Spezzano Albanese (Cs): venerdì 24 torna la Festa della Primavera, l’IIS festeggia in musica

(206) Torna la “Festa della Primavera” nella scuola di Spezzano Albanese che, il prossimo venerdì 24 marzo, celebrerà l'evento con grande entusiasmo. Fervono i preparativi, dunque, per la manifestazione che vede coinvolti i ragazzi non solo dell'Istituto d'Istruzione Superiore –

 

Liceo Scientifico e Istituto Professionale Agrario – di Spezzano ma anche gli studenti dell'Istituto Comprensivo locale e quelli dell'orchestra sinfonica “Magna Grecia” degli Istituti Comprensivi "G. da Fiore" di Isola Capo Rizzuto e "Don Milani" di Crotone, che allieteranno l'evento con brani musicali d'autore. La giornata, che sarà articolata in vari momenti, prevede una fase di dibattito coordinato dal giornalista Emanuele Armentano, la cui introduzione sarà del Presidente del VI Comitato Bcc Mediocrati Giuseppe Toscano. I saluti saranno affidati al dirigente dell'IIS Francesco Talarico, alla dirigente dell'IC spezzanese Rosina Costabile, al sindaco Ferdinando Nociti. Per l'occasione interverranno sul tema della primavera, da angolazioni diverse, con riferimento all'ecologia, al naturalismo, all'ambientalismo, al territorio locale, Giancarlo Statti, docente Unical, Pietro Molinaro, Presidente Coldiretti Calabria, Klaus Algieri, Presidente della Camera di Commercio di Cosenza, Carolina Rita Laurenzano, dell'associazione Auser di Rossano, Giovanni Misasi, Consigliere nazionale dell'Ordine dei Biologi, Agostino Brusco, Direttore delle Riserve Naturali Tarsia, e Nicola Paldino, presidente della Bcc Mediocrati. Al termine del dibattito ci sarà un momento conviviale per tutti, con la degustazione di piatti della tradizione locale. Nel corso della mattinata, inoltre, sarà piantato un albero, simbolo della rinascita e del ciclico rinnovo delle stagioni.

 

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Il Festival “Facce da Bronzi” sbarca a Torino

(205) Riparte da Torino il viaggio del Festival Nazionale “Facce da Bronzi” alla ricerca di talenti comici del Paese con una nuova tappa per il Nord-Italia che si terrà il 28 marzo nello storico locale del Cab41, dove quattordici brillanti comici si esibiranno in una esilarante serata

 

condotta dal noto comico di Colorado Gianpiero Perone. Ad esibirsi per aggiudicarsi un posto nella finalissima con monologhi e sketch i comici torinesi Alberto Sannazzaro, Francesco Nascetti, Lella Audry Catapano e Marco Sforzi, i milanesi Fabio Gerbi e Argeo Longhitano, Antonio Torre da Novara, i genovesi  Christian Merlo, Gianluca Macrì e Roberto Zambarelli, da Varese Francesco De Chiara, da Brescia Ruben Spezzati, Pippo Ricciardi da Andria e Roberto di Grazia da Monza.  A supportare i concorrenti in gara ci penseranno gli ospiti della serata dalla divertentissima Cristiana Maffucci reduce da “Italia Got’s Talent” con il suo monologo “situazione sentimentale: Cristiana”, al poliedrico comico torinese Mauro Villata vincitore della quarta edizione di “Facce da Bronzi” e prossimamente nella trasmissione comica di La7 “Eccezionale veramente”. Dopo la tappa torinese, il festival ideato e prodotto dall’associazione culturale arte e spettacolo “Calabria dietro le quinte”, proseguirà con l’ultima selezione per il Sud-Italia il 23 aprile al teatro “Franco Bora” di Gioiosa Marea in provincia di Messina prima di concludersi con la serata finale del 21 maggio al teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria ed inserita all’interno del programma del “Festival delle Arti della Magna Grecia”. “Il festival in questi anni è maturato inserendosi ampiamente nel circuito nazionale della comicità con una grande risposta partecipativa da parte di talentuosi professionisti del genere comico provenienti da tutte le regioni italiane e preziosi riconoscimenti a livello istituzionale – afferma il direttore artistico del festival Giuseppe Mazzacuva – Sono molto soddisfatto di riproporre per il terzo anno consecutivo il festival nello storico locale del cabaret torinese il “Cab41”, dove nelle scorse edizioni ha avuto un grande successo grazie alla collaborazione con Andrea Fasoglio e al comico Gianpiero Perone, con il quale dallo scorso anno abbiamo sperimentato il primo laboratorio comico a Reggio Calabria con ottimi risultati e che riproporremo anche quest’anno coinvolgendo gli artisti reggini”. È ancora possibile iscriversi per partecipare all’ultima selezione del festival consultando il sito internet: www.festivalfaccedabronzi.it.

 

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Reggio di Calabria: Marra (M.A.P.) “Gentiloni, sull’argomento migranti, ha scoperto l’America”

(155) “Cristoforo Colombo ha scoperto l’America come ieri Gentiloni ha scoperto che i profughi-migranti si potrebbero aiutare anche a casa loro. Forse dopo tutti i dibattiti, conferenze stampa e tanti interventi durante manifestazioni, mi consola il fatto che non ho perso tempo visto

 

che ieri il Premier Gentiloni, durante l’incontro con il Premier Libico Serraj, si è accorto di tutti gli errori fatti negli ultimi anni in merito alla gestione del flusso migratorio. Finalmente è arrivato a dire tutto quello per cui il nostro e altri movimenti, incluse tante associazioni di volontariato, dicono da anni e cioè aiutarli a casa loro con le loro tradizioni e abitudini dandogli tutto il necessario per una vita migliore e dignitosa. Non è una questione economica perché come si investono i soldi per i salvataggi in mare e per gestire la permanenza nei centri di accoglienza si può fare lo stesso in Libia creando delle strutture dignitose adatte a gestire tutti i tipi di intervento dal sanitario all’umanitario. Questo porterà secondo noi a risolvere il problema delle morti nel Mediterraneo e fare finire il business degli scafisti e delle organizzazioni criminali. Gentiloni, d’accordo con il Ministro Minniti, invierà da maggio dieci motovedette in modo che la Polizia libica possa controllare e fermare le partenze dei profughi. Le ondate di questi giorni, con l’aumento del 30% circa rispetto gli stessi mesi del 2016, avranno turbato il Governo “buonista” che finalmente corre ai ripari parlando anche di rimpatri. Secondo me le parole di alcuni Sindaci durante le interviste in alcune trasmissioni televisive che parlavano non di centri di accoglienza provvisori ma di veri e propri campi di concentramento o addirittura magazzini di profughi, hanno fatto smuovere le acque in modo positivo”. Pietro Marra, Presidente Movimento Autonomo Popolare.

