Saint Christophe (AO): Camilleri, “Siamo giovani ma vogliamo dare il massimo”
E’ uno dei giovane sui quali la Reggina conta e non poco. Nonostante la sua giovane età è stato già al centro di un “caso internazionale”. Ricordate la storia di quel giovane calciatore “prelevato” dagli emissari del Chelsea (quasi) nottetempo? Ecco, il giovane in questione è Vincenzo Camilleri (nella foto). Difensore centrale, siciliano di Gela, classe 1992, buone doti per quanto riguarda il suo ruolo e tante tante potenzialità. E’ l’amaranto di turno oggi ad incontrare la stampa presente al ritiro. Iniziamo.
La tua è una storia un po’ strana. Cresci nelle giovanili amaranto, poi la “fuga” a Londra ed, infine, ritorni. Cos’è successo? Ho avuto l’opportunità di andare a Londra in una società prestigiosa e non volevo lasciarmela scappare. Poi ho avuto dei problemi e sono ritornato qui dove ho raggiunto nuovamente l’accordo con il presidente Foti. Problemi di ambientamento, quindi, o di metodi di allenamento o, ancora, problematiche legate al clima così diverso da quello in cui sei cresciuto? Soprattutto di ambientamento, poi anche con società ed allenatore. Lì è tutto molto bello, le strutture sono veramente all’avanguardia. Non mi sono trovato bene perché fondamentalmente non mi sono ambientato sin da subito. Da questi primi giorni di ritiro appare evidente come i giovani presenti qui abbiano una gran voglia di dimostrare che ce la possano fare, seppur con l’aiuto dei giocatori più esperti. E’ una sensazione che hai anche tu? Sicuramente qui tutti abbiamo un gran desiderio di far bene magari ascoltando qualcuno più grande di noi che ci aiuterà. Siamo un gruppo giovane e speriamo di far bene. Ti auguri che questa sia la stagione che sancisca la tua consacrazione? In sostanza, l’anno scorso sembrava quasi che fossi pronto ad esordire ed a dare il tuo contributo alla squadra poi i vari mister che si sono avvicendati sostenevano che fossi troppo giovane per rischiare di “bruciarti” in un’annata disastrosa. Con Atzori speri di trovare posto in squadra? L’anno scorso non giocavo un po’ per demerito mio ed un po’ per le idee contrarie di Novellino, Iaconi e Breda che, evidentemente, non mi “vedevano” bene e pronto. Quest’anno mi sto impegnando e con il mister ne abbiamo già parlato però dipenderà tutto da me se mi allenerò bene e farò altrettanto oppure no. Stai bene fisicamente? Sto molto meglio dell’anno scorso, certamente. Quest’anno abbiamo una difesa composta da difensori molto alti e di solito si dice che i giocatori alti abbiano gran doti aeree ma deficitino nel gioco con la palla a terra. Nell’amichevole contro lo Spezia abbiamo visto soprattutto queste ultime. In effetti è vero quello che dici. Oltre a questo, però, c’era molto vento in campo il che rendeva oltremodo difficile il gioco con la palla a terra. Comunque sia l’unica cosa che dobbiamo fare è lavorare, lavorare, lavorare. A questo punto della preparazione è più la fatica che sentite tra le gambe o sono più gli stimoli che sentite dentro di voi a fare sempre meglio? Si sentono entrambi. La fatica è tanta, ma si avverte anche il nostro desiderio di crescere lavorando. Quest’anno la Reggina non è data tra le favorite alla vittoria finale, questo potrebbe essere un vantaggio anche alla luce di quanto avvenuto lo scorso anno? L’anno scorso tutti ci davano per certi vincitori del campionato e sappiamo com’è andata. Quest’anno avremo meno gli occhi addosso da parte di molti e, quindi, meno pressioni. Potrebbe essere un vantaggio anche se spetterà solo ed esclusivamente a noi tutto quello di cui saremo capaci di fare. Mai come quest’anno sembrate in tanti coloro i quali provengono dalle giovanili della Reggina. C’è in voi un po’ d’orgoglio nell’essere molti presenti in prima squadra al termine dell’indubbia vostra escalation? E’ bello ritrovarci tutti in prima squadra quelli che voi definite quali “figli del Sant’Agata”. Ci ritroviamo a parlare spesso