi, la scuola si avvale delle più avanzate metodologie didattiche e tecnologie: la LIM (lavagna interattiva multimediale), presente in ogni aula;  il registro elettronico; la piattaforma e-learning che permette di vivere la scuola a casa, con possibilità di percorsi personalizzati. Altro fiore all’occhiello della scuola è la baby orchestra: l’unica della Calabria! Il sabato mattina, la tradizionale ora di musica viene sostituita da un vero e proprio corso d’orchestra che prevede l’insegnamento di strumenti quali pianoforte, violino, flauto traverso e percussioni. Infine  la scuola, aperta fino alle ore 17.00,  offre il servizio mensa, l’assistenza ai compiti, e vari laboratori pomeridiani, rivolti anche a studenti esterni: Lezioni di
Inglese e Spagnolo (con insegnante madrelingua e possibilità di conseguimento attestato finale, legalmente riconosciuto);
Lezioni di fumetto; Lezioni di pianoforte; Lettura creativa; Lezioni di cucina con il progetto “Oggi cucino anch’io”; Scherma; Ginnastica.

Si organizzano campus all’estero nel periodo estivo. Vi aspettiamo! Lucianum, vieni con noi. Aumenta la gioia!
I laboratori avranno inizio lunedì 3 ottobre.


Per maggiori informazioni:
Segreteria Lucianum Via Giorgio Miceli,14 Reggio Calabria
Orari: dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 9.00, e il mercoledì dalle 15-00 alle 17-00
Tel :   0965/28212 

www.scuolalucianum.it
Pagina fb ScuolaLucianum 

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Reggio di Calabria: Marra (MAP) “Reparto OBI dell’Ospedale Riuniti al collasso”

(331) “Purtroppo non bastano le buone notizie che per i primi di ottobre sarà operativo il nuovo Pronto Soccorso dell'Ospedale Riuniti di Reggio Calabria. Dopo la nostra visita di qualche mese fà al Pronto Soccorso provvisorio,

 

in cui mettevamo in evidenza il corridoio da affrontare prima di poter accedere alle prime cure e dopo altri nostri interventi per mettere ancora una volta in evidenza il sovraffollamento del Reparto di Medicina, proprio ieri durante una nostra visita presso l'Ospedale ci siamo accorti che al terzo piano Reparto “OBI” le barelle arrivavano in fondo al corridoio, creando tantissimi disagi ai pazienti quasi tutti anziani e ovviamente con privacy zero. Addirittura la Signora Paola di anni 83 ricoverata d'urgenza quattro giorni fà per valori di emoglobina bassissimi quindi con bisogno di trasfusioni di sangue, proprio al nostro arrivo è stata fatta uscire dalla stanza chiamata “di emergenza“  in cui vi erano i  relativi macchinari  e trasferita nel corridoio tra i due bagni. Il figlio Giacomo ha fatto di tutto per convincere la madre a stare calma anche perchè sono stati fortunati ad avere un letto anche se mancava il cuscino, perchè la stessa avendo una costola rotta e la spalla lussata non sarebbe stata in barella quindi avrebbe firmato per ritornare a casa. Oltre la Signora Paola nel corridoio erano presenti altre quattro persone ma a dir suo ieri erano molte di più e comunque ha voluto chiarire che nella sua permaneza a Milano per quasi 40 anni nonostante i molti ricoveri in vari ospedali non è mai capitato di permanere in un corridoio, ricordandoci anche che il marito due anni fà proprio al Pronto Soccorso era stato dichiarato velocemente morto e poi grazie agli “ angeli della rianimazione” che hanno avuto caparbietà lo hanno riporatto in vita dopo circa mezz'ora di arresto cardiaco. Come pensiamo di essere una Città Metropolitana se non abbiamo neanche lettini e cuscini presso l'unico grande Ospedale della città che nonostante il grande impegno di Medici e Infermieri continua a soffrire per la mancanza di personale”. Il Presidente, Pietro Marra.

 

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Reggina 1914: La Camera (Leggende Amaranto) “Ad un ciuffo dal derby”

(405) "Quinto risultato utile consecutivo, quarto pareggio di fila, la classifica si muove ancora. Siamo all’alba del campionato ma mantenere una distanza di sicurezza dalle zone calde è sempre un dato positivo.