 

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Mafia: boss Vincenzo Pesce a Klaus Davi “Dando lavoro la ‘ndrangheta sparirebbe”

(154) Riceviamo e pubblichiamo. “Tu vuoi sconfiggere qualcosa? Dovete creare posti di lavoro, quello dovete fare. Trovagli un posto di lavoro a quello che ha 35 anni e non sa dove cazzo deve andare. Trovagli un posto di lavoro e sarò il tuo schiavo. Se era come pensate, non gli trovavo un posto a mio

 

figlio? Non lo vogliono perché si chiama Pesce. Voi fate sto fumo". Vincenzo Pesce detto Sciorta, rosarnese, classe 1952, appartenente a una delle famiglie di 'ndrangheta più potenti, proprio poche ore prima che comparissero a Locri le scritte contro Don Ciotti, aveva accettato di raccontare il suo punto di vista al massmediologo Klaus Davi che lo ha incontrato a Rosarno per il suo format tv Gli Intoccabili (video online al link https://www.youtube.com/watch?v=ocTtzukN1gc). “Io dico che siete nelle strade sbagliate, posso capire… ma qui si tratta sempre della disperazione che c’è stata in Calabria e lo sapete bene che il sud è sempre stato abbandonato. Se non gli create posti di lavoro a questi ragazzi. Perché al nord che fai? Alle otto di sera tu non esci di casa che se c’hai un anello ti tagliano il dito. Ho visto qualche poliziotto che faceva il poliziotto a Milano e lo ha fatto a Rosarno, e c’è una differenza enorme solo che là non c’è la ‘ndrangheta". Queste alcune delle sue dichiarazioni. Vincenzo Pesce, condannato a otto anni di carcere per associazione mafiosa ha poi aggiunto: “Ma perché non andate al porto dove stanno licenziando 400 padri di famiglia? Andate là e fate qualcosa per quei ‘poveri cristi’. Girate veramente nel paese e vedete ragazzi a 20, 25 anni che si sono sposati che hanno un figlio e che non hanno lavoro. Ma non uno, c’è il 50% di disoccupati nella provincia di Reggio. Nessuno va a intervistare ‘perché non c’è lavoro?’. Solo mafia, ‘ndrangheta, questo e quello". Il pregiudicato, cugino di Marcello Pesce, alias u Ballerinu, arrestato in latitanza lo scorso dicembre, è attualmente uno dei pochi membri del clan rosarnese in libertà e ha alle spalle anche due anni di latitanza.

 

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Coldiretti: Giornata Nazionale dell’impegno e della memoria contro le mafie. A Locri (RC) ha partecipato una delegazione della Coldiretti. Fiducia nella Magistratura e forze dell’ordine cardini della democrazia

(153) Una delegazione della Coldiretti guidata da Pietro Molinaro, ha partecipato a Locri (RC) alla Giornata Nazionale dell’impegno e della memoria contro le mafie organizzata da Libera. “Impegno, partecipazione, responsabilità, testimonianza quotidiana – ha dichiarato Molinaro –

 

devono sempre essere il carattere distintivo del nostro agire questo in modo indelebile dobbiamo attualizzare nei nostri campi di azione e Coldiretti c’è con tutta la sua forza e storia fatta da uomini e donne impegnati nella difesa di distintività produttive, culturali e  paesaggistiche; per il lavoro vero, nella lotta contro il caporalato e la catena di sfruttamento che lo alimenta. La bella aria che abbiamo oggi respirato a Locri – aggiunge – sicuramente ha messo sotto stress le mafie ma adesso con questa carica occorrono soluzioni efficaci senza alcun tentennamento. Esprimiamo fiducia piena alla Magistratura e a tutte le forze dell’ordine cardini della democrazia. Dare risposte, non solo a parole, ma con progetti, gesti e per realizzare il bisogno di umanizzazione che oggi è salito alto e prepotente. Liberarci da un peso opprimente darà fiducia e speranza a tutti i cittadini. Noi anche attraverso la Fondazione sulle Agromafie e la criminalità in Agricoltura che nell’ultimo rapporto ha posto in risalto gli affari della criminalità nel settore Agroalimentare, continueremo ad alzare il livello di attenzione”.

 

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Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese: ulteriore citazione dell’impresa Astaldi a Manno che dichiara “Accetto la sfida e non mi fermo”

(152) “L’impresa Astaldi mi ha notificato un atto di citazione con il quale mi fa una richiesta di risarcimento danni per altri 10milioni di €uro”. Questo quanto riferisce Grazioso Manno Presidente del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese. Qualche settimana fa, il Presidente Manno

è tornato infatti sulla vicenda della Diga Melito affermando che “l’Astaldi ci ha truffato”. “Non mi meraviglia assolutamente questa nuova richiesta (è la terza sempre da 10milioni di €) di risarcimento per 10milioni di €uro da parte di Astaldi – commenta Manno – anzi – prosegue – ne faccio una medaglia al merito. Fin dal 2008 e cioè da quando il Consorzio ha rescisso definitivamente il contratto con Astaldi – spiega – ho sempre seguito la via giudiziaria perché fortemente convinto che la Procura della Repubblica debba mettere mano e accertare ciò che è realmente accaduto su questa vicenda, ormai trentennale, che ha molti lati oscuri e troppe zone d’ombra”. Come si ricorderà, già a fine 2008 Grazioso Manno chiese e ottenne un incontro con l’allora Procuratore della Repubblica di Catanzaro dott. Iannelli, e successivamente ad aprile 2009 venne ascoltato dal Procuratore Aggiunto dott. Giuseppe Borrelli, al quale rilasciò e sottoscrisse una dichiarazione in merito all’ipotesi di truffa da parte dell’impresa, inviando successivamente a supporto una serie di documenti. In seguito poi, ha scritto più volte all’allora Procuratore della Repubblica dott. Lombardi e pochi giorni dopo l’insediamento, su sua richiesta, è stato ricevuto dal Procuratore della Repubblica Gratteri. Il Presidente Manno, quindi, convinto delle sue e delle ragioni del Consorzio confida nella via giudiziaria.  “Nel mentre però, il Consorzio  – espone Manno – in questi nove anni ha fatto di tutto per fare in modo che la Diga venisse rifinanziata e realizzata ed infatti, il 15 luglio u.s. è stato presentato a tutti gli organi competenti il nuovo progetto e quotidianamente stiamo incalzando la Regione Calabria e il Ministero alle Infrastrutture affinchè finalmente si faccia una scelta coerente per la realizzazione di questa importate e attesa infrastruttura”. “Grazie all’ultimo atto di citazione di Astaldi– commenta  – sono veramente felice di poter esporre in Tribunale quanto sostenuto in tutti questi anni,  inoltre – aggiunge – sto preparando un poderoso dossier che invierò al Procuratore della Repubblica dott. Nicola Gratteri. L’Astaldi ci ha truffato? Ne sono convinto sempre di più. L’arbitrato? L’ho sempre contestato, ne ho sempre messa in dubbio la decisione, convinto come sono, che tale strumento non ha senso e dovrebbe essere abolito. Ricordo, infatti, che il Collegio Arbitrale era formato da tre persone; la decisione finale, a favore di Astaldi, è stata presa con due si e un no e con l’apporto di soli due tecnici su tre perché il terzo, si badi bene mai sostituito, si era subito dimesso. Può un collegio arbitrale mettere in discussione, con una composizione evidentemente monca, un progetto che è stato a suo tempo approvato dalla Cassa per il Mezzogiorno, vivisezionato ulteriormente durante lunghe riunioni con tutti i soggetti interessati (compresa l’impresa Astaldi) durante i lavori che hanno portato alla valutazione di impatto ambientale e che è stato oggetto di una sentenza definitiva della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite ( che ha dato ragione al Consorzio su tutta la linea)? Io – afferma perentorio – ancora oggi sono convinto di no!  Mi considero e ci consideriamo ancora vittime di un arbitrato che, lo ribadisco, non riconosco! Accetto con forza, determinazione e grande convinzione – conclude – la sfida di Astaldi e non mi fermo”!