delle nostre esperienze comuni sia tra le fila degli Allievi che in quelle della Primavera. Con quanti e con chi di loro sei cresciuto pur essendo il più giovane tra tutti? Ho giocato con i fratelli Viola, ma anche con Verruschi e con Rizzo. Con gli altri ovviamente ci conosciamo da tempo. A partire da Atzori fino ai colleghi qui presenti è impressione comune che il reparto più completo e che sembra dare più affidamento sia proprio la difesa. E’ una responsabilità in più per voi? Siamo in tanti e le responsabilità aumentano e sono parecchie. Nel recente passato si è parlato di un interessamento nei tuoi confronti addirittura della Juventus. La notizia è vera, ma io sono qui e penso a fare bene con la Reggina. Se in futuro ci sarà qualcos’altro da fare ne parleremo insieme al presidente e si deciderà cos’è meglio. La tua giovane età ti consente comunque di sognare traguardi sempre più ambiziosi e, quindi, società e squadre sempre più blasonate. Intanto penso a disputare un buon campionato qui con la Reggina se mi sarò meritato di giocare, poi, come detto, si vedrà. Abbiamo visto un Rizzo in gran forma, avendolo conosciuto sin dalle giovanili percepisci anche tu questo suo crescere? Giuseppe sta facendo molto bene, s’impegna e cresce di giorno in giorno. Se continua così il mister gli concederà certamente delle opportunità importanti. Siamo nel corso dell’ultima settimana di ritiro qui a Saint Christophe, tantissimi sono i chilometri che avete nelle gambe ma anche le nozioni tecniche che il mister vi ha già dato. Si punta alla vostra “esplosione” dal punto di vista fisico sin dalla prima giornata di campionato. In effetti sono molti i chilometri macinati fino ad oggi. Stamane abbiamo lavorato sulla “forza” e sebbene siamo all’ultima settimana della prima parte di ritiro credo che siamo a quella più intensa sotto il profilo del lavoro. Vi sentite sulla buona strada (fisicamente intendo) per affrontare le fatiche di un campionato lungo e difficile come quello di B? Le amichevoli vi aiutano ad entrare in clima partita o, per ora, pensate solo ad accumulare energie da sfruttare dopo? Ancora dobbiamo lavorare parecchio, ma stiamo crescendo man mano che i giorni passano e da qui al 22 agosto saremo certamente pronti. Cosenza, Burzigotti, Acerbi, Adejo e Camilleri (senza dimenticare gli infortunati Giosa e Costa). Siete in 5 o addirittura in 7, non ti pare un po’ troppi? Ma no. Gli acquisti di Foti non sono stati fatti a casaccio. Vuol dire che in 5 ce la giocheremo per i 3 posti disponibili. Ci sarà più concorrenza tra di noi e questo non potrà che fare bene alla squadra.
Cooperazione sinergica e mobilità all’interno dell’area integrata dello Stretto. Questo il filo conduttore che ha unito gli interventi, coordinati dalla giornalista Antonella Chirico al circolo del Tennis “R. Polimeni”, nella serata dedicata alla presentazione del volume “La città Metropolitana per la Regione dello Stretto” di Enzo Tromba e Josè Gambino. Un libro che lo stesso editore Leo Iiriti ha considerato precursore della futura realtà nelle due sponde, individuando nelle prospettive e nei progetti inseriti nel testo le opportunità di sviluppo soprattutto per l’imprenditoria giovanile.
L’amaranto di scena oggi in sala interviste è un neo arrivato, il suo nome è Lorenzo Burzigotti ed è un centrale difensivo. Nato a San Sepolcro in provincia di Arezzo 23 anni or sono, ha militato, tra le altre, nel Sansovino, nella Juve Stabia e nel Foggia da dove la Reggina l’ha prelevato. Prima di queste tre squadre aveva fatto dai “pulcini” alla prima squadra nel San Sepolcro (come detto sua città di nascita), poi nell’Arezzo ed un anno a Bolzano nell’Alto Adige. Per avere soli 23 anni hai già accumulato una buona esperienza tra Prima e Seconda Divisione. “Già a San Sepolcro, in serie D, avevo avuto la fortuna che il mister mi facesse esordire. Poi, a 19 anni, ero a Sansovino in Seconda Divisione e da lì poi è iniziata la mia crescita.” 