 

La prestazione della Reggina nel derby non è stata brillante come altre volte, pur rimanendo su standard sufficienti, merito di un Cosenza che si è dimostrato squadra compatta e che ha chiuso tutti i varchi ed a causa di un terreno di gioco che, almeno fino alla pausa di gennaio, non crediamo possa essere riportato a livelli accettabili. Gli amaranto, però, a differenza del Cosenza che non ha mai tirato in porta se non quasi allo scadere, le sue due occasioni importanti le ha avute nel primo tempo con Coralli e, soprattutto, nella ripresa, a pochi minuti dal termine, quando Gianola è arrivato davvero ad un ciuffo dal pallone che chiedeva soltanto di essere sospinto in rete sul cross di Bangu. E’ mancato quel guizzo, quella giocata che spezzasse l’equilibrio ma, in partite come queste, a volte conviene prendersi anche un punticino piuttosto che rischiare di uscire a mani vuote dopo aver tenuto costantemente il pallino del gioco. Se quella contro il Cosenza era la prova del fuoco, la prossima gara a Lecce rappresenta un esame durissimo al cospetto di una corazzata che, presumibilmente, si giocherà col Foggia fino alla fine la vittoria del campionato. S’è pur vero ciò, la Reggina sbarazzina può andare al “Via del Mare” a giocarsi le proprie carte senza l’assillo della classifica e siamo certi che metterà in difficoltà i salentini che dovranno faticare non poco per ottenere i tre punti. Il campionato è ancora lungo ma rimanere in linea con gli obiettivi della vigilia e mostrare sempre e comunque un’identità di gioco ben precisa e propositiva ci lascia ben sperare per il futuro (sempre vivendo giornata dopo giornata). Intanto speriamo che la capienza del “Granillo”, già per la prossima partita in casa contro la Juve Stabia, possa tornare ai suoi standard e che almeno questa situazione incresciosa abbia un lieto fine". * Presidente Associazione Culturale “Leggende Amaranto”.

 

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Reggio di Calabria: dal 25 settembre al via “Rizomata”, la mostra di Kreszenzia Gehrer

(912) Il 25 settembre si è inaugurata presso lo studio fotografico di Giovanna Catalano la mostra di Kreszenzia Gehrer, curata da Eduardo Grillo, dottore di ricerca in semiotica, e allestita da Valentina Tebala, curatrice indipendente.

 

La mostra, intitolata “Rizomata” sarà visitabile fino al 27 settembre e apre una mini rassegna artistica che indagherà, con i mezzi propri delle varie forme d’arte, il tema delle radici. “Il Rizoma è nozione cardine della filosofia e della semiotica contemporanee; la linea di sviluppo labirintica e inclusiva che caratterizza la nostra cultura. Dei principi che guidano l’espansione rizomatica, uno è quello della ‘Molteplicità’; il Rizoma è un sistema aperto e mobile, infinitamente percorribile, che a ogni nodo consente nuove associazioni, nuove interpretazioni. Il Rizoma assorbe così il suo Ospite, colui che lo percorre, incorporando nel suo svolgimento le nuove interpretazioni, le mappe che egli disegna per orientarsi nel cammino. La cifra di Kreszenzia Gehrer è il Rizoma. Ogni opera è un passo ulteriore che insegue la dinamica di accumulazione del senso, un costante incremento semantico e formale, di cui la mostra tenta di restituire la derivata. Se il percorso eidetico-formale di Kreszenzia è rizomatico, lo è anche la cornice tematica. Il punto di partenza è infatti ‘Die Erde’, la Terra, il terreno sul quale si cresce e in cui rimangono le ‘radici’, sempre attive ma nascoste, seppellite. La Terra è il luogo da cui si proviene e al quale non si cessa di tornare; ‘Heimat’, il luogo-Madre sempre vagheggiato, il posto in cui si parla la lingua degli affetti. Ma non si tratta di una reminiscenza idilliaca. Il passo successivo è infatti il non-familiare, il Perturbante, che sempre incombe su ogni ritorno alle radici. Il Perturbante è ciò che spaventa, l’esperienza emotiva che scuote le certezze, ogni volta che emerge la natura ambigua degli oggetti consueti. ‘Das Unheimliche’ è il luogo dell’ambiguità, dell’indecidibilità emotiva. E l’indecidibilità caratterizza anche i giochi dei bambini. Non sorprende allora che l’ultimo passo sia ‘Die Seele des Spielenden Kindes’, l’anima pura ma sempre in pericolo dei bambini che giocano i loro giochi, in cui l’innocenza si espone ai rischi dell’esperienza”.

 

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