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Pallacanestro: Viola, esonerato Paternoster. Squadra affidata a Domenico Bolignano

(125) La Società comunica di aver esonerato Antonio Paternoster dall’incarico di capo allenatore, lo ringrazia per l’impegno profuso e gli augura la migliore fortuna per il proseguimento della carriera. La squadra è stata affidata a Domenico Bolignano, con Pasquale Motta assistente.

 

Nessuno, dalla dirigenza all'intero staff, fino ai ragazzi che vanno in campo e sudano tutti i giorni, intende arrendersi adesso, anzi è il momento di REAGIRE e consolidare la compattezza che si è cementata in questi mesi di voluto silenzio rispetto alle critiche, alle voci più disparate e incontrollate ed alle polemiche, che certamente non hanno aiutato e non aiutano né la società nel suo processo di risanamento, né la squadra nel percorso di crescita dei giovani talenti. Questa Società non vuole disperdere tutto ciò che con immane fatica ha costruito negli ultimi anni, in particolare l’ultimo, il più difficile. Invitiamo tutti i tifosi a stringersi attorno e dare ancora fiducia ai ragazzi con tutta la passione che sanno esprimere e possono dimostrare: intendiamo LOTTARE fino alla fine senza tirarci mai indietro, onorare questa maglia e raggiungere con ogni mezzo la salvezza.     

 

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Coldiretti: la dieta mediterranea è fondamentale per la salute dei cittadini. Aumentano i consumi di agrumi e patate. Sbloccare l’aumento del contenuto di succo di arance nelle bibite al 20%

(150) La classifica “Bloomberg Global Health Index” su 163 Paesi colloca l'Italia al vertice dei Paesi con la popolazione maggiormente in salute e sana a livello mondiale. Alla conquista del primato mondiale  – riferisce  Coldiretti – ha contribuito la svolta salutista degli italiani a tavola

 

del 2016 che ha premiato i prodotti base della dieta mediterranea dal +5% del pesce fresco al +2% per la frutta, con una netta inversione di tendenza nei consumi domestici rispetto al passato. “In Calabria abbiamo tutto – spiega Coldiretti  – infatti la dieta mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari ha consentito agli italiani – sottolinea la Coldiretti – di conquistare valori record nella longevità con 80,3 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne”. Sul podio del consumo della frutta secondo l’Osservatorio Macfrut  al secondo posto ci sono  le arance con poco più di 550 mila tonnellate circa il +2% sullo scorso anno, che evidenzia come l'ortaggio più acquistato siano le patate che chiudono il 2016 con un +3% sul 2015. “Arance e patate sono due produzioni principe della Calabria  – commenta Molinaro – con cultivar di pregio le prime e con le patate della sila che hanno il riconoscimento comunitario igp. Se finalmente  venisse sbloccato l’aumento del contenuto di succo di arance nelle bibite al 20% come previsto  dalla legge 30 ottobre 2014, n.161 (legge europea 2013-bis)  – prosegue – avremmo tutto da guadagnarci sia per l’economia agricola e agroalimentare che per la salute”. La dieta mediterranea riconosciuta dall’Unesco non è solo alimentazione ma – sostiene la Coldiretti – un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, tra cui la coltivazione, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. Valori materiali e immateriali che, non ci stancheremo mai di dirlo, nella nostra Regione riscontriamo e che sono punti di forza notevoli sui quali investire.  La dieta mediterranea (da greco diaita, o stile di vita) promuove anche – conclude la Coldiretti – l’interazione sociale, dal momento che i pasti collettivi rappresentano il fondamento di consuetudini sociali ed occasioni di festa.

 

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Reggio di Calabria: Le Muse, ieri incontro “Sei forte, papà”, evento dedicato alla figura maschile e del suo ruolo all’interno della società odierna”

(204) Domenica scorsa la sede dell’associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” è stata la location per l’incontro dal titolo “Sei forte, papà”, evento dedicato alla figura maschile e del suo ruolo all’interno della società odierna". “Un appuntamento – ha

 

detto il presidente Giuseppe Livoti in apertura di serata – dedicato a quella che è stata l’evoluzione della figura maschile tenendo in considerazione l’evoluzione storica approdando così alla società odierna che ha fatto mutare ruoli e responsabilità del padre – famiglia”. Tanti interventi nell’ambito del salotto domenicale de Le Muse tra cui l’avv. Giovanna Manganella – collezionista, la quale si è soffermata sull’analisi di oggetti appartenuti alla sua nobile e storica famiglia: il papà era considerato sacro nella nostra storia personale e abbiamo avuto in eredità dai miei antenati oggetti strani e curiosi, dal porta orologio da taschino, alle varie tabacchiere da fiuto i argento, osso, onice, legno elementi questi di gusto che facevano tendenza e facevano emergere l’uomo raffinato nel passato. La figura del papà era sacra e l’eleganza un pò dannunziana di primo novecento lo rendeva ancora di più attrattivo. Mons. Giacomo D’Anna – parroco di San Paolo alla Rotonda si è soffermato sulla figura del padre – oggi compagno, troppi rapporti tu per tu con i figli, si è persa l’autorevolezza, si è padri nella misura in cui si è e non in cui si da ha detto con fermezza D’Anna ricordando come  San Giuseppe  rappresenta oltre che la genitorialità per eccellenza nelle scritture anche la protezione nei confronti del figlio,  l’uomo del silenzio che aiuta la propria famiglia con la tenerezza. Il dirigente scolastico Angelo Vecchio Ruggeri già preside al Liceo Scientifico L. da Vinci ha conversato sul ruolo educativo dell’uomo papà, ruolo dice Vecchio che ho portato con me tutta la vita anche all’interno del mio lavoro, nella mia scuola; la difficoltà è stata sempre fare dialogare padre e figli soprattutto in ambito scolastico. Tanti gli esempi anche nella mitologia ha ricordato lo studioso e Chronos, il Tempo, era nato come mito per spiegare i cicli dell'anno agricolo e gli aspetti connessi alla fecondità e successione del regno; finirà poi, per assumere un nuovo significato: il tempo che divora tutte le cose che egli stesso ha creato, ovvero i propri figli. L’avv. Giuseppe A. Morabito, presidente Pro Familia associazione di volontariato che si occupa del diritto di famiglia, ha relazionato sulle esigenze del legislatore partendo dal codice del 1942 sulla famiglia patriarcale ricostruita dopo la seconda guerra mondiale per motivi anche sociali, alla legge sul divorzio del 1970, approdando a quella del 1975 vera e propria riforma che tutela il minore; l’affido condiviso è la prima grande innovazione poiché entrambi i genitori gestiscono i figli allo stesso identico modo. La tradizione calabrese invece, quella della pipa in radica ha visto Fabrizio Romeo – artigiano della pipa, originario di San Lorenzo descrivere un must del mondo maschile ma anche oggi femminile, la pipa Romeo prodotta un tempo da abili mani di donne dell’area jonica per una certa elite oggi è in crisi, costi alti della manodopera, la fabbrica di vecchia memoria non esiste più e siamo costretti a vendere i nostri prodotti a Chicago o ancora a Covent Garden a Londra. Nell’ambito della conversazione è stata presentata la collettiva “Una cravatta d’arte” con le opere degli artisti Muse Marisa Scicchitano, Angelo Meduri, Santina Milardi, Grazia Papalia, Francesco Logoteta, Antonella Laganà, Rossella Marra, Adele Leanza, Mimma Gorgone, Pierfilippo Bucca e Nunzia Gimondo, artisti che hanno rielaborato il loro percorso iconografico su tela, legno, fotografia e tessuto innovando così un elemento di costume che come ha ribadito Giuseppe Livoti si rifà alla Guerra dei trent'anni (1618-1648), quando i mercenari croati della Frontiera militare croata in servizio in Francia, indossando i loro tradizionali, piccoli foulard annodati, suscitarono l'interesse dei parigini.