E’ sicuramente un personaggio (in senso buono, s’intende). Ne abbiamo sentito parlare e ne abbiamo letto le doti per anni ascoltando e leggendo le cronache provenienti dai vari ritiri valdostani della Reggina. E’ reggino purosangue, di San Giorgio Morgeto per l’esattezza, ed è profondamente orgoglioso di esserlo tanto da mettersi spontaneamente al servizio della maggiore espressione sportiva della regginità. E’ Rinaldo Mammoliti (nella foto), 45enne giusto ieri, da molti anni trapiantato in questa splendida terra così diversa dalla natìa. Lo abbiamo conosciuto immediatamente al nostro arrivo qui in ritiro, affabile e cortese sempre pronto a mettersi a disposizione delle esigenze di noi giornalisti. 


Dopo l’intera giornata di ieri dedicata al riposo assoluto e, per chi lo ha preferito, allo shopping in quel di Courmayeur, la seduta mattutina è stata dedicata esclusivamente alla corsa, con ripetute e scatti, ed a qualche esercizio defaticante a terra per smaltire la fatica. Nello splendido scenario della cosiddetta “area verde” (come se di verde qui ce ne fosse poco) di Saint Christophe, la "bellezza" di 16 giri di 400 m ciascuno (pari a 6,400 km) sono stati effettuati dalla truppa amaranto agli ordini di Carlo Simionato con Gianluca Atzori (nella foto) ad assistere più distaccato ed il suo secondo Aldo Bergamo e Ciccio Cozza (nella foto mentre parla con l'attaccante francese Sy) ad a coadiuvare lo stesso Simionato in maniera più diretta.
E’ finita da qualche minuto la gara tra Reggina e Spezia di cui trattiamo in altra parte. Ovviamente non si possono trarre conclusioni, ma qualche indicazione certamente si. La Reggina è un cantiere aperto e lo si capisce guardando giocare alcuni calciatori. C’è chi ci mette l’anima (o almeno ci prova) e chi, invece, gioca con apparente sufficienza vuoi perché sa che la Società intende cederlo vuoi anche perché egli stesso ha chiesto di esser ceduto. Appena ha un attimo di tregua, ci avviciniamo a mister Atzori (nella foto) e scambiamo quattro chiacchiere con lui anche per capire, perché appena arrivati in terra valdostana, come stanno andando le cose dopo 10 giorni di lavoro a prescindere dalla gara di oggi. Eccolo. 
Reggina – Spezia: 1-1. Reggina (3-5-2): Kovacsik (Puggioni dal 46°), Cosenza (dall’85° Camilleri), Burzigotti, Acerbi (Verruschi dal 46°), N. Viola (Montiel dal 46°), Rizzato (Barillà dal 46°), Adejo (Vigiani dal 46°), Rizzo, A. Viola (Sy dal 46°), Missiroli (c) e Zizzari. In panchina: Puggioni, Verruschi, Camilleri, Barillà, Sy, Montiel, Vigiani e Szatmari. All.: Atzori. Spezia (4-4-2): Aprea (Conti dal 46°), Comazzi (Cintoi dal 46° e Del Padrone dal 56°), Milone (c) (Buscaroli dal 46°), Enow (Scantaburlo dal 46°), Musto (Toppan dal 46°), Pedrelli (Capuano dal 46°), Chianese (Grieco dal 46°), Herzan (Lollo dal 46°), Lazzaro (Ferrarese dal 46°), Cesarini (Cisterni dal 46°) e Casoli (Beretta dal 46°). In panchina: Conti, Buscaroli, Scantamburlo, Cintoi, Toppan, Capuano, Lollo Cisterni, Ferrarese, Beretta, Grieco, Del Padrone e Ciarramitaro. All.: D’Adderio. Arbitro: Penno di Nichelino (TO). Assistenti: Crimaldo e Castano di Nichelino (TO). Marcatori: Missiroli al 40° e Beretta al 60° (rig.).