 

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Comune di Reggio di Calabria: il Sindaco metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà commenta le scritte di Locri «Gesti idioti, la Calabria vuole rinascere»

(199) «Sono gesti idioti ma è chiaro che la ‘ndrangheta sta accusando il colpo. Le scritte sui muri di Locri sono un segnale di come le cosche e i loro affiliati temano la perdita del controllo del territorio. A Don Ciotti e Libera diciamo grazie, corriamo insieme verso la rinascita di

 

questa terra». Lo dichiara il Sindaco Metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà commentando le scritte apparse sui muri del Vescovado di Locri all’indomani della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla vigilia della grande manifestazione organizzata da Libera per la Prima Giornata della Memoria e dell’Impegno in programma nella mattinata di domani. «La ‘ndrangheta in Calabria fonda la sua forza sul controllo del territorio, offrendo a migliaia di persone afflitte dal bisogno una risposta sociale spesso più concreta di quella costruita dalle istituzioni, ponendosi quasi come una sorta di ammortizzatore sociale. Ai messaggi subliminali dell’antistato, che scrive sui muri “più lavoro meno sbirri”, rispondiamo con la voglia di riscatto dei familiari delle vittime innocenti di tutte le mafie che ieri hanno accolto il Presidente Mattarella e con i sorrisi delle migliaia di ragazzi che domani coloreranno le strade di Locri. La Calabria vuole rinascere, chi vorrebbe tenerla nelle tenebre se ne faccia una ragione».

 

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Reggio di Calabria: tutto pronto per l’apertura del nuovo Urban Center comunale realizzato in un immobile confiscato alla criminalità organizzata. Domani 21 marzo alle 17:30 l’inaugurazione alla presenza del sindaco Giuseppe Falcomatà

(198) Tutto pronto per l’inaugurazione del nuovo Urban Center del Comune di Reggio Calabria. Appuntamento domani martedì 21 marzo alle ore 17:30 presso la sede operativa di via Tommaso Campanella 35, angolo via degli Ottimati. La struttura sarà il primo Urban Center in

 

Italia realizzato all’interno di un immobile confiscato alla criminalità organizzata ed acquisito al patrimonio comunale. Ancora una volta Reggio Calabria si pone come riferimento in ambito nazionale di buone prassi amministrative. Non è un caso che per l’inaugurazione del nuovo Urban Center si sia scelta la data simbolica del 21 marzo che corrisponde al primo giorno di primavera ed alla Prima Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno celebrata da Libera, Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie. Il nuovo Urban Center di via Campanella sarà un vero e proprio riferimento per la partecipazione di cittadini, soggetti associativi, ordini professionali, associazioni di categoria, che da oggi avranno una nuova funzionale porta di accesso diretto alla vita amministrativa dell’ente. Un ulteriore tassello del percorso di partecipazione avviato dall’Amministrazione Falcomatà. All’interno della struttura saranno presenti pannelli espositivi, video, totem grafici ed altri strumenti di partecipazione che illustreranno le diverse attività in atto. Tutti i soggetti interessati potranno prendere visione dei progetti inerenti il governo del territorio, comprese le attività relative alla redazione del Piano Strutturale Comunale e ai servizi di rilievo urbano. L’Urban Center sarà un vero e proprio laboratorio urbano di partecipazione civica all’interno del quale saranno organizzati incontri, mostre, workshop, seminari di studio, anche al fine di rendere pubblici e condividere i documenti di pianificazione territoriale e i progetti di interesse pubblico perchè possano essere valutati e condivisi prima della loro realizzazione. L’Urban Center rappresenta un luogo di incontro tra l’Amministrazione e i cittadini, che potranno elaborare ed avanzare proposte concernenti la realizzazione di opere e infrastrutture pubbliche, accompagnando il processo decisionale sulle scelte in materia di progettazione, pianificazione urbanistica e trasformazione del territorio. Già a partire dai prossimi giorni la struttura ospiterà inoltre una serie di mostre ed incontri, iniziative di ascolto dei cittadini e momenti di confronto e dialogo tra Amministratori e tecnici su problematiche di interesse urbano. Tra gli obiettivi del nuovo istituto comunale è prevista l’organizzazione di attività di partecipazione civica, focus group, laboratori di progettazione partecipata, Open Space Tecnology e coworking, al fine di coinvolgere la cittadinanza nelle diverse fasi dei processi urbani: dall’idea progettuale alla pianificazione, dalla programmazione alla realizzazione delle opere pubbliche fino all’apertura ed alla loro destinazione funzionale. “L’apertura del nuovo Urban Center di via Campanella – ha spiegato il sindaco Giuseppe Falcomatà – rappresenta un’ulteriore importante tappa del percorso di partecipazione avviato già dall’inizio di questa consiliatura. E’ una questione di metodo che diventa sostanza: ascoltare i cittadini, consentire alle associazioni e agli ordini professionali una presenza attiva nelle scelte programmatiche dell’ente, sono obiettivi nient’affatto scontati che fino a qualche anno fa a Reggio Calabria erano davvero un’utopia. Ritengo significativo inoltre che per realizzare la sede operativa dell’Urban Center abbiamo scelto un bene confiscato alla criminalità organizzata ubicato in pieno centro. Credo sia il modo migliore per restituire ai cittadini ciò che era stato loro sottratto attraverso i circuiti dell’illegalità. Il programma sull’assegnazione dei beni confiscati è una pratica sulla quale stiamo lavorando molto e che ha già dato buoni risultati, tanto da suscitare l’interesse delle massime istituzioni nazionali che hanno in qualche modo incentivato la replica delle procedure attivate a Reggio anche in tanti altri comuni italiani. E’ una bella soddisfazione soprattutto perchè riusciamo in questo modo a trasformare il record negativo di territorio con il numero più alto di beni confiscati in Italia in una risorsa da destinare ai cittadini”. L’inaugurazione del nuovo Urban Center comunale si terrà domani martedi 21 marzo alle ore 17:30. Cittadini ed associazioni sono invitati a partecipare.

 

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Reggio di Calabria: Nucleo NFP “Hanno ucciso l’Uomo Ragno: dal ’70 piano di smantellamento sistemativo della nostra amata Città”

(197) Riceviamo e pubblichiamo. “Ma a differenza della canzone degli 883, questa volta sappiamo benissimo chi sia il colpevole. E’ in atto dal 1970, un piano di smantellamento sistematico della nostra amata città in favore di Catanzaro. Prima il capoluogo, adesso l’aeroporto.

 

Inermi, come agnelli che aspettano solo di essere sgozzati stiamo aspettando soltanto che giunga la nostra ora. Più volte, in maniera civile ed ironica abbiamo cercato di far presente all’amministrazione comunale quelli che sono i problemi che attanagliano la città, ottenendo come sola risposta la censura. Questa volta, con un’azione shock, pretendiamo di essere ascoltati. Ci auguriamo che il nostro caro sindaco, che in campagna elettorale ha promesso "svolte" e "primavere” trovi il fegato e la determinazione affinché si possa risolva in maniera celere e definitiva la vicenda Aeroporto dello Stretto. Viviamo in un luogo in cui la disoccupazione, la criminalità ed il degrado non danno pace ai pochi superuomini che hanno deciso di non emigrare tentando di costruire il proprio futuro in questa città. Abbiamo sopportato di tutto, ogni genere di umiliazione, ma la chiusura del nostro aeroporto renderebbe la nostra città invivibile persino per un supereroe. Sappiamo tutti chi ha ucciso l'uomo ragno, adesso è giunto il momento di aprire gli occhi e prendere provvedimenti al più presto”. Nucleo NFP.

 

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Cosenza: venerdì 24 convegno del Lions Club “Cosenza Castello Svevo” su cibo e dieta mediterranea. Strumento di qualità della vita, benessere e salute, ma anche elemento di tradizione, identità ed etica

(203) Il Lions Club “Cosenza Castello Svevo” ha organizzato per venerdì 24 marzo 2017, alle ore 16.30, presso la sala convegni dell’Hotel Europa di Rende (CS), un convegno sul tema “Il cibo tra benessere, salute ed etica”. L’incontro sarà aperto dalla Presidente del Club Lions “Cosenza Castello

 

Svevo”, Tina Spizzirri Marzo, che introdurrà l’interessante focus su “Il cibo come strumento di qualità della vita, benessere e salute”, in cui sono previsti gli interventi di: Achiropita Curti, geriatra, internista e nutrizionista dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza; Saverio Daniele, allergologo; Fabrizio Spataro, biologo nutrizionista ed esperto di nutrizione sportiva; Giancarlo Statti, docente di Biologia Farmaceutica dell’Università della Calabria. Seguirà una proiezione di un breve filmato originale dell’Università del Minnesota, “Italy and Crete Pilot Survey 1957”, che richiama gli studi svolti a Nicotera (VV) dal famoso scienziato, a seguito del quale il mondo accademico scientifico mondiale scoprirà la cosiddetta Dieta Mediterranea, che nel novembre 2010 è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. I lavori, moderati dal giornalista Valerio Caparelli, proseguiranno con una tavola rotonda su “Il cibo come elemento di tradizione, identità ed etica”. Il dibattito sarà tenuto con la partecipazione di tre esperti: Laura Di Renzo, professore di Nutrizione Clinica e Nutrigenomica dell’Università di Tor Vergata e presidente dell’Associazione DAFNE – Defence of Agricolture Food Nutrition and Enviroment; Giovanni Soda, di Slow Food Cosenza e Sila; Paola Granata, imprenditrice agricola. Le conclusioni del convegno sono state assegnate alla Presidente della VII Circoscrizione Lions, Angela Piattelli. A seguire è stata organizzata una cena a tema con pregiati prodotti del territorio che si richiamano alla Dieta Mediterranea secondo le ricette di “The Nicotera Diet” di Pasquale Barbalace. Questa giornata di riflessione dedicata al cibo è nata a seguito dell’esperienza del Service Lions in occasione di Expo 2015 e alla volontà di riaffermare le radici della nostra civiltà, cultura e identità che trovano fondamento nella Dieta Mediterranea. La Dieta Mediterranea rappresenta l’espressione di un modo di vivere millenario che ad oggi caratterizza i popoli del bacino del Mediterraneo. In essa e nel cibo, suo primario componente, si trovano racchiusi tutti i principi della tradizione, dell’identità e dell’etica della nostra civiltà. L’alimentazione rappresenta la chiave del benessere fisico e psicologico e per questo è necessario avere una chiara visione dal punto di vista qualitativo e quantitativo del cibo, anche in funzione del proprio stile di vita. Il cibo deve rappresentare il frutto migliore della terra e rispecchiare i concetti di sostenibilità, giustizia sociale e riconoscibilità nei processi di produzione e distribuzione, deve essere prodotto tenendo conto delle radici culturali, antropologiche ed etiche e consumato per trarne il meglio dagli alimenti. La sicurezza e la qualità alimentare concorrono alla costituzione del concetto generale di benessere, che agendo sullo stato emotivo, fisico, mentale e sociale consente alle persone di raggiungere e mantenere il potenziale personale nella società. Il cibo non deve rappresentare un pericolo per la salute. Questo implica la necessità di una conoscenza per una consapevole, ragionata e prudente selezione degli alimenti più consoni per il proprio benessere fisico e psicologico.

 

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Reggio di Calabria: Stanza 101, martedì 28 lo spettacolo teatrale “Ciccio e il suo cavallo”

(202) Si terrà martedì 28 marzo, alle ore 18.00, presso il gazebo del Caffè Matteotti lo spettacolo teatrale “Ciccio e il suo cavallo”, tratto dal “Diario di un viaggio a piedi” di Edward Lear. La rappresentazione è stata organizzata dall’associazione “Stanza 101 – Cenacolo Culturale

 

Impertinente” con la collaborazione delle associazioni culturali “Due Sicilie – RC”, “Ostro”, “Nuovo Giangurgolo”, e sarà messa in scena dalla compagnia “La Bottega Teatrale del Nuovo Giangurgolo”. Stanza 101 – Cenacolo Culturale Impertinente, info@stanza101.org.