…non vi riducete gli ingaggi, la Reggina fallirà e la responsabilità sarà vostra!” E’ questa l’inquietante esclamazione che, Dio mai non voglia, potrebbe aleggiare in questi giorni in quel di Saint Christophe. Sappiamo, e qui non usiamo certo il condizionale, che il presidente Foti è giunto ieri sera nella sede del ritiro valdostano per sciogliere quei dubbi, con annesse problematiche, relativi ad un organico numericamente e, soprattutto, onerosamente eccessivo. Sappiamo, anche qui senza dubbio alcuno, che 36 giocatori sul groppone la Reggina non può permetterseli. Sappiamo anche che, di conseguenza, la Società è principalmente impegnata su due fronti: il primo è certamente quello di vendere i suoi pochi uomini che hanno mercato (Carmona, Brienza, Bonazzoli, Missiroli e Barillà, per esempio) ed il secondo è quello di ridurre drasticamente sia il tetto che il monte ingaggi. 
Giornata importante in casa Viola. L’inizio della terza settimana di luglio coincideva con una riunione in cui erano presenti quasi tutti i soci della compagine neroarancio. Tutti, vecchi e nuovi con Gian Cesare Muscolino alla prima vera uscita da presidente. E durante l’incontro del Pianeta Viola, si sono definite le prime cariche all’interno del sodalizio reggino; Muscolino, fuori negli ultimi giorni per impegni di lavoro, aveva messo come priorità al suo rientro questa riunione che ha dato i frutti sperati. Quello che è uscito fuori è che, come detto, l’imprenditore reggino sarà il nuovo presidente del team Basket Viola, l’uomo che ha la maggioranza delle azioni e che dirà la parola finale su tutte le operazioni che riguarderanno il mondo neroarancio.
E’ quest’ultimo il binomio ex novo coniato per definire la Reggina (Società e squadra). La “paternità” è del presidente Foti (nella foto con Gianluca Atzori) che, abbandonato lo stucchevole “simpatica ed importante”, ha definito così (ovviamente con la stampa che conta (?) a farne da risonanza) la squadra che via via prende forma e, speriamo, sostanza. La prima cosa che è balzata agli occhi, stupendo i più, è che la Reggina (Società e, di conseguenza, squadra) versione 2010-2011 non fa proclami, non promette, non spreca saliva conservandosela, speriamo, per tempi migliori. Ricordate il “Sono qui per vincere” di Novelliniana memoria? Quello slogan che ha campeggiato ovunque, tessere di abbonamento e maglie comprese? Ecco! Non esiste più e ce ne compiacciamo. 
Nella scorsa notte, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Villa San Giovanni, hanno tratto in arresto in flagranza di reato Fedele Antonino, 36 anni, originario di S. Eufemia. L’accusa è di estorsione ai danni di un imprenditore della zona. Proprio dalla denuncia di M.O. era scaturita l’attività investigativa degli uomini dell’Arma. L’imprenditore aveva denunciato infatti di aver ricevuto una missiva anonima nella quale gli veniva richiesta una somma pari a 5000 euro al fine di evitare spiacevoli e gravi conseguenze.
Continua incessante il monitoraggio delle zone extraurbane effettuato dai Carabinieri della Compagnia di Taurianova per contrastare il fenomeno delle coltivazioni illecite di Canapa Indiana. L’arrivo della stagione calda ha portato, infatti, anche le condizioni ideali per far germogliare le redditizie piante dalle quali si ricava lo stupefacente della “marijuana”. Le iniziative dell’Arma, in questo contesto, non sono state concepite con una chiave esclusivamente repressiva, ma tendono anche a scoraggiare quanti hanno deciso di condurre piccole coltivazioni che, nel loro complesso, vanno ad alimentare uno dei maggiori introiti della criminalità organizzata. 