 

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Ginnastica: Restart, Francesca Spanti trionfa ad Ortona

(124) Ancora un risultato di prestigio per Restart, il sodalizio ginnico guidato dalla prof.ssa Marilena D’Arrigo. A Ortona, nel campionato interregionale di specialità zona centro/ovest, centro/est, sud, Francesca Spanti, ginnasta di punta della società reggina, è salita sul gradino più

 

alto del podio nella categoria “Senior Gold”, specialità palla, ottenendo il ragguardevole punteggio di 12,950. Ha preceduto nell’ordine le salernitane Adriana D’Alessandro dell’Asd Cgr Arbostella 1989 (punteggio 12,450) e Miriam Buonerba dell’Asd Poseidon (punteggio 12,300). Per la Spanti si tratta della prima affermazione in carriera in una gara interregionale dopo il secondo posto di Rosignano nel 2014. La vittoria di Ortona le è valsa la qualificazione (le prime quattro timbravano il pass) alla finale nazionale di specialità, in programma a Fabriano il 5 e 6 maggio. Qualificazione che le è invece sfuggita di un soffio (per soli 0,50 punti) al cerchio, dove ha comunque ottenuto un brillante quinto posto (punteggio 12,250). Erano 120 le ginnaste presenti alla kermesse in terra abruzzese, provenienti da Calabria, Sicilia, Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata. Tra queste altre tre rappresentanti Restart, tutte alla prima esperienza e tutte nella categoria/fascia junior. Buono il settimo posto di Alice Malara (su un totale di 24 atlete) al cerchio (punteggio 11,200) e il nono nella classifica individuale unica (junior e senior) della coppia formata da Giulia Fascì e Chiara De Girolamo (punteggio 8,800). Risultati questi che assumono maggior valenza alla luce del fatto che le piccole Restart erano le più giovani in gara, tutte del 2004, in una competizione che annoverava anche ginnaste del 2001, del 2002 e del 2003. In Abruzzo, oltre alla direttrice tecnica Marilena D’Arrigo, era presente anche l’istruttrice Ylenia Albanese. “Siamo estremamente soddisfatte del comportamento di tutte le nostre ginnaste – ha detto quest’ultima. La Spanti si è confermata ad altissimi livelli, sbaragliando la concorrenza alla palla, mentre le più piccole sono state brave a gestire l’ansia pregara, facendoci comunque fare bella figura. Sono bimbe eleganti e precise, e le loro performances sono state premiate con punteggi in media con le altre atlete. In futuro bisogna migliorare sulle difficoltà di corpo e d’attrezzo, ma i margini di crescita sono ampi. Certamente tutte loro hanno dimostrato di avere la stoffa per intraprendere un percorso agonistico ad alti livelli ed emulare la Spanti”. * Ufficio Stampa Restart.

 

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Pallacanestro, serie C Silver, playoff: Vis al fotofinish su Rende (66-65), reggini avanti 1-0 nella serie

(123) È il bello dei play off: intensità esasperata, agonismo, adrenalina a mille, voglia di provarci anche quando sembra finita, gioia per la vittoria, disperazione per la sconfitta. Questo e molto altro è stata Vis Reggio Calabria – Bim Bum Basket Rende, partita dalle infinite emozioni

 

conclusasi con un finale al cardiopalma. C’è voluto anche un tempo supplementare per dirimere la contesa, giusto per non farsi mancare nulla. Alla fine ha vinto la Vis, ma avrebbe potuto vincere Rende. I silani a inizio terzo quarto hanno toccato anche i 18 punti di vantaggio, ma si sono fatti raggiungere e superare da una Vis con un cuore immenso, fallendo anche il tiro della vittoria allo scadere dell’overtime. Primo quarto equilibrato, con gli ospiti che scappano in avvio (4-11) e i locali che rimangono in scia grazie ad alcune fiammate di Warwick (17-20). Nel secondo periodo la Vis s’inceppa in attacco e non la mette praticamente mai (0 su 5 da 2 e 1 su 10 da tre). Rende senza strafare, sfruttando la verve offensiva di Mirando e la devastante potenza fisica di Skurdauskas dentro il pitturato, vola fino al 19-35 dell’intervallo lungo. Sembra il preludio ad un agevole blitz esterno per Russo e compagni, che però all’uscita dagli spogliatoi si ritrovano una Vis letteralmente trasformata, scattata dai blocchi come il Carl Lewis dei tempi d’oro. In un amen i reggini piazzano un mortifero 24-4 che vale un incredibile sorpasso (43-39). Warwick, Lobasso e Arillotta sono scatenati in attacco, mentre la difesa trova le chiavi per limitare lo strapotere atletico del gigante lituano Skurdauskas, sino a quel momento dominante a rimbalzo. La terza frazione si conclude in parità assoluta (45-45). Nell’ultimo quarto l’equilibrio permane sino ai secondi conclusivi. Una tripla di Cilento sembra dare agli ospiti l’abbrivio vincente ma, sul 58 pari, l’ultimo possesso è della Vis che fallisce i canestri della vittoria a fil di sirena con Warwick, Arillotta e Lobasso. Il supplementare è un concentrato di emozioni vietate ai deboli di cuore. Fra uscite per falli (i locali perdono anche Warwick dopo l’uscita di Tramontana sul finire dell’ultimo quarto), risse sfiorate, antisportivi, tecnici, triple da urlo (Costantino per la Vis, Mazzuca per Rende), è il “mago dei finali” Rizzieri a prendere per mano i reggini e a portarli avanti con la sua proverbiale glacialità dalla lunetta (6 su 6). Sul 66-65 l’ultimo pallone lo gestisce Rende: l’ex Venuto si prende la responsabilità del tiro conclusivo, la cui parabola s’infrange sul ferro, fra il tripudio liberatorio del fantastico pubblico del PalaBotteghelle, anche ieri sesto uomo in campo. Giovedì a Cosenza subito gara-2. Tramontana e compagni proveranno a chiudere i conti e ad approdare in finale per il secondo anno consecutivo. Questo il tabellino della gara: Vis Reggio Calabria – Bim Bum Basket Rende 66-65 d.t.s. (17-20, 19-35, 45-45, 58-58). Vis Reggio Calabria: Costantino 4, Tramontana 8, Arillotta 11, Warwick 19, Lobasso 18, Catanoso, Rizzieri 6, Cedro, Romeo n.e. Dattola n.e. Allenatori: D’Arrigo e Farina. Bim Bum Basket Rende: Spadafora 9, Pirrone 2, Venuto 2, Mirando 21, Skurdauskas 19, Mazzuca 9, Russo, Cilento 3, Reda n.e., Gaudio n.e., Tenuta n.e., Galasso n.e. Allenatore: Carbone. Arbitri: Aldo Travia e Antonio Travia di Gioia Tauro. * Ufficio Stampa Vis.

 

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Calabria: avanzata di Forza Nuova

(232) "Dopo l'inaugurazione della sede cittadina di FN a San Lorenzo del Vallo nel cosentino di qualche settimana addietro, nei giorni scorsi il segretario nazionale, l'on. Roberto Fiore, è stato ospite a Caulonia (RC) di cittadini e simpatizzanti. FN nella provincia di Reggio partirà da

 

Caulonia e dalla Locride, già nei prossimi giorni verranno messe in campo le strategie di lotta a favore del territorio, vessato da mille ingiustizie e verrà fondato il primo nucleo militante. Negli stessi giorni abbiamo avuto col segretario un vertice a Catanzaro, alla presenza mia e dei quadri dirigenti catanzaresi, tra cui il segretario provinciale Carmelo La Face, dove si è deciso di rilanciare il movimento a breve su Catanzaro, con una grande manifestazione e l'inaugurazione ufficiale della federazione catanzarese, che ha preso consistenza militante in questi ultimi tempi e si è dotata di un suo avamposto e degli opportuni strumenti di ramificazione sociale. Questo mentre a Pizzo (VV) si guarda alle prossime comunali dove saremo presenti ed a Crotone forti dei consensi elettorali che hanno segnato una forte crescita; oggi il movimento ha rafforzato la sua base di tesserati e si sta preparando alle sfide future". Davide Pirillo, Coordinatore Regionale FN Calabria.

 

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Locri (RC): minacce sui muri di Locri contro don Luigi Ciotti, Avviso Pubblico “La ‘ndranghera è ancora forte ma ha paura di una società libera e solidale”

(149) Avviso Pubblico condanna fermamente le minacce inquietanti rivolte al Presidente di Libera don Luigi Ciotti, comparse sui muri dell’arcivescovando, di una scuola e del comune di Locri. Questi messaggi arrivano poche ore dopo l’incontro a Locri tra i familiari delle vittime delle

 

mafie e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – che durante il suo intervento ha espresso parole dure, forti e chiare contro le mafie – in visita nella città in occasione della XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Il presidente di Avviso Pubblico nell’esprimere un forte senso di vicinanza a don Luigi Ciotti e a tutta l’associazione Libera, comunicando la sua presenza già dal pomeriggio di oggi, dichiara quanto segue: “Questi vili messaggi sono una sfida allo Stato, alle istituzioni democratiche, e dimostrano quanto la ‘ndrangheta sia ancora forte in alcune zone del nostro Paese. Ma sono anche la dimostrazione di quanto le mafie hanno paura di una società libera, solidale, in cui prevalgono la legalità e la giustizia. Utilizzare un tema molto delicato e sensibile come il lavoro e la disoccupazione per infangare un nome e un’associazione, che da oltre vent'anni organizza, insieme ad Avviso Pubblico, una giornata nazionale per ricordare chi è stato strappato alla vita dalla violenza mafiosa e che quotidianamente lavora per costruire un’Italia libera dalle mafie, dalla corruzione e dal malaffare, è un segnale di forte preoccupazione, di fastidio, di paura”. “Queste scritte ci fanno capire ancora di più quanto sia stato importante aver scelto la città di Locri come tappa principale della Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti della mafia – ha concluso il Presidente Montà – Domani dobbiamo essere in tanti, dobbiamo invadere le vie della città per dimostrare che noi siamo di più, che noi siamo più forti. Per questo colgo l’occasione per invitare i tanti amministratori locali delle locride e non solo a partecipare alla manifestazione per denunciare tutti insieme coloro che continuano a violare e calpestare il progresso di questa terra e ad ostacolarne lo sviluppo, per stimolare e incoraggiare coloro che vogliono vivere una vita senza condizionamenti, per ricordare uno per uno coloro che hanno dato la loro vita per un futuro migliore, il nostro”. Avviso Pubblico è infine vicina a quella Chiesa, rappresentata da monsignor Francesco Oliva e dall’arcivescovo di Monreale Michele Pennisi, che concretamente e quotidianamente prova a dare segnali di rottura forti e chiari contro tutte le forme di criminalità organizzata e mafiosa.

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Catanzaro: la Cgil Calabria esprime indignazione e condanna. Il 21 marzo a Locri la Calabria e tutti i calabresi parte civile per una nuova primavera di legalità. Solidarietà al Vescovo Oliva e Don Ciotti

(148) "La Cgil Calabria esprime indignazione e condanna per quanto avvenuto nell’arcivescovado della Locride, esprime solidarietà a Don Luigi Ciotti e a Monsignor Francesco Oliva, ed invita ad una reazione la società civile calabrese a partecipare domani a Locri contro la

ndrangheta. Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di Don Luigi Ciotti nel giorno dell'incontro a Locri con i familiari delle vittime di mafia contro il potere mafioso, dei suoi intrecci con la politica, con la massoneria e quella zona grigia che ne mantiene il collegamento sono una boccata di ossigeno per la nostra regione. Parole chiare, forti, senza filtri, contro la mafia e la ndrangheta e che da forza, vivacità a chi la ndrangheta la vuole combattere davvero. La Calabria ha bisogno come il pane di un movimento che parta dal basso, che si crei una rete di legalità che coinvolga le scuole, le associazioni del terzo settore, il sindacato, la parte sana di quella società civile che vuole e può fare di più per il risveglio delle coscienze sopite. Per fare ciò occorre una politica nuova, diversa da quella attuale, che combatta davvero la corruzione e la collusione, che fa meno convegni e che affermi ed applichi la legalità giorno per giorno. Le inchieste in corso contro la cosiddetta zona grigia da parte della Magistratura calabrese che mettono mani al controllo della spesa comunitaria ed alla gestione dei fondi europei e quelli sulla sanità sono la testimonianza che ci sono le condizioni per combattere un sistema di potere, trasversale, che negli anni ha messo in ginocchio la Calabria, togliendole le opportunità di sviluppo e di lavoro e rubandole il futuro. Per anni i cittadini calabresi non hanno mai saputo cosa hanno prodotto miliardi di fondi comunitari, chi li ha presi, come e dove li ha spesi, quanti posti di lavoro hanno prodotto. È arrivato il tempo della chiarezza e della trasparenza. La Cgil Calabria che ha sempre denunciato le storture sulla programmazione e gestione  dei fondi di coesione ritiene utile una operazione verità e trasparenza, nonché un’ indagine a tutto campo anche della commissione antimafia su tutta la spesa che va dal  2000 al 2016,  altrimenti è pronta ad uscire dai comitati di sorveglianza che servono a poco o niente. Abbiamo chiesto al governo centrale e regionale strumenti idonei ed efficaci per la tracciabilità della spesa per sapere chi prende i fondi, come li utilizza e quanti posti di lavoro determina e siamo pronti a sottoscrivere i protocolli di legalità con le clausole sociali per creare un piano regionale per il lavoro. Il potere mafioso si combatte se le istituzioni  intervengono sul patrimonio dei mafiosi e possibilmente facciano la loro parte prima della Magistratura. La Cgil Calabria ringrazia il Presidente della Repubblica per le parole che danno fiducia e speranza, per aver dato un nuovo orizzonte alla Calabria e sarà presente il 21 marzo a Locri nel ricordo delle vittime di mafia e per costruire una rete e una nuova primavera di legalità per una nuova Calabria Parte Civile”. Angelo Sposato, Segretario Generale Cgil Calabria.

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Lamezia Terme (Cz): assemblea CIA Calabria: fissati i punti dai quali far ripartire il settore

(151) Reddito, Europa, territorio, filiera, Pac, sono i punti fondamentali dai quali partire per rilanciare l’agricoltura. E’ quanto emerso dall’assemblea regionale Cia Calabria riunita presso l’agriturismo Trigna di Lamezia Terme, presieduta da Nicodemo Podella, presidente regionale e