Raccontare a distanza di quarant’anni i “fatti di Reggio” tramite una serie di fotografie artistiche orientate a suscitare emozioni per chi li ha vissuti e, nel contempo, lasciare tracce di memoria storica per le nuove generazioni. Da tali premesse nasce il volume della casa editrice Iiriti “La rivolta di un popolo – immagini di una città insorta” (nelle foto la copertina del primo fascicolo e il palco con gli intervenuti), presentato al Circolo del Tennis “R. Polimeni”. Nutrito il numero di reggini che hanno partecipato all’incontro aperto dai saluti di Igino Postorino, presidente del Circolo, e dall’Assessore comunale Enzo Sidari. L’idea di utilizzare una raccolta fotografica, secondo quanto dichiarato dall’editore Leo Iiriti, scaturisce dalla volontà di svuotare il racconto di quei giorni da ogni schieramento ideologico e basarsi esclusivamente su ciò che le immagini sono in grado di trasferire a chi le osserva.
Oltre tremila anni di storia egizia raccontata attraverso 400 reperti inediti che narrano la vita, i costumi, le usanze e il regno d’oltretomba di faraoni e gente comune. Un “Egitto Mai Visto” quello in mostra a Villa Zerbi che si appresta, purtroppo, a chiudere i battenti domenica 18 luglio dopo quasi cinque mesi di onorato servizio raccogliendo la gratificazione di oltre 25.000 visite. Numerose in particolare quelle scolastiche, attraverso le quali giovani studenti hanno potuto conoscere una cultura che, seppur vecchia cinquemila anni, sembra aver intersecato la linea del progresso per gli standard dell’epoca. I reperti, provenienti dai depositi del Museo Egizio di Torino e per lo più mai esposti in passato, furono scoperti tra il 1908 ed il 1920 dall’egittologo italiano Ernesto Schiaparelli durante le sue missioni archeologiche nelle necropoli di Assiùt e Gebelèin, due cittadine di provincia a ridosso del Nilo fra il Medio e l’Alto Egitto.
I Carabinieri e la Polizia di Stato hanno eseguito numerosi arresti di esponenti della ‘ndrangheta, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip di Milano su richiesta della Direzione distrettuale antimafia milanese, e di un provvedimento di fermo emesso dalla DDA di Reggio Calabria. Contestualmente sono stati eseguiti due provvedimenti di sequestro di beni emessi dalle autorità giudiziarie di Milano e Reggio Calabria per un valore complessivo di oltre 60 milioni di euro. Le due Procure Distrettuali hanno coordinato la più imponente ed articolata operazione contro la ‘ndrangheta degli ultimi anni, che ha visto l’impegno degli investigatori dell’Arma e della Polizia di Stato per oltre due anni, interessando le province di Reggio Calabria, Milano, Monza Brianza, Como, Varese, Lecco, Genova e Torino, raggiungendo soprattutto gli esponenti di vertice delle principali cosche della ‘ndrangheta. 


































Operazione “Il Crimine”, gli arrestati: Alampi Giovanni, Belcastro Giuseppe Rocco classe 1961, Boschetto Saverio, Chilà Domenico, Chilà Stefano, Flachi Pietro, Focà Domenico classe 1935, Foti Saverio Trento, Gattellari Antonino classe 1948, Gattuso Andrea classe 1937, Gattuso Antonino, Gattuso Carmelo, Gattuso Domenico, Gattuso Francesco classe 1931, Iamonte Remingo classe 1958, Iaria Giuseppe Romeo, Maesano Antonio classe 1940, Maesano Giovanni classe 1949, Maisano Filiberto classe 1932,
Dal 15 al 18 luglio, le acque antistanti il lungomare di Reggio Calabria, ospiteranno il “Campionato Europeo wind-surf freestyle 2010” (come meglio dettagliato in altro articolo) per le categorie juniores femminili e maschili. La competizione internazionale rientra nell’evento “Reggio four life”, organizzato dal circolo “Widsurf dello Stretto” di Roberto Raffa, e consiste in una quattro giorni di sport, salute, cultura, musica e sano divertimento che si svolgerà in mezzo allo splendido e leggendario scenario dello Stretto. “Sarà – ha dichiarato il presidente regionale del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto) – un fine settimana all’insegna (e alla scoperta) di sport acquatici spettacolari che riscuotono successo e tanto pubblico nelle più famose località balneari del mondo”.