 

conclusa dal presidente nazionale Dino Scanavino. I lavori sono stati coordinati dal direttore regionale Franco Belmonte. Alla relazione ampia ed esaustiva del presidente regionale, che ha posto l’accento su tutti i temi che saranno sviluppati nella Conferenza Economica di Bologna del 29,30 e 31 marzo prossimi, sono seguiti numerosi interventi di Dirigenti e Associati/e. Il reddito è il primo grande tema sul quale è necessario intervenire per rilanciare le aziende agricole del territorio. Una globalizzazione senza controllo e regole, unita a una politica poco incline ad ascoltare le voci degli agricoltori, non permette di affrontare i problemi alla radice. Il continuo calo dei prezzi all’origine, dei costi di produzione in ascesa, per un periodo, stabili per l’ultimo periodo, hanno messo in seria difficoltà le imprese di un settore che, nonostante tutto, è stato l’unico a registrare una crescita, sia nei dati occupazionali che nel numero di imprese in attività. Il sostegno da parte della Comunità europea con i premi disaccoppiati e accoppiati, il sostegno agli investimenti con il PSR, non sono affatto sufficienti a determinare la tenuta dell’azienda sul mercato. “Non si può continuare a chiedere agli agricoltori italiani di produrre in perdita – sottolinea Nicodemo Podella, presidente Cia Calabria – , di continuare a detenere un brand come quello del “Made in Italy” forte, riconosciuto, invidiato e copiato in tutto il mondo, senza poterne beneficiare in termini di “giusto reddito”. Il Made in Italy va tutelato e salvaguardato da impropri accostamenti con prodotti che di italiano hanno ben poco. Non chiediamo di alzare barriere doganali, non vogliamo che si impedisca ai prodotti esteri di entrare in Italia – prosegue Podella -, perché lo sappiamo che le politiche protezionistiche non hanno portato mai da nessuna parte, ma chiediamo che il Governo tuteli le produzioni italiane facendole competere alla pari con i prodotti esteri e che questi ultimi non siano spacciati per prodotti italiani". Proprio il Governo potrebbe attuare dei provvedimenti, a costo zero, capaci di generare importanti e significativi effetti positivi per tutta la filiera e il comparto in genere. Il divieto a prodotti esteri, trattati con sostanze vietate in Italia, di entrare liberamente sul mercato italiano; il potenziamento dei servizi fitosanitari regionali, in modo da impedire che insieme ai prodotti si importino anche fitopatie provocate da insetti, coleotteri, batteri nocivi e devastanti, con controlli alla partenza e all’arrivo nei porti italiani; l’impedire che prodotti “made in Italy” abbiano di italiano solamente la confezione esterna, mentre il prodotto interno è di provenienza estera o sconosciuta. Questi sono soltanto alcuni esempi di azioni che le istituzioni potrebbero intraprendere per sostenere in maniera importante il settore. Il Presidente Nazionale Dino Scanavino, nel dare atto alla dirigenza calabrese di avere intrapreso un percorso grazie al quale si è resa più forte, ha sottolineato il fatto che le assemblee hanno cambiato verso. Gli agricoltori dimostrano un approccio costruttivo, propositivo denunciando pubblicamente la scarsa capacità di generare reddito dal loro lavoro per effetto di un sistema agricolo squilibrato e le disfunzioni della pubblica amministrazione. L’Assemblea regionale è stata l’occasione per presentare e discutere i temi principali che si tratteranno nel corso della Conferenza economica di fine mese, senza evitare critiche a una politica che ha trasformato gli agricoltori, da elemento fondamentale e strategico per la riuscita delle politiche nazionali dei Governi, a essere considerati un problema, da ridimensionare, attraverso la riduzione degli spazi e delle risorse.“E’ necessario – afferma Scanavino – che il Governo italiano si ponga nei confronti delle istituzioni europee facendo di tutto per convincerli che noi ce la possiamo fare. Noi dobbiamo stare nel sistema Europa ma non in modo acritico, dobbiamo denunciare quello che non va e proporre strade alternative”. Ecco che la nostra Conferenza economica diventa cruciale in chiave propositiva e si sviluppa su quattro tematiche fondamentali. Europa dei popoli. Non ci occupiamo solo di vendere e coltivare, trasformare derrate agricole, siamo una forza sociale, un’associazione che riunisce 90.000 persone che sono cittadini prima ancora che imprenditori. Tutto ciò che trasforma e modifica la società europea, come i flussi migratori, ci riguarda. Tanti lavoratori comunitari e/o extracomunitari sono impiegati nelle nostre imprese, anzi, a volte senza di loro le attività si fermerebbero. Cosa succede nel mondo non va sottovalutato, ci deve interessare e bisogna occuparsene. Territorio e Agricoltura. “Abbiamo sviluppato – afferma Scanavino – una serie di iniziative e progetti, in particolare rivolti alle aree interne del paese, quelle della dorsale appenninica, quelle del meridione d’Italia, e mentre noi, assieme a molte amministrazioni pubbliche anche regionali, comuni, associazioni, provavamo a lavorare, ci siamo trovati un anno terribile proprio per queste aree”. Il terremoto ha devastato un intero territorio del centro Italia, la neve caduta copiosa e abbondante anche in Puglia a 500 metri da mare, la grandine, il gelo e la pioggia anche in Calabria. Questo ci interroga su come fare per affrontare un problema in più oltre al mercato, alle questioni che riguardano i PSR, e come possiamo fare fronte a situazioni che sempre più frequentemente mettono in ginocchio il comparto. Inoltre nelle aree interne sono caratterizzate da una fragilità intrinseca (franosità, dissesto, ect.). Nella sola dorsale appenninica vivono più di 15 milioni di abitanti e se non pensiamo a potenziare e accompagnare lo sviluppo di queste zone, non riusciremo mai più a fare ripartire l’Italia. Filiera. Il tema delle aggregazioni non è quello fermo a venti anni fa. Oggi va affrontato mettendo in atto una strategia commerciale pensata da tutta la filiera a cominciare dai produttori di materia prima fino ad arrivare a chi vende il prodotto trasformato. Dobbiamo immaginare un settore composto da OP, da reti d’impresa, da cooperative, concepito in modo efficiente, efficace, che non produca perdite lungo il percorso e che condivida il valore aggiunto in modo più equo tra tutti gli attori della filiera a partire dagli agricoltori, valorizzando le produzioni Italiane. “Purtroppo – sottolinea Scanavino – non abbiamo una filiera controllabile in grado di dirci che sotto il “made in Italy” c’è effettivamente produzione italiana e di qualità. Penso che tutta la legislazione sulle DOP, IGP, ecc. sia roba vecchia di trent’anni che non può più funzionare”. Politica Agricola Comunitaria (PAC). L’impianto della PAC post 2020 si scrive nel 2017. Non possiamo più accettare un sistema che si basa su metodi di calcolo messi a punto venti anni fa. Bisogna elaborare la PAC come se non ci fosse mai stata, altrimenti la prossima non riusciremo più ad applicarla. Il secondo pilastro era nato per rafforzare le aziende più deboli nelle aree rurali e invece è servito a rafforzare quelle della pianura padana e delle aree forti del paese, tradendo il senso della politica agricola comunitaria. “Il nostro progetto – afferma il presidente nazionale Cia – partirà dal fatto che il sistema com’è oggi non è più funzionale all’agricoltura italiana. I consorzi di bonifica e di difesa, il sistema allevatoriale devono costare di meno: è necessario tagliare i costi inutili. Come organizzazione – conclude Scanavino – saremo severi e irriverenti nei confronti di tutti. Non ci interessano le poltrone e le presidenze. Noi non viviamo per il sistema, noi viviamo di quello che ci danno i nostri agricoltori. Fondamentale agire come corpo unico con agricoltori uniti e coesi su un unico obiettivo: far sentire la nostra voce.

 